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BIMESTRALE D’INFORMAZIONE INTERNA. SEDE DI ROMA DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

ANNO 22. NUOVA SERIE – N.41-43 2011

L’Ateneo in udienza

dal Santo Padre

S P E D . I N A B B . P O S T . 4 5 % A R T . 2 C O M M A 2 0 / B L . 6 6 2 / 9 6 F I L I A L E D I R O M A


Editoriale

Marco Elefanti

Direttore Amministrativo

In primo luogo vorrei rivolgere, attraverso

le pagine di «Comunicare», un cordiale sa-

luto a tutti i collaboratori del Policlinico “A.

Gemelli” e della Sede di Roma, accompa-

gnandolo con la consapevolezza di essere

entrato a far parte stabilmente e affettiva-

mente della grande comunità universitaria

di Roma e di quel sistema di relazioni forti

e solide che da sempre la contraddistin-

guono. Tale consapevolezza è oltremodo ne-

cessaria nell’attuale fase di vita della Sede

di Roma e di tutta l’Università Cattolica del

Sacro Cuore: il forte ripensamento da par-

te della Regione Lazio delle modalità di eser-

cizio del proprio intervento nella gestione del-

l’assistenza sanitaria impone all’intera Se-

de, e al Policlinico in particolare, di dover

studiare scelte che, per rilevanza e asperità,

hanno pochissimi precedenti nella storia.

Anche per queste ragioni è ancora più im-

portante che si rafforzi la coesione e il si-

stema di valori che fin dalla fondazione

hanno contraddistinto lo sviluppo, in alcu-

ne fasi pressoché esponenziale, delle atti-

vità della Sede romana. Quello che ci at-

tende, se non ci saranno sostanziali modi-

fiche dell’attuale quadro economico e isti-

tuzionale, è infatti un periodo nel quale la

definizione delle strategie per i prossimi

anni dovrà inevitabilmente considerare un

ridimensionamento e contenimento degli

spazi di incremento dei volumi e del mix

delle prestazioni offerte.

Quanto vi rappresento non deve costituire

esclusivamente elemento di preoccupa-

zione e timore, piuttosto deve sollecitare

ciascuno, nelle proprie responsabilità, a una

convinta apertura al confronto e alla sfida

che il nuovo quadro istituzionale ci prefigura.

Nel frattempo, a pochi mesi dall’avvio del-

la mia attività di Direttore Amministrativo

dell’Ateneo, ho avuto modo di toccare con

mano il valore e il marcato profilo di attac-

camento alla nostra istituzione dei colla-

boratori della Sede di Roma. E sono ora an-

cor più convinto che grazie al vostro con-

tributo, e alla volontà di rilancio che gli or-

gani direttivi sapranno mettere in campo,

potremo creare le condizioni per un nuovo

e ulteriore periodo di sviluppo. Dalle scelte

che dovremo e sapremo fare nei prossimi

mesi dipende infatti un adeguato consoli-

damento dei percorsi accademici di Medi-

cina e di Management sanitario, nonché il

miglioramento della qualità e del profilo di

cura, peraltro da sempre riconosciutoci dai

nostri utenti e da gran parte degli stake-

holder, offerto dal nostro Policlinico.

Con i migliori auspici di poter realizzare

condizioni di collaborazione positiva, colgo

l’occasione per formulare un sincero salu-

to a voi e alle vostre famiglie.

1


2

Comunicare – Anno XXII. Nuova serie

Numero 41-43 2011

Periodico di informazione interna della sede di

Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Bimestrale.

DIRETTORE: Lorenzo Ornaghi

DIRETTORE RESPONSABILE: Francesco Gemelli

REDAZIONE:

Francesca Fusco

La rivista “Comunicare” è conforme

alla norma ISO 9001:2008 per la

progettazione, elaborazione e diffusione

SEGRETERIA E UFFICIO DI REDAZIONE:

Largo Francesco Vito, 1

00168 Roma

Tel. 0630155825-0630155129

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www.rm.unicatt.it/Comunicare

PROGETTO GRAFICO: Oliviero Ciriaci

IMPAGINAZIONE: Simona Ferri

STAMPA: I.G.E.R. srl

Via Carlo Tommaso Odescalchi, 67 a

00147 Roma

HANNO COLLABORATO IN REDAZIONE:

Carla Alecci, Matteo Bellati,

Patrizia Del Principe, Antonella Muschio,

Emiliana Stefanori

HANNO COLLABORATO AI TESTI:

Patrizia Guerra, Danilo Pagliari, Luciana Teofili

FOTO: Servizio Fotografico U.C.S.C. - Roma,

Servizio Fotografico “L’osservatore romano”

Chiuso in redazione il 30 giugno 2011

Autorizz. del Trib. di Roma n.390 del 15/6/1990

COMITATO DI COORDINAMENTO:

Andrea Cambieri, Cesare Catananti,

Nicola Cerbino, Giancarlo Furnari,

mons. Sergio Lanza

In copertina: Il saluto del Magnifico Rettore

durante l’udienza particolare del Santo Padre,

il 21 maggio 201.

Editoriale ..........................................................................................................1

Accolti dal Papa per i 90 anni dell’Ateneo ...............................................3

La festa patronale un’occasione per premiare l’impegno

e la condivisione di valori ..........................................................................14

Successo per la Summer School della Società Europea Clinica

delle Malattie Infettive ..............................................................................20

La Banca del Cordone Ombelicale UNICATT ........................................23

Curare e avere cura dei malati, questa la mission

del reparto di Brachiterapia......................................................................27

I degenti incontrano gli autori nella hall del Policlinico ...................30

In prima linea nel far fronte alle emergenze .......................................32

Informazioni .................................................................................................34

Dal corpo docente .......................................................................................35

Dal centro pastorale ...................................................................................38

Formazione....................................................................................................40

Scienza e cultura..........................................................................................40

Notiziario .......................................................................................................44

“Educare alla vita buona del Vangelo” ..................................................56


Accolti dal Papa per

i 90 anni dell’Ateneo

Il 21 maggio scorso l’intera comunità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

si è riunita in pellegrinaggio a Roma in occasione dell’udienza particolare del Santo

Padre Benedetto XVI dedicata alla ricorrenza del novantesimo anno dalla fondazione

dell’Ateneo. La giornata è iniziata con la Santa Messa celebrata da Sua Em.za

il Card. Dionigi Tettamanzi, Presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori,

nella Basilica di San Pietro; è seguita l’udienza del Pontefice presso l’aula Paolo VI

Una giornata memorabile di festa per l’intero

Ateneo, quella di sabato 21 maggio 2011

che ha visto riunite insieme tutte le componenti

dell’Università Cattolica del Sacro

Cuore in visita presso la Santa Sede per partecipare

all’udienza particolare del Santo Padre

Benedetto XVI dedicata alla ricorrenza del

novantesimo anno dalla fondazione.

Già a partire dalle ore 8.30 una folla di pellegrini

provenienti dalle cinque sedi dell’Ateneo

dislocate sul territorio nazionale (Milano,

Brescia, Piacenza-Cremona, Roma,

Campobasso) è giunta in piazza San Pietro

per disporsi presso i varchi indicati per l’ingresso

in Basilica.

La numerosa delegazione composta da dirigenti,

docenti, personale e studenti dell’intera

Università Cattolica, tutti accompagnati

anche dai propri familiari, è stata guidata

dal Magnifico Rettore, prof. Lorenzo

Ornaghi, che nell’invito rivolto alla comunità

dell’Ateneo ha sottolineato l’importanza

di condividere questa particolare occasione

di aggregazione.

Alle 9.30 ha avuto inizio la Santa Messa

presso la Basilica di San Pietro presieduta dall’Arcivescovo

di Milano, il Card. Dionigi Tettamanzi

e concelebrata, all'altare della Confessione,

dal Segretario Generale della C.E.I.,

mons. Mariano Crociata, dal Vescovo di Piacenza-Bobbio,

mons. Gianni Ambrosio e dall’Assistente

ecclesiastico generale dell’Ateneo,

mons. Sergio Lanza.

L’OMELIA DEL CARD.

DIONIGI TETTAMANZI

L’Arcivescovo di Milano nel corso dell’omelia

ha proposto un’ampia riflessione sul percorso

della Parola e sulla vera conoscenza di

Gesù. “Viviamo oggi, ha spiegato, con particolare

intensità la contemplazione del mistero

del Cristo risorto. La ricorrenza del 90°

anniversario di fondazione dell’Università

Cattolica ci raccoglie per una giornata straordinaria,

nell’attesissimo incontro con il Santo

Padre. La parola di Dio che ci è stata annunciata

in molti modi nel corso degli anni

e la lunga tradizione di una sapienza ri-

Il Magnifico Rettore, prof. Lorenzo Ornaghi

saluta il Santo Padre nell’aula Paolo VI.

S P E C I A L E P E L L E G R I N A G G I O

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La celebrazione della Santa Messa nella

Basilica di San Pietro.

Il ringraziamento del

Magnifico Rettore

Ringrazio sentitamente tutti coloro che,

sabato 21 maggio u.s., hanno preso parte

al pellegrinaggio a Roma, in occasione

del 90° anniversario dalla nascita

della nostra Università. È stata una

giornata che, per l’intensità dell’incontro

col Santo Padre Benedetto XVI e per

l’ampia adesione di tutte le cinque Sedi,

resterà non solo nella memoria di

ognuno di noi, ma anche negli annali

della vita del nostro Ateneo. Di questa

testimonianza dell’unità della nostra

famiglia universitaria, oltre che del sentimento

di appartenenza e dei motivi di

speranza offerti, in particolare, dagli

studenti, sono davvero riconoscente ai

partecipanti, ai famigliari che li hanno

accompagnati, a chi – con un generoso

supplemento del proprio impegno lavorativo

– ha reso possibile il felice esito

del pellegrinaggio.

cercata e amata nella storia dell’Università

Cattolica ci introducono in una vera meditazione

sulle modalità con cui la Parola entra

nella storia e nel cuore degli uomini, e

sulla verità con cui vogliamo avvicinarci sempre

di più alla persona di Gesù e alla sua intimità

con il Padre.

Il percorso della Parola e la vera conoscenza

di Gesù riconducono immediatamente

alla sto ria dell’Università: “che cosa si è fatto

in tut ti questi lunghi anni se non ricercare

e con templare, amare e annunciare

quella sapienza che deriva dall’unica sorgente

della parola di Dio che feconda la storia?

E di che cosa hanno vissuto quanti, uomini

e donne straordinari, ci hanno preceduto

in questa Università se non di una profonda

comunione di preghiera e di amore

con la persona viva di Gesù nel suo singolare

rapporto con il Padre?”

Il Card. Tettamanzi a tale proposito ha ricordato

che “nella storia dell’Università Cattolica

possiamo certamente riconoscere esempi

di santità: uomini e donne che hanno saputo

unire fermezza e umiltà, attività e preghiera,

mistica e politica e che ogni giorno

hanno coltivato con amore un intenso e segreto

colloquio con Gesù. Questa dimensione

personale, interiore e profonda, costituisce

la motivazione autentica e decisiva della

nostra celebrazione. Essa proietta la luce

della fede sull’impegno quotidiano della ricerca

scientifica e della relazione umana”.

L’Arcivescovo di Milano ha poi spiegato come

il pellegrinaggio alla cattedra di Pietro voglia

riaffermare la qualità umanistica della cultura

e della vita universitaria. “Con al centro la

persona umana e con un deciso orientamento

a non confinare il sapere in esiti semplicemente

pragmatici senza prospettive di

valore, vogliamo sottolineare ancora il nesso

inscindibile tra verità e libertà. È la sfida più

ardua che deve affrontare chi vuole incarnare

il Vangelo nella società e nella cultura: far

comprendere cioè che le esigenze della verità

non mortificano la nostra libertà, ma al contrario

la rendono autentica e feconda”.

“In questo luogo, ha aggiunto, così evocativo

della nostra appartenenza alla Chiesa

cattolica, in comunione con il successore di

Pietro, raf forziamo la comunione della fede

ed esprimiamo con intensità l’amore per la

vita, la stima per l’intelligenza e l’instancabile

volontà di prenderci cura della storia

degli uomini e del loro destino e mentre la

memoria è colma di riconoscenza, il cuore

si riempie di grandi desideri per noi e per il

futuro dell’Università Cattolica. È una ricchezza

non solo per le comunità cristiane,

ma per tutto il nostro Paese”.

L’UDIENZA IN SALA NERVI

Al termine della celebrazione eucaristica i

6000 pellegrini dell’Università Cattolica si

sono diretti verso l’aula Paolo VI per l’in-


contro tanto atteso da tutti con il Santo Padre.

In molti rievocavano i ricordi e le testimonianze

dei precedenti pellegrinaggi dell’Università

Cattolica presso la Santa Sede,

ma l’emozione palpabile negli occhi di tutti,

rendeva questo nuovo ed unico momento

ricco di aspettative. L’ingresso nell’aula Paolo

VI, conosciuta anche come sala Nervi è

proseguito ordinato e scorrevole e alle 11.45

tutta la comunità dell’Ateneo riunita era

seduta ad aspettare l’ingresso di Papa Bendetto

XVI, accolto da calorosi e applausi e

da canti del coro.

Nell’indirizzo di saluto rivolto a Sua Santità,

il Card. Dionigi Tettamanzi ha sintetizzato

i novant’anni dell’Università Cattolica del

Sacro Cuore. Un cammino, ha spiegato, compiuto

“in stretta unione con la Sede Apostolica”.

Un legame che non è mai venuto

meno neppure “davanti alle trasformazioni

radicali del nostro tempo”, perché “la Cattolica

è rimasta fedele agli ideali originari e

ha continuato a formare l’uomo del futuro”

e dove si prepara il cittadino di domani “la

Chiesa non può essere assente”: questo è

lo spirito di servizio che continua ad animare

l’attività dell’Ateneo, sotto lo “sguardo

attento dell’Istituto Toniolo che segue

con soddisfazione il cammino dell’Università”.

Anche il Magnifico Rettore, prof. Lorenzo

Ornaghi nel suo saluto ha ricordato i

legami dell’Ateneo con i Pontefici ed ha spiegato

come tra le responsabilità che l’Uni-

Da sinistra presso l’altare della Confessione,

mons. Sergio Lanza, mons. Gianni Ambrosio,

Sua Em.za il Card. Dionigi Tettamanzi

e mons. Mariano Crociata mentre celebrano

la funzione.

Nelle due foto in basso, alcuni momenti

prima dell’inizio delle celebrazione della

Santa Messa.

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Il gruppo dei concelebranti.

Sotto, la corale della sede di Roma diretta

da don Angelo Auletta.

versità si è assunta ci sia innanzitutto quella

di coniugare fede e ragione nel campo

della ricerca scientifica.

Nel discorso pronunciato il Santo Padre ha

affermato che “la cultura umanistica sembra

colpita da un progressivo logoramento”

e si riscontra così la tendenza a ridurre l’orizzonte

umano al livello di ciò che è misurabile,

a eliminare dal sapere sistematico e

critico la fondamentale questione del senso.

A tale proposito, “nella misura in cui le

scienze empiriche monopolizzano i territori

della ragione, non sembra esserci più spa-

I pellegrinaggi dal Papa nella storia

dell’Università Cattolica

1925 Pellegrinaggio da Papa Pio XI in occasione dell’Anno Santo

1929 Pellegrinaggio nell’anno del Giubileo proclamato da Pio XI a pochi mesi dai Patti

Lateranensi

1933 Pellegrinaggio da Papa Pio XI nell’anno del Giubileo straordinario per ricordare

i 1900 anni dalla Resurrezione di Cristo

1950 Pellegrinaggio da Papa Pio XII nell’Anno Santo

1964 Visita a Papa Paolo VI, da pochi mesi nominato Pontefice

1975 Pellegrinaggio da Papa Paolo VI in occasione dell’Anno Santo

1992 Pellegrinaggio da Papa Giovanni Paolo II in occasione dei 70 anni dalla fondazione

dell’Università Cattolica (7 dicembre 1921)

2000 Pellegrinaggio da Papa Giovanni Paolo II per il Grande Giubileo

2011 Pellegrinaggio da Papa Benedetto XVI in occasione dei 90 anni dalla fondazione

dell’Università Cattolica

zio per le ragioni del credere, per cui la dimensione

religiosa viene relegata nella sfera

dell’opinabile e del privato. In questo contesto,

le motivazioni e le caratteristiche stesse

della istituzione universitaria vengono

poste radicalmente in questione”.

“La prospettiva cristiana, ha spiegato il Santo

Padre, non si contrappone al sapere scientifico

e alle conquiste dell’ingegno umano,

ma, al contrario, considera la fede quale orizzonte

di senso, via alla verità piena, guida di

autentico sviluppo. Senza orientamento alla

verità, senza un atteggiamento di ricerca

umile e ardita, ogni cultura si sfalda, decade

nel relativismo e si perde nell’effimero”.

“L’orizzonte che anima il lavoro universitario

può e deve essere la passione autentica

per l’uomo”.

Rivolgendosi ai professori Benedetto XVI ha

ricordato loro: “A voi, cari docenti, è affidato

un ruolo decisivo: mostrare come la fede

cristiana sia fermento di cultura e luce

per l’intelligenza, stimolo a svilupparne tutte

le potenzialità positive, per il bene autentico

dell’uomo”.

Cuore pulsante e alimento costante della

vita universitaria è la Cappella, ha sottolineato

il Pontefice al termine del suo discorso,

a cui è unito il Centro Pastorale ove

gli Assistenti Spirituali delle diverse sedi sono

chiamati a svolgere la loro preziosa missione

sacerdotale che è imprescindibile per

l’identità dell’Università Cattolica”.


Beatissimo Padre,

è con sentimenti di gioia intensa e di profonda gratitudine che

noi tutti, a diverso titolo e in qualche modo corpo e anima dell’Università

Cattolica del Sacro Cuore, siamo qui convenuti per

“videre Petrum” ed essere confermati nella fede.

Giunto al novantesimo anno dalla sua fondazione, il nostro Ateneo

vive questa giornata straordinaria nella riconoscenza per il

dono ereditato, nella preghiera per il continuo rinnovamento

della sua missione educativa, nell’entusiasmo per la Sua presenza,

Padre Santo, e per la Sua parola.

Vogliamo testimoniare quanto sia per noi un bene prezioso l’originario

e peculiare rapporto che lega la nostra Università alla

Sede Apostolica e confermare la nostra piena adesione al Magistero

petrino: sperimentiamo con gioia e conforto l’attenzione

e la premura con cui Vostra Santità segue personalmente la

vita dell’Università Cattolica.

Il cammino compiuto insieme in questi novant’anni, pur se segnato

da difficoltà e lacune, ha scritto una pagina luminosa nella

storia della Chiesa e della società italiana. Il lavoro di ricerca,

di insegnamento e di studio, che quotidianamente si svolge in

Il saluto del Card. Dionigi Tettamanzi

Cattolica, ha saputo formare nel tempo personalità sagge e forti,

che hanno assicurato un contributo saliente alla vita del Paese

e delle Comunità cristiane.

Tradizione e innovazione hanno felicemente intrecciato competenza

e dedizione da parte di riconosciuti Maestri, formando

così generazioni di donne e di uomini, testimoni autentici della

luce e del vigore evangelici nei diversi campi della cultura,

dell’economia e della politica.

Di fronte alle trasformazioni radicali del nostro tempo, che hanno

investito anche l’istituzione universitaria nata ex corde Ecclesiae,

la Cattolica è rimasta fedele agli ideali originari, lontana

dai ripiegamenti di un diffuso pragmatismo funzionale, e ha

riaffermato con la forza dei fatti la propria nativa passione per

la persona umana, come orizzonte culturale e stile relazionale,

guidando gli studenti a penetrare nel cuore della realtà.

Dove si prepara il futuro dell’uomo, la Chiesa non può essere assente.

Ma quale tipo di uomo l’Università Cattolica vuole contribuire

a formare? La domanda rende oggi attento il nostro

orecchio al cammino che Vostra Santità vorrà indicarci. Questo

interrogativo – sempre cruciale – si pone con particolare forza

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nella ricorrenza del novantesimo. Tocca a tutti e a ciascuno rispondervi

con una duplice fedeltà: al Vangelo e al Magistero

della Chiesa, da un lato, e dall’altro all’uomo contemporaneo

con le domande, i desideri, le certezze che da sempre porta con

sè e con le istanze proprie della modernità che ogni giorno segnano

l’avventura della vita.

È con autentico spirito di servizio che veniamo a Lei, Padre Santo:

chiediamo alla Sua preghiera e attendiamo dalla Sua parola l’aiuto

a mantenere l’Università fedele al proprio compito: scrutare umili

e fiduciosi il mistero dell’uomo e mostrare – nella ricerca, nella

docenza e nella testimonianza all’interno e fuori dell’Ateneo – Cristo

Signore come pienezza e compimento dell’uomo stesso.

L’Istituto Toniolo, che ne è promotore, sostenitore e garante e che

ho l’onore di presiedere, guarda con soddisfazione al cammino

che l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha fin qui percorso. E

insieme, cogliendo la sfida che il nostro tempo pone sul piano

sociale, culturale e spirituale, ne sostiene la missione educativa,

il cammino formativo degli studenti e dei docenti e la relazione

viva con la Chiesa, in particolare con le Diocesi italiane.

La fedeltà dinamica all’intuizione originaria ha guidato negli ultimi

anni l’Istituto Toniolo a intraprendere un coraggioso cammino

di rinnovamento: il testo della mission “Promuovere l’Università

Cattolica, servire la società e la Chiesa” – che ho avuto

la gioia di consegnarLe personalmente –, ne presenta le linee

programmatiche sulle quali abbiamo già iniziato speditamente

a camminare.

Nostro desiderio e impegno è di mostrare come l’identità cristiana

sia garanzia di vera libertà e di feconda creatività nella

coltivazione del sapere e nell’educazione della persona, indissolubilmente;

allo stesso tempo, vogliamo far emergere dal ricco

patrimonio della fede e della ragione cristianamente ispirata

un contributo rilevante ed efficace alla costruzione della città

dell’uomo.

Grazie di cuore, beatissimo Padre!

Dionigi card. Tettamanzi

Arcivescovo di Milano

Presidente dell’Istituto Toniolo


Il saluto del Magnifico Rettore, prof. Lorenzo Ornaghi

Beatissimo Padre!

La gioia di essere stati accolti, nell’occasione del 90° della fondazione

dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dal profondo

dell’animo di ciascuno dei presenti è salita rendendosi manifesta

negli occhi, nella voce e nell’applauso corale, non appena la

Santità Vostra ha fatto il Suo ingresso in questa splendida Aula

Paolo VI. È la gioia, semplice e beneficamente contagiosa, di coloro

che alla presenza del Papa sentono risuonare più forte l’esortazione

che il nostro Fondatore, padre Agostino Gemelli, volle

rivolgere nel suo testamento spirituale a «tutti quelli che lavoreranno

per l’Università Cattolica e nella Università»: l’esortazione

a non dimenticare mai che il Papa sempre sarà «il prediletto

del sacro Cuore di Gesù e noi, servendo Lui, serviamo Gesù

Cristo e lo facciamo regnare». Padre Santo, grazie di aver voluto

donarci questi momenti di felicità.

