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Visualizza il numero 35 di Noi&Voi - Banca San Biagio del Veneto ...

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Spedizione in abbonamento postale, 70%, filiale di Venezia.

IN QUESTO NUMERO

ASSEMBLEA 2005

VOLONTARIATO «IL PONTE»

MUSSETTA AD UN ANNO

DALL’APERTURA

MUSEO ETNOGRAFICO DI FOSSALTA

CANOA... CHE PASSIONE!

Quadrimestrale di informazione bancaria e cultura locale della Banca S. Biagio · Anno 11 · N. 35 · Luglio 2005

35


3

8

10

13

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20

22

25

26

sommario

ASSEMBLEA 2005

ESTATE, VOGLIA DI BICICLETTA

di Franco Romanin

OPINIONE PER LA CITTÀ: «IL PONTE»

CHE COS’È

a cura di Luciano Sandron

LE CELEBRAZIONI PER 1700 ANNI DEI MARTIRI

CONCORDIESI

di Franco Romanin

MUSSETTA A QUASI UN ANNO DALL’APERTURA

di L.S.

ALLA SCOPERTA DEL MUSEO ETNOGRAFICO

DI FOSSALTA

di Franco Romanin

LA BANCA PER LA LIRICA

CANOA... CHE PASSIONE!

di Ellesse

FATTI ED AVVENIMENTI

di Ellesse

BIBIONE VOLLEY IN SERIE B

di Jennifer Colusso

UNIVERSITÀ A PORTOGRUARO

di Paolo Anastasia

Anno 11 · N. 35 · Luglio 2005

In copertina: Prato in fiore (Fotoreporter).

Le foto interne sono di: Fotoreporter di Vinicio

Scortegagna, Archivio Banca S. Biagio del Veneto

Orientale e privati.

SEDE E DIREZIONE GENERALE · FOSSALTA DI PORTOGRUARO/VE

VENETO

PROVINCIA DI VENEZIA

PROVINCIA DI TREVISO

FRIULI

PROVINCIA DI UDINE

Editrice: Banca S. Biagio

del Veneto Orientale

Viale Venezia, 1

Fossalta di Portogruaro/Ve

Telefono 0421/249811

Telefax 0421/789804

Reg. Trib. di Ve

n. 1206 del 22.11.1995

Bibione · Corso del Sole, 104/A

Caorle · Via Pretoriana, 15

Ceggia · Via Roma, 11

Cesarolo · Via Conciliazione, 75

Fossalta di Portogruaro · Viale Venezia, 1

Gruaro · Borgo del Castello Medioevale, 1

Lugugnana di Portogruaro · Via Fausta, 112

Mussetta · Via Concilio, 2

Portogruaro · Via F. Baracca, 2

San Donà di Piave · Via G. Bortolazzi, 32

Teglio Veneto · Via Ponte Nuovo, 3

Cessalto · Via Roma, 77

Motta di Livenza · Viale Madonna, 16/17

Latisana · Piazza Indipendenza, 32

Lignano Sabbiadoro · Viale Europa, 25

Pertegada di Latisana · Via del Molo, 1/a

Direttore generale

Vittorio Canciani Battain

Grafica ed impaginazione

Janna/Pn

Stampa: Tipolito Geromin

Fossalta di Portogruaro / Ve

Direttore responsabile

Luciano Sandron

Comitato di redazione

Franco Anastasia · Luca De Luca

Bruno Mares · Franco Romanin

Segreteria di redazione

Marina Presotto · Tel. 0421/249811

www.bancasanbiagio.it

Distribuzione gratuita


Assemblea

2005

È stata un’Assemblea molto partecipata

quella di domenica 24 aprile

della Banca S. Biagio del Veneto

Orientale presso la palestra dell’Istituto

Comprensivo di Fossalta di

Portogruaro in sessione ordinaria e

straordinaria; erano infatti presenti

personalmente ben 675 Soci oltre a

190 per delega.

L’ordine del giorno della parte ordinaria

prevedeva al primo punto l’approvazione

del bilancio chiuso al 31

dicembre 2004, nonché la destinazione

dell’utile d’esercizio.

Al secondo punto la determinazione

del sovrapprezzo sulle azioni per i

nuovi Soci, al terzo il conferimento

del controllo contabile ad una società

di revisione, al quarto i compensi

per gli amministratori ed infine

al quinto la nomina del collegio dei

Probiviri.

Il Presidente Franco Anastasia ha

riassunto i dati di bilancio che hanno

visto un miglioramento sia del margine

d’interesse che del margine d’intermediazione

con un risultato operativo

lordo di euro 5,963 milioni,

con un aumento del 7,89% rispetto

l’anno 2003; anche l’utile d’esercizio

ha avuto un notevole incremento pari

al 16,28% passando da euro 3,458

a euro 4,021 milioni.

Significativo l’incremento sia della

raccolta diretta complessiva ammontante

a euro 415,95 milioni con un

aumento assoluto di euro 92,44 mi-

lioni pari al 28,58%, sia degli impieghi

che hanno raggiunto l’importo di

euro 430,321 milioni rispetto a euro

358,244 milioni del 2003 con un incremento

del 20,12%.

Tali risultati hanno consentito di portare

il patrimonio netto a euro

47,482 milioni con un aumento del

9,43% sul 2003.

Da evidenziare la diminuzione della

percentuale delle sofferenze sugli impieghi

totali passata da 1,17% a

1,04%, quale indice della buona

qualità dei crediti erogati.

Anche la raccolta indiretta ha avuto

un incremento del 5,09% attestandosi

a euro 186,70 milioni.

Di particolare rilievo è stato l’incremento

dei Soci passati da 6.286 a

6.737; e proprio nella convinzione

che i Soci sono un punto di forza dell’azienda,

la Banca ha voluto consegnare

una targa di riconoscimento a

17 Soci iscritti nel libro Soci nell’anno

1965 e quindi con 40 anni di

ininterrotta appartenenza.

Successivamente alla premiazione

dei Soci è stata anche ricordata l’importanza

della comunicazione con la

base sociale affidata da un decennio

al quadrimestrale «Noi e Voi», nell’occasione,

a tutti gli intervenuti è stato

distribuito un numero speciale della

rivista che ha ripercorso per sintesi

le origini, gli argomenti di volta in

volta trattati, la linea editoriale, i

soggetti prestigiosi che hanno scrit-

I NUMERI

5

4

3

2

1

0

500

400

300

200

100

0

UTILE NETTO D’ESERCIZIO

323.509

3.458

415.952

4.021

358.244

430.321

Raccolta diretta Impieghi per cassa

e di firma

noi e voi

43.396 47.488

Patrimonio netto

3

2003

2004

Valori

espressi

in migliaia

di euro

2003

2004

Valori

espressi

in milioni

di euro


Assemblea 2005

to per la rivista, i fatti, gli avvenimenti,

le realtà economiche del tessuto

sociale di competenza della

Banca.

Tale numero speciale termina con

un’intervista a don Antonio Mazzi,

personaggio molto popolare e grande

operatore nel sociale, intervistato

da Luciano Sandron, al quale il Presidente

Anastasia ha consegnato un

premio per la sua decennale appassionata

attività quale Direttore Responsabile

della rivista «Noi e Voi».

All’Assemblea ha presenziato il Direttore

della Federazione Veneta delle

B.C.C. dott. Andrea Bologna, che

con un breve intervento ha voluto

portare il saluto della Federazione ed

il compiacimento per i risultati raggiunti

dalla Banca S. Biagio, non solo

dal punto di vista economico ma anche

dal punto di vista sociale.

È seguito l’intervento del Direttore

Generale della Banca Vittorio Canciani

Battain che ha illustrato la linea

4 noi e voi

strategica perseguita dalla Banca negli

ultimi anni, incentrata sullo sviluppo

delle masse intermediate con l’acquisizione

di nuovi mercati per diversificare

i settori economici di intervento,

mitigando quindi i rischi insiti

in un territorio monosettore quale

era quello storico della Banca.

Il Direttore Generale ha altresì informato

l’Assemblea sulla strategia per

il 2005 tesa a perseguire un ulteriore

sviluppo dimensionale, ma agendo

solo nei mercati acquisiti, con l’obiettivo

di incrementare la redditività

della Banca, unico presidio alla preservazione

della propria autonomia.

Lo sviluppo della Banca ha chiaramente

reso necessario un rafforzamento

dell’organico passato da 124

a 133 dipendenti per i quali è stata

esercitata una intensa attività di formazione.

Il Direttore ha affrontato altresì il

problema del default dell’Argentina,

chiarendo il ruolo svolto dalla Banca

sia in sede di collocamento, che nelle

fasi successive al predetto default.

Egli ha inoltre commentato l’iniziativa

che le Casse Rurali Trentine stanno

concretizzando con l’intento di ristorare

in parte e in specifici casi i

risparmiatori effettivamente danneggiati

dal crack del Paese Sudamericano.

Il Direttore ha concluso

informando che il Consiglio di am-

ministrazione guarda con interesse

alla predetta iniziativa e alla possibilità

di farla propria.

Un momento particolarmente partecipato

è stato quello della consegna

di una targa di riconoscenza al Vice

Direttore Sante Frattolin, già Direttore

della ex Cassa Rurale di Cesarolo-

Bibione, che con il 30 aprile ha lasciato

la Banca per andare in quiescenza.

Al termine della relazione dopo aver

affermato che il successo della Banca

S. Biagio è frutto di un’azione combinata

nella quale tutti, amministratori,

sindaci, dipendenti, Soci e clienti,

pur nell’osservanza dello specifico

ruolo, hanno operato con un forte

spirito di squadra, il Presidente Anastasia

ha tratto le conclusioni che riportiamo

integralmente.


Assemblea 2005

IL PRESIDENTE

«Con l’anno 2004 si è concluso il primo

decennio di quella che possiamo

chiamare la ‘nuova’ Banca S. Biagio

nata il 1° gennaio 1995 dalla fusione

fra la B.C.C. di Fossalta e la B.C.C.

di Cesarolo-Bibione.

Sono stati 10 anni impegnativi che

hanno visto un notevole sviluppo della

Banca con il raddoppio del numero

degli sportelli che, con l’ultimo aperto

a fine luglio 2004 a Mussetta di San

Donà di Piave, sono passati da 8 a

16, anche a seguito dell’incorporazione

della ex B.C.C. Sud Friuli con i 2

sportelli di Pertegada e Latisana; altrettanto

notevole è stato lo sviluppo

dei volumi intermediati avendo ormai

raggiunto e superato il traguardo di

un montante (raccolta + impieghi) di

un miliardo di euro (2.000 miliardi

circa delle vecchie Lire).

