sospensione delle forme nei dipinti di mirna bisulli ... - Campo de'fiori

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sospensione delle forme nei dipinti di mirna bisulli ... - Campo de'fiori

A LEZIONE

DAL

PROFESSOR

GNOMUS

LO SPETTACOLO

VAGANTE AL

COSPETTO DI

BENEDETTO XVI

SOSPENSIONE

DELLE FORME

NEI DIPINTI DI

MIRNA BISULLI


2

SOMMARIO

Editoriale:

Natale è ... Natale........................................3

L’intervista:

A LEZIONE DAL PROF.

GNOMUS.....................4

Lo spettacolo vagante

al cospsetto di

Benedetto XVI............6

Curriculum vitae:

Alessandra Bruno..........................................9

Roma che se n’è andata:

Barberini, Bernini e Borromini, artefici del

Barocco italiano.....................................10-11

Suonare Suonare:

Antonio Oleari - Renzo Stefanel..............12-13

La rete delle sorprese.............................14

Sentire bene fa bene alla famiglia ed alla

coppia......................................................15

Cine Parade:

Cosimo e Nicole...........16

Campo de’ fiori

“La pedofilia: come affrontarla”.............17

Ecologia e ambiente:

Il tempo del non tempo...............................18

Stato vince, gestore perde... fate il vostro

gioco...................................................20-21

Ancora sul senso dell’essere...................22

Come eravamo:

TURIDDO MADAMI ... questo sconosciuto....25

La malasanità ....................................26-27

La sospensione delle forme nei dipinti di

Mirna Bisulli.......................................28-29

Le trasformazioni di Civita Castellana...30

Trucco d’epoca:

Gli anni ‘70 ................................................31

A Civita di Bagnoregio,

un Presepe come nessun

altro................................32

Il probabile futuro dell’aviazione

civile........................................................33

Il Fumetto:

Proiettili di zucchero...................................34

Canto di Natale.......................................35

Un favola bellissima................................36

Una “Fabrica di ricordi”:

‘A tommala de Natale ................................37

Oroscopo di Dicembre ...........................38

La domenica del corriere.......................39

1° Concorso letterine..............................40

I nostri amici...........................................41

News.......................................42-43-44-45

Le proposte editoriali di Campo de’

fiori..........................................................46

Il calendario 2013 di

Campo de’ fiori........47

I NOSTRI RECAPITI UTILI

Agenda...............................................48-49

Messaggi............................................50-51

Roma com’era.........................................52

Album dei ricordi...53-54-55-56-57-58-59

Annunci gratuiti................................60-61

Selezione offerte immobiliari ..........62-63

Foto di copertina di STEFANO PAOLINI - www.caponzio.it

Sacra Famiglia - scultura lignea - collezione Idea Oro Gioielli

SEDE OPERATIVA:

OPERATIVA : PIAZZA DELLA DELLA LIBERAZIONE, 2 - CIVITA CASTELLANA (VT)

TEL/FAX 0761.513117 - info@campodefiori.biz

SEDE RAPPRESENTATIVA: VIALE MAZZINI, 140 - ROMA

ROMA


Campo de’ fiori 3

Natale è ... Natale

Sempre, quando scrivo queste poche righe, ho il

timore di sembrare uno sciocco sentimentale,

ma è così che prendo ciò che passa nella mia

anima, e quanto ne esce vorrei che fosse sempre

comprensibile e condivisibile, di comune affetto.

In questa pagina ho sognato, ho fantasticato, ho

gioito e pianto, mi sono rammaricato e rincuorato,

ma ho sempre parlato con voi.

Mi sono affezionato a voi!

di Sandro Anselmi

La speranza, mai pretesa, è stata quella di incontrare

i vostri consensi.

Sono entusiasmato dei vostri giudizi, pure immeritati

... e seguito a pensare.

Questa volta è Natale, e seguirà l’anno nuovo.

Quanta vita vissuta, quante immagini care si legano a queste

grandi feste. È commozione, nostalgia, e rimpianto per ciò che

di bello è passato, ma è anche delusione per le tante, troppe

cose che non sono andate, poi, per il verso che avrei voluto.

È che tutti vorremmo che la vita fosse quella che sogniamo, ma

il destino non è spesso benevolo e prende strade tortuose.

Si pensa, a volte, di ritirarsi dalle scene e lasciare al domani il

ricordo dei fatti.

Ma è il viaggio della vita e quando ti trovi nello stato che supera

pensieri e sentimenti ed affanni, allora la fede e la speranza,

sole, ci danno la forza di andare oltre, di superare.

Ed io che avevo sempre creduto, con la leggerezza degli anni

giovani, di aver combattuto le mie paure da solo?!

Ma solo non ero, non lo ero mai!

Nel mistero della continuazione, mi sento, ora, di testimoniare

e proseguire ciò che di meglio è stato fatto prima di me, e vorrei

che così fosse per tutti, con amore ecumenico ed universale.

Tutto sarebbe più bello e più chiaro e gioioso!

Quale periodo migliore, allora, per riscoprire in noi l’animo

buono e perdonare, se mai, per essere perdonati, ed amare,

comunque, per essere riamati?

Fra le miserie ed i tormenti dell’anima, s’accende, adesso, una

luce speciale che ci guiderà nel nostro cammino e ci condurrà

in un porto sicuro, per regalarci pace, serenità e ricchezza.

Tutto quello di cui, ora più che mai, abbiamo bisogno!

Dieci Natali e dieci Capodanni sono già trascorsi dalla nascita

di Campo de’ fiori ed il mio augurio è , allora, dieci volte più

grande per le feste più belle e perché il 2013 possa essere

veramente l’anno fortunato!

Auguri a tutti voi ed a tutte le vostre famiglie, ai miei collaboratori

ed ai loro cari ed a tutti gli sponsor che hanno creduto e

credono in questo mio sogno.

Auguri, auguri, auguri e grazie a tutti…


4

Campo de’ fiori

A LEZIONE DAL PROFESSOR GNOMUS:

“MARTE - VENERE, DALLA TEORIA ALLA PRATICA”

Al Teatro dei Satiri fino al 27 Gennaio

Dopo il grande successo ottenuto con

“Gli Uomini vengono da Marte, le

donne da Venere”, Claudio

Gnomus porta in scena il nuovo spettacolo

che vuol essere un approfondimento sul

tema: la differenza tra uomo e donna.

Fino al 27 Gennaio si potrà partecipare a

questa particolare terapia di gruppo al

Teatro dei Satiri, in Via di Grottapinta a

Roma: “Marte-Venere, dalla teoria

alla pratica”.

Insomma una serie di lezioni serali

per coppie...

“Innanzitutto va detto che lo spettacolo è

divertente, non si può fare una lezione

seriosa, ma qualche messaggio arriva. Si

esce dalla sala sapendo qualcosa in più sul

rapporto di coppia, e soprattutto con più

tolleranza nei confronti del partner.

Questa mi sembra già una bella conquista!”

Come è nata l’idea?

“Tutto parte da un altro

spettacolo che ho portato

in scena per circa sette

mesi a Roma, “Gli Uomini

vengono da Marte, le

donne da Venere”, con

un grande successo di

pubblico. La cosa mi

diede molta soddisfazione,

tanto che decisi di

scrivere uno spettacolo

di approfondimento

completamente diverso

ed anche più divertente

del precedente che,

vorrei ricordare, non

avevo scritto io. In

scena sono con Sara

Adami, splendida

attrice con cui lavoro

da oltre 10 anni, ed

insieme dimostriamo al

pubblico quello che

succede a casa loro e

che loro conoscono

Perchè

gli uomini non

trovano mai i

calzini e le

donne non

sanno leggere

le mappe?

benissimo, il tutto con un

gradevole susseguirsi di

gag”.

E le coppie come

rispondono?

“Le coppie che vengono a

vedere lo spettacolo iniziano

dandosi delle gomitate

e dicendo: vedi,

vedi... te lo avevo detto...

ed alla fine si abbracciano

e si baciano tornando a

casa più innamorati di

sempre. Infondo nell’

uomo e nella donna ci

sono tante differenze che

potrebbero diventare, in

ogni momento, fonte di

complicità e di stabilità

nella coppia e non più

generatrici di conflitti e

incomprensioni”.

Quasi quasi ci rivediamo

lo spettacolo

stasera.... casomai ci

fosse sfuggito qualcosa...

E voi, non

perdetevelo, da soli o

in coppia va assolutamente

visto!

Sandro Alessi


6

Campo de’ fiori

Lo spettacolo vagante al cospetto di

Benedetto XVI

Sabato 1° Dicembre, udienza straordinaria per circensi, fieranti, artisti di strada, cantastorie,

gruppi bandistici e folkloristici provenienti da tutto il mondo

Era davvero tanto tempo che non

andavo al circo. L’ultima volta avrò

avuto dieci, dodici anni, non di più e,

con tutto il rispetto, i circhi che si fermavano

e seppur più di rado, si fermano tutt’ora

al mio paese, non sono certo di grandi

dimensioni. Ma l’attrazione principale

per me, non erano tanto i clown o gli acrobati,

quanto gli animali che portavano con

sé : leoni, tigri, dromedari, coccodrilli, che

non avrei potuto certo vedere da nessun’

altra parte. Dopo tanto tempo ci sono riandata,

e che circo, anzi, che circhi! E già ,

innanzitutto perché ad ospitare i circensi

stavolta, non è stata una delle classiche

ed inconfondibili strutture a tendone,

bensì l’Aula Paolo VI in Vaticano, conosciuta

anche come Sala Nervi, dal nome

dell’architetto che sotto il pontificato del

Papa a cui è intitolata, ebbe l’ordine di

progettarla. E poi perché ad esibirsi non

sono stati gli artisti di un solo circo, ma dei

più prestigiosi circhi d’Italia e del mondo,

che si sono alternati a gruppi folkloristici

provenienti da varie nazioni della terra,

sbandieratori, bande musicali, cori, majorettes,

cantastorie, burattinai, trampolieri,

giocolieri, contorsionisti, giovani ballerine

alle prese con i lula hoop. Era questa,

infatti, l’udienza straordinaria concessa da

Benedetto XVI agli artisti di strada, organizzata

nell’Anno della Fede ed in occasione

del 25° anniversario della Fondazione

Migrantes, il 1° dicembre 2012. Gremita

l’enorme sala, che può contenere fino a

12.000 ospiti. In attesa dell’arrivo del

Pontefice, previsto per le ore 12 circa,

siamo stati intrattenuti da un entusiasmante

spettacolo di quasi due ore, presentato

da un personaggio dello spettacolo

molto legato al mondo del circo, come

lei stessa ha tenuto a precisare più volte:

Ambra Orfei. Uno più bravo dell’altro gli

artisti ed i gruppi che si sono esibiti sul

palco, lasciando spesso i presenti a bocca

aperta e strappando loro numerosissimi

applausi. Accolto, e poi salutato, con grande

fervore, anche il Santo Padre, che

durante la sua udienza ha voluto

incoraggiare più volte questi artisti

di strada a non demordere, nonostante

le difficoltà che quotidianamente

si trovano ad affrontare

per via del loro stile di vita nomade,

non da ultimo l’istruzione dei

propri figli. Quando arrivava il circo

in paese, infatti, spesso ci ritrovavamo

in classe un nuovo compagno,

col quale convivere solo per

qualche giorno e proprio io mi

chiedevo come riuscisse a studiare

costretto a cambiare continuamente

scuola e come anche gli

insegnanti potessero alla fine giudicarlo

correttamente. Ma ci sono,

poi, anche i problemi legati al fatto

di riuscire a trovare lo spazio adatto

per stabilirsi, in ogni paese, o di

ricevere tutti i permessi necessari

per esibirsi. Tenere costantemente

presenti le parole del Vangelo è

ciò che ha ricordato Benedetto

XVI a tutti gli artisti dello spettacolo

vagante.

In piazza San Pietro, dove si sta

allestendo il tradizionale presepe

statico, era stato posizionato un

piccolo tendone da circo a strisce

bianche e rosse ed una delle classiche

e sempre affascinanti giostre

con i cavalli e le carrozze.

Il mondo del circo, protagonista

principale di questa giornata, sembra

essere sempre legato ai bambini,

forse per via della figura del

clown, che ne è uno dei simboli

per antonomasia. Ma al suo interno

si formano, invece, tanti artisti

con la “A” maiuscola, che sfruttando

al massimo, soprattutto le qualità

del proprio corpo, riescono in

dimostrazioni strabilianti, da

incantare anche i grandi. E se poi,

ma solo per pura ipocrisia, si vuol continuare

a dire che sono “cose da bambini”,

sono ben lieta di aver fatto un bel tuffo

indietro ed essere tornata, ahimè per un

po’, bambina.

Ermelinda Benedetti


Campo de’ fiori

Curriculum vitae

La sua bellezza è sfolgorante quanto la

sua bravura e l’abbiamo notato subito

sul palco del Teatro Anfitrione.

Stavano terminando le repliche di

“L’amore per bene e per male”, commedia

musicale di Silvestro Longo ed il

suo saper danzare e recitare con quel fisico

da modella non è passato inosservato.

La incontriamo al termine dello spettacolo

e ci racconta dei suoi inizi, di quando,

bambina, si appassionava alla danza classica

e moderna finché ad 8 anni decise di

provare anche la ginnastica ritmica e, con

passione e sacrifici, entra a far parte della

Nazionale Juniores di ritmica, partecipando

a gare nazionali, europee ed internazionali.

Ma dopo aver conseguito numerosi

titoli, decide che il suo mondo deve

essere quello della danza, frequentando

con grande profitto la scuola di Renato

Greco ed entrando a far parte della sua

compagnia. Mentre continua a lavorare

come modella (makeup artist Valentina

Oliviero - Miss Fotogenia - Miss Cinema -

ALESSANDRA BRUNO

Miss Ragazza Number One - Miss

Intimo...) frequenta alcuni corsi di formazione

teatrale con Carlo Ragone e perfeziona

la danza, partecipando a corsi di

Modern Jazz con il coreografo/regista

Marco Sellati, presso lo Ials.

Quest’anno ha partecipato al film “Pazze

di me“ ed alla fiction “Che Dio ci aiuti”.

Ma il primo amore non si scorda mai, ed

infatti la troviamo come ballerina nel video

clip per i “The Giornalist”.

Quando le chiediamo del futuro, i suoi

grandi occhi si illuminano e ci anticipa la

partecipazione ad un musical, alle mattinee

del Sistina con il coreografo Marco

Sellati, e al musical “ Romulus”, da aprile

2013 al Teatro Tendastrisce di Roma,

con le coreografie di Manolo Casalino e la

regia di Sandro Pecorelli Corelli.

Non ci resta altro che salutare Alessandra

Bruno augurando anche a lei un nuovo

anno pieno di soddisfazioni...