A ringraziarLa filialmente è l’intero Ateneo dei cattolici italiani, sin

dalla nascita così denominato perché a lungo desiderato, tenacemente

voluto e infine realizzato dal popolo dei fedeli italiani,

con preghiere, donazioni, offerte tanto più eloquenti quanto più

provenienti da gente realmente generosa nella sua dignitosa umiltà.

E questa, che con sentimenti di gioia e gratitudine è qui al cospetto

della Santità Vostra, è l’Università Cattolica di oggi, quale

essa è nella sua realtà di ogni giorno e in tutte le sue componenti,

attive nelle cinque sedi di Milano, Piacenza-Cremona, Brescia,

Roma con il Policlinico “A. Gemelli”, di cui il Suo predecessore Giovanni

XXIII volle benedire le fondamenta, Campobasso con la Fondazione

di cura e ricerca intitolata al Beato Giovanni Paolo II, che

di questa struttura assistenziale pose la prima pietra.

Orgoglioso dei suoi nove decenni di vita, l’Ateneo dei cattolici

italiani è consapevole di quante e quali siano le responsabilità

antiche e recenti che comporta l’essere oggi una “università cattolica”.

Fra le prime di queste responsabilità, vi è certamente

quella di rinsaldare – nel campo della ricerca scientifica, soprattutto

– l’amicizia tra fede e ragione, così che l’antropologia

cristiana non appaia mai subordinata o di rango inferiore nei confronti

della conoscenza scientifica, bensì ne orienti gli avanza-

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menti e ne illumini i risultati. Il mondo di oggi ha sete del sacro,

ha bisogno dell’antropologia cristiana. Ancora di più ne avrà necessità

il mondo dell’incombente domani.

Proprio per questo, è desiderio diffuso e profondo nella nostra

Università che un Centro di Ateneo per la vita, impegnando le migliori

risorse intellettuali di ricerca sullo studio della vita in tutte

le fasi fondamentali, dal suo sbocciare alla naturale conclusione

terrena, possa tra breve affiancare gli attuali quattro Centri di Ateneo,

a cui si devono l’avanzamento e la diffusione della conoscenza

scientifica in campi cruciali per la presenza culturale e l’azione

pubblica dei cattolici: Centro per la Dottrina sociale, Centro

sulla Famiglia, Centro di Bioetica, Centro per la Solidarietà internazionale.

Mi permetta anche di ricordare, Padre Santo, il posto

del tutto speciale ricoperto dalle attività di sostegno alle Università

Cattoliche che intendono nascere nei Paesi più poveri.

Dopo aver accompagnato i primi passi dell’Università Cattolica

“Sedes Sapientiae” di Lima, confidiamo di poter contribuire ora

a far crescere l’Università Cattolica di Kalulushi in Zambia.

Nell’allungare lo sguardo sui dieci anni che ci separano dal compimento

del primo secolo di vita, vorremmo deporre – qui, oggi,

innanzi alla Santità Vostra – almeno un intendimento dell’intera

Università. È un intendimento che direttamente riguarda i giovani

studenti, ossia il bene più prezioso e caro in una famiglia

universitaria. Affinché gli studenti di oggi si preparino a diventare

efficaci protagonisti, da cristiani, della vita economica, sociale

e, in particolare, politica, dell’Italia e dell’Europa, ci impegniamo

a educare sempre più i nostri giovani a ciò che padre Agostino

Gemelli sintetizzava con queste parole: «agire soprannaturalmente

nel cuore della realtà».

Padre Santo, quando, a pochissimi mesi dall’inizio del Pontificato,

il 25 novembre 2005, la Santità Vostra ci concesse l’onore di essere

presente nella nostra sede romana alla solenne apertura dell’anno

accademico, nel Discorso inaugurale così ci domandò:

«Migliaia e migliaia di giovani passano dalle aule della “Cattolica”.

Come ne escono? Quale cultura hanno incontrato, assimilato,

elaborato? Ecco la grande sfida (…)». A questa grande sfida,

Padre Santo, intendiamo corrispondere ogni giorno e nel modo

migliore. I nostri giovani, lasciando le aule universitarie, potranno

allora avvertire in sé il desiderio, inestinguibile, di entrare

«nel cuore della realtà». E, arricchiti dalla visione cattolica

del mondo e dal metodo con cui penetrare nel cuore della realtà,

davvero sapranno – nella loro professione, nella vita civile,

nella politica – operare cristianamente sulla realtà stessa. Così

che ognuno di loro, grazie agli anni trascorsi nella nostra Università,

possa felicemente dire, con Paolo, di «conoscere l’amore

di Cristo che supera ogni conoscenza» (Ef 3, 18).


Signori Cardinali,

Magnifico Rettore, illustri Docenti,

distinti rappresentanti del personale,

cari studenti!

Sono molto lieto di avere questo incontro con voi che formate la

grande famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sorta novant’anni

fa su iniziativa dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori,

ente fondatore e garante dell’Ateneo, per la felice intuizione

di Padre Agostino Gemelli. Ringrazio il Cardinale Tettamanzi

e il Prof. Ornaghi, per le calorose parole che mi hanno rivolto a

nome di tutti.

Il nostro tempo è tempo di grandi e rapide trasformazioni, che si

riflettono anche sulla vita universitaria: la cultura umanistica sembra

colpita da un progressivo logoramento, mentre l’accento viene

posto sulle discipline dette ‘produttive’, di ambito tecnologico

ed economico; si riscontra la tendenza a ridurre l’orizzonte umano

al livello di ciò che è misurabile, a eliminare dal sapere sistematico

e critico la fondamentale questione del senso. La cultura

contemporanea, poi, tende a confinare la religione fuori dagli spazi

della razionalità: nella misura in cui le scienze empiriche monopolizzano

i territori della ragione, non sembra esserci più spazio

per le ragioni del credere, per cui la dimensione religiosa viene

relegata nella sfera dell’opinabile e del privato. In questo contesto,

le motivazioni e le caratteristiche stesse della istituzione universitaria

vengono poste radicalmente in questione.

Il Messaggio di Papa Benedetto XVI

A novant’anni dalla sua fondazione, l’Università Cattolica del Sacro

Cuore si trova a vivere in questo tornante storico, in cui è importante

consolidare e incrementare le ragioni per le quali è nata,

recando quella connotazione ecclesiale che è evidenziata dall’aggettivo

“cattolica”; la Chiesa, infatti, “esperta in umanità”, è promotrice

di umanesimo autentico. Emerge, in questa prospettiva,

la vocazione originaria dell’Università, nata dalla ricerca della verità,

di tutta la verità, di tutta la verità del nostro essere. E con la

sua obbedienza alla verità e alle esigenze della sua conoscenza essa

diventa scuola di humanitas nella quale si coltiva un sapere vitale,

si forgiano alte personalità e si trasmettono conoscenze e

competenze di valore. La prospettiva cristiana, come quadro del lavoro

intellettuale dell’Università, non si contrappone al sapere

scientifico e alle conquiste dell’ingegno umano, ma, al contrario,

la fede allarga l’orizzonte del nostro pensiero, è via alla verità piena,

guida di autentico sviluppo. Senza orientamento alla verità,

senza un atteggiamento di ricerca umile e ardita, ogni cultura si

sfalda, decade nel relativismo e si perde nell’effimero. Sottratta invece

alla morsa di un riduzionismo che la mortifica e la circoscrive

può aprirsi ad un’interpretazione veramente illuminata del reale,

svolgendo così un autentico servizio alla vita.

Cari amici, fede e cultura sono grandezze indissolubilmente connesse,

manifestazione di quel desiderium naturale videndi Deum

che è presente in ogni uomo. Quando questo connubio si infrange,

l’umanità tende a ripiegarsi e a rinchiudersi nelle sue

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stesse capacità creative. È necessario, allora, che in Università

abiti un’autentica passione per la questione dell’assoluto, la verità

stessa, e quindi anche per il sapere teologico, che nel vostro

Ateneo è parte integrante del dispositivo curricolare. Unendo in

sé l’audacia della ricerca e la pazienza della maturazione, l’orizzonte

teologico può e deve valorizzare tutte le risorse della ragione.

La questione della Verità e dell’Assoluto - la questione di

Dio - non è un’investigazione astratta, avulsa dalla realtà del

quotidiano, ma è la domanda cruciale, da cui dipende radicalmente

la scoperta del senso del mondo e della vita. Nel Vangelo

si fonda una concezione del mondo e dell’uomo che non cessa

di sprigionare valenze culturali, umanistiche ed etiche. Il sapere

della fede quindi illumina la ricerca dell’uomo, la interpreta

umanizzandola, la integra in progetti di bene, strappandola

alla tentazione del pensiero calcolatore, che strumentalizza il sapere

e fa delle scoperte scientifiche mezzi di potere e di asservimento

dell’uomo.

L’orizzonte che anima il lavoro universitario può e deve essere

la passione autentica per l’uomo. Solo nel servizio all’uomo la

scienza si svolge come vera coltivazione e custodia dell’universo

(cfr Gn 2,15). E servire l’uomo è fare la verità nella carità, è

amare la vita, rispettarla sempre, a cominciare dalle situazioni

in cui essa è più fragile e indifesa. È questo un nostro compito,

specialmente nei tempi di crisi: la storia della cultura mostra

come la dignità dell’uomo sia stata riconosciuta veramente nella

sua integralità alla luce della fede cristiana. L’Università Cattolica

è chiamata ad essere luogo in cui prende forma di eccel-

lenza quell’apertura al sapere, quella passione per la verità, quell’interesse

per la storia dell’uomo che caratterizzano l’autentica

spiritualità cristiana. Porsi infatti, in atteggiamento di chiusura

o di distacco di fronte alla prospettiva della fede significa dimenticare

che essa è stata lungo la storia, e lo è tuttora, fermento

di cultura e luce per l’intelligenza, stimolo a svilupparne

tutte le potenzialità positive per il bene autentico dell’uomo. Come

afferma il Concilio Vaticano II, la fede è capace di donare luce

all’esistenza. Dice il Concilio che la fede: “Tutto rischiara di

una luce nuova, e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale

dell’uomo, e perciò guida l’intelligenza verso soluzioni pienamente

umane” (Gaudium et spes, 11).

L’Università Cattolica è luogo in cui ciò deve avvenire con singolare

efficacia, sotto il profilo sia scientifico, sia didattico. Questo peculiare

servizio alla Verità è dono di grazia ed espressione qualificante

di carità evangelica. L’attestazione della fede e la testimonianza

della carità sono inscindibili (cfr 1Gv 3,23). Il nucleo profondo

della verità di Dio, infatti, è l’amore con cui Egli si è chinato sull’uomo

e, in Cristo, gli ha offerto doni infiniti di grazia. In Gesù noi

scopriamo che Dio è amore e che solo nell’amore possiamo conoscerLo:

“Chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio perché Dio

è amore” (1Gv 4,7.8) dice san Giovanni. E sant’Agostino afferma:

“Non intratur in veritatem nisi per caritatem” (Contra Faustum,

32). Il vertice della conoscenza di Dio si raggiunge nell’amore; quell’amore

che sa andare alla radice, che non si accontenta di occasionali

espressioni filantropiche, ma illumina il senso della vita con

la Verità di Cristo, che trasforma il cuore dell’uomo e lo strappa agli


egoismi che generano miseria e morte. L’uomo ha bisogno di amore,

l’uomo ha bisogno di verità, per non disperdere il fragile tesoro

della libertà ed essere esposto alla violenza delle passioni e a

condizionamenti aperti ed occulti (cfr Giovanni Paolo II, Enc. Centesimus

annus, 46). La fede cristiana non fa della carità un sentimento

vago e pietoso, ma una forza capace di illuminare i sentieri

della vita in ogni sua espressione. Senza questa visione, senza

questa dimensione teologale originaria e profonda, la carità si accontenta

dell’aiuto occasionale e rinuncia al compito profetico, che

le è proprio, di trasformare la vita della persona e le strutture stesse

della società. È questo un impegno specifico che la missione in

Università vi chiama a realizzare come protagonisti appassionati,

convinti che la forza del Vangelo è capace di rinnovare le relazioni

umane e penetrare nel cuore della realtà.

Cari giovani universitari della “Cattolica”, voi siete la dimostrazione

vivente di quel carattere della fede che cambia la vita e salva il

mondo, con i problemi e le speranze, con gli interrogativi e le certezze,

con le aspirazioni e gli impegni che il desiderio di una vita

migliore genera e la preghiera alimenta. Cari rappresentanti del personale

tecnico-amministrativo siate fieri dei compiti che vi sono

assegnati nel contesto della grande famiglia universitaria a supporto

della multiforme attività formativa e professionale. E a voi,

cari Docenti, è affidato un ruolo decisivo: mostrare come la fede

cristiana sia fermento di cultura e luce per l’intelligenza, stimolo

a svilupparne tutte le potenzialità positive, per il bene autentico

dell’uomo. Ciò che la ragione scorge, la fede illumina e manifesta.

La contemplazione dell’opera di Dio dischiude al sapere l’esigenza

dell’investigazione razionale, sistematica e critica; la ricerca di Dio

rafforza l’amore per le lettere e per le scienze profane: «Fides ratione

adiuvatur et ratio fide perficitur», afferma Ugo di San Vittore

(De sacramentis, I, III, 30: PL 176, 232). In questa prospettiva, cuore

pulsante e alimento costante della vita universitaria è la Cappella,

a cui è unito il Centro Pastorale ove gli Assistenti Spirituali

delle diverse sedi sono chiamati a svolgere la loro preziosa missione

sacerdotale che è imprescindibile per l’identità dell’Università Cattolica.

Come insegna il Beato Giovanni Paolo II, la Cappella “è luogo

dello spirito, dove sostano in preghiera e trovano alimento,

orientamento e sostegno i credenti in Cristo, che vivono con modalità

diverse la vita intensa dell’Università; è palestra di virtù cristiane,

dove cresce e si sviluppa la vita battesimale, e si esprime

con ardore apostolico; è casa accogliente ed aperta, per tutti coloro

che, ascoltando il Maestro interiore, si fanno cercatori di verità

e servono l’uomo nella dedizione diuturna a un sapere non pago

di orizzonti angusti e pragmatici. Nel contesto della modernità

declinante, essa diventa con spiccato accento centro vivo e propulsivo

di animazione cristiana della cultura: nel dialogo rispettoso

e franco, nella proposta chiara e motivata (cfr 1Pt 3,15), nella

testimonianza che interroga e convince” (Discorso ai Cappellani europei,

1 maggio 1998). Così Papa Giovanni Paolo II nel 1998.

Cari amici, auspico che l’Università Cattolica del Sacro Cuore, in sintonia

di intenti con l’Istituto Toniolo, prosegua con rinnovata fiducia

il suo cammino, mostrando efficacemente che la luce del Vangelo

è sorgente di vera cultura capace di sprigionare energie di un

umanesimo nuovo, integrale, trascendente.

Vi affido a Maria Sedes Sapientiae e con affetto vi imparto di cuore

la mia Benedizione Apostolica.

13


S A C R O C U O R E

14

La festa patronale

un’occasione per

premiare l’impegno

e la condivisione di valori

La ricorrenza della Solennità

del Sacro Cuore di Gesù,

quest’anno venerdì 1 luglio,

è stata celebrata nella sede

di Roma il 17 giugno scorso.

Per l’occasione sono stati

offerti gli omaggi a Sua Ecc.

Mons. Georg Gänswein,

Segretario particolare del

Santo Padre e all’On. Prof.

Giulio Tremonti, Ministro

dell’Economia e delle

Finanze e consegnate le

targhe di benemerenza al

personale non docente che

ha compiuto 20 anni di

servizio. Sono state premiate

anche le squadre vincitrici

delle Collegiadi 2011 e

ringraziati dalla sede di

Roma, Mons. Decio Cipolloni

e Padre Giovanni Rossi

I festeggiamenti in occasione del patrono

dell’Ateneo, che hanno come consuetudine

nella sede di Roma quella di premiare

con le targhe di benemerenza il personale

non docente che compie 20 anni di servizio

e di offrire un omaggio alle personalità

“amiche” dell’Università Cattolica,

quest’anno sono stati anticipati rispetto alla

ricorrenza della Solennità del Sacro Cuore

per la coincidenza in tale data della festività

capitolina di San Pietro e Paolo.

La cerimonia ha avuto inizio nella Chiesa

Centrale con la Santa Messa, presieduta da

mons. Sergio Lanza, Assistente ecclesiastico

generale e concelebrata dagli Assistenti

pastorali della sede di Roma e dai Frati

cappellani del Policlinico “A. Gemelli”.

L’Assistente ecclesiastico generale ha esortato

a riscoprire ogni giorno la forza rigeneratrice

del cuore di Gesù, sorgente d’amore

che consente il rinnovamento dello

spirito. Mons. Lanza ha poi ricordato come

“la festa del Sacro Cuore è occasione non

retorica di riflessione costruttiva su ciò

che caratterizza in profondità il volto e l’anima

della nostra Università. A cominciare

dal suo tenace voler essere, nonostante

la crescita numerica esponenziale, comunità

di persone, dove la relazione prevale

sull’interesse individuale”. “La condizione

umana, ha aggiunto, sempre fragile

sotto questo profilo, appare ulteriormente

indebolita dalla diffusa deriva dell’individualismo,

che domina l’orizzonte

socioculturale contemporaneo” e il cuore

di Gesù restituisce all’uomo la speranza e

la forza di vincere proprio questa condizione

di fragilità.

Le premiazioni del personale della sede e

la consegna degli omaggi a Sua Ecc. Mons.

Georg Gänswein, Segretario particolare

del Santo Padre e all’On. Prof. Giulio Tremonti,

Ministro dell’Economia e delle Finanze

sono seguite in Auditorium dove

docenti, dipendenti accompagnati dalle

loro famiglie e gli studenti della Facoltà si

sono riuniti per partecipare numerosi

all’evento presieduto dal Magnifico Rettore,

prof. Lorenzo Ornaghi, dal Direttore

Amministrativo, prof. Marco Elefanti, dal

Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia,

prof. Rocco Bellantone, dal Direttore

di Sede, dott. Giancarlo Furnari e dal

Direttore del Policlinico “Agostino Gemelli”,

prof. Cesare Catananti. La cerimonia di

consegna delle targhe di benemerenza,

presentata dal giornalista televisivo Francesco

Giorgino e animata con intermezzi

musicali dal cantante Valerio Scanu, è stata

anticipata dalla consegna degli omaggi

a mons. Georg Gänswein, Segretario

particolare del Santo Padre e all’on. Giulio

Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Il Magnifico Rettore, prof. Lorenzo

Ornaghi, ha poi preso la parola per motivare

alle due personalità le rispettive

attribuzioni di ringraziamento e consegnargli

gli omaggi.


MOTIVAZIONE

DELL’OMAGGIO A MONS.

GEORG GÄNSWEIN

Nato nel cuore della Foresta Nera, a Riedernam

Wald, mons. Georg Gänswein viene ordinato

sacerdote della Diocesi di Friburgo in

Brisgovia il 31 maggio 1984. Si laurea in Teologia

presso l’Università di Friburgo e consegue

nel 1993 il dottorato all’Istituto di Diritto

Canonico di Monaco di Baviera. Trasferitosi

a Roma nel 1995, come Ufficiale della Congregazione

per il Culto Divino e la Disciplina

dei Sacramenti, l’anno successivo viene chiamato

alla Congregazione per la Dottrina della

Fede dall’allora Prefetto, Cardinal Joseph

Ratzinger. Docente alla Pontificia Università

della Santa Croce, dal 2003 è Segretario personale

del Cardinal Ratzinger, di cui diventa

il Segretario particolare dalla Sua elezione a

Pontefice, il 19 aprile 2005.

Intenso è l’affetto che mons. Gänswein nutre

per il Policlinico “Agostino Gemelli”, per

la sede romana dell’Università Cattolica del

Sacro Cuore, per tutto il nostro Ateneo. Coltivata

con la discrezione, il senso della giustizia

e la leale franchezza, che in ogni circostanza

contraddistinguono l’azione di mons.

Gänswein, l’amicizia incomincia con una prima

visita al Policlinico a fianco del Santo Padre,

nell’agosto del 2005; prosegue in occasione

della solenne inaugurazione dell’anno

accademico 2005-2006 da parte di Sua Santità

Benedetto XVI e delle due visite del San-

to Padre a degenti e ai bambini assistiti dal

nostro Policlinico; ha una sua recentissima,

assai suggestiva e commovente espressione,

il 21 maggio scorso, nel Pellegrinaggio ad sedem

Petri, con cui l’Ateneo dei cattolici italiani

ha celebrato il 90° dalla fondazione.

Nel rendere oggi omaggio a monsignor

Gänswein, l’Università Cattolica del Sacro

Cuore intende manifestare in modo speciale

i propri sentimenti di stima sincera e

di gratitudine profonda nei riguardi di chi,

come Segretario particolare del Santo Padre,

ogni giorno mette fedelmente ed efficacemente

in pratica il medesimo precetto

In Auditorium il giornalista Francesco Giorgino

presenta la manifestazione.

La consegna dell’omaggio a Sua Ecc. Mons.

Georg Gänswein, Segretario particolare del

Santo Padre.

15


16

Il prof. Lorenzo Ornaghi, Magnifico Rettore,

legge la motivazione dell’omaggio offerto

all’On. Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia

e delle Finanze.

La facciata della Chiesa Centrale illuminata

per la giornata di festa.

che anche il nostro Fondatore indirizzò a

tutti coloro che avrebbero lavorato per l’Università

Cattolica: il Papa sarà sempre «il

prediletto del sacro Cuore di Gesù e noi, servendo

Lui, serviamo Gesù Cristo e lo facciamo

regnare». Con il gesto di riconoscenza

e affetto, che ora porgiamo a monsignor

Gänswein nella Festività del Sacro Cuore, l’Università

Cattolica desidera così confermare

la propria filiale devozione al Santo Padre,

che – sono ancora parole del nostro

Fondatore, scritte nel suo testamento spirituale

– è il solo che può disporre «dell’Università

e del suo indirizzo».

Dopo essere stato insignito del premio Capri

San Michele 2010 per il volume Benedetto

XVI Urbi et Orbi. Con il Papa a Roma

e per le vie del mondo, mons. Gänswein –

in uno dei suoi interventi pubblici, non frequenti,

sempre efficaci, appassionati e appassionanti

– ha così indicato un caposaldo

del pontificato di Benedetto XVI: «Una

fede che non si misura con la ragione diviene

essa stessa irragionevole e priva di senso. E

al contrario, una concezione della ragione

che riconosce unicamente ciò che è misurabile

non basta per comprendere l’intera

realtà».

