La dimensione del problema diagnostico
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La dimensione del problema diagnostico
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IL PROBLEMA<br />
<strong>La</strong> necessita’ di un linguaggio<br />
comune e di una standardizzazione<br />
<strong>del</strong>le procedure.<br />
ENRICO TAVANI - RHO
A CHE PUNTO SIAMO<br />
• I programmi di screening <strong>del</strong> CCR hanno consentito<br />
di evidenziare , in Italia come all’estero, rilevanti<br />
problemi di disomogeneita’ sia nell’interpretazione<br />
dei quadri morfologici che nel trattamento <strong>del</strong><br />
materiale.<br />
• Dal momento che il ruolo <strong>del</strong> patologo e’ fortemente<br />
condizionante il successivo comportamento clinico,<br />
ci si DEVE proporre – imporre, come target primario,<br />
la riduzione <strong>del</strong>le troppo vaste aree grigie tuttora<br />
presenti.
A CHE PUNTO SIAMO<br />
• Trattiamo <strong>del</strong>l’argomento da quasi 30 anni ed ancora<br />
non ne siamo venuti a capo in maniera<br />
•<br />
soddisfaciente.<br />
I diversi parametri qualitativi e quantitativi<br />
valutazione morfologica sono definiti da tempo.<br />
di<br />
• Lo stesso potremmo<br />
valenza prognostica.<br />
forse affermare <strong>del</strong>la loro<br />
• Ben chiari, infine, parrebbero i differenti outcomes<br />
clinici.
RISPOSTE DIFFICILI....COLPE (?).....DATI DI FATTO......<br />
• Definiti i parametri morfologici e clinici,e’ stata<br />
prodotta un’enorme mole di lavori nei quali<br />
sono state valutate tutte o quasi le possibili<br />
combinazioni.<br />
• Si e’ trattato sempre, inevitabilmente ,di studi<br />
retrospettivi su casistiche cliniche e dati<br />
morfologici raramente omogenei.<br />
• Il “fattore umano” e’ stato costante ed<br />
inevitabile elemento di “turbativa”.
• Il risultato,largamente prevedibile, e’ stato quello di<br />
una estrema parcellizazione dei dati, spesso<br />
incongruenti e/o difficilmente comparabili.<br />
• Ma, soprattutto, si e’ data eccessiva valenza a<br />
modalita’ interpretative affatto scontate nonostante<br />
un’apparente semplicita’.<br />
• In buona sostanza,si e’ dato per scontato l’uso di un<br />
linguaggio comune,che comune forse non e’ mai<br />
stato.
Gli “oggetti oggetti” <strong>del</strong> contendere.....<br />
• <strong>La</strong> definizione di displasia.<br />
• Il grading <strong>del</strong>la displasia.<br />
• <strong>La</strong> displasia severa vs adenocarcinoma ben<br />
differenziato.<br />
• Adenocarcinoma in situ ed intramucoso.<br />
• Grading <strong>del</strong>l’adenocarcinoma<br />
• Il superamento <strong>del</strong>la muscolaris mucosae.<br />
• <strong>La</strong> pseudoinfiltrazione stromale.
• L’infiltrazione vascolare venosa e/o linfatica<br />
e suo significato prognostico.<br />
• <strong>La</strong> definizione <strong>del</strong>le caratteristiche <strong>del</strong><br />
margine di resezione endoscopico.<br />
• Il fenomeno <strong>del</strong> “budding” : come definirlo e<br />
come valutarlo.
COSE OVVIE..<br />
• TUTTO APPARENTEMENTE CHIARO,<br />
MA…………
In realta’,la realta ,la letteratura ...…… ... ……<br />
Thomas e coll.(1983) parlano di tasso di<br />
concordanza nella valutazione di una neoplasia<br />
scarsamente differenziata (5 osservatori,50 casi con<br />
biopsia e pezzo operatorio) non superiore al 33% per<br />
le biopsie ed al 40% per il pezzo operatorio.<br />
Cooper e coll.(1995) forniscono dati di sostanziale<br />
agreement interpretativo dei vari parametri da parte<br />
di vari osservatori,su casistiche anche ampie.<br />
Komuta e coll. (2004) hanno evidenziato invece<br />
significative differenze di valutazione tra osservatori<br />
con differenti “competenze” e cioe’ tra patologi<br />
“generalisti” e patologi “specialisti”.
Ed ancora nel 2008........<br />
• Uno studio multicentrico condotto con la<br />
partecipazione di 104 patologi con lo scopo di<br />
valutare il tasso di concordanza nel grading <strong>del</strong>la<br />
neoplasia,utilizzando sia lo score a 2 che quello a 3<br />
gradi ,ha dimostrato valori appena discreti (valore K<br />
medio di 0,35,su una scala da 0,20 a 1,00),con le<br />
maggiori discrepanze verificate nella distinzione tra<br />
“moderatamente differenziato” e “scarsamente<br />
differenziato” (Chandler e Houlston,2008).
