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EFFE aprile 2012

www.effemagazine.it

5,00 €

4,00 €

MENSILE | ANNO 2 NUMERO 4 | APRILE 2012

BOND

Tutte le tecniche

facili da imparare

per fare trading

con le obbligazioni 42

TECH

Smartphone,

per Nokia arriva

finalmente

l’effetto Windows? 48

LUX

Crisi dell’euro

e super franco

non fermano

la corsa di Swatch 62

MATERIE PRIME

Capire bene

il mercato del grano

per investire

come i trader 70

INVESTIRE

DOPO LA PAURA

Strategie & strumenti per tornare a guadagnare

POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 70% - LO/MI

Mario Monti

Presidente del Consiglio


Clima

favorevole

Quando i mercati sono volatili, oltre ai

rischi aumentano anche le occasioni

di guadagno, non soltanto per i trader

professionisti ma anche per gli

investitori normali capaci di gestire

le emozioni. Allora l'attuale fase di

volatilità, inserita però in un contesto

più favorevole agli investimenti, è probabilmente

quella giusta per riavvicinarsi ai mer-

ta

in cui ci accorgeremo delle opportunità che

ci sono state quando ormai il tempo giusto per

liano

è tendenzialmente refrattario a qualunque

investimento rischioso. Forse i più non si

sono accorti che questo 2012 è partito bene

di

per molte Borse, persino quella italiana; che

Lionello Cadorin

molti Paesi emergenti presentano situazioni

molto interessanti (vi invito a seguire la nostra

rubrica Mondi emergenti su effemagazine.it);

e che altri mercati nei quali si può andare a

cercare il rendimento offrono opportunità in-


che questa fase positiva sia destinata a durare

a lungo, ma chi sta partecipando sicuramente

si diverte di più di chi, scottato o anche soltanto

spaventato, ha deciso di starsene fuori con i

soldi parcheggiati da qualche parte.

F abbiamo avvertito il cambiamento di

-



sulla Grecia, ha cancellato ansie e paure degli

investitori e ricreato un sentiment più favorevole

agli investimenti, alimentato dal buon


dicazioni

concrete per gli investitori: fondi e

altri prodotti gestiti, singole azioni, ma anche


ma appassionante, e asset class super tradizionali

e conservative come le obbligazioni: con

le quali però, manco fossero azioni, in tempi

come questi si può guadagnare senza troppi

rischi con frequenti operazioni di compravendita

e qualche semplice tecnica di trading che

abbiamo provato a trasmettervi.

lionello.cadorin@browneditore.it

03


APRILE

BLOG

Perché ci preoccupiamo

tanto della benzina? 8


nella “solida” arte classica 10


ai minimi del settore sanitario 12

HOME COPERTINA

Strategie & strumenti

per tornare a investire 14

Per gli investitori la crisi

24

E ora i clienti private

riscoprono il bello del gestito 26

Mettere un po’

di renminbi in portafoglio 28

Fondi immobiliari,

un anno vissuto tutto al ribasso 32

Cigno nero

Cigno bianco 36

SEI RIMASTO

SENZA ?

12

28

32

F

Richiedi

la tua copia

in edicola!

PRENOTA SUBITO LA PROSSIMA USCITA!

05


Menu | APRILE 2012

06

BOND TITOLI DI STATO & OBBLIGAZIONI

Tecniche “facili” per fare

trading? Provate queste! 42

TECH TECNOLOGIA & FINANZA


l’effetto Windows? 48

STARTUP METTERSI IN PROPRIO

S-peek, sullo smartphone

il rating delle società 54

JOB PROFESSIONI & FINANZA

Dove vanno a far carriera

i manager con la valigia 58

LUX LUSSO & FINANZA

Ma Swatch non si ferma

62

ETF

Come puntare sulle società

con dividendi alti e crescenti 66

MATERIE PRIME

Grano, capire il mercato

per “mietere” come i trader 70

F ACADEMY

La performance (e il rischio)

si possono misurare così 76

62

70

48

58


90

F ACADEMY


Questione di scale 80

CERTIFICATI

Effetto Facebook

sul SONIX 84

Quanto ha reso

il calo dello spread 85

L’alta velocità (e semplicità)

degli Easy Express 86

PERFORMANCE RENDIMENTI ALTERNATIVI

Puntare su NZD

contro AUD 88

REAL ESTATE

Comprare casa nei BRIC?

Meglio la carta del mattone! 90

WWW.FINANZAONLINE.COM

Il meglio del Forum

96

PERSONE & SOCIETÀ

ABERDEEN 14

ALETTI GESTIELLE 24

ALLIANCE BERNSTEIN 29

ALLIANZ 29

ATOS 39

AZIMUT 14

BALLMER STEVE 50

BANCA GENERALI 26

BARCLAYS 29

BETTI FRANCESCO 24

BLACKROCK 29

BMW 39

BOSCO MATTEO 14

BUNGE 41

CAIRN ENERGY 40

CALAMAI SIMONE 14

CARMIGNAC EDOUARD 14

CARMIGNAC GESTION 14

CGG VERITAS 39

CIPRIAN MATTIA 54

ELOP STEPHEN 48

ENEL 37

EXPERTEER 58

FACEBOOK 84

FENICE SA 10

FIDELITY 29

FRESNILLO 36

FUNDSTORE 14

GIULIANI PIETRO 14

GLENCORE 41

GOLDCORP 36

GUIATI MASSIMO 29

HAYEK NICOLAS 65

HSBC 29

JOHNSON & JOHNSON 12

MICROSOFT 48

MODEFINANCE 54

MORNINGSTAR 14

NESTLÈ 39

NEWCREST MINING 36

NEXANS 39

NOKIA 48

NOVARTIS 12

OLAM 41

PEDIRODA VALENTINO 54

POZZI ALBERTO 10

QINETIQ 38

RANGOLD RESOURCES 36

RBS 85

RIBECCO ANGELO 26

ROCHE 12

SIEMENS 39

SILLANO NADIA 59

SKANDIA 14

SOCIÉTÉ GÉNÉRALE 84

STATE STREET GLOBAL ADVISOR 67

STATOIL 40

STENZ PETER 66

SWATCH 62

SWISSCANTO 66

07


08

BLOG

Washington post

Perché ci preoccupiamo

DI COLEMAN KENDALL

------------------

Economista

americano,

è consulente

di banche

e istituzioni

f inanziarie

negli Stati Uniti,

in Giappone,

in Svizzera e in Italia.

Vive a Washington.


















PERCHÉ FANNO NOTIZIA

I PREZZI DELLA BENZINA


tanto della benzina?











PERCHÉ I PREZZI DELLA BENZINA

NON DOVREBBERO FARE NOTIZIA
























































F

BLOG

09


10

BLOG

STRUMENTI DI INVESTIMENTO

Un fondo per diversif icare

nella "solida" arte classica

Diritto lussemburghese, un patrimonio di 90 opere europee tra il XIII e il XIX secolo, 125 mila

euro di sottoscrizione minima. E una performance comunque positiva (+0,124%) nel 2011

Comprare un Rembrandt o un Goya

non è cosa solamente per ricchi amanti

dell'arte ma anche un'opportunità

(collettiva) per investitori che voglio-




DI VALERIA PANIGADA

basata a Lugano specializzata in asset

-



-





Alberto Pozzi-


-



-





tuto

di ricerca Nomisma emerge che chi ha investito in


-



-

-


punta a ottenere nel medio-lungo termine una rivalutazione

attraverso operazioni di trading o tramite i

-

-

F

NICOLAS

POUSSIN

L’infanzia di

Bacco

olio su tela

cm55X69

FRANCISCO

GOYA

Deposizione

di Cristo dalla

Croce

olio su carta

montata su tela

cm 36X20

REMBRANDT

VAN RIJN

Figura maschile

inchiostro

acquarello

su carta cm

11,5X6,5

GIOVANNI

BATTISTA

PIAZZETTA

L’eterno crea

Universo

olio su tela

cm 104X158


È UN MONDO NUOVO.

GLI INVESTIMENTI PRIVI DI

RISCHIO NON ESISTONO PIÙ.

I MERCATI SONO SEMPRE PIÙ VOLATILI.

LA FIDUCIA DEGLI INVESTITORI È SCARSA.

Tutti si fanno la stessa domanda:

“Come devo investire i miei soldi?”

Crediamo che il tuo portafoglio oggi debba essere suffi cientemente dinamico da potersi

adattare ai rapidi cambiamenti di mercato e diversifi cato come non mai. Ti suggeriamo qui

di seguito alcune idee d’investimento che potrai discutere con il tuo Consulente Finanziario:

CINQUE CONSIGLI PRATICI PER RENDERE IL TUO PORTAFOGLIO PIÙ

DINAMICO E DIVERSIFICATO

1 Considera il prezzo della liquidità

Avere un portafoglio investito in liquidità può essere ragionevole nel breve periodo, ma in

uno scenario di tassi di interesse bassi il valore del denaro viene sistematicamente eroso

dall’infl azione che ne riduce il potere di acquisto futuro. Quando pensi alla tua

propensione al rischio e alla composizione del tuo portafoglio tieni presente che la

liquidità ha un costo intrinseco che cresce con il passare del tempo e che può essere

molto elevato.

2 Diversifi ca le tue fonti di rendita

Per anni gli investitori hanno potuto fare affi damento sui titoli di stato per ottenere una

rendita sicura. Oggi che i rendimenti sulle obbligazioni governative dei paesi con elevato

merito creditizio sono bassi, le persone con una maggiore propensione al rischio possono

costruirsi una rendita importante investendo in titoli azionari che pagano dividendi o in

obbligazioni di società che offrono un fl usso cedolare costante.

3 Valuta anche gli investimenti non tradizionali

Strategie e tecniche d’investimento più sofi sticate - quali gli investimenti in materie

prime e nei prodotti a rendimento assoluto - che prima erano riservate ai soli investitori

istituzionali oggi sono disponibili ad un pubblico più ampio. Anche se queste strategie

presentano dei rischi, i rendimenti che generano non dipendono necessariamente dal

comportamento dei mercati azionari ed obbligazionari, permettendo così di aumentare

la diversifi cazione di portafoglio.

4 Investi attivamente nella gestione passiva

Gli investimenti passivi, che hanno come obiettivo la replica di un indice azionario o

obbligazionario, rappresentano un modo effi ciente ed economico di prendere

esposizione ai mercati. Gli ETF sono fondi aperti indicizzati quotati in borsa come le

azioni, che permettono agli investitori di adattare, in modo veloce ed effi cace, il proprio

portafoglio ai movimenti mercato.

5 Rivedi il tuo orizzonte temporale di investimento

L’innazalmento della speranza di vita signifi ca che i nostri risparmi dovranno durare

più a lungo rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto. Questo ci permette di

estendere l’orizzonte temporale dei nostri investimenti e di continuare ad essere esposti

a mercati rischiosi, come ad esempio quelli azionari, anche una volta in pensione.

Per avere maggiori informazioni su questi

temi di investimento e sui prodotti che

possono aiutarti a tradurli in pratica,

visita il sito blackrock.com/newworld

Le opinioni di BlackRock espresse nel presente documento sono aggiornate a febbraio 2012 e sono soggette a modifi ca. Il presente documento ha scopo puramente informativo, non costituisce

un’offerta o una sollecitazione all’investimento in uno qualsiasi dei fondi del gruppo BlackRock. Qualsiasi investimento comporta un elemento di rischio. Il valore degli investimenti ed i relativi rendimenti

potrebbero subire delle fl uttuazioni sia al rialzo sia al ribasso e non sono garantiti. Le variazioni dei tassi di cambio potrebbero far aumentare o diminuire il valore degli investimenti e chi effettua

l’investimento potrebbe non recuperare la somma originariamente investita.

La performance passata non è indicativa di quella futura e non deve essere l’unico fattore considerato ai fi ni della scelta di un prodotto. Le fl uttuazioni potrebbero risultare particolarmente evidenti

nel caso di comparti caratterizzati da una maggiore volatilità ed il valore degli investimenti potrebbe crollare improvvisamente o consistentemente. Le aliquote fi scali e la base imponibile potrebbero

variare nel tempo. Alcuni investimenti oltreoceano potrebbero implicare il rischio di perdere il capitale investito a causa delle sfavorevoli fl uttuazioni delle valute locali e dell’instabilità politica ed

economica di taluni paesi. I mercati emergenti implicano un livello di rischio superiore e una maggiore volatilità oltre a volumi di scambio inferiori. Due dei principali rischi legati agli investimenti

obbligazionari sono il rischio sui tassi d’interesse e il rischio creditizio. In genere, quando i tassi d’interesse aumentano il valore delle obbligazioni diminuisce. Il rischio creditizio si riferisce alla possibilità

che l’emittente non sia in grado di restituire la somma investita e di pagare eventuali interessi. L’obiettivo degli ETF di iShares è la replica dell’indice di riferimento e le partecipazioni non vengono

modifi cate in caso di oscillazione dei mercati sia al rialzo che al ribasso. I rendimenti possono essere diversi rispetto a quelli dell’indice di riferimento. Gli ETF di iShares sono scambiati sul mercato

durante la giornata di contrattazioni al prezzo di negoziazione, che può differire dal Valore Patrimoniale Netto a.d. NAV (Net Asset Value). Potrebbero essere applicate commissioni di negoziazione o di

intermediazione. La liquidità investita non è garantita. Si raccomanda di leggere la versione completa e semplifi cata del Prospetto informativo o a partire dal 30 giugno 2012 il Key Investor Information

Document (KIID) prima di effettuare qualsiasi investimento. Per informazioni dettagliate sugli oneri a carico dei fondi e sulle commissioni applicabili agli investitori si rimanda al Documento di quotazione

e alla versione completa e semplifi cata del Prospetto informativo. La diversifi cazione e l’asset allocation potrebbero non proteggere integralmente dai rischi di mercato. Pubblicato da BlackRock

Investment Management (UK) Limited (società autorizzata e regolamentata dalla Financial Services Authority). Sede legale: 12 Throgmorton Avenue, Londra, EC2N 2DL Registrata in Inghilterra con il n.

2020394. Tel: 020 7743 3000. Le telefonate potrebbero essere registrate. BlackRock è la denominazione commerciale di BlackRock Investment Management (UK) Limited. Il marchio ‘iShares’ è un marchio

commerciale registrato di BlackRock Institutional Trust Company, N.A. Tutti gli altri marchi commerciali, di servizio o registrati sono di proprietà dei rispettivi titolari. © 2010 BlackRock Advisors (UK)

Limited. Numero di iscrizione al registro delle imprese 00796793. Tutti i diritti riservati. Le telefonate possono essere controllate o registrate.

© 2012 BlackRock, Inc. Tutti i diritti riservati. BLACKROCK, iSHARES, WHAT DO I DO WITH MY MONEY, BLACKROCK SOLUTIONS, ALADDIN, BUILT FOR THESE TIMES e INVESTING FOR A NEW WORLD sono

marchi registrati e non di BlackRock, Inc. e delle sue fi liali negli Stati Uniti e altrove. Tutti gli altri marchi appartengono ai rispettivi proprietari. Data di pubblicazione: 7 marzo 2012.


12

BLOG

IDEE DI INVESTIMENTO

Approf ittare adesso

dei prezzi ai minimi

del settore sanitario

DI

NATHALIE FLURY

E CHRISTOPHE EGGMAN*

Quotazioni di Borsa

basse ma eccellenti

prospettive di crescita,

bassa volatilità

e ottimi dividendi.

E la spinta di un boom

di fusioni & acquisizioni

el corso del 2011, secondo

dati forniti da Bloomberg,

sono stati destinati in totale

211 miliardi di dollari


di M&A (fusioni e acqui-

ti

nel settore healthcare


quanto riguarda il valo-


quello registrato nel 2011

vati

dal 2000 e rappresenta

un incremento del 15%

rispetto al 2010, mentre

ni

annunciate corrisponde

quasi a quello di un anno


rano

nel campo dei prodotti

sanitari, quali strumenti

diagnostici, presidi

-

mentato

la massima crescita

nel settore su base



19,6 miliardi di dollari del

gruppo Synthes da parte

di Johnson & Johnson,


per 12,2 miliardi di dollari

della quota di mino-


Novartis


mercato del M&A nel settore

healthcare ha genera-


dio

di circa 100 milioni


I FATTORI

DI SUCCESSO

-


mantenga la propria so-


sostenuta dagli stessi fattori

sui quali si fondano le

prospettive di crescita nel

ci,

mercati emergenti e in-

NATHALIE FLURY


saranno in grado di trarre

vantaggio da questi trend

sono quelle che possono

guenti

asset: forte innova-


forte riconoscimento del

marchio, solida base clien-

-


successo non possono essere

sviluppati interamen-

-


a svolgere un ruolo essen-

-


re

accesso a nuove tecnologie

e di ridurre i costi nel

-



infrastrutture, come gli

ospedali e le strutture per


ci si aspetta che le socie-

-



-


mercato e sfruttare il po-

-


compiuti per il consolidamento

del settore e la ridu-

dotto

a economie di scala e

a una leva operativa signi-

preso

tra il 2005 e il 2011

Novartis ha speso circa 63

miliardi di dollari per di-

foglio

di investimento nel


dei generici (Hexal, Eon

-

do,

Roche ha annunciato



totale di 53 miliardi (Ge-

nentech, Ventana e Illu-


nuove tecnologie e assicurare

la propria leadership

nel campo della diagnostica

molecolare e della me-


altro segmento che ha vis-

-




tecnologia informatica per


dware

e il software che

consentono di migliorare


te

e di ridurre i costi, ri-

L'healthcare, immeritatamente

evitato dagli investitori per

diversi anni, può essere

considerato oggi una delle

opportunità più interessanti

modulando

il processo

tramite il

quale viene

-



ne

econo-

-


mercato, riteniamo che le


M&A rimangano promettenti

come non mai, gra-


un saldo di cassa elevato

-


Il settore sanitario, immeritatamente

evitato dagli

investitori per diversi anni,

può essere considerato

oggi una delle opportuni-

-


si aggirano ancora intorno

ai minimi storici, mentre

le prospettive di crescita

CHRISTOPHE EGGMAN

BLOG

torni

di investimento registrati

negli ultimi 20, 10 e

5 anni sono stati costantemente

al di sopra della


MEGLIO DEL MERCATO


1990 ha prodotto un rendimento

del 10,2% ogni

anno, ossia due interi


rispetto al mercato glo-


-

nale

annuale addirittura

di tre punti


mo

questa

eccellente

performance

di investimento

nel contesto

della ge-


di un for-


cassa, alimentato

dotti

e processi in tutti

i segmenti del setto-



-




soltanto difensivo: offre

stenibile

a lungo termine


in eccellenti ritorni sugli

F

* Gestori del JB Health

Opportunities Fund di

Swiss & Global Asset

Management

13


14

HOME | COPERTINA

MERCATI

STRATEGIE

F INANZIARI

& STRUMENTI

PER TORNARE

A INVESTIRE

A CURA DI LIONELLO CADORIN

Spread Btp - Bund

La grande paura è passata,

il governo Monti ha

conquistato f iducia, la Grecia

non è fallita, la BCE di Draghi

interviene come mai

in passato, molte Borse

hanno iniziato il 2012

in positivo. Fondi, azioni,

obbligazioni, materie prime

per approf ittare

del contesto favorevole


553

Decreto

salva - Italia

368

D

Dimissioni di Berlusconi

e incarico a Monti

Prima asta

LTRO Bce

Decreto

cresci - Italia

531

285


-




-

-


-

-

-



-



-


L’Europa

dice sì

agli aiuti

alla Grecia

15


16

HOME | COPERTINA

TRE RAGIONI DI OTTIMISMO

SECONDO CARMIGNAC

Il rischio sistemico proveniente

dall’Europa è stato allontanato

Crescita mondiale moderata

che dovrebbe proseguire

Le autorità monetarie cinesi non

rappresenteranno più un freno alla crescita



-






-

-


È



-

stiere

sono a contatto con


-


-

-




-

-

-


-

-


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-


EDOUARD

CARMIGNAC

fondatore

di Carmignac

Gestion


-

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-

-



Matteo Bosco


-

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Sondaggio a marzo

di Morningstar:

più di metà (55%)

dei gestori si sono

dichiarati ottimisti

sulla Borsa italiana





-

-




-

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-

-



Per Pietro Giuliani -


-

-


GLI INDICI MA-EURIZON UCITS ALTERNATIVE

MA-EURIZON Ucits Alternative Global Index 2,55%

MA-EURIZON Ucits Alternative Emerging Markets Index 5,25%

MA-EURIZON Ucits Alternative Long/Short Equity Index 4,31%

MA-EURIZON Ucits Alternative GTAA Index 3,11%

MA-EURIZON Ucits Alternative Relative Value Index 3,01%

MA-EURIZON Ucits Alternative Global Macro Index 2,37%

MA-EURIZON Ucits Alternative Event Driven Index 2,32%

MA-EURIZON Ucits Alternative Credit Long/Short Index 2,12%

MA-EURIZON Ucits Alternative Active Currency Index 1,62%

MA-EURIZON Ucits Alternative Managed Futures Index 1,51%

MA-EURIZON Ucits Alternative Multistrategy Index 1,50%

MA-EURIZON Ucits Alternative Equity Market Neutral Index 0,67%

MA-EURIZON Ucits Alternative Volatility Trading Index -0,05%

MA-EURIZON Ucits Alternative Fund of Funds Index 2,03%



-

-


-


-

-

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-



-


-



chiamato non a caso

Patriot (come i mis-



-

-



-


PIETRO

GIULIANI

numero uno

di Azimut

COPERTINA | HOME

GENNAIO - FEBBRAIO 2012 GENNAIO - DICEMBRE 2011

DOVE INVESTONO GLI ITALIANI RICCHI

DATI IN PERCENTUALE

Immobili residenziali

Liquidità

Fondi e gestioni

Azioni

Immobili commerciali

Investiti in proprie società

Reddito fisso

Oro e preziosi

Altro

Fondi Hedge

ETF

Arte e antiquariato

Materie prime

4

3,5

3,2

2,9

2,8

1,4

7,4

7,3

MA-EURIZON Ucits Alternative Global Index -4,10%

MA-EURIZON Ucits Alternative Volatility Trading Index 2,45%

MA-EURIZON Ucits Alternative Equity Market Neutral Index -0,98%

MA-EURIZON Ucits Alternative Global Macro Index -3,34%

MA-EURIZON Ucits Alternative Relative Value Index -3,62%

MA-EURIZON Ucits Alternative Managed Futures Index -3,76%

MA-EURIZON Ucits Alternative Long/Short Equity Index -6,07%

MA-EURIZON Ucits Alternative Emerging Markets Index -8,68%

MA-EURIZON Ucits Alternative Fund of Funds Index -5,10%

L'andamento degli indici Ucits alternative che misurano le performance

medie delle diverse strategie di investimento adottate dai

diversi fondi Ucits alternative. A sinistra l'andamento dei primi due

mesi del 2012, qui sopra quello annuale del 2011.

Fonte: WWW.MONDOALTERNATIVEINDEX.COM / COLLABORAZIONE EURIZON CAPITAL SGR

12,2

10,8

10

15,2

19,3

Fonte: SKANDIA MILLIONAIRE MONITOR+ 2012



-

-



F


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17


18

HOME | COPERTINA

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Simone Calamai



non si era fermato neanche


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-



-

SIMONE

CALAMAI

amministratore

delegato

di Fundstore

8,7%

Altre

valute

42,4%

Dollaro

Usa

-


-





Mappa del

risparmio gestito


-

-





-

-



-


-

-





notare alcuni interessanti

elementi che hanno caratte-






QUALI VALUTE

IN CARMIGNAC

PATRIMOINE

12,8%

Valute Asia

(escluso Giappone)

6,8%

Yen

29,3%

Euro

Dati al 29/02/2012

Fonte: CARMIGNAC GESTION

I disinvestimenti

da fondi e gestioni

si sono concentrati

soprattutto

nella seconda

parte del 2011

FONDI PIÙ PENALIZZATI

DELLE GESTIONI

ASSICURATIVE

E PREVIDENZIALI

-

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-


20

HOME | COPERTINA

GESTORI ESTERI

IN ATTIVO



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RACCOLTA POSITIVA

PER LE RETI DI

PROMOTORI







DENTRO CARMIGNAC PATRIMOINE

ALLOCAZIONE AZIONI-TASSI-VALUTE

50%

40%

30%

20%

10%

Multinazionali più "emergenti"

Nel dibattito sulla migliore esposizione

possibile ai mercati emergenti una

risposta arriva dall'università americana

di Yale, che per conto di Aberdeen

AM ha effettuato – sotto la guida del

professor Martijn Cremers - uno studio


localizzate nei Paesi emergenti. Dalla

ricerca è emerso che la performance

di queste multinazionali (in tutto 92)

è stata di gran lunga migliore rispetto

sia a quella dei mercati emergenti e

37,8%

44 44, 44,6% 4,6 ,6% 6%

38 38, 38,2% 8,2 8,2% ,2 2%

37,5% 37 37, 37 7,5 ,5% 5%

30/12/2011

29/02/2012

24 24%

4%

18 18%

8%

0% Azioni Tasso Liquidità

Fonte: CARMIGNAC GESTION

sviluppati in generale, sia a quella

del loro mercato locale di riferimento

(un esempio è Unilever Plc). Non

solo. La tendenza a sovraperfomare


dell'area emergente. Le società con


Medio Oriente e Africa) e Asia hanno

battuto gli indici locali del 41%, 134%

e 50% rispettivamente. Ed esclusa la

volatilità, la loro performance è stata

ancora migliore.

MATTEO

BOSCO

country head

Italy di

Aberdeen AM


-

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L’IMPORTANZA

DELLA CONSULENZA

È

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-


Resta il fatto che anche i

-



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-

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-


-


to

ai tassi monetari con

un incremento contenu-


-





-





-






-



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-

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-

-


UCITS ALTERNATIVI

-

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-

-




-


-

-


-


-

MERCATI

SVILUPPATI

PAESI

EMERGENTI

RISORSE

NATURALI

I TITOLI DI CARMIGNAC

-

MondoAlterntive


-


-

-

-




-

-


-

EUROPA:

difensivi (Novo Nordisk,

Essilor) e i titoli di società

ch che esportano verso mercati

emergenti (LVMH,

Richemont)

STATI UNITI:

difensivi (Dollar Tree,

C

Celgene) e società che

guadagnano con gli

emergenti (Mead

Johnson, Yum!)

CONSUMI:

Baidu, Gome

TITOLI FINANZIARI:

China C Construction

Bank, China Life,

ICICI Bank

IMMOBILIARE:

China Overseas

Land

i titoli connessi alle materie


mondiale meno incerta

SERVIZI PETROLIFERI:


Rubiales

RISORSE NATURALI

Freeport (rame),

Randgold



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molto seguito

e consigliato

dai promotori

ai loro clienti

è quello della


valutaria

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Miglioramento

vita paesi

emergenti

Energia

Metalli

Innovazione

Titoli difensivi

Miniere di oro

Liquidità



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30 Settembre ‘11 30 Dicembre ‘11 29 Febbraio ‘12

34,0%

12,2%

3,6%

10,7%

13,3%

14,4%

11,7%

HA FIDUCIA NELLE POLITICHE

ECONOMICHE DEL GOVERNO ATTUALE?

66,7%


INVESTIRE PER GRANDI TEMI

ALLOCAZIONE TEMATICA CARMIGNAC INVESTISSEMENT

37,3%

13,9%

4,0%

7,1%

14,2%

14,4%

8,9%

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43,1%

16,3%

8,0%

8,6%

11,6%

11,2%

1,2%

32%

No

1,3%

Non le

conosco

Fonte: SKANDIA MILLIONAIRE MONITOR+ 2012

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può assicurare

al sottoscrittore


di extra reddito

Fonte: CARMIGNAC GESTION



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ALETTI GESTIELLE SGR

"Per gli investitori la crisi

è stata un corso di f inanza"

Il direttore generale Francesco Betti testimonia un ritorno di interesse "più consapevole"

per gli investimenti. E spiega perchè ha comprato Btp e azioni sui minimi nel pieno della crisi

"Q

uello che stiamo vedendo noi lo andavamo

dicendo da mesi. Abbiamo lanciato un

fondo obbligazionario governativo euro

principalmente italiano, dedicato ai Btp,

prima di tutti gli altri, anche se abbiamo

fatto meno battage. Rende circa il 13% dal

lancio, è un prodotto a doppia cifra assolutamente

interessante. Eravamo convinti

allora che si trattasse di un minimo di mercato

in un periodo di irrazionalità eccessiva, sia sull’Italia

sia sugli aggregati azionari. Le mosse della

Bce e dell’Unione Europea, pur con tutti i tentennamenti,

andavano nella direzione di una soluzione

del problema. Insomma,

c’erano già in luce i sintomi

di una svolta positiva”.

