Sintesi Non Tecnica - Provincia di Milano

provincia.milano.it

Sintesi Non Tecnica - Provincia di Milano

Provincia di Milano

Piano Ittico della Provincia di Milano

Rapporto Ambientale - Sintesi non tecnica

Provincia di Milano

Servizio faunistico

Viale Piceno 60

20129 Milano

Tel: 02.7740.3012

Fax: 02.7740.3112

Autori:

GRAIA srl - Gestione e Ricerca

Ambientale Ittica Acque

Cesare M. Puzzi

Provincia di Milano

Provincia di Milano

Stefania Trasforini

Nicola Polisciano

Questo documento costituisce la Sintesi

non Tecnica del Rapporto Ambientale

per il Piano Ittico della Provincia di

Milano. Essa è redatta in base ai req-

uisiti richiesti dall’Allegato I della Diret-

tiva europea 2001/42/CE del Parlamento

europeo e del Consiglio del 27 giugno

2001, nota anche come Direttiva VAS.

Quest’ultima definisce come obiettivo

prioritario di una valutazione ambientale

quello di “garantire un elevato livello

di protezione dell’ambiente e di con-

tribuire all’integrazione di considerazioni

ambientali all’atto dell’elaborazione e

dell’adozione di piani e programmi al

fine di promuovere lo sviluppo sosteni-

bile”. Il Rapporto Ambientale costituisce

il documento di base della valutazione e

dell’integrazione ambientale del Piano e

rappresenta, inoltre, lo strumento fon-

damentale per la consultazione delle au-

torità con competenza ambientale, chia-

mate ad esprimere il proprio parere sulla

proposta di Piano Ittico relativamente ai

suoi possibili effetti sull’ambiente, e per

la partecipazione del pubblico, invitato

a fornire osservazioni e contributi. Esso

“comprende le informazioni che possono

essere ragionevolmente richieste, tenuto

conto del livello delle conoscenze e dei

metodi di valutazione attuali, dei conte-

nuti e del livello di dettaglio del piano o

del programma e, per evitare duplicazi-

oni della valutazione, della fase in cui si

trova nell’iter decisionale e della misura

in cui taluni aspetti sono più adeguata-

mente valutati in altre fasi di detto iter”.

Per garantire una partecipazione allar-

gata del pubblico, il Rapporto Ambientale

è accompagnato dalla sua Sintesi non

Tecnica.


Provincia di Milano

2

Il Piano Ittico ed il

suo rapporto con altri

piani e programmi

Il Piano Ittico è lo strumento guida per

l’intervento della Provincia nel settore

della gestione del patrimonio ittico e

della pesca. Esso deve mirare in primo

luogo ai seguenti obiettivi:

• il mantenimento e l’incremento

delle popolazioni ittiche di pregio

soggette a pressione di pesca;

• la tutela delle specie ittiche di

interesse conservazionistico;

• lo sviluppo di attività di pesca

dilettantistica;

• la valorizzazione e razionalizza-

zione della pesca professionale

(dove presente);

• la pianificazione della gestione

delle acque tutelando la soprav-

vivenza e la riproduzione della

fauna ittica.

Gestire il patrimonio ittico, salvaguard-

arlo e incrementarlo, ed al tempo

stesso gestirne la fruizione alieutica è un

compito complesso, per l’assolvimento

del quale non basta semplicemente

regolamentare i ripopolamenti e i prelievi

alieutici o istituire tratti di corsi d’acqua

ad altra gestione particolare. Occorre

anche focalizzare l’attenzione su tutti i

diversi aspetti ambientali che riguardano

la sopravvivenza delle comunità ac-

quatiche, individuare gli elementi di

criticità e le minacce e dunque definire

le azioni e gli interventi più efficaci per

la tutela degli ecosistemi acquatici e

della fauna ittica. La moderna gestione

dell’ittiofauna e della pesca è dunque, in

realtà, la gestione della risorsa idrica nel

suo complesso; è, infatti, evidente che in

corpi d’acqua di pessima qualità la vita

dei pesci è messa a dura prova e di con-

seguenza lo è anche qualunque attività

collegata alla fruizione di questa risorsa.

Per questo, mirando agli obiettivi sopra

elencati e servendosi delle informazioni

sullo stato della fauna ittica e degli

ecosistemi acquatici raccolte nella Carta

delle Vocazioni Ittiche (il cui aggiorna-

mento è stato ultimato a giugno 2007),

il Piano Ittico definisce una serie di in-

terventi, azioni e indirizzi che riguardano

non solo direttamente i pesci ma anche

l’ecosistema acquatico ed i diversi aspet-

ti di criticità che li turbano e ne causano

il deterioramento o l’alterazione rispetto

alle condizioni di naturalità.

Rispetto agli obiettivi generali, il Piano

individua cioè degli obiettivi specifici,

volti a risolvere le diverse problematiche

ambientali emerse collegate alla con-

servazione del patrimonio ittico e defi-

nisce quindi la serie di azioni, interventi

e indirizzi più opportuni per far fronteg-

giare tali emergenze.

Lo schema riportato alla pagina seguente

illustra il modello logico obiettivi – azioni

e indirizzi individuati per il Piano.

Piano Ittico

In linea generale dunque il Piano defi-

nisce azioni e indirizzi distinti in due

grandi categorie:



Azioni (e indirizzi) di salvaguardia

e di riqualificazione ambientale;

Azioni (e indirizzi) di gestione

faunistica.

Per quanto concerne le azioni di miglio-

ramento ambientale il Piano:

• Fornisce gli indirizzi ed i riferi-

menti normativi per la mitigazio-

ne degli effetti delle captazioni

idriche. In particolare riporta le

indicazioni per il calcolo di un

deflusso che garantisca le condi-

zioni minime per la sopravvivenza

di tutte le biocenosi acquatiche,

inclusa la fauna ittica. In tema

invece di compensazioni conse-

guenti al prelievo idrico, il Piano

richiama l’utilizzo dello strumento

degli obblighi ittiogenici, ricor-

dando la normativa vigente in

materia e accennando alla possi-

bilità di recepimento futuro di un

interessante sistema di parame-

trizzazione dei diversi impatti

provocati sull’ecosistema fluviale

dal prelievo idrico, in corso di ela-

borazione da parte della Provincia

di Pavia, una volta che esso sarà

definito e reso pubblico;

• Fornisce linee guida generali di

intervento per la rinaturalizzazio-

ne degli alvei fluviali e individua

quattro corsi d’acqua del reticolo

principale di interesse ittico nei

quali potranno essere compiuti

altrettanti interventi pilota di

miglioramento della funziona-

lità ecosistemica. Essi sono: il

Cavo Citterio, la Roggia Filosa,

la Roggia Gambarera e la Roggia

Molinazzo.

• Raccomanda l’adozione di sistemi

naturali di depurazione dell’ac-

qua, in particolare della fitode-

purazione, prevedendone anche

l’applicazione a due casi concreti

Roggia Molinazzo - sopralluogo


MODELLO LOGICO DEL PIANO ITTICO

Rapporto Ambientale - Sintesi non tecnica

e differenti l’uno dall’altro: il pri-

mo riguarda una piccola roggia,

il Canalino, che si immette nella

Lanca Zelata a Motta Visconti e il

secondo riguarda la Roggia Gam-

barino a Ozzero.