Lo sviluppo non è stato solo quantitativo

ma anche qualitativo e la «S. Biagio»

è ormai una Banca moderna e

dinamica che utilizza le tecnologie più

avanzate, offrendo ai Soci e clienti un

servizio a 360 gradi.

Anche il risultato economico del

2004, nonostante un contesto di

mercato difficile, è stato in crescita rispetto

al 2003, come dai dati testé

esposti.

Il valore creato dalla nostra Banca va

però inteso nel suo significato più

profondo, in cui il valore economico

dato dalla crescita della ricchezza va

coniugato al valore sociale a beneficio

delle comunità locali di riferimento.

Questo obiettivo è scritto nel codice

genetico della nostra Banca in ragione

della propria identità di impresa

cooperativa (fondata sulla logica della

partecipazione), di impresa mutualistica

(che non ha come obiettivo

il profitto per l’azionista, ma l’offerta

di vantaggi materiali ed immateriali

ai Soci), di impresa radicata in un

territorio e coinvolta nello sviluppo

della comunità locale.

Di impresa insomma che non ha solo

la responsabilità di essere competitiva

sul mercato, ma anche la responsabilità

sociale di promuovere uno

sviluppo complessivo (economico,

culturale e sociale), a beneficio del

proprio territorio.

Con il bilancio sociale e di missione

giunto alla sua quinta edizione, che

oggi Vi è stato consegnato, abbiamo

cercato di dare conto del contributo

della nostra Banca alla crescita delle

comunità locali in cui operiamo.

A tal riguardo ho il piacere di informare

l’Assemblea che il Consiglio di

amministrazione ha recentemente

deliberato la concessione di un importante

contributo pluriennale finalizzato

al corso di laurea in economia

aziendale dell’Università «Ca’

Foscari» di Venezia presso l’Università

di Portogruaro.

Abbiamo fatto questa scelta nella

consapevolezza che la cooperazione

non deve rivolgersi solo alla crescita

di iniziative imprenditoriali, ma anche

alla formazione e valorizzazione

delle risorse umane, che nell’attuale

mondo globalizzato costituiscono la

miglior garanzia per lo sviluppo economico

e sociale.

Fedeli ad un modello imprenditoriale

ormai collaudato dalla storia e, pur

con le naturali attualizzazioni, dimostratosi

tuttora valido e di successo,

continueremo ad impegnarci anche

nel futuro per interpretare con sempre

maggiore incisività il nostro ruolo

di Banca che persegue l’obiettivo

di favorire il benessere delle nostre

comunità, nella logica della cooperazione,

del coinvolgimento e della partecipazione».

noi e voi

5


Assemblea 2005

CONCLUSIONI I SOCI

È seguita la discussione con l’intervento

di alcuni Soci sulla possibilità

di incentivare l’imprenditoria in particolare

giovanile, di aprire uno sportello

sulla piazza di Jesolo e sul problema

dei bond dell’Argentina.

Dopo la risposta agli intervenuti da

parte del Direttore e del Presidente è

stata messa ai voti l’approvazione

del bilancio approvato all’unanimità

dei presenti con una sola astensione.

Dopo l’approvazione all’unanimità di

tutti gli altri punti all’ordine del giorno

della parte ordinaria e la riconferma

del collegio dei Probiviri, è seguita

la parte straordinaria per la modifica

dello statuto conseguente all’entrata

in vigore della nuova legislazione

in materia.

Le modifiche illustrate dal notaio

dott. Paolo Pasqualis sono state approvate

all’unanimità. Al termine dell’assemblea

dopo le ore 13 è seguita

l’ormai tradizionale estrazione di 10

viaggi premio per 2 persone in una

capitale europea, e quindi i Soci si

sono ritrovati per un momento conviviale

nella struttura coperta appositamente

allestita per l’occasione.

SOCI FEDELI DAL 1965

Agostino Battiston

Fossalta di Portogruaro

Francesco Battiston

Fossalta di Portogruaro

Giuseppe Cappellozza

Portogruaro

Gino Collaviti

Teglio Veneto

Guglielmo Danelon

Fossalta di Portogruaro

Cesare Drigo

Fossalta di Portogruaro

Raffaele Durizzotto

Fossalta di Portogruaro

Giulio Gruarin

Portogruaro

Antonio Infanti

Fossalta di Portogruaro

Marino Lena

Teglio Veneto

Gino Simon Ostan

Portogruaro

Paolo Pauletto

Fossalta di Portogruaro

Luciano Sandron

Fossalta di Portogruaro

Bruno Stival

Bibione

Bruno Venaruzzo

San Michele al Tagliamento

Tarcisio Zanet

Fossalta di Portogruaro

Alessio Zanutto

Portogruaro

8

7

6

5

4

3

2

1

0

6.286

6.737

Gita premio in Europa

Girolamo Battiston

Fossalta di Portogruaro

Mario Bornacin

Fossalta di Portogruaro

Alfredo Bozzato

Fossalta di Portogruaro

Gigliola Coatto

Cesarolo

Giovanni Furlanis

Portogruaro

Maurizio Miloch

Pertegada

Marco Romanin

Fossalta di Portogruaro

Silvano Parcianello

Cesarolo

Luigi Giovanni Steffanon

Teglio Veneto

Beatrice Tancredi Sarpi Collina

Latisana

2003

2004


Da oggi...

la chiarezza è certificata

Il nostro SERVIZIO BANCARIO DI BASE

è certificato con il marchio

Patti Chiari è un Consorzio di Banche italiane costituito per offrire

strumenti semplici e moderni per scegliere meglio i prodotti finanziari,

garantendo chiarezza, comprensibilità e facilità di confronto.

Certiquality, organismo di certificazione esterno ed indipendente,

ha controllato la corretta esecuzione dello strumento Servizio Bancario

di Base e ha rilasciato la relativa certificazione di qualità.

Il Comitato di Gestione del Marchio ha attribuito alla nostra Banca

il diritto d’uso del marchio.

SERVIZIO BANCARIO

DI BASE

È un conto corrente che consente di:

versare contante e assegni;

accreditare lo stipendio o la pensione;

pagare le bollette ed effettuare altri pagamenti ricorrenti;

effettuare e ricevere pagamenti tramite bonifici;

prelevare per cassa allo sportello;

prelevare presso gli sportelli automatici della Banca e/o prelevare

in circolarità presso tutti gli sportelli automatici del sistema e di effettuare

pagamenti presso pubblici esercizi (esclusivamente a mezzo carta prepagata);

ricevere una rendicontazione periodica delle entrate e delle uscite

ed il saldo del conto;

accedere ai canali remoti (internet) con operatività

limitata alle operazioni consentite.

www.bancasanbiagio.it


TRADIZIONI

Può anche sorprendere, ma la bicicletta

pur pensata da Leonardo, è

un’invenzione abbastanza recente, visto

che è stata inventata meno di

duecento anni fa. Dalla nascita si è

giunti, nel corso degli anni, a capire

che essa rappresenta, tra l’altro, un

importante mezzo di trasporto, oltre

che un piacevole «oggetto» di divertimento.

In molti Paesi del mondo

(basti pensare alla Cina), è il veicolo

più diffuso, dove è stato coniato anche

uno slogan «pedalare è sano,

economico ed anche ecologico». Ma

lo slogan può essere esportato in tutto

il mondo. La bicicletta rimane il

mezzo più veloce e leggero nel traffico

delle città, allegra compagna nelle

scampagnate, amica fedele di mille

fatiche quotidiane, umile compagna

delle prime esplorazioni.

Nel corso degli anni, fin dalla sua nascita

la bicicletta ha subito comunque

una grande trasformazione sia

nella struttura tecnica che nel suo

aspetto estetico. L’avventura delle

«due ruote» inizia nel 1818, quando

il francese Drais de Sauerbrun ne costruisce

il prototipo, purtroppo senza

pedali né catena. Era di legno e i «ciclisti»

si tenevano in equilibrio su di

essa spingendosi con i piedi. Per

giungere al perfezionamento di questo

rudimentale modello bisogna arrivare

al 1839, quando il fabbro

8 noi e voi

Estate, voglia di bicicletta

...LE STORIE E L’USO QUOTIDIANO

scozzese Mc Millan, mise a punto,

dopo studi durati quattro anni, un

nuovo mezzo. Altri tentativi per dare

più stabilità e più efficacia, si compirono

negli anni successivi. Nel 1861,

i fratelli francesi Pierre e Ernest Michaux

costruirono il loro velocipede,

noto anche come «Scuotiossa», visto

che garantiva un percorso tutto a

sobbalzi. Altri modelli continuarono

ad essere costruiti alla fine dell’800,

come il biciclo utilizzato dai clown dei

circhi, caratterizzato da una grossa

ruota anteriore e da una piccola ruota

posteriore o viceversa. Fu un vero

successo: l’unica difficoltà era il montare

in sella. Ma proprio l’invenzione

del pneumatico nel 1888 da parte di

John Dunlop, ossia un tubo di gomma

gonfiabile ad aria che permetteva

di pedalare molto più comodamente,

dette una svolta decisiva all’immagine

della bicicletta, più veloce, più razionale

e più idonea ad essere utilizzata

come mezzo di trasporto e di divertimento.

Poi qualcuno ha ritenuto più comode

le ruote di uguali dimensioni. Sono le

bici immortalate nelle foto in bianco

e nero dei nostri bis-bisnonni.

Da questo momento in poi, la bicicletta

è diventata sempre più popolare,

attraverso anche un miglioramento

costante. Dal telaio robusto e pieghevole,

dai rapporti per la velocità,


dai freni agli ammortizzatori, fino ad

arrivare alle nostre moderne «macchine

a pedali».

Nei ricordi lontani, legati alla Prima

Guerra Mondiale figurano i bersaglieri

ciclisti, più avanti i nostri nonni

ci hanno parlato della bicicletta dell’arrotino,

quella del postino, la bicicletta

con il portapacchi e le prime

bici da corsa dei Binda, Girardengo,

Bottecchia e poi Bartali e Coppi, per

citare alcuni campioni del ciclismo.

Sono passati molti anni dai fanali a

candela a quelli a carburo, dalla trasmissione

a catena a quella cardanica.

Manubri di tutti i tipi hanno trasformato

la bicicletta: da corsa, da

divertimento, da passeggio, la mountain

bike e da ciclocross, e con ceste

per la spesa e seggiolini vari per il

trasporto di bambini.