Sandro Alessi

9

Inviate il vostro Curriculum

vitae! Verrà pubblicato sulle

pagine della nostra rivista per

dare ancor più lustro al vostro

lavoro di attore, attrice,

cantante, suobrette. L’indirizzo è

info@campodefiori.biz


10 Campo de’ fiori

Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi

Barberini, Bernini & Borromini, artefici delBarocco romano

di Riccardo

Consoli

Corre l’anno 1623

quando viene

eletto Papa

Matteo Barberini, che

assume il nome di

Urbano VIII, 1623 –

1644, ed è proprio questo

l’anno cruciale per

le sorti di Roma dal

punto di vista artistico.

Appena eletto, il nuovo Pontefice dimostra

di essere amante delle arti e grande ammiratore

di Gian Lorenzo Bernini che considera

l’artista ideale per la realizzazione dei

suoi ambiziosi progetti urbanistici, essenzialmente

finalizzati a dare forma ed

espressione trionfale ai progetti della

Chiesa.

Ma procediamo con ordine: chi sono i

Barberini?

Originaria di Barberino, località in Val

d’Elsa, nel corso del XIII secolo la famiglia

si trasferisce a Firenze, ma nel 1530, dopo

la caduta della Repubblica Fiorentina e la

restaurazione dei Medici, a loro ostili, il

ricco mercante Antonio Barberino giunge a

Roma dove, però, viene quasi subito

assassinato da un sicario nella sua abitazione

di Via Giulia.

E’ con il nipote Francesco che inizia la fortuna

della famiglia. Questi, infatti, diventa

Pronotaro Apostolico e Tesoriere Pontificio

preparando, in tal modo, a Maffeo

Barberini la strada verso il Soglio

Pontificio.

Con Urbano VIII ha inizio il trionfo del

Barocco romano che si potrebbe verosimilmente

sintetizzare nella “sfida” fra i due

maggiori artisti dell’epoca, Gian Lorenzo

Bernini e Francesco

Borromini. Sono questi

due grandi architetti

che riusciranno

a dare un contributo

determinante alla

nuova splendida

immagine che Roma

assumerà da lì in

avanti. Infatti, è proprio

con il Barocco

che il centro storico

della città acquisterà

quell’aspetto che

ancora oggi lo caratterizza.

A ben vedere l’arte Barocca è una rappresentazione

scenica il cui scopo è quello di

attrarre e impressionare; le opere sono

caratterizzate dalla esuberanza teatrale e

dalla continua ricerca di un coinvolgimento

emotivo dell’osservatore: colonne a tortiglione,

temi mitologici rappresentati in

forme esasperate, Madonne e Santi in un

turbinio di vesti e di nuvole vaporose, il

tutto con grande impiego di ricchi stucchi,

legni pregiati e finiture in oro.

Bernini e Borromini lavorano insieme a

San Pietro e a Palazzo Barberini, ma ben

presto la competizione professionale, la

diversità di carattere, ma anche una diversa

concezione artistica, determineranno

una violenta rottura che si trasformerà in

aperta rivalità . Alla personalità estroversa

del Bernini si contrappone quella introversa,

ansiosa ed irrequieta del Borromini.

Di quest’ultimo artista ci siamo occupati in

altra occasione, per cui, in questa sede,

dedicheremo maggiore attenzione a Gian

Lorenzo Bernini, non soltanto perché il

preferito da Urbano VIII, ma soprattutto

perché egli è il vero, principale artefice

del Barocco romano.

Nasce a Napoli dallo scultore Pietro

Bernini; artista quanto mai precoce, trascorse

quasi tutta la sua vita a Roma al

servizio di sette Pontefici, ottenendo un

enorme successo, anche grazie alla sua

capacità di intrattenere ottimi rapporti con

la committenza.

Artista dotato di personalità vivace e fantasiosa,

grande abilità tecnica, è architetto,

scultore, pittore, ma si occupa anche di

teatro, per il quale scrive parecchi testi e

crea sorprendenti macchine teatrali e spettacolari

scenografie ed è proprio la ricerca

di effetti scenografici la componente che si

ritrova in molte delle sue opere. Egli, infatti,

riesce ad imporre allo spettatore una

osservazione quanto più luminosa possibile.

Il sodalizio artistico fra Urbano VIII e

Bernini trova il suo incontro ideale nella

Basilica di San Pietro, edificata sul luogo

della sepoltura del principe degli Apostoli,

dove l’artista lavora per più di quarant’anni.

Secondo l’idea del nuovo Pontefice, la

Basilica dovrà rappresentare la rinascita

della Chiesa stessa, oltre che la sua rivincita

morale e spirituale, vuole che il nuovo

Altare dovrà essere sormontato da un

enorme Baldacchino, recante il suo

Stemma che, appoggiato su basamenti di

marmo, si svilupperà su quattro colonne

tortili.

Piazza San Pietro, la regina delle piazze

italiane e probabilmente del mondo, costituisce

il capolavoro di Gian Lorenzo Bernini

che la realizza fra il 1656 e il 1667 con lo

scopo di dare una degna cornice e un

solenne accesso al più grande Tempio

della Cristianità .

Una immensa ellissi con sullo fondo,

sopraelevata, la grande facciata della

Basilica Vaticana dietro la quale emerge

maestosa la Cupola di Michelangelo.

L’idea del Bernini è che la piazza dovrà

essere costituita da un ampio spazio adatto

a raccogliere la moltitudine di fedeli che

qui arriveranno per ricevere la benedizione

del Pontefice, simbolicamente impartita a

tutto il mondo; la Loggia dovrà essere

perfettamente visibile a tutti e la stessa

forma della piazza dovrà poter esprimere

l’universalità della funzione.

Questi gli elementi essenziali del suo grande

progetto architettonico: un primo spazio

trapezoidale inquadrato da due ali

piene in prossimità della facciata, un

secondo spazio ovale in forma di colonna-


to libero con due esedre, un asse trasversale

arricchito da un obelisco e, ancora,

due bellissime fontane, di eguale disegno,

che lanceranno alti getti d’acqua allo

scopo di inserire una nota musicale nella

solennità dell’ambiente.

La scelta simbolica delle maestose braccia

del colonnato, quattro file di 284 colonne

e 48 pilastri di dimensioni colossali, sta ad

indicare le braccia materne della Chiesa,

come ebbe a precisare lo stesso Bernini

mentre, l’ellisse fu pensato staccato dalla

facciata della Basilica allo scopo di portare

l’osservatore alla distanza giusta per

apprezzare la Cupola di Michelangelo in

tutta la sua maestà .

L’interno della Basilica di San Pietro testimonia

la grandiosità e magnificenza del

Barocco romano, segno della potenza del

Papa ed immagine del trionfo della Chiesa.

Nel 1627 il Bernini da corso ai lavori relativi

al monumento sepolcrale di Urbano

VIII che sarà completato dopo parecchi

anni, collocato in posizione simmetrica

rispetto a quello di Paolo III, Alessandro

Farnese, 1534 - 1549, risalta la statua del

Papa benedicente con ai lati due figure

allegoriche della Carità e della Giustizia.

Gian Lorenzo Bernini, divenne ben presto

un architetto molto rispettato ma, come

spesso accade, anche temuto e odiato per

Campo de’ fiori 11

il potere acquisito nel mondo artistico

romano; i suoi detrattori lo consideravano

un cattivo architetto dal punto di vista tecnico

e si vendicarono costringendolo a

subire l’umiliazione dell’abbattimento del

Campanile posto sulla facciata della

Basilica di San Pietro per presunti problemi

statici.

Alla morte di Carlo Maderno, gli viene conferito

l’incarico per i lavori di completamento

di Palazzo Barberini che, nel frattempo,

era stato portato avanti da

Francesco Borromini ed è proprio in questa

occasione che inizia una stretta collaborazione

fra i due grandi architetti.

Il Palazzo, nuova residenza della famiglia

Barberini, che all’epoca abitava nella

cosiddetta “Casa grande” di Via dei

Giubbonari, realizzato con finanziamenti di

Urbano VIII, con la sovraintendenza del

nipote Francesco, domina l’omonima piazza,

anche se l’ingresso è ubicato lungo Via

delle Quattro Fontane; la grandiosa

costruzione, sorge sui luoghi dove insistevano:

la vecchia “Vigna Sforza” e antichi

edifici classici fra i quali il Tempio dedicato

alla “dea Flora”.

Questo Palazzo, con la sua maestà e bellezza,

indica in maniera chiara quali altezze

raggiunse il Barocco romano; alla sua

realizzazione parteciparono, dando il

meglio di se, Carlo Maderno, Francesco

Borromini, Gian Lorenzo Bernini e Pietro

da Cortona; da parte sua la nobile famiglia

Barberini non fu da meno, infatti, per la

realizzazione dei suoi progetti, spogliò la

città di marmi e bronzi di epoca classica

per realizzare una grande quantità di statue,

cibori e baldacchini.

Il Cardinale Francesco aggredì letteralmente

il Colosseo e il Pantheon per estrarre

le pietre e le tegole occorrenti per la

costruzione del Palazzo e lo stesso Papa

prelevò le travi in bronzo dello stesso

Pantheon, gesta che attirarono loro il

notissimo epigramma di Pasquino; “Quod

non fecerunt Barbari, fecerunt Barberini” e

quando il Pontefice arrivò a tassare il vino

per finanziare i lavori di “Fontana di Trevi”,

sempre Pasquino: “Poiché Urbano di tasse

aggravò il vino, ricrea con l’acqua il popol

di Quirino”

A Piazza Barberini, posta in prossimità

della famosa Via Veneto teatro della

“Dolce vita” di Federico Fellini, che si scontrano

i diversi stili e le diverse personalità

dei due maggiori artefici del Barocco

romano, quì oltre a Palazzo Barberini,

anche la “Fontana del Tritone”, opera del

Bernini, una delle più belle di Roma.

Nell’anno 1644, con la morte di Urbano

VIII, la fortuna di Gian Lorenzo Bernibi

sembra fermarsi improvvisamente, comincia

il Pontificato di Innocenzo X, Giovanni

Battista Pamphjli, 1664-1655, molto più

austero del suo predecessore anche a

causa della crisi economica dello Stato

Pontificio così , da questo momento, alcune

delle commissioni più ambite finiscono

ai suoi rivali.

Proprio all’inizio del suo Pontificato

Innocenzo X decide di far trasferire l’obelisco

che nel corso del IV secolo d.C.

l’Imperatore Massenzio aveva fatto collocare

nel Circo dallo stesso realizzato sulla

Via Appia come monumento inaugurale

del suo Pontificato. Decisione, questa, che

suonava come un affronto per il Bernini

che aveva previsto l’utilizzo di quell’obelisco

nella “Fontana dei Quattro Fiumi” in

Piazza Navona; ma come fare per richiamare

l’attenzione del Pontefice?

Gli viene incontro un amico con un suggerimento

destinato ad avere successo. Il

Bernini realizza un modellino in argento

della fontana così come l’aveva pensata,

ossia con l’obelisco, che consegna alla sua

conoscente Donna Olimpia Maidalchini

cognata del Pontefice e non solo.

L’idea si dimostra vincente: Papa

Innocenzo, assiduo frequentatore della

casa di Donna Olimpia, finisce per notarlo,

rimase favorevolmente colpito, rinuncia

alla sua primitiva idea, convoca il Bernini e

gli affida la realizzazione della magnifica

fontana.

Fra i romani divampa immediatamente

una polemica a causa dell’eccessivo costo

della stessa, tremila scudi sono considerati

una somma di denaro enorme per quei

tempi, al punto, da determinare l’aumento

delle tasse e il prezzo del pane.

Scoppia la protesta con numerosi tafferugli

e le immancabili Pasquinate, una delle

quali echeggia le Sacre Scritture: “Signore,

se solo queste pietre si mutassero in

pane”.


12

Si era nel 1971

Campo de’ fiori

Antonio OleariRenzo Stefanel

Il Libro /STORIA DI UN MINUTO

Il primo disco di PFM

Al Citofono: Brrrrrr.. brrrrr….

La mia Mamma: Sii !

Tecnico: Bongiorno ... so er “tennico”

della SIP …pe a filodiffusione…che piano

state signò?

La mia Mamma: Al terzo …ascensore di

sinistra..scala b ..interno … grazie!

Campanello di casa: Driiin …

La mia Mamma: Buongiorno …si accomodi

Tecnico: ‘Ngiorno ….che posso entrà ?

..’Ndove che c’ha la presa der telefono

signò ?

La mia Mamma: Prego, in fondo al

corridoio ….Carlo.. mostra al signore

dove dobbiamo mettere la filodiffusione….

IO: Qui ,qui!! ..la presa è qui e la mettiamo

su questo tavolinetto vicino all’abatjour!

Tecnico: Sicuro che a voi qui regazzi?

…perché doppo nun la potete più spostà

senza chiedelo a noi de la Sip.. e l’intervento

doppo se deve da pagà !

IO: Si, si ..va bene qui! (con l’indice della

mia mano destra ben rigido verso l’angolo

basso dietro il tavolino) …così la sentiamo

da tutte le stanze!

Tecnico: Bene …mò scommetto che voi

vedè come a famo funzionà sta cosa

……scusa me poi accenne la luce che nun

ce se vede? Bene … mò te faccio vedè io

come famo …..Carlo, te chiami, giusto?

Damme cinque minuti che smontamo sta

presa e ce inserimo ‘sto filtro, collegamo

‘sti du fili, sardamo ‘sto cosetto a quest’artro

(un mini jack a un cavetto) …(e cinque

minuti dopo…) ..A Cà ..famme er piacere

… passeme un po’ quea scatola vicino alla

borsa delli ferri e tiè sto sardatore …ma

pialo qui e nun te spostà co la mano

…ahò ..nun te brucia è ..che se nò tu

madre me te fa ripaga pe novo! ..straagg

..straag ..straag …frrrrr (è lo squarcio praticato

sulla scatola contenente l’apparecchio)

…ecchece qua …tutta rossa

….gajarda è ? Ancora un attimino che je

mettemo er coso qui (il jack), attaccamo

a spina alla corente …fatto …niente scossa

e a lucetta rossa …s’è appicciata!

….Bene, mò spingi uno de ‘sti cosi neri e

poi te dico a che te serveno tutti li bottoni

qui davanti e i buchetti (uscite) che ce

stanno qui de dietro … ‘che dopo tu lo dici

a mamma …. ok? Dunque…o vedi questo

.. click: qui poi sentì er primo (RAI,

ovviamente), qui er seconno, click, qui er

terzo programma, click, …. an senti che

palla (!!!)… e poi ce stanno quest’artri pe

er quarto er quinto er sesto (in sequenza,

click, click, click) canale de a filodiffusione

…qui c’è er volume e questi so li bassi e

l’arti ....capito? ... aspetta che ancora nun

di Carlo Cattani

ho finito …vedi qui de dietro? ..qui ce metti

‘sto cavetto….te lo regalo io, così lo attacchi

a un coso …a un registratore …te l’ha

comprato tu padre un registratore?…io

l’ho regalato a mi fia più grande!

IO: Si, per la mia festa!

Tecnico:…bene! ..quant’ anni che c’hai?

IO: quasi dieci e mezzo!

