BUFO ALVARIUS - OverGrow!
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<strong>BUFO</strong><br />
<strong>ALVARIUS</strong>
• Bufo alvarius: Il rospo psichedelico del deserto di Sonora<br />
• Sostanze bioattive: dalla pelle di un anfibio al cervello di un uomo<br />
• Il rospo in natura e nell'iconografia degli Olmec<br />
• L'esperienza psichedelica come incontro spirituale<br />
• Trip Reports con Bufo Alvarius<br />
• Referenze bibliografiche<br />
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Bufo alvarius:<br />
Il rospo psichedelico del deserto di Sonora<br />
di Albert Most<br />
Gila, Arizona, Estate 1983<br />
Speciali ghiandole multi-cellulari concentrate sul collo e gli arti di<br />
B.alvarius producono un viscoso veleno bianco-lattaginoso che contiene grandi<br />
quantità del potente allucinogeno 5-MeO-DMT. Quando vaporizzato dal calore e<br />
portato nei polmoni in forma di fumo, questo alcaloide produce una<br />
incredibilmente breve ed intensa esperienza psichedelica. Non ci sono<br />
spiacevoli o nocivi effetti. Al contrario, un piacevole afterglow psichedelico<br />
appare abbastanza regolarmente dopo aver fumato il veleno del B.alvarius, il<br />
rospo del deserto di Sonora.<br />
Parte prima<br />
Il deserto di Sonora è una vasta area dai confini<br />
irregolari che si estende per circa 310.000 Km dal<br />
sud-est della California attraverso la parte<br />
meridionale dell'Arizona, spingendosi a sud fino a<br />
Sonora, Messico. Il deserto si eleva dal livello del<br />
mare fino a raggiungere oltre 1500 metri, dove gli<br />
aridi bassopiani di mesquite e cresoto sono tagliati<br />
da canyon montagnosi di quercia e sicomoro. E' una<br />
zona aspra in cui la temperatura può raggiungere i<br />
60°C all'ombra e la piovosità<br />
tocca appena i 127 mm annui.<br />
Uno degli abitanti più<br />
eccezionali del deserto di<br />
Sonora è il rospo indigeno,<br />
Bufo alvarius. Sebbene il
genere Bufo comprenda più di duecento specie di rospi, il B.alvarius è l'unica<br />
specie che vive esclusivamente nel deserto di Sonora. A differenza della maggior<br />
parte dei rospi, il B.alvarius è semi-acquatico e deve restare nelle vicinanze<br />
di una fonte sicura d'acqua per poter sopravvivere. Di conseguenza, l'habitat<br />
prediletto da questa specie è costituito dai canali di scolo dei fiumi e<br />
ruscelli permanenti del deserto di Sonora.<br />
Questo delicato ambiente desertico, come la maggior parte dei luoghi sulla<br />
terra, non è stato trascurato dall'uomo nella sua costante opera di<br />
manipolazione della natura, ma abbastanza sorprendentemente, lo stile di vita<br />
semi-acquatico del B.alvarius ha coinciso piuttosto bene con i progressi<br />
dell'uomo civilizzato. Più di un migliaio di anni fa, gli indiani Hokokam<br />
cominciarono a deviare il corso del fiume Gila per irrigare il suolo arido.<br />
Lavorando con bastoni e pietre, questa popolazione primitiva aprì la strada ad<br />
un sistema di coltura estensiva nel deserto. La loro originale rete di canali è<br />
stata estesa nei secoli ed ora irriga più di 1,5 milioni di acri del deserto di<br />
Sonora. Questo equivale ad irrigare regolarmente un'area desertica pari a circa<br />
la metà dell'estensione del Connecticut. L'umidità dei terreni desertici<br />
soddisfa le sempre maggiori esigenze dell'uomo e contemporaneamente fornisce una<br />
nicchia stabile nell'ecosistema per il B.alvarius.<br />
Il B.alvarius è un animale notturno e resta tutto il<br />
giorno sottoterra, sfuggendo alle temperature estreme<br />
della superficie con una strategia di vita sotterranea.<br />
All'imbrunire, questi rospi del deserto lasciano i loro<br />
anfratti nascosti e si riuniscono nelle zone umide vicino<br />
ai ruscelli e alle sorgenti, nei campi irrigati per<br />
l'agricoltura o in stagni temporanei creatisi dopo forti<br />
piogge. La stagione dell'accoppiamento, da Maggio a Luglio, è il periodo di<br />
maggiore attività per il B.alvarius.<br />
E' possibile catturare facilmente rospi grossi e robusti al calar della notte<br />
munendosi di torcia e un sacco di stoffa. E' la specie più grande di rospi<br />
nativi del Nord America; per quanto riguarda la lunghezza da grifo a podice, il<br />
B.alvarius deve raggiungere un minimo di 76 mm per la maturità sessuale, sebbene<br />
gli adulti in grado di riprodursi continuino a crescere fino a circa 18 cm di<br />
lunghezza. Questo abitante del deserto ha una costituzione robusta, con un corpo<br />
tarchiato ed una testa larga e piatta. La pelle è liscia e coriacea, coperta qua<br />
e là da protuberanze di un pallido color arancio, ed il suo colore può cambiare<br />
notevolmente dal marrone scuro all'oliva o grigioverde. Il ventre è beige, di<br />
solito privo di segni. Ci sono da una a quattro escrescenze bianche sporgenti<br />
agli angoli della bocca ma ciò che identifica inequivocabilmente il B. alvarius<br />
è la presenza di grandi ghiandole granulose sul collo e sugli arti. Le ghiandole<br />
granulose sono concentrazioni differenti di tessuti multicellulari. Quelle più<br />
sporgenti sono le due grosse ghiandole parotidi a forma di rene che si trovano,<br />
una per lato, sul collo sopra e dietro il timpano. Le ghiandole larghe e<br />
oblunghe sulla parte esterna di entrambe le zampe posteriori, tra il ginocchio e<br />
la coscia, sono dette femorali. In modo analogo, le tibiali sono lunghe
ghiandole, o una fila di più corte, che si sviluppano in<br />
lunghezza dal ginocchio alla caviglia. Una concentrazione<br />
supplementare di queste ghiandole si trova su ognuno degli<br />
avambracci. Ognuna di queste ghiandole è formata da molti<br />
lobuli di forma ovale, che misurano circa 2 mm di<br />
diametro. Ogni lobulo è un'unità ben distinta, con un<br />
canale che emerge dalla pelle come un singolo poro ben<br />
definito. Un doppio strato di cellule circonda ogni lobulo<br />
e funge da sintesi liberando un siero viscoso biancolattiginoso.<br />
Il veleno prodotto dal B.alvarius contiene uno spettro<br />
molto particolare e costante di amine biologicamente<br />