Una miriade di modelli leggeri ed ultraleggeri,

in lega ed enormemente

accessoriati e tecnologicamente perfetti

corrono indisturbati per le strade

ed itinerari cicloturistici e piste ciclabili,

che diversi comuni stanno ormai

progettando e costruendo per i

patiti delle «due ruote».

In molte famiglie il numero dei velocipedi

sta superando quello dei motorini

e delle macchine.

D’altronde come si può dire di no a

certe mountain bike o city bike, molleggiate

e colorate, a certe bici da tu-

rismo di gran classe, leggere e maneggevoli,

prodotti raffinati della tecnica,

hanno proprio tutto: dallo specchietto

retrovisore per i più pigri al

computerino per gli amanti delle statistiche,

al contachilometri incorporato

visibile sul manubrio.

Al didelle varie configurazioni

estetiche, la bicicletta viene definita

ormai «le due ruote di benessere». È

il mezzo che invita a stare all’aria

aperta, ancor più nei mesi estivi, soprattutto

a chi è costretto a rimanere

chiuso per il lavoro durante l’intera

settimana. Anche il medico ricorda

quanto il moto sia importante per la

salute. E in questo caso belle pedalate

sono il deterrente contro i mali

che affliggono la società moderna.

Tra l’altro, il turismo domenicale si

sta avvicinando sempre più alle «due

ruote» con scampagnate in campagna

e lunghe sgroppate verso le vette

nostrane o lungo i sentieri delle

valli e del litorale delle nostre spiagge,

posti ideali a contatto con la natura,

in un mondo di continua scoperta

e animazione. Pedalando nelle

fresche albe estive e prima dei rossi

tramonti di fine giornata, si possono

ammirare con la tranquillità di chi

scorpora il mondo in versi, ovvero

con la poesia che ogni persona fa entrare

nel suo cuore, panorami di rara

bellezza che mai si sarebbe sognato

di intravedere neanche con la fantasia;

scorci ed angoli inesistenti che

magari sono lì a due passi da casa,

ignari dell’esistenza.

L’estate è il tempo che invoglia: la voglia

di bicicletta entra nella pelle e coglie

il tempo ritrovato dopo un anno

di lavoro. Ormai, «bicicletta amore

mio» lo dicono in tanti: è un toccasana

per combattere le ore di scrivania

per molti; è la gioia del movimento

per gambe e pancetta per altri.

Una semplice pedalata in bicicletta

dà la carica perché libera gli ormoni

del benessere, le endorfine, oppioidi

ad azione simile alla morfina. Dunque

un primo appagamento psichico, accompagnato

poi da tutta una serie di

vantaggi per la salute, ben strapazzata

da vita sedentaria, mangiare sovrabbondante

e varie forme di inquinamento.

Primi fra tutti si tonificano i

muscoli, specie quelli degli arti inferiori;

come pure le articolazioni di ginocchia,

caviglie che si mantengono

ben lubrificate senza dimenticare i

benefici alla colonna vertebrale che

nei movimenti del corpo viene elasticizzata

e mantenuta in perfetto ordine.

Va detto poi che la pratica del ciclismo,

ossia l’uso della bicicletta, migliora

la capacità respiratoria, allena

e mantiene in ottime condizioni cuore

e arterie con riduzione della frequenza

cardiaca e della pressione ar-

Sopra: il modello in legno di Leonardo al Museo toscano di Vinci.

teriosa. È stato infine appurato che

con venti chilometri di bicicletta si

bruciano 440 calorie, con venticinque

chilometri ben 600 calorie. Niente

male per la persona media che decide

di passare parte del suo tempo libero

«a cavallo» della «due ruote». È

un modo per capire il benessere che

questo veicolo può dare all’uomo del

terzo millennio. Perché proprio la bicicletta

a «fine corsa» farà sentire i

suoi benefici risultati: si diventa più

pimpanti, più tonici. Eh sì, proprio

merito della vecchia, romantica e mai

dimenticata bicicletta, fedele mezzo

di locomozione del passato, dei nostri

nonni, che ancora resiste alle lusinghe

di una civiltà umana sempre più

pigra, esigente ed insoddisfatta.

Franco Romanin

noi e voi

9


VOLONTARIATO

10 noi e voi

Nasce a San Donà di Piave,come idea,

nel 2003, viene costituita dal dottor Paolo Madeyski

primario chirurgo presso la Casa di Cura Rizzola

e da alcuni amici della cittadina del Piave.

Non è un movimento politico, ma di opinione,

come ci spiega l’interessato avvicinato da noi

per saperne di più.

Servizio ed intervista di Luciano Sandron

OPINIONE PER LA CITTÀ

«il Ponte», che cos’è ?

DOTTOR MADEYSKI, COME NASCE E

PERCHÉ «ILPONTE»?

È nato da un incontro tra persone

che volevano intervenire nel tessuto

della comunità per risolvere alcuni

problemi che interessano tutti, e sfatare

quindi il concetto del proprio

«IO». Mi spiego, molti pensano che

risolto il proprio problema, è risolto

tutto; invece non è così. Vi sono problemi

che interessano tutti, risolti

quelli, quando è possibile, tutti possono

stare meglio.

PERCHÉ «IL PONTE»?

Perché noi a San Donà abbiamo il

problema del «ponte», un problema

ancora irrisolto, possiamo dire un

simbolo del fallimento delle amministrazioni

che fin qui si sono succedute

indipendentemente dal colore politico.

Il messaggio comunque che noi

vogliamo lanciare è il concetto che:

deve considerare «la persona al centro

di ogni nostra azione» con particolare

riguardo allo stile di vita ed alla

salute.

AD ESEMPIO?

Il nostro primo progetto chiamato

«Prevenire si può», è stato il proble-

ma della prevenzione del tumore al

seno, un problema sentito e molto

presente nel nostro territorio, che

per motivi diversi sia da parte delle

amministrazioni pubbliche che dell’Asl,

legati ovviamente a scelte di impiego

delle risorse economiche, il

Veneto Orientale, non aveva mai messo

in atto con uno «Screening mammografico»

vero e proprio, alcuni interventi

estemporanei, ma nulla di

più. Noi quindi abbiamo pensato di

raccogliere dei fondi da destinare al

problema, non certo risolvere il problema

alla radice, ma sensibilizzare

chi di dovere, attraverso un nostro

contributo ad impegnarsi a risolverlo.

FONDI RACCOLTI COME?

Interessando enti, istituzioni, come la

«S. Biagio» dove ora ci troviamo che

ci hanno dato una mano, ed anche

privati cittadini. Siamo partiti a marzo

2004 con Assoristora, in cui gli

aderenti hanno dimostrato una grande

sensibilità, e sono arrivati i primi

8.000 euro, poi con l’originario ed

artistico calendario dei medici che ha

avuto un notevole successo, e poi ancora

con concerti di musica classica,

rappresentazioni teatrali, giornate


con iniziative mirate presso grandi

mercati e centri commerciali, spettacoli

con i Clown Vip (viviamo in positivo),

saggi di ginnastica artistica e

sport, Radio Sandonà con una trasmissione

ad hoc. Sistemi informatici

di una ditta specializzata per il Web

per stimolare la raccolta di fondi, vendita

di torte nei sagrati delle chiese,

ed altro ancora. Il 9 aprile infine la

conclusione del primo progetto con il

gran «Galà del Sorriso» al Palazzetto

dello Sport di San Donà. Un successo

di notevoli proporzioni reso possibile

grazie anche a molti amici nei vari

settori per l’allestimento.

CHIUSO QUINDI IL PRIMO PROGETTO CON?

Chiuso il primo progetto con un ricavato

netto di 52.000 euro che sono

stati devoluti e consegnati nella serata

alla direzione dell’Asl, che è l’ente

a cui compete gestire lo «Screening».

CHI VIENE SOGGETTO A QUESTA INDA-

GINE? E COME VENGONO CONTATTATE

LE INTERESSATE?

Vengono interessate tutte le donne

dai cinquanta ai settanta anni, eseguono

una mammografia, che poi

viene letta da un’Istituto specializzato

di Firenze, anche per ragioni economiche,

ed in poco tempo si hanno

le risposte; se positive si prosegue

con gli altri accertamenti e le cure

adeguate, se negative si finisce li con

buona pace per l’interessata.

UN PROGETTO QUESTO APPREZZATO

DALL’ASL, E PROBABILMENTE ANCHE

DALLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI

DEL VENETO ORIENTALE?

Assolutamente sì, infatti nella serata

conclusiva, il sindaco di Noventa

Merli, presidente attuale della conferenza

dei sindaci, ha assicurato che

d’ora in avanti tutte le amministrazioni

aiuteranno l’Asl nella prosecuzione

del progetto.

QUALE È STATO IL TAM,TAM PER PRO-

MUOVERE IL VOSTRO PROGETTO?

La presenza in tutte le manifestazioni

a carattere sportivo, fieristico, sagre

od altro, il parlare con la gente, l’interessare

quante più persone possibile

facendo loro capire chi eravamo

e che cosa ci prefiggevamo.

QUALE È STATA LA MOLLA CHE LE HA

FATTO SCATTARE L’IDEA DEL PROGETTO

CHE HA POI COINVOLTO TANTI AMICI?

La disillusione nel constatare che l’ente

pubblico eletto dal popolo, non riusciva

sotto questo profilo a cavare… il

cosiddetto «ragno dal buco».

ORA PERÒ LE COSE STANNO CAMBIAN-

DO A QUANTO MI HA DETTO IN RELA-

ZIONE ALLA CONFERENZA DEI SINDACI?

Certamente, vi era però bisogno di

una spinta di opinione, non per questo

il nostro movimento è stato così

identificato nel nome e nel «logo»

diamoci una mano per formare un

ponte, che all’occorrenza, e si vede

anche nell’animazione del logo, si alza

come un ponte levatoio per lasciar

passare il grande fiume del volontariato

solidale.

ATTUALMENTE SU COSA AVETE RIVOLTO

LE VOSTRE ATTENZIONI?

Il progetto 2005/2006 si chiama

Foto tratte dal calendario «Medici per la

vita» del 2005.

noi e voi

11


«Per vivere meglio nella nostra città.

Smog Giornale», e nasce dalla constatazione

che nella nostra zona, abbiamo

la stessa incidenza di tumori

polmonari di Mestre e Venezia, e

questo non dovrebbe essere.

E COSA INTENDETE FARE?

Attraverso una collaborazione con le

amministrazioni e con l’Asl, studiare

come è possibile diminuire l’inquinamento.

E qui le strade sono diverse.

Prima di tutto creare nella gente la

cultura del vivere sano. Il nostro inquinamento

non è dovuto a fabbriche

ma al traffico specie nei centri abitati.