• Sostiene tutte le iniziative già av-

viate ad opera dello stesso Ufficio

della Provincia, per la mitigazione

dell’impatto delle asciutte dei ca-

nali della rete irrigua e la riqualifi-

OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI Tipologia azione / misura

/politica gestionale

Mantenimento e l’incremento delle

popolazioni ittiche di pregio soggette

a pressione di pesca e Tutela delle

specie ittiche di interesse

conservazionistico

Sviluppo di attività di pesca

dilettantistica e pianificazione della

gestione delle acque, tutelando la

sopravvivenza e la riproduzione della

fauna ittica

Salvaguardia e incremento della Riqualificazione ambientale

naturalità e della diversificazione

degli ecosistemi acquatici Ripristino e

incremento della rete ecologica

Mitigazione degli impatti derivanti

dagli scarichi

Azione / Misura

Descrizione

Rinaturalizzazione degli alvei fluviali e

deframmentazione trasversale

Riqualificazione morfologica dell’Idroscalo ai fini ittici

Politica gestionale – rete dei navigli Mitigazione dell’impatto delle asciutte

dei canali della rete irrigua

Intervento pilota - Miglioramento

della funzionalità ecosistemica della

Roggia Filosa

Intervento pilota - Miglioramento

della funzionalità ecosistemica della

Roggia Gambarera

Intervento pilota - Miglioramento

della funzionalità ecosistemica della

Roggia Molinazzo

Realizzazione di ecosistemi-filtro a

Motta Visconti

Realizzazione di un impianto di

fitodepurazione a Ozzero

Ripristino della continuità fluviale

Indicazioni per la gestione del reticolo

idrico minore

Deframmentazione longitudinale Deframmentazione del tratto

terminale Piano di deframmentazione

del Fosson Morto

longitudinale secondo obiettivi di

priorità

Educazione e sensibilizzazione Divulgazione e sensibilizzazione sul

tema della riqualificazione

ambientale

Iniziative didattiche e di divulgazione

Ripristino delle popolazioni naturali Gestione faunistica

Reintroduzione di specie ittiche Studio di fattibilità della

autoctone

reintroduzione di fauna ittica negli

affluenti del Seveso dell’alto milanese

(Torrente Garbogera, Torrente Guisa,

Torrente Lombra, Torrente Cisnara)

Reintroduzione di specie ittiche

autoctone

Obblighi ittiogenici Prescrizione degli obblighi ittiogenici

da applicarsi a derivatori e detentori

di diritti esclusivi di pesca

Caratterizzazione ecologica della

Roggia Vettabbia e eventuale

reintroduzione di fauna ittica

Reintroduzione di storione cobice,

storione comune, storione ladano e

temolo

Salvaguardia delle comunità ittiche Gestione faunistica Contrasto alla diffusione delle specie Contenimento delle specie esotiche

native

ittiche esotiche

invasive

Salvaguardia del patrimonio ittico Contrasto dell’impatto

Censimento ittiofagi e

dell’ornitofauna ittiofaga sui pesci sperimentazione del controllo in aree

campione

Divulgazione e sensibilizzazione sul

tema della fauna ittica e delle criticità

connesse

Iniziative didattiche e di divulgazione sul tema della fauna ittica

Tutela delle specie ittiche di pregio Istituzione o recepimento di tratti

fluviali a gestione particolare

Zone di protezione e ripopolamento

Zone di tutela

Sviluppo di attività di pesca

dilettantistica eco-sostenibile

Tutela delle specie ittiche di pregio

cazione fluviale dei navigli.

• Da grande risalto al problema

della deframmentazione longi-

tudinale dei corsi d’acqua e del

reticolo idrografico provinciale.

Oltre a prevedere la realizzazione

di un intervento di deframmenta-

zione a valore altamente dimo-

strativo, oltre che concreto, sulla

Roggia Fosson Morto, il Piano,

in questo caso, prevede anche

Riqualificazione ambientale

Ripopolamenti Immissioni ai fini di ripopolamento

Istituzione o recepimento di zone a

gestione particolare

Mitigazione degli effetti delle

captazioni idriche

Fitodepurazione

Caratterizzazione ecologica degli affluenti del Fiume Lambro ed eventuale

studio di fattibilità della reintroduzione della trota fario

Riequilibrio della comunità ittica dell’Idroscalo

Immissioni ai soli fini alieutici

Modello logico del Piano Ittico che chiarisce

i rapporti di coerenza interna tra

obiettivi e azioni/misure previsti

Attività dell’avannotteria provinciale

di Abbiategrasso

Tratti di acque da destinare allo

svolgimento delle gare e

manifestazioni di pesca

Zone no-kill marmorata e temolo

lo svolgimento di uno studio e la

predisposizione di un piano di de-

frammentazione longitudinale che

riguardi tutto il reticolo principale

di interesse ittico, sviluppato

secondo obiettivi di priorità, a cui

seguirà anche la realizzazione di

un degli interventi ritenuti priori-

tari.

Progetto / Indirizzi

Indirizzi per la definizione del DMV

Intervento pilota - Miglioramento

della funzionalità ecosistemica del

Cavo Citterio

Zone di pesca a mosca con la coda di

topo

Regolamento di pesca Indicazioni per un regolamento

condiviso di pesca

Vigilanza Vigilanza sulla pesca Attività di competenza della Polizia

Provinciale e dunque solo citata dal

Piano

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Provincia di Milano

4

• Prevede poi la realizzazione di un

progetto di riqualificazione ecolo-

gica dell’idroscalo ai fini ittici, che

sarà avviato con la riqualificazio-

ne morfologica e naturalistica del

lago.

• Prevede un’azione di monitorag-

gio periodico, a cadenza decenna-

le, che consista nella perlustrazio-

ne dei corsi d’acqua del reticolo

principale di interesse ittico al

fine dell’individuazione di tutti

gli elementi di alterazione della

naturalità dell’habitat fluviale.

• Fornisce indicazioni ad uso dei

Comuni e dei Consorzi di Bonifica

per la gestione del reticolo mino-

re, in un’ottica di salvaguardia del

patrimonio ittico e della funziona-

lità degli ecosistemi acquatici.

• Prevede la realizzazione di ini-

ziative didattiche e divulgative

di vario genere, finalizzate alla

sensibilizzazione e all’educazione

del pubblico sul tema della con-

servazione e della salvaguardia

della naturalità e della funzionali-

tà degli ecosistemi acquatici.

Per quanto riguarda la gestione faunis-

tica le previsioni del Piano riguardano:

• La possibilità di reintrodurre fau-

na ittica negli affluenti del Seveso

dell’alto milanese (Torrente Gar-

bogera, Torrente Guisa, Torrente

Lombra, Torrente Cisnara), oggi

privi di pesci. In pratica il Piano

prevede la redazione di uno

studio di fattibilità dell’intervento,

che comprenda anche, nel caso,

la previsione di realizzare gli in-

terventi di riqualificazione fluviale

ritenuti necessari ad assicurare la

vita dei pesci reintrodotti.

• La possibilità di reintrodurre fau-

na ittica nella Roggia Vettabbia,

attraverso uno studio di caratte-

rizzazione ecologica, che ne valuti

la vocazionalità ad ospitare fauna

ittica e le modalità di realizzazio-

ne dell’eventuale reintroduzione.

• La possibilità di reintrodurre la

trota fario negli affluenti del Lam-

bro dell’alto milanese (Torrente

Bevera e Rio Bevera) in cui essa è

nativa, con uno studio di fattibilità

dell’intervento.

• Il contenimento delle specie itti-

che esotiche invasive, in partico-

lare del siluro, attraverso cam-

pagne periodiche di elettropesca

da realizzarsi prevalentemente su

Fiume Ticino e Fiume Adda e sulla

loro rete idrica collegata.

• La reintroduzione di specie ittiche

autoctone, in tutto il reticolo,

negli ambienti vocazionali. In

questo caso il Piano fa specifi-

co riferimento alle tre specie di

Piano Ittico

storione native dei nostri bacini,

due delle quali (storione comune

e storione ladano) sono localmen-

te estinte in tutto il bacino del Po,

e al temolo, anch’esso in grave

decremento in tutto il territorio

vocazionale.

• La sperimentazione di sistemi di

controllo della predazione sui pe-

sci da parte dell’avifauna ittiofa-

ga, come fase successiva ad uno

studio propedeutico di censimento

dell’avifauna ittiofaga in tutto il

territorio provinciale.

• La realizzazione del monitoraggio

periodico (a cadenza quinquenna-

le) dello stato della fauna ittica,

in tutti i corsi d’acqua del reticolo

principale di interesse ittico.

• La realizzazione di iniziative

didattiche e divulgative volte alla

sensibilizzazione ed educazio-

ne del pubblico sul tema della

conservazione della fauna ittica

selvatica.

• La realizzazione di azioni di ripo-

polamento periodico a supporto

delle specie ittiche autoctone

minacciate o in pericolo di estin-

zione.

Il Piano inoltre si occupa di programmare

la gestione di un’attività di pesca dilet-

tantistica (quella professionale è proibita

in Provincia) eco-compatibile, cioè im-

prontata ad un utilizzo sostenibile della

risorsa ittica. A tale fine esso prevede:

• L’istituzione (o conferma) di zone

a gestione particolare di pesca;

come le zone di protezione e

ripopolamento e le zone di tutela

dove la pesca è vietata, per l’ele-

vato valore ittiofaunistico rivestito

dai tratti fluviali, individuati come

aree di frega e di accrescimento

di specie ittiche di particolare

pregio conservazionistico; le zone

adibite a gare di pesca, che al

contrario, per l’elevato grado di

Esemplare adulto di storione cobice

(Acipenser naccarii)


Rapporto Ambientale - Sintesi non tecnica

artificializzazione dell’ecosiste-

ma fluviale in quel tratto, sono

lasciate in gestione alle associa-

zioni di pesca per lo svolgimento

di manifestazioni agonistiche; le

zone no-kill temolo marmorata

e le zone di pesca a mosca con

coda di topo, che limitano la

pesca all’utilizzo di strumenti e

tecniche molto meno impattanti

sulla fauna ittica selvatica.

