IL REGNO DEI BAMBINI LIBERI - A. Venturi

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IL REGNO DEI BAMBINI LIBERI - A. Venturi

IL REGNO

DEI

BAMBINI

LIBERI

“… c’era una volta il regno della Luce, retto dal governo giusto

e saggio della Regina Nivis. La sua ricchezza, il suo potere si

basavano sul potere del canto dei fanciulli che, con la dolcezza

delle loro note, creavano la luce, la rendevano materia in mano agli

adulti, la materia più resistente che i loro padri trasformavano in

armi e le loro madri in cestini di vimini, i loro nonni in pipe e le

loro nonne in fogli su cui trascrivere le loro più antiche memorie,

per poterle tramandare alle generazioni future che avrebbero

conosciuto la grandezza a cui ispirare se stessi e le proprie azioni”.

Questo l’incipit del racconto fantastico di Anna Pavone, giovane

scrittrice diplomatasi al’Istituto d’Arte A. Venturi lo scorso anno,

ispirato ai materiali di mostra “Sagome inquiete” allestita presso il

Museo della Figurina e messo in scena dalla classe 2C del corso di

grafica del Venturi, con il coordinamento di Antonella Battilani.

Lo scontro tra il regno della luce e quello delle tenebre si

materializza in un racconto visivo attraverso l’uso di varie tecniche

del teatro delle ombre. Il cortometraggio verrà proiettato al Museo

della Figurina in occasione della notte dei Musei.


I

primi

approcci...


...con

le

sagome


Design del

vestito della

regina


Costruzione

del

personaggio...


...Il Re


La Regina


Iniziano

le

riprese


Il

Drago


IL REGNO DEI

BAMBINI LIBERI

Il racconto parla delle vicende di due gemelli e di due regni.

Racconta di una guerra, di una conquista, e di una rivincita.

La rivincita di un popolo, di una regina e la sconfitta del nemico,

dei prodigiosi bambini dalla voce magica e del loro coraggio,

e della loro vittoria.

C’era una volta, in una regione del mondo celata dagli alberi e

dalle creature magiche, un regno che per centinaia e centinaia di

anni non aveva conosciuto altro che prosperità e grandezza;era

questo il regno della Luce, reso grande dal governo retto e

giusto della meravigliosa regina e dal potere dei fanciulli; tutti

loro potevano creare la luce solo grazie al loro canto melodioso,

il quale nelle mani degli adulti diventava la materia più forte

e indistruttibile, ed era la sovrana in persona ad occuparsi

dell’insegnamento dei bambini.

Accadde purtroppo un giorno che il regno più malvagio riuscisse

ad impadronirsene: il Regno dell’Ombra ebbe la meglio su quella

che fino a quel momento era stata una difesa inattaccabile.

Il re fece immediatamente prigionieri i bambini e adulti, ordinando

loro di lavorare senza sosta perché aveva intenzione di conquistare

ogni possibile regno per ottenere il proprio popolo alla gloria

e al potere assoluto. Per quanto ella si dibattesse, per quanto

tentasse di persuaderlo, non riuscì ad ottenere nulla: il buio aveva

catturato ogni più piccolo barlume di luce.

”Esigo il rispetto che mi si deve, non puoi costringermi a rimanere

qui dentro! Il mio popolo ha bisogno di me, i bambini hanno

bisogno di me, non posso lasciarli da soli!”

“I tuoi bambini se la cavano benissimo, non essere così vanitosa da

credere che dipendano così tanto da te.


Sono straordinari, non avevo mai creduto al loro potere fino ad

oggi. I tuoi fabbri, con la loro luce, hanno forgiato per me le spade

più affilate che io abbia mai visto.”

”Cosa? I bambini non devono essere sfruttati per questi scopi

malvagi, ma solo per il bene!”

“Farfuglia quanto vuoi, mia cara regina, ma dovrai renderti

presto conto del fatto che ora che tu ora non vali più niente.

Non ho interesse in te, tutto quello che mi importa è che tu non

interferisca con i miei piani. Ormai il regno della luce è sotto il mio

controllo, prima ti entra in testa meglio sarà per tutti. Arrenditi e

sarai più contenta.”

Il Re era abituato a passare lunghi periodi di solitudine,in una

parte ombrosa del bosco che nessuno conosceva. Lì lo trovarono

due gemelli, due bambini che camminavano con le mani unite.

“Dovete sposare la regina.”

“Cosa? E perché mai?”

“Perché sta complottando contro di voi, assieme ai suoi sudditi.

Se la lasciate libera in questo modo, lei troverà un modo per

annientarvi. Vi sono delle spie nel suo castello, tutto è volto a

togliervi di mezzo. Se la sposate, inoltre, questo popolo sarà più

incline a servirvi, perché non farebbe mai qualcosa che possa

nuocere alla sua regina. Sposatevi e sarà tutto molto più semplice

per voi.”

”Perché dovresti aiutarmi, non siete anche voi gli amati fanciulli

della regina?”

“Noi siamo due orfani, non siamo di nessuno e nessuno ci ha mai

amato. Gli abitanti di questo regno ci trattavano con freddezza e

disprezzo, li odiamo e non abbiamo intenzione di agire per il loro

bene. Preferiamo aiutare voi. Abbiamo molto più potere degli altri

bambini, non abbiamo bisogno di adulti che modellino la nostra

luce. Questa e la nostra fedeltà.”


