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Donum Vitae I, 1.). - Parrocchia San Giuseppe

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2 a parte:<br />

aspetti biologico-medici<br />

della procreazione medicalmente<br />

assistita (PMA)


La Vita nelle<br />

nostre mani


La Vita nelle<br />

nostre mani


DNA<br />

La cellula è<br />

l’unità<br />

fondamentale<br />

della vita: tutto<br />

parte da questo<br />

piccolissimo<br />

mondo


Il patrimonio genetico umano<br />

(genoma) è costituito dal DNA<br />

(acido desossiribonucleico).<br />

Il DNA si trova nel nucleo<br />

della cellula ed è costituito da<br />

una doppia elica di filamenti<br />

lunghi circa 2 m, legati tra<br />

loro da elementi detti basi;<br />

ogni filamento contiene 3<br />

miliardi di basi. Il DNA umano<br />

è organizzato in 23 coppie di<br />

cromosomi (2n = 46). Segmenti<br />

di DNA,lunghi poche decine<br />

di migliaia di basi,costituiscono<br />

i geni che contengono le<br />

informazioni per i caratteri<br />

specifici. I geni sono disposti<br />

lungo la catena del DNA.<br />

L’insieme dei geni contiene le<br />

informazioni per la costruzione<br />

di ciascun organismo vivente.


Cos'è il genoma<br />

Alcune semplici definizioni per capire:<br />

il genoma è l'intero patrimonio genetico di un<br />

organismo vivente. Per usare un paragone si<br />

potrebbe dire che è una sorta di libro di cucina<br />

scritto nel Dna in cui sono raccolte numerose<br />

ricette. Ogni ricetta dà origine ad una pietanza<br />

diversa (l'individuo) a seconda dell'interazione fra<br />

gli ingredienti (i geni) e il modo in cui vengono<br />

cucinati (l'ambiente).<br />

L' 8 luglio 2001 il professore Bo Yuan dichiara:<br />

"Secondo noi, i geni che compongono l'essere umano<br />

sono circa 66.000".<br />

Grandinotizie.it/ 29/aprile/2002


centromero<br />

2n<br />

(=46)<br />

duplicazione<br />

del DNA<br />

cromatidi<br />

fratelli<br />

accoppiamento<br />

2n degli 2n<br />

omologhi<br />

tetrade<br />

meiosi I<br />

crossing over<br />

n<br />

n<br />

meiosi II<br />

meiosi II<br />

MEIOSI<br />

In una cellula diploide (2n=46) ciascun cromosoma è presente in due copie che formano<br />

una coppia di cromosomi omologhi. Gli omologhi sono simili tra loro e recano i geni<br />

per gli stessi caratteri. In ogni coppia di omologhi, uno è di origine paterna e uno è di<br />

origine materna. La meiosi è una divisione nucleare che origina cellule provviste di una<br />

sola copia di ogni tipo di cromosoma. Al termine delle due fasi I e II, risultano 4 cellule<br />

figlie aploidi (n=23). Tra queste non vi sono cellule uguali a causa dell’avvenuto<br />

crossing over (scambio di tratti di omologhi fra i cromatidi interni di ogni tetrade).<br />

I cromosomi in blu sono paterni, quelli in rosso materni.<br />

n<br />

n<br />

n<br />

n


A B<br />

centromero<br />

cromatidi<br />

fratelli<br />

A = cromosoma poco<br />

prima della divisione<br />

B = cromosoma duplicato<br />

ciascun cromatidio<br />

fratello contiene una<br />

copia degli stessi geni,<br />

I due contengono, cioè,<br />

gli stessi geni.


