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Reale Mutua e Fondazione Sodalitas - Notizie Gruppo Reale ...

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notizie<br />

Marco Camandona<br />

durante la spedizione<br />

sull’Everest<br />

Spedizione abbonamento postale 70% - Filiale di Torino<br />

N° 4 - novembre 2010 - anno V<br />

In questo numero:<br />

Accordo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e Politecnico<br />

Il catalogo interattivo su Puntonet<br />

Il nuovo sito di Blue Assistance<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e <strong>Fondazione</strong> <strong>Sodalitas</strong>


Anno V, n. 4 – novembre 2010<br />

<strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

Via Corte d’Appello, 11<br />

10122 Torino TO<br />

Tel. 011 43 12 552<br />

Periodico di informazioni e notizie<br />

per il personale, gli agenti e i<br />

collaboratori del <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>.<br />

Registrazione Tribunale di Torino<br />

n. 5058 dell’11 settembre 1997<br />

Pubblicazione non in vendita<br />

è autorizzata la riproduzione<br />

dei testi citando la fonte.<br />

è vietata la riproduzione, anche<br />

parziale, delle illustrazioni senza<br />

il consenso dell’editore.<br />

In copertina:<br />

Marco Camandona durante la spedizione<br />

sull’Everest<br />

Direttore responsabile:<br />

Leo Giovannelli<br />

leo.giovannelli@libero.it<br />

Responsabile editoriale:<br />

Luigi Bellotto<br />

luigi.bellotto@realemutua.it<br />

Coordinatore editoriale:<br />

Sergio Albesano<br />

sergio.albesano@realemutua.it<br />

Redazione:<br />

Milena Basso, Ilaria Bournique,<br />

Davide Chiarlo, Arnaldo De Marco,<br />

Emanuela de Zanna, Francesco Lo Turco,<br />

Marco Mazzucco, Tiziano Nobile,<br />

Marella Pentimalli, Simona Senati,<br />

García Pilar Suárez-Inclán<br />

Fotografie di:<br />

Sergio Albesano, Leo Giovannelli,<br />

Francesco Lo Turco, Davide Nadalin,<br />

Tiziano Nobile, ATL di Biella<br />

Realizzazione grafica:<br />

Sunday s.r.l, Torino<br />

www.sundaygroup.it<br />

Stampa:<br />

Stamperia Artistica Nazionale<br />

Trofarello<br />

Sommario<br />

in questo numero<br />

1 Accordo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e Politecnico: la ricerca<br />

al servizio del socio/assicurato<br />

2 Su Puntonet, il catalogo diventa interattivo<br />

5 <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e <strong>Fondazione</strong> <strong>Sodalitas</strong><br />

6 Oldrati, l’imprenditore dal passo sicuro<br />

11 Amice corporate social responsibility<br />

workshop a Torino<br />

12 La mia Parigi - Roubaix<br />

14 Parliamo di abitazioni<br />

17 <strong>Reale</strong>, i test match 2010 di rugby<br />

18 L’arte in soccorso dell’arte…<br />

20 Premio Ragusani nel mondo<br />

22 Marco Camandona e Italiana sul tetto del mondo<br />

27 Ego Assicurazioni: tre agenti, due agenzie<br />

e un’unica realtà vincente<br />

32 Premio Ferrari tour Italiana<br />

33 L’assicurazione postuma decennale indennitaria<br />

per gli immobili<br />

37 Laboratorio giovani & Officina giovani<br />

Un connubio vincente<br />

40 I campionati mondiali 2010 di canoa polo all’Idroscalo<br />

42 L’Est Film Festival alla sua 4° edizione<br />

44 L’italiana cup vola a San Diego<br />

47 Check up Blue!<br />

48 Blue Assistance presenta il nuovo sito… e non solo!<br />

50 Bologna San Felice inaugura la nuova sede<br />

51 <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e Miki Biasion<br />

52 L’agenzia di Potenza rinnova i locali e prosegue<br />

nel “Progetto crescita <strong>Reale</strong> - agenzia in evoluzione”<br />

53 Golf a Pinerolo<br />

54 Commissione di Garanzia<br />

56 Biella, colpita dalla crisi ma indomita


Accordo <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e<br />

Politecnico: la ricerca<br />

al servizio del socio/assicurato<br />

Un’alleanza tra i mondi dell’impresa e della<br />

ricerca: questa volta non è un auspicio ma<br />

una realtà. Lo scorso 10 settembre è stato<br />

presentato in conferenza stampa, nel torinese<br />

palazzo Costa Carrù, l’accordo siglato tra<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e il Politecnico di Torino.<br />

Si tratta di una convenzione destinata a fare<br />

scuola, definendo un protocollo d’intesa con<br />

cui la nostra capogruppo sostiene la ricerca<br />

del Politecnico e contemporaneamente<br />

riceve una consulenza d’eccellenza.<br />

Le ricadute sono notevoli: diminuire l’impatto<br />

della compagnia sull’ambiente circostante<br />

e studiare nuove iniziative e prodotti per<br />

migliorare il servizio nei confronti dei soci/<br />

assicurati.<br />

La prima fase, infatti, definisce un progetto che<br />

condurrà <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> a ottenere, prima compagnia<br />

di assicurazioni in Italia, la certificazione ambientale<br />

ISO14001; se per un’impresa manifatturiera la dicitura<br />

e le implicazioni sono chiare, per una società come la<br />

nostra serve qualche parola in più. Non soltanto <strong>Reale</strong><br />

<strong>Mutua</strong> certificherà il proprio impegno per limitare al<br />

massimo l’impatto sull’ambiente; questo impegno<br />

assumerà anche una valenza di indirizzo, ad esempio<br />

collaborando per studiare nuovi prodotti che tutelino<br />

un uso consapevole delle risorse. In più, si potrà<br />

puntare, con il tempo, a orientarsi verso fornitori che<br />

garantiscano gli stessi standard, innescando un circolo<br />

virtuoso dagli effetti a cascata, nella convinzione che<br />

Luigi Lana e Francesco Profumo firmano l’accordo<br />

anche i nostri concorrenti possano imitare questa<br />

strategia. Seguirà un’ulteriore fase, che impegnerà<br />

il Politecnico nella consulenza finalizzata a migliorare i<br />

flussi di comunicazione con le agenzie e di conseguenza<br />

il servizio ai soci/assicurati.<br />

Una partnership all’avanguardia, dunque, per dare<br />

concretezza al legame tra il sapere e il lavoro,<br />

collaborando con le migliori intelligenze della ricerca.<br />

Anche questa volta è <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> ad anticipare una<br />

tendenza che certamente verrà seguita dagli altri e<br />

che ha già incuriosito i maggiori organi di stampa e<br />

televisione, nazionali e territoriali.<br />

1


COMMERCIALE<br />

Su Puntonet, il catalogo<br />

diventa interattivo<br />

A cura dello staff CRM e marketing di prodotto<br />

Il business di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, come quello di qualunque<br />

impresa, ruota intorno ai propri prodotti. Una gamma di<br />

offerta completa e adatta alle richieste di mercato è infatti<br />

uno dei presupposti di base per la competitività.<br />

Per questo è stato creato un portale interamente dedicato<br />

a uno dei beni più importanti di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>: i prodotti.<br />

Il catalogo prodotti è il sistema di raccolta e di ricerca che<br />

ruota attorno a ogni singolo prodotto. Infatti all’interno<br />

del catalogo è possibile cercare un singolo prodotto con<br />

diversi criteri di ricerca; inoltre si possono consultare le<br />

condizioni contrattuali, le circolari, ma anche trovare gli<br />

2<br />

strumenti di supporto alla vendita, disponibili per ogni<br />

prodotto.<br />

Che cosa si trova sul catalogo?<br />

Tutto quello che riguarda i prodotti auto, rami elementari<br />

e vita: documentazione contrattuale e commerciale,<br />

informazioni sulla formazione, circolari e comunicati<br />

correlati, catalogazione per area di esigenza e target di<br />

riferimento. Per i settori auto e rami elementari sono<br />

presenti sia i prodotti in commercializzazione sia quelli<br />

non più vendibili ma ancora nel portafoglio delle agenzie.<br />

Per il settore vita, per ora, sono presenti tutti i prodotti


a catalogo, ma a breve anche quelli vita non a catalogo<br />

confluiranno in questo applicativo (per ora continuano a<br />

essere consultabili in Settori > Vita previdenza > archivio<br />

prodotti).<br />

A che cosa serve?<br />

Il catalogo prodotti è per prima cosa uno strumento<br />

di ricerca. Infatti, attraverso vari criteri di selezione è<br />

possibile interrogare il sistema per trovare un prodotto e<br />

i documenti a esso correlati. In secondo luogo il catalogo<br />

è uno strumento di archiviazione: contiene anche i<br />

prodotti non più in commercializzazione ma ancora<br />

presenti nel portafoglio di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>. Infine, come dice<br />

il suo stesso nome, è uno strumento di catalogazione:<br />

consente di raggruppare svariate tipologie di documenti<br />

e informazioni che diversamente sarebbero conservate<br />

separatamente.<br />

Come sì usa?<br />

Utilizzare il catalogo prodotti è molto semplice. Una<br />

volta entrati in catalogo prodotti è possibile scegliere<br />

COMMERCIALE<br />

tra vari campi per effettuare la propria ricerca: il nome<br />

del prodotto, il codice pass o di tariffa, una parola chiave,<br />

l’area di esigenza a cui appartiene e il target e altri<br />

ancora. Alcuni campi prevedono un menù a tendina per<br />

selezionare le proprie preferenze, mentre altri lasciano<br />

la possibilità di scrivere testo libero. Dopo aver scelto il<br />

criterio di ricerca, è sufficiente cliccare sul tasto Cerca per<br />

avviare la propria richiesta. In pochi secondi, il sistema<br />

restituirà una schermata con i risultati: un elenco dei<br />

prodotti che rispondono ai parametri inseriti.<br />

A questo punto, se si desidera avere maggiori informazioni,<br />

basta cliccare sul pulsante a forma di freccia situato vicino<br />

al nome di ogni prodotto per accedere a una viedeata<br />

contenete la Scheda di dettaglio.<br />

In essa sono presenti informazioni descrittive del prodotto<br />

(area di esigenza di appartenenza, target a cui si rivolge,<br />

tariffa), link a tutti i documenti disponibili (circolari,<br />

comunicati, fascicolo informativo, schede tecniche,<br />

materiali di marketing), indicazioni sulla formazione e<br />

3


COMMERCIALE<br />

sui contatti utili per avere approfondimenti. Inoltre, la<br />

scheda di dettaglio può essere stampata direttamente<br />

dall’applicativo e tutti i documenti possono essere salvati<br />

sul proprio computer.<br />

Quando si usa?<br />

Quando si sta cercando un’informazione precisa di un<br />

prodotto specifico. Quando si vuole trovare un documento<br />

di prodotto oppure per verificare l’esistenza di strumenti<br />

di supporto alla vendita. O ancora, quando si vuole avere<br />

una panoramica sull’offerta di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>: ad esempio,<br />

per trovare tutti i prodotti che rispondono a una particolare<br />

esigenza o sono realizzati per un target specifico. Infine,<br />

per avere con rapidità un elenco di prodotti per settore di<br />

business.<br />

A chi è rivolto?<br />

A tutti coloro che ogni giorno si dedicano alla<br />

vendita, ma anche a chi costruisce i prodotti stessi.<br />

Il catalogo è infatti pensato per le agenzie <strong>Reale</strong><br />

<strong>Mutua</strong>, al fine di agevolare la conoscenza dei prodotti<br />

e la reperibilità di tutte le informazioni e gli strumenti<br />

4<br />

Un esempio di alcuni dei diversi materiali contenuti<br />

nella scheda prodotto di globale fabbricati<br />

presenti su di essi in azienda. Ma è anche un applicativo<br />

utile ai dipendenti della compagnia: per chi opera nei<br />

settori di business può essere di grande aiuto avere a<br />

disposizione un contenitore unico.<br />

Perchè è nato?<br />

Per rispondere a una esigenza manifestata direttamente<br />

dalle agenzie. Una prima risposta al problema “non<br />

c’è un luogo dedicato ai prodotti” era stata data da<br />

Forza 10 attraverso il portale CGA e comunicati. Con il<br />

catalogo si vuole dare una risposta definitiva a questo<br />

problema, seguendo proprio la logica di Forza 10: trovare<br />

soluzioni definitive a situazione in precedenza risolte<br />

in emergenza.<br />

Dove si trova?<br />

È uno degli applicativi presenti su Puntonet: si può<br />

raggiungere dal link diretto di Primo piano oppure<br />

cliccando su Strumenti commerciali > Catalogo prodotti.<br />

In sintesi, se cercate un prodotto o qualunque cosa a esso<br />

correlato, la risposta è catalogo.


<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e<br />

<strong>Fondazione</strong> <strong>Sodalitas</strong><br />

di Barbara Moretto<br />

FONDAZIONE SODALITAS<br />

Un network di imprese e manager uniti per la coesione<br />

sociale e la sostenibilità: <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> diventa partner<br />

della <strong>Fondazione</strong> <strong>Sodalitas</strong><br />

La società attuale è caratterizzata dai molteplici effetti<br />

e problematiche causati dalla globalizzazione, quali una<br />

crescente complessità negli scambi commerciali e nelle<br />

interazioni tra mercati, paesi e culture diverse in un<br />

contesto internazionale.<br />

Su tali presupposti il mondo economico da tempo si è<br />

interrogato sul modo in cui le imprese debbano operare<br />

per accrescere la redditività e creare le condizioni per<br />

uno sviluppo economico e ambientale duraturo ed<br />

equilibrato, in altre parole, sostenibile.<br />

La sostenibilità è una sfida ambiziosa, che può essere<br />

colta solo se si guarda al futuro, alle esigenze e al<br />

benessere di domani e delle generazioni future.<br />

Una gestione aziendale socialmente responsabile,<br />

in grado di ben armonizzarsi con le aspettative<br />

economiche, ambientali e sociali di tutti i portatori di<br />

interesse (dipendenti, mercato, comunità, ambiente)<br />

consente, infatti, di massimizzare gli utili nel lungo<br />

periodo e di ottenere un vantaggio competitivo.<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> da anni assume la sostenibilità come<br />

impegno strategico, orientando la propria attività a favore<br />

dell’ambiente, della tutela sociale delle persone e della<br />

comunità, in coerenza con un sistema di valori e di regole<br />

diffuse (la Carta dei valori e il Codice etico) essenziale<br />

per operare con trasparenza e responsabilità all’interno<br />

dell’azienda e nei confronti di tutti gli interlocutori.<br />

Per la nostra società mutua, autonoma e indipendente,<br />

proseguire nel cammino iniziato nel passato, favorendo<br />

le buone pratiche aziendali nella gestione della salute<br />

e sicurezza sul lavoro e della prevenzione degli eventi<br />

naturali, è un fattore rilevante che può incidere sia sul<br />

nostro fondamentale indicatore di business, il rapporto<br />

sinistri a premi, sia sull’immagine dell’azienda.<br />

Diversi sono i progetti in fase di studio che porteranno<br />

a una dimensione più strutturata della responsabilità<br />

sociale d’impresa. Un supporto alla realizzazione di tali<br />

iniziative sarà garantito dalla <strong>Fondazione</strong> <strong>Sodalitas</strong>, la più<br />

autorevole istituzione nazionale attiva nella promozione<br />

e nello sviluppo della responsabilità sociale d’impresa.<br />

<strong>Sodalitas</strong> nacque come associazione nel 1995 su<br />

iniziativa di Assolombarda: quattordici imprese e un<br />

gruppo di manager per avviare una realtà, ancora oggi<br />

unica in Italia, capace di creare un ponte tra profit<br />

e nonprofit e di testimoniare concretamente valori come<br />

la sostenibilità, la trasparenza e la solidarietà.<br />

Nel 2008 diventò fondazione per realizzare, con l’apporto<br />

di ottantun imprese e ottanta manager volontari,<br />

i propri ambiziosi obiettivi: promuovere la cultura della<br />

responsabilità sociale d’impresa e la sostenibilità<br />

ambientale nelle aziende italiane, aiutare lo sviluppo<br />

manageriale delle organizzazioni nonprofit e formare la<br />

classe dirigente del futuro.<br />

Nel luglio scorso <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è entrata a far parte della<br />

rete di imprese che supportano <strong>Sodalitas</strong>, diventandone<br />

socio fondatore. L’avvicinamento a tale realtà e il<br />

confronto e la condivisione con persone provenienti da<br />

diversi contesti aziendali che considerano la responsabilità<br />

un valore da concretizzare attraverso l’impegno<br />

costante e attivo sui temi del<br />

sociale consentirà alla nostra<br />

compagnia di promuovere<br />

processi di innovazione nel<br />

proprio sistema strategico<br />

e gestionale, al fine di sempre<br />

più e meglio valorizzare<br />

l’operato, in un’ottica di<br />

sviluppo in armonia con<br />

l’ambiente circostante.<br />

5


I pROTAgONISTI<br />

Lo stabilimento Oldrati di Adro<br />

Oldrati, l’imprenditore<br />

dal passo sicuro<br />

di Leo Giovannelli<br />

L’agente di Sarnico, ridente paese sulla sponda<br />

meridionale del lago d’Iseo, ha bussato più volte<br />

alla porta della redazione perché ci occupassimo di<br />

un’azienda che da anni è leader mondiale nel settore<br />

della tecnologia industriale e marcia spedita anche<br />

attraverso la travagliata crisi globale.<br />

La preoccupazione di Silverio Polini che, su un<br />

territorio a cavallo tra le province di Bergamo e Brescia<br />

rappresenta la <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> fin dagli anni Trenta con una<br />

tradizione che fa capo al nonno e poi al padre e quindi a<br />

lui personalmente (dal 1977), deriva dal fatto che entro<br />

quest’anno, per ragioni di età, cederà lo scettro ai figli<br />

Alberto, quarant’anni, e Gianfranco, trentacinque, già<br />

operativi con mandato d’agenzia. Tutto questo ha reso<br />

impellente il nostro interessamento poiché sappiamo<br />

come il patrimonio più solido di una persona sia quello<br />

che si fonda sui rapporti umani, dove vanno a depositarsi<br />

indelebilmente i valori di amicizia, di stima e di fiducia.<br />

Perciò l’amico Polini aveva messo in cima alla scala<br />

dei desideri quello di poter dare, attraverso il nostro<br />

giornale, il doveroso risalto al suo grande assicurato e<br />

amico, che oggi ci onoriamo di visitare quale patrimonio<br />

6<br />

storico dell’agenzia di Sarnico: il <strong>Gruppo</strong> Oldrati.<br />

La calura della torrida estate 2010 non ci impedisce<br />

di ricevere un’accoglienza tanto signorile quanto<br />

amichevole da parte dell’amministratore delegato<br />

Manuel Oldrati, quarant’anni, presso uno degli<br />

stabilimenti che il gruppo ha disseminato in Italia<br />

e all’estero. Ci troviamo a Villongo, in provincia di<br />

Bergamo, nella più antica struttura produttiva che ha<br />

dato il via al lungo percorso di questa grande azienda.<br />

Vorrà perdonarci, diciamo a Manuel Oldrati, ma<br />

confessiamo che il nome della sua azienda non l’avevamo<br />

mai sentito…<br />

“Capisco l’osservazione”, risponde garbatamente il<br />

nostro interlocutore. “Del resto la fama non è sempre<br />

rapportata al nome o alla risonanza ma alle perfomance<br />

che si ottengono, ovviamente nel settore merceologico<br />

di riferimento. Il nostro è un settore di nicchia<br />

altamente specializzato. E in questo ambito siamo ben<br />

posizionati.”<br />

Quando e come è nata questa azienda?<br />

“Agli inizi degli anni Sessanta e tutto per merito<br />

di mio padre. Era un uomo geniale e determinato.


