Calendario 2012 - GiornalinoH

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Il cavallo, è un mammifero, erbivoro, ungulato di grossa taglia. Fu catalogato dal Linneo nel 1758, come

“Equus caballus”. Appartiene al genere Equus, unico della famiglia Equide e , secondo i biologi, la specie

attuale, deriverebbe da una sottospecie selvatica, ormai estinta dal 1919, di nome Tarpan.

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Art Director: Antonio Maria Donati


gennaio 2012

L’origine dei progenitori del cavallo si fanno

risalire a circa 55 milioni di anni fa. Studi fosfossili

indicano nell’ Hyracotherium, d'altezza

non superiore a 30–40 cm al garrese e con arti

di almeno 4 dita, con una dentatura da onnivoro,

il più lontano progenitore dell’attuale

cavallo.

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Fu nelle preistoriche praterie che andò definendosi

l’evoluzione di questo capostipite i cui discendenti

si adattarono progressivamente alla

condizione di erbivori vedendo accrescere, nel

tempo, la loro corporatura, mentre gli arti diventavano

più lunghi, i denti, a loro volta, si

modificavano progressivamente aumentando in

lunghezza e nei caratteri della superficie masticatoria,

mentre diminuiva il numero delle dita

così che, alla fine del processo evolutivo, il Caballus

e gli altri appartenenti del genere Equus,

poggiano sull'unico dito rimasto loro: il medio.

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febbraio 2012

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Il cavallo si diffuse in entrambi gli

emisferi, ma in America subì, già

in epoca preistorica, la totale estinzione,

forse a causa dell’attività

antagonistica venatoria umana.

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Verso il V millennio

a.C., presso popolazioni

mongole nomadi nelle

steppe asiatiche, il cavallo

subì la prima domesticazione

che successivamente,

solo nel

III millennio a.C., si diffuse

anche in Europa. Si

è, in ogni caso, osservato

che il cavallo può riacquistare

le caratteristiche

selvatiche, sopravvivendo

allo stato brado,

alimentandosi di semplici

erbaggi.

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marzo 2012

Il cavallo rappresentò ben presto una grande risorsa

per lo sviluppo di tutta la società umana

che lo impiegò, con grande profitto in ogni sorta

di attività, da tiro e da sella, per il trasporto

in genere e anche in diverse attività belliche, fino

alle più recenti attività sportive e, perfino, di

compagnia.

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Secondo la propria corporatura,

i cavalli sono

classificati in vari tipi:

dolicomorfi, mesomorfi,

brachimorfi. Inoltre, secondo

il proprio temperamento,

i cavalli sono

classificanti anche in

“sangue freddo”, “mezzo

sangue” e “purosangue”.

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aprile 2012

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L’alimentazione del cavallo, se non è offerta dal libero

pascolo, è costituita di alcuni alimenti la cui

qualità deve tener conto dell’età, del peso, della

razza e del lavoro dell’animale. In genere si tratta

di erba fresca, oppure di fieno, avena, orzo, o anche

di farine varie, crusca, in piccole quantità nei pastoni,

il tutto con debite abbeverate, possibilmente

prima dei pasti.

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Tenuto conto della necessità del cavallo di mangiare con una certa frequenza continuativa, con la masticazione

si determina un notevole consumo della dentatura. Per fortuna, la natura provvede spontaneamente

alla costante ricrescita del dente e ciò permette all’animale di alimentarsi senza problemi. E’ interessante

rimarcare che, mentre il cavallo maschio, intorno al quinto anno di età, ha 40 denti, la femmina

ne ha 36.

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poco a poco con i denti permanenti che sono così distribuiti: 12 molari, 12 premolari,

4 scaglioni(sono mancanti nella femmina), 12 incisivi che a loro volta si

distinguono in: 2 picozzi, 2 mediani e 2 cantoni (o laterali).

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maggio 2012 Dopo la nascita, si ha l'eruzione dei denti da latte la cui sostituzione avverrà a

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Gli spazi tra gli incisivi e i premolari

sono detti barre. Lo stato dei denti,

consente agli esperti di stabilire con

buona approssimazione l'età del cavallo

in base alla forma della tavola dentaria

degli incisivi inferiori.

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giugno 2012

Il cavallo raggiunge la maturità sessuale al secondo

anno di vita. Tuttavia, opportunità di allevamento

spostano gli accoppiamenti al terzo anno. La gestazione

ha una durata di undici mesi alla cui scadenza,

in genere, nasce un solo puledro.

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La longevità del cavallo

arriva e supera

abbastanza facilmente

i 40 anni.

Per il migliore impiego

del cavallo, fin dai

primordi, l’uomo ha

messo a punto strumenti

adeguati ai bisogni.

Tali strumenti si possono

sommariamente

includere nei cosiddetti

“Finimenti”.