Tecnico: beh.. all’età tua allora lo sai fa

sicuramente funzionà ! metti lo spinotto

da ‘sta parte e pure da quest’artra parte e

poi …..registri quello che te pare! Ma a te

te piace a musica? A me me piace l’operetta

ma pure, Claudio Villa …ciò parecchi

dischi a casa de ‘sto genere …ma me sa

che a te te piace artra robba …vero?

IO: già …!

La mia Mamma: Lo prende un caffè ?

Tecnico: Si grazie signò ….pure che è

er quarto pe stamattina ….lo prenno

volentieri …ah ..ho spiegato tutto ar

regazzo..…mò sa come se deve da fa pe

accenne …pe sentì è facile….serveno le

recchie! Vai co a musica Carlè !

La mia Mamma: non ho dubbi, è da

piccolo che traffica con musicassette e

microfoni ..fili dappertutto …un giorno di

questi non li vedo … inciampo e …saluti

a mamma!

Tecnico: …a scatola a butto io signò …a

garanzia sta qua dentro alla bustina de

plastica… quarsiasi problema all’apparecchio

chiama all’assistenza SIP ….si nun

stò in ferie o so malato… torno sempre io

…vado che c’ho nartra casa da visità qua

pe vicino ….bona giornata signò e.. vai

co a musica a Carlè! (affettuosa stropicciatina

ai miei capelli da parte “der tennico”).


Tornando ai giorni nostri, rassicuro

tutti che …mamma non cadde mai sulle

mie “trappole” da ricercatore sul campo di

suoni ma…ma forse, a ripensarci bene,

qualche disturbo all’udito, alla gola e

parecchi mal di testa li deve aver sofferti

per la pressoché costante accensione di

quell’apparecchio e al suo volume non proprio

tenuto a livelli moderati. D’altra parte

“er tennico” era stato c a t e g o r i c o:

vai co a musica Carlè ! Quella filodiffusione,

una SIT Siemens Diffy ELA43-16,

così si chiamava, dalla sottile forma a

parallelepipedo, laccata rosso fuoco, perfettamente

in linea con il design più avanzato

di inizii anni ’70, è stata la mia “palestra

musicale” in età puberale, avendomi

consentito di allenare l’orecchio a generi

diversi e stimolato la curiosità verso tanti

soggetti musicali. L’esposizione costante

alle “sonorità ” della filodiffusione, soprattutto

nei suoi canali di pura programmazione

musicale, unita alla precoce lettura

della mitica rivista CIAO 2001

(http://digilander.libero.it/ciao.2001/), inizialmente

propostami dal figlio sedicenne

del portiere del mio stabile, (Sabatino lui e

Domenico il padre…che fantasia!!) costituiscono,

così , le “fonti” arcaiche del mio

sapere in campo musicale. Da quell’

infuocato “musical box” installato all’angoletto

del corridoio di casa, le orecchie mi si

arrossavano e i timpani “tambureggiavano”

indefessi sottoposti com’erano alle

scalette di “mamma Rai” che diffondeva

tramite i fili del telefono brani per tutti i

gusti. Scolpiti nella mia mente restano le

hit di quel periodo, i brani celebri dei gruppi

pop rock esteri e Italiani, ripetutamente

passati all’interno di precise fasce orarie i

cui contenuti venivano riportati, giorno per

giorno, dal Radio Corriere TV. Così , mi

capitava spesso di aspettare, al pomerig-

Campo de’ fiori 13

gio dopo i compiti, seduto sullo sgabellino

posto accanto all’apparecchio, la selezione

che conteneva quei brani da me più

apprezzati. Tra quelle proposte che attiravano

particolarmente la mia attenzione

figurava la nostrana Premiata Forneria

Marconi anche abbreviata in PFM

(www.pfmpfm.it), il gruppo rock Italiano

per eccellenza, ancora oggi in smagliante

attività e ampiamente noto all’estero, che

veniva ripetutamente trasmesso con tre

brani tratti dal loro primo album, “Storia

di un minuto”: “Impressioni di settembre”,

“ La carrozza di Hans” ed “E’ festa”.

Sono trascorsi 40 anni dalla pubblicazione,

avvenuta ai primi di gennaio del 1972,

dell’album “Storia di un minuto”, opera

fondamentale del rock Italiano e tra le più

apprezzate di quei primi anni ’70 anche a

livello internazionale, con una ricorrenza

celebrata in vari modi: discograficamente

parlando, la Sony ha pubblicato un

triplo box set (in versione cd e vinilica)

intitolato «Celebration 1972 -

2012» che include i primi due lavori

discografici del gruppo, «Storia di un

minuto» e «Per un amico», aggiungendo

un terzo cd o lp , «Road

Rarities» con versioni inedite dal vivo

di dodici brani ed “accessoriando” la

pubblicazione con un volumetto di

32 pagine che racconta la storia

della band. Sul fronte della carta

stampata non si è da meno perché

SUPERENALOTTO

per le edizioni AEROSTELLA(www.aereostella.it)

è da qualche settimana disponibile

il libro “Storia di un minuto –il primo

disco di PFM” scritto a “quattro mani” da

Antonio Oleari e Renzo Stefanel, entrambi

già autori di diverse pubblicazioni a rispettivo

nome, conduttori radiofonici e titolari

di spazi giornalistici su alcune quotate riviste

musicali Italiane.

Frutto di un meticoloso lavoro di raccolta

di documenti e interviste ai protagonisti

dentro e fuori il gruppo, il libro, in 123

pagine ripercorre le fasi pre fondazione

della PFM, al tempo delle attività dei singoli

membri come musicisti “di turno” in

dischi altrui; ci documenta dei primi passi

discografici a nome dei “QUELLI” e apre

finestre di curiosità e aneddoti sull’intensa

e forgiante attività dal vivo in locali qui e

là sparsi per l’Italia, fino all’approdo discografico

nel ’72, finalmente “fermando“ la

propria musica come Premiata Forneria

Marconi. Si tratta, come riporta Antonio

Oleari dal suo blog .

Voglio concludere riportando il pensiero di

un ragazzo che ho “tagliato” da un commento

ad un filmato vintage del brano

“Impressioni di settembre“ su You Tube :

. Per dirla “alla PREMIATA” …

E’ FESTA! E allora, Auguri !!!

Carlo Cattani©Dicembre 2012


14

di Patrizia

Caprioli

Anche quest’anno

arrivano i doni

natalizi sotto

forma di tecnoregali:

smartphone e tablet

andranno a ruba, a

sentire le ultime news

dal mondo della Rete!

Ma ci sono tantissimi

altri modi per sfruttare

questo spazio virtuale

a nostro piacimento per comprare doni,

creare una wishlist (una lista di desideri) e

mandare auguri a tutti i nostri amici e

parenti.

Incominciamo la nostra carrellata di buoni

propositi in Rete iniziando col dire che, se

proprio non riusciamo a capire cosa poter

regalare ad una persona, possiamo indagare

sulle pagine del suo profilo Facebook

per sfruttare questo

social network per carpire

i desideri dei nostri

amici.

Se anche questo metodo

non dà risultati soddisfacenti,

oppure semplicemente

il nostro

amico non ha un profilo

su nessun Social, possiamo

continuare l’approccio

regalandogli un “Buono Regalo”,

che dà la possibilità di acquistare un

oggetto particolare del valore indicato

Campo de’ fiori

La Rete delle sorprese!

Consigli utili su come sfruttare internet per i nostri regali di Natale

Stilare una wishlist

per i propri desideri

e sbirciare sul

profilo dei propri

amici per scegliere

il giusto regalo!

sullo stesso. Vi segnalo, sempre

restando nella Rete, i Buoni Regalo

che si possono acquistare sul sito

dell’Apple Store (store.apple.com),

un negozio on-line dedicato alla

multimedialità . Stanno andando a

ruba le Easy Gift Card di Media

World, anche per il semplice fatto

che possono essere emesse ad un

valore superiore ai 200 Euro e ciò

permette di poter scegliere tra i

regali un po’ più costosi.

Andando sul personale possiamo

anche decidere di visitare dei siti

online che possono rendere unico

il nostro dono: tipo i servizi che si

occupano di personalizzare

magliette, gadget e quant’altro per

rendere inimitabile il nostro regalo! Tra i

tanti vi segnalo Crearti (www.crearti.eu),

che trasforma una foto in

un vero e proprio quadro

stile pop art!

Ho trovato per voi anche un

sito che potrebbe interessare

a chi ha dei bambini. Se

andate su www.libelluscollection.com

potete creare

una vera e propria favola

dove i protagonisti sono i

vostri figli!

Ed ecco una chicca per chi invece deve

ricevere regali e non vuole sorprese! Si

stanno creando in Rete una serie di servi-

zi che permettono di realizzare vere e proprie

Wishlist, liste dei desideri che possono

essere inviate ai nostri contatti tramite

e-mail oppure condividendole nei nostri

Social Network, come si può fare andando

sul sito www.listadeidesideri.it. Altri

due siti per creare Wishlist su misura per

voi, e del tutto gratuitamente, sono

www.regalamiquesto.it ed www.lamiawishlist.com.

E se alla fine di tutto, la mattina di Natale

quando, scartando i regali ancora tutto

insonnoliti, ci accorgiamo che uno di essi

non ci è gradito, niente panico … c’è

Ebay!

Buon tecno-Natale a tutti!

Glossario di Informatika Moderna!!

Mini-spazio dedicato ai termini più in uso nel mondo

della Tecnologia e della Rete!

A cura di Patrizia Caprioli.

Browser: Un browser è un programma che fornisce uno strumento per navigare e interagire con i

contenuti che si trovano nel World Wide Web. Programmi del genere sono Internet Explorer,

Mozilla FireFox, Google Chrome.


del Dott.

Stefano

Tomassetti

Chi si ricorda di quei

tempi dove c’era il

piacere di conversare

in un salotto silenzioso

tra amici o in famiglia dove

si ascoltava e si parlava

uno per volta, dove non

c’era la televisione o una

musica accesa in sottofondo?

E dove sono quei bei

momenti tipici, propri delle famiglie italiane,

in cui si raccontano i fatti accaduti

nella giornata e si scambiano consigli?

E quei bei momenti

dove, alla fine di una

giornata, o durante

un weekend, ci si

ritrova a vedere un

bel film insieme? Non

sono bei momenti?

In questi tempi, dove

la comunicazione è

diventata sempre più

veloce e frammentata,

si sono un po’ perse queste piacevoli

abitudini.

Oggi la televisione di sottofondo è un

intruso continuo e con i suoi suoni e rumori,

a volumi variabili, talvolta davvero fastidiosi,

occupa i nostri sensi, sia dell’udito

che della vista, e non ci permette di concentrarci

su quello che ci stanno dicendo

nostra moglie, marito, padre, madre o

figlio.

Quante volte abbiamo sentito queste frasi:

“Ma mi stai ascoltando?”, “Tu non mi capisci”,

“Ne abbiamo già parlato”?

Queste situazioni accadono oggigiorno un

po’ a tutti e sono già causa di discussioni

più o meno frequenti, ma immaginiamo

cosa succede se poi una persona soffre

anche di problemi di udito, in questi casi

oltre alle discussioni, spesso si frappone

un muro fatto di silenzi, risentimenti, nervosismi

ed incomprensioni.

Campo de’ fiori 15

Sentire bene fa bene alla famiglia e alla coppia

Stabilito che l’unica soluzione è l’apparecchio acustico, bisogna intervenire subito

per evitare l’istaurarsi di altre difficoltà

Oggi la televisione di

sottofondo è un intruso

continuo che occupa i

nostri sensi, sia dell’udito

che della vista, e non ci

permette di concentrarci

su quello che ci stanno

dicendo

Scordatevi il parlare a tavola, perché chi

non sente bene ha difficoltà a capire

quando ci sono più persone che parlano

insieme o ci sono rumori di sottofondo, e

dimenticatevi anche di vedere un bel film

nello stesso tempo, perché la necessità di

volumi di ascolto diversi rende praticamente

il tutto impossibile.

In uno studio del “Hearing is Living” sull’argomento,

è stato dimostrato che tra le

persone con problemi di udito, chi utilizza

un apparecchio acustico conduce una vita

di coppia e di famiglia migliore, e di conseguenza

risultano più soddisfatte.

Ecco alcuni dati importanti

da conoscere:

- il 36% degli intervistati

che usa l’apparecchio

acustico ha una vita

amorosa, più soddisfacente,

in quanto dice di

sentire meglio;

- il 70% degli intervistati

riporta un beneficio

generale nella relazione

di coppia, grazie al miglioramento delle

capacità uditive;

- l’81% dei partner delle persone con perdita

uditiva, accetta o gradisce che il compagno

usi l’apparecchio acustico;

- il 52% degli intervistati che usa l’apparecchio

acustico, trova che sia facile fare

nuove conoscenze.

Una volta, però , che il problema di udito

non ha possibilità di guarigione, l’unica

soluzione è migliorare la situazione con

l’apparecchio acustico. Bisogna muoversi

presto perché con il tempo si istaurano

altre difficoltà , e intervenire dopo anni di

abbassamento di udito, come spesso accade,

è assai più difficile e complicato.

Il consiglio quindi è di agire. Se avete problemi

di udito, o un vostro famigliare,

amico, compagno ne è afflitto, aiutatelo a

provvedere: migliorerà la sua relazione

con voi e con tutti gli altri, rendendolo più

felice.


16

a cura di

Catello Masullo

Genova, 2001 : un ragazzo italiano, Cosimo, ed una

ragazza francese, Nicole, si incontrano per caso durante

una carica di polizia al G8. E’ subito colpo di fulmine.

Dopo aver vagabondato l’Europa, decidono di ritornare

proprio a Genova. Iniziano a lavorare per un loro vecchio

amico, Paolo, che si occupa di montare palchi per i concerti.

Quando un immigrato clandestino cade dal palco…

PREMIO L.A.R.A. A PAOLO SASSANELLI, PREMIO PRO-

SPETTIVE ITALIA A FRANCESCO AMATO ALLA VII EDI-

ZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI

ROMA (2012.

Francesco Amato , 34-enne torinese, è enfant prodige del cinema italiano.

Nel 2001, con il corto di esordio, “Figlio di Penna”, prende il premio Fice a

“Visioni Italiane” a Venezia e sarà l’unico corto italiano presente al successivo

Festival di Cannes, alla “Semaine de la Critique”. Ha poi conseguito l’invidiabile

singolarità che il suo saggio di diploma al centro sperimentale di cinematografia,

“Ma che ci faccio qui”, del 2006, ha talmente impressionato da

essere distribuito nelle sale come un film vero e proprio. Incassando persino

una bellissima recensione positiva da parte del decano dei critici italiani, Gian

Luigi Rondi. Questa sua opera seconda, “Cosimo e Nicole”, conferma la maestria

del giovane autore. Che torna ancora a girare un road movie. Che questa

volta è anche una tenera ed appassionata storia d’amo-

re. Convincente. Garbato. Con alcune cose veramente belle.