• L’adozione di un regolamento di

pesca condiviso con gli altri Enti

di gestione (Parchi e Province

limitrofe) territorialmente inte-

ressati, attraverso lo strumento

dell’accordo di programma. In

questo contesto il Piano richiama

l’esempio, condividendolo, del

regolamento di pesca proposto

dal Piano di Settore per la Tutela

della Fauna Ittica del Parco del

Ticino valevole per il Fiume Ticino

e per la rete idrica collegata.

Rapporto del Piano

con altri Piani e Programmi

Nella redazione del Piano Ittico è stato

curato con particolare attenzione questo

aspetto, soprattutto in considerazione

dell’estensione territoriale del reticolo

idrico di competenza, non confinato

entro i limiti provinciali e compreso

in molti casi anche all’interno di aree

protette, a diversa gestione. Si eviden-

zia in effetti la coerenza tra gli obiettivi

e le azioni e indirizzi del Piano con le

strategie di gestione adottate da altri

piani e programmi. Per quanto concerne

la tutela del patrimonio ittico, la regola-

mentazione del prelievo alieutico e le

disposizioni previste per gli interventi

di riqualificazione ambientale, il Piano

recepisce e sostiene quanto stabilito da

Piani e Programmi redatti dai Consorzi

o Enti dei Parchi Regionali, Naturali e di

Interesse Sovracomunale e in partico-

lare le previsioni dei relativi PTC (Piani

Esemplare adulto di scazzone (Cottus

gobio)

Territoriali di Coordinamento), nonché

dei Piani di Settore (Piano di Settore

per la Tutela della Fauna Ittica del Parco

del Ticino). Relativamente, invece, agli

aspetti legati alla tutela e la salvaguar-

dia delle acque al fine di promuovere il

mantenimento dell’integrità ecologica

o il miglioramento dello stato degli

ecosistemi acquatici, il Piano Ittico ha

recepito le disposizioni previste dal Piano

di Tutela e Uso delle Acque (PTUA) della

Regione Lombardia e ha individuato,

al fine di riqualificare i corsi d’acqua,

linee di intervento anche promosse da

altri documenti di pianificazione come il

Piano Stralcio dell’Assetto idrogeologico

(PAI), il Piano Stralcio delle Fasce Fluviali

(PSFF) elaborati dall’Autorità di Bacino, e

il Piano di Sviluppo Rurale della Regione

Lombardia.

Fiume Ticino ad Abbiategrasso

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Provincia di Milano

6

Il contesto ambientale

del Piano Ittico

Il territorio della Provincia di Milano si

estende tra il corso del Fiume Ticino

a occidente, il corso del Fiume Adda a

oriente e le pendici delle Prealpi a nord;

a Sud il limite è costituito dal confine

amministrativo con la Provincia di Lodi.

Da un punto di vista morfologico il ter-

ritorio provinciale può essere suddiviso

in tre porzioni: quella settentrionale, con

tratti a carattere collinare che com-

prende parte della Brianza e il grande

terrazzo delle Groane, quella meridion-

ale pianeggiante caratterizzata da un

paesaggio di tipo rurale che include tutta

l’area del Parco Agricolo Sud Milano e

quella centrale anch’essa pianeggiante

ma contraddistinta da una concentrazi-

one di aree urbane particolarmente

elevata.

Il territorio provinciale è innervato da un

fitto reticolo idrografico, la cui com-

ponente naturale è soprattutto svilup-

pata in direzione Nord-Sud, tra cui

primeggiano i grandi sistemi del Ticino

e dell’Adda; mentre una rete di canali

artificiali si sviluppa trasversalmente, da

Ovest verso Est. Partendo da occidente, i

principali corsi d’acqua che interessano il

territorio provinciale sono: il Fiume Tici-

no, il Fiume Olona, i torrenti Lura, Guisa,

Seveso, il Fiume Lambro Meridionale e

Settentrionale, il Torrente Molgora ed

infine il Fiume Adda.

La porzione meridionale della provin-

cia si caratterizza per la presenza di

un’importante fascia di fontanili che si

stende in direzione Ovest-Est. L’acqua

emergente viene quindi a costituire

un sistema di corsi d’acqua, in parte

naturale ed in parte artificiale, da secoli

utilizzato per fini irrigui. Anche a Nord,

lungo una linea parallela al Canale Vil-

loresi, nonché a Ovest si rinvenivano

in passato numerose teste di fontanile.

Per effetto del loro sfruttamento nelle

grandi aree industriali del Nord milanese

attuato a partire dagli anni ’40 del secolo

scorso la fascia dei fontanili si è notevol-

mente ridotta e spostata verso sud.

La Provincia di Milano tra tutte quelle

lombarde risulta essere la più densa-

mente popolata e quella che presenta

il più alto tasso di industrializzazione.

Considerando inoltre che tali pressioni

antropiche si sono via via intensificate in

Piano Ittico

questi ultimi anni, l’impatto sui vari com-

parti ambientali (aria, acqua, terra) che

ne deriva non può che essere elevato.

Per quanto riguarda il comparto acqua

e in particolare gli ecosistemi acquatici,

oltre alle già citate urbanizzazione e

attività industriale, insistono su di essi

ulteriori criticità che direttamente (per

esempio attraverso opere idrauliche di

varia natura) o indirettamente (attraver-

so le attività agricole) ne determinano

effetti negativi sulla funzionalità e sulla

composizione.

Tra le criticità che possono comportare

anche indirettamente un impatto sui

corsi d’acqua, in particolare su quelli del

reticolo idrico minore vi sono:

• l’attività agricola e zootecnica,

che a fronte di numerosi bene-

fici portati dal mantenimento

dell’agro-ecosistema, può produr-

re anche alcuni effetti negativi a

carico delle acque superficiali: il

rilascio nell’ambiente di sostanze

chimiche (concimi e antiparassi-

tari) percolanti nella falda freatica

Reticolo principale di interesse ittico

della Provincia di Milano


Rapporto Ambientale - Sintesi non tecnica

drenata dai corsi d’acqua; l’ab-

bassamento della falda freatica

per il prelievo idrico dai pozzi; il

disboscamento, con conseguente

incremento dei deflussi superficia-

li e quindi delle portate di piena;

la pratica degli sfalci totali della

vegetazione in alveo, compiuta

secondo metodi tradizionali al

solo scopo di consentire il libero

deflusso delle acque;

• gli insediamenti industriali, con il

possibile assorbimento da parte

della rete idrica superficiale di

sostanze inquinanti rilasciate da

impianti produttivi, o con l’abbas-

samento della falda freatica per

prelievo dai pozzi;

• le aree urbane, da cui deriva

l’apporto di sostanze chimiche

derivanti da mezzi di trasporto

tramite ruscellamento durante

eventi meteorici; oppure l’im-

permeabilizzazione dei terreni

con conseguente incremento dei

deflussi superficiali e quindi delle

portate di piena; oppure la perdi-

ta della capacità autodepurativa

del corso d’acqua che deriverebbe

ad esso, in condizioni di natura-

lità, dallo scambio di energia e

materia con l’ambiente perifluvia-

le.

A questi si aggiungono poi opere costru-

ite direttamente nei corsi d’acqua, che

ne determinano uno scadimento morfo-

logico funzionale e paesaggistico:

• opere di sicurezza idrauliche,

come arginature, rettificazioni,

ricalibratura delle sezioni, pen-

nelli, opere trasversali di con-

solidamento e di trattenuta del

materiale solido (briglie e soglie

di fondo), casse di espansione, di-

versioni, rimozione della vegeta-

zione spondale e detrito vegetale;

• prelievi idrici per l’irrigazione o a

scopo industriale, come traverse

fluviali, derivazioni varie, parato-

ie, costruzione di canali;

• opere trasversali di sfruttamento

energetico, come sbarramenti

idroelettrici (dighe e traverse);

• infrastrutture stradali e ferrovia-

rie (pile di ponti, muri spondali,

tombinamenti).