Lo stabilimento Oldrati Slovensko presso Humenné nell’est della Slovacchia<br />

Di sera studiava e di giorno lavorava in un’azienda di<br />

guarnizioni. Era attratto da tutte le novità e inseguiva<br />

le nuove tecnologie per sviluppare le mille idee che non<br />

cessava mai di elaborare. Quando tra le materie prime di<br />

nostro impiego irruppe prepotentemente la gomma mise<br />

insieme un patrimonio di know how e partì in proprio,<br />

dando inizio a una attività che man mano si allargava non<br />

solo sul piano commerciale ma anche sul fronte della<br />

diversificazione produttiva, creando specializzazioni che<br />

poi sarebbero diventate specifiche unità produttive e<br />

strutture aziendali a se stanti.”<br />

Da quella costola primaria quante derivazioni sono state<br />

finora generate?<br />

“Siamo un gruppo di mille dipendenti, con una decina di<br />

unità produttive in Italia e quattro all’estero.”<br />

L’espansione è stata veloce e costante. Il settore delle<br />

guarnizioni, ad esempio, ha avviato già nel 1980 un<br />

processo di produzione integrato pervenendo a una<br />

complessa gamma di settori merceologici diversificati.<br />

E nel 1991, con l’entrata in società dei tre figli, Diego,<br />

Manuel e Devid, è nato il <strong>Gruppo</strong> Oldrati, costituito dalle<br />

filiali di Oldrati Italia con stabilimenti a Villongo, Adrara<br />

e Adro (BS) e da Oldrati Slovacchia, con le realtà Oldrati<br />

Slovensko, Old-Filter, Royaltek, Miflex SK; quindi Oldrati<br />

do Brasil, Old-Fin, Smart-tek e le realtà commerciali<br />

in Gran Bretagna, Stati Uniti, oltre alla joint venture di<br />

produzione a Mumbai in India.<br />

Per il lettore non specialista che gradisce tuttavia<br />

conoscervi più da vicino è possibile “banalizzare” questa<br />

vostra dimensione tecnologica? Quali sono cioè i prodotti<br />

che escono dai vostri stabilimenti?<br />

“Sono guarnizioni per applicazioni elettrodomestiche,<br />

automotive, chimiche e petrolchimiche. Inoltre<br />

produciamo filtri per il mondo automotive e per acqua.<br />

I pROTAgONISTI<br />

Le materie prime che impieghiamo sono essenzialmente<br />

la gomma e la plastica.”<br />

Quali sono le divisioni del gruppo Oldrati?<br />

“Stampi, soffiaggio, stampaggio gomma, ingegneria,<br />

estrusione gomma e plastica, ricerca e sviluppo, mescole,<br />

assemblaggio, plastica a termoplastica, filtri.”<br />

Un ciclo produttivo a 360 gradi. Un vero impero industriale.<br />

E qual è il risultato del vostro bilancio consolidato?<br />

“Sicuramente il 2009 si è rivelato un anno cruciale a<br />

causa della situazione economica molto difficile su tutti<br />

i mercati mondiali colpiti dalla recessione globale. Già<br />

verso il 2007 si sono avvertiti i primi disagi economici<br />

dovuti a un aumento spropositato delle materie prime. Poi<br />

da ottobre 2008, a causa della crisi finanziaria mondiale,<br />

abbiamo dovuto assistere alla paralisi delle vendite e<br />

conseguentemente della produzione che ha coinvolto tutti<br />

i settori produttivi, in primis quello dell’automobile. Dopo<br />

un periodo di lievi oscillazioni, notiamo come la tendenza<br />

al rialzo dei costi delle materie prime prosegua anche<br />

nel primo semestre del 2010 a causa della chiusura di<br />

alcuni plant produttivi delle multinazionali leader nel<br />

settore forniture di materie prime chimiche organiche.<br />

A questo proposito è importante ricordare che circa il<br />

40% degli impianti produttivi ha chiuso i battenti. Sono<br />

cifre riferibili alla situazione mondiale e si stima che la<br />

metà di questi impianti non potrà riaprire. Fatta questa<br />

premessa, il <strong>Gruppo</strong> Oldrati ha chiuso il 2009 con un<br />

fatturato di novanta milioni di euro e con un tournover<br />

in leggera flessione (meno 4,9%) rispetto all’anno<br />

precedente. Ci riteniamo comunque soddisfatti se<br />

teniamo conto della situazione contingente sui mercati”.<br />

Quali previsioni avete elaborato per l’immediato futuro?<br />

“Malgrado l’attuale fase recessiva”, risponde<br />

l’amministratore delegato “la previsione di crescita<br />

7


I pROTAgONISTI<br />

La famiglia Oldrati: il papà Vanni con i figli Diego, Manuel e Devid<br />

del P.I.L. mondiale per il 2010 rappresenta un fattore<br />

rassicurante. Secondo i nostri dati il <strong>Gruppo</strong> Oldrati<br />

andrà incontro a una leggera ripresa economica che<br />

migliorerà i parametri di raffronto con lo stesso periodo<br />

del 2009, mentre per il secondo semestre è prevedibile<br />

una leggera flessione.”<br />

Come potremo uscire da questa difficile situazione di<br />

incertezza senza che le aziende debbano soffrire ancora<br />

in termini di occupazione e fatturato? La domanda<br />

travalica le vicende del <strong>Gruppo</strong> Oldrati e intende ottenere,<br />

da un protagonista mondiale, una previsione più generale<br />

sul fronte dell’economia.<br />

Manuel Oldrati risponde senza esitazioni: “Se ne<br />

esce soltanto con investimenti in tecnologia, ricerca<br />

e soprattutto in risorse umane. Per quanto ci riguarda<br />

nel corso del 2010 abbiamo previsto forti investimenti<br />

nel reparto ricerca e sviluppo al fine di dare un servizio<br />

sempre più efficace ed efficiente in risposta alle esigenze<br />

8<br />

di un mercato in continua evoluzione. È previsto anche<br />

l’insediamento di una nuova unità produttiva in Turchia.<br />

Tutto ciò contribuisce a diffondere al nostro interno un<br />

clima di sano ottimismo grazie all’acquisizione di ordini<br />

per nuovi prodotti sia nel settore automotive sia in quello<br />

del servizio elettrodomestico. Questo fa pensare a un<br />

2010 di incremento anche in termini di fatturato.”<br />

Per tornare alle tipicità dell’azienda, colpisce il fatto<br />

che essa esibisca un catalogo vastissimo ma con pochi<br />

prodotti standardizzati. Decine e decine di migliaia sono<br />

i prodotti personalizzati, realizzati cioè su richiesta ed<br />

esigenze del cliente. Il <strong>Gruppo</strong> Oldrati infatti è in grado di<br />

produrre con la stessa professionalità sia quantità enormi<br />

(cioè milioni di pezzi) sia piccole forniture (cinque-dieci<br />

pezzi). Questo è il frutto della flessibilità di approccio<br />

con cui il team tecnico e commerciale sa affrontare<br />

qualsiasi richiesta. L’azienda è in grado di assecondare<br />

le esigenze addirittura partendo dalla fase creativa,


analizzando le finalità, studiando<br />

le mescole, predisponendo gli<br />

stampi, sperimentando ogni fase<br />

di lavorazione; e tutto a ciclo<br />

integrato, all’interno del gruppo.<br />

Lei ha più volte ribadito l’importanza<br />

degli investimenti in risorse umane.<br />

Come si concilia questa esigenza con<br />

le vostre delocalizzazioni all’estero,<br />

soprattutto nei paesi dell’est?<br />

“Premesso che dovunque si renda<br />

disponibile una risorsa è nostra<br />

priorità quella di non lasciarcela<br />

scappare (e con la crisi attuale sono<br />

numerose le persone preparate<br />

in cerca di occupazione), la nostra<br />

politica aziendale prevede uno<br />

sbocco verso i mercati dell’est<br />

che appaiono più ricettivi rispetto<br />

alla situazione europea pressoché<br />

satura. È questa una delle ragioni<br />

per cui abbiamo scelto la Slovacchia<br />

come territorio di nuovi insediamenti.<br />

Naturalmente abbiamo valutato anche altri fattori quali<br />

il costo del lavoro e l’impegno della popolazione a volersi<br />

migliorare.”<br />

Minuterie<br />

I pROTAgONISTI<br />

Quale giudizio date sulla situazione economica in atto,<br />

soprattutto in Italia?<br />

“L’Italia sta soffrendo forse più di altri paesi. La nostra<br />

preoccupazione deriva dal fatto che da noi stenta ad<br />

affiorare un clima di fiducia, quel clima necessario a dare<br />

la spinta per investire soprattutto in tecnologie e ricerca.<br />

Guai a chi si rintana nel suo guscio, a chi aspetta che<br />

siano gli altri a fare la prima mossa. Occorre crederci<br />

tutti e darsi subito da fare in ogni direzione.”<br />

La vostra produzione raggiunge tutti i paesi del mondo.<br />

Anzi il vostro export extra CEE ha superato ogni primato.<br />

Qual è stata la sfida più strepitosa o più originale che<br />

avete dovuto affrontare?<br />

“Abbiamo realizzato guarnizioni di tenuta per dighe,<br />

dalle dimensioni di venti metri per venti e dal peso di<br />

dodici tonnellate. Queste guarnizioni consentono la<br />

manutenzione delle paratie, un problema che si rivelava<br />

pressoché insolubile. Le prime sono state montate in<br />

Uruguay.”<br />

Approfittiamo della vostra esperienza e degli storici<br />

rapporti di stima e amicizia con <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> per<br />

proporvi un quesito che interessa da vicino i lettori.<br />

In questo contesto di grandi cambiamenti e turbamenti<br />

socio-economici quale futuro possiamo prevedere per<br />

i nostri figli?<br />

“Sono personalmente preoccupato, soprattutto per<br />

noi italiani che finora li abbiamo allevati un po’ nella<br />

bambagia. I nostri giovani dovranno ridimensionare le<br />

loro esigenze e confrontarsi con popolazioni che hanno<br />

9


I pROTAgONISTI<br />

ancora fame e perciò sgomitano con forza per trovare una<br />

loro collocazione in un sistema di benessere che finora<br />

li ha esclusi. Ritengo grave che noi abbiamo perduto<br />

anche le emozioni; ci sono scivolati addosso senza<br />

turbarci più che tanto le guerre del Golfo, l’11 settembre,<br />

il terrorismo e tutto quello che sta devastando il mondo.<br />

Sono già alcuni anni che gli extracomunitari si stanno<br />

integrando con successo per sopperire ai vuoti creati da<br />

un certo nostro lassismo.”<br />

Naturalmente anche voi siete stati giovani e forse poco<br />

impegnati a costruirvi un rigoroso futuro dal momento<br />

che la Oldrati era già lanciatissima e pronta ad accogliervi.<br />

Tuttavia avrete sicuramente fatto un percorso di<br />

avvicinamento che vi ha consentito di integrarvi in fretta<br />

e bene con le esigenze del vostro impegno industriale…<br />

Manuel Oldrati è un po’ stupito di dover svelare qualcosa<br />

che può apparire banale ma non si sottrae alla nostra<br />

curiosità: “Nostro padre ci ha iscritti prestissimo<br />

all’università della pratica, rendendoci cioè partecipi<br />

delle problematiche e delle situazioni aziendali, ma ci<br />

ha anche lasciato i nostri spazi che abbiamo riempito<br />

soprattutto con lo sport, praticato anche a livello<br />

nazionale, in diverse discipline.”<br />

E che cosa avete imparato dallo sport?<br />

“Abbiamo imparato a condividere, a sudare, a sporcarci<br />

le mani, a lavorare in team, a saper perdere, a non<br />

mollare mai. Tutte cose risultate indispensabili nel<br />

lavoro e nella vita.”<br />

Il <strong>Gruppo</strong> Oldrati nel mondo<br />

10<br />

Telai sospensioni sterzo<br />

Articoli in silicone liquido realizzati per il settore medicale


Amice corporate<br />

social responsibility<br />

workshop a Torino<br />

Due giorni di approfondimento sulla responsabilità sociale<br />

tra <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e le mutue europee<br />

A cura del team comunicazione istituzionale<br />

Il 23 e 24 settembre scorsi <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> ha ospitato<br />

il workshop di AMICE, l’associazione delle mutue e<br />

cooperative europee, dedicato alla responsabilità sociale<br />

d’impresa (in inglese Corporate Social Responsibility,<br />

C.S.R.) con un focus sull’Italia.<br />

L’incontro ha favorito la condivisione delle esperienze e<br />

il confronto tra i partecipanti, esponenti provenienti da<br />

Italia, Svezia, Finlandia, Belgio, Danimarca e Francia, sui<br />

temi legati alla sostenibilità sociale e ambientale; tali<br />

argomenti, che rivestono una particolare rilevanza per<br />

le compagnie mutue, sono da sempre seguiti da Amice<br />

attraverso il gruppo di studio dedicato proprio alla<br />

C.S.R.<br />

Nel corso del workshop, al quale ha partecipato anche<br />

Ruggero Bodo, consigliere della <strong>Fondazione</strong> <strong>Sodalitas</strong> di<br />

cui <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è socio fondatore, sono state presentate<br />

le attività realizzate negli anni da <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> in<br />

ambito di C.S.R.; tra le più significative, la redazione<br />

del bilancio sociale, l’istituzione della Commissione di<br />

garanzia dell’assicurato, il Museo storico, la partnership<br />

con il Museo “A come Ambiente”, il recente accordo<br />

con il Politecnico per l’ottenimento della certificazione<br />

ambientale ISO 14001 e le politiche nei confronti dei<br />

dipendenti, quali l’istituzione della scuola di formazione<br />

di <strong>Gruppo</strong> Academy, gli interventi di natura economica<br />

a sostegno del reddito, la diffusione della cultura<br />

delle pari opportunità e le iniziative per la conciliazione<br />

vita/lavoro.<br />

Nella seconda giornata di lavori il direttore generale<br />

Luigi Lana ha presentato il modello di governance di<br />

<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, che rappresenta l’insieme di regole di ogni<br />

livello che disciplinano la gestione dell’azienda, che<br />

norma, tra l’altro, le relazioni tra i vari attori coinvolti<br />

AMICE<br />

e che detta gli obiettivi per cui l’azienda è amministrata,<br />

sottolineando l’impegno, da parte del management della<br />

Società, nel condurre una politica gestionale orientata<br />

alla sostenibilità.<br />

Il gruppo di lavoro ha confrontato le diverse esperienze<br />

e realtà in materia di responsabilità sociale d’impresa,<br />

quali la strategia a medio termine dell’associazione e<br />

l’aggiornamento sugli sviluppi delle iniziative intraprese<br />

dalle compagnie partecipanti al workshop.<br />

Le esperienze e i progetti illustrati da <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

hanno suscitato grande interesse e curiosità in tutti i<br />

partecipanti stranieri, nuovamente entusiasti del seppur<br />

breve soggiorno in Italia.<br />

Durante la riunione è stato lasciato ampio spazio<br />

all’approfondimento, al confronto reciproco e al<br />

dibattito, che verranno ripresi nelle future occasioni di<br />

incontro sulle tematiche della responsabilità sociale<br />

dell’associazione, a Bruxelles.<br />

11


C.R.A.L.<br />

La mia Parigi - Roubaix<br />

di Paolo Giardino<br />

“La Gazzetta dello sport” così racconta: “Nell’edizione del<br />

1949, Fausto Coppi era all’esordio nella Roubaix ma non<br />

aveva lasciato il segno nella corsa, vinta da suo fratello<br />

Serse. Il 9 aprile 1950 ci riprova. Alla partenza da Saint-<br />

Denis diluvia. Coppi infiamma la battaglia sulla cote de<br />

Doullens. Solo cinque uomini resistono alla sua ruota, poi<br />

l’avanguardia s’ingrossa. Coppi si presenta in testa ad un<br />

gruppo di ventotto uomini al rifornimento di Arras. Invece<br />

di frenare, accelera. Aziona il 52 x 15 e si mette a battere<br />

un passo micidiale. Solo il piccolo Diot resiste al treno di<br />

Coppi e gli dà qualche cambio. Coppi forza e resta solo in<br />

testa e vola elegante e imprendibile sul pavé. Dietro di lui<br />

il vuoto. Coppi chiude in sicurezza il suo esercizio di stile”.<br />

Il secondo arrivato Maurice Diot rilascia una dichiarazione<br />

che passerà alla storia: «Ho vinto la Roubaix. Coppi era<br />

fuori concorso».<br />

Ho voluto iniziare con la cronistoria della vittoria di Coppi<br />

del 1950 perché l’emozione più grande di questa splendida<br />

avventura l’ho provata dopo l’arrivo. Lo spogliatoio del<br />

velodromo di Roubaix è composto da box in cemento a cui<br />

è stata applicata la targa in memoria dei vincitori e io ho<br />

avuto la fortuna di cambiarmi nel box con la targa di Fausto<br />

Coppi.<br />

Avevo sentito dire che la Parigi - Roubaix è una corsa che<br />

ami o odi ed è vero. I cinquanta chilometri di pavè sono<br />

davvero terribili soprattutto se affrontati con la pioggia. È<br />

una corsa atipica, forse l’unica a cui è rimasto appiccicato<br />

un fascino antico in un’epoca di tecnologia, pianificazione<br />

della preparazione, biomeccanica e i tanti casi di doping del<br />

ciclismo non solo a livello professionistico.<br />

Il giorno della gara s’incomincia presto: sveglia alle 4;<br />

colazione del ciclista a base di carboidrati, con fette<br />

biscottate spalmate di miele e marmellata, ma senza<br />

disdegnare la parte proteica con bresaola e parmigiano.<br />

Il chilometraggio (km. 255) è davvero notevole per cui è<br />

fondamentale un’adeguata alimentazione.<br />

Alle 5,15 siamo sul punto di partenza. Montiamo le<br />

biciclette e ci rechiamo al primo controllo. La particolarità<br />

della gara è la sua formula randonee, ovvero non esiste<br />

la classifica; la partenza può avvenire dalle ore 4 alle 7,<br />

libera (alla francese), e occorre solo timbrare il cartellino<br />

a ogni controllo. Rispetto alle gare a cui ho partecipato, ho<br />

12<br />

apprezzato particolarmente questa formula dall’approccio<br />

meno agonistico e meno incline alla competizione pura.<br />

L’atmosfera alla partenza è molto rilassata, decisamente<br />

diversa dalla tensione che normalmente ti assale in griglia<br />

in una gara ciclistica tradizionale.<br />

Ci presentiamo al primo controllo, timbriamo il cartellino<br />

e partiamo. Riusciamo subito a prendere la ruota di un bel<br />

gruppo di ciclisti, circa un centinaio. Per chi non è avvezzo a<br />

questo sport vuol dire che ci mettiamo al fondo del gruppo,<br />

il che significa fare molta meno fatica rispetto a essere da<br />

soli o nella prima parte del plotone. Dopo più di mezz’ora si<br />

pedala di buona lena e la velocità si aggira sui trentacinque/<br />

quaranta chilometri all’ora; la temperatura non è fredda e il<br />

cielo velato. Sono molto soddisfatto dell’andatura. Ma ecco<br />

la prima sorpresa. Un furgone ci ferma strombazzando e<br />

ci urla: “Avete sbagliato strada; dovete tornare indietro!”.<br />

Mesti mesti e con qualche esclamazione molto colorita<br />

di un gruppo di ciclisti italiani ritorniamo indietro e ci<br />

accorgiamo di aver aumentato la nostra fatica di almeno<br />

venti chilometri. C’est la Roubaix.<br />

Riprendiamo la retta via e al primo controllo mancano<br />

almeno ottanta chilometri di stradine tutte asfaltate ma con<br />

pochissimi tratti di pianura. È tutto un “mangia e bevi”; per i<br />

non ciclisti significa leggera salita seguita dalla discesa che<br />

chilometro dopo chilometro si fa sentire nelle gambe e che<br />

comporterà a fine gara un dislivello totale pari a duemila<br />

metri, simile a una gara di medio fondo di montagna.<br />

Finalmente si arriva al primo controllo, la palestra di una<br />

scuola nel centro di Bohain. Come detto in precedenza,<br />

l’atmosfera è rilassata, senza fretta. Si lascia la bicicletta<br />

sulle transenne e si procede al timbro del cartellino; la<br />

disponibilità di cibo è discreta: integratori di un colore verde<br />

e rosso intenso, plumcake, biscotti e, molto apprezzato, un<br />

caffè caldo. Si lascia il primo ristoro e si procede seguendo<br />

le indicazioni gialle sul selciato, che a dir il vero non sono<br />

sempre molto visibili.<br />

Verso le 11, dopo novanta chilometri, affrontiamo un<br />

temporale violento ed ecco anche comparire il pavè de<br />

Troisvilles (duemiladuecento metri). L’impatto con il fondo<br />

stradale è violentissimo, ci toglie il fiato e l’impossibilità<br />

di sfruttare le parti a lato del selciato che sono invase<br />

d’acqua ci obbliga ad affrontarlo al centro, facendo molta


attenzione a non cadere, vista la<br />

scivolosità delle pietre. Inoltre non è<br />

in piano. Cominciamo a manovrare<br />

il cambio in modo da testare tutte le<br />

combinazioni possibili per trovare<br />

il rapporto giusto. Ora tocca al<br />

manubrio: ogni impugnatura possibile<br />

viene sperimentata per capire<br />

dove soffriamo meno, ma subito ci<br />

rendiamo conto che sarà comunque<br />

durissima. I settori di pavè saranno<br />

in totale ventotto per complessivi<br />

cinquanta chilometri. Raggiungiamo<br />

il secondo settore: pavè de Viesly<br />

(milleottocento metri), sempre sotto<br />

la pioggia. Questo settore ci esalta:<br />

tenere la bicicletta in equilibrio sul<br />

viscido trasmette fortissime scariche<br />

di adrenalina. Ne usciamo sorridenti,<br />

entusiasti e convinti che in qualche modo ce la faremo.<br />

Nei pressi del secondo controllo siamo costretti a riparare<br />

sotto la pensilina di una fermata del bus, in quanto la pioggia<br />

a catinelle non ci permette di vedere oltre il nostro naso,<br />

ma, appena l’intensità della pioggia rallenta, proseguiamo.<br />

I settori si susseguono alternati a tratti in mezzo a villaggi<br />

della pianura francese e per fortuna nei pressi della mitica<br />

foresta di Aremberg, uno dei punti fondamentali nella gara<br />

dei professionisti dove chi resta indietro può dire addio<br />

alla vittoria, il tempo finalmente ci grazia: ecco apparire un<br />

pallido sole. Visti i venti chilometri aggiuntivi e la pioggia,<br />

affrontiamo il settore ai bordi del sentierino, tranne<br />

nel tratto dove vediamo essere posizionato il fotografo<br />

ufficiale.<br />

I settori di pavè continuano e le gambe cominciano a<br />

cedere, ma la mente è presente. Siamo ancora motivati.<br />

Negli ultimi chilometri l’andatura si fa più lenta, ma ci<br />

facciamo coraggio a vicenda e, mano a mano che la<br />

distanza diminuisce, i tratti di pavè diventano sempre più<br />

radi. Siamo sul Carrefour de l’Arbre a duecentocinquanta<br />

chilometri, compresi i venti aggiunti. È il tratto più famoso,<br />

quello che di solito determina il vincitore dei professionisti.<br />

Le persone a lato ci spingono, ci applaudono e la grinta viene<br />

C.R.A.L.<br />

fuori per terminare la nostra fatica in modo onorevole.<br />

Si cominciano a vedere i cartelli stradali per Roubaix: è<br />

fatta! Gli ultimi dieci chilometri volano. Siamo veramente<br />

al limite della commozione e non sappiamo se riusciremo<br />

a entrare nel velodromo con gli occhi asciutti. Ultimo<br />

rettilineo, ultimi trecento metri di pavè, svolta a destra,<br />

entriamo in velocità nel velodromo. La gente ci applaude.<br />

Ci concediamo il giro d’onore e finalmente ci abbracciamo.<br />

ROUBAIX: siamo arrivati!<br />

Ultimo timbro e ritiro dei gadget, una sana birra gelata,<br />

ed entriamo nello spogliatoio. L’emozione ci coglie. Ci<br />

togliamo gli indumenti bagnati e ricoperti di terra grassa<br />

della campagna francese. Troviamo una doccia libera e non<br />

ci resta altro che lasciarci accarezzare dall’acqua calda<br />

come hanno fatto prima di noi tutti i partecipanti a questa<br />

fantastica cicloturistica, ma anche Coppi, Moser, Tafi, Bonen,<br />

Merckx e tanti altri professionisti. Un pensiero particolare<br />

vola al prematuramente scomparso C.T. Ballerini, cittadino<br />

onorario di Roubaix e qui vincitore per due volte.<br />

Un ringraziamento particolare al direttore sportivo Serena<br />

che ha permesso, con il suo appoggio logistico, tutto<br />

questo e al C.R.A.L. di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, a cui ci onoriamo<br />