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luglio 2012

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Presumibilmente, in contemporanea con la

domesticazione, deve essersi presentato il

problema del trattenere con adeguati mezzi

lo scalpitante animale e poi, poterlo opportunamente

governare per il suo impiego.

Dapprima, si è inventata una sorta di rozza

“imboccatura”, migliorata più volte nel

tempo, poi, più tardi , si è inventata la

“sella” e, ancora più tardi, la “staffa”.

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Poi, tutto sommato, recentemente,

intorno al

500 d.C., un ignoto

cammelliere cinese, fece

un’invenzione rivoluzionaria

che interessò

non solo l’agricoltura,

ma anche le battaglie

dell’epoca; influenzò

anche i commerci, i

viaggi e anche

l’organizzazione familiare.

Milioni di uomini

ne hanno tratto vantaggio.

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agosto 2012

I cavalli, come del resto i Cammelli, cui il “Collare”

era originariamente destinato, erano già imbrigliati da

migliaia di anni, ma fu solo con questo “collare”, rigido

ed opportunamente imbottito, che si adattava perfettamente

alle spalle del cavallo, lasciandogli libero il

collo e la relativa circolazione sanguigna, nonché, la

necessaria libertà di respirazione, che si poté impiegare

al meglio l’animale, specialmente nel tiro, moltiplicando

per più di tre volte, la potenza della sua forza

motrice nel trainare un aratro o un qualunque tipo di

carriaggio. In Europa, nell’VIII secolo, quando il colla-

re per i cavalli cominciò a fare la sua comparsa, i ca-

valli cominciarono ad avere un nuovo ruolo

nell’agricoltura.

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In Europa, nell’VIII secolo, quando il

collare per i cavalli cominciò a fare la

sua comparsa, i cavalli cominciarono

ad avere un nuovo ruolo

nell’agricoltura. Gli aratri trainati dai

cavalli diventarono i “trattori”

dell’epoca. Anche in guerra, l’umile

collare imbottito ebbe la sua importanza

innovativa. Le milizie medioevali si

giovarono non poco, da allora in poi,

del traino ad opera della bestie da soma.

Parlando del cavallo, non si può

ignorare la “ferratura”, una pratica che

gli uomini, fin dal medioevo, hanno

imparato a mettere in uso per migliorare

le prestazioni del nobile animale,

tanto utile in pace e in guerra.

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settembre 2012

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I cavalli hanno uno zoccolo

soggetto al consumo a causa del

movimento che l’animale fa su

di un qualunque pavimento. Vivendo

allo stato brado, il cavallo

consuma lo zoccolo nelle

praterie o, comunque su terreni

alquanto morbidi. Lo zoccolo si

riproduce naturalmente

nell’arco di circa nove mesi.

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Ma se il cavallo è utilizzato

dall’uomo e si muove

su selciati, acciottolati, pavimenti

cementizi, asfaltati

o per altre ragioni più

duri, è evidente che il consumo

è maggiore ed è

maggiore anche per il

tempo in cui l’animale

viene utilizzato. Per rimediare

all’eccessivo consumo

dell’unghia del cavallo,

da tempo remoto,

l’uomo ha inventato la

ferratura che sovrapposta

allo zoccolo ne riduce vistosamente

il consumo.

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ottobre 2012

Tuttavia, la stessa crescita naturale del nuovo tessuto dell’unghia, impone un periodico

rifacimento della ferratura.

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Pertanto, ogni 40 giorni

circa, c’è bisogno

di un bravo maniscalco

che provveda alla

nuova ferratura.

L’operazione sembra

semplice, ma sono

sempre necessarie mani

esperte a salvaguardia

della sanità

dell’animale.

Infine, il cavallo, a seconda

dei luoghi e di

altre circostanze socio

-religiose, può anche

rappresentare fonte di

alimentazione per

l’uomo.

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novembre 2012

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La carne di cavallo

necessita di particolari

accorgimenti di

conservazione essendo

molto sensibile

al caldo atmosferico.

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Il suo consumo è vietato dalla religione ebraica.

La Chiesa Cattolica, nel Medioevo,

all’epoca dei papi Zaccaria I e Gregorio III ne

proibì anche essa il consumo.

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dicembre 2012

Dal punto di vista alimentare, la carne di cavallo è ricca di ferro

e organoletticamente si può considerare anche migliore di quella

del bovino per il suo apporto nutritivo. Viene particolarmente

apprezzata in diversi Paesi stranieri, come in Francia e Giappone.

In Italia, è consumata nel Veneto, in Lombardia, in Puglia,

Emilia-Romagna, Sicilia, e in alcune zone della Sardegna.

Per concludere questa breve rassegna sul nobile cavallo ci piace

notare che i crini di cavallo maschio possono essere usati per

gli archetti dei violini.

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