Parrocchia di Ligornetto

parrocchialigornetto.ch

Parrocchia di Ligornetto

Monte San Giorgio (Meride)

Ligornetto

Giugno • Luglio • Agosto 2012


Ligornetto

Orario Sante Messe

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Giugno • Luglio • Agosto 2012

Festivo sabato e vigilie ore 17.30

domenica e feste ore 10.00

Feriale lunedì, mercoledì e venerdì ore 7.00

martedì e giovedì ore 17.30

Sante Confessioni ordinarie

Sabato e vigilie di festa ore 16.30

Parrocchia di S. Lorenzo Martire

Don Felice Falco Cantun Sota 9

Telefono 091 647 12 66

E-mail donfelice@bluewin.ch

Sito web www.ligornetto.ch/parrocchia

Beneficenza

Conto corrente postale

65-260312-1 «Parrocchia San Lorenzo»


Ligornetto

Estate

Dopo il duro lavoro, dopo lo studio faticoso,

ecco l’estate con le sue vacanze

a ritemprare il corpo e lo spirito.

Un tempo per cambiare aria. Un tempo

per cercare Dio.

Racconta un missionario:

“Lungo il fiume Congo, nei 365 chilometri

da Matadi a Leopoldville, al tempo

dei trasporti. Nonostante l’allenamento,

i neri della carovana si fermavano

a volte col fiato mozzo, deponevano

il carico dalla testa e al bianco che si

meravigliava della sosta imprevista dicevano:

«Abbiamo corso troppo veloci.

Ora attendiamo che la nostra anima ci

raggiunga». Se anche noi sapessimo

fare come loro, saremmo più felici e più

forti!”.

Fermarsi, perché l’anima ci raggiunga!

Rimettere al suo posto legittimo

ed armonioso, nel corpo, l’anima che

minaccia di allontanarsi: ecco lo scopo

delle vacanze.

Per raggiungere questo scopo in pienezza,

l’uomo deve passare per quattro

fasi, la cui lunghezza può variare, ma

non l’ordine.

1. Il sonno. Si tratta di ricuperare, di di-

Giugno • Luglio • Agosto 2012

stendere i nervi nella spensieratezza

massima, al regime di sane letture.

2. Il corpo. Riposarsi, perché i muscoli

hanno bisogno di agire, ma nella

gioia. Ci si fa un programma (nuoto,

camminate, sport…) dove il corpo

espande le forze ringiovanite.

3. Apertura agli altri. L’uomo disteso

e fortificato può nuovamente fare attenzione

agli altri: guarda i suoi vicini,

lega nuove relazioni.

4. L’anima. Ritrovato l’equilibrio e ridivenuto

amico, l’uomo ritorna alle

sorgenti: riscopre la lettura sostanziale,

la musica, la bellezza interiore,

il dialogo con Dio.

Tutti hanno bisogno di una gioia totale

e per raggiungerla si deve ascoltare

Gesù che invita gli apostoli a riposarsi

con lui (cfr. Mc 6, 31).

E allora, ai piccoli e ai grandi, auguri di

buone vacanze! Ma veramente BUO-

NE, con l’anima in grazia e sempre vicini

al Signore.

Il vostro Priore

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Ligornetto

Calendario parrocchiale

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Giugno • Luglio • Agosto 2012

Giovedì 7 giugno Corpus Domini

Iniziano le Ss. Quarantore con la solenne esposizione

del Santissimo Sacramento

Ore 10.00 S. Messa festiva

Ore 14.00-20.00 Adorazione eucaristica

Venerdì 8 giugno Ore 7.00 S. Messa feriale

Ore 14.00-20.00 Adorazione eucaristica

Sabato 9 giugno Ore 14.00-17.00 Adorazione eucaristica

Ore 17.30 S. Messa prefestiva

Domenica 10 giugno X Domenica del tempo ordinario

Ore 10.00 S. Messa festiva seguita dalla solenne

processione eucaristica

Venerdì 29 giugno Santi apostoli Pietro e Paolo

Ore 10.00 S. Messa solenne (prefestiva il giovedì alle

ore 17.30)

Sabato 14 luglio Ore 17.30 S. Messa prefestiva celebrata alla Grotta

nel ricordo dell’ultima apparizione a Lourdes

Mercoledì 1° agosto Natale della patria

Ore 10.00 S. Messa col canto del Salmo svizzero

Domenica 12 agosto Festa patronale di San Lorenzo martire

Ore 10.00 S. Messa solenne

Mercoledì 15 agosto Assunzione della B. V. Maria

Ore 10.00 S. Messa solenne in San Giuseppe (prefestiva

il martedì alle ore 17.30 alla Grotta)