attive. La biosintesi delle amine è compiuta attraverso un<br />
sistema enzimatico regolato geneticamente. La via metabolica del B.alvarius è<br />
unica nel regno animale, in quanto produce grandi quantità di derivati 5 -<br />
metossi - indolici. Fra questi, l'alcaloide predominante, rappresentante il 15%<br />
del peso a secco del veleno, è la 5-metossi-N.N.-dimetiltriptamina (5-MeO-DMT).<br />
La 5-MeO-DMT è un potente allucinogeno psicoattivo per l'uomo in dosi comprese<br />
tra i 3 e i 5 milligrammi. Fu sintetizzato per la prima volta nel 1936, ma i<br />
suoi effetti di espansione della mente non furono scoperti per oltre 20 anni.<br />
Poi, nel 1959, la 5-MeO-DMT fu identificata come l'alcaloide predominante nelle<br />
"sniffate" allucinogene di parecchie tribù del Nord America. Queste popolazioni<br />
primitive da lungo tempo preparano miscele da inalare con fiori, semi, cortecce<br />
e gambi di piante locali per raggiungere stai mentali alterati. Nel 1968, la 5-<br />
MeO-DMT fu scoperta anche nel regno animale.<br />
Il B.alvarius divenne famoso col nome di "rospo psichedelico" quando venne<br />
dimostrato che il suo veleno conteneva enormi quantità di questo alcaloide a<br />
base indolica. Estratta dai rospi del Nord America o dalle piante del Sud<br />
America o sintetizzata in laboratorio, la 5-MeO-DMT è un allucinogeno<br />
estremamente potente. La 5-MeO-DMT ha 10 volte la potenza relativa della<br />
dimetil-triptamina (DMT), la popolare droga sintetica degli anni '60. Si deve<br />
comunque segnalare che la 5-MeO-DMT differisce dalla DMT sotto due aspetti<br />
importanti. Primo, mentre la 5-MeO-DMT ha un gruppo metossilico nella posizione<br />
5 dell'anello indolico, la DMT non ce l'ha. La presenza di questo gruppo<br />
metossilico accresce grandemente la solubilità della<br />
molecola nei grassi. Questo permette alla 5-MeO-DMT di<br />
penetrare la barriera ematoencefalica e raggiungere i<br />
siti attivi più rapidamente della DMT. Secondo, mentre la<br />
DMT è inserita nella Tabella 1 come sostanza sottoposta a<br />
controllo legale, la la 5-MEO-DMT è relativamente<br />
sconosciuta.<br />
Parte seconda<br />
Da un esemplare adulto di grosse dimensioni può essere
icavato da mezzo grammo a un grammo o più di veleno fresco. Metà di questo peso<br />
è costituito da acqua che evapora con l'essiccazione, ma il 15% del peso a secco<br />
corrisponde all'alcaloide dominante, la 5-MeO-DMT. In altre parole, un rospo di<br />
grosse dimensioni che secerne un grammo di veleno fresco può produrre<br />
l'equivalente di 75 milligrammi di potente allucinogeno, psicoattivo nell'uomo<br />
in dosi comprese tra i 3 e i 5 milligrammi. Il veleno fresco può essere<br />
facilmente ricavato senza alcun danno per il rospo.<br />
Usate un piatto di vetro piano o qualsiasi altra superficie liscia non porosa di<br />
almeno 80 cm quadrati. Tenete il rospo di fronte al piatto fissato in posizione<br />
verticale. In questa maniera si può raccogliere il siero sulla superficie di<br />
vetro pulita mediante la manipolazione del rospo. Quando siete pronti ad<br />
iniziare, tenete saldamente il rospo con una mano e, con il pollice e l'indice<br />
dell'altra, premete vicino alla base della ghiandola fino a quando il veleno<br />
schizza fuori dai pori sul piatto di vetro. Usate questo metodo per raccogliere<br />
sistematicamente il siero da ognuna delle ghiandole granulari del rospo: quelle<br />
sugli avambracci, quelle sulla tibia e sul femore delle zampe posteriori e<br />
naturalmente le parotidi sul collo. Se concedete al rospo un'ora di riposo, ogni<br />
ghiandola può essere premuta una seconda volta per<br />
ottenere una resa supplementare. Al termine<br />
dell'operazione le ghiandole sono vuote e richiedono dalle<br />
4 alle 6 settimane per rigenerarsi. Quando il veleno viene<br />
estratto dalle ghiandole, inizialmente è viscoso e di<br />
colore bianco lattiginoso. Nel giro di qualche minuto<br />
comincia quindi a seccarsi ed assume il colore e la<br />
consistenza del mastice. Raschiate il veleno dal piatto di<br />
vetro, essiccatelo completamente e mettetelo in un<br />
contenitore ermetico fino al momento in cui sarete pronti<br />
a fumarlo.<br />
Il veleno del B.alvarius è estremamente allucinogeno<br />
quando viene vaporizzato dal calore e assorbito dai<br />
polmoni in forma di fumo. Una dose adeguata per un adulto normale di peso medio<br />
è un pezzo di siero essiccato grosso più o meno come la testa di un cerino.<br />
Tagliatelo in pezzi sottili con una lametta e metteteli in una pipa ad una presa<br />
dotata di un retino di ottone. Destinate l'uso di questa pipa esclusivamente al<br />
fumo del veleno del rospo poichè l'accumulo di residui nel fornello e la<br />
condensa di vapore nel cannello possono produrre un'alterazione non desiderata<br />
con il fumo di altre sostanze. Applicate una fiamma adatta e fumate il contenuto<br />
della pipa in un'unica aspirazione. Cercate di trattenere il fumo nei polmoni il<br />
più a lungo possibile poichè l'efficacia dipenderà in larga misura dal pieno<br />
assorbimento della dose in un'unica aspirazione.<br />
Entro una trentina di secondi si produrrà un'ondata quasi irresistibile di<br />
effetti psichedelici. Sarete completamente assorbiti da un complesso evento<br />
chimico caratterizzato da un sovraccarico di pensieri e percezioni, un breve<br />
crollo dell'io ed una perdita del continuum spazio-temporale. Rilassatevi,<br />
respirate regolarmente e lasciatevi andare all'esperienza. Dopo due o tre<br />
minuti, l'intensità iniziale cede gradualmente il posto a piacevoli sensazioni
simili a quelle suscitate dall'LSD, in cui sono comuni illusioni ottiche,<br />
allucinazioni, percezioni alterate. Potrete avvertire una distorsione<br />
nell'immagine che percepite del vostro corpo od osservare il mondo restringersi<br />
o ampliarsi. Potrete notare che i colori appaiono più vivaci e più belli del<br />
solito e, molto probabilmente, proverete un'esperienza euforizzante inframezzata<br />
da scoppi immotivati di risa. Questo indescrivibile episodio ha una durata<br />