Ed in effetti come valutiamo il grado di<br />
differenziazione di una neoplasia ?<br />
Con un criterio a 2 (LGvsHG) o a 3 gradi (1,2,3) ?<br />
In base all’aspetto “prevalente” o in base all’area<br />
meno differenziata anche se focale ?<br />
• Sappiamo ad esempio che il Royal College Of<br />
Pathologist raccomanda di graduare facendo<br />
•<br />
riferimento all’aspetto “prevalente”.<br />
Contrariamente,la WHO raccomanda che il grading<br />
debba fare riferimento alla “componente meno<br />
differenziata”.
• <strong>La</strong> presenza di un carcinoma scarsamente<br />
differenziato “intramucoso” e’ da sempre<br />
considerato indicatore indipendente di “alto<br />
rischio”,pur considerando sempre valida l’assenza<br />
di linfatici intramucosi.<br />
• Lewin,Montgomery e coll. (2007-2008), pur in uno<br />
studio preliminare su soli 15 casi,ci suggeriscono la<br />
possibilita’ di intervento conservativo,in neoplasie<br />
peduncolate, ANCHE in questo caso.........
Ma anche in questo caso....<br />
• Shia e Climstra (2008) ,in replica alle considerazioni<br />
di Lewin e Montgomery, riportano due casi di<br />
adenocarcinoma scarsamente differenziato<br />
intramucoso (pT1) con evoluzione sfavorevole.<br />
• Gli autori integrano le loro osservazioni con precisi<br />
riferimenti sia alla presenza di vasi linfatici alla base<br />
<strong>del</strong>la mucosa e nella muscolaris mucosae<br />
(evidenziati con immunoistochimica) , sia<br />
all’importanza <strong>del</strong> numero di sezioni eseguite per<br />
poter giunger e a <strong>del</strong>le conclusioni piu’ sicure.
E ancora......<br />
• Ancora Komuta e coll.(2004) e Cooper e coll.(1995) ci<br />
parlano di significative differenze nella valutazione<br />
<strong>del</strong>l’infiltrazione vascolare venosa e/o linfatica.<br />
• L’infiltrazione vascolare e’ considerata da alcuni un<br />
indicatore significativo (17,6% dei polipi maligni,<br />
Hassan e coll.,2005) ,ma altri (Mitchell e coll.,2007)<br />
ne sottolineano la difficile definizione (“artefatti da<br />
retrazione”) mettendo in discussione anche l’uso<br />
<strong>del</strong>le comuni indagini immunoistochimiche.<br />
• Lo stesso Hassan (2005) ci dice tuttavia che dai suoi<br />
dati non emergono significative differenze di<br />
outcome clinico tra polipi maligni low-risk e polipi<br />
con la “sola invasione vascolare”
E ancora......<br />
• Cooper e coll. (1995) definiscono come ad alto<br />
rischio un margine libero inferiore ad 1mm.<br />
• Seitz e coll.(2004) parlano di 2mm come misura di<br />
sicurezza,pur aggiungendo che nella loro casistica<br />
oltre il 70% dei casi operati NON aveva neoplasia<br />
residua e dunque,FORSE,2mm erano anche “troppi”<br />
(sic !).
E ancora...<br />
• Chapman e coll.(2000) tirano la “fondamentale”<br />
conclusione che la resezione endoscopica<br />
e’senza dubbio adeguata nei casi in cui si abbia<br />
la certezza <strong>del</strong>la radicalita’ (??), aggiungendo<br />
poi che “comunque” 4 DEI 45 POLIPI LOW-<br />
RISK erano morti per diffusione <strong>del</strong>la malattia.
E ancora......<br />
• Il cosiddetto “tumor budding”,indicato da molti<br />
come fattore positivamente correlato con la<br />
localizzazione linfonodale (Ueno, 2002,2004 -<br />
Prall ,2005,2007 ),e’ in realta’ un’entita’<br />
metafisica se non si definiscono rigidi paramentri<br />
di valutazione morfologica......
Tumour budding<br />
• Definizione : piccoli aggregati cellulari e/o<br />
singole cellule (max 5),di aspetto fusato, che si<br />
“distaccano” dal fronte <strong>del</strong>la neoplasia ed<br />
infiltrano lo stroma.Forse rappresentano un<br />
segno di sdifferenziazione <strong>del</strong>la neoplasia.<br />
• Il quadro puo’ essere chiaro in caso di neoplasie<br />
ben o moderatamente differenziate,mentre nel<br />
caso di neoplasie indifferenziate a cellule isolate<br />
o solide, l’identificazione puo’ essere molto piu’<br />
complicata.