Tutti questi impatti, variamente presenti

e diffusi sul territorio, insistono sugli am-

bienti acquatici provinciali determinando

una serie di effetti negativi più o meno

evidenti, quali:






inquinamento da sostanze

organiche, metalli ed organismi

patogeni;

scomparsa di molti habitat

fluviali e ripari, vitali per diverse

specie vegetali e animali, in

particolare per i pesci, dovuta alla

maggiore uniformità geometrica e

idrodinamica dei tratti artificializzati;

frammentazione e riduzione

delle popolazioni ittiche;

alterazione del regime idrologico

(riduzione delle portate di

magra e di morbida) e connessa

alterazione del trasporto solido;

incremento dei picchi di piena,

in bacini di piccole dimensioni,

per eventi meteorici intensi di

breve durata, dovuti alla maggior

quantità di deflusso superficiale.

Nonostante la pesante urbanizzazione

del territorio, nella provincia si individu-

Fiume Adda a Cassano, sfioratore del Canale Muzza

ano aree di grande interesse natural-

istico ed ecologico, che comprendono

anche sistemi fluviali particolarmente

interessanti, ricchi di biodiversità e di

specie ittiche di grande valore con-

servazionistico; come il Fiume Ticino ed

alcuni sistemi idrici ad esso collegati:

il sistema del Ramo Morto, il sistema

del Ramo Delizia, il sistema del Canale

Nasino. Anche il Fiume Adda, nonostante

l’avvicendarsi degli sbarramenti fluviali e

diverse opere di derivazione importanti,

che interessano proprio il tratto mila-

nese, in molti tratti esprime una buona

naturalità morfologica ed una discreta

biodiversità.

A sottolineare la presenza e la diffusione

all’interno del territorio provinciale di

emergenze ambientali e naturalistiche di

grande valore, sono stati istituiti negli ul-

timi quarant’anni diversi parchi regionali

e naturali e altre aree protette, come

SIC e ZPS della Rete Natura 2000, con

lo scopo di conservare e salvaguardare

gli ecosistemi naturali e le loro risorse,

tra cui anche gli ecosistemi fluviali e la

fauna ittica.

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Provincia di Milano

8

Lo stato della fauna

ittica

Le informazioni riguardanti lo stato della

fauna ittica all’interno del territorio mila-

nese derivano dall Carta delle Vocazioni

Ittiche provinciale, aggiornata nel giugno

2007.

I dati relativi a circa 10 anni di cam-

pionamenti nell’intero reticolo di per-

tinenza della provincia, emerge che la

fauna ittica del milanese si compone di

circa 49 specie ittiche, native (tra cui è

conteggiata anche la Lampreda padana,

convenzionalmente accorpata al gruppo

dei pesci) e non native, ciascuna individ-

uata con frequenze diverse e/o in anni

diversi, all’interno di questo orizzonte

temporale. A tale numero devono inoltre

essere aggiunte anche 3 forme ibride:

l’ibrido trota fario x trota marmorata

(Salmo (trutta) trutta x Salmo (trutta)

marmoratus) e gli ibridi tra la specie es-

otica Rutilus rutilus (gardon o rutilo) e le

specie sue congeneri native delle nostre

acque, Rutilus pigus e Rutilus erythroph-

thalmus.

Nella tabella seguente è riportato

l’elenco completo delle specie ittiche

native e non native che fanno parte

dell’ittiofauna della Provincia di Milano.

Tabella 8 Elenco completo delle specie

ittiche presenti in Provincia di Milano

Si segnala per le acque provinciali,

così come per tutto il bacino del Po,

l’estinzione locale di Storione comune

(Acipenser sturio) e storione ladano

(Huso huso).

Le informazioni raccolte con la stesura

della Carta delle Vocazioni Ittiche hanno

fatto emergere le condizioni di con-

servazione locale delle specie autoctone

nel reticolo idrografico di pertinenza

provinciale.

In tutto il territorio milanese si contano

quasi 30 specie ittiche autoctone, tra

cui svariate rivestono importanza dal

punto di vista conservazionistico, perché

incluse in liste rosse internazionali, nazi-

onali o regionali.

Analizzando la situazione per singolo

bacino o sistema idrografico, risalta

l’elevata biodiversità del

Fiume Ticino e della rete idrica connessa,

Piano Ittico

grazie alla naturalità ancora espressa da

buona parte degli ambienti acquatici, che

ospitano una comunità ittica ancora di-

versificata, dove però l’elemento di mag-

giore minaccia alla conservazione delle

specie autoctone viene dalla diffusione

della fauna ittica alloctona, in partico-

lare del siluro. La ricchezza specifica più

bassa si segnala invece nel reticolo dei

fiumi Olona, Seveso e Lambro, in cui si

rilevano numerose situazioni estreme

di assoluta scomparsa di fauna ittica,

a causa soprattutto dello scadimento

della qualità delle acque e della forte

pressione antropica insistente, nelle sue

diverse forme, sui corpi acquatici e sulle

loro componenti ecosistemiche, tra cui

evidentemente la fauna ittica. Una dis-

creta diversità specifica si trova ancora

sul Fiume Adda, dove sono numerose

le specie indigene ma si rileva anche in

questo caso un incremento delle specie

di origine alloctona e si segnala la per-

sistenza del problema della frammen-

tazione fluviale.

Esemplare giovane di siluro (Silurus

glanis)


SPECIE AUTOCTONE

SPECIE ALLOCTONE

Rapporto Ambientale - Sintesi non tecnica

Elenco delle specie native (autoctone) e delle specie non native (alloctone o esotiche)

della provincia di Milano. La trota fario è opresente in entrambi gli elenchi perchè è

considerata nativa solo nel bacino del Lambro.

Specie Nome scientifico

alborella Alburnus alburnus alborella

anguilla Anguilla anguilla

barbo canino Barbus meridionalis caninus

barbo comune Barbus plebejus

bottatrice Lota lota

cagnetta Salaria fluviatilis

cavedano Leuciscus cephalus

cobite comune Cobitis taenia bilineata

cobite mascherato Sabanejewia larvata

ghiozzo padano Padogobius martensii

gobione Gobio gobio

lampreda padana Lampetra zanandreai

lasca Chondrostoma genei

luccio Esox lucius

panzarolo Knipowitischia punctatissima

pesce persico Perca fluviatilis

pigo Rutilus pigus

sanguinerola Phoxinus phoxinus

savetta Chondrostoma soetta

scardola Scardinius erythrophthalmus

scazzone Cottus gobio

spinarello Gasterosteus aculeatus

storione cobice Acipenser naccarii

temolo Thymallus thymallus

tinca Tinca tinca

triotto Rutilus erythrophthalmus

trota fario Salmo (trutta) trutta

trota marmorata Salmo (trutta) marmoratus

vairone Leuciscus souffia muticellus

abramide Abramis brama

amur Ctenopharyngodon idellus

aspio Aspius aspius

barbo esotico Barbus sp.

carassio Carassius carassius

carpa Cyprinus carpio

channel fish o pesce gatto puntato Ictalurus punctatus

cobite di stagno orientale Misgurnus anguillicaudatus

gambusia Gambusia holbrooki

lavarello Coregonus lavaretus

lucioperca o sandra Sander lucioperca

persico sole Lepomis gibbosus

persico trota Micropterus salmoides

pesce gatto Ameiurus melas

pesce gatto africano Clarias gariepinus

pigo x gardon Rutilus pigus x Rutilus rutilus

pseudorasbora Pseudorasbora parva

rodeo amaro Rhodeus sericeus

rutilo o gardon Rutilus rutilus

siluro Silurus glanis

triotto x gardon Rutilus erythrophthalmus x Rutilus rutilus

trota fario Salmo (trutta) trutta

trota ibrida fario x marmorata Salmo (trutta) marmoratus x Salmo (trutta) trutta

trota iridea Oncorhyncus mykiss

Infine, per quanto riguarda la rete dei

Navigli, la comunità ittica, grazie al colle-

gamento con i sistemi ambientali più ric-

chi di biodiversità della provincia, e cioè

con il Ticino e con l’Adda, e grazie anche

alla semi-naturalità dell’habitat acquatico

che in parte li caratterizza, sono abitati

anch’essi da molte specie ittiche, le cui

popolazioni risultano però mal struttur-

ate e notevolmente mutevoli nel tempo a

seconda del regime idraulico e della sta-

gionalità; anche in questo caso si rileva

la diffusione di specie alloctone.