Francesco Betti, direttore

generale di Aletti Gestielle,

dalla nuova sede milanese

di via Tortona, in mezzo agli

studios e agli show room del

nuovo distretto della moda,

guarda i mercati che vanno

su e ripercorre con F le

mosse della Sgr del gruppo

Banco Popolare dall’estate

dell’eurocrisi a oggi. For-


negli ultimi mesi, fa notare che gli stessi hedge

fund in estate hanno venduto sui minimi, dei Btp

e dell’azionario, arrivando scarichi alla ripresa di

gennaio, tanto che adesso stanno sottoperformando

rispetto alle gestioni tradizionali. “Noi invece

eravamo convinti, e lo abbiamo comunicato in

modo attivo e assiduo alle nostre reti commerciali

(le banche del gruppo, altre banche non captive e

reti di promotori come quella di Barclays) che era


Ma se deve trovare un elemento positivo della crisi,

Betti lo individua nel ritorno degli italiani al ri-

Il pubblico dei

risparmiatori ha

cominciato a capire

che i mercati

f inanziari sono più

complessi di come

li si immaginava

sparmio, alla gestione del risparmio. “Un ritorno

di interesse graduale, come lo sono tutti i ritorni

dopo una crisi, ma di cui avvertiamo i segnali da

tutte le nostre reti distributive, bancarie e non”.

Parliamo semplicemente di gestito o possiamo intendere

anche propensione al rischio? “Io noto anche

un po’ più di propensione al rischio, con visioni

non omogenee per tutti i player. Nel nostro

caso le performance nel primo trimestre dei fondi

no

circa la metà della nostra offerta, hanno mosso

un po’ più di appetito al rischio. Comiciamo

a vederlo. Si tratta di un ritorno

iniziale, certo: la deriva,

nel mondo retail, è len-

ta e graduale, è naturale che

sia così perché la crisi va digerita.

Ma se c’è un aspetto

che noto e vorrei sottolineare,

oltre a questo elemento

quantitativo, è il ritorno anche

‘qualitativo’ della clientela”.

Secondo il direttore

generale di Aletti Gestielle

la crisi si è tradotta per gli

investitori in un corso ac-

nanziario,

una formazione di tre mesi, una sorta di

tanto

per fare l’esempio più facile, non è più quello

sconosciuto che era prima. “I media – osserva

Francesco Betti – hanno trasferito alcuni messaggi,

poi c’è stato secondo me un autoapprendimento.

Il ritorno all’investimnto questa volta è

più consapevole. Il pubblico dei risparmiatori ha


più complessi di come li si immaginava. Sentiamo

dire: se avessi avuto qualcuno che mi dava

una retta via, che mi legava all’albero della nave

per farmi resistere alla tentazione delle sirene di


vendere tutto… Ora vengono da noi non per comprare

i prodotti, ma per comprare un processo,

una professionalità fatta di modelli avanzati di

processi di investimento, di regole, di controllo

del rischio”.

Nel dicembre 2010 Aletti Gestielle ha deciso di


azionaria. Una svolta strategica diventata operativa

nel 2011, giusto in tempo per affrontare con

tutt’altri strumenti l’eurocrisi e (e tutt’altro successo)

le cadute delle Borse. “Sì, è stata una scelta

importante. Oggi abbiamo una gamma di prodotti

divisa sostanzialmente in tre tipologie: 1) i cosiddetti

market fund, che di fatto per noi sono gli

obbligazionari classici, tra i quali vantiamo particolari

expertise nel mondo corporate e nei mercati

emergenti; 2) gli absolute return e i fondi di


sull'Italia, che a metà marzo superava ampiamente

l'indice di Borsa pur essendo investito in azioni

per non più del 50-55% del portafoglio, c'è molto

dell'approccio e dello stile di Gestielle.

A chi si stupisce di questa performance il direttore

generale Francesco Betti fa notare che nell'altro

50% del fondo, la parte non azionaria, c'è un

maggior rendimento positivo in più del 3-4% grazie


erano alti. "Semplicemente, a differenza di quanto


FRANCESCO

BETTI

42 anni,

cremonese

di nascita, il

direttore generale

di Aletti Gestielle

ha una storia

professionale

tutta legata alla

gestione del

rischio, di cui

si è occupato

prima in Cassa

di Parma, poi in

Deutsche Bank

e quindi in Aletti

Gestielle, dove è

entrato nel 2000

per salire tutti

i gradini della

carriera sino

alla direzione

generale.

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fondi multimanager, accomunati

dall’avere un obiettivo di

rischio ben preciso; 3) i “vecchi”

fondi azionari che abbia-


I “nuovi” azionari si chiamano

total return ma di fatto sono

ca,

alcuni unici nel panorama

italiano del mercato (il fondo

Brasile, per esempio). La trasformazione

ha consentito di

contenere e comprimere il pro-

re

le perdite nelle fasi negative.

“È un’esigenza che arriva

dalla nostra base clienti e che

dovevamo assecondare. Il retail

italiano – osserva France-

sco Betti – non ha grande propensione al rischio.

E oltre a non amare il rischio, spesso non ha né

tempo, né conoscenze per cambiare asset class nei

tempi che sono richiesti da situazioni come quelle

che stiamo attraversando, caratterizzate da volatilità

più alte di quelle storiche. Le basse volatilità

che c’erano sino a due anni fa rappresentavano un

mondo irreale che credo non si vedrà più”.

Meglio allora che tutti i gestori azionari possano

le

dei fondi e dalla conseguente delega che ne deriva

da parte dei sottoscrittori. Per esempio nella

seconda metà di marzo Betti & C., dopo aver portato

a casa performance a doppia cifre grazie allla

scelta di aumentare l'esposizione azionaria prima

ad agosto 2011, poi ancora a novembre sui nuovi

minimi, stavano già pensando di alleggerirsi un

po' in vista di possibili correzioni delle Borse. F

Specialisti diversi "mischiati" negli stessi team

specialisti del singolo mercato, noi mischiamo la

squadra, uniamo le diverse expertise. Credo che

non si possa ragionare a compartimenti stagni

quando tutto è legato, non puoi guardare l'equity


tassi ignorando le valute". Quelle che una volta

erano le riunioni per ciascun fondo oggi in Aletti

Gestielle sono diventate analisi tematiche con

tutti gli specialisti insieme. Così si può decidere,

per esempio, che per mettere yen in portafoglio è

meglio comprare azioni giapponesi: anche se non

si è positivi sulla Borsa di Tokyo.

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BANCA GENERALI

E ora i clienti private

riscoprono il bello del gestito

Dal panico al ritorno all'investimento. Angelo Ribecco, responsabile della rete Relationship

manager, racconta come in un mese e mezzo per gli investitori top è cambiato il mondo

E

state 2011. Piena crisi dell’euro, sembra che

tutto possa crollare, l’euro, le banche e l’Italia.

Chi ha soldi ha paura, tanti portano capitali

frettolosamente all’estero, altri si affrettano

a comprare oro, tutti consultano freneticamente

i propri banchieri e i propri consulenti.

In questo clima Banca Generali, una delle reti


e private banker, sperimenta sotto la spinta dell’emergenza

una formula di relazione con i migliori

clienti che il responsabile della rete Relationship

manager, Angelo Ribecco, ora vuole adottare in

pianta stabile. Intorno a un tavolo si ritrovano a

Bologna da una parte tre importanti clienti del private

banking che hanno coinvolto per l’occasione

alcuni amici, otto investitori in tutto; dall’altra lo

stesso Ribecco, sceso in campo in prima persona,

con l’esperto dell’advisory e il manager che abitualmente

segue quei clienti. Due ore e mezzo di

discussione intensissima sui rischi dell’Italia e sul

punto di vista di Banca Generali sulla crisi.

INCONTRI RISTRETTI

CON I MIGLIORI CLIENTI

“Poter avere momenti dedicati alla clientela – ha

detto Ribecco a F - potrebbe essere assolutamente

interessante, lo vedo come un fattore di crescita.

Noi abbiamo clienti che hanno esperienza, ma

quello che è accaduto pochi mesi fa li ha colpiti

in maniera profonda. Avere una visione dal proprio

private è importante, ma la richiesta diffusa

da parte degli investitori di poter chiacchierare e

confrontarsi con un gestore ci offre l’occasione di

una salto di qualità dal punto di vista della formazione

stessa dei clienti”.

Ribecco sta valutando con i suoi collaboratori la

possibilità di organizzare mini-incontri con due o

tre clienti, non di più, oppure un solo cliente che

volentieri coinvolge le due-tre amicizie più vicine.

Quindi non l’aula con 30 o 40 investitori, vogliamo

creare proprio una situazione personale.

Fianco a f ianco

banker dipendenti

e promotori

La rete di Relationship manager

di Banca Generali rappresenta un


mercato di convivenza tra promotori


hanno in mano i portafogli clienti più



linguaggio sono comuni – spiega il



unica in Italia”.


professionisti c’è anche la storia stessa

di Banca Generali, che nel tempo


Italiana e la Banca del Gottardo.



della rete possono lavorare sulla



organizzato per le nostre 60 persone


accresce nel tempo il rapporto, che così


riconosce il suo interlocutore come


di chiamarsi Banca Generali. Dopo la


clienti potenziali, che avevamo già

avvicinato e che avevano rimandato nel

tempo il contatto, ora si mostrano più


Abbiamo già fatto un paio di test, mi sono

mosso io con uno dei nostri gestori. Il modello

è quello di un incontro nel quale il

cliente ritrova il suo banker, che introduce,

e l’esperto che gestisce la discussione

e dà le risposte”. L’obiettivo di Banca Generali,

spiega Ribecco, è il doppio vantaggio

reciproco che si ottiene con questi oneto-one

allargati: la banca dà importanza al

cliente, che si vede seguito e rassicurato, e

quindi è disposto a coinvolgere la sua cerchia

di amicizie, facendo scattare a favore

della banca un sistema di referal positivi,

quei “passaparola” che in questo ambito

valgono oro. Anche se, come sottolinea Ribecco,

per un’iniziativa del genere il livello

organizzativo è complesso, e gli interlocutori

devono essere sempre di qualità.

Ma quanto sono cambiati i sentimenti dei

clienti di Banca Generali rispetto a quegli

incontri all’insegna della paura?

TUTTO CAMBIATO IN UN MESE E MEZZO

“E’ cambiato tutto nel giro di un mese mezzo.

Sino a un paio di mesi fa le ansie dei clienti erano:

quanto è sicuro il

nostro patrimo-

Pur in un

quadro in cui

la protezione

del capitale

rimane prioritaria

avvertiamo nuove

disponibilità

a rischiare

nio? Che cosa può

succedere? Chiedevanoessenzialmente

un’anali-


rischi, strumento

per strumento.

Il focus era sulla

difesa del patrimonio.Mentre

direi che da

qualche settimana

a questa parte le

domande iniziano a diventare: sì, però dove possiamo

andare a cercare rendimenti? Torniamo sugli

emergenti? Pur in un quadro in cui la protezione

del capitale rimane prioritaria, avvertiamo una

nuova disponibilità ad aumentare la propensione

al rischio. C’è una ripresa di grande credibilità

sull’Italia”.

Tutto questo, sottolinea Angelo Ribecco, si traduce

in una rinnovata attenzione alle soluzioni del

risparmio gestito. “I clienti hanno sperimentato

nei loro portafogli quanto il possesso diretto dei

titoli non potesse proteggerli. Neanche nell’obbligazionario.

L’approccio “ma io mi porto il titolo a

scadenza” oggi, dopo aver addirittura dubitato di

-

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ANGELO

RIBECCO,

54 anni, di

Cuneo. Inizia

la professione

nel 1983 in

Fideuram, dove

nel 2002 diventa

Divisional

Manager.

Nel 2005 entra

nel private

banking di

Banca Generali

e dal 2009 è

responsabile BSI

a Milano. Con

l’incorporazione

in Banca

Generali Private

Banking assume

dal 2010 la

responsabilità

della Rete RM.

sione e li porta ad accettare per esempio la soluzione

fondi obbligazionari, dove Banca Generali

dispone anche di un’offera poderosa di prodotti

di terzi, dei migliori gestori al mondo, i cosiddetti

best brands. I clienti hanno visto che nella crisi il

gestito ha protetto meglio”.

I PRODOTTI CHE GUIDANO LA RACCOLTA

Questo rinnovato interesse concreto per il gestito

dai dati totali del sistema non emerge, perché co-

stito

che si è registrato tra i clienti delle banche,

impegnate a collocare le proprie obbligazioni per


raccolta netta positiva, i cui driver sono i prodot-


(bruciati 450 milioni di sottoscrizioni per BG più

Italia, polizza che investe quasi totalmente in titoli

di Stato italiani e dà per il primo anno un rendimento

garantito del 5,52%), i conti deposito al

4% e i pronti contro termine al 2,40% partendo dai

tre mesi sino ai dodici. Ma anche gli azionari direzionali

costruiti con i prodotti di terzi, protagonisti

in molti casi di ottime performance da inizio anno

(come quello che investe in Est Europa) tornano a

muovere l’interesse.

“Ma questo cambio di atteggiamento – tiene a sottolineare

Angelo Ribecco – coinvolge anche gli

stessi operatori professionali, quei banker che si

lazione:

hanno vissuto la crisi, hanno visto che le

loro scelte concentrate su alcuni singoli titoli erano

a rischio, e adesso sono loro stessi a chiedere posizionamenti

e soluzioni che consentano di mante-

F

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IDEE DI INVESTIMENTO

Mettere un po'

di renminbi

in portafoglio

I rendimenti non sono particolarmente e

allettanti (intorno al 2%) ma il processo sso

di rivalutazione nei confronti del dollaro aro

e delle principali monete sembra

inarrestabile. Tutti i fondi di liquidità

e obbligazionari per diversif icare

nella sempre più forte valuta cinese

La valuta cinese sta diventando,

accanto al

dollaro Usa e all’euro,

la terza valuta internazionale

per importanza.

Dal luglio

2010 si è avviato un processo di

liberalizzazione che permette anche

ai privati di detenere liquidità

in renminbi a Hong Kong e consente

alle società, cinesi o straniere,

di emettere obbligazioni

in valuta cinese (dim sum bond).

La crescita dei depositi privati

in valuta (oltre 700 miliardi di

renminbi a Hong Kong) e l’enorme

domanda di dim sum bond non

soltanto testimoniano l’interesse

degli investitori, ma creano un

mercato sufficientemente liquido

da consentire la costruzione di gestioni

sulla valuta cinese, che negli

ultimi cinque anni ha registrato

una rivalutazione media annua sul

dollaro di circa il 4%.

Il governo di Pechino, sottolineano

gli specialisti di Fidelity,

presta forte attenzione all’internazionalizzazione

della valuta.

CRESCITA DEL MERCATO OBBLIGAZIONARIO DIM SUM

DATI IN MILIARDI DI RENMINBI

Valore di mercato

120

100

80

60

40

20

Senza rating

Tit. Stato

High yield Investment grade

0

gen 2011 mar mag lug set nov

Fonte: FIDELITY


Attualmente la Cina sta concludendo

nuovi accordi che condizionano

l’acquisto di beni al pagamento

in renminbi. È già accaduto

con il Giappone, la Russia, il Brasile,

l’Argentina, e si estenderà ad

altri partner commerciali in Asia e

Africa. Numerosi osservatori, sottolineano

i money manager di Fidelity,

ritengono che presto la valuta

cinese potrà sostituire lo yen

come principale moneta di riferimento

in Asia.

Anche se i rendimenti attesi non

sono particolarmente allettanti

(2% circa), si può puntare sulla

probabile rivalutazione. E in ogni

caso il renminbi rappresenta una

valida diversificazione per la sua

ridotta correlazione con l’insieme

delle altre valute asiatiche. Le obbligazioni

investment grade nella

valuta cinese mostrano inoltre una

volatilità minore rispetto a quelle

degli altri emittenti asiatici.

Esistono già cinque fondi autorizzati

alla distribuzione in Italia

che consentono ai privati di inve-

"il movimento

di rivalutazione

è appena partito.

Ci aspettiamo

che il grosso

avvenga

nei prossimi

cinque-dieci anni"

Terzo Pil mondiale

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stire sulla valuta e sulle obbligazioni

cinesi. Si tratta dei comparti

Azimut AZ Fd1 Renminbi Opportunities,

Alliance Bernstein SI-

CAV RMB Income Plus Portfolio,

HSBC Global Investment Funds

RMB Fixed Income, Fidelity Funds

China RMB Bond e Barclays

RMB Bond Fund AA. Un ulteriore

fondo, Allianz RCM Renminbi

currency fund, è al momento riservato

agli investiori professionali,

mentre il BlackRock Global

Funds Renminbi Bond Fund A2

CNY, non è attualmente autorizzato

in Italia.

A giugno 2011 Azimut ha lanciato,

per istituzionali e investitori

specializzati, AZ Fund Renminbi

Opportunities. A metà settembre

è stata lanciata anche la versione

dedicata al grande pubblico degli

investitori privati. Il fondo investe

principalmente in depositi bancari

in renminbi e marginalmente in

bond governativi e corporate in

renminbi con durata finanziaria

del fondo di circa 12 mesi.

Secondo Massimo Guiati, gestore

del fondo, “il movimento di rivalutazione

del renminbi è appena

partito. Ci aspettiamo che il grosso

avvenga nei prossimi cinquedieci

anni". AZ Fund Renminbi

Opportunities è un fondo liquidità

in renminbi. Una quota compresa

tra l'80% e il 90% del portafo-

24% 21% 9%

Usa Ue Cina

La Cina oggi è la seconda economia al mondo per l’export e la terza per Pil

29


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Le riserve valutarie mondiali

23%

61%

19%

glio è infatti investita in strumenti

del mercato monetario, quali conti

correnti e certificati di deposito,

mentre il restante 10-20% in obbligazioni

governative e corporate

denominate in renminbi. L’obiettivo

del fondo è dare accesso

alla valuta cinese consentendo di

partecipare al suo apprezzamento

di lungo termine nei confronti

del dollaro americano. “Questo

tasso di cambio – osserva Guiati

- ha il vantaggio di essere fissato

26%

giornalmente dalla Banca Centrale

cinese e di non essere sottoposto

alla volatilità dei mercati. La

strategia di investimento si svolge

in due passaggi: gli euro ricevuti

dal cliente sono dapprima trasformati

in dollari e coperti integralmente

attraverso una vendita a

termine, successivamente i dollari

sono convertiti in renminbi”.

Il fondo offre un rendimento base

annuale di poco superiore al 2%

che deriva dall’impiego della li-

Il RMB, fino allora ancorato al dollaro Usa, entra

in regime di cambio a fluttuazione controllata: il

tasso non può variare oltre 0,5% rispetto al valore

precedente

9% 0%

Usa-Usd Ue-Eur Cina-RMB

Le riserve mondiali sono detenute in dollari ed euro ma il futuro è targato Cina

La Banca Centrale cinese vuole aumentare in modo

graduale la flessibilità del regime di cambio del RMB

per mantenere la stabilità del tasso di cambio

Il RMB è quotato e scambiato solo sul mercato di

Hong Kong contro il dollaro Usa. Avvio del processo

di liberalizzazione: i privati possono detenere liquidità

in RMB. Emissione di obbligazioni in RMB (Dim Sum

Bond) da parte di società cinesi o estere

quidità e dall’attività di copertura

del dollaro americano. “A questa

struttura - spiega il gestore

di Azimut - stimiamo che si possa

aggiungere ogni anno un ulteriore

4% derivante dalla rivalutazione

del renminbi, a fronte di una

volatilità complessiva molto contenuta,

intorno al 2%. Entrambi i

valori sono in linea con le aspettative

di mercato e con il trend di

apprezzamento storico partito a

luglio del 2005”. Ma è davvero

realistica l’ipotesi che il renminbi

conquisti presto lo status di riserva?

Più che un’ipotesi, secondo

Guiati, è una realtà: “Oltre il 15%

dei depositi bancari a Hong Kong

sono detenuti in renminbi, a discapito

di depositi in dollari americani

e altre valute internazionali.

E le transazioni commerciali di

import/export cinesi in renminbi,

che due anni fa erano pressoché

nulle, hanno già raggiunto l’8%

del totale delle transazioni. Sono

le stesse autorità cinesi e di Hong

Kong a reputare che entro 25 anni

il renminbi sarà la valuta di riferimento

negli scambi internazionali.

Inoltre, l’approvazione di metà

2005

Nei tre anni successivi la

rivalutazione rispetto al

dollaro è stata del 21%

2010

In un solo anno la

rivalutazione rispetto al

dollaro è stata pari al 5%

2011

Tra gli emittenti pronti a

cogliere l’opportunità:

McDonald’s, Caterpillar

e Volkswagen


ottobre del Foreign Direct Investment

(FDI) in renminbi agevolerà

l’accumulo di valuta del

renminbi off-shore a Hong Kong

per transazioni commerciali e industriali

in Cina. Questo porterà

una maggiore liquidità giornaliera

della valuta anche off-shore”.

Si concentrerà su strumenti denominati

in offshore RMB, comprese

le obbligazioni denominate in

RMB e depositi in RMB il fondo

HSBC GIF RMB Fixed Income

lanciato anche in Italia da HSBC,

che vanta una lunga esperienza

nel reddito fisso asiatico. Il fondo

è strutturato in modo che l'asset

allocation vari nel tempo in base

allo sviluppo del mercato e a seconda

dell’evolversi del contesto

normativo. Il mercato del RMB è

caratterizzato da strumenti di breve

termine e quindi la durata media

degli investimenti sottostanti

del fondo sarà probabilmente

compresa fra uno e tre anni. Molte

emissioni sono prive di rating: tutte

le obbligazioni saranno quindi

oggetto di un rigoroso processo di

screening da parte del team d’investimento.

Sono disponibili due

classi di azioni, una per la clientela

privata e una per quella istituzionale,

con una soglia d’ingresso

rispettivamente di 1.000 euro e 1

milione di dollari.

RMB Income Plus Portfolio, il

nuovo fondo di Alliance Bernstein,

offre invece esposizione

all’obbligazionario denominato in

renminbi e cerca anche i migliori

rendimenti puntando sulla combinazione

di titoli obbligazionari cinesi

e asiatici.

Se alla fine del 2011 la stima era di

una sottovalutazione del renminbi

del 20%-25%, ora anche Alliance

Bernstein prevede che si vada

verso un apprezzamento di circa

il 5% all’anno sul medio termine.

Detenere un comparto denominato

in renminbi significa quindi

partecipare a questo potenziale

trend di crescita.

Secondo gli specialisti di Alliance

Bernstein, tuttavia, sul giovane

mercato delle obbligazioni

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IL BOOM DEI DEPOSITI IN RENMINBI A HONG KONG

DATI IN MILIARDI DI RENMINBI

700

600

500

400

300

200

100

0

dic ‘08 apr ‘09 ago dic apr ‘10 ago dic apr ‘11 ago

Fonte: FIDELITY

dim sum la liquidità in attesa supera

già l’offerta, rendendo difficile

costruire un portafoglio ben

diversificato. Inoltre le dim sum,

che pure riescono a soddisfare

l’obiettivo di una adeguata esposizione

valutaria, hanno una redditività

solitamente più bassa di

altre obbligazioni asiatiche. Di

qui la scelta di allargare il fondo a

un ventaglio più ampio di opportunità

che si possono cogliere nel

reddito fisso asiatico.

...sul giovane

mercato delle

obbligazioni dim

sum la liquidità

in attesa supera

già l'offerta...

Il FF China RMB Bond Fund

di Fidelity, infine, investe quasi

esclusivamente in obbligazioni

di alta qualità denominate in

renminbi offrendo ai sottoscrittori

ampia diversificazione nelle emissioni,

esposizione alla valuta cinese

e controllo del rischio. Il fondo

è gestito da Bryan Collins, che

vanta ottimi risultati con altri fondi

obbligazionari asiatici. F

31


32

HOME | COPERTINA

ANALISI DELL'ANDAMENTO 2011

Fondi immobiliari,

un anno vissuto

tutto al ribasso

In Borsa hanno perso in media il 21,5%, ma anche il

patrimonio netto contabile si è ridotto (- 2,7%) per le

svalutazioni degli immobili. E ora? Conviene investire con i

prezzi bassi? Anche l'immobiliare dipende dall'economia...

Economista,

presidente

di Norisk

Partner

di Norisk

I

DI CARLO MAZZOLA

E MARCELLO RUBIU

fondi chiusi immobiliari quotati a Milano

hanno vissuto un 2011 piuttosto

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Moltissimi fondi hanno visto un innal-

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Unicredito 1-

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Milan Prime Of-




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BNL Portfolio Imm.


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DI NUOVO IN CALO COME NEL 2007-2008

Se non ripartono

le compravendite

è lecito attendersi

anche nel 2012

ulteriori

svalutazioni

soprattutto

con la recessione

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170

160 Indice prezzo (31.12.2002) Indice TR (31.12.2002)

150

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40

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012

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Atlantic 1 ha svalutato il proprio por-


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Fonte: NORISK



fondi chiusi

immobiliari








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I NUMERI 2011 DI TUTTI I FONDI IMMOBILIARI QUOTATI

DESCRIZIONE


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È

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NAV (1)

31/12/2011

PREZZO

9/3/2012

SCONTO

SUL NAV (2)

VARIAZIONE

IMPLICITA

PATRIMONIO

IMMOBILIARE (3)


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DAL COLLOCAMENTO NEL 2011

IN BORSA NAV IN BORSA NAV

FLUSSI /

ONERI

GESTIONE (4)

Beni Stabili - Immobilium 2001 (12/2017) 4.907 2.550 -48,0% -48,0% -1,78% 3,43% -28,56% -0,67% 1,6

Beni Stabili - Invest Real Security (12/2013) 2.374 992 -58,2% -50,8% -7,59% 1,39% -25,80% -2,51% 1,0

Beni Stabili - Securfondo (12/2014) 2.661 1.638 -38,4% -40,4% 2,96% 5,58% -1,39% 1,10% 2,6

BNL Portfolio Immobiliare (12/2013) 1.954 1.000 -48,8% -55,1% -2,60% 1,52% -39,03% -10,53% 1,1

BNL Estense grande distribuzione (12/2013) 2.943 2.000 -32,0% -19,6% 1,22% 5,06% -9,76% 4,53% 1,3

Aedes BPM Investietico (12/2012) 2.862 1.884 -34,1% -29,0% 1,36% 4,72% -1,15% 3,06% 2,0

DB - Piramide Globale (12/2015) 67 61 -9,5% nd 6,00% 6,02% 9,18% 2,51% 8,8

DB - Valore immobiliare globale (12/2014) 4.574 2.323 -49,2% -52,2% 0,05% 3,35% -32,08% -4,28% 2,3

IDeA FIMIT - FondoAlpha (06/2015) 3.798 1.499 -60,5% -54,1% 3,63% 9,66% -33,83% -1,04% 2,4

Amundi RE Italia (12/2016) 2.621 1.409 -46,2% -34,3% 0,87% 4,91% -22,08% -3,98% 2,3

Amundi RE Europa (12/2016) 2.210 862 -61,0% -48,7% -5,95% 1,26% -18,72% 3,77% 1,2

Olinda Fondo Shops (12/2014) 535 239 -55,3% -30,6% 1,15% 9,07% -12,52% -6,23% 2,7

Polis (12/2015) 2.056 876 -57,4% -54,2% -2,06% 3,46% -31,17% -1,90% 1,6

391 251 -35,9% -20,0% 12,27% 15,31% -15,03% -2,76% 4,7

Unicredito Immobiliare 1 (12/2014) 3.329 1.675 -49,7% -57,4% -0,24% 4,56% -0,77% -2,27% 1,5

IDeA FIMIT - Atlantic 2 Berenice (12/2015) 398 233 -41,5% -19,1% 9,27% 13,42% 6,51% 0,20% 6,7

IDeA FIMIT - FondoBeta (02/2015) 549 338 -38,5% -33,5% 8,05% 10,27% -16,39% -0,73% 5,8

IDeA FIMIT - Atlantic 1 (12/2013) 564 274 -51,4% -23,1% -1,81% 8,22% -13,70% -3,46% 2,6

Investire Immobiliare - Obelisco (12/2015) 2.057 773 -62,4% -41,9% -14,81% -1,03% -24,37% -10,45% 0,8

Vegagest - Europa Immobiliare 1 (12/2014) 1.934 684 -64,6% -41,7% -12,43% -0,80% -12,02% -5,28% 1,0

IDeA FIMIT - FondoDelta (12/2014) 100 38 -61,7% -39,4% -16,92% -0,07% 23,09% 1,30% 0,0

Risparmio Immobiliare 1 Energia (12/2018) 8.307 8.850 6,5% 2,5% 0,67% -0,33% 1,26% -10,38% 1,5

BNL Immobiliare dinamico (12/2020) 258 85 -66,9% -50,6% -13,10% 1,27% nd 0,18% 2,3

(1) NAV (Net asset value): patrimonio netto del fondo immobiliare

(2) Sconto sul NAV: rapporto tra prezzo di mercato (09/03/2012) e NAV (31/12/2011)

(3) Svalutazione degli investimenti immobiliari necessaria per uguagliare il prezzo di mercato al NAV

(4) E' il rapporto tra la somma dei proventi e dei rimborsi di capitale distribuiti durante la vita del fondo e gli oneri di gestione corrisposti alla Sgr, alla banca depositaria, agli esperti

indipendenti, ecc. Un valore elevato segnala che le commissioni sono contenute rispetto a quanto incassato dai quotisti, viceversa, se l'indicatore è prossimo a 1 evidenzia


Fonte: NORISK

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F


36

HOME | COPERTINA

Per i mercati finanziari i Cigni

Neri sono gli eventi negativi tanto

devastanti quanto imprevedibili

che vanno sempre messi nel conto

da chi investe. All'opposto i Cigni

Bianchi sono gli eventi positivi,

le cose che vanno bene così

come abbiamo potuto prevederle,

attenderle, sperarle.