Come la scena dell’ingresso dei due protagonisti nella comunità

dei guineani, con il silenzio che cala. Ed il concerto di

Marlene Kunz, uno dei simboli della musica indipendente dell’ultimo

decennio, organizzato proprio per girare il film.

Notevole

Campo de’ fiori

COSIMO E NICOLE

FRASI DAL CINEMA

“Io benedico questo palco nel nome del punk, del blues e del rock and roll!”. (Paolo Sassanelli)

TITOLO: COSIMO E NICOLE

REGIA: Francesco Amato

INTERPRETI PRINCIPALI:

Riccardo Scamarcio ... Cosimo

Clara Ponsot ... Nicole

Paolo Sassanelli ... Paolo

Souleymane Sow ... Alioune

Giorgia Salari ... Nadia

Andrea Bruschi ... Chief Inspector

Jo Prestia ... Jean

Thierno Thiam ... Thierno

Angela Baraldi ... Patty

Albert Jeunehomme ... French Cop (as

Jeunehomme Albert)

Claude Lebas ... Il giudice

ORIGINE: ITALIA

DISTRIBUZIONE: BOLERO FILM

DURATA: 101’

SOGGETTO: DRAMMATICO

VII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE

DEL FILM DI ROMA (2012) NELLA SEZIONE

‘PROSPETTIVE ITALIA’.

VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 6.5/7

Leggenda: CAPOLAVORO**** quattro stelle: equivalente in decimi: 10

DA NON PERDERE*** tre stelle: equivalente in decimi: 8

DISCRETO** due stelle: equivalente in decimi: 6

EVITARE* una stella: equivalente in decimi: insufficiente: meno di 6

“Abbiamo sempre avuto un rapporto assoluto , bello, chiuso : Cosimo e Nicole!”. (Clara Ponsot all’interrogatorio).

“Il problema di separarsi è come se ti portassero via un pezzo di te. Nella mia vita senza Nicole, quello che mi mancava di più, non

era Nicole, ma era quel pezzo di me!”. (Riccardo Scamarcio all’interrogatorio).

“E’ strano il mondo: abbiamo ucciso un uomo ed abbiamo guadagnato un lavoro, quando invece abbiamo cercato di salvarlo ci sbattono

in galera!”. (Clara Ponsot all’interrogatorio).


Campo de’ fiori

“La pedofilia: come affrontarla”

Primo convegno internazionale organizzato dall’Associazione “Giovanna d’Arco”

Argomento scottante quello della

pedofilia, ma che è stato affrontato

con grande professionalità in occasione

del Primo Covegno Internazionale

“La pedofilia: come affrontarla”, organizzato

venerdì 16 novembre 2012, presso la

Sala Conferenze in Montecitorio,

dall’Associazione “Giovanna d’Arco”, da

anni impegnata su questo fronte. L’evento

ha visto protagonisti personaggi di notevole

spessore che, con le loro testimonianze,

hanno messo i presenti di fronte alla crudezza

di questo fenomeno, e, con i loro

progetti, si stanno impegnando nella lotta

contro un crimine tanto aberrante. La

purezza di un bambino deve rimanere

tale!

Dopo l’uscita del numero di ottobre della

nostra rivista, sulla quale avevo avuto il

piacere di pubblicare la mia intervista alla

scrittrice Laura Scanu, autrice del libro

Prima che cali il silenzio, in cui si affronta

il problema attraverso gli occhi del pedofilo

stesso, che consapevole del suo male

dal quale non riesce a liberarsi, giunge ad

una conclusione tragica, sono stata raggiunta

in redazione dalla telefonata del

collega, seppur non posso paragonarmi al

suo livello, Franco Bucarelli, che avrò il

piacere di intervistare prossimamente.

Membro dell’associazione, dopo aver letto

l’articolo, esprime il desiderio di voler invitare

la scrittrice all’evento e mi invita personalmente

a partecipare.

Fin dalla mattinata si sono susseguiti inter-

paradossali casi di pedofilia,

dove, in un certo

senso, le vittime sono

diventate addirittura carnefici;

il Dott. Carmelo

Cantone, Provveditore

degli istituti di Pena della

Toscana, che ha illustrato

il comportamento del

pedofilo carcerato, silenzioso

ed appartato; il

Prof. Nino Marazzita,

avvocato penalista del

Foro di Roma, e, tra le

altre cose, presidente

onorario di un’altra

importante associazione

contro la pedofilia, “La

caramella buona” e molti

altri ancora. Anche Laura

Scanu ha potuto portare

la sua voce, non solo

presentando brevemente

il suo libro, ma cercando

di spiegare le motivazioni

per le quali ha scelto

di provare ad indossare i

panni dell’”orco”. Ad

aprire e chiudere il convegno

l’Avv. Maria Pia

Capozza, presidente dell’associazioneorganizzatrice,

soddisfatta di questa

prima esperienza.

venti di autorevoli

personalità sia

del mondo ecclesiastico

che laico,

introdotti dal

m o d e r a t o r e

Franco Bucarelli,

appunto. Tra di

essi il Dott. Matco

Sanini, della Procura

del Tribunale

di Torino, che ha

portato come

esempio alcuni

17

Importante è prevenire attraverso l’informazione,

ed ancor più importante è aiutare

quei bambini che, nella loro ingenuità ,

si fanno oggetto inconsapevole di abusi

sessuali. Le conseguenze vere, le pagheranno

soprattutto dopo, proprio quando,

ormai grandi, prenderanno conoscenza di

ciò che hanno subito.

Evitiamogli questo dolore!

Ermelinda Benedetti


18

di Giovanni

Francola

Non c’è dubbio

che viviamo il

nostro tempo in

maniera del tutto frenetica.

Stando alle

previsioni dei Maya

sembrerebbe che il

cammino o percorso

dell’ uomo che si sviluppa

e muta dentro

un ciclo che inizia e

che poi finisce, sia arrivato ad un punto

chiamato “Katun” (cioè gli ultimi venti

anni) un tempo questo molto importante

in quanto considerato il tempo della conclusione

di un “ciclo”, la fine di un’epoca.

Il “tempo del non tempo” lo consideravano

i Maya, quello spazio crepuscolare in

cui non è giorno e non è

notte. Questo dovrebbe concludersi

appunto il 21 dicembre

del 2012. Come ho già

scritto in un recente articolo,

su questa data sembrerebbe

che sia stato detto di tutto e

di più, chi sostiene scenari

apocalittici, chi non crede

affatto all’avvicinarsi di un

grande cambiamento per l’umanità

, chi invece assume

atteggiamenti di paura e apprensione, solo

al pensiero che tale data sia così prossima.

Ogni uno è libero di credere a ciò che

vuole, certo è che il calendario dei Maya

redatto da sacerdoti in veste di scienziati,

filosofi e astronomi, è talmente preciso,

che l’eclissi solare dell’11 agosto 1999 si è

verificata con 33 secondi di ritardo rispetto

al tempo previsto dai Maya, considerando

che questa previsione sia stata fatta

intorno al 3000 a.C, lascia davvero un

grande stupore.

Ma non è mia intenzione fare una completa

analisi su questa profezia, ma resta il

fatto che molti scenari forniti sono molto

simili o premonitori con tutto ciò che

avviene nei nostri giorni, un insieme di

Campo de’ fiori

Ecologia e Ambiente

“Il tempo del non tempo”

Per appagare la

nostra “voglia di

progresso” e pur

comprendendo del

male inferto, si è

continuato nella folle

corsa allo scippo delle

risorse naturali!

situazioni di vita quotidiana

che sfuggono continuamente

e non sono

più un’armonia con ciò

che li circonda.

Farò un esempio: per

anni abbiamo succhiato

alla Madre Terra intere

risorse in termini di

petrolio, gas, minerali e

materia prima di ogni

genere, inquinando inevitabilmente

acqua, aria

e terra, per appagare la

nostra “voglia di progresso”

e pur comprendendo

del male inferto, si è

continuato nella folle corsa allo scippo di

queste risorse naturali,

senza porre alcun fine a

questi scempi di civiltà .

Mi chiedo dove condurrà

questa nostra bramosia,

mi domando per quale

ragione si continua a

mercificare e stuprare

interi territori, disboscando

immense aree, “polmoni

naturali del nostro

pianeta”, senza minimamente

arrestare tali azioni, quanto male ci

stiamo facendo? Basta vedere questi ultimi

nubifragi per capire a che livello abbiamo

ridotto i nostri territori. La continua

disapprovazione e resistenza da parte di

persone o associazioni che operano localmente

o in larga scala, non è sufficiente a

fare da massa critica al grande strapotere

delle lobby, che con i loro enormi capitali

si possono permettere qualsiasi propaganda

a loro favore, al fine di continuare

indisturbati nei loro piani.

Così intere popolazioni, anche maggioritarie

e contrarie a tali scelte, subiscono

ogni conseguenza, “carestie, alluvioni, siccità

, ecc.”, come se un destino sia già

scritto, come se il processo di accanimen-

to, impoverimento e inquinamento debba

necessariamente continuare per la sua

assurda corsa. Per arrivare a quale conclusione?

Per mettere fine a tutto questo, occorre

che l’ uomo rivoluzioni se stesso, il proprio

pensiero, raccordarsi di nuovo al quel

ritmo cosmico per poi acquisire una nuova

coscienza individuale e collettiva.

E forse in questo che i Maya avevano previsto

che il nostro attuale ciclo in corso,

che ha avuto inizio il 6 settembre del 3114

avanti Cristo sarebbe arrivato al termine,

iniziando appunto il nuovo ciclo, una

nuova Era. Su questi problemi l’uomo si

interroga, si pone domande ma poi si colloca

come unico interlocutore di tutto l’insieme,

al centro dell’universo, senza pensare

che è soltanto una minima parte del

Creato, una piccola cosa fragile e complessa

che è si in grado di modificare a

proprio piacimento materia e pensiero, ma

alla fine ne rimarrà vittima e corresponsabile

del proprio destino. Ebbene, fino a

quando l’umanità potrà continuare e resistere

a questi eventi contrari e destabilizzanti?

“Il tempo del non tempo” è solo un

segno, un appuntamento forse che ci darà

una nuova dimensione e prospettiva per il

futuro che verrà .


20

di

Giuseppe Ferone

Meno di un anno

fa è stata stilata

d a l l ’ a t t u a l e

governo Monti una

maximanovra definita

Salva-Italia in cui sono

stati chiesti, attraverso i

lacrimoni di qualche

Ministro, dei grossi

sacrifici ai cittadini italiani.

Sacrifici enormi, che

significano aumento dell’iva e reintroduzione

dell’imposta sulla prima casa (Imu).

Forse l’Italia a causa di questa manovra

riuscirà negli anni a risanare il deficit.

Questo sì.

Ma il cittadino cosa guadagna? Quale sarà

la sua ricompensa?

È questa qua: lo Stato offre al cittadino

nuovi sistemi di investimento. Un investimento

che il cittadino può fare “divertendosi”.

Attraverso il gioco, che d’azzardo

sembra non essere più. La “Lotteria del

resto”, infatti, è una nuova trovata ludica

che permetterà al giocatore di scommettere

anche nelle casse dei supermercati. Il

meccanismo consiste nel far scegliere al

cliente se tenere il resto della spesa oppure

di convertirlo in uno scontrino che varrà

come ricevuta di partecipazione alla lotteria,

la quale permetterà al giocatore-cliente

di vincere fino a migliaia di euro. Ma il

grande boom dello Stato, oltre al guadagno

ricavato dai numerosi tipi di gioco,

resta il monopolio delle slot machines. Le

cosiddette “macchinette”, presenti ormai

in ogni bar o sala-giochi. Questi diabolici

marchingegni sono capaci di rovinare intere

famiglie. Ma come di preciso?

Campo de’ fiori è andato ad ascoltare

diverse parti: un tecnico che programmava

e riparava i vecchi videopoker ed un ex

gestore di circoli ludici che è stato costretto,

a causa della normativa statale, a chiudere

la sua attività . Un tempo, infatti, le

slot machines legali in Italia pagavano

quanto stabilito dal gestore della sala da

giochi senza leggi precise. Da qualche

anno a questa parte sono state invece attivate

delle regole piuttosto ferree

Campo de’ fiori

STATO VINCE, GESTORE PERDE ...

FATE IL VOSTRO GIOCO.

Scontrino fiscale o Lotteria del resto?

dell’AAMS ed è nato il gioco “sicuro”.

Stiamo parlando di una formula che tiene

conto delle esigenze di tutti e riesce a suddividere

in maniera “equilibrata” il denaro

tra i giocatori, il casino online e lo stato.

Ma è davvero una maniera equilibrata?

Ascoltando le diverse parti sembrerebbe

proprio di no.

Un ex tecnico di macchinette videopoker ci

ha svelato il segreto che ha intuito lo

Stato. Il motivo per cui, pur legalizzando e

controllando il gioco, non si è riusciti a

porre fine ai numerosi casi di famiglie

cadute in rovina e giocatori che finiti per

strada.

Signor Roberto, lei è stato un tecnico

esperto di “macchinette” ai tempi dei

famosi videopoker, quando non era

lo Stato a controllarne il monopolio

ma i gestori dei bar e delle sale-giochi.

Cosa è cambiato da allora? “Lo

Stato capì che il cosiddetto monopolio

delle macchinette era davvero importante.

I videopoker di allora potevano essere

tarati con delle percentuali di vincita. Ho

visto alcuni gestori disonesti che taravano

le macchine anche al di sotto del 50% di

vincita, cosicchè il giocatore inseriva una

gran quantità di denaro senza vincere

mai. Lo Stato, invece, ha impostato delle

percentuali fisse di vincita. Questo è vero.

La cosa di cui però non ha tenuto conto,

o forse non ha voluto farlo, è che il giocatore

continuerà sempre ad inserire soldi.

Anche vincendo più spesso. Per evitare il

problema del gioco eccessivo l’unica soluzione

è solo quella di togliere le videoslot

definitivamente”.

Il signor Remo Grassetti ci ha raccontato

invece la sua esperienza. Da storico gestore

di circoli e salette ludiche in diverse borgate

romane è stato costretto, dopo moltissimi

anni, a chiudere la sua attività e la

sua passione per via delle nuove normative

statali che lo hanno messo in condizione

di non poter più continuare la sua attività

economica.

Signor Remo, per quanto tempo ha

gestito la sua saletta ludica?

“L’ultima che ho avuto qui in questo quartiere

l’ho tenuta per undici anni. Ma già

due anni prima sono stato nell’ambito di

circoli e sale-giochi”.

Gli affari della sua attività andavano

bene o c’erano delle difficoltà da

subito?

“Difficoltà da subito ci sono sempre state.

O lavoravi in un certo modo, oppure se

cercavi di accostarti alle direttive dello

Stato in tema di videoslot e videopoker,

ossia mettendo le macchinette in regola,

non potevi assolutamente andare avanti

poiché il guadagno era molto scarso”.

Il guadagno principale dell’attività ,

però , proveniva proprio dalle macchinette?

“Certamente si. I videopoker prima, e le

slot machines negli ultimi anni, erano la

fonte principale del guadagno dell’attività

”.