«La fede aiuta a vivere, la fede regala gioia,

la fede è un grande dono: questa – ha proseguito

mons. Gänswein – è la convinzione

più profonda di Papa Benedetto». Orgogliosi

di questa medesima convinzione, l’Università

Cattolica, che celebra il suo 90° anno di

vita, la Facoltà di Medicina e Chirurgia, che

il 5 novembre prossimo festeggerà il 50° di

avvio dei corsi, e il Policlinico “Agostino Gemelli”,

che è anch’esso prossimo al mezzo

secolo di servizio alla Città di Roma e all’intero

Paese, esprimono tutta la loro vicinanza

a mons. Gänswein.

Tenendo nella mente e nel cuore ciò che egli

ebbe a dire nel suo paese natale in occasione

del 25° di ordinazione sacerdotale, insieme

con il presente riconoscimento l’Ateneo

dei cattolici italiani consegna a don

Giorgio l’impegno a ricambiare la sua stima

e il suo affetto, stando sempre accanto

a chi, proprio perché prete, è in ogni ora della

giornata «di guardia a un faro».

(Il Magnifico Rettore, prof. Lorenzo Ornaghi

– Il Direttore Amministrativo, Prof. Marco

Elefanti)

MOTIVAZIONE

DELL’OMAGGIO

ALL’ON. PROF.

GIULIO TREMONTI

Nato nella Valtellina, a Sondrio, Giulio Tremonti

è diventato un protagonista di assoluto

rilievo della vita politica nazionale e internazionale,

dopo aver svolto un’intensa

attività accademica e professionale.

Professore universitario dal 1974, è ordinario

di Diritto tributario all’Università degli Studi

di Pavia, presso la Facoltà di Giurisprudenza.

Socio dell’Istituto Lombardo di Scienze

e Lettere per la classe di Scienze morali,

ha scritto libri che conoscono durevole eco

non solo tra gli specialisti, ma anche in un

assai più vasto pubblico di lettori, ed è autore

di numerosi articoli e saggi sulle riviste

e sui giornali più importanti nel mondo. Ha

fatto parte della Commissione paritetica Italia-Vaticano,

per il finanziamento degli enti

ecclesiastici concordato nel 1985. Parlamentare

dal 1994, è stato Ministro delle Finanze,

poi Ministro dell’Economia e delle Finanze

dal 2001 al 2004 e dal 2005 al 2006,

vicepresidente del Consiglio dei Ministri, ed

è attualmente Ministro dell’Economia e delle

Finanze. È presidente di Aspen Institute

Italia, avamposto di osservazione e analisi delle

grandi trasformazioni in atto nel nostro

Paese e nel sistema globale, oltre che laboratorio

in cui delineare le concrete soluzioni

possibili alle principali questioni che in-


combono sullo sviluppo socio-economico e

sulla vita civile dell’Italia.

Nel rendere omaggio all’On. Prof. Giulio Tremonti,

l’Ateneo dei cattolici italiani intende

esprimere la propria sentita e partecipante

condivisione della ricerca di quali siano le forme

nuove, più efficaci e intelligenti, con cui

dare attuazione concreta all’idea-cardine che

uno dei maestri dell’Università Cattolica del

Sacro Cuore, l’economista e Rettore Francesco

Vito, compendiava nella formula «l’economia

al servizio dell’uomo». Quando l’economia è

realmente al servizio della persona, della famiglia,

delle realtà associative in cui si traduce

e di cui si nutre il naturale desiderio di

libertà e di verità di ogni uomo, anche per la

politica è meno defatigante porsi – e come tale

essere autenticamente sentita – al servizio

dei cittadini, quale strumento essenziale per

perseguire il bene comune dell’intera collettività.

Che l’economia e la politica dei nostri

sistemi democratici si pongano al sincero servizio

dell’uomo, ce lo chiedono la realtà presente,

con i suoi duri fatti, e il futuro incombente,

con le sue ragioni di speranza. Solo con

una speranza che vince la paura, riusciremo

ad andare oltre la situazione di crisi che da

tempo attanaglia l’intero Occidente.

Sempre più intrecciate nel cuore stesso dell’odierna

realtà, l’economia e la politica al

servizio dell’uomo sono anche al cuore di quel

nuovo modello di sviluppo, alla cui costruzione

Benedetto XVI ci ha sollecitato in ogni

Enciclica. La costruzione di un tale nuovo mo-

dello – come ci ricordò l’On. Prof. Giulio Tremonti,

nella sua Prolusione all’inaugurazione

solenne, a Milano, dell’anno accademico

2008-2009, quando, con sorpresa di molti, richiamò

uno studio presentato nel 1985 dal

Cardinal Joseph Ratzinger e poi pubblicato con

il titolo Church and economy: Responsibility

for the future of the world economy – dipende

da ciascuno di noi, dalla nostra visione

del mondo e dell’uomo, dalla nostra determinazione

a guidare i cambiamenti, anziché

assecondarli passivamente o subirli.

Per la sua crescente attenzione ai valori cristiani

che naturalmente fondano e intessono

l’agire economico al pari dell’azione politica,

per il suo sostegno alle forme più inno-

Mons. Sergio Lanza, Assistente ecclesiastico

generale, legge la motivazione di ringraziamento

a mons. Decio Cipolloni. Al tavolo

da sinistra il prof. Cesare Catananti,

Direttore del Policlinico “A. Gemelli”, il prof.

Rocco Bellantone, Preside della Facoltà di

Medicina e Chirurgia, il prof. Lorenzo Ornaghi,

Magnifico Rettore, il prof. Marco Elefanti,

Direttore Amministrativo e il dott.

Giancarlo Furnari, Direttore di Sede.

La celebrazione eucaristica nella Chiesa

Centrale.

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Il prof. Rocco Bellantone premia la prima

squadra classificata nel torneo delle Collegiadi.

Mons. Sergio Lanza, Assistente ecclesiastico

generale consegna l’omaggio a mons.

Decio Cipolloni, Vicario generale della Prelatura

di Loreto.

vative del mutualismo, della cooperazione e

dell’assistenza al malato, con cui le grandi

opere volute e prodotte dal cattolicesimo italiano

si apprestano a diventare elementi ancora

più essenziali allo sviluppo della vita del

popolo italiano e all’indispensabile realizzazione

di un welfare non statocentrico, per la

tenacia e il coraggio che lo guidano nel far

coniugare in ogni circostanza idee, cultura e

politica, è oggi motivo di grande onore per

tutta l’Università Cattolica del Sacro Cuore

rendere omaggio all’On. Prof. Giulio Tremonti,

esprimendogli i sentimenti della propria amicizia

e vicinanza.

(Il Magnifico Rettore, prof. Lorenzo Ornaghi –

Il Direttore Amministrativo, Prof. Marco Elefanti)

LE PREMIAZIONI

E I RINGRAZIAMENTI

DELLA SEDE DI ROMA

Ha fatto seguito la premiazione delle squadre

vincitrici delle Collegiadi 2011, la manifestazione

annuale che vede protagonisti

gli studenti residenti nei Collegi universitari

della sede di Roma.

Il prof. Rocco Bellantone, Preside della Facoltà

di Medicina e Chirurgia ha consegnato


Il prof. Marco Elefanti si congratula con

Ciro Galardo.

il primo premio alla squadra composta dagli

studenti dei collegi: Nuovo Joanneum,

Capitanio e Sacra Famiglia; il secondo premio,

è stato consegnato dal dott. Giancarlo

Furnari, Direttore di Sede alla squadra

composta dagli studenti dei collegi: Elisabetta

Renzi, Romitello, San Giuseppe Ma-

rello e Ker Maria; il terzo premio è stato

consegnato dal prof. Leonardo Antico, Direttore

dei Collegi alla squadra composta dagli

studenti del San Damiano e San Luca –

Barelli.

La cerimonia è stata anche l’occasione per

esprimere il ringraziamento della sede a

mons. Decio Cipolloni, Assistente spirituale

del personale docente e non docente della

sede di Roma dal 2000 al 2008, fino alla

sua nomina a Vicario generale della Prelatura

di Loreto e a padre Giovanni Rossi,

superiore dei Padri cappellani del Policlinico

“A. Gemelli” fino alla sua elezione a

Ministro provinciale dell’Ordine dei Frati

Minori. La giornata di festa si è poi conclusa

con un momento musicale offerto

dalla Corale della sede di Roma diretta da

Don Angelo Auletta, seguito dall’incontro

conviviale al quale hanno partecipato con

gioia la Direzione, il personale e numerosi

studenti.

Il prof. Cesare Catananti consegna l’omag -

gio a padre Giovanni Rossi, Ministro provinciale

dell’Ordine dei Frati Minori.

Il dott. Giovanni Hoz consegna la targa a

Francesco Falasconi.

Il dott. Andrea Cambieri con Stefania Adele

Ada Maffei.

Da sinistra il prof. Lorenzo Ornaghi si congratula

con Stefano Nicolai; il dott. Giancarlo

Furnari strige la mano a Ada Rubini;

il dott. Fabrizio Celani consegna la targa a

Roberta Palmieri.

19


N O V I T À

20

Successo per la Summer School

della Società Europea Clinica

delle Malattie Infettive

L’appuntamento annuale che riunisce docenti e giovani medici in formazione

per discutere ed approfondire, tematiche inerenti le malattie infettive

e la microbiologia è stato organizzata per la prima volta in Italia,

a Treviso, presso il Centro Studi Lorenzon dell’Università Cattolica

Il prof. Roberto Cauda, Direttore della 10a

Summer School dell’European Society

of Clinical Microbiology and Infectious

Diseases (ESCMID).

La 10 a Summer School dell’European Society

of Clinical Microbiology and Infectious

Diseases (ESCMID) si è tenuta per la prima

volta in Italia, a Treviso, presso il Centro Studi

“Achille e Linda Lorenzon” dell’Università

Cattolica del Sacro Cuore, dal 2 al 9 luglio

2011. Questa Summer School rappresenta un

appuntamento annuale della Società, molto

atteso, perché riunisce, per una settimana,

docenti e discenti, cioè giovani medici in

formazione (l’età media è inferiore a 30 anni),

che vogliono discutere ed approfondire,

di Roberto Cauda *

tematiche inerenti le malattie infettive e la

microbiologia, in un clima di assoluta informalità.

Quest’anno la scelta ove tenere la Summer

School è toccata all’Italia e la conduzione

della stessa è stata affidata a me; si è deciso

che il luogo più adeguato per il suo svolgimento

fosse lo splendido Centro Studi Lorenzon

di Treviso.

Come è tradizione, la responsabilità della

direzione è stata condivisa con i professori

Giampiero Carosi (Università degli Studi di

Brescia) e Patrice Nordmann (Università di

Parigi). Anche se la Summer School ha un’offerta

formativa che muta di anno in anno

a seconda delle scelte operate dalla direzione

del programma, essa tiene sempre in

gran conto, per la missione di formazione di

giovani medici che essa riveste, le priorità

della Sanità Pubblica.

Quest’anno, quindi, sono stati affrontati temi

di grande rilevanza e respiro come, solo

per citarne alcuni, l’antibiotico-resistenza,

le infezioni ospedaliere, l’influenza,

l’HIV/AIDS, le epatiti virali, la patologia

infettiva dell’ospite fragile, il problema

del controllo delle infezioni in ambito

comunitario ed ospedaliero. A sviluppare

e approfondire queste tematiche è stata

chiamata una Faculty di oltre 20 esperti di

fama internazionale, provenienti da diversi

Paesi europei. Il carattere di scuola,

ha permesso, ai partecipanti, di porre domande

e richieste di chiarimenti e di par-


tecipare al dibattito, in un clima di assoluta

informalità. Parlando poi dei discenti,

quest’anno si è avuto un vero e proprio

boom di iscrizioni che è tanto più significativo

alla luce della presente congiuntura

economica che di certo non favorisce la

mobilità dei giovani. Alla fine sono stati

selezionati 54 giovani medici provenienti

da 27 Paesi del mondo, comprensivi oltreché

dei Paesi europei, di Australia, Sud

Africa, Nepal, Filippine, Pakistan, Russia.

Quest’anno, tra le tematiche oggetto della

Scuola, si è anche scelto di trattare di argomenti

la cui conoscenza tra i giovani medici

spesso viene data per scontata, ma che

scontata non è. Grande successo hanno così

riscosso le relazioni su come leggere criticamente

un lavoro scientifico, scrivere un

lavoro scientifico e sottoporlo al giudizio di

una rivista, preparare una presentazione

orale. Come novità di questa scuola c’è stata

l’esposizione plenaria da parte di ciascun

partecipante di un caso clinico da lui preparato,

che poi è stato discusso, per gli aspetti

inerenti la presentazione stessa, in piccoli

gruppi pomeridiani sotto la guida di una

persona senior esperta sull’argomento.

Questa iniziativa ha suscitato grande interesse

e viva partecipazione, così come molto

apprezzate sono state le sessioni pomeridiane,

sempre affollate, che hanno affrontato

aspetti più pratici, focalizzati su argomenti

di grande attualità nel campo infettivologico.

La Summer School in una parola, ha cercato

di rafforzare nei giovani medici partecipanti,

quel concetto che dovrà di necessità,

regolare la loro futura vita professionale

cioè di evidence-based che oggi regola la

medicina moderna.

C’è però un obiettivo che questa Summer

School Europea ritiene da sempre prioritario

anche forse sull’apprendimento e la formazione,

ed è quello di favorire lo scambio

culturale tra medici che provengono da

realtà spesso geograficamente distanti con

situazioni politiche, sociali, economiche diverse

al fine di promuovere la condivisione

di obiettivi e la reciproca tolleranza.

La Summer School ha avuto un prologo

istituzionale con la cerimonia inaugurale

che si è tenuta presso lo storico Palazzo dei

Trecento, offerto dal Comune di Treviso e

a cui hanno partecipato le autorità civili,

accademiche, sanitarie e militari della città

e della Regione Veneto. I relatori ufficiali

sono stati, il Presidente dell’ESCMID, prof.

Giuseppe Cornaglia ed il dott. Alessandro

Vaglia, che hanno affrontato il tema della

peste come esempio di una malattia infettiva

che, oggi scomparsa, ha grandemente

influenzato nel corso dei secoli, la

storia dell’umanità. A noi promotori è sembrato

che una malattia così rilevante dell’antichità

fosse la migliore introduzione

alla moderna infettivologia. Come è tradizione

di una Summer School, la vita dei

docenti e discenti si è svolta a stretto con-

Il Centro Studi “Achille e Linda Lorenzon” dell’Università

Cattolica del Sacro Cuore a Treviso,

questo anno sede ospitante della Summer

School.

21


22

I partecipanti di quest’anno insieme ad

alcuni docenti.

Alcuni giovani medici durante una lezione

presso la Summer School della Società Europea

di Clinica delle Malattie Infettive.

tatto, creando quel clima di complice condivisione

che è poi il segreto del successo

della Scuola. La serata di gala conclusiva

si è tenuta nei giardini della splendida Villa

Lorenzon.

Numerosi sono i segni di apprezzamento ricevuti

al termine della Summer School, da

parte della Faculty e dei partecipanti. Un

particolare ringraziamento va espresso alle

aziende farmaceutiche di settore che hanno

cooperato al sostegno finanziario dell’evento

ed a quanti in ESCMID (dott. Adrian

Baumeyer) e in Cattolica (dott. Augusto Di

Vossoli) hanno curato in maniera impecca-

bile l’organizzazione e lo svolgimento della

Scuola.

Il mix rappresentato dalla scelta di tematiche

interessanti trattate da una Faculty

esperta e qualificata, dalla attenta selezione

dei partecipanti sulla base delle motivazioni

individuali e - non ultimo - dalla magnifica

sede, il Centro Studi “Achille e Linda

Lorenzon”, si è rivelato vincente per il successo

di questa 10 a Summer School.

* Direttore dell’Istituto di Clinica delle

Malattie infettive dell’Università Cattolica

e Direttore della 10 a Summer School


Il convegno ha preso spunto dal conseguimento

della certificazione di qualità ISO

9001:2008 della Banca del Cordone Ombelicale

UNICATT; un risultato che segna positivamente

la crescita e la piena maturità

della struttura, nata per volontà della Direzione

del Policlinico “A. Gemelli” e sviluppatasi

grazie all’impegno degli operatori delle

unità di Ematologia, Ginecologia e del

Servizio di Emotrasfusione.

Il 9 febbraio scorso in occasione del conseguimento della certificazione

ISO 9001:2008 della Banca del Cordone Ombelicale UNICATT si è svolto

un incontro presso l’aula Brasca del Policlinico “A. Gemelli” per

presentare lo sviluppo e l’operatività della struttura

La Banca

del Cordone

Ombelicale

UNICATT

All’incontro, moderato dalla prof.ssa Gina

Zini, Direttrice della Banca del Cordone Ombelicale

UNICATT, ha partecipato anche il

Magnifico Rettore, prof. Lorenzo Ornaghi, il

quale in apertura ha rivolto un saluto e un

augurio speciale al continuo sviluppo delle

attività della struttura che nell’ambito della

ricerca “si colloca tra i processi virtuosi di

innovazione tecnologica eticamente sostenibile”.

Il Preside della Facoltà di Medicina

Il Magnifico Rettore, prof. Lorenzo Ornaghi

in aula Brasca porge il saluto ai partecipanti

del convegno della Banca del Cordone

Ombelicale UNICATT.

C E R T I F I C A Z I O N E

23


24

La consegna della certificazione UNI EN

ISO 9001:2008 da parte del team Bureau

Veritas ai medici della Banca UNICATT. Al

centro la prof.ssa Gina Zini, Direttore della

UOC di Emotrasfusione e Direttore della

Banca del Cordone Ombelicale UNICATT.

e Chirurgia, prof. Rocco Bellantone e il Direttore

del Policlinico “A. Gemelli”, prof. Cesare

Catananti hanno illustrato le finalità

dell’incontro.

Attualmente la Banca UNICATT utilizza come

bacino per le donazioni unicamente il

punto nascita del Policlinico “A. Gemelli”

(con circa 3.400 nati nell’ultimo anno). “L’obiettivo

è quello di aumentare gli sforzi,

ha spiegato la prof.ssa Gina Zini, collaborando

con altre aziende ospedaliere di Roma

con punti nascita ad alto indice di natalità,

per creare altri centri di raccolta attraverso

la formazione del personale ostetrico”.

Per rendere operativo questo progetto

sono, infatti, in programma corsi di

Come nasce la Banca UNICATT

L’impegno del Policlinico “A. Gemelli” sulla raccolta del sangue di cordone ombelicale

nasce nel 2003, grazie al generoso finanziamento ricevuto dalla Fondazione Cassa

di Risparmio di Roma disposto dal Presidente prof. Avv. Francesco Maria Emanuele

Emmanuele e dal Segretario Generale dott. Francesco Parasassi. Lo sviluppo della

Banca si è articolato in diverse fasi: la prima, esclusivamente sperimentale, finalizzata

all’impiego delle cellule staminali cordonali per ricerca scientifica e la seconda,

ad impronta “assistenziale”, finalizzata alla caratterizzazione immunogenetica (tipizzazione

HLA) e alla conservazione delle unità di sangue cordonale per un potenziale

uso clinico in donatori geneticamente non correlati, ottenendo il riconoscimento

della Regione Lazio (Delibera della Giunta 2 aprile 2004, n.248).

formazione per le ostetriche afferenti ai

nuovi centri di raccolta.

LA BANCA UNICATT

La Banca del Cordone Ombelicale UNICATT

nasce grazie alla collaborazione tra l’Istituto

di Ematologia, diretto dal prof. Giuseppe

Leone e il Dipartimento per la Tutela della

Salute della Donna e della Vita Nascente,

diretto dal prof. Giovanni Scambia. Essa

è una delle diciotto banche pubbliche che

operano nell’ambito del Servizio Sanitario

Nazionale (SSN), ed è membro dell’ITCBN

(Italian Cord Blood Network), il network della

Banche di Cordone Italiane. Il coordinamento

tecnico-scientifico è a cura del Centro

Nazionale Trapianti e del Centro Nazionale

Sangue, in accordo a standard scientifici

nazionali ed internazionali.

La Banca UNICATT ha come obiettivo quello

di contribuire a creare un inventario di

unità di sangue di cordone ombelicale per

quei pazienti, affetti da patologie curabili

con il trapianto di cellule staminali emopoietiche,

che non hanno un donatore familiare

compatibile (uso allogenico). Oltre

che raccogliere e conservare le donazioni solidaristiche

del sangue cordonale, in casi

particolari, può essere conservato il sangue

cordonale per uso dedicato. Infatti, se

un membro della famiglia è affetto da una

patologia curabile con il trapianto, oppure


se nella famiglia stessa c’è un elevato rischio

di malattie genetiche che potrebbero

riguardare futuri figli, il sangue cordonale

viene conservato per il familiare malato

o per il bambino stesso. Queste prestazioni,

a fronte della presentazione di

motivata documentazione clinica al momento

del colloquio, sono offerte dalle Banche

senza alcun onere economico per il paziente

e la sua famiglia.

Il sangue contenuto nella placenta e nel

cordone ombelicale è un materiale prezioso,

ricco di cellule staminali emopoietiche

capaci di dare origine alle normali cellule del

sangue e rappresenta quindi una valida alternativa

al midollo osseo per eseguire il

trapianto di cellule staminali. Il trapianto di

cellule staminali rappresenta l’unica possibilità

di guarigione per molti pazienti affetti

da leucemia o da altre gravi malattie

ematologiche. Purtroppo, molti di questi

pazienti non hanno un donatore di midollo

compatibile né tra i propri familiari né nei

Registri Internazionali di donatori di midollo

osseo. Per queste persone, il sangue

di cordone ombelicale rappresenta l’unica

speranza per poter eseguire il trapianto. Al

termine del parto il sangue di cordone ombelicale

viene abitualmente eliminato. Al

contrario, esso può essere raccolto con una

semplice procedura che non comporta rischi

né per la madre né per il neonato. Que-

Le sacche di sangue di cordone ombelicale

raccolto vengono conservate in appositi

contenitori in azoto liquido. Nella foto,

il sig. Massimiliano Rocchi nella sala criobiologica

dove sono posizionati i contenitori

di azoto liquido.

Come contattare la

Banca UNICATT

La UNICATT Cord Blood Bank è ubicata

presso il Servizio di Emotrasfusione del

Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”

(piano -1 della Piastra Polifunzionale).

I colloqui per le donazioni si svolgono

il martedì dalle 8 alle 12 o, al di fuori

di questo orario, previo appuntamento

telefonico (06-30154068).

I contatti con gli utenti sono tenuti da:

• dott.ssa Maria Bianchi

• dott.ssa Luciana Teofili

• dott.ssa Sara Giannandrea

Telefono: 06-30154068

Fax: 06-30154723

(lunedì – venerdì 10-13)

Per ricevere informazioni sulla donazio -

ne del sangue di cordone ombelicale

e/o dare suggerimenti:

bancastaminali @rm.unicatt.it

Siti Internet:

www.policlinicogemelli.it

www.graziemamma.org

I medici della Banca Unicatt, le dottoresse

Maria Bianchi a sinistra e Luciana Teofili a

destra, nel laboratorio di manipolazione

cellulare. Il sig. Mauro De Martini controlla

il processo di congelamento graduale

cui vengono sottoposte le unità di sangue

cordonale prima di essere immerse in azoto

liquido.