Dall’analisi del contesto ambientale,

risulta che la fauna ittica autoctona della

Provincia di Milano è oggi gravata dai

seguenti principali fattori di minaccia:

• l’alterazione della naturalità

dei corsi d’acqua (morfologica,

strutturale, chimico-fisica), con-

nessa per esempio con il prelievo

idrico, con la frammentazione

della continuità longitudinale e

trasversale, con il rimodellamento

degli alvei fluviali, con la cemen-

tificazione, con l’inquinamento,

ecc…;

• la diffusione di specie ittiche

esotiche, ormai diffuse ovunque

nel reticolo idrico provinciale e

tra le quali il siluro desta grande

preoccupazione, per via della sua

implacabile attività predatoria;

• l’incremento abnorme, di ma-

trice antropica, della presenza

degli uccelli ittiofagi (in parti-

colare del cormorano).

9


Provincia di Milano

10

La tabella seguente illustra in estrema

sintesi il quadro ambientale in cui

si inseriscono le previsioni del Piano

Ittico. Il percorso logico seguito per

l’elaborazione delle azioni e degli indirizzi

di Piano è bene descritto utilizzando il

Attività agricole e

zootecniche

Attività Industriali Scarichi puntiformi

Prelievi idrici per uso

idroelettrico o

industriale

Rimodellamento e

rimaneggiamento

dell’alveo fluviale in

pratiche di

manutenzione

Piano Ittico

Scarichi puntiformi e/o Qualità dell’acqua alterata Inquinamento dell’acqua Alterazioni a carico degli equilibri Indicazioni e suggerimenti riguardo

diffusi non

ecosistemici e delle biocenosi all’impiego della fitodepurazione per piccoli

adeguatamente

acquatiche

scarichi.

depurati (fitofarmaci e Ecosistemi impoveriti Morie di pesci (relative ad eventi Indicazioni sulle prescrizioni da richiedere

fertilizzanti e nutrienti)

acuti, possibili ma attualmente poco in sede di autorizzazione allo scarico, che

probabili nello scenario locale) consentano una migliore e più efficace

salvaguardia della fauna ittica

Espansione delle aree

coltivate fino al limite

delle sponde di fontanili

rogge e canali

Rimodellamento e

rimaneggiamento

dell’alveo fluviale in

pratiche di

manutenzione

Fauna Ittica impoverita Interventi dimostrativi di realizzazione di

ecosistemi-filtro e impianti di

fitodepurazione

Monitoraggio della qualità ambientale dei

corsi d’acqua

Ripopolamenti e reintroduzioni

Fascia perifluviale vegetata

ridotta o rimossa

Perdita delle funzioni

ecotonali della fascia

perifluviale e dunque

riduzione o perdita della

capacità auto-depurativa

del corso d’acqua

Ecosistemi impoveriti Aumento del rischio

idrogeologico

Corsi d’acqua e/o reticoli

idrici frammentati

Interventi pilota e dimostrativi di ripristino

della connettività trasversale

Indicazioni sulla gestione, manutenzione e

riqualificazione delle fasce di rispetto dei

corsi d’acqua appartenenti al reticolo idrico

minore, in gestione ai Comuni e ai

Consorzi di Bonifica

Ripopolamenti e reintroduzioni

Ecosistemi impoveriti

Fauna Ittica impoverita

Ecosistemi fluviali

Banalizzazione dell’habitat Alterazione della composizione Indicazioni per l’adozione di tecniche di

fortemente alterati o acquatico

specifica e della struttura della manutenzione gentile dei corsi d’acqua

addirittura annientati

comunità ittica e delle altre

della rete irrigua

Ecosistemi impoveriti biocenosi acquatiche

Indicazioni per la realizzazione di interventi

di diversificazione dell’habitat fluviale

Fauna Ittica impoverita Interventi pilota di diversificazione

dell’habitat fluviale

Ripopolamenti e reintroduzioni

Qualità dell’acqua alterata Inquinamento dell’acqua Alterazione della composizione

specifica e della struttura della

comunità ittica e delle altre

biocenosi acquatiche

Regime idraulico dei corsi

d’acqua alterato (per

esempio in casi limite,

come quello dei corsi

d’acqua tra Olona e

Seveso)

modello DPSIR, sviluppato dall’EEA (Eu-

ropean Environment Agency). Partendo

dalle Forze Determinanti responsabili

delle Pressioni sulla fauna Ittica e sugli

ecosistemi acquatici, attraverso l’analisi

dei diversi Impatti prodotti, si arriva alla

Modello DPSIR (Determinanti Pressioni Stato Impatti Risposte) che inquadra il problema ambientale, faunistico e gestionale pertinente

il Piano Ittico e la risposta fornita dal Piano stesso

Forze determinanti Pressioni Stato Impatti diretti Impatti indiretti Risposta del Piano Ittico

Patologie prodotte sulla

fauna ittica

Alterazioni in seno alla composizione

specifica e alla struttura della

comunità ittica ed in generale delle

biocenosi acquatiche

definizione delle azioni e degli indirizzi

previsti dal Piano in risposta a tali critic-

ità, per la loro mitigazione, compensazi-

one o prevenzione.

Fauna Ittica impoverita Sotto-progetti di ripristino della

connettività trasversale in progetti più

ampi di riqualificazione fluviale

Ripopolamenti e reintroduzioni

Prelievi idrici per uso Portata dei corsi d’acqua Perdita o riduzione di Alterazioni in seno alla composizione Richiami di legge per l’applicazione ed il

irriguo o zootecnico ridotta

habitat acquatico

specifica e alla struttura della calcolo del DMV

disponibile

comunità ittica ed in generale delle

Regime idraulico alterato

Ecosistemi impoveriti

Fauna Ittica impoverita

Banalizzazione dell’habitat

acquatico

biocenosi acquatiche

Ripopolamenti e reintroduzioni

Realizzazione di opere Caratteristiche idrauliche e Perdita e banalizzazione Alterazioni in seno agli ecosistemi Censimento delle discontinuità

idrauliche di derivazione morfologiche dei corsi dell’habitat acquatico acquatici, in particolare alla

o deviazione

d’acqua alterate

composizione specifica e alla

struttura della comunità ittica ed in

Regime idraulico alterato generale delle biocenosi acquatiche Obblighi ittiogenici a carico dei derivatori

per la compensazione dell’impatto

prodotto sulla fauna ittica e sull’ambiente

Studi di fattibilità per la riqualificazione

fluviale e la reintroduzione di specie ittiche

in ecosistemi acquatici profondamente

alterati

Banalizzazione dell’habitat acquatico Indicazioni circa le prescrizioni da

richiedere in sede di autorizzazione allo

scarico in corsi d’acqua del reticolo idrico

minore in gestione a Comuni e Consorzi di

Bonifica, ai fini della tutela della fauna

ittica

Ecosistemi impoveriti

Fauna Ittica impoverita

Ripopolamenti e reintroduzioni

Regime idraulico alterato Perdita e banalizzazione Alterazioni in seno agli ecosistemi Censimento delle discontinuità

dell’habitat acquatico acquatici, in particolare alla

Corsi d’acqua frammentati composizione specifica e alla Obblighi ittiogenici a carico dei derivatori

struttura della comunità ittica ed in per la compensazione dell’impatto

generale delle biocenosi acquatiche prodotto sulla fauna ittica e sull’ambiente

Ecosistemi impoveriti Richiami di legge per l’applicazione ed il

calcolo del DMV

Fauna Ittica impoverita Ripopolamenti e reintroduzioni

Ecosistemi fluviali

Banalizzazione dell’habitat Alterazione della composizione Indicazioni per l’adozione di tecniche di

fortemente alterati o acquatico

specifica e della struttura della manutenzione gentile dei corsi d’acqua

addirittura annientati

comunità ittica e delle altre

della rete irrigua

Ecosistemi impoveriti biocenosi acquatiche

Indicazioni per la realizzazione di interventi

di diversificazione dell’habitat fluviale

Fauna Ittica impoverita Interventi pilota di diversificazione

dell’habitat fluviale

Ripopolamenti e reintroduzioni


Rapporto Ambientale - Sintesi non tecnica

Impatti

Stato

Forze determinanti Pressioni Stato Impatti diretti Impatti indiretti Risposta del Piano Ittico