estremamente breve. Gli effetti allucinogeni spariscono rapidamente e l'intero<br />
ciclo psichedelico si conclude in una quindicina di minuti. Non ci sono<br />
conseguenze spiacevoli o effetti nocivi.<br />
Al contrario, una piacevole euforia psichedelica successiva all'esperienza<br />
appare abbastanza regolarmente e può durare parecchie ore o parecchi giorni dopo<br />
aver fumato il veleno del B.alvarius, il rospo del deserto di Sonora.<br />
Importanti considerazioni<br />
Ogni esperienza psichedelica avviene principalmente in<br />
funzione della condizione individuale, dei preliminari e<br />
dell'ambiente. Meglio vi preparate, migliore sarà la<br />
vostra esperienza. Tenete presente le seguenti<br />
istruzioni:<br />
* Fumate il veleno abbastanza presto nella giornata a<br />
stomaco vuoto ma non dopo un lungo digiuno<br />
* Non bevete alcolici né assumete droghe o medicine<br />
prima di fumare il veleno<br />
* Organizzatevi in un luogo confortevole, possibilmente libero da distrazioni e<br />
intrusioni impreviste. Assicuratevi di non essere disturbati per almeno trenta<br />
minuti<br />
* Mettetevi comodi a sedere o coricati prima di aspirare i vapori<br />
* Buon viaggio!<br />
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Sostanze bioattive: dalla pelle di un anfibio al<br />
cervello di un uomo<br />
La pelle del Bufo Alvarius contiene una serie di<br />
indolealchilamine e loro metaboliti appartenenti alla comune<br />
serie delle 5-idrossi-indolealchilamine e alla insolita<br />
serie delle 5-metossi-indolealchilamine. Il rappresentante<br />
più abbondante delle 5-idrossi-indolealchilamine è, come in<br />
numerosi altri rospi, la bufotenina (fino a 3 mg per g di<br />
pelle secca), mentre il rappresentante più abbondante delle<br />
5-metossi-indolealchilamine è l'O-metilbufotenina. Nelle<br />
ghiandole parotidi e coxali il 5-15% del peso secco è<br />
costituito da questo composto. La pelle del B.alvarius<br />
presenta anche tre indolealchilamine contenenti zolfo: uno è<br />
la bufoviridina, ovvero O-solfato di bufotenina, gli altri sono composti<br />
completamente nuovi con l'acido solforico, probabilmente attaccato al gruppo -NH<br />
del nucleo indolico. Tutti i metaboliti finora descritti derivano dalla<br />
deamminazione ossidativa di 5-idrossi e 5-metossi-indolealchilamine, e possono<br />
essere trovati nella pelle di B.alvarius: 5-idrossitriptofolo, acido 5-idrossiindolacetico,<br />
5-metossitriptofolo e acido 5 metossi-indolacetico. La presenza<br />
dei precedenti composti nella pelle del B.alvarius richiede un certo numero di<br />
enzimi: triptofano 5-idrossilasi, catalizzatore della formazione di 5idrossitriptofano,<br />
l'L-aminoacido aromatico decarbossilasi, che produce la<br />
decarbossilazione di 5-idrossitriptofano a 5 -idrossitriptamina, N-metile e Ometil-indolealchilamina,<br />
e infine sulfo conjugase che<br />
catalizza il legame dell'acido solforico al gruppo 5idrossi<br />
e il gruppo -NH del nucleo indolico.<br />
I seguenti composti sono stati identificati nel veleno<br />
di Bufo alvarius mediante cromatografia su carta:<br />
• N,N-dimetil-5-idrossitriptamina, bufotenina<br />
• N,N-dimetil-5-metossitriptamina, O-metilbufotenina, (5-metossi-N, Ndimetiltripamina,<br />
5-MeO-DMT)<br />
• 5-metossitriptofolo<br />
• Acido 5-metossi-indolacetico<br />
• 5-idrossitriptofolo<br />
• Acido 5-idrossi-indolacetico<br />
• N-metil-5-metossitriptamina<br />
• N-metil-5-idrossitriptamina<br />
• bufoviridina, N,N-dimetil-5-idrossitriptamina-O-solfato<br />
• 5-idrossitriptamina, 5-HT, serotonina, enteramina, trombocitina,<br />
trombotonina<br />
• N-metil-serotonina<br />
• triptofano<br />
• bufotalindina, ellebrigenina
Tra le sostanze psicoattive rinvenute nelle secrezioni ghiandolari dei rospi del<br />
genere Bufo, quella che maggiormente spiega le proprietà psicoattive è come già<br />
detto la N,N-dimetil-5-metossitriptamina (5-MeO-DMT). Bufotenina, bufoviridina,<br />
N-metil-5-metossitriptamina e N-metil-5-idrossitriptamina si possono considerare<br />
ancora allucinogene.<br />
5-MeO-DMT<br />
La 5-metossi-N,N-DMT venne isolata dalla pelle del Bufo alvarius nel 1965<br />
dall'italiano Vittorio Erspamer. Come la DMT e altre sostanze chimicamente<br />
simili, i suoi effetti nell'uomo si manifestano quando viene fumata o<br />
"sniffata". Se consumata per via orale, le indolalchilammine vengono infatti<br />
disattivate nel tratto digerente da un particolare enzima (MAO) e non<br />
raggiungono il cervello; a meno di non accoppiarli, al momento dell'ingestione,<br />
con delle ß-carboline, o degli estratti vegetali che le contengano, le quali<br />
inibiscono l'attività dell'enzima permettendo quindi alle indolalchilammine di<br />
raggiungere impunemente il cervello e di manifestare i desiderati effetti.<br />
Tale complesso meccanismo è alla base dell'effetto visionario dell'ayahuasca<br />
tradizionale, così come dei diversi preparati di farmahauasca escogitati<br />
recentemente dagli psiconauti occidentali. Combinata nell'assunzione con le ßcarboline,<br />
che inattivano gli enzimi MAO, la 5-MeO-DMT risulta essere attiva in<br />
quantità di 10 mg.<br />
Alexander Shulgin, il noto chimico psichedelico, riporta di un'esperienza in cui<br />
vennero fumati, come sostanza pura, 6-10 mg di 5-MeO-<br />
DMT. I primi effetti giunsero dopo 60 secondi,<br />
raggiungendo l'apice tra i 2-3 minuti e scomparvero dopo<br />
venti minuti. Dallo stesso Shulgin si hanno notizie<br />
della attività per iniezione parenterale.<br />
La 5-MeO-DMT è più attiva della DMT. Questa proprietà è<br />
dovuta alla presenza del gruppo metossilico che,<br />
impartendo caratteristiche lipofile alla molecola,<br />
facilita la transizione della barriera ematoencefalica.<br />
Ovvero del confine tra flusso sanguigno e sistema<br />
nervoso centrale. Degli effetti di questa sostanza, da un punto di vista<br />
enteogeno, non se parla comunque troppo bene: Ott e Bigwood le attribuiscono un<br />
"basso valore ricreazionale", mentre Smith paragona gli effetti a quelli che<br />