Ovocita maturo<br />

Ovulo: 23 cromosomi<br />

fecondazione<br />

46 cromosomi<br />

23 cromosomi<br />

spermatozoo<br />

Meiosi:<br />

da 46 a 23<br />

Ovocita con 46 cromosomi<br />

femmina<br />

Meiosi:<br />

da 46 a 23<br />

46 cromosomi<br />

Dalla formazione dei gameti alla nascita<br />

maschio


Ovocita umano<br />

maturo


Se l’uovo non viene fecondato<br />

degenera<br />

femminile<br />

ovulazione<br />

e<br />

fecondazione


Fertilizzazione umana<br />

Nella tuba arrivano gli spermatozoi (solo quelli più validi)<br />

che vengono attratti in direzione dell'ovocita. Molti<br />

spermatozoi si avvicinano all'ovocita ma solo uno di essi<br />

riuscirà a penetrare all'interno di questo (fecondazione)<br />

rendendo immediatamente impossibile (per complessi<br />

fenomeni cellulari) l'ingresso degli altri spermatozoi.<br />

A questo punto il DNA dello spermatozoo (23 cromosomi)<br />

si unisce con quello dell'ovocita (23 cromosomi); da<br />

questo momento, la cellula, con 46 cromosomi (zigote),<br />

contiene l'informazione genetica completa per formare<br />

una "specifica persona". Ciascun cromosoma si allinea col<br />

proprio omologo in un arco di tempo di circa 24 ore. Lo<br />

zigote è la prima cellula dell'embrione e quindi la prima<br />

cellula della nuova persona.


LA FUSIONE DEI DUE NUCLEI DOPO LA FECONDAZIONE<br />

avviene entro il primo giorno e da origine a un piccolissimo……………


…mondo


ZIGOTE<br />

Ovocita fertilizzato allo stadio pronucleare<br />

(patrimonio cromosomicodiploide)<br />

12-31 ore dalla fertilizzazione<br />

SEGMENTAZIONE<br />

EMBRIONE a 2 cellule<br />

EMBRIONE a 4 cellule<br />

EMBRIONE a 8 cellule<br />

27-43 ore dalla fertilizzazione<br />

36-65 ore dalla fertilizzazione<br />

45-73 ore dalla fertilizzazione


MORULA<br />

embrione a 16-32 cellule<br />

4-5 giorni dalla fertilizzazione<br />

BLASTOCISTE PRECOCE<br />

embrione a 64 cellule<br />

5 giorni dalla fertilizzazione<br />

CAVITAZIONE<br />

BLASTOCISTE ESPANSA<br />

embrione a 64 cellule<br />

6-7 giorni dalla fertilizzazione<br />

HATCHING<br />

Prima di impiantarsi la blastocisti matura<br />

completamente espansa, attraverso l’azione<br />

di enzimi litici, “rompe” lo strato di glicoproteine<br />

della zona pellucida che ancora la<br />

circonda e abbandona il suo involucro protettivo<br />

che aveva sinora rivestito l’embrione.<br />

IMPIANTO UTERINO


Per il Magistero l’embrione è un individuo fin dall’inizio<br />

Essa richiama gli insegnamenti contenuti nella<br />

Dichiarazione sull’aborto procurato: “Dal momento in cui l’ovulo<br />

è fecondato si inaugura una nuova vita che non è quella del<br />

padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si<br />

sviluppa per proprio conto. A questa evidenza di sempre la<br />

scienza genetica moderna fornisce preziose conferme. Essa ha<br />

mostrato che dal primo istante si trova fissato il programma di<br />

ciò che sarà questo vivente: un uomo, quest’uomo-individuo<br />

con le sue note caratteristiche già ben determinate. Fin dalla<br />

fecondazione è iniziata l’avventura di una vita umana”».<br />

<strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong>, I,1<br />

L’embrione è un individuo della specie umana in virtù della:<br />

- peculiarità e unicità del suo patrimonio genetico;<br />

- autonomia dei processi metabolici rispetto a quelli materni;<br />

- intrinseca tensione a giungere alla sua pienezza maturativa.


A<br />

D<br />

B<br />

E<br />

C<br />

Embrione<br />

(fino all’8 a<br />

settimana)<br />

A: 3 a settimana<br />

B: 4 a settimana (0,5<br />

cm)<br />

C: 5 a settimana<br />

(1 cm)<br />

D: 6 a settimana<br />

(1,5 cm)<br />

E: 7 a settimana<br />

(2 cm)


Il feto<br />

(dopo l’8 a settimana)


L’embrione è uno stadio della vita umana<br />

È un dato oggettivo in senso scientifico che<br />

l’embrione non è un oggetto biologico<br />

qualsiasi ma, sin dal primo istante, è una forma<br />

embrionale di vita umana con<br />

– patrimonio genetico,<br />

– dinamiche differenziative,<br />

– caratteristiche biochimiche<br />

– caratteristiche metaboliche<br />

che sono quelle proprie ed esclusive della<br />

specie umana.<br />

NON IMPORTA QUANTE CELLULE HA


DAVVERO UN ESSERE UMANO SI<br />

RICONOSCE DAL NUMERO DELLE SUE<br />

CELLULE?