25


26

La sig.ra Tiziana Rappoli, caposala del servizio

di Emotrasfusione, in uno degli ambulatori

in cui si svolgono abitualmente i

colloqui per l’arruolamento delle donatrici

di sangue di cordone ombelicale.

A fianco, due ostetriche in sala parto durante

l’assistenza e il monitoraggio di una

partoriente. Le ostetriche fanno parte del

personale dedicato alla raccolta dei cordoni

e sono impegnate anche nell’ambito

delle iniziative formative in programma

presso la Banca del Cordone Ombelicale.

La dott.ssa Maria Bianchi nel laboratorio

di manipolazione cellulare.

sto prelievo avviene in pochi minuti ed è

del tutto indolore e non comporta alcuna

modifica nella normale assistenza al parto.

Dopo la nascita, quando il cordone ombelicale

è stato reciso, un operatore esperto

raccoglie in un’apposita sacca il sangue

rimasto nel cordone ombelicale e nella placenta.

La sacca viene immediatamente trasportata

alla Banca del sangue di Cordone

per essere manipolata e poi conservata in

appositi congelatori dedicati.

“La realtà ormai di fatto multietnica della

popolazione laziale, ha spiegato la prof.ssa

Zini durante la conferenza, propone una

sfida anche più ambiziosa dato che all’aumentata

numerosità delle unità raccolte

farà riscontro la loro preziosa eterogeneità,

specchio della crescente complessità

della popolazione. Questo consentirà op-

portunità potenziali di cura a uno spettro

sempre più ampio di pazienti”. Per far decollare

la donazione del cordone nel Lazio,

dunque, oltre all’attivazione di centri raccolta

presso altre aziende ospedaliere regionali

e all’estensione del servizio raccolta

e accettazione della Banca UNICATT del

Policlinico “A. Gemelli” 24 ore su 24, tra gli

obiettivi che saranno perseguiti a breve,

sarà anche compresa l’organizzazione di

una campagna strategica di informazione

e diffusione della cultura della solidarietà

e del dono. È infatti allo studio il progetto

di una task force di medici del Policlinico

“A. Gemelli” che, d’intesa con le istituzioni

cattoliche, possa svolgere un’azione di informazione

e formazione per le coppie che

frequentano i corsi di preparazione al matrimonio

nelle parrocchie di Roma.

Sino ad oggi nella Banca del Cordone Ombelicale

UNICATT sono conservate circa 300

unità di sangue cordonale e con i cordoni

donati alla Banca, sono stati trapiantati

dieci pazienti con varie patologie e appartenenti

a diversi Paesi. A partire dal gennaio

2011, l’operatività della Banca in “modalità

h24” e la disponibilità del personale medico

per i colloqui durante tutta la settimana

consentiranno un sicuro miglioramento

delle prestazioni. Donare il sangue

di cordone ombelicale è un gesto semplice

e sicuro, che dà speranza di vita, un gesto

altruistico, in un’ottica solidale e umanitaria

che arricchisce l’intera comunità.


Curare e avere cura dei

malati, questa la mission

del reparto di Brachiterapia

Il rinnovamento della struttura, centro di riferimento nazionale, ha previsto

l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, per rispondere al meglio alle

necessità dei pazienti durante il percorso di cure delle patologie oncologiche.

Punto di forza del progetto è stato quello di favorire l’accoglienza e

l’umanizzazione delle cure nel massimo rispetto delle regole di radioprotezione di Carla Alecci

Realizzare un reparto dove si cura con l’ausilio

delle migliori tecnologie oggi disponibili,

ma nello stesso tempo si accompagna

e sostiene il paziente oncologico nell’affrontare

la malattia con serenità, investire

nel rapporto di diretta collaborazione

con il malato nella lotta contro il cancro, perché

curare non significa solamente guarire

la patologia oncologica, ma anche prendersi

cura della persona, rispondere ai bisogni

dei ricoverati, offrendo servizi utili.

Questi gli obiettivi fortemente voluti dal

prof. Numa Cellini, ordinario di Radioterapia

e Direttore dell’Unità Operativa di Radioterapia

2 del Policlinico “A. Gemelli”, che

ha dato un segno concreto di sensibilità e

attenzione verso i pazienti che affrontano

una grande e difficile prova qual è la cura

della patologia oncologica, promuovendo,

insieme al prof. Vincenzo Valentini e alla loro

équipe, un progetto di accoglienza e

umanizzazione del rinnovato reparto di

Brachiterapia. Perché “umanizzare l’ospedale

significa costruire un reparto secondo

le necessità di chi lo utilizza, afferma il

prof. Cellini, prendersi cura con attenzione

particolare dei pazienti, oltre che curare

utilizzando tecnologie avanzate e sofisticate”.

Insomma, high tech e high touch, come

ama dire il prof. Cellini. L’aspetto troppe

volte carente nel rapporto medico-paziente

è l’incapacità del medico di “mettersi

nei panni dell’altro” non tanto dal punto

di vista della malattia, ma in particola-

re, rispetto alle dimensioni umana e psicologica,

anch’esse fortemente rilevanti per

un percorso di cura in una visione integrale

della persona. “Abbiamo messo sotto lente

d’ingrandimento i bisogni dei malati e

abbiamo scoperto che non sentirsi smarriti

e soli all’interno di un reparto di ospedale,

avere risposte alle domande, essere

ricoverati in un luogo più umano e sereno

dove poter trascorrere il tempo durante le

cure, vedere rispettate da tutti le regole

per la radioprotezione, rigorose ma indispensabili,

sono i bisogni prioritari dei nostri

ricoverati”.

LE NUOVE TECNOLOGIE

Per questi motivi le porte d’accesso del reparto

sono state messe in sicurezza proteggendo

malati e operatori, impedendo

il libero accesso in una zona di degenza

che richiede che vengano rispettate rigide

misure di radioprotezione. C’è un vero e

proprio semaforo all’ingresso del reparto,

che indica con evidenza quando è consentito

e quando è vietato l’accesso in reparto

e quali misure di radioprotezione adottare

per controllare la radioattività e per

evitare il rischio di contaminazione all’entrata

e all’uscita. Quando il paziente assume

la sorgente radioattiva il semaforo è

rosso, quando ha terminato la terapia, solo

il fisico competente, può dare il via libera

e far riaccendere la luce verde.

All’interno della degenza protetta, la verifica

a distanza della radioattività emessa

dal paziente.

R I N N O V A M E N T O R E P A R T I

27


28

La squadra di assistenza all’ingresso della

degenza ad alta attività. Da sinistra, la

dott.ssa Elisa Ciurlia, il dott. Luca Tagliaferri,

la sig.ra Rosalba Russo, il prof. Numa

Cellini, la dott.ssa Daniela Smaniotto, il

dott. Giacomo De Dilectis, il caposala Alessandro

Colace, il dott. Andrea Attanasio e

la dott.ssa Barbara Diletto.

Il personale di assistenza controlla in condizioni

di assoluta radioprotezione, il corretto

svolgimento del trattamento di brachi -

terapia che avviene nella sala adiacente.

Nel reparto sono stati installati due videocitofoni

in modo che i familiari possano

parlare con i pazienti ricoverati durante

le terapie; infatti se alcuni degenti possono

alzarsi dal letto e comunicare con il

familiare anche se divisi da un vetro, altri

pazienti, costretti invece a rimanere al letto,

grazie al video citofono possono mantenere

relazioni con l’esterno. Al momento

dell’ingresso nel reparto viene consegnata

ai pazienti una lettera personale in

cui viene spiegato quello che accadrà durante

la degenza con l’obiettivo di fornire

ai malati una corretta ed esaustiva informazione,

con linguaggio facilmente comprensibile.

Inoltre, per combattere la sensazione

di distanza che si può avvertire negli

spazi ospedalieri, le pareti del reparto

sono state abbellite con rasserenanti immagini

di paesaggi alpini mentre delle

piante ornamentali collocate lungo i corridoi,

aggiungono un tocco di verde.

ASCOLTARE IL PAZIENTE

Particolare attenzione viene data all’ascolto

attivo del paziente perché anche

una efficiente organizzazione dei reparti

da sola non è sufficiente a garantire il migliore

servizio per il malato, che si completa

dando spazio adeguato all’aspetto

relazionale nel rapporto con i medici e lo

staff sanitario. I pazienti desiderano essere

ascoltati da medici che tengano conto

delle loro difficoltà, dei timori, dei dubbi

relativi alla propria malattia, al suo evolversi

e agli effetti collaterali permanenti o

temporanei delle terapie. Infatti è molto

apprezzata la disponibilità del medico ad

instaurare una comunicazione chiara,

aperta e attenta, che consideri la persona

malata nella sua interezza. Una corretta ed

efficace relazione medico-paziente porta,

da un lato, ad una migliore comprensione

delle necessità anche terapeutiche del paziente

e dall’altro, diminuisce il senso di angoscia,

di ansia, talvolta di panico, del malato

determinati dalla paura di ciò che non

conosce. I pazienti spesso non sono in grado

di comprendere i termini specialistici

utilizzati dai medici e lamentano una vera

e propria carenza nelle spiegazioni riguardo

alle cure. Anche l’eccessiva sintesi

nel rispondere alle domande relative a

tutti gli aspetti della patologia crea disa -

gio e ansia. “Per i malati di tumore l’informazione

rappresenta la prima medicina,

afferma il prof. Cellini, ed è per questo

motivo che abbiamo installato nel reparto

un totem con comandi touch screen a

disposizione dei pazienti, ideato dal dott.

Luca Tagliaferri, specialista presso l’Unità

Operativa di Radioterapia 2, che ha realizzato

un software dedicato che consente

la facile visualizzazione di tutte le informazioni

sulle terapie e sul percorso di

cure. Con il prezioso aiuto dei medici specializzandi

di radioterapia abbiamo regi-


strato le più frequenti domande poste dai

pazienti ed elaborato insieme a loro le risposte.

Queste sono state riorganizzate in

una prima parte discorsiva che contiene informazioni

generali e una seconda parte

a domande e risposte, che viene continuamente

aggiornata”. “I pazienti, ricevendo

informazioni corrette e univoche su

quello che succede al loro ingresso nel reparto,

acquistano fiducia e collaborano all’attuazione

del piano terapeutico proposto,

spiega la prof.ssa Daniela Smaniotto,

dirigente medico dell’Unità Operativa di

Radioterapia 2, si accede in questo reparto

sapendo che ci sono pazienti fonte di

radiazione. Questo creava nei ricoverati

atteggiamenti negativi, ma comprensibili

dettati dalla paura. Ma parlando e spiegando

che le terapie somministrate in questo

reparto sono ‘speciali’ e richiedono obbligatoriamente

il ricovero del paziente in

camere schermate e appositamente attrezzate

la diffidenza si supera. Da parte

di tutti noi occorre eliminare tutti i fattori

di rischio, assicurando la radioprotezione

sia a beneficio dei pazienti che del personale

che vi lavora”.

Da meno di un anno nel reparto di Brachiterapia

si trovano due nuove e sofisticate

strumentazioni collocate in una camera

rinnovata e dotata di tutti gli accorgimenti

che consentano di non far sentire

al paziente l’isolamento durante i giorni di

degenza che, impossibilitato ad alzarsi, può

attraverso il videocitofono vedere e parlare

con i familiari. Le nuove e sofisticate apparecchiature

emettono sorgenti più potenti

e mentre prima l’irradiazione era continua,

adesso con queste sorgenti più attive

viene interrotta di proposito. In maniera

pulsata la macchina sa quando deve

fermarsi e quando deve ripartire, pronta a

bloccarsi nel caso di un’emergenza. Lo sviluppo

scientifico, sempre più intenso, ha

permesso la produzione di apparecchiature

e l’individuazione di nuovi e più efficaci

farmaci. La ristrutturazione del reparto

e l’acquisizione di queste apparecchiature

hanno permesso di potenziare le cure. Sono

pochi i centri in Italia che hanno questo

tipo di macchinari che fanno del reparto

di Brachiterapia del Policlinico “A. Gemelli”

uno dei centri di riferimento nazionale.

Si tratta di due apparecchi totalmente

digitali di ultima generazione, che consentono

di eseguire due trattamenti contemporaneamente,

di trattare un numero

doppio di pazienti e quindi di ridurre i tempi

di attesa al fine di ottimizzare il timing

per l’integrazione con le altre terapie.

“Tecnologie di avanguardia e massima attenzione

a tutti i bisogni della persona

malata a partire dalle piccole necessità

quotidiane, questo il criterio che abbiamo

perseguito e perseguiamo nella realizzazione

del reparto di Brachiterapia, dice il

dott. Stefano Luzi, dirigente medico dell’Unità

Operativa di Radioterapia 2, abbiamo

voluto che gli stessi pazienti ci fornissero

suggerimenti utili per costruire

davvero un reparto a loro misura, ricevendo

e incoraggiando i pazienti a scriverci

durante e alla fine del loro ricovero

in reparto. Per questo abbiamo collocato

ben visibile nel reparto una tradizionale

cassetta postale di colore rosso. Qui vengono

depositate le lettere scritte dai pazienti

generalmente al momento della dimissione:

sono per noi informazioni preziose

che ci consentano di accrescere il benessere

dei nostri ‘ospiti’. Nel tempo grazie

a questa particolare corrispondenza

abbiamo colto alcuni bisogni particolari

dei pazienti durante la degenza, il loro grado

di soddisfazione riguardo le condizioni

igieniche, i servizi e le prestazioni erogate.

Molto spesso in queste lettere ci sono

solo semplici espressioni di ringraziamento

per i medici e per gli infermieri del

reparto, che danno a noi tutti grande soddisfazione”.

Nella parete centrale del reparto

è stato posto un crocifisso artistico.

“È il crocifisso di San Damiano, conclude

il prof. Cellini, donato da una paziente e collocato

in una posizione ‘strategica’. In questa

area del reparto celebriamo la Santa

Messa dopo aver disposto i letti dei pazienti

attorno a questa immagine sacra

per portare il conforto dei sacramenti ai nostri

malati. Può sembrare un’iniziativa un

po’ clericale, ma nata dall’esperienza che

nella malattia grave la preghiera aiuta, ha

un valore terapeutico e molte persone diventano

più consapevoli dei propri sentimenti

religiosi e spirituali. È un conforto

in più che abbiamo pensato di offrire in libertà

ai nostri pazienti che vivono situazioni

di particolare fragilità”.

Il personale della degenza illustra al paziente

il funzionamento di un sistema computerizzato

di autoapprendimento mediante

touch screen.

“L’angolo di casa”: un ambiente del reparto

trasformato in un luogo in cui più facilmente

si crea una relazione fra malati,

familiari e personale.

29


I N I Z I A T I V A C U L T U R A L E

30

I degenti incontrano

gli autori nella

hall del Policlinico

Una serie di incontri promossi dalla Direzione del Policlinico “A. Gemelli” in collaborazione

con le Librerie Arion, ai quali partecipano di volta in volta importanti scrittori, intervistati da

Luciano Onder. Un modo per animare la degenza dei pazienti che possono seguire l’evento

anche dalla propria camera attraverso il collegamento TV a circuito chiuso

Il giornalista Bruno Vespa.

Alcuni pazienti seguono l’evento in diretta

sul televisore della propria camera di

degenza.

Si chiama “Il cielo nelle stanze”, il progetto

ideato e promosso dal Policlinico Universitario

“Agostino Gemelli” e dalle Librerie

Arion, per portare il mondo della scrittura

e i suoi protagonisti a contatto diretto con

i degenti e i loro familiari.

All’evento diversi importanti scrittori hanno

dato la propria disponibilità ad essere

presentati ed intervistati sul palco allestito

nella hall del Policlinico “A. Gemelli”, davanti

ad un numeroso pubblico.

L’apprezzamento positivo che ha avuto

l’iniziativa è dovuto anche alla possibilità

che è stata resa ai pazienti di poter seguire

l’evento in diretta, dai televisori disposti

nelle proprie camere di degenza,

grazie al collegamento a circuito chiuso

di Francesca Fusco

di cui dispone il Policlinico “A. Gemelli”.

Il ciclo degli incontri ha preso il via il 18 novembre

scorso con la presenza del noto scrittore

Andrea Camilleri, il quale ha inaugurato

l’iniziativa intervistato da Luciano Onder.

Camilleri ha ragionato sul valore della lettura

e sul peso delle radici culturali, testimoniando

che il suo primo romanzo ha avuto

origine nel 1967, in una stanza del Policlinico

“A. Gemelli”, durante un periodo di degenza

del padre. Non sono mancati alcuni

riferimenti al personaggio di Salvo Montalbano,

che si richiama alla figura paterna.

Il secondo incontro, il 13 dicembre scorso,

ha avuto come protagonista Antonio Pennacchi,

vincitore del premio Strega con “Canale

Mussolini”, il quale nel corso dell’in-


tervista condotta sempre da Luciano Onder

ha rivolto e indirizzato i propri pensieri

ai degenti, ricordando che “si può essere

felici anche quando ammalati”, l’importante

è “sviluppare relazioni solidali con

gli altri e riscontrare impegno e sollecitudine

in chi ci cura” e proprio per questo, è

fondamentale che “chi studia per diventare

medico o infermiere impari che ci vuole

amore per il malato”.

Il 20 dicembre, l’appuntamento con la rassegna

“Il cielo nelle stanze” ha avuto come

ospite il giornalista Bruno Vespa, che ha voluto

parlare, dal suo punto di vista, dei principali

vizi e virtù del nostro tempo, analizzando

aspetti sociali e ripercorrendo periodi

storici e politici decisivi del Paese che

ha descritto in dettaglio nel suo ultimo volume

pubblicato.

Nell’ultimo incontro, tra quelli svolti fino alla

prima metà di febbraio, è stato protagonista

Erri De Luca, scrittore che nella sua vita

ha affrontato numerose situazioni difficili

e controverse, talora inconsuete per un “uomo

di lettere”: operaio alla Fiat di Torino, emigrante

in Francia, attivista di Lotta continua.

A questo ciclo di incontri, ne sono seguiti

altri, che hanno arricchito l’ambito delle

iniziative pensate per alleviare la degenza

dei pazienti e che hanno trovato nella hall

del Policlinico la giusta location per favorire

l’incontro tra i pazienti e l’intera comunità

che popola quotidianamente la realtà

ospedaliera.

Il pubblico presente nella hall del Policlinico

“A. Gemelli” durante l’incontro inaugurale

dell’iniziativa.

Lo scrittore Antonio Pennacchi mentre autografa

alcuni libri.

Il palco della hall del Policlinico durante l’intervista

che Luciano Onder ha fatto allo

scrittore Andrea Camilleri seduto a destra.

31


P R O G E T T O E U R O P E O

32

In prima linea

nel far fronte

alle emergenze

Con la presentazione dei risultati del lavoro durato tre anni, si è concluso

il Progetto europeo SICMA sulle emergenze e i grandi disastri, nel quale

l’Università Cattolica ha rappresentato la componente medica

Il prof. Daniele Gui mentre presenta i risultati

del Progetto SICMA.

Si chiama SICMA (Simulation of Crisis Management

Activities) il Progetto Europeo

sulle emergenze e i disastri, i cui risultati

del lavoro durato tre anni sono stati presentati

a Monaco di Baviera nel mese di giugno

2010.

Il soccorso medico durante le emergenze e

i disastri, il trasporto e la cura definitiva dei

feriti sono un problema crescente nel mondo

e richiedono la predisposizione di piani

organizzativi sempre più complessi sul luogo

dell’incidente e all’interno degli ospeda-

li. Al fine di poter sperimentare, almeno virtualmente,

le soluzioni organizzative ritenute

migliori per fronteggiare queste gravi

evenienze, la Commissione Europea ha premiato

nel 2007 con un finanziamento del

7° Programma quadro (FP7) un progetto di

ricerca per modellizzare e simulare i feriti e

le attività di soccorso nelle emergenze e nei

disastri. La ricerca era stata presentata da

un consorzio di aziende ed enti di ricerca di

vari Paesi d’Europa, tra cui l’Università Cattolica,

Elsag/Datamat e CNR (Italia), IABG

(Germania), Elbit (Israele), ITT (Polonia), IFAD

(Danimarca) e Skytek (Irlanda).

I risultati del Progetto SICMA sono stati

presentati agli esperti internazionali del

settore dal 9 al 12 giugno 2010 a Monaco,

nella sede della Società IABG, leader tedesco

nella progettazione di software per la

sicurezza nei settori dell’avionica e della

difesa. Per l’Università Cattolica hanno partecipato

il prof. Daniele Gui, direttore della

Divisione Osservazione Breve Chirurgica

del Policlinico “A. Gemelli”, la dott.ssa

Sabina Magalini e il dott. Massimo Di Mugno.

Anche il sistema di calcolo statistico

del simulatore è stato elaborato all’interno

del Policlinico “A. Gemelli” per opera del

dott. Andrea De Gaetano, responsabile del

Laboratorio di Biomatematica dello IASI-

CNR, in virtù di una specifica convenzione

di ricerca.

Nel corso dei tre giorni di presentazione dei

risultati, sono state realizzate dimostra-


zioni pubbliche di come il simulatore sia in

grado di elaborare i piani preventivi per la

migliore distribuzione e gestione delle risorse

di soccorso. Gli operatori hanno potuto

scegliere la sede dell’esercitazione su

una grande mappa computerizzata della

città di Roma, che è stata presa come base

del piano di esercitazione data l’elevata

componente italiana nel consorzio. Sulla

pianta della città presentata con struttura

tridimensionale, gli esperti hanno messo

alla prova il simulatore, definendo la sede

di un’esplosione, dislocando i mezzi di soccorso,

predefinendo gli ospedali ai quali trasportare

i feriti e soprattutto le “dottrine”

operative del soccorso. “Per esempio sul

luogo del disastro, ha spiegato il prof. Gui,

può essere applicata la dottrina tradizionale

del cosiddetto ‘posto medico avanzato

- PMA’ dove i feriti ricevono le primissime

cure mediche per stabilizzare le funzioni

vitali e poi vengono trasferiti in ambulanza

o in elicottero negli ospedali. Diversamente,

si può decidere di avviarli immediatamente

all’ospedale, omettendo il

trattamento sul campo per non correre il rischio

di una seconda esplosione quando si

tratta di attentati (dottrina dello Scoopand-Run)”.