Noi non abbiamo piste ciclabili adeguate,

per cui l’utente, anche perché

gli piace, prende la macchina anche

per muoversi in centro città; bisogna

quindi convincere la gente ad usare

di più la bicicletta ed attrezzare adeguatamente

i negozi del posto per

parcheggiarle, creare inoltre una viabilità

tale da consentire a quelli che

vogliono fare la spesa andando in bicicletta,

di poterlo fare in sicurezza

senza correre pericoli. Creare un servizio

autobus tale da consentire di arrivare

in centro e viceversa, con un

mezzo pubblico, ecologico e sicuramente

meno inquinante.

Creare Bus navetta con parcheggi,

all’esterno della città ed arrivare al

centro e viceversa.

12 noi e voi

MA NON SARÀ FACILE?

Non sarà facile se non si parte dal

concetto espresso in apertura, mettere

al centro l’uomo la sua salute il

suo vivere meglio quando si progetta

e si realizza qualche cosa. Per la sensibilizzazione

bisogna fare delle campagne

mirate e continuate per far

cambiare mentalità di vita. Non si

deve prendere la macchia per recarsi

al lavoro a 500/600 metri di distanza,

io vado in bicicletta e ne faccio

2000 senza strutture adeguate, se

alla sensibilizzazione aggiungiamo le

strutture, il problema si risolve.

OLTRE ALLA CAMPAGNA CONTRO L’IN-

QUINAMENTO QUALI ALTRI PROGETTI

PER IL 2005/2006?

Una autoambulanza per la Croce

Rossa, con lo slogan «se lo facciamo

adesso arriviamo prima» raccogliendo

i fondi con un Book sul defunto

pontefice con foto di Rena d’Agostin

in bianco e nero della gente che ha

partecipato ai funerali, iniziativa in

collaborazione con le Diocesi in numero

limitato e per collezionisti, ed

uno solo a colori del Papa. Affianchiamo

i Clown Vip per una «autoambulanza

del Sorriso». Cosa molto importante;

la Banca S. Biagio del Veneto

Orientale, lancerà in ottobre un

Prestito Etico garantito per i risparmiatori,

con la nostra collaborazione.

Collaboreremo per promuovere la

città, con Roberto Barbieri ed il suo

compagno di regata Gilberto Luppi,

al tentativo di record mondiale di traversata

nell’Adriatico, e con il Don

Bosco per coinvolgere i giovani a vivere

sani e portare la cultura per le

strade assieme al divertimento.

Tenteremo di, organizzare l’informazione

a San Donà, tramite stampa,

radio, televisione ed internet.

PROGRAMMI INDUBBIAMENTE LODE-

VOLI OLTRE CHE AMBIZIOSI, BISOGNA

AVERNE PARECCHIA DI BUONA VO-

LONTÀ PER REALIZZARLI?

Noi come sempre ce la mettiamo tutta,

se la gente ci appoggia e le istituzioni

entrano nell’ottica che ho detto:

«l’uomo ed il suo vivere meglio al

centro di ogni azione» si possono

raggiungere grandi risultati.


Un grande avvenimento nel segno della memoria e della

tradizione cristiana è stato celebrato a Concordia

Sagittaria nello scorso mese di aprile: i 1700 anni dell’eccidio

dei Santi Martiri Concordiesi. Un fatto storico che risale

al 304 d.C., quando nella cittadina romana del

Lemene, furono trucidati Secondiano, Donato, Romolo e i

loro compagni, durante una delle più sanguinose persecuzioni

contro i seguaci di Cristo, avvenuta proprio in quel

periodo, sotto gli imperatori romani Massimiliano e Diocleziano

(Diocleziano promulgò il decreto di persecuzione

il 23 febbraio del 303 d.C).

Nella notte del 17 febbraio di quell’anno, in settembre scelsero

la via del martirio per non rinnegare la propria fede.

Il luogo del martirio si trova al limite della città romana,

sulla sponda destra del Lemene, presso la porta orientale,

dove ora sorge il sacello. Grazie ad un gruppo di uomini,

spinti dalla pietà per quella atroce tragedia, le spoglie

mortali dei Santi Martiri furono raccolte e i corpi straziati

e decapitati ebbero sepoltura. Le ossa, in seguito furono

custodite nella cappella attuale che poi fu ampliata e dal

1904 sono racchiuse in una preziosa urna, custodite gelosamente

e devotamente dalle generazioni dei concordiesi.

Dopo l’ultimo centenario celebrato nel 1904, quest’anno

sono stati ricordati solennemente a Concordia i 1700 anni

dei SS. Martiri Concordiesi.

Per la tradizione cristiana è stata non solo la rievocazione

di un ricordo, ma una dimostrazione di fede legata ai valori

del cristianesimo, ai quali i SS. Martiri Concordiesi hanno

dato un significato, pagando con la propria vita.

Non solo Concordia e la sua gente ha risposto attraverso

tutte le istituzioni presenti in parrocchia e in paese, ma l’evento

ha coinvolto l’intero territorio in una giornata caratterizzata

dalla celebrazione religiosa officiata dal vescovo

di Concordia-Pordenone, monsignor Ovidio Poletto. Al ter-

LE CELEBRAZIONI PER 1700 ANNI

Martiri concordiesi

mine, l’urna con le reliquie dei Santi Martiri è stata portata

in processione, per la prima volta, con una grande partecipazione

di fedeli, fino al sacello dei Martiri nell’omonima

via. Successivamente è iniziato il momento più atteso

delle celebrazioni con la partenza della «galleggiante», con

«a bordo» l’urna dei Martiri, accompagnata dai vescovi del

Triveneto, come segno dell’eredità dei Martiri Concordiesi

di tutta la chiesa universale, dai sacerdoti, dalle autorità,

tra le note delle «corali». La «galleggiante» fa parte di una

lunga ed antica tradizione, molto sentita, che la gente di

Concordia si tramanda da generazioni. È una piattaforma

coperta ed abbellita, attualmente costruita con la collaborazione

di vari gruppi locali. L’arrivo di questo mezzo di

trasporto nell’acqua del Lemene, è stato un momento suggestivo

e di grande impatto emotivo, tra il canto dei cori

che accompagnavano l’urna dei Martiri.

Dopo l’attracco presso il municipio e la discesa dell’urna

dalla «galleggiante», si è formata una processione tra le

due ali di folla, fino a piazza Costantini, dove la gente ha

assistito al canto dei vesperi. Un’altra processione tra le

vie del centro cittadino si è conclusa poi nella cattedrale

con la venerazione delle sacre reliquie. Una venerazione

che sottolinea l’esempio e la fede, anche di fronte al

martirio e la condanna al supplizio dei Santi Martiri

Concordiesi.

La loro storia è una storia che continua nel tempo, tratta

dal racconto della «passio». Anche se la sua documentazione

scritta risale ad epoca tarda (XV secolo), trasmette

una attendibilità storica gelosamente custodita dalla tradizione

concordiese lungo l’arco di quattordici secoli.

Perciò, anche a distanza di tanti secoli, la chiesa e la tradizione

cristiana li ricorda a Concordia, patria del loro

martirio.

Franco Romanin

noi e voi

13


una legge amica

OGGI C’È UN MODO PER TUTELARE I PROPRI SOLDI

E CONTRASTARE IL RICICLAGGIO DI DENARO

La legge 197/91 regola i PAGAMENTI e i TRASFERIMENTI

tra soggetti diversi di denaro, depositi a risparmio, certificati

di deposito e altri titoli al portatore.

Per importi complessivamente superiori a 12.500 euro

le operazioni devono essere effettuate tramite una Banca o un

intermediario abilitato.

È consigliabile eseguire i pagamenti con: bonifici, assegni, carte

di credito o Bancomat.

LA SANZIONE PREVISTA PER IL MANCATO RISPETTO DELLA

LEGGE VARIA DAL 1% AL 40% DELL’IMPORTO TRASFERITO.

PER EVITARE SANZIONI E TUTELARSI È BENE RICORDARE…

ASSEGNO

Se emetto un assegno di importo superiore a 12.500 euro, devo:

– indicare SEMPRE chiaramente il beneficiario con cognome e nome

(anche solo con le iniziali del nome) o la ragione sociale (se ditta);

– apporre sul davanti la clausola NON TRASFERIBILE e, preferibilmente,

anche sul retro.

Devo tener presente che l’assegno, sottoscritto per girata dal beneficiario,

rimane fra i documenti della Banca per dieci anni.

LIBRETTO DI DEPOSITO A RISPARMIO

Se apro un libretto, potrò richiederlo:

– nominativo, la Banca può pagarlo solo all’intestatario o ad un suo

delegato.

Non ci sono limiti di importo depositabili e non ci sono particolari

problemi in caso di smarrimento, in tal caso in breve tempo si ottiene

il duplicato;

– al portatore, la Banca può pagarlo a chiunque si presenti allo sportello

con il libretto.

L’importo depositato non può eccedere i 12.500 euro.

CERTIFICATO DI DEPOSITO

Il denaro lo deposito in Banca e ne ricavo un interesse. Non ci sono

limitazioni di importo.

Posso richiederlo nominativo o al portatore.

Per trasferimenti complessivamente superiori a 12.500 euro devo servirmi

di una Banca o di un intermediario abilitato.

www.bancasanbiagio.it


Cresce ancora la Banca S. Biagio

del Veneto Orientale

Mussetta

A QUASI UN ANNO DALL’APERTURA

A luglio 2004 la «S. Biagio» ha aperto

a Mussetta di San Donà, la sua

seconda filiale nella cittadina del

Piave. Un impegno per la Banca che

certamente ha creduto nel progetto

di espansione in questa zona, ed anche

per coloro che sono stati chiamati

ad operare.

IN QUESTA CHIACCHIERATA CON IL RE-

SPONSABILE DI FILIALE ROBERTO MA-

RIN, CERCHIAMO DI CAPIRE COME STA

ANDANDO.

Direi che in questi quasi undici mesi,

le cose stanno andando bene, in linea

con quelle che erano le aspettative

che gli amministratori e la direzione

della «S. Biagio» si attendevano

dall’operazione di apertura di una

seconda filiale nel sandonatese.

Abbiamo raggiunto un buon numero

di conti correnti, ed anche il numero

di coloro che desiderano farsi Soci

cresce di conseguenza. San Donà,

inoltre, è una cittadina in continuo e

costante sviluppo sia come insediamenti

produttivi che abitativi, per cui,

pur considerando che qui operano

parecchi istituti di credito, la scelta è

stata ponderata e si dimostra giusta.