di appartenere.<br />

13


14<br />

UNO SgUARDO AL MERCATO<br />

Parliamo di abitazioni<br />

di Virginia Martinetto, pianificazione e analisi di mercato<br />

La casa è da sempre una sicurezza per le famiglie.<br />

Anche nei periodi di crisi si conferma un rifugio nel<br />

quale riporre i propri risparmi. È un patrimonio che viene<br />

tutelato, attraverso l’adozione di misure preventive e di<br />

protezione, ma non lo è a sufficienza se si pensa alla<br />

tutela assicurativa.<br />

Dall’ultima analisi Istat sulle abitazioni delle famiglie,<br />

realizzata nel 2009, emerge infatti che la maggioranza<br />

dei nuclei vive in una casa di proprietà (68,5%), il 18,9%<br />

in una casa in affitto e il 12,6% in una abitazione in<br />

usufrutto o a titolo gratuito, con valori superiori rispetto<br />

alla media europea.<br />

Sono soprattutto le famiglie residenti in comuni di piccole<br />

dimensioni (fino a 10.000 abitanti), le aree del nord e<br />

del centro e le coppie con figli a evidenziare tassi di<br />

possesso più elevati rispetto ai valori nazionali, mentre<br />

il sud e i single (soprattutto fino a 34 anni) sono al di<br />

sotto.<br />

Le famiglie proprietarie di un’abitazione gravata da un<br />

mutuo rappresentano il 13,4% del totale, con percentuali<br />

che vanno dal 15,9% nel centro nord all’8,2% al sud.<br />

Questa situazione riguarda soprattutto le famiglie giovani<br />

e senza figli (36,6%), le coppie con figli minori (23,2%) e<br />

le persone single con meno di 35 anni (19%).<br />

L’andamento del settore immobiliare<br />

Dal 2009 a oggi si è registrato un incremento delle<br />

domande di abitazioni in Italia, a conferma del fatto<br />

che la ripresa del mercato ha avuto un impatto positivo<br />

sulla fiducia dei consumatori e ha sollecitato la ricerca<br />

di investimenti sicuri da parte delle famiglie, sostenuta<br />

anche dalla riduzione dei prezzi delle abitazioni e dalla<br />

contrazione dei tassi sui mutui. A luglio 2010 i debiti<br />

delle famiglie sono aumentati del 20,8% (Bankitalia)<br />

soprattutto per effetto dell’aumento dei prestiti a lunga<br />

scadenza contratti per l’acquisto dell’abitazione.<br />

È in aumento anche la domanda di immobili a uso<br />

investimento (secondo quanto pubblica Tecnocasa), a<br />

conferma del fatto che il mattone continua a essere una<br />

modalità appetibile per l’impiego dei capitali risparmiati:<br />

da un’indagine Censis emerge infatti che il 22,7% degli<br />

italiani ritiene infatti che questa sia la forma di risparmio<br />

preferibile (in particolare nella fascia d’età tra i 45 e i<br />

54 anni), contro il 21,8% che preferisce la liquidità sul<br />

conto corrente e l’8,5% che si orienta su azioni e quote<br />

di fondi di investimento. Un 40% circa, inoltre, dichiara di<br />

non avere risparmi a disposizione.<br />

Le famiglie e la sicurezza<br />

Una recente indagine svolta da Tecnoborsa su un<br />

campione di circa duemila famiglie residenti nelle città<br />

di Roma, Napoli, Torino, Milano, Genova e Palermo ha<br />

esplorato quale sia la percezione delle famiglie in tema<br />

di sicurezza in relazione a due temi: il rischio di intrusioni<br />

dall’esterno della casa (dal furto semplice alla rapina)<br />

e gli incidenti domestici.<br />

Per quanto riguarda il primo aspetto, la percezione di<br />

sicurezza della zona in cui si risiede è piuttosto alta; infatti<br />

circa l’80% dichiara di essere molto o abbastanza sicuro<br />

(Genova è al primo posto, seguita da Roma e Milano,<br />

mentre Napoli è all’ultimo posto). Una fascia ampia (dal<br />

63 al 70%) dichiara di sentirsi “abbastanza sicura”, con<br />

una percezione più elevata nelle aree residenziali al di<br />

fuori dei grandi centri, mentre maggiore è l’insicurezza<br />

nelle zone di periferia.


Il rapporto con le assicurazioni<br />

Solo il 22,4% delle famiglie dichiara di aver sottoscritto<br />

una polizza per il furto, con una maggiore sensibilità<br />

a Milano, Genova e Torino e nelle fasce di maggiore<br />

disponibilità economica, mentre a Roma emerge<br />

un’attenzione minore e ancor meno a Palermo.<br />

Per quanto riguarda gli incidenti domestici, i principali<br />

rischi sentiti sono le fughe di gas e gli incendi, soprattutto<br />

nelle fasce d’età estreme (giovani e anziani).<br />

Circa il 70% degli intervistati dichiara di aver fatto lavori<br />

per la messa in sicurezza degli impianti domestici, con<br />

famiglie previdenti soprattutto a Milano e con una minore<br />

attenzione a Torino e a Napoli.<br />

Il 25% dichiara di aver sottoscritto una polizza contro gli<br />

infortuni domestici, con maggiore dinamismo da parte di<br />

Milano, Genova e Torino.<br />

La consapevolezza dell’importanza delle coperture<br />

assicurative è comunque elevata e si traduce in una<br />

propensione all’acquisto che può arrivare anche al 20%<br />

in alcuni segmenti con reddito medio-basso e in età<br />

giovane (fino ai 34 anni).<br />

La disponibilità alla spesa assicurativa, espressa in euro<br />

al mese, è ben chiara, con una soglia critica definita in<br />

25 euro/mese, secondo un’indagine svolta da Cardif. In<br />

particolare 15 euro è il prezzo massimo che le famiglie<br />

dichiarano di voler spendere mensilmente per la polizza<br />

contro gli infortuni, mentre 20 euro è il limite mensile<br />

per quasi tutti i prodotti assicurativi, ad eccezione delle<br />

coperture CPI e malattie gravi per le quali la disponibilità<br />

di spesa sale a 25 euro. Dopo i 25 euro la caduta<br />

dell’intenzione all’acquisto si arresta e decresce quasi<br />

linearmente.<br />

UNO SgUARDO AL MERCATO<br />

La conferma del basso tasso di permeabilità delle<br />

polizze per l’abitazione arriva anche dall’indagine<br />

svolta a marzo 2010 dal “Giornale delle Assicurazioni”,<br />

secondo la quale soltanto una famiglia su quattro<br />

(il 27%) ha assicurato l’abitazione con una polizza, con<br />

differenziazioni significative tra i comuni di medie e di<br />

piccole dimensioni (tra i 100 e i 500.000 abitanti e sotto<br />

i 5.000 abitanti) dove il valore arriva ad 1/3. Il nord<br />

emerge come maggiormente sensibile, con accentuazioni<br />

in Lombardia (37%), in Piemonte e in Emilia Romagna,<br />

dove la percentuale supera il 40%, ma soprattutto nel<br />

Triveneto, dove le famiglie assicurate superano il 55%<br />

e raggiungono il 65% nel Friuli Venezia Giulia, che<br />

esprime il dato più elevato a livello nazionale.<br />

Le prospettive<br />

Se da un lato il mercato immobiliare esprime segnali<br />

di ripresa e offre spazio per la crescita anche dell’offerta<br />

assicurativa, al tempo stesso resta ancora un gap elevato<br />

da colmare tra la percezione del rischio e la maturazione<br />

del bisogno. In questo contesto l’individuazione di<br />

soluzioni easy volte a soddisfare le esigenze basiche di<br />

tutela del bene casa e al tempo stesso sufficientemente<br />

contenute in termini di out of pocket richiesto, possono<br />

rappresentare chiavi di successo per dare impulso<br />

al business, anche in segmenti di clientela finora poco<br />

coinvolti.<br />

Per quanto riguarda i canali distributivi, l’ingresso sul<br />

mercato di operatori non tradizionali (sportelli bancari<br />

e postali, internet, ecc.) nel business dei prodotti per<br />

l’abitazione non ha intaccato né le quote né il vissuto<br />

delle scelte delle famiglie, che continuano a preferire,<br />

anche nelle intenzioni, il canale agenziale per l’acquisto<br />

di tali tipologie di prodotti.<br />

15


Il mercato danni e vita nelle province italiane<br />

Anticipiamo alcuni dati tratti dalla “Distribuzione provinciale della<br />

raccolta premi Isvap”, pubblicata nel mese di settembre.<br />

Nel prossimo numero seguirà un articolo dedicato.<br />

Il nord ovest rappresenta l’area con la maggiore incidenza nella<br />

raccolta premi danni e vita.<br />

Il comparto danni evidenzia una distribuzione per aree territoriali<br />

costante rispetto al 2008, mentre il comparto vita esprime un<br />

maggiore dinamismo nell’area del centro Italia, che cresce di circa<br />

un punto percentuale, comprimendo parallelamente la quota del<br />

nord ovest.<br />

Il comparto RCA incide per circa il 50% sul totale danni, con<br />

oscillazioni significative in funzione del territorio. I valori sono<br />

infatti pressoché dimezzati al nord ovest rispetto alle aree del sud<br />

Italia.<br />

16<br />

UNO SgUARDO AL MERCATO<br />

Flash dall’estero<br />

Francia: rispetto ad altri settori, le assicurazioni<br />

multirischio in Francia hanno registrato una<br />

crescita rilevante nel 2009 (+4,7%), a fronte di un<br />

incremento dei sinistri particolarmente elevato<br />

(+25,7% in valore), per effetto da una parte di un<br />

aumento degli eventi climatici accaduti nel primo<br />

semestre e dall’altra di una crescita dei furti.<br />

A differenza dell’Italia, in Francia e in Spagna<br />

l’assicurazione per la casa è obbligatoria per il<br />

rischio sismico.<br />

In Gran Bretagna e in Germania gran parte delle<br />

polizze incendio coprono anche il terremoto,<br />

nonostante non sia obbligatorio. Negli U.S.A. tale<br />

copertura è presente dal 1994, l’anno in cui si<br />

verificò il terremoto a Los Angeles.<br />

In Italia l’Isvap ha segnalato una crescita di tali<br />

coperture del 6% nel 2008 sulla raccolta premi.<br />

NEL PROSSIMO NUMERO<br />

La Lombardia rappresenta la prima regione per raccolta in tutti<br />

i comparti di analisi (danni, RCA e vita), seguita dal Lazio, che<br />

perde quota nel vita e dall’Emilia Romagna che mantiene il terzo<br />

posto nei danni e nell’RCA e sale nel vita.<br />

Il Piemonte è al 4° posto nel danni e al 5° nel vita, ma 7° nell’RCA,<br />

settore nel quale è superato dalla Campania che occupa infatti<br />

il 4° posto e mantiene il rank del 2008.<br />

Rank regioni per incidenza premi<br />

Regioni Danni RCA Vita<br />

Lombardia 1 1 1<br />

Lazio 2 2 4<br />

Emilia Romagna 3 3 2<br />

Piemonte 4 7 5<br />

Veneto 5 5 3<br />

Toscana 6 6 6<br />

Campania 7 4 7<br />

Sicilia 8 8 8<br />

Puglia 9 9 9<br />

Liguria 10 10 11<br />

Marche 11 11 12<br />

Friuli V.Giulia 12 15 10<br />

Sardegna 13 13 17<br />

Calabria 14 12 13<br />

Trentino A.A. 15 17 15<br />

Abruzzo 16 14 16<br />

Umbria 17 16 14<br />

Basilicata 18 18 18<br />

Molise 19 19 19<br />

Valle d'Aosta 20 20 20<br />

Il rank è determinato dall’incidenza della raccolta della regione sul totale. Le regioni con<br />

rank da 1 a 5 sono quelle per le quali sono più elevati i valori di incidenza della raccolta<br />

rispetto al totale<br />

Regioni con rank da 1 a 5<br />

Regioni con rank da 6 a 10<br />

Regioni con rank da 11 a 15<br />

Regioni con rank da 16 a 20


Tra <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e il rugby italiano corre una passione<br />

ormai storica: dal 2002 a oggi la compagnia torinese ha<br />

seguito da vicino questo sport in tutta la sua evoluzione.<br />

Non più uno sport di nicchia, ma ormai un vero e proprio<br />

fenomeno nazionale, preso a modello anche dai non<br />

appassionati per i valori che rappresenta e incarna.<br />

Il rugby è uno sport esemplare per passione, dinamismo,<br />

energia e disciplina. Il rispetto delle regole e lo spirito di<br />

squadra, in campo e fuori, ne sono elementi fondanti.<br />

La vicinanza e l’affinità di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> a tali valori<br />

sono i motivi principali che hanno spinto la compagnia<br />

ad affiancare la Federazione Italiana Rugby (F.I.R.).<br />

La partnership, iniziata con il ruolo di Fornitore ufficiale,<br />

vede oggi (dal 2008) la nostra compagnia come Sponsor<br />

ufficiale della Federazione e riferimento per tutti i<br />

settantamila tesserati F.I.R.<br />

Anche quest’anno quindi <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> sostiene con<br />

entusiasmo e passione la nazionale italiana di rugby<br />

continuando a esserne il partner assicurativo e<br />

confermando i principi di solidità, attenzione alle tradizioni<br />

COMMERCIALE<br />

<strong>Reale</strong>, i test match 2010 di rugby<br />

e vicinanza al tessuto sociale italiano che da sempre la<br />

contraddistinguono.<br />

Con l’occasione degli imminenti test match 2010, <strong>Reale</strong><br />

<strong>Mutua</strong> tornerà protagonista per il grande pubblico<br />

televisivo.<br />

Nel mese di novembre la nazionale italiana di rugby<br />

affronterà tre delle più importanti squadre mondiali,<br />

promettendo incontri ricchi di azione e di forti emozioni.<br />

È ancora vivo il ricordo degli ottantamila spettatori a San<br />

Siro per la partita contro la nazionale neozelandese degli<br />

All Blacks e della grande vittoria contro Samoa.<br />

Il primo appuntamento sarà a Verona sabato 13 novembre<br />

allo stadio Marcantonio Bentegodi contro l’Argentina. A<br />

seguire gli azzurri incontreranno sabato 20 novembre<br />

l’Australia allo stadio Artemio Franchi di Firenze e per<br />

finire, sabato 27 novembre, allo stadio Alberto Braglia<br />

di Modena affronteranno le Isole Fiji.<br />

Le grandi sfide verranno trasmesse in diretta esclusiva<br />

sul canale LA7: anche <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> sarà in campo e quindi<br />

non mancate!<br />

17


COMMERCIALE<br />

L’arte in soccorso dell’arte…<br />

“Fauno”, di Giacomo Manzù<br />

La casa editrice Il Cigno ha recentemente promosso<br />

l’iniziativa “Arte contemporanea per il tempio di Zeus”,<br />

un’importante operazione volta al recupero di fondi per<br />

restaurare uno dei sei Telamoni ritrovati nella valle dei<br />

templi di Agrigento.<br />

Questi giganti reggevano, nei fasti della civiltà ellenica,<br />

l’architrave del tempio. Ora giacciono invece sepolti ed<br />

erosi dal tempo.<br />

Attraverso il progetto si prevede di far rinascere una di<br />

queste statue. Un delicatissimo intervento di recupero<br />

permetterà di erigerla tra i colonnati del tempio, in quella<br />

che era la sua posizione originaria, così da offrire ai<br />

visitatori l’opportunità di ammirarla così com’era, nel suo<br />

antico splendore. L’intervento è anche mirato a migliorarne<br />

la conservazione per consegnarla intatta alle generazioni<br />

future.<br />

Purtroppo, come sempre più spesso accade, le casse<br />

pubbliche non sono in grado di finanziare operazioni di<br />

questo tipo, dovendo fare i conti con bilanci magri e altre<br />

priorità, per cui certi sogni possono realizzarsi solo grazie<br />

all’iniziativa dei privati.<br />

C’è voluto dunque tutto l’entusiasmo dell’editore Lorenzo<br />

Zichichi, coadiuvato dal museo d’arte contemporanea<br />

di Roma e dallo Studio Copernico per giungere a questo<br />

18<br />

strabiliante risultato: l’arte contemporanea che scende in<br />

campo per aiutare l’arte classica!<br />

Cinquanta opere messe a disposizione da artisti famosi o<br />

dai loro eredi, calate in perfetta armonia tra i templi della<br />

valle di Agrigento. Cinquanta opere per organizzare una<br />

mostra che vuole essere un ideale abbraccio tra creazioni<br />

lontane fra loro millenni, eppure così vicine, accomunate<br />

dalla passione con cui sono state realizzate dai loro<br />

artisti.<br />

E così, un giovedì di marzo, dopo una faticosa opera<br />

di allestimento durata ben due mesi, si è tenuta<br />

l’inaugurazione di questa incredibile mostra. Hanno<br />

presenziato, tra le varie autorità, Giovanni Puglisi,<br />

presidente della commissione italiana per l’UNESCO,<br />

Pietro Meli, direttore del parco archeologico della valle dei<br />

templi, Gaetano Armao e Gesualdo Campo, rispettivamente<br />

assessore e responsabile del dipartimento dei beni<br />

culturali per la Sicilia. Erano anche presenti l’agenzia <strong>Reale</strong><br />

<strong>Mutua</strong> Roma Circo Massimo, che ha fornito la copertura<br />

assicurativa per tutta la durata dell’evento, le agenzie di<br />

Agrigento e Caltanissetta e una delegazione della direzione<br />

generale di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>.<br />

Partendo dal tempio della Concordia, passando per la Porta<br />

Aurea e la sua villa ottocentesca e arrivando fino al tempio


di Eracle, si ammirano, tra gli altri, “Il fauno”, di Giacomo<br />

Manzù, “Light signs” di Patrizia Guerresi, le realizzazioni di<br />

Shimamoto, Emilio Greco, Mimmo Jodice e molti altri.<br />

Alcune aree, normalmente chiuse al pubblico, tra cui la<br />

Villa Aurea e il tempio della Concordia, sono state per<br />

l’occasione rese accessibili e quindi visitabili. Tutte le<br />

sculture e pitture ospitate lungo il percorso, una volta<br />

conclusa la mostra, saranno battute all’asta da Christie’s a<br />

Milano. Con il ricavato dalle vendite all’asta e con il ricavato<br />

dalla vendita dei biglietti di ingresso si confida di riportare<br />

il Telamone al suo antico splendore. Non possiamo che<br />

augurare buona fortuna! E speriamo di dedicare, presto,<br />

un pezzo al Telamone.<br />

L’agente Luca Signorelli dell’agenzia Roma Circo Massimo, uno dei promotori<br />

dell’iniziativa<br />

“Light signs”, opera in bronzo di Patrizia Guerresi<br />

Carin Grudda con la sua opera in bronzo “Blau-miau” “La tazza”, scultura in bronzo di Daniel Spoerri<br />

COMMERCIALE<br />

19


COMMERCIALE<br />

Una vista panoramica di Ragusa<br />

Premio Ragusani nel mondo<br />

È giunta alla sedicesima edizione la manifestazione<br />

promossa dall’omonima associazione, con un sempre<br />

crescente successo di pubblico, sotto il patrocinio della<br />

Regione Sicilia, della Provincia di Ragusa, del Comune,<br />

della Camera di commercio e di numerosi sponsor privati.<br />

La ragusanità in festa è stata celebrata il 4 settembre con<br />

la partecipazione di un’ospite d’eccezione, Amii Stewart,<br />

che si è esibita con alcuni famosi brani del suo repertorio.<br />

Anche quest’anno si sono succeduti sul palco personaggi<br />

impegnati nel mondo della letteratura, dello spettacolo,<br />

della medicina, per ricevere il prestigioso riconoscimento.<br />

Svoltosi per la prima volta nell’estate del 1995, il premio<br />

vuole celebrare i nativi iblei che, abbandonata la propria<br />

terra per varie vicissitudini, si sono particolarmente distinti<br />

e affermati all’estero.<br />

Negli anni, infatti, un alto numero di iblei dal profilo umano<br />

20<br />

e professionale prestigioso è stato insignito di questa<br />

particolare onorificenza, richiamando per l’occasione un<br />

folto pubblico e i media locali e regionali.<br />

La cerimonia di consegna dei premi, preceduta dalla<br />

proiezione di una clip video sui curricula dei premiati e da<br />

una breve intervista da parte dei conduttori, si è svolta in<br />

piazza Libertà e ha visto la presenza sul palco dei sindaci<br />

dei comuni di origine dei festeggiati.<br />

Sono inoltre intervenute le principali autorità civili,<br />

politiche e religiose della provincia, nonchè rappresentanti<br />

istituzionali della regione e dello Stato. Quest’anno,<br />

tra gli altri, è stata premiata la comunità iblea residente<br />

in Paraguay.<br />

Negli ultimi anni la presenza di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, attraverso<br />

l’agenzia di Ragusa, è stata costante. L’agenzia ha<br />

infatti da sempre creduto nella valenza culturale della


COMMERCIALE<br />

manifestazione, affiancandosi come partner<br />

privilegiato e proponendosi come primario<br />

sostenitore della stessa. L’agente, Agata Cappello,<br />

ha come tutti gli anni presenziato alla cerimonia di<br />

premiazione salendo sul palco per la consegna dei<br />

riconoscimenti.<br />

Facciamo i nostri migliori auguri all’agenzia di Ragusa<br />

affinché prosegua con successo questo cammino<br />

intrapreso con molta convinzione.<br />

21


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

Marco Camandona e Italiana<br />

sul tetto del mondo<br />

Intervista a Marco Camandona, esperto alpinista,<br />

che lo scorso 24 maggio ha raggiunto la vetta dell’Everest<br />

coronando il suo sogno di salire senza ossigeno<br />

sulla montagna più alta del mondo e fissando nella storia<br />

la sua impresa con un nuovo record. Italiana Assicurazioni<br />

ha seguito da vicino il suo cliente in qualità di sponsor.<br />

di Sara Caruso<br />

Marco Camandona, guida alpina valdostana e maestro<br />

di sci, trentanove anni e una grande passione: la<br />

montagna.<br />

Lo incontriamo in Valgrisenche, tra i monti che hanno fatto<br />

da sfondo e da allenamento alla sua carriera di alpinista;<br />

quei monti di cui si è innamorato sin da bambino e che lo<br />

hanno spinto negli anni a conquistare vette sempre più<br />

ambiziose e difficili.<br />

22<br />

AbCD<br />

La vetta dell’Everest. 24 maggio 2010<br />

Perché, come scrive lui stesso nel suo sito Internet, “il<br />

superamento del proprio limite vuol dire non ritornare<br />

mai più. Tutte queste sono le grandi emozioni di un uomo<br />

che ha trovato nella montagna una ragione di vita”.<br />

Marco ci accoglie nella sua baita, con sua moglie Barbara,<br />

pronto a raccontare la sua ultima esperienza sull’Everest,<br />

ma anche la storia del suo amore per la montagna e delle<br />

sue spedizioni.