Giovedì 16 agosto San Rocco

Ore 20.00 Momento di preghiera davanti al mosaico

in via Colombara

Domenica 26 agosto Pellegrinaggio al Castelletto di Melano

Ore 15.00 Rosario in Santuario

Ore 15.30 S. Messa

Lunedì 3 settembre Primo giorno di scuola

Ore 08.00 S. Messa per scolari e docenti


Ligornetto

Il nuovo candelabro pasquale

Realizzato in bronzo dal maestro Marco

Piffaretti e donato alla nostra chiesa

parrocchiale da benefattori che desiderano

restare anonimi, il nuovo candelabro

per il cero pasquale è una vera opera

d’arte.

Giugno • Luglio • Agosto 2012

Così ce lo descrive l’artista:

“Il nuovo candeliere vuole infondere sicurezza

e trasmettere un senso di solidità.

Le basi poggiano infatti solidamente

a terra, senza però dimenticare di elevare

le proprie forme verso

l’alto.

La base è triangolare e

tale figura geometrica

richiama il concetto della

perfezione: è una forma

chiusa con il numero

minimo di lati e il tutto è

ridotto alla più semplice

essenzialità. I tre lati del

candeliere si sviluppano

in verticale, si sfiorano in

altezza e poi si incrociano,

accarezzandosi e formando

spazi vuoti (che

richiamano le forme e i

ritmi delle balaustre della

nostra chiesa) attraverso i

quali filtra la luce.

Una luce che vuole essere

speranza e fiamma

della vita. I lati massicci

in bronzo, invece, danno

origine a trasparenze che

invitano il fedele a guardare

oltre, al didi ciò

gli occhi possono vedere.”

Ringraziamo di vero cuore

per il dono di questo

nuovo arredo liturgico

che rimarrà alle generazioni

future come segno

del nostro tempo e della

nostra fede.

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Ligornetto

Pellegrina tra noi

Dalla domenica 5 febbraio alla domenica

12 febbraio il Vicariato del Mendrisiotto

ha ospitato la statua lignea della

Madonna del Sasso presso la chiesa parrocchiale

di Mendrisio

Nel Mendrisiotto, primo vicariato visitato,

quasi 8 mila fedeli hanno reso omaggio

a Maria. Davanti a questa attenzione

di tante persone comuni, che si è ripetuta

nelle settimane successive anche

negli altri vicariati, si scopre un cuore

mariano del Ticino e un grande bisogno

di Dio.

Don Angelo Crivelli, arciprete di Mendrisio,

ha definito i giorni della visita

della Madonna pellegrina come “un

ritiro spirituale di una settimana offerto

a tutti” e “un’occasione per riscoprire

la comunione tra la gente del vicariato”.

Certamente sono state giornate che raccontano

nuovamente quanto la fede sia

veramente “ancora” un caso serio per

tantissime persone in Ticino. Un riconoscimento

alla missione e al ruolo della

Chiesa ticinese nella nostra società.

L’occasione della presenza della statua

della Madonna del Sasso nei vicariati

della diocesi è data dalla conclusione

dei lavori di restauro interni del Santuario

della Madonna del Sasso, iniziati il

15 giugno 2009. Prima della riapertu-

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Giugno • Luglio • Agosto 2012

ra solenne, avvenuta nei giorni 24 e 25

marzo, il Vescovo di Lugano mons. Pier

Giacomo Grampa ha desiderato sottolineare

l’eccezionalità dell’evento proponendo

una nuova “Peregrinatio Mariae”

dal titolo “Verso la Pasqua con Maria”. È

stato un cammino quaresimale del tutto

speciale, concentrato sulla persona di

Maria e sul suo ruolo nella storia della

salvezza.

La domenica 25 marzo l’effigie della Vergine

è tornata al suo posto originale e il

Santuario continua ad essere nuovamente

meta di preghiera e pellegrinaggi.


Ligornetto

Giugno • Luglio • Agosto 2012

Il pensiero del Laico Fuorigioco

Provocazioni e…

La vita di Gesù Cristo è qualcosa di

eccezionale: non solo ci mette soltanto

tre anni a cambiare il mondo, ma ci

offre degli esempi che vanno ben oltre

il tempo in cui è vissuto. Già il suo primo

miracolo ha lasciato (e lascia ancora?)

perplessi: perché ha voluto cambiare

l’acqua in ottimo vino per cui… sarebbe

stato un vero peccato non berlo con

il pericolo di una sbronza collettiva con

conseguenza di schiamazzi notturni

forse, allora, non ancora proibiti (Gv 2,

1-13).