possono derivare da un elefante seduto sulla testa.<br />
Forse in contraddizione con quanto appena detto, negli USA in questi anni un<br />
gruppo di persone si è consociato nella "Chiesa del Rospo della Luce",<br />
dedicandosi alla raccolta ed alle fumate delle secrezioni dell'anfibio.<br />
Oltre che nel regno animale, la 5-Meo-DMT è presente in natura anche in alcune
piante superiori. Un esempio significativo ci è dato dal genere Anadenanthera,<br />
nella quale fu isolata nel 1954 anche la bufotenina. In questo genere furono<br />
rinvenute anche altre sostanze: DMT e N-Ossi-DMT; mentre nella corteccia di<br />
Anadenenthera peregrina furono trovati 5-MeO-DMT e 5-MeO-MMT, ed inoltre tracce<br />
di 6-MeO-THC e 6-MeO-DMTHC, delle ß-carboline inibitrici degli enzimi MAO.<br />
Anche nel regno dei Funghi furono trovati derivati indolici. Più precisamente,<br />
in campioni europei di Amanita citrina vennero trovati DMT, 5-MeO-DMT,<br />
bufotenina e bufotenina-N-ossido. La bufotenina fu trovata successivamente anche<br />
in campioni americani di Amanita porphyria, Amanita tomentella ed Amanita<br />
citrina. Queste specie sono ritenute non tossiche, in accordo con quanto detto<br />
sull'inattività per via orale di questi indolderivati.<br />
Bufotenina<br />
La bufotenina deve il suo nome proprio al genere Bufo nel quale venne isolata<br />
per la prima volta. La psicoattività della bufotenina non è stata bene accertata<br />
e resta ancora oggetto di discussione. Si esclude una sua azione per via orale<br />
anche a dosi superiori a 100 mg e anche Albert Hofmann conferma questo dato.<br />
Utilizzata come fiuto, ricercatori occidentali non riuscirono a riprodurre gli<br />
effetti utilizzando 560 mg di Piptadenia, corrispondenti a circa 6 mg di<br />
bufotenina. Tale insuccesso venne attribuito alle scarse capacità di ingerire la<br />
polvere dei soggetti analizzati rispetto agli indios. Utilizzando bufotenina<br />
pura o la stessa come solfato di creatinina in dosi anche superiori a 19 mg, gli<br />
stessi ricercatori non riuscirono ad indurre che febbre, arrossamento del viso,<br />
lacrimazione, tachicardia e tachipnea.<br />
In un'altra esperienza si riferisce di nessun<br />
effetto, soggettivo od oggettivo, dopo l'assunzione<br />
di 40 mg di bufotenina creatinina solfato.<br />
Tuttavia i semi di Anadenanthera peregrina contengono<br />
fino al 7,4% di bufotenina. Una dose di 40 mg di<br />
bufotenina insufflata richiede poco più di 0,5 grammi<br />
di semi. L'LD 50 della bufotenina è di 200-300 mg/kg<br />
nei roditori, con la morte che si verifica per<br />
arresto respiratorio.<br />
Gli effetti di DMT e 5-MeO-DMT insufflati sono<br />
relativamente di breve durata, al massimo di un'ora,<br />
mentre gli effetti di Anadenanthera peregrina<br />
insufflata durano tipicamente 2-3 ore. Dei tre principali composti presenti,<br />
solo la bufotenina insufflata ha un'azione che dura 2-3 ore.<br />
Alcuni studi confermano che la bufotenina è il principale responsabile degli<br />
effetti dei semi di questa pianta. I semi contengono fino allo 0,04% di 5-MeO-
DMT e 0,16% di DMT. Le foglie e la corteccia contengono minori quantità di DMT,<br />
5-MeO-DMT e composti correlati. La dose efficace di 5-MeO-DMT insufflata è di 5<br />
mg, e richiederebbe oltre 12 grammi di semi (circa 72 semi). Il corpo<br />
comincerebbe a sviluppare tolleranza al 5-MeO-DMT prima di aver assunto un tale<br />
quantitativo di sostanza. E' stato inoltre documentato che la dose soglia in<br />
alcuni individui è di 10 mg di 5-MeO-DMT insufflato (più di 24 grammi di semi).<br />
Una dose efficace di DMT insufflata è di circa 40 mg, il che richiederebbe 25 o<br />
più grammi di semi. Un estratto di 25 grammi di semi può contenere fino a 1.850<br />
mg di bufotenina, una dose potenzialmente pericolosa. La dose massima sicura è<br />
attorno ai 100 mg. A differenza della bufotenina, sia il DMT che il 5-MeO-DMT<br />
sono relativamente instabili e cominciano a degradare piuttosto rapidamente.<br />
Schultes e colleghi (1977) hanno esaminato una collezione di semi di 120 anni<br />
prima trovando solo lo 0,6% di bufotenina e assenza di DMT e 5-MeO-DMT. Essi<br />
hanno inoltre esaminato un lotto di semi che contenevano tutti e tre i composti<br />
quando freschi, ma solo bufotenina dopo due anni di stoccaggio.<br />
Jonathan Ott riporta di effetti psicoattivi per la bufotenina a dosi di 40-100<br />
mg per via intranasale, 50 mg per via sublinguale, 100 mg per via orale, 2-8 mg<br />
per inalazione dei vapori e 50 mg per via intrarettale.<br />
Inettata per via endovenosa in dosi di 8-16 mg, Shulgin riferisce di brevi<br />
effetti psichedelici combinati a poco piacevoli effetti fisici (nausea, rossore<br />
in faccia, bruciore in bocca).<br />
Le secrezioni dei rospi contengono anche sostanze tossiche che rendono<br />
pericolosa l'assunzione per via orale. Si riportano infatti dei casi di<br />
intossicazione negli USA da parte di individui dopo averne leccato le<br />
secrezioni. La bufotalina e la bufotassina sono cardiotossici, ipertensivi e<br />
stimolanti della muscolatura liscia dell'utero e dell'intestino. Anche<br />
l'epinefrina è ipertensiva ed inoltre spasmodica, emetica e convulsiva se in<br />
dosi elevate; provoca emorragia cerebrale ed aritmie cardiache. Queste sostanze<br />
molto probabilmente vengono distrutte dal calore quando vengono fumate.<br />
***<br />
Sarà il caso di puntualizzare che i rospi europei non appaiono secernere<br />
triptamine allucinogene e che il contatto intimo con la pelle di un rospo può<br />
provocare forti irritazioni alla pelle e anche un'intossicazione.<br />
***<br />
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Il rospo in natura e nell'iconografia degli Olmec<br />
I dati etnografici e gli scavi archeologici confermano la conoscenza e l'uso<br />
come enteogeno del Bufo alvarius da parte di alcune<br />
delle antiche popolazioni dell'America centrale e<br />
settentrionale. Nel centro cerimoniale di San Lorenzo<br />
(Messico) è stata rinvenuta una grande quantità di resti<br />