L’intervista inizia con un rapido ricordo dei suoi primi<br />

passi da alpinista.<br />

“Sono diventato maestro di sci a diciannove anni e guida<br />

alpina a venticinque. Un anno dopo sono partito per<br />

il mio primo ottomila, il Manaslu, con una spedizione<br />

valdostana. Non sono arrivato in cima per cento metri,<br />

fermandomi a circa ottomila metri. Il Manaslu è alto<br />

8163 m. È stato un vero e proprio amore a prima vista”.<br />

Quante vette oltre gli ottomila hai raggiunto fino a oggi?<br />

“Al mondo ci sono quattordici vette oltre gli ottomila<br />

metri. Io ne ho raggiunte cinque: Everest, K2, Annapurna,<br />

Cho Oyu e Shishapangma. Posso dire che Annapurna<br />

e K2, fra le più difficili, li ho conquistati e per me è un<br />

grande orgoglio. Quest’anno ho aggiunto l’Everest che è<br />

il più alto. Tra le più difficili ne mancano ancora davvero<br />

poche. Il Kangchenjunga, che è la terza montagna più alta<br />

del mondo ed è ancora considerata una delle montagne<br />

più difficili in assoluto, sarà probabilmente uno dei miei<br />

prossimi obiettivi”.<br />

L’argomento si sposta in maniera assolutamente<br />

naturale sulla più recente spedizione di Marco, quella<br />

sponsorizzata da Italiana sull’Everest.<br />

Come scegli le vette?<br />

“Le vette si scelgono un po’ da sole perché il primo passo<br />

è la scelta della squadra che è il fulcro della spedizione.<br />

In base ai progetti comuni delle persone che hanno voglia<br />

di partire si imposta l’obiettivo. L’Everest, ad esempio,<br />

è stato l’obiettivo comune di alpinisti tra i più forti al<br />

mondo: Abele Blanc e Silvio “Gnaro” Mondinelli, uno dei<br />

tre italiani che è riuscito a raggiungere tutti e quattordici<br />

gli ottomila (assicurato di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e intervistato<br />

per “<strong>Notizie</strong> <strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong>” sul numero di gennaio<br />

ITALIANA ASSICURAZIONI AbCD<br />

2006 n.d.r.). In realtà l’Everest non è mai stato tra i miei<br />

obiettivi principali perché non è una montagna tra le più<br />

difficili a livello tecnico. D’altro canto è la montagna più<br />

alta al mondo ed è innegabile che abbia un certo fascino;<br />

quando Abele e Silvio mi hanno proposto di andare con<br />

loro ho accettato immediatamente”.<br />

23


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

Perché avete scelto di salire dalla parete nord?<br />

“La scelta è stata molto semplice, perché Silvio Mondinelli<br />

aveva già conquistato la vetta salendo dalla parete sud<br />

senza ossigeno e avrebbe voluto essere il terzo uomo al<br />

mondo a essere salito da entrambi i versanti. Abele Blanc<br />

e io eravamo già saliti con l’ossigeno nel 1986; per questo<br />

il versante nord senza l’aiuto dell’ossigeno era anche una<br />

nostra nuova sfida. Abbiamo creduto veramente tanto<br />

a questo progetto. Siamo stati quattro compagni molto<br />

uniti, una squadra ben determinata. Infatti è la prima<br />

volta in assoluto che quattro persone arrivano insieme<br />

in cima all’Everest senza ossigeno. Questo record è un<br />

grande orgoglio della mia carriera alpinistica.<br />

Quanto conta il gruppo e quanto il singolo in una<br />

spedizione?<br />

“Il gruppo conta tantissimo ed è alla base di ogni<br />

spedizione. Nello stesso tempo, essendo quasi sempre<br />

slegati, ognuno deve riuscire a pensare per sé. Se a<br />

livello psicologico avere un compagno di fianco è molto<br />

importante, bisogna essere consci che si è soli e se<br />

qualcuno deve tornare indietro deve essere in grado di<br />

farlo con le proprie gambe e con la propria testa”.<br />

Quali sono le fasi di cui si è composta la spedizione<br />

all’Everest? Quanto è durata e in che condizioni<br />

atmosferiche avete scalato?<br />

“La spedizione è durata ben due mesi. Per arrivare a<br />

Katmandu, la capitale del Nepal, e per spostarsi sul<br />

versante tibetano (la parete nord dell’Everest) sono<br />

necessari dieci giorni. Tra il campo base, dove arriviamo<br />

in jeep, e il campo base effettivo ci sono ventitre chilometri<br />

di morena e quello spostamento lo facciamo con gli yak,<br />

che sono mucche a pelo lungo che trasportano tutto il<br />

nostro materiale sui loro dorsi. Da lì in poi siamo autonomi<br />

perché tutto il materiale che viene portato al campo 1<br />

a settemila metri, al campo 2 a 7.600 m e al campo 3<br />

a 8.300 m viene portato sulle spalle con le nostre sole<br />

forze. Per trasportare tutto questo materiale (tende,<br />

sacchi a pelo, cibo, gas e fornelli) e per acclimatare il<br />

corpo all’altitudine ci vogliono più di venticinque/trenta<br />

giorni. A questo punto bisogna sperare di trovare bel<br />

tempo almeno tre giorni per arrivare sulla vetta. Per<br />

quanto riguarda il meteo, l’unico problema del Tibet è che<br />

c’è molto vento. Ci si trova in condizioni di sole splendido,<br />

cielo limpido ma con un vento a ottanta/novanta<br />

chilometri orari. Le temperature sulla vetta sono di -40°.<br />

Senza ossigeno supplementare tentare la vetta in queste<br />

condizioni atmosferiche è impossibile. Abbiamo quindi<br />

dovuto trovare tre o quattro giorni con temperature da<br />

-20° a -25°; quando queste condizioni si sono verificate<br />

siamo riusciti a conquistare la vetta il 24 maggio”.<br />

Non è semplice immaginare la vita a quella altezza e a<br />

quelle temperature. Marco è abituato a tenere conferenze<br />

24<br />

al pubblico sulle sue spedizioni e sa perfettamente quante<br />

domande sorgano spontanee sulla sopravvivenza in alta<br />

quota. Ci racconta quindi come ci si nutre e come si dorme<br />

in condizioni così estreme.<br />

“Al campo base fortunatamente abbiamo un cuoco che<br />

ci garantisce un pasto caldo. Dal campo base in avanti,<br />

essendo una spedizione in stile alpino (si dice così) molto<br />

leggera e veloce, bisogna essere autonomi per farsi da<br />

mangiare e soprattutto per bere. Per bere si scioglie la<br />

neve nei fornelli a gas. In alta quota si riesce a mangiare<br />

pochissimo. L’alta quota fa sì che il corpo non richieda<br />

cibo; bisogna sforzarsi con la testa e obbligare il corpo<br />

a mangiare e bere anche nei momenti più difficili. Il<br />

corpo può stare anche due o tre giorni senza mangiare,<br />

ma senza bere non è possibile. Per quanto riguarda il<br />

sonno invece il discorso è abbastanza soggettivo. Fino a<br />

6.500 m personalmente sono abbastanza portato a<br />

dormire. Oltre questa quota, però, ai campi base successivi<br />

è assolutamente impossibile. Ci si rilassa dentro la tenda,<br />

ma la mancanza di ossigeno fa sì che si debba respirare<br />

molto velocemente e quindi ci si sveglia continuamente.<br />

Nei due mesi della spedizione abbiamo trascorso più di<br />

quindici giorni senza dormire”.<br />

Marco Camandona con gli agenti Silvano Marjolet e Duilio Mattioda delle<br />

agenzie di Aosta e Ivrea<br />

Marco Camandona e sua moglie Barbara


Quali sono state le difficoltà più grandi?<br />

“La lentezza. Per arrivare dagli 8.300 agli 8.800 metri<br />

ci sono volute ben undici ore, quando per arrivare a<br />

8.000 m da 7600 m cinque o sei ore sono sufficienti.<br />

Bisogna pensare che otto vette sulle quattrordici al<br />

mondo superano a malapena gli ottomila metri. La grande<br />

differenza si fa proprio sentire da 8.300 m a 8.800 m, cioè<br />

alla vetta”.<br />

Come fate a dimostrare di aver raggiunto una vetta?<br />

“In questo caso eravamo in cinque e quindi non è stato<br />

un grosso problema scattare fotografie e girare alcuni<br />

video. Quando sono arrivato in vetta all’Annapurna invece<br />

ero da solo, a mezz’ora di distanza dai miei compagni.<br />

Uno scorcio di panorama delle montagne della Valgrisenche<br />

Elizabeth Hawley<br />

ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

A Kathmandu c’è una donna, quasi novantenne, che si<br />

chiama Elizabeth Hawley e intervista tutti gli alpinisti<br />

che si avventurano sugli ottomila. Si racconta che lei non<br />

abbia mai sbagliato valutazione; chi non è arrivato in cima<br />

è sempre stato scoperto”.<br />

Hai voglia di raccontarci il momento più bello e quello più<br />

sofferto della tua carriera?<br />

“Il momento più sofferto è stato il periodo di tre anni in cui<br />

abbiamo tentato la scalata dell’Annapurna, raggiunta al<br />

terzo tentativo. L’Annapurna è una grande montagna, tra<br />

le più difficili in assoluto di tutta l’Himalaya; la sofferenza<br />

più grande di quel periodo è stata la morte di un alpinista<br />

tra le nostre braccia. Il K2 è forse la montagna più bella in<br />

assoluto; esserci salito con uno dei miei più grandi amici,<br />

Abele Blanc, nel 2000, può essere definito il momento più<br />

bello della mia carriera”.<br />

Avresti qualche consiglio da dare a chi vorrebbe<br />

intraprendere questo tipo di sport?<br />

“I consigli sarebbero tanti; consigli morali e tecnici.<br />

Ci vuole una grande preparazione e una grande<br />

determinazione. Bisogna avere sempre una grande<br />

motivazione, specialmente negli sport di fatica come il<br />

nostro. La cosa più importante è essere tecnicamente<br />

e fisicamente molto preparati e soprattutto all’inizio è<br />

necessario affidarsi a guide alpine qualificate”.<br />

Progetti per il futuro?<br />

“I progetti per il futuro sono sempre tanti; ogni montagna<br />

rappresenta una nuova sfida e nuove emozioni. È<br />

necessario però avere un progetto ben definito e una<br />

squadra molto forte e determinata. Nei prossimi anni<br />

sicuramente troveremo qualcosa di positivo e di tecnico;<br />

per le prossime spedizioni spero di riuscire a portare<br />

con me qualche giovane promessa dell’alpinismo<br />

valdostano”.<br />

Nata a Chicago nel 1923, è una figura più unica che rara nel mondo dell’alpinismo e certo una delle più appassionate<br />

e competenti conoscitrici della storia delle grandi montagne di Nepal e Tibet.<br />

Arrivata a Kathmandu nel 1963 come corrispondente dell’agenzia Reuters, Elizabeth Hawley ha costantemente<br />

monitorato le spedizioni in partenza e in arrivo sugli ottomila e sugli altri colossi himalayani. Si parla di una<br />

media di circa duecentocinquanta spedizioni intervistate ogni anno per quasi quarant’anni: un immenso tesoro<br />

di esperienze e di storia della montagna.<br />

Tutti gli alpinisti che sono passati da Katmandu diretti alle grandi cime dell’Himalaya conoscono Elizabeth<br />

Hawley, l’eccentrica signora statunitense che raccoglie sistematicamente tutte le notizie relative alle scalate<br />

himalayane, interrogando e contro-interrogando i protagonisti al fine di registrare e trasmettere dati il più<br />

possibile rispondenti alla verità. Elizabeth Hawley è un archivio vivente. Nessuno al mondo conosce come lei<br />

tanti alpinisti e tante storie sulle scalate in Himalaya, verificate fin nei minimi dettagli.<br />

Unanimemente riconosciuta come un’autorità nel settore, è l’unica autorizzata a confermare o meno la conquista<br />

di una vetta in Himalaya.<br />

25


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

Avendo conosciuto la sua determinazione, è difficile<br />

credere che non riesca a realizzare questo suo obiettivo.<br />

Italiana Assicurazioni ha sostenuto l’impresa di<br />

Camandona perché si è ritrovata nei suoi valori etici,<br />

nel suo amore per la natura e nella sua forza di volontà.<br />

La compagnia era presente con il suo marchio<br />

sui capi tecnici di abbigliamento che Marco ha<br />

utilizzato per la spedizione e sul suo sito Internet<br />

www.camandonamarco.com.<br />

A breve sul sito di Italiana sarà presente la video intervista<br />

realizzata in Valgrisenche che contiene ulteriori curiosità<br />

e dettagli sulla sua esperienza di alpinista.<br />

Anche la scuola di gruppo Academy ha invitato Marco<br />

a una serie di incontri formativi affinché porti la sua<br />

testimonianza per evidenziare quanto la preparazione, la<br />

forza del gruppo, la determinazione e la costanza siano<br />

importanti per il lavoro di tutti.<br />

Con questi valori e con queste convinzioni si possono<br />

davvero portare a termine anche le imprese<br />

apparentemente impossibili.<br />

Marco è la prova vivente di questa dedizione: nel fisico il<br />

risultato di una grande preparazione e negli occhi quella<br />

luce che solo una grande passione riesce ad accendere.<br />

“Lasciare dietro di sé tutto e tutti con una sola meta:<br />

salire sulla montagna dei propri desideri,<br />

vivere intensamente la propria vita immergendosi<br />

nella natura incontaminata.<br />

Provarsi attraverso l’alta quota e la mancanza<br />

di ossigeno. Un’esperienza che va oltre<br />

le forze fisiche e mentali di un uomo,<br />

con la consapevolezza di non avere la possibilità<br />

di nessuno sbaglio.<br />

Il superamento del proprio limite vuol dire<br />

non ritornare mai più. Tutte queste sono<br />

le grandi emozioni di un uomo che ha trovato<br />

nella montagna una ragione di vita”.<br />

Marco Camandona<br />

26<br />

I quattordici ottomila<br />

Con il termine ottomila si indicano le quattordici<br />

montagne che superano in altezza gli ottomila metri<br />

sul livello del mare.<br />

Di queste vette, dieci sono collocate nella catena<br />

dell’Himalaya e quattro in quella del Karakorum.<br />

Il primo uomo ad aver scalato tutte e quattordici<br />

queste cime è stato l’italiano Reinhold Messner.<br />

Everest m. 8.848 Cina/Nepal<br />

K2 m. 8.611 Cina/Pakistan<br />

Kangchenjunga m. 8.586 India/Nepal<br />

Lhotse m. 8.516 Cina/Nepal<br />

Makalu m. 8463 Cina/Nepal<br />

Cho Oyu m. 8201 Cina/Nepal<br />

Dhaulagiri m. 8167 Nepal<br />

Manaslu m. 8163 Nepal<br />

Nanga Parbat m. 8125 Pakistan<br />

Annapurna m. 8091 Nepal<br />

Gasherbrum I m. 8068 Cina/Pakistan<br />

Broad Peak m. 8047 Cina/Pakistan<br />

Gasherbrum II m. 8035 Cina/Pakistan<br />

Shishapangma m. 8027 Cina


Ego Assicurazioni:<br />

tre agenti, due agenzie<br />

e un’unica realtà vincente<br />

di Francesco Lo Turco<br />

L’obiettivo di centinaia di macchine fotografiche, ogni<br />

giorno cerca di rubare l’anima o anche solo un ricordo<br />

durevole nel tempo a questo meraviglioso patrimonio<br />

dell’umanità che è la piazza del Duomo di Pisa. Non<br />

esiste però fotografia che possa raccontare la bellezza<br />

di questa visione. Infatti è qui, accanto alla splendida<br />

cattedrale in stile romanico, che si staglia la celebre<br />

Torre pendente, che porta persone provenienti da tutto<br />

ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

Una vista di piazza del Duomo<br />

A Pisa, dalla fusione tra Italiana e Piemontese il primo<br />

esempio di un’unione tra due realtà storiche sul territorio.<br />

il mondo a voltare lo sguardo all’insù per rimirarne<br />

la maestosità e l’unicità.<br />

È a pochi minuti di distanza da questo spettacolo che<br />

Onelio Amenta in compagnia di Enrico Magni ci racconta<br />

come è nata l’idea di unirsi a Gilberto Nardi in una sola<br />

agenzia, la Ego Assicurazioni.<br />

Per la prima volta nella storia della nostra compagnia due<br />

agenzie, una ex Piemontese e una di Italiana, si sono unite.<br />

27


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

Vuole raccontarci di queste due realtà agenziali diventate<br />

una cosa sola?<br />

“La nostra era un’agenzia”, inizia Amenta “organizzata<br />

in modo differente rispetto a quella ex Piemontese;<br />

però le dimensioni dei portafogli erano equivalenti.<br />

Quando ci siamo resi conto che la Piemontese sarebbe<br />

stata fusa per incorporazione con Italiana, anche noi<br />

abbiamo deciso di presentarci in una struttura unica.<br />

Ricordo ancora quando Gilberto Nardi venne da me in<br />

agenzia e mi disse: “Ci conosciamo da trent’anni; visto<br />

e considerato che ora siamo tutti e due di Italiana e<br />

un domani la compagnia potrebbe anche chiederci di<br />

metterci insieme, perché non lo proponiamo prima<br />

noi?”. Il nostro percorso di unificazione è così iniziato nel<br />

gennaio 2009 e ha cominciato a concretizzarsi durante<br />

il giro d’Italia della direzione, avvenuto nell’aprile 2009.<br />

Da questa nostra fusione è derivato anche il nome<br />

dell’agenzia; infatti Ego non è altro che l’associazione<br />

delle prime lettere dei nostri nomi (Enrico, Gilberto,<br />

Onelio). La data precisa in cui è avvenuta questa felice<br />

unione risale al 1° luglio di quest’anno. Il 5 luglio, per<br />

festeggiare l’evento, abbiamo invitato i nostri clienti<br />

Il Duomo di Santa Maria Assunta con la celebre Torre di Pisa<br />

28<br />

nella nuova sede, che il 9 luglio è stata visitata anche<br />

dai principali rappresentanti della compagnia.”<br />

Qual è la filosofia dietro all’unione di realtà così vicine<br />

ma differenti?<br />

“Il momento di continua evoluzione che il mondo<br />

assicurativo sta vivendo impone scelte a tutti gli addetti<br />

del settore. Nello specifico la categoria degli agenti<br />

si trova a dover coniugare la crisi di redditività delle<br />

agenzie, e quindi la sopravvivenza, con una sempre<br />

maggiore richiesta di professionalità e servizi da parte del<br />

consumatore. Ritengo quindi che una possibile soluzione<br />

possa essere la fusione delle agenzie quando vi sono<br />

i presupposti umani e commerciali e la piena sintonia<br />

con i piani di sviluppo dell’impresa. Maggiori volumi di<br />

premi intermediati e quindi una maggiore dimensione<br />

in termini di incassi dell’agenzia, singergie comuni<br />

attraverso l’organizzazione commerciale e infine una<br />

politica di razionalizzazione dei costi gestionali potranno<br />

essere determinanti per il conseguimento degli obiettivi<br />

prefissati. Siamo due realtà diverse ma che riescono a<br />

interagire in sintonia grazie anche alle caratteristiche di<br />

ognuno, che rendono la collaborazione ancora migliore.”