Beh, io ne ho solo una!


DAL LUOGO<br />

IN CUI SI<br />

TROVA?<br />

DAVVERO IL<br />

VALORE DI UN<br />

ESSERE<br />

UMANO SI<br />

GIUDICA


Beh, io<br />

sono ...<br />

qui...!<br />

O qui!!!


l’embrione è persona ?


• L’individualità biologica<br />

dell’embrione testimonia che<br />

l’embrione è un altro da me e<br />

proprio perché esistente al di<br />

fuori di me diventa un appello a<br />

riconoscere il suo valore<br />

intrinseco, il suo valore di<br />

soggetto.<br />

• Dunque, è persona e…………………


… E DARAI VOCE A CHI NON NE HA:<br />

L’ESSERE UMANO<br />

QUANDO E’ ANCORA INVISIBILE<br />

Perché queste<br />

sono due immagini<br />

dello stesso uomo


L’embrione va rispettato come persona<br />

• L’embrione, dal punto di vista dell’essere, è un individuo umano ed «esige il<br />

rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all’essere umano nella sua<br />

totalità corporea e spirituale» e quindi ha diritto alla vita, diritto all’integrità fisica,<br />

diritto al rispetto della sua dignità. «L’essere umano va rispettato e trattato come<br />

una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli<br />

si devono riconoscere i diritti della persona» (<strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong> I, <strong>1.</strong>).<br />

• La persona viene assunta come criterio di eticità, e l’embrione, in quanto<br />

individuo appartenente alla specie umana, merita quella considerazione etica e<br />

giuridica che si attribuisce a tutti gli altri esseri umani nelle varie fasi della loro<br />

esistenza.<br />

• Il Comitato Nazionale di bioetica, organo appositamente costituito per<br />

fornire elementi di giudizio anche al Parlamento, nel parere emanato il<br />

28/6/96, su "Identità e statuto dell'embrione umano", ha così concluso: "Il<br />

Comitato è pervenuto, alla unanimità, a riconoscere il dovere morale di<br />

trattare l'embrione umano fin dalla fecondazione, secondo i criteri di<br />

rispetto e tutela che si debbono adottare nei confronti degli individui umani<br />

a cui si attribuisce comunemente la caratteristica di persone".


• Il Magistero della Chiesa cattolica privilegia la teoria<br />

dell’animazione (ingresso dell’anima) al concepimento<br />

Certamente però ogni concepito da donna può essere<br />

termine di amore, di cura e di tutela ben prima della sua<br />

nascita e, in una prospettiva di fede, è certo che «l’uomo,<br />

fin dal grembo materno, appartiene a Dio che tutto scruta<br />

e conosce, che lo forma e lo plasma con le sue mani, che<br />

lo vede mentre è ancora un piccolo embrione informe e<br />

che in lui intravede l’adulto di domani i cui giorni sono<br />

contati e la cui vocazione è già scritta nel libro della vita».<br />

n. 6<strong>1.</strong><br />

Evangelium <strong>Vitae</strong>,


interventi attuabili sulla vita prenatale<br />

<strong>1.</strong>- Conservativi: Conservativi mediante congelamento (crioconservazione);<br />

2.- Distruttivi: Distruttivi:<br />

eliminazione embrioni e feti difettosi scoperti attraverso diagnosi<br />

prenatale o pre-trasferimento in caso di FIVET;<br />

eliminazione di embrioni soprannumerari prodotti nel corso di<br />

alcune procedure di procreazione artificiale;<br />

distruzione di embrioni non desiderati dopo l’inizio della<br />

gravidanza (in fase pre e post-impianto);<br />

3.- Diagnostici: Diagnostici ecografia, fetoscopia, placentocentesi, amniocentesi,<br />

prelievo di villi coriali<br />

4.- Terapeutici: Terapeutici:<br />

- medici;<br />

- chirurgici;<br />

- genetici (veramente terapeutici; eugenetici–<br />

migliorativi)<br />

5.- Sperimentali: esperimenti solo conoscitivi o terapeutici;<br />

6.- Strumentali: uso di embrioni e feti per produrre cosmetici e<br />

farmaci o come riserva di organi e tessuti da trapiantare.