Com’è cambiata, nel corso degli anni,

la legge statale che oggi controlla

totalmente il gioco?

“E’ cambiata sicuramente in peggio per noi

gestori. Lo Stato ha iniziato a scoprire la

presenza di bische clandestine e macchinette

taroccate e, monopolizzandolo, ha

cercato di “aggiustare il tiro” delle videomacchine.

Pensi che una volta c’era addi-


ittura un telecomandino che permetteva

di cambiare la percentuale di vincita da

lontano mentre il cliente stava ancora giocando.

Più di dieci anni fa lo Stato affermò

che le vincite potevano avvenire soltanto

in consumazioni, giocattoli, gadget o

prodotti gastronomici. Le vincite infatti

uscivano dalle macchinette sotto forma di

ticket che il cliente poteva poi cambiare

alla cassa scambiandoli con alcuni prodotti.

Questo non è mai successo. Infatti, a

meno che non c’era un agente incaricato

di fare controlli al momento della vincita, i

ticket venivano scambiati sempre in denaro.

Negli anni poi, il guadagno proveniente

dalle videomacchine ha iniziato ad

aumentare a dismisura tanto che nel giro

di tale attività sono cominciati a subentrare

cosche mafiose e criminali, italiani e

cinesi”.

Anche le videomacchine cambiavano?

“Certo. Andando avanti negli anni uscivano

sempre nuove macchine e il giocatore

pretendeva di giocare solo nelle macchine

di ultima generazione. Ed aveva ragione.

Le vecchie videomacchine infatti non potevano

pagare più di una certa somma di

denaro, mentre in quelle di ultimo tipo che

sono cominciate a circolare dieci anni fa

potevano pagare anche fino a 500 euro”.

E sono cambiati, con le macchinette,

anche i sistemi di controllo statali?

“Già . Con la nuova normativa, infatti, il

gestore è obbligato a tenere le slot di ultima

generazione per non incorrere nel controllo

della Guardia di Finanza che, attra-

Campo de’ fiori 21

verso uno strumento applicato direttamente

sulle videomacchine, controlla in tempo

reale lo sviluppo del gioco, anche quando

la macchinetta è ferma o è guasta. Il

gestore è stato quindi obbligato a mettersi

in regola. Ed il nostro guadagno è scemato

mostruosamente. Tuttavia, posso

confermare, che nonostante la nuova normativa

e i moderni sistemi di controllo, ci

sono migliaia e migliaia di videomacchinette

che non sono sotto controllo. E neanche

la Guardia di Finanza è in grado di rilevarlo

per diversi motivi. Il primo di questi è la

mancanza di personale. Il secondo motivo

sono sicuramente le talpe interne”.

Questo, dunque, è il principale motivo

per cui lei, come molti altri gestori,

sono stati costretti a porre fine

alla propria attività e passione?

“Io in particolare sono stato costretto a

lasciare proprio per questi motivi. Sono un

vecchio gestore che è rimasto attaccato

all’orgoglio dei suoi vecchi

principi ed ho preferito non

comprare le nuove videomacchine

di ultima generazione.

Ma il mio guadagno, con il tipo

di macchinette del vecchio

stampo, e la nuova normativa

dello Stato, era diventato

quasi nullo, anche se avessi

deciso tenerle non in regola. Il

giocatore moderno conosce

tutte le macchinette. Quelle

più generose, quelle più divertenti

e quelle che invece non

pagano abbastanza”.

Quindi per guadagnare oggi, attraverso

la gestione di videomacchine,

basta possedere delle videoslot di

ultima generazione?

“Assolutamente no. Anche avendo gli ultimi

prodotti del mercato in campo di

videoslot, un gestore è costretto a tenere

le sue videomacchine non in regola per

guadagnare qualcosa. Tenere le videoslot

in regola significa infatti che devono offrire

una restituzione pari al 75% delle puntate

in vincita, mentre il restante 25%

viene diviso tra il gestore e lo Stato. Il

12% di guadagno, dunque, va diviso tra il

gestore della sala-giochi e il proprietario

delle slot. Alla fine, facendo i calcoli, si

incassava circa il 6%. Per guadagnare 60

euro, quindi, si dovevano incassare 1000

euro. E siccome oggi non si lavora neanche

più come si lavorava una volta, sono

stato costretto a porre fine alla mia attività

di gestore”.


22

del Prof.

Massimo

Marsicola

Nel nostro tempo

è passata l’idea

che la metafisica

è finita, che abbia cioè

terminato il suo compito.

E con essa la filosofia.

Tant’è che ce ne

siamo occupati e continuiamo

ad occuparci

della cosa dal momento

che siamo i fautori

di una ripartenza su

basi nuove della filosofia dopo che questa

è scaduta, proprio a causa della presunta

sua consunzione, nella mera opinione.

Abbiamo scoperto, leggendo e rileggendo

i testi di autori che, forse frettolosamente,

o forse ansiosi anch’essi di proclamare la

fine di qualcosa, si sono allineati su questo

fronte. Una lettura più attenta di

Heidegger, per esempio, suggerisce di

prendere in considerazione una significativa

novità . In Tempo ed essere

(Micromegas, 1988, p. 88) si legge: “la

storia dell’essere è finita” nel senso,

beninteso che il pensiero stando: “in e

davanti a Quello, che ha destinato le diverse

figure epocali dell’essere” sta in e

davanti a Quello che “di per sè non è storico,

meglio: non sottostà al destino”. Che

tradotto significa: “la manifestazione dell’essere,

avvenuta nel corso della storia

attraverso le figure che esso stesso ha

prodotto, è giunta al termine giacchè ,

adesso, si sente il bisogno della manifestazione

non tanto di “una delle sue figure”,

quanto del luogo originario dal quale

scaturiscono: dall’essere stesso.

Insomma: nel nostro tempo si sente il

bisogno della manifestazione dell’essere

nella sua originarietà e pienezza. Che fuor

di metafora significa: “si sente un gran

bisogno di sapere come davvero stanno le

cose”. C’è un bisogno di verità . C’è bisogno

di ordine. C’è bisogno, dunque, di filosofia.

La storia della metafisica non è

giunta a compimento. L’attuale tappa chiede

l’originale, non la copia, l’origine, non il

Campo de’ fiori

Ancora sul senso dell’essere

Questa filosofia ha il compito di portare alla luce ciò che altrimenti

rimarrebbe nascosto, ossia la verità.

prodotto, la sostanza, non la funzione. E si

può ben dire che, poichè il luogo della

manifestazione dell’essere, quanto al

significato, è lo spirito umano, ciascuno

può deliberatamente orientarsi verso di

esso facendo spazio al silenzio che custodisce

la parola, preliminare, necessario

passo per poterla ascoltare.

Alcuni, tra gli snob del pensiero, hanno

tentato di scrivere una pagina di filosofia

riguardante il nulla. Si, perchè essendo

conclusa la metafisica, si sono detti, poichè

l’essere rimane muto, nascosto, obliato,

meglio rivolgersi al nulla. Il problema è

che coloro che hanno tentato questa via

hanno scritto una pagina di non filosofia. Il

loro tentativo può persino apparire elegante,

chic, persino di moda, ma di sicuro

è un panegirico che non serve a niente;

non serve cioè , neppure il niente. Filosofia

dell’essere, dunque? E quale altra filosofia

si potrebbe scrivere? La filosofia è dell’essere

in quanto da esso deriva, di esso è

manifestazione, ad esso conduce. Dire

“filosofia dell’essere” non significa aggettivarla,

come ad esempio si farebbe se uno

dicesse “filosofia politica”, “filosofia del

diritto”, “filosofia della scienza”, ecc. Dire

“filosofia dell’essere” equivale ad indicare

la natura stessa della filosofia nella sua origine,

nella sua esposizione e nella sua

finalità e conclusione. Conclusione che si

avvicenda di tempo in tempo, di epoca in

epoca giacchè la filosofia dell’essere ha il

compito di portare alla luce ciò che altrimenti

rimarrebbe nascosto, ossia la verità .

E, come tutti possono comprendere, da

Pareyson in poi, essendo la verità “inesauribile”,

la filosofia ha bisogno del tempo

per portare alla luce le essenziali verità . Si

capisce allora che le varie filosofie, sono,

per così dire sottoprodotti di un’unica filosofia,

e tutte concorrono al disvelamento e

all’affermazione della verità . Ma indugiare

in una di esse, assumerne la prospettiva,

sarebbe cadere nel relativismo, nell’assolutizzazione

del particolare.


ATuriddo avevano

promesso una

licenza per quel

Natale del 1942, erano

mesi che aspettava, ed

in ogni sua lettera quel

desiderio era sempre

più vivo.

Diceva di godere ottima

salute, i disagi ed il

di Alessandro Soli

freddo non lo impaurivano,

consapevole dei

cambi che venivano effettuati, la sua era

più che una speranza. Sentite cosa scrive

al fratello Primo militare a Perugia:

Campo de’ fiori

Come eravamo

Turiddo Madami... questo sconosciuto

In partenza per il Distretto sul Treno Roma

Nord. Turiddo sul finestrino (primo da sx)

Vi sarete accorti che Turiddo in ogni sua

lettera rimarca il fatto di godere ottima

salute, e se pensiamo che la sua breve vita

venne stroncata dall’epidemia di tifo

petecchiale, contratto nei mesi di prigio-

La speranza di tornare a casa per Natale… l’ultimo

fronte russo 4-12-42 Carissimo fratello ancora mi trovo qua ma giorno per giorno si

aspetta il cambio. Ma stai tranquillo che presto ci vediamo. Io sto molto bene, ma incomincia

a fare molto freddo e molta neve. Ma io a questo poco ci penso, perché , fra pochi

giorni venco in Italia. Tu non scrivermi più. Te farò sapere le mie, e poi quando piglierò

il treno te lo faccio sapere. Un forte abbraccio a tanti baci Turiddo.

Lo stesso giorno Turiddo scrive anche alla sorella Teresa: Cara sorella giorno per

giorno si aspetta per partire, molti sono già partiti e noi aspettiamo il cambio. Fatevi

coraggio che io sto molto bene. Sandra cara (la nipotina che aveva cinque anni) zio te

manna tanti bacetti, e poi presto venco e te porto tanta roba. Saluti a Arnoldo baci a

Sandra tanti a te tuo fratello Turiddo.

Ma i giorni passavano ed allora Turiddo

scriveva ancora a Teresa rivolgendosi alla

Natale si avvicinava e Turiddo si aggrappava

alla speranza di ricevere da casa almeno

un ultimo pacco prima delle feste. Era

abituato infatti a ricevere dall’Italia i pacchi

che venivano inviati al fronte dai

25

nipotina Sandra di cinque anni, che amava

tanto:

fronte russo 10-12-42: Sandra bella ai ragione di dire a nonno, che zi Turiddo dice

che viene e poi non viene mai. Ma stai tranquilla che zio presto viene e te porta tanta

roba. Cara sorella, dico che venco perché è una cosa sicura, si aspetta giorno per giorno

che viene il nostro cambio. Molti già sono partiti e presto partiremo anche noi. Il fatto

è che voi non state in pensiero, perché io sto bene. Saluti alli vicini di casa saluti a

Arnoldo, baci a te Turiddo. Quanto che parto da qua ve lo faccio sapere, state tranquilli,

baci Turiddo.

parenti, perché , strano a dirsi, quel servizio

funzionava, e lui, come gli altri commilitoni,

avrebbe potuto godersi le piccole

richieste fatte per posta.

Fronte russo 19-12-42: Carissimi genitori vengo di nuovo a farvi sapere mie notizie.

Sono ottime, la mia salute è ottimavi prego a voi tutti di famiglia di non stare in pensiero

e di trascorrere le S. Feste tranquilli. Non ò ancora ricevuto il 4° pacco che mi

avete spedito dove dite che ci sono parecchie sigarette. Ma spero al più presto di riceverlo.

Buon Natale a tutti un forte abbraccio e tanti baci vostro figlio Turiddo. Tanti bacetti

a Sandra.

Cartolina del 04.12.1942 inviata da Turiddo al fratello Cartolina del 10.12.1942 inviata da Turiddo alla sorella

nia, ci rendiamo conto dell’ironia della

sorte toccata a questo nostro concittadino.

Lui, che amava Civita, i parenti, gli amici, i

vicini di casa, lui che non vedeva l’ora di

tornare e stringere a sé la piccola nipotina

Sandra, alla quale avrebbe portato “Tanta

roba”.

(continua)


26

del Dott. Sergio

Funicello

Spec. Medicina

legale e delle

assicurazioni

Spec Chiururgia

d’urgenza e di P S

Questa volta parleremo

della

colpa professionale

nei medici ed

ormai anche del personoale

esercente

professione sanitaria

in toto.

L’andazzo con cui

queste figure sono

bersagliate da denunce,

comunemente

prive di fondamenta,

ha una valenza negativa

abnorme per la

società sia in termini

di COSTI, d’IMMAGINE ALL’ESTERO sia di

QUALITA’ DELLE CURE.

Ciò non porta ad una reale visione del

problema da parte di cittadini, che vanno

avanti “ a provarci” supportati anche da

strutture senza scrupoli che fanno vedere

loro il miraggio di un facile guadagno.

Se vi fosse certezza di una valutazione

equa , manca anche questa a dire il vero,

tante illusioni crollerebbero.

Vi è poi un altro aspetto partigiano, senza

fondamenta, legato sia pur a sporadici casi

nel “voler aiutare “ a tutti i costi anche

davanti ad evidenti errori.

Quest’atteggiamento, certamente positivo

per il medico inquisito, sarà negativo per

la parte lesa e la società tutta, medici

compresi, divenendo un motivo di “scontro”

tra utenza ed i sanitari.

Un giusto risarcimento fa notizia per poco

tempo e per raggi geografici limitati, un’ingiustizia

travalica i confini provinciali e

regionali e da’ false etichette all’intera

categoria. Una giusta condanna nei pochi

casi di reale malpractice convincerebbe

coloro che, in mala o buona fede, ritengono

di aver subito un torto a valutare

meglio il caso nella loro eventuale pochezza,

perché ricrebbero come giusta la

marea di assoluzioni legate ad un oceano

di denunce fasulle. Posso dire di aver

accettato, nella carriera, solo il 4% dei casi

giunti alla mia osservazione. Esiste, poi,

una differenza tra malpractice e mala sani-

Campo de’ fiori

La malasanità

Di chi sono le colpe?

tà . Quest’ultima non è legata quasi mai al

medico o ad altri esercenti la professione

sanitaria (biologi, farmacisti, infermieri

professionali, tecnici nelle varie branche,

ostetriche, capisala in genere ecc.).

Spessissimo però , devo aggiungere, l’utente

è innervosito da atteggiamenti di

“sufficienza” del professionista.

Porto un esempio accaduto da poco.

Una signora in un ambulatorio specialistico

universitario, si è lamentata, ero presente,

di aver atteso oltre 4 ore per essere

visitata e lo ha fatto, alle 18.30, con

signorilità ed in maniera sussurrata.Un

medico ha ascoltato rispondendo “che

dovrei dire io che sono qui dalle 7 di questa

mattina?” e, sempre in maniera sussurrata,

l’utente ha controbattuto “ è il suo

lavoro dottore” e la cosa è finita lì .