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

I componenti dell’agenzia. In alto da sinistra: l’agente Gilberto Nardi, il subagente Michele Baroni, l’agente Enrico Magni, il subagente Luca Nardi,<br />

l’agente Onelio Amenta, Elena Terzigni, il subagente Giovanni Talarico. In basso da sinistra: Cinzia Vivaldi, il subagente Luca Barontini, Barbara Fiorentini,<br />

il subagente Roberto Betti<br />

Com’è la storia della vostra agenzia?<br />

“All’età di ventun anni, nel 1981, ero un subagente<br />

de La Previdente e mi fu data l’opportunità di diventare<br />

agente dell’ex Istituto Italiano di Previdenza. Rilevai<br />

un’agenzia con locali storici, che era a portafoglio zero.<br />

Con impegno e dedizione ho sviluppato il portafoglio<br />

iniziale. Nel 1984 arrivò Enrico Magni e nel ‘90 divenne<br />

mio coagente. In questi anni, fino ai giorni nostri, ci sono<br />

stati vari cambiamenti, anche legislativi, che hanno<br />

portato alla definizione della struttura organizzativa a<br />

cui siamo arrivati oggi. Gilberto Nardi aprì invece la sua<br />

agenzia nel 1978 con Lloyd Internazionale ed è riuscito<br />

a creare da solo la sua rete clienti. Nel 1981 arrivò,<br />

con il ruolo di collaboratice, una figura importante per<br />

il completamento della sua struttura, Cinzia Vivaldi. La<br />

struttura, che prese il nome di “Nardi e Vivaldi”, passò<br />

alla Milano Assicurazioni nel 1991 e nel 1997 avvenne<br />

il passaggio alla Piemontese Assicurazioni. Nel 2005<br />

la signora Vivaldi ha ricevuto il mandato di agente de<br />

la Piemontese. Dopo la fusione de la Piemontese con<br />

Italiana, nel luglio 2010 la “Nardi e Vivaldi” si è unita<br />

alla nostra agenzia formando quella che è oggi la<br />

Ego Assicurazioni; Vivaldi ha chiuso quindi il rapporto<br />

di agente ed è diventata capo ufficio della nuova<br />

struttura.”<br />

Com’è la vostra organizzazione attuale e come siete<br />

strutturati oggi?<br />

“Nella nostra agenzia siamo in undici, tra agenti,<br />

subagenti e impiegati. Abbiamo due subagenzie<br />

meccanizzate, una a San giuliano Terme e un’altra a<br />

Santa Maria a Monte, e un subagente con ufficio nella<br />

zona di Cascina. Una volta completata e stabilizzata la<br />

nostra organizzazione attuale, sarà nostra intenzione<br />

procedere nella ricerca di nuovi collaboratori, in<br />

particolare nelle zone dove non siamo operativi e che<br />

reputiamo siano di sicuro interesse commerciale.”<br />

L’annuncio della campagna pubblicitaria su stampa e internet<br />

29


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

Come si caratterizzano il territorio e gli abitanti di Pisa<br />

dal punto di vista economico?<br />

“A Pisa non ci sono grandissime industrie. Infatti i<br />

settori più sviluppati sono quelli del terziario, i servizi<br />

e il turismo. È però un turismo mordi e fuggi, dove le<br />

persone vengono a soggiornare al massimo per un paio di<br />

giorni, guardano le opere più importanti e si allontanano<br />

verso altre mete come Firenze e Siena. Mancano infatti<br />

strutture adeguate per riuscire a trattenere i turisti<br />

più a lungo rispetto al solito fine settimana. Molto<br />

importante è anche la presenza dell’università. A livello<br />

socio-economico quella pisana è una realtà che poggia<br />

prevalentemente su lavoratori a reddito fisso con forte<br />

propensione al risparmio.”<br />

Come è organizzato il vostro portafoglio e che tipo<br />

di fidelizzazione avete?<br />

“I nostri clienti sono rappresentati per la maggior parte<br />

da artigiani, commercianti e piccole industrie; non<br />

abbiamo molti professionisti. Siamo ben presenti nella<br />

zona centrale della città dove esistono molte piccole<br />

attività produttive e nell’immediata periferia; copriamo<br />

interamente il territorio che va dal mare fino all’interno<br />

(zona Valdera) e con un collaboratore arriviamo fino a<br />

Volterra. Le polizze che vendiamo maggiormente sono<br />

le multirischio in genere e quelle infortuni. Avendo un<br />

tipo di clientela molto attenta al risparmio vanno molto<br />

30<br />

bene le polizze sulle abitazioni (proprietà) e le campagne<br />

vita. Per quanto riguarda la fidelizzazione, ci capita di<br />

perdere il cliente occasionale o la ditta che chiude, ma<br />

è una perdita fisiologica. Ci riteniamo comunque molto<br />

soddisfatti perché tendenzialmente abbiamo un alto<br />

coefficiente di cliente fidelizzati.”<br />

Quali sono le caratteristiche peculiari degli agenti<br />

di Ego?<br />

“Io”, continua Onelio Amenta “avendo una formazione<br />

più gestionale, curo una serie di contatti commerciali<br />

e seguo la parte amministrativa, quella legale e i<br />

rapporti con i liquidatori. Sono anche presidente<br />

provinciale della Sindacato Nazionale Agenti (S.N.A.) di<br />

Pisa. Tra le mie passioni seguo da anni con interesse<br />

i corsi promossi dalla scuola Sant’Anna di Pisa, che<br />

insieme all’università di Parma sono due, tra le più<br />

importanti realtà universitarie, che studiano gli aspetti<br />

e il mercato assicurativo. Enrico Magni invece lavora<br />

principalmente all’esterno. Il suo infatti è un tipo di<br />

lavoro prevalentemente votato alla ricerca di business e<br />

al consolidamento dei rapporti con la clientela. Enrico è<br />

un vero e proprio commerciale. Nell’ottica dei maggiori<br />

servizi che vogliamo proporre è anche promotore<br />

finanziario con mandato di Banca <strong>Reale</strong>. Anche Gilberto<br />

Nardi è un commerciale di razza. Ha avuto un’esperienza<br />

assicurativa presso compagnie diverse, con un tipo<br />

La visita all’agenzie da parte della direzione generale. In basso sedute da sin.: l’isp. comm. Stefania Fabbrucci e Cinzia Vivaldi, in alto da sin.: Barbara Fiorentini,<br />

Elena Terzigni, il subagente Luca Barontini, il dir. commerciale e mercato Renato Profili, il dir. generale Sergio Finesso, l’agente Onelio Amenta,<br />

il subagente Luca Nardi, il subagente Michele Baroni, il responsabile area vendite Marco Menichincheri, l’agente Gilberto Nardi, il responsabile vendite Alberto Boidi,<br />

l’ispettore tecnico Leonardo Secci, il responsabile direzione tecnica rami elementrari e vita Federico Montemezzo, l’agente Enrico Magni,<br />

il subagente Giovanni Talarico, il subagente Roberto Betti.


di gestione del tutto personale e creativa. Ha saputo<br />

indirizzare la sue capacità verso lo sviluppo prima dei<br />

rapporti umani e poi di quelli commerciali. Quando si<br />

toglie i panni dell’agente riemerge il pittore che c’è in<br />

lui. I quadri in ufficio infatti sono tutti suoi e l’agenzia<br />

sembra quasi una minigalleria d’arte. Attualmente è<br />

molto concentrato nella gestione di due importanti<br />

convenzioni, una di sevizi professionali legata alla<br />

Confcommercio e l’altra al Dopolavoro ferroviario di<br />

Pisa.”<br />

Qual è il suggerimento che vorreste dare ad altri agenti<br />

intenzionati a seguire il vostro esempio?<br />

“Il percorso di aggregazione di due agenzie è impegnativo<br />

ma le soddisfazioni che può dare sono davvero molte.<br />

È un iter che potrebbe essere frenato da una sorta di<br />

fantasma con il quale combatto personalmente da<br />

sempre: l’individualità dell’agente di assicurazioni.<br />

Credo, da ottimista quale sono, che anche se questo<br />

potrebbe notevolmente ostacolare le opportunità di<br />

crescita che oggi il mercato offre, se gli agenti che<br />

vogliono unirsi si conoscono, il rapporto è costruttivo e i<br />

punti di vista sul business e su come impostare il lavoro<br />

sono simili, la convivenza diventa proficua e si possono<br />

creare e portare a termine grandissime iniziative. Stima,<br />

fiducia, correttezza sono però i requisiti indispensabili<br />

per una serena collaborazione, premessa necessaria<br />

per sviluppare progetti comuni.”<br />

Uno sguardo su Pisa<br />

Le mura che circondano il centro storico<br />

La città sorge a pochi chilometri dalla foce del fiume Arno, in un’area<br />

pianeggiante denominata Valdarno inferiore, chiusa a nord dai Monti<br />

Pisani.<br />

Ospita il più rilevante aeroporto della Regione, il “Galileo Galilei”, che vanta<br />

anche collegamenti intercontinentali diretti. La città è sede di ben tre tra le<br />

più importanti istituzioni universitarie d’Italia: l’Università di Pisa, la Scuola<br />

Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna, oltre a numerosi<br />

istituti di ricerca.<br />

Tra i monumenti più importanti vi è, nella celebre piazza del Duomo,<br />

dichiarata patrimonio dell’umanità, la cattedrale costruita in marmo tra<br />

il 1063 e il 1118, in stile romanico pisano, con il portale in bronzo di san<br />

Ranieri di Bonanno Pisano e il pulpito di Giovanni Pisano. Nella piazza<br />

svetta la caratteristica Torre pendente, campanile del XII secolo, alta<br />

cinquantasei metri, che acquisì la sua caratteristica inclinazione dieci anni<br />

dopo l’inizio della sua costruzione. Oggi è uno dei monumenti italiani più<br />

conosciuti al mondo.<br />

ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

La Scuola Normale Superiore, affacciata sulla piazza dei Cavalieri<br />

31


AbCD ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

Premio Ferrari tour Italiana<br />

di Ilaria Bournique<br />

Torna anche nel 2010 l’evento di Italiana a celebrazione<br />

delle agenzie che hanno vinto cinque campagne consecutive<br />

nella gara Sogni & Bisogni.<br />

Dal 9 all’11 luglio diciassette agenti sono stati ospiti del<br />

Petriolo S.p.A. & Resort, la location toscana scelta per<br />

celebrare le agenzie vincitrici dell’ormai attesissimo<br />

premio: il Ferrari tour Italiana 2010.<br />

Le due agenzie che hanno conseguito per la prima volta<br />

il premio sono state:<br />

• Bari “Cairoli” – Maurizio Lo Buono e Cesare Pierri Snc.;<br />

• Faenza – Patrizia Zauli.<br />

Sei invece quelle che sono state in grado di riconfermarlo,<br />

superando l’obiettivo della campagna Sogni & Bisogni 2009<br />

del 30%:<br />

• Mansué – Francesco Carpenè;<br />

• Ravenna – Mosaico s.n.c.;<br />

• Roma - Kappa Ass.ni di Orlando Mattei s.n.c.;<br />

• Sassuolo – A.C. Assicurazioni s.a.s.;<br />

• Tuscania – Intermedia Directa s.r.l.;<br />

• Verona “Colombo” – Chesini s.n.c.<br />

Un riconoscimento indubbiamente importante, che<br />

testimonia come l’impegno e la dedizione rendano possibile<br />

il conseguimento dei propri obiettivi anche in contesti<br />

economici non favorevoli.<br />

Le otto agenzie sono state premiate dal direttore generale<br />

Sergio Finesso, che, insieme al direttore commerciale e<br />

32<br />

mercato Renato Profili e al responsabile<br />

vendite Alberto Boidi, si è congratulato<br />

con i vincitori per il prestigioso traguardo<br />

raggiunto.<br />

Ospite della serata il comico Marco della<br />

Noce che, nei panni di Oriano Ferrari, ha<br />

piacevolmente intrattenuto i presenti<br />

durante la cena e ha preso parte alla<br />

premiazione, consegnando l’attestato di<br />

partecipazione al Ferrari tour e il trofeo<br />

del 2010, il modellino personalizzato della<br />

Ferrari 430 Scuderia.<br />

In dirittura d’arrivo, con quattro ghepardi<br />

al loro attivo, sono ben sette agenzie:<br />

Bisceglie – Giuseppe Di Luzio & C. s.a.s.;<br />

Campi Salentina – Borelli e Scozzi s.a.s.;<br />

Cittadella – Assitre s.n.c.;<br />

Cremona – B.G.R. s.n.c.;<br />

Mesola – Marchetti s.n.c.;<br />

Milano – Assicurazioni Castello s.n.c.;<br />

Verona – Coltro s.r.l.<br />

Il gruppo delle agenzie che confermano andamenti tecnici<br />

e di sviluppo molto positivi cresce, con l’orgoglio e la<br />

soddisfazione di tutti. Non resta quindi che rinnovare i<br />

complimenti ai vincitori e fare un grosso in bocca al lupo<br />

a tutti perchè possano essere protagonisti del Ferrari tour<br />

Italiana 2011.<br />

Il comico Marco della Noce, assieme al direttore generale, Sergio Finesso,<br />

al direttore commerciale e mercato, Renato Profili, e al responsabile vendite,<br />

Alberto Boidi, sul podio allestito per premiare le otto agenzie vincitrici.


Laboratorio giovani<br />

& Officina giovani<br />

Un connubio vincente<br />

di Vittorio Salamina<br />

La direzione della compagnia ha incontrato i propri giovani<br />

agenti, gli under 38, dall’8 al 10 settembre a Rapallo, dando<br />

vita alla quarta edizione del Laboratorio giovani 2010.<br />

All’evento di quest’anno hanno partecipato anche i giovani<br />

agenti ex Piemontese.<br />

Alcuni numeri: quarantacinque le agenzie presenti,<br />

rappresentate da cinquantadue agenti, distribuite su tutto<br />

il territorio nazionale. Nello specifico, ventisei per l’area<br />

nord, nove per l’area centro, sei per l’area sud e quattro<br />

per l’area isole. Sedici le agenzie che per la prima volta<br />

si sono affacciate al Laboratorio giovani, nove della ex<br />

Piemontese e sette di Italiana.<br />

I temi portanti che hanno caratterizzato l’incontro sono<br />

stati la redditività, gli scenari evolutivi, le opportunità<br />

Fotografia di gruppo del Laboratorio giovani<br />

ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

e le scelte per il futuro delle nostre agenzie.<br />

Renato Profili, responsabile della direzione commerciale<br />

e mercato, ha aperto i lavori preannunciando i risultati<br />

dell’Officina giovani. Il progetto, lanciato a fine 2009<br />

come appendice del Laboratorio giovani, ha coinvolto<br />

quindici agenzie di giovani agenti, le quali hanno lavorato<br />

perseguendo i seguenti obiettivi:<br />

• sviluppare un modello di diagnosi della redditività<br />

comprendente un set di indicatori significativi per le<br />

agenzie Italiana;<br />

• individuare i principali fattori di redditività su cui agire;<br />

• disegnare, per realtà diverse, i modelli di business<br />

ottimali;<br />

33


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

L’intervento degli agenti senior della compagnia: da sin. verso destra: Franco Bonini (Rieti 627), Massimo Sciolla (Alba 14X), Lucio Garaffa (Olbia 809),<br />

Orlando Mattei e Alessandro Piconese (Roma X68), Fausto Amati con Gianfranco Santini e Massimo Tirelli (Ravenna 432), Francesco Carpenè (Mansuè 338).<br />

• stabilire i piani d’azione per organizzare un business ad<br />

alta redditività;<br />

• indicare alla compagnia le iniziative di sua competenza<br />

utili a migliorare la redditività delle agenzie.<br />

In particolare nel corso di cinque incontri operativi specifici<br />

le agenzie hanno effettuato diagnosi di carattere economico,<br />

organizzativo e strategico per giungere al disegno di un<br />

proprio modello di business e ai piani d’azione da porre in<br />

essere per il miglioramento della redditività di agenzia.<br />

Il direttore generale della compagnia, Sergio Finesso, ha<br />

trattato il tema “Fondamenti e possibilità evolutive per<br />

l’agenzia di domani”. Tra i principali argomenti:<br />

• La crisi economica, dalla quale l’Italia non è ancora<br />

uscita, ha avuto e potrebbe avere ancora impatti<br />

negativi sul nostro lavoro; occorre pertanto perseguire<br />

obiettivi di efficacia, prestando particolare attenzione al<br />

miglioramento del rapporto costi/ricavi.<br />

• L’evoluzione del mercato, dove emerge come riferimento<br />

fondamentale per i clienti il ruolo dell’agente, in un<br />

contesto complesso e articolato nel quale i clienti sono<br />

“cresciuti”, i competitor sono agguerriti, la normativa è<br />

sempre più complessa e stringente sia per le compagnie<br />

sia per le agenzie.<br />

• La cultura in campo assicurativo è scarsa e i nostri clienti<br />

sono ancora inesperti; proprio per questo motivo la figura<br />

dell’agente, in grado di fornire consulenza, servizio e<br />

soluzioni ai bisogni della clientela, deve evolvere, deve<br />

diventare centrale e deve costituire un fattore critico<br />

di successo. In un contesto assicurativo, caratterizzato<br />

sostanzialmente da un mercato di timida domanda, il<br />

nostro agente deve essere un professionista in grado di<br />

far prendere consapevolezza di quelli che sono ancora,<br />

nella maggior parte dei casi, i bisogni inespressi dei<br />

nostri clienti.<br />

Il direttore generale ha poi fornito alcune indicazioni e<br />

linee guida finalizzate al miglioramento continuo, quali<br />

l’incremento del numero di visite, l’aumento del premio<br />

34<br />

medio, l’aumento del tasso di successo e alcuni strumenti<br />

da utilizzare, quali l’analisi tecnica e l’analisi commerciale<br />

e di marketing del portafoglio (segmentazione dei clienti<br />

per fasce di età, livello di spesa, professione, distribuzione<br />

territoriale, premi medi, ecc.).<br />

Dall’analisi commerciale, supportata dal sistema Modello<br />

di Sviluppo Commerciale (M.S.C.), l’agente potrà ottenere<br />

gli elementi per elaborare un piano di evoluzione<br />

commerciale, traghettando il proprio portafoglio da come<br />

è a come è meglio che sia.<br />

Renato Profili ha parlato del tema “Verso l’evoluzione delle<br />

agenzie d’assicurazione e lo sviluppo della redditività”<br />

e ha posto l’enfasi su come sia diventato complesso<br />

fare l’agente sia in termini organizzativo-operativi sia<br />

in termini di comunicazione/relazione nei confronti di<br />

clienti e compagnia sia per l’appesantimento degli aspetti<br />

amministrativo-normativi. Tutto ciò comporta che il<br />

tempo dedicato dagli agenti all’attività core di vendita e<br />

di relazione con il cliente risulti essere il 27% del tempo<br />

totale dedicato all’attività agenziale in senso lato. Ha poi<br />

proseguito con l’illustrazione di alcuni dati frutto del lavoro<br />

prodotto dalle quindici agenzie partecipanti all’Officina<br />

giovani. Dall’analisi dei dati presentati è emerso come<br />

ogni agenzia abbia la possibilità di sviluppare un proprio<br />

modello decisionale sulle azioni da intraprendere per il<br />

perseguimento della redditività e di come sia importante<br />

riscrivere gli standard e modificare l’attuale distribuzione<br />

del tempo, delle risorse dedicate alle attività e delle stesse<br />

modalità con cui queste sono svolte. Questo percorso<br />

complesso e articolato richiede che compagnia e agenzie<br />

interagiscano in modo sinergico, cooperando e costruendo<br />

una partnership forte. Risulta indispensabile scardinare<br />

il paradigma “lavorare per sé cercando di ottimizzare<br />

il proprio profitto” e individuare insieme soluzioni<br />

migliorative ai processi core di business. Solo in questo<br />

modo si potrà generare valore e ricchezza per entrambe<br />

le parti, massimizzando i risultati di compagnia e agenzie.