la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)<br />

o Procreazione Artificiale Umana (PAU)<br />

Il patriarca Giacobbe aveva preso in moglie due sorelle, Lia e<br />

Rachele. Rachele era la moglie più teneramente amata, ma era sterile,<br />

mentre Lia, che era meno amata, era stata benedetta dal Signore con<br />

la fecondità e faceva un figlio dopo l’altro. «Rachele vedendo che non<br />

le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della<br />

sorella e disse a Giacobbe: Dammi dei figli, se no io muoio». (Gen<br />

30,1)<br />

In questo grido disperato per la maternità negata è sintetizzato il<br />

dramma della sterilità, una condizione che viene spesso<br />

vissuta dalla coppia e dai singoli come una sconfitta, un<br />

fallimento, una impossibilità di piena autorealizzazione.<br />

Nei paesi occidentali il numero delle coppie che non hanno<br />

possibilità di procreare è in continua crescita per una<br />

complessa serie di ragioni sociali, ambientali e sanitarie, non<br />

tutte note e chiarite.


Fecondazione intracorporea<br />

• INSEMINAZIONE ARTIFICIALE (IA) intracervicale; intraperitoneale;<br />

intratubarica; intrauterina.<br />

Prevede tre fasi: <strong>1.</strong> induzione e monitoraggio dell’ovulazione;<br />

2. raccolta dello sperma e il suo eventuale trattamento<br />

(capacitazione);<br />

3. trasferimento dello sperma nelle vie genitali<br />

femminili. La fertilizzazione dell’ovocita avviene quindi in modo<br />

naturale.<br />

• GIFT (Gamete Intra Fallopian Transfer) e tecniche analoghe [GIPT=<br />

transfer intraperitoneale; GIUT= transfer intrauterino]<br />

Dopo l’induzione e il monitoraggio dell’ovulazione, l’ovocita viene<br />

prelevato attraverso laparoscopia e agoaspirazione dal follicolo<br />

maturo; lo sperma viene prelevato e trattato. I gameti vengono<br />

quindi trasferiti nella tuba separati da una bolla d’aria e la<br />

fecondazione avviene poi all’interno della tuba stessa.


Schema dei tempi del GIFT<br />

A<br />

C<br />

B


Fecondazione extracorporea<br />

• FIVET (Fecondazione in vitro e embryo-transfer) e tecniche<br />

analoghe (TEST= transfer intratubarico; ZIFT= transfer<br />

intratubarico dello zigote; PRETT: transfer intratubarico del preembrione)<br />

La FIVET consiste di due fasi distinte: la fecondazione in vitro<br />

(FIV) e il trasferimento dell’embrione (ET). I gameti sono prelevati<br />

con monitoraggio dell’ovulazione (spesso superovulazione) e<br />

prelievo dell’ovocita (in anestesia); prelevato e capacitato lo<br />

sperma, si ha la fertilizzazione in provetta, al di fuori del corpo<br />

materno. Quando gli embrioni hanno raggiunto lo stadio di<br />

morula o di blastocisti precoce vengono trasferiti in utero.<br />

• ICSI (iniezione dello spermatozoo dentro l’ovocita) tecniche<br />

analoghe.<br />

Dopo la raccolta dei gameti, i singoli spermatozoi vengono<br />

introdotti con adatta micropipetta all’interno degli ovociti,<br />

realizzando una fertilizzazione diretta e del tutto artificiale. Gli<br />

embrioni vengono poi trasferiti nell’utero come nella FIVET.


1<br />

2<br />

Intracytoplasmic Sperm Injection<br />

ICSI<br />

3 4 5


Fecondazione omologa ed eterologa<br />

• A seconda della provenienza dei gameti la fecondazione viene<br />

distinta in:<br />

– omologa o intraconiugale (se il seme e l’ovulo vengono dai due<br />

sposi)<br />

– eterologa o extraconiugale (se il seme e/o l’ovulo sono di<br />

donatore o donatrice).<br />

• Le metodiche di crioconservazione del seme sono molto avanzate e<br />

si stanno sviluppando sempre più anche quelle degli ovuli. Il seme<br />

dei donatori volontari viene raccolto, congelato e depositato in<br />

apposite banche del seme per poter essere usato in donne il cui<br />

marito è sterile o in donne sole.<br />

• Un aspetto particolare è il fenomeno delle madri surrogate. Si<br />

chiamano con questo nome sia quelle donne che conducono a<br />

termine la gestazione di embrioni a loro geneticamente estranei<br />

perché concepiti in vitro da una coppia sposata e trasferiti nel loro<br />

utero per portare a termine la gravidanza (utero in affitto), sia quelle<br />

donne che conducono a termine la gestazione di embrioni generati<br />

da un loro ovulo con seme di donatore con il patto di cederlo ad<br />

altri.