Ora vi chiedo se quel sanitario avesse, nel

prosieguo, commesso un sia pur minimo

errore o presunto tale e la signora fosse

stata un po’ più “sanguigna” di quella in

oggetto, quanto sarebbero aumentate le

possibilità di una denuncia per pura ripicca?

Verosimilmente tutto sarebbe finito in un

“nulla di fatto”, ma intanto avrebbe avuto

un costo per gli attori e per la comunità .

Non possiamo, però , trascurare i media,

che adorano individuare nel medico “il

mostro da sbattere in prima pagina”.

Una recente trasmissione condotta dalla

signora Lorella Cuccarini ha riportato come

malpractice una decisione di una commissione

invalidi civili con dovizia di stupidaggini

tecniche, d’inesattezze e con qualche

verità . L’applauso che seguiva ad ogni

attacco, spesso assolutamente fuori d’ogni

realtà da parte del pubblico dimostrava

come lo stesso fosse condizionabile ed

idem i mugugni quando ad intervenire era

un medico in difesa dei colleghi.

Esistono poi avvocati o medici legali, questi

ultimi spesso solo sedicenti tali, che

avendone un tornaconto economico,

vanno ben poco “per il sottile”.

Vi porto un esempio che mi riguarda.

Anni fa fui denunciato perché avevo

accompagnato una mia collaboratrice ine-

sperta a fare una visita

fiscale. L’accusa , ovviamente

caduta immediatamente, fu d’avere trasformato

una visita normale in collegiale.

Visto il livello culturale specifico del denunciante

è facile immaginare chi abbia ventilato

la possibilità di un guadagno a questa

persona?

Certo ho anche sentito consulenti d’ufficio

affermare, anzi giurare, cose indegne della

medicina e che sarebbero dovuto apparire

lapalissiane anche a chi medico non era e

che, invece, hanno portato all’assoluzione.

Sono convinto che il medico debba essere

anche utente sia nel valutare il comportamento

rispettando certamente , ma anche

pretendendo rispetto. Esiste, a mio avviso,

una sorta, anch’essa raro, di comportamento

dell’utenza che potremmo definire

malpractice dal cittadino verso il medico.

La mala sanità , al contrario, è legata a

strutture fatiscenti e a mancanza spesso di

un buon risk management che altro non è

che valutare le zone e le situazioni a

rischio e comportarsi ,se non per annullarle

(sarebbe un’illusione), almeno per ridurle

al minimo possibile. La malasanità prevede

figure professionali che dovrebbero

permettere ai professionisti della salute di

lavorare in relax. Sarà dunque l’ingegnere

ed il tecnico in genere che dovranno

garantire l’uso corretto dei conduttori dei

gas, ad esempio, in sala operatoria e ,

nella disgraziata ipotesi un gas fosse incanalato

in altra conduttura non sarà il

medico, nello specifico l’anestesista , fruitore

di un servizio,ma colui che questa

condizione ha creato o nell’impostare la

tubatura o nell’uso della stessa. Tutto,


ovviamente, escludendo ogni ragionevole

dubbio nel professionista.

Un farmaco giunto in corsia con nome sbagliato

e,ne consegue, capace di arrecare

lesioni o morte in un paziente avrà il colpevole

nella filiera che dalla farmacia ha

portato alla somministrazione ovvero dal

farmacista a colui che materialmente lo ha

consegnato o inoculato e non nel medico

e, men che meno, nell’ultimo somministratore

tranne che, per quest’ultimo e nelle

varie figure, non vi fossero eclatanti differenze

che avrebbero dovuto insospettirlo.

Certamente il rifiuto di visita ,la sufficienza

nella stessa, la supponenza ,l’anteporre

altro al proprio dovere sarà colpa del

medico o del professionista operante in

prima persona. Teniamo presente che “la

vita è una malattia grave che conduce a

morte” e che non possiamo trovare colpe

ogni volta essa abbia a raggiungere il

capolinea. Per due medici

mascalzoni,ignoranti o supponenti o tutti e

tre gli aspetti, ne esistono almeno 2.000

dediti al loro lavoro con abnegazione.

Evitiamo, signori utenti, di non distinguerli

facendo di tutta l’erba uno sciocco fascio.

“Del senno del poi son piene le fosse” e se

non si capisce questo si rischiano spese

giudiziarie inutili.

Ricordiamo anche che questa “denuncia

facile”ha portato alla medicina difensivistica

che invita il medico a crearsi, con esami

diagnostici al limite dell’utilità ed anche

oltre, una corazza di inattaccabilità assolu-

Campo de’ fiori 27

ta con spese e danni enormi per tutti comprendendo

nei danni anche i tempi di attesa

abnormi nei P.S. Deve esserci colpa nell’operato

del medico e questa è presente

per l’inosservanza di quelle regole di condotta

che hanno la finalità di prevenire il

rischio, e dalla prevedibilità , non adottando

tali misure, ed evitabilità , adottandole,

dell’evento lesivo. Le ipotesi di responsabilità

colposa, inoltre, possono derivare o

dalla inosservanza di leggi, regolamenti,

ordini, discipline che, mirano ad impedire

o prevenire una lesività e da imprudenza,

negligenza, imperizia. Avremo IMPRU-

DENZA quando il medico , oggi vale

anche per altre figure professionali, dovesse

agire con avventatezza, con eccessiva

precipitazione, con ingiustificata fretta,

senza adottare le cautele indicate dalla

comune esperienza o dai protocolli scientifici.

Si dovrà , dunque, essere prudenti

ovvero capaci i prevedere i possibili effetti

collaterali negativi (le complicazioni dannose)

e di prevedere, sapendo ovviare le

possibili evoluzioni della situazione morbosa.

Altro punto base è la NEGLIGENZA la

differenza tra imprudenza e negligenza

consiste nel fatto che la prima è una fare

(commettere detto atteggiamento commissivo)

oltre alle regole fondamentali che

la comune esperienza consiglia per tutelare

la salute del paziente, la seconda, omissiva

(atteggiamento omissivo) nel senso di

non fare ciò che la scienza medica consi-

glia come quello che va posto in essere

per controbattere una situazione di pericolo

per la salute.

IMPERIZIA è legata al NON SAPER FARE

cose che si dovrebbero conoscere .

Ovviamente i titoli professionali e la cultura

medica saranno direttamente proporzionali

alle aspettative che si possono stimare

da quel professionista.

Altro punto, come suaccennato, è

l’INOSSERVANZA DI LEGGI E REGO-

LAMENTI il cui significato è facilmente

intuibile.

Quando attaccate il vostro medico fatelo,se

proprio volete, purchè siate convinti

dentro di voi che egli abbia sbagliato arrecandovi

un grosso danno, ma esimetevi se

a farvi ragionare sarà solo il vostro cervello

perché legato ad una , assolutamente

improbabile, speranza di risarcimento.

Questo , ripeto, per due motivi uno etico

perché sarebbe un atteggiamento mascalzonesco.

L’altra pratica perché la tasca ,

con ogni probabilità , ne uscirà alleggerita

e non appesantita anche laddove vi dovessero

promettere zero spese.

So che in molti penserete che io da medico

scriva per i medici, ma …non è così .

A voi crederci o meno a me… la mia

coscienza di persona culturalmente onesta

un po’ meno, alla pari o un po’ più di voi

come accade sempre tra la gente

sergio.funicello@gmail.com

CAMPO DE’ FIORI

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28

Abbiamo conosciuto

Mirna Bisulli,

Romagnola doc,

dalla calda e affascinante

creatività atta a distinguere

il bene dal male

come privilegio, come

grazia, un vero e proprio

dono ricevuto dall’Alto,

richiesto, urlato, cercato,

accolto con tutto il suo

essere. Ecco come ci

appare Mirna , l’Artista dalle movenze

idealizzate e dalle idee concretizzate che

s’intersecano in un vissuto artistico che

diventa approccio all’Altro e all’Alto.

Ascoltare se stessa e la realtà , interpretarla

per poi riprodurla, cambiando alcuni elementi,

ponendoli in modo del tutto particolare,

giocando oltre la fantasia, creando

maggiore suggestione, provando emozioni

vere e concrete del trascendente, dell’energia

che, silenziosa, va e alimenta la

nostra psiche e il nostro spirito.

Un impulso visibile esterno che stimola,

un’ immagine che, accuratamente studiata,

ci trasporta il più possibile alla realtà

strutturata in modo cromaticamente trasparente,

facendo risaltare le forme e, con

Campo de’ fiori

Associazione Artistica Ivna

LA SOSPENSIONE DELLE FORME NEI DIPINTI DI MIRNA BISULLI,

GUERRIERA DI LUCE E DI PACE ATTRAVERSO I COLORI DELL’ENERGIA INTERIORE.

della Prof.ssa

Maria Cristina

Bigarelli

essa, la trama vissuta

dell’esistenza, scivolando,

senza cadere in

cerchi o fasci grinzosi

ma brillanti, tendenti

alla luce emergente da

fonte sicuramente più

scura della meta alla

quale gli animi anelano,

come attratti da un

magnetismo sconcertante

e rilasciati da

uno slancio energizzante,

benefico e filantropo.

L’operosità del

pennello di Mirna

Bisulli non termina con

il tocco, con il tratto,

ma va energicamente a muovere le forme

in una vitalità tendente al rinnovamento

dinamico della realtà . Le immagini dipinte

non perdono né volume, né peso, né

forme, né tanto meno la consistenza o l’identità

. Tutto è riconoscibile, tutto è

identificabile nelle composizioni di amore,

di comunione, di pace, di emozioni e di

kryon, di elementi intimi e profondi, di

stati interiori ingranditi, di strumenti visibili…

che per Mirna hanno un linguaggio

decifrabile nel contesto

cromatico naturale che

appartiene loro e che

convenzionalmente è

stato loro attribuito,

quello dei gialli, degli

ori, tipici della Luce.

Questo è il modo di

interpretare la natura

umana più silenziosa,

più nascosta che Mirna

cerca, scova, scopre e

vive: altro non è che

una natura viva, frutto

del mondo del colore

come Energia e

Guarigione. In questo la

Bisulli si ispira alla for-

mazione della scuola di Filosofia

Acquariana di Baba Bedy, che ha fortemente

contribuito a fare di Mirna Bisulli la

pittrice contemporanea dalla sviluppatissima

sensibilità atta a cogliere le circostanze

e percepire oltre l’immanente.

Abbiamo, sì , conosciuto Mirna, una donna

dal nome singolare, profetico per la sua

missione di Artista, come lei sente; Mirna

nome di origine egiziana, Mrjt, che significa

Amata… e da Amata attraversa differenti

gradi del sentire e far sentire Amore,

tanto che in una sua opera in olio su tela

lei percepisce la voce “Io sono Amore”.

Un’Artista dall’animo creativo a 360° per

365 giorni l’anno, senza accusare stanchezza

nell’essere donna né tanto meno

artista: una vera e propria Guerriera di

Luce, di Pace, una Putesse che si contrappone

al mondo attuale materialista e spregiudicato…una

donna di potere che ama e

vuol trasmettere amore, emozione! Dopo

sedici anni all’Accademia Romagnola di

Cesena, allena la mano, realizzando icone

sacre nell’approfondimento del figurativo e

di quel periodo appartiene “La Figlia di

Giairo”, che dal bianco e nero di Dore, l’artista

ha voluto dare il colore in un gioco di


equilibri cromatici ben forniti; ha dipinto

un illuminato indiano, Yogananda, dagli

occhi particolarmente trasparenti. Fin da

quel periodo Mirna sente la “forza”; infatti,

per esempio, nel concentrarsi sulla

“Pietà ” di Giotto, riesce a entrare in contatto

con l’energia della stessa, quando

rifà il viso del Cristo o la veste della

Madonna, e sembra quasi incontrare quelle

specifiche energie spirituali, che la arricchiscono,

la elevano e la fanno stare bene.

Avverte il bisogno di esprimere l’immediatezza

del suo sentire, così incomincia a

dipingere andando verso la MEDITAZIO-

NE: lei stessa ci dice che “conoscendo

Baba Bady, ha cominciato a comprendere

cosa voleva significare interiorizzare, trovarsi

nel silenzio.” NEL PASSAGGIO TRA IL

FIGURATIVO e lo stile meditativo c’è stato

un evolversi delle tecniche, dell’uso del

colore, prediligendo essenzialmente un

colore a olio molto brillante. Le sue opere

hanno bisogno di luce, ne è un esempio

“Io ti amo tanto così ” che ha dedicato al

Divino, al quale si è affidata, tanto che da

allora per lei dipingere significa portare

serenità , sorriso e luce. Attraverso le tecniche

che Baba le aveva insegnato, Mirna

Bisulli ha la chiara percezione, interiorizzandoli,

dei colori che materialmente non

sono realizzabili, perché si tratta di colori

di energie interiori, brillanti e caldi che

ognuno può vedere, anche se difficili da

riportare su tela. La tecnica che predilige,

quella della luce, sarà la chiave che le

aprirà la porta del mondo cromatico

lucente e splendente; da quel momento in

poi le tecniche saranno utilizzate da Mirna

con grande maestria attraverso il cuore,

assemblando magistralmente i colori. In

questo desiderio di rendere il mondo più

Campo de’ fiori 29

luminoso, colmo di pace e di amore,

l’Artista fa di se stessa il quadro più bello

per poi, con pennellate docili ma decise,

riprodurre quello stato sommerso nel

quale e per il quale si mette in ascolto,

riuscendo a percepire il messaggio della

realtà e delle persone a lei vicine. Nel quadro

“Io sono amore” chiunque sia quel

bambino, qualunque razza rappresenti o

colore della pelle, il bambino nasce puro

ed è amore e quindi questo è per lei il

messaggio centrale. Tutti i bambini possono

essere accolti e affidati, considerandoli

un dono: soltanto così potremo credere

e affermare che potranno avere fede,

fiducia in loro stessi, nel Divino, ritrovando

forza interiore che dice “Io sono”.

Una donna, una pittrice che vive dal ’90

un’esperienza artistica, psichicamente

coinvolgente, fatta di rilassamento, di

silenzio perché conscia che l’Arte nasce

dal silenzio e in esso

termina. Chi contempla

l’Opera medita,

chi crea nella meditazione

è volto all’ascolto

interiore, chiedendo

“concetti”, che

travalicano la mente

per approdare al concetto

di rilassamento

attivo e vivace dal

quale Mirna riceve

Emozioni. La filosofia

di Baba Bedy, che

Mirna conosce personalmente,

rende i

soggetti e i colori

delle sue opere, spe-

ciali! Essi sono il tentativo di “materializzare”

senza snaturarne l’identità psichica, la

Gioia, l’Amore, la Speranza, la Felicità …

stati d’animo non privi di sofferenza, scaricati

di dolore, purificati seppur carichi di

vissuto. “La ruota delle possibilità ” suggerisce

di non gettare mai la spugna perché

le possibilità sono infinite, ci invita a credere

e a sperimentare che non dobbiamo

seguire i nostri limiti e quelli della nostra

mente, ma confortati dal nutrimento dello

spirito, è bene affidarci agli eventi attendendo

che essi maturino. “Emozioni” è l’opera

ispirata all’interiorizzazione delle

emozioni con l’obiettivo di dare il senso

concreto della propria vita.