Per F il Cigno Nero di queste pagine


che vedono più nero, per i quali

il disastro che può polverizzare

risparmi e investimenti è sempre

dietro l'angolo. Il Cigno Bianco è

invece la rappresentazione degli

ottimisti a oltranza, quelli che

quando guardano lontano vedono

sempre prospettive positive e

occasioni di guadagno.

Entrambi riassumono in sè quanto

di più negativo da una parte e di più

positivo dall'altra c'è nel sentimento

e nell'atteggiamento degli investitori

verso il mercato, a maggior ragione

in un periodo di incertezza e

irrazionalità come quello che stiamo

vivendo. Li abbiamo "intervistati", il


nostro Cigno Bianco super ottimista.

Ma non solo per sapere come la

vedono: anche per avere indicazioni

concrete, con nomi e cognomi, sugli

investimenti da fare adesso. Perché

sempre, in negativo o in positivo,

bisogna provare a guadagnare.

LE OPINIONI DI CIGNO NERO

E CIGNO BIANCO

SONO STATE RACCOLTE DA

LORENZO RAFFO

STRATEGIE: IL CATASTROFISTA

"Loro stampano

e noi balleremo:

difendetevi così!"

Troppa liquidità sui mercati! Che f inirà per far

scoppiare delle bolle. Meglio quindi essere

selettivi. Ecco le mie proposte di investimento

Sempre e

soltanto

pessimista?

Non vedo realisticamentenessun

segnale di

miglioramento

rispetto a quanto

ho sostenuto nel numero di marzo

di F. Con l’aggravante del prezzo

del petrolio che sale in previsione

di nuove tensioni in Medio Oriente.

Bank of America ha sostenuto

che è un “già visto”, riferendosi a

quanto avvenuto nel 2008. Non si

è ricordata che l’impatto sull’economia

globale rischia questa volta

di pesare molto. Negli Usa tutte

le 11 ultime recessioni hanno

trovato origine in shock petroliferi.

Finora i consumatori hanno ridotto

gli acquisti di benzina e gasolio

e non c’è stato panico. Quanto

durerà questo atteggiamento di

tolleranza rispetto agli errori dei

politici di mezzo mondo, che si

dimenticano quanto è importante

la bolletta energetica per gli equilibri

economici?

In un simile quadro

vogliamo già anticipare dei

consigli di acquisto


Confermo la mia opinione che

oggi bisogna puntare su oro, materie

prime energetiche e agricoltura.

Per quanto riguarda il primo credo

re

di più, cioè di passare all’acquisto

delle società che gestiscono miniere

estrattive, i cui fondamentali

sono ottimi e i cui prezzi in Borsa

risultano in alcuni casi sottostimati.

Nomi, per favore?

Newcrest Mining, Fresnillo,

Goldcorp e Rangold Resources

sono una bella selezione. Potrei aggiungere

altri nomi, ma penso che

con questi si possa già costruire un

buon giardinetto di imprese solide

e dalle ottime prospettive.

Ha preso un tranquillante

prima del nostro incontro?

Non la vedo così “cigno

nero” come lei vuol farsi

passare? Cosa è successo?

Forse è la primavera, ma rimetto

subito in moto il mio catastro-

giando

sull’orlo del baratro. Franz

Stocker sul quotidiano tedesco Die


Welt ha sostenuto che ormai i mercati

sono come dei tossicomani. Droga-


dalle Banche centrali, tutte disperatamente

allineate a stampare denaro.

Che offrono poi a buon mercato. Ma

la macchina dei consumi e quindi dei

Pil non riparte, perché questa medicina

è errata. Ripeto cose che sanno tutti:

la disoccupazione è a livelli record,

le vendite di auto crollano, il mercato

immobiliare barcolla e gli ordini in

America stagnano. Cosa vuol dire?

niremo

nella pancia della balena cinese,

l’unica che non sbaglia.

Mi sembra che lei stia cercando

di fare un discorso politico…

Lo è, nel senso che i processi economici

mondiali non sono governati e la

liquidità immessa nasconde la realtà

di fondamentali pessimi. Tutti stanno

cercando di occultare l’un l’altro

le magagne. Un esempio lo trovo in

Italia. Riguarda l’Enel. Ha fatto un

ottimo lavoro di comunicazione nel

mettere sotto il tappeto i suoi problemi.

Prima ha emesso delle obbligazioni

che hanno destato interesse, poi

ha cominciato a mettere in dubbio il


ne

degli utili da adesso in poi si ridurrà.

Il caso Enel non è certo l’unico;

anzi apre le porte a una stagione di an-


perché i fondamentali delle corporate

sono meno forti rispetto all’inizio

del 2011. La Borsa non se n’è ancora

accorta, poiché drogata dalla liquidità

delle Banche centrali! Presto si renderà

conto che l’aria è cambiata.

Investire in euro o in dollari?

La moneta europea è ancora molto

fragile e, a mia opinione, dovrebbe

scendere a 1,10 contro il dolla-


dell’Eurozona, pur messo sotto ossigeno

dopo il default pilotato della

Grecia. La valuta americana, a sua

volta, è troppo forte oggi rispetto a

tutte le altre monete – escluso l’euro

- se si considera la bomba su cui

si muove, ovvero un debito pubblico

semplicemente esplosivo. Vi invito

a dare uno sguardo al sito www.

usdebtclock.org (vedere ilustrazione).

Ogni americano ha sulle spalle

50.000 dollari da pagare per il passivo

del sistema nazionale e ogni

si

140.000 dollari. In questo quadro

pensare che il dollaro si raffor-


alle elezioni presidenziali di autunno

il trend potrebbe essere positivo,

ma poi chiunque vada alla Casa

Bianca dovrà intervenire con una

lenta svalutazione, dagli effetti vantaggiosi

anche per l’economia a

stelle e strisce.

Credo che a trarre vantaggio da una

situazione così complessa saranno

ancora una volta il dollaro canadese

e il dollaro di Singapore

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E allora che fare? Puntare su

renmimbi o rubli?

Non ancora, sebbene una puntatina

d’avvio sulla valuta cinese non sarebbe

sbagliata. Credo che a trarre vantaggio

da una situazione così complessa

risulteranno ancora una volta

il dollaro canadese e il dollaro di

Singapore, ma in misura modesta.

L’unica vera alternativa, capace di

diventare un riferimento assoluto si

confermerà la “non moneta”, ovvero

l’oro. Qualunque sia la via con la

quale si uscirà dall’attuale situazione

il gold è la risposta. Sia se crollerà il


sia se lo yen si indebolirà, sia se il petrolio

andrà alle stelle; e potrei proseguire

ancora con mille altre opzioni

possibili.

L’immobiliare è una seconda

risposta?

Lo è solo per alcune di queste possibilità,

ma si avverte un problema

sempre più diffuso. I politici voglio-

cit

pubblici e lo faranno in modi nuovi,

magari una volta tanto fantasiosi.

Cito un esempio. A Parigi c’è stato il

boom della locazione per brevi periodi

– una o due settimane - di appartamenti

ammobiliati. È la soluzione che

piace agli americani e agli asiatici, più

liberi così di organizzarsi la vacanza

con autonomia e un controllo dei costi.

Ebbene, il Comune di Parigi vuole

impedire questa alternativa imponen-

37


La mia

opinione è che

oggi bisogna

puntare su oro,

materie prime

energetiche

e agricoltura

FRESNILLO

DATI IN STERLINE - QUOTATA A LONDRA

2000 0

1500 0

1000 0

500 0


anche l’emissione di fattura con Iva.

Perché lo fa? Per favorire gli alberghi,

che pagano tasse molto più alte. La

soluzione potrebbe diffondersi in altre

grandi città ed ecco che l’investimento

immobiliare da mettere a reddito perderebbe

attrattiva.

Oltre l’oro, il petrolio e

l’agricoltura c’è qualcos’altro

da comprare?

Sì le società che operano nei sistemi

di difesa, perché nei prossimi mesi

potremmo vederne di belle sul fronte

mediorientale.

Anche su questo tema, per

favore, qualche nome?

Sono tanti, ma io prediligo le azioni

quotate a Londra. Spesso i miei colleghi

dissentono, sostenendo che i com-

Mar ‘09 Giu Set Dic Mar ‘10 Giu Set Dic Mar ‘11 Giu Set Dic Mar ‘12

Fonte: BLOOMBERG

missionali sono elevati e che la sterlina

ballerà. Io rispondo che non c’è


investimenti quale quella inglese, su-


Torniamo all’argomento della

difesa. I nomi?

Ha ragione. A Londra indico QinetiQ,

specializzata in difesa intelligente.

Produce robot sminatori e palloni aerostatici

da rilevamento, oltre che impianti

per la marina. In termini borsisitici

nel 2011 è cresciuta molto, ma

è ancora ben lontana dai massimi del

2008 e ha un trend positivo.


Comprare o vendere?

L’ho già detto nel numero scorso: bisogna

vendere, perché hanno raggiunto

quotazioni troppo elevate, grazie

alla liquidità immessa nei mercati.

Vendere per poi rientrare fra sei mesi,

con extrarendimenti che potranno raggiungere

anche il 10-20%. Quando si

è in bolla non si può guardare la riga


che bravo che sono stato! Di bravura

non c’è nulla. È solo l’inevitabile ciclo

degli alti e bassi. A mio giudizio i rendimenti

di oggi delle corporate sono

troppo bassi rispetto ai rischi congeniti.

C’è isteria ed ecco allora che occorre

scappare per riposizionarsi sugli

stessi prodotti fra qualche mese. Parola

di Cigno Nero”!


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Cambiare strada e preferire solo le azioni di aziende che puntano alle

innovazioni in tutti i settori. Il che vuol dire informatica, biotecnologie

ma soprattutto ricerche in campo energetico. Vi dico i titoli che ho scelto io

I

STRATEGIE: IL SUPER OTTIMISTA

"Il vero emergente

è la Nuova Tecnologia:

investite con audacia!"

l mercato le ha


ragione, ma la

pacchia durerà?

Non mi pongo mai

questa domanda e non

rispondo alla vostra,

perché sono abituato a

no

e scendono. La risposta è di combinare

soluzioni d’investimento e di

trovare decorrelazione fra loro, cioè

andamenti diversi rispetto agli attivi

più tradizionali e presenti nei portafogli.

Vediamo cosa si può fare al momento

attuale nell’ambito dell’azionario.

A gennaio era logico comprare

quasi tutto e soprattutto il bancario.

Oggi occorre porsi dei limiti ben precisi

e soprattutto stabilire delle regole

di valutazione. È quello che facciamo

noi gestori, ma è anche quello che

deve fare l’investitore.

Mi scusi, mi sembrano slogan!

Allora la dico in maniera diversa.

Cosa bisogna evitare nell’acquisto

dell’azionario: prezzi elevati; indebitamenti

rilevanti; bilanci poco chiari;

modelli di business non solidi; comportamenti

aggressivi del management.

In termini più semplici occorre

cercare valore.


lei sta facendo discorsi da

Che cosa bisogna evitare

nell'acquisto dell'azionario: prezzi

elevati; indebitamenti rilevanti;

bilanci poco chiari; modelli di

business non solidi; comportamenti

aggressivi del management


Lettori piacciono i nomi.

Se non spiego cosa ci sta dietro le mie

ni

prive di contenuto. Vuole i nomi?

Bene, eccoli! Con una precisazione:

li fornisco sulla base di uno studio da

me formulato nelle scorse settimane.

La ricerca non tiene conto dell’Italia,

di cui abbiamo già parlato nello scorso

numero. Segnalo i due maggiori

mercati europei, Germania e Francia,

ma non trascuro la Svizzera. Nel primo

dò il massimo dei voti a Siemens

e Bmw, che sono le più globalizzate e

raccolgono una quota rilevante di fatturato

dai Paesi emergenti. In Francia

sono positivo per Atos, Nexans

e CGG Veritas. Non le conoscete

queste aziende? La prima è una specie

di spin-off da Siemens ed è leader

europea nell’outsourcing informatico;

la seconda produce cavi ad alta

tecnologia; la terza fornisce al setto-

giungo

due casi particolari in Svizzera,

ovvero Nestlé e Novartis, in altre

parole prodotti alimentari e farmaceutica.

Può darsi che anche questi titoli in

futuro soffrano di cali delle quotazioni,

ma si riferiscono a gruppi

che soddisfano i requisiti di cui parlavo

all’inizio.

39


40

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CGG VERITAS

DATI IN EURO - QUOTATA A PARIGI

25 5

20 0

15 5

10 0

Mar ‘09 Giu Set Dic Mar ‘10 Giu Set Dic Mar ‘11 Giu Set Dic Mar ‘12

Fonte: BLOOMBERG


della scelta di investire sulla

tecnologia?

Totalmente, salvo per gruppi forti in

comparti ad alta redditività, come nel

caso delle due società svizzere. Per il

resto bisogna guardare solo a chi investe

nel futuro. Potrei citare decine

e decine di altri nomi di aziende con

grandi potenzialità di crescita nelle

tecnologie del domani. Nei centri ricerche

di mezzo mondo stanno nascendo

rivoluzioni epocali, perché

l’uomo non è mai stato così intelligente

come oggi, grazie al supporto

dell’informatica.

E allora qualche altro spunto?

Mi piacciono le biotecnologie, ma

non è ancora il tempo di consiglia-


si può pensare a un indice di settore,

quale l’ETF iShares Nasdaq Biotech

index

IBB). E poi segnalo un trend emer-

fermati,

quello delle estrazioni nel

Mare Artico. Apparentemente si tratta

di gruppi attivi nel petrolifero, ma

che si stanno trasformando in specialisti

dell’applicazione tecnologica alla

ricerca di tutte le fonti energetiche nelle

zone polari. Hanno davanti a sé prospettive

immense.

Ancora una volta pretendiamo

nomi!

Nessun problema. È il caso, per esem-

pio, della norvegese Statoil, da comprare

al Nyse con la sigla STO. Si tratta

di un cavallo di battaglia per molti

gestori di fondi, ma ora va messa in

portafoglio anche da parte degli investitori

privati. Ha attività offshore e

onshore in Russia e in altre parti del

Mare Artico. Con un p/e di 9,5 la considero

un’occasione da non perdere,

anche perché è posseduta per il 67%

dallo Stato norvegese, uno dei pochi al

mondo ben gestito e da gente onesta.

Poi c’è un altro nome da segnalare: è

la britannica Cairn Energy, quotata a

Londra con la sigla CNE. Sta lavorando

molto nelle perforazioni sulle coste

della Groenlandia, ma anche se non

dovesse avere successo i suoi asset

zione

di Borsa ben più alta della quotazione

attuale.

Il collega Cigno Nero ha una

passione per l’agricoltura. Lei

che ne pensa?

Gli dò perfettamente ragione, ma per

motivi diversi da quelli che lui esprime.

Anche in questo ambito bisogna

puntare sulle rivoluzioni tecnologiche,

perché stanno succedendo cose

strane. Ci sono concentrazioni in atto

e sono pesanti. Pochi gruppi controlleranno

i rifornimenti alimentari nell’arco

di qualche anno. Fornisco i nomi,

senza che lei mi ponga la domanda.


Sono, per esempio, Bunge, Glencore

e Olam. Sconosciuti? È quello che

loro vogliono, per agire in silenzio. Il

primo, quotato al Nyse con la sigla

BG, è una conglomerata con sede nelle

Bermuda; ha attività a 360° nell’agribusiness

e qualcosa come 32.000

dipendenti in tutto il mondo. La svizzera

Glencore, quotata a Londra con

la sigla GLEN, è la più grande specialista

di trading di commodities e

care

il settore alimentare, grazie a ca-


leader mondiale nel management di

supply chain per i comparti agricolo

e alimentare. È quotata a Singapore.

Il potere economico di chi organizza

l’arrivo sulle nostre tavole di pane,

pasta e quant’altro è qui dentro. Come

contrastare una simile forza? Sviluppando

nuove tecnologie, capaci

di diffondersi e riportare democrazia

diffusa nella produzione e nella

commercializzazione di tutto quanto

serve a sfamarci.

Per esempio?

Non si tratta di aziende quotate in

Borsa e quindi non interessa che faccia

nomi, ma attenzione! Ci sono movimenti

pesanti in questo settore e

investire sulle tre leader citate potrebbe

rivelarsi un bel business solo per

qualche anno. Poi, non si sa!

STATOIL

DATI IN CORONE NORVEGESI - QUOTATA A OSLO

160 0

150 0

140 0

130 0

120 0

110 0

La Grecia e la liquidità

immessa dalle banche centrali

sono due temi importanti, ma

lei non sembra interessarsene.


Leggo tutti i giorni i giornali, come

voi. Ormai conosciamo ogni dettaglio,

ma nessuno ricorda che aver investito

sulla Grecia così come sugli

altri governativi è un retaggio del passato.

Non aveva senso qualche anno fa

e non ha alcun senso oggi. Certo l’investitore

va dove trova rendimenti, ma

non calcola i rischi. E resta invischiato

nelle crisi di Grecia, Portogallo, Irlanda

e così via. Bisogna invece guardare

al futuro e investire con coraggio sulle

innovazioni che rivoluzioneranno ancora

una volta il mondo.

Le Apple, le Google, le Amazon del

2020 esistono già. Bisogna cercarle,

cominciare a testarle con piccoli

investimenti e poi capire quali

decolleranno: informatica avanzata,

biotech, alternative energetiche,

nuove forme di alimentazione...

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Mar ‘09 Giu Set Dic Mar ‘10 Giu Set Dic Mar ‘11 Giu Set Dic Mar ‘12

Fonte: BLOOMBERG

Anche questo ha dei rischi!

Sì, ma per un’azienda che scomparirà

dieci si affermeranno. Le Apple, le

Google e le Amazon del 2020 esistono

già. Bisogna cercarle, cominciare

a testarle con piccoli investimenti

e poi capire quali andranno alle stelle.

A mio giudizio i settori citati, cioè

informatica avanzata, biotecnologie,

alternative energetiche e nuove

forme di alimentazione hanno potenzialità

eccezionali, ma magari fra

due o tre anni si saranno scoperti altri


di crescita.

Quindi niente titoli di Stato e

niente bond?

Non sono così netto, ma certamente


sanate con modalità che provocheran-


esploderà fra due anni, ma già oggi

i segnali vengono dal petrolio e dai

prodotti derivati venduti sul mercato.

In relazione alle obbligazioni occorre

stare molto attenti a quelle a lunga

scadenza, le più minacciate in termini

di rendimenti reali. L’azionario ha rischi,

ma sostanzialmente riesce in taluni

casi a seguire il costo della vita

al rialzo. Quello riguardante le nuove

tecnologie è il più adatto, poiché i loro

prezzi non esistono. Si formeranno

nel tempo e quindi si adatteranno alle

condizioni di mercato imposte anche

dai fattori monetari. F

41


42

BOND | TITOLI DI STATO & OBBLIGAZIONI

INDICAZIONI OPERATIVE

Tecniche "facili"

per fare trading?

Provate queste!

Trattate le obbligazioni come azioni, comprandole e rivendendole in

continuazione per sfruttare le oscillazioni di prezzo. Ecco le strategie

accessibili a tutti per investire come un trader senza rischiare il capitale

S

DI LORENZO RAFFO

empre più bond nei portafogli

degli italiani: è la

conseguenza della ricerca

di strumenti finanziari

che garantiscano sicurezza.

Spesso gli investitori

non sanno però che, per

ottimizzare il rendimento

delle obbligazioni tenute

nei depositi titoli,

devono trasformarsi

in trader. Con minori rischi

rispetto all’azionario,

ma comunque con

incognite e un pizzico di

frenesia che magari non

fa rimpiangere l’adrenalina

della Borsa. Perché

trasformarsi in trader?

La risposta è semplice.

I rendimenti medi dei

bond sono attualmente

abbastanza ridotti, an-

cor più se si considerano

i maggiori prelievi fiscali

applicati da quest’anno.

Ottenere già un 4%

netto appare a molti un

obiettivo ambizioso, ma

non per questo soddisfacente.

Come dare allora

un pò di pepe al proprio

portafoglio? Non

accontentandosi di gestire

una posizione statica

ma aggiungendo sprint,

con frequenti operazioni

di acquisto e vendita

di bond.

FINO A IERI SI POTEVA

SOLO IN DUE MODI

Gli esperti del settore

consigliavano in passato

di operare – per il trading

obbligazionario – soltan-

to con prodotti a basso

rating o a lunga scadenza,

più sensibili agli alti

e bassi di prezzo, derivanti

nel primo caso da

notizie e nel secondo da

variazioni dei tassi. Certo

ancora oggi queste regole

valgono, ma altri

“giochetti” si sono resi

possibili, grazie ai cambiamenti

in atto sui mercati,

all’incremento del

numero delle emissioni

e anche a certe inefficienze

del sistema. Ci

sono delle strategie abbastanza

semplici, che

consentono a chiunque

di ottenere quello che

possiamo definire un extrarendimento

nella gestione

obbligazionaria,


Il mercato obbligazionario non

è perfetto. Ci sono prodotti, per

esempio, poco liquidi. Possono

essere sottovalutati o sopravalutati.

Ciò accade in particolare nell’ambito

di quelli non quotati su mercati

regolamentati. Varie piattaforme

indicano le quotazioni indicative in


secondario trattato da controparti che

sono intermediari specializzati. Perché

indicative? Per il motivo che restano tali


all’ultimo momento tali controparti

possono ritirarsi, ritenendo le condizioni

non più convenienti. Il tutto avviene

con tempi molto veloci, ma proprio una

macchina così complessa provoca


TITOLI DI STATO & OBBLIGAZIONI | BOND

il bravo trader deve saper cogliere.

Spesso è questione anche di fortuna,


occasioni di prezzi interessanti, con

cui realizzare trading rapidi, sono

imponderabili. Un esempio per tutti:


hanno registrato quotazioni irragionevoli

– se confrontate fra loro – in taluni


motivi solo in parte legati ai cambi di

vertici della società. Chi ha saputo

sfruttarli ha realizzato extrarendimenti

rilevanti, con la possibilità anche di

arbitraggi resi possibili dalle incertezze


rispetto alle strette regole che

dovrebbero governare l’andamento

dei prezzi.

Comprare qui, vendere là

Può sembrare facile ed è il motivo per

cui la presentiamo per prima. In realtà è

eseguibile solo in pochi casi e con una

tempestività di intervento da veri trader. Ormai

ci sono, più in teoria che in pratica, le possibilità

– grazie anche alla cosiddetta best excecution

– cioè alla migliore esecuzione per il cliente in

termini di prezzi, di acquistare su una Borsa e di

vendere su un’altra lo stesso prodotto, ma magari

con piccole differenze di prezzo, che si traducono

in utili per chi opera velocemente, riducendo i

rischi quasi a nulla. Un esempio: un diffuso bond



della redazione di questo articolo, sul mercato


euro fra “bid” e “ask” alla Borsa del Lussemburgo


Riuscendo a ottenere il prezzo più favorevole in

acquisto in una sede e quello più alto in vendita

nell’altra si sarebbe realizzata una plusvalenza

immediata. Il problema è che ciò è redditizio

solo per elevati investimenti e per chi abbia la

possibilità di operare senza intermediari su più

piazze diverse. Un trading semplice sulla carta ma

alla portata di pochi.

richiedendo soltanto un pò

di impegno e tempo, ma

non implicando minacce

per il proprio capitale. Fra

poco ve le spiegheremo. È

comunque il caso di ricordare

come le tecniche tradizionali

siano oggi meno

idonee a soddisfare chi

vuole operare con compravendite

veloci.

Negli anni 80 e 90 il trading

obbligazionario si basava

soprattutto sulla sensibilità

alla variazione dei

tassi d’interesse. In particolare

per l’Italia (in epoca

ante euro) questa scelta

di politica monetaria

era determinante e quindi

ne risentivano in maniera

positiva o negativa i titoli

43


44

BOND | TITOLI DI STATO & OBBLIGAZIONI

di Stato, secondo la tipologia

(tasso variabile o fisso)

e la durata. Altri fattori

decisivi erano le notizie

di indicatori economici e

dell’inflazione. Oggi tutto

questo è meno esasperato,

poiché le scelte spettano

alla Bce e quindi ci sono

velocità inferiori e minore

indipendenza decisionale,

poiché riguardano una

pluralità di Paesi. Un’eventuale

variazione dei

tassi ha una tale portata da

causare in anticipo indiscrezioni

e notizie, che si

traducono in più lenti adeguamenti

dei prezzi dei

prodotti finanziari e quindi

in minori occasioni di pro-

Un'eventuale

variazione dei

tassi ha una

tale portata

da causare

in anticipo

indiscrezioni

e notizie che...

fitto. È di conseguenza finita

– anche se non del tutto

– l’epoca in cui i trader

tenevano in evidenza la tabella

di oscillazione delle

quotazioni di quinquennali,

decennali e trentennali

in rapporto alle variazioni

dei tassi: circa 6 punti per

i 10 anni e 15 per i più lunghi

a ogni punto di incremento

o discesa dei tassi.

Naturalmente ciò vale ancora

oggi, con la differenza

che la Bce adotta le correzioni

con tempi diluiti e

adeguamenti frazionali (di

solito un quarto di punto

alla volta). L’altra modalità,

quella delle obbli-

Gli ibridi

Sono un caso a parte, in

quanto strumenti di debito

che stanno a metà fra

l’obbligazione e l’azione. Di fatto

la struttura è del primo tipo, ma il

pagamento della cedola dipende

dall’andamento gestionale della

società. Essa è in perdita? Allora

la cedola salta. Non ci dilunghiamo

sul complesso meccanismo

che regola tali bond, spesso di

tipo perpetual o con scadenze



di obbligazioni molto volatili nei

prezzi, a causa di fattori derivanti

dall’andamento della società –

in prevalenza banche – o dal

quadro generale dei mercati. In

tale contesto si trovano spesso

occasioni d’oro, che vanno sfruttate

con abilità, freddezza e audacia.

Passare da un titolo all'altro

Per spiegare la seconda

modalità occorre innanzi

tutto impratichirsi con un

termine forse poco conosciuto,

quello di “yield to maturity”,

ovvero di rendimento a scadenza.

Acquistando identici importi di

due obbligazioni caratterizzate



e con medesima scadenza –

meglio se piuttosto lunga – dello

stesso emittente o al massimo

appartenenti a un unico gruppo si

possono determinare condizioni in

cui il differenziale tra i due “yield

to maturity”, in parole povere fra i

prezzi, si discosta, per inefficienze

del mercato o per altri motivi.

Ecco allora che si vende il bond

che ha subito l’aumento di prezzo

maggiore per ricollocarsi su quello

Verificando gli andamenti pregressi

con l’utilizzo degli strumenti di

analisi tecnica si identificano

supporti forti, sui quali entrare

garantisce di solito trading molto

redditizi. Data la struttura delle

obbligazioni, occorre darsi obiettivi

di uscita chiari, trascurando che

quasi sempre le loro cedole sono

elevate. Per l’investitore veloce gli

ibridi vanno visti come delle azioni,

con movimenti ancora più accentuati

e totale trascuratezza delle cedole

pagate. In occasione della crisi del

sistema finanziario dell’anno scorso

questi bond hanno visto crollare

le quotazioni, riprendendosi però

molto velocemente, grazie anche

alla decisione di alcune banche di




con prezzo inferiore.

Dopo qualche tempo i relativi grafici

si riposizioneranno uno vicino

all’altro e si tornerà a dividere il

capitale fra le due obbligazioni. I

tecnici definiscono questa modalità

come quella degli arbitraggi;

procura un extra rendimento

magari non elevato in ogni singola

operazione ma che può rivelarsi

interessante nell’insieme degli


che si rendono possibili. Con che

cosa farlo? Obbligazioni che si

prestano sono per esempio quelle

delle organizzazioni internazionali,



elevate quantità di emissioni e –

dal punto di vista delle tipologie

– anche con gli zero coupon a

scadenza lunga.


Le medie mobili

È

la tecnica più semplice

e redditizia. Occorre

stabilire due medie mobili e

compararne l’andamento sul grafico


un esempio. Con delle medie a


questo modo: quando quella più



quando la incrocia al rialzo si deve

acquistare. Per chi è abituato a

effettuare trading azionario si tratta

di una modalità operativa banale;

nel caso delle obbligazioni ha

un valore di riferimento assoluto

nella costruzione di strategie per

aumentare la redditività di un

portafoglio. Innanzi tutto consente

di proteggersi da eventuali crolli,

ma soprattutto abbassa i prezzi

di carico trasformandosi in un

paracadute con extravalore. Un

caso pratico può convincere anche i

più riottosi. Un’obbligazione che ha

fatto soffrire non poco è la Air Berlin



vicino alla pari fino ad agosto. Poi, a

AIR BERLIN 2018 8,25%


100

95

90

85

80

75

70

Ultimo prezzo 99,576

Media mobile a 50 giorni (98,893)

Media mobile a 25 giorni (99,643)

TITOLI DI STATO & OBBLIGAZIONI | BOND

causa di vari fattori, è entrata in un

periodo di turbolenza, che le medie

mobili hanno ben presto confermato



è stato chiaro quando il prezzo è


avuto un vero e proprio crollo che

l’ha portata due volte a toccare

quello che è divenuto un fortissimo


un rimbalzo che l’ha riportata,

nell’arco di pochi mesi, di nuovo


realizzatosi in corrispondenza di un


Certamente sì, ma la combinazione

di medie mobili scelte appare lenta.

Per chi si fosse impratichito della

modalità l’utilizzo di una doppia



ovvero dieci punti sotto la vendita.

È pur vero che si sarebbe perso

il rateo di cedola, ma quest’ultima

sarebbe comunque risultata di

parecchio inferiore all’utile in conto

capitale realizzato in caso di vendita


Apr ’11 Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Gen ‘12 Feb Mar

Fonte: ELABORAZIONE F SU DATI BLOOMBERG

gazioni di società a basso

rating, resta tuttora valida,

anche se comporta rischi

elevati, data la vastità di

offerta di quelle che sono

definite le high yield.

Gli operatori professionali

hanno sempre utilizzato

strumenti complessi,

quali i future, per esempio

sul Bund, caratterizzati da

oscillazioni repentine nei

due sensi, con l’aggiunta

di vendite allo scoperto e

l’uso di opzioni. Tecniche

molto interessanti, ma che

richiedono - nel caso dei

future - capitali rilevanti e

in quello delle opzioni una

conoscenza approfondita

di strumenti complicati

e rischiosi. Meglio allora

accontentarsi di tecniche

semplici, possibili anche

a chi disponga soltanto

di qualche migliaio di

euro e di una qualunque

piattaforma, dotata degli

indicatori di base per l’analisi

tecnica, allo scopo di

capire i trend in atto nel

mercato.

Vediamo allora alcune

strategie realizzabili quasi

tutte da chiunque conosca

pur solo le basi del trading

e delle obbligazioni.

IL TUTTO È PIÙ SEMPLICE

DI QUANTO NON SI CREDA

Di modalità operative

ce ne sono tante: alcune

semplici e alla portata di

chiunque; altre complesse

e possibili solo per operatori

professionali. Comunque

è certo che il trading

di obbligazioni ha regole

comprensibili, sebbene

il mercato sia meno trasparente

rispetto a quello

azionario. Qui c’è un prezzo

ufficiale, riferimento

assoluto per chi opera.

Nel caso dei bond la

45


46

BOND | TITOLI DI STATO & OBBLIGAZIONI

Gli speculativi

Ne abbiamo accennato

all’inizio come a una tecnica

in vigore già in anni lontani,

quando l’investitore non disponeva

di tutti gli strumenti tecnologici e di

analisi di oggi. Allora ci si rivolgeva

al bancario di turno e si andava

più a naso che basandosi su dati

oggettivi. In cosa consiste? Nel

monitorare obbligazioni di società

a basso rating e nell’acquistarle in

presenza di notizie che scatenino

cadute dei prezzi. Ma attenzione:

ciò va fatto quando ci si avvicina alla

scadenza e si ha la sicurezza che

il bond sarà rimborsato. Un settore

molto sensibile alle news è quello

Gli zero coupon

Una categoria di obbligazioni

particolari è quella delle



e in cui il rendimento è calcolato

come differenza fra la somma che

l’investitore riceve alla scadenza e

quella che versa alla sottoscrizione


di quotazione dovrebbe essere una

retta obliqua fra i due momenti,

ma molti fattori incidono talvolta in

misura accentuata e talvolta meno

sulla quotazione, lasciando spazio

a operazioni di trading. In questo

caso può essere abbastanza utile

utilizzare come riferimento le Bande

La martingala

automobilistico: le sue obbligazioni

si prestano bene ad acquisti in

momenti di tensione e a successive

vendite quando la situazione si

ristabilizza. Di fatto tutti i bond

a rating speculativo subiscono

variazioni di prezzo – più o meno

ridotte – nell’ultimo anno di vita,

in rapporto anche all’andamento

dell’economia in generale o a

indiscrezioni su eventi del settore in

cui operano. Si tratta di identificare

prodotti prossimi al rimborso e

seguirli di giorno in giorno, o meglio

ancora più volte nella giornata,

entrando quando si realizzano

cadute dei prezzi.

di Bollinger: quando si restringono il

prezzo resta allineato a quello teorico;

quando si allargano e la media mobile


si allontana ecco che si determina

una condizione di plusvalenza,

che deve portare a una vendita

dell’obbligazione, per rientrarvi

quando la situazione di normalità si

ristabilizza. Anche in questo caso


risulta di solito piuttosto modesto,

salvo in situazioni particolari, come

per esempio in presenza di un netto

abbassamento dei tassi di mercato

rispetto a quello di rendimento dello

zero coupon.

complessità deriva da una

sovrapposizione di mercati

e dalla presenza di

un vasto secondario non

regolamentato.

E’ evidente che in un simile

quadro la certezza

del prezzo è minore, salvo

che ci si accontenti dei

titoli di Stato o dei prodotti

più scambiati, a tasso

fisso o a tasso variabile,

presenti sulle piattaforme

regolamentate.

...il passaggio

al trading su

bond OTC o

caratterizzati

da strutture

complesse

diventerà

inevitabile...

Per chi inizia vale senz’altro

la pena impratichirsi in

tale ambito, trasparente e

liquido. Poi, quando l’esperienza

sarà rilevante,

il passaggio al trading su

bond presenti nei mercati

OTC o caratterizzati da

strutture complesse diventerà

inevitabile.

Ma già nel primo ambito

le occasioni di buoni affari

sono numerose e continue.

Provare per credere! F

Viene dai casinò, dove la si considera una tecnica molto rischiosa, tale da svuotare il portafoglio del

giocatore. Nel caso dei bond è meno pericolosa, poiché comunque l’investimento ha un suo rendimento






Ci sono tuttavia due problemi: occorre disporre di un notevole capitale e non c’è nessuna protezione nel caso di un

crollo che porti a un “default”, situazione che annienterebbe una posizione continuamente incrementata.


48

TECH | TECNOLOGIA & FINANZA

LE

Nokia,

PROSPETTIVE DEL

f

TITOLO

inalmente

l'effetto Windows?

DI MARCO BARLASSINA


STEPHEN ELOP

Ceo di Nokia

TECNOLOGIA & FINANZA | TECH

Nei prossimi mesi si vedrà

se il grande accordo con

Microsoft per utilizzare la

versione Phone del sistema

operativo per pc più diffuso

al mondo comincerà a farsi

sentire sulle vendite di

Smartphone, dove il colosso

f inlandese ha perso terreno

su Apple e altri concorrenti

Il 2012 sarà l’anno della verità

per Nokia. Nei prossimi

mesi si deciderà il destino

scirà

a mantenere la posizione

di leadership nel mercato

della telefonia cellulare

o perderà ancora quote di

mercato in favore dei concorrenti?

Il ruolo di punto

di riferimento per i consumatori

è stato messo a dura

prova dalla concorrenza dei

prodotti Apple e da quella dei produttori

che hanno scelto di montare sui loro

telefoni il sistema operativo Android di

Google, Samsung su tutti, ma ora Nokia

sembra essere entrata in una nuova fase

della sua evoluzione.

Nei prossimi mesi si capirà se la svolta

che Nokia ha messo in cantiere nel 2011

darà gli effetti sperati. Dopo aver sostituito

lo storico ceo Oli-Pekka Kallasvuo

con un ex-Microsoft come Stephen Elop

(vedere riquadro a pagina 50), lo scorso

mente

rotto con il passato avviando una

partnership con la società fondata da Bill

Gates. L’accordo con Microsoftt ha con-

49


50

TECH | TECNOLOGIA & FINANZA

CHI È IL NUMERO UNO

Nel mese di settembre del 2010 Nokia ha rimpiazzato il

ceo Oli-Pekka Kallasvuo (che aveva ricoperto l'incarico

dal 2006) con il canadese Stephen Elop, divenuto così


Elop in precedenza è stato numero uno della divisione

Business di Microsoft, cui fa capo lo sviluppo della suite



di esperienze nel settore delle telecomunicazioni e delle

telefonia cellulare, può essere interpretato come un

altro indicatore della presa di coscienza di Nokia circa la



A sinistra STEPHEN ELOP con il ceo di Microsoft, STEVE BALLMER

sentito a Nokia di lanciare prodotti con



all’ormai superato sistema Symbian

che per tanti anni ha costituito l’architrave

su cui operavano i prodotti della


La decisione ha il potenziale per risolvere

i problemi di Nokia, che negli ultimi

anni sono stati soprattutto tecnologici.

Il gruppo ha infatti continuato a

produrre telefoni di buon livello e dotati

di un design piacevole, ma ha fatto

fatica a tenere il passo dell’innovazione

che la telefonia cellulare ha avuto

nel campo del software, con telefoni

UTILI ANTE IMPOSTE


2006 5,7

2007

8,2

2008

4,9

2009 0,9

2010 1,7

2011 -1,2

VENDITE NETTE


2006

41,1

2007

51,0

2008

50,7

2009

40,9

2010

42,4

2011

38,7

dalle potenzialità sempre più vicine

a quelle di un pc portatile, e con l’esplosione

delle app. È il motivo per

cui l’azienda ha perso posizioni soprattutto

nel segmento dei prodotti di


Proprio quella tipologia di dispositivi

su cui i produttori riescono a realizzare

i maggiori margini.

ziari

hanno anticipato, penalizzando il

titolo Nokia, e che solo ora hanno cominciato

a riconsiderare proprio in scia

all’accordo con il gruppo di Redmond.

SPIRAGLI DI LUMIA

I primi dati sul nuovo anno, che verranno

diffusi il prossimo 19 aprile, diranno

se la svolta intrapresa dal gruppo

sta dando i frutti attesi. Saranno

ri

trimestrali che potranno pienamente

tenere conto dell’andamento della domanda

dei nuovi Lumia 800 e Lumia

710, i primi telefoni di Nokia con sistema

operativo Microsoft lanciati sul

mercato lo scorso 15 novembre.

Proprio per via della data di lancio, a

timi

tre mesi del 2011 hanno potuto

solo parzialmente mostrare gli effetti

delle vendite dei primi prodotti Windows-based,

ma già si sono potuti notare

alcuni segni di vita.

Nonostante una distribuzione ancora

limitata su alcuni mercati, il grup-


LE VENDITE DI CELLULARI E SMARTPHONE NEL MONDO


po ha annunciato di aver venduto più

di un milione di Lumia. Sempre pochi

rispetto ai 37 milioni di iPhone

venduti nello stesso periodo di tempo

dalla Apple, ma sicuramente un buon

punto di partenza per guardare al fu-


In tre mesi, partendo da zero, i cellulari

Nokia sono saliti a rappresentare il

33,1% delle vendite di smartphone basati

su piattaforma Microsoft, contribuendo,

secondo i dati della società di

ricerca Strategy Analitics, a portare le

consegne di smartphone targati Micro-

I TRIM. II TRIM. III TRIM. IV TRIM.

TOTALE

2010

soft a 2,7 milioni dai 2 milioni del terzo

trimestre dell’anno. Ora Nokia è il

principale venditore di dispositivi che

montano Windows, superando anche

la coreana Htc.

LE ASPETTATIVE DEGLI ANALISTI

L’accoglienza della serie Lumia da

parte del mercato permette quindi a

Nokia di guardare al 2012 con aspettative

ottimistiche. Ne sono convinti

gli esperti della società di analisi indipendente

americana Morningstar, che

nel loro ultimo report su Nokia sotto-

TECNOLOGIA & FINANZA | TECH

I TRIM. II TRIM. III TRIM. IV TRIM.

2010 2011

Nokia 108 111 110 124 453 109 89 107 114 519

Motorola 9 8 9 11 37 9 11 12 11 43

Samsung Electronics 64 64 71 81 280 70 76 92 95 333

Sony Ericsson 11 11 10 11 43 8 8 10 9 35

LG Electronics 27 31 28 31 117 25 25 21 18 89

HTC 3 5 7 9 24 10 12 13 35

Mercato (stime IDC) 311 328 349 403 1.391 372 365 394 427 1.558

Nokia 21,5 24 21,7 28,6 96,4 24,2 16,7 16,8 19,6 77,3

Research in Motion 10,5 11,2 12,1 14,2 48 14,9 13,7 10,6 14,1 53,3

Apple iPhonee 8,752 8,398 14,102 16,235 47,487 18,647 20,338 17,073 37,044 93,102

Samsung Electronics - - - - - 13 19 29 37 98

Mercato (stime IDC) 55,4 64,4 82,8 102 304,6 99,6 106,5 118,1 157,8 482

Fonte: NOKIA.COM

NOKIA IN BORSA


11

10

9

8

7

6

5

4

SETTEMBRE 2010

Stephen Elop viene

nominato nuovo Ceo

FEBBRAIO 2011

siglata partnership

con Microsoft

FEBBRAIO 2012

lancio Lumia 610 e Lumia 900

al Mobile World Congress

NOVEMBRE 2012

lancio dei primi prodotti

con Windows Phone 7

Mar 2010 2011 2012

Fonte: BLOOMBERG

TOTALE

2011


Microsoft abbiano realizzato un prodotto

valido e si siano impegnate per

mettere sul piatto risorse di marketing

e distributive tali da cercare e raggiungere

una massa critica. Secondo

Morningstar, Nokia parte chiaramente

da una posizione di svantaggio nella

guerra delle piattaforme, “ma la sua alleanza

con Microsoft dovrebbe fornire

pravvivenza”

nell’ambiente competitivo

degli smartphone.

I prossimi mesi saranno determinan-

ship.

“Ci focalizzeremo sulla crescita

delle unità Lumia vendute nei primi

tre mesi dell’anno”, spiegano gli analisti,

sottolineando che “sarà necessario

un robusto tasso di crescita perché

la piattaforma Lumia possa raggiungere

una velocità di fuga”.

Sempre secondo Morningstar, aver

scelto di abbandonare la piattaforma

Symbian per sviluppare dispositivi

dotati di Windows Phone 7 potrebbe

essere rischioso, ma è stata la scelta

nership

Nokia/Windows avrà un impatto

sconvolgente, ma riteniamo che

questa consentirà a Nokia di stabilizzare

la sua quota di mercato e il suo mar-

51


52

TECH | TECNOLOGIA & FINANZA

gine lordo. Unire il know-how di Nokia

nella produzione dei telefoni con

le competenze nel software di Microsoft

dà una possibilità dopo che per

diversi anni la quota di mercato negli

smartphone è andata riducendosi”.

Il sistema operativo Symbian nel

corso del tempo ha infatti

perso colpi nei confronti

di una concorrenza sempre

più agguerrita, formata

da un lato dall’iOS, su cui

gira il fortunato iPhone

della Apple, e dall’altro da

Android, il sistema aperto

promosso da Google che

ha guadagnato crescenti

quote di mercato. L’alleanza

con Microsoft potrebbe

consentire a Nokia di invertire

questa dinamica.

Soprattutto grazie al vantaggio

di avere dalla propria

parte l’incontrastato numero

uno dei sistemi operativi

per Pc. Il rassicurante ambiente

di Windows e l’assenza

di problemi di compatibilità

rappresentano

ancora un indubbio vantaggio.

Per questo Morningstar

ritiene che Microsoft “potrà

conquistare una sua nicchia nel segmento

di fascia alta degli smartphone,

magari iniziando dalla clientela

business, grazie al supporto per Of-


TRE PUNTI DI FORZA

Nokia, nella visione di Morningstar,


il design dei telefoni, le dimensioni e la

distribuzione. In merito al primo aspetto

gli esperti citano alcuni degli ultimi

landese,

come l’N8 o

l’N97 che, nonostante

una scarsa risposta del

mercato, sono considerate

delle vere e proprie

meraviglie del design.

In termini di dimensione

gli analisti sottolineano

che Nokia detiene circa

un terzo del mercato

mondiale dei cellulari,

con siti produttivi in dieci

diversi Paesi distribuiti

tra Europa, America

Latina e Asia. Una caratteristica

che conferisce a

Nokia una particolare

re

la società può spostare

la produzione laddove

il costo dei componenti

(e il tasso di cambio) è

più favorevole.

La posizione di forza

nella distribuzione con-


di canali distributivi in molte parti del

mondo, compresi i mercati emergenti

in rapida crescita come Cina e India.

“Nonostante non sia chiaro se questo

TIMO IHAMUOTILA


MARKO AHTISAARI

Executive vice president

GIÙ VENDITE E MARGINI

NELL'ULTIMO TRIMESTRE 2011

Nel qua





unità, con una contemporanea caduta dei prezzi di vendita del 9% per





mesi un telefono cellulare Nokia è stato venduto mediamente al prezzo di



RIALZISTI


competitivo di

Nokia nel mercato

dei dispositivi



apparato distributivo, è ancora


riuscisse a fare leva su questi

punti di forza nella fascia alta del

mercato, Nokia avrebbe ancora

la possibilità di diventare un




salute e la società ha un


e forti capacità nella ricerca


prodotti non dovrebbe porre



ancora un importante player nel

mercato delle apparecchiature per


RIBASSISTI

Nokia sta perdendo

posizioni nel mercato


nonostante abbia

buone possibilità di

farlo, ancora non vi è certezza che

la società possa recuperare quote




da terze parti è un punto competitivo


ancora non si sa quanti sviluppatori


Nokia sulla nuova piattaforma


possa essere ritenuto un reale vantaggio

di lungo termine, Nokia ha recentemente

confermato la sua leadership

sui mercati dove i consumatori richiedono

prodotti entry-level (con un prezzo

al di sotto dei 50 euro). In questi

mercati Nokia detiene una quota di

mercato di circa il 50%. Ci aspettiamo

che i volumi di vendita continueranno

a crescere nei Paesi emergenti, ma qui

Nokia subirà la crescente competizione

dei maggiori produttori asiatici o di

produttori forti su singoli mercati nazionali,

con ulteriori pressioni verso il

basso sui prezzi. Per questo crediamo

NON SOLO LUMIA



sia cruciale che Nokia guadagni spazio

nella fascia alta e media del mercato”.

UN ANALISTA SU TRE

CONSIGLIA DI VENDERE

Che Nokia si trovi di fronte a un punto

cruciale nella sua storia è testimoniato

anche dalle attese formulate

dagli analisti che seguono il titolo.

Secondo le rilevazioni di Bloomberg

raccomanda di comprare il titolo

il 31,37% degli analisti, mentre il

37,25% suggerisce di tenerlo in portafoglio

e un altro 31,37% consiglia

di venderlo. Di fondo prevale però un

certo ottimismo, considerando che il

prezzo-obiettivo medio, 4,53 euro, è

nettamente al di sopra dei valori attuali

e lascia al titolo un potenziale di

rialzo di quasi 20 punti percentuali.

I prossimi mesi saranno quindi decisivi

anche per le prospettive di Borsa

di Nokia e per superare una fase

laterale che dura dal giugno scorso,

ma che ha le sue radici nella violenta

TECNOLOGIA & FINANZA | TECH

Medio

Oriente

e Africa

23%

Nokia ha una

quota di circa

il 50% nei

mercati dove

i consumatori

chiedono prodotti

entry-level

(sotto i 50 euro)

Sud America

11%

Cina

16%

1%

DOVE

VENDE

NOKIA

Nord America

Asia

29%

Europa

21%

Fonte: NOKIA.COM

discesa che il titolo ha registrato dai

massimi del 2008.

NEL FUTURO 4G E (FORSE) TABLET

E dopo gli smartphone? Il mercato si

interroga su quali potranno essere gli

sviluppi della nuova strategia del ceo

Elop e già immagina un esordio di Nokia

nel mondo dei tablet. A stuzzicare

la fantasia di quanti seguono da vicino

la vicenda di Nokia ci ha pensato

il quotidiano francese Les Echos,


starebbe progettando un tablet con il

sistema operativo Windows 8 di Microsoft

e potrebbe farlo debuttare sul

mercato nel prossimo giugno. Elop ha

però smorzato i toni. Non ha escluso

che un giorno il gruppo possa entrare

anche nel mercato dei tablet Pc, ma

ha chiarito che al momento non c'è alcuna

strategia precisa.

ta

al Mobile World Congress di Barcellona

annunciando il lancio di uno

smartphone con sistema operativo

Windows per i più giovani e con un

prezzo nettamente inferiore alla media


arriverà sul mercato entro metà 2012.

Nella stessa occasione la società ha anche

lanciato il suo prodotto top di gam-


a sfruttare il nuovo sistema di accesso

mobile a banda larga Lte (Long term

cialmente

l’era del 4G. F

53


54

STARTUP | METTERSI IN PROPRIO

VALUTAZIONE DEL RISCHIO

S-peek, sullo smartphone

il rating delle società

Innovazione a misura di piccole imprese messa sul mercato dalla società creata a Trieste

da due giovani ingegneri che hanno inventato una metodologia di analisi del rischio di credito

E

DI MARCO BARLASSINA

chi l’ha detto

che in Italia non

siamo più capaci

di innovare?

Arriva da Triesteun’esperienza

che coniuga

in maniera

vincente i mondidell’imprenditoria,

dell’Università e della ricerca.

È la storia di modeFinance,

società specializzata nell’emissione

di rating per l’analisi, la valutazione

economico-finanziaria e

la gestione del rischio di credito.

Nata nel 2009 dall’idea imprenditoriale

di due giovani soci fondatori,

Mattia Ciprian, 36 anni, e

Valentino Pediroda, 40 anni, con

il contributo allo sviluppo del fondo

Innovation Factory, ha appena

lanciato un'ulteriore innovazione

che porta anche alle piccole imprese

rating e strumenti per la gestione

del credito.

Entrambi laureati in ingegneria

meccanica all’Università di Trieste,

Ciprian e Pediroda scoprono

presto le due passioni che poi si

misceleranno per dare vita a modeFinance.

Ciprian consegue un

dottorato di ricerca in finanza e

Pediroda un dottorato in metodi

numerici. Da qui il percorso diviene

parallelo: entrambi ricercatori

all’Università di Trieste

ed entrambi consulenti di agenzie

di rating italiane.

Fino all’idea di sfruttare imprenditorialmente

l’esperienza acqui-

sita con la fondazione di modeFinance,

conservando comunque un

legame molto forte con il mondo

della ricerca universitaria. La società,

che è anche spin-off dell’Università

degli Studi di Trieste, è situata

all’interno dell’Area Science

Park di Trieste, il maggiore parco

Mattia

Ciprian,

36 anni, e

Valentino

Pediroda,

40, ideatori

e fondatori di

modeFinance

scientifico e tecnologico d’Italia.

Le doti imprenditoriali di Ciprian

e Pediroda emergono già nel 2007,

quando viene siglata una partnership

con Bureau van Dijk, uno dei

leader internazionali nella fornitura

di informazioni economico-finanziarie

e soluzioni software per


l'analisi dei dati. L’accordo permette

ai due fondatori di modeFinance

di estendere il loro campo di analisi

fino a fornire la valutazione di oltre

70 milioni di aziende di 200 diversi

Paesi, elaborando ogni anno 100

milioni di bilanci.

L’ALGORITMO CHE PIACE

ALLE MULTINAZIONALI

Lo spirito imprenditoriale da solo

non sarebbe però bastato ad assicurare

il successo di modeFinance

senza il vero motore dello sviluppo:

l’algoritmo alla base delle

valutazioni, ossia la metodologia

proprietaria di analisi del rischio

di credito MORE (Multi Objective

Rating Evaluation) creata da Ciprian

e Pediroda.

ModeFinance ha infatti utilizzato un

approccio ingegneristico all’analisi,

digitalizzando – si potrebbe dire –

un set di analisti.

La metodologia di valutazione de-

Subito

visibili sul

display in una

sola schermata

il rating e tutte

le informazioni

più importanti

per valutare

la società

finisce il livello di rischio finanziario

di qualsiasi realtà integrando informazioni

sia quantitative (tra cui

dati di bilancio, regolarità dei pagamenti

e dati previsionali) che qualitative

(ad esempio contenziosi,

crimini finanziari e qualità della gestione).

L’innovazione della tecnologia

MORE è rappresentata infatti

dallo studio di diverse variabili che

descrivono un’impresa. Al fianco di

parametri quali redditività, liquidità,

METTERSI IN PROPRIO | STARTUP

e solvibilità, vengono prese in considerazione

anche la qualità dei prodotti

e la regolarità dei pagamenti,

fino ad arrivare a un giudizio sul merito

creditizio delle società: il rating.

I rating MORE sono utilizzati da oltre

50 realtà multinazionali operanti

in diversi settori, da quello assicurativo,

bancario e finanziario, al mondo

imprenditoriale e alle organizzazioni

pubbliche. Tutte impiegano

i servizi modeFinance per valutare

l’affidabilità del loro portafoglio

clienti e fornitori, grazie anche alla

disponibilità di giudizi comparabili

su diverse realtà nazionali, caratteristica

imprescindibile quando l’ana-

modeFinance

ha utilizzato

un approccio

ingegneristico,

digitalizzando -

si potrebbe dire -

un set di analisti

lisi riguarda clienti e fornitori sparsi

in tutto il mondo.

In questo contesto si inserisce la

più recente delle intuizioni del tandem

Pediroda-Ciprian: fornire anche

alle aziende di piccola e media

dimensione, che in Italia rappresentano

il cuore del sistema produttivo,

uno strumento in grado di illustrare

nel dettaglio la situazione finanziaria

dei propri clienti e fornitori.

La crisi ha reso fondamentale poter

55


56

STARTUP | METTERSI IN PROPRIO

contare sull’affidabilità di clienti e

fornitori e su strumenti che consentano

di selezionarli o di decidere i

livelli di affidamento più adeguati

sulla base di dati consultabili in maniera

semplice e immediata.

“Le imprese piccole e medie – spiega

Mattia Ciprian - hanno le stes-

La crisi ha reso

fondamentale

poter contare


clienti e fornitori

e su strumenti

che consentano

di selezionarli

se necessità delle società internazionali,

ma non hanno le strutture o

non possono affrontare i costi connessi

alla gestione del credito. Volevamo

mettere a portata di mano,

in maniera immediata, i dati di

bilancio delle società che più possono

essere interessanti per un

imprenditore”.

COME FUNZIONA S-PEEK

Una volta individuata l’azienda,

tramite un semplice e intuitivo motore

di ricerca integrato nell’applicazione

è possibile consultare le

informazioni con tre diversi livelli

di approfondimento. Con il livello

basic (gratuito) l’utilizzatore può

visualizzare un giudizio generico

sullo stato di salute economica

dell’azienda rappresentato da una

sorta di semaforo: una segnaletica

verde, gialla o rossa basata sulla

valutazione di modeFinance.

Con il secondo livello, acquistabile

al costo di 0,79 euro, è possibile

visualizzare il rating More di

modeFinance (da AAA sino a D,

vedere illustrazione a pagina 55),

il fido commerciale, l’andamento

S-PEEK, IL RATING A MISURA

DELLE PICCOLE IMPRESE

È nata così S-peek, la prima applicazione

per Android e iOS che

permette di consultare in maniera

semplice ed economica il rating

e le principali informazioni finanziarie

relative a un’azienda. Con Speek,

scaricabile gratuitamente su

Android Market e su App Store, gli

utenti hanno la possibilità di visualizzare

i dati economici di oltre 20

milioni di aziende europee (di cui

1,2 milioni italiane) direttamente

dai propri dispositivi mobili.

L’applicazione permette di consultare,

attraverso un modello freemium

(alcuni servizi gratuiti e altri

a pagamento), le informazioni

economiche e le valutazioni di modeFinance

relative a una determinata

azienda. ModeFinance non si

è limitata a portare sui dispositivi

portatili i suoi servizi, ma ha anche

saputo cogliere le possibilità

di interazione consentiti da tablet

e smartphone. Con S-peek è stato

così introdotto il Social Rating,

basato sulle valutazioni degli utenti

su una determinata società. F

qualitativo dei debiti totali, la

redditività e il confronto settoriale.

Il terzo livello, acquistabile al costo

di 14,99 euro, permette di

visualizzare oltre alle informazioni

precedenti anche i principali dati

finanziari (patrimonio netto, totale

attivo, fatturato, utile/perdita)

relativi agli ultimi tre anni di attività

dell’azienda.

Con il Social Rating infine gli

utilizzatori dell’applicazione

possono lasciare un proprio

commento (Personal Rating) sulla

scheda dell’azienda e i commenti

sono visualizzabili gratuitamente.

Il commento può essere condiviso

sui social network più diffusi come

Facebook, Linkedin o Twitter.


IN COLLABORAZIONE CON

I dispositivi mobili diventano

strumenti strategici di business

Nel corso degli ultimi cinquesei

anni lo sviluppo e la diffusione

dei dispositivi mobili

sono praticamente esplosi,

anche nelle aziende: un vero

e proprio cambiamento cultu-


po

fa, alla distribuzione attiva

e allo sviluppo di applicazioni

mobili con conseguenti nuo-


team IT. Questa tecnologia,

infatti, offre grandi opportu-


working,

intrattenimento e

altro ancora. Allo stesso tempo

però offre anche spazio

È

necessario, quindi, poterne

sfruttare i vantaggi in totale

sicurezza, proteggendo le informazioni

ovunque si trovino

e in qualsiasi momento. Le

aziende sono consapevoli di


di applicazioni mobili dimo-


parte delle aziende, nella ca-


un valore aggiunto. Secon-




ad un punto di svolta a livello

mondiale nell’adozione di

tecnologie mobili. L’indagine

pone in evidenza l’utilizzo di

applicazioni mobili da parte

delle aziende, con il 71% delle

imprese che sta almeno

considerando di fare uso di

applicazioni mobili personalizzate

e un terzo che sta

attualmente utilizzando o ha

bili

personalizzate. La 2012

-


trovano ad affrontare quando




come sono percepiti dai decision

maker dell’IT. Nell’indagine,

oltre 6.000 aziende

provenienti da 43 Paesi mettono

in luce il cambiamento

nell’utilizzo di dispositivi e

applicazioni mobili. Come

accade per l’adozione di

qualunque nuova tecnologia,


prova le aziende IT. L’adozio-


di rischi e le aziende IT rico-


tre aziende su quattro indicano

il mantenimento di un alto

livello di sicurezza come un

obiettivo di business prima-


posiziona tra i primi tre rischi

IT, rendendolo il rischio più

citato dall’IT. Le preoccupazioni

sono di ampia portata:

dispositivi smarriti o rubati,

perdita di dati, accesso non

autorizzato alle risorse aziendali

e la diffusione di infezioni

da malware da parte di

dispositivi mobili verso la rete

aziendale. Con i dispositivi

mobili che ora forniscono processi

e dati di business critici,

il costo degli incidenti di sicu-

vo.

Il costo medio annuo di

incidenti mobili per le imprese,

tra cui la perdita di dati,

danni di immagine, perdita di

-


pari a 429.000 dollari per le

aziende di fascia enterprise.

Il costo medio annuo degli

incidenti mobili per le piccole


dollari. In conclusione, le imprese

che scelgono di incre-


compromettere la sicurezza,

gliorare

i processi di busi-

ness e di ottenere incrementi


aziende dovrebbero prendere

in considerazione lo sviluppo

di una strategia mobile che


aziendale e che si allinei con

la propria tolleranza al rischio

per la sicurezza. In particolare,

le aziende hanno bisogno

di una soluzione che permetta

di gestire e mettere in sicurezza

i dispositivi mobili e le

applicazioni a livello centrale,


di sicurezza e delle applicazioni

per le diverse piattaforme

maggiormente diffuse e

di controllare e monitorare la

trasmissione di dati riservati

mediante l'applicazione di

tecnologie di impronte digitali

e una autenticazione sicura

dei dispositivi e degli utenti.

Marco Riboli

Vice President e General Manager

di Symantec EMEA

Mediterranean Region

57


58

JOB | PROFESSIONI & FINANZA

LA ROAD MAP DEI TALENTI EUROPEI

Dove vanno a far carriera

i manager con la valigia

In una ricerca di Experteer la misura del fenomeno della migrazione dei giovani executive.

Gli italiani sono tra i meno disposti a trasferirsi all'estero (e in ogni caso prediligono la Svizzera)

roker, direttori di

banca, amministratori

delegati,

controller. E' sempre

più numerosa

la popolazione di

top manager che

si sposta in mez-

BDI

zo mondo alla ricerca

di lavoro.

VALERIA PANIGADA Sarà la globalizzazione

o la crisi, fatto

sta che ormai in Europa

più di un manager su

dieci lascia il proprio Paese

per raggiungere una

posizione migliore all'estero.

E non si tratta di

giovani o di neolaureati,

spinti dagli alti livelli

di disoccupazione (in

Europa la disoccupazione

giovanile è del 21,6%,

mentre in Italia arriva al

30%), ma di quadri, di-

sionali

di alto livello con

una esperienza lavorativa

di almeno cinque anni in

nanza,

al commerciale,


consulenza.

La tendenza è emersa

nella road map dei talenti,

tracciata da Experteer

(www.experteer.it), il

sito che fornisce servizi


della carriera di manager


e dirigenti. "L'esperienza

lavorativa all'estero - afferma

Nadia Sillano, responsabile

marketing in

Italia di Experteer - è importante

e sempre più valutata

dalle aziende per

i manager di un certo livello

di professionalità

in quanto si dimostra

non soltanto di voler migliorare

la propria situazione

economica e ampliare

il proprio network,

ma anche di essere disposti

ad apprendere delle

modalità di lavoro diverse

e adottare una visione

internazionale". Certo,

una remunerazione

più alta rappresenta l'im-

L'Italia è il Paese,

insieme

alla Spagna

e alla Germania,

ad avere

la propensione

allo spostamento

più bassa (7% )

pulso maggiore allo spostamento.

In questo caso,

è la Svizzera il Paese in

Europa che offre il livello

più alto di stipendi:

"I giovani executive

migrati verso la Svizzera

tra il 2010 e il 2011

stanno guadagnando più

di 80.000 euro l’anno

contro i 40.000 di partenza",

precisa Nadia

Sillano. Ma non

è l'unico motivo. Si


professionale e crescita

personale. Lei,

giovane manager che si

divide tra Italia e Germania

per lavoro, è la prova

-

Verso quali Paesi

migrano gli italiani

USA

6%

REGNO UNITO

9%

9%

FRANCIA

SPAGNA

PROFESSIONI & FINANZA | JOB

10%

NADIA SILLANO

responsabile

marketing Italia

di Experteer

Experteer è il sito

di recrutamento per

manager e dirigenti


con ruoli aziendali

senior. Raccoglie

più di 90.0000

offerte di lavoro

per professionisti e

consente l'accesso

e il contatto con

oltre 10.000

tagliatori di teste.

Experteer è nata

in Germania nel

2005 e ha sede a

Monaco di Baviera.

SVIZZERA

15%

13%

GERMANIA


ITALIA, UN' ECCEZIONE

Ma se quella dello spostamento

sembra essere

una tendenza sempre

più affermata tra i manager

d'Europa, soprattutto

per quelli compresi nella

fascia di età tra i 35 e

i 40 anni, i colleghi italiani

sembrano non volerci

sentire troppo. Nella

cartina degli spostamenti,

l'Italia è infatti il Paese,

insieme alla Spagna e

alla Germania, ad avere

la propensione allo spostamento

più bassa, intorno

al 7% contro una media

europea del 12%. E se

si guardano le percentuali

dei Paesi dell'Est Europa,

dove quasi la metà

di chi vuole fare carriera

si deve allontanare da

casa (circa il 47%), o del-

59


60

JOB | PROFESSIONI & FINANZA

la Scandinavia, che mostra

una tendenza alla

spostamento del 20%, la

differenza diventa quasi

un abisso.

Non solo. I manager italiani

che decidono emigrare

non vanno troppo

lontano: la Svizzera

con una percentuale del

15% è la meta di carriera

più ricercata. Seguono

la Germania, la Francia,

il Regno Unito e poi la

Spagna. Solo una piccola

parte si spinge addirittura

Oltreoceano (vedere gra-


PAESE CHE VAI,

LAVORO CHE TROVI

Oltre che alla vicinanza,

però, occorre guardare

anche alle opportunità

offerte dai Paesi,

diverse per settore industriale

ma anche per ruolo.

"Storicamente - racconta

a F Nadia Sillano

- i servizi di consulenza,

commercio e produzione

sono quelli che testimoniano

spostamenti

ternazionale.

Seguono

information technology,

duzione

dei beni di con-

GERMANIA

FRANCIA

11,4% 9% 8,9%

DIREZIONE

VENDITE

sumo". Ma dove si trovano

le maggiori richieste

di professionisti italiani?

E per quali funzioni?

Scendendo più nel dettaglio,

la ricerca rileva che

le competenze nel settore

automobilistico continuano

ad essere richieste

in Germania e in Francia.

nanziari,

broker e direttori

di banca, sono soprattutto

Svizzera, Germania,

Francia e Regno Uni-

SVIZZERA

GERMANIA

FRANCIA

REGNO UNITO

LE FUNZIONI PIÙ RICERCATE

RICERCA

E SVILUPPO

to ad attirare questo tipo

di professionalità. Il settore

delle telecomunicazioni

va forte nel Regno

Unito e in Scandinavia.

Per quanto riguarda invece

le aree funzionali che

offrono maggiori opportunità

per i manager italiani,

al primo posto c'è

la direzione aziendale insieme

alla direzione vendite

e poi la ricerca e sviluppo

con la consulenza.

E a proposito di quelli

SVIZZERA

GERMANIA

CONSULENZA

di più alto livello in ambito

di servizi bancari e

pa:

"Stiamo notando che

chiesti,

come il direttore

di banca o il broker, si

stanno evolvendo, adottando

un orientamento

sempre più commerciale

attraverso la richiesta di

sviluppo di nuovi clienti

o l'ampliamento del

portafoglio di servizi

offerti". F

SETTORE PER SETTORE DOVE SONO LE MAGGIORI OPPORTUNITÀ

REGNO UNITO

SCANDINAVIA

AUTOMOTIVE SERVIZI

SCIENZE

TELECOMUNICAZIONI

BANCARI/FINANZIARI

NATURALI


Cosa rende

unico il trading

con i CFD?

L’operatività long

e short su migliaia

di mercati


62

LUX | LUSSO & FINANZA

LE

Ma

PROSPETTIVE

Swatch

DEL TITOLO

non si ferma

I

DI DANIELA LA CAVA

Neanche la forza del

franco svizzero e la crisi

europea intaccano le

aspettative di ulteriore

crescita nel 2012 del

primo produttore di

orologi del mondo.

E secondo Morningstar...

l meccanismo di Swatch Group non si inceppa,

nonostante la crisi nell'Eurozona e il negativo

impatto dell'apprezzamento del franco.

Alla vigilia del suo trentesimo compleanno

la big svizzera dell'orologeria

rappresenta il classico esempio di società

del lusso passata quasi indenne

attraverso le bufere economiche

degli ultimi anni. Ed è con un

atteggiamento ancora ottimista

che guarda al 2012. L'obiettivo

strarlo:

8 miliardi di franchi di

giro d'affari.

Nel 2011 il fatturato di

Swatch è salito di oltre il

20%, oltrepassando per la

prima volta nella sua storia

la soglia dei 7 miliardi. Un segnale

incoraggiante per la società visto che questo

progresso ha riguardato tutti i settori e le


all’insegna della continuità registrando nei pri-

QUANTO È SALITO IL TITOLO NEGLI ULTIMI TRE ANNI

DATI IN FRANCHI SVIZZERI

450 0

400 0

350 0

300 0

250 0

200 0

150 0

mar ‘09

giu set dic mar ‘10 giu set dic mar ‘11 giu set dic mar ‘12

Fonte: BLOOMBERG


LUSSO & FINANZA | LUX

mi due mesi una crescita delle vendite a

due cifre, confermando l’ipotesi di un progresso

tra il 5 e il 10% nell’arco dell’intero

anno. Numeri record per un gruppo che è

il maggior produttore mondiale di orologi

-

do

che fanno capo a Swatch alcune marche

che hanno fatto la storia dell'orologio:

come Breguet e Blancpain, entrambi inseriti

quest’anno nella top ten degli orologi

stilata dalla World Luxury Association.

IL SUPERFRANCO INCIDE SUL 2011

MA NON FRENA LA CRESCITA

Gli esperti della società di analisi indipendente

statunitense Morningstar, che confermano

il prezzo obiettivo sul titolo a 385

franchi per azione (al 16 marzo quotava

oltre i 434 franchi svizzeri) e un rating di

tre stelle (neutral), sono convinti che seb-

...anche se il


con gli orologi di

plastica ignorando

che fanno capo

a Swatch alcune

marche che hanno

fatto la storia...

bene il fronte valutario abbia in parte mi-


crescita di lungo periodo rimanga intatta.

Agli occhi degli investitori la seconda parte

dello scorso anno è apparsa poco bril-


da elevate spese, da una perdita netta nel

segmento dei sistemi elettronici fortemente

competitivo ma relativamente piccolo

(4% delle vendite), e da alti costi operativi,

dovuti in larga parte al cambio. Eppure

i margini operativi per il segmento orologi

e gioielli sono saliti leggermente, e la domanda

ha permesso alla società di mantenere

un margine del 16% per l’anno, vicino

ai precedenti livelli record. Anche il

cietà

potrebbe trovarsi di fronte a nuove

turbolenze economiche in Europa (dove

realizza il 35% delle vendite), al rallenta-

63


64

LUX | LUSSO & FINANZA

RIALZISTI RIBASSISTI


-












mento della crescita del Pil e un mercato

immobiliare incerto in Cina (37%

delle vendite), e ai movimenti del franco.

Nonostante le insidie nel breve termine

non manchino, Morningstar invita

gli investitori a riconoscere la

strategia di lungo termine della società

e la sua storia, che rimane fortemente

solida. Merito del management che

è stato al tempo stesso determinato e

prudente nelle fasi di allocazione del

capitale, sviluppo del prodotto, e nelle

decisioni di espansione sul fronte retail.

Ad esempio, i vertici hanno deciso

di investire massicciamente durante

la crisi 2008/2009 e hanno assunto una

posizione conservativa per i rincari dei

prezzi nel corso del 2011.

E nel lungo termine? Nei prossimi dieci

anni il giro d’affari dovrebbe registrare

un tasso medio di crescita del

5,5%, sostengono gli esperti della so-

ria,

mentre il margine operativo dovrebbe

attestarsi intorno al 21,5% alla


base sotto i livelli raggiunti nel 2010,

ma in rialzo rispetto al 17,6% nel 2009.

L’INTEGRAZIONE VERTICALE

È LA MARCIA IN PIÙ

Nel corso degli anni Swatch Group ha

costruito un vero e proprio impero, diventando

uno dei maggiori e più diver-

-

logi a livello mondiale. Swatch vanta

una posizione di vantaggio rispetto ai

competitor, che si basa su una forte integrazione

verticale. L’azienda con-

-


produzione vera e propria degli orologi.

Vantaggi che gli permettono di

generare dei positivi ritorni economici.

Sebbene Swatch abbia risentito del

rallentamento economico globale nel

2009, i ricavi si sono ripresi, e con il

PRESTIGIO E LUSSO

Breguet, Blancpain,

Glashütte, Original,

Jaquet Droz,

Léon Hatot, Omega.


-




-









suo piano internazionale di espansione

intatto la società è ben posizionata per

poter ancora registrare anni di crescita.

UN MODELLO DI BUSINESS

INALTERATO NEL TEMPO

Il modello di business risale alla metà

degli anni Ottanta, quando l'industria

svizzera dell'orologeria si trovava a dover

fronteggiare l’agguerrita concorrenza

dei produttori asiatici. Sotto la direzione

del fondatore di Swatch Group,

I MARCHI DI OROLOGI E GIOIELLI DI SWATCH GROUP

ALTA GAMMA

Longines, Rado,

Union Glashütte


Nicolas Hayek, i produttori di orologi

elvetici hanno risposto all’invasione

con l'introduzione di orologi in plastica,

movimenti al quarzo, e la produzione di

massa per far diminuire i costi di quelli


orologi Swatch. Il tutto mentre i brand

di fascia alta, come Breguet, Longines e

Omega, sono ritornati icone globali del

made in Switzerland.

Ma il mondo Swatch non ruota solo attorno

agli orologi. Un punto di forza

sono i segmenti "produzione" e "sistemi

elettronici", che rappresentano insieme

circa il 37% delle vendite del gruppo

e il 23% del risultato operativo. Gli

ingegneri che operano in questi ambiti

realizzano prodotti innovativi fornendo

componenti a prezzi inferiori a quelli

di mercato, ma vengono anche rifornite

società terze che operano anche in altri

mercati come quello delle carte di credito,

dell’auto e delle apparecchiature

mediche. Oggi i brand del gruppo sono

venduti in tutto il mondo in più di 16

mila punti vendita, e vanno dagli store

sotto l'insegna Swatch ai distributori

terzi e grossisti. La società controlla una

quota pari a circa il 35% dei 16 miliardi

dell'industria globale degli orologi. Sebbene

il 40% del giro d'affari sia generato

dai mercati maturi (in calo dal 45% del

GAMMA DI BASE

Swatch, Flik Flak

2009) la compagnia sta aprendo diversi

punti vendita e ha concluso degli accordi

di licenze (come ad esempio Calvin

Klein) per aumentare la crescita regionale.

Per gli analisti di Morningstar le

attività di licenza rappresentano un'inte-


richiedono investimenti limitati e sono

in grado di generare al contempo un si-


driver di crescita del gruppo sarà l'Asia

(50% dei ricavi). Questo segmento dovrebbe

registrare una crescita annuale

delle vendite del 12% e generare circa il

60% dei ricavi complessivi nei prossimi

cinque anni, rispetto al 5% in più atteso

in Europa e America.

IL DIVORZIO DA TIFFANY

La rottura del matrimonio di Tiffany e

Swatch (con battaglia legale e richieste

miliardarie di Swatch) non preoccupa

gli analisti di Morningstar. La partner-

veva

durare inizialmente un ventennio,

prevedeva lo sviluppo, la produzione

e la distribuzione degli orologi a marchio

Tiffany. Il divorzio accolto positivamente

poiché dimostra una volta

di più quanto la strategia di lungo periodo

di Swatch Group rimanga fortemente

selettiva. F

MEDIA GAMMA

Tissot, ck watch

& jewelry, Balmain,

Certina, Mido,

Hamilton

LUSSO & FINANZA | LUX

1983, la svolta

di Nicolas Hayek

Si deve a Nicolas G. Hayek, il padre

di Swatch Group, la sopravvivenza

dell'industria orologiera svizzera.

Bisogna portare le lancette indietro

nel tempo, e più precisamente

alla metà degli anni 70, quando

gli orologi Swiss Made stavano

attraversando la peggiore crisi

della loro storia. La concorrenza

straniera, in particolare quella

giapponese con produzione di

massa di nuovi prodotti elettronici

a buon mercato, stanno avendo

la meglio sul mercato. Tanto che

due società storiche come ASUAG

e SSHI (creata negli anni Trenta

dalla fusione di Omega con Tissot)

vengono messe in liquidazione.

La ripresa del settore si deve alla

nascita di SMH (Société suisse de

Microélectronique et d’Horlogerie),

azienda fondata da Nicolas G.

Hayek nel 1983 e nata dalla fusione

di ASUAG e SSHI. La risposta

di Hayek alla crisi è il lancio di

Swatch. O meglio di “S(econd)

watch” (secondo orologio): un

sottile segnatempo in plastica

dotato di appena 51 componenti

(al posto degli abituali 91 o più)

in grado di unire la qualità e

l'estetica a un prezzo decisamente

accessibile. 19 marchi, 150 centri

di produzione, oltre 28 mila

persone in oltre 50 Paesi fanno

oggi di Swatch Group il più grande

produttore di orologi al mondo.

Per molti non è stata una sorpresa,

ma un passaggio quasi dovuto

la nomina di Nayla Hayek quale

nuovo presidente del consiglio

di amministrazione di Swatch nel

giugno del 2010, al posto del padre

Nicolas scomparso all’età di 82

anni in quello stesso anno. Nayla,

in consiglio di amministrazione


con il fratello Nick, amministratore

delegato già dal 2003.

65


66

ETF

I FONDI "SELECT DIVIDEND"

Come puntare sulle società

con dividendi alti e crescenti

DI TITTA FERRARO

Funzionamento e rendimenti degli strumenti quotati che replicano indici

composti da azioni ad elevata distribuzione di utili, più redditizie dei bond

O

gni anno, con l’arrivo

della primavera, le società

danno appuntamento

ai propri azionisti

per lo stacco del

dividendo. Consuetudine

tipica dei mercati

azionari europei tra aprile e giugno,

mentre negli Usa la cedola viene solitamente

spalmata nel corso dell’anno

con cadenza trimestrale. E anche

sui mercati obbligazionari i dividendi

si materializzano in periodi differenti

Selezionare i titoli in grado di garantire

nel lungo periodo una cedola corposa

e crescente può rilevarsi una scelta

vincente per mettere insieme un portafoglio

solido adatto per tutti i contesti

di mercato, in particolare quando

si è in presenza di bassi tassi di interesse

abbinati a elevata incertezza che

rendono decisamente più interessanti i

ritorni ottenibili dallo stacco cedola rispetto,

ad esempio, a quelli delle obbligazioni

governative di alta qualità che

attualmente viaggiano vicino ai minimi

storici con rendimenti reali negativi

nel caso dei Treasury Usa e dei Bund

tedeschi. Swisscanto ha calcolato che il

rendimento da dividendi in Europa nel

2012 dovrebbe essere del 4,5% circa,

un valore decisamente superiore rispet-

to a quello offerto dai titoli di numerosi

Stati. Attualmente l’EuroStoxx Select

Dividend 30, indice che misura l'andamento

delle 30 principali azioni europee

ad alto dividendo, presenta un dividend

yield (rapporto tra il dividendo

corrisposto e il prezzo dell'azione) pari

al 5,08%.

CEDOLE RICCHE E SOSTENIBILI

NEL MEDIO-LUNGO TERMINE

Nel mercato degli ETF risultano sempre

più richiesti proprio i fondi “select

dividend” che vanno a replicare indici

composti da titoli ad elevato dividendo.

A livello globale gli ETF focalizzati

sul fattore dividendo hanno registrato

a febbraio 5,2 miliardi di dollari di


consecutivo con saldo positivo (dati

dell’ultimo ETF Landscape Report di

BlackRock). Certamente nella selezione

dei titoli non bisogna limitarsi alla

logica del dividend yield più corposo,

ma analizzare anche se la cedola risulta

sostenibile nel medio-lungo termine.

L’obiettivo di pervenire a una remunerazione

periodica dell’investimento

superiore alla media del mercato non

deve infatti prescindere dalla capacità

delle società di garantire negli anni la

corresponsione di dividendi elevati. “Il

pagamento regolare di dividendi elevati

è la caratteristica di aziende che ottengono

buoni utili anche in condizioni

congiunturali negative”, osserva Peter

Stenz, senior portfolio manager di

Swisscanto, che aggiunge come spesso

si tratta di società che vantano di solide

posizioni competitive “e i dividendi

rappresentano un chiaro segnale del-


gli

utili".

IL VANTAGGIO

DELLA DIVERSIFICAZIONE

Gli ETF presentano inoltre il vantaggio

tanea

dell’investimento rispetto all’opzione

di puntare direttamente su singoli

titoli ad elevato dividendo. Sul mercato

ETFPlus di Borsa Italiana sono ancora

relativamente pochi gli ETF che

vanno a replicare indici “select divi-

che

aree (Europa, Usa o Asia) proposti

da iShares, Lyxor e Deutsche Bank.

Guardando l’andamento degli ultimi

tre anni, l'Euro Stoxx Select dividend

30 ha visto il proprio valore salire del

41%, decisamente meglio rispetto al

+29,5% dell'EuroStoxx 50, benchmark

delle 50 principali blue chip europee.

Nell’indice Euro Stoxx Select dividend

30, ponderato in base al dividend yield,

sono incluse le società dell’Eurozona

che hanno un tasso di crescita del dividendo

storico non negativo negli ultimi

cinque anni e un rapporto tra dividendo

e utile netto per azione inferiore o

uguale al 60%. Quest’ultima condizione

è propedeutica alla selezione di azioni

di società caratterizzate da una sana

e prudente gestione che reinvestono

buona parte degli utili generati all’interno

dell’azienda. Attualmente il titolo

con maggiore ponderazione è Banco

Santander con il 5,13%. Ai primi posti


(4,76%), Deutsche Telekom (4,14%),

Vivendi (4%) e le italiane Eni (3,89%)


prevalgono i titoli di società francesi

(26,45%) e tedesche (24,18%). Stessi

criteri di selezione per l’indice Stoxx

Europe Select Dividend che vede anche

la presenza di azioni europee non

facenti parte dell’Eurozona, in particolare

quelle britanniche. L’indice Global

Select Dividend 100 rispecchia invece

la performance delle 100 azioni a più

alto dividendo selezionate su base globale

con una prevalenza delle azioni

Usa (32,2%) rispetto a Europa e Asia.

-


considerare anche il rischio cambio dei

titoli denominati in una valuta diversa

dall’euro. Struttura differente dai classici

select dividend invece per il Lyxor

ETF Euro Stoxx 50 Dividends che replica

un indice composto da cinque future

sui dividendi delle società presenti


le aspettative di distribuzione dei di-

L'INDICE ALTO DIVIDENDO A CONFRONTO CON LO S&P 500

80

60

40

20

0

-20

-40

S&P High Yield Dividend Aristocrat TR

S&P 500 TRI

QUOTATI IN ITALIA

‘02 ‘03 ‘04 ‘05 ‘06 ‘07 ‘08 ‘09 ‘10 ‘11 ‘12

Fonte: BLOOMBERG

ETF

NOME CODICE ISIN TER METODO DI

REPLICA

PERF 2012*

db X-Trackers Euro Stoxx Select Dividend 30 ETF LU0292095535 0,30% Sintetica 3,95%

db x-trackers Stoxx Global Select Dividend 100 ETF LU0292096186 0,50% Sintetica 2,72%

iShares Euro Stoxx Select Dividend 30 IE00B0M62S72 0,40% Fisica 3,75%


iShares FTSE UK Dividend Plus IE00B0M63060 0,40% Fisica 8,79%

iShares Dow Jones U.S. Select Dividend (DE) DE000A0D8Q49 0,31% Fisica 0,07%

iShares STOXX Europe Select Dividend 30 (DE) DE0002635299 0,31% Fisica 1,95%

Lyxor ETF STOXX Europe Select Dividend 30 FR0010378604 0,30% Sintetica 3,48%

Lyxor Etf Euro Stoxx 50 Dividends FR0010869529 0,70% Sintetica 12,54%

* Dati aggiornati al 12 marzo 2012

Fonte: ELABORAZIONE F

videndi da parte delle principali blue

chip europee. Questo ETF, che da inizio

anno è salito di oltre il 12%, risulta

consigliato soprattutto per investitori


attualmente sottostimi l’entità dei dividendi

futuri.

IN ARRIVO ANCHE GLI ARISTOCRATS

Sulla tematica alto dividendo sono in

arrivo alcune interessanti novità. Danilo

Verdecanna, managing director di

State Street Global Advisor (SSgA)

in Italia, ha anticipato a F la quotazione

nelle prossime settimane in Italia di

diversi SPDR ETF, tra cui gli ETF Aristocrats

sulla tematica dividendo. “Gli

Aristocrats mettono l’enfasi sulla qualità

del dividendo – rimarca Verdecanna

- differenziandosi dai tradizionali

dano

al dividend yield in maniera statica

e di breve periodo, ma nel lungo periodo

e in maniera dinamica".

Lo SPDR S&P US Dividend Aristocrats

replica lo S&P High Yield Dividend

Aristocrats Index composto

da titoli Usa che hanno distribuito dividendi

crescenti ogni anno nel corso

degli ultimi 25 anni. In rampa di lancio

anche il primo ETF in Italia sui dividendi

dei mercati emergenti (SPDR

S&P Emerging Markets Dividend

ETF) che presenta come sottostante un

indice composto da 100 azioni quotate

in 20 diversi mercati emergenti e che

presentano dividendi in crescita negli

ultimi tre anni. F

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67


68

ETF

I PORTAFOGLI DI APRILE

A CURA DI NORISK

PRUDENTE

ISIN DESCRIZIONE STRATEGIA

IE00B441G979

LU0613540268

AGGRESSIVO

ISIN DESCRIZIONE STRATEGIA

LU0252635023 DAXplus Covered Call-LX

LU0533033667

World Information

Technology-LX

DE0002635307 Stoxx 600-IS

LU0533033238


Care-LX

FR0010892224

LU0321463258

Short IBOXX € Sovereigns

Eurozone TR-DB

IE00B4L5YC18

acc-IS

LU0292096186




Ex-Bank of Italy BOT

FR0010510800 Lyxor ETF Euro Cash

FR0010823443

LU0426245436

IE00B4L60045

IE00B6QGFW01

Amundi Etf Short

Euromts Eurozone

Gov. Broad 5-7


Swap 5 year-DB

iShares Barclays

Euro Corporate

Bond 1-5

iShares Barclays


Govt Capped Bond

Stoxx Global Select

Dividend 100-DB


LU0321465469 Fed Funds Effectiv Rate-DB

LU0322250985 CAC 40-DB

Offre esposizione al

mercato azionario

globale coprendo

il rischio euro/dollaro

Investe in Bot del

Tesoro Italiano con

ottica total return

Rendimento tasso

monetario overnight

Eurozone

Consente di sfruttare

ribassi dei prezzi dei

titoli di stato

Rende come l’Eonia

+ / - la differenza tra


quella attesa

Investe nelle

obbligazioni corporate

con una scadenza

media (euro)

Investe in obbligazioni

governative di Paesi

asiatici, in valuta locale

29/04/2011 euro 10.000

14/03/2012 euro 9.957

-0,43%

ASSET

CLASS

29/04/2011 euro 100.000

14/03/2012 euro 104.920

+4,92%

Consente di sfruttare rialzi

moderati del DAX

QUOTA

Consente di sfruttare rialzi del

comparto tecnologico mondiale

Consente di sfruttare i rialzi

del mercato europeo

Consente di sfruttare i rialzi del

comparto farmaceutico mondiale

Consente di sfruttare i rialzi

del mercato azionario Usa

Consente di sfruttare ribassi

dei prezzi dei titoli di stato

Consente di sfruttare rialzi dei

titoli azionari dei Paesi emergenti

Consente di investire sulle

società globali generose nella

distribuzione di dividendi

Consente di sfruttare i rialzi

del mercato azionario dell’India

Consente di avvantaggiarsi

dai movimenti del dollaro Usa

Consente di sfruttare i rialzi del

mercato azionario della Francia

VALORE

MERCATO PREZZO

ACQUISTO

QUANTITÀ

PREZZO

ULTIMO

ASSET

CLASS

QUOTA QUANTITÀ ULTIMO

PREZZO VAR.

%

Azioni 9,3% 153,87 63,72 -2%

Azioni 5,9% 73.681 83,63 23,2%

Azioni 7,9% 300 27,525 9,6%

Azioni 9,3% 90 108,42 17,2%

Azioni 18,8% 1.151 17,155 18,7%

Bond 8,9% 88,028 105,76 -6,9%

Azioni 9,9% 447,327 23,16 3,6%

Azioni 9,6% 472,269 21,395 8,1%

Azioni 6% 90 69,93 9,5%

Valute 7,5% 60 131,13 -0,7%

Azioni 6,9% 201 36,105 0%

100%

PERF.

% ETF

Azioni 5,95% 592,41 24,755 21,20 27,94 12,87%

Bond 34,26% 3.411,10 31,01 110 31,01 0%

Cash 20,65% 2.056,15 106,22 19,24 106,85 0,59%

Bond 13,90% 1.384,38 113,05 13,27 104,34 -7,70%

Cash 8,38% 834,44 116,15 7,22 115,59 -0,48%

Bond 11,79% 1.173,52 101,82 11,26 104,22 3,97%

Bond 5,02% 499,43 75,692 7,94 75,692 0%

Liquidità 0,05% 5,23

100%

Nell’ultimo mese il portafoglio

LowRisk registra un incremento

dello 0,37%: la parte azionaria

torna verso i massimi,

così come le obbligazioni corporate

dell’area euro chiudono

gli spread. Viene venduto

l’ETF sulla parte brevissima

dei governativi tedeschi, il cui

rendimento è sceso sino allo

0,19%. Al suo posto acquistiamo

il nuovo ETF sui Bot

italiani, anche se il rendimento

dell’indice è sceso allo 0,97%,

teniamo

l’ETF che investe sulla


e quella registrata dell’Eurozo-


che investe in bond governative

di Paesi asiatici emergenti,

in valuta locale.

L’iniezione di liquidità da parte

della Bce abbinata alla ristrutturazione

del debito greco

hanno contribuito a sospingere

i listini al rialzo con Eurostoxx

(+4%) che cresce in linea

con S&P500 (+4,2%), ma

grazie al contributo valutario.

Il portafoglio ha registrato un

incremento dell’1,3%, zavorrato

dal calo di due ETF di

natura ribassista e che dovevano

proteggere l’investimento

qualora ci fossero stati

problemi sul fronte ellenico. I

nostri suggerimenti riguardano

l’uscita dal portafoglio di

iTraxx Europe Subordinated

Financials 5Y SHORT TR-

DB, mentre segnaliamo l’entrata

nel portafoglio del CAC

40-DB (+6.9%) per sfruttare

la possibile rielezione di Sarkozy,

personaggio considerato

più gradito al mercato.


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70

MATERIE PRIME

IDEE DI INVESTIMENTO

Grano, capire il mercato

per "mietere" come i trader

CDI LORENZO RAFFO

È il prodotto agricolo

più coltivato al mondo.

Solitamente i suoi prezzi

sono volatili e questa

caratteristica lo rende

ideale per il trading.

Ma occorre conoscere

a fondo regole,

strumenti e intermediari

onversazione di gruppo fra piccoli e

medi investitori, in occasione di un

meeting organizzato da una piattaforma

di trading. Un signore che dimostra

cinquant’anni afferma: “Sta per

arrivare l’estate e io compro il grano,

perché è la stagione della siccità e dei

tifoni: vedrai quest’anno!” Risponde

un trentacinquenne: “No, io punto

sull’argento. Sono sicuro che batte

anche l’oro”. Può darsi che entrambi

abbiano ragione o forse che sbaglino.

Certo è che l’acquisto delle commodity

non è un gioco. È pur vero che

sotto certi livelli le materie prime dif-


gas naturale, in continuo calo da anni,

non è un’eccezione. Le statistiche dimostrano

come piccoli e medi risparmiatori,

un pò in tutta Europa, considerino

le commodity uno strumento


Fra gli ETC più trattati, per numero di

contratti, i cosiddetti leveraged (cioè

a leva) svolgono infatti un ruolo primario,

soprattutto in Italia, dove rappresentano

in certe fasi un’alternativa

alla componente azionaria.

In realtà investire sui mercati delle

merci è assai complesso e il gra-

no, conosciuto con il termine inglese

“wheat” (i puristi della lingua vorrebbero

fosse chiamato più propriamente

frumento) ne è una dimostrazione.

Può essere un’interessante fonte di

canismi

che regolano il suo mercato e

quindi i prezzi di compravendita, che

a loro volta incidono sulle quotazio-


viene “tradato”. Il grano va conosciuto

e maneggiato con cura; solo così

porta a mietere successi negli scambi

di Borsa. Anche perché ormai dispone

di ETC a replica normale, a leva

e short, consentendo strategie adatte

a ogni condizione di mercato. Di qui

l’esigenza di una padronanza delle

regole relative alla produzione e agli

scambi, tanto più considerando che

si tratta della coltivazione più estesa

al mondo. L’Unione Europea svolge

un ruolo molto importante nella coltivazione,

ma sono gli Stati

mercio

a livello globale; con

Cina, India e Russia in forte

crescita, ma ancora incapaci

di avere un peso a livello di

formazione dei prezzi. D’al-


tra parte le Borse merci di Chicago e

Kansas City esercitano da sempre un

ruolo trainante nel commercio di wheat,

sebbene la commercializzazione

avvenga in varie piazze del mondo.

Il centro di riferimento è il CBOT di

Chicago, dove la qualità “Soft Red

Winter” (SRW) viene negoziata. Assieme

all’ “Hard Red Winter” (HRW)

è una delle due varietà invernali, da

cui dipendono i prezzi nella prima


marzo; in tale periodo le riserve della

stagione precedente stanno esaurendosi

e i nuovi raccolti, frutto della semina

in autunno, sono ancora indietro.

In questa fase spesso si assiste a forti

tensioni delle quotazioni. Tra giugno

e luglio c’è poi il grosso della mietitura

e inevitabilmente il relativo andamento

condiziona il mercato, facendo

scendere i prezzi o mantenendoli su

livelli più alti. Tutto questo mette in

moto una catena di trasmissione. Con

impatti rilevanti sui future, i contratti

a termine con cui una parte si impegna

a comprare o a vendere, a un

certo prezzo, una determinata quantità

di merce a una precisata scadenza.

Tra giugno e

luglio c'è il grosso

della mietitura

e inevitabilmente

il relativo

andamento

condiziona

il mercato

tazioni

degli ETF acquistati dal trader

o dall’investitore.

Se SRW e HRW sono i frumenti cosiddetti

invernali, le tipologie variano,

in funzione non solo della stagionalità

di semina ma anche del tipo di impiego.

Gli esperti utilizzano termini in realtà

più tecnici, per distinguere gli “invernenghi”

(o autunnali-primaverili)

dai “marzuoli” (o primaverili), così

to

all’utilizzo. Ciò ha certamente impatti

sul sistema delle coltivazioni e di

quanto ne consegue, ma poco interessa

a chi fa investimenti. Quanto invece

occorre conoscere è il complesso

MATERIE PRIME

meccanismo che regola il rapporto fra

venditori e acquirenti, da cui traggono

origine i trend al rialzo o al ribasso e

quindi la strategia da adottare.

QUALI SONO I FATTORI

CHE INFLUENZANO L’OFFERTA

Il primo è inevitabile: la scelta degli

agricoltori di seminare il grano invece

di un altro cereale è determinata dai

prezzi di mercato, dalle previsioni meteo,

dal costo della semina, dai rischi

di parassiti e dalle normative in vigore

nei vari Paesi, soprattutto emer-


all’export, ecc). Uno dei fattori più decisivi

riguarda però l’andamento delle

condizioni climatiche durante crescita

e raccolta. Capire cosa sta succedendo

determina la giusta strategia in termini

di investimento, perché anche solo

l’annuncio di siccità o geli prolungati

in qualche parte del mondo compor-

-


abilmente sfruttate da chi tira i cordoni

delle compravendite. Non sempre

è facile da intuire, ma il fatto che

il grano sia coltivato in tutto il mondo

71


72

MATERIE PRIME

L'ANDAMENTO DELL' ETFS WHEAT QUOTATO A MILANO

2,2

2,0

1,8

1,6

1,4

1,2

1,0

Mar’09 Set’09 Mar’10 Set’10 Mar’11 Set’11 Mar’12

Fonte: BLOOMBERG

è un elemento di incertezza in più, al

contrario di quanto avviene per materie

prime di altro tipo, concentrate in

poche aree di qualche continente. Ne

consegue che – in termini di volatilità

– si possono avere picchi accentuati,

che i trader più smaliziati sfruttano

con i future e le opzioni, capaci

di trasmettere molto bene le tensioni

sui mercati, meglio di quanto non

possano fare strumenti come gli ETF.

La conoscenza della struttura dell’offerta

dà maggiore consapevolezza al

comportamento dell’investitore, che

altrimenti si trova a compiere scelte

sbagliate, per esempio sui tempi

dell’acquisto di future, ma anche degli

stessi ETF. È evidente come i fattori di

instabilità sui prezzi si scatenino nelle

fasi di incertezza dei raccolti in aree

a forte impatto produttivo. Ma – occorre

ricordarlo – Brasile e Australia

vivono il tutto in maniera contraria rispetto

all’emisfero Nord del continente.

Certo il loro peso sul totale è modesto,

mentre fattori destabilizzanti negli

Usa, in Europa o in Russia determinano

conseguenze maggiori. In effetti

i dati dimostrano che la media mondiale

della stagionalità delle campagne

vede quasi allineati i grandi produttori,

Unione Europa, Usa, Russia e


la nostra estate, mentre in India ciò avviene

da febbraio a marzo, in Australia

fra ottobre e novembre e in Argentina

fra novembre e dicembre. Ecco

quindi che i prezzi non possono avere

fasi di stabilità, perché il ciclo delle

notizie non si interrompe mai. Poi ci

Oggi in tutti

i continenti

si produce

ma soprattutto

si consuma

frumento, con una

complessità di

processi integrati

sono i fattori affaristici. Nel 1972 in

Russia la produzione crollò, causando

massicci acquisti in altri Paesi. Le

quotazioni volarono alle stelle e gli effetti

si trasformarono in un’onda d’urto,

che proseguì per molti anni, a causa

anche della speculazione.

QUANTO CONTA LA DOMANDA

La richiesta di grano è cresciuta in maniera

esponenziale negli ultimi decenni,

con l’avanzata del benessere in Paesi

una volta sottosviluppati. Oggi in

tutti i continenti si produce ma soprattutto

si consuma il frumento, con una

complessità di processi integrati. Non

c’è solo l’utilizzo cosiddetto domestico,

ma anche quello industriale, che a

sua volta dipende da scelte a monte.

Un esempio lo spiega. L’alimentazione

animale cresce, ma varia in rapporto

alla domanda di carne dei consumatori

e alle abitudini nutrizionali. Certo

ormai ci sono prodotti alternativi, sviluppati

anche a seguito dell’aumento

dei prezzi del grano, ma le correlazioni

sono instabili, sebbene decisive sul

mercato. Parimenti rilevante l’inte-

grazione degli interscambi: se c’è siccità

in Australia, gli acquirenti cinesi

si rivolgono agli Usa, che a loro volta,

magari, spostano in Asia quantità

inizialmente previste per altri clienti.

Anche la politica svolge un suo ruolo,

poiché un intervento militare in un Paese

mediorientale può comportare un

trasferimento di wheat verso la relativa

popolazione, per motivi umanitari,

con implicazioni sui prezzi. Le componenti

in gioco sono davvero tante



che hanno come sottostante il grano.

GLI STRUMENTI OPERATIVI

I modi per comprare grano, dal pun-


e i relativi prodotti hanno caratteristiche

diverse, con rischi inevitabilmente

differenti, come avviene per tutte

le materie prime. Il più professionale

è rappresentato dal future, la cui si-


W iniziale, con diverse scadenze (marzo

– maggio – luglio – settembre e dicembre)

per quello quotato al Chicago

Board of Trade, e KW (stesse scadenze)

per la Borsa di Kansas City. L’unità


27,21 chili di grano. Siccome un contratto

di questa commodity corrisponde

a 5.000 bushel, i conti sono presto fatti:

ogni future equivale a 136 tonnellate

di grano. Il funzionamento è quello tipi-

ro

di un contratto standard a termine, in

cui le parti si impegnano a scambiarsi

una certa quantità di wheat a un prezzo

stabilito a una data scadenza. Il margine

iniziale è di 700 dollari, mentre la

valuta utilizzata è naturalmente il dollaro.

C’è anche ben altro che occorre

sapere per fare un acquisto: oltre a si-


contratto, quotazione, mese di scadenza

è indispensabile informarsi su orari

di contrattazione (considerando che il

tutto avviene negli Usa, quindi con una

diversità di fuso), limiti di prezzo giornaliero,

ultimi giorni per chiudere le po-

guarda

un’eventuale assegnazione della

materia prima. Quest’ultimo aspetto

trebbe

pensare infatti che, alla scadenza,

ci sia il rischio di vedersi recapitare a

casa 136 tonnellate di grano, nel caso di

un singolo future. Una simile eventualità

è in realtà quasi impossibile, perché


all’avvicinarsi del termine del contrat-

SILOS

GRANARI

La scelta degli

agricoltori di

seminare il

grano invece di

un altro cereale

è determinata

dai prezzi di

mercato, dalle

previsioni meteo,

dal costo

della semina,

dai rischi di

parassiti e dalle

normative in

vigore nei vari

Paesi, soprattutto

emergenti

scali,

limitazioni

all’export, ecc).

Uno dei fattori

più decisivi

riguarda però

l’andamento

delle condizioni

climatiche

durante crescita

e raccolta.

MATERIE PRIME

Su & giù, l'ideale

per fare trading

Per capire i movimenti dei prezzi si può agire in

vari modi, ma il più semplice e alla portata di tutti è

l’andamento dell’ETFs Wheat, quotato alla Borsa

di Milano. Occorre ricordare che il suo prezzo di

negoziazione è l’euro, ma che il sottostante è in

dollari Usa, rischio inevitabile per tutte le commodity.

Guardando agli ultimi cinque anni, era passato in

poco tempo da 2,2 a 4,44 euro, all’inizio del 2008,

per una crisi alimentare globale allora assai temuta

da molti governi. In quell’occasione si parlò anche



1,3 euro (settembre 2009), per poi risalire a 2 euro

(febbraio 2011). A marzo 2012 è di nuovo sceso

sotto 1,3 euro, ma potrebbe essere in una fase di

riaccumulo, sebbene solitamente gli apici al rialzo

corrispondano – come abbiamo visto – con l’inizio

della primavera. Movimenti così forti e in alcuni

momenti repentini sono certamente occasioni per

impostare strategie di lungo periodo, grazie a trend


medie mobili (per esempio a 50 e 100 sedute).

Un’analisi di questo tipo consente di evitare errori e

di non restare troppo a lungo investiti, a causa della

presenza di fasi laterali, pur sempre caratterizzate da

una certa volatilità.

Cosa succederà in futuro? C’è chi ritiene che nel

grano si concentri il potere del domani, unica vera

alternativa a quello del petrolio. Purtroppo molti

analisti agricoli esprimono interpretazioni falsate da

ideologie politiche. La liberalizzazione dei mercati,

ormai di fatto generalizzata, l’introduzione di nuove

tecnologie e l’entrata in scena dei Paesi emergenti

sono fattori che vanno in direzioni opposte, ma

l’indiscutibile aumento della popolazione mondiale

e del benessere alimentare fa pensare che nei

prossimi anni il prezzo del grano aumenterà, o –

forse – diventerà ancor più volatile, a causa pure dei

fattori climatici. Seguire con attenzione le dinamiche

di questo mercato, trasformandole in occasioni di

trading, è un’opportunità che non si può perdere,

data la caratteristica di direzionalità precisa: o rialzista

o ribassista. Strumenti e infrormazioni ci sono.

73


74

MATERIE PRIME

BORSE E CONTRATTI FUTURE

SIGLA TIPO DI

GRANO

CBOT

Chicago

KCBT

Kansas City MGE

Minneapolis LIFFE

Londra

Soft red

winter

Hard red

winter

Hard red

spring

Da

foraggio

to – che posizioni rimaste aperte vengano

chiuse. I difetti dei future sono

evidenti: complessità, necessità di

eseguire il “rollover”, cioè il rinnovo

alla scadenza del precedente sul successivo;

e in più si tratta di investimenti

rilevanti, spesso inimmaginabili

per un piccolo o medio trader. Ma

ci sono anche vantaggi: l’effetto leva,


l’operazione è andata nella direzione

ipotizzata all’inizio (così come accresce

le perdite in caso contrario).

Ma soprattutto il future consente una

lettura del mercato attraverso le posizioni

aperte, lasciando comprendere

quali sono le previsioni degli operatori

professionali.

Negli ultimi tempi si sono diffusi i

CFD (Contract For Difference), con i

quali si opera nelle variazioni di due

prezzi, quello in entrata e quello in

uscita. Si può fare anche con il grano.

Si lavora con un broker, che è la controparte

del contratto. Questo è un relativo

svantaggio, perché non si tratta


dei punti forti, importanti in confronto

ai future: non si ha un rollover, a

una certa scadenza, e il CFD può essere

mantenuto per un periodo anche

lungo. La leva è variabile (talvolta

molto alta) e l’investimento modesto,

consentendo di operare nelle due direzioni,

al rialzo o al ribasso. Un consiglio

importante di natura operativa


CONTRATTO CONTRATTO VALUTA TICK SCADENZE

FUTURE*

5000

bushel

5000

bushel

5000

bushel

100

tonnellate

Centesimi

di dollaro

Centesimi

di dollaro

Centesimi

di dollaro

Sterlina/

tonnellate

0,25

cents/

bushel

0,25

cents/

bushel

0,25

cents/

bushel

Varia in

base

al grano

*I valori si riferiscono ai mesi dell’anno,l’avvio è in relazione alla tipologia di grano

Lug 07 - 09 Set

Dic 12 - Mar 03

Mag 05

Lug 07 - 09 Set

Dic 12 - Mar 03

Mag 05

Mar 03 - Mag 05

Lug 07 - 09 Set

Dic 12

Gen 01 - 03 Mar

Mag 05 - 07 Lug

Set 09 - Nov 11

Fonte: CREDIT SUISSE - BLOOMBERG

Negli ultimi tempi

si sono diffusi

i CFD con i quali

si opera nelle

variazioni

di due prezzi,

quello in entrata

e quello in uscita

loss (darsi un limite alle perdite). Le

cosiddette “opzioni binarie” sono

semplici da gestire, poiché richiedono

soltanto di valutare il prezzo della

commodity al momento dell’acquisto,

una scadenza (molto corta) e

il segno della direzione prevista per

il mercato (apprezzamento o deprezzamento).

Il problema è che bisogna

operare con un broker specializzato,

con tutte le implicazioni che ciò comporta.

Le opzioni tradizionali sono un

le

commodity hanno come sottostante

i future e permettono strategie anche

complesse, di cui la più azzardata

è la vendita allo scoperto, assolutamente

sconsigliabile per chi non abbia

una conoscenza perfetta di questi strumenti

e dei trend del sottostante, molteplici

in un settore così imprevedibile

quale quello delle materie prime. In-

discussi

del mercato in Italia, poiché

sono facilmente acquistabili in Borsa,

utilizzando qualsiasi piattaforma di

trading, con importi adattabili a qualunque

esigenza. Ciò non esclude che

implichino una minore trasparenza di

costi, una non diretta e immediata correlazione

con l’andamento del sottostante

e una liquidità non sempre rilevante.

Inoltre c’è il rischio insolvenza

della società che li emette, situazione

che ha fatto temere tanti investitori

nel periodo più buio della crisi 2008-

2009. Ma sono più facili nella gestione,

non presentano rischi di scadenze

e soprattutto garantiscono maggiore

tranquillità in presenza di un’operazione

sbagliata. Il vantaggio più apprezzato

– nel caso di alcune materie

prime, e ciò avviene per il wheat – è

la disponibilità di ETC a replica normale,

a leva o short (ovvero al ribasso),

grazie ai quali si può passare da

una strategia all’altra in rapporto alle

previsioni sui trend in atto. Il sottostante,

per il grano, è il relativo future

e da ciò dipende una conseguenza

spesso trascurata dagli investitori, ovvero

che il prezzo dell’ETC varia in

rapporto all’andamento del frumento

ma anche di quello della prossima

scadenza del contratto future. A tutti

gono

naturalmente prodotti più tradi-


e fondi di settore, quasi sempre meno

peculiari, perché incentrati su una pluralità

di “commodities”, sebbene della

stessa macroarea merceologica. F


Noi serviamo

i consulenti fi nanziari

per servire meglio i clienti.

Nell’attuale periodo di incertezza economica, i clienti - tanto più i nuovi - hanno bisogno


il “gioco”: dovete da un lato rispondere alle loro richieste di sicurezza, dall’altro proporre

opportunità di rendimento, da un lato gestire il risparmio, dall’altro essere propositivi













consulentifi nanziari@rbs.com

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76

F ACADEMY

COME INVESTIRE NELLE MATERIE PRIME

La performance (e il rischio)

si possono misurare così

I parametri e i ratios più utilizzati dai professionisti della f inanza

per valutare il rendimento di un investimento. Medie aritmetiche e

geometriche, drawdown e peak-to-valley. Sharpe, Sortino e Calmar

Esistono vari

modi per valutare

le performance

di

un hedge

fund, di una

CTA o di un

CPO. Gli stessi metodi

sono utilizzati anche per

misurare le performance

di una singola strategia

di trading.

Per capire meglio come

valutare le performance

utilizziamo un esem-

ta

di valutare un programma

di trading

che segue perfettamente

l’indice azionario

S&P500. Assumiamo

pertanto che

il trader segua la semplice

strategia di essere

“long” sull’indice

S&P500 e che il fondo

abbia iniziato dal gennaio

2005. Con ben poca fantasia

chiameremo il fondo

semplicemente “SP500” e

con un incredibile sforzo

di immaginazione assumeremo

che il fondo non

applichi nessuna commissione

ai suoi clienti (ovviamente

nel mondo reale

DI JT LIVINGSTONE

non è così e i rendimenti

vanno calcolati inserendo

anche le commissioni).

Per prima cosa calcoliamo

i rendimenti mensili di

SP500 come una semplice

variazione percentuale rispetto

al mese precedente

a partire dal gennaio 2005

podichè

calcoliamo il


Il Value Added Monthly

Index (VAMI) è l’indice

Gli stessi metodi

di misurazione

possono essere

utilizzati anche

per una singola

strategia

di trading

che misura il rendimento

di un ipotetico investimen-

-


dollari investiti il primo

gennaio del 2005 nel fondo

SP500 sarebbero ades-


È facile notare che il rendimento

cumulato del fondo


in più di sette anni e due

mesi, che annualizzato fa


notare che gli ultimi due

mesi (gennaio e febbraio


strabilianti.

Un’avvertenza nel calcorare

i rendimenti medi annuali:

non è insolito trovare

fondi che riportano

il rendimento medio annuale

utilizzando la media

aritmetica invece

della media geometrica.

Una differenza

non da poco. Prendiamo

il caso del nostro

fondo SP500. La

media aritmetica dei

rendimenti annuali

dal primo gennaio

2005 al primo gen-


zando

la media geometrica

il rendimento annua-


Una bella differenza!

Purtroppo quello che conta

è il rendimento calcolato

con la media geometrica.

Giusto per capire

meglio, se il primo anno

-

vestimento iniziale e il se-



del secondo anno sono in

pari, ovvero ho avuto un

rendimento cumulato pari

metica

riporta invece uno

strabiliante e fuorviante


Ma ritorniamo all’ipotetico

fondo SP500. Notiamo


il rendimento che abbia-


In pratica un investitore

che fosse entrato nel fondo

SP500 nel gennaio del

2005 si ritroverebbe con

meno soldi di un investitore

che fosse entrato nel fon-


Introduciamo quindi

un’altra misura che aiuta

a capire quanto sia importante

scegliere il momento

giusto. Il cosiddetto

drawdown è la variazione

percentuale negativa totale

dei periodi negativi conse-

rendimenti mensili

VAMI

F ACADEMY

0,1

0,05

0

-0,05

-0,1

-0,15

-0,2

0 10 20 30 40

mesi

50 60 70 80

1.400

1.200

1.000

800

cutivi. In pratica si calcola

il rendimento del periodo

che va dall’ultimo massi-


si ottiene un nuovo rendimento

positivo. Nel nostro

esempio il massimo

drawdown è stato realizzato

tra agosto 2008 e novembre

2008 quando in

soli quattro mesi il fondo

avrebbe perso oltre il

nato

investitore che avesse

scelto di entrare nel fondo

1 - S&P 500, ANDAMENTO E RENDIMENTO "VAMI"

600

0 10 20 30 40 50

mesi

60 70 80 90

Rendimenti mensili (sopra) e VAMI (sotto) dell’ipotetico fondo SP500.

Il Value Added Monthly Index (VAMI) è l’indice che misura il rendimento

di un ipotetico investimento iniziale di 1.000 dollari nel fondo SP500.

Fonte: ELABORAZIONE F

SP500 proprio ad agosto

2008 avrebbe perso oltre


Ancora più importante da

considerare è il cosiddetto

peak-to-valley drawdown

ovvero la variazione percentuale

negativa calcolata

dal punto di massimo


minimo relativo seguente.

Sempre usando il nostro

fondo virtuale SP500

possiamo notare che il peak-to-valley

è addirittu-

ro

dall’ottobre del 2007 al


SP500 ha più che dimezzato

il suo valore. Il peakto-valley

ci dà quindi una

stima del potenziale peggior

timing possibile per

un investitore intenzionato

a mettere qualche soldo

nel fondo SP500. Ovvero

il super sfortunato investitore

che avesse mes-


SP500 a ottobre 2007 se

ne sarebbe ritrovati ap-



attesa di recuperarli tutti.

Come si fa quindi a misurare

le performance tenendo

conto di questi rischi?

Una classica misura del rischio

è la deviazione standard

che viene chiamata

spesso volatilità, ma at-


77


78

F ACADEMY

parola volatilità può essere

utilizzata per indicare

diverse variabili. Bisogna

inoltre considerare che

il rischio non si può racchiudere

in una sola variabile.

Ma, in effetti, una

decisione la dobbiamo

pur prendere ed è quindi

necessario trovare delle

misure che ci diano una

mano a valutare un fondo

piuttosto che un altro. Introduciamo

alcune misure

delle performance corrette

per il rischio che sono

molto usate nel settore.

SHARPE RATIO

È il rapporto tra l’extrarendimento

(ovvero il rendimento

medio annualizzato

(μ) corretto per il tasso di

interesse privo di rischio


Come tutte le

valutazioni che si

basano solo sul

passato anche lo

Sharpe potrebbe

non essere

indicativo dei

rendimenti futuri

Tra i suoi punti di forza

vi sono la facilità di calcolo

e di comprensione,

il fatto che è riconosciuto

a livello globale come

una delle misure principali

delle perfomance e

che è indipendente dalla

leva (può essere utilizzato

indifferentemente per

qualsiasi tipo di strategia

e di fondo).

Tra le sue debolezze vi è


risk free: qual è il tasso

risk free corretto da usare?

Inoltre tale misura tiene

conto solo delle performance

passate e come

tutte le valutazioni che si

basano solo sul passato

anche questa potrebbe non

essere indicativa delle

performance future. Non

a caso la National Future

Association richiede

sempre di inserire accanto

alle performance dei programmi

di CTA e CPO la

frase “Le performance del

passato non sono necessariamente

indicative dei ri-


chi conosce un pò di teoria

delle probabilità, questa

misura è buona solo

se i rendimenti hanno una

distribuzione normale.

mo

vedere che la distribuzione

dei rendimenti

mensili del

nostro fondo SP500

(che, ripeto, abbiamo

ipotizzato identici

a quelli dell’indice

S&P500) è ben

lontana dall’essere

considerata normale.

I rendimenti negativi

estremi sono

infatti piuttosto frequenti.

In generale sono molto

apprezzate dagli investitori

istituzionali le strategie

che hanno rendimenti

che possono essere considerati

normali.

tori

il rischio di perdere è

la principale preoccupazione

da considerare nella

scelta di un fondo o di

una strategia, sono stati

creati due indici che si focalizzano

solo sulle performance

negative.

densità

2 - DISTRIBUZIONE DEI RENDIMENTI

12

10

8

6

4

2

rendimenti mensili SP500

normale

non parametrica

0

-0,15 -0,1 -0,05 0 0,05 0,1

La distribuzione dei rendimenti dell’ipotetico fondo SP500. I rendimenti

negativi estremi, considerati non normali, sono frequenti.

Fonte: ELABORAZIONE F

SORTINO RATIO

È una misura che tiene

conto dei risultati negativi

piuttosto che di tutti i risultati

insieme. Nella formula

precedente dello Sharpe

ratio la deviazione standard

di tutti i rendimenti

viene sostituita dalla deviazione

standard dei soli

rendimenti negativi.

CALMAR RATIO

In questo caso nella formula

dello Sharpe ratio

la deviazione standard

globale viene sostituita

con il peak-to-valley

drawdown. Un Calmar

derato

buono; ovvero se

aspiro ad un rendimento

parato

ad un drawdown di


molte altre misure delle

performance che però richiedono

una conoscen-

PER SAPERNE DI PIÙ


za matematica un pò più

avanzata e che quindi

vanno ben oltre lo scopo

di questo articolo.

Usa il tuo smartphone per linkarti

velocemente al sito web sopra citato

QR CODE

NOTE FINALI

1) Ulteriori informazioni

su misure delle per-


possono essere trovate

su diversi manuali dedicati

al trading. L’autore

ha preso spunto dal

manuale intitolato “Volatility

trading” scritto

da Euan Sinclair, casa

editrice Wiley Finance.

lizzati

utilizzando i rendimenti

di un ipotetico

fondo nominato SP500

utilizzando le variazioni

percentuali dell’indice

S&P500. Non sono rendimenti

di un fondo o di

un programma realmente

esistente. F

(6 - Le prime cinque puntate sono state pubblicate su F di

agosto, ottobre e novembre 2011, febbraio e marzo 2012)


XXXXXXXXXX | XXXX

L’importanza di avere sempre una

corsia preferenziale

L’unica guida completa sui certificati

Ogni mercoledì in uscita gratuitamente on line

37


80

F ACADEMY

ARITMETICHE

I prezzi

& LOGARITMICHE

sui graf ici? Que


A CURA DELL' UFFICIO STUDI

DI BROWNEDITORE

Per rappresentare

le quotazioni si possono

utilizzare le variazioni

assolute oppure percentuali.

Così la scala cambia

elle prime puntate del corso di F

Academy sono stati introdotti gli

strumenti fondamentali dell’anali-


-


-


-


altre armi utili a fare trading con i

fondire

le modalità di rappresentazione

delle serie storiche dei prezzi

-

cate

a un approfondimento sui gra-



di scale logaritmiche e aritmetiche

-


FATTORE "PERCENTUALE"


essenzialmente un piano cartesiano

che rappresenta generalmente

il tempo sull’asse delle ascisse

(orizzontale) e il prezzo dell’atti-

-


do

una grandezza lineare rappresentata

con una scala aritmetica li-


stione di scale

re

sia utilizzando una scala arit-




isce

la stessa distanza a uguali




-


-


di 5 euro disegnata su una sca-



-

zione di 5 euro sia stata generata

da un aumento del prezzo da 5 a

-

-


-


la

scala logaritmica il segmento

che rappresenta il primo rialzo


LA SCALA VINCENTE

-


-

-


F ACADEMY

La differenza

si vede

Ipotizziamo di avere davanti agli

occhi due scale di prezzi, una

aritmetica e una logaritmica e

due azioni con quotazione di

partenza, rispettivamente, a 10

e 20 euro. Ignoriamo il fattore

temporale e consideriamo,

in pratica, la sola asse delle

ordinate. Entrambi i titoli salgono

di 5 euro e si portano a 15 euro il

primo e 25 euro il secondo. Non

serve altro per rappresentare

la variazione sulla scala


La lunghezza del segmento

che descrive il movimento del

prezzo è uguale per entrambe le

azioni. Il segmento per la stessa

variazione di prezzo è invece

diverso se disegnato su un


metro di misura non è lineare ma

è percentuale. La prima azione

è salita del 50% passando da

10 a 15 euro, la seconda del

25% passando da 20 a 25 euro.

Lo spazio percorso dalla prima

azione (lunghezza della freccia)

è quindi superiore se lo si


SCALA

ARITMETICA

40

35

30

25

20

15

10

B

SCALA

LOGARITMICA

40

35

30

25

20

15

A A

10

B

81


82

F ACADEMY

Come spesso accade in analisi tec-



-

to

permette di cogliere con facilità

-

-



-


-

-

-


tipologia di scala la rende preferi-

-



in un orizzonte temporale molto



-

-


modo i grafici che rappresentano

i prezzi con la scala logaritmica e


-


-


F

Per dubbi, chiarimenti e consigli scrivere a


(Le precedenti puntate sono state

pubblicate su F di gennaio,febbraio,

marzo 2012)

SCALA ARITMETICA

Scala dei prezzi di un’attività finanziaria

in base lineare. Uguali variazioni

di prezzo vengono rappresentate

da segmenti di uguale lunghezza

sulla scala

1.600

1.400

1.200

1.000

800

600

400

200

0

S&P 500 CON PREZZI IN SCALA ARITMETICA

Il graf ico in scala aritmetica mette bene in evidenza le f igure dell'analisi tecnica

(doppio massimo, indicato dalle frecce) ma appiattisce le variazioni più lontane nel

tempo come per esempio la crisi borsistica iniziata con il venerdì nero del 1929.

2.000

1.000

600

400

200

80

40

20

10

4

‘30-‘39 ‘40-‘49 ‘50-‘59 ‘60-‘69 ‘70-‘79 ‘80-‘89 ‘90-‘99 ‘00-‘09

DIZIONARIO DI F

SCALA LOGARITMICA

Scala dei prezzi di un’attività finanziaria

nella quale uguali variazioni

percentuali del prezzo vengono rappresentate

da segmenti di uguale

lunghezza sulla scala

Fonte: ELABORAZIONE F

S&P 500 CON PREZZI IN SCALA LOGARITMICA

‘30-‘39 ‘40-‘49 ‘50-‘59 ‘60-‘69 ‘70-‘79 ‘80-‘89 ‘90-‘99 ‘00-‘09

Nel graf ico in scala logaritmica le f igure dell'analisi tecnica sono meno evidenti ma

le variazioni anche più lontane nel tempo (come la crisi post venerdì nero del 1929)

sono più facilmente apprezzabili.

Fonte: ELABORAZIONE F

SCALA SEMI-LOGARITMICA


in analisi tecnica. L’asse delle ordinate

(prezzo) è in scala logaritmica mentre

l’asse delle ascisse (tempo) in scala

aritmetica


el numero di

marzo di F

-


la rottura di im-

li

di resistenza



-


-

-


-

-


di successo di strategie imposta-





mese i risultati di uno studio sul

comportamento dei titoli aziona-


cie

sono state prese in considerazione

circa 100 azioni del

giore

capitalizzazione di merca-




arco temporale di due anni e mez-



hanno aggiornato al rialzo o al ri-


-

-



-

-



-


americani) in modo da mettere in

relazione la performance dell’a-







minimi) e a mercato di riferimen-


I RISULTATI DELLO STUDIO

mente

si hanno ritorni significa-



-

F ACADEMY

STRATEGIE DI INVESTIMENTO CON L'ANALISI TECNICA

Puntare sui break-out

di massimi & minimi storici

L'Uff icio Studi di Brown Editore ha calcolato il rendimento di 151 titoli tra Borsa italiana

e S&P 100 americano nel giorno della "rottura" e nei quattro giorni successivi. Ecco la sintesi

MEDIA EXTRA RENDIMENTI t t+1 t+2 t+3 t+4

Massimi aggregati +1,76% +2,02% +2,27% +1,98% +2,47%

Minimi aggregati +5,1% +7,24% +9,82% +9,99% +10,5%

Azionario Italia +2,97% +4,54% +5,96% +5,83% +6,27%

Azionario Usa +5,66% +6,72% +8,97 +9,24% +9,87%


minimi sia sul mercato italia-


media la sottoperformance del titolo

azionario rispetto al merca-

-


fa riferimento alla componente



sensazioni come timore e paura


Confrontando le due aree geografiche

si nota inoltre una

-


far pensare che l’analisi tecnica

come metodologia per impostare

le proprie strategie di

-


-

-


F

83


84

CERTIFICATI

IL CERTIF ICATO DEL MESE

Effetto Facebook sul SONIX

A sette mesi dalla presentazione, il primo prodotto di investimento sul settore dei social

network torna al centro dell'interesse in vista della quotazione della società di Zuckerberg

C

on la consegna della documentazione

alla Security and Exchange Commission

del primo febbraio, il principe

dei social network, Facebook e il

suo fondatore, il ventisettenne Mark

Zuckerberg, sono pronti ad approdare

a Wall Street entro il secondo semestre dell'anno. Una

Ipo suggerita dall’inevitabile maggior trasparenza richiesta

dalle accresciute dimensioni del colosso di Palo

Alto, nonché dagli ingenti investimenti privati (da ultimo

Goldman Sachs con 500 milioni di dollari) che ha

come obiettivo quello di sfruttare tutte le potenzialità di

quell’incredibile macchina da soldi che si sta rivelando

il fenomeno dei social network. Quest’ultimo infatti,

considerato nella sua interezza, pur avendo risentito

presentare

il nuovo Eldorado dopo i deludenti risulta-

rio.

Che quella dei social network sia destinata a seguire

le sorti della bolla dot.com dello scorso decennio? Numeri

alla mano, la principale Ipo del settore dello scorso

anno, rappresentata da Linkedin, dopo l’exploit del

60% di rialzo del primo giorno di contrattazione, ha vissuto

a fasi alterne gli ultimi mesi attestandosi nelle ultime

sedute proprio a ridosso dei 90 dollari a cui si era

fermata al termine della sua prima seduta mentre Ren-

Ren, l’equivalente cinese di Facebook (non disponibile

nella terra del Dragone) quotata anch’essa a Wall Street,

dopo un prezzo di partenza a 14 dollari quota ora intorno

a 5,6 dollari.

L'ANDAMENTO DALLA QUOTAZIONE

IL CERTIFICATO SG SUL SONIX, DATI IN EURO

110

105

100

95

90

85

Lug’11 Ago Set Ott Nov Dic Gen’12 Feb Mar

Fonte: BLOOMBERG

DI PIERPAOLO SCANDURRA

Carta d’identità

NOME Benchmark

EMITTENTE Societe Generale

SOTTOSTANTE Sonix Solactive Social Network

SCADENZA 24/06/2016

MERCATO Sedex

ISIN IT0006719980

In ogni caso l’offerta di Facebook si presenta come la più

ricca Ipo dopo quella di Google. Per gli investitori italiani,

un’alternativa a una watchlist sulla Top Selection della

costellazione di titoli legati al fenomeno dei social net-


sul Solactive Social Networks Index (SONIX) di Société

Générale, un indice valorizzato in euro, creato il 13 gen-

to

dell’emittente francese, introdotto sul Sedex di Borsa

Italiana l’8 luglio 2011, è il primo prodotto d’investimento

sul settore. Strutturato per replicare linearmente il sot-


cietà

listate composto da Tencent Holdings Ltd, Mixi Inc,

DeNa Co Ltd, Linkedin Corp, RenRen Inc Adr, Mail.Ru

Group-GDR Regs, United Online Inc, Gree Inc, Xing Ag

e Meetic. Ciascuna componente è ponderata per il relativo

valore di mercato (prodotto tra il numero di azioni

e il prezzo) e la sua presenza all’interno del paniere è

rivista ogni sei mesi, con un peso compreso tra il 3 e il

20%. Tuttavia in caso di eventi eccezionali, come per offerte

pubbliche iniziali di società rilevanti, (vedi Linkedin

e RenRen), il paniere è suscettibile di eventuali revisioni

anticipate. È quindi ovvio come l’ingresso a Wall Street

di FB, seguito probabilmente da quello di Twitter, deter-

da

lunga del prossimo listing di Facebook sembra ad ogni

modo aver rivitalizzato l’intero settore e di conseguenza

re

unitario di 105 euro, segna una performance del 15%

F


IL TEMA CALDO

Quanto ha reso

il calo dello spread

Il ritorno sulla soglia dei 300 bp alla base dell’ottimo risultato

della strategia di spread trading con due certif icati

P

er molti investitori

l’allargamento a livelli

record dello spread

Btp-Bund ha rappresentato

una ghiotta

opportunità di trading,

che avrebbe potuto produrre un guadagno

in due opposti scenari: sia nel caso

in cui fosse stato il Btp italiano a raffreddare

i propri rendimenti a fronte di

una sostanziale stabilità del Bund tedesco,

sia nell’ipotesi che fosse stato il

Bund a iniziare a rendere di più a fronte

di una stabilità del Btp. Come è noto

il primo scenario si è concretizzato in

maniera netta e rapida, con un marcato

restringimento dello spread, che dal

picco di 548 punti base è sceso a marzo

a ridosso dei 300.

Dell’allentamento della speculazione

sul debito italiano e del conseguente

ritorno ai livelli di spread della scorsa


coloro che avevano scelto di impostare

una strategia di spread trading uti-

tazione

sul Sedex di Borsa Italiana e

quindi ancora potenzialmente validi

DIZIONARIO DI F

per puntare a un ulteriore restringimen-


Long sul Btp (Isin GB00B6HY5J00)

e di un Mini Short sul Bund (Isin

GB00B6HY5B24), entrambi emessi

da Rbs Plc, che acquistati contestualmente

hanno permesso di puntare a

una riduzione dello spread di rendimento

tra i due asset sottostanti. Prendendo

come riferimento l’arco temporale

che ha visto lo spread contrarsi da

500 bp a 326 bp, il Btp decennale, sceso

al di sotto del muro del 5% di rendimento,

ha spinto il prezzo del relativo


euro di partenza. D’altra parte, il rendimento

del Bund ha proseguito nel suo

movimento lateral-ribassista, costrin-

zarsi

da 17,76 euro a 9,71 euro. Alla

luce dei suddetti prezzi, ipotizzando

di aver impostato una strategia volta

a replicare l’esposizione integrale sui

rispettivi future di riferimento (1000


a 11.160 euro a fronte di un restringimento

effettivo dello spread pari a 174

punti base. [P.P.S.] F

COSI




RECORD DATE




CERTIFICATI

TENDENZE

IN ARRIVO

I "COSI"


collateralizzati, a breve in Italia

































PER SAPERNE DI PIÙ


USA IL TUO SMARTPHONE

PER LINKARTI VELOCEMENTE

AI SITI WEB CITATI


QR CODE

85


86

CERTIF ICATI

GUIDA/10

L'alta velocità

(e semplicità)

degli Easy Express

Facilità e trasparenza sono il biglietto da visita di questi Certif icate

che scadono dopo appena un anno di corsa contro la Barriera


DI ALESSANDRO PIU

IL PAY-OFF A SCADENZA

160

140

120

100

80

60

40

40%

50%

Certificato

Sottostante

60%




-



-


-

F

-

-


-



-

-


70%

80%

90%


-

-

-



PREZZO DI EMISSIONE

E BARRIERA



-

-


-




-

100%

110%

120%

-


-





-

-


-

-

-


-

-

-


-

130%

Fonte: ELABORAZIONE F

Mercato

rialzista

Mercato

stabile

Mercato

ribassista

Replica del

sottostante

-


-




-


-



-




-



Equity

protection

Benchmark

Easy Express

Butterfly

Benchmark


Express

Cash Collect

short

Twin win

Double win

R RRendimento di d t

aggiuntivo

Outperformance Minifuture/

Turbo

Bonus

Airbag

Discount



-



COME SI CALCOLA

L'IMPORTO FINALE


-

-

-




-

-


-

EASY EXPRESS CERTIFICATE

Minifuture

short

Effetto

leva

-



-


-

-





-

F

Valore nominale 100 euro

Valore iniziale sottostante 20 euro

Prezzo di emissione 90 euro

Barriera a scadenza 70% (14 euro)

Importo Express 100 euro

A SCADENZA SOTTOSTANTE CERTIFICATO

Sottostante > Valore iniziale

Valore iniziale > Sottostante > Barriera


(10- Le prime nove puntate

sono state pubblicate su F di

luglio, agosto, settembre, ottobre,

novembre, dicembre 2011 e

gennaio, febbraio e marzo

2012 e sono disponibili sul sito

www.effemagazine.it)

22 euro

(+10%)

16 euro

(-20%)

13 euro

(-35%)

100 euro

(+11,1%)

100 euro

(+11,1%)

65 euro

(-35%)

SCHEDA

ASPETTATIVE:

Moderato rialzo o ribasso dei mercati, stabilità.

CERTIF ICATI

STRATEGIA:

Ottenere un rendimento predeterminato a scadenza anche in caso

di ribassi moderati del sottostante.

PROTEZIONE DEL VALORE NOMINALE:

A scadenza, se il sottostante si trova sopra la Barriera.

COMPORTAMENTO A SCADENZA:

Premio predeterminato se il sottostante si trova sopra la Barriera.

Pagamento commisurato alla performance del sottostante se la

quotazione è pari o inferiore alla Barriera.

È EASY RECUPERARE

LE PERDITE


investire in fasi di mercato incerte, nelle quali non ci si voglia

impegnare per un periodo di tempo prolungato. Tuttavia il

loro prezzo di emissione inferiore al valore nominale li rende

adatti anche a strategie di recupero di perdite realizzate

con altri investimenti. Si ipotizzi per esempio di acquistare il

titolo azionario X al prezzo di 100 euro. L’investimento non

va nel senso desiderato e il titolo azionario perde terreno


euro. L’investitore ha diverse alternative tra cui scegliere.

Può tenere l’azione in portafoglio sperando in un rialzo del

25% che permetta un ritorno della quotazione a 20 euro

oppure può incrementare la propria posizione diminuendo

il prezzo di carico, sempre nella speranza che il titolo risalga

la china oppure ancora può chiudere l’operazione in perdita.

In parole povere l’unica certezza in una simile situazione si

ha nel caso in cui si decida di incassare la perdita. E’ proprio

in questo caso che gli Easy Express possono offrire una via

d’uscita vantaggiosa. L’investitore potrebbe vendere il titolo



Express pari a 100 euro. L’investitore potrebbe quindi

recuperare i 100 euro iniziali in maniera semplice e anche

se il sottostante dell’Easy Express dovesse perdere terreno,

purché a scadenza quoti a un valore superiore alla Barriera.

ESBORSO INCASSO

Acquisto azione X 100 euro

Vendita azione X 80 euro

Acquisto Easy Express 80 euro

Importo Express a scadenza 100 euro

87


88

PERFORMANCE | RENDIMENTI ALTERNATIVI

FOREX

Puntare su NZD contro AUD

La Nuova Zelanda va più forte dell'Australia, che rallenta e potrebbe abbassare i tassi

DI RICCARDO DESIGNORI

Un rallentamento

economico più

marcato rispetto

alla Nuova Zelanda

e un probabile

cambio di strategia

nella gestione della politica

monetaria da parte della Reserve

Bank of Australia. Potrebbero

essere queste le due

variabili in grado di penalizzare

il dollaro australiano rispetto

a quello neozelandese

nei prossimi mesi.

TREND DIVERGENTI

I dati del Pil dell’ultimo

trimestre hanno mostrato

segnali di rallentamento

dell'Australia: +0,4% contro

un +0,8% atteso, con revisione

da +1% a +0,8% del

dato del trimestre precedente.

In aumento anche la disoccupazione:

a febbraio

5,2% dal 5,1% di gennaio.

Al contrario in Nuova Zelanda

si è assistito al calo dei

senza lavoro. Tendenze opposte

anche nel comparto

immobiliare: gli ultimi mesi

hanno visto quello australiano

rallentare con decisione,

mentre in Nuova Zelanda

in febbraio si è assistito

al rialzo dello 0,8% dell’indice

dei prezzi degli immobili

dopo il -1,4% segnato a

gennaio. La vera variabile in

grado di condizionare l’evoluzione

del cambio è rappresentata

tuttavia dal possibile

cambiamento nella politica

monetaria. La conferma del

tasso al 4,25% a inizio marzo

non tiene infatti conto

dell’ingresso nel board della

Banca federale di Heather

Ridout, ex numero uno

dell'associazione degli industriali.

Il suo legame con gli

imprenditori e il deterioramento

del quadro economico

potrebbero favorire una


ANALISI TECNICA

Da un punto di vista prettamente

tecnico, il quadro gra-


favore del dollaro neozelan-


cross ha infatti violato al ribasso

i supporti dinamici offerti

dalla trendline rialzista

di lungo periodo tracciata

con i minimi del 25 agosto

2010 e del 28 gennaio 2011.

Da allora il cambio non è

più riuscito a riportarsi sopra

il livello di supporto, con i

massimi dello scorso 18 novembre

a 1,3274 che hanno

rappresentato il pull back

profondo della rottura. In


2011, a capitolare furono invece

i supporti statici posti a

1,32. Con quella violazione

il cross palesò la prima indicazione

short nei confronti

del dollaro australiano. La

ECONOMIE A CONFRONTO

DOLLARI: AUSTRALIANO VS NEOZELANDESE

TASSO DI CAMBIO - DATI AGGIORNATI AL 16/03/2012

1,40

1,35

1,30

1,25

1,20

Mar ‘09 Set Mar ‘10 Set Mar ‘11 Set Mar ‘12

Fonte: BLOOMBERG

discesa intrapresa dai massimi

del 2011 registrati il 7

marzo a 1,3797 ha infatti favorito

la costruzione di una

ca

di matrice ribassista quale

il doppio massimo. Oltre

a questi elementi tecnici, vi

è un’altra constatazione gra-

mentazione

di una strategia

di medio termine long di

dollaro neozelandese e short

di dollaro australiano.

Da quasi un anno il cambio

si mantiene sotto le resistenze

dinamiche espresse dalla

trendline discendente tracciata

con i massimi del 7

marzo e del 4 maggio.

La debolezza della valuta

aussie è emersa anche ad inizio

2012 quando il 9 genna-

DATI AGGIORNATI AL 16/03/2012

AUSTRALIA NUOVA ZELANDA

2012 2013 2014 2012 2013 2014

Pil 3,38% 3,30% 3,30% 2,10% 3,40% 2,70%

Disoccupazione 5,45% 5,20% 5,00% 6,30% 5,90% 5,80%

2,70% 2,65% 2,95% 1,70% 2,40% 2,70%

Tassi Banca Centrale 4,00% 4,25% ND 2,50% 3,50% ND

Fonte: BLOOMBERG

io sono stati violati al ribasso

i supporti dinamici forniti

dalla linea di tendenza rialzista

tracciata con i low dell’1

novembre e del 19 dicembre.

Da allora il cambio ha

sempre trovato un ostacolo

riaceo

in prossimità dei vecchi

supporti statici posti in

prossimità di 1,3060.

A riprova: da allora, e in

particolare in occasione dei

massimi dello scorso 13

gennaio e quelli del 6 marzo,

il cross non è più stato in

grado di chiudere le contrattazioni

sopra tale soglia.

STRATEGIA

Volendo sfruttare le indicazioni

emerse dall’analisi

per sviluppare una strategia

long di dollaro neozelandese

e short di dollaro australiano

di medio termine, eventuali

ingressi in vendita nel range

compreso tra 1,2930 e

1,3030 avrebbero stop posizionato

a 1,3190 e primo

target a 1,2535. Il secondo

obiettivo della strategia è invece

posto a 1,2130. F


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90

REAL ESTATE | MERCATO IMMOBILIARE

IDEE DI INVESTIMENTO

Comprare casa nei BRIC?

Meglio la carta del mattone!

Investire in strumenti f inanziari con sottostanti attività immobiliari è molto più semplice

rispetto all’acquisto diretto, che si scontra con molti ostacoli. Unica eccezione: il Brasile

I

DI LORENZO RAFFO

l mondo va dove ci sono i soldi. È

questo un modo semplicistico per affermare

un concetto molto più complesso:

il buon investitore deve ave-


che avverranno sui mercati. Dato che

oggi molta ricchezza si sta spostando

verso i cosiddetti BRIC (Brasile –

India – Russia – Cina), in tutti i campi

compreso l’immobiliare – c’è

da domandarsi se non sia opportuno

comprare case in quei Paesi.

Le possibilità sono tre:


acquistando direttamente immobili

come cittadini stranieri, senza residenza

in loco.

lità

di persona che ci vuole vivere

come “espatriato”, per vari motivi

(lavoro, studio, ecc).


a loro volta hanno come sottostanti

delle partecipazioni in gruppi immobiliari

o anche direttamente in immobili

nell’area BRIC; il secondo caso

riguarda però prodotti non commercializzati

in Italia.

Anticipiamo, per chiarezza, quanto

sono realistiche le tre alternative. La

prima lo è davvero poco, salvo nel

caso del Brasile, dove fra l’altro gli

italiani sono presenti da molto tempo

con acquisti immobiliari. La seconda

è quasi ovunque possibile –

almeno sulla carta – ma trova non

pochi ostacoli in alcuni Paesi. La

-


Brasile, Rio de Janeiro

mente quella più interessante per un

investitore italiano.

Sentiamo intanto cosa consigliano

i grandi gestori immobiliari, quelli

con patrimoni da centinaia di milioni

di euro. Recentemente riuniti

a un incontro sul tema, tenutosi a

Londra, hanno dichiarato quasi unanimemente

questi principi di base.

Il primo è che oggi la strada giusta

è di muoversi verso i Paesi dove la

classe media sta affermandosi e arricchendosi:

in ordine d’importanza

– nell’ambito dei BRIC – si tratta

di Cina e Brasile in primo luogo e, a

una certa distanza, di Russia e India.

Il secondo è di acquisire solo appartamenti

di lusso e negozi ben collocati

commercialmente (meglio se in

grandi shopping center), trascurando

MERCATO IMMOBILIARE | REAL ESTATE

del tutto ville, case di standard medio

e immobili industriali. Terzo elemento

è di trovare un partner o un socio

locale, che si occupi degli aspetti

burocratici. Ottimi consigli, ma che

valgono naturalmente per i grandi

investitori, mentre l’italiano medio

non ha nessuna possibilità di inserirsi

in business così stratosferici. Il

vero problema – a detta di chi vive

la realtà immobiliare emergente – è

infatti che, oltre a norme restrittive,

bisogna spesso combattere con corruzione

e burocrazia. Il numero uno


Londra dichiara a F, chiedendo l’anonimato:

“In India la burocrazia è

semplicemente inaudita e chi viene

dall’estero incontra solo porte chiuse,

perché c’è molto disprezzo nei

confronti dello straniero che compra

immobili, pur se investitore istituzionale.

Abbiamo cercato varie volte

di contrastare questa burocrazia,

ma non siano andati da nessuna par-


di un partner locale, con il quale ci

troviamo bene”. Eppure l’opinione

generale è che le redditività immobiliari

in questi Paesi sono impressionanti,

dell’ordine anche di decine di

punti in percentuale ogni anno. E il

giudizio globale uscito dall’incontro

è unanime: attualmente non c’è posto

migliore al mondo per comprare

case del Brasile. Dove i prezzi risultano

ancora competitivi, la qualità

delle costruzioni migliora e il mercato

è molto vivace, con una propensio-


di stranieri. Il che non avviene invece

in Cina e India; laggiù l’orgoglio

te

superabile. Abbiamo già accennato

anche alla corruzione. È un altro

dei pericoli che chi vuole comprare

si trova ad affrontare. Soprattutto in

Russia – non è una novità – ma anche

in Cina e India, sebbene mascherata

abilmente. Un intermediario svizzero

è molto sincero su questo tema:

“Non mi scandalizzo a pagare il 10

o il 15% sotto banco, perché lo stesso

avviene in Italia, in termini di nero.

Per me è la stessa cosa, con una diffe-

renza: il livello dei prezzi è inferiore

a San Pietroburgo o a Sochi, sul Mar

Nero, dove si svolgeranno le Olimpiadi

Invernali del 2014, rispetto a

Milano o Cortina. Di richieste ce ne


in transazioni vere e provengono soprattutto

da società con sede in Gran

Bretagna o qui in Svizzera, probabilmente

di proprietà di russi desiderosi

di acquistare in incognito immobili

da mettere a reddito. La stessa cosa

avviene spesso per chi compra a Lugano:

anche in questo caso è denaro

in nero, abilmente camuffato. È meglio

quindi non pensare che la Russia

sia l’inferno della corruzione; certo

c’è, ma va gestita come si gestisce


di così non si potrebbe!

Alcuni investitori, bruciati da cattive

esperienze a Dubai o in Egitto,

sono assolutamente contrari a ripe-

La strada giusta

è muoversi verso

i Paesi dove

la classe media

sta affermandosi

e arricchendosi

tere esperienze simili in Cina o in

Russia, ma guardano con grande in-


da primarie banche europee, basati

sulle aziende immobiliari quotate

nei vari mercati locali. La vera strada

da seguire è questa. Non è escluso

che nei prossimi anni si assista


ed ETF strutturati intorno ai mattoni

non solo dei BRIC, ma anche di Vietnam,

Indonesia, Turchia e di alcune

aree dell’Africa. Èziario

che si annunciano rendimenti

molto interessanti, perché spesso

si tratta di prodotti espressi nelle valute

locali, oggi ancora sottovalutate

tiva,

quindi, per una volta la carta

batte il mattone.

91


92

REAL ESTATE | MERCATO IMMOBILIARE

Cina, Hong Kong

cantieri nei pressi del


CINA

LO STATO RESTA IL “PADRONE”

Diff icoltà: RILEVANTI

Redditività: BUONA

Fino a non molto tempo fa la proprietà

privata non era ammessa e ciò ha ancora

oggi effetti – sebbene in via di attenuazione

– sul mercato immobiliare,

pur largamente liberalizzato. Certo, le


Shanghai, dove la politica del Governo

centrale di favorire gli investimenti

stranieri trova terreno fertile. Attenzione

però: l’immobile non diventa di proprietà

assoluta di chi compra, ma si ha

un diritto all’uso per 70 anni, nel caso

di un’abitazione. Alla scadenza lo Stato

può richiedere indietro il bene, riconoscendo

un compenso, che non è tuttavia

obbligatorio. Anche durante i 70

anni lo Stato ha la possibilità di eser-


mai avvenuto. Sostanzialmente soltanto

chi possa dimostrare di avere necessità

di residenza per un certo periodo in

territorio cinese (esibendo un contratto

di lavoro, un permesso di lavoro o un

so

universitario) ha l’accesso all’acquisto

di un immobile, mentre chi è

straniero e intende effettuare un puro

investimento, per svolgere un’attività

In fatto di ricchi

ormai l’Asia

batte l’Europa

3,3 contro 3,1milioni: sul

fronte dei ricchi, cioè dei

possessori di patrimoni da

almeno 1 milione di dollari,

gli asiatici sono ora più

numerosi degli europei.

Ma il fatto importante è

che crescono soprattutto

le quote delle donne e

dei giovani, le due fasce

maggiormente propense a

fare investimenti immobiliari

di un certo peso. La parte

femminile è aumentata

dal 24 al 27% nel periodo

compreso fra il 2008 e il

2011, mentre quella delle

persone con età inferiore

ai 40 anni incide per il 17%,

con un balzo del 30% nello

stesso periodo. I Paesi

emergenti volano in questa



in India. Di chi si tratta?

Soprattutto di piccoli e medi

imprenditori nei più diversi

settori merceologici.

di lucro, ha un’unica possibilità: creare

una società apposita e poi presentare

domanda di una licenza commerciale,

to

di liquidità che normalmente si aggira

su un milione di yuan (oltre 100.000

euro). Inevitabile l’utilizzo di un legale

specializzato in campo immobiliare

e di un’agenzia di intermediazione, cui

spetta il ruolo di collegamento fra chi

vende e chi compra. In tutto questo lo

Stato non interviene, ma la procedura

posto

al trasferimento delle proprie-


fra le parti. Davvero complesso! Per

un italiano forse no, grazie alle nostre

capacità di muoverci nella burocrazia,

ma per un inglese o un tedesco tutto

ciò appare impossibile. Occorre tuttavia

riconoscere che chi acquista in Cina

è sempre motivato, per mille ragioni, e

accetta i rischi di affrontare un percorso


il rapporto con l’agenzia di intermediazione,

che non fa quasi mai gli interessi

né di chi cede né di chi compra, ma cerca

solo di massimizzare i suoi proventi.

Occorre poi spesso istruire la pratica

di un mutuo, rilasciato da grandi banche,

dove i muri di gomma sono numerosi

e non facili da rimuovere. Diversa

la situazione a Canton e Hong

Kong; qui la proprietà totale è ammessa

e il sistema garantisce regole

quasi di tipo occidentale. La redditività?

Coloro che – soprattutto fra i

residenti esteri – hanno avviato attività

legate in qualche modo alla gestione

di muri parlano di rendimenti

interessanti, anche se da qualche

anno circola con insistenza la voce

di una bolla immobiliare che starebbe

per esplodere, travolgendo l’intero

comparto. Il Governo di Pechino

ha saputo gestire con abilità il boom

della costruzione di milioni di nuove

case, specialmente nelle grandi cit-


si sente. Probabilmente però la bolla

non scoppierà mai. La politica centrale

è infatti molto vigile, poiché la

classe media, in continua crescita, di

questo boom immobiliare è la maggiore

protagonista.


Investire con ETF e certif icati

Troppo complesso comprare una casa in Cina, in India,

in Russia o in Brasile? Siamo d’accordo con voi, ma così

facendo si perde forse l’occasione di un affare sul medio

e sul lungo termine. C’è un’alternativa: acquistare prodotti


ultimi tempi ne sono stati proposti molti di nuovi, che non


ETF Ishares Ftse Epra/Nareit Asia Property


trust del mercato asiatico (soprattutto di Hong Kong e

dell’Australia), con dividendi annuali superiori al 2%. È un


il crollo del 2009 ha ripreso a salire regolarmente, con



INDIA

LA BUROCRAZIA È REGINA

Diff icoltà: MOLTO RILEVANTI

Redditività: MEDIA

Una faticaccia: acquistare casa in India

è tutt’altro che facile, non solo per

restrizioni normative (fatte valere con

forza) ma anche per la necessità di superare

molti scogli di natura burocratica.

Il problema è che la proprietà

India, Calangute

città nella regione occidentale Goa

MERCATO IMMOBILIARE | REAL ESTATE

dell’immobile e quella del terreno, su

cui esso è costruito sono separate. Il

suolo in India non può essere detenuto

da uno straniero e così si devono trovare

scappatoie per possederlo in maniera

indiretta. L’espediente più diffuso è rintracciare

un cittadino locale che acquisti

a suo nome la terra, su cui poi si può

costruire la casa. Ciò comporta molti

rischi e vari intermediari raccontano di

truffe commesse ai danni degli stranieri

innamorati del Paese e decisi a farsi

un’abitazione in una delle sue tante me-

ETF Lyxor Msci Asia Exjpn Real Estate

Più esposto alla Cina, copre anche questo il mercato delle



È più volatile, ma essendo quotato





È





molto elevate.

ravigliose località. Meglio evitarlo! Le

altre due soluzioni, queste ammesse,

sono di avere il riconoscimento di “residente”

(per almeno sei mesi l’anno) o

di essere sposati con una persona indiana.

Soprattutto gli inglesi hanno trovato

una soluzione alternativa: creare una

società a responsabilità limitata (Ltd),

che non richiede la presenza di un socio

locale. Sui tempi ciascuno dice la

sua: c’è chi parla di poche settimane e

chi di molti mesi, ma evidentemente il

tutto dipende dalla zona in cui si inten-


disporre di un capitale minimo e della

consulenza di un legale, con il vantaggio

che quasi tutti parlano l’inglese, al

contrario di quanto avviene in Cina. La

burocrazia è regina in India. Può, per

esempio, succedere che l’apertura di


sostenendo che è riservato solo a chi ha

la cittadinanza. In realtà ciò non è vero

e l’ostacolo può essere superato con

pazienti visite al funzionario che deve

decidere. Vale la pensa affrontare così

tanti intralci? I prezzi delle case nelle

grandi città sono ormai molto elevati,

con una qualità media decisamente inferiore.Èrendo

all’impazzata, soprattutto per gli

stranieri, sempre più numerosi, e obbligati

a sottostare ai diktat locali. Meglio

quindi – se proprio si vuole investire

in India, superando i tanti intoppi

93


94

REAL ESTATE | MERCATO IMMOBILIARE

– realizzare l’acquisto nelle aree dove

tare

poi a qualche americano o europeo,

che sarà eternamente riconoscente

per avergli offerto la casa. Nelle località

turistiche le occasioni invece non

mancano, con la precauzione di veri-

zioni.

Nel rinomato Stato di Goa, per

esempio, un appartamento di 120 metri

quadri in un condominio nuovo viene

proposto a 120.000 euro e una villetta a

145.000 euro; spesso però gli immobili

sono costruiti in zone dai pessimi collegamenti

stradali e si adattano quindi

solo a chi decide di trasferirsi per sempre

sulle spiagge di quella parte dell’In-


come in Italia il nero è un’abitudine assai

diffusa in campo immobiliare, con

niero.

Che fra l’altro deve dichiarare i

capitali in entrata, con possibili controlli

sul loro utilizzo. Insomma comprare

casa in India è davvero tortuoso.

RUSSIA

PREZZI ALLE STELLE

Diff icoltà: MEDIE

Redditività: BUONA

Se in Cina e in India bisogna prepararsi

a combattere la burocrazia, in Russia

c’è da sopportare prezzi alle stelle e

talvolta la corruzione. Comprare casa è

possibile per gli stranieri, secondo una

norma del 2001, e non sono pochi gli

italiani che ci sono riusciti. Certamente

le,

possibile solo per colui che risieda

almeno 183 giorni ogni anno nel Paese.

Il visto “business” non basta, perché ha

un limite massimo di 180 giorni! Quindi

bisogna trovare una soluzione per restare

i 183 giorni richiesti, sempre che il

quirente.

Il matrimonio con un cittadino

locale è spesso il motivo che porta

a reperire un’abitazione nel Paese, ma

ma,

perché occorre comunque trascorrere

più di metà dell’anno in Russia.


Sostanzialmente per pagare meno tas-

se in caso di vendita dell’immobile. La

proprietà di terreni è stata pure liberalizzata

nel 2001, ma non dappertutto.

In alcune grandi aree urbane le amministrazioni

locali tendono ancora a non


sebbene a Mosca la limitazione sia stata

abolita nel 2006. La trattativa di acquisto

di una casa spesso richiede tempi

piuttosto lunghi, per la necessità di

fornire molti documenti e la transazio-


una banca, che riceve la liquidità della

mento

della sua conclusione. L’agenzia

di intermediazione pretende solitamente

una commissione variante dal 2

al 5% del valore dell’immobile; poi c’è

l’avvocato – che deve seguire l’acquirente

durante tutte le fasi – al quale va


registro, al massimo dell’1%.

Nel 2011 i prezzi sono calati vistosa-


15%. È una leggera correzione rispetto

al boom durato dal 2000 al 2007,

con valori di mercato cresciuti di oltre

il 400% per le nuove costruzioni e

del 350% per quelle di seconda mano,

purché in buono stato. Ne risentono


rendimenti del periodo boom (anche

Ma in Brasile

le case mancano

Impressionante la quota

giovanile all’interno della

popolazione brasiliana: solo

quella fra i 25 e i 39 anni

incide per il 25%, ma a esse

occorre aggiungere i ventenni,

assai attivi nel mondo del

lavoro. Sono soprattutto loro

ad acquistare nuove case,

grazie a un potere economico

in crescita, assieme al ceto

medio che ormai rappresenta

la classe dominante (52%

del totale). Il merito di tutto

questo dipende dalla scelta

politica di aver continuamente

aumentato il salario minimo



nel 2012). In un simile quadro

si stima che la mancanza di

abitazioni raggiunga il livello

dei 5,3 milioni di unità, con un

forte aumento della domanda.

Di qui le prospettive di un

boom entro il 2020.


Russia, San Pietroburgo,

canale Griboedova che attraversa la città

15-20% l’anno) appartengono al passato.

Mosca resta tuttavia una delle

città più care d’Europa in termini immobiliari,

mentre San Pietroburgo si

attesta a un livello inferiore, con nuo-

no,

in termini anche di rapporto qualità/prezzo.

È adesso il momento per

investire? Forse sì, ma tutto dipende

dall’andamento dei prezzi delle materie

prime. Nel caso esplodessero, per

to

i valori immobiliari ripartirebbe-

Brasile, Salvador Bahia

la più grande città della costa nord orientale

MERCATO IMMOBILIARE | REAL ESTATE

ro all’insù in Russia, con un possibile

trasferimento di ricchezza verso le

città emergenti situate oltre la catena


a reperire il buon affare sono mag-

ruzione.

Certamente c’è, ma tocca

relativamente poco le compravendite

immobiliari fra privati, consigliate

all’acquirente occidentale. È invece

inopportuno comprare sulla carta,

cioè costruzioni ancora da realizzare,

specialmente se realizzate da grandi

gruppi immobiliari, dietro cui talvolta

si nascondono interessi poco chiari.

BRASILE

TUTTO È FACILE

Diff icoltà: MINIME

Redditività: BUONA

Rio de Janeiro, Bahia e Maceiò: sono

tre località brasiliane dove l’acquisto

di immobili da parte degli italiani è


l’investimento era puramente destinato

all’utilizzo come seconda casa,

ora il trend è molto più speculativo,

perché le prospettive di crescita del

settore sono davvero rilevanti. Innanzi

tutto, in Brasile, non ci sono restrizioni

di alcun genere all’acquisto da

parte di stranieri; anzi c’è una politica

di fondo del Governo di Brasilia

di favorire l’accesso ai capitali esteri.

Rispetto agli altri Paesi BRIC, qui

tutto è nel complesso semplice e i

prezzi ancora competitivi, sebbene

si siano registrati problemi di qualità

delle costruzioni, che solo adesso

re.

Dal punto di vista burocratico l’unico

vincolo consiste nell’ottenere il


nessun problema. Più complessa la

scelta dell’immobile, perché l’offerta

è enorme e i prezzi assai differenti.

Inevitabilmente bisogna rivolgersi

a un’agenzia di intermediazione, facendo

attenzione a chi si ricorre: il

“pollo” straniero spesso viene ben

cucinato! Molti europei hanno preferito

comprare un terreno e poi farvi

costruire una villa, con risultati non

sempre soddisfacenti. In particolare

occorre considerare gli aspetti della

sicurezza, rilevanti in molte zone

del Paese. Se si acquista da un privato

una casa già costruita occorre

volgendosi

al “Cartario cadestre de

imoveis”, il nostro catasto, dove i riscontri

vanno eseguiti con attenzione,

utilizzando anche la consulenza

di qualche professionista. Un con-


rassomiglianza fra la lingua italiana

e quella portoghese: spesso porta a

clamorosi errori su temi così delicati.

Gli accertamenti devono riguardare

de,

eventuali dispute ereditarie e possibili

rivendicazioni da parte di terzi.

Richiedono tempo, ma è opportuno

eseguirle con attenzione, perché più

volte le transazioni immobiliari hanno

dato adito a complesse vertenze

giudiziarie. La facilità di acquisto ha

portato spesso gli europei a effettuare

investimenti poco razionali, all’insegna

del “tanto costa poco”. La distanza

del Brasile si dimostra invece un

ostacolo non trascurabile, con l’immobile

che si deteriora, i costi che

aumentano e l’insoddisfazione che

cresce. Meglio quindi ragionare attentamente

sull’investimento che si

realizza, ancor più oggi che i prezzi

sono aumentati. In alcuni quartieri di

città come Fortaleza e Recife la percentuale

di costruzioni non regolarizzate

è ancora elevato e la possibilità

di investire 100.000 euro in una casa

che in realtà vale poco esiste, sebbene

stia riducendosi. A Rio de Janeiro

le nuove realizzazioni abbondano,

in previsione delle Olimpiadi, ma le

prospettive di rivalutazioni riguardano

le aree prospicienti i grandi nuovi

progetti culturali della città, quali

il “Museu da Imagem e do Som”

(Museo dell’Immagine e del Suono)

di Copacabana e il “Museu do

Amanhã” (Museo del Domani), che

sarà il nuovo simbolo architettonico

di Rio. A San Paolo stanno invece

iniziando operazioni di ristrutturazione

di vecchi quartieri fatiscenti.

Saranno un business? F

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96

MACROECONOMIA

L’importanza degli asset intangibili

Sono i veri pilastri su cui si regge l’economia di un Paese, fattori fondamentali nei quali investire.

Le variabili f inanziarie e monetarie contano molto meno di quanto la gente è portata a credere

A CURA DI MARCO BERTON

Questo mese parliamo di...

Macroeconomia con Amartya78

Amartya78 buongiorno.

Puoi spiegare ai lettori

i motivi del tuo interesse

per la macroeconomia?

Ciao a tutti. La macroeconomia

è da sempre una mia

passione. Cercando nella rete suggerimenti

sulla validazione dei modelli

predittivi (argomenti tipo Back

e Forward testing) mi sono imbattuto

sul Forum di Finanzaonline.

com. Era il lontano 2008 e da allora

ho cominciato a frequentare

assiduamente la sezione dedicata

a tali argomenti visto che ci scrivono

persone molto competenti. Credo

che, al di là di quello che viene

scritto, l’importante sia argomentare

le proprie idee senza alcun preconcetto

ideologico e basarsi su

dati oggettivi.

Parliamo dell’economia Usa: come

giudichi le mosse adottate dalla Federal

Reserve?

Una delle singolarità più interessanti

osservate a livello macroeconomico

negli ultimi tre anni è che

ai Quantitative Easing (manovre di

alleggerimento quantitativo) effettuati

dalla Fed non è seguita nessuna

conseguenza prevista dalla

teoria classica: mi riferisco

a un sensibile incre-


un indebolimento del dollaro

per effetto della nuova

offerta di moneta.

Mi sono chiesto i motivi

per cui non si è assistito

a nulla di tutto ciò, e la

spiegazione che mi sono

dato, sebbene non lineare

è a mio avviso quella più probabile.

A livello economico le variabi-


molto meno di quanto la gente è

spesso portata a credere, mentre

gli “intangible assets” sono i veri pilastri

su cui si regge l’economia di

un Paese e su cui gli investitori decidono

di puntare. Un Paese che

riesce ad esprimere elevati livelli di

conoscenza e riesce a concretizzarli

in beni e servizi avanzati certamente

gode di molte meno re-


Paesi che quei livelli di conoscenza

non riescono a valorizzare.

Come ho scritto l’anno scorso su

un mio Thread nel Forum di macroeconomia,

il punto di partenza

è sempre la microeconomia la cui


Se si guarda al tasso di crescita dei

CARTA D’IDENTITA’

Nickname: amartya78

Sottonick: member

Data di registrazione:

settembre 2008

Totali messaggi:

3.182

Caratteristiche:

appassionato di macroeconomia ed econometria


solo da rimanere stupefatti. In particolare

gli Usa si stanno affermando

in tutte le attività il cui business

model è tale da consentire un elevato

tasso di ritorno sul fatturato. Il

fatto quindi che i QE effettuati dalla

Fed non abbiano prodotto effetti

negativi sta nell’assunto che più il


aziende che operano a livello mon-


Paese dispone di tecnologie in monopolio

che agiscono su mercati

globali più la sua quantità di moneta

disponibile è elevata.

In altre parole, per quanto la Fed


sarà sempre un compratore estero

di ultima istanza che eviterà un

eccessivo deprezzamento della

propria moneta nei confronti di


Amartya78

member

Il meglio del Forum

un sistema talmente competitivo.

Per questo la debolezza della moneta

(leggi il dollaro Usa) diventa

una vera e propria “Killer Application”.

Trovi analogie tra la Fed e le manovre

LTRO di Draghi?

Draghi si sta rivelando un presidente

Bce all’altezza. Ma il pro-


bensì economico. Vorrei far notare

come negli ultimi 30 anni l’intera

Europa non sia riuscita a creare

neppure una multinazionale paragonabile

a quelle create negli Usa

in scia al boom della New Economy.

L’unico settore in cui eravamo

leader indiscussi sino al 2007,

cioè quello delle reti mobili, è ormai

appannaggio delle multinazionali

americane. Chiedersi il perché è

oltre un dovere storico anche una

necessità. A mio avviso l’Europa

soffre di un eccesso di burocrazia

che ne frena il potenziale umano

di livello eccelso, che spesso preferisce

emigrare. La perdita di capitale

umano in favore degli Usa è

uno dei motivi di maggior criticità

dell’economia europea. Dobbiamo

capire che se vogliamo crea-

mo

consentire a questa risorsa di

esprimere le proprie potenzialità

18-03-2012

Data registrazione: Set 2008

Messaggi: 3,182

Popolarità: 42949676

attraverso l’iniziativa privata, ma

dubito fortemente che ciò possa

avvenire in un’Europa che presenta

innumerevoli livelli di intermediazione

statale e quindi un’enorme

dissipazione delle risorse. Se

tale struttura burocratica poteva,

prima, essere sopportata dal sistema

privato, oggi, l’irrompere

“La perdita

di capitale umano

in favore degli Usa

è uno dei motivi

di maggior criticità

dell’economia

europea”

delle economie dei Paesi emergenti

ha messo in crisi tale modello

che per funzionare si avvale


Pertanto in tempi di globalizzazione

i livelli impositivi di un Paese

non possono che convergere verso

i livelli che si trovano nei Paesi

con produttività analoghe. Quindi

tanto maggiore è la produttività

che un sistema Paese può esprimere

tanto più elevata può esse-



nel 2010 alla soglia ormai critica di appena 709 mld di euro. Questo nel 2010, sto cercando i dati del 2011.




Il fatto poi che si menta sapendo di mentire in tutti i media, non lo dico io, basta leggersi l’articolo di Alessandro




Qual è il tuo giudizio sulla politica

economica di Mario Monti?

Se devo essere sincero mi ha deluso,

e non poco. Proprio lui dovrebbe

sapere meglio di altri che

l’Italia è in stagnazione da oltre

vra

economica doveva nascere

sul lato dei tagli alla spesa pubblica

e non certamente sul lato delle

entrate. L’Italia vanta una delle

produttività più basse dell’Eurozona

e, per quanto detto prima, non

possiamo che attenderci ancora

lunghi anni di stagnazione/bassa

crescita o addirittura recessione.

Sono passati già quattro mesi dal

suo insediamento ma non ho ancora

visto interventi strutturali per

la crescita, nè francamente è credibile

che l’eventuale abolizione o


solo invertire questo trend.

Penso che l’Italia disponga di importanti

risorse su cui puntare per

una crescita sostenibile a cominciare

dal suo capitale umano, ma

ritengo sia necessario investire

molto sugli “intangible assets” che

in ultima analisi sono i fattori fon-

tale

umano, che tutto il mondo ci

invidia e ci sottrae, possa dare un

contributo sostanziale e qualitativo

alla crescita del nostro Paese. F

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DATA CEDOLA CEDOLA LORDA CEDOLA NETTA

06.03.2013

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06.03.2017

06.03.2018

3,35%

3,65%

3,95%

4,25%

4,55%

4,85%

2,68%

2,92%

3,16%

3,40%

3,64%

3,88%

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