Le procedure eterologhe:<br />

• Indipendentemente dalle tecniche impiegate, esse ledono:<br />

– il nesso fra amore sponsale e trasmissione della vita, contraddicendo<br />

il senso del procreare come espressione dell’unità<br />

degli sposi (il figlio trae origine fuori della coppia);<br />

– oscurano la componente personale del generare (i donatori<br />

sono sconosciuti);<br />

– creano squilibri all’interno dei rapporti familiari dissociando<br />

gli elementi fisici, psichici e morali che li costituiscono.<br />

Cfr. <strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong> II, A, 1-2<br />

• Analogamente risultano eticamente inaccettabili:<br />

– l’istituzione di banche del seme e di ovuli finalizzata<br />

all’eterologa;<br />

– la maternità sostitutiva, anche se compiuta senza fini di lucro,<br />

comportante o meno l’impegno di gameti della madre<br />

sostitutiva.<br />

Cfr. <strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong> II, A, 3


Clonazione<br />

Consiste nella moltiplicazione di un individuo in più copie:<br />

– per fissione gemellare artificiale dell’embrione precoce (riproducendo,<br />

in pratica, ciò che la natura fa quando si producono i gemelli<br />

monozigoti);<br />

– per trasferimento di nucleo da una<br />

cellula somatica a un ovocita<br />

fertilizzato (dando origine ad un<br />

organismo embrionale genetica-<br />

mente identico ad un organismo<br />

adulto preesistente).<br />

Venerdì 5 luglio 1996 nasce DOLLY (nella foto<br />

con Bonnie, suo figlio) il primo mammifero<br />

clonato a partire da cellule di adulto: unico nato<br />

di 8 embrioni ottenuti su 277 tentativi presso il<br />

Roslin Intitute di Midlothian in Scozia.


Ectogenesi<br />

È lo sviluppo dell’embrione fuori del corpo materno, in un utero<br />

animale o in un utero artificiale. Sin dagli anni ’70, la Shulamite<br />

Fireston, ne La dialettica dei sessi elaborava la teoria che lo<br />

sviluppo delle biotecnologie riproduttive avrebbe avuto un effetto<br />

liberante sulle donne e accarezzava il sogno dell’utero artificiale<br />

come strumento per la definitiva liberazione della donna dalla<br />

servitù biologica e quindi sociale.<br />

Fecondazione interspecifica<br />

È una ipotesi ancora fantascientifica (ma per quanto tempo<br />

ancora ?) perché esistono barriere naturali che si oppongono alla<br />

fusione di gameti di specie diverse, anche se biologicamente vicine,<br />

come l’incrocio fra uomo e scimpanzè, lo scimpanzuomo, ipotizzato<br />

da B. Chiarelli. Si è però scoperto che lo spermatozoo umano può<br />

penetrare l’ovocita di hamster e questa singolarità è stata sfruttata<br />

per studiare la funzionalità degli spermatozoi con un apposito test<br />

di penetrazione.<br />

penetrazione


Giudizio morale sulle singole tecniche<br />

• Non possono essere accettate quelle tecniche che, come la FIVET,<br />

intervenendo in modo drastico sullo svolgimento del processo<br />

generativo, lo collocano al di fuori del contesto della vita sessuale<br />

e amorosa della coppia, così che il momento propriamente<br />

fecondativo avviene in vitro, artificiosamente dissociato dal<br />

momento unitivo.<br />

Cfr. <strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong> II, B, 5<br />