Dalla ricerca e dall’ascolto Mirna arriva al

QUID, arriva a porsi domande, dal dolore

arriva agli interrogativi: nel quadro l’artista,

ancora una volta interiorizza emozioni,

riuscendo a trasporle su tela ponendo

dei punti interrogativi che sorprendentemente

a rovescio diventano delle orecchie

in ascolto, che nel contempo mostrano il

lato di un viso, di un urlo, intendendo il

dolore provato, poi scaricato, attraverso il

movimento della spatola, portata dal

basso verso l’alto in uscita dal quadro in

un’esplosione di Energia.

Nella sua personalità di pittrice appassionata

e originale non manca in lei la consapevolezza

della dignità dell’artista. In tal

senso ha goduto del privilegio non comune

di essere inserita in un contesto sociale

nel quale l’arte e la sua cultura artisticopittorica

aiutano l’Essere a migliorare la

vita relazionale, spirituale dell’Uomo dandogli

una marcia in più nel progresso, nel

dialogo tra gli umani, tra gli umani e il loro

ambiente, tra gli umani e i loro sogni, tra

gli umani e l’universo: Essa, l’Arte porta

armonia, porta benessere, ci allontana

dagli incubi della violenza, ci erudisce perché

espressione dello sviluppo del bello

sgorgante dalla Creazione in senso biblico

e arcaico.


30 Campo de’ fiori

di Francesca

Pelinga

Le trasformazioni di Civita

Castellana... verso lo sviluppo

Agli inizi del

Seicento lo Stato

Pontificio aveva

esigenza di comunicare

con le fortezze, compreso

il Forte San Gallo.

Poiché l’accesso a

Civita Castellana non

era diretto, papa Paolo

V fece costruire, nel

1609, la variante

della Flaminia in

modo che la città fosse collegata con la

vecchia via consolare, dalla valle del bivio

per S.Oreste (Pian Paradiso), arrivava al

fiume Treia e, dopo il tempio di Giunone

Curite, raggiungeva Borghetto.

Questo provocò opposizione da parte

degli Orsini che, lungo le sponde del fiume

Tevere, avevano numerose osterie e ricoveri

per la notte. Ci furono anche delle

lotte di sangue fra gli abitanti di Foglia e i

civitonici; infatti i fogliani, forti della protezione

degli Orsini, organizzavano scorribande,

rompendo in più tratti la nuova

strada. I nostri concittadini insorsero ed

ebbero la meglio. Gli Orsini intervennero e

la pace fu stipulata nell’osteria di Stabia.

La variante fu fatta e venne emanato un

bando in cui chiunque si fosse trovato con

scariole, muli o quant’altro a transitare

sulla vecchia via, sarebbe stato multato di

200 scudi e 3 frustate.

Nel 1700, per volere di papa Clemente XI

(Giovan Francesco Albani), venne costruito

il ponte Clementino. Fu realizzato

dall’architetto Filippo Barigioni ed i lavori,

iniziati nel 1702, terminarono nel 1709.

Nella prima costruzione il ponte aveva sei

arcate superiori e quattro arcate inferiori

per un altezza di 48 metri; aveva una torre

quadrata con una porta d’ingresso dalla

parte di via della Repubblica. Fu ricostruito

nel 1870 in seguito all’alluvione del Rio

Maggiore nel 1861, con un’arcata centrale

piu grande e con una monumentale porta

che fu abbattuta nel 1911 per il passaggio

della tranvia.

La costruzione del ponte Clementino

segnò una svolta per Civita che venne

inserita nel traffico di due importanti arterie:

la Flaminia e la via Nepesina o

Lauretana. Vennnero costruiti i palazzi dei

marchesi Andosilla, Grotti-Gremigni

(palazzo Onorati), palazzo Morelli; venne

restaurato il duomo da Mons.Tenderini.

Nel 1792, la Camera Apostolica, concede

l’estrazione nel territorio civitonico dell’argilla,

per la fabbricazione della terraglia ad

uso inglese, a Giuseppe Valadier e ai fratelli

Mizzelli. Inizia la nascita dell’artigiana-

to ceramico civitonico.

Durante l’impero di

Napoleone furono

distrutti quasi tutti gli

stemmi sui palazzi, la

popolazione si dimezzò

poichè molti giovani

morirono in

guerra, infatti nel

1816 Civita contava

1825 abitanti.

Con la fine dell’impero

francese fu di

nuovo restaurato il

potere dello Stato

Pontificio e

nell’Ottocento il forte Sangallo divenne la

Bastiglia Pontificia, dove furono rinchiusi e

morirono molti patriotti.

Con l’unita d’Italia, e quindi la fine dello

Stato Pontificio, ci fu una regressione nell’economia

civitonica che aveva usufruito,

fino a quel momento, della sua posizione

strategica; infatti, sia con la variante, che

con la costruzione del ponte, vi era stato

un grande passaggio di viaggiatori e mercanti

che avevano portato benessere.

Contribuì al declino anche il ritiro della

guarnigione del Forte. Cominciaro così le

emigrazioni, prima verso il Brasile poi

verso l’America del Nord.

Nel 1890, esattamente il 15 settembre, s’inagurò

l’illuminazione elettrica con la

centrale costruita dalla ditta Paolelli sul Rio

Maggiore. Per i privati erano concesse

lampade a tre candele. Nel 1895, il 21

maggio, venne impiantata la prima linea

telefonica; venne trasferito il cimitero dalla

Cartolina originale proveniente dall’achivio

del Sig. Roberto Felicetti

chiesa di San Giorgio all’attuale sito.

Nel 1906 fu inaugurata la tramvia, collegamento

diretto con Roma. Nacquero poi le

prime cooperative di muratori, agricoltori.

Il sindaco Midossi volle realizzare il primo

edificio scolastico, l’attuale Istituto d’arte;

nacquero nel contempo le prime industrie

della ceramica che diedero, per molti,

anni benessere ai civitonici.


Trucco depoca

Campo de’ fiori 31

Trend degli ultimi sessantanni...

Make-up,outfit,acconciatura,manicure,figura della donna

di Ilaria Palanga

Anni ’70: La donna nella lotta femminista

Il ‘68 è l’poca della rivoluzione sessuale, della contestazione giovanile, del “Peace&Love”. Sono di moda due stili molto diversi: quello

degli Hippy o Figli dei Fiori (Flower Power) più in armonia con la Natura, e quello sgargiante della Disco Queen. Gli anni ‘70 sono gli

anni della libertà , della trasgressione, delle lotte politiche; esplodono la voglia di creatività e di progresso a tutti i costi e delle lotte politiche.

I giovani sono impegnati in politica, sono degli attivisti, dei “Fricchettoni” (dalla parola inglese Freak, che significa anomalo,

strambo). Nel ‘78 inizia l’era della disco-music. Nasce il movimento dei Punk, la discodance. Nel ‘79 nasce il primo Walkman della Sony.

Figura della donna: La donna risulta aggressiva, impegnata nelle lotte femministe per la parità dei sessi. Si vuole costruire una società

che tenga conto delle peculiarità femminili garantendo allo stesso tempo l’egualianza dei diritti tra uomo e donna. Le ragazze si rendono

conto di essere relegate ai margini ed a ruoli subalterni all’interno dei movimenti stessi; optarono, quindi, per una politica separatista.

Combattevano anche per il ruolo secondario della donna nel processo produttivo e nel settore industriale per raggiungere la parità

di stipendio con gli uomini e quindi per la tutela del lavoro femminile e l’importanza del lavoro extradomestico della donna non vista

più solo come essere aggiuntivo per la riproduzione dell’umanità in nome del progresso sociale e civile.

Out fit: Vanno di moda i pantaloni a zampa d’elefante (stretti sul ginocchio e svasati alla caviglia) a vita alta, le camice che escono fuori

dalla cintura e le zeppe come calzature. Ci sono sia caratteristiche legate ancora agli anni ’60, che già anticipazioni degli anni ‘80. I colori

dai tessuti forti e i jeans a campana rappresentavano la nuova tendenza che si identificano con gli “Hippy”. Tessuti adornati da fantasie

floreali sia piccoli che grandi, o con colori sgargianti e appariscenti disegni geometrici multicolor. Va di moda il velluto a coste e il

jeans; per quanto riguarda la maglieria le camice larghe con le maniche svasate. I gilet di pelle chiara con le frange, e

frange sulle borse. Le calzature cult erano le zattere e le zeppe di stretta derivazione dello zoccolo con il tacco, che nel

corso del tempo ebbero la tendenza ad alzarsi. Ralph Lauren detta moda a New York, in Italia Elio Fiorucci, che intuisce i

bisogni di una generazione rivoluzionaria, era un anarchico che preparava capi fuori dagli schemi. Sono in voga look appariscenti

per i patiti della disco che osavano per essere notati a tutti i costi fatto anche di tutine aderenti, zatteroni e capelli

afro. I bijoux avevano linee geometriche o facevano riferimento a motivi indiani. Le borse erano per lo più borselli con

tracolla unisex (la parità dei sessi era riflessa anche nella moda e nel modo di vestire), spaziose, dalle forme geometriche

e squadrate. Gli occhiali da sole sono molto ricorrenti in questo periodo e forse è ciò che di più rappresenta la peculiari-

Stefania Sandrelli

di questo decennio. Questo è tutto quello che oggi si fregia l’appelativo di Vintage, assai ricercato nei mercatini.

DIVE/ICONE: Edwige Fenech, attrice francese naturalizzata italiana, nota per aver interpretato numerosi film appartenenti

al genere della commedia erotica all’italiana. Bo Derek (nome d’arte di Mary Cathleen Collins), attrice statunitense

di origini irlandesi, tedesche e olandesi. Farrah Fawcett (all’anagrafe Farrah Leni), attrice statunitense, icona della cultura

pop e sex symbol degli anni ‘70, divenne una star internazionale nel 1976, grazie al ruolo di Jill Munroe nella serie

televisiva Charlie’s Angels. Barbara Bouchet (pseudonimo di Barbara Gutscher), attrice tedesca naturalizzata italiana,

diventata famosa in Italia nel periodo d’oro della commedia sexy all’italiana. Gloria Gaynor (nome d’arte di Gloria Fowles),

cantante statunitense, esponente di spicco della Discomusic famosa per “I will survive”e “Never Can say goodbye”. Donna

Summer (nome d’arte di Ladonna Adrian Gaines), cantante statunitense, la cui notorietà è dovuta a successi musicali Gloria Gaynor

degli anni ‘70 che le valsero il titolo di “Queen of Disco” (Regina della Discomusic). Nada (Nada Malanima), cantante e

scrittrice italiana. Laura Antonelli deve la sua popolarità anch’essa grazie alla partecipazione delle pellicole erotiche di

questo periodo. Catherine Deneuve, attrice francese. Caterine Spaak, attrice francese naturalizzata italiana di origine

belga. Claudia Mori (pseudonimo di Caludia Moroni), attrice italiana, moglie di Adrinao Celentano e madre di Rosita,

Giacomo e Rosalinda. Raffaella Carrà (nome d’arte di Raffaella Maria Roberta Pelloni), conduttrice televisiva, attrice, ballerina,

cantante, showgirl e autrice, lancia un nuovo stile scattante e moderno di condurre i programmi televisivi. Gloria

Guida tra le principali interpreti delle commedie sexy all’italiana, attuale compagna di Jhonny Dorelli (pseudonimo di

Giorgio Guidi). Stefania Sandrelli, attrice italiana, ex compagna di Gino Paoli e madre di Amanda.

Celentano e Claudia Mori

Copia il look (trucco,acconciatura e manicure)

Terra di sole o basi molto calde, che davano l’aria di essere esageratamente abbronzate artificialmente. Uso feroce del mascara (comincia

ad abbandonarsi l’uso delle ciglia finte). Ombretti perlati o meglio madreperlati con uso più evidente del colore: azzurro, verde, tonalità

calde come il marrone, i colori della terra, del mare, del sole, del bosco. L’occhio veniva leggermente meno bordato rispetto agli anni

‘60, la piega della palpebra molto accentuata, con l’uso di moltissimo mascara. C’è un’alta definizione della piega della palpebra, con l’ombreggiatura

che segue fino agli angoli dell’occhio, la bordatura non era troppo evidente. Sopracciglia “non pulite”, perchè non considerate,

ma lasciate naturali, infatti non hanno una forma ben precisa lasciate “selvagge”. La bocca veniva schiarita col fondotinta, poi contornata

con la matita marrone con un tratto deciso e riempita solo con il lucidalabbra. Il fard era dato in maniera geometrica e risultava

molto spigoloso, per “scavare” lo zigomo, con colori caldi o marroni. I capelli

erano lunghi con le punte rivolte all’indietro sia per l’uomo che per la donna

(anche l’uomo inizia a schiarirsi i capelli con le mechè s), onde ampie e morbide

molto voluminose arricicate verso l’esterno come quelle di Farah Fawcett che

incorniciavano il viso e la parte alta dei capelli cotonati. Acconciature che donavano

un fascino unico accompagnate da favolosi colori di tinte forti e decise come

il nero,il rosso,il marrone o il prugna. Gli hippy si ispiravano ad uno stile naturale

e selvaggio con i capelli fluenti, le labbra neutre e le guance rosate, mentre i disco

queen sfoggiavano ombretti perlati e sgargianti con poleri sature di colori metallici

come oro, bronzo, rame, argento, le scarpe con la zeppa e i ricci selvaggi.

Molto in uso unghie lunghissime e spesso finte, smalti con colori madreperlati.


32

di Secondiano

Zeroli

Immaginate di salire

su per il ponte di

Civita di

Bagnoregio, portando

sulle spalle un pesante

fardello: i vostri crucci,

le vostre frustrazioni, i

vostri insuccessi.