Proverbiali le sue invettive contro gli

scribi e i farisei, che erano poi quelli che

menavano il torrone in fatto di religione,

o il suo furore sdegnoso nei confronti

di coloro che nel tempio vendevano e

compravano colombe (oggi forse sostituite

da ceri e paccottiglia varia, ma aldifuori)

(Mt 23, 13-35; 21, 12-17).

Il suo discutere al pozzo di Sicar con una

donna samaritana di facili costumi. Il che

meraviglia gli apostoli, che avrebbero

voluto dirgli: “Perché parli con lei?” (Gv

4, 5-42). O il suo lasciarsi amare da Maria

di Magdala, peccatrice nota in tutta la

città, cui vengono rimessi i peccati “poiché

ha molto amato” (Lc 7, 36-50).

Se questi fatti sono più che comprensibili,

alcune parabole ci fanno pensare. Il

pastore che lascia novantanove pecorelle

nel deserto per andare a cercare quella

che si era persa. E quando la ritrova fa

festa con gli amici (Lc 15, 4-7). Per fortuna

le altre pecore, essendo pecore, non

dicono niente.

Lo stesso vale anche per il figliol prodigo.

Come avrebbe fatto il figlio maggiore

a non arrabbiarsi con il padre per

il banchetto preparato per quello scape-

strato di fratello che, dopo aver gozzovigliato

con amici e escorts, torna a casa,

forse pentito dei suoi trascorsi? (Lc 15,

11-32). Sì, d’accordo, il figlio più in difficoltà

lo si ama di più. Però…

E la parabola dei talenti? I due trafficoni

(bancari? banchieri? imprenditori poco

scrupolosi?) si son dati da fare e hanno

raddoppiato il capitale. Invece quel

povero diavolo che aveva ricevuto solo

un talento e l’aveva tenuto nascosto

sotterra (fosse anche sotto il materasso,

ai giorni nostri chi si fida più?) viene

rimproverato per non aver portato il suo

denaro ai banchieri per poi ritirarlo con

l’interesse (Mt 25, 14-30).

Un’ulteriore parabola che lascia perplessi:

la ricompensa data ai vignaioli dell’ultima

ora uguale a quella data ai vignaioli

della prima ora (Mt 20, 1-16). Se all’epoca

ci fossero stati i sindacati, sarebbero

senz’altro intervenuti magari proclamando

uno sciopero generale contro l’ingiustizia

dei padroni.

Le risposte a queste perplessità si trovano

nei Vangeli citati. E soprattutto nell’amore

infinito del nostro Padre.

Pro – vocazioni

La scarsità di sacerdoti nella Chiesa cattolica

è veramente preoccupante. Se

prima ogni parrocchia aveva il suo prete

(curato, priore o monsignore che sia),

andando avanti di questo passo tra non

molto avremo un parroco ogni quanti

cattolici? 5 mila? 10 mila? Di più? È quindi

più che normale che si preghi per le

vocazioni, nella speranza che il Signore

mandi nella sua vigna nuovi operai (o

magari anche operaie, visto che nella

sua vita terrena ha dato ascolto anche

alle donne).

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Ligornetto

I parrocchiani interrogano

Perché le chiamate “Quarantore”

se durano in tutto sì e no 15 ore?

Mi piacciono le domande provocatorie,

perché sono una reazione a situazioni

poco chiare o poco convincenti.

Se andiamo a vedere l’istruzione della

Sacra Congregazione dei Riti sul culto

del mistero eucaristico (“Eucharisticum

Mysterium”) del 1967, che fa ancora

legge in materia, non usa la parola

“Quarantore”, ma l’espressione “Esposizione

solenne”.

Sembra cosa da niente, eppure anche

questo particolare risponde ad un criterio

validissimo che guida tutta la riforma

liturgica postconciliare: la verità. Perché

chiamare Quarantore un’esposizione

del Santissimo che adesso, come giustamente

mi si fa notare, dura sì e no quindici

ore?

Quando nacquero, le Quarantore erano

davvero quaranta: per onorare Gesù Cristo

durante le quaranta ore in cui giacque

morto nel sepolcro di Gerusalemme

(si contava così, un po’ all’ingrosso:

nove ore il venerdì, ventiquattro il sabato

e sette la domenica). Infatti, questa

devozione ebbe all’inizio, verso il 1200,

un carattere piuttosto “lugubre” e l’Ostia

consacrata veniva nascosta in apposito

altare sotto forma di sepolcro: e lo

si faceva appunto negli ultimi tre giorni

della Settimana Santa.

Le Quarantore furono poi rielaborate

su altra base, e fuori dalla Settimana

Santa, verso la metà del secolo XVI, per

iniziativa specialmente di S. Antonio

Maria Zaccaria, fondatore dei Barnabiti.