Urbanizzazione

Bracconaggio

Introduzione di

specie ittiche o ceppi

alloctoni volontarie

non autorizzate e/o

avvenute in passato

e/o involontarie

Risposta

Determinanti

Pressioni

Scarichi puntiformi

Qualità dell’acqua alterata Inquinamento dell’acqua Alterazione della composizione

specifica e della struttura della

comunità ittica e delle altre

biocenosi acquatiche

Ecosistemi impoveriti Patologie prodotte sulla

fauna ittica

Fauna Ittica impoverita Frammentazione

trasversale

Comunità ittiche impoverite

Specie di pregio impoverite

Taxa alloctoni introdotti

artificialmente, acclimatati

nel reticolo idrico

provinciale e in espansione

Fauna ittica nativa

depauperata

Alterazione della

composizione specifica e

della struttura della

comunità ittica

Alterazione del

comportamento e della

distribuzione naturale della

fauna ittica nel corso

d’acqua

Studi di fattibilità per la riqualificazione

fluviale e la reintroduzione di specie ittiche

in ecosistemi acquatici profondamente

alterati

Banalizzazione dell’habitat acquatico Indicazioni circa le prescrizioni da

richiedere in sede di autorizzazione allo

scarico in corsi d’acqua del reticolo idrico

minore in gestione a Comuni e Consorzi di

Bonifica, ai fini della tutela della fauna

ittica

Fauna Ittica impoverita Ripopolamenti e reintroduzioni

Costruzione di

Habitat acquatico

Riduzione o perdita di Alterazione della composizione Censimento delle discontinuità

infrastrutture di banalizzato e impoverito habitat

specifica e della struttura della

attraversamento o di

comunità ittica e delle altre

arginature o altre opere Ecosistemi impoveriti Frammentazione

biocenosi acquatiche

strutturali contro il

longitudinale dei corsi

rischio idrogeologico

d’acqua

Pesca Prelievo di fauna ittica Fauna Ittica impoverita Depauperamento delle

popolazioni delle specie di

interesse alieutico

Immissioni volontarie

autorizzate di pesce ai

fini alieutici

Prelievo di fauna ittica

secondo metodi,

tecniche, tempi e/o su

specie target non

consentiti

Predazione e/o

competizione con le

specie ittiche autoctone

Crescita demografica, Predazione sulla fauna

secondo dinamiche ittica

alterate, della

presenza degli uccelli

ittiofagi sui corsi

d’acqua

Scarico nella Roggia

Gambarino

Comunità ittiche alterate Alterazione della

composizione e struttura

della comunità ittica

Uccelli ittiofagi presenti

(anche tutto l’anno,

contrariamente proprio

ciclo biologico naturale)

lungo i corsi d’acqua

Depauperamento delle

popolazioni delle specie di

interesse per il

bracconaggio

Alterazione della

composizione specifica e

della struttura della

comunità ittica

Alterazione della composizione

specifica e della struttura della

comunità ittica

Alterazione della composizione

specifica e della struttura della

comunità ittica

Interventi pilota e dimostrativi di

diversificazione dell’habitat e di ripristino

della connettività trasversale

Indicazioni riguardo alla gestione e alla

regolamentazione dell’utilizzo delle fasce di

rispetto di corsi d’acqua del reticolo idrico

minore, in gestione a comuni e Consorzi

Ripopolamenti e reintroduzioni

Istituzione di zone di divieto di pesca (di

tutela e ripopolamento), individuate nei

tratti fluviali di maggiore pregio per la

fauna ittica

Istituzione di tratti fluviali a

regolamentazione particolare dell’attività

di pesca

Individuazione delle specie di particolare

interesse conservazionistico

Individuazione delle specie pescabili

Sostegno assunzione di regolamenti di

pesca condivisi con gli altri Enti

territorialmente competenti (Parchi e

province confinanti)

Reintroduzioni e ripopolamenti

Vigilanza, di competenza della Polizia

Provinciale e per questo semplicemente

richiamata dal Piano Ittico, in virtù del suo

ruolo di controllo dell’attività di pesca, del

bracconaggio e dei eventuali illeciti a

scapito degli ecosistemi acquatici

Individuazione delle specie immettibili

Individuazione dei tratti fluviali in cui

possono essere praticate le immissioni ai

fini alieutici

Prescrizioni circa la scelta del materiale

ittico e della sua provenienza

Vigilanza, di competenza della Polizia

Provinciale e per questo semplicemente

richiamata dal Piano Ittico, in virtù del suo

ruolo di controllo dell’attività di pesca, del

bracconaggio e dei eventuali illeciti a

scapito degli ecosistemi acquatici

Campagne periodiche di contenimento del

siluro

Individuazione delle specie ittiche

indesiderate, da non reimmettere in

natura se catturate

Censimento degli ittiofagi, redazione e

sperimentazione di un piano di mitigazione

dell’impatto derivante della predazione

degli uccelli ittiofagi.

11


Provincia di Milano

12

Criticità ambientali

nell’ambito di pertinenza

del Piano

Un altro aspetto tenuto in considerazione

al momento della stesura del Piano con-

siderare al momento della sua predispo-

sizione ed elaborazione ve ne sono alcuni

che meritano un adeguato approfondi-

mento in virtù del ruolo vincolante as-

sunto sugli indirizzi del Piano e della loro

rilevanza ambientale ed ecologica.

Tali aspetti sono:




rete ecologica Natura 2000. Sono

stati valutati mediante Studio di

Incidenza gli effetti che l’adozione

di tale strumento pianificatorio

potrebbe sortire sulle aree incluse

all’interno della rete Natura 2000

e sulle specie presenti in esse;

specie di interesse comunitario e

conservazionistico;

parchi. Sono state integrate nel

Piano regolamentazioni o norme

previste dai piani di coordinamento

territoriale dei parchi.

Piano Ittico e Rete Natura

2000

Per quanto riguarda la Rete Natura

2000, sono stati ampiamente valutati

gli aspetti di criticità connessi alla fauna

ittica. Riassumendo:

• I SIC e le ZPS situati nella parte

occidentale e nord-occidentale

della provincia sono quelli di mag-

gior pregio e che evidenziano il

più elevato valore ambientale per

qualità, integrità e diversità degli

habitat e per ricchezza faunisti-

ca. Essi annoverano il maggior

numero di specie di interesse co-

munitario rilevate e rivestono un

importante ruolo strategico per la

conservazione delle specie, sia in

ambito provinciale sia in ambito

regionale e padano, in continuità

con gli altri SIC del Ticino posti

in provincia di Varese e Pavia,

e per la diffusione delle stesse

nelle aree circostanti. Tra i fattori

di ciriticità emersi si segnalano

in tali SIC: l’eccessivo prelievo

idrico a scopo irrigua ed indu-

striale, l’immissione di scarichi

civili ed industriali, l’immissione

di specie esotiche o invasione di

taxa alloctoni da aree circostanti,

l’eccessiva fruizione turistica in

certi periodi dell’anno

• Nella parte settentrionale della

provincia sono localizzati i due

SIC ricadenti in territorio del

Parco delle Groane (Boschi delle

Groane e Pineta di Cesate). Tali

siti pur raggiungono un buon

livello qualitativo dal punto di

vista faunistico, mostrando anche

una notevole varietà in termini di

tipologie vegetazionali presenti

nonostante ciò numerosi sono gli

elementi di disturbo che grava-

no su tali siti, dalla pressione

antropica derivante dall’espansio-

ne delle aree urbane e industriali

limitrofe alla degradazione delle

cenosi boschive in seguito all’at-

tecchimento di specie arboree

esotiche.

• Più a est si rinvengono il Sic della

Valle del Rio Pegorino e quel-

Piano Ittico

lo della Valle del Rio Cantalupo

anch’essi penalizzati, oltre che

dalla mancanza di zone umide

permanenti che riduce la possibi-

lità di sopravvivenza per l’ittio-

fauna e per le altre comunità

animali, dalla presenza di attività

agricole e industriali tra l’altro in

sempre maggior espansione, nelle

aree attigue. Per quanto riguar-

da i restanti siti, è necessario

segnalare la rilevanza ambienta-

le dei SIC dei Boschi di Cusago

e Bosco di Vanzago in quanto

rappresentano gli ultimi residui

di boschi planiziali posti all’ester-

no delle valli fluviali, assieme al

bosco del Riazzolo e evidenziarne

l’importanza in termini di corrido-

io ecologico e area di connessione

con le zone naturali adiacenti.

• Infine, il ruolo svolto dai SIC e

ZPS più piccoli e più isolati (Oasi

di Lacchiarella, Sorgenti del-

la Muzzetta, Rio Pegorino, Rio


Rapporto Ambientale - Sintesi non tecnica

Cantalupo, Fontanile Nuovo),

risulta essere soprattutto legato

al transito, sosta e rifugio della

fauna. La scarsa qualità e dispo-

nibilità delle acque unitamente al

marcato isolamento ecosistemico

sono i fattori che maggiormente

penalizzano tali siti.

I possibili effetti del Piano Ittico sulla

Rete Natura 2000 sono stati esaminati

in un apposito Studio di Incidenza, il

quale è stato sottoposto a Valutazione

da parte della Regione Lombardia, che,

con decreto n.6025 del 9 giugno 2008,

ha espresso parere di valutazione di

incidenza positiva del Piano.