Altre importanti scelte sono

quelle della priorità da assegnare al singolo

ferito per il trasporto in ambulanza, e in

quale modo distribuire i feriti tra gli ospedali

della zona, che nel caso della esercitazione

sono stati i D.E.A. (Dipartimenti di

Emergenza) di I e II livello presenti nell’area

di Roma. Il simulatore ha innanzitutto “creato”

una serie di 350 “feriti”, ciascuno con

lesioni compatibili con il tipo di incidente

(esplosione), la maggior parte non gravi (i

cosiddetti codici verdi, che sono largamente

prevalenti in ogni tipo di disastro), ma altri

con lesioni incompatibili con la sopravvivenza

se non curati in pochi minuti o ore

(codici neri e rossi), altri ancora meno critici

(gialli). Ciascun ferito viene seguito dal

simulatore in tutto il percorso del soccorso,

“aggravandolo” o “migliorandolo” in relazione

alla tempestività e correttezza delle

cure prestate. “Al termine del processo,

ha aggiunto il prof. Gui, il simulatore ha

calcolato il numero dei decessi e mostrato

in maniera grafica i pregi e i difetti delle diverse

soluzioni organizzative, identificando

i colli di bottiglia del flusso delle attività

di soccorso e proponendo una soluzione

ottimale”.

I sistemi di simulazione sono strumenti oggi

utilizzati in numerosi settori della vita civile,

industriale e militare, dove devono essere

prese decisioni critiche sulla base di

esperimenti, che non possono essere realizzati

nella realtà e che devono quindi essere

simulati. Anche in Italia nell’ambito dei

sistemi sanitari si vanno diffondendo anche

a giovamento dell’attività del 118, della

Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, delle

Forze dell’Ordine e dell’Esercito, nonché

dei manager sanitari.

La mappa computerizzata della città di Roma

presa come base di piano dell’esercitazione

dal simulatore.

33


34

informazioni

Sono tornati alla Casa

del Padre

Febbraio 2011

Rocco Rossi, Servizio Vigilanza e Sicurezza

Interna

Giugno 2011

Francesco Vinci, professore presso

l’Istituto di Medicina del Lavoro

Comunicati del Direttore

Amministrativo

• Il Consiglio di Amministrazione, nell’ adunanza

del 15 dicembre 2010, su proposta

del Direttore di Sede, ha deliberato di apportare

alcune modifiche organizzative nell’ambito

dell’Area dei Servizi Didattico - accademici.

Viene introdotta una nuova unità organizzativa

denominata “Post laurea”, cui

afferiscono l’Ufficio Scuole di Specializzazione

e Master universitari e l’Ufficio

Dottorati di ricerca. La struttura sarà collegata

funzionalmente alle corrispondenti

strutture della Sede di Milano, al fine di

coordinare la gestione di problematiche similari.

Viene individuata una nuova struttura, denominata

“Programmazione dei servizi didattici”,

collocata in staff al Direttore di Sede,

con la funzione di coadiuvare il medesimo

nelle attività di programmazione della

didattica e assicurare il raccordo tra la Direzione

di Sede, la Presidenza di Facoltà e il

Coordinamento dei Servizi Didattico - accademici.

Per il maggiore grado di affinità, l’unità

organizzativa Stabilimento di allevamento

e di utilizzazione animali, che assume

la denominazione dì Centro Ricerche sperimentali

(Cen.Ri.S.), e il settore Progetti

internazionali di ricerca, finora sotto la

diretta responsabilità del Coordinatore

dei Servizi Didattico - accademici, sono

collocati alle dirette dipendenze del Servizio

Ricerca.

L’Ufficio di Segreteria Tecnica, passa dalle

dipendenze della Direzione Amministrativa

a quelle del Direttore di Sede, mantenendo

invariati i settori ad essa afferenti.

I nuovi assetti organizzativi. sono operativi

dal 1° gennaio 2011 e saranno completati

con un graduale inserimento delle nuove figure

professionali ivi previste.

• Il Consiglio di Amministrazione nella seduta

del 15 dicembre 2010 e il Comitato Direttivo

nella seduta del 16 febbraio 2011

hanno ridefinito l’assetto dell’area dei Servizi

Didattici e accademici della Sede di Roma

nei termini seguenti:

- il Coordinamento dei Servizi didattici e

accademici modifica la propria denomi-

nazione in Direzione dei Servizi Didatticoaccademici,

che viene posta sotto la responsabilità

del dott. Bartolomeo Gisotti,

a far data 1° marzo 2011;

- viene introdotta una nuova unità organizzativa

denominata “Post laurea”, che

viene posta sotto la responsabilità del dott.

Fabrizio Vicentini, a far data 1° marzo 2011.

• Il Consiglio di Amministrazione nella seduta

del 23 febbraio u.s., in attuazione del

Regolamento di Ateneo per l’amministrazione,

la finanza e la contabilità ha deliberato

un riassetto organizzativo che prevede:

- l’attivazione della nuova Direzione Pianificazione

Strategica, a riporto diretto della

Direzione Amministrativa, la cui responsabilità

è stata affidata al dott. Giorgio

Casati, a far data 1° aprile 2011;

- l’attivazione della nuova Direzione Gestione

Patrimonio Immobiliare, a riporto diretto

della Direzione Amministrativa, la cui responsabilità

viene affidata all’ing. Giovanni

Scavino, a far data 1° marzo 2011;

- l’attivazione della nuova Direzione Sistema

Istituzionale e Rapporti Esterni, a riporto

diretto della Direzione Amministrativa,

la cui responsabilità viene affidata

al dott. Gianluca Lucignano, a far data

1° marzo 2011;

- l’attivazione della nuova Direzione Risorse

Umane e Sviluppo Organizzativo del

Policlinico, a riporto diretto della Direzione

del Policlinico, la cui responsabilità viene

affidata alla dott.ssa Sara Gabrione, a

far data 1° marzo 2011;

- che la Direzione Rapporti Organi di Governo

e Funzionamento Istituzionale – la

cui responsabilità è stata affidata al dott.

Romolo De Angelis con delibera del Comitato

Direttivo del 16 febbraio u.s. a far

data 1° marzo 2011 – modifichi la propria

denominazione in Direzione Attività

Organi Centrali di Governo;

- che la Direzione Organizzazione modifichi

la propria denominazione in Direzione

Sistema Organizzativo, Innovazione e

Progetti Speciali e venga posta sotto la

responsabilità del dott. Alessandro Tuzzi,

a far data 1° marzo 2011.

Sono state inoltre identificate le seguenti

Direzioni di Area, a riporto diretto della Direzione

Amministrativa:


- “Sistemi Informativi Milano”, precedentemente

denominata Direzione Sistemi

Informativi Sedi Padane, che viene mantenuta

sotto la responsabilità del dott.

Lorenzo Cecchi;

- “Sistemi Informativi Roma”, in precedenza

a riporto del Dirigente Amministrativo

del Policlinico e denominata Sistema

Informativo, la cui responsabilità è stata

affidata al dott. Giovanni Hoz, a far data

dal 21 marzo 2011.

Con l’identificazione di queste due nuove

Direzioni di Area conseguentemente cessa

l’incarico di responsabile Tecnico Amministrativo

dei Sistemi Informativi.

- “Relazioni Istituto Toniolo e Fund Raising”,

precedentemente denominata Direzione

Promozione Istituzionale ed Editoria, che

viene mantenuta sotto la responsabilità

del dott. Ernesto Preziosi.

È stato altresì deliberato che:

- l’Ufficio Affari Direzionali, a riporto della

Direzione Amministrativa, modifichi la

propria denominazione in “Ufficio Attività

Organi di Governo Roma” e riporti gerarchicamente

alla Direzione Attività Organi

Centrali di Governo;

- l’Ufficio Convenzioni e Contratti, in precedenza

a riporto della Direzione Amministrativa,

modifichi la propria denominazione

in “Ufficio Convenzioni e Contratti

– Roma” e riporti gerarchicamente

alla Direzione Affari Legali;

- l’Ufficio Incarichi Speciali Direzionali, in

precedenza a riporto della Direzione Amministrativa,

venga trasferito a riporto

del Dirigente Amministrativo del Policlinico;

- il Servizio Contratti, a riporto della Direzione

Attività Organi Centrali di Governo,

modifichi la propria denominazione in

Professori di prima fascia

Dal 1° novembre

2010 il prof. Eugenio

Maria Mercuri

è stato chiamato a

ricoprire l’incarico

di professore di prima

fascia presso

l’Istituto di Psi-

“Ufficio Convenzioni e Contratti – Milano”

e riporti gerarchicamente alla Direzione

Affari Legali;

- la Direzione Ricerca e Progetti Scientifici,

a riporto della Direzione Amministrativa,

venga trasferita a riporto della Direzione

di Sede Milano, assumendo un ruolo di coordinamento

per tutte le Sedi Padane;

- la Direzione Alta Formazione e Alte Scuole

e la Direzione Servizi Didattici e Accademici,

che già sono a riporto alla Direzione

di Sede di Milano, assumano un ruolo di

coordinamento per tutte le Sedi Padane;

- che l’Unità di Sovraintendenza Tecnica e

Urbanistica, in precedenza a riporto della

Direzione Amministrativa, venga trasferita

a riporto della Direzione di Sede di Milano.

Si comunica infine che con delibera del Comitato

Direttivo del 16 febbraio 2011 la Direzione

Comunicazione ha modificato il suo

assetto e la propria denominazione in Direzione

Comunicazione, Relazioni Pubbliche e

Attività Promozionali, la cui responsabilità viene

mantenuta dal dott. Gerardo Ferrari.

• Si comunica che il Consiglio di Amministrazione

ed il Comitato Direttivo rispettivamente

nelle sedute del 23 febbraio 2011

e del 16 marzo 2011 hanno deliberato l’attribuzione

dei seguenti incarichi:

- Il dott. Lucio Rago assume la responsabilità

dei Servizi Amministrativo- contabili

della sede di Roma, a far data dal 21 marzo

2011;

- La dott.ssa Tiziana Taloni assume la responsabilità

dell’Ufficio Spedalità a far

data dal 1° aprile 2011;

- Il dott. Marco Marchetti assume la responsabilità

ad interim dell’Ufficio Relazioni

con il pubblico e accoglienza a far data

dal 1° aprile 2011.

chiatria e Psicologia. Il prof. Mercuri è nato

il 31 marzo del 1963 e si è laureato in

Medicina e Chirurgia nel 1987 all’Università

di Messina, specializzandosi in Neuropsichiatria

infantile presso la stessa università

nel 1991.

Nel 1997 ha conseguito il Dottorato di ricerca

in Neuroscienze dello Sviluppo e dal

2002 è diventato Professore Associato

presso la cattedra di Neuropsichiatria In-

informazioni

dal Corpo

Docente

35


36

dal Corpo

Docente

fantile dell’Università Cattolica del Sacro

Cuore e dirige dal novembre 2005 l’Unità

Operativa di Neuropsichiatria Infantile del

Policlinico Universitario “A. Gemelli”.

Ha collaborato in prestigiose riviste scientifiche

ed è membro dell’Editorial board di riviste

internazionali e di comitati scientifici/advisory

boards, quali: Research Committe

Fondazione Mariani, Telethon, Fondazione

Palladino, Fondazione Casa Serena/ Centro

Nemo Milano, Famiglie SMA (atrofia muscolare

spinale), ICC (International Coordination

Centre for Neuromuscular Disorders,

USA), SMA Europe (Chairman). Nell’ambito

dell’attività scientifica è coordi natore del

gruppo multicentrico Italiano North Star, del

gruppo multicentrico Italiano Distrofie Muscolari

Congenite (CMD) e dell’Europeo work

package 9: Outcome Measure TREAT NMD.

Autore di oltre 200 pubblicazioni in lingua

inglese su pubblicazioni internazionali è inoltre

Principal investigator in uno studio multicentrico

fenilbutirrato e in uno studio multicentrico

PTC, Trophos.

Dal 1° marzo 2011

il prof. Antonio Gas

b a r r i n i è s t at o

chiamato a ricoprire

l’incarico di professore

di prima fascia

presso l’Istituto

di Patologia speciale

medica e semeiotica

medica. Il prof. Gasbarrini è nato

a Bologna l’11 ottobre 1963. Ha conseguito

la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1988

presso l’Università degli Studi di Bologna. È

specialista in Medicina Interna ed in Gastroenterologia

ed Endoscopia Digestiva. Ha

frequentato come Clinical and Research Fellow

il Gastroenterology and Liver Transplantation

Department dell’Università di

Pisttsburgh (USA) dal 1990 al 1993. Dal 2000

è Professore Associato di Medicina Interna

presso l’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore.

È docente di Terapia Medica presso la Facolta’

di Medicina e Chirurgia ed insegna

nelle Scuole di Specializzazione di Medicina

Interna, Gastroenterologia ed Endoscopia

Digestiva, Oncologia ed Allergologia ed

Immunologia Clinica. Dal 2006 al 2008 ha

ricoperto la carica di Segretario dell’Associazione

Italiana Studio del Fegato (AISF).

Dal 2009 è Presidente della Fondazione Italiana

Ricerca in Epatologia (FIRE). È membro

di numerose Società Scientifiche Italiane

(SIMI, SIGE, AISF) ed Internazionali (EASL,

AASLD, ILTS). Ha partecipato a numerosi

eventi scientifici nazionali e internazionali.

Svolge la funzione di Referee e fa parte del

comitato editoriale di numerose riviste nazionali

ed internazionali. I suoi campi di interesse

sono le malattie del fegato e delle

vie biliari e le patologie organiche e funzionali

dell’apparato digerente. È autore di oltre

800 pubblicazioni delle quali oltre 450

come lavori in extenso su riviste internazionali

citate in PubMed e co-autore di oltre

1200 comunicazioni presentati come abstracts

a congressi nazionali ed internazionali.

Ha un fattore di impatto complessivo

(impact factor) per i lavori pubblicati di oltre

1050 e un H-index di 50.

Dal 1° marzo 2011

il prof. Carlo Antonio

Maria Barone è

stato chiamato a ricoprire

l’incarico di

professore di prima

fascia presso l’Istituto

di Medicina Interna

e Geriatria.

Il prof. Carlo Antonio Maria Barone è nato l’11

febbraio del 1947 e si è laureato e specializzato

presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia

dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. In

questa sede ha svolto anche la sua attività

clinica e di ricerca sin dal 1971. Il prof. Barone

ha maturato livelli crescenti di responsabilità

per molti anni nell’ambito della Medicina

Interna prima di dedicarsi esclusivamente

all’Oncologia Medica, disciplina in precedenza

inesistente nel Policlinico “A. Gemelli”, sviluppandola

sino a farle raggiungere la qualifica

di Unità Operativa Complessa con un volume

di attività ed un prestigio che la pongono

ai vertici della disciplina in Italia. Il Corso Integrato

di Oncologia Clinica, di cui è responsabile

il prof. Barone, è tra i più apprezzati dagli

studenti a testimonianza dell’impegno e

della spinta innovativa nell’attività didattica.

I suoi interessi scientifici spaziano in tutti i

campi dell’Oncologia Medica, dalla ricerca

traslazionale alla ricerca clinica, raggiungendo

importanti riconoscimenti in campo nazionale

ed europeo.


Dal 1° marzo 2011

il prof. Paolo Maria

Rossini è stato

chiamato a ricoprire

l’incarico di professore

di prima fascia

presso l’Istituto

di Neurologia.

Il prof. Rossini è nato

a Roma il 9 giugno del 1949 e si è laureato

presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia

dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nel

1974. Dal 1978 al 1984 ha svolto il ruolo di

Assistente Ordinario presso l’Università di

Chieti e durante questo periodo ha seguito

anche alcune ricerche negli Stati Uniti, sviluppando

le tecnologie neurofisiologiche

per lo studio delle vie sensoriali e motorie.

Nel 1984 viene nominato Componente della

Commissione di studio sulla “Neurochirurgia”

dal Ministero della Salute e dal 1984

al 1990 ha svolto l’incarico di Professore Associato

presso l’Università di Roma "Tor Vergata"

dove ha insegnato Neurofisiologia clinica

presso la Clinica Neurologica. Confermato

nel 1988, egli ha attivamente lavorato

nello sviluppo delle applicazioni cliniche

nella stimolazione elettrica magnetica transcranica,

collaborando con molti gruppi di ricerca

internazionali. Nel 1985 inizia la collaborazione

scientifica con il gruppo di Elettronica

dello Stato Solido del CNR ed introduce

in Italia l’impiego di ricerca e di applicazione

clinica della Magneto Encefalo Grafia

(MEG). Dal 1990 al 1999 svolge l’attività

di primario ospedaliero presso la Divisione

di Neurologia dell’Ospedale Fatebenefratelli

“San Giovanni Calibita” di Roma.

Dal 1997 fino al 2007 è stato Direttore Scientifico

del IRCCS “Centro S. Giovanni di Dio”

Fatebenefratelli di Brescia e sempre dal 1997

fino ad oggi è Direttore Scientifico dell’AFaR

(Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca

Biomedica e Sanitaria) che associa 8 Centri

Ospedalieri e di ricerca. Dal 1999 al 2010

diventa Direttore del Dipartimento di Neuroscienze

cliniche dell’Ospedale Fatebenefratelli

e dal 2001 fino a febbraio 2010 è

Professore Ordinario di Neurologia presso la

Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università

Campus Biomedico di Roma.

Tra le nomine e gli incarichi prestigiosi conferitogli

quelli di: Presidente della SINC (Società

Italiana di Neurofisiologia Clinica),

Membro del Consiglio Superiore di Sanità,

Membro della Commissione interministeriale

(MIUR-Min.Sal.) per la ricerca bio-medica,

Membro della Commissione governativa

per la definizione di linee guida nella diagnosi

di ‘morte cerebrale’ e di ‘stato vegetativo’,

Membro del Comitato nazionale per

la Biosicurezza, Biotecnologie e scienze della

Vita, Componente della Commissione del

Ministero della Difesa per la verifica delle imperfezioni

e delle infermità che sono causa

di non idoneità al servizio di leva.

Professori

di seconda fascia

Dal 1° novembre 2010 sono stati nominati

professori di seconda fascia i docenti: Alessio

Giuseppe Morganti presso l’Istituto di

Radiologia; Francesco Storti presso l’Istituto

di Ematologia; Marcello D’Ascenzo presso

l’Istituto di Fisiologia Umana; Alessandro

Sgambato presso l’Istituto di Patologia

Generale; Francesco Landi presso l’Istituto

di Medicina Interna e Geriatria; Teresa Spanu

presso l’Istituto di Microbiologia.

Dal 1° marzo 2011 sono stati nominati professori

di seconda fascia i docenti: Sergio Alfieri

presso l’Istituto di Clinica Chirurgica

Generale; Giuseppina Sallustio presso l’Istituto

di Radiologia.

Direttore

di Struttura Complessa

A decorrere dal 1° novembre 2010 al prof.

Angelo Piermattei è stata assegnata la responsabilità

dell’U.O.C. di Fisica Sanitaria.

Collocati in quiescenza

A decorrere dal 1° novembre 2010 sono collocati

in quiescenza: i professori di prima fascia,

Pierluigi Amerio, Giuseppe Arcovito,

Giovanni Battista Gasbarrini e Pietro Attilio

Tonali; i professori di seconda fascia, Guglielmo

Ardito, Giuseppe De Rossi, Francesco

Priolo, Pasquale De Sole, Antonio Garcovich

e Paolo Zecchi; i ricercatori Marcela

Lia Barria Collazos, Adriana Mascaro e gli Assistenti

del ruolo ad esaurimento, Antonio

Castagnoli, Alberto Colotto, Pierlorenza Dordoni

e Giampiero Magliocchetti Lombi.

dal Corpo

Docente

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38

dal Corpo

Docente

dal Centro

Pastorale

Dimissioni

Dal 1° novembre 2010 cessano l’attività

per dimissioni i professori Paolo Magistrelli,

Domenico Camaioni, Antonia Boari, Christina

Brahe, Giovanna Branca, Giovanna

Luciani, Gabriella De Renzis, Ignazio Civello.

Dal 1° dicembre2010 il prof. Michele Lu-

Nuovi Assistenti Pastorali

Don Héctor Quirós

Quintero è un nuovo

Assistente Pastorale

della Facoltà

di Medicina e

Chirurgia (I triennio)

e anche dei collegi

San Damiano e

Ker Maria della sede

di Roma dell’Università Cattolica del Sacro

Cuore. È nato a Panama il 9 maggio 1971.

Ha conseguito il Baccellierato in Filosofia

pres so la Pontificia Università Urbaniana nel

1994 e il Bacellierato in Teologia nel 1998.

Nel 1998 ha conseguito la Licentia Docendi

in Storia Ecclesiastica presso la Pontificia Università

Gregoriana di Roma ed è stato ordinato

sacerdote a Roma il 25 marzo del 2000.

Ha svolto il suo ministero nell’attività missionaria

nel Darien per lo sviluppo di progetti

a carattere pastorale e umanitario. È stato

cappellano presso la RSA Villa Chiara dal

2001 al 2003. Don Héctor Quirós Quintero

è coordinatore del Gruppo di animazione liturgica

ed è presente tutti i giorni presso

l’ufficio n. 229 agli Istituti Biologici .

tel. 06.3015.5710

e-mail: hector.quiros@rm.unicatt.it

Don Matthew James

Solomon è un

nuovo Assistente

Pastorale del Collegio

Capitanium e affianca

padre Tiziano

Civiero nel gruppo

FUCI. Egli si occupa

degli studenti degli

ultimi anni dei corsi di laurea magistrali e

de gli specializzandi del Policlinico “A. Gemelli”.

È nato a Sydney (Australia) l’8 gennaio 1974.

cente, dal 1° febbraio 2011 il prof. Rocco

Schiavello e dal 1° marzo 2011 il prof. Giovanni

Lorini.

Cessano l’attività per dimissioni dal 1° novembre

2010 il dott. Maurizio Rotoli e dal

1° gennaio 2011 i dottori Oreste Aronne e

Gioacchino Mennuni, dal 1° marzo 2011 il

dott. Andrea Vignati.

Ha conseguito la laurea in Economia e Mate -

matica nel 1994, la laurea specialistica in Filosofia

e Matematica (alla Oxford University)

e il Dottorato di Ricerca (alla Cambridge University).

È stato ordinato sacerdote il 13 Maggio

del 2001 da Giovanni Paolo II a Roma.

Ha svolto il suo ministero come Vicario parrocchiale

nella Parrocchia Nostra Signora

del Suffragio a Roma, Vicario parrocchiale

nella Parrocchia Santa Maria Stella dell’evangelizzazione

a Roma, Vicario parrocchiale

nella parrocchia Gesù Divin Maestro a Roma

dal 2009 fino ad oggi. Lavora anche come

referente del settore ovest per la pastorale

universitaria per la Diocesi di Roma.

È a disposizione per le confessioni e la direzione

spirituale il lunedì e mercoledì stanza

A529 del Policlinico dalle ore 10.00 alle

ore 13.00, e in Chiesa Centrale il martedì

dalle 11.30 alle 13.15.

e-mail: matteo.solomon@rm.unicatt.it

Giornata per la Vita 2011

Anche quest’anno il gruppo MoVit dell’Università

Cattolica della sede di Roma ha organizzato

alcune iniziative in occasione della

33 a Giornata per la Vita, che la Chiesa Italiana

ha celebrato domenica 6 febbraio 2011.