S. Carlo prescrisse le Quarantore a

tutte le chiese della sua diocesi: esse si

diffusero via via, fin che il papa Urbano

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Giugno • Luglio • Agosto 2012

VIII (1633) le estese a tutto il mondo.

Ma col passare degli anni il rito dell’esposizione

continuata di quaranta ore

(che comprendeva evidentemente

anche la notte) venne abbandonato: le

ore di adorazione cominciarono a scendere

di numero e così il nome Quarantore

divenne una “bugia”…

Non importa: il bisogno dell’adorazione

davanti al Santissimo esposto rimane.

Non si faccia più il conto delle ore e dei

minuti, ma si preghi quanto più si può.

Il triduo eucaristico (che culmina con la

solenne processione del Corpus Domini)

è un’occasione, un invito. Diventi,

per tutti (anche per chi mi ha posto la

domanda) un impegno.

Oggi la Chiesa tollera coloro

che vengono a Messa smanicati

o scollati?

Faccio notare all’interrogante che a questa

domanda avevo già risposto sull’ultimo

bollettino, pubblicando il piccolo

galateo liturgico diffuso da alcune diocesi

italiane, dove viene ribadito che

“certi modi di vestire non sono consoni

al tempio dello Spirito Santo che

è il tuo corpo (cfr. 1 Cor 6,19) e alla

casa di Dio dove sei entrato. In ogni

caso distingui l’abbigliamento adatto

per la chiesa da quello per i giardini

pubblici o per la spiaggia”.

Visto comunque l’arrivo della stagione

estiva, è auspicabile che venga osservato

quel minimo di decenza per partecipare

alla celebrazione eucaristica. È un

segno di rispetto per il Signore, per gli

altri e, non da ultimo, per noi stessi.


Ligornetto

Oratorio

L’incontro con Marco Lavizzari

Mercoledì 25 gennaio, con la partecipazione

di un folto pubblico di bambini

accompagnati anche da qualche

genitore, Marco Lavizzari, papà cieco

di 6 figli accompagnato dal suo caneguida

Lasco, ci ha raccontato e mostrato

con esempi concreti come si svolge

la sua giornata e come si può vivere

normalmente anche senza un senso

così importante come la vista.

Marco ci ha mostrato cose a volte

incredibili e per niente evidenti come:

tagliare la carne e versare un bicchiere

d’acqua, memorizzare il locale dove

si trova per potersi muovere tranquillamente

senza problemi, leggere in

“braille” e scrivere con il computer,

rispondere e scrivere messaggi con il

cellulare, i vari trucchi su come capire

com’è fatta la persona che si ha davanti,

su come salire e scendere le scale,

attraversare la strada, recarsi all’ufficio

postale, ecc. e perfino come sciare

e andare in bicicletta! Marco ci ha

Giugno • Luglio • Agosto 2012

mostrato quanto sa fare Lasco, vero

braccio destro per il suo vivere quotidiano.

I bambini erano incantati, meravigliati,

e non solo loro, anche noi adulti!

Marco con la sua tenacia, la sua forza

di volontà e la sua gioia di vivere, ci ha

regalato un pomeriggio di grandi emozioni

che terremo impresse per sempre

nel nostro cuore con infinito affetto.

Dobbiamo ringraziare la signora Micaela

Rossi di Arogno che ci ha fatto

conoscere questa persona straordinaria

e molto disponibile, proponendoci

un magnifico pomeriggio.

Marco ci ha dato la sua completa

disponibilità per un eventuale altro

incontro e noi stiamo già pensando a

una merenda al buio… naturalmente

con le doverose “istruzioni”!

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Ligornetto

Interviste di Nina Gerosa

Un mercoledì pomeriggio ho intervistato

i nostri bambini che frequentano

l’oratorio porgendo loro le seguenti

domande:

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Chiara Basso 1 a : sì, sì. Da tanto.

Agata Pollini 2 a : sì, quasi sempre. Dall’asilo.

Alessia Gallina 2 a : sì, sì. Da tanto, dalla prima elementare.

Caterina Bernasconi 2 a : sì, quasi sempre. Abbastanza.

Federica Coroneo 2 a : sì, quasi sempre. Dalla prima elementare.

Teresa Cantoni 3 a : sì, quasi sempre. Da un anno.

Allison Lorenzon 4 a : sì, sì. Da tanto.

Caterina Pollini 4 a : sì molto! Sì!! Dalla prima elementare.

Chiara Cattaneo 4 a : sì, sì. Da tanto.