Piano Ittico e rete

dei Parchi

Come specificato dagli obiettivi e dagli

indirizzi del Piano ittico, anche i piani

di gestione e pianificazione dei parchi

regionali, naturali e di interesse sovra-

comunale e, in particolare quelli di tipo

fluviale o al cui interno sono presenti

corpi idrici, prevedono tra i loro con-

tenuti non solo azioni e divieti a tutela

degli ecosistemi acquatici ma anche

regolamentazioni concernenti l’attività

della pesca e la salvaguardia delle specie

autoctone. Relativamente alla tutela

degli ecosistemi, Piano Ittico e Piani

Territoriali di Coordinamento dei Parchi,

infatti, evidenziano strategie di base del

tutto simili.

Gli interventi consentiti dai parchi per

quanto concerne la tutela dei corsi

d’acqua mirano infatti agli stessi obiettivi

del Piano Ittico:

• conservazione e mantenimento

dell’ambiente naturale fluviale,

miglioramento della qualità delle

acque e salvaguardia delle fasce

ecotonali riparie;

• riqualificazione e recupero am-

bientale ove necessario secondo

tecniche di ingegneria natura-

listica nel rispetto delle vigenti

disposizioni tecniche regionali;

• regolamentazione della regima-

zione delle acque nel rispetto

delle caratteristiche orografiche

del corso d’acqua stesso.

Promuovendo tali azioni il Piano ittico

oltre a contribuire a rendere ancora

più efficace il perseguimento di obiet-

tivi prefissati dai parchi, si integra in

maniera congruente con la loro politica

di gestione degli ambienti acquatici.

Anche per quanto concerne la tutela

della fauna ittica, i parchi promuovono

attività mirate alla conservazione e

alla tutela delle comunità indigene,

alla disciplina dei prelievi faunistici

e all’eliminazione di specie esotiche,

comuni, almeno per filosofia, alle azioni

previste dal Piano Ittico. Per quanto

riguarda, infine, l’attività di pesca dilet-

tantistica e la sua valorizzazione, un

chiaro esempio dell’orientamento del

Piano a voler dialogare il più possibile

con i Parchi sta nella proposta di un

regolamento di pesca comune per tutto

il Ticino.

13


Provincia di Milano

14

Effetti significativi

previsti del Piano

sull’ambiente

Tra le informazioni che il Rapporto Am-

bientale deve contenere, vi sono quelle

inerenti l’identificazione, la descrizione e

la valutazione dei possibili effetti signifi-

cativi, conseguenti l’attuazione e adozi-

one del Piano, sull’ambiente, compresi

aspetti quali la biodiversità, la fauna, la

flora, la popolazione, la salute umana,

l’acqua, il patrimonio culturale, anche ar-

chitettonico e archeologico, il paesaggio

e l’interrelazione tra i suddetti fattori.

È infatti evidente che, sebbene il con-

testo ambientale nel quale si inquadra

la pianificazione e la programmazione

del Piano Ittico sia ricondotto alle sole

variabili analizzate nel capitolo di in-

quadramento, il Piano stesso, o meglio

le sue azioni, interventi, misure oppure

le sue politiche gestionali possono avere

comunque effetti indiretti e cumulativi su

altre componenti e variabili ambientali

non di interesse al fine dell’elaborazione

delle migliori strategie di conservazione

e gestione della fauna ittica e di ges-

tione della pesca. Grazie infatti a questa

analisi è possibile per esempio individu-

are eventuali effetti potenziali negativi

sulle variabili non ancora contemplate

e provvedere così all’elaborazione di

diverse alternative di Piano.

Al fine di valutare i possibili ef-

fetti dell’attuazione del Piano Ittico

sull’ambiente, è stato innanzitutto cos-

truito uno scenario di riferimento (la

cosiddetta alternativa “0”) in grado di

rappresentare sinteticamente la tenden-

za evolutiva dell’ambiente prevedibile in

un arco temporale pari a quello di durata

della validità del Piano Ittico, e dunque

10 anni. In particolare questa tendenza

è stata analizzata per una serie di de-

scrittori, di seguito elencati:





Inquinamento dell’acqua

Prelievi idrici

Artificializzazione e banalizzazione

strutturale e morfologica dell’habitat

acquatico

Frammentazione longitudinale dei

corsi d’acqua e del reticolo idrico






Frammentazione trasversale degli

ecosistemi acquatici

Stato della fauna ittica autoctona

Diffusione della fauna ittica alloctona

Impatto dell’avifauna ittiofaga

sulla fauna ittica

Pesca

L’analisi puntuale dei possibili effetti

delle singole azioni, misure e indir-

izzi di piano ha consentito di verificare

l’assenza di possibili effetti negativi

significativi sull’ambiente derivanti

dall’attuazione del Piano Ittico, come de-

scritto nella tabella riportata alla pagina

seguente e dall’osservanza delle racco-

mandazioni in esso contenute.

Per questo motivo non si ravvisa la

necessità di elaborare misure alternative

al Piano, diverse da come esso è stato

formulato.

Al fine inoltre di valutare l’opportunità

di attuazione del Piano, il confronto tra

le previsioni formulate circa le tendenze

evolutive dell’ambiente in assenza del

Piano (scenario di riferimento o alter-

nativa 0) e circa le tendenze evolutive

dell’ambiente una volta che il Piano sarà

attuato (alternativa 1), dopo un arco

temporale di 10 anni (durata di validi

del Piano stesso), consente di affer-

Piano Ittico

mare che l’attuazione del Piano, facendo

prevedere uno scenario migliore, è da

preferirsi. Nonostante vi siano alcuni

punti di incertezza dovuti, come già

discusso, a motivi di competenza e di

recepimento delle indicazioni e delle rac-

comandazioni fornite dal Piano da parte

dei reali Enti o altri soggetti decisori e

dalla impossibilità di offrire allo stato

attuale una previsione quantitativa circa

l’andamento degli indicatori di contesto

individuati. Di nuovo, cioè, l’elaborazione

degli scenari può essere esclusivamente

compiuta considerando le tendenze

qualitative delle principali variabili ambi-

entali in gioco.

Una misura quantitativa dell’efficacia

e dell’efficienza del Piano potrà essere

compiuta solo con l’attività di monitorag-

gio, analizzando gli indicatori di risultato

e di realizzazione del Piano nelle con-

dizioni ante- e post- operam per ciascu-

na azione o intervento concreto previsti

dal Piano.

Tendenza nel tempo Etichetta

Miglioramento dello stato. Impatto o pressione in

calo

Peggioramento dello stato. Impatto o pressione in

aumento

Stabilità dello stato. Impatto o pressione stabile

Tendenza non valutabile

Descrittore di tendenza Alternativa 0 Alternativa 1

Inquinamento dell’acqua

Prelievi idrici

Artificializzazione e banalizzazione strutturale e

morfologica dell’habitat acquatico

Frammentazione longitudinale dei corsi d’acqua e

del reticolo idrico

Frammentazione trasversale degli ecosistemi

acquatici

Stato della fauna ittica autoctona

Diffusione della fauna ittica alloctona

Impatto dell’avifauna ittiofaga sulla fauna ittica

Pesca

Legenda

Quadro complessivo dell’evoluzione

dell’ambiente.

Confronto delle alternative 0 (evoluzione

in assenza del Piano) e 1 (evoluzione in

seguito all’attuazione del Piano)


Rapporto Ambientale - Sintesi non tecnica

AZIONI, MISURE, POLITICHE GESTIONALI DI

PIANO

Tipo di azioni,

misure e

Azioni, misure o politiche

politiche

gestionali di piano

gestionali

Azioni di

Mitigazione degli effetti

riqualificazione delle captazioni idriche

ambientale

Gestione della

fauna ittica

Rinaturalizzazione degli

alvei fluviali e

deframmentazione

trasversale

Riqualificazione

morfologica dell’Idroscalo

ai fini ittici

Mitigazione dell’impatto

delle asciutte dei canali

della rete irrigua

EFFETTI POSITIVI SIGNIFICATIVI

L’osservanza degli indirizzi forniti dal Piano sulla base di quanto previsto dalla

normativa vigente nella definizione di un DMV comporterebbe effetti positivi sull’

ittiofauna, sulle biocenosi acquatiche, sulla fauna terrestre rappresentata da

uccelli, anfibi e rettili, sulla qualità e quantità dell’acqua, sulla popolazione e

sulla biodiversità.