• Sono ammissibili in linea di principio quelle tecniche che, come<br />

l’inseminazione artificiale, virtualmente rispettano l’integrità<br />

dell’atto coniugale nel suo duplice momento unitivo e procreativo.<br />

I due momenti sono separati nel tempo (come del resto accade in<br />

natura), ma restano in stretta connessione di significati e di<br />

intenzione.<br />

• Sulla GITF e le tecniche analoghe ci sono invece pareri<br />

discordanti poiché non è sempre immediato scorgere dove finisce<br />

l’aiuto e dove inizia l’artificio disumanizzante.<br />

• Cfr. <strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong> II, B, 6


Valutazioni etiche<br />

E’ necessario rivolgere ogni sforzo nell’<br />

educare i giovani a cogliere i significati<br />

veri della sessualità, dell’amore, del dono<br />

della vita e della sua accoglienza


Il significato del procreare umano<br />

• Il senso ultimo del procreare umano, l’inviolabile<br />

bonum humanum della procreazione, consiste nella<br />

connessione fra la trasmissione della vita e l’amore<br />

coniugale, in quanto amore personale, fecondo e<br />

incarnato.<br />

• La generazione della persona non può essere<br />

assimilata alla produzione di un oggetto, ma si situa<br />

nell’ordine del creare e si colloca non tanto fra le cose<br />

che la persona fa, ma tra le cose che esprimono<br />

l’essere stesso della persona che agisce.<br />

<strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong>, II, B, 4c.


QUALE CONTESTO ?<br />

• La procreazione di una nuova persona avviene nel contesto<br />

dell’amore coniugale come frutto e segno della mutua donazione<br />

personale degli sposi, del loro amore, della loro fedeltà.<br />

• L’atto procreativo è posto da due persone che diventano per<br />

amore una caro, una persona coniugalis, per cui non può mai<br />

essere ridotto ad atto puramente fisico: infatti, si genera con il<br />

corpo, con l’intelletto e la volontà, con il desiderio e l’accoglienza.<br />

• Criterio cardinale di giudizio etico è il rispetto dell’inscindibile<br />

legame fra dinamiche procreative e dinamiche unitive dell’atto<br />

sessuale.<br />

«Salvaguardando ambedue questi aspetti essenziali, unitivo e<br />

procreativo, l’atto coniugale conserva integralmente il senso del<br />

mutuo e vero amore e il suo ordinamento all’altissima vocazione<br />

dell’uomo alla paternità».<br />

Humanae <strong>Vitae</strong>, n. 12.


QUALI RELAZIONI ?<br />

• Dall’atto procreativo si originano le relazioni parentali: il figlio è il<br />

frutto dell’amore della coppia, è chiamato dal desiderio di<br />

paternità e di maternità ed è accolto in seno ad una famiglia.<br />

• Sono relazioni interpersonali che investono la persona a tutti i<br />

livelli e che devono essere salvaguardate per la crescita<br />

armoniosa ed equilibrata della persona.<br />

• Il figlio ha diritto ad essere concepito, portato in grembo, messo al<br />

mondo ed educato nel matrimonio perché soltanto all’interno di<br />

una situazione familiare stabile egli può godere di quegli affetti e<br />

di quegli aiuti che gli permetteranno di sviluppare le sue<br />

potenzialità.<br />

«La tradizione della Chiesa e la riflessione antropologica<br />

riconoscono nel matrimonio e nella sua unità indissolubile il solo<br />

luogo degno di una procreazione veramente responsabile».<br />

<strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong>, II,<br />

A, <strong>1.</strong>


Caravaggio, 1609


L’etica dell’artificiale<br />

«L’artificialità è presente fin dal momento in cui l’uomo ha inteso<br />

intervenire sull’organismo sofferente per guarire o dare sollievo al<br />

malato, perché ogni attività che ha a che vedere con la tecnica<br />

implica un intervento esterno nello sviluppo o nel funzionamento<br />

del soggetto malato… La Chiesa è la prima ad elogiare e a<br />

raccomandare l’intervento dell’intelligenza in un’opera che così da<br />

vicino associa la creatura ragionevole al suo Creatore, ma afferma<br />

che ciò si deve fare nel rispetto dell’ordine da Dio stabilito».<br />

COTTIER G., Riflessioni, 17<strong>1.</strong><br />

• La tecnica assimila l’agire intelligente dell’uomo all’agire sapiente<br />

di Dio, ma l’uomo non può contrapporre la sua progettualità al<br />

progetto di umanità che egli porta scritto dentro di sé e che<br />

dipende ultimamente dalla volontà del Creatore: sarebbe infatti<br />

assurdo che l’uomo perseguisse progetti che si risolvessero in<br />

una negazione o contraddizione della sua realtà profonda.