ossei di Bufo marinus (un altro rospo le cui ghiandole<br />
paratiroidi secernono bufotenina), conservate in cavità<br />
isolate e chiara testimonianza di pranzi rituali a base<br />
di rospo. Resti di Bufo marinus sono stati anche ritrovati in quantità come<br />
corredo funebre in siti maya. Ma è soprattutto presso gli olmechi che è<br />
possibile riscontrare una corposa presenza dell'immagine del rospo nei reperti<br />
archeologici. Un elemento fisiologico importante del rospo è rappresentato dalle<br />
sue ghiandole parotoidi e tibiali, molto evidenti e sede della secrezione<br />
psicoattiva. Nelle raffigurazioni olmeche di rospi queste ghiandole sono<br />
accuratamente rappresentate, e il ricorrente motivo di quattro punti con una<br />
linea è stato interpretato come la stilizzazione delle quattro ghiandole (due<br />
paratoidi e due tibiali) e la spina dorsale del Bufo marinus.<br />
Anche i cordoni gelatinosi di uova prodotte dal Bufo marinus sono raffigurati<br />
nell'arte olmeca e maya. Il rapporto degli Olmechi con il rospo appare in realtà<br />
ancor più complesso. La piattaforma cerimoniale<br />
del sito di San Lorenzo è infatti circondata da<br />
venti lagune artificiali, dotate di un<br />
eccezionale sistema di canalizzazioni, per il<br />
loro riempimento o svuotamento. Queste "vasche" sono troppo poco profonde per<br />
poter servire ad un uso balneare. L'antropologa Alison Kennedy, in un articolo<br />
divenuto famoso, pubblicato anche in italiano e meritatamente premiato dal<br />
Congresso Internazionale degli Americanisti, ha avanzato una «ipotesi<br />
irresistibile: le lagune e l'elaborato sistema idrico costituivano un vero e<br />
proprio "allevamento di rospi", per offrire spazio adeguato per la riproduzione<br />
dei rospi e per allevare anatre che si alimentano di rospi. E le anatre, ci si<br />
chiederà, cosa c'entrano? E' proprio in questo punto che la teoria della Kennedy<br />
si fa decisamente "irresistibile". Presso una delle estremità della conduttura<br />
principale del complesso sistema idrico, si trova un enorme recipiente in pietra<br />
per l'acqua, in forma di anatra, e , accanto al giaguaro e al rospo, l'anatra e<br />
il "becco d'anatra" sono tipici motivi dell'arte religiosa olmeca. Inoltre,<br />
l'anatra è uno dei pochi animali che può cibarsi impunemente di questi rospi,<br />
altamente velenosi per gli altri animali (se un cane mettesse solo in bocca un<br />
Bufo marinus, ne rimarrebbe ucciso): ma non solamente può cibarsene impunemente:<br />
ne va ghiotta! Cibandosi di questi rospi, secondo la Kennedy, «si potrebbe<br />
ipotizzare che in tal modo le anatre acquisissero tessuti ad alta concentrazione<br />
di composti allucinogeni o prodotti di conversione metabolica psicoattivi. In<br />
altri termini, esse avrebbero potuto servire come agenti bio-elaboratori o biomediatori<br />
del veleno dei rospi, convertendolo nel loro fegato in determinati
metabolici, e rendendolo quindi più potente, e allo stesso tempo meno tossico.<br />
La carne sarebbe stata usata allora come un manicaretto psicotropo per festini o<br />
baccanali religiosi». Alla luce dei dati etnofarmacologici ed etnozoologici,<br />
tutto d'un tratto appare un'avvincente soluzione per questa "anatromania"<br />
precolombiana, così come per altri rapporti che l'uomo ha instaurato con<br />
particolari specie di animali. Potrebbe non essere casuale il fatto che gli<br />
uccelli che sono scelti per rappresentare solitamente il volo sciamanici (falco,<br />
aquila, oca e altri palmipedi, gru, ibis, gufo, corvo), sono proprio quelli che<br />
si cibano di rospi.<br />
Il motivo dei «quattro punti con la linea»<br />
Altare 2 del sito olmeca di Izapa<br />
(Messico), a forma di rospo<br />
Stele D di Quirigua (Guatemala), che mostra il simbolo<br />
couac sopra una tipica ghiandola parotoide<br />
Rospo Cauac che ingoia: veduta di lato<br />
dell'«Altare Oblungo», Struttura 11 di Copan (Honduras)<br />
Vaso monumentale con effigie di rospo, Costa del Golfo<br />
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L'Esperienza Psichedelica come Incontro Spirituale<br />
di Ethan<br />
B.C. Canada<br />
Ora<br />
è il tempo dopo le credenze<br />
il fanciullo<br />
ha lasciato le redini<br />
ora<br />
c'è la prova del boomerang<br />
scagliato nella notte del riscatto - Robert Hunter<br />
Ciò in cui ci si imbatte nelle esperienze con<br />
alti dosi del sacramento è la sfida centrale e<br />
il mistero dell'esperienza psichedelica<br />
religiosa. La famosa esperienza di morterinascita,<br />
la grande trasformazione,<br />
l'esperienza mistica. Le vie sacramentali non<br />
sono più facili dei tradizionali metodi della<br />
meditazione e della preghiera, solo più veloci<br />
e dinamiche, richiedono perciò più fiducia e<br />
coraggio, o almeno tanto quanto le pratiche<br />
tradizionali.<br />
Quando ingerisci dosaggi religiosi, stai<br />
invitando uno dei più grandi misteri della<br />
vita a manifestarsi nel tempio di te stesso;<br />
l'unione con la naturale essenza dell'universo<br />
necessariamente implica una rinuncia<br />
dell'essere individuale, che è un tipo di morte, ma non fisiologica, è una morte<br />
metaforica e psicologica, per la quale devi essere pronto a compiere un<br />
sacrificio spirituale del tuo Sè conosciuto, nell'interesse di una più grande<br />
vita che si rivela.<br />
Ci sono molte cose da dire a questo proposito, ma come compagno di viaggio ti<br />
assicuro che il tuo corpo si prenderà cura di se stesso e verrà anche rinnovato<br />
in molti modi dall'intero processo. Devo anche ammettere che nessuno conosce<br />
l'intera storia dietro le infinite circostanze di questo mistero, che è anche un<br />
motivo del suo incredibile fascino.<br />
Tuttavia, da uno studio delle tradizioni mistiche che va al nocciolo delle<br />
religioni e letteratura del mondo, possiamo trarre utili metodi d'approccio che<br />
possono quasi completamente ridurre le fonti di paura e confusione e aprire la<br />
strada all'illuminazione massima nella pratica psichedelica. Riflettendo sulla<br />