La formula lanciata da Renato Profili è<br />

stata “+ informazioni + pianificazione<br />

+ organizzazione + servizio + qualità<br />

= maggiore redditività”.<br />

Gli interventi si sono susseguiti con<br />

le presentazioni degli agenti (un<br />

referente per ognuno dei quattro<br />

gruppi di agenzie partecipanti<br />

all’Officina giovani), i quali hanno<br />

mostrato come sia stato possibile<br />

giungere a un piano strategico di<br />

agenzia con l’identificazione di azioni<br />

mirate per il miglioramento della<br />

redditività, partendo dalla diagnosi<br />

dei dati tecnici di portafoglio, dalla<br />

segmentazione del portafoglio per<br />

valore dei clienti, dalla struttura<br />

organizzativa di agenzia, da attente analisi dei punti di<br />

forza, debolezza, di opportunità e minacce.<br />

Il workshop del pomeriggio ha previsto la progettazione di<br />

alcune azioni per lo sviluppo dei clienti ad alto potenziale,<br />

azioni di cross selling, azioni orientate al marketing per la<br />

front line e azioni sull’organizzazione del lavoro di vendita,<br />

individuando gli indicatori di produttività commerciale, la<br />

gestione del team e il monitoraggio delle vendite, azioni<br />

condotte dagli agenti stessi supportati da M.S.C.<br />

L’ultima mezza giornata, la mattinata di venerdì 10, si è<br />

aperta con una tavola rotonda condotta da Enea Dallaglio<br />

di Iama Consulting, alla quale hanno partecipato nove<br />

agenti “vecchi del mestiere” quali portavoce di sei agenzie<br />

che rappresentano altrettanti casi di successo in Italiana:<br />

Uno dei workshop del Laboratorio<br />

• agenzia di Rieti 627 (Franco Bonini);<br />

• agenzia di Alba 14X (Massimo Sciolla);<br />

• agenzia di Olbia 809 (Lucio Garaffa);<br />

• agenzia di Roma X68 (Orlando Mattei, Alessandro<br />

Piconese);<br />

• agenzia di Ravenna 432 (Massimo Tirelli, Fausto Amati,<br />

Gianfranco Santini);<br />

• agenzia di Mansué 338 (Francesco Carpené).<br />

Lo spirito, l’entusiasmo, la determinazione con la quale<br />

sono state espresse le testimonianze e le esperienze,<br />

raccontando il proprio percorso professionale, svelando<br />

qualche segreto del proprio lavoro ha suscitato un grande<br />

interesse tra i presenti.<br />

L’intervento di Renato Profili al Laboratorio giovani<br />

35


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

I campionati mondiali 2010<br />

di canoa polo all’Idroscalo<br />

Per la prima volta a Milano sono stati ospitati<br />

i campionati del mondo senior e under 21 di canoa polo<br />

di Francesco Lo Turco<br />

Un avvincente evento con la partecipazione di sessantacinque<br />

squadre in rappresentanza di venticinque<br />

nazioni con oltre seicento atleti si è tenuto nelle acque<br />

dell’Idroscalo di Milano dal 1° al 5 settembre.<br />

L’Idroscalo si dimostra così un grande punto di riferimento<br />

e centro di eccellenza per lo sport, come ha sottolineato<br />

l’assessore allo sport della Provincia Cristina Stancari:<br />

“È un avvenimento che aspettavamo da tanto tempo<br />

a Milano; l’Idroscalo ora si candida dopo i campionati<br />

italiani di sci nautico e la tappa dei campionati italiani di<br />

beach volley come secondo polo dell’expo 2015”.<br />

Eccezionale anche l’affluenza del pubblico, prevalentemente<br />

composto da famiglie. Le animazioni e la<br />

presentazione in anteprima del calendario 2011 di Italiana<br />

hanno riscosso simpatia e interesse, contribuendo<br />

a rendere lo stand della compagnia un vero punto di<br />

36<br />

Un giocatore italiano impegnato in uno scontro ravvicinato<br />

ritrovo e di riferimento, perfettamente integrato nella<br />

manifestazione. Lo stand, di grande visibilità perchè<br />

posizionato esattamente davanti ai campi di gioco, era<br />

suddiviso in tre zone principali: l’area lounge per le<br />

interviste e gli ospiti di rilievo, l’area istituzionale aperta al<br />

pubblico per fornire informazioni sulla compagnia (dove<br />

è stata ospitata anche la mostra espositiva del calendario<br />

di Italiana 2011) e l’area entertainment con le animazioni<br />

per i più piccoli.<br />

Sono ormai quattro anni che Italiana Assicurazioni è<br />

official sponsor della Federazione Italiana Canoa e Kayak<br />

(F.I.C.K) ed è sempre stata al suo fianco in occasione degli<br />

appuntamenti più importanti.<br />

Gli atleti italiani sono riusciti a ripetere il risultato<br />

conquistato al precedente campionato del mondo, uno<br />

splendido terzo posto.


La grande affluenza di pubblico durante la manifestazione<br />

L’Italia, rappresentata da Marco Porzio, Luca Bellini,<br />

Rodolfo Vastola, il capitano Diego Pagano, Alessandro<br />

Vaino, Giampiero De Luca, Fabio Pertusi, Andrea<br />

Romano e gli altri compagni, sono riusciti a salire sul<br />

podio di quello che è stato definito il mondiale più duro<br />

della storia, in cui sono uscite di scena squadre di<br />

grande livello come l’Olanda e si sono dimostrate dure<br />

da battere nuove squadre come la Svizzera.<br />

Ottimi risultati anche per l’Italia under 21 e per la<br />

squadra femminile, che hanno ricevuto grandissimi<br />

Che cos’è la canoa polo?<br />

Fasi concitate di gioco<br />

complimenti anche dallo staff tecnico e organizzativo.<br />

Il primo posto se l’è poi aggiudicato la Francia contro<br />

una Germania meno reattiva.<br />

Oltre alle migliaia di persone presenti durante le gare,<br />

ampio spazio alla manifestazione è stato dato dai<br />

principali media, come Rai Sport che, trasmettendo<br />

in diretta, ha dato la possibilità a oltre due milioni di<br />

spettatori di assistere all’evento.<br />

Lo stand di Italiana Assicurazioni<br />

• È uno sport di squadra che si svolge in acqua con l’ausilio di una normale palla da pallanuoto che può essere<br />

giocata sia con le mani sia con la pagaia.<br />

• Il campo di gioco è formato da uno specchio d’acqua di forma rettangolare, senza ostacoli e con acqua ferma<br />

priva di correnti che potrebbero favorire una o l’altra squadra; la dimensione dello specchio d’acqua è di<br />

trentacinque metri di lunghezza per ventitre di larghezza.<br />

• Le squadre sono composte da cinque giocatori che scendono in campo (con tre in panchina) e che si muovono<br />

su canoe aventi lunghezza compresa tra i 2,1 m e i 3,1 m e dotate di una protezione morbida su punta e coda<br />

per smorzare gli impatti.<br />

• I cambi sono illimitati senza bisogno di fermare il gioco purché non siano mai presenti contemporaneamente<br />

più di cinque giocatori (compresa tutta l’attrezzatura) della stessa squadra nel campo di gioco. Le riserve<br />

stanno dietro alla propria porta fuori dalla linea di fondo campo.<br />

• Lo scopo del gioco è far più goal rispetto all’avversario in un tempo reale complessivo di venti minuti,<br />

suddiviso in due tempi da dieci minuti l’uno. Viene definito “reale” perché il cronometro viene fermato a ogni<br />

sospensione del gioco segnalata dall’arbitro.<br />

• Il goal deve essere realizzato in una porta di 1 x 1,5 m sospesa a due metri sul livello dell’acqua, protetta da<br />

un portiere che usa la pagaia per parare i tiri.<br />

37


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

L’Est Film Festival<br />

alla sua 4° edizione<br />

L’importante festival cinematografico<br />

di Montefiascone illumina per nove giorni<br />

la città trasformandola in una vera capitale<br />

della cultura, ricca di film, incontri con registi<br />

e attori e performance dal vivo<br />

di Francesco Lo Turco<br />

La quarta edizione dell’Est Film Festival si è svolta dal<br />

24 luglio al 1° agosto a Montefiascone, nella provincia<br />

di Viterbo, tra la bellissima cornice della Rocca dei<br />

Papi, lo splendido piazzale Frigo e il suggestivo Largo<br />

Plebiscito.<br />

Il festival si è sviluppato in sei sezioni (Élite, Concorso,<br />

Documentari, Maratona corti, Dopo festival, Eventi<br />

speciali) e anche quest’anno è stato un evento ricco di<br />

qualità, di spettacolo e di ospiti importanti.<br />

38<br />

L’Arco di Platino, premio di Italiana Assicurazioni<br />

Nella giornata di apertura, sabato 24 luglio, dopo la<br />

conferenza inaugurale, la direzione artistica, composta<br />

da Vaniel Maestosi, Riccardo Rizzo e Glauco Al monte,<br />

ha dato il via a questa edizione, presentando la pellicola<br />

vincitrice del David di Donatello 2010: “L’uomo che verrà”<br />

di Giorgio Diritti.<br />

“L’uomo che verrà”, ha spiegato Giorgio Diritti “vuol<br />

essere un film sulla guerra vista dal basso, dalla parte<br />

di chi la subisce e si trova suo malgrado coinvolto nei<br />

grandi eventi della Storia<br />

che sembrano dimenticare<br />

le vite degli uomini”.<br />

Il famoso regista, sceneggiatore<br />

e montatore, al<br />

termine della proiezione<br />

ha incontrato il pubblico e<br />

ricevuto l’Arco di Platino,<br />

il premio di Italiana Assicurazioni,<br />

main partner<br />

dell’evento, consegnatogli<br />

dal responsabile vendite<br />

della compagnia, Alberto<br />

Boidi, che ha così commentato:<br />

“Per noi di<br />

Italiana è molto importante<br />

essere presenti oggi e<br />

sponsorizzare questa ma-<br />

nifestazione, dove la cultura<br />

del cinema viene<br />

rappresentata nella sua<br />

forma più alta e dove


grandi valori morali riescono a essere tradotti<br />

in immagini, come, in questo caso, nel film di<br />

Giorgio Diritti, a cui consegno il premio di Italiana<br />

con grande soddisfazione”.<br />

A seguito della premiazione l’Ensemble Duomo,<br />

nella meravigliosa cornice dell’Arco dei Papi, si è<br />

esibita in un suggestivo concerto.<br />

Un ospite di eccezione, Carlo Verdone, ha anche<br />

presentato il suo ultimo film “Io, loro e Lara”,<br />

accompagnato dall’attrice protagonista Laura<br />

Chiatti.<br />

A chiudere la sezione dei prestigiosi incontri<br />

Élite è stato Pupi Avati, protagonista di un<br />

incontro speciale dedicato al rapporto fra cinema<br />

e musica. L’evento si è svolto a Viterbo nella<br />

cornice di Santa Maria delle Fortezze il 29 agosto<br />

e ha così concluso gli appuntamenti musicali del<br />

Viterbo jazz Up festival.<br />

La musica quindi, insieme al cinema, ha<br />

contribuito a rendere ancora più interessante<br />

il festival: numerosi gruppi si sono infatti<br />

alternati sul palco cadenzando con le loro note il<br />

susseguirsi degli eventi.<br />

Domenica 1° agosto si è conclusa la<br />

manifestazione, che anche quest’anno ha<br />

ottenuto un notevole successo sia di critica sia<br />

di pubblico.<br />

Un momento del concerto dell’Ensemble Duomo<br />

ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

39


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

L’Italiana cup vola a San Diego<br />

Il team dello Yacht club di San Diego<br />

di Dennis Conner ha espugnato Rapallo durante<br />

la quarta edizione dell’Italiana cup<br />

di Silvia Castagnozzi<br />

40<br />

40


Il direttore commerciale e mercato di Italiana Renato Profili con l’equipaggio di San Diego vincitore dell’Italiana Cup<br />

È l’equipaggio U.S.A. di San Diego a poter mostrare con<br />

orgoglio il trofeo dell’Italiana cup, svoltasi a Rapallo dal 6<br />

al 10 settembre e inserita nel calendario della Federazione<br />

Italiana Vela con il 3° grado. La finale, avvenuta tra gli<br />

ideatori della Coppa America, i britannici dell’isola di Wight,<br />

e gli attuali detentori, lo Yacht Club di San Diego, è stata<br />

emozionante. I britannici infatti ce l’hanno messa tutta per<br />

porre in difficoltà il team statunitense, ma quest’ultimo non<br />

ha mollato la presa, conquistando così l’ambito trofeo.<br />

Terzo classificato l’equipaggio canadese. Il primo team<br />

italiano nella classifica finale è l’equipaggio dello Yachting<br />

club di Marsala giunto al quarto posto. La sfida non era<br />

facile, ma l’equipaggio siciliano ha saputo ben figurare in<br />

questa competizione internazionale.<br />

Gli statunitensi hanno in realtà dominato la classifica per<br />

tutta la settimana, svettando sin dai primi round robin.<br />

Questo anche se le condizioni meteo non sempre hanno<br />

permesso lo svolgersi di gare tranquille. Pioggia e forte<br />

vento da SSE hanno infatti caratterizzato quest’edizione,<br />

costringendo talvolta i ragazzi a tenere saldamente le<br />

scotte delle imbarcazioni loro affidate.<br />

Gradita sorpresa nella giornata di mercoledì è giunta la<br />

telefonata di Dennis Conner, vincitore per quattro volte<br />

della prestigiosa Coppa America, appartenente allo stesso<br />

yacht club dei vincitori, il quale si è congratulato con i<br />

ragazzi e con tutta l’organizzazione del match race.<br />

Come nelle altre edizioni, anche quest’anno si sono svolti<br />

Uno dei brief tecnici ai team<br />

I delfini fanno capolino sul campo di regata<br />

ITALIANA ASSICUARZIONI<br />

41


ITALIANA ASSICURAZIONI<br />

Foto di gruppo durante la cerimonia di apertura<br />

Le coppe dell’Italiana Cup<br />

due tornei paralleli, la Italiana cup race, sfida tra il miglior<br />

equipaggio internazionale e il miglior equipaggio italiano<br />

e la Portofino coast cup assegnata al miglior equipaggio<br />

straniero, vinte entrambe dallo Yacht club di San Diego.<br />

Durante questa sfida un piccolo gruppo di delfini ha<br />

fatto incursione nel campo di regata accompagnando la<br />

vittoria dei californiani. Tre su tre, dunque, i trofei vinti da<br />

questi ragazzi, sbarcati per la prima volta all’Italiana cup.<br />

42<br />

A loro l’arduo compito di difendere l’anno prossimo il<br />

titolo.<br />

Cuore pulsante di tutta la manifestazione il Villaggio Italiana<br />

cup, situato all’interno dei Giardini dei Partigiani, che ha<br />

ospitato l’area istituzionale dedicata alla compagnia, il<br />

race office destinato alla gara con aggiornamenti in tempo<br />

reale sulla classifica, la postazione Wii con un torneo per i<br />

ragazzi e l’area lunge per accogliere personalità cittadine e<br />

clienti della compagnia.<br />

La premiazione è avvenuta alla presenza di Renato Profili,<br />

direttore commerciale e mercato, del sindaco di Rapallo<br />

Mentore Campodonico, del vicepresidente del Circolo<br />

nautico di Rapallo Armando Platone e di Andrea Henriquet<br />

di Venti&20; ad essa hanno assistito gli agenti partecipanti<br />

al Laboratorio giovani che si svolgeva negli stessi giorni<br />

delle regate, con alcuni importanti clienti della compagnia.


Check up Blue!<br />

Uno dei modi migliori per mantenersi in una condizione<br />

di salute e benessere generale è quello di avvalersi della<br />

prevenzione sanitaria. Prevenire significa creare quelle<br />

condizioni affinché la patologia non possa fare la sua<br />

comparsa, mentre curare significa dover risolvere una<br />

patologia in atto.<br />

Recenti ricerche effettuate in merito al mondo sanitario<br />

di alcuni paesi europei evidenziano, però, come gli<br />

italiani siano meno attenti in materia di prevenzione<br />

rispetto ai cugini europei.<br />

L’Italia, infatti, è il fanalino di coda tra i paesi coinvolti<br />

nell’indagine: sono il 55% (contro il 91% degli<br />

statunitensi) i cittadini che dichiarano di aver effettuato<br />

un check up completo nel corso degli ultimi cinque anni<br />

e il 49% (contro il 69% dei tedeschi) ad aver effettuato<br />

test specifici per le patologie di maggior diffusione.<br />

La Germania è il paese più attento in materia di<br />

prevenzione: l’82% dei tedeschi ha dichiarato di essersi<br />

sottoposto a un check up completo negli ultimi cinque<br />

anni; il 91% è andato dal dentista per una visita di<br />

controllo nel corso dell’ultimo anno e il 69% ha fatto il<br />

test per il cancro o l’HIV tra il 2005 e oggi.<br />

Blue Assistance fa della prevenzione una sua mission,<br />

creando un nuovo strumento di tutela della salute a<br />

essa dedicato: il check up Blue.<br />

Una nuova opportunità arricchisce il catalogo<br />

dell’offerta: un insieme di esami diagnostici che<br />

inquadrano in maniera chiara e rapida lo stato di salute<br />

generale della persona. Il protocollo sanitario scelto è<br />

stato supervisionato da un medico fiduciario, che è a<br />

disposizione per il consulto finale sugli esiti degli esami<br />

e su eventuali approfondimenti successivi. Inoltre tutti<br />

gli esami inseriti nel pacchetto verranno effettuati in<br />

un solo giorno all’interno di strutture sanitarie e con<br />

professionisti altamente qualificati, che Blue Assistance<br />

rende accessibili in via privilegiata.<br />

bLUE ASSISTANCE<br />

Un nuovo strumento di tutela della salute, un’idea per essere<br />

ancora più vicini ai soci<br />

Completo, comodo e qualificato: il check up Blue è<br />

certamente una dichiarazione di attenzione nei confronti<br />

di chi lo riceverà in omaggio e conferma l’impegno del<br />

<strong>Gruppo</strong> <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> nei confronti dell’assicurato.<br />

Per dare concretezza a uno strumento prezioso come<br />

il check up Blue è stato pensato un kit accattivante<br />

e identificativo con all’interno tutte le informazioni<br />

sull’iniziativa e sul network di strutture sanitarie, il<br />

numero verde dedicato al servizio e il voucher con cui<br />

accedere agli esami diagnostici.<br />

Tutti i dettagli dell’offerta sono presenti su Puntonet<br />

> In <strong>Reale</strong> > Check up Blue.<br />

43


LUE ASSISTANCE<br />

Blue Assistance presenta<br />

il nuovo sito… e non solo!<br />

di Sergio Albesano<br />

Durante l’ultimo anno Blue Assistance si è impegnata<br />

in un progetto lungo e ambizioso: lo studio e la<br />

realizzazione di un nuovo sito Internet. Il sito è stato<br />

rivisto nell’ottica di rispecchiare maggiormente<br />

l’azienda e le sue evoluzioni e di fornire funzionalità<br />

per migliorare il servizio verso suoi interlocutori. Ne<br />

parliamo con Matteo Cattaneo, direttore operativo,<br />

e con Simona Senati, che si occupa di marketing e di<br />

sviluppo prodotti.<br />

Quali sono stati i motivi che vi hanno portato al rinnovo<br />

del sito?<br />

Interviene Matteo Cattaneo: “La rapida evoluzione<br />

di Internet e le opportunità che questa comporta<br />

obbligano le realtà che hanno visibilità nella rete<br />

a un aggiornamento e a un’arricchimento continuo<br />

dei loro portali. Il sito di Blue è nato nel 2007 e dopo<br />

tre anni era inevitabile adeguarlo ai nuovi dettami di<br />

comunicazione via web e alle evoluzioni di mercato.<br />

Anche nel settore dei servizi assicurativo avere un<br />

sito con funzionalità web 2.0 è diventato un fattore<br />

essenziale per continuare a essere competitivi. Per<br />

questo abbiamo voluto progettare un sito che divenisse<br />

un canale fondamentale di comunicazione con gli<br />

assistiti e la rete commerciale. Come tutti i grandi<br />

progetti, il rifacimento del sito è stata l’occasione<br />

per riflettere approfonditamente sulle strategie e il<br />

posizionamento di Blue e ha coinvolto tutte le aree<br />

aziendali intensamente e fattivamente.”<br />

44<br />

Nata nel 1993, Blue Assistance si è subito posizionata come società leader nell’assistenza e nella<br />

prestazione di servizi alla persona e alla famiglia. Specializzata nella tutela della salute, vanta<br />

anche un’ampia offerta di servizi di assistenza in aree come l’auto e la casa e soluzioni specifiche<br />

per le compagnie di assicurazioni e le aziende. Blue Assistance garantisce qualità ed efficienza delle<br />

prestazioni attraverso un network altamente selezionato di professionisti e strutture convenzionate.<br />

È una società certificata, dotata di sistema di gestione per la qualità in conformità alla norma UNI ENISO 9001.<br />