VI È UNA CONSIDERAZIONE DA FARE,

LE BANCHE DI CREDITO HANNO UN

«VOLTO DIVERSO», LA GENTE COME

L’HA PRESA?

Devo dire che la gente ha apprezzato

proprio questo che Lei chiama un

volto diverso, viene volentieri a scoprirlo,

e si rende subito conto che c’è

questa diversità.

COME?

Al didella vasta gamma di prodotti

che la Banca è in grado di offrire

al Socio-cliente, od al cliente semplicemente,

capisce che il clima è diverso,

e si affeziona subito tanto da

voler partecipare direttamente alla

vita dell’Istituzione. In un momento

di grandi aggregazioni tra banche,

con la creazione di grandi gruppi

con problematiche diverse, qui la

gente si trova bene, entra e trova subito

un clima che lo mette a suo

agio, perché le Banche di Credito

Cooperativo si sono sì ingrandite,

ma sempre all’interno di un loro progetto

e di un loro modo di operare.

IN PARTICOLARE?

Qui trova tutto quello che il mondo

creditizio può offrire, ha risposte rapide

anche a problematiche complesse,

con un servizio a 360 gradi, e

questo è un grande vantaggio per la

clientela.

RAPPORTI CON LA CLIENTELA OTTIMI E

FACILITATI DA UN MODO DI OPERARE

DIRETTO E RAPIDO, CON LE ASSOCIA-

ZIONI COME VA?

Le Banche di Credito Cooperativo, vivono

con il territorio e nel territorio

per loro sistema di esserne parte in-

tegrante, fin dalla loro nascita. Quindi

il rapporto pur in un periodo così

breve, è apprezzato in modo particolare

per la disponibilità che la Banca

ha subito dimostrato di saper dare

fin dal giorno del suo insediamento

qui a Mussetta.

LEI PROVIENE DAL CREDITO COOPERA-

TIVO O DA ALTRE ESPERIENZE BANCARIE?

Io provengo da altre esperienze

bancarie, ma qui ho appreso un’altra

visione dell’operare nel mondo

del credito. Inoltre, come altri due

dei tre colleghi che operiamo qui

siamo sandonatesi, e quindi, conosciamo

l’ambiente e la gente ci conosce,

e questa è stata una spinta

per noi è per loro ad entrare subito

in sintonia.

LA GENTE CHE ENTRA QUI, DUNQUE,

SENTE SUBITO CHE IL RAPPORTO DIRET-

TO CLIENTE-BANCA HA ANCORA UN VA-

LORE?

Certamente, è un valore aggiunto

apprezzato e produttivo per tutti,

qui la gente si sente servita, e se mi

passa il termine, anche «coccolata»

entra in Banca tranquilla come entra

in «casa sua», perché la sente così.

SCELTA GIUSTA QUINDI, RISULTATI OTTI-

MI ED UN AVVENIRE, PUR CON TUTTE LE

PRECAUZIONI DEL MOMENTO, POSITIVE?

Sicuramente si!

L.S.

noi e voi

15


CULTURA

Alla scoperta delle radici

e tradizioni...

Museo Etnografico di Fossalta

Nel territorio del Veneto Orientale

esistono da alcuni anni importanti

raccolte di materiali, di strumenti di

lavoro e per la vita di ogni giorno, legati

principalmente alla civildel

passato. Si tratta di musei etnografici

dove la passione e la dedizione di

alcune persone hanno fatto sì che

tanti oggetti venissero messi assieme

per testimoniare la storia delle genti

di questo territorio.

Uno tra i più importanti e più noto, è

senza dubbio il Museo Etnografico di

Fossalta di Portogruaro che ha nella

sua visione d’assieme, la memoria

della cosiddetta «civiltà contadina»,

con l’aggiunta della conoscenza, attraverso

tutta una serie di strumenti,

del variegato mondo delle botteghe

artigianali.

Il museo di Fossalta si rifà all’etnografia,

portando proprio all’origine

delle cose semplici, alla scienza delle

costruzioni manuali, per il lavoro come

costume e tradizione nello svolgimento

di varie attività, prima fra tutte

quelle dei campi.

Tutto è nato nel 1989. Un gruppo di

persone, amante delle tradizioni e

delle origini di Fossalta, ha iniziato a

raccogliere reperti di oggetti in disuso

nelle case, nelle soffitte, nei rustici,

nei cortili, nelle stalle, con l’intento

di realizzare un angolo dei ricordi.

16 noi e voi

Vista la buona intenzione di questi

appassionati ricercatori, il Comune

mise a disposizione un locale dove

poter esporre in bella mostra tutto il

materiale raccolto, che man mano affluiva

dalla ricerca, rivelatasi negli

anni molto fruttuosa. Anche l’allora

Cassa Rurale ed Artigiana di Fossalta

(oggi Banca S. Biagio del Veneto

Orientale) sostenne in modo tangibile

lo sforzo del comitato per dare una

veste dignitosa a quello che era diventato

un museo. Fu così che la

struttura venne inaugurata ufficialmente

il 14 agosto 1990, avvenimento

al quale venne dato molto risalto,

poiché era la prima esperienza del

genere attuata nel territorio.

Dalla catalogazione iniziale dei vari

oggetti secondo l’epoca storica, l’utilizzo

manuale per il fabbisogno, le dimensioni

e la rarità, pian, piano, il

museo ha assunto una configurazione

precisa nell’esposizione, ricostruendo

gli ambienti soprattutto

dell’inizio ’900 con tutti i materiali di

carattere tecnico e domestico che

hanno caratterizzato per molti versi

la vita di questa zona.

Il museo poi si è arricchito anche di

un capannone e di un grande portico,

la zona esterna di una caratteristica

casa colonica dove trovano riposo

le vecchie macchine agricole, il


sottoportico con l’abbeveratoio per

le bestie, la pompa dell’acqua, il lavatoio

e la colombaia per i piccioni. È

stata ricostruita, sempre esternamente

l’aia, dove sono raccolti gli attrezzi

più frequentemente utilizzati

nel mondo contadino di quel tempo.

Indi la stalla e la scuderia con l’immancabile

mangiatoia, il fienile, il calesse

e l’occorrente per la pulizia degli

animali.

Il reparto del vino trova la sua espressione

più genuina nella cantina con

tutti i suoi elementi che ne caratterizzano

l’ambiente: le botti, i tini, le pigiatrici,

i torchi, le damigiane, i fiaschi

che un tempo sostituivano le bottiglie

oggi in uso.

Di grande suggestione è la ricostruzione

della vecchia casa prevalentemente

contadina delle zone di campagna.

Dall’entrata si scorge il focolare,

la tavola per desinare con le tradizionali

sedie impagliate, la scala di

legno che porta al granaio, la cassapanca,

la «panara» per la farina, e il

secchiaio e in un angolo la camera

da letto.

Questa è la ricostruzione della vita

della civiltà contadina, arricchita nella

sua ricostruzione con tavole e travi

per il soffitto originali, scale in legno,

lavandino in granito, vecchi armadi e

letti in ferro per le camere; in uno

spazio sono raccolti gli oggetti della

vita sociale, ossia le arti e i mestieri

che si sono tramandati per generazioni.

Sono tasselli di un mondo dove ogni

mestiere aveva i suoi inventori, gente

dalle abili mani che per ogni lavoro

costruiva gli strumenti adatti per

svolgerlo, soddisfando le esigenze

degli avventori del tempo. Si ha così

un’esposizione particolarmente efficace

per rappresentare il lavoro degli

artigiani, degli artisti di mestieri ormai

scomparsi e in disuso.

Emozionante ritrovare il barbiere con

i suoi rasoi affilati nella cinghia di

cuoio; il calzolaio con gli zoccoli di legno

e le brocche sotto; la fucina del

fabbro con i suoi attrezzi; lo scalpellino

e il marmista tra scalpelli e martelli;

e poi il sarto, antica sapienza

nella confezione di vestiti con il metro

arrotolato e le lunghe forbici.

Altri angoli del museo sono riferiti alla

scuola, alle foto e ai documenti

d’epoca molto interessanti per la storiografia

locale, alla musica, al «speziar»

(l’odierno farmacista), alla storia

dell’illuminazione con le prime

lampade e i primi interruttori. Per finire

anche alla rievocazione fotografica

dei momenti terribili e devastanti

delle due guerre mondiali.

Tanto materiale comunque è ancora

da catalogare e da sistemare,

poiché la raccolta continua

ed è una raccolta veramente

preziosa, che dà la possibilità,

soprattutto alle nuove generazioni,

di osservare da vicino e

direttamente gli oggetti esposti

per trovare appieno la suggestione

che il museo è in grado di trasmettere.

L’interesse per il museo etnografico,

visitato da numerose persone

e da molte scolaresche, è uscito

da Fossalta, perché esso è diventato

ormai patrimonio e insegnamento

per tutto il territorio della bassa pianura

veneto-friulana.

Franco Romanin

noi e voi

17


La Banca

per la lirica

Musica e canto sono cultura, e per la

Banca S. Biagio la cultura è uno dei

cardini su cui basare il proprio impegno

per la crescita delle comunità in

cui opera. Un cammino importante

per essere tra la gente e con la gente,

per questo molteplici sono le manifestazioni

a cui il nome della «S.

Biagio» è abbinato quale sostenitrice.

Tra le tante di questo 2005 il

Festival musicale di Motta di Livenza.

Una iniziativa importante che segna

la partenza di un legame tra Oderzo,

con l’Associazione Musicale Oder, e

la città di Motta di Livenza.

L’associazione presieduta dal maestro

Maria Grazia Patella, ha programmato

tre momenti importanti

per il neonato festival legato a motivazioni

ben precise come afferma la

stessa presidente:

«Queste manifestazioni, per noi musicisti,

hanno un significato ed un

grandissimo valore musicale: Motta

di Livenza, infatti, ha dato i natali al

musicista Andrea Luca Lucchesi che

fu il vero maestro di Ludwig van

Beethoven e, secondo le tesi «rivoluzionarie»

di Giorgio Toboga, il fornitore

di musiche a Joseph Haydn e

Wolfang A. Mozart.

È un tema per noi appassionante

perché, nel rispetto dei documenti

reperiti da Toboga e nel rispetto della

logica, sarebbe necessario riscrivere

la storia della musica della fine del

18 noi e voi

’700, partendo proprio da Motta di

Livenza.

È per questo motivo che cercando,

anche con l’apporto di esperti musicologi,

di mettere in luce queste verità

partendo da un «Festival musicale»

e istituendo il primo ‘riconoscimento

internazionale Andrea Luca

Lucchesi’ pensiamo di incontrare l’interesse

di molti.»