propria esperienza, possiamo confermare la validità di queste osservazioni e<br />
attraverso tentativi ed errori, sviluppare il nostro unico approccio di
ecettività e comunione. Nell'assunzione del sacramento, come scrive Huxley,<br />
"tutte le nostre azioni devono essere atte a renderci passivi in relazione<br />
all'attività e all'essere della realtà divina". Si tratta di invitare la grande<br />
trasformazione a liberare la coscienza nell'espansione di una potenzialità senza<br />
limite.<br />
Come ci avviciniamo al 'picco' e tutti gli elementi di fiorente consapevolezza<br />
si riuniscono per approdare alla luce, la coscienza si manifesta oltre alle<br />
previe limitazioni di concezione, nozioni statiche della realtà e di autoidentificazione;<br />
non essendo informati della propensione dell'esperienza<br />
psichedelica ad indurre la sacra morte-rinascita, al cuore centrale della<br />
pratica mistica, come una farfalla emergente che si sforza di non uscire,<br />
resistendo al corso naturale del suopotenziale, hai la bellezza delle tue nuove<br />
ali incastonate di gioielli incastrata nella crisalide del tuo precedente Sè:<br />
ciò dà vita agli elementi visionari più oscuri e confusi, che sono gli elementi<br />
della grazia divina colorati dalle tue paure e resistenze. Con la coscienza<br />
estatica, in accelerazione massima, che si scontra con la tensione del tuo<br />
'rimanere appeso', il conflitto tra potenza e resistenza entra in una specie di<br />
tormentosa esperienza di ripetizione continua. Se ti ricordi, in qualsiasi<br />
momento, di "rilassarti e lasciarti andare", la complessità dell'esperienza<br />
diminuirà immediatamente per evolversi in<br />
seguito in stati di rivelazione e gioiosa<br />
libertà.<br />
La chiave qua è il rilassamento. Anche senza<br />
l'intervento del sacramento, uno stato di<br />
coscienza completamente rilassata farà<br />
sorgere un'espansione della coscienza.<br />
Questo è ciò di cui si occupa la meditazione<br />
e gli esercizi di respirazione;<br />
avvicinandosi a quel delicato stato di<br />
passiva recettività che svuota i contenuti<br />
mentali così che l'attenzione possa<br />
risplendere limpida. Rilassa il corpo e la mente si rilassa, rilassa la mente e<br />
il corpo si rilassa. Il perfetto rilassamento è la perfetta liberazione;<br />
semplici parole attraverso cui soffia l'universo. "Non aver paura!" è<br />
l'esclamazione che un gesto della mano del Buddha esprime. Riempi il cuore di<br />
osservazione amorevole, la tua mente con una apertura che abbraccia ogni cosa e<br />
quando arriva il momento, cerca ancora il regno interiore. Arrenditi alla<br />
saggezza del processo sacramentale con chiara speranza e semplice umile fede,<br />
perchè il processo stesso ha la sua propria logica divina che è allo stesso<br />
tempo originaria nel tuo essere. Questa è la grande avventura della<br />
consapevolezza, una delicata alchimia di ascolto. Immaginati come trasparenza<br />
aperta a tutte le cose; ferma i giudizi, piaceri e dispiaceri, accetta ogni<br />
manifestazione che compare, non aver paura, è tutto una rivelazione della mente;<br />
abbi fiducia in te stesso, nella vita, nel dono del sacramento, abbi fiducia nel<br />
disvelamento, e il tesoro senza misura tornerà. Noi che cerchiamo udienza con il
magnifico dobbiamo praticare l'umilità di un Ghandi. Sii più umile delle sabbie<br />
del Gange. Come loro, accetta ogni cosa; queste non provano disgusto per lo<br />
sgocciolare del cammello che vaga per le rive, nè sono deliziate dal ricevere un<br />
rubino perso da una principessa che fa il bagno. Le sabbie non impongono la loro<br />
volontà ma seguono le stagioni, bruciano al sole e scorrono con le pioggie. Non<br />
imporre nessuna assunzione, riduciti a pura innocenza.<br />
E' da notare che la resistenza a questo abbandono è diminuita nel raggio dei<br />
dosaggi alti. Questo perchè la metamorfosi avviene così rapidamente che non si<br />
ha tempo di pensare a contrastare il processo. Con fede stabile e calma<br />
fiduciosa, puoi cooperare con la trasformazione e riappropriarti della tua<br />
naturale inclinazione a partecipare con sicurezza e gioia a "una creazione di<br />
inesaustibile varietà, bellezza e incanto". La corona della realizzazione svela<br />
il mistero estatico dell'essenza della coscienza slegata, libera in tutti i<br />
mondi, oltre i mondi, sveglia e sognante il grande mistero della vita. Tieniti a<br />
galla con il perfetto rilassamento e l'osservazione attraverso l'amore; se<br />
immagini di morte si manifestano, dà loro il benvenuto come semplici forme e<br />
luci, segnali del movimento di trascendenza. La difficoltà di questa morte è<br />
esattamente proporzionale alla tua resistenza al processo, senza opporsi può<br />
essere facile come un fiocco di neve che si scioglie nell'aria. Questa morte è<br />
necessaria per dare vita ad un rinnovato stato di coscienza.<br />
"Ora se la mente è attenta e non si sposta mai dalla sofferenza, allora tu<br />
vedrai che dalla totale attenzione non viene solo energia, ovvero passione, ma<br />
anche che la sofferenza ha una fine. Allo stesso modo, tutte le immagini possono<br />
immediatamente cessare quando non c'è una preferenza per nessuna immagine.<br />
Questo è molto importante. Quando non hai preferenze, non hai pregiudizi. Quindi<br />
sei attento, allora puoi vedere. In questo modo di osservare non c'è solo la<br />
comprensione della costruzione delle immagini ma anche la fine di tutte le<br />
immagini."<br />
Krishnamurti<br />
Dovunque nella letteratura religiosa e meditativa si scoprono indizi simili. In
"Varietà dell'Esperienza Religiosa", William James scrive:<br />
"C'è uno stato mentale, conosciuto agli uomini religiosi, ma non agli altri, nel<br />
quale la volontà di auto-affermazione è stata sostituita dalla disposizione a<br />
chiudere la bocca, ed essere nulla nelle correnti e sorgenti di Dio. In questo<br />
stato, ciò che prima più sfuggivamo è diventata una dimora sicura, e l'ora della<br />
nostra morte è diventata la nostra nascita spirituale. Il tempo della tensione<br />