Giada Facchinetti 4 a : sì! Sì!!!! Da quattro anni!

Livia Ajala 4 a : sì molto! No, ma sarebbe bello! Dalla 2 a /3 a elementare.

Gaia Fontana 5 a : sì moltissimo. Sì. Dalla prima elementare.

Vieni per poter incontrare i tuoi amici e giocare con loro? O vieni per giocare,

ma senza i tuoi amici perché tanto sai che ci sono molti altri bambini che conosci?

Lo consiglieresti ai tuoi compagni che non vengono?

Chiara Basso 1a : per giocare con tutti. Sì.

Agata Pollini 2a : perché ci sono le mie amiche. Sì.

Alessia Gallina 2a : tutte e due. Sì.

Caterina Bernasconi 2a : perché ci sono le mie amiche. Sì.

Federica Coroneo 2a : perché ci sono le mie amiche. Sì.

Teresa Cantoni 3a : entrambi. Sì.

Allison Lorenzon 4a : perché ci sono le mie amiche. Sì.

Caterina Pollini 4a : con i miei amici. Sì.

Chiara Cattaneo 4a : con i miei amici. Sì.

Giada Facchinetti 4a : con gli amici! Sicuramente!

Livia Ajala 4a : vengo con i miei amici. Sì.

Gaia Fontana 5a : per giocare con tutti. Sì.

Qual è l’attività che ti piace di più?

Chiara Basso 1a : lavoretti.

Agata Pollini 2a : lavoretti.

Alessia Gallina 2a : giocare.

Caterina Bernasconi 2a : lavoretti.

Federica Coroneo 2a : lavoretti.

Teresa Cantoni 3a : giocare.

Allison Lorenzon 4a : “ciugnare”!

TI PIACE VENIRE ALL’ORATORIO?

CI VIENI TUTTI I MERCOLEDÌ?

DA QUANTO TEMPO?


Ligornetto

Caterina Pollini 4 a : “ciugnare” e giocare!

Chiara Cattaneo 4 a : “ciugnare”!

Giada Facchinetti 4 a : lavoretti e gioco con gli amici.

Livia Ajala 4 a : giocare.

Gaia Fontana 5 a : “ciugnare”!

Giugno • Luglio • Agosto 2012

Hai qualcosa di particolare da proporre alle animatrici? C’è qualcosa che non ti

piace o qualcosa che vorresti ci fosse?

Chiara Basso 1a : no. Più giochi.

Agata Pollini 2a : no. Un cavallo.

Alessia Gallina 2a : no. Niente!

Caterina Bernasconi 2a : no. Un cane.

Federica Coroneo 2a : no. La sala giochi.

Teresa Cantoni 3a : no. Il bigliardo.

Allison Lorenzon 4a : no. Niente!

Caterina Pollini 4a : no. Una scuderia.

Chiara Cattaneo 4a : no. Niente!

Giada Facchinetti 4a : sì, organizzare giochi di gruppo. Il gioco delle bocce.

Livia Ajala 4a : no. Niente!

Gaia Fontana 5a : no. Il bowling.

Naturalmente non tutti hanno aderito a questa intervista, soprattutto i maschi!

Ringrazio comunque le bimbe per le preziose proposte e critiche che terremo in considerazione

per il futuro. Le ringrazio anche per la loro disponibilità e il loro impegno!

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Ligornetto

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Giugno • Luglio • Agosto 2012

Gli errori nella preghiera Il profeta del vento

Uno dei più consueti errori nel modo di

pregare è la superficialità, per esempio

quando tramite la preghiera si chiedono

cose frivole, quali la ricchezza o

il successo, o quando, pur chiedendo

cose buone, come la salute propria o

di qualcuno, si scambia la preghiera

per una bacchetta magica che intende

porre Dio al servizio dei nostri desideri,

quasi come se Egli non fosse il Signore,

ma “il genio della lampada” a cui chiedere

ciò che più piace, dimenticando

che i disegni di Dio sono ben più alti e

diversi dai nostri. L’apostolo Giacomo

ci mette in guardia da questo atteggiamento

scrivendo: “Voi chiedete e

non ottenete, perché chiedete male,

per soddisfare i vostri piaceri” (Gc 4,3).

Un altro errore frequente è quello della

presunzione, cioè pretendere di essere

esauditi senza merito, o esigere grazie

troppo alte, come missioni soprannaturali

o doni mistici, dimenticando che

non si è degni o all’altezza di riceverli.