Nella mattinata di sabato 5 febbraio i ragazzi

del MoVit hanno organizzato una postazione

nella hall del Policlinico “A. Gemelli”

per diffondere materiale del Movimento

per la Vita e raccogliere fondi per il “Progetto

Gemma” attraverso le ormai famose “Primule

per la vita”. Progetto Gemma è un’iniziativa

del MpV Italiano che consiste nell’aiuto

economico concreto dato alle mamme

in difficoltà, affinché possano portare

avanti la loro gravidanza. Attraverso Progetto

Gemma, dal 1975 ad oggi, i volontari dei

Centri di Aiuto alla Vita (C.A.V.) hanno potuto

aiutare più di 120.000 mamme a far nascere

i loro bimbi. Il lavoro dei volontari, con-


siste nel far sentire la vicinanza umana a

queste mamme, spesso sole e rifiutate da tutti,

per affrontare insieme la loro difficoltà.

Alle 19.00 di sabato, poi, si è tenuta la Veglia

Universitaria Diocesana dal titolo “Educare

alla pienezza della vita”, presieduta da

Sua Em.za il Card. Elio Sgreccia, Presidente

emerito della Pontifica Accademia per la Vita,

con le testimonianze di Patrizia Lupo del

Segretariato Sociale per la Vita Onlus e di

Gianni e Cristina Archetti, dell’Associazione

Famiglie Numerose Cattoliche. Ripercorrendo

le parole della Conferenza Episcopale

Italiana nel messaggio per la Giornata di

quest’anno, nella veglia si sono susseguite

le testimonianze delle famiglie, che accolgono

la vita ed educano i figli all’amore e dei

volontari CAV che attraverso il loro generoso

impegno, aiutano le mamme in difficoltà

e si fanno portavoci e testimoni operosi

della cultura per la vita.

Le figure storiche della

nostra Università

Il 27 gennaio si è tenuto il primo incontro

con il personale, moderato da don Angelo

Auletta, relativo al Programma Pastorate

2010-2011 sul tema “Le figure storiche della

U.C.S.C. promuovono e costruiscono relazione”.

Alla tavola rotonda hanno partecipato

come relatori: il Magnifico Rettore, prof. Lorenzo

Ornaghi che ha illustrato alcune caratteristiche

del Fondatore dell’Ateneo e dei

diversi Rettori che nel tempo hanno lasciato

un segno della loro presenza, il Preside della

Facoltà di Medicina e Chirurgia, prof. Rocco

Bellantone che ha segnalato le caratteristiche

che distinguono l’attività di docenza e

quella clinica presso la nostra sede, il dott. Antonio

Cicchetti che ha ripercorso quelli che

sono stati i passaggi decisivi dell’organizzazione

amministrativa e il prof. Rodolfo Proietti

che ha sottolineato l’importanza dei pazienti

per chi si accinge a diventare medico.

Tra le testimonianze riportate dei personaggi

storici dell’Ente, nel corso dell’incontro,

Don Auletta ha osservato che “sono proprio

tali figure che hanno promosso e costruito

le relazioni più durature, grazie alle quali oggi

siamo qui, con il dovere di rilanciarle a nostra

volta verso il domani”.

Il prof. Ornaghi ha rivolto, in particolare, un

pensiero a Francesco Vito, primo Rettore do-

po Padre Agostino Gemelli, dal 1959 al 1965,

confessando di averlo scelto sia per motivi

autobiografici sia per il valore straordinario

del suo mandato per la sede di Roma, “decisivo

nel portare a compimento, in quegli

anni, il sogno del nostro Fondatore”. Tra le

personalità ricordate dal prof. Bellantone

sono stati menzionati: Dell’Acqua, Breda,

Gambassi, Marini Bettolo, Sanna, Terranova,

Romanini, Ancona, Ortona, Puglionisi,

Castiglioni, Crucitti; citati per rendere omaggio

ad alcuni fra i più significativi “maestri

eccezionali che, pur scomparsi, continuano

a vivere nel lavoro dei loro allievi”.

Il dott. Antonio Cicchetti ha messo in risalto

il ruolo essenziale del personale non

docente, “paragonabile ai fuochisti in una

nave: non si vedono, ma consentono ai passeggeri,

in questo caso, studenti e degenti,

di giungere alla meta” e tratteggiando il

profilo di Giancarlo Brasca, primo Direttore

Amministrativo, ne ha sottolineato la

qualità del suo lavoro.

Infine, il prof. Proietti ha rivolto l’attenzione

del pubblico su “un paziente esemplare,

che molto ha insegnato a noi, suoi stessi

medici”: Giovanni Paolo II. “È sua l’eredità più

grande, ha spiegato, che ci sprona tutti a

essere esempi di umanità e gratuità, per far

sì che questo Policlinico rimanga per sempre

il ‘Vaticano III’”. In un breve intervento

conclusivo l’Assistente ecclesiastico generale,

mons. Sergio Lanza, ha espresso l’auspicio

che il programma pastorale costituisca

davvero un’occasione per recuperare “le

motivazioni e lo stile migliore dell’appartenenza

all’Ateneo dei cattolici italiani, impegnato

a Roma nella cruciale missione di educare

i giovani ad alleviare dalla sofferenza e

consolare nell’infermità”.

dal Centro

Pastorale

Da sinistra il prof. Rodolfo Proietti, il dott.

Antonio Cicchetti, don Angelo Auletta,

il prof. Lorenzo Ornaghi e il prof. Rocco

Bellantone, relatori dell’incontro su “Le

figure storiche della U.C.S.C. promuovono

e costruiscono relazione”.

39


40

dal Centro

Pastorale

Formazione

Scienza

e Cultura

In pellegrinaggio a

Greccio, Vescovio e Farfa

Anche l’uscita in pellegrinaggio e in gita è

occasione per coltivare la prospettiva del

Programma pastorale 2010-2011: la relazione.

L’incontro tra le persone, l’incontro

con testimonianze religiose e storico-culturali

costituisce una opportunità da cogliere.

L’itinerario, del 12 febbraio scorso,

(con 57 partecipanti) ha condotto su tre

luoghi interessanti: Greccio, in visita al

santuario, che ha visto una presenza importante

di San Francesco nel reatino, con

i suoi luoghi suggestivi e la commovente

mostra dei presepi a partire dalla testi-

Somministrazione e

smaltimento di farmaci

antineoplastici

Nel mese di novembre, si è svolto il Progetto

Formativo Aziendale ECM “Procedure

per la somministrazione e lo smaltimento

dei farmaci antineoplastici in

Oncologia Medica e Centro Oncologico”.

Il corso è nato in seguito all’emanazione,

da parte della Direzione Sanitaria, di nuove

direttive concernenti gli aspetti nor-

Economia

19 maggio: Convegno “Efficacia ed equità

nell’assetto federale del Servizio sanitario nazionale”

monianza che ha lanciato nella storia il

presepe; Vescovio, con il suo santuario di

Santa Maria della lode, incentrato sulla figura

dell’apostolo Pietro che avrebbe predicato

proprio in quel luogo, attorno al

quale subito nei primi tempi della Chiesa

sorse una Domus Ecclesiae; l’abbazia di

Farfa, centro importantissimo nel Medioevo

di propulsione religiosa, culturale,

civile. Qui, a conclusione della intensa giornata,

c’è stata la celebrazione domenicale

ai primi vespri, presieduta da don Angelo

Auletta, Assistente pastorale del personale

e concelebrata da don Hector Quiròs,

nuovo Assistente pastorale degli studenti

nella sede UCSC di Roma.

mativi e protezionistici dei farmaci antiblastici

che, in questo modo ha completato

un progetto più vasto iniziato con la

proposta formativa “Conoscere il cancro

per curare meglio” dello scorso gennaio

2010.

L’iniziativa è stata seguita da 32 operatori

sanitari (infermieri, ostetriche, OTA e ASS),

tutti coinvolti nella manipolazione, somministrazione

e smaltimento dei farmaci

antineoplastici ed è stata condotta da

medici e caposala dei settori coinvolti.

L’incontro, promosso dall’Ufficio per la Pastorale

Universitaria del Vicariato di Roma

nell’ambito delle settimane culturali (settimana

dell’economia 16 - 20 maggio 2011),

è stato presieduto dal Magnifico Rettore,

prof. Lorenzo Ornaghi, dal Preside della Facoltà

di Economia, prof. Domenico Bodega

e dal Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia,

prof. Rocco Bellantone.

Al centro delle tematiche proposte, una prima

sessione congressuale, moderata dal

prof. Stefano Bozzi, è stata dedicata al modello

aziendale per l’equità e l’efficacia del

sistema sanitario, alla quale hanno partecipato

in qualità di relatori insieme ad altri

illustri docenti, il Direttore Amministrativo,

prof. Marco Elefanti, il prof. Americo Cicchetti,

docente di Economia e il prof. Franco

Fontana, ordinario di Economia e Gestione

delle Imprese e docente di Organiz-


zazione Aziendale presso la Facoltà di Economia

LUISS Guido Carli.

Tra i relatori che hanno partecipato alla seconda

sessione, intitolata “Sostenibilità economica

e livelli di assistenza tra Stato e Regioni:

quali effetti sulla qualità dei servizi e

sull’equità del sistema con i piani di rientro”,

il prof. Walter Ricciardi, Direttore dell’Istituto

di Igiene dell’Università Cattolica.

La Settimana dell’Economia è il decimo appuntamento

delle settimane culturali “Il cristianesimo

e le sfide dei saperi”, promosse

dall’Ufficio per la Pastorale Universitaria del

Vicariato di Roma, in collaborazione con il

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e

della Ricerca e dal Consiglio Nazionale delle

Ricerche.

Formazione culturale

cattolica

19 maggio: Incontro “La dimensione pubblica

della fede: da cattolici in politica”

Il 19 maggio presso la Sala Italia del Centro

Congressi Europa si è tenuto il secondo incontro,

organizzato dal Centro Pastorale nell’ambito

dell’itinerario di formazione culturale

cattolica, alla presenza del Magnifico Rettore,

prof. Lorenzo Ornaghi, sul tema “La dimensione

pubblica della fede: da cattolici in

politica”. A portare la propria testimonianza,

sono stati invitati l’on. Paola Binetti, Deputato

della Camera e l’on. Maurizio Lupi, Vice Presidente

della Camera dei Deputati.

L’incontro è stato introdotto da mons. Riccardo

Bollati, il quale ha spiegato come “per

sua natura la fede cattolica, come ogni forma

autentica di religiosità, possiede una

fondamentale dimensione pubblica e sociale”

e ha poi presentato gli illustri relatori

che hanno mostrato come per loro l’identità

cattolica, è l’elemento che qualifica

in modo essenziale il loro essere ed agire.

Il prof. Lorenzo Ornaghi, moderatore dell’incontro,

ha sollevato un interrogativo sul

tipo di qualità che occorre avere per fare politica

ed ha poi risposto citando un sociologo

che ne riconosceva tre fondamentali: la

passione, la dedizione ad una causa e la lungimiranza.

“In queste tre caratteristiche, ha

spiegato il prof. Ornaghi, la fede entra in misura

significativa e alimenta la dimensione

pubblica”. Il Magnifico Rettore passando poi

la parola ai relatori dell’incontro ha spiegato

che “nonostante le apparenze, è preoc-

cupante una crescente diffidenza, quasi insofferenza

di molti cittadini rispetto alla politica,

come se questa fosse un’attività di secondo

ordine. L’entrare in politica per rendere

pubblica la dimensione della fede, quindi

l’essere in politica da cattolici implica caratteristiche

ulteriori a quelle che Max Weber

indicava e richiede un po’ di coraggio in

più, un po’ di determinazione in più”.

L’on. Paola Binetti nel prendere la parola ha

sottolineato come una dimensione forte della

fede si debba tradurre nella ricerca della

verità, nell’assunzione di responsabilità legata

alle piccole cose della quotidianità parlamentare.

Secondo l’on. Binetti, “i cattolici

impegnati in politica se sono veramente coerenti,

sono persone che studiano e si rendono

conto di che cosa fanno, perché lo fanno

e assumono consapevolmente le conseguenze

di posizioni a volte anche scomode”.

A tale proposito, ha concluso, “la caratteristica

fondamentale di ogni politico, potrebbe

essere quella passione di cui parlava il

Magnifico Rettore, comunque in modo particolare

del cattolico, è la passione per il dialogo,

per il rapporto con le persone, la passione

per spiegare soprattutto cosa si sta facendo”.

L’on. Maurizio Lupi riprendendo le

caratteristiche di un politico citate del Magnifico

Rettore, passione, dedizione ad una

causa e lungimiranza, ha sottolineato come

“il problema grave di oggi corrisponde alla

crisi dell’educazione dell’uomo”. A tale proposito

la sfida per i cattolici è di “vivere fino

in fondo e pienamente la fede affinché l’esperienza

della comunità cristiana diventi

una intelligenza nuova, giusta, di rispondere

in maniera creativa, più giusta, più equa,

innovativa, alla realtà”.

Scienza

e Cultura

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42

Scienza

e Cultura

Il Ministro della Salute, on. Ferruccio Fazio

durante l’intervento al 4° congresso

nazionale della S.I.M.M.

Sono seguite successivamente alcune domande

che gli studenti hanno rivolto ai due

testimoni dell’incontro mostrando particolare

interesse per le tematiche loro proposte.

Management sanitario

14 – 15 aprile 2011: 4° Congresso nazionale

S.I.M.M. “È tempo di costruire il futuro del

management in medicina”

L’incontro promosso dalla Società Italiana

Medici Manager si è svolto presso la Sala

Italia del Centro Congressi ed ha visto la partecipazione

del Ministro della Salute, Ferruccio

Fazio, premiato dalla Società in apertura

al Congresso “ per aver contribuito in

modo decisivo alla rinascita del Ministero

della Salute, alla sua riorganizzazione ed al

suo rilancio come Istituzione di garanzia

della tutela della salute del Paese…”

È stato così presentato attraverso le relazioni

come i sistemi sanitari con una migliore

performance siano quelli in cui i medici,

adeguatamente formati sulle tematiche

manageriali, sono attivamente coinvolti nel

cuore dei processi decisionali ed organizzativi,

dove lavorano al fianco di manager

esperti. Tuttavia, sebbene in alcune realtà

europee siano presenti associazioni di medici

manager ben consolidate che svolgono

in modo coordinato le attività clinico-manageriali,

nella maggior parte dei Paesi del

vecchio continente non esiste alcun riferimento

di aggregazione associativa tra i professionisti

medici che, laddove motivati ed

interessati, si battono individualmente e

con notevoli sforzi per promuovere una cultura

medico-manageriale efficace ed efficiente

per il sistema in cui operano.

Date tali premesse, si comprende come sia

ritenuta necessaria la creazione di una rete

delle associazioni locali e nazionali laddove

già esistenti e ancor di più, per rappresentare

e garantire una “casa” a tutti

quei medici che operano in Paesi dove non

esiste alcuna iniziativa di riferimento strutturata.

I medici in possesso di capacità manageriali

si sono dimostrati capaci di guidare

il cambiamento agendo come facilitatori

e leader. Le politiche sanitarie basate

sulle evidenze e la capacità di attuare

scelte manageriali nei sistemi e nelle reti,

nei percorsi e nei modelli di salute del paziente,

aiuterà i professionisti ad addentrarsi

in una sfida incredibilmente affascinante,

con un’inevitabile ricaduta positiva

sui processi e sulla garanzia del miglioramento

continuo della qualità, proprio in un

momento storico in cui la salute del paziente/cittadino

è messa a dura prova.

Cardiologia

27-29 gennaio2011: convegno “Linee guida

nelle patologie cardiovascolari: analisi

critica”

L’incontro è stato l’occasione per fare un’analisi

critica delle linee guida attuali nella cura delle

patologie cardiovascolari, mettendo in particolare

evidenza gli aspetti ancora non chiariti

e le raccomandazioni difficilmente trasferibili

alla pratica clinica quotidiana.

Nel corso del convegno, sono intervenuti i

maggiori esperti italiani per fare il punto su

applicabilità e limiti della medicina basata

sull’evidenza nella cura delle patologie cardiovascolari,

delineando le aree di incertezza

lasciate dalle attuali linee guida e fornendo

un indirizzo per lo sviluppo delle future

raccomandazioni in medicina cardio-


vascolare. Le future linee guida dovranno

essere ispirate dalla necessità di fornire raccomandazioni

più personalizzate, che consentano

di curare in maniera ottimale pazienti

che, pur presentando la stessa malattia,

si diversificano per motivi genetici o

ambientali. La messa a punto di una medicina

“personalizzata” è un obiettivo fondamentale

non solo perché più efficace ma

anche perché meno costosa. La pratica della

professione medica è sempre più influenzata

dalle linee guida, frutto della medicina

basata sull’evidenza. Le linee guida nascono

con l’obiettivo di assistere i medici

nello scegliere le tecnologie più appropriate

nelle diverse situazioni cliniche, tuttavia

a volte non riflettono la complessità della

realtà che il medico si trova ad affrontare. I

pazienti con i quali i clinici si confrontano

sono sempre più complessi, affetti da numerose

co-patologie, anziani o appartenenti

a gruppi scarsamente rappresentati nei trial

clinici. Inoltre, la progressiva riduzione delle

risorse utilizzabili per la sanità pubblica

rende difficilmente applicabili le prescrizioni

delle linee guida e questo, ovviamente, si

scontra con problematiche medico-legali.

Cure palliative

25 febbraio2011: Congresso Regionale Sicp

su “Dal curare al prendersi cura…dell’altro e

di sé. Il tempo dello spirito, del dialogo e della

conoscenza”

Il Congresso regionale della Società Italiana

di Cure Palliative, si è rivolto a tutti i professionisti

impegnati nel campo delle cure

palliative e quest’anno ha affrontato un tema

molto stimolante: “Dal curare al prendersi

cura... dell’altro e di sé. Il tempo dello

spirito, del dialogo e della conoscenza.” Si

è proposta così una riflessione condivisa

sul tema della cura con particolare attenzione

al vissuto di quanti sono coinvolti nel

processo assistenziale.

Per semplificare la scelta formativa dei partecipanti,

lo schema organizzativo del congresso

ha previsto una sessione unica al mattino

e due workshop paralleli nel pomeriggio

dedicati a tematiche specifiche: la “Linea

infusionale come, quando, perché” e “I

farmaci in cure palliative: come, quando, perché”.

La legge n. 38 consolida l’impegno

scientifico culturale e clinico di quanti in

questi anni si sono dedicati alla crescita e

allo sviluppo delle cure palliative nel nostro

Paese e afferma un modello di assistenza

sanitaria che pone “la persona e la sua famiglia”

al centro dell’intervento. Il congresso

è stata inoltre un’importante occasione

di confronto tra gli esperti del settore.

Neurofisiologia Clinica

21-25 giugno 2011: 14 th European Con gress

on Clinical Neurophysiology

Il convegno, organizzato dall’Istituto di

Neurologia ha riunito i neuroscienziati

provenienti dalle più importanti università

internazionali dell’Università Cattolica

di Roma con l’obiettivo principale di

esplorare tutte le funzionalità del cervello

umano, curare malattie neurologiche e

favorire la neuro-riabilitazione attraverso

onde elettromagnetiche, collegare reti

neurali a reti informatiche, usare i robot

come supporto per recuperare un deficit

motorio o cognitivo.

Su questi argomenti si sono confrontati

oltre 500 esperti, con tantissime novità nell’ambito

di tecniche di esplorazione del cervello

umano, sui meccanismi neuronali

coinvolti nell’apprendimento o nel recupero

dopo una lesione, sull’attività cerebrale -

soprattutto su come le aree del cervello si

connettono e disconnettono tra di loro -

nella malattia di Alzheimer, ma anche sugli

effetti delle emissioni elettromagnetiche

prodotte dai telefoni cellulari sul cervello.

Sessioni specifiche sono state dedicate

alla neurorobotica e all’interfaccia uomomacchina

e sono state discusse interessanti

prospettive terapeutiche basate

sulla neuromodulazione, sull’utilizzo, di

campi magnetici/elettrici del tutto innocui

per stimolare il cervello e modularne il

funzionamento, limitatamente ad alcune

regioni neurali specifiche, al fine di incrementarne

il potenziale di recupero in

diverse malattie neuropsichiatriche. Sono

state inoltre approfondite le più moderne

tecniche di diagnosi e di cura di malattie

come il morbo di Parkinson, l’epilessia, le

distrofie muscolari e le neuropatie.

Una tematica specifica ha riguardato la stimolazione

magnetica transcranica ormai

riconosciuta come tecnica di esplorazione

funzionale del sistema nervoso ampia-

Scienza

e Cultura

43


44

Scienza

e Cultura

Notiziario Nomine

mente diffusa da oltre 30 anni in molti

laboratori di ricerca di tutto il mondo, che

fornisce informazioni preziose sul funzionamento

cerebrale, sulla capacità di alcuni

circuiti cerebrali di riorganizzarsi durante

l’apprendimento, lo sviluppo o in riposta a

danni creati da diverse patologie.

Durante il congresso si è trattato anche di

funzionamento di neuroni e reti neurali

durante attività motorie e cognitive, in

condizioni di normalità e nella patologia. Il

campo è molto vasto e abbraccia settori

che vanno dalle scienze di base, ad aspetti

prevalentemente clinici (come l’elettromiografia,

l’elettroencefalografia, i potenziali

evocati) fino alla neurorobotica e

Il prof. Emilio Balestrazzi,

Direttore

dell’Istituto di Oftalmologia,

è stato

eletto Presidente

del Comitato scientifico

nazionale della

sezione italiana

dell’Agenzia internazionale

per la prevenzione

della Cecità–IAPB Italia Onlus. L’elezione

è avvenuta nel corso della prima riunione

del comitato lo scorso 18 maggio.

La IAPB Italia onlus è un ente senza fini di

lucro che opera per la prevenzione delle malattie

oculari e la riabilitazione visiva degli

ipovedenti, promuovendo e sostenendo una

campagna globale contro tutte le forme di

cecità che si possono evitare. L’Agenzia italiana

è stata fondata nel 1977 per iniziativa

dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti

e della Società Oftalmologica Italiana

(SOI), alle quali nel 1989 si è affiancata

l’Associazione Professionale Italiana Medici

Oculisti (APIMO): la sua attività trova

principalmente legittimazione nel fatto che,

da un lato, la minorazione della vista è in allarmante

aumento in tutto il mondo e dall’altro,

la cultura della prevenzione è spesso

ancora inadeguata.

La IAPB Italia onlus attua diverse attività sia

nel campo della prevenzione che della riabilitazione

dell’ipovedente con program-

all’interfaccia computer cervello. La speranza

è che nel prossimo futuro l’uso di

queste prenda piede in campo clinico,

almeno a livello diagnostico. Una diagnosi

più accurata, supportata da esami neurofisiologici

specifici, consente di studiare

meglio molte malattie neurologiche e la

loro evoluzione nel tempo, consente inoltre

di monitorare gli effetti delle terapie

anche sperimentali che possono essere

utilizzate, apre la strada a nuove strategie

terapeutiche, come quelle di neuromodulazione,

può fornire indicazioni riabilitative

e aiutare a esplorare processi cognitivi

complessi come il linguaggio, l’attenzione,

la memoria e l’apprendimento.

mi di educazione sanitaria, prevenzione, organizzazione

di seminari e convegni e, soprattutto,

con un’attiva collaborazione di

un’equipe medica con elevate competenze

specialistiche presso il Polo nazionale di servizi

e ricerca per la prevenzione della cecità

e la riabilitazione visiva degli ipovedenti

presso il Policlinico “A. Gemelli” in collaborazione

con l’Istituto di Oftalmologia dell’Università

Cattolica.