nel nostro spirito è al termine, e quello di una felice rilassatezza, calma,<br />
respiro profondo, di un eterno presente, senza un futuro discorde di cui<br />
preoccuparsi, è giunto."<br />
O dal testo cinese, "Il Risveglio della Fede", l'individuo che si propone di<br />
raggiungere la liberazione deve "ritirarsi in un posto tranquillo e sdraiarsi o<br />
sedersi con schiena dritta, mirando ardentemente a tranquillizzare e concentrare<br />
la mente"; ma questo può essere fatto dando corda alla mente senza il minimo<br />
sforzo di placarla. Questo non porta ad una immobilità morta, ma ad un flusso di<br />
consapevolezza che si apre sempre di più. "Da questo stato di perfetto<br />
equilibrio fisico e psichico e la risultante armonia interiore, nasce la<br />
serenità e felicità che riempie il corpo intero con una sensazione di suprema<br />
beatitudine."<br />
O ancora, dal maestro Zen Shunryu Suzuki, "Bene o<br />
male non è il punto. Se stai in pace con te stesso<br />
è il punto, e se persisti a esserlo".<br />
O dal commento in "Il Segreto Fiore Dorato": Fuor<br />
da ciò che consideravo maligno mi è giunto molto di<br />
buono. Mantenendomi calmo, senza reprimere niente,<br />
restando attento, e accettando, prendendo le cose<br />
come sono e non come vorrei che fossero, facendo<br />
tutto questo, una conoscenza speciale mi è giunta,<br />
una che non avrei mai creduto possibile. Avevo<br />
sempre pensato che quando accettiamo le cose,<br />
queste ci dominassero in un modo o nell'altro. Ma è<br />
risultato falso, ed è solo accettandole che uno può<br />
davvero stabilire un libero legame con esse. Quindi<br />
ora intendo giocare al gioco della vita, recettivo<br />
a qualsiasi cosa venga verso di me, buona o cattiva, e accettando anche la mia<br />
stessa natura con i suoi lati negativi e positivi. Quindi ogni cosa diventa più<br />
viva per me. Che stupido che ero! Come provavo a forzare ogni cosa perchè<br />
andasse nel modo in cui pensavo che dovesse andare!<br />
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Trip Reports con Bufo Alvarius<br />
Gli antropologi hanno a lungo speculato sul fatto che i popoli antichi della<br />
Mesoamerica abbiano utilizzato un rospo, Bufo marinus, come inebriante rituale.<br />
Questa ipotesi si basa su molte rappresentazioni iconografiche e mitologiche di<br />
rospi e su una serie di resoconti etnografici<br />
speculativi. Tuttavia alcuni studiosi rifiutano B.<br />
marinus come un candidato per tale uso a causa della<br />
tossicità del suo veleno. Un candidato più probabile è il<br />
rospo del deserto di Sonora, Bufo Alvarius, che secerne<br />
grandi quantità del potente allucinogeno 5-metossi-N,Ndimetiltriptamina<br />
(5-MeO-DMT).<br />
Si riportano una serie di testimonianze di autosperimentazioni con il veleno del<br />
B.alvarius, il rospo del deserto di Sonora.<br />
***<br />
Entrambi avevamo già fumato 5-MeO-DMT sintetico e avevano familiarità con i suoi<br />
effetti. Quando abbiamo bruciato il veleno, abbiamo trovato l'odore e il sapore<br />
del fumo molto somiglianti a quelli del composto puro. Abbiamo preparato un<br />
piccolo quantitativo di veleno secco, delle dimensioni di una testa di<br />
fiammifero. Entro 15 secondi da una profonda inalazione singola del materiale<br />
vaporizzato, entrambi abbiamo sperimentato pronunciati effetti psicoattivi.<br />
Abbiamo registrato le nostre impressioni come segue:<br />
Rispetto al composto puro il veleno del rospo provoca un effetto più duraturo e,<br />
poichè non si perde completamente il contatto con la realtà, molto più piacevole<br />
e anche sensuale. Poco dopo l'inalazione ho vissuto<br />
sensazioni di calde vampate di calore, un senso di<br />
meraviglia e di benessere, allucinazioni uditive forti,<br />
che comprendevano il suono di una cicala che attraversava<br />
la mia mente e sembrava collegare il mio corpo alla<br />
terra. Quando ero in casa, sentivo un senso di legame con<br />
la terra, il suolo arido del deserto passava per le mie<br />
dita, vedevo le stelle a mezzogiorno, sentivo il profumo<br />
di cactus e salvia, e la sensazione di foglie secche<br />
attraverso le mani. Forti allucinazioni visive e brilanti<br />
ondulavano sul mio campo visivo. L'esperienza è stata in ogni senso piacevole,<br />
senza sintomi fisici inquietanti, senza nausea, forse con un leggero aumento<br />
della frequenza cardiaca. Onde calde sono corse su e giù per il mio corpo.<br />
L'effetto è durato solo pochi minuti, ma una discesa piacevole è continuata per<br />
quasi un'ora. (Wade Davis, osservazione personale, 12 gennaio 1991)
***<br />
Ho raggiunto una profonda alterazione della coscienza in pochi secondi. Mi<br />
rilasso in una profonda consapevolezza interiore di pace. Non c'è nulla di<br />
spaventoso negli effetti e nessun senso di tossicità. Cerco di descrivere il mio<br />
sentimento, ma non riesco a parlare per i primi cinque minuti e poi solo dopo<br />
difficilmente. Per tutta l'ora successiva mi sento lento e vellutato, con una<br />
leggera pressione nella mia testa. Nessun effetto di lunga durata da segnalare.<br />
(Andrew T. Weil, osservazione personale, 12 gennaio 1991)<br />
Ottobre 2007<br />
***<br />
Un paio di amici vicino a Kansas City. Per i suoi 21 anni, David in un modo o<br />
nell'altro è riuscito a procurarsi un rospo psichedelico. Lo tiene in una teca e<br />
gli ha dato pure un nome: Rufus. David sa come estrarre dal rospo vivo il<br />
veleno, sa come seccarlo e come fumarlo. Ma Jeff no. Venerdì sera, casa di<br />
David, due chiacchiere, qualche birra. La serata prosegue, le birre iniziano e<br />
finiscono. David presenta Rufus a Jeff. Gli racconta del sovraccarico di<br />
pensieri e percezioni, della perdita del continuum spazio-temporale,<br />
dell'ampliarsi e restringersi del mondo. I colori che si vivacizzano in euforia<br />
e scoppi di riso. I 15 minuti migliori del mondo. Deve solo leccare la schiena a<br />
Rufus. Jeff è ubriaco. Guarda il rospo. Lo faccio – dice.<br />
Prende il rospo in mano. E' molle e pesante e viscido. E<br />