Tumour budding<br />
• Studi recenti (Kazama et alii,2008) tenderebbero a<br />
considerare il tumour budding come fattore prognostico<br />
importante ed indipendente dagli altri noti parametri di<br />
valutazione.<br />
• <strong>La</strong> presenza contemporanea di chiaro budding e di<br />
invasione linfatica in prossimita’ <strong>del</strong> margine di<br />
resezione,avrebbero valenza prognostica negativa e<br />
sarebbero indice di elevata probabilita’ di metastasi<br />
linfonodali.<br />
• Tuttavia ,l’attuale mancanza di sufficiente<br />
standardizzazione sia <strong>del</strong>le procedure che dei criteri<br />
diagnostici <strong>del</strong> tumour budding rappresenta<br />
l’ostacolo maggiore ad un routinario utilizzo di<br />
questo parametro.
Ed infine...<br />
• Sempre Hassan e coll.(2005) ci suggeriscono cautela<br />
nell’avviare subito al chirurgo i casi “high risk” poiche’<br />
non piu’ <strong>del</strong> 30% dei casi operati,aveva neoplasia<br />
residua, PROBABILMENTE a seguito <strong>del</strong>la distruzione<br />
termica dei residui tumorali durante la polipectomia<br />
endoscopica........
IL CONVITATO DI PIETRA........
MACRO E MICRO DEL POLIPO ASPORTATO<br />
• Oggettiva difficolta’ difficolta ad ottenere materiale ottimale : a<br />
fresco,fissato,intero o frammentato,con o senza<br />
margine contrassegnato......etc.<br />
• Oggettive difficolta’ difficolta nel trattamento <strong>del</strong> pezzo :<br />
materiale correttamente orientato,sezioni ottimali,<br />
artefatti da coartazione, corrette misurazioni relative al<br />
margine di resezione.<br />
• Mancanza pressocche’ pressocche assoluta di indicazioni<br />
universalmente condivise sul numero <strong>del</strong>le sezioni<br />
opportune affinche’un affinche un certo parametro possa essere<br />
descritto in maniera “affidabile affidabile” (vedi esperienza <strong>del</strong><br />
linfonodo sentinella nel carcinoma mammario).
MACRO E MICRO DEL POLIPO ASPORTATO<br />
• Persistenza di elevati tassi di variabilita’ variabilita valutativa<br />
tra osservatori (Douglas e coll.,1999,Chandler e<br />
houlston,2008)<br />
houlston,2008)<br />
: second opinion come opportunita’<br />
opportunita<br />
??????????????????????<br />
• Uso di tecniche immunoistochimiche non<br />
standardizzato....<br />
• VA DA SE’ CHE ALLA LUCE DI TUTTE QUESTE<br />
VALUTAZIONI,I 30 ANNI “GRIGI” NON PARE<br />
ABBIANO BISOGNO DI ULTERIORI SPIEGAZIONI....
CENNI DI BIBLIOGRAFIA<br />
• Shia J,Klimstra DS : Intramucosal poorly differentiated colorectal carcinoma : can it be managed conservatively ?<br />
Am J Pathol,32,10.1586,2008.<br />
• Lewin MR,Fenton H,Burkart,Sheridan T,Abu-Alfa AK,Montgomery E : Intramucosal poorly differentiated<br />
colorectal carcinoma : can it be managed conservatively ? Am J Surg Pathol,32,10.1586,2008.<br />
• Chandler I,Houlston RS : Interobserver agreement in gradind of colorectal cancers-findings from a nationwide<br />
web based survey of histopathologists.Histopathology,52,494,2008.<br />
• Thomas GD,Dixon MF,Smeeton NC,Williams NS :Observer variation in the histological grading of rectal<br />
carcinoma. J Clin Pathol,36,385,1983.<br />
• Kazama S,Watanabe T,Ajioka Y,Kanazawa T,Nagawa H : Tumor budding at the deepest invasive margin<br />
correlates with lymphnode metastasis in submucosal colorectal cancer detected by anicytokeratin antibody<br />
CAM5.2. British Journal of Cancer,94,293,2006.<br />
• Prall F,Nizze H,Barten : Tumor budding as a prognostic factor in stage I/II colorectal<br />
carcinoma.Histopathology,47,17,2005<br />
• Washington MK e coll : Protocol for the examination of specimen from patientas with primary carcinomas of the<br />
colon and rectum.Arch Pathol <strong>La</strong>b Med,132,1182,2008.<br />
• Prall F :Tumor budding in colorectal carcinoma.Histopathology,50,151,2007<br />
• Ueno H e coll : A new prognostic staging system for rectal cancer.Ann Surg 240,832,2004<br />
• Ueno H e coll :Risk factors for the adverse outcome in early invasive colorectal<br />
carcinoma.Gastroenterology,127,385,2004.<br />
• Ueno H,Murphy J,Jass JR :tumor budding as an index to estimate the potential of aggressiveness in rectal<br />
cancer.Histopathology,40,127,2002.<br />
• Hassan C,Zullo A,Risio M : Histologic risk factors and clinical outcome in colorectal malignant polyp : a pooled<br />
data analysis.Dis Colon Rectum,48,1588,2005.