METaLLiCi - Fulvio Biancatelli Architetto

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METaLLiCi - Fulvio Biancatelli Architetto

Catalogo IO colore.completo:Progetto1 07/03/2010 14.09 Pagina 5

Nel lavoro di Biancatelli, e in quasi tutta l'arte contemporanea, si

nota una sorta di apologia del “frammento” poiché abbiamo perso

l'idea dell’“intero” attraverso cui ci riconoscevamo

abbracciandone i limiti nei quali era circoscritto.

Visione, questa, che è propria del passato (fino al secolo scorso)

e che oggi ci è stata tolta dall'incommensurabile grandezza del

mediatico “villaggio globale” che, volenti o nolenti, universalmente

abitiamo. Non potendo riconoscersi in grandezze uscenti dai

nostri limiti percettivo-sensoriali nasce allora il culto, l'amore

infinito per il piccolo, il micro, per ciò che in fondo è più simile al

nostro “esserci” nel mondo.

Particolarmente efficaci sono anche le opere intitolate “Vitrei”,

elementi composti da schegge di cristallo tratte da frantumi di

parabrezza d'auto, impastate con collante e ad accesi colori

d'anilina, per essere poi racchiuse in cornice di brunita lamiera

(per affissioni).

Anche qui si struttura una caleidoscopica visione che riflette un

micro-universo dove “... come i cristalli di salgemma trapassati

dalla luce rossa di una candela accesa , così le schegge di vetro

temperato accendono luci ed ombre sinistre dall'umore vitreo...”,

suggerisce ancora Biancatelli riferendosi a queste opere dove

sovente, dietro il lavoro è posta una fonte di luce che mette in

risalto proiezioni cromatiche violente, capaci d'irradiarsi

magicamente nello spazio circostante.

Si architetta allora una possibilità di muoversi con la materiacolore

in modo topologico con una intensità di senso in cui mente

e corpo trovano un'intima, vibrante unità.

Miriam Cristaldi

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