la sua schiena è ributtante. Ci avvicina il viso, tanto da<br />
non distinguere più l'insieme, solo i dettagli. Le pieghe<br />
delle zampe, le escrescenze sul dorso. Avvicina piano la<br />
lingua e la fa aderire alla schiena del rospo. La stretta<br />
è troppo forte, il rospo cerca di liberarsi. Con un solo<br />
movimento rapido la lingua percorre la schiena ruvida<br />
arrivando alla testa. Lo lecca ancora. Ma sente solo un<br />
sapore disgustoso.<br />
David scoppia a ridere. Il rospo non ha più un grammo di<br />
veleno, glielo ha già estratto lui una settimana fa. Jeff<br />
è inebetito. Ha un rospo sulle lingua e sta realizzando di<br />
essere stato preso per il culo. Vorrebbe spaccare la faccia a David ma un conato<br />
lo precede. Jeff vomita tra il tavolo e il lavello, la bocca piena di insulti e<br />
birra rancida. David ha riso così tanto che ha le lacrime agli occhi. Ora, un<br />
po' più calmo, apre una piccola scatola, prende un pezzo di veleno essiccato<br />
grande quanto la capocchia di un fiammifero, lo spezzetta con una lametta e<br />
prepara la pipa. La offre a Jeff, che ancora bofonchia qualcosa bevendo acqua<br />
dal rubinetto. Dai un unico tiro e trattieni il fumo nei polmoni più a lungo<br />
possibile – gli dice, il sorriso ancora sulle labbra. Poi comincia a prepararsi
un'altra pipa. David Theiss, 21 anni, è stato arrestato il 13 novembre 2007 per<br />
possesso illegale di un rospo del fiume Colorado ad uso allucinogeno.<br />
8-27-02 Jesse<br />
***<br />
Ecco allora sto incominciando ad amare l'odore del veleno bruciato. All'inizio<br />
mi faceva schifo ma ora mi piace. Non ho ancora preso una buona pipa, ho fatto<br />
la cosa con la carta stagnola, che è davvero una merda.<br />
L'ho fumato ieri al lago. Ho scoperto che l'accendino a<br />
volte brucia la carta, allora ci ho messo quattro<br />
strati. Lascio che il mio amico vada per primo e fumi<br />
piano, ma mi sembra okay. Quindi poi scaldo il mio. Non<br />
fuma bene ma ho fatto un tiro niente male. Dopo circa 5<br />
minuti fumo di nuovo, questa volta togliendo tutti gli<br />
strati tranne uno. Ne metto un'altra dose senza vedere<br />
che quella di prima non era completamente andata. Così faccio un tiro<br />
gigantesco, e ho giusto il tempo di posare il foglio. La corteccia sugli alberi<br />
inizia a trasformarsi in caleidoscopio, poi gli alberi stessi e poi tutto<br />
l'intero paesaggio perde qualsiasi nesso e si trasmuta in un casino di energia<br />
girevole multi dimensionale. Questo è successo in 2 secondi. Mi sono spaventata<br />
molto e ho cercato di combatterlo per un minuto circa. Ma non si fermavano<br />
affatto questi universi paralleli che si mischiavano e ridividevano l'un<br />
l'altro. Molto presto inizio ad essere sparata verso questo buco nel mezzo di<br />
questi universi in collisione. Intanto sono completamente terrorizzata. Cerco di<br />
combattere con tutta me stessa. Ad un certo punto smetto di prendere nota. Devo<br />
ancora trovare le parole per spiegare ciò che mi è successo. Penso che c'è stato<br />
un momento in cui il mio corpo era ridotto al suo stato atomico, permettendo<br />
viaggi nel tempo veloci ed efficenti. Come beccarsi il "continuum spazio-tempo"<br />
dritto in faccia. Le visioni iniziano di nuovo ad avvinghiarsi e diventano gli<br />
aghi dei pini che stavo guardando. Le giravolte iniziano a placarsi, poi uno<br />
degli alberi mi riporta sulla terra. La mia testa era proprio lì a fianco.<br />
Quindi dalle immagini frattali spunta un albero e lo seguo fino al suolo. A quel<br />
punto inizio a ridere istericamente. Mi sembrava di essere appena nata. Non<br />
potevo fare a meno di pisciarmi addosso, per la sensazione di libertà che questo<br />
stato bambinesco mi concedeva. Ma voglio esplorare di più con dosi alte. Devo<br />
trovare un modo di prepararmi, o forse la paura è parte indissolubile<br />
dell'esperienza. Credo che il corpo debba essere inondato di sentimenti umani<br />
finchè non riesci a difenderti da tutti questi. Da qua viene la beatitudine.<br />
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Referenze bibliografiche<br />
• Erspamer Vittorio, et al, "5-Methoxy- and 5-Hydroxy-Indolealkylamines in<br />
the Skin of Bufo alvarius", Experientia 1965 21:504.<br />
• Erspamer Vittorio, et al, "5-Methoxy- and 5-Hydroxyindoles in the Skin of<br />
Bufo alvarius", Biochemical Pharmacology 1967 16:1149-1164.<br />
• Ethan, “The Psychedelic Experience as a Spiritual Encounter, The Fane of<br />
the Psilocybe Mushroom<br />
• Kennedy B. Alison, "Ecce Bufo: il rospo in natura e nell'iconografia degli<br />
Olmec", Quaderni di Semantica, vol. 8, pp. 229-263<br />
• Most Albert, "Bufo alvarius: The Psychedelic Toad of the Sonoran Desert",<br />
1983, erowid.org<br />
• Ott Jonathan, "Pharmacology of Bufotenine", The Journal of Psychoactive<br />
Drugs, 2001<br />
• Ott Jonathan, "Shamanic Snuffs or Entheogenic Errhines", Ethnobotanica<br />
2001<br />
• Samorini Giorgio, "Anatre e rospi fra gli Olmechi, Messico", samorini.it<br />
• Shulgin, Alexander & Ann, TiHKAL: The Continuation, 1997<br />
• Wade Davis, A. Weil, "Identity of a New World Psychoactive Toad", Ancient<br />
Mesoamerica 1992 3 (1): 51-59<br />
• Wade Davis, A. Weil, "Bufo alvarius: A Potent Hallucinogen of Animal<br />
Origin", Journal of Ethnopharmacology 1994 41 (1-2): 1-8.<br />
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Regno: Animalia<br />
Classe: Amphibia<br />
Sottoclasse: Lissamphibia<br />
Ordine: Anura<br />
Famiglia: Bufonidae<br />
Genere: Bufo<br />
Specie: Bufo alvarius Girard in Baird, 1859<br />
Bufo Alvarius (Sonoran Desert Toad / Colorado Desert Toad) 1 settimana dopo la metamorfosi<br />
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«Prima Strega: Girate intorno al calderone,<br />
gettate dentro le viscere avvelenate:<br />
Rospo, tu che sotto la fredda pietra hai,<br />
per trentun giorni e notti, sudato veleno, preso nel sonno,<br />
bolli per primo nella pentola magica.»<br />
(W. Shakespeare, Macbeth, IV, I)<br />
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