Per tale azione il piano fornisce degli indirizzi gestionali e propone l’attuazione di

una serie di interventi dimostrativi sito-specifici. I comparti che beneficerebbero

da tale azione sono: le biocenosi acquatiche grazie alla diversificazione dell’alveo

e alla creazione di nuovi habitat, la fauna terrestre legata agli ambiente

ecotonali grazie al ripristino di una fascia vegetata perifluviale, la biodiversità,

l’aria , il suolo con riduzione del rischio idrogeologico e il paesaggio.

La riqualificazione della funzionalità ecosistemica del bacino dell’Idroscalo che

prevederà l’incremento e la creazione di un ambiente litorale e sublitorale

variegato non potrà che sortire effetti significativi sulla comunità ittica che

troverà le condizioni idonei per mantenersi e diversificarsi. Sarà quindi promossa

la biodiversità ma al contempo verrà garantita una miglior fruizione sportiva

(pesca) e turistica e saranno inoltre valorizzati gli aspetti paesaggistici.

Il Piano si limita a sostenere iniziative, volte a riqualificare ecologicamente la

rete irrigua dei navigli già promosse da enti pubblici e privati. Tra gli effetti

positivi che tale politica gestionale comporterebbe sull’ambiente vi sono: la

colonizzazione della rete irrigua da parte di un’ittiocenosi stabile e strutturata

che favorirà lo sviluppo di una fruizione di pesca eco–sostenibile e l’insediarsi di

biocenosi acquatiche diversificate che determinerà un incremento della

biodiversità. Verrà inoltre migliorato l’aspetto paesaggistico e naturalistico,

nonché preservato l’aspetto culturale legato alla storia dei navigli che li ha visti

per molto tempo rappresentare uno degli elementi in grado incrementare lo

sviluppo economico locale.

Fitodepurazione Il Piano Ittico oltre a fornire indicazioni utili all’adozione delle migliori strategie di

attenuazione dell’impatto derivante dall’inquinamento delle acque sostiene due

interventi pilota, differenti per problematica e soluzione, di fitodepurazione.

Gli effetti positivi significativi che la fitodepurazione può produrre sono sulla

qualità dell’acqua, e quindi sulle biocenosi acquatiche, in particolare sui pesci e

sul macrobentos. Trarranno inoltre vantaggio da tale azione l’avifauna acquatica

che si insedierà negli ambienti naturali di canneto creati; nonché le colonie di

anfibi o popolazioni di rettili acquatici che potrebbero colonizzare gli ecosistemi

filtro. Verrà favorito anche l’aspetto paesaggistico.

Indicazioni per la gestione

del reticolo idrico minore

Deframmentazione

longitudinale

Iniziative didattiche e di

divulgazione

Studio di fattibilità della

reintroduzione di fauna

ittica negli affluenti del

Seveso dell’alto milanese

Caratterizzazione

ecologica della Roggia

Vettabbia ed eventuale

reintroduzione di fauna

ittica

Reintroduzione di specie

ittiche autoctone

Caratterizzazione

ecologica degli affluenti

del Fiume Lambro ed

eventuale studio di

fattibilità della

reintroduzione della trota

fario

Riequilibrio della

comunità ittica

Relativamente a tale aspetto il Piano si limita a raccomandare l’adozione di

misure e di indicazioni già fornite a livello regionale per il reticolo idrico minore.

In particolare le indicazioni riguardanti la definizione della fascia di rispetto, la

sua gestione e la sua conservazione, non potranno che favorire la fauna

terrestre, ma anche la fauna ittica e le altre biocenosi acquatiche la cui

sopravvivenza è anche legata al mantenimento di una buona funzionalità

ecotonale. Per ciò che concerne, l’applicazione dei principi e l’impiego delle

tecniche e dei metodi della riqualificazione fluviale, essi non possono che

produrre effetti positivi sul suolo e quindi anche sulla salute umana.

Quest’azione, grazie ad una serie di interventi puntuali (passaggi per pesci) e

mediante la realizzazione del piano di deframmentazione longitudinale, produrrà

effetti significativi positivi sulla fauna ittica.

L’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica (cittadini e enti

competenti in materia ambientale) alle problematiche ambientali, in particolare

ai temi di interesse per il Piano Ittico, non può che sortire effetti positivi

significativi sull’ambiente.

Il piano prevede in questo caso la realizzazione di uno studio di fattibilità

propedeutico alla reintroduzione di fauna ittica in alcuni corsi d’acqua che

sarebbero naturalmente vocati ad ospitarla ed in cui l’ittiofauna era presente in

origine. Sulla base delle valutazioni effettuate, potranno essere proposti

interventi di riqualificazione fluviale e quindi di effettiva reintroduzione della

trota fario. Tali interventi non potranno che essere considerati azioni con effetti

positivi significativi sulle diverse componenti ambientali, da quelle naturali, quali

la biodiversità, la flora e la fauna, a quelle sociali, di salute umana e di fruizione.

Anche per quest’azione, in cui invece è anche previsto, eventualmente,

l’intervento concreto di reintroduzione della fauna ittica, si ravvisano i medesimi

effetti positivi significativi illustrati al punto precedente.

La reintroduzione di specie ittiche autoctone rappresenta un’azione ad effetto

altamente significativo sia per le specie target dell’azione, sia per la biodiversità

generale.

Il piano prevede in questo caso la realizzazione di uno studio di fattibilità

propedeutico alla reintroduzione della trota fario in alcuni corsi d’acqua che

sarebbero naturalmente vocati ad ospitarla ed in cui la specie è da considerarsi

nativa. Sulla base delle valutazioni effettuate, potranno essere quindi proposti

interventi di riqualificazione fluviale e quindi di effettiva reintroduzione della

trota fario Tali interventi non potranno che essere considerate azioni con effetti

positivi significativi sulle diverse componenti ambientali, da quelle naturali, quali

la biodiversità, la flora e la fauna, a quelle sociali, di salute umana e di fruizione.

Quest’azione rappresenta la seconda fase di lavoro, nell’ambito della

riqualificazione ecologica dell’Idroscalo. Gli effetti positivi si ravviseranno a carico

15


Provincia di Milano

16

Monitoraggio del Piano

Ittico

Al fine di valutare gli esiti dell’attuazione

del Piano e la congruenza con le pre-

visioni fatte, è stato predisposto un

programma dettagliato di monitorag-

gio. Per ciascuna misura/azione prevista

sono stati individuati i tempi, i modi e

gli indicatori utili e necessari a valutare

l’efficacia ed efficienza del Piano.

E’ stato definito un nutrito gruppo di

indicatori di performance tra cui si

riconoscono:

indicatori di risultato

indicatori di realizzazione fisici

indicatori di realizzazione procedurali

Tra gli indicatori di risultato, emergono

gli indicatori di contesto che meglio

di altri potranno riassumere in pochi

numeri lo stato attuale della fauna ittica,

confrontandolo con i dati pregressi. Essi

sono:








N° specie ittiche. Numero di specie

ittiche presenti nel territorio

provinciale

N° specie ittiche autoctone. Numero

di specie ittiche autoctone

presenti nel territorio provinciale

N° endemismi e sub-endemismi

presenti. Numero di specie ittiche

endemiche e sub-endemiche presenti

nel territorio provinciale

di specie in via di estinzione

e minacciate. Numero di specie

ittiche autoctone in preoccupante

decremento e in via di estinzione

di specie di interesse conservazionistico.

Numero di specie

inserite nelle varie liste rosse internazionali,

nazionali e regionali,

presenti nel territorio milanese

di specie native assenti. Numero

di specie ittiche autoctone

attualmente assenti nel territorio

milanese (escluse le specie comunque

estinte in natura)

Occorrenza % delle singole specie

ittiche. N° di corsi d’acqua in

cui la specie è stata rilevata/ N°



Piano Ittico

totale corsi d’acqua monitorati

(nelle campagne quinquennali di

monitoraggio. Vedi Capitolo “Monitoraggio”)

di specie ittiche presenti in

ciascun corso d’acqua. N° specie

ittiche presenti in ciascun corso

d’acqua

Rapporto autoctoni/esotici presenti

in ciascun corso d’acqua

Rapporto tra N° specie ittiche

autoctone e N° specie ittiche

esotiche presenti in ciascun corso

d’acqua

Il loro impiego consentirà il monitoraggio

più efficace ai fini di un’eventuale rifor-

mulazione, di azioni e misure previste

dal Piano e ai fini dunque della migliore

gestione e conservazione degli ambienti

acquatici e della fauna ittica provinciali.

Monitoraggio della fauna ittica

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