“Straordinario, straordinario! Giuratemi fedeltà e vi tratterò come

se foste figli miei.”

“Vi giuriamo fedeltà.”

“Mia cara regina, i tuoi orfanelli mi hanno raccontato tutto.

Per cui credo troverai interessante la mia offerta. Io non ucciderò

nessuno dei tuoi servitori se accetterai di sposarmi.”

“I miei orfanelli? Di cosa stai parlando?”

“Ah, certo, mi hanno detto che avresti fatto finta di non sapere

nulla! Non crederò più a nessuna delle tue parole! Domani

diventerai mia moglie, e né tu né il tuo popolo potrà fare qualcosa!”

“Il re e la regina si sposeranno domani! La cerimonia si terrà

in chiesa quando il sole indicherà mezzogiorno! Nessuno potrà

permettersi di portare i propri omaggi ai loro futuri regnanti.

Ora andate a cacciare per il gran banchetto che si terrà dopo il

matrimonio. Lunga vita al re! Lunga vita alla regina!

Lunga vita al re!”

Il giorno del matrimonio le campane non suonarono, gli addolorati

sudditi della regina si rifiutarono di batterle. Col capo chino

e le lacrime agli occhi la guardarono avanzare verso l’altare,

comprendendo perfettamente la morte nel cuore che portava.

Accanto a quello che sarebbe stato il loro futuro sire, mano

per mano stavano i fanciulli gemelli che, con volto di pietra, li

osservavano uno ad uno, disprezzandoli.

Diametralmente opposti esultavano i loro nemici, profondamente

contenti di quel matrimonio che avrebbe portato il loro regno alla

più gloriosa delle grandezze.

Il sacerdote era anch’egli in gran lutto, ma era quello che più di

tutti tentava di celarlo. Tentò di sorridere alla regina perché non

piangesse.

”Non fare quella faccia, mia regina, non rovinare questa splendida

giornata con il tuo malumore.”

”Non potrei rovinare di più il giorno peggiore che il mondo

conoscerà mai.”

”Come sei melodrammatica.”


Quando arrivarono sull’altare i bambini guardarono il re.

Cominciarono a cantare evocando un drago enorme. Come quello

che avevano invocato davanti al re, ma di enormi dimensioni.

”Bambini, io non vi ho chiesto niente del genere.”

”È il nostro regalo per le nozze.”

”Non vi sembra eccessivo? Non credo che la regina gradisca

granché certe creature.”

“La regina gradirà enormemente.”

Nel dialetto della luce, i bambini iniziarono a parlare al drago; il re

li osservava senza capire. Quando i fanciulli finirono di parlare, la

lunga coda del drago circondò la vita del re, lo fece saltare in alto;

aprì le fauci e lo ingoiò.

Ci fu un lungo silenzio carico ed elettrico; i soldati oscuri, dopo

un momento in cui pensarono di fronteggiare il drago, fuggirono a

gambe levate dalla chiesa. Quando anche l’ultimo fu fuggito, tutti

scoppiarono in urla di gioia e pianti liberatori, e la regina sciolta

in lacrime abbracciò i due bambini, stringendoli al cuore come i

diamanti più preziosi.

“Come, come avete fatto, come-“

“Lo abbiamo ingannato, dicendo quanto tutti ci trattassero male.

Ha creduto a due bambini solo perché abbiamo più potere di tutti.

È stato stupido. Nessuno vi tradirebbe mai, vostra altezza, ma lui

non poteva immaginarlo.”

Leggenda vuole che la regina, riavutasi completamente assieme al

suo popolo, tornasse a governare facendosi affiancare dai fanciulli

gemelli, e che mai più nessuno si azzardò a toccare il regno della

luce.

Leggenda vuole che il loro patire e la loro schiacciante vittoria

diventasse la leggenda di cui oggi ancora parliamo- leggenda vuole,

ancora, che il regno della luce guardi il nostro mondo da lontano,

senza proferir parola, senza che nessuno si possa accorgere di

lui. La sua grandezza e i suoi segreti li custodisce gelosamente,

permettendoci solo di conoscere le briciole.


Il Regno dei Bambini Liberi è un racconto di Anna Pavone

Regina: Gabriella Pilato

Personaggi:

Narratore: Giuliano Bartolacelli

Regina: Chiara Vecchi

Re: Nicolò Caluzzi

Fanciulli Gemelli: Marika Bartolacelli

Soldato: Eduardo Boccher

Sacerdote: Giovanna Garofalo

Il volto del regno della luce: Gianluca Di Giacomo

Voce Narrante: Fabrizio Orlandi

Coordinamento delle riprese e del montaggio: Antonella Battilani

Staff: Alice Balugani, Chiara Lambertini,

Marta Orlandi, Tolotra Cimino,

con la collaborazione di Giusi Bonfiglio e Giorgia Mangeri

si ringrazia Felicia Abban

Trucco e costumi: Gabriella Pilato

La sagoma del drago: Gianluca di Giacomo

Foto e Impaginazione: Alice Balugani

Istituto Superiore d’Arte A.Venturi, Modena

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