Centralità del cliente, affidabilità e innovazione costituiscono i valori alla base della mission aziendale e le<br />

fondamenta del lavoro di Blue Assistance.<br />

Il portale web è solo uno dei progetti che vede<br />

impegnata l’azienda. Raccontaci qualcosa di più!<br />

“L’obiettivo di essere sempre più vicini al cliente ci<br />

ha guidato verso lo sviluppo e l’innovazione degli<br />

asset aziendali. Abbiamo lavorato per integrare nella<br />

struttura e nella centrale operativa nuovi strumenti e<br />

canali di dialogo. Nei prossimi mesi saremo pronti al<br />

rilascio dell’area riservata del sito e del nuovo canale di<br />

comunicazione via sms che troveranno completamento<br />

nel nuovo front end. Questi sono tre dei progetti più<br />

importanti e impegnativi che ci porteranno a migliorare<br />

i nostri servizi.”<br />

Quali sono stati i primi passi del progetto?<br />

Interviene Simona Senati, responsabile del progetto<br />

Internet di Blue Assistance: “Ci siamo da subito orientati<br />

su un lavoro di forte coinvolgimento delle risorse, con<br />

l’obiettivo di raccogliere suggerimenti e contributi da<br />

tutte le funzioni dell’azienda e dalle persone che hanno<br />

visto nascere Blue. Ci siamo interrogati sugli obiettivi,<br />

sui contenuti, sulle funzionalità e su come esprimere al<br />

meglio l’azienda sul media che più di tutti è generalista<br />

e mutevole. Abbiamo individuato le linee guida che<br />

accompagneranno lo sviluppo del portale di Blue nei<br />

prossimi anni. Fin da subito siamo stati tutti d’accordo<br />

sul fatto che il nostro sito e le sue funzionalità avrebbero<br />

dovuto essere uno strumento per fronteggiare la<br />

concorrenza e nello stesso tempo per soddisfare le<br />

richieste degli assistiti, della rete agenziale, del network


convenzionato. L’area riservata con le informazioni e<br />

le attività dispositive per gli assistiti avrebbe dovuto<br />

avere, d’altro canto, un impatto forte sulla riduzione<br />

dei costi operativi. Per queste ragioni l’attenzione è<br />

stata massima fin dai primi incontri.”<br />

Operativamente come è stato gestito il lavoro? E come<br />

giudichi il lavoro svolto?<br />

Continua Senati: “Il gruppo di lavoro Internet si è riunito<br />

ogni due settimane per quasi dieci mesi e continua anche<br />

oggi a farlo, archiviando man mano i risultati ottenuti e<br />

dandosi nuovi obiettivi. I primi incontri sono stati i più<br />

coinvolgenti, in particolare le giornate di brain storming<br />

collettivo e di confronto su come dovesse essere il<br />

sito vetrina, pubblicato nel mese di ottobre. Abbiamo<br />

elencato un’infinità di informazioni, funzioni, interazioni<br />

che avremmo voluto vedere online e operative per i<br />

nostri assistiti. Il design del sito doveva sicuramente<br />

essere colorato, ricco di immagini, con contenuti diretti<br />

e semplici; doveva insomma esprimere quello che<br />

Blue è e come vuole essere percepita dall’esterno. Il<br />

risultato ci ha soddisfatto. Il sito vetrina è moderno<br />

e d’impatto. Semplice da navigare, chiaro e con aree<br />

tematiche diverse che verranno arricchite nei prossimi<br />

mesi.”<br />

bLUE ASSISTANCE<br />

Ci sono in previsione altre novità quindi?<br />

“Certo! Dopo la pubblicazione del sito vetrina ci sarà il<br />

rilascio dell’area riservata agli assistiti. Gli assicurati<br />

per i quali sarà attivato il servizio potranno consultare<br />

informazioni sulla loro copertura, le condizioni di polizza,<br />

avere a disposizione il dettaglio sulle pratiche salute di<br />

tutto il nucleo familiare e il loro stato di lavorazione,<br />

fino ad arrivare al mandato di pagamento. Inoltre si<br />

potranno ricercare le strutture sanitarie convenzionate<br />

con Blue e i medici selezionando chiavi di ricerca per<br />

nome, specializzazione e area geografica. Si otterranno<br />

immediatamente informazioni sui recapiti, la mappa,<br />

nonché tutte le aree mediche di specializzazione, in<br />

modo che l’assistito possa trovare tutto ciò che soddisfi<br />

le sue esigenze. A inizio 2011 sarà poi pubblicata<br />

l’area riservata alle reti agenziali con la possibilità di<br />

consultare lo stato delle pratiche dei propri assicurati.<br />

Sia il sito vetrina sia l’area riservata saranno via via<br />

arricchite di contenuti e di funzioni, soprattutto in<br />

un’ottica interattiva. Insomma, questo è solo l’inizio!<br />

Vi invito a tenerci d’occhio su www.blueassistance.it”.<br />

45


AbCD VIAggI<br />

Un posto fuori dal mondo…<br />

a due passi da casa!<br />

di Sergio Albesano<br />

46


Desiderate raggiungere un posto fuori dal mondo?<br />

Magari un luogo tranquillissimo, con un mare stupendo,<br />

dove poter sorseggiare un aperitivo di fronte a un<br />

tramonto mozzafiato?<br />

E pensate che per raggiungere un posto simile siano<br />

necessari molti soldi per organizzare un viaggio<br />

nell’altro emisfero, in qualche luogo esotico e distante?<br />

Bene, sappiate che state sbagliando, perché quel posto<br />

è molto più vicino di quanto possiate pensare. Prendete<br />

l’aereo dalla città ove vivete e raggiungete Trapani.<br />

Quindi fatevi portare al porto e da lì imbarcatevi sul<br />

traghetto che vi porterà a Marettimo. Insomma, con<br />

un’ora di volo e due di navigazione potete raggiungere<br />

quel luogo al limitare del mondo che state sognando:<br />

Marettimo!<br />

L’isola fa parte delle Egadi ed è frazione della più<br />

grossa e conosciuta Favignana. Ma Marettimo è una<br />

cosa a parte, unica, che solo chi vi si è fermato almeno<br />

per pochi giorni può provare a capire. Il paese omonimo<br />

è lungo circa mezzo chilometro e in esso potete trovare<br />

i servizi essenziali per rendere piacevole la vostra<br />

vacanza: qualche buon ristorante, un paio di bar, alcuni<br />

negozietti. Al di fuori del paese, il nulla! Nel senso che<br />

il 99% dell’isola non è abitato e la maggior parte del<br />

territorio è addirittura inagibile, attraversato solo da<br />

sentieri impervi percorribili soltanto con attrezzature<br />

VIAggI<br />

da trekking. La vita quindi si svolge tutta all’interno<br />

del paesino, scandita dall’arrivo e dalle partenze della<br />

nave e degli aliscafi che rappresentano il cordone<br />

ombelicale che unisce quel lembo di terra alla sua<br />

madre patria, un’altra isola ben più grossa: la Sicilia. E<br />

quando al crepuscolo l’ultimo traghetto si allontana dal<br />

porto, fra chi rimane si diffonde la sensazione di essere<br />

rimasti isolati, impossibilitati fino al mattino seguente<br />

a spostarsi dall’isola, quasi rinchiusi in quella prigione<br />

fatta di acqua di mare.<br />

La vita è tranquilla qui per il fortunato turista. Di primo<br />

mattino una visita al molo dove i pescatori rientrano<br />

dopo la notte in mare e raccolgono le reti, smistando il<br />

pesce pescato, sotto gli occhi interessati dei gatti che<br />

aspettano pazientemente che vengano elargiti loro i<br />

pesciolini scartati; poi una sosta al bar, dove, seduti ai<br />

tavolini da cui ci si inebria gli occhi con la visione del<br />

mare, si può gustare una brioche con crema al pistacchio;<br />

più tardi, verso le 11, ci si può imbarcare su una delle<br />

tante barchette che, guidate da esperti marinai, portano<br />

i turisti a fare il giro dell’isola oppure ci si può far<br />

portare in una delle spiagge dell’isola raggiungibili solo<br />

via mare o ancora visitare le numerose grotte che si<br />

aprono nella scogliera; al rientro, nel pomeriggio, dopo<br />

una piacevole doccia, c’è il tempo per una passeggiata<br />

nell’unica via del paese a guardare i negozietti e magari<br />

47


VIAggI<br />

Il castello di punta Troia<br />

a comprare qualche souvenir e il buonissimo miele che<br />

qui viene prodotto; sosta quindi in un bar per sorseggiare<br />

un aperitivo, far quattro chiacchiere e intanto godersi<br />

il tramonto con la luce che a poco a poco spegne il<br />

profilo del castello di punta Troia che si staglia contro<br />

il cielo; per la cena poi c’è solo da scegliere fra i vari<br />

ristoranti; dopo cena non ci sono molti divertimenti: una<br />

passeggiata per la via del paese e poi a nanna.<br />

La mattina dopo la vita riprenderà con il medesimo<br />

ritmo, ma non c’è modo di annoiarsi.<br />

Nel tardo pomeriggio si può anche fare il giro dell’interno<br />

dell’isola a dorso di mulo: un’esperienza entusiasmante,<br />

48<br />

attraverso sentieri scoscesi che gli animali percorrono<br />

con esperienza e tranquillità. È questa anche l’occasione<br />

per visitare le case romane, resti risalenti al I secolo d.<br />

C., da cui lo sguardo si dipana fino alla costa sicula.<br />

Gli appassionati di trekking possono percorrere i sentieri<br />

dell’interno (accompagnati per sicurezza da qualche<br />

guida locale). Ma anche a chi non è escursionista esperto<br />

la passeggiata al castello di punta Troia, consigliabile<br />

verso sera quando il calore della giornata è scemato,<br />

regalerà panorami mozzafiato.<br />

Il tramonto è anche il momento opportuno per un giro in<br />

barca per farsi portare dall’altra parte dell’isola dove,


guardando il sole che scende nell’acqua del mare, si può<br />

gustare un aperitivo a base di un fresco vinello bianco.<br />

Insomma, di opportunità per una splendida vacanza<br />

ce ne sono tante. Ma il nostro consiglio è quello di non<br />

aver smania di fare tante cose: ciò che conta di più è<br />

godersi attimo per attimo, con calma, questo scoglio<br />

meraviglioso in mezzo al Mediterraneo. Gatti interessati all’arrivo dei pescatori<br />

VIAggI<br />

49


NOTIZIE<br />

Bologna San Felice<br />

inaugura la nuova sede<br />

Il 15 luglio si è tenuta, alla presenza del direttore generale<br />

Luigi Lana, l’inaugurazione dei nuovi uffici dell’agenzia di<br />

Bologna San Felice.<br />

Erano presenti i dirigenti di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> Luca Colombano,<br />

Anna Deambrosis, Mauro Gentini, Marco Mazzucco,<br />

Tommaso Montelli, Rinaldo Oddenino, Mauro Paccione,<br />

Elio Pelenc, Francesco Rapetti, oltre ai dipendenti della<br />

struttura commerciale esterna e dell’ufficio liquidazione<br />

danni di zona.<br />

Dopo il taglio del nastro, al quale hanno presenziato fra<br />

gli altri il presidente del gruppo agenti Marco Mainini e il<br />

fiduciario regionale Luigi Romanini, è seguito un piccolo<br />

rinfresco.<br />

Durante la cena, che si è svolta presso gli antichi saloni<br />

del Circolo della caccia, sono state premiate con una<br />

targa ricordo le impiegate Antonella Fazioli, Angela<br />

50<br />

Cristina Rossetti, Elena Sgarzi e Franca Venturelli e il<br />

subagente Bruno Montanari, tutti con oltre quindici anni<br />

di collaborazione con l’agenzia.<br />

A conclusione, il saluto e gli auguri di Luigi Lana.


<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e Miki Biasion<br />

A cura del team di Punto marketing<br />

La manifestazione, che si è svolta a Bassano del Grappa,<br />

ha coinvolto i tanti campioni del rally che hanno corso<br />

sulla mitica Lancia Delta, vincitrice di molti trofei. A<br />

fare da capofila alla manifestazione, ovviamente, il<br />

pluricampione mondiale Miki Biasion, da un po’ di tempo<br />

nostro assicurato e sempre più vicino al mondo <strong>Reale</strong>.<br />

All’evento sono accorse quasi trecento Lancia Delta da<br />

tutta Europa, che hanno richiamato una folla di oltre<br />

cinquemila persone. Anche molti campioni hanno voluto<br />

celebrare con la loro presenza l’importanza di questo<br />

raduno, intitolato “Amiki miei”, dai finlandesi Kankkunen<br />

e Alén, al francese Didier Auriol, ai numerosi italiani, tra<br />

cui Fabrizio Tabaton, campione europeo nel 1988.<br />

In tale occasione il nostro marchio è comparso<br />

sull’autovettura (una Delta naturalmente) simbolo della<br />

NOTIZIE<br />

manifestazione e la presenza dell’agenzia <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong><br />

Bassano/Castelfranco e dei suoi collaboratori ha dato<br />

ulteriore lustro al nostro brand che così si è maggiormente<br />

rafforzato sul territorio. È stata inoltre un’occasione per<br />

avvicinare potenziali assicurati, in quanto molte persone<br />

hanno partecipato alla manifestazione arrivando da<br />

tutte le zone limitrofe. Il tutto è avvenuto in un clima<br />

cordiale e di serenità, nel corso di una stupenda giornata<br />

che ha ulteriormente reso piacevole la manifestazione e<br />

favorito la simbiosi tra lo spirito dell’iniziativa e quello<br />

delle aziende che hanno sostenuto questo meeting.<br />

La partecipazione dei grandi campioni e degli<br />

appassionati è stata una dimostrazione di grande affetto,<br />

che ha premiato il nostro Miki Biasion, sia come sportivo<br />

sia come uomo.<br />

51


NOTIZIE<br />

L’agenzia di Potenza<br />

rinnova i locali e prosegue nel<br />

“Progetto crescita<br />

<strong>Reale</strong> - agenzia in evoluzione”<br />

di Sergio Forcignanò<br />

Il 6 settembre si è svolta la cerimonia di inaugurazione<br />

dei rinnovati locali dell’agenzia di Potenza della <strong>Reale</strong><br />

<strong>Mutua</strong> nell’ambito del “Progetto crescita <strong>Reale</strong> 2010 –<br />

agenzia in evoluzione”.<br />

La cerimonia si è svolta presso l’ufficio commerciale di<br />

via del Gallitello, in una sala gremita di molte personalità<br />

della vita civile e politica di Potenza, alla presenza del<br />

direttore generale Luigi Lana, del direttore assicurativo<br />

52<br />

danni Tommaso Montelli, del direttore commerciale<br />

Marco Mazzucco e del direttore sinistri Rinaldo Oddenino,<br />

nonché dell’assessore alla viabilità, trasporti, edilizia<br />

della Provincia di Potenza e Presidente della Società del<br />

volo dell’angelo Nicola Valluzzi e dello storico ex sindaco<br />

di Potenza ed ex preside del liceo ginnasio “Orazio Flacco”<br />

di Potenza, Raffaello Mecca.<br />

Abcdefghi lmnopqrst


I festeggiamenti hanno avuto inizio con l’intervento<br />

di apertura e benvenuto da parte della moderatrice<br />

dell’incontro, la giornalista Eva Bonitatibus, che ha<br />

tracciato la storia e la crescita dell’agenzia di Potenza<br />

che il nostro agente, Giuseppe Tancredi, rappresenta<br />

dal 1981.<br />

Dopo l’intervento di Nicola Valluzzi, si sono susseguiti<br />

quelli di Luigi Lana, di Marco Mazzucco e del prof. Raffaello<br />

Mecca. In chiusura ha preso la parola l’agente Simona<br />

Tancredi che ha ricordato il prosieguo del “Progetto<br />

crescita <strong>Reale</strong> 2010” e ha ringraziato tutti i presenti.<br />

La cerimonia è stata quindi anche l’occasione per<br />

presentare il Progetto “Crescita <strong>Reale</strong> 2010 - agenzia in<br />

evoluzione”, nato nel 2005.<br />

A distanza di più di cinque anni, quindi, il Progetto<br />

crescita <strong>Reale</strong> prosegue e si consolida grazie al grande<br />

entusiasmo che Giuseppe e Simona Tancredi, senza<br />

Golf a Pinerolo<br />

di Sergio Albesano<br />

L’agente <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Pinerolo,<br />

Bruno Francia, è anche amministratore<br />

delegato dell’associazione sportiva<br />

Golf Club, nonché suo socio fondatore.<br />

Si tratta di uno dei campi più<br />

all’avanguardia d’Italia, in quanto<br />

le caratteristiche con cui è stato<br />

costruito lo rendono adatto sia al<br />

giocatore esperto sia al principiante<br />

e consentono di ospitare fino a<br />

centocinquanta giocatori al giorno.<br />

L’inaugurazione è avvenuta nel 2007<br />

e dal giugno 2009 è stato ampliato<br />

con il campo di Pragelato, uno dei più<br />

suggestivi campi di montagna, grazie<br />

alla sua collocazione a 1.600 metri<br />

d’altezza, all’inizio della val Troncea.<br />

La nostra agenzia di Pinerolo, top<br />

partner 2010, ha sponsorizzato il Golf<br />

Club e ha inserito il suo logo sulle palle<br />

da gioco.<br />

NOTIZIE<br />

dimenticare l’importante impegno del secondogenito<br />

Rocco, riservano ogni giorno, dando valore al pensiero<br />

espresso dallo stesso Tancredi nel luglio del 2005 che<br />

lo slogan “Progetto crescita <strong>Reale</strong>” non è una semplice<br />

frase ma un valore che ha caratterizzato tutta la sua vita<br />

professionale e gli sforzi all’interno dell’agenzia, valore<br />

che ha trasmesso sicuramente ai suoi figli.<br />

Alla fine della cerimonia è stato organizzato il taglio del<br />

nastro nella rinnovata sede di viale Marconi, una sede<br />

progettata con particolare cura e che regala ambienti<br />

che coniugano eleganza, gusto, bellezza, modernità e<br />

alta tecnologia al servizio di tutta la struttura agenziale<br />

e dei nostri soci.<br />

Ancora una volta la famiglia Tancredi ha confermato la<br />

missione di assicuratori del territorio attenti alle risorse<br />

e ai valori che costituiscono il fondamento profondo delle<br />

nostre comunità locali.<br />

L’agente Bruno Francia con il direttore del Golf Club Claudio Fiore<br />

e le palline sponsorizzate <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>.<br />

53


COMMISSIONE DI gARANZIA<br />

Spargimento d’acqua<br />

e prova del danno<br />

La Commissione di Garanzia dell’Assicurato della <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Assicurazioni, composta dai signori:<br />

Prof. Gustavo Zagrebelsky, Dott. Silvio Pieri, Dott. Mario Garavelli<br />

Esaminato, nella seduta del 6 ottobre 2010, il ricorso presentato da X ed iscritto al registro generale, ha emesso la seguente<br />

decisione:<br />

Nel suo ricorso, X, titolare di una polizza di assicurazione stipulata con la <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Assicurazioni, relativa ad un fabbricato,<br />

lamenta il mancato accoglimento da parte dell’Assicuratrice della richiesta di risarcimento dei danni verificatisi nel fabbricato stesso<br />

a seguito di uno spargimento d’acqua. Il sinistro era stato tempestivamente denunziato alla <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, ma, con raccomandata<br />

l’Assicuratrice ha comunicato che non poteva farsi luogo ad alcun risarcimento, perché il perito che aveva effettuato il sopralluogo<br />

non aveva confermato le “cause e circostanze del sinistro”: i danni da bagnamento sarebbero risultati inesistenti ed era impossibile<br />

accertare la causa che avrebbe provocato la necessità di sostituire le tubazioni idrauliche.<br />

Il ricorrente rileva di essere stato avvertito, verso la metà del mese di agosto, dai proprietari dell’appartamento sottostante al<br />

suo, che “pioveva all’interno ed all’esterno” del loro appartamento, tanto che era stato necessario chiudere il contatore dell’acqua<br />

dell’appartamento di X. Per effetto della chiusura il flusso dell’acqua era diminuito e poi cessato del tutto; peraltro, il muro nel quale<br />

erano incassati i tubi era fradicio. Il ricorrente aveva incaricato un operaio di provvedere ai lavori occorrenti ed era subito stato<br />

rinvenuto un tubo dell’acqua che perdeva nella curva di raccordo e che era ridotto ad uno spessore minimo. Analoghi fatti erano<br />

stati rilevati a seguito dei lavori eseguiti nella cucina, dove si era constatato che nei raccordi con la lavabiancheria e con lo scalda<br />

acqua elettrico vi erano delle vistose perdite ed il tubo dal contatore al lavello, portante i raccordi per gli elettrodomestici, era stato<br />

“consumato” dai prodotti chimici usati dal dissalatore e della pressione dell’acqua; di conseguenza il suddetto tubo aveva dovuto<br />

essere provvisoriamente sostituito. La traccia nel muro ed il contatore erano stati lasciati aperti per consentire successive verifiche<br />

delle quali era stato incaricato l’idraulico. A metà settembre, tornato sul posto, il ricorrente aveva constatato che l’acqua continuava a<br />

scendere lentamente lungo il muro e che le piastrelle di ceramica delle zone del muro ove passano i tubi si erano staccate. Di tutto ciò<br />

era stata esibita al perito dell’Assicuratrice ampia documentazione fotografica, senza che comunque di ciò fosse stato tenuto alcun<br />

conto e senza che le cause e le circostanze del sinistro fossero riconosciute. Le fotografie in questione sono state allegate al ricorso.<br />

La risposta della <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è assai succinta. L’Assicuratrice afferma che il danno da infiltrazione “pareva” conseguente alla rottura<br />

di un tubo dell’impianto idrico, ma che in realtà, come dimostrato dagli accertamenti compiuti dal perito fiduciario dell’Assicuratrice<br />

attraverso un sopralluogo eseguito alla presenza del responsabile della ditta incaricata dal ricorrente di effettuare i lavori di ripristino,<br />

avevano consentito di accertare “l’inesistenza di danni da bagnamento” e “l’impossibilità di accertare le cause che avrebbero ingenerato<br />

la necessità di sostituire le tubazioni idriche”. Nella risposta la <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> non spende parola a commento delle fotografie prodotte<br />

dal ricorrente, che pure appaiono assai eloquenti.<br />

La Commissione osserva che in realtà la <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> non ha addotto alcuna motivazione esauriente a sostegno delle sue apodittiche<br />

affermazioni. Non è stata presentata una relazione scritta del perito incaricato degli accertamenti; per contro, le fotografie prodotte dal<br />

ricorrente dimostrano in modo evidente che vi sono stati danni da bagnamento ed anche piuttosto estesi; che oltre alle evidenti lesioni<br />

dell’intonaco soprastante alle tubazioni, si è verificato il distacco di piastrelle di ceramica nel bagno e nella cucina. È veramente difficile<br />

comprendere come abbia potuto il perito, pur in presenza di questa documentazione, affermare di aver constatato la “inesistenza<br />

di danni da bagnamento”. L’altra affermazione del perito che la <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> riporta nella sua risposta concerne “l’impossibilità di<br />

accertare le cause del bagnamento” , ma non si comprende come e perchè si sarebbero potute ricercare le cause di un bagnamento<br />

di cui si afferma l’inesistenza. Il fatto che al sopralluogo sia stato presente il titolare della ditta che ha effettuato le riparazioni non<br />

è significativo, dato che non vi è alcuna prova del fatto che il medesimo abbia condiviso in qualche modo le conclusioni del perito<br />

dell’assicurazione. In ogni caso, quanto alle cause del bagnamento (che, come si è detto, è stato ed è ampiamente provato), sembra<br />

difficile negare che lo stesso sia dovuto ad un difetto dei tubi sottostanti alle zone del muro dove il bagnamento stesso è avvenuto; non<br />

per nulla molti tratti di tubo hanno dovuto essere sostituiti.<br />

In questa situazione, la Commissione ritiene che il ricorso sia fondato e debba quindi essere accolto; si è infatti dimostrato che le<br />

affermazioni del ricorrente sono sostenute da serie prove, mentre per le asserzioni dell’Assicuratrice manca ogni sostegno di prova.<br />