Alla madre di Giovanni e Giacomo

la quale chiedeva per i suoi figli un

...posto d’onore accanto a Gesù, questi

risponde: “Non sapete quello che

chiedete; potete voi bere il calice che

io sto per bere?” (Mt 20,20s). La presunzione

può diventare perfino arroganza

quando nella preghiera ci si mette

davanti agli altri, come nella parabola

del fariseo e del pubblicano, in cui il

fariseo vantava davanti a tutti, nel tempio,

i propri meriti: “O Dio, ti ringrazio

che non sono come gli altri uomini,

ladri, ingiusti, adulteri... Digiuno due

volte alla settimana e pago la decima

di quanto possiedo”. Osa perfino fare

confronti con i presenti: “Non sono

come questo pubblicano...”, mentre di

quest’ultimo, che pregava con umiltà,

Gesù dice: “Questi tornò a casa giustificato,

a differenza dell’altro, perché

chi si esalta sarà umiliato, e chi si umilia

sarà esaltato” (Lc 18,9s). Un altro errore

indicato da Gesù è l’esibizione: “Quando

pregate non siate come gli ipocriti,

che amano stare ritti nelle sinagoghe o

negli angoli delle piazze per farsi vedere

dagli uomini. In verità vi dico che essi

hanno già ricevuto la loro ricompensa”

(Mt 6,5s). Oggigiorno è più facile incontrare

il peccato opposto: vergognarsi

di essere visti mentre si prega o si fa un

segno di croce. Ma non manca chi, per

raccogliere voti o consensi, si mostra

alle telecamere in prima fila durante

una messa, o un funerale, o un’udienza

dal Papa. Gesù stesso, quando pregava,

sceglieva luoghi appartati o il

silenzio della notte. La preghiera esige

attenzione e raccoglimento. Se questo

non avviene, un altro dei pericoli è la

dissipazione. Gesù diceva: “Quando

preghi, entra nella tua casa, chiudi l’uscio

e prega il Padre tuo che è presente

nel segreto, e il Padre tuo che vede

nel segreto ti ricompenserà” (Mt 6,6s).

Questa concentrazione nelle cose divine

non significa fare per forza il vuoto

mentale, magari ricorrendo a tecniche

orientali che a tutti i costi cercano di

controllare il corpo, il respiro o perfino

il pensiero. Non è necessario attingere

dallo yoga o dal buddismo come certi

cristiani che davanti a una parete bianca

cercano di fare il vuoto dentro di sé.

Se su quella parete c’è un crocifisso e

se, più che il vuoto, si cerca la pienezza

di Dio, la preghiera è più efficace perché

viene realizzata non con le nostre

armi, ma con quelle del Signore. Un


Ligornetto

altro pericolo è l’insicurezza, quando

si prega con l’amara sensazione che

Dio forse non sente o non ci considera.

Gesù ci insegna ad avere fede ferma,

a chiedere con fiducia: se chiediamo

nella disposizione giusta e chiediamo

ciò che giova al nostro vero bene, il

Signore ci esaudisce. Giacomo scrive:

“Se uno difetta di sapienza, la chieda

a Dio, che dà con abbondanza. Chieda

però con fede, senza tentennare, per

non essere come un’onda sbattuta dal

vento. Non pensi quel tale di ricevere

qualcosa dal Signore, irresoluto e volubile

com’è” (Gc 1,5s). Oltre all’atteggiamento

verso Dio, è anche importante,

nella preghiera, quello verso il prossimo,

evitando la mancanza di carità:

“Quando vi mettete a pregare, se

avete qualcosa contro altri, perdonate,

perché anche il Padre vostro che è nei

cieli perdoni a voi i vostri peccati” (Mc

11,24s). Un altro errore diffuso è quello

della verbosità. Gesù ammoniva:

“Quando pregate non sprecate parole

come i pagani, che credono di essere

esauditi grazie alla loro loquacità. Non

siate come loro perché il Padre vostro

sa di che cosa avete bisogno anche

prima che voi preghiate” (Mt 6,7s). Non

si deve cedere alla tentazione di “voler

convincere Dio”, quasi come se le grazie

si ottenessero con una determinata

sequenza magica di parole. Dio sa già

di cosa abbiamo bisogno. Ma allora,

si chiederà, perché pregare? Perché la

preghiera non è l’elenco sterile di tutte

le nostre necessità, ma accogliere Dio

nel cuore e schiudersi al suo amore

trasformante. Se però non siamo capaci

di vivere così nemmeno nelle altre

relazioni (nel rapporto con gli altri,

nel rapporto di coppia...), soffocando

con parole inutili il legame intimo ed

essenziale, è difficile cambiare metodo

durante la preghiera. Scrive padre

Giugno • Luglio • Agosto 2012

Vittorio De Bernardi, grande maestro

contemporaneo di spiritualità e dono

prezioso dell’Ordine gesuita: “Le nostre

preghiere sono il frutto del nostro livello

spirituale, spesso ancora imperfetto,

infantile, quindi poco chiaroveggente.