Il prof. Guido Costamagna

è il nuovo

Segretario Generale

della FI-

SMAD. Nominato

alla prestigiosa carica

in occasione

del XVII Congresso

Nazionale delle

malattie digestive

che si è svolto a Torino dal 5 all’8 marzo

2011, succede al prof. Mario Rizzetto, Ordinario

di Gastroenterologia e Direttore della

Divisione di Gastroepatologia dell’Ospedale

Le Molinette di Torino. La FISMAD che

raggruppa le maggiori Società Scientifiche

italiane che operano nel campo delle Malattie

dell’apparato digerente (AIGO – Associazione

Italiana dei Gastroenterologi

Ospedalieri; SIED – Società Italiana di Endoscopia

Digestiva; SIGE – Società italiana

di Gastroenterologia) rappresenta oltre tremila

professionisti della gastroenterologia

e dell’endoscopia digestiva. Tra i compiti del


mandato del prof. Costamagna, oltre alla

rappresentanza ufficiale delle Società Scientifiche

presso gli organi istituzionali e governativi,

anche quello di coordinare la Commissione

scientifica del Congresso nazionale

nel prossimo biennio 2012 e 2013.

Il 4 dicembre 2010,

al termine del XVII

Congresso nazionale

della Società

italiana di cure palliative

(Sicp), la

dott.ssa Adriana

Turriziani è stata

eletta Presidente

della Sicp.

La dott.ssa Adriana Turriziani, primario dell’Hospice

“Villa Speranza”, nell’ambito dell’incarico

che gli è stato conferito ha sottolineato

come tra gli obiettivi principali vi sia

quello “di favorire la crescita del sistema delle

cure palliative superando il divario che oggi

persiste tra le Regioni italiane, e nello stesso

tempo garantire in ogni Centro, in ogni

intervento, la stessa qualità delle cure. Ora abbiamo

tutti gli strumenti per lavorare, farlo

bene è il nostro compito”, consentendo ai

malati terminali di dare pieno significato ad

ogni gesto compiuto nel corso di quelli che

possono rivelarsi i loro ultimi giorni. La

dott.ssa Turriziani si è laureata e specializzata

presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia

dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

È autrice di più di 180 lavori scientifici, dedicati

in particolare a questioni riguardanti le

cure palliative, la radioterapia e radio-chemioterapia,

ma anche ai temi della qualità

della vita e della bioetica clinica; ha partecipato

come relatrice a oltre 330 convegni e

iniziative nazionali e internazionali.

Nel corso del XXXIV

Congresso Nazionale

della Società

Italiana Trapianti

d’Organo (S.I.T.O), lo

scorso 7-9 novembre,

il prof. Salvatore

Agnes, Direttore

dell’U.O. di Chirurgia

Sostitutiva, è

stato eletto membro del Consiglio Direttivo

della S.I.T.O.. Successivamente, il neo-elet-

to Consiglio Direttivo ha attribuito al prof.

Agnes anche l’incarico di Segretario della

Società Italiana Trapianti d’Organo.

Lo scorso dicembre

il Ministro della Salute

Ferruccio Fazio

ha delegato per il

biennio 2010-2012

il prof. Walter Ricciardi,

Direttore

dell’Istituto di Igiene

dell’Università

Cattolica, a rappresentare

il Ministero della Salute, insieme

alla dott. ssa Francesca Basilico, capo della

segreteria tecnica del Ministero, nell’ambito

della neo Struttura Tecnica di Monitoraggio

sulla Sanità, denominata STEM,

prevista dal Patto per la Salute 2010-2012.

La STEM, commissione paritetica tra Stato

e Regioni, di natura collegiale, è stata

costituita dalla Presidenza del Consiglio

dei Ministri (Dipartimento Affari Regionali),

dal Ministero dell’Economia e dal Ministero

della Salute. La STEM avrà il compito

di monitorare lo stato dei servizi sanitari

del Paese attraverso un sistema di

indicatori di efficienza e appropriatezza in

grado di valutare l´effettiva erogazione dei

livelli essenziali di assistenza da parte delle

Regioni e di garantire il maggiore soddisfacimento

dei bisogni dei cittadini e al

tempo stesso, un maggiore controllo della

spesa. La STEM avrà, inoltre, il compito

di valutare i Piani di rientro delle Regioni

in disavanzo e di seguirne l´attuazione.

Il dott. Alfredo Cesario, ricercatore dell’Istituto

di Patologia Speciale Chirurgica dell’Università

Cattolica e Vice-Direttore Scientifico

dell’IRCCS San Raffaele Pisana, è stato

chiamato a far parte del Tavolo di concertazione

su “Ricerca per la salute e qualità

della vita” tra il Ministero dell’Istruzione,

dell’Università e della Ricerca e il Ministero

della Salute.

Il tavolo di concertazione ha come finalità

lo studio e l’analisi delle azioni riguardanti

la tutela della salute e il benessere della popolazione.

La nomina è stata deliberata dal

Miur e dal Ministero della Salute lo scorso

27 ottobre e la commissione si è insediata

nel mese di dicembre.

Notiziario

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46

Notiziario

Albergati Silvia

Alfei Daniela

Aloise Antonio

Alonzi Annamaria

Angelucci Claudio

Baldasseroni Marco

Barbabella Alessandra

Bellisario Anna Rita

Bianchi Massimo

Bianchini Francesca

Bindo Alessandra

Biscotti Lorenzo

Blandino Raffaela

Boi Roberto

Bonanni Alfredo

Borgognoni Alessandro

Brinchi Domenico

Brunetti Anna Rita

Bulfoni Antonella

Buontempo Edoardo

Calvi Marco

Carlini Debora

Casagrande Raffi Fulvio

Casillo Monica

Cavicchioni Piero

Ceciarelli Alberto

Celani Roberta

Cencelli Francesca

Cera Carla

Cionci Vincenzo

Cito Sandro

Colafrancesco Cristina

Colapietro Giuseppa

Coniglio Stefania

Cornacchia Carmela

Coroforte Sonia

Cozzi Ivano

Croce Paolo Walter

D’Angelo Massimo

De Angelis Gianni

De Angelis Alfiere

De Angelis Durante

Rosa

De Paolis Claudio

De Pascalis Angela

Decina Anna Luigia

Deidda Anna Paola

Del Savio Alessandra

Dell’Anna Maria Grazia

Dell’Edera Sonia

Descisciolo Claudia

Di Resta Maurizio

Giuseppe

Di Tolla Grazia

Di Tommaso Elisabetta

Maria

Diomedi Patrizia

Domizi Donatella

Elmi Renata

Esposito Paola

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e

della Ricerca e il Ministro della Salute hanno

sottoscritto un Protocollo d’Intesa per la

“realizzazione di iniziative di internazionalizzazione

della ricerca nei settori correlati

alla salute ed alla qualità della vita, ed in

particolare d’implementazione delle iniziative

di programmazione congiunta della

ricerca europea”. Per avviare questo Protocollo

d’intesa, le due amministrazioni

hanno istituito un Tavolo di Concertazione

con funzioni di studio, analisi, indirizzo coordinamento

e pianificazione delle azioni

riguardanti la materia della ricerca per la salute

e la qualità della vita.

I colleghi che compiono 20 anni di servizio

Faienza Orlando

Falasconi Francesco

Faretra Anna Maria

Fazi Fabio Massimo

Folisi Stefania

Formichella Maria

Antonietta

Galardo Ciro

Gandolfo Cinzia

Gargano Caterina

Ghisio Fabio

Gianduzzo Alessandra

Giaquinto Antonio

Giordani Paola

Giulianelli Paolo

Iampieri Monia

Lavorante Maria Teresa

Lelli Anna Rita

Leo Valentina

Leonardi Paola

Leoni Ilaria

Levantini Fabio

Lizzit Marina

Loddoni Rina Gavina

Lombardo Angela

Lori Rosanna

Lorusso Antonia

Maffei Stefania Adele

Ada

Maffini Stefania

Il Sollievo una terapia

che funziona

Domenica 29 maggio nella hall del Policlinico

“A. Gemelli” medici, assistenti sanitari

e pazienti, insieme a personaggi del mondo

dello spettacolo e personalità istituzionali,

hanno partecipato alla tradizionale

manifestazione nazionale che il nostro Policlinico

ospita già da alcuni anni per promuovere

il sollievo in ospedale come cura

dalla sofferenza. Ad introdurre la manifestazione

accanto al prof. Numa Cellini, docente

di Radioterapia e co-promotore dell’evento,

il Preside della Facoltà di Medici-

Anche questo anno in occasione della festa del Sacro Cuore presso la sede di Roma dell’Università Cattolica verranno premiati i 143

dipendenti che compiono 20 anni di servizio, di seguito citati:

Maldarella Palma

Mannocchi Flavio

Marchetti Antonio

Mari Maria Cristiana

Mari Stefano

Marra Franco Luigi

Mascolo Sabrina

Massaro Vincenzina

Mauti Luigi

Melchionda Carmelina

Meloni Antonella

Mencio Vincenzo

Meoni Daniela

Minati Giovanna

Monti Roberta

Moroncelli Anna Maria

Moschettini Vincenza

Muttillo Mimi

Natale Giovanni

Nicolai Stefano

Nobile Claudia

Nuccorini Alessandro

Nughedu Antonella

Palmieri Roberta

Panci Gabriella

Paoletti Katia

Piazza Stefania

Piazza Simona

Piccioni Arnaldo

Pierantozzi Roberta

Pignataro Raffaele

Proietti Savini

Giuseppe

Querceto Sandra

Restante Barbara

Rossi Anna Maria

Rotondi Valter

Rubini Ada

Rubino Margherita

Ruggeri Giuseppe

Russo Maria Pia

Salvatori Giovanna

Sanna Iva

Scalena Nunzio

Scipioni Sandro

Severa Fabrizio

Soldani Lidia

Soricone Cesidio

Guglielmo

Speziale Domenico

Stabile Cristina

Tarquilio Domenica

Torelli Paola

Venditti Silvia

Veneroso Paola

Venturini Rosella

Visconti Stefania

Viva Lucia Maria

Zaccheddu Ignazia

Zangheri Fabio


na e Chirurgia. prof. Rocco Bellantone e il Vice

Preside, prof. Walter Ricciardi, Direttore

dell’Istituto di Igiene.

In questa Giornata, promossa dal Ministero

della Salute, dalla Conferenza delle Regioni

e delle Province autonome e dalla Fondazione

nazionale “Gigi Ghirotti” si è voluto

affermare la centralità della persona malata

e il suo diritto ad essere informata su

quanto si può fare per controllare il dolore

e la sofferenza attraverso le terapie più

avanzate, ma anche l’importanza di considerare

il malato nella sua interezza, ponendo

attenzione a tutti i suoi bisogni, psichici,

fisici, sociali e spirituali in modo di

rendergli migliore la qualità della vita. Presenti

alla manifestazione, il Direttore Amministrativo,

prof. Marco Elefanti, il Direttore

del Policlinico “A. Gemelli”, prof. Cesa-

Notiziario

Il prof. Rocco Bellantone, Preside della Facoltà

di Medicina e Chirurgia saluta il

pubblico presente nella hall del Policlinico

“A. Gemelli” in occasione della 10 a

Giornata Nazionale del Sollievo.

Sul palco a destra, insieme a medici e

specializzandi che hanno animato la

Giornata del Sollievo, il prof. Numa

Cellini, ordinario di Radioterapia e copromotore

dell’evento. A sinistra i cantanti

Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo.

La conduttrice televisiva, Lorella Cuccarini

presenta alcune iniziative a sostegno

del Sollievo.

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48

Notiziario

Da sinistra il dott. Bruno Vespa, giornalista

televisivo e Presidente della Fondazione

“Gigi Ghirotti”, il prof. Cesare

Catananti, Direttore del Policlinico “A.

Gemelli”, l’on. Renata Polverini, Presidente

della Regione Lazio e il prof. Marco

Elefanti, Direttore Amministrativo.

La premiazione della scuola vincitrice

del concorso “Un ospedale con più sollievo”.

re Catananti, il Presidente della Regione Lazio,

on. Renata Polverini, il Presidente della

Fondazione nazionale “Gigi Ghirotti”, dott.

Bruno Vespa, e numerosi personaggi del

mondo dello spettacolo che hanno affiancato

i medici, gli operatori sanitari, gli studenti

e i volontari della Facoltà di Medicina

e Chirurgia e del Policlinico “A. Gemelli”

ad animare la giornata. Vincitori del concorso

“Un ospedale con più sollievo”: la classe

5° B della Scuola Primaria “Fratelli di Dio”

– VI Circolo di Novara per il miglior disegno,

la 3° classe della scuola secondaria di

primo grado “S. Maria del Paradiso” di Vi-

terbo per il miglior elaborato, la classe del

primo biennio chimica – materiali e biotecnologie

I.I.S. Marconi – Galletti di Domodossola

per il miglior videoclip. Assegnati

anche due premi individuali: a Martina

Torregrossa, alunna dell’Istituto Tecnico

Commerciale “Calvi” della Sezione associata

di Pediatria - Ospedale Civile di Padova

per il miglior elaborato e a Martina Noero,

studentessa della Facoltà di Scienze della

Formazione dell’Università degli Studi di

Torino per la migliore fiaba. I premi, consistono

in cinque borse di studio di 500 euro

ciascuna.


Il Fo.Pe.Co.M. si certifica

per la qualità

Il 2 maggio 2011 la Formazione Permanente

Congressi e Manifestazioni, ha ottenuto il

rilascio della Certificazione internazionale

di sistema qualità conforme alla norma internazionale

ISO 9001:2008 dall’ente certificatore

internazionale Bureau Veritas.

Le attività certificate oltre a quelle formative

relative a corsi, congressi e manifestazioni,

includono sia la gestione delle aule

che la redazione della rivista Comunicare.

Il conseguimento della certificazione, oltre

che requisito indispensabile per essere riconosciuti

nel ruolo di Provider dell’Ente per l’attività

formativa e congressuale, si tradurrà

in benefici per tutte le parti interessate.

Il rilascio ufficiale del Certificato è avvenuto

lo scorso 23 maggio alla presenza del Direttore

di Sede, dott. Giancarlo Furnari che

ha espresso il suo plauso per il percorso intrapreso

e per il risultato ottenuto.

Dal 13 dicembre 2010 il Servizio Formazione

Permanente Congressi e Manifestazioni,

autorizzato dalla Direzione di Sede,

ha reso operativo il Sistema di Gestione

per la Qualità, conforme alla norma internazionale

ISO 9001:2008, con lo scopo di

conseguire la prestigiosa certificazione internazionale

di sistema qualità entro la

metà del 2011.

A tale proposito, l’unità organizzativa ha

scelto di intraprendere il percorso virtuo-

so della certificazione con la finalità di potenziare

l’efficienza e l’efficacia dei propri

processi lavorativi.

L’obiettivo principale del percorso intrapreso

è quello di massimizzare la soddisfazione

delle parti interessate (discenti,

partecipanti agli eventi, enti richiedenti,

etc…) tramite l’applicazione sistematica,

nell’organizzazione, dei principi del miglioramento

continuo.

L’operatività del sistema di gestione per la

qualità, implica la codifica dei formati e

moduli utilizzati per la gestione dei corsi e

degli eventi, al fine di standardizzare effi-

Notiziario

La consegna del certificato di Qualità.

Da sinistra il sig. Francesco Gemelli, Responsabile

del Servizio Formazione Permanente

Congressi e Manifestazioni, il

dott. Giancarlo Furnari, Direttore di Sede,

la dott.ssa Maria Caterina Ledda, rappresentate

dell’ente certificatore Bureau

Veritas, il dott. Alessandro Monti e il dott.

Emanuele Calogero consulenti esterni

per il rilascio del sistema Qualità.

Il certificato di conformità alla norma

ISO 9001:2008.

49


50

Notiziario

Il personale dell’Hospice “Villa Speranza”

durante l’inaugurazione della “Terrazza

delle rose”. Al centro il dott. Antonio

Cicchetti, Amministratore unico

della SCAI Spa insieme alla signora Rosa

Olivi, madre della paziente che ha

compiuto la donazione per la ristrutturazione

della terrazza.

cacemente i contenuti. A tale proposito, attraverso

l’invio di un’informativa in alluser,

a tutte le parti interessate è stato comunicato

che a partire da febbraio 2011, per l’avvio

di ogni richiesta di pertinenza del Servizio

Formazione Permanente Congressi e

Manifestazioni, si potranno utilizzare solo

i moduli codificati con un acronimo che

identifica la procedura della qualità, mentre

i modelli precedentemente utilizzati non

potranno più ritenersi validi ed è per tanto

utile contattare l’Ufficio, per poter disporre

della nuova modulistica da utilizzare.

La “terrazza delle rose”

per Villa Speranza

L’Hospice “Villa Speranza” ha inaugurato il

16 maggio scorso la “Terrazza delle rose”,

che è stata realizzata grazie alla donazione

della Signora Cinzia Marsili recentemente

scomparsa che aveva come grande

desiderio, quello di lasciare uno spazio dove

poter “guardare il cielo”. La cerimonia,

alla quale hanno partecipato gli operatori

dell’Hospice “Villa Speranza” è stata presieduta

dal dott. Antonio Cicchetti, Amministratore

unico della SCAI ed è iniziata

con l’arrivo della signora Rosa Olivi,

mamma della paziente. Nel corso della cerimonia

ha avuto luogo la benedizione della

terrazza da parte dell’assistente spirituale

dell’Hospice “Villa Speranza” don

Carlo Abbate.

Questo spazio è concepito non solo con

finalità estetiche, ma per diventare un luogo

da vivere, un punto d’incontro per i pazienti

e i familiari perché tutti, indistintamente,

possano trarne vantaggio. Un giardino

godibile, come prolungamento esterno

degli spazi della quotidianità.

Alte Scuole e Collegi

Studiare le interazioni di singoli individui e

gruppi di persone nelle organizzazioni sanitarie,

al fine di comprendere e predire le

determinanti delle prestazioni, spiegarne

l’organizzazione e il funzionamento, individuando

delle aree di miglioramento. È questo

l’obiettivo che si è prefisso il corso “Interpretare

e decidere in contesti complessi: le

competenze professionali e comportamentali

per agire con efficacia” che si è recentemente

concluso presso il Collegio Nuovo

Joanneum a cura dell’ ALTEMS, l’Alta Scuola

di Economia e Management dei Sistemi

Sanitari. Il corso, avente come direttore scientifico

il prof. Domenico Bodega, Preside della

Facoltà di Economia, si è proposto di stimolare

la riflessione e il dibattito con i collegiali

su tematiche di responsabilità individuale

nelle grandi organizzazioni, con particolare

attenzione a quelle che comportano

rilevanti implicazioni etiche.

Il corso, ha avuto la durata di 30 ore complessive

ed si è inserito nel contesto del Progetto

Alte Scuole e Collegi, attivato per la prima

volta presso la sede di Milano nell’ A.A.

2006-07, realizzato con il prezioso contributo

dell’Istituto Giuseppe Toniolo. In questa

prima edizione romana, è stata data la

possibilità di partecipare a 20 studenti meritevoli,

sia della Facoltà di Medicina e Chirurgia

sia della Facoltà di Economia. Oltre agli

studenti del Collegio Nuovo Joanneum, la

partecipazione è stata estesa anche agli

ospiti dei collegi San Luca-Barelli, San Damiano

e Ker Maria.

Indiscusso è stato il valore di questa preziosa

occasione di crescita, sia individuale

che comunitaria, come coerentemente proposto

dallo stesso percorso formativo offerto

dai collegi.

Promuovere negli studenti quell’atteggiamento

intellettuale in grado di permettere

il superamento dei confini della propria disciplina

e l’apertura alla realtà in tutti i suoi


aspetti, al fine di un reale allargamento degli

orizzonti della razionalità, nel ripensamento

di un nuovo umanesimo per una nuova

Europa, conferma il ruolo pedagogico, morale

e spirituale, perseguito dai collegi dell’Università

Cattolica del Sacro Cuore.

Aprirsi al dialogo, confrontandosi concretamente

in circostanze difficili, saper operare

con validità e nella moralità, può considerarsi

un percorso di necessaria utilità nell’ambito

della realtà collegiale.

Con questo progetto l’Università Cattolica

del Sacro Cuore, mostra ancora una volta la

propria particolare attenzione per gli studenti

che, decidendo di vivere la propria

esperienza universitaria con particolare in-

tensità, scelgono di trascorrere questo importante

periodo della loro formazione all’interno

dei collegi presenti presso le differenti

sedi universitarie.

Open Day Open Mind

Il 7 marzo scorso l’Università Cattolica sede

di Roma ha aperto le porte agli studenti

delle scuole superiori e presentato i suoi

corsi di laurea e i servizi offerti dal Campus

universitario. La giornata alla sua sesta edizione

è stata dedicata all’orientamento preuniversitario,

un aiuto concreto in particolare

per gli studenti dell’ultimo anno delle

scuole superiori, per le famiglie interessate

Notiziario

L’Assistente pastorale, don Paolo Bonini

insieme ad alcuni studenti del Collegio

Nuovo Joanneum.

Secondo da sinistra il dott. Bartolomeo

Gisotti, Responsabile della Direzione dei

Servizi Didattico – accademici, la

dott.ssa Patrizia Meli, Responsabile del

Servizio Didattica, il prof. Rocco Bellantone,

Preside della Facoltà di Medicina

e Chirurgia, il prof. Antonio Lanzone,

Presidente del Corso di laurea in Medicina

e Chirurgia e secondo da destra l’Assistente

pastorale don Paolo Bonini insieme

agli studenti che hanno distribuito

il materiale informativo del campus

universitario in occasione della manifestazione

“Open Day Open Mind”.

51


52

Notiziario

In piedi a fianco al tavolo dei relatori, il

dott. Nardino D’Alessio, Responsabile del

Servizio Orientamento Pre-universitario

mentre presenta alcuni docenti della

Facoltà.

e per lo stesso corpo docente degli istituti

scolastici per districarsi con maggiore consapevolezza

nei molteplici corsi di laurea

triennale, magistrale e magistrale a ciclo

unico nelle diverse aree (medica e sanitaria,

biotecnologica, cosmetologica, economicosanitaria

ed economico-manageriale) offerti

dall’Ateneo.

L’iniziativa promossa dal Servizio di Orientamento

Pre-universitario ha avuto come

principale scopo, quello di presentare il panorama

completo dell’offerta formativa per

facilitare le aspiranti matricole nella scelta

del percorso di studi più coerente con le loro

attitudini e aspirazioni professionali, grazie

all’incontro con docenti, tutor, studenti

universitari.