Il Presidente della «S. Biagio» Franco

Anastasia sintetizza così l’impegno

dell’Istituto da lui presieduto.

Promuovere le iniziative culturali del

territorio è una tra le attività che la

Banca S. Biagio del Veneto Orientale,

da diversi anni, coltiva ed incentiva

con particolare sensibilità.

Per infondere nel territorio in cui

opera un crescente interesse anche

per le iniziative culturali, abbiamo

cercato di rendere esplicito questo

nostro impegno promuovendo il

Festival Musicale della Città di

Motta di Livenza.

Contribuire alla formazione della cultura

non è semplicemente diffondere

nozioni, ma prevedere una loro profonda

rielaborazione intellettuale e

spirituale, che coinvolga i vari rami

del sapere.

La MUSICA, L’ARTE, IL TEATRO sono

tutti strumenti che arricchiscono

concretamente la personalità di un

individuo e lo rendono capace di

operare al meglio sul presente, do-

po aver conosciuto e compreso il

passato.

All’interno del neo nato Festival Musicale,

viene rappresentata la più famosa

ed amata fra le operette: «La

Vedova Allegra» di Franz Lehàr, in

occasione dei cento anni dalla prima

rappresentazione.

Il ricavato della serata verrà utilizzato

per il finanziamento di un progetto

per le scuole , con lo scopo di avvicinare

i giovani alla cultura, allo spettacolo

ed al teatro.

La Banca S. Biagio del Veneto Orientale

sostiene questa lodevole iniziativa,

rivolgendosi a quanti credono

nella diffusione della cultura come

strumento per favorire lo sviluppo di

valori sociali ed umani.

PROGRAMMA

VENERDÌ 29 LUGLIO

«American Singer Gran Galà» (concerto

con i cantanti americani del Epcaso

che da 20 anni frequentano un corso

di perfezionamento del canto lirico ad

Oderzo).

SABATO 30 LUGLIO

«La Vedova Allegra» di Franz Lehàr,

produzione esclusiva del centenario.

PRIMA SETTIMANA DI OTTOBRE

«Il filosofo di Campagna» opera Buffa

di Carlo Goldoni – musicata da

Baldassarre Galuppi (contemporaneo

di A. Luca Lucchesi). Evento dedicato

gratuitamente ai ragazzi delle scuole

medie di Motta di Livenza per avvicinarli

al mondo dello spettacolo lirico:

la forma più completa della cultura

che esista.


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Le condizioni contrattuali ed ulteriori notizie sono riportate

nei fogli informativi a disposizione del pubblico presso

le filiali della Banca.

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Janna/Pn


Cinquantadue anni, un fisico da fare

invidia, un lavoro da «dietro la scrivania»

quale segretario–procuratore

del Centro Servizi Confartigianato del

Veneto Orientale e direttore della sezione

di San Donà di Piave, Roberto

Barbieri, ha scoperto la passione per

la Canoa, ed il piacere di battere dei

record.

Con questi precedenti la voglia di conoscere

il personaggio e raccontarlo

ai nostri lettori è stata tanta, siamo

andati a trovarlo e lo abbiamo sollecitato

a «raccontarsi».

Diciamo subito che Roberto Barbieri

in coppia con Diego Nazzari, ha il

primato mondiale nel doppio sulle

100 miglia marine stabilito il 13 luglio

1997 ed ancora imbattuto, in

26 ore e 38 minuti con un Kayak K2

ottenuto sulle acque dell’Adriatico

veneto istriano, pagaiando nella

stessa occasione per 27 ore, 47 minuti

e 30 secondi, coprendo una distanza

di 200,5 Km e che al momento

dell’intervista, assieme al

compagno di pagaia Gilberto Luppi,

si sta preparando per il record sulle

115 miglia marine pari a 213 Km.

20 noi e voi

PER FIUMI O PER MARE

Canoa... che passione!

Tratto Parenzo-Chioggia-Venezia-

Jesolo.

BARBIERI, CI PARLI DI QUESTA SUA

PASSIONE E DI QUESTI RECORD.

Innanzitutto l’iniziativa di quest’anno

è a sostegno del movimento «Il Ponte»

che opera nel sociale ed ha raccolto e

distribuito poco tempo fa oltre 52 mila

euro, ed altre iniziative ha messo in

cantiere per il 2005/2006.

Quello che noi ci prefiggiamo è il tentativo

di realizzare il nuovo primato

del mondo in mare aperto, con una

«non stop» con l’obbiettivo di superare

i 200 Km pari a 115 miglia marine.

Il tentativo sarà effettuato tra fine

giugno e metà luglio, partendo da

Parenzo indicativamente alle 6 del

mattino, ed arrivare il mattino successivo

dopo circa 30 ore ad Jesolo

località Piazza Milano. Il regolamento

non concede nessuna pausa, solo

piccoli riposi di massimo cinque minuti,

senza mai uscire dalla canoa.

Come si vede è uno sforzo importante

al quale ci stiamo preparando da

tempo, prove in mare ne abbiamo

fatte diverse ed a distanza di otto an-

ni ci accingiamo con l’amico Gilberto

a questa nuova avventura.

COME E QUANDO È NATA QUESTA SUA

PASSIONE?

La prima volta che io sono andato

in Kayak è stata il 31 dicembre

1992 alla soglia dei quaranta anni,

per una prova con me stesso. Ho

scelto il mare perché mi piace molto,

ed uno sport che non avevo mai

praticato, tra quelli anche a livello

agonistico affrontati fino allora. Il

mare è bello ma ha delle regole

ben precise che bisogna rispettare,

per affrontarlo bisogna quindi conoscerlo

bene e rispettare queste

regole, per battere dei record, ci

vuole la preparazione fisica ma anche

e soprattutto quella psicologica,

l’una senza l’altra, non porta da

nessuna parte. Trenta ore in acqua,

interviene Gilberto Luppi, richiedono

una preparazione fisica notevole

ma anche psicologica notevole, lo

sforzo fisico è tanto, ma è tanto anche

quello mentale, non certamente

superabile se non sei psicologicamente

preparato.


QUANTO E COME VI ALLENATE?

Noi ci alleniamo dalle cinque alle sei

ore al giorno tutte le settimane, salvo

due giorni che servono per «lo

scarico». Ci alleniamo al mattino presto

prima di andare al lavoro, nelle

pause del pranzo ed alla sera e fine

settimana. Nel periodo invernale

molta palestra per mantenere il tono

muscolare e la potenza aerobica, con

la buona stagione per fiumi e per

mare con carichi di lavoro sempre

più importanti.

COME SI AFFRONTA UN RECORD, E CON

QUALI SUPPORTI?

Un record si affronta con regole e

controlli ben precisi controllati da

personale qualificato a farlo. Per

quanto concerne il supporto logistico,

siamo seguiti da una barca a vela

di appoggio, con a bordo anche un

medico ed altre persone per eventuali

necessità, barca, medico ed equipaggio

sono tutti volontari; il personale

per la convalida del record appartiene

alla federazione.

TRENTA ORE E PASSA IN DUE SU UNA

CANOA, RICHIEDONO ANCHE UN «FEE-

LING» NOTEVOLE TRA I DUE. OLTRE A

PAGAIARE COSA FATE?

La preparazione serve anche a questo

a conoscerci, a capirci, per superare

eventuali cedimenti dell’uno o dell’al-

tro che inevitabilmente avvengono ma

che poi passano, noi pagaiamo a circa

sessanta colpi al minuto, per trenta e

passa ore faccia lei il conto, in questi

momenti ci parliamo, facciamo anche

qualche battuta per sdrammatizzare.

PER FARE QUESTE COSE PERÒ BISOGNA

AMARE IL MARE?

Sicuramente, il mare è bello, ed è

bello anche andare per fiumi durante

gli allenamenti, ti immergi nella natura,

ed è tutto fantastico. Senti i silenzi

che parlano, la canoa scivola senza

tanto rumore e ti immergi in un mondo

diverso.

RITORNANDO AL RECORD, COME VEN-

GONO CERTIFICATI?

Prima di tentare un record, noi informiamo

la Federazione Italiana Canoa-Kayak

alla quale siamo iscritti, e

l’organizzazione del Guiness dei primati.

Il giorno della gara, come detto

prima, nella barca di appoggio si

porta anche il giudice della federazione

che cronometra secondo le regole

dettate dalla stessa, ed alla fine redige

il verbale che va depositato per la

conferma e per la registrazione nell’albo

del Guiness.

HA QUALCHE ANEDDOTO PER CONCLU-

DERE?

Ne avrei tanti, ma mi piace ricordare

invece una iniziativa di amicizia

quando nel novantatrè, siamo stati,

sempre via mare, a Rovigno e siamo

ritornati portando un messaggio del

sindaco di Rovigno al sindaco di San

Donà quando c’era ancora la guerra

in Croazia. Un gesto che poi ha avuto

un piacevole seguito.

Ellesse


Fatti ed avvenimenti

Fossalta di Portogruaro:

Festival Internazionale

Organistico

Grande edizione anche la 5 a del

Festival Organistico Internazionale

«Città di Fossalta di Portogruaro»,

un Festival pensato per valorizzare

il particolare strumento «Barocco»

della ditta Zanin di Codroipo di cui

si è dotata la parrocchiale San Zenone,

completato ora anche del «Tergale e

relativa tastiera» che lo hanno reso

unico nel Veneto e nel Friuli.

A questo festival anche la «S. Biagio»

contribuisce in maniera concreta, con

le istituzioni, le parrocchie fossaltesi e

le associazioni musicali interessate.

Una edizione ancora un volta con

grandissimi interpreti che il 12 ha visto

alle tastiere un virtuoso quale Stefano

Rattini, organista titolare della

Cattedrale di Trento, ricco di un

palmares di prim’ordine in fatto di

concerti in Patria ed all’estero e di

incisioni per le maggiori «etichette» che

ha deliziato il pubblico, (cominciato

finalmente a crescere) con esecuzioni

di assoluto valore. Un connubio

fantastico Organo-Sassofono giovedì

19 maggio ha strappato applausi

prolungati, e convinti entusiasmi.

Semplicemente splendidi Marco

Gerboni con il suo Sassofono, e

Francesco Tasini all’Organo; un’ora e

mezzo di grande musica a partire da

Vinci, Handel ecc. per finire

D. Ellington, Gershwin, Plaza e

Piazzolla. Parrocchiale gremitissima

alla serata finale con il Chorus Carmina

22 noi e voi

diretto da Annalisa Bonetto, ed

il maestro Michele Bravin alle tastiere.