Ci è difficile vedere noi stessi come ci

vede Dio, e vedere a che punto Dio ci

vuole portare. La preghiera è tuttavia

necessaria per renderci consapevoli

che in tutto dipendiamo da Dio. Inoltre

la preghiera ci è necessaria per creare

in noi le giuste disposizioni: se chiedo

di diventare sincero, mi apro già ad un

atteggiamento di sincerità, e la grazia

di Dio arriva al mio cuore attraverso

un canale già aperto”. Per fortuna la

nostra preghiera è preceduta e portata

a compimento dalla preghiera misteriosa

dello Spirito Santo in noi. Dice San

Paolo: “Noi non sappiamo che cosa

chiedere nel modo giusto, ma lo Spirito

lo implora per noi con gemiti inesprimibili,

e Colui che scruta i cuori sa quale

sia l’anelito dello Spirito” (Rm 8,26s).

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Ligornetto

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Giugno • Luglio • Agosto 2012

Offerte Dal 22 gennaio al 6 maggio 2012

OPERE PARROCCHIALI: Anna e Giovanni

Piffaretti, in memoria di Pietro

Crimella 100; Martina Robbiani-Salvadè,

Pratteln 50; fam. Cellerino 50; Irco

e Sonia Maspoli, Balerna 50; Farmacia

Zanini, Stabio 100; mons. Sandro Vitalini,

Sorengo 20; la figlia, in memoria di

Maria Salvadè 50; Rita Sassi, in memoria

della sorella Odilia 50; Luciano Crivelli

100; Andrea Bellini 20; Carmen e

Gianrico Pagani, Castel S. Pietro 100;

NN 100; Brian May 100; Maria Caccia

1’000.

BOLLETTINO: Dario Croci, Balerna

20; Alberto Negri 30; Pina Palini 20;

Maria Luisa Bernasconi 50; Luigi Falco,

Novazzano 20; Paolo Mazzola 20; Nicola

Salvadè, Pregassona 100; Carmelina

Perucchi, Stabio 20; Luigi e Laura

Scotti, Balerna 20; A. e A. Abbate 30;

Irko Cerutti, Balerna 25; Virginio Ferrari

50; mons. Sandro Vitalini, Sorengo 20;

Santina Caimi, Stabio 15; Enrico Pontiggia

50; Denise Valsangiacomo, Mendrisio

50; Maria Botta, Mendrisio 100;

NN 30; Caterina e Michele Grassi 30;

Marino Carlo Moretti 50; Amelita Cairoli,

Balerna 10; Rita Gerosa, Novazzano

20; Peppino Bernasconi 30; Tiziana

e Arturo Livi 50; don Angelo Arrigoni,

Meride 20; Luisa e Pina Perucchi, Stabio

20; Giulia Strufaldi 50; Virginia Piffaretti

50; E.G. 20; Antonio Equati, Biel

50; Renato Colombo 20; NN 50; NN

50; Mario Consonni, Balerna 50; Ovidio

Barbarossa 20; NN 100; Daniele Salvadè

50; Teresita Pontiggia 25; Teresita

Caimi 100; NN 50; Domenica Comolli

50; Clara e Antonio Corti, Balerna 100;

Georges Pellegrini 100.

SAN LORENZO (restauri): Adriana e

Marco Piffaretti, in memoria di Pietro

Crimella 300; fam. Fumagalli, Balerna,

in memoria di Modesta Vignati 50;

Marco Gabaglio 100; Edmondo Piffaretti

100; i famigliari, in memoria di

Giuseppe Ciano 50; Martillo e Assunta

Favaro 50; Mario Ferrari 50; Maria

Botta, Mendrisio, in memoria della

mamma Rosa Della Casa 100; mons.

Sandro Vitalini, Sorengo 20; in memoria

di Rosalia Pagani 100; NN 50; Peppino

Bernasconi 100; Nuccia Gerosa

20; Italo Berto, Balerna 10; NN 20; colletta

funerale Carlo Caccia 420; Livio

e Rosita Pessina, in memoria del consuocero

Armando Botti 100; Lorenza e

Daniele Marazza-Pessina, Minusio, in

memoria di Armando Botti 50; NN 100;

i figli, in memoria di Agostino Casanova

100.

In memoria di Dirce Frangi-Piffaretti:

colletta funerale 495; NN 200; Mauro

Pellegrini, Stabio 50; E. e B. 200; fam.

Bossi 50.

SAN GIUSEPPE: i figli, in memoria di

Clotaire Formery 100; Marta e Andrea

Salvadè, San Pietro 30; Elda Zatta, Rancate,

in memoria di don Carlo Crespi

20; «Generazione Più» Anziani OCST

Sezione Mendrisiotto 100; il marito e i

figli, in memoria di Angelina Cereghetti

100; mons. Sandro Vitalini, Sorengo

20; in memoria di Rosalia Pagani 100;

Marco Gabaglio 100; Roberto Vignati,

Stabio 20; Andrea e Laura Caimi, in

memoria dei nonni 50; Tiziana e Arturo

Livi 50; Agnese e Pierino Bernasconi

50; Riccardo Cereghetti 50; Andrea

Salvadè, S. Pietro 30; Priscilla Veri 20;


Ligornetto

Italo Berto, Balerna 10; fam. Lucibello

50; Fausta Piffaretti, in memoria

del cognato Armando Agustoni 100;

Adriano Berto, Balerna 50; NN 50;

Pina Palini 40; Virginia Piffaretti 50; A.

Ballinari, Mendrisio 100; Elio e Sonja

Gerosa, Balerna 50; Flavia Pellegrini,

Stabio 50; Giovanni Piffaretti 200; Vittorio

Casartelli 50; Marco Gabaglio

100; Teresita Pontiggia 25; Tullio e Dina

Favaro, per il 50° di matrimonio 100;

Giovanni Combi 100; NN 100.

In memoria di Anna Piffaretti-Crivelli:

colletta funerale 350; il marito Giovanni

200; Romano e Beatrice Mai 200; Giovanni

Ragonesi, Morbio Sup. 50; Ünii

e Disligaa 200; Sandra e Bruno Basler-

Andreazzi + Anna Maria Kusch-Andreazzi,

Viganello 100; Virginio Ferrari

50; Giuseppe Pellegrini 50; Fabrizio e

Verena Gerosa 20; fam. Bossi 50; Virginia

Soragni e sorella Angelina 200.

Durante la novena e la festa di S. Giuseppe

si sono raccolti franchi 9’440

(3’785 offerte in chiesa, 5’655 pesca

di beneficenza).

MADONNA DI LOURDES: bussola

Grotta 305; NN 20; Teresita Caimi, per

il compleanno della sorella Giovanna

100; G. Giovannini, Rivera 100.

ORATORIO: Simone Guggiari 50;

mons. Sandro Vitalini, Sorengo 20;

Rosetta Pontiggia 20; Giorgio Salvadè,

Viganello 100; Italo Berto, Balerna 10;

Alessio Lorenzon 20; Filippo Schoolkate

50; Carla Cattaneo, Balerna 50; NN

50; NN 100; Simone e Nicolò Guggiari

50; Jana Esposito 50.

FIORI IN CHIESA: NN, in memoria di

Adriana Falco 100; NN, in memoria di

Adriana Falco 200; G.C., Stabio 150;

Elisa Oberti, in memoria della mamma

Teresa 50; Edmondo Piffaretti 100; i

Giugno • Luglio • Agosto 2012

famigliari, in memoria di Armando

Agustoni 300; Virginia Piffaretti 50; NN

20; fam. De Ambroggi, S. Pietro 100;

NN 200.

LAMPADA AL SS.MO SACRAMEN-

TO: NN 100.

OPERE MISSIONARIE E DI BENEFI-

CENZA

Per i progetti in Uganda: fam. D’Ermo,

in memoria di Rosa e Carmine 40;

Nadia Molinari 50; Gabriella Belometti,

Genestrerio 50; NN 50.

Per i progetti in Congo-Zaire di Rosanna

Pozzi Graf: colletta funerale

Anna Piffaretti 358.

Per l’Associazione «Giullari di Gulliver»:

colletta funerale Lorenzo Piffaretti

266.

Sacrificio Quaresimale: totale 4’445

(cena povera 983; vendita rose 750;

buste e offerte 2’712).

Per l’Istituto Canisio di Riva S. Vitale:

colletta funerale Mimmo Galli 1’370.

Il Signore benedica la generosità

di ogni offerente.

Ciò che hai seminato

in altri crescerà.

Ciò che tu hai donato

in altri fiorirà.

Il dono che hai offerto

in altri rivivrà.

31


TBS, La Buona Stampa sa, Pregassona (Lugano)

Ricordo

d’amico

Chiara nella sera estiva

la tua serenità

lumeggiava gli ulivi contorti

e la sperduta ingenuità

dei pioppi.

Svetti nel mio ricordo

come la cima verde-chiaro

di un giovane pino.

don Fausto Bernasconi

(1935-1962)

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