Il Santo Padre

regala carezze e doni

ai piccoli degenti

Nella Solennità dell’Epifania il Santo Padre

ha voluto porgere il Suo saluto e portare parole

di conforto e doni ai piccoli degenti del

Policlinico “A. Gemelli”. È stato così accolto

dai vertici dell’Ateneo e della sede di Roma

dell’Università Cattolica, il Magnifico Rettore,

prof. Lorenzo Ornaghi, il Direttore Amministrativo,

prof. Marco Elefanti, il Preside

della Facoltà di Medicina e Chirurgia, prof.

Rocco Bellantone, il Direttore di Sede, dott.

Giancarlo Furnari, il Direttore del Policlinico,

prof. Cesare Catananti e l’Assistente ecclesiastico

generale, mons. Sergio Lanza.

È seguita poi la visita del Pontefice, accompagnato

anche da S. Em.za il Card. Agostino

Vallini; Vicario di Sua Santità per la Diocesi

di Roma, presso il reparto di pediatria, dove

ha incontrato i bambini ricoverati e i loro genitori,

ed ha benedetto i locali ristrutturati del

Centro per la cura e l’assistenza al bambino

con spina bifida e idrocefalo, poi sempre accompagnato

dal prof. Costantino Romagnoli,

Direttore del Dipartimento di Scienze Pediatriche,

il Pontefice ha fatto visita anche

alla Terapia Intensiva neonatale del Policlinico

“A.Gemelli”, suscitando tra i presenti momenti

di viva commozione e tenerezza.

Papa Benedetto XVI ha voluto visitare i laboratori

dell’Istituto Scientifico Interna -

zionale “Paolo VI” e rivolgere un saluto a tutto

il personale che vi opera quotidianamente.

Nella hall del Policlinico, infine, accolto da

un coro di bambini coordinati da don Angelo

Auletta, Assistente pastorale del personale,

ha incontrato 50 piccoli ricoverati che sono

assistiti nei vari reparti, ai quali al termine

del suo discorso, ha offerto personalmente

un dono.

Il Santo Padre, ha poi salutato e ringraziato

i presenti ed ha spiegato il motivo della sua

visita. “Sono venuto, ha detto, a trovarvi per

portarvi qualche regalo come i Re Magi hanno

fatto con il bambino Gesù e per farvi sentire

l’affetto e la vicinanza del Papa durante

la vostra malattia”.

La visita ha voluto sottolineare l’attenzione

che il Santo Padre riserva ai più piccoli e deboli

ed “è stata importante, ha dichiarato il

Magnifico Rettore, prof. Lorenzo Ornaghi,

perché suggella ancora una volta il particolare

rapporto tra l’Ateneo dei cattolici italiani

e il Papa”.


Il cinema anche

in ospedale

Il 18 dicembre l’aula Brasca del Policlinico

Universitario “A. Gemelli” è stata trasformata

in una sala cinematografica per consentire

ai pazienti ricoverati di assistere alla

proiezione del film “Io, loro e Lara” interpretato

dall’attore, Carlo Verdone.

Questo appuntamento è stato il primo, dei

quattro in programma, ospitati dal nostro

Policlinico che ha accolto positivamente

l’iniziativa “È Natale per tutti”, promossa

dalla Regione Lazio, allo scopo di regalare

un momento di svago a tutti coloro che

hanno trascorso in ospedale il periodo delle

festività natalizie. Tale progetto che ha

ricevuto l’adesione anche di altre strutture

sanitarie nel Lazio, è stato inaugurato

nella nostra struttura alla presenza del Preside

della Facoltà di Medicina e Chirurgia,

prof. Rocco Bellantone, del Direttore di Sede,

dott. Giancarlo Furnari e del Direttore

del Policlinico, prof. Cesare Catananti. A

presentare l’iniziativa è stata il Presidente

della Regione Lazio, on. Renata Polverini,

la quale ha illustrato gli scopi della rassegna

che ha visto coinvolti anche alcune

carceri della Capitale con esibizioni concertistiche

dedicate.

Alla realizzazione ha collaborato la Maiora

Film, mettendo a disposizione i film ed

alcuni omaggi che sono stati offerti ai pazienti

che assistevano alle proiezioni.

Il cinema è diventato così uno strumento

di solidarietà per tutti i degenti che hanno

affrontato momenti di difficoltà e che

non hanno potuto trascorrere le festività

con i propri cari. Nell’ambito della programmazione

che ha interessato il nostro

Policlinico sono stati proiettati nelle giornate:

del 25 dicembre il film “Basilicata coast

to coast”, del 1 gennaio il film “Benvenuti

al Sud” e del 6 gennaio il film “Genitori

& figli”. Inoltre è stata offerta la possibilità

anche a tutti coloro che per motivi

di salute erano impossibilitati a lasciare

il proprio reparto di degenza, di seguire

il film sul televisore della propria camera,

grazie al sistema di collegamento a circuito

chiuso di cui dispone il Policlinico “A. Gemelli”

e il film stesso è stato anche proiettato

su un maxi schermo disposto nella

hall del Policlinico .

Il referto arriva per e-mail

Al Policlinico “A. Gemelli” è stato attivato un

nuovo servizio di invio dei referti medici ambulatoriali

tramite posta elettronica protetta.

Tutti i pazienti del Policlinico potranno

così usufruire del nuovo servizio e ricevere

nella propria casella di postale elettronica

i risultati degli esami diagnostici effettuati

nella struttura senza dover fare file

agli sportelli.

Il Policlinico “A. Gemelli” è il primo ospedale

del Lazio a offrire questo servizio di refertazione

via web, che unisce validità legale

dei documenti e sicurezza dell’invio

grazie alla firma digitale e alla busta virtuale

crittografata spedita in posta elettronica.

Sarà così possibile poter disporre dei

referti comodamente sul proprio pc in qualsiasi

momento.

I referti, in formato pdf, hanno la firma digitale,

assumendo in questo modo piena

validità legale pari agli omologhi referti cartacei,

che comunque potranno essere sempre

ritirati agli sportelli della Spedalità attraverso

le usuali procedure. Il nuovo servizio

di refertazione online è effettuato in modo

da garantire la sicurezza e la riservatezza

dei dati grazie all’utilizzo della “busta

pdf”: i file con i referti vengono inseriti in

un archivio contenitore, cioè una busta virtuale

il cui contenuto è protetto da password

personale. Agli sportelli della Spedalità,

al momento della prenotazione o del pagamento

della prestazione, il paziente che

farà richiesta di ricevere i referti via e-mail

dovrà compilare e firmare un modulo, indi-

Notiziario

Il prof. Cesare Catananti presenta gli

scopi della rassegna cinematografica

offerta ai pazienti.

53


54

Notiziario

Don Andrea Manto, Direttore dell’Ufficio

Nazionale C.E.I. per la Pastorale della

Sanità celebra la Santa Messa nella

Chiesa Centrale durante l’87 a Giornata

Universitaria.

Il dott. Giancarlo Furnari, Direttore di

Sede premia il cast degli artisti che hanno

animato la Giornata Universitaria.

cando l’indirizzo di posta elettronica personale,

l’eventuale numero di telefono cellulare

cui inviare un sms di cortesia per notificare

l’avvenuto trasmissione dei documenti,

l’informativa e il consenso al trattamento

dei dati personali. Sulla ricevuta di

pagamento sarà stampato un codice personale,

che servirà ad aprire la busta crittografata

contenente il referto in pdf recapitato

via e-mail all’indirizzo indicato.

L’effettuazione della prestazione, la compilazione

e la stampa digitale del referto seguiranno

l’iter usuale. Quando il referto sarà

pronto e certificato con firma digitale, il

sistema provvederà automaticamente all’invio,

con contemporaneo avviso tramite

sms. Unificando firma digitale e busta virtuale

protetta il Policlinico “A. Gemelli” si

pone all’avanguardia nell’invio informatico

dei referti, per sicurezza, completezza e semplicità

del servizio fornito al paziente.

87 a Giornata Universitaria

La terza domenica dopo Pasqua, l’8 maggio

scorso, si è celebrata a livello nazionale l’87 a

Giornata per l’Università Cattolica, proposta

come momento pubblico di riflessione e valorizzazione

del contributo prezioso offerto

dell’Ateneo nel servizio reso alla comunità

cristiana e all’intero Paese. Il tema di quest’anno,

Nel cuore della realtà. Da una grande

storia un solido futuro, richiama ad un’espressione

di padre Agostino Gemelli tratta

dal saggio “Il francescanesimo” e suggerisce

un metodo esemplare per giungere al

cuore della realtà, percorrendo “la dimen-

sione dell’azione guidati dalla dimensione

contemplativa”.

Il Magnifico Rettore, prof. Lorenzo Ornaghi,

nel messaggio proposto per questa

giornata, ha spiegato come “proprio l’espressione

di Padre Gemelli, Nel cuore della

realtà, scelta come tema della Giornata,

indica chiaramente la volontà di fare grata

memoria delle figure e delle vicende più

rilevanti per il nostro passato e, nel contempo,

di affrontare con rinnovato coraggio

le prossime sfide nel campo dell’educazione

e della ricerca scientifica, a cui risponderemo

con sempre maggior determinazione

in forza della vicinanza nella

preghiera e dei gesti di concreta amicizia

che i fedeli delle diocesi italiane anche quest’anno

non faranno mancare”.

In particolare, il prof. Ornaghi ha ricordato

come l’impegno e l’attenzione dell’Ateneo

che quest’anno celebra il novantesimo

dalla sua fondazione, è rivolto ai giovani:

“aiutandone la formazione integrale

sia professionale sia umana in vista di

un modello di sviluppo realmente a favore

della persona e della vita. L’Ateneo del

Sacro Cuore è stato immaginato e tenacemente

voluto da tutti i cattolici italiani

per favorire l’incontro fra Vangelo e cultura

attraverso la manifestazione di un’esperienza

cristiana convinta, aperta alla

ragione e all’autentico progresso della ricerca

scientifica”.

Il messaggio della Conferenza Episcopale Italiana

per la Giornata dell’Università Cattolica,

ha sottolineato come “nei suoi novant’anni

di vita, l’Università Cattolica del Sacro

Cuore ha perseguito con tenacia ed efficacia

l’obiettivo di mostrare che non è mera

utopia la convinzione che proprio all’interno

di un’istituzione universitaria la Parola

della fede si muove a suo agio e può costituire

l’orizzonte entro il quale trova unità

e coerenza la differenziata coltivazione del

sapere delle molteplici discipline accademiche”.

A tale proposito la C.E.I. ha ricordato

che nella sua origine e per la sua storia, l’Università

Cattolica “è frutto di quell’impulso

insopprimibile per cui la fede cristiana

proietta i propri valori nel vissuto storico dell’uomo,

facendosi generatrice di cultura, con

un’intelligenza del reale che illumina le singole

realtà e le diverse situazioni nelle quali

è in questione la persona umana”.


Nel messaggio indirizzato al Presidente dell’Istituto

Toniolo, Card. Dionigi Tettamanzi,

inviato dal Segretario di Stato Vaticano,

Card. Tarcisio Bertone, a nome di Sua Santità,

Benedetto XVI il Santo Padre mette in

evidenza come “il ruolo delle università, e

in particolare dell’Università Cattolica del

Sacro Cuore, acquisti particolare risalto all’interno

dello speciale impegno per l’educazione,

che caratterizza gli attuali orientamenti

pastorali della Chiesa in Italia”.

Domenica 8 maggio nella hall del Policlinico

Universitario “Agostino Gemelli”, è stato

offerto ai degenti un momento di intrattenimento

e di spettacolo condotto da Rita

Forte con la partecipazione di due comici

Mery Cipolla e Oscar Biglia e di un prestigiatore

Bob Noceti. A conclusione dell’esibizione

il Direttore di Sede, dott. Giancarlo Furnari

ha omaggiato gli artisti con le medaglie

dell’Ateneo. Alle ore 12.00, presso la Chiesa

Centrale della sede romana si è svolta la celebrazione

eucaristica presieduta da don.

Andrea Manto, Direttore dell’Ufficio Nazionale

C.E.I. per la Pastorale della Sanità. Nell’omelia

proposta, don Manto ha ripreso il tema

generale della Giornata Universitaria nel

contesto delle sacre scritture, lette in questa

occasione. Egli ha così spiegato come

nella vita di tutti i giorni “è necessario andare

oltre le apparenze per comprendere la

verità delle cose”, questo è il metodo che Gesù

insegna ai discepoli. Imparare ad avere

una visione più ampia delle cose, lascarsi

guidare dalla fede e dalla conoscenza, ci spinge

così ad arrivare al cuore della realtà.

Rinnovato il CCL del

personale della sede

Con tale rinnovo contrattuale si è conclusa

la tornata negoziale relativa al Quadriennio

2006-2009.

Al di là di alcune modifiche di parte normativa,

dettate da specifiche esigenze di

carattere gestionale, ovvero da necessità di

adeguamento a mutamenti intervenuti negli

assetti organizzativi, l’effetto preponderante

del CCL è consistito nell’aggiornamento

al Biennio 2008-2009 del trattamento

economico fondamentale, a partire

dal mese di gennaio 2011 e nella corresponsione

degli arretrati contrattuali entro

il mese di febbraio 2011.

L’erogazione degli incrementi contrattuali

appare un dato particolarmente significativo

in quanto, mentre sul fronte della Sanità

privata si realizza un blocco generalizzato

dei rinnovi contrattuali ed il congelamento

degli adeguamenti che scontano la

crisi economica generale, in ambito U.C.S.C.

si è addivenuti con il citato Accordo, al pieno

e integrale allineamento al trattamento

del personale degli enti del Servizio Sanitario

Nazionale.

Degna di menzione appare la circostanza

che le parti negoziali, nell’esercizio del loro

potere contrattuale, hanno anche deciso, nel

contesto del rinnovo per il Biennio 2008-

2009, la finalizzazione delle disponibilità registrate

a consuntivo 2010 nel cosiddetto

Fondo fasce, sia attraverso la distribuzione

di una una tantum sia, con decorrenza dal

2011, attraverso l’attribuzione in una fascia

retributiva aggiun tiva a tutti i dipendenti già

in servizio a tempo indeterminato, in modo

da dare nuovo impulso al sistema della progressione

economica orizzontale. In una logica

di qualificazione e di valorizzazione del

personale, va altresì sottolineato l’impegno

dell’Amministrazione ad inquadrare progressivamente

nel profilo professionale di

Operatore socio sanitario dipendenti in possesso

del prescritto titolo abilitante all’esercizio

della professione. Sempre al fine di riconoscere

i livelli di professionalità raggiunti

dal personale delle aree sanitarie, è stata

adottata dalle parti la decisione di estendere

a ulteriori definiti reparti di degenza le Indennità

di Terapia sub-intensiva.

Con l’Accordo stipulato, si è anche pervenuti

alla revisione del sistema incentivante

il cui impianto risaliva al 1998, dando vita

ad un nuovo trattamento accessorio di incentivazione

legato a criteri di effettiva presenza

in servizio e consentendo in tal modo

di prefigurare una distribuzione delle risorse

messe a disposizione del nuovo Fondo

secondo criteri di maggiore efficienza ed

efficacia.

Tale nuovo sistema ha trovato piena adesione

anche da parte sindacale, poiché, a

differenza del precedente, consente una distribuzione

mensile delle risorse, parte delle

quali in precedenza venivano erogate a

conguaglio, rispondendo in tal modo all’esigenza

di disporre da parte dei dipendenti, di

maggiori quote di retribuzione mensile.

Notiziario

55


56

Spiritualità

Mons. Sergio Lanza

“Educare alla vita

buona del Vangelo”

I Vescovi d’Italia hanno consegnato alle Chiese gli

Orientamenti per il decennio 2011-2020, sul tema

“Educare alla vita buona del Vangelo”. Si tratta di una

questione cruciale. L’educazione, infatti, è crocevia

sensibile delle problematiche che agitano questo

inquieta stagione di inizio millennio e in modo particolarmente

acuto si addensano sul terreno delle

responsabilità di quanti sono chiamati a educare.

In tanti campi dell’esistenza, e in particolare per le

giovani generazioni, non è più possibile contare

tranquillamente sulle tradizioni e le consuetudini

ricevute: società in movimento, policentrica (culturalmente,

religiosamente, etnicamente), mobilità

delle relazioni (fedeltà a tempo, “storie a segmenti),

spaesamento (società dell’incertezza), efficienza,

pragmatismo (società della soddisfazione

istantanea: risultato immediato, assenza di sacrificio,

dedizione, pazienza, attesa).

Viene meno la grammatica elementare dell’esistenza

umana. Anche nell’ambito educativo non

appare più normativa e sufficiente l’assimilazione

di conoscenze date e di comportamenti codificati…

Si è tentati di affondare nel dubbio. Ne consegue

che l’identità, invece di realizzarsi attraverso un

adeguamento a codici consolidati e trasmessi, si

costruisce come biografia a episodi. L’identità non

è più rinvenibile nei ruoli e nelle relazioni sociali;

diventato uno, nessuno e centomila, l’uomo deve

cercarla in un io autoreferenziale. Identità debole,

quindi: un’aura di libertà che affascina (e illude); un

crescente disorientamento per il singolo; un disagio

marcato nella vita sociale. Tutto ciò produce

conseguenze di grande portata, che si riflettono

sul modo di vedere e di vivere la vita: rapporto con

la natura, con la società, con se stesso; aspetti tutti

che toccano sensibilmente il rapporto con la fede

cristiana e la interrogano sulla sua capacità di

farsi anche oggi capace di itinerari non illusori di

vita. Alla radice di questo rapido sgretolarsi di un

mondo, scorgiamo la pericolosa scissione tra scienza

e coscienza, tra conoscenza ed etica, tra verità e

libertà, come richiama con forza il Magistero di Papa

Benedetto XVI.

Ciò pone una sfida, una urgenza, ma rappresenta

anche una occasione di portata storica: “grandi

sfide e nuovi scenari si preannunciano per i prossimi

anni” (CEI, Evangelizzazione e testimonianza

della carità, 3). Di fronte al ‘politeismo dei valori’,

la mentalità corrente limita la linea di confine alla

tolleranza. Di fatto, questa è ben lontana dal rispetto

(ancor più dalla attenzione) per l’altro e per

le sue legittime scelte; genera, piuttosto, disimpegno

e qualunquismo culturale e diventa terreno

di coltura di pretese libertà, che mortificano

l’uomo e la vita. Fino a rovesciarsi, inesorabilmente,

nel suo contrario: “...l’individuo completamente

tollerante è ipso facto un individuo per il quale

nulla è vero, e in ultima analisi, forse, un individuo

che non è nulla. È questo il terreno da cui spuntano

i fanatici” (P.L.BERGER, Una gloria remota, Bologna

1994, 73). Occorre pensare in grande. Uscire,

inoltre, dal rincorrere i problemi, col fiato corto, affannosamente

e frammentariamente, disperdendo

energie preziose. È necessaria una nuova progettualità

che investa a tutto campo la missione

educativa della Chiesa. I profondi cambiamenti in

atto pongono esigenze di adeguamento istituzionale

e strutturale, per rispondere alle nuove istanze

che attraversano tutti i livelli della società e per

preparare le nuove generazioni ad affrontare responsabilmente

il futuro.

In questo quadro si colloca la più attenta e puntuale

considerazione del significato e del ruolo dell’Università

per la responsabilità ecclesiale: di fronte a

mutate e più rilevanti esigenze, essa è chiamata a

un coraggioso rinnovamento. Per questo, è necessario

oggi dar vita a nuove forme di incisità educativa,

soprattutto nella famiglia, nella comunicazione,

nella scuola, nell’università.

La pastorale dell’educazione è dunque servizio alla

salvezza dell’uomo; i cristiani rendono testimonianza

esplicita a Cristo nella vita dell’Università,

mostrando come la fede in Lui arricchisce l’esistenza

dell’uomo in tutte le sue manifestazioni positive e

la riscatta dai decadimenti che la insidiano, rendendola

autenticamente umana.


Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Medicina e Chirurgia - Roma

Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”

INTENTI E VALORI GUIDA PER LA QUALITÀ

NEL RICONOSCERE L’ATTUALITÀ DEL DISEGNO DEL FONDATORE PADRE AGO-

STINO GEMELLI, SI RINNOVA IL PRIMARIO E COERENTE IMPEGNO DI TUTTE LE COM-

PONENTI UMANE E PROFESSIONALI AD OPERARE AL FINE DI:

PRENDERSI CURA DELLA PERSONA MALATA, NEL RISPETTO INTEGRALE DELLA SUA

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FESSIONALE, SCIENTIFICO E TECNICO.

ASSICURARE LA DIFFUSIONE CAPILLARE DELLE INFORMAZIONI, LA CONOSCENZA

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ESPERIENZE MATURATE.

FAVORIRE LA COLLABORAZIONE ED IL COINVOLGIMENTO, LA MULTIDISCIPLINA-

RIETÀ, IL LAVORO DI GRUPPO, LA RESPONSABILITÀ CONDIVISA.

RICONOSCERE E VALORIZZARE L'IMPEGNO DI TUTTI I PROTAGONISTI.

TRADURRE GLI INTENTI ED I VALORI IN AZIONI CONCRETE, COSTANTI E COEREN-

TI ATTRAVERSO GLI IMPEGNI PRIMARI DELLA DIREZIONE E LA PARTECIPAZIONE

ATTIVA DI TUTTE LE FIGURE PROFESSIONALI.

Questo documento è il risultato di sei gruppi di lavoro - 150 persone - rappresentativi di tutte le figure

professionali della sede di Roma. I sei gruppi hanno lavorato distintamente e hanno prodotto questa sintesi,

che costituisce la premessa di riferimento per l’avvio di un Sistema Qualità realizzato nel Policlinico Gemelli.

Il testo è una proposta che va letta in chiave dinamica, suscettibile di integrazioni

e aggiornamenti attraverso il contributo di tutti coloro che lavorano all’interno dell’Istituzione.

Dei suggerimenti pervenuti si terrà conto per una nuova stesura.


iflessione

(Discorso del Santo Padre Benedetto XVI

ai dirigenti, docenti e studenti

dell’Università Cattolica del Sacro Cuore,

Aula Paolo VI Sabato, 21 maggio 2011)

(…) Come afferma il Concilio Vaticano

II, la fede è capace di donare luce all’e-

sistenza. Dice il Concilio che la fede:

“Tutto rischiara di una luce nuova, e

svela le intenzioni di Dio sulla vocazio-

ne integrale dell’uomo, e perciò guida

l’intelligenza verso soluzioni piena-

mente umane” (Gaudium et spes, 11).

L’Università Cattolica è luogo in cui ciò

deve avvenire con singolare efficacia,

sotto il profilo sia scientifico, sia didat-

tico. Questo peculiare servizio alla

Verità è dono di grazia ed espressione

qualificante di carità evangelica. (…)

Benedictus PP. XVI

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