Camminate lentamente

e ogni tanto ripensate

a quella che è la vostra

vita. Le illusioni che vi hanno spinto a

compiere azioni arrischiate,

le incomprensioni con famigliari,

amici, superiori, colleghi

di lavoro. Nel salire e

nel pensare, quando la fatica

si fa più opprimente,

vedrete squarci del vostro

vissuto, momenti della

vostra azione quotidiana, la sofferenza per

ciò che non potete avere, la vita passata

e quella presente, miscelata nella vostra

testa che pesa sempre di più man mano

che la meta si avvicina. Immaginate che

sia così quando vi avvierete su per l’erta

di Civita per godere dello spettacolare

Presepe vivente, che, sul piccolo isolotto

tufaceo, viene annualmente organizzato e

che quest’anno regalerà emozioni ancora

più intense. Ma è nella fatica del vostro

procedere, nella cadenzata immagine delle

vostre gambe che si muovono lentamente,

oscillando leggermente all’indietro, che si

coglie il tremore dell’emozione, il messaggio

puro della vostra devozione. Perché

voi andrete a conoscere la nascita di

Campo de’ fiori

A Civita di Bagnoregio

UN PRESEPE

COME NESSUN ALTRO

26-29 e 30

Dicembre 2012

1-5 e 6

Gennaio 2013

Gesù, il re-inizio della nostra storia,

portando con voi le scorie della storia

del mondo. In quella salita, illuminata

da fasci di luce multicolore, vi troverete

di fronte alla nascita e alla morte

del Cristo, la vostra memoria oscillerà fra

la vita e la morte, tra la grotta di

Betlemme ed il picco del Golgota. Sarete

voi i testimoni di questo passaggio che ha

segnato per sempre il mondo. Conoscendo

la fatica dell’ascesa, toccando il rullare

delle vostre tempie avrete svelato ai vostri

cuori la magia del Natale e la

tragedia della Pasqua.

Quello di Civita non è infatti

un Presepe come tanti altri:

quello di Civita è il Presepe

che squaderna la vita, che la

mette su un tavolo e la

mostra al mondo. Chi vi partecipa

è protagonista d’una storia tragica,

d’un susseguirsi di eventi che hanno dato

senso e sostanza alla immagine del

mondo. Le luci, i colori, l’atmosfera ci

ricordano la nostra vita, ci fanno riflettere

sulla nostra esistenza. Non è blasfemo il

ricordarlo ancora: si vive il Natale e lo si

soffre, pensando alla Pasqua. I due eventi

estremi dell’esistenza . E’ questo il messaggio

che ci riempie il cuore, visitando il

Presepe vivente di Civita di Bagnoregio.


di Arnaldo Ricci

arnaldo_ric@yahoo.it

Premessa: questo

articolo tratta

solo il probabile

futuro dell’aviazione

civile; quella

Militare non è trattata;

essa è già nel

futuro!

Nel titolo di questo

articolo vi è la parola probabile perché

mai si può sapere con certezza lo sviluppo

della tecnologia futura.

Come potrebbero essere gli aerei passeggeri?

Innanzitutto avranno una sagoma

diversa da quelli attuali; essi potrebbero

collegare qualsiasi parte del mondo con un

volo che al massimo sarà di quattro ore! Si

presume che voleranno ad un’altezza

prossima dai 30 ai 40 mila metri, cioè

all’estremo confine dell’ atmosfera terrestre,

ad una velocità circa 5 volte quella

del suono ( 5 o 6 mila chilometri orari ).

Ovviamente saranno utilizzati solo per i

voli intercontinentali! Per i voli nazionali

credo che per i prossimi trenta anni rimarranno

in servizio gli aerei con l’attuale tecnologia.

Quindi per arrivare in quota di

crociera ( sempre nei voli intercontinentali

) non sono più utilizzabili i motori attuali, i

quali consumerebbero una tale quantità di

carburante con conseguente inquinamento

atmosferico non più accettabile ( si

pensi al Concorde che superava di poco la

velocità del suono ).

Probabilmente verrà utilizzato un motore

all’idrogeno ad impatto zero, per l’ambiente

atmosferico! La tratta Roma – New York

potrebbe essere coperta in un’ora e mezza

( si potrebbe fare il pendolare come noi lo

abbiamo fatto verso Roma o Viterbo, a

bordo dei leggendari treni della Roma

Nord! ). Su questi aerei potremmo collegarci

in volo, tramite internet o eventuali

reti di telecomunicazioni future, con qualsiasi

utente, esattamente come facciamo

adesso da casa sulla rete fissa o in mobilità

su quella mobile.

Credo che la tendenza attuale di costruire

aerei sempre più grandi e di conseguenza

più capienti nell’ospitare passeggeri (vedi

Campo de’ fiori 33

IL PROBABILE FUTURO

DELL’AVIAZIONE CIVILE

Airbus A380) verrà abbandonata

(sempre per i voli transoceanici)

mentre rimarrà per i voli nazionali.

Molto probabilmente questi aerei

non avranno più il pilota umano

ma solo quello automatico.

Ovviamente credo che a bordo vi

sarà sempre un pilota in carne ed

ossa, per le situazioni di emergenza;

secondo la mia esperienza,

penso che un sistema computerizzato,

sofisticato che sia, non

potrà mai sostituire sempre e

completamente l’uomo negli infiniti ed

imprevedibili eventi che possano accadere.

Ovviamente saranno riprogettati e modificati

tutti gli aeroporti che dovranno ospitare

questi nuovi velivoli.

I futuri aeroporti saranno comunque diversi

dal punto di vista dell’accoglienza e servizi

per i passeggeri; per esempio l’operazione

di Check-in sarà di gran lunga più

veloce di quella attuale; per quanto riguarda

questa operazione preliminare di

imbarco, si può affermare che all’aeroporto

internazionale JFK di New York siamo

già nel futuro! Si arriva e si è immediatamente

invitati a fare il check – in appoggiando

il passaporto aperto in un monitor

touch screen che legge tutti i dati in esso

contenuti, comprese le impronte digitali,

rilasciando in meno di un secondo la documentazione

d’imbarco sia del passeggero

che del bagaglio!

Questo che avviene al JFK è solo l’inizio;

fra qualche anno, le impronte digitali

saranno confrontate con le informazioni

dell’iride oculare del passeggero, il quale

dovrà solo guardare l’apparato di lettura

ed immediatamente gli saranno stampati

tutti i documenti d’imbarco ( sempre a

condizione che le informazioni catturate

dal lettore di iride, corrispondono con i dati

di prenotazione precedente! ).

Per quanto riguarda i bagagli, l’etichetta

stampata dopo la scansione dell’iride,

verrà incollata al bagaglio dal passeggero

stesso, dopodiché esso si potrà deposita-

Nel 2050 un aereo passeggeri potrebbe essere come in

questa immagine

re su di un nastro trasportatore fornito di

sensori adatti a leggere le informazioni

dell’etichetta, con conseguente istradamento

automatico verso l’aereo in partenza.

Gli esperti dicono che tutti gli errori

causati dall’uomo nel maneggiare i bagagli

saranno eliminati. In pratica si annullerebbe

la possibilità di smarrimento o errato

smistamento bagagli.

L’aumento medio mondiale del traffico

passeggeri è stato stimato di circa l’ 8%

annuo, con punte del 23% nei paesi emergenti

( brasile, Cina, India…etc..etc..). La

stima è stata fatta dalla IATA

(International Air Transportation

Association) che riunisce in associazione la

maggior parte di tutte le compagnie di trasporto

aereo del mondo.

E’ evidente che l’aumento di passeggeri

stimato dalla IATA (e non da un Pinco

Pallino qualsiasi! ) ha come conseguenza,

l’aggiornamento e l’implementazione continua

di qualsiasi aeroporto; presumo che

ne conseguirà aumento di occupazione,

lavoro e sviluppo economico per i territori

limitrofi, sia nel campo dell’edilizia,

impiantistica, alberghiero, trasporti ferroviari

e viari…etc…etc….

Per questi motivi ritengo che l’adeguamento

verso il servizio di traffico passeggeri

( l’aeroporto Militare esiste già fin dal

1936 ) del nostro aeroporto di Viterbo, sia

una notevole conquista, in termini di progresso

futuro per le popolazioni della

Tuscia.


34

di

Daniele Vessella

Campo de’ fiori

Nagisa è solo alle medie, ma ha già perso sogni e speranze. È

disillusa. La vita, con lei, non è stata generosa. Un giorno di

settembre nella sua classe arriva una nuova studentessa,

bella, stramba e ricca. Diventa subito l’attrazione principale dell’istituto.

Nagisa la ignora, infastidita. Ma le due ragazze sono destinate

a vivere un’avventura intensa e drammatica. Le autrici di questa

miniserie in due volumi tratta da un romanzo ci raccontano che

la vita è caos, che forse è inutile fare progetti, convincersi di un’idea.

Il pericolo è sempre dietro l’angolo e può cambiare tutto.

(trama ripresa dal sito dell’editore).

A tratti angosciante e malinconico, il fumetto parte in sordina per

poi colpirti allo stomaco… un colpo violento che ti lascia senza

fiato. Ma in questo modo si respirano emozioni forti, ed è questo che deve trasmettere

una qualsiasi opera d’arte.

In Proiettili di Zucchero non si sorride mai, non c’è posto per sdrammatizzare… è un

crescendo di situazioni dolorose fino alla tragedia finale. I personaggi sono costruiti in

maniera ineccepibile, in soli due numeri raggiungono uno spessore di alto livello che si

mantiene tale fino alla fine. Una perla per chi vuole suggestioni potenti da una storia

semplice, ma che non passa inosservata.

Lascio l’indirizzo del mio blog: http://danielevessella.blogspot.com/

“Il Fumetto”

LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA

PROIETTILI DI ZUCCHERO di Kazuki Sakuraba e Iqura Sugimoto.

Edito da Panini Comics – 2 volumi, conclusa

ECCO UN OTTIMO REGALO DI NATALE!!!

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Affido i miei

auguri di

Buone Feste a

di Letizia Chilelli questo famoso racconto,

con la speranza

che la tenerezza

della gioia e della felicità della

famiglia Cratchit possa scaldarci il

cuore: ai più grandi con il ricordo del

dolce e malinconico sapore di quel

Natale che ormai, purtroppo, non c’è

più.. ai più piccolini con l’augurio di

poter assaporare, o magari avvicinarsi,

proprio a quel dolce sapore del

Natale che a guardar bene era proprio

Natale…

“Scrooge era un vecchio avaro, infelice

e senza cuore. L’unica cosa di cui si

curava erano i soldi.

Il Natale, diceva, non era che una grande

frode e lui non voleva averci nulla a che

fare.

Ma, un giorno di Natale, appunto andarono

a fargli visita tre fantasmi: il Fantasma

del Natale Presente, quello del Natale

Passato e quello del Natale Futuro.

Ciascuno portò con sé Scrooge in un

viaggio fantastico: il primo fantasma gli

mostrò le tristi scene della sua stessa fanciullezza

e giovinezza; il secondo fantasma

gli mostrò come la gente gioiva e festeggiava

il Natale; il terzo gli indicò il misero

sepolcro in cui sarebbe giaciuto un giorno,

se non avesse cambiato il suo modo di

vita.

Dopo queste visioni, Scrooge capì di essere

diventato un miserabile, incapace di

vivere come gli altri. Allora decise di diventare

buono e generoso e riuscì finalmente

a godere della serenità e felicità del

giorno di Natale.

Questa è una della scene mostrate dal

Fantasma del Natale Presente che riuscirono

a toccare l’arido cuore di Scrooge e che

lo aiutarono a cambiare la sua infelice vita:

una povera famigliola riunita per festeggiare

il Natale con un misero pranzo.

Una famiglia veramente povera, ma dove

tutti erano felici come mai Scrooge era

stato in tutta la sua esistenza.

La famigliola era quella di Bob Cratchit, un

impiegato sfruttato e sottopagato da quell’avaro

di Scrooge. Uno dei bambini di Bob,

Tiny Tim, era storpio. Così Dickens descrive

ciò che Scrooge vide:

La signora Cratchit stava facendo riscaldare

il sugo, precedentemente preparato in

Campo de’ fiori 35

Langolo del Collezionista

Canto di Natale

una casseruolina; Peter rimestava le patate

con grande vigore; Belinda metteva lo

zucchero nella salsa di mele; Marta spolverava

i piatti caldi; Bob aveva preso Tiny

Tim accanto a lui, in un angoletto della

tavola; mentre i due più giovani preparavano

le sedie per tutti, ficcandosi i cucchiai

in bocca, per tema di lasciarsi sfuggire uno

strillo all’arrivo in tavola dell’oca.

Finalmente i piatti furono sistemati e la

preghiera recitata. Ci fu un attimo di assoluto

silenzio, durante il quale la signora

Cratchit impugnò lentamente il grosso tritacarne

preparato per essere conficcato

nel petto della grassa oca: ma quando il

tanto atteso schizzo di ripieno odoroso

apparve, un mormorio deliziato si fece

udire da tutti i commensali. Perfino Tiny

Tim, sobillato dai due fratellini, diede un

colpo sul tavolo con il manico del suo coltello

e gridò debolmente un flebile

«hurrà !».

Non avevano mai avuto un’oca come quella!

Tutti magnificarono la tenerezza della

carne e il gusto squisito. Con la salsa di

mele e le patate era un piatto sufficiente

per tutta la famiglia: infatti, come ebbe

modo di osservare la signora Cratchit (sorvegliando

un ossicino rimasto su di un

piatto) non erano neppure riusciti a mangiarla

tutta!

Ciascuno ne aveva avuto a sufficienza e i

due più giovani Cratchit erano imbrattati

di salvia e cipolla fino alle sopracciglia!

Ma ora Belinda doveva cambiare i piatti,

mentre la mamma andava a prendere il

pudding

E se non fosse cotto abbastanza? E se si

fosse rovinato togliendolo dallo stampo?

E, se qualcuno l’avesse rubato dalla finestra

sul retro del cortile? In pochi attimi

ogni sorta di supposizioni catastrofiche

furono immaginate.

Finalmente! Un gran sospiro di sollievo

salutò il pudding che, sul piatto di portata,

emanava un delizioso profumino!

La signora Cratchit entrò accaldata e sorridente,

reggendo il pudding simile ad una

palla di cannone screziata, così solido e

fermo, circondato dalle fiammelle del

brandy cui era stato dato fuoco, e decorato

in cima con un grazioso rametto natalizio.

Oh che fantastico pudding! Bob Cratchit

osservò con grande serietà che, sicuramente,

era il miglio risultato ottenuto dalla

signora Cratchit da quando erano sposati.

La signora Cratchit si schermì dicendo che

non era certa di aver usato il giusto quantitativo

di farina.

Tutti ebbero qualcosa da osservare sul

pudding, ma nessuno disse o pensò che

era in realtà un pudding troppo piccolo

per una famiglia così grnde!

Quando il pranzo finì , i piatti furono lavati,

il focolare spolverato e i fuoco acceso.

La bevanda nella caraffa fu definita perfetta;

mele e arance furono messe in tavola

e una manciata di castagne sul fuoco. Poi

tutta la famiglia si dispose attorno al focolare,

in quello che Bob definiva un circolo,

volendo significare un semicerchio; e Bob

Cratchit prese tutti i bicchieri disponibili,

due gotti e una ciotola senza manico, che

comunque tenevano bella calda la bevanda,

altrettanto bene che se fossero stati

calici preziosi.

Bob, con gli occhi scintillanti di gioia, servì

la bevanda dalla brocca, mentre le castagne

sul fuoco scoppiettavano allegramente.

Poi il capofamiglia disse:

« Buon Natale a tutti, mie cari e che Dio ci

protegga!»

A questo augurio fece eco tutta la famiglia.

« Dio ci protegga!» concluse da ultimo

Tiny Tim.


(Canto di Natale da Charles Dickