le collane di campo de' fiori in concerto live a cerenova valentina ...

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le collane di campo de' fiori in concerto live a cerenova valentina ...

VALENTINA

PERSIA

COMIC SHOW

IN CONCERTO

LIVE

A CERENOVA

LE COLLANE DI

CAMPO DE’

FIORI


2

Editoriale:

La stagflazione..............................................3

L’intervista:

Valentina Persia comic

show..........................4-5

Curriculum vitae:

Giulia Cencioni..............................................6

Collage in concerto live a

Cerenova....................................................7

Roma che se n’è andata:

Andiamo a Villa Doria Pamphilj, la Villa del bel

respiro......................................................8-9

Direzioni Opposte....................................10

Suonare Suonare:

Legopertine................................................12

Idee per viaggiare “in camper”..............14

Dall’India con

stupore.................5

Cine Parade:

I giorni della vendemmia.............................16

Qualcuno ricorda che dice la pioggerellina

di marzo?.................................................17

Ecologia e ambiente:

Come realizzare un aereoporto senza soldi?..18

Il luogo del silenzio.................................21

Che cos’è la fede.....................................22

Salviamo i luoghi cari ai nostri cuori.....23

Come avviene il riconoscimento dello status

di invalido civile................................24

Come eravamo:

‘Nnamo a cammina’... ‘A CARRACCIA... FOR

EVER.........................................................25

Campo de’ fiori

SOMMARIO

Giovanni Francesco Tenderini................26

Lo stato di informazione della Tuscia non

gode di buona salute..............................27

In Giordania attraverso i luoghi

dell’Antico Testamento...........................28

“Re per un anno” ...................................29

I Romani e le strade...............................30

Trucco d’epoca:

Gli anni ‘’40 ...............................................31

Yoga.........................................................32

Nel cuore.................................................32

La rubrica dei cognomi...........................33

Il Fumetto:

Chrono Crusade..........................................34

Angolo Bon Ton:

Le cartoline................................................35

Un favola bellissima................................36

Orca Diving Corchiano............................36

Le storie di

Max:

Settimo gruppo..37

Una “Fabrica di ricordi”:

Il tozzetto fabrichese..................................38

2 luglio 1980 - 2 luglio 2012. L’Onda di

Numero Unico.........................................39

News.......................................40-41-42-43

FestEstive.....................................44-45-46

I nostri amici...........................................47

Agenda...............................................48-49

Messaggi............................................50-51

Oroscopo.................................................52

Concorso fotografico..............................53

Album dei ricordi..............54-55-56-57-58

Roma com’era.........................................59

Annunci gratuiti................................60-61

Selezione offerte immobiliari ..........62-63

Foto di copertina di Al. ro.

Foro fondo editoriale di Paola Lustrissimi

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Campo de’ fiori 3

La stagflazione

di Sandro Anselmi

Il vento leggero strappa le foglie dagli alberi ed accarezza l’erba, ora sottile e scolorita.

Un prossimo autunno stiepidisce l’aria.

Sul mare tramonti di fuoco e le spiagge abbandonate aspetteranno la prossima estate.

Un cuore di conchiglie bianche sta cedendo alle onde, ed un castello di sabbia ha già

perso le sue torri e le sue mura; restano un secchiello ed una paletta che un bambino

avrà dimenticato.

Un’altra stagione se n’è andata e quella che adesso andremo a vivere, ci vedrà costretti ad un rigore tale che

ci farà presto dimenticare quei pochi giorni di spensieratezza appena consumati. In fin dei conti e purtroppo

cosa è cambiato? Se ci si aspettava un miglioramento, visti i sacrifici già sopportati, dobbiamo costatare che

siamo ancora fermi se non addirittura indietreggiati. E’ come nel gioco dell’oca, dove, sovente, bisogna ricominciare

da capo. L’indignazione della gente, però, è più forte quando, consapevole dei limiti oramai vicini se

non superati, constata che delle tante promesse politiche non se n’è mantenuta alcuna. Non doveva essere

dimezzato il numero dei parlamentari ed i loro stipendi? Non dovevano essere dimezzate le auto blu e grigie

e relative scorte? (Solo per il rimessaggio e lavaggio delle auto blu del Senato si spendono 5.800,00 al

mese per ciascuna!) Non dovevano essere aboliti i rimborsi ai partiti e restituito il maltolto? Non dovevano

essere abolite le provincie? E le regioni? (Basti pensare che ci costano solo 90 miliardi di in più rispetto a

dieci anni fa!) Non dovevano essere attuate le liberalizzazioni? Non dovevano essere sospesi dalle funzioni pubbliche

tutti coloro in attesa di giudizio?

Rigore, equità , sviluppo?!?!

Rigore: tanto, ne ha sopportato e ne sopporta il popolo.

Equità : solo quella dell’Equitalia.

Sviluppo: non è ancora partito, anzi hanno chiuso una miriade di aziende con la conseguente perdita

di infiniti posti di lavoro.

Stanno chiudendo tantissime aziende storiche, dal piccolo negozio ormai affogato dalla grande distribuzione,

alle piccole e medie aziende che non sono più competitive con la massiccia concorrenza

straniera.

I nostri politici si preoccupano solo dei posti da occupare e designare in un carosello senza fine, e

mentre loro sono impegnati nelle eterne lotte intestine, noi non abbiamo neanche il diritto di poter

scegliere chi vogliamo eleggere: ci pensano le segreterie di partito.

Ma loro che Italia vivono?

Loro che vanno a vedere il derby Roma-Lazio con tanto di autista e parcheggio

riservato allo Stadio Olimpico! Loro che hanno bisogno di 8.000 auto blu e

53.000 auto grigie di servizio!

Con Monti il Pil è peggiorato sette volte: ora produciamo cento e siamo indebitati

per centoventitrè . Ci siamo impegnati con l’Europa, avendo firmato il Fiscal

Compact, di tornare al pareggio, e così pagheremo a partire dal 2014, 50 miliardi

di l’anno.

L’inflazione cresce, i disoccupati aumentano e cala la produzio

ne industriale (-3,7 %). Se c’è stagnazione ed inflazione con

temporaneamente, rischiamo la stagflazione.


Eccezionale, semplicemente eccezionale.

Divertentissima sul palco, ha

strappato al pubblico risate a più non

posso. Valentina Persia è una delle poche

vere comiche italiane. Scoperta quasi per

caso nel 1993 dalla trasmissione televisiva

La sai l’ultima, negli anni è cresciuta e si è

perfezionata, dimostrando di saper essere

una brava attrice. L’abbiamo vista di

recente in diverse fiction televisive

(Caterina e le sue figlie 3, L’onore e il

rispetto 2… per citarne alcune), ma il suo

forte rimane senza alcuna ombra di dubbio

la sua straordinaria comicità , dovuta non

solo alle sue battute ma anche alla gestualità

ed alla mimica, che le conferiscono

grande espressività . Sola, sul palco, è una

fonte inesauribile di sana ilarità .

Ho avuto il piacere di rincontrarla a Gallese

(VT), dopo sei anni dalla prima volta che,

insieme a Cristina Evangelisti, ebbi l’opportunità

di intervistarla a casa sua.

Valentina si è ricordata immediatamente

di me e del fatto che si trattasse della mia

Campo de’ fiori

Valentina Persia

prima intervista.

Ero agitata, imbarazzata

ed emozionata,

ma la sua

accoglienza e la sua

spontaneità ci mise

immediatamente a

nostro agio.

Ho uno splendido

ricordo di quella

indelebile prima

esperienza. Ne è

passata di acqua

sotto i ponti e in

questi anni credo di

essere cresciuta e

maturata anch’io.

Ho avuto l’opportunità

di intervistare

moltissimi personaggi

del mondo

dello spettacolo, in

particolar modo

cantanti. Li ricordo tutti con grande affetto

e stima e chissà se loro si ricorderanno

di me come ha fatto Valentina?!

Mi colpì particolarmente la foto grande

Un’inesauribile fonte di sane risat

del suo fidanzato,

Salvo, che il

destino le aveva

portato via da

poco, appesa

alla parte del suo

appartamento.

“Era successo da

poco ed il dolore

era ancora fresco.

Quando ho

fatto i lavori in

casa l’ho portata

in garage ed in

seguito ad un

allagamento si è

d a n n e g g i a t a .

Devo farla sistemare.

Intanto al

“Finito il

programma su Rai

Uno, E state con

noi, condotto da

Paolo Limiti, me ne

andrò a stare

qualche giorno al

mio paese, in

Abruzzo... poi in

autunno torno in

teatro con

Se quaranta mi dà

tanto”

suo posto ho appeso quella mio cane

Totò ”, mi dice Valentina mentre scambiamo

quattro chiacchiere in attesa di salire

sul palco. Il suo show era preceduto, infatti,

da un gruppo di giovanissimi ballerini e

cantanti, guidati da Federico Patrizi, ex

concorrete del talent di Maria De Filippi,

Amici.

Ottobre 2005. Da sx: Valentina Persia con Cristina Evangelisti ed

Ermelinda Benedetti, per un’intervista a casa sua. Foto Mauro Topini


Campo de’ fiori

a Comic Show

ate in giro per le piazze d’Italia

“Vengo direttamente da Milano” prosegue

Valentina “stamattina ero in onda nel programma

condotto da Paolo Limiti E state

con noi in tv, poi ho preso l’aereo, sono

arrivata a Roma e stasera sono qui”.

Ma non vai in vacanza, le chiedo io?

“Diciamo che mentre ero in giro per lavoro,

mi sono fatta anche qualche giorno di

ferie. Sono stata in Sardegna e poi in

Puglia. Finito il programma su Rai Uno, me

ne andrò a stare qualche giorno al mio

paese, in Abruzzo, dove ho acquistato una

Sul palco di Gallese

(VT), in occasione

dei festeggiamenti

del patrono, San

Famiano. 10 Agosto

2012.

Anche tramite il nostro sito

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casetta tutta per me.

Così mi posso riposare e

stare vicino alla mia famiglia,

con mia nonna che

ha ben novantasei anni!”.

E nemmeno suo nonna è

rimasta indenne dalla

vena satirica di Valentina.

Proprio durante il suo

spettacolo l’ha nominata

più volte, ironizzando

sulla sua età e sul suo

modo di essere, di vestire,

di pensare, un po’ all’antica,

come si direbbe!

Parlammo molto, in quella

prima famosa intervista,

della sua numerosissima famiglia d’origine,

di come è bello quando in occasione

delle festività si radunano tutti insieme, di

come vadano a raccogliere le olive in campagna!

E questi sentimenti non sono affatto

cambiati. E’ rimasta molto attaccata alle

sue radici e ad i suoi affetti familiari.

Le chiedo ancora cosa farà appena terminata

la stagione estiva. “Torno sicuramente

al teatro con lo spettacolo Se quaranta

mi dà tanto, che mi ha già regalato gran-

de soddisfazione con il successo riscosso

lo scorso anno”.

Ci siamo lasciate con la promessa di essere

sua ospite il prossimo autunno al teatro

e non mancherò di raccontarvi le risate

che Valentina mi avrà fatto fare.

Ermelinda Benedetti

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6

Campo de’ fiori

Curriculum vitae

Insegnante di danza, ballerina, attrice,

cantante, Giulia Cencioni è attratta

dalla danza fin da piccola ed il suo

primo amore infatti è stato proprio la

danza classica. A 20 anni già insegnava ed

in particolare amava farlo con i più piccoli.

Diplomatasi al Liceo Classico con indirizzo

linguistico sceglie la facoltà di Psicologia e

ben presto ne consegue la laurea; nello

stesso tempo frequenta l’ Accademia

Nazionale di Danza ed entra a farne

parte. Successivamente è ballerina di fila

del Teatro dell’Opera di Roma, ma ben

presto scopre il fantastico mondo del

Burlesque partecipando a diversi programmi

televisivi come performer (finalista a

Lady Burlesque su Sky 1) e al video di

Fabri Fibra “Le Donne” scoprendo nel

Burlesque una vera e propria terapia di

vita. Ora insegna cosa significa essere

donne, non avere paura dei giudizi esterni

ed amare il proprio corpo... ad amarsi

recuperando il proprio fascino e la propria

femminilità . Nel 2011 è una delle dodici

ragazze scelte da Gino Landi per lo spettacolo

“Burlesque : Dalla Foglia alla

Voglia“ in scena per tre mesi al

Bagaglino di Roma, che ha riscosso un

Giulia Cencioni

grande successo di pubblico e di critica. A

Settembre 2012 si cimenta come cantante-ballerina

partecipando al Festival

della Canzone Romana al Teatro

Olimpico di Roma con un pezzo intitolato

“Ariè , Arià , Ariò ” scritto da Longo-

Tamborrelli dal ritmo un po’ pepato che

viene accolto da Giulia come una nuova

sfida. Nel prossimo futuro c’è la partecipazione

ad un musical in preparazione, dal

titolo “L’Amore per Bene e per Male (i

figli di Roma)“ con testi di Silvestro

Longo e musiche di Alberto Laurenti, che

partirà dal Teatro Anfitrione. Abbiamo

scoperto infine che la nostra prescelta ama

ballare, cantare e tutto ciò che è arte, e

per questo Le auguriamo un futuro pieno

di successo per continuare a fare ciò che

ama veramente. Vai Giulia!

Sandro Alessi


Una calda serata di Agosto vede il

ritorno nella nostra regione dopo

tantissimi anni di un gruppo storico

che è sempre stato devoto alla musica

melodica italiana : I Collage. Dal vivo in

uno dei posti più frequentati della “movida”

di Cerenova e dintorni, il Gran

Caffè Tirreno, e tutto grazie all’imprenditore

Giuseppe Grando che, insieme al

direttore artistico Paolo Maracci, a Luglio

già avevano proposto i Camaleonti. Tore

(voce e basso) e Piero Fazzi (voce e chitarra

acustica) danno vita al gruppo già

nei primi anni 70 e dalla Sardegna arrivano

prepotentemente a vincere nel 1976 il

Festival di Castrocaro con la canzone

“Due ragazzi nel sole“ con cui riscuotono

un grandissimo successo. L’anno dopo

sono secondi al Festival di Sanremo

1977 con “Tu mi rubi l’anima“ e nel

1978 esce il loro album “Sole Rosso“. Nel

1979 partecipano nuovamente al Festival

di Sanremo con “La gente parla“, seguito

l’anno successivo dal singolo “Donna

musica“. E sempre al Festival nel 1981

presentano “I ragazzi che si amano“ e

nel 1984 “Quanto ti amo“. Negli anni 90

Tore e Piero si avvalgono di grandi musicisti

per sperimentare nuove sonorità , ma

ben presto il gruppo capisce che alla gente

piace riascoltare canzoni del tipo “Lei

Sandro Alessi (al centro) e

l’imprenditore Giuseppe Grando,

proprietario del Gran Bar Tirreno

non sapeva far l’amore”, “Piano

piano... m’innamorai di te”, “La gente

parla”, “Un’altra estate”, “Scimmia”,

“S.O.S.“, e tanti altri che i ragazzi di una

volta, ora genitori, hanno imparato a far

conoscere ai propri figli. Infatti il concerto

ha visto la presenza di numeroso pubblico

di tutte le età e tutti hanno cantato le canzoni

intonandole insieme ai propri beniamini.

La formazione di oggi, oltre ai fratelli

Fazzi, vede sul palco Paoluccio Masala

(Sax e Clarinetto), Francesco Astara

(batteria e percussioni), Mario Chessa

(tastiere, violino e voce). Una voce inconfondibile

che rasenta il falsetto quella di

Campo de’ fiori 7

IN CONCERTO

LIVE

A CERENOVA

Tore che per tanti anni ha contraddistinto

lo stile de I Collage e che ancora riesce a

far accapponare la pelle al vostro vaccinato

cronista. Alla domanda sul perchè di

tanto successo dopo tanti anni, i due fratelli

all’unisono ci rispondono “la nostra

musica esce dall’anima e va diretta a chi ci

ascolta. Per tanti anni abbiamo fatto sempre

la stessa melodia e la gente questo ce

lo riconosce ...”. Per chi volesse riassaporare

le atmosfere de I Collage è uscito un

doppio cd che raccoglie le ultime esibizioni

live dal titolo “Non ti dimentichero’ ”.

Sandro Alessi


8

Villa Doria Pamphilj,

con i suoi 184 ettari di

estensione, è una delle

più importanti e ampie

ville storiche romane; il

suo parco, che fu pensato

come la somma di

diversi tipi di giardino,

aree agricole e appezzamenti

destinati alla

caccia divenne, fin dall’inizio, un elemento

di grande suggestione, tanto da giustificare

il nome che le fu attribuito, ossia: “la

villa del Bel Respiro” .

Una delle cose che una nobile famiglia

romana doveva possedere era una grande

villa, poiché , come sostiene Ignazio

Ciampi, la nobile famiglia doveva godere

della: “Magnificenza classica” e la loro villa

doveva: “stendersi per molto spazio di terreno,

coprirsi di ombre, suonare d’acque,

ridere di giardini, splendere di palagi dove

prima era l’umile vigneto” e, ancora alla

nobile famiglia: “non poteva bastare un

boschetto a difendere dai raggi ardenti dei

sole una piccola comitiva, ma era mestieri

una larga sala o una lunghissima via di

folti alberi a raccogliere le schiere di

magnati, di porporati, di dame che, o

dovevano passeggiarvi o raccogliervisi a

colloqui or gravi or rumorosi, o esilararsi

nei giochi frivoli e concettuosi del tempo”.

Anche i Pamphilj, non potevano accontentarsi,

come in passato, delle “Torri o del

Campo de’ fiori

Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi

di Riccardo

Consoli

Andiamo a Villa Doria Pamphilj

la Villa del Bel Respiro

bosco del selvaggio Castello” , privilegiando:

le strade coperte di alberi giganteschi,

le valli con gli alti pini, i labirinti

custodi di arcani amorosi, le fontane zampillanti,

gli ippodromi per le corse dei

cavalli, i tempietti consacrati a Diana e

Cerere, gli acquedotti, i laghi, i giochi d’acqua,

i padiglioni d’edera”.

Per degnamente adempiere a questi “desiderata”,

nella seconda metà del seicento,

per volontà della famiglia Pamphilj, all’interno

della loro villa, venne realizzato il

c.d. “Casino del Bel Respiro”, un luogo

deputato a ospitare feste e grandi ricevimenti

e si diede, contemporaneamente,

corso alla realizzazione di un parco ricco di

“Giardini di delizie”, ubicato in prossimità

del Palazzo, dove si sarebbero svolti i giochi

e i passatempi della nobiltà romana.

Il Casino, progettato per esprimere la

magnificenza della famiglia Pamphilj - gli

arredi e i giardini s’ispirarono a strutture

antiche, in particolare a quelle di Villa

Adriana e di Tivoli - si sviluppa su due

piani mentre, sul lato prospiciente il giardino,

su tre piani, per superare il dislivello

del terreno; sulle sue facciate risaltano

fregi, rilievi e sarcofagi intervallati da pregevoli

stucchi; all’interno numerose stanze

e saloni abbelliti da dipinti; una serie di

statue adornano il viale d’accesso e il giardino

è abbellito

da

siepi tagliate

in modo tale

da formare

vari disegni,

fra i quali,

non poteva

mancare il

giglio, stemma

di famiglia;

al centro

la c.d.

“Fontana del

Giglio”.

Bisogna risalire al 1630 per trovare un

primo documento che attesti l’appartenenza

della proprietà alla famiglia Pamphilj,

ma il momento piú significativo per la realizzazione

del complesso cade nell’anno

1644, in cui il cardinale Giovanni Battista

Pamphilj viene eletto al Soglio Pontificio

con il nome di Innocenzo X, infatti, come

spesso succedeva, il nuovo Pontefice

pensò a una serie di opere monumentali

che potessero dare maggior lustro, gloria,

potere e prestigio alla sua famiglia.

In un secolo in cui tutto doveva essere

“meraviglia”, egli pensò a una statua che

lo raffigurasse da collocare in un sito e in

posizione tale che il sole, alla data del 15

settembre, potesse baciare il piede della

stessa nell’ora in cui fu creato Papa; ciò si

rese possibile mediante la realizzazione di

una fessura praticata nella volta, adeguatamente

inclinata, in modo tale che il per-


corso del raggio di sole fosse

diretto sul piede del Pontefice.

Colui che seguì personalmente i

lavori della villa fu Camillo

Pamphilj, nipote del Papa e figlio

della famosa donna Olimpia

Maidalchini Pamphilj, competente

di architettura e belle arti che,

come abbiamo visto in altra

recente occasione, rinunziando

alla porpora cardinalizia conferitagli

dallo zio, aveva sposato la

vedova Olimpia Aldobrandini.

Soffermiamoci adesso su quei

“Giardini di delizie” che per molti

secoli furono teatro, come ricordato,

di quei molti giochi e passatempi che

tanto dilettavano la società romana dell’epoca

e che dovevano destare una favorevole

impressione sui molti viaggiatori stranieri

che arrivavano a Roma attratti dalle

sue magnificenze. Non a caso Johann

Wolfgang von Goethe scriveva:”Dunque a

Roma! Non riesco ancora a crederci; e se

questo mio sogno sarà appagato, che

cosa potrei desiderare ancora?“

Lo scrittore ricordava, in particolare: “ … la

posizione molto piacevole del Parco di

quella Villa e di quanto fossero gradevoli i

giardini che la circondano, ricchi di piante

di ogni gusto, che rendono le passeggiate

estremamente affascinanti … ”.

Due i giardini intorno al Palazzo: il

“Giardino delle Serre” e il “Giardino del

Teatro”; il primo, di aspetto esotico, è

caratterizzato dalla presenza di agrumi,

alla fine dell’ottocento l’area si distingueva

per una serie di percorsi con ampie curve

che delimitavano gruppi arborei, aiuole

fiorite e molte palme; il secondo, realizzato

tra gli anni 1664 e 1652, costituisce la

parte più importante della villa.

Nel 1838 Giuseppe Marocco, in una descrizione

della stessa, si soffermava sulla

composizione originaria del Giardino del

Teatro: “ ... poco piú avanti eccoti la gran

piazza dell’emiciclo detta dell’Organo, corredata

di sedili per commodo dell’osservatore,

di statue, di grossi vasi di terracotta,

veggonsi pure dodici nicchie di ognuna

delle quali vi è la colomba pamphiliana di

stucco e in diverso atteggiamento; le nicchie

tonde contengono ognuna un busto

di bianco marmo di dodici diversi soggetti

degli antichi, il muro dell’emiciclo è pur

sull’alto adornato di eleganti marmoree

statue e nel suo mezzo vedesi una porta,

che introduce ad una Rotonda in fondo

Campo de’ fiori

alla quale esiste un fauno che mercè una

macchina ad acqua che forman giochi per

bagnar leggermente qualche animo curioso

… ”. Poco è rimasto di tutti quegli elementi

pensati e realizzati per soddisfare la

vista e poco è rimasto dei luoghi dove

passeggiavano i porporati della Roma seicentesca,

i gentiluomini dai larghi cappelli

piumati, le dame dell’alta Società con le

loro ampie vesti, i molti gioielli e il loro

seguito di valletti, lacchè e servitori. Lo

scenario in cui erano inseriti i passatempi

doveva essere veramente incantevole,

basta immaginare la quantità di piante e

fiori che qui venivano coltivati; piante rare

portate da paesi lontani allo scopo di

destare stupore e ammirazione, fiori

profumati belli da vedere, ma anche

utilizzati nelle distillerie per produrre

raffinati profumi e, poi, grandi alberi

secolari che, con la loro ombra, rendevano

gradevoli le estati; ma i veri protagonisti

di questi giardini erano la

numerose piante di aranci, limoni e

cedri che, poste in vasi decorati di terracotta

o piantati in terra, completavano

l’accurata decorazione con i loro

colori vivaci, quindi, tra i folti rami dei

lecci, piccoli variopinti uccelli di specie

diverse e dalle diverse provenienze,

che qui facilmente nidificavano; la loro

presenza aveva lo scopo di contribuire

a rendere questi luoghi molto animati se

non addirittura chiassosi. Numerose le

fontane la cui realizzazione fu resa possibile

grazie alla presenza dell’acquedotto

romano fatto ristrutturare da Paolo V,

Camillo Borghese, 1605 - 1621, alla fine

dei XIV secolo e dalle successive numerose

concessioni di acque che i Papi fecero

alla famiglia Pamphilj. Occupiamoci, adesso,

della “Fontana della Regina” che sovra-

sta un laghetto artificiale di forma semi circolare,

abbellita di vasi di terracotta e

peperino, oltre che di eleganti statuette,

sotto la fontana sgorga copiosa l’acqua

della gran vasca in un bacino che ricade

nel c.d. “Laghetto dei Cristalli”, così chiamato

per l’acqua limpida e cristallina.

Regnando Innocenzo X, nei giardini della

villa, fra le macchie, nel folto dei pioppi e

dei pini, nei boschi e nelle ampie radure,

correvano liberi cervi, daini, fagiani e

molte altre specie di animali qui appositamente

tenuti per il diletto dei convitati che

si dedicavano con entusiasmo alla caccia,

lo sport preferito dalla nobiltà . Quando

sua eminenza il cardinale Benedetto

Pamphilj si recava a caccia con gli amici,

era sempre seguito dal “carrozzino” dei

cacciatori, gli staffieri, i lacchè a cavallo e

la muta dei cani; in quelle occasioni egli

infilava gli stivaloni da caccia e faceva portare

dietro gli ombrelloni di tela incerata

verde e rossa, assieme a larghi cappelloni

di paglia; naturalmente non potevano

mancare i cavalli. La caccia era dunque il

momento piú significativo di quelle giornate

in villa e il cibo, a base di cacciagione,

era il protagonista indiscusso delle giornate:

“ … quando don Benedetto Pamphilj

convitava gli amici nelle sue varie tenute,

la caccia era il piatto di maggior importanza

… ”. A seguire, un ricevimento con

intrattenimento musicale.

Villa Doria Pamphilj eserciterà sui romani

uguale fascino e rispetto pari a quello che

esercitò sugli artisti dell’ottocento tra cui

Camille Corot che ne fece una delle famose

“Impressioni romane”; in una delle sue

tele, il Casino è visto dalla terrazza al di

sopra del Teatro, immerso in un mare di

verde nella luce pomeridiana, nel momento

in cui tutte le tonalità acquistano un

dolcissimo risalto.

9


In questa estate torrida ci imbattiamo in

un concerto effervescente di un un

gruppo di sole donne chiamato

“Direzioni Opposte” che presentano

cover italiane e straniere dagli anni 50 ad

oggi. Giovanissime, Ilaria Bidolli (voce,

23 anni), Ilaria Bernardini (tastiere,

piano, seconda voce, 21 anni), Elisa

Fortunato (batterista, 22 anni), Carlotta

Alessandri (chitarrista, 19 anni), Elisa

Del Vecchio (bassista, 23 anni).

Ufficialmente come gruppo nascono nel

2007 ma per tre anni è solo gavetta e

finalmente nel 2010 decidono di investire

su di loro un primo demo che è servito a

farle conoscere in giro cominciando ad esibirsi

per locali.

Chiediamo ad Elisa: come è nata l’idea di

un gruppo musicale al femminile?

“Batterista tastierista e cantante erano

amiche da prima di far parte di un gruppo

e già le accomu-

nava la passione

per la musica.

Hanno formato

una prima band,

poi una seconda

sempre con elementi

diversi e

idee disomogenee.

Quando la ex

bassista è andata

via, Elisa, che

andava a scuola

con la cantante,

Cinque giovanissime

di età compresa tra i

19 ed i 23 anni, dal

2007 si esibiscono

nei locali, spaziando

dal rock al pop ed

intanto preparano un

lavoro tutto loro!

ha preso il suo posto e si è

avvicinata alla musica. Dopo

qualche mese che avevamo la

nuova bassista sono nate le

Direzioni Opposte. Carlotta è

stata contattata dopo (l’altra

chitarrista era partita per

motivi di studio e dovevamo

trovare una sostituta) ma non

la conoscevamo prima.

Tuttavia si è subito adattata e

si è trovata benissimo con le

ragazze”.

Seppur giovanissime, le ragazze

sono legate al rock leggero

(ad esempio, Are You gonna

be my girl) ai classici senza

tempo (Come Together, I

want to break free, Should I

stay or should I go) alle icone

del Rock femminile (I love rock’n’roll)

ad alcu-

ni pezzi in italiano

rivisitati (senza

fiato, in

cerca di te); ma

spaziano anche

su molti altri

artisti (Muse, Evanescence,

Nightwish, Negramaro).

“Abbiamo gusti abbastanza

eterogenei e ogni tanto poi

ci piace anche ‘cadere’ nel

pop, ma i nostri arrangiamenti

sono sempre orientati

Campo de’ fiori

la musica al femminile...

verso il rock. Da tempo stiamo lavorando

a qualcosa di inedito, scritto proprio da

noi...”

Quando saranno pronte, ne sentiremo

delle belle!

Sandro Alessi


12

Campo de’ fiori

LEGOpertine!

Abbiamo tutti un passato da costruttore!

Chi non ha mai giocato con le

costruzioni LEGO da bambino?

Ah, quante ore trascorse seduto

o sdraiato a pancia in sotto sul pavimento

di casa, di fronte ad una spianata

policroma e multiforme di mattoncini

di plastica, pronti ad essere

assemblati per centinaia di realizzazioni

semplici o complesse… l’importante

che Fantasia & Pazienza fossero i

partners imprescindibili! Con le

mitiche costruzioni danesi si è arrivato

a far di tutto: esistono scatole dalle

centinaia di pezzi che ti fanno “edificare”

grattacieli e ponti che per tirali su

a momenti ti ci vuole la manovalanza

e la concessione edilizia; astronavi e

robots, veicoli in genere; ambientazioni

fantasy etc etc… . Ma quando il mattoncino

è , finalmente, libero dai vincoli

della scatola di montaggio di “questo

o quello”, allora si inizia a giocare

davvero (!!!) e l’investimento in

creatività può richiedere pochi pezzi!

E’ il caso di alcuni “creativi” che combinando

qualche mattoncino con dell’altra

componentistica LEGO usata

per l’assemblaggio dei personaggi che

solitamente “popolano” le scatole dell’azienda

danese, hanno riprodotto

…..alla “LEGO maniera”, decine di

copertine discografiche, alcune molto

famose nell’immaginario collettivo, con

risultati di confronto con gli originali

davvero interessanti!

Quando si dice: il valore del…..mattoncino!

Carlo Cattani©settembre 2012

di Carlo Cattani


14

Campo de’ fiori

Idee per viaggiare “in camper”

In queste poche righe vogliamo mettere l’accento su uno strumento di vacanza forse poco conosciuto alla maggior parte dei vacanzieri,

“il camper” che probabilmente spaventa un po’ per l’ingombro, un po’ per il costo, un po’ perchè può sembrare difficile da

gestire, e quindi molti non lo prendono neanche in considerazione, (ci sentiamo spesso dire: “ci compro un mini appartamento”).

Nulla di piu’ sbagliato: si guida come un’auto, l’investimento iniziale puo’ essere diluito nel tempo, le spese di gestione sono minime,

permette vacanze in assoluta liberta’, mantiene valore nel tempo

Per rendere un’idea piu’ chiara del grande valore aggiunto che il “camper” da alla vacanza vogliamo raccontare il viaggio un Inghilterra

e Scozia effettuato nell’estate 2011 da una famiglia di Fabrica di Roma; equipaggio composto da 5 persone, km percorsi circa 7.000,

giorni 20, periodo agosto, spesa complessiva circa 3.200,00 euro.

INGHILTERRA e SCOZIA agosto 2011

1° giorno Stonehenge.

Oltre al meraviglioso scenario naturale, a

rendere Stonehenge uno dei monumenti

più famosi del regno unito, ha contribuito

il mistero sull’utilizzo del complesso megalitico,

l’ipotesi più accreditata è che si trattasse

di un santuario destinato al culto del

sole. Dal 1986 iscritto dall’Unesco nella

lista del patrimonio dell’umanità .

2° giorno Ludlow

Sprizza storia ad ogni angolo questa piccola

deliziosa città , case a graticcio e abitazioni

georgiane regalano straordinari

momenti di architettura minore, creando

un’atmosfera che per una volta non appare

esagerato definire (d’altri tempi).

I ristoranti di Ludlow garantiscono una

cucina tra le migliori d’Inghilterra.

San Laurence, costruita in pietra dorata.

Bull Ring Tavern e The Fheaders,

costruzione a graticcio con legni intagliati.

High Street, quasi tutte a graticcio le abitazione

affacciate sulla via diretta al

castello in fondo alla quale appare il colon-

nato della Butter Cross, eretto con la

stessa pietra dorata di San Laurence.

3° giorno Saltford

Interessante può rivelarsi la visita del

Manchester United museum annesso allo

stadio Old Trafford, dopo la visita del

museo segue una visita guidata dello stadio,

(sala conferenze, ristorante, spogliatoi,

uscita dal tunnel e panchine).

4° giorno Vallo di Adriano

Colossale opera bellica che per quasi 2000

anni non ebbe uguali nella storia d’Europa,

patrimonio dell’umanità per la sua eccezionale

importanza storica, simbolo della

potenza di Roma, attraversa il nord

dell’Inghilterra lungo il confine della

Britannia romana.

Vindolanda è il luogo di maggiore interesse

del vallo (museo).

5° giorno Luss

Il più pittoresco e caratteristico villaggio

del Lomond.

6° 7° giorno Isola di Skye

La piu’ visitata delle Ebridi interne, lo skye

bridge la collega alla terraferma e ancor

prima di attraversarlo si visita l’ Eilean

Donan Castle, con i suoi ambienti sontuosamente

arredati, mentre nella parte

occidentale, il Dunvegan Castle, con

appartamenti di modesto interesse.

Ma giardini e parco sicuramente meritano

una visita; inoltre da un pontile nei pressi

del castello si puo’ compiere un’escursione

in barca per vedere alcune colonie di foche

che vivono sugli isolotti adiacenti.

8° giorno Lochinver

Pittoresco villaggio di pescatori, volendo

con una passeggiata di circa 1 ora si raggiunge

Old Man of Stoer, impressionante

faraglione isolato nel mare.

9° 10° giorno North Coast

Si tratta di uno dei luoghi più belli e incontaminati

dell’intera Gran Bretagna, dove si

susseguono paesaggi di maestosa bellezza,

veri e propri deserti di brughiera.

Duncansby head, è il punto più spettacolare

di questo angolo di Scozia, dal faro

parte un sentiero che in 30 min. porta al

punto panoramico Duncansby staks.

... continua sul prossimo numero


Curiosa attrazione quella nella quale

mi sono imbattuto questa estate

durante una visita della città di

Verona , che non potevo non immortalare

(alla stregua di migliaia di altri turisti ! )

con la macchina fotografica . Due ragazzi ,

probabilmente indiani, stazionavano per

ore sotto il sole e nel modo che vedete

riprodotto dalle immagini , ad uno degli

estremi della centralissima via Mazzini

,quello all’ angolo con Piazza Bra ,la piazza

dell’Arena per intenderci . La crisi è

crisi ,gli affari in altri settori son debolucci

di questi tempi ma molto spesso la creatività

può aiutare a superare il momento

difficile. Quindi, perché non reinventarsi

magari …. FACHIRI ? ….Ma senza farsi

troppo male! Sarà stato questo il pensiero

che ha spinto i due ragazzi ad architettare

la scena così come la vedete

,suscitando molta curiosità da parte delle

migliaia di passanti ,tutti interessati a comprendere,ovviamente,

il “trucco” di fondo

della performance sotto lo sguardo furbetto

dello “smilzo” al piano di sopra & del

“robustello” al piano di sotto.

THAT’s all folks ! ! !

Carlo Cattani © 2012

Campo de’ fiori 15

Dall’ India…con stupore!

Fachiri all’ Arena di Verona


16

a cura di

Catello Masullo

Siamo nella provincia

emiliana,

nel 1984, l’anno

della morte di

Enrico Berlinguer.

Elia è un ragazzo di

sedici anni, vive con i

TITOLO : I GIORNI DELLA VENDEMMIA

REGIA : Marco Righi

INTERPRETI PRINCIPALI :

Lavinia Longhi ... Emilia

Marco D’Agostin ... Elia

Gian Marco Tavani ... Samuele

Maurizio Tabani ... William

Claudia Botti ... Maddalena

Elide Bertani ... Maria

Luigi Gandolfi ... Luigi

Rossella Torri ... Maddalena’s friend

Claudio Binini ... William’s friend

Emiliano Bisegna... Samuele’s friend

ORIGINE : ITALIA

DISTRIBUZIONE : IERÀ

DURATA: 80’

SOGGETTO : SENTIMENTALE

Campo de’ fiori

genitori e la nonna Maria in campagna. Sua madre Maddalena è

molto religiosa e prende parte militante alle attività spirituali; suo

padre William, è un comunista ortodosso, ossessionato dalla pagina

de l’Unità dedicata alla scomparsa di Enrico Berlinguer. Arriva il

momento della vendemmia, viene allora ingaggiata, per dare una

mano, Emilia, nipote di vecchi amici di famiglia, che sta preparando

la tesi di laurea. Il suo arrivo sconvolge il fragile equilibrio di Elia, in

piena tempesta ormonale. E, quando ritorna da uno dei suoi lunghi

viaggi il fratello maggiore Samuele….

Opera di esordio del 29-enne Marco Righi. Promettente. Più che

promettente. Un film d’autore. Che ricerca una propria originalità di

linguaggio. Dai toni lievi. Delicati. Dalle atmosfere azzeccate. Ritmi

inizialmente lenti, come quelli dei cicli naturali della vita rurale. Poi

il film cresce in una storia di formazione/educazione sentimentale.

Eccellente il lavoro con gli attori. Tutti in parte, e credibili . Buono l’esordio

del protagonista Marco D’Agostin. Ammaliante e seducente,

con un virtuoso pizzico di antipatia, di Lavinia Longhi. Non tutto è

perfetto. La parabola del figliol prodigo sul figlio dissoluto per il cui

ritorno si uccide il vitello grasso, mentre nulla si fa per il figlio probo

e virtuoso, appare un eccesso di manicheismo. Nel dipingere il fratello

maggiore Samuele come l’elemento negativo. E per giunta

gay. Scivolamento nel morale, al confine con l’omofobo?

Confezione di buona fattura, testimone di un buon controllo del

mezzo espressivo di Marco Righi, che scrive, dirige, monta e produce

il film. Un vero record per la giovane età. Il rischio, comune a

tante opere prime, è di andare ad aumentare il novero dei film di

interesse, ma di fatto, tecnicamente invisibili ai più.

FRASI DAL CINEMA

“Sulla mia terra, semplicemente ciò che sono mi aiuterà a vivere!”.

(citazione dal romanzo “Altri Libertini”, di Pier Vittorio Tondelli,

posta ad esergo iniziale)

“Strani voi cittadini : vi piace tanto la campagna e non ci rimanete

mai!”. (Marco D’Agostin a Lavinia Longhi).

VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 6.5

Leggenda:

CAPOLAVORO**** quattro stelle: equivalente in decimi: 10

DA NON PERDERE*** tre stelle: equivalente in decimi: 8

DISCRETO** due stelle: equivalente in decimi: 6

EVITARE* una stella: equivalente in decimi: insufficiente: meno di 6


Parlando con qualche

ventenne mi

è capitato di citare

la pioggerellina di

marzo, quella che picchia

argentina sui

tegoli vecchi del tetto.

ecc ecc.. Nessuno o

Paolo Balzamo quasi conosceva la

poesiola. Quelli della

mia generazione, invece, che i venti

anni li hanno compiuti due o tre volte,

l’hanno sicuramente studiata alle elementari,

e qualche verso lo ricordano ancora,

anche se magari quello che diceva la

pioggerellina non lo ricordano più.

L’autore è Angiolo Silvio Novaro,

poeta certo meno famoso dei suoi amici

Verga, Moretti e D’Annunzio, ma che ha

legato il nome appunto a quella pioggerellina

di cui sopra, che imperversava su

tutti i sussidiari italiani, almeno fino agli

anni “80.

Vorrei però parlare di un’altra sua piccola

cosa meno conosciuta (chiamarla poesia

mi sembra forse eccessivo), una chicca

che ricordo da quando ero adolescente,

ma che trovo ancora attuale. Ve la

riporto. Scriveva il Novaro:

Ci vuole così poco a farsi voler bene,

una parola buona detta quando conviene,

un po’ di gentilezza, una sola carezza,

un semplice sorriso che ci baleni in viso.

Il cuore sempre aperto per ognuno che

viene:

ci vuole così poco a farsi voler bene.

Non so quanti di voi conoscevano o ricordavano

la poesiola, ma davvero mi chiedo

come mai tanta poca gente si renda conto

di questa verità tanto banale quanto

disattesa. Certo tra farsi voler bene ed

essere malvisto, c’è una certa differenza,

ed a meno di essere campioni di cinismo

e misantropia, ognuno preferirebbe

essere amato che non che odiato.

Solo che neanche ci si prova a fare quel

poco che ci indica il Novaro. Cosa faccia-

Campo de’ fiori

Qualcuno ricorda che dice la pioggerellina di marzo?

... Ci vuole così poco a farsi voler bene!

mo di solito? Diciamo una buona parola

quando conviene, o ci è più congeniale

l‘insulto e la frecciatina sarcastica? Siamo

gentili con i colleghi ed i familiari, ma

anche con gli usceri, con i baristi, con i

lavavetri al semaforo (si può dire “no”

anche con un sorriso), con i fattorini

oppure riserviamo cortesia e salamelecchi

ai superiori ed ai potenti? Da quanto

tempo non regaliamo una carezza ad un

bimbo, ad un adolescente, a moglie o a

marito, ai figli non più bambini? Quando

paghiamo alla cassa del supermercato

facciamo una battutina gentile, un piccolo

complimento tanto da suscitare un sorriso

alla cassiera o pensiamo solo a contare

il resto? E quando squilla il telefono o

suona inaspettato il campanello di casa, ci

predisponiamo favorevolmente ad accogliere

il visitatore?

Eppure ci vuole così poco a farsi voler

bene!

Avete ragione. Baggianate melense, retorica

crepuscolare, buonismo a tutti i costi.

Aveva ragione Plauto col suo “Homo

Homini lupus”, dobbiamo esser pronti a

ringhiare ed azzannare, se non vogliamo

essere azzannati! Smettiamola col buonismo

a tutti i costi, altro che carezze e

bacini, se vuoi sopravvivere!

17

Si molti si comportano così , ma lo fanno

a loro danno. La “captatio benevolentiae”,

l’arte di suscitare la benevolenza del prossimo

è una strategia da forti, non da

deboli. Cercare di trasformare i conoscenti,

gli altri in generale, in amici benvolenti

è uno sport profiquo, che può dare

molte soddisfazioni. Sopratutto se è

una “giornata no” cerchiamo a maggior

ragione un motivo, un’occasione per

farci dare un sorriso di resto ad una

nostra gentilezza.

Si, provate a farlo direi scientificamente,

come esperimento sociale, ed osservate

come cambia di riflesso il comportamento

degli altri. Vi accorgerete di avere in

mano un antidoto meraviglioso al malessere

di vivere che tanto spesso ci attanaglia,

e la vita vi sembrerà significativamente

migliore. Amor con Amor si

paga. Cosa aspettate? Ci vuole così

poco a farsi voler bene. Grazie, Silvio

(Angiolo Novaro, ovviamente)!

Hasta la vista

P.s.: La pioggerellina di marzo diceva che

sta finendo l’inverno.

Son certo che presto un’altra pioggerellina

ci dirà che sta finendo questa crisi.

Ciò canta, ciò dice, e il cuor che l’ascolta

è felice


18

di Giovanni

Francola

Dopo l’articolo

pubblicato su

Repubblica il 22

agosto, sembra essere

ritornata la corsa all’oro,

cioè la speranza

che Viterbo ospiti

uno dei più grandi

aeroporti di voli

Low Cost italiani,

dando così lavoro e

tante altre opportuni-

tà . Ricordo sempre come in altri articoli

scritti da me in passato, che “si sogna un

aeroporto, ma che all’interno della città di

Viterbo, c’è ancora la presenza di un passaggio

a livello che non si è riusciti da

decenni ancora a rimuovere”, fosse questa

la volta buona!!!

Noto anche che dopo le politiche energetiche

“folli” messe in calendario dal Ministro

Passera, come le nuove trivelle in cerca di

petrolio sul territorio nazionale, “su questo

basterebbe vedere quali benefici hanno

portato le trivelle agli abitanti della

Basilicata per rendersi conto che tali politiche

appartengono ormai ai primi del 900”,

la costruzione di rigassificatori, “trasformando

così molte delle coste italiane in

veri siti industriali, con la conseguenza di

allontanare per sempre un turismo già

sofferente”, infine come se non bastasse

ridurre i fondi per la ricerca sulle fonti rinnovabili,

il Ministro non finisce di stupire,

questa volta la sua acuta attenzione consi-

Campo de’ fiori

Ecologia e Ambiente

Come realizzare un aeroporto senza soldi?

ste nel realizzare uno scalo aeroportuale

proprio a ridosso della città dei Papi. Il

piano lo definisce “complesso aeroportuale

del centro Italia”, poi l’articolo di Lucio

Cillis, prosegue dicendo; sono gli scali di

Roma Fiumicino, Ciampino e quello tutto

da definire che nascerà (se ci saranno

consistenti investimenti) a Viterbo.

Al di là delle solite filastrocche che si raccontano

da anni ai viterbesi e a gli abitanti

della Tuscia, quello che non riesco proprio

a capire su quale base poggi questo

assurdo piano, dove si andranno a cercare

cospicui investimenti e soprattutto,

quali compagnie Low Cost,

vedranno di buon occhio tale scelta

strategica del Ministro Passera.

Dimenticavo di dire una piccola cosa, che

in tempo di crisi forse non ha nessuna

importanza, occorre reperire investimenti

per le infrastrutture per

circa 2 miliardi di euro, affinché si

possa sentire sulla città di Viterbo

il roboante rumore degli aerei in

fase di atterraggio e decollo, trasformando

così una ricca città

d’arte e di storia, ad uno scalo

aeroportuale frenetico, fatto di

un turismo “mordi e fuggi” snaturando

per sempre le proprie

vocazioni. Perchè non chiedere

ai cittadini se è questo

quello che vogliono per il bene

del loro territorio?

Perché non dire con chiarezza che per

realizzare questi “castelli in aria” occorrerebbero

interventi per il potenziamento e il

raddoppio delle corsie sulla statale Cassia

per un ammontare di circa 300 milioni di

euro? Come pure pesanti investimenti da

parte di Rfi (Reti Ferroviarie Italane) da

oltre 250 milioni da destinare sulla rete

che collega Viterbo alla Capitale? Per concludere

all’appello mancano anche i 737

milioni di euro pari al 90% dei finanziamenti

di competenza Anas finanziati dalla

Regione Lazio e dal Cipe.

Cari amministratori, perché non tornate

con i piedi per terra e non pensate invece

alle fasce sociali più deboli e ad uno sviluppo

davvero sano e durevole, quindi più

sostenibile, lasciando perdere questi voli

transoceanici a prezzi stracciati?


del Dott.

Stefano

Tomassetti

Tutti noi viviamo in un

mondo di suoni.

Anche quando

pensiamo di stare nel

silenzio in realtà siamo

circondati da suoni.

Il nostro sistema uditivo si

è sviluppato per essere un

fenomenale localizzatore

di suoni e quando funziona

bene sappiamo riconoscere

da dove arrivano i

suoni, quanti suoni sono vicino a noi, se

un suono è piacevole o ci mette ansia. Il

nostro apparato uditivo insomma ci fornisce

continue, importantissime informazioni

ed è anche un formidabile sistema

di allarme.

Molte volte, soprattutto per chi vive in

città rumorose, desideriamo stare in un

luogo silenzioso e senza nessuno intorno:

in campagna, in montagna, al lago, in

mezzo al mare o nel deserto.

Appena arrivati ci viene da esclamare: “Ah

che silenzio, che pace!!”

Ma dopo alcuni minuti che siamo giunti nel

nostro posto solitario e dopo aver goduto

del presunto “silenzio” ecco che cominciamo

a riconoscere i suoni: il vento che

passa lieve fra le foglie, il canto degli

uccellini, il rumore sottile delle onde che si

infrangono, il suono della natura e magari

dei piccoli animali volatili che ci circondano

come gli uccellini e o gli insetti. Insomma

anche in questi posti il “silenzio” è più

immaginato che vero. Il nostro apparato

umano è sempre in allerta e vigile. E d’altra

parte se così non fosse probabilmente

la nostra specie si sarebbe già estinta.

Molti di noi si sono chiesti: ma come

sarebbe stare in un luogo davvero

privo di suoni? Ed esiste un posto del

genere? Ebbene si! Il Guiness dei Primati

spetta ad una Camera Anecoica degli

Orfield Labs di Minneapolis (Stato

del Minnesota) negli Stati Uniti.

Campo de’ fiori 21

Il Luogo del Silenzio

E’ la Camera Anecoica degli Orfield Labs di Minneapolis,

costruita per annullare tutti i suoni provenienti dall’esterno.

Questa stanza è costruita per isolare

tutti i rumori provenienti dall’esterno

e anche per annullare tutti i suoni

che possono formarsi e riflettersi

all’interno.

La struttura “è formata da due camere

costruite una dentro l’altra: quella più

interna, cuore della struttura, è isolata

dall’ esterno del mondo da uno strato di

fibra di vetro spesso un metro e le sue

pareti sono rivestite da una curiosa

tappezzeria tridimensionale in schiuma

sintetica capace di spezzare e assorbire il

99% delle onde sonore. Le misurazioni

all’interno del locale hanno stabilito la sua

rumorosità di fondo in -9,4dB.

Per farsi un’ idea di cosa questo significhi

basta tener presente che 0dB è la soglia

dell’udibile per l’orecchio umano e 30dB è

il volume dei suoni che si sentono normalmente

di notte nelle nostre stanze

da letto…” ha scritto su Focus il

giornalista Franco Severo.

Appena entrati in questa stanza –

continua il giornalista - e una volta

abituati a questo vero silenzio, si

iniziano a percepire i suoni prodotti

dal nostro corpo: il battito cardiaco,

lo scorrere del sangue nelle vene,

l’aria che entra nei nostri polmoni.

Ma l’esperienza lungi dall’essere

piacevole dopo alcune decine di

minuti diventa insopportabile tanto

da costringere ad uscire dalla stanza le

persone che vi sono entrate. Alcuni che

hanno voluto provare il completo isolamento

sono riuscite a resistere non più di

45 minuti.

Io stesso ho potuto visitare una camera

anecoica di questo tipo, forse un po’ meno

isolante, in un centro ricerche per la sordi

in Danimarca ad Eriksholm. L’effetto

è davvero incredibile.

Una volta chiusa la porta ci si sente smarriti

e se parliamo la nostra voce quasi non

si percepisce e se anche proviamo a gridare

non si sente molto di più. Dopo poco

anch’io sono dovuto uscire.

Camera Anecoica Telecom

Ancora una volta possiamo quindi

sostenere che il nostro udito è fondamentale

per la nostra vita da tutti i punti di

vista e che non esistono posti, nella realtà

quotidiana, privi di suoni importanti.

Allora perchè rassegnarci a vivere meno

bene e isolati?

Perché rinunciare ad un organo di senso

così importante e chiuderci nel silenzio?

Abbiamo capito che stare senza i suoni e i

“rumori” ci fa stare male.

Da qualsiasi punto di vista vogliamo vederla,

sentire meno ci fa vivere male.

Soprattutto chi avverte già i primi sintomi

di un udito che sta calando deve cercare di

porgervi rimedio e non aspettare oltre.

Le soluzioni oggi sono facili da usare perché

automatiche e anche molto apprezzabili

esteticamente, praticamente invisibili.

Prima si interviene e più si può sperare di

recuperare tutti i suoni persi.


22

del Prof.

Massimo

Marsicola

Per poter parlare di

qualcuno o di

qualcosa occorre

conoscerlo. E se poi ti

è necessario operare

insieme ad una certa

persona o per mezzo

della cosa, non soltanto

la devi conoscere

ma devi saperla trattare.

In un precedente

articolo abbiamo para-

gonato la fede ad un mantello che ricopre

(nel senso che è più ampia di ciascuno e

comprende) tutti, i sottostanti capi d’abbigliamento

che sono, fuori di metafora, la

ragione, l’intelletto, la memoria, le funzioni

dell’anima. Ora diciamo di essa che è

una persona. La fede infatti, nasce,

cresce, si nutre, si moltiplica, esattamente

come un essere vivente. Essa

può persino morire (in una persona); ma

ciò non sia mai perchè morirebbe la persona

stessa e non soltanto dal punto di

vista del corpo ma dell’anima. La fede è

morta in un’anima morta. La fede è

viva in un’anima viva. La fede è la vita;

è la vita stessa dell’anima. Allora, dobbiamo

aggiungere che oltre ad essere persona,

la fede è vita. E poichè la vita richiede

nutrimento, la fede è in grado di procurare

a se stessa il nutrimento di cui abbisogna.

Ecco la sua grandezza. A conferma

di quanto vogliamo sostenere, nel Vangelo

si legge: “se aveste fede quanto un granello

di senape…” da granello piccolissimo

diventa pianta ove “gli uccelli del cielo possono

posarsi e fare i loro nidi”. La fede,

da piccola che è , cresce, si nutre, si

riproduce negli altri (dove pure c’è una

fede che attende di essere nutrita) e

sopravvive, con le opere, alla morte fisica

dell’uomo. Opere che hanno un duplice

senso e valore. Opere realizzate nel

mondo da un uomo finchè è in vita; opere

realizzate nella sua anima attraverso l’operare

stesso. E’ la fede che testimonia il

valore delle opere. E’ la fede che muove e

Campo de’ fiori

Che cos’è la fede?

E’ ponte, è navicella, l’ottimismo, la fiducia, la speranza...

custodisce le opere come l’operare stesso.

La fede è il ponte che unisce le due

sponde: quella del noto e quella

dell’ignoto. E’ la navicella che ti

conduce e ti trasporta, ti consente

di esplorare e di lavorare.

Di ritornare sull’opera e di portarla

a compimento come pure di

rivederla, ampliarla, migliorarla.

E’ la matrice della spinta - timone

che determina la rotta e che

governa la nave - a fare; ma è

anche il luogo ove approda e viene

custodita l’opera stessa. E’ il sostegno

necessario a tutti coloro

che vi prendono parte. E’

l’ottimismo, la fiducia,

la speranza

che si infonde

e che sollecita

a compiere.

E’ il luogo

della prefig

u r a z i o n e

dell’evento

che contiene

tanto

l’immaginazione

quanto

la ragione, l’intelletto,

la memoria,

i sensi. E’, come

si può ben vedere,

una persona che ne contiene

molte altre. Allora, la fede è

persona e strumento che accompagna e

consiglia. E’ vita. E’ navicella. E’ per questo

che possiamo dire che chi ha la

fede non è mai solo. Solo, al contrario,

è chi non ha la fede. Gli manca tutto pur

avendo tutto (in senso materiale). Ma c’è

un’altra conclusione che si può trarre. Se

la fede è dapprincipio simile ad un granello

di senape ed essa è sempre più grande

(si pensi al mantello e ai capi d’abbigliamento)

di tutte le altre parti, quanto

saranno piccole quelle altre parti in presenza

di una fede minuta. Ciò comporta

che queste

cresceranno

in misura

della fede.

Si può

ben dire

allora che

più grande

è la fede

quanto maggiori

saranno gli

indumenti sottostanti.

Maggiori

saranno gli indumenti

sottostanti quanto più grande

è la fede. E se la fede è mantello, è la

parte che protegge dalle intemperie e dai

nemici (scudo e corazza). Se è il mio compagno

fedele di viaggio, è una roccia alla

quale posso aggrapparmi nei momenti difficili

e in grado persino di difendermi. Se è

bambino che cresce e che mi è stato affidato,

sarà anche l’oggetto delle mie cure.

Se è navicella, oltre a trasportare me,

conterrà i viveri e ciò che mi necessita

durante il viaggio. Tutto questo, cari amici,

è la fede. Anzi, vorrei dire: è tutto questo

e molto altro ancora.


di Patrizia

Caprioli

Il Fondo per

l’ambiente italiano

(Fai) lancia

anche per quest’anno

il censimento

biennale dal titolo

i “Luoghi del

cuore”.

Arrivata alla sua sesta

edizione, tale iniziativa

mette in evidenza i

luoghi più belli non solo a livello architettonico

o ambientale delle varie

città d’Italia, ma anche posti che

possono e devono essere segnalati

per il loro richiamo culturale

ed artistico. Noi italiani

siamo chiamati a votare,

dal 23 maggio al 31

ottobre, il nostro

Luogo del cuore per

condividerne la bellezza,

proteggerlo e se è

in stato di abbandono,

contribuire a salvarlo

per valorizzarlo.

Una novità importante

viene fuori da questo sesto

censimento: i nostri luoghi

potranno essere votati in

tutto il mondo.

In questo modo si mette in atto

un avvicinamento all’idea di sfruttamento

economico, inteso sempre in

senso di valorizzazione e nello stesso

tempo conservazione, del nostro patrimonio

artistico-culturale.

Solo facendo emergere l’esistenza di posti

che non vengono mai menzionati in guide

turistiche d’é lite, ma che sono veri e propri

simboli della nostra civiltà culturale.

Quest’anno il Fai, appoggiato da sempre

Campo de’ fiori 23

Salviamo “i luoghi cari ai nostri cuori”!

Si può votare fino al 31 ottobre sul sito www.luoghidelcuore.it

dalla collaborazione preziosa di Intesa

Sanpaolo, ha voluto ascoltare anche i tanti

cuori delle persone che vivono all’estero e

che amano i nostri paesaggi artistici e le

nostre ricchezze culturali e per questo

saranno chiamati a partecipare al voto per

scegliere il loro Luogo del cuore italiano da

salvare dall’oblio dell’indifferenza degli

uomini.

Attraverso il Censimento il Fai intende

sollecitare l’intervento concreto

delle varie istituzioni regionali e locali

affinché diano ascolto ai cittadini

che hanno segnato con i loro voti i

tesori piccoli e grandi del nostro

immenso e abbandonato patrimonio

culturale.

Già dal primo anno dell’iniziativa, nel

2003, le segnalazioni sono state numerosissime

arrivando a toccare quota 24.200,

nel 2010 sono arrivate a mezzo milione, di

conseguenza quest’anno si cercherà di triplicare,

quintuplicare le cifre per arrivare

ad un record di segnalazioni che possa

davvero dare risultati notevoli.

Dal sito del Fai (www.iluoghidelcuore.it)

sarà possibile monitorare il numero delle

segnalazioni che man mano arriveranno,

e verranno pubblicati anche i

Luoghi del cuore di personaggi

famosi in qualsiasi ambito culturale,

scientifico, politico e sociale.

Vincenzo Cerami, ad

esempio, scrive:

Il mio luogo del cuore?

La Cappella Sansevero a

Napoli, in cui è possibile

ammirare il Cristo Velato,

opera in marmo dell’artista

Giuseppe Sanmartino.

Per votare basta andare sul

sito sopra segnalato oppure

compilare la cartolina che troverete

nelle filiali di Intesa

Sanpaolo. La partecipazione è del

tutto gratuita ed aperta a tutti, italiani e

non, maggiorenni e minorenni.

Salviamo i luoghi a noi cari, diamo il nostro

voto ad un partito che sicuramente manterrà

le sue promesse: donarci un attimo

di estasi di bellezza culturale!

Buon luogo del cuore a tutti!

Glossario di Informatika

Moderna!!

Mini-spazio dedicato ai termini più in uso nel mondo

della Tecnologia e della Rete!

A cura di Patrizia Caprioli.

Smartphone: termine generale che letteralmente prende il significato di telefono intelligente ed in realtà

le sue funzioni e potenzialità si avvicinano all’uso di un mini computer. Infatti in esso troverete dei programmi di

scrittura, di calcolo e di quant’altro,che possono farvi fare più di una semplice telefonata


24

Spiegare è far capire,

capire vuol dire accettare

o contestare in

maniera corretta.

Voler capire è .

Dunque, un diritto e,

ne consegue, che

spiegare diventa un

dovere. Conoscere è

partecipare e dunque,

come recita la canzone

di Giorgio Gaber,

conoscere è libertà . Certo che se questa

regola fosse applicata sempre, sarebbe un

bel passo avanti per la società , ma,

soprattutto ai politici, è spesso indigesta.

Cerco, nel mio piccolo, di spiegare all’utenza,

in questa rubrica, alcune cose collegate

al mio ruolo di presidente commissioni

invalidi, legge 104/92 e sordomuti.

Immagino che, per iniziare, la cosa più

interessante sia il riconoscimento dello

status d’invalido civile.

Esso è ottenibile con una domanda presentata

dal soggetto tramite patronato

ed accompagnata da un certificato

già inviato on line dal medico di

famiglia o da altro sanitario autorizzato

all’Istituto di Previdenza

Sociale.

Il patronato invierà tutto all’INPS del

capoluogo che comunicherà le date di

convocazione alla commissione della ASL,

inviandole insieme alla domanda stessa

anche la copia del certificato medico.

L’INPS convocherà

l’interessato presso i

locali ASL. Il paziente

dovrà portare tutta la

documentazione che

riterrà più opportuna

e più recente possibile,

in originale, garantendosi

delle fotocopie

per propri interessi.

Dovrà essere portato

alla commissione

anche l’originale cartaceo

del certificato

medico inviato on line

dal curante (o chi per

lui).

La commissione, se non soddisfatta

della certificazione, provvederà a

richiederne altra sospendendo la pratica,

che sarà chiusa a documentazione

acquisita, senza necessità che

il periziando debba tornare.

Vengo a precisare che non esiste una visita

per l’ “accompagno” (assistenza in termine

tecnico), perché la decisione della

Campo de’ fiori

Come avviene il riconoscimento

del Dott. Sergio

Funicello

dello status d’invalido civile

La domanda deve

essere presentata dal

soggetto tramite

patronato ed

accompagnata da un

certificato già

inviato on line dal

medico di famiglia o

da altro sanitario

autorizzato

all’Istituto di

Previdenza Sociale.

commissione può variare

dalla qualifica di NON

INVALIDO a quella

d’INVALIDO TOTALE con

diritto di assistenza

(ACCOMPAGNO) o non

deambulante che è

sovrapponibile ad assistenza.

La valutazione può

essere definitiva o a termine.

Come già detto, la

stessa sarà sottoposta a

verifica da altra commissione, presso

l’INPS, che potrà confermarla o richiamare,

presso la propria sede, a visita l’interessato.

È importante, per evitare di non

essere visitati o considerati ASSENTI,

che il soggetto sia in possesso di

DOCUMENTO VALIDO e CON FOTO

ovvero carta d’identità , patente

auto, passaporto, libretto pensione

con foto, carta identità ministeriale,

ordini professionali, porto d’armi,

patente marittima o aereonautica.

Non è valida la tessera sanitaria.

Quando analizzeremo la legge

104/92 (handicap, per capirci),

vedremo che non vi è nessuna diretta

correlazione tra le due.

In una società economicamente martoriata

come quella italiana, la concessione di

benefici ovviamente si è fatta (e si fa)

sempre più severa. Non potrebbe essere

diversamente vista la

priorità , per me assoluta,

dell’aiuto da dare ai

giovani, garantendo loro

un lavoro, ma ragionando

sulla famosa coperta

sempre troppo stretta…

il risultato è … o questo…

o quello.

Ovviamente bisogna

credere nella onestà

intellettuale e correttezza

di chi guida il paese

con tutte le diverse opinioni

sul modus operandi

dei governi passati e

presenti, ma noi cominciamo

a fare la nostra parte nel rispetto

vostro, ma anche di noi stessi.La semplicità

di riuscire ad ottenere vantaggi economici

nel periodo della cosiddetta prima

repubblica è , o almeno dovrebbe essere,

del tutto tramontata.

Personalmente ricordandomi, da ragazzo,

l’esuberante numero d’invalidi tra cui

anche “fasulli”, ciechi assoluti degli anni

‘60/’70, vedo in essa una

delle spiegazioni (assolutamente

non l’unica) sul come

si sia incorsi in un quasi (?)

default nazionale.

Ho detto nell’intervista che

oggi l’invalidità civile è , per

alcuni, una speranza di supporto

economico, e questa

è la cosa che mi fa più male

per due motivi: il primo lo

possiamo classificare come

emozionale-razionale e lo

avverto nel momento in cui devo, agendo

correttamente, dire no ad una speranza. Il

secondo, politico-razionale e d’amore per

la mia Nazione, nel momento in cui capisco

come questa sia stata offesa, umiliata,

maltrattata, vituperata, schiavizzata da

alcuni politici passati e presenti (speriamo

non futuri), impegnati più a pensare alle

loro tasche che a quelle del popolo e con

alcuni dirigenti dello Stato incapaci,

meschini ed offensivi all’intelligenza dei

più, eppure sono sempre al loro posto per

comandare, decidere, deludere.

Costoro dimenticano che una

Repubblica altro non è che una

monarchia costituzionale il cui

Popolo (vedi la costituzione) è

SOVRANO e che il suo nome deriva

dal latino RES (cosa) PUBLICA (pubblica).

Ovvero GOVERNO DEL POPO-

LO.

Il Popolo che è sempre e solo Gens (termine

con cui i latini indicavano le classi

nobili) e mai VULGO (termine che sempre

i latini usavano per la parte infima della

società ). Il riconoscimento dovrebbe essere

rapido, vero, ed economicamente valido

solo per chi è rimasto indietro, non per

sua volontà , ma per malattia o disgrazia e

non quell’elemosina che è data, ma apparentemente

elargita. Mi chiedo però se le

condizioni di vita in cui tantissima brava

gente è ridotta, rappresentino ancora uno

stato fisiologico o una patologica realtà .

Si parla, giustamente, di falsi invalidi e di

stupidi “furbetti”, ma nessuno parla più di

coloro resi invalidi per causa di servizio

che, da qualche mese con la legge del

Governo Monti, non sono più indennizzati.

Come dire: in uno Stato dove il governo

dichiara di essere giusto, l’equità , mi pare

evidente, è partita da coloro che hanno

visto il proprio stato di benessere psicofisico

cambiare per causa di servizio.

Nel prossimo numero parlerò della legge

104/92 (handicap) e risponderò a domande

eventualmente postemi sulla mia email:

sergio.funicello@gmail.com


di Alessandro Soli

Dopo ‘A carraccia

la pista di

tutti (numero

20-2005) e La carraccia

2… il ritorno

(numero 59-2009),

torno a parlare ancora

di questo luogo tanto

caro a noi civitonici.

C’è un motivo ben preciso

che mi spinge a

farlo, ed è quello della

mia frequentazione mattutina, (dopo qualche

anno) di questo percorso, che è entrato

ormai nel nostro linguaggio popolare

come: ‘O giro di culi mosci. E’ una

espressione che condivido a metà , ma il

dialetto civitonico, sempre colorito, rende

perfettamente l’idea di quello che possiamo

incontrare…strada facendo!

Scherzi a parte, come dicevo sopra, sono

tornato per motivi fisici a percorrere questo

anello, ed ogni mattina diventa quasi

un’abitudine, incontrare la stessa gente,

alla stessa ora. Ognuno col suo passo, da

solo o in compagnia, ci si ritrova tra latrati

di cani, che ora si trovano recintati, o

meglio, abituati alla nostra presenza, tra

profumi di orti e vigne, tra mura di ville

grandi o piccole, frutto

di condoni edilizi più o

meno giusti, o del classico

casaletto, che da

ripostiglio per gli attrezzi,

sta pian piano diventando

‘a casa in campagna.

Purtroppo non

incontro più qualcuno

dei “camminatori storici”,

primo fra tutti quel

Mario Lanzi che deteneva

il primato di essere

lui sì , il primo a scendere

in pista, ora fermato

dalla malattia. Mentre cammino, ripenso

alle sue parole, quando ci incrociavamo al

Campo de’ fiori

Come eravamo

‘Nnamo a camminà … A CARRACCIA…. For ever!

Ognuno col suo

passo, da solo o in

compagnia, ci si

ritrova tra latrati di

cani, che ora si

trovano recintati, o

meglio, abituati

alla nostra presenza,

tra profumi di

orti e vigne...

mattino, lui stava finendo

il giro, io iniziavo:

Forza Sà , mettice a

tigna, cammina e nu

smè tte! Quanta saggezza

in quelle parole,

dette proprio a me, che

già negli anni Sessanta,

correvo insieme

agli amici del gruppo di

atletica, in quella carraccia

veramente

“scarracciata”, specialmente

quando pioveva,

e coi cani liberi

che ti correvano dietro

pronti ad azzannarti. In

linea di massima è

rimasto tutto uguale, ci

sono ancora le casalinghe,

che a coppia, in

tre o addirittura in

gruppo, camminano

piano, portandosi dietro

il peso degli anni e i

due quarti posteriori,

(‘nzomma sò belle

‘nquartate) e parlano,

parlano, ricreando qua-

si un ambiente condominiale, o

da vicolo! Poi vedi sfrecciarti vicino

in perfetto abbigliamento da

atleta, scarpe maglietta e calzoncini

firmati, il giovane che

corre, sì corre, perché glielo

permette l’età e il fisico, e

magari lo incroci ancora mentre

affronta il secondo giro. Un pizzico

di invidia, che trova il culmine

quando incontri un tuo coetaneo,

che cammina a passo veloce

e addirittura corre: ma guarda

un po’ questo, je pijavo ‘na

pista, je pijavo. Infine, il senso

di tenerezza di fronte all’andatura lenta e

claudicante delle persone anziane, che

25

camminano: perchè je l’ha ordinato ‘o

dottore, vedi la loro tenacia, la loro voglia

di vivere, il non voler mollare mai, vedi l’esempio

che ognuno di noi dovrebbe seguire,

io in special modo. C’è poi il “rito” del

saluto, personalmente saluto tutti quelli

che incontro, che li conosca o no, perché

non c’è buongiorno più significativo di

quello, poi ti accorgi che purtroppo qualcuno

non contracambia, forse per carattere e

non per ignoranza, ma io continuo tranquillo,

perché so che il giorno dopo lo saluterò

ancora. Allora evviva la Carraccia,

evviva ‘o giro di culi mosci, perché

resterà nel mio cuore e in quello dei civitonici

“For ever” (per sempre).


26

Campo de’ fiori

GIOVANNI FRANCESCO TENDERINI

1688-1739

VESCOVO DELLA DIOCESI DI CIVITA CASTELLANA, ORTE E GALLESE

...continua dal numero 94

Sempre in Civita Castellana, fece

restaurare l’antica chiesa della

Madonna delle Piagge.

Favorì la creazione dei seminari di Orte e

Civita Castellana, che fu aperto soltanto

nel 1746.

Favorì la creazione di numerose confraternite,

tra cui quella dei Contadini nella

cattedrale di Civita Castellana.

Cinque le visite pastorali compiute

dal Tenderini.

Nel concilio romano del 1725, in occasione

del giubileo del 1725, pronunziò una

eccezionale orazione che raccolse il plauso

dei numerosi prelati convenuti.

Il 7 dicembre 1729, tramite il Cardinale

Antonio Finy, il papa Benedetto XIII propone

al Tenderini il suo trasferimento nelle

diocesi di Osimo e Cingoli, che venne

scongiurato grazie all’azione del Cardinale

Camillo Cybo.

Nel 1730 viene nominato visitatore apostolico

nell’ospedale di Narni e componente

del collegio nel processo di beatificazione

di San Camillo De Lellis e di Padre

Giovanni Domenico Lucchesi.

Nel 1722 ordina i restauri dell’antica chiesa

dei SS. Cornelio e Cipriano di Calcata,

dove era conservata la sacra reliquia del

Prepuzio di Cristo, per volere dello stesso

Cybo.

Il Vescovo Tenderini muore il 27 febbraio

1739 e i solenni funerali vennero celebrati

il 2 marzo 1739 nella chiesa di San

Francesco.

Subito dopo la celebrazione dei funerali,

trasferita la salma nel palazzo vescovile,

avviene il miracolo del corpo del santo

vescovo, alla presenza del canonico Massi,

del marchese Sacchetti, dell’avvocato

Tanara e di Mario Guarnacci.

Ai fini della nostra trattazione è necessario

fornire alcune notizie circa la dimensione e

l’entità delle diocesi di Civita Castellana e

Orte nel momento dell’ingresso del

Tenderini.

La diocesi di Civita Castellana era formata

dalle seguenti comunità : Civita

Castellana, sede della cattedra

vescovile, con venti chiese e sette

monasteri, soggetta all’autorità della

Santa Sede; Gallese, sotto il dominio

del Duca d’Altemps, con diciassette

chiese; Caprarola, sotto l’egida della

Santa Sede, con nove chiese e un

monastero; Carbognano, sotto la

dominazione del Principe Colonna,

con sei chiese; Fabrica, (l’attuale

Fabrica di Roma), sotto il dominio

della Santa Sede, con dieci tra chiese

e oratori; Vallerano, soggetta alla

Santa sede, con dodici chiese;

Vignanello, sotto il dominio della

famiglia Ruspoli, con sette chiese e

un convento; Rignano, (l’attuale

Rignano Flaminio), sotto il dominio

del Duca Cesio erede della famiglia

Muti, con undici chiese e un convento;

Corchiano, sotto la Santa Sede,

con cinque chiese e un convento;

Stabia, (le attuali Faleria e Calcata),

con dieci chiese; infine, Borghetto,

frazione di Civita Castellana, con

sette chiese, la diocesi di Orte, era

formata, invece, dalle seguenti municipalità

: Orte, sede vescovile, con

undici chiese; Canepina, con dodici

chiese; Soriano, (l’attuale Soriano nel

Cimino), con dodici chiese e due conventi;

Bassanello, (l’attuale

Vasanello), con dieci chiese;

Bassano, (l’attuale Bassano in

Teverina), con otto chiese; Chia, con

cinque chiese; San Liberato, e infine

Bagnolo.

Nella I visita pastorale del Tenderini, nel

periodo 1719-1722, gli abitanti erano così

ripartiti: diocesi di Civita Castellana con

170 sacerdoti, 15.527 abitanti e 10.722

comunicanti; diocesi di Orte con 90 sacerdoti,

11.332 abitanti e 7.643 comunicanti.

Complessivamente 260 sacerdoti, 26.859

abitanti e 18.365 comunicanti.

del Prof. Architetto Enea Cisbani

Nella III visita pastorale, 1728-1733, vengono

registrati complessivamente 5.831

famiglie, 25.024 abitanti, 16.772 comunicanti

e 8.252 non comunicanti.

Nell’attività amministrativa della diocesi, il

vescovo Tenderini dette grande importanza

alla funzione delle visite pastorali, intese

più esattamente come missioni e apostolato.

Durante il suo vescovado, fece in tutto cinque

visite, che iniziavano dal palazzo

vescovile di Civita Castellana con la celebrazione

della santa messa e un discorso

alla comunità dei fedeli e del clero; dopo

la predica il Vescovo si metteva in cammino

verso i centri interessati con il suo

seguito composto da due canonici, il suo

segretario e due servitori; avvicinandosi

alle città il popolo gli andava incontro tra

il suono delle campane e delle litanie religiose.

Iniziava la visita dalla chiesa principale e

recandosi poi nelle altre, rendendosi personalmente

conto di ogni aspetto anche il

più munito e raccomandando sempre la

pulizia e il decoro.

Le visite venivano svolte durante l’inverno,

perché la popolazione era

meno impegnata con il lavoro nei

campi e così poteva meglio ascoltare

il suo vescovo.

Visitava gli ospedali, i monti di pietà e

controllava minuziosamente il libri di ogni

amministrazione religiosa.

Aprì la I visita pastorale l’11 Settembre

1719 perché quel giorno era la festa del

nome di Maria e tutto era sotto la sua protezione;

impiegò quasi tutto il 1722 e il

resto dell’anno, nonchè tutto il 1723 lo

impiegò per redigerne gli atti ufficiali e

mandarne la relazione a Roma.

Iniziò la II visita pastorale il 25 marzo

1724, giorno dell’annunciazione di Maria

Vergine e la continuò fino al 30 giugno

del 1726, dettagliata e precisa, secondo le

nuove norme emanate dal papa.

Il 15 agosto 1728 aprì la III visita pastorale,

festa dell’Assunzione di Maria Vergine

e la portò a termine nel 1733.

Nel mese di maggio del 1733 iniziò la IV

visita pastorale, per la quale impiegò due

anni e non fu finita se non nel 1735; la

relazione non fu inviata a Roma poiché il

vescovo non ebbe il tempo di redigerla a

causa della malattia.

La V visita, l’ultima, venne iniziata il 27

maggio 1736, ma si ammalò subito e la

continuò con grandi difficoltà fino al dieci

luglio.

continua sul prossimo numero...


di Secondiano

Zeroli

Negli anni ’80 la

Tuscia aveva due

emittenti televisive

e ben 21 radio private.

Nel 1989 nasceva “Il

Corriere di Viterbo”,

anni dopo “Viterbooggi”

poi “La Voce”,

ben presto trasformatosi

nel “Nuovo

Corriere Viterbese”. Di

periodici (quindicinali e mensili) tra la fine

dello scorso millennio ed il nuovo secolo,

ne sono nati e ne sono morti a decine.

Ora resistono stoicamente “Campo

de’ Fiori” a Civita Castellana, “Vita

della Diocesi” e “Melting- Pot” a

Viterbo, sopravvive “La Loggetta” di

Piansano, ormai ridotta ad una periodicità

trimestrale. Il quotidiano

romano “Il Tempo” ha drasticamente

chiuso i battenti della redazione di

Viterbo, l’altro quotidiano

capitolino “Il

Messaggero”, dedica

alla Tuscia non più

di quattro pagine

giornaliere (pagina

sportiva compresa)

il giornale dei cattolici

“Avvenire”, mantiene

le sue tradizionali

pagine domenicali,

dedicate ai

nostri territori. In

Campo de’ fiori 27

Lo stato d’informazione nella Tuscia

non gode di buona salute

Chiuse, in pochi anni, stazioni radio, emittenti televisive e qualche testata di carta stampata.

L’informazione

telematica

dovrebbe aver

sostituito il giornale

tradizionale...

ma il più delle

volte è semplice

accozzaglia

di notizie

controtendenza c’è

un proliferare caotico

di giornali on-line:

addirittura una decina,

alcuni affidabili,

altri molto di meno.

L’informazione telematica

dovrebbe

insomma aver sostituito

il giornale tradizionale

ma il cambio,

lo diciamo con profonda

tristezza, è

penosamente peggiorativo.

Quella che

dovrebbe essere la

nuova informazione, il

più delle volte è semplice

accozzaglia di notizie,

spesso le stesse sono vecchie

di settimane, l’impaginazione è stucchevolmente

ripetitiva. Non tutti poi hanno

la possibilità ed il tempo per

potervi accedere. Il giornale

stampato lo si trova al bar, dal

barbiere, nei ristoranti, nelle

sale d’attesa di molti professionisti.

Toccarli e girarne i fogli

(se pensiamo, ad esempio, alle

pagine patinate di Campo de’

Fiori) diventa un esercizio di

gustosa musicalità .

Ma è soprattutto nella lettura

che la differenza si evidenzia in

tutta la sua complessità .

Perché i giornali stampati

seguono un loro

filo logico, hanno una

loro naturale consequenzialità

, aderiscono

ad un progetto editoriale,

hanno un’anima

comune. La chiusura

recente del “Nuovo

Corriere Viterbese” cancella

per sempre una

certa idea che il giornale

aveva di Viterbo e

della sua provincia.

Un’idea che si ritrovava

ogni giorno, ad esempio,

negli strepitosi interventi

sullo sport viterbese di

Andrea Arena, o in tanti altri

tasselli di vita provinciale, proposti

dai vari giornalisti operanti sul territorio.

La chiusura d’un giornale deve

far riflettere e questo aldilà dei soliti

problemi legati retoricamente alla

democrazia ed alla libertà . Noi preferiamo

riferirci a persone e a cose che non

avremo più la possibilità di veder comparire,

tutte insieme, ogni giorno, sullo stesso

palcoscenico.

L’aver perso, in pochi anni, tantissime stazioni

radio, due emittenti televisive, e

qualche testata di carta stampata contro il

nascere d’una decina di giornali on-line,

non ci fa dire che lo stato dell’informazione

nella Tuscia goda di buona salute.

Un ringraziamento speciale agli “Angeli”

dell’A.T.A.M.O. di Civita Castellana

Questa breve ma sincera lettera, che non è un semplice e formale riconoscimento, è pervenuta

in questi giorni di torrida estate nella nostra sede. Sono parole affettuose, che

esprimono un sentimento di riconoscenza e stima. Chiediamo cortesemente di pubblicarla,

non solo perché fa onore alle instancabili operatrici dell’A.T.A.M.O.,ma anche perché evidenzia

che la sofferenza non va in ferie, non concede pause, e che il volontariato, nelle sue varie

forme ed organizzazioni, deve essere sempre pronto ad intervenire per alleviare il dolore delle

persone provate dal male o dalle disgrazie.

Fabrica di Roma 10 agosto 2012

Nei momenti di difficoltà che il fato spesso pone sul sentiero della nostra vita, talvolta, si ha la fortuna di trovarsi

improvvisamente al proprio fianco delle persone speciali, degli angeli, che, con puro altruismo e disinteressato impegno,

corrono in nostro aiuto, sorreggendoci, incoraggiandoci con quel puro amore “cristiano”contraddistinto da semplici

sorrisi e dolci parole.

Un sincero ed infinito grazie ai miei ANGELI dell’Associazione A.T.A.M.O per tutto quello che in questo mese avete

fatto per me e per la mia famiglia. Sentitamente.

Valentino D’Ippoliti


della Prof.ssa

Maria Cristina

Bigarelli

IN GIORDANIA ATTRAVERSO I LUOGHI

Abbiamo viaggiato in un Paese moderno,

siamo stati generosamente accolti nella

culla “fisica e spirituale” della cultura e

della fede dell’Umanità , in un percorso

nei luoghi dell’Esodo, muovendoci in una

terra bendetta dall’acqua sacra del

Giordano, che a memoria indefinibile

irrora l’arteria principale della Civiltà ,

separandosi e bagnando i ricordi e gli

eventi saldati indelebilmente al sentimento

pacifico e spirituale di questo prezioso

e geografico tomo di terra da Amman ad

Ajlun, da Petra a Kerak, da Piccola Petra ad Aqaba fino al

Wadi Rum, dal Mar Morto al Mar Rosso. Alla scoperta dell’

Arte e degli splendidi paesaggi dal sapore antico e medioorientale.

Un Patrimonio Umano che trascina, coinvolge e

guida verso il moto dell’animo, che sembra perdersi e poi

ritrovarsi nel comune senso di accoglienza della gente

oriunda e delle magnifiche sculture nella pietra, nei raffinati

gioielli, ceramiche, tessuti e mosaici… Un’Arte che

sembra riemergere come presenza attiva dalle salate

acque del Mar Morto e del Mar

Rosso, dalle più varie e foggiate

forme dalla barriera corallina…

Una presenza che, imponente, si

erge ed emerge dalla storia

dell’Antica Roma in particolari

siti… come quelli desertici dalle

forme geometriche sabbiose o

rocciose, riecheggiante toni

interiori del sentire in una gradazione

illuminata e solare,

splendente e perpetua. Icone

eloquenti senza tempo, profetiche,

vere e proprie gemme in

sempiterno,fissate in un unico

reportage fotografico del quale

possiamo gustare un assaggio.

Una manciata di giorni durante i

quali abbiamo vissuto in un

ambiente aspro e duro, umanamente

accogliente, artisticamente

affascinante frutto

dell’Intelligenza,della sensibilità

umane, che da sempre sentono,

desiderano, intendono superare

la brutalità , la violenza come

un’eco, un richiamo alla coscienza,

all’amore per la Civiltà e per

il Progresso fisico e spirituale.

DELL’ANTICO TESTAMENTO

IN UN’ ESPLOSIONE

D’ ARCHEOLOGIA,

ARTE

CULTURA

E BELLEZZE

NATURALI


Campo de’ fiori 29

L’Associazione Accademia Internazionale d’Italia Editore

presenta

il nuovo libro del Prof. Massimo Marsicola

“RE PER UN ANNO”

Dopo il successo editoriale de “IL BULLISMO. COME

RICONOSCERLO E COMBATTERLO” del Prof.

Massimo Marsicola, edito dall’Associazione

Accademia Internazionale d’Italia nel 2010, l’A.I.D.I. Editore

presenta la nuova pubblicazione dell’autore: “RE PER UN

ANNO”.

Il volume di appena una quarantina di pagine, da leggere tutto

d’un fiato, verrà distribuito gratuitamente. Chiunque fosse

interessato può ritirarlo anche presso la nostra redazione in

Piazza della Liberazione, 2 a Civita Castellana o può riceverlo

direttamente a casa con spese di spedizione postale a

proprio carico.

Il progetto prevede la realizzazione di una trilogia a carattere

filosofico-politico di grande utilità comune, che verrà pubblicata

via via nel tempo.

Un dialogo filosofico-politico sulla crisi,

che può anche essere rappresentato a teatro

(commedia in atto unico).

Il primo di una serie di discorsi volti a dare un

nuovo impulso al dibattito culturale nel nostro

Paese, giusto viatico per una ripresa in ogni

campo e settore produttivo.

Utile per chi avesse a cuore un reale

rinnovamento della Politica e delleIstituzioni.


30 Campo de’ fiori

di Francesca

Pelinga

I ROMANI E LE STRADE

Potenziarono la via Clodia, Flaminia, Cassia e la via Amerina per disperdere

nella campagna gli abitanti dei vecchi nuclei e fondare nuove fattorie

Apartire dal III

secolo a.C. i

Romani attuarono

un vigoroso programma

di ampliamento

della rete stradale e

progettarono importanti

arterie come la via

Clodia, Flaminia, Cassia

e la via Amerina. Uno

degli scopi principali

era quello di disperdere

nella campagna gli abitanti dei vecchi

nuclei per fondare nuove fattorie, per

aumentare la popolazione rurale e annientare

la eventuale potenzialità di rivolta

delle popolazioni conquistate come Falerii

Veteres. Il tracciato di una nuova strada

veniva progettato da architetti e geometri

militari che valutavano attentamente le

caratteristiche del terreno scegliendo poi

varie soluzioni. La prima fase veniva fatta

dai militari che scavavano un canale fino a

raggiungere lo strato di terreno compatto,

venivano poi stesi nel canale vari strati di

pietre e terra pressata sopra la quale

venivano poggiati i lastroni. La pavimentazione

non era piana ma leggermente

inclinata lungo i lati per permettere

lo smaltimento delle acque

piovane, lungo i margini vi erano dei

blocchetti rialzati che fungevano da paracarri.

In genere costruivano le strade in

rettilineo larghe due metri e mezzo e quattro

metri e mezzo nelle curve, le strade

militari erano invece di quattro o cinque

metri in modo che il traffico potesse scorrere

su tre corsie e la velocità si aggirava

sui sette o otto chilometri all’ora. I responsabili

della manutenzione delle arterie

principali erano i Curator Viarum,

sovrintendenti ai lavori di costruzione, ma

sopratutto di manutenzione della rete viaria

dell’Impero, le distanze erano calcolate

dal foro romano dove Augusto aveva fatto

collocare il Miliarium Aureum, una colonna

marmorea rivestita di bronzo, considerata

il punto di partenza di tutte le antiche strade.

La colonna recava incise sulla superficie

cilindrica, a lettere dorate, le distanze

tra Roma e le principali città

dell’Impero. Sul ciglio stradale veniva

poi posta il miliarium (pietra miliare),

un cippo utilizzato per scandire le

distanze lungo le vie pubbliche romane,

la forma più consueta era quella di

una colonna. Il veicolo usato per brevi

viaggi era il carpentum carro a due

ruote coperto da una tenda e decorato

con ricami e dipinti, tirato da due muli,

veniva anche usato per il trasporto dei

morti. I piu ricchi naturalmente usavano

un carro a quattro ruote chiamato

carruca e quando dovevano fare lunghi

viaggi sistemavano sul carro un

materasso. Lungo la strada vi erano

luoghi dove si poteva mangiare e dormire:

le cauponae hosteriae erano

per i poveri mentre lo stabulum era

l’albergo dove era possibile ristorare

anche i cavalli. L’imperatore Augusto

perfezionò il servizio postale con la

costruzione lungo le strade di posti fissi

ogni dieci chilometri di stazioni di

posta, dove i viaggiatori potevano

cambiare i cavalli e rifocillarsi. Questi

alberghi erano gestiti da funzionari dell’amministrazione

imperiale con personale

addetto ai vari servizi: terme, scuderie;

vi erano medici veterinai, c’era

anche un posto di polizia stradale chiamati

”stazionari”. La via Amerina fu costruita

dai romani nel 241 a.c. per un diretto collegamento

della via Cassia con il Tevere e

l’Umbria meridionale, toccava Nepi, Falerii

Novi, Corchiano, Vasanello, Orte, dove

attraversava il Tevere per dirigersi ad

Amelia. La via Clodia era una via di corto

raggio, dedita ai traffici mercantili con le

colonie in terra etrusca insieme alla via

Amerina, che era lunga 42 chilometri, serviva

quindi ai bisogni locali contribuendo

agli scambi commerciali tra grandi centri e

fattorie sparse sul territorio. La via

Flaminia e la via Cassia assicuravano un

collegamento diretto tra Roma e la parte

nord della penisola, erano quindi strade a

lunga distanza. Attorno all’anno 220 a.C. il

console Caio Flaminio diede inizio alla

costruzione di una via consolare (Flaminia)

Carpentum - carro a due ruote

Carruca - carro a quattro ruote

che collegasse Roma con l’Italia settentrionale,

unificando e risistemando vari tratti

preesistenti nei territori di Veio, Capena e

Falerii (Civita Castellana). La strada fu

restaurata e ampliata dagli imperatori

Augusto,Vespasiano e Adriano, iniziava il

suo itinerario dalle Mura Serviane assieme

alla Via Cassia, qui risaliva la valle del

Tevere a (Civita Castellana) Falerii

Veteres, entrava in Umbria a Ocriculum

(Otricoli), quindi raggiungeva Narnia

(Narni) dove c’erano due ramificazioni. La

prima parte della via Cassia era in comune

con la via Flaminia; uscita da Roma attraversava

quindi il territorio di Veio e quello

di Sutri e Forum Cassi, l’odierna Vetralla,

proseguendo nell’Etruria meridionale

(Tuscia), toccava il Castrum Viterbii

(Viterbo), il lago di Bolsena e Volsinii Novi

(Bolsena), Clusium (Chiusi), Cortona e si

dirigeva verso Arretium (Arezzo).


Trucco depoca

Campo de’ fiori 31

Trend degli ultimi sessantanni...

Make-up,outfit,acconciatura,manicure,figura della donna

Copia il loook (make-up e acconciatura)

di Ilaria Palanga

Anni ‘40: Le donne durante il periodo della Resistenza

Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, la presenza di una forte crisi economica si ripercuoteva su vari aspetti della vita

sociale. Nonostante la tecnologia di quegli anni già ventilasse la possibilità di realizzare film a colori (Tecnicolor), la maggior parte

delle produzioni cinematografiche erano ancora in bianco e nero, a causa delle difficoltà tecniche e degli alti costi di produzione.

Molti film avevano come scenario avvenimenti e storie legati alla guerra (Seconda Guerra Mondiale, Guerra del Pacifico, Fascismo e

Nazismo). Inoltre si organizzavano spettacoli itineranti e cortometraggi a tema, per rinfrancare lo spirito dei soldati al fronte.

Figura della donna La politica fascista mantenne nei confronti della donna una sorta di atteggiamento ambivalente. Da un lato

le donne venivano considerate come gli angeli del focolare, dall’altro il regime cercava di coinvolgerle per ottenere anche il loro consenso.

La donna doveva ricoprire i ruoli di madre, moglie e massaia, fino a farsi portavoce della missione patriottica; la donna venne

istruita nell’economia domestica, nell’educazione all’infanzia e nell’assistenza sociale. All’interno della politica di incremento demografico,

stabilita da Mussolini, si esaltava la funzione sociale della donna in ogni occasione. Ci furono molte donne che in seguito

parteciparono alla Resistenza,organizzate in “squadre di azione”, che organizzarono scioperi e manifestazioni contro il nazi-fascismo partecipando

alla guerra di Liberazione. Una delle donne che ricoprì nella Resistenza ruoli di carattere politico fu Nilde Iotti (esponente

femminile di rango della Politica italiano per oltre mezzo secolo). La femminilità in questo contesto veniva abbinata alla praticità , infatti

le donne in questo periodo storico sono sole a portare avanti la famiglia, perchè gli uomini erano partiti per la guerra.

I cosmetici scarseggiano a causa delle ristrettezze, ma le donne vogliono comunque essere belle. Naturalmente non tutte le donne potevano

permettersi di comprare i cosmetici, specialmente durante la guerra e nel dopoguerra; però cercavano di imitare le dive e di farsi

belle con ingredienti e grassi naturali di uso comune, anche da cucina, per essere seducenti. La polvere di talco veniva usata anche

come cipria.

Out fit La moda aveva un’ideale femminile romantico, che celebrava il fascino e la delicatezza delle forme. Eppure, dietro questo

tocco femminile, la storia della moda divide il decennio in due periodi differenti; durante la Seconda Guerra lo stile era molto più

sobrio e severo, mentre dopo divenne molto più allegro e rilassato. Le donne indossavano solo vestiti e non i pantaloni, un abbigliamento

tipico poteva essere una camicetta con scollo a “V” e una gonna a pieghe con la cintura. Gli abiti da giorno avevano spalle ampie,

con maniche corte a sbuffo o grosse spalline ed erano stretti nel punto vita, accentuato spesso dalle cinture. Ovviamente durante la

guerra i materiali preziosi furono sostituiti dal rayon (fibra naturale derivante dalla cellulosa, di scarso pregio). Il tailleur era molto in

voga, rappresentava la donna indipendente che non perde comunque la propria sensualità . Le gonne arrivavano sotto il ginocchio ed

erano strette, mentre le giacche avevano maniche corte o lunghe ed erano abbastanza aderenti. Durante la guerra i colori erano piuttosto

scuri, severi; le donne volevano essere belle e femminili come dive ma nello stesso tempo rispettare lo stile sobrio

imposto dalle circostanze. Improvvisare era all’ordine del giorno: essendoci pochi tessuti pregiati per la povertà portata

dalla guerra, ci si doveva infatti arrangiare con quello che si aveva o che si trovava, infatti i vestiti venivano confezionati

con tessuti riciclati (es. militari). Si eseguiva una finta riga nera sui collant per far sembrare che fossero di

nylon. Christian Dior introduce il tacco a spillo, mentre in Italia Salvatore Ferragamo introduce la zeppa.

DIVE/ICONE Joan Crawford (attrice statunitense considerata fra le massime attrici americane della sua generazione),

Rita Haiworth (di origini spagnole, Margarita Cansino, tra le più belle e seducenti donne della storia del Rita Hayworth

cinema statunitense rimane nell’immaginario collettivo come la prorompente e tentatrice “Gilda”),

Veronika Lake (pseudonimo di Constance Frances Marie Ockleman, attrice statunitense che godette

di enorme popolarità , è passata alla storia come icona di stile con la sua famosa peekaboo bang,

acconciatura che le copriva metà del volto, e come diva di incredibile avvenenza), Romy Schneider

(nome d’arte di Rosemarie Magdalena Albach-Retty attrice austriaca naturalizzata francese, famosa

per il ciclo di film dedicati all’imperatirce asburgica “Sissi”), Vivian Leigh (Vivian Mary Hartley, Lady

Olivier, nota al pubblico come attrice teatrale e cinematografica britannica e seconda moglie di

Laurence Olivier, anche lui attore e regista britannico di quel periodo).

Vivian Leigh Veronika Lake

Trucco molto naturale e portabile, soprattutto gli occhi sono molto alleggeriti. La forma del viso è meno geometrica, più morbida.Le

sopracciglia sono più naturali e hanno una forma più morbida e con il giusto volume (si avvicinano a quelle attuali) con il punto

luce evidente sotto la sopracciglia; si fa uso di colori neutri sulla palpebra

e di poco eye liner sfumato, i peli delle ciglia finte sono più lunghe e più

corte secondo l’uso delle grandi attrici hollywoodiane: lunghi peli di visone

venivano incollati all’estremità della palpebra creando un effetto del

tutto naturale ed invisibile agli occhi dello spettatore. Erano sempre presenti

delle ombreggiature alla radice del naso. La bocca si disegnava con

il labbro superiore più lungo di quello inferiore uscendo dai contorni naturali,

le labbra rosse sono un “must”, ma non più cupe, ma anzi, belle accese,

tipo il vermiglio. Il colore dominante anche nelle tinte dei capelli delle

attrici più in voga in questi anni erano il rosso (o castano ramato), poichè

si notò che queste tonalità risultavano meglio leggibili dalla pellicola

e più definite nelle sfumature del bianco e nero. Venivano arricciati con

boccoli che ricadevano sulle spalle.


32

Campo de’ fiori

Yoga

La disciplina che unisce il corpo allo Spirito

Per introdurre questo argomento,

occorre sgombrare il campo da dubbi

o luoghi comuni affermando principalmente

cosa NON è lo Yoga:

- Non è una ginnastica: la pratica investe

sia la sfera fisica ma anche fortemente

quella psichica;

- Non è un rilassamento: anzi viene sviluppata

l’attitudine alla concentrazione;

- Non è una religione: la propria fede ( o

non fede) non viene influenzata dalla pratica,

o può uscirne rinforzata.

Ci si può quindi avvicinare senza timori o

falsi preconcetti a questa disciplina, che

porta solo benefici fisiologici e psicologici,

aiutandoci ad affrontare meglio questa

epoca sfrenata. La pratica dello Yoga prevede

sia esercizi fisici, statici o dinamici,

che esercizi respiratori e di concentrazione.

Inizialmente vengono insegnate le posizioni

statiche (si chiamano “à sana”); in questo

articolo si illustra una delle più note, il

Cobra.

Nel cuore

Si inizia distesi col viso rivolto a terra,

gambe allungate e piedi uniti, braccia piegate

e mani poggiate a terra, sotto la perpendicolare

delle spalle; dopodiché si solleva

la testa e con l’aiuto delle braccia il

tronco, piegando la schiena all’indietro e

mantenendo il bacino a terra. Si rimane

senza forzare per qualche istante in questa

posizione, poi lentamente si torna a

terra. Tra i benefici di questo esercizio il

più evidente è il miglioramento della flessibilità

della spina dorsale, garanzia di

salute e rimedio contro gli effetti negativi

della vita sedentaria, quali cifosi e scoliosi

(incurvamento e deviazione della colonna

vertebrale).

E’ venuto a mancare all’affetto dei suoi cari Giovedi 23 Agosto u.s.

Temistocle Pedica, personaggio storico di Fabrica di Roma. Per quasi

mezzo secolo rappresentante del locale Consorzio Agrario, è stato un

punto di riferimento importante per gli agricoltori, cui ha dedicato

buona parte della sua esistenza. Insignito dell’onoreficienza di Cavaliere

del lavoro da parte dell’allora Presidente della Repubblica Scalfaro,

Temistocle rimarrà nei cuori delle persone che lo hanno conosciuto come

una persona disponibile, affettuosa e sempre prodiga verso il prossimo.

La redazione si associa al cordoglio della famiglia.

Il 5 settembre 2012, all’età di 76 anni è venuto a mancare a Miramare

(Rimini) uno tra i più grandi artisti ceramisti che Civita Castellana

ricordi. Figlio dell’altrettanto famoso Luigi (Gino) Santi, si è distinto

anche in altri campi artistici come la fotografia e la pittura. Da sempre

ha lavorato e vissuto a Rimini, coltivando insieme alla sua

passione anche quella di ricordare con mostre ed eventi le opere del

padre che a Cattolica aveva aperto un rinomato laboratorio artistico.

Lo ricordiamo con affetto per la stima che ha sempre nutrito e

dimostrato nei confronti della nostra rivista.


Come appare

nella

lista di cui

sopra, il cognome

più diffuso a

Magliano Sabina

è Nesta.

Adesso ne vediamo

la diffusione e

la dislocazione a

livello nazionale.

Nesta: (presente in 125 comuni

d’Italia) le presenze sono poche ma uniformemente

distribuite su tutto il territorio

nazionale; la maggior concentrazione si

nota nel Lazio dove si presume abbia origine

proprio a Magliano Sabina; esso è

completamente assente in val d’Aosta,

Marche, Calabria e Sardegna.

Marciani: (presente in soli 56

comuni d’Italia) queste poche presenze

sono maggiormente concentrate nel Lazio

ed in particolare a Magliano Sabina; è

completamente assente in Trentino, Friuli,

Toscana, Puglia, Basilicata e Calabria; la

sua origine molto probabilmente è da

attribuirsi nel territorio di Magliano Sabina.

Campo de’ fiori 33

La rubrica dei cognomi

di Arnaldo Ricci

arnaldo_ric@yahoo.it

I cinque Cognomi

più diffusi a

Magliano Sabina

Tali cognomi in ordine di diffusione

sono i seguenti:

1° Nesta

2° Marciani

3° Proietti

4° Toni

5° Urbanetti

Proietti: (presente in 682 comuni

d’Italia) questo cognome è presente in

tutta Italia esclusa la Basilicata dove è

completamente assente; nel Lazio ed

Umbria è notevolmente più diffuso che in

altre regioni. L’origine è da attribuirsi

all’interno del Lazio e più precisamente

alla zona di Roma.

Toni: (presente in 387 comuni

d’Italia) si ha maggior diffusione

nell’Italia centro – settentrionale con par-

LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORI

Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo

è un libro unico nel suo genere.

Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!

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la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di 10.00,

sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia. E’

un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che possono inserirlo nel

P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del docente, ma anche per i

genitori e per tutti gli educatori sociali.

ticolare concentrazione in Emilia

Romagna, dove si presume abbia origine;

nel meridione vi è scarsa presenza ed in

particolare esso è completamente assente

in Basilicata, Molise, Sardegna e Sicilia;

inoltre anche nel Friuli è sconosciuto.

Urbanetti: (presente in soli 18

comuni d’Italia!) queste poche presenze

sono tutte nel Lazio e Friuli; nel resto

d’Italia esso è completamente assente e

sconosciuto. La maggior concentrazione si

ha proprio a Magliano Sabina dove si presume

con buona sicurezza abbia origine.

Seguirà sul prossimo numero lo stesso

studio per il comune di Orte.

L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta di essere

quello che non è , stravolgerà , almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre di accoglierlo

ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e non ricambiato,

spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che diventa l’oggetto di

un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della storia, rende la narrazione

coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di una rappresentazione teatrale,

i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben allestito. Una storia ambientata in un

tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni di campagna. Ermelinda Benedetti

NOTA DELL’EDITORE

In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico della sua

Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato, che fa ineluttabilmente

scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità e violenza, ma

soprattutto amor fatale! Sandro Anselmi

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34

di

Daniele Vessella

Campo de’ fiori

“Il Fumetto”

LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA

CHRONO CRUSADE di Daisuke Moriyama

Gli anni ’20 furono un periodo di ricchezza e prosperità ma

anche un tempo in cui il male si aggirava per la Terra. A proteggere

gli innocenti e fermare i malvagi ci pensa però

l’Ordine di Maddalena, un gruppo di suore che affronta ed esorcizza

ogni demone che cammina sulla Terra.

La più brava da questo punto di vista è sicuramente Sorella

Rosette, una ragazza di soli 16 anni che fronteggia senza paura

ogni nemico. Ad accompagnarla nelle sue missioni c’è anche

Chrono, il suo fidato assistente.

Anche se a prima vista sembra un ragazzo come tanti altri, in realtà

lui è un demone con sembianze umane.

I suoi poteri sono sigillati e controllati dall’orologio che Rosette

porta legato al collo: nelle situazioni più pericolose la ragazza può

sbloccarli e Chrono scatena la sua immensa potenza. (trama presa dal sito della

casa editrice). Chrono Crusade è una vera perla, sia dal punto di vista narrativo che

stilistico. I due protagonisti sono legati da un rapporto che va oltre la collaborazione

nei combattimenti, e questo viene alla luce senza alcuna forzatura.

Questo fumetto riesce a divertire, commuovere e riflettere nei momenti introspettivi:

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«Mi raccomando!

Mandami una cartolina!!!».

E’ questa la frase che

spesso dico ai miei

amici o conoscenti

ogni volta che mi dicono

che partiranno per

di Letizia Chilelli le vacanze o per dei

viaggi.

Mi piace, infatti, collezionare

cartoline, ne ho in grande quantità

, le più particolari le ho appese nella mia

stanza, le altre le tengo in una scatola che

spesso apro per rileggere i messaggi scritti

dietro e per ammirare le bellissime foto

o illustrazioni che vi sono sopra.

Ma come è nata la cartolina postale?

“La prima proposta di cartolina postale fu

enunciata durante la conferenza postale di

Karlsruhe, nel 1865, dal ministro delle

poste austriaco Stephan, ma la sua idea

decadde a causa dell’affrancatura troppo

costosa. La prima cartolina postale del

mondo fu la Correspondenz-Karte emessa

dalle poste austriache il 1º ottobre 1869,

fu inventata dal professore di economia

Herrmann Emmanuel dell’accademia militare

di Wiener Stadt, con l’intento di sostituire,

per la breve corrispondenza, le lettere

a tariffa più onerosa. Herrmann scrisse

un lungo articolo sul “Neue Freie

Presse” intitolandolo “Nuovo mezzo di corrispondenza

postale”con il quale attirò

l’attenzione del direttore generale delle

poste austriache, il barone Od-Maly. Il 25

settembre 1869 Od-Maly ottenne il decreto

di emissione delle cartoline postali che

apparve nel “Bollettino delle leggi

dell’Impero”, con il quale si fissava la data

di emissione nel primo ottobre.

Si trattava di un cartoncino color avorio:

su un lato, destinato all’indirizzo del destinatario,

era impresso il francobollo, mentre

l’altro, privo di fregi, conteneva il messaggio

che non doveva superare le 20

parole. L’emissione si divideva in due tipi:

quello austriaco e quello ungherese. Sul

primo era presente l’aquila bicipite e sul

secondo la corona di Santo Stefano. Le

cartoline postali dell’epoca erano degli

interi postali, cioè dei cartoncini preaffrancati;

solo successivamente comparirono

le versioni con gli spazi per l’apposizione

del francobollo. Il titolo di fautrice

della cartolina illustrata, andò invece alla

Francia nel 1870, per merito del libraio

Besrnardeau de Sillé -le -Guillaume che

per primo ebbe l’idea di ornare di disegni

e figure le cartoline. Nel 1891 un altro

francese, Dominique Piazza, ideò le cartoline

illustrate con fotografie. Nel 1872,

per la prima volta le cartoline illustrate

Campo de’ fiori 35

L’angolo del Bon Ton

Le cartoline

vennero utilizzate per propagandare le

bellezze turistiche di un paese, la Svizzera

per la precisione, grazie all’idea del tedesco

Franz Borich, che raccolse un enorme

successo e una lunga serie di imitatori. Il

23 giugno 1873 con legge n°1442 anche

l’Italia introduceva la “Cartolina postale di

Stato” che rappresenta un oggetto nuovo

nel panorama dei servizi postali italiani.

Inizialmente l’introduzione delle cartoline

postali, dal ministro delle finanze Quintino

Sella, venne giudicata antieconomica ma

alla fine dovette cedere alle insistenze del

presidente del Consiglio Giovanni Lanza

che constrinse il direttore delle Poste

Barbavara a fissare la tariffa a 10 c. per

l’interno e 5 per il distretto: tale rimase

fino al 1919. Inizialmente era rappresentata

da un cartoncino rigido di dimensioni

11,4X8 cm. con l’effigie del Re stampigliata

sull’angolo sinistro ed il valore dell’affrancatura.

Il formato cambierà diverse

volte nel corso degli anni ed era consentito

ai privati di usufruire dello stesso tipo di

cartoncino per personalizzare a mezzo

stampa le proprie cartoline ma la tariffa da

applicare per l’inoltro passava da 10 a 20

c. Una significativa variante della cartolina

fu la cosiddetta christmas-card, da spedire

abitualmente a Natale, che ebbe un’origine

inglese e dovuta all’intraprendenza di

un pittore di nome Dobson che nella

seconda metà dell’Ottocento ebbe l’idea di

dipingere su una cartolina figure festose

assieme a scritte di auguri, prima di spedirla

ad un amico. Questo quadretto piacque

così tanto da riscuotere un immediato

grande successo. Nel 1902 la Gran

Bretagna fu il primo paese a permettere il

divided-back, ovvero la linea verticale che

separa l’indirizzo del destinatario dal messaggio

vero e proprio sul retro della cartolina.

Numerose cartoline storiche sono

conservate al Museo della cartolina

Salvatore Nuvoli di Isera (TN).

Negli ultimi due decenni del XX secolo la

rivoluzione nei mezzi di comunicazione

portò un cambiamento profondo nella

funzione della cartolina: dagli anni novanta

del XX secolo cominciò a decadere il

suo uso come scambio di saluti, soppiantato

dal cellulare o dalle e-mail, e prevalsero

con forza due tendenze: da un lato

venne sempre più spesso utilizzata come

veicolo promozionale o pubblicitario,

diventando promocard e, nel gergo giovanile,

spesso coincide erroneamente con

alcuni tipi di ‘“flyer”, piccoli manifesti pubblicitari

che richiamano per grammatura e

dimensione le cartoline, ma che cartoline

non sono in quanto privi di spazio per l’affrancatura

e per scrivere l’indirizzo del

destinatario. Dall’altro, si sviluppò la Mail

art, forma artistica di origine antichissima

che negli anni novanta si avvantaggiò dei

nuovi strumenti casalinghi, come il computer

e la stampante, e dei software di fotoritocco

per arrivare a sviluppare una

comunità dedita allo scambio di cartoline

autoprodotte. Lo sviluppo di questa funzione

della cartolina si avvantaggiò dell’esser

diventato uno strumento “di nicchia”,

ossia di aver perso quel carattere di

ufficialità e di funzioni stabilite una volta

per tutte che le veniva dall’essere stato

per lungo tempo, in quanto posta, un vero

e proprio mezzo di comunicazione di

massa ante litteram”.

Cosa dice il galateo a proposito dell’invio

delle cartoline?

Le cartoline, sono viste e lette da tutte le

persone a cui capitano in mano, è bene

dunque evitare l’invio di quelle, che anche

se simpatiche possono risultare spesso

volgari o “equivoche” e che potranno essere

recapitate in una busta da lettera in

modo che la foto o l’illustrazione possa

essere vista solo dal destinatario, stessa

cosa dicasi per i messaggi da scrivere dietro,

se strettamente personali e riservati è

meglio imbustare la cartolina prima di

inviarla. Largo, poi, alla fantasia, meglio

quindi evitare le solite formule come

«salutissimi», «bacissimi» o «bacioni e

tanti salutoni». Ricordiamo poi che a

Parigi, non esiste solo la Gioconda, come a

Roma non c’è solo il Colosseo…. Tanto più

la vostra cartolina è ricercata, maggiore

sarà il piacere di chi la riceverà e che

potrà quindi dedurre che anche in quel

piccolo pensiero che voi avete inviato c’è

stato il piacere di far conoscere qualcosa

di non scontato” del posto in cui vi siete

recati.

Prima di salutarci, ecco un piccolo suggerimento

per abbellire una parete usando delle cartoline,

soprattutto se “datate”.

Occorrente: una tavoletta di legno o un cartoncino,

colla, forbici, merletto, conchiglie e naturalmente

tante cartoline e fantasia!

Come fare: prendete le cartoline e disponetele

sul legno o sul cartoncino, trovate la sequenza

che più vi piace: orizzontale, verticale, obliqua,

potete mettere la parte con la foto o anche la

parte scritta, potete aggiungere delle piccole

conchiglie o dei pezzi di merletto, o anche delle

foto che vi ritraggono…non abbiate paura di

sovrapporre gli oggetti, quando avrete deciso

come mettere il tutto, potete iniziare ad incollare,

avendo cura di non lasciare spazi vuoti tra

una cartolina e l’altra, lasciate asciugare la colla

et voilà il vostro quadro di cartoline è pronto

per essere appeso!!!

(Fonte: per la storia della cartolina: ikipedia.it

[23/08/2012])


36 Campo de’ fiori

Una favola bellissima

Storia di una piccola società diventata poi una delle più grandi della nostra provincia

Raccontare trenta

anni passati in

una società di

calcio, è raccontare

trenta anni della propria

vita, vissuta tra gioie e

dolori, tra discussioni e

liti, tra accordi e disac-

di Sergio Piano cordi, ma sempre nel

massimo rispetto delle

regole e dell’amicizia

che ci legava.

Tutto nasce nel 1982 con il mio ingresso

nella società di Fabrica di Roma, che allora

si chiamava Associazione Giovanile

Calcio Fabrica. Il mio scopo, entrando in

società , era quello di fare l’allenatore delle

squadre giovanili; essendo stato un buon

calciatore dilettante, volevo insegnare

quello che avevo imparato da due grandissimi

allenatori di allora, che si chiamavano:

Stradonico Romani e Alfredo

Ciucci, due persone che avevano gravitato

nel mondo del calcio per tantissimi anni.

Stradonico allenava le giovanili e Alfredo,

ex giocatore della A.S. Roma, la squadra

del Civita Castellana, che allora militava

nel Campionato Regionale di 1° categoria.

Dunque anche io volevo dare il mio aiuto

ai bambini e ragazzi che militavano nella

nostra società .

Riuscii anche a vincere il primo torneo ufficiale

al quale avevamo partecipato che si

svolse a Sutri nel 1983. Poi negli anni a

seguire, capii di non essere portato per

fare l’allenatore e quindi l’allora presidente

della società , Giovanni Bartone, mi chiese

di occuparmi della Segreteria.

Per me che lavoravo in ceramica, stare

seduto dietro una scrivania era un po’

come prendermi una piccola rivincita con

la vita che non mi aveva permesso di continuare

gli studi e quindi accettai di buon

grado. Allora la società era vissuta come

una famiglia: le varie cariche che uno ricopriva,

dal Vice presidente al segretario, dal

magazziniere all’addetto alla cura del

campo, erano tutte molto importanti in

quanto nessuno si permetteva di scaricare

sugli altri i propri doveri, facendosi forte

della carica ricoperta. Insomma eravamo

un gruppo di amici che avevano scelto

come loro passatempo lo sport, ed in particolare

il calcio.

I primi anni c’erano pochi bambini nella

nostra scuola calcio, così ci venne l’idea di

fare una fusione con qualche altra società

di paesi confinanti, in modo da incrementare

il numero dei ragazzi iscritti.

Correva l’anno 1994 e dopo numerosi contatti,

trovammo un accordo con la società

Carbognano Calcio Vico, dell’allora presidente

Giovanni Ceccarelli, che sposò in

pieno le nostre teorie riuscendo a capire

che unendo le forze avremmo potuto creare

una nuova opportunità per i bambini ed

i ragazzi di Fabrica e Carbognano. Nasceva

così una nuova società che si sarebbe

chiamata FabricaCarbognano.

Orca Diving Corchiano: un’estate sott’acqua

Corsi e dimostrazioni in tutta la provincia di Viterbo

Molto impegnativa è stata questa estate 2012 per i membri dell’A.S.D. ORCA

DIVING di Corchiano, che si sono adoperati per far conoscere ai bambini del

viterbese il meraviglioso mondo sottomarino. Ad inizio estate, infatti, dal 3 al

24 giugno, presso la piscina comunale di Vallerano, si è tenuto il 1° corso FIPAS

“Paguro”, cui hanno partecipato dodici allievi di età compresa fra i sei e gli

undici anni. Con quattro lezioni di teoria e quattro di pratica, impartite da istruttori

ed istruttori in formazione dell’associazione, i bambini hanno approcciato il

comportamento in piscina ed i primi rudimenti sull’utilizzo della strumentazione

da sub, oltre ad apprendere notizie di base sulla biologia del mondo marino. Il

corso apertosi in concomitanza con la giornata ecologica organizzata dalla lega navale di Capodimonte, si è concluso a Porto Santo

Stefano, con una dimostrazione pratica delle conoscenze acquisite dai bambini stessi.

Durante le varie festività paesane che caratterizzano tutto il perdiodo estivo nella Tuscia, gli associati hanno, inoltre, organizzato delle

dimostrazioni in loco, attrezzandosi di una piscina da giardino all’interno della quale è stata installata una piccola telecamera, per

dare la possibilità a quanti vi si avvicinavano di vedere cosa succedeva all’interno. Notevole è stato l’interesse suscitato nei vari paesi,

tanto da far crescere il numero di iscritti per i prossimi corsi. A quello di “Paguro”, seguirà , infatti quello di “Cavalluccio Marino.”


Le storie di

Alfredo accosta il

suo “Benellino”

accanto alla

porta del club, dove

stanno già provando

Sergio e Franco;

di Sandro Anselmi

entra, imbraccia il suo

basso e, dopo una

veloce “accordata”, è

pronto per iniziare.

Il “pezzo” è facile e

gli amici si esaltano ai suoni marcati,

mimando, nelle mosse, le star del momento.

Finite le prove, i tre si fermano per discu-

Campo de’ fiori 37

Max Settimo Gruppo

Uno dei mitici gruppi musicali civitonici degli anni ‘60

Civita Castellana, Largo Cavour. Fine anni ‘60. Ristorante “Il Bersagliere” - gestione Salvatore Brocchi (Re delle gomme). Settimo gruppo in concerto,

durante un veglione di Carnevale. Da sx: Angelo Morelli (tastiere), Pietro Lanzi (chitarra accompagnamento), Sergio Marangoni (chitarra

solista), Gianni Carramusa (cantante), Emilio Sacchetti (batteria), Alfredo Rossi (chitarra basso), Enzo Cardinali (sax), Mauro Angelelli (sax).

tere il loro futuro artistico e decidono, l’un

per l’altro, di cercare nuovi componenti.

Arrivano allora, quasi contemporaneamente

Gianni Carramusa voce solista, Angelo

Morelli alla tastiera, Pietro Lanzi alla chitarra

d’accompagnamento, Enzo Cardinali

e Mauro Angelelli ai sax, Emilio Sacchetti

alla batteria, a sostituire Franco Soli.

Era nato Il Settimo Gruppo, uno dei tanti

complessi musicali civitonici degli anni ‘60.

Come tutti i giovani di buone speranze,

sogneranno mega palchi e dischi d’oro, ma

sapranno pure che qualsiasi risultato otterranno,

darà loro, comunque, grandi soddisfazioni.

Suonano, al crepuscolo degli anni ’60, in

tutti i locali in voga del momento, quali il

ristorante Il Bersagliere, in occasione dei

veglioni di Carnevale, al Palazzetto, tutte

le domeniche pomeriggio, e ancora a

Marta, Montefiascone, Viterbo, Terni...

Arriva, poi, il momento di chiudere quella

bella avventura e, verso il 1972, il gruppo

si scioglie.

I ricordi corrono lontano a quegli anni, con

grande nostalgia.

Per alcuni di noi poteva andare diversamente,

ma i sogni difficilmente si avverano.


38

Ogni paese, dalle

nostre parti,

vanta l’origine

del “tozzetto” ed io, da

buon fabrichese, non

posso che reclamarne

la paternità !

Il profumo ed il sapore

di questo dolce tipico

di Sandro Anselmi

si perde fra i miei primi

ricordi, ed è regola

accomunarlo alle feste di San Matteo.

Solo in questo periodo, oltre quello della

Pasqua, si preparavano i dolci per la casa

e sembrava che, se non ci fossero stati,

Campo de’ fiori

Una “Fabrica” di ricordi

Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma

I tozzetti

Il tozzetto fabrichese

Il Duomo di

Fabrica di Roma

e le luminarie

delle feste

non sarebbe stata per niente festa.

Essi facevano da dessert ad un brodo di

gallina, seguito dalle fettuccine mal tagliate

fatte dalla nonna, al pollo arrosto con le

patate e l’insalata di campo.

Per i “tozzetti” ed i “cazzotti”, altro dolce al

cacao tipico delle feste, si usavano le nocciole

d’annata appena raccolte ed essiccate,

ed essi venivano cotti nei forni rionali

(anche mia nonna ne aveva uno su a San

Rocco).

Ad avvalorare la mia convinzione dell’appartenenza

di questo dolce alla tradizione

del mio paese, c’è la certezza della data di

inizio della prima sagra del tozzetto che

coincide con l’esordio del mio gruppo

musicale, Max e i grandi Naufraghi, per le

feste patronali, un San Matteo degli anni

’60.

Chiedo testimonianze di altri paesi che

possano reclamare date precedenti, e

sono già convinto che non mancheranno

controversie.

I cazzotti


Campo de’ fiori 39

Proponiamo una pagina di inserzioni pubblicitarie delle ditte dell’epoca, tratta dal Numero Unico, pubblicato in

occasione delle feste dei Santi Martiri Giovanni e Marciano di Civita Castellana, dell’anno 1956.


40 Campo de’ fiori

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NE

I CERCHI OLIMPICI DI LEONARDO DENTICO

Sul sito CURIOOS è stata inserita l’opera di Leonardo Dentico INTITOLATA OLYMPIC GAMES 2O12,

che viene riprodotta a tiratura limitata, in diversi formati e può essere acquistata sullo stesso sito.

Su diverse riviste straniere Leonardo ha ricevuto apprezzamenti per come ha ”REINVENTATO I

CERCHI OLIMPICI”. Davvero suggestiva! Un plauso ed un incoraggiamento a proseguire su questa

strada al giovane talento di Civita Castellana.

NASCE L’ASSOCIAZIONE ITALIA VERDE LAZIO

Fabrica di Roma – E’ nata il 26 luglio 2012 l’Associazione Italia Verde Lazio (AIV Lazio), con sede a

Fabrica di Roma in Via A. Cencelli N° 7. Tale istituzione si occuperà principalmente della tutela e valorizzazione

dell’ambiente e della fauna, non mettendo da parte il patrimonio storico-artistico della regione Lazio.

Il gruppo di giovani soci che si sono messi insieme per dar vita ad un’organizzazione no profit che sia presente

attivamente sul territorio, ha già iniziato a mettere in cantiere alcune iniziative per la tutela dell’ambiente

cominciando dal proprio ambito territoriale, come la salvaguardia e la vigilanza di alcune aree degradate

del Comune di Fabrica di Roma, dove principalmente inizia ad operare. Ma il suo ambito non si racchiude

al solo territorio viterbese in quanto tale organizzazione può intervenire sull’intero territorio laziale

quale guardia ambientale. I primi passi che son stati fatti riguardano principalmente un’intesa attività di informazione su tutto ciò

che riguarda l’ambiente e gli animali attraverso le pagine del profilo Facebook, in cui potete trovare tutte le informazioni relative alle

specifiche finalità dell’AIV Lazio, ma anche attraverso il ricevimento di email di solleciti di intervento da parte della cittadinanza che

ha risposto positivamente alla nascita di questa nuova realtà associativa!

Vi invitiamo a contattarli per qualsiasi esigenza legata all’ambiente, alla tutela degli animali maltrattati o abbandonati, al patrimonio

artistico-culturale del territorio.

Contatti. Email: aivlazio@yahoo.it Facebook: www.facebook.com/associazione.Italia.Verde Cell. 366 3346741.

1° Urban Trekking a Fabrica di Roma.

Sono sempre stata dell’opinione che le persone che si spostano da una città all’altra per qualsiasi motivo

debbano conoscere, anche in modo superficiale, la storia del paese o città in cui vanno ad abitare.

Questo perché essendo “stranieri”, “forestieri” più che altro, almeno si deve comprendere le origini del

territorio in cui si è deciso di stabilirsi di sana pianta!

Ed è quello che ho fatto io quando mi sono trasferita nel 2009 a Fabrica di Roma, una cittadina di ottomila

abitanti circa, che val la pena percorrere nei suoi itinerari storici in quanto essa nasce già in epoca

romana anche se i primi documenti dell’esistenza di un fondo che viene denominato Fabrica risalgono

al 1094, in piena epoca medioevale.

Allora, quale migliore occasione da prendere al volo è stata quella dell’organizzazione del 1° Urban

Trekking da parte della nascente Sezione del GAR (Gruppo Archeologico Romano), Archeofalisco, che

per circa due ore ci ha condotto lungo un percorso storico-artistico del centro di Fabrica di Roma?

Il trekking urbano non è altro che una camminata armoniosa e culturale per le vie delle nostre città che

percorriamo sempre di fretta per recarci nei luoghi di lavoro o per fare shopping ed altro ma di cui a

volte ignoriamo i tesori artistici che esse nascondono!

Ritornando ora alla domenica mattina del 12 luglio 2012, dove un gruppetto di persone, alcuni Fabrichesi, altri provenienti da altre

città d’Italia e la sottoscritta, venivano guidati da quattro ragazzi davvero in gamba nel descrivere sotto il profilo architettonico ed

archeologico i vari monumenti, fregi, chiese e quant’altro si incontrava lungo il percorso stabilito per conoscere il patrimonio culturale

della nostra cittadina. Non ho molto spazio per descrivere per filo e per segno tutto ciò che ci hanno narrato le nostre eccellenti

guide, segnalerò solo le tappe che abbiamo fatto durante il nostro percorso ma per una dettagliata ed esauriente esposizione della

storia artistica di Fabrica di Roma vi rimando alla Sezione Downloads del sito di Archeofalisco (www.archeofalisco.blogspot.it).

Abbiamo iniziato col percorrere Via della Fontanella dove è stato costruito nel XIII sec. il Palazzo dei Prefetti di Vico, poi abbiamo fatto

una sosta in Piazza G. Marconi (conosciuta come Piazza di sotto!), dove c’è un palazzo del 1500 con lo stemma del Comune di Fabrica

di Roma, rappresentato da un braccio che regge in mano un alveare con api che volano intorno, simbolo forse del nome da cui deriva

Fabrica di Roma (in latino medioevale Fabrica significava per l’appunto alveare, ma c’è anche un’ulteriore versione della denominazione

che starebbe ad indicare “Fabrica” come cava antica di peperino, pietra principale per la costruzione delle abitazioni fabrichesi!).

Proseguendo il nostro Urban Trekking abbiamo visitato tutta la zona della Rocca in cui sorge impettito il castello costruito nel

XIII sempre ad opera dei prefetti di Vico, e dove sorge il primo nucleo di abitazioni del paese! Sempre nella stessa area abbiamo

appreso notizie sulla ormai sconsacrata Chiesetta di S. Maria della Pietà costruita nel XIV sec., prima chiesa ad essere dedicata alla

Madonna.

Poi ci siamo spostati nella Piazzetta della Cella, dove sorgevano le prime cellule di abitazioni del paese antico (da celle poi cellule con

il significato di “nucleo abitativo”!).

Giunti in Piazza del Duomo siamo entrati per una breve visita nella Chiesa di San Silvestro, costruita forse prima del 1177, anno in cui

di certo si menziona la stessa in alcuni documenti. Qui è importante almeno segnalare il grande dipinto presente nell’abside che risale

al 1500 per mano dei pittori Lorenzo e Bartolomeo Torresani e la costruzione del Tabernacolo attribuita alla cerchia del Maestro

Andrea Bregno. Il nostro tragitto proseguiva con la descrizione del palazzo Cencelli ( XV sec.) che attualmente ospita parzialmente

gli uffici del Comune, questo edificio da secoli appartiene alla famiglia più importante della cittadina: i conti Cencelli che lo ebbero in

enfiteusi nel 1756. Le ultime visite sono state fatte a due chiesette importanti per il loro valore storico: la chiesa della Madonna della

Vittoria del Seicento e la ciesa della Madonna della Stradella del Cinquecento.

E qui mi devo fermare, non solo perché è terminato il nostro tour turistico - culturale, ma anche perché è terminato il mio articolo!

Vi invito, in ultimo, al prossimo Urban Trekking ed a visitare la nostra Fabrica di Roma!

Patrizia Caprioli


Campo de’ fiori 41

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NE

STAGIONE BORGIANA, TRE VINCITRICI PER “MUSICALIA”

Desiré e Giove, Francesca Di Pietro e Martina Fasanari sono le vincitrici della terza edizione

di Musicalia - Festival Canoro Città di Nepi, rispettivamente nelle categorie Junior,

Teen e Senior. La finale della kermesse musicale si è svolta sabato 25 agosto in Piazza del

Comune, di fronte ad un folto pubblico di circa duemila persone, che hanno assistito all’esilarante

spettacolo di Enzo Salvi. Hanno premiato le tre giovani cantanti il sindaco di Nepi

Franco Vita, l’assessore alla cultura Bruno Coretti e il presidente della Pro Loco Angelo

Colletti. La serata è stata presentata con eleganza e professionalità da Giorgio Risca. Non

sono mancati plausi per i direttori artistici Gregorio Puccio ed Emiliano Di Vozzo e per il

Greg Studio che ha curato l’allestimento, la scenografia e la qualità audio.

1° WORLD MUSIC FESTIVAL DI PRAGA

GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO PER LA BANDA CITTADINA ‘ALCEO CANTIANI’ DI RONCIGLIONE

Si è svolta dal 25 al 31 agosto 2012 la prima edizione del WORLD MUSIC FESTI-

VAL di Praga, con gruppi provenienti da tutto il mondo. Fra le uniche tre bande italiane

invitate spicca la presenza della Banda Cittadina ‘Alceo Cantiani’ condotta dal

Maestro Prof. Fernando De Santis, che tanti riconoscimenti ha già ricevuto in

campo internazionale. Basti per tutti ricordare le tourné e svolte in Spagna (2008-

2009) e la partecipazione al Festival Europeo del 2011 di Francoforte-Slubice. Le

categorie invitate si dividevano in: Bande Musicali, Gruppi folcloristici, Gruppi

Corali. Fra gli 85 gruppi presenti a Praga anche formazioni provenienti dalla Nuova

Zelanda, dal Brasile e dalla Cina. La manifestazione aveva un carattere dichiaratamente

turistico, per

cui la bella città di

Praga ha fatto da palcoscenico

a tutto il programma. Su ognuno dei quattro palchi allestiti

all’aperto si sono succeduti diciotto gruppi, con due concerti in totale per

ciascun gruppo. La Banda di Ronciglione ha chiuso la prima giornata del

26 agosto con un concerto eseguito alle 18,20, ed ha aperto la seconda

giornata, 27 agosto, alle ore 10,00. Molto apprezzata l’esecuzione della

fantasia ‘Canta Napoli’, brani classici napoletani trascritti per banda. Alle

ore 13,00 del 29 agosto si è svolta la sfilata finale di tutti i partecipanti,

che partiva dalla Staromestsky Orloj, la Piazza dell’Orologio, con la Banda

‘Alceo Cantiani’ che chiudeva il corteo. Durante la sfilata eseguite anche

musiche folcloristiche della Tuscia viterbese, accompagnate dagli applausi

di migliaia di spettatori entusiasti accalcati lungo il percorso.

Un’occasione per esportare anche nella Repubblica Ceka le tradizioni

musicali e folcloristiche della Città di Ronciglione e dell’intera Tuscia.

VITORCHIANO IN 3D SU UNA CARTO-GUIDA TURISTICA

L’appello del Comune per realizzare l’importante strumento di valorizzazione

Il Comune di Vitorchiano, in collaborazione con la Pro Loco, sta realizzando una carto-guida

turistica tridimensionale al fine di valorizzare il patrimonio artistico e culturale dell’antico borgo

della Tuscia, che sorge a pochi chilometri da Viterbo a cui è ben collegato dal raccordo autostradale

per Orte. All’iniziativa hanno aderito anche le amministrazioni comunali di Viterbo, Montefiascone

e Soriano nel Cimino. Il Comune di Vitorchiano chiede a tutti i commercianti, artigiani, imprenditori

e liberi professionisti la loro collaborazione per la buona riuscita del progetto. Infatti, all’interno

della carto-guida saranno riservati degli spazi agli sponsor che parteciperanno all’iniziativa. Già

molti operatori hanno aderito con il proprio contributo economico, per realizzare questo importante

strumento di valorizzazione. Referente del progetto la consigliera comunale Alessandra Scorzoso

a cui è possibile rivolgersi per ogni eventuale informazione in merito (tel. Comune 0761.37371).

CIVITA CASTELLANA. VERSO L’ AVVIO I LAVORI ALL’ “ORTO DI MIRETTO”

Con l’ approvazione da parte della Giunta Comunale di Civita Castellana del progetto definitivo aggiornato

dei lavori di sistemazione dell’area sita in Belvedere Falerii Veteres – primo lotto funzionale- si avvia verso

il completamento una vicenda che trasformerà radicalmente l’ aspetto paesaggistico e culturale di uno dei

principali ingressi alla città . Il progetto prevede la realizzazione di un parco con il recupero dei terrazzamenti

e la realizzazione di un’ arena all’aperto senza stravolgere l’ area. La spesa complessiva

dei lavori ammonta a 540.734,99 euro con cui viene fatto fronte con 154.937,07 euro tramite mutuo

del Tesoriere Comunale – Banca di Credito Cooperativo di Roma, 154.937,07 euro con mutuo Cassa DD.PP.,

88.725,00 euro con contributo regionale e 142.135,85 euro con diverso utilizzo di parte del mutuo Cassa

DD. PP. E’ stato emanato il bando per l’ assegnazione dei lavori. L’ assessore ai Lavori Pubblici, Gianluca Cerri, si è espresso in termini

soddisfacenti per il traguardo raggiunto: “Abbiamo modificato il progetto iniziale, ottenuti i pareri favorevoli della Soprintendenza

per i beni architettonici e paesaggistici e la Soprintendenza peri beni archeologi dell’ Etruria Meridionale e ottenuto oltre 88 mila euro

dalla Regione Lazio. E’già partito il bando per la gara d’ appalto e entro la fine dell’ anno partiranno i lavori. Si tratta di un’ opera importante

che offrirà un aspetto altamente qualificante oltre che alla zona in cui è ubicato anche a tutto il centro storico”.


42

Campo de’ fiori

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS N

Nuova opera in ceramica al centro storico di Civita Castellana.

E’ stato inaugurato lunedì 10 settembre a Civita

Castellana all’esterno dell’ I.I.I.S. “Midossi” – Liceo

artistico, in viale Gramsci, il pannello in ceramica

realizzato nel 1957 dal prof. Alfredo

Crestoni, allora preside della Scuola Professionale

per la Ceramica, divenuta Istituto d’Arte nel 1963.

Alla cerimonia hanno preso parte, oltre al dirigente

scolastico del “Midossi”, prof. Franco Chericoni, il

sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, l’

assessore alla P.I., Giancarlo Contessa, la figlia, la

nipote ed un pronipote del prof. Crestoni, docenti ed alunni del Liceo artistico “Midossi”

ed alcuni ex docenti tra cui il prof. Giorgi, il prof. Paolelli e il prof. Caregnato, oltre a numerosi

cittadini. L’opera in ceramica riproduce “L’entrata di Civita” del celebre pittore tedesco

Hackert Jacob-Philipp (1737/ 1807), realizzata nel 1795, il cui incisore fu Testolini

Gaetano (1760-1795). Nel suo intervento il sindaco Angelelli ha detto: “Innanzitutto faccio

gli auguri per il nuovo anno scolastico ai numerosi ragazzi presenti stamattina. Il pannello

in ceramica si inserisce in un percorso finalizzato alla valorizzazione del centro storico

attraverso la ceramica. Questo è il primo atto delle numerose iniziative che riguarderanno

l’ I.I.I.S. “Midossi” nel prossimo anno per i cento anni dalla sua nascita. Ho già visto

due bozzetti di opere che farà l’Istituto che verranno posizionati ai lati del pannello inaugurato

oggi.” “Questa è la scuola più antica di Civita castellana – ha detto il prof. Chericoni

– una scuola importante e di valore di cui la città deve essere fiera:” Durante la cerimonia

hanno parlato anche l’assessore Contessa che ha voluto ringraziare tutti coloro che si

sono adoperati per restituire alla città questo importante capolavoro. Il prof. Enea Cisbani

ha illustrato le caratteristiche storiche e artistiche sia dell’ opera del pittore Hachert che del pannello del prof. Crestoni.

A Bracciano presto un asilo nido

La struttura a misura di bambino sorgerà in località Santo Celso. Un intervento

da circa un milione e 200mila euro finanziato in parte dalla Regione

Lazio per accogliere 60 under 3.

Anche Bracciano avrà un proprio asilo comunale. Parte ufficialmente, con

la pubblicazione del bando di gara a procedura aperta ai sensi dell’articolo

55 del decreto legislativo 163/2006, l’iter di realizzazione a Bracciano di

un asilo nido in località Santo Celso destinato ad accogliere 60 bambini

sotto i tre anni di età . Il bando per l’affidamento dei lavori scade il prossimo

27 settembre. L’importo complessivo dell’intervento è di 1.213.797,95 euro. “E’ un’opera importante – commenta il sindaco di

Bracciano Giuliano Sala – che permette di poter ampliare l’offerta dei servizi al cittadino. Si tratterà di una struttura – spiega il sindaco

– ecocompatibile che verrà realizzata in una zona molto bella. L’opera viene realizzata con il contributo di 540 mila euro

dell’Assessorato ai Servizi Sociali della Regione Lazio. Il restante importo è finanziato con fondi comunali reperiti attraverso mutui accesi

presso la Cassa Depositi e Prestiti. Nella fase conclusiva – aggiunge ancora Sala – definiremo quali possano essere le modalità

migliori di gestione, cercando anche di contenere il più possibile le rate per le famiglie”. L’ultimazione dell’opera è prevista entro un

anno dall’inizio dei lavori. I dettagli dell’intervento arrivano dall’assessore ai Lavori Pubblici Ivano Michelangeli.

“La realizzazione di questa struttura – sottolinea Michelangeli - risponde ad una domanda crescente considerando anche l’alto numero

di nuove giovani coppie insediate a Bracciano. Oltre a dare un servizio la struttura consentirà anche di creare posti di lavoro nel

settore. L’asilo nido – aggiunge - sarà in grado di accogliere 60 bambini di età compresa tra 0 e 3 anni. Una sezione è riservata a un

numero di 12 bambini al primo anno d’età . Una seconda sezione interesserà 24 bambini di due anni e la terza a 24 bambini al terzo

anno d’età . Sarà un edificio funzionale ad un solo piano progettato proprio a misura di bambino e per le specifiche esigenze della

prima infanzia. Il progetto, elaborato dallo Studio In.Arch.Eco Studio Ingegneri Associati prevede una struttura di 816 metri quadri

con una altezza massima di 5 metri con spazi suddivisi per le tre tipologia d’età . Gli ambienti che ospiteranno ogni gruppo di bambini

dice ancora l’assessore - sono articolati prevedendo spazi per le attività libere, spazi per il riposo e quelli per l’igiene. La suddivisione

per età riguarda anche la scelta dei colori dei singoli spazi, azzurro per i piccoli, verde per i medi, arancione per i grandi. Nell’area

esterna di circa 3.800 metri quadri pianeggiante, destinata a zona per attrezzature comuni, verrà realizzato un giardino che i progettisti

hanno ideato come “volutamente spoglio di giochi strutturati”. L’idea è infatti – conclude Michelangeli - quella di favorire le attività

di gioco libero, una modalità ludica che dà spazio ad una maggiore fantasia”.


Campo de’ fiori 43

S NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

Il Cerchio Invisibile apre la XIV edizione del Festival del Teatro

Nazionale di Castrocaro Terme

Ancora una volta il Cerchio Invisibile sarà protagonista della kermesse

nazionale di teatro che si svolgerà a Castrocaro Terme dall’8 al 15

settembre, dopo avervi già partecipato nel 2010 e nel 2011. Nel 2010

la compagnia si è presentata con Mahagonny vincendo il premio

regia e per il miglior attore esordiente assegnato al promettente sedicenne

Dario Guidi. Nel 2011 la compagnia della Tuscia è stata nuovamente

selezionata per aver evidentemente colpito l’attenzione degli

organizzatori con lo stile innovativo, creativo ed originale degli allestimenti

teatrali. Mettendo in scena “Il Naso”, tratto dal famoso e surreale

racconto di Gogol, la compagnia ha riscosso un enorme successo.

La giuria, infatti, ha assegnato al Cerchio Invisibile tre importanti

riconoscimenti: premio scenografia, premio costumi e premio

miglior spettacolo del Festival 2011, dando così l’opportunità alla compagnia di inaugurare la prossima edizione 2012 della rassegna.

Com’è nel suo stile, il Cerchio Invisibile ha raccolto la sfida mettendosi in gioco con una nuova ed originale produzione teatrale. Il

regista Sandro Nardi proporrà alla kermesse di Castrocaro “La Grande Magia”, uno dei lavori meno conosciuti scritti da colui che invece

è uno degli autori più noti del teatro Italiano, Eduardo De Filippo. Lo spettacolo ha già debuttato in Toscana nella passata stagione

riscuotendo importanti ed unanimi consensi di pubblico e di critica. La

Grande Magia viene proposta in un allestimento intenso, dinamico, dove la

trama, che narra una vicenda banale e alquanto surreale di una gelosia,

diventa lo spunto per trattare in modo “alto” gli stati emotivi dell’uomo che

spesso non accetta la cruda e amara verità . Nardi, con alchimie semplici ma

efficaci, ha saputo creare delle atmosfere spesso irreali ma sempre coinvolgenti

ed emozionanti.

Emilio Celata, Tatiana Erasmi, Dario Guidi, Omar Lombardi, Amanda Victoria

Mallia, Marianna Mazzarini, Linda Morini e Mirella Vittoria Soldini sono i componenti

della compagnia Il Cerchio Invisibile, che, in ogni lavoro, propone una

nuova idea di teatro mettendosi in evidenza come una delle realtà teatrali più

interessanti del territorio della Tuscia.

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,h

44

Vallerano

Campo de’ fiori

FestEsti

Vignanello

Festeggiamenti in onore di San

Biagio e Santa Giacinta.

Gremita la piazza che ha ospitato il

concerto di Renzo Arbore e la sua

Orchestra Italiana. Tanta gente

anche dei paesi limitrofi non ha

saputo rinunciare al richiamo delle

sue canzoni, napoletane e non solo.

Arbore, vecchio del mestiere televisivo,

ha saputo intrattenere il pubblico

con sketch e battute.

Festa del vino. Affollato anche il percorso

della tradizionale festa del vino, per

cui Vignanello è famoso, che si è

svolta subito dopo il termine dei

festeggiamenti patronali.

Tanti gli stand enogastronomici, bancarelle

ed intrattenimento per tutti, con

gruppi musiciali, karaoke, teatrini di

marionette per bambini, giostre ed altro

ancora. Complice della buona riuscita

dei cinque giorni di festa anche le caldissime

serate di questa estate 2012, che ci

hanno costretti ad uscire di casa, trovando

svago in feste come questa.

Festeggiamenti in onore di San Vittore.

Una folla inimmaginabile

di fan giovanissimi, ma

non solo, provenienti da

ogni dove, ha sovraffollato

la capiente piazza a

ridosso della Chiesa

della Madonna del

Ruscello, per assistere

al concerto della cantante

Emma Marrone. Dispiegato un gran numero di forze dell’ordine oltre ad un

apposito servizio di sicurezza, per l’occasione. Il pienone era inevitabile!

Bella anche l’illuminazione disposta per le vie del paese. Stupendi, come ogni anno, i fuochi d’artificio che hanno concluso

i festeggiamenti, anche se purtroppo durante lo spettcolo si sono sviluppati tre principi d’incendio, prontamente

domati dai Vigli del Fuoco presenti.

Notte delle Candele. Suggestivo ed unico

nel suo genere anche lo spettacolo che

Vallerano ha voluto regalare ai visitatori della

Notte delle Candele. Migliaia di lumini accesi

per tutto il centro storico a creare artistiche

forme geometriche ed illuminare gli angoli più

caratteristici del vecchio paese.

Questa seconda edizione ha riscosso senz’altro

un succeso maggiore rispetto alla prima.


Campo de’ fiori 45

ve 2012

Gallese

a cura di Ermelinda Benedetti

Festeggiamenti in onore di San Famiano.

Mozzafiato la conosciutissima bengalata che

piove giù dalle storiche mura di Gallese. Essa si

svolge tradizionalmente in onore del patrono

San Famiano. Giunta sul luogo, la processione,

cosiddetta delle zitelle, che accompagna la statua

del santo dalla sua chiesa, fuori le mura, al duomo, nel cuore del centro storico, si

ferma per far assistere i fedeli allo spettacolo. Una nutrita folla giunge, ogni anno, dai paesi limitrofi.

I festeggiamenti sono stati arricchiti, inoltre, dal concerto live di Giuliano Palma e dalla serata animata dall’attrice

Valentina Persia, che abbimao intervistato (pp.4-5).

Nepi

Festeggiamenti in onore dei SS. Tolomeo e

Romano.

Una piazza del comune stracolma di gente in

occasione delle tre tombole che hanno

caratterizzato le feste patronali di Nepi. A

chiudere uno spettacolo piotecnico davvero

particolare, che, nonostante l’ora tarda, ha

lasciato tutti stupiti: fuochi d’artificio sparati al suono di

musiche scelte tra le più belle colonne sonore di film, della musica leggera e

dei tormentoni estivi. Sullo sfondo un intreccio di fari e luci colorate. Un plauso all’originalità.


46

Campo de’ fiori

FestEstive 2012

a cura di Ermelinda Benedetti

Viterbo

Festeggiamenti in onore di Santa Rosa da Viterbo.

Sempre emozionantissimo il trasporto

della Macchina di Santa

Rosa, non solo per la compartecipazione

con i famosi

facchini, ma anche per la

straordinaria bellezza di

questa imponente statua

che cammina.

Migliaia di lumini ad illuminare

le vie buie della cittadina, e

vedersela spuntare davanti all’improvviso,

lascia col fiato sospeso. Una moltitudine di fedeli e curiosi ha occupato il percorso

fin dal pomeriggio. Peccato però che questo è quel che resta dopo il passaggio della

Santa: immondizia da incivili per la strada, tanto da dover tenere gli occhi ben aperti

su dove si cammina. Lo stesso scenario, purtroppo mi si è presentato davanti anche

dopo il concerto di Emma a Vallerano. Un po’ di vergogna per questi cittadini poco

puliti, fossi in loro, la proverei. Ciò non accadrebbe semplicemente se dopo aver mangiato,

bevuto, o essersi seduti su giornali e quant’altro, si rimettesse tutto dentro la

borsa nella quale lo si è portato per gettarlo, a casa, negli appositi cestini, magari della

differenziata! Comunque

Peccato solo per la pioggia, che fortunatamente non è caduta la sera del trasporto, ma

non ha risparmiato Viterbo il giorno dopo, in occasione della fiera.

Caprarola

56° Sagra della Nocciola. Festeggiamenti in onore di

Sant’Egidio.

A Caprarola, pese della

nocciola per antonomasia

nella Tuscia viterbese,

la storica Sagra della

Nocciola, con la tradizionale sfilata di carri allegorici,

ha aperto i festeggiamenti in onore del santo protettore

della cittadina. Grande il flusso di spettaori che si esteso

lungo il corso di gala, cosiddetto “deritto”, la salita che

porta fino al noto Palazzo Farnese. Quattro i carri allegorici, animati

da divertenti e colorate coreografie, ballate da giovani del posto,

da cui venivano lanciati sacchetti di tozzetti,

i dolcetti secchi tipicamente impastati

con le nocciole. La gara tra gli

spettatori era per chi ne conquistasse di

più. Serate di musica hanno animato i

giorni di festa, che si sono colclusi con

l’immancabile spettacolo pirotecnico.


Campo de’ fiori 47

Che cos’è un microchip? (quarta parte)

Cosa NON può fare un microchip

Non è possibile utilizzare il microchip per localizzare a grandi distanze un animale smarrito. Non è proprio fattibile dal punto di

vista tecnico. Pensate a quanto deve essere grande anche il più piccolo dei cellulari per essere localizzato da un satellite...

In questa sede vorremmo esprimere infine anche un parere in risposta a tutti coloro che si chiedono se il microchip è da ritenersi

un mezzo insicuro, invasivo o addirittura dannoso per la salute degli animali. La tecnica di identificazione elettronica, prima di

essere utilizzata per gli animali d’affezione, è stata e viene tutt’ora usata per identificare gli animali “da reddito” (cavalli, mucche

ecc.). E’ proprio grazie a questa ormai decennale esperienza che si è passati a questo tipo di riconoscimento anche per cani, gatti

& co. Nonostante i difetti (praticamente quasi solo di natura tecnica, perché riconducibili all’errore umano o a rari casi di formazione

di cisti) ad oggi si è rivelato il sistema migliore, sicuramente preferibile al tatuaggio o alla scelta, da incoscienti, di non identificare

per nulla il proprio animale. Un ulteriore limite è dato dalle leggi attuali che prevedono l’obbligo di microchippare solo i

cani, mentre sarebbe più che opportuno istituire una norma che preveda l’identificazione elettronica per tutti gli animali d’affezione.

Se tutti i proprietari di animaletti (dai gatti ai furetti & co.) facessero microchippare i loro beniamini, sicuramente si arriverebbe

prima all’agognato traguardo.

PS: i microchip NON si scaricano...

A cura dell’Associazione Incrociamo le zampe di Civita Castellana (VT).

CHICCO un anno e

mezzo...taglia medio

grande - meticcio

labrador -sottratto a

maltrattamento,

tenuto in box (se

così si puòchiamare)

a casa di un privato

che non può

tenerlo ...socievole e buonissimo...CERCA

urgentemente FAMIGLIA....situazione critica

... rischia il canile!!!

Per info Stefania 3391983138

Si affida chippato nord e centro Italia con

modulo di preaffido!

ATTENZIONE: A

TUTTI GLI AMANTI

DELLA RAZZA e

soprattutto a chi sa

gestire i TERRIER!!!!

Ugo, maschio, giovane,

cerca casa. E’

il tipico Parson Russell Terrier Australiano

vivacissimo che sa farsi amare. SOLO ed

ESCLUSIVAMENTE destinato a chi conosce

i TERRIER!!!! Provincia di Viterbo (Lazio)

3933120915

URGENTISSIMO! Slash è un

cane di rara bellezza..di quelli

che ti rubano l'anima se li guardi

negli occhi. Ha quasi 5 anni,

è in perfetta salute. E' dolce e

affettuoso, va a guinzaglio e

risponde ai comandi. Non ha

avuto vita facile, abbandonato

dopo 4 anni di vita in famiglia.

L'ideale sarebbe per lui grandi

spazi come un bel giardino rigorosamente

RECINTATO. Come

cane unico sarebbe perfetto.

Soprattutto NO GATTI!!!!!

Attualmente vive in una pensione.

Anna 3476113511

Trovato il 16-8-2012 sulla strada che da XXX Miglia

(Nepi) porta a Fabrica di Roma....vagava in mezzo la strada.....il

cane è sano, pulito e non ha pulci.....ha un collare

di catena al collo....è molto impaurito....avrà circa un

anno.....SI STA CERCANDO CHI LO HA PERSO.....chiunque

lo RICONOSCESSE....347-6498434 AIUTATECI A TRO-

VARE LA SUA FAMIGLIA!!

Giovane, circa 2 anni

ma non di più, carattere

meraviglioso,

dolce pacato e coccolone.

Prelevato per

strada, si presume

che forse una casa ce l’aveva ma il

microchip NO! Ama i bambini, il divano,

la casa, andare a guinzaglio...Va

d’accordo con tutti, gatti compresi.

Diamogli una famiglia, se la merita

tutta! Ha conosciuto anche il canile e

si è depresso. Facciamo presto!

3287294512

Giovane Segugio

Maschio taglia piccola di

11 Kg, di circa 1-2

Anni.Trovato

aMontefiascone, vagava

ai bordi di una strada

con macchine che gli

sfrecciavano pericolosamente

vicino sicuramente

da alcuni giorni visto la

magrezza, adesso ha recuperato tranquillità

e forma fisica; buono con altri

cani e gatti. Molto affettuoso (anche

troppo “appiccicoso”)

328 5424120

Sollecitati da diversi nostri lettori, lanciamo un appello a tutti i possessori di cani, affinchè li tengano

al giunzaglio quando si trovano a passeggiare in luoghi pubblici, per evitare spiacevoli, imprevedibili incidenti.


48

Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

Le Americhe

e noi

Dal 18

al 21 ottobre

Salone

dell’Editoria

Sociale

Porta Futuro

Via Galvani 106

(Roma Testaccio)

www.editoriasociale.info

In cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa

Itinerario naturalistico di rara bellezza tra boschi, sorgenti e

castelli medioevali

Nelle domeniche 9, 16 e 23 settembre 2012 l’Associazione Culturale Take Off

organizzerà l’ottava edizione della tradizionale camminata naturalistica-religiosa

sui Monti Cimini attraverso un percorso che unirà i comuni di Viterbo,

Soriano nel Cimino e Vitorchiano.