Entusiasmo per una riconosciuta

bravura che nell’occasione si può

dire sia stata ancor più evidenziata,

per sfatare il detto «nemo profeta in

patria». Il Chorus Carmina composto

da giovani talenti, anche se qualcuno

viene da fuori come il soprano solista

sanstinese Francesca Geretto e

qualche altro, è considerato fossaltese

a tutti gli effetti perché a Fossalta ha

la sua sede ed è stato fondato, così

come il giovane maestro Bravin già

affermato sia in Italia che all’estero

dove tiene concerti e si esibisce

sempre più sovente, pur essendo

portogruarese di nascita è fossaltese

d’adozione. Ed il tifo ed i consensi

sono stati… «da stadio». Ora

l’appuntamento è per l’edizione 2006.

La Corale Folkloristica

in Francia ad onorare

i caduti dell’Izourt

È stato un doppio impegno quello che

la Corale Folkloristica «Fossalta»

ha sostenuto in Francia nell'ultimo fine

settimana di marzo; un doppio

impegno carico di significati svolto in

maniera egregia dal gruppo presieduto

da Mario Bornacin e diretto da Fabia

Geremia che ha suscitato grandi

entusiasmi e consensi per la bravura e

la simpatia che ha saputo trasmettere,

come sottolineato ampiamente anche

dalla stampa d'oltralpe. Il primo:

festeggiare il 15° del gemellaggio tra

Fossalta ed Aucamville che cadeva

il 25 marzo con un concerto nella

chiesa della cittadina francese di fronte

alle autorità cittadine ed un folto

pubblico, dopo il ricevimento in

municipio ed il saluto del sindaco

Andrè Gerard, subentrato a Maurice

Canut per dimissioni dello stesso.

Poi, il 26 e 27, ad onorare i caduti per

il lavoro nella valle dell'Ariege; e sono

stati due giorni di grande intensità e

commozione per tutti. Il ricordo dei

31 morti di cui 29 italiani, e tra

questi ben 20 veneti, 4 friulani,

2 piemontesi, un bergamasco,

un emiliano ed uno calabrese,

dimenticati per oltre sessanta anni,

è tornato prepotentemente nei cuori

di tutti grazie all'iniziativa

dell'Associazione francese «Ricordate»

e dell’Alleanza Franco-Italiana del Midì

Pyrenées. Oltre alla Corale, a

rappresentare Venezia, il consigliere

provinciale Bruno Moretto ed

il sindaco di Fossalta Bruno Panegai

ed altri cittadini. Dalla provincia di

Vicenza il coro di Arsiero, di Belluno

il coro Val del Sole, ed autorità

provinciali e comunali, famigliari delle

vittime, la Provincia di Pordenone con

il presidente Elio De Anna, ed ancora

Cuneo ed altri. Il ricevimento in

Provincia a Foix, i concerti a Tarascon

ed a Vicdessos, la Santa Messa

il giorno di Pasqua celebrata dal

Vescovo di Pamier, e l’omaggio ai

piedi della stele a ricordo di tutti

i caduti della tragica notte del 23

marzo 1939, che ha ridato voce e

dignità a chi per troppo tempo è

rimasto ingiustamente nel

dimenticatoio. Emozioni forti in tutti

gli oltre mille presenti alla cerimonia e

per la Folkloristica Fossalta, vissuti

grazie anche alla Banca S. Biagio,

come sempre disponibile.


PORTOGRUARO:

è nata l’associazione

«Amici del Cuore»

Un’Associazione chiamata «Amici del

Cuore» è nata a Portogruaro con

lo scopo di sensibilizzare la gente sulle

problematiche legate a questo

importante «muscolo» centro e

motore della vita di ognuno, per

cercare di mantenerlo il più possibile

in «salute», attraverso un modo

comportamentale corretto nel

rapporto con il cibo, le bevande, stile

di vita, ecc.ecc.; insomma, per cercare

di – trattare meglio – l’indispensabile

«motore della vita».

Un programma di incontri e

conferenze nel territorio hanno

proprio lo scopo di sensibilizzazione

dei cittadini per diventare davvero

«amici del cuore». L’Associazione che

opera in tutto il Veneto Orientale, è

presieduta dal dottor Antonio

Speranza che si avvale della

collaborazione dei vice presidenti:

vicario Renzo Zucchetto, ed aggiunto

Germano Gottai. Tesoriere è Nello

Gobbato; Coordinatore Sanitario è il

dottor Roberto Cazzin, primario della

divisione di Chirugia dell’Ospedale di

Portogruaro, segretaria è Nadia Lena.

Con lo slogan: «La salute del tuo

cuore in larghissima parte dipende

da te», è partita la campagna di

informazione per far capire che

i fattori di rischio possono essere

sensibilmente ridotti attraverso

salutari stili di vita. Con il dottor

Roberto Cazzin, collaborano

scientificamente per le conferenze

molti medici dell’Assl 10 San Donà-

Portogruaro. Diventare soci

dell’Associazione è facile, basta

contattare la struttura

e seguire l’iter che sarà illustrato.

L’associazione è Onlus senza scopi di

lucro e si avvale del volontariato.

LIGNANO: Olimpiadi

della gioventù europea

Lignano e l’entroterra friulano sono

stati «invasi» da migliaia di persone

provenienti da ben 48 nazioni.

Qualcuno potrebbe pensare che per

una spiaggia questa non è una novità

ma la norma, invece non è così.

Questa volta si è trattato di un

avvenimento straordinario ed unico

nel suo genere; nei giorni dal tre

all’otto luglio si sono svolte in terra

friulana le Olimpiadi della gioventù

europea (EYOF), una manifestazione

che ha richiesto una particolarissima

preparazione ed un impegno non

indifferente sotto il profilo economico

ed organizzativo. Il quartier generale

della manifestazione situato al villagio

GeTur, villaggio olimpico di 50 ettari

di Lignano Sabbiadoro, per mesi è

stato un fiorire di iniziative per

programmare a puntino la

manifestazione. Sei i comuni sede

di gare, e più precisamente: Lignano

Sabbiadoro, Latisana, San Giorgio di

Nogaro, Azzano Decimo, San Vito al

Tagliamento, Morsano al Tagliamento.

22 gli impianti sportivi che hanno

ospitato le undici specialità: atletica

leggera, pallacanestro, judo, tennis,

calcio, nuoto, ginnastica, pallavolo,

canoa/kayak, pallamano, ciclismo.

Quasi tremila atleti di età compresa

tra i 14 ed i 18 anni, 10.000

le persone al seguito degli atleti tra

tecnici, accompagnatori e familiari;

quarantotto come detto sopra le

nazioni partecipanti, oltre mille

i volontari reclutati dal comitato

organizzatore con la collaborazione

di Coni, federazioni ed enti di

promozione sportiva. I risultati

sportivi sono stati altri organi di

stampa a farli conoscere.

A «Noi e Voi», giornale della

«S. Biagio», il piacere di confermare

la valididell’evento, e la grande

capacità e professionalità dimostrata

dalla gente della comunità in cui

opera.

Veneto Innovazione:

è fossaltese il nuovo

presidente

È nato a Vado di Fossalta di

Portogruaro Giorgio Minighin

– Socio della «S. Biagio» – ed ex

sindaco della comunità fossaltese

il nuovo presidente di Veneto

Innovazione, Agenzia regionale per

lo sviluppo delle imprese.

Cinquantacinque anni l’avvocato

Minighin, è amministratore delegato

del Craca (Centro regionale di

assistenza per la cooperazione

artigiana), segretario provinciale

dell’Unione artigiani di Venezia, e

componente della Giunta camerale

veneziana. Minighin subentra a

Sandri presidente uscente in scadenza

di mandato che aveva presentato

le dimissioni. «Assumo l’incarico per

spirito di servizio – ha detto il neo

presidente – quale traghettatore della

società fino ai prossimi rinnovi delle

cariche da parte della Regione,

con l’impegno nel periodo di seguire

la linea tracciata dal presidente

uscente del quale sono stato

vicepresidente in questi ultimi tre anni.

Auguri e complimenti.

noi e voi

23


LIBRI

Un pais e la so zent

(un paese e la sua gente)

È l’ultima fatica libraria di Franco

Romanin edito dalla Bassa, e

presentato a San Michele in una

sala gremita all’inverosimile il marzo

scorso.

Un libro per parlare di San Michele,

della sua gente, delle sue tradizioni,

dei mestieri e dei giochi di un tempo,

corredato con bellissime foto in

bianco e nero; quelle di Romanin sono

pagine di un passato che deve essere

24 noi e voi

Jesolo: terzo Torneo

Nazionale di Calcio a 5

80 squadre da tutta Italia, 1200

bancari, 230 partite giocate in 3

giorni di giorno e di notte su 9 campi

ogni 45 minuti, una presenza di oltre

3000 persone. Numeri ad effetto in

primo piano a rimarcare il successo

del Torneo Nazionale di Calcio a 5 dei

dipendenti ed amministratori del

Credito Cooperativo organizzato da

Iccrea Banca con il patrocinio di

Federcasse ed il supporto della locale

Four Season. Una manifestazione

giunta alla terza edizione che

quest’anno ha avuto come cornice lo

stadio Picchi ed il circolo Play Village di

anche presente nella memoria degli

anziani ed illustrato ai giovani per non

essere dimenticato, come hanno

sottolineato Walter Rogato che ha

presentato il libro, il sindaco di San

Michele Sergio Bornancin, e le varie

figure istituzionali che sono

intervenute. Franco Romanin con una

certa emozione ha poi ringraziato

tutti con quella modestia che lo

contraddistingue, ma con la certezza di

aver fatto ancora una volta centro nel

cuore della gente; ma non solo in

quella di San Michele.

Tajapiera a Fossalta

Flavio Bornacin, con questo suo

volumetto edito a cura di Valerio

Formentini, ha inteso dare un

contributo alla conoscenza degli

scalpellini che a Fossalta di

Portogruaro sono stati dei veri e

propri artisti. Poco più di una

cinquantina di pagine per ricordare

personaggi, aneddoti, di gente

semplice che ha lasciato un segno

tangibile del proprio lavoro e della

Jesolo, impegnati nell’ospitare un tour

de force sportivo da giovedì 2 giugno

a domenica 5 giugno, giornata finale

dedicata alla partita del cuore tra

Direttori Generali e Presidenti di

B.C.C. e alle festose premiazioni con

la partecipazione del presidente di

Federcasse, avv. Alessandro Azzi.