Per questi motivi la Commissione accoglie il ricorso e dichiara tenuta la <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Assicurazioni a risarcire al ricorrente, secondo<br />

le previsioni della polizza, il danno sofferto.<br />

Torino, 27 settembre 2010 Prof. Gustavo Zagrebelsky (presidente)<br />

Dott. Silvio Pieri (estensore)<br />

Dott. Mario Garavelli<br />

54


COMMISSIONE DI gARANZIA<br />

Disputa interpretativa sul furto<br />

La Commissione di Garanzia dell’Assicurato della <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Assicurazioni, composta dai signori:<br />

Prof. Gustavo Zagrebelsky, Dott. Silvio Pieri, Dott. Mario Garavelli<br />

Esaminato, nella seduta del 27 settembre 2010, il ricorso presentato da X ed iscritto al registro generale, ha emesso<br />

la seguente decisione:<br />

Nella notte tra il 25 e il 26 gennaio la società X subiva il furto di attrezzature elettroniche portatili custodite all’interno del furgone<br />

di sua proprietà, che ignoti ladri avevano forzato. Con ricorso X, assicurata contro il furto presso la <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Assicurazioni<br />

con polizza denominata “Programma aziende – Electronica <strong>Reale</strong>”, si rivolgeva a questa Commissione di garanzia contestando la<br />

decisione dell’assicuratore, che aveva negato il risarcimento del danno in quanto, a suo dire, il fatto dannoso non sarebbe rientrato<br />

nelle previsioni contrattuali, essendo in particolare in contrasto con la Condizione Facoltativa A della polizza. Secondo la ricorrente,<br />

invece, tale Condizione risultava integralmente rispettata, per cui si chiedeva una modificazione in senso ad essa favorevole della<br />

deliberazione della Compagnia.<br />

La <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> replicava confermando che, a suo parere, la garanzia concernente le cose trasportate sull’autoveicolo copriva soltanto<br />

i casi di abbandono dello stesso per brevi periodi e non quando la sosta si fosse protratta per l’intera notte, come era accaduto nel<br />

caso di specie.<br />

Ciò premesso, il fatto portato all’esame di questa Commissione è chiaro, è dimostrato documentalmente e su di esso le parti concordano:<br />

il furgone di proprietà di X, assicurata contro il furto con la <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>, era stato lasciato, chiuso a chiave, in un parcheggio pubblico<br />

incustodito presso l’abitazione del contitolare della società ed ivi è rimasto durante la notte, nel corso della quale è stato consumato,<br />

previa forzatura di uno sportello, il furto di numerose apparecchiature elettroniche lasciate all’interno del veicolo.<br />

La norma contrattuale che regola questa fattispecie, invocata da entrambe le parti, è contenuta nella Condizione Facoltativa della<br />

polizza di assicurazione contrassegnata dalla lettera A, la quale è così formulata: “<strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> indennizza i danni materiali e diretti<br />

causati alle apparecchiature elettroniche ad impiego mobile anche all’esterno dell’ubicazione indicata nel modulo di polizza, nonché<br />

durante il trasporto con le relative operazioni di carico e scarico e durante il loro utilizzo entro il territorio dei Paesi dell’Unione<br />

Europea. La garanzia furto, nella fase di trasporto su autoveicoli, opera a condizione che durante qualsiasi sosta o fermata che<br />

comporti l’assenza momentanea dell’autista vengano chiuse a chiave tutte le portiere e gli sportelli dell’autoveicolo”. In questa<br />

clausola, che prevede il risarcimento del danno in caso di furto delle cose trasportate in occasione di qualsiasi sosta o fermata, due<br />

sono gli elementi chiave che, sia sul piano letterale che su quello della ratio della disposizione, rendono evidenti i limiti della garanzia<br />

prestata dalla <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>. Tali elementi sono costituiti dalla frase “nella fase di trasporto” e dalla parola “momentanea” che deve<br />

contrassegnare l’assenza dell’autista.<br />

Le due citate espressioni linguistiche, lette sia singolarmente che, ancor più, nella loro combinazione, riducono ad un ambito più<br />

ristretto di quanto sostiene la Società ricorrente l’operatività della polizza in questione. La prima frase prevede che il furto delle<br />

cose custodite nell’autoveicolo avvenga quando esse sono trasportate, vale a dire nel corso del loro trasferimento da un luogo ad un<br />

altro, non quando il trasporto sia terminato o sospeso per un periodo più o meno lungo e il veicolo venga usato come contenitore a<br />

fini di custodia. Ancora più pregnante e di per sé decisivo è il significato delle parole “assenza momentanea”, dalle quali si desume<br />

chiaramente l’esigenza che la mancata custodia del veicolo da parte dell’autista debba essere di breve durata e si colleghi con gli<br />

impegni lavorativi degli assicurati che comportano spostamenti frequenti recando con sé le apparecchiature per utilizzarle di volta in<br />

volta, ma sempre riducendo la loro omessa custodia alle “soste o fermate” che non si protraggano nel tempo. La finalità della regola in<br />

questione, insomma, è quella di fornire la garanzia quando sia in atto un trasporto durante la normale attività dell’azienda, non anche<br />

nelle pause di sospensione dell’attività stessa, durante le quali l’abbandono non momentaneo del contenitore delle apparecchiature<br />

rende più probabili gli eventi dannosi che lo riguardano e tra essi in particolare il furto, che infatti nel caso in esame si è verificato nel<br />

corso di una sosta prolungata nella notte.<br />

Per le ragioni esposte, il ricorso non può essere accolto. Per questi motivi la Commissione respinge il ricorso.<br />

Torino, 27 settembre 2010 Prof. Gustavo Zagrebelsky<br />

Dott. Silvio Pieri<br />

Dott. Mario Garavelli (estensore)<br />

Come si ricorre alla Commissione<br />

La Commissione di garanzia dell’assicurato è un organismo indipendente cui si possono rivolgere, per far valere i propri diritti, gli<br />

assicurati di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>. È composta da tre illustri giuristi: Gustavo Zagrebelsky, presidente della Commissione, Mario Garavelli e<br />

Silvio Pieri.<br />

Per ricorrere è sufficiente inviare una lettera alla sede della Commissione, in via Arcivescovado 1, Torino (10121), allegando la<br />

documentazione che si ritiene opportuna. La Commissione procede all’istruzione del ricorso e decide nel più breve tempo possibile.<br />

L’assicurato che non condivida la decisione della Commissione è libero di non accettarla, mentre <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è sempre obbligata a<br />

eseguirla. Nei suoi quattordici anni di attività la Commissione ha esaminato e deciso più di ottocento ricorsi, ha affrontato le materie<br />

assicurative più disparate e, oltre alle decisioni in cui ha accolto o respinto le richieste formulate, ha costituito anche uno strumento<br />

di utile conciliazione tra le parti.<br />

Per un completo esame dei casi in cui si può ricorrere si consiglia di consultare il regolamento della Commissione, reperibile al sito<br />

Internet www.realemutua.it<br />

55


UN’AgENZIA, UNA CITTà<br />

Biella, colpita dalla crisi<br />

ma indomita<br />

56<br />

Quando a luglio visitammo Biella fu per noi molto gratificante essere accolti e accompagnati dai due simpatici<br />

agenti della <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong>. Purtroppo uno dei protagonisti, Giovanni Mussone, il 4 settembre ci ha improvvisamente<br />

lasciati, sconfitto dalla malattia che con digintà e coraggio già portava con sé. Questa intervista viene pubblicata<br />

nella sua versione integrale anche per rendere omaggio al nostro “gagliardo cinquantottenne” come l’avevamo<br />

definito, professionista di lungo corso nel settore assicurativo con <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e appassionato uomo di sport.<br />

Nel riquadro finale gli amici del gruppo sciistico del CRAL hanno voluto ricordare le sue grandi doti di campione e<br />

di uomo.<br />

di Leo Giovannelli<br />

I vecchi tabelloni pubblicitari che fiancheggiano la strada,<br />

sbiaditi dal tempo e malfermi per l’incuria, recitano<br />

ancora il leit motiv di “Biella capitale della lana”. Purtroppo<br />

le cose sono cambiate al punto che la città e il circondario<br />

piangono amaramente sotto la spinta di ricordi neppure<br />

Biella, battistero<br />

lontani che rimandano al fulgore di quando la stessa<br />

parola Biella era sinonimo, nel campo tessile, di primato<br />

assoluto al mondo.<br />

Ora si respira un’aria malinconica e rassegnata. Colpisce<br />

come una ferita di pugnale quella sequela di capannoni


Alberto Gamma e Giovanni Mussone con, al centro, lo specialista sviluppo commerciale Francesco Macagno<br />

chiusi, fabbriche dal nome altisonante con i cancelli<br />

sbarrati, ciminiere che non lanciano più fumo. La grande<br />

ex capitale della lana (cinquantamila abitanti appena) è<br />

assopita e non si vedono segnali di risveglio o, meglio, di<br />

industrializzazione alternativa.<br />

“È un guaio”, sostengono gli abitanti, “perché la nostra<br />

vocazione è sempre stata quella dell’industria e dell’alto<br />

livello di qualità. Ora si sta tentando di incanalare lo<br />

sviluppo verso il comparto turistico, in virtù della felice<br />

posizione geografica ai piedi delle montagne e all’imbocco<br />

della pianura padana, così vicina a Torino, Milano, Genova,<br />

alla valle d’Aosta. Ma il problema dei trasporti, ad esempio,<br />

si è fatto ancora più acuto perché il turismo si fonda sugli<br />

spostamenti e le strade, sempre quelle di una volta, ci<br />

tagliano fuori dalle grandi arterie. Della ferrovia, poi, è<br />

meglio non parlare.”<br />

Insomma, un non celato senso di malessere che sfiora il<br />

pessimismo pervade tutto e tutti.<br />

Commentiamo la situazione con i nostri agenti Giovanni<br />

Mussone, un gagliardo cinquantottenne, importante<br />

pedina dell’equipe sciistica aziendale di <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> che<br />

quest’anno ha conquistato il titolo di campione d’Italia, e<br />

Alberto Gamma, trentanovenne di più recente acquisizione,<br />

pacato e professionale come si richiede a un biellese della<br />

buona borghesia.<br />

Facciamo con lui un giro per la città per inquadrare<br />

sommariamente, attraverso scorci e monumenti,<br />

la storica architettura che ancora domina sovrana:<br />

UN’AgENZIA, UNA CITTà<br />

ottocenteschi palazzi patrizi e borghesi, testimoni di un<br />

passato rigoglioso, abbracciano il piccolo nucleo storico<br />

centrale; intorno al quale, intervallati da strutture sociali<br />

efficienti, nuovi moderni quartieri, gradevoli e funzionali,<br />

arricchiscono anziché deturpare lo skyline cittadino.<br />

“Tutto vero”, commenta Gamma. “La città è bella, magnifici<br />

il paesaggio e i dintorni ma ciò non basta a nascondere<br />

il nostro stato di profondo disagio sociale ed economico.<br />

Una specie di stordimento ci paralizza. Non abbiamo santi<br />

in paradiso, abbiamo sempre fatto tutto da soli, sgobbando<br />

senza risparmio ed è per questo che fino a pochi anni fa<br />

eravamo in testa alle classifiche nazionali per reddito e<br />

per qualità della vita: un dato che veniva sventolato come<br />

forte motivo d’orgoglio per tutto il Piemonte… Ora siamo<br />

scesi di molto e per noi, abituati al benessere, è più faticoso<br />

che per altri reagire.”<br />

Intanto visitiamo pregevoli monumenti romanici quali il<br />

Battistero (inizio sec. XI), il campanile di santo Stefano, il<br />

Duomo (sec. XIV) e la chiesa di san Sebastiano riccamente<br />

decorata e considerata uno dei più interessanti edifici<br />

rinascimentali del Piemonte. Sulla collina, a ovest della<br />

città, c’è Biella Piazzo, un borgo signorile fondato nel<br />

1160 e quasi interamente recuperato, che presenta una<br />

successione di portici e palazzi nobiliari fra i quali Palazzo<br />

Lamarmora e Palazzo Cisterna. Una suggestiva funicolare<br />

collega la città bassa a Biella Piazzo dove, soprattutto di<br />

sera, si ritrovano giovani e famiglie in cerca di frescura e<br />

di colorita baldoria sulle piazzette ai tavoli dei caffè.<br />

57


UN’AgENZIA, UNA CITTà<br />

L’interno dell’agenzia<br />

Un discorso particolare meriterebbe il territorio del<br />

biellese nel suo insieme, caratterizzato da località di<br />

grande richiamo religioso (il grandioso santuario di<br />

Oropa, quello di Graglia e altri) e turistico, come il parco<br />

della Burcina ricco dei più bei fiori di montagna, nonché<br />

dalle testimonianze della industrializzazione tessile,<br />

soprattutto lungo il torrente Cervo, con bellissimi esempi<br />

di archeologia industriale. Ovviamente il comparto tessile<br />

è quello che ha maggiormente caratterizzato l’economia<br />

ma qualche altro settore, a volte complementare, ha avuto<br />

i suoi momenti di successo: ricordiamo, ad esempio, la<br />

grande azienda di trasporti Avandero, ora assorbita dalla<br />

Saima, e (incredibile!) quello della birra che ha tuttora nella<br />

ditta Menabrea, col suo prestigioso mercato di nicchia, un<br />

motivo di orgoglio di rilevanza internazionale.<br />

Il territorio del circondario, inoltre, conserva veri e<br />

Gli agenti di Biella con i loro collaboratori<br />

58<br />

propri gioielli architettonici. Ne citiamo almeno uno per<br />

soddisfare la curiosità dei lettori: il famoso Ricetto di<br />

Candelo, piccolo borgo medievale racchiuso da mura, che<br />

con i suoi circa duecento edifici costituì in passato rifugio<br />

per le popolazioni in tempo di guerre e luogo di cantina<br />

e deposito in tempo di pace. Ora vi si rivivono le gesta<br />

di antichi artigiani che rinnovano mestieri scomparsi,<br />

tra decorazioni artistiche, iniziative ed eventi culturali di<br />

notevole attrazione. Per rimanere nelle sfere del prestigio<br />

citiamo il famoso Golf Club Le Betulle, classificato per<br />

l’ennesima volta come uno dei migliori campi d’Italia. Se<br />

lo dice Alberto Gamma, golfista dall’handicap invidiabile,<br />

gli si deve credere.<br />

Si direbbe comunque che la ricchezza non sia scomparsa<br />

da Biella…<br />

“No, non è scomparsa: è nascosta!”, puntualizza Gamma. “È<br />

superfluo ricordare che qui ha sede la prima banca privata<br />

italiana tuttora appartenente a una famiglia, quella dei<br />

Sella. Insomma gente col fieno in cascina ce n’è tanta ma<br />

manca la voglia di intraprendere. Così aumenta il divario<br />

tra le classi: chi stava già bene sta addirittura meglio,<br />

chi stava male sta invece peggio e la classe media deve<br />

tirare la cinghia come non ha mai fatto. Questo esigerà un<br />

ripensamento dell’intero sistema sociale. Impresa titanica<br />

della quale non si conoscono né i tempi né i risultati.”<br />

Dei prestigiosi marchi che davano lustro all’industria<br />

biellese quanti ne restano ancora in vita?<br />

“Mi verrebbe da dire: nessuno! Se torno ai ricordi della mia<br />

infanzia mi viene in mente innanzitutto la Fila, sponsor<br />

dei più grandi campioni, quali il tennista Borg, il cui rivale,


Gerulaitis, era sponsorizzato dalla Maggia. Ebbene, sono<br />

due marchi scomparsi. Poi c’era il marchio Nino Cerruti, il<br />

cui lanificio esiste ancora, ma senza la visibilità dei tempi<br />

d’oro. Avevamo la Zegna, ormai delocalizzata all’estero,<br />

la Guabello, la Fratelli Tallia Delfino, entrambe assorbite<br />

dalla Marzotto che ne ha messo in disparte il marchio.<br />

C’è ancora Loro Piana, ma è prevalentemente insediato<br />

a Borgosesia… Qui nel biellese c’erano centosettanta<br />

filature; ne sono rimaste diciannove. Insomma la grande<br />

moria di aziende ha generato disoccupazione e soprattutto<br />

preoccupazione. Dal Duemila a oggi migliaia e migliaia di<br />

posti di lavoro sono andati in fumo.”<br />

Ma poniamo adesso attenzione alla nostra struttura<br />

agenziale che si presenta accogliente e luminosa nei locali<br />

da poco rinnovati. A Biella la <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> è insediata fin<br />

dal 1836, come dimostrano alcune polizze dell’epoca<br />

incorniciate alle pareti come trofei.<br />

Gli attuali agenti hanno fondato la società che dal<br />

1° marzo 2008 regge l’agenzia, quella che nel 1997<br />

Giovanni Mussone, dopo cinque anni di tirocinio, aveva<br />

rilevato da Piero Mericci il quale a sua volta l’aveva<br />

retta per oltre trent’anni. A un certo momento Mussone<br />

ha avvertito il bisogno di essere affiancato da una forza<br />

nuova, professionale, e così è arrivato Alberto Gamma,<br />

proveniente da un’altra compagnia.<br />

Quanto risente il fatturato dell’agenzia di questa difficile<br />

crisi generale in atto?<br />

“Mi piace dire che finora i nostri esercizi hanno chiuso<br />

sempre con segno positivo”, dice Gamma. “È stato fatto un<br />

buon lavoro di trasferimento di portafoglio e nel frattempo<br />

abbiamo saputo mantenere le posizioni con la nostra<br />

clientela storica senza perdere nessuno. Ciò significa che<br />

abbiamo un’ottima fidelizzazione.”<br />

A che cosa attribuite questo importante valore?<br />

“Al prestigio del marchio <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> e al rapporto<br />

fiduciario tra le persone. Sembra una risposta ovvia,<br />

scontata, ma prendetela come assolutamente vera”,<br />

dichiara Mussone. “Abbiamo anche voluto investire nella<br />

struttura per dimostrare alla città, non soltanto alla<br />

clientela, che mentre altre agenzie, per effetto della crisi,<br />

si stanno richiudendo su se stesse, noi procediamo spediti<br />

e fiduciosi.”<br />

Com’è composto il vostro organico operativo?<br />

“Due collaboratori professionisti e quattro impiegati.<br />

Tutto qui. Non abbiamo subagenzie pur essendo il nostro<br />

territorio esteso su due terzi della provincia di Biella.”<br />

Come è composto il vostro portafoglio?<br />

“Principalmente è indirizzato verso la famiglia; infatti<br />

il mercato assicurativo dell’industria è ridotto all’osso.<br />

Tuttavia qui la cultura assicurativa è abbastanza radicata<br />

e solo l’impellenza delle necessità può portare alla<br />

rinuncia, da parte dell’assicurato, a stipulare o rinnovare<br />

Biella e le sue montagne<br />

Biella, piazza Cisterna<br />

L’esterno del ricetto di Candelo<br />

Biella Piazzo, torre<br />

59


UN’AgENZIA, UNA CITTà<br />

la polizza. Il cittadino biellese è un pragmatico, sa far bene<br />

i conti e anche nel tagliare il superfluo sa comportarsi<br />

di conseguenza. Certo è che l’assicurazione non è<br />

considerata una frivolezza, una cosa superflua”.<br />

Data la situazione generale è positivo il fatto che l’agenzia<br />

possa vantare una sana clientela di livello medio-alto.<br />

Questo per il momento appare sufficiente a ripararla dagli<br />

scossoni della crisi poiché non è ancora giunta la fine del<br />

mondo e occorre guardare avanti anche quando il cielo non<br />

è terso. A Biella non esiste lavoro sommerso; ciò significa<br />

che quando ci sarà la ripresa potrà ripartire l’intera<br />

economia soprattutto per il fatto che le risorse finanziarie<br />

non mancano e verranno sicuramente indirizzate non<br />

soltanto verso il tradizionale comparto tessile ma piuttosto<br />

verso nuovi settori tecnologici alla portata dell’ingegno e<br />

dell’impegno dell’operosa gente biellese.<br />

60<br />

Addio Nanni,<br />

straordinario campione<br />

Lo scorso 4 settembre si è spento all’età di cinquanttotto<br />

anni Nanni Mussone, agente <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> di Biella.<br />

Chi lo ha conosciuto ha sicuramente avuto modo di apprezzare<br />

le sue qualità umane e professionali.<br />

Il gruppo sportivo del C.R.A.L. <strong>Reale</strong> <strong>Mutua</strong> ha avuto la<br />

fortuna di conoscerlo e di apprezzarlo come campione di sci,<br />

uno sport che ha amato tantissimo e che tanto ha dato a lui<br />

e a tutti noi.<br />

Lo ricordiamo grintoso e sempre vincente, ma anche spiritoso<br />

e simpatico con tutti, stimato anche dagli antagonisti nelle<br />

competizioni.<br />

Ci rimarrà per sempre impressa la sua ultima seconda manche<br />

nel campionato italiano assicuratori al Passo del Tonale a<br />

marzo di quest’anno. Era al cancelletto di partenza sapendo<br />

di avere un discreto ritardo da recuperare per assicurarsi<br />

l’ennesima vittoria e non era affatto in forma fisicamente. Noi<br />

tutti ci prodigavamo a rassicurarlo di stare sereno e badare<br />

semplicemente ad arrivare al traguardo senza rischiare.<br />

Lui ci hai guardati negli occhi e ci ha serenamente detto che<br />

sarebbe sceso lucido e tranquillo sui pali, come sapeva ben fare. Ha vinto anche questa ultima sfida agonistica da<br />

grade campione regalandoci la prima vittoria assoluta del trofeo e insegnandoci che nello sport, come nella vita,<br />

non contano solo le gambe e la testa, ma sopratutto un gran cuore.<br />

Grazie, Nanni.


il nostro gruppo


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