L’iniziativa culturale ha lo scopo di valorizzare la storia e la tradizione inerenti

l’esilio di Santa Rosa da Viterbo. Lungo il percorso, che verrà effettuato dai

partecipanti a piedi per un tragitto totale di circa 60 km, verranno anche visitati

siti di interesse storico e artistico, non raggiungibili con i normali mezzi

di trasporto (l’antica strada per Soriano all’interno dei boschi della Palanzana,

Roccaltia, antiche fontane, romitori dei Monti Cimini, la chiesa della Trinità ,

il castello di Fratta e il sito di archeologico di Corviano).

La partenza sarà domenica 9 settembre 2012 alle ore 8 dalla basilica di San

Francesco sita in Piazza della Rocca a Viterbo. Dopo la Santa Messa, padre

Agostino Mallucci impartirà la benedizione a tutti i partecipanti. La passeggiata

sarà effettuata all’insegna della pace, della semplicità , della solidarietà

, della fraternità e dell’amicizia.

Il programma di massima sarà il seguente:

1° giorno (domenica 9 settembre) - partenza a piedi ore 8 circa da

Viterbo con destinazione Soriano nel Cimino. Si visiteranno l’antica chiesa

della SS. Trinità all’interno del bosco, antiche fontane scavate nella pietra,

romitori ed emergenze archeologiche situate lungo l’antico sentiero che congiungeva

i due centri abitati. Si visiterà anche il centro storico di Soriano nel

Cimino e, in particolare, l’antico Castello Orsini e la “cuna” di Santa Rosa.

2° giorno (domenica 16 settembre) - partenza a piedi ore 8 circa da

Soriano nel Cimino con destinazione Vitorchiano. Lungo il percorso si visiteranno la zona archeologica di Corviano l’antica chiesa di San

Michele Arcangelo, la Casa di Santa Rosa e il centro storico di Vitorchiano.

3° giorno (domenica 23 settembre) - partenza a piedi ore 8 circa da Vitorchiano con destinazione Viterbo. Si visiteranno i boschi

e i luoghi legati alla storia di Santa Rosa da Viterbo.

Info: 3382129568 Silvio


Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

FESTE PATRONALI

SAN GIOVANNI E

MARCIANO

CIVITA CASTELLANA

6-16 settembre – Loc. Catalano ASD CT Davis ’76 Torneo Open 2012.

6-24 settembre – Sala espositiva Ex Carcerette: Mostra di pittura dell’artista

Maria Pia Rossini.

10 settembre - ore 11.00 Viale Gramsci, Liceo artistico “Midossi”, inaugurazione

opera ceramica del Prof- Crestoni tratta da una stampa del ‘700

dell’artista Philips Jacob Eckart “Veduta dell’ingresso est di Civita

Castellana”.

13-19 settembre – Torneo di calcio a 8 “Palio dei rioni di Civita

Castellana” a cura del Consiglio Comunale dei Giovani (13-14 settembre

semifinali; 19 settembre ore 22.00 finale, presso il campo calciotto della

Parrocchia San Giuseppe Operaio).

13 settembre – Piazza Duomo Chiesa Cattedrale ore 18.00 Triduo di preparazione.

Santo Rosario meditato ed a seguire Santa messa. Piazza

Matteotti ore 21.00 Cover band Modà .

14 settembre – Piazza Duomo, Chiesa Cattedrale ore 18.00 Triduo di preparazione.

Santo Rosario meditato ed a seguire Santa messa.

14-18 settembre – Giardino Baden Powell (Forte Sangallo): Taverna a

cura del gruppo “Rosina butta la treccia”.

15 settembre - Piazza Duomo Chiesa

Cattedrale ore 18.00 Triduo di preparazione.

Santo Rosario meditato ed a seguire Santa

messa. Piazza Matteotti ore 21.00 PFM IN

CONCERTO.

15-17 settembre – Centro storico: bancarelle con artigianato, giochi e

prodotti tipici, esibizioni di artisti di strada; 5° Trofeo dei Falisci (gara

podistica) a cura dell’Associazione Alto Lazio con partenza ore 10.00 ed

arrivo ore 12.00.

16 settembre – dalle ore 5.00 alle 8.45 celebrazione continuata delle

Sante messe; ore 11.30 Santa messa presieduta da Mons. Romano

Rossi; ore 19.30 Santa messa; ore 20.15 solenne processione con le

reliquie dei Santi Patroni e a seguire bengalata in Piazza

Matteotti.

17 settembre – Fiera di merci e bestiame (intera giornata).

Piazza Matteotti: ore 19.30 Tombola organizzata dall’Associazione Onlus

“Una mano al tuo Ospedale”, di 2.000,00 suddivisa in 250,00 cinquina

– 1.500,00 tombola – 250,00 tombolino. Ore 21,30 Cover band

Vasco Rossi. Ore 23.30, parcheggi Via Belvedere Falerii Veteres, spettacolo

pirotecnico.

22 settembre – Campo sportivo “Carlo Angeletti”, ASD Amatori Rugby

presentazione della squadra.

23 settembre – Fossato nord Forte Sangallo, ore 16.30 Palio degli

Anelli a cura dell’Associazione “Civita Cavalli”.

Una parte degli incassi delle iniziative organizzate dalle associazioni, verranno

devolute a favore del comune terremotato di Reggiolo (RE).

Festival della

Canzone

Romana

XXII Edizione

Venerdi 28 settembre

ore 21.00

Teatro Olimpico

Piazzale Gentile da Fabriano 17 - Roma

Un’idea di LINO FABRIZI

Con

Franco Califano Lando Fiorini

Edoardo Vianello

Luciano Rossi Edoardo De Angelis

Giorgio Onorato Alberto Laurenti

Paolo Gatti Elena Bonelli

e i Fantastici Ballerini della CRAZY GANG

49

Presentano FRANCESCO VERGOVICH e LORETTA

ROSSI STUART

Testi di Silvestro Longo e Tonino Tosto

Coreografie di Marco e Stefano Stopponi

Giunto alla sua XXII edizione, torna al Teatro

Olimpico di Roma il Festival della Canzone

Romana, la storica manifestazione nata con l’intento

di valorizzare il patrimonio della romanità in musica

attraverso un concorso aperto a compositori, autori e

interpreti di questo genere musicale.

www.festivaldellacanzoneromana.com

Infoline: 06 3265991 (Teatro Olimpico) - 349 5563371

(direzione artistica)

Prezzi dei biglietti: Poltronissima 30

Poltrona e balconata 25 - Galleria 20

+ prevendita 10%

Per gruppi da 50 persone: Poltronissima: 20 anziché

30 - Poltrona e balconata: 15 anziché 25

Galleria: 10 anziché 20 + prevendita 10%


50 Campo de’ fiori

La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri

18 anni fa nasceva una

bellissima bambina; è

stata la più grande gioia

di mamma e papà.

Il 9 Settembre è

diventata maggiorenne

e i suoi genitori insieme

a nonno Rodolfo, nonna Anna, gli zii e cugini,

le augurano un meraviglioso buon compleanno

e una vita grandiosa nel mondo degli adulti.

P.S.: ti vogliamo bene

Buon compleanno ad

Aurora Patriarca che il

13 Settembre compie

7 anni e a Deborah

Spadoni che il 16

Agosto ha compiuto 18

anni. Tanti auguri a

queste due splendide

ragazze da tutti quelli

che gli vogliono bene.....

e siamo veramente tantiiiiiii.

Tantissimi Auguri

a Francesca

Zampini che il 12

Agosto ha compiuto

3 anni, da

mamma, papà e

tutta la famiglia!!!

Un

mondo

di

auguri

al nostro tesoro Letizia

Passini che il 27 Settembre

compie 6 anni. Con infinito

amore da mamma Daniela,

papa’ Eugenio e le nonne

Caterina e Vittoria.

Tantissimi auguri

a questi due

giovincelli che il

27 Settembre

festeggeranno

25 anni di matrimonio....Un

augurio

speciale dalla figlia Desy, Diego, Julie, la sorella

Virginia, il cognato Pino e i nipoti Erika, Sergio,

Laura, Chiara e Gabriele.!! Vi vogliamo bene...!!!

Tanti auguri a Enzo

Fiordelmondo che il

24 Agosto ha

festeggiato il suo

compleanno da

tutta la famiglia!!!

Il 2 Settembre di 50

anni fa, Giovanna ed

Augusto si sono scambiati

delle promesse d’amore

che sono stati pronti a

rinnovare. Noi che vi

siamo vicini, vi facciamo i

nostri più cari auguri. La vostra famiglia

Tanti auguri a

Leonardo che il 10

Settembre compie

1 anno ed al fratello

Matteo che il

21 settembre

festeggia il suo onomastico,

da mamma,

papà, nonno Antonio,

nonna Maddalena, nonno Renzo e nonna

Daniela, dagli zii Giovanni e Loredana e

dalle cuginette Sara e Martina.


Tanti auguri a Ivana La

Pucci che ha compiuto

gli anni il 2 Settembre,

da tutti parenti, amici e

dalla Redazione.

Il 15

settembre

festeggia

il suo compleanno

Serena

alla quale

fanno tantissimi

auguri la mamma

ed Emanuel con il messaggio

“Ti amiamo tantissimo”.

Agli auguri dei

famigliari, dei parenti,

degli amici e amiche si

aggiungano graditi anche

i nostri.

Tantissimi

auguri di

buon compleanno

a

Veronica per

i suoi strepitosi

18 anni,

compiuti il 24

agosto, da

mamma e

papà!

Campo de’ fiori 51

Un augurio speciale

a Marco Pierantonelli che il

28 Agosto ha festeggiato i suoi 4

anni......da mamma Carla e papa

Emiliano, dai nonni Augusto e

Anna e dagli zii Angela e

Emanuele...........e inoltre facciamo

tantissimi auguri ad Anna

Chiricozzi che insieme al suo

nipotino festeggia il suo 67°compleanno!!!

Tanti auguri.

Auguri piccolina

per i

tuoi 4 anni da

mamma, papà,

inonni e zia

Flavia

Tanti auguri da Rossano a

Monica per il nostro 15°

anniversario di matrimonio,

feteggiato il 31

Agosto.

Romeo Mancini e Gelsomina Saverini,

il 23 Settembre festeggeranno le

loro splendide nozze d’oro.

Sono passati altri 25 anni, l’rgento è

diventato oro, ma il vostro

amore non è cambiato.

Un mondo di auguri a Romeo e Lella

da Gianna e Angela.

Tantissimi auguri al Maestro

Pistola Giuseppe, che il 28

Agosto 2012 ha compiuto 49

anni! I suoi allievi judoka gli

hanno organizzato una festa a

sorpresa riuscitissima!

Cogliamo l’occasione per augurarti

i migliori successi sportivi per

il tuo dojo civitonico! Immensi

auguri da: Maila Pistola, Ares

Pistola, Emiliano Pedica, Giuliano

Pedica, Simonetta Falcinelli,

Angelo Brocchi, Daniele Barboni,

Bruno Bongarzone, la Famiglia

Falconetti, Alfredo Bacchiocchi e

Marcella Zucchetto, Sara

Iannoni, Sylwia Lidwa, Andrea

Perfetti, Margherita Colopardi,

Elisa Morselli,Mauro Antonelli,

Fabio Arigoni e Danilo Petroni!

Tantissimi auguri

di buon compleanno

ad Alba

Iannoni che il 4

Settembre ha

compiuto gli

anni, da tutti i

parenti e dalla

redazione!

A Caterina che il

12 Settembre

compie 18 anni,

tantissimi auguri

dal suo amore

Luca, dai suoceri

e da Francesca e

Yuri.


52

ARIETE 21 marzo - 20

aprile A volte, la migliore

forma di difesa è l’attacco,

se gli altri sono fuori a

minare. Ma quello che

stanno proponendo non

può essere tutto sbagliato. Il compromesso

è la chiave giusta per risolvere la questione.

La solitudine, la meditazione, la

riflessione sono ciò da cui trarre i maggiori

vantaggi.

TORO 21 aprile - 20 maggio

Aspettatevi un sexy

settembre, che promette

più di un semplice flirt

occasionale. Qualcuno

potrebbe anche essere speciale fino al

punto di mantenerlo. Anche il tuo conto in

banca appare destinato ad essere rifornito,

e un immobile cattura la vostra attenzione.

Vi attende un mese memorabile.

GEMELLI 21 Maggio - 21

giugno OK, avete indugiato

su una decisione abbastanza

a lungo, ora è il

momento di agire. Siete

pronti a fare un tentativo?

Se esistono tensioni, sembrano più avere

a che fare con la famiglia o i bambini. In

materia d’amore, il 16 la luna nuova vi

propone interessanti opportunità .

CANCRO 22 giugno - 22

luglio Se qualcuno è in

grado di parlare a fondo

con se stesso questo

mese, quel qualcuno siete

voi. E, in un momento in cui le finanze

hanno la priorità bisogna tenere d’occhio

le spese impreviste. Marte gira favorevole

anche nel vostro settore amore. Che

importa se si tratta di amore o lussuria?

Campo de’ fiori

Oroscopo di Settembreby Cosmo

LEONE 23 luglio - 22

agosto Buone possibilità

di guadagno in arrivo,

anche se c’è la tentazione

di spendere più del dovuto.

Ma che cosa è la vita

se non si ha modo di godere? Potrete percepire

una importante crescita sociale che

vi darà sicurezza non solo in ambito lavorativo

ma anche in quello sentimentale.

VERGINE 23 agosto - 22

settembre Si aprono possibilità

inedite per il

vostro futuro. Avete una

grande carica sessuale,

emotiva e professionale. I

mesi a venire vi offrono l’opportunità di

dimostrare la vostra brillantezza. Il vostro

successo farà incrementare le prospettive

finanziarie. Quando l’amore richiede attenzione,

alleggerite i carichi di lavoro.

BILANCIA 23 settembre

- 22 ottobre Il denaro

e le risorse rimangono

un’importante esigenza,

ma nuove idee vi aiuteranno.

Questa attenzione

eccessiva sulle finanze può privare il

romanticismo del suo incanto, che è compensato

dal lavoro, dove anche i piccoli

sforzi ottengono risultati eccellenti.

SCORPIONE 23 ottobre

- 21 novembre La

vostra energia è alle

stelle e vi permetterà di

realizzare molto, soprattutto

se lavorate da soli.

Non siate belligeranti, cercate di giungere

ad un compromesso. Siete molto passionali,

tenete a bada gli istinti. I comportamenti

impulsivi possono procurarvi inci-

denti.

SAGITTARIO 22 novembre

– 21 dicembre La consapevolezza

che le vostre

ali sono state tagliate

potrebbe rivelarsi frustrante.

Ma una volta consci

rilassatevi con un sospiro di accettazione,

la pazienza è l’unica soluzione. Potrete

anche avere a che fare con chi ritiene di

sapere di più di voi. Presto arriverà la resa

dei conti.

CAPRICORNO 22 dicembre

- 19 gennaio Questo è

un mese eccezionale per

determinati del Capricorno.

Siete un po’ maniaci del

controllo e sarete a vostro agio quando

verrete messi di fronte a scadenze impegnative.

Un po’ di romanticismo potrebbe

alleggerire la pressione.

ACQUARIO 20 gennaio -

18 febbraio Siete anime

versatili, ma in caso di

sovraccarico, si raggiunge

in breve il limite. Nella

maggior parte dei casi lo

stress è auto-imposto, perché siete troppo

orgogliosi per chiedere aiuto. I pianeti

promettono divertimento dopo il 24, ma

tenete a bada i vostri risparmi.

PESCI 19 febbraio - 20

marzo Settembre sottolinea

la vostra sensibilità ,

anche se si può scegliere

di nascondere in profondi

queste emozioni. Non

potete rimanere eternamente in conflitto,

le sfide possono risultare strazianti. La tattica

migliore è ritirarsi nel proprio mondo

interiore, per il momento.


Campo de’ fiori 53


54

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Album de

Civita Castellana. Anno 1980. I 50 anni della classe 1930. Foto di Marino Capati.


ei ricordi

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Civita Castellana - anno 1976-’77. Squadra di Rugby.

In piedi da sx: Sanna, Cimarra, ..., Scopetti, Scatolini, Alessandrini, Carluccio, Cipriani, Meloni, Rossetti, Caon.

In basso da sx: Rossi, Orizio, Di Niccola, Angeletti, Mancini, De Antonis, Belfi, Romano.

Foto tratta dal libro “50 anni di strani rimbalzi” di Ugo Baldi.

55


56

Campo de’ fiori

Album de

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma. Anno 1935. Festa dedicata alle massaie rurali. Foto della Sig.ra Verena Baldassi.


ei ricordi

Campo de’ fiori 57

Civitavecchia. 1963. Marisa Ianni, Massimo Ricci, Roberto Campana, Pasqua Ianni, Luciana Anselmi e Antonella Campana,

di Fabrica di Roma.

Carbognano. Luca Carosi, anno 1953, 1° elemetare.

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori


58

Campo de’ fiori

Album dei ricordi

Campo de’ fiori

Corchiano. Ottobre 1970. La squadra di calcio locale. In piedi da sx: Pietro Bigarelli, Filippo Bernabei, ..., ..., ..., Antonio Ridolfi, Innocenzo Leoniddi,

Franco..., Bruno Petrucci. In basso da sx: Enrico Menicacci, ..., Pino Cioccolini, Giuseppe Placidi, Angelo Marconi. Foto del Sig. Pietro Bigarelli.


Campo de’ fiori

Campo de’ fiori 59

Roma com’era

Roma. Primi anni del ‘900.

La storica stazione Termini, prima che venisse distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Il monumento agli eroi di Dogali, nella piazzola antistante l’ingrsso, venne spostato in un giardino,

lasciando così posto alla linea tramviaria ed alla circolazione delle autovettura che di lì a poco sarebbe aumentata a dismisura.


60

LAVORO

CERCO

- DONNA 50enne italiana cerca lavoro come

domestica nella provincia di Viterbo. Pulisco,

lavo, stiro e cucino. Tel. 338.6227425

- RAGAZZA 25 ANNI cerca lavoro come baby

sitter, assistenza anziani diurna lungo orario.

Aiuto cuoco, cameriera e altro. Max serietà . Tel.

388.9230479 - 0761.518199

- SIGNORA 41ENNE RUMENA cerca lavoro

come baby sitter, pulizie e lavori domestici, assistenza

per persone anziane. Con referenze.

Patentata e automunita. Tel. 388.8300290

- CERCO LAVORO ad ore, per orario pomeridiano,

come baby sitter, collaboratrice domestica

ed altro. Automunita. Tel. 388.9314500

- RAGAZZA ITALIANA 29 anni, con esperienza

in animazione per bambini, centri estivi con

assistenza notturna, cerca lavoro come babysitter,

barista, cameriera fine settimana (disponibile

anche la domenica), commessa e altro.

Tel. 329.5671830.

- TRENTADUENNE ITALIANA cerca lavoro

come stiratrice, pulizie, baby sitter... Zona Civita

Castellana. Tel. 327.6193755

- ISTRUTTRICE di equitazione e messa in

sella di bambini per maneggio di Fabrica di

Roma. Michele 329 0494441.

- RAGAZZO 19 ENNE cerca lavoro come commesso,

cameriere o altro. Serio ed onesto. Zona

Roma Nord. Tel. 393.5548562 - 06.90109011.

- CERCO LAVORO come badante giorno e

anche notte, pulizie e lavori domestici. Con

esperienza, automunita. Zona Fabrica di Roma

e dintorni.Tel. 389.1669762.

- CERCO LAVORO come pulizia case e lavori

domestici di qualsiasi genere, anche di cucina.

Giuseppa 340.8759762.

- SIGNORA 50ENNE ITALIANA di bella presenza,

cerca lavoro come compagnia per signore

anziane sole o come baby sitter. Zona Civita

Castellana e paesi vicini. Tel. 347.4016708.

- RAGAZZO 21ENNE diplomato, cerca lavoro

come apprendista meccanico, idraulico, falegname,

operaio, barista. Automunito. Tel.

0761.517882.

- CERCO LAVORO COME BADANTE giorno e

notte, baby-sitter, con referenze, 46 anni. Tel.

328.5699510.

- CERCO LAVORO COME BADANTE, ad ore

o lungo orario. Zona Faleria, Rignano, Civita

Castellana. Tel. 0761.587979 o.p.

- RAGAZZA AITALIANA, 25 ANNI, cerca lavoro

dalle ore 9.00 alle 15.00, come commessa,

assistente domiciliare e mansioni varie. Zona

Anguillara, Bracciano, Cesano, Olgiata. Tel.

349.5466366

- RAGAZZA ITALIANA, cerca lavoro per pulizie,

stiratura etc. Massimo due volte a settimana.

Disponibilità per Viterbo e provincia. Max

serietà . Francesca 328.8084740.

- CERCO LAVORO COME BABY SITTER,

badante, commessa ed altro. Part-time, automunita.

Tel. 329.7318375.

- CERCO LAVORO COME STIRATRICE a

casa o tintoria ad ore, pulizie per la casa o aiuto

domestico. Tel. 339.7069630, ore pomeridiane

- INFORMATORI ALIMENTARI per attività

autonoma di presentazione e prima informazione

aziendale mediante distribuzione di cataloghi

ed omaggi. (NO VENDITA) Requisiti: ambosessi

di buona presenza, capacità di public rela-

Campo de’ fiori

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(fisso + variabile), contratto iniziale a tempo

determinato di 6 mesi, concreta possibilità di

carriera, lavoro in zona di residenza sia full-time

che part-time. Per candidature o info contattare

l’Ufficio del Personale al 331/1815264 o al

numero a basso costo 199.123.388

In alternativa inviare le candidature al numero

di fax 0746/755374 o via e-mail a:

selezioni@valle-santa.com

- RAGAZZA ITALIANA ceraca lavoro come

commessa, assistenza domiciliare, mansioni

varie dalle ore 9 alle 15. Zona Anguillara,

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