Per la cronaca, il torneo è stato vinto,

per la terza volta consecutiva, dalla

B.C.C. di Roma che ha battuto in finale

la B.C.C. Alta Padovana; Banca S. Biagio,

entrata eroicamente ai sedicesimi di

finale, ha dovuto soccombere al caparbio

dominio di Banca della Bergamasca.

propria arte in molte parti non solo

venete e friulane, con un mestiere che

oggi sta scomparendo sotto l’incalzare

di macchine programmate al

computer. Sicuramente meno fatica, e

certamente un altro pezzo di storia

che se ne và. Il semplice scrivere di

Flavio Bornacin, che tende a precisare

di non essere uno scrittore, ma ancora

un «marmista» è piacevole da leggere

ed il corredo delle foto, fanno di

questo libro una preziosità da tenere

con piacere nella biblioteca;

ovviamente dopo averlo attentamente

letto, e per poter riandare ancora con

la memoria in quei tempi, che poi non

sono così lontani.


PILLOLE DI SPORT

Volley Bibione

in serie B

«Alla Bibione Mare Volley per l’ambita promozione in serie

B, frutto dell’impegno e passione profusi dagli atleti,

tecnici e dirigenti, augurando sempre nuovi successi».

Con queste parole impresse su una targa

l’amministrazione comunale di San Michele al Tagliamento

ha voluto ricordare l’importante risultato ottenuto dalla

locale squadra di pallavolo che lo scorso 29 aprile, a 25

anni dalla nascita, ha raggiunto la prima serie di livello

nazionale. La cerimonia di premiazione si è svolta martedì

17 maggio in municipio, alla presenza dell’intero consiglio

comunale, poi riunitosi in seduta straordinaria.

Ad intervenire per la Bibione Mare Volley, il presidente

Roberta Mio, il direttore sportivo Gianfranco Lorenzon,

il segretario Michele Marchetto, l’addetto alle pubbliche

relazioni Stefano Bergamo e l’allenatore Federico Orsatti,

oltre ovviamente ai suoi 13 giocatori: Ezio De Pin, Flavio

Agnolin, Andrea Angeli, Riccardo Vit, Enea Stefanuto,

Riccardo Vignaduzzo, Federico Glatsman, Alberto

D’Annunzio, Francesco Gregoris, Massimiliano Giuliari,

Giovanni Tonin, Michele Vit e Christian Zorat.

«Abbiamo appreso con grande soddisfazione la notizia

della promozione – ha dichiarato il sindaco Sergio

Bornancin rivolgendosi ai suoi ospiti – si tratta di un

risultato prestigioso per la vostra squadra, ma anche per

Bibione e per tutto il comune di San Michele che vede una

formazione sportiva locale partecipare ad un campionato

nazionale. Come amministrazione comunale siamo da

sempre attenti a tutte le attività che favoriscono

la socializzazione e la crescita nel rispetto di valori che

orientano verso una corretta convivenza sociale».

È seguito quindi un excursus sulla storia della società,

nata nel 1980 per iniziativa di un gruppo di appassionati

della pallavolo, con il supporto economico di alcuni

imprenditori della spiaggia di Bibione.

Partendo dai campionati minori e giovanili, la formazione

gradualmente si è portata dalla terza divisione provinciale

fino alla serie C regionale. Con l’ingresso dello sponsor

«Bibione Mare» la squadra si è poi ulteriormente

potenziata fino ad arrivare, dopo un triennio di brillanti

stagioni, al traguardo della serie B2. «Siamo fieri ed

orgogliosi di questo risultato – hanno poi spiegato i neo

promossi durante la cerimonia di premiazione nella sede

municipale – viste le dimensioni ed il decentramento

geografico di Bibione è stata una vera e propria impresa.

Abbiamo avuto la meglio su realtà sportive ed

economiche di gran lunga superiori, vincendo nella

disciplina. Abbiamo sempre prestato la massima

attenzione alla maglia ed al nome che portavamo in giro

nei vari palasport del Veneto: in tal modo Bibione

è diventata sinonimo di educazione e di fair play».

La squadra appare inoltre coinvolta anche in un ulteriore

ed importante progetto sportivo: «Oltre al campionato

maschile ci stiamo impegnando in un capillare lavoro a

livello giovanile in tre frazioni del territorio comunale di

San Michele al Tagliamento, vale a dire Bibione, San Giorgio

e Cesarolo. Per il prossimo futuro abbiamo anche

intenzione di entrare in sinergia con il mondo della

scuola, stimolando la pratica della pallavolo negli istituti

scolastici. Questa attività di promozione rappresenta un

investimento sul futuro. Si creano infatti in tal modo nuovi

atleti per gli anni a venire e si offrono anche esperienze

educative e formative». Prossimo obiettivo della Bibione

Mare Volley, che già si sta preparando ad una nuova

stagione sicuramente impegnativa, il mantenimento della

serie B2.

Jennifer Colusso

noi e voi

25


26 noi e voi

Università

a Portogruaro

ampliata

l’offerta formativa

Economia aziendale

SI COMPLETA CON IL TERZO ANNO

La città di Portogruaro ospita – ormai

da otto anni – una significativa attività

di istruzione universitaria.

Il prossimo anno accademico 2005-

2006 vedrà il raggiungimento di un

importante traguardo, per raggiun-

gere il quale hanno lavorato proficuamente

il Consiglio di Amministrazione

della Portogruaro Campus,

il Comune di Portogruaro, la Fondazione

di Comunità Santo Stefano, la

Fondazione Collegio Marconi, le

Associazioni di categoria del territorio,

privati sostenitori come la Banca

S. Biagio del Veneto Orientale.

Si tratta del completamento, con il

terzo anno, del corso di laurea triennale

in Economia Aziendale della

Facoltà di Economia dell’Università

Ca’ Foscari di Venezia.

Viene assicurata, così, agli studenti la

possibilità di conseguire la laurea

triennale a Portogruaro, ma non solo:

– presso il Polo Universitario di

Portogruaro alcuni docenti garantiranno

la loro presenza costante (per

colloqui, ricerche, tesi di laurea), oltre

a quella necessaria per l’attività

didattica;

il corso di laurea prevederà, tra gli

esami a scelta, un indirizzo in economia

delle aziende turistiche ed agroalimentari.

A questo proposito verranno

attivati gli insegnamenti di:

Economia e gestione delle imprese

turistiche, Diritto regionale del turismo,

Economia del turismo, Economia

e gestione dell’azienda agraria

ed agroalimentare, valorizzazione


delle risorse agroalimentari e del territorio

rurale a finalità turistiche.

Il corso di laurea in Economia Aziendale

ha come obiettivo quello di fornire

una preparazione complessiva sui

temi della gestione di impresa, sia essa

di grandi dimensioni, come di piccole

e medie; il laureato in Economia

Aziendale ha acquisito una capacità

di analisi dei problemi aziendali di livello

superiore ed è pronto per avviarsi

a ruoli manageriali e direttivi.

Certo il mondo delle imprese del

Veneto Orientale non è fatto di grandi

aziende, quindi potrebbe sembrare

anacronistico questo corso di laurea.

In realtà occorre tenere in conto

due aspetti:

1. la laurea triennale è una laurea

breve, non specialistica;

2. una preparazione «aziendalista» dei

titolari e manager è indispensabile anche

nelle piccole e medie aziende.

Con questo spirito Portogruaro

Campus ritiene di offrire al territorio

portogruarese una occasione unica

per formare la propria classe dirigente

imprenditoriale. Guardando, poi,

all’economia reale, la presenza di

una grande attività turistica e agroalimentare

spiega la scelta dell'indirizzo

turistico ed agroalimentare del

corso di laurea.

È importante che il territorio sappia

che la realizzazione di questo corso

di laurea porterà a Portogruaro un

gruppo altamente qualificato di docenti

universitari, che saranno a disposizione

per attività di analisi e ricerca,

nonché per la valorizzazione

complessiva del territorio.

Il corso di laurea consolida la presenza

dell'Università «Ca’ Foscari» a

Portogruaro. La Facoltà di Scienze

Matematiche Fisiche e Naturali ha

già svolto due edizioni del Master

Universitario di 1° livello in Certificazione

Ambientale e di Qualità,

che – a sua volta – ha generato la

realizzazione di un master sulla sicurezza

alimentare e di un master sulla

cultura del cibo.

Economia turistica, qualità, tutela

dell’ambiente, cultura del cibo diventano

i filoni sui quali Portogruaro

Campus vuole spendere le proprie risorse

per contribuire ad una formazione

di eccellenza degli operatori

economici del territorio.

La presenza di numerosi studenti

universitari già occupati è un segnale

evidente delle possibili ripercussioni

positive della presenza del mondo

accademico a Portogruaro.

I risultati raggiunti finora dal Polo

Universitario di Portogruaro si possono

sintetizzare con il numero dei

laureati ad oggi: circa 250 studenti!

Altro numero assolutamente significativo

è quello degli iscritti totali ai

quattro Corsi di Laurea: 1.150 studenti,

di cui oltre 250 matricole per

l’anno accademico 2004-2005.

Va sottolineato, in maniera particolare,

che da 2 anni è stato avviato il

corso di laurea in Scienze della Formazione

Primaria (titolo obbligatorio

per quanti volessero insegnare nella

scuola primaria), con l’Università di

Trieste. Collegato al corso di laurea in

Scienze della Formazione Primaria è

stato attivato un assegno di ricerca

sui temi della organizzazione scolasti-

ca del territorio, che ha già prodotto

una serie di iniziative formative per

insegnanti e dirigenti scolastici.

A vantaggio degli studenti (in particolare

di quelli lavoratori) sono realizzati

dal Polo Universitario alcuni

indispensabili servizi:

il sito internet: www.univportogruaro.it,

aggiornato in tempo reale,

dove è possibile reperire tutte le

informazioni necessarie sulle varie

attività universitarie (anche l’iscrizione

agli esami è on-line);

– la mensa universitaria è aperta tutti

i giorni dal lunedì al venerdì (vantaggiosa

per gli studenti universitari, dal

momento che – grazie ad una convenzione

con gli ESU –, gli studenti

iscritti possono fruire di un pasto

completo a tariffa ridotta).

A Portogruaro, dunque, ci si può

iscrivere a ben quattro corsi di laurea,

di cui tre prevedono un numero

limitato di studenti e due (Scienze

Infermieristiche e Scienze della Formazione

Primaria) sono lauree cosiddette

«professionalizzanti».

Reggere questo impegno è una bella

sfida!

Paolo Anastasia

noi e voi

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