Il criterio della “adiuvatio naturae”<br />

• Il criterio generale per giudicare la accettabilità etica di<br />

una certa tecnica di procreazione artificiale è che «il<br />

mezzo tecnico non deve essere sostitutivo dell’atto<br />

coniugale, ma deve configurarsi come una sua<br />

facilitazione o aiuto affinché esso raggiunga il suo<br />

scopo naturale».<br />

<strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong>, II, B, 6.<br />

• Le tecniche artificiali in senso stretto oscurano il senso<br />

e la dignità del procreare perché si sostituiscono ai<br />

genitori in quell'atto squisitamente umano che è il<br />

procreare così che, pur essendo efficaci dal punto di<br />

vista dell’effetto conseguito, si rivelano alla fine<br />

disumanizzanti.


Sorte degli embrioni soprannumerari<br />

• Ferma restando la disapprovazione per le tecniche di FIV, ci si<br />

chiede quale debba essere il destino degli embrioni<br />

soprannumerari e congelati che la madre si rifiuta di accogliere,<br />

anche in gravidanze successive.<br />

• Non si è ancora trovata una soluzione soddisfacente, ma, esclusa<br />

ogni forma di commercializzazione, si potrebbe pensare ad una<br />

adozione da parte di una coppia nella quale la moglie potrebbe<br />

condurre a termine la gravidanza.<br />

• Non si ricadrebbe nell’eterologa perché nessuno dei due sposi<br />

avrebbe partecipato alla generazione ed essi si troverebbero così<br />

nella medesima posizione nei confronti del figlio.<br />

• La madre adottiva non potrebbe essere assimilata ad una madre<br />

surrogata perché alla fine della gravidanza il bimbo resterebbe<br />

come figlio con la madre gestazionale.


Interventi sulla vita prenatale<br />

congelamento o crioconservazione degli embrioni<br />

Area di crioconservazione in un labolaboratorio di FIV: 1-Serbatoio del liquido di<br />

congelamento; 2/3-Congelatori; 4/5- 4/5-<br />

Contenitori per la conservazione degli<br />

embrioni congelati<br />

Gli embrioni vengono inseriti nel congelatore per<br />

essere portati a – 196 °C.


Il diritto al figlio<br />

• Il figlio non è un oggetto di cui entrare in possesso per cui<br />

non ha senso parlare di un diritto al figlio: si ha diritto alle<br />

cose e non alle persone e il figlio è persona e altro-da-sé.<br />

Cfr. <strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong>, II, B, 8.<br />

• Il bambino, con la sua presenza di persona, costringe i<br />

genitori a riconoscere il mistero della vita di cui l’uomo non<br />

è padrone. Il figlio chiede il rispetto dovuto alla libertà<br />

personale e obbliga i genitori a compiere<br />

quell’espropriazione di sé che conduce al “riconoscimento”<br />

di una presenza che li precede e li trascende e che è<br />

indisponibile.<br />

• La coppia sterile ha il diritto di tentare tutte le vie lecite per<br />

avere un figlio, ma bisogna ricordarle che in ogni caso può<br />

attuare la sua fecondità attraverso l’adozione, l’affido e<br />

l’impegno per promuovere la vita.<br />

Cfr. <strong>Donum</strong> <strong>Vitae</strong>, II, B, 8.


Conclusione<br />

• La posizione della bioetica cattolica sulla procreazione assistita si<br />

basa sul valore e la dignità della persona.<br />

• Il giudizio morale sui singoli aspetti del problema non dipende da<br />

una concezione statica e sacrale della natura biologica, ma da una<br />

considerazione olistica dell'uomo, colto nella sua realtà<br />

complessa, corporea e spirituale.<br />

• In una società democratica e pluralista ci sono molte opinioni e<br />

molti punti di vista, ma deve egualmente interrogare la ragione e<br />

la coscienza e chiedersi qual è il minimo etico al di sotto del quale<br />

si violano valori essenziali per ogni uomo.<br />

• In questo campo il minimo etico irrinunciabile pare costituito dalla<br />

difesa dell’integrità e dell’identità dell’embrione e dalla difesa<br />

della famiglia come struttura sociale naturalmente connessa con<br />

la trasmissione e l’accoglienza della vita umana.<br />

• L’etica non ostacola il progresso della medicina, ma le indica le<br />

giuste direzioni verso cui muoversi e i limiti oltre i quali non deve<br />

andare.

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