gratitudiNe - Uomini Nuovi

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gratitudiNe - Uomini Nuovi

più vicino a lei in questi anni difficili.

La sua presenza ai culti della

Chiesa di Lugano è purtroppo

venuta meno a causa dei suoi

problemi di mobilità e della sedia

a rotelle che oramai doveva utilizzare

negli spostamenti. Tuttavia,

ogni volta che rientravo dai culti,

lei voleva sempre sapere chi era

stato presente e che cosa era

stato detto durante il sermone.

Le dispiaceva di non poter partecipare

ai culti. Secondo la Parola

in Malachia 3:16, “Allora quelli che

hanno timore del Signore si sono

parlati l’un l’altro; il Signore è stato

attento e ha ascoltato; un libro

è stato scritto davanti a lui, per

conservare il ricordo di quelli che

temono il Signore e rispettano il

suo nome”.

Per conservare il ricordo di Ruth,

sia come persona della famiglia

che come esempio di fede, diverse

persone, durante le esequie,

hanno fornito un fraterno contributo

d’amore cristiano.

La sorella Myriam Giovanardi,

che con il marito Romolo Giovanardi

sono da anni collaboratori di

Uomini Nuovi ha condiviso alcune

parole, seguita dagl’interventi

di numerose personalità evangeliche

della Svizzera e dell’Italia:

Giuseppe Cadamuro, Presidente

della Federazione delle Chiese

Libere del Ticino; Philippe Rothenbuhler

in rappresentanza

dell’Unione Svizzera delle Chiese

di Risveglio; il Pastore Paolo de

Petris della Chiesa Riformata di

Bellinzona; il Pastore Giuseppe

Piccolo della Chiesa Betel di Milano

(uno fra i primi collaboratori

di Uomini Nuovi).

Il messaggio della Parola di Dio è

stato condiviso dal Pastore Remo

Cristallo, Presidente della Federazione

delle Chiese Pentecostali,

che ha fatto la sorpresa della sua

presenza per manifestare la sua

personale amicizia e quella della

fratellanza italiana.

Ruth ha lasciato un libro colmo

di ricordi eccezionali, malgrado

Ruth insieme a me con Anna, Renata e Claudio, .

In copertina: la foto del nostro matrimonio nel 1953

e una foto con Claudio e la nostra Topolino, la Fiat

500, che era il mezzo che ci portava dalle Alpi alla

Sicilia. Eravamo sempre riconoscenti di rendere il

nostro piccolo servizio alla causa del Vangelo!

la fragilità della sua salute fisica.

Che la beata speranza di ciò che

è mortale sia assorbita dalla vita,

poiché Gesù ci dice: “Io vivo e voi

vivrete”.

Pastore Giuseppe E. Laiso

Una storia lunga oltre mezzo secolo, quella che ha visto Giuseppe

e Ruth condividere l’impegno missionario nel Ticino e

in Italia sviluppando sul fronte editoriale e radiofonico il lavoro

pionieristico di Herman Parli, con cui, negli anni Cinquanta, Ruth

collaborò a lungo nell’evangelizzazione della Svizzera italiana, curando

la segreteria della missione e seguendo tra l’altro i contatti

radiofonici dei primi programmi evangelici trasmessi attraverso

Radio Monte Carlo.

Ruth e Giuseppe si conobbero nel natale del 1950 in Ticino, dove lei

- nata in una famiglia evangelica tedesca trasferitasi nella Svizzera

meridionale a inizio Novecento - viveva, e Giuseppe era arrivato da

poco dalla Lucania per studiare teologia.

Per sessant’anni Ruth è stata al fianco di suo marito pur mantenendo,

allo stesso tempo, una posizione defilata: «Non amava la prima

fila - ricorda il figlio Claudio, regista radiofonico per la Radio della

Svizzera italiana -, ma era una grande ascoltatrice, capace di dare

sempre un buon consiglio. In vent’anni ha subito tredici interventi

significativi che, inevitabilmente, hanno lasciato il segno: eppure, nella misura in cui si ritrovava limitata nel corpo, era

altresì presente e saggia nello spirito».

Insieme, Ruth e Giuseppe furono pionieri nel settore dell’editoria evangelica italiana, e per più di cinquant’anni Ruth

ha continuato a curare le revisioni delle migliaia di titoli che l’Editrice Uomini Nuovi ha pubblicato dalla sua fondazione:

«Lasciare la sua scrivania nella sede di Marchirolo, qualche anno fa dopo decenni di fedele servizio, è stato per

lei un vero dolore», ricorda ancora Claudio.

Oltre che lavorativo, il loro è stato un sodalizio umano e spirituale fortissimo, con Ruth pronta a offrire un costante appoggio

a Giuseppe anche attraverso il dialogo e il confronto, in un rapporto dialettico «sempre vivo - spiega Claudio - e

talvolta vivace, accompagnato da un grande affetto reciproco: negli ultimi anni, di fronte alla sofferenza fisica crescente

di mia madre, per starle vicino mio padre ha ridotto drasticamente le presenze pubbliche e gli impegni».

A fine febbraio il quadro clinico di Ruth si è ulteriormente aggravato a causa di un infarto seguito da un ictus che l’ha

portata a un doloroso decorso, nel corso del quale le sono stati costantemente accanto il marito, i figli e il fratello

Ernesto (a sua volta missionario, per anni, presso CLC in Italia).

Paolo Jougovac

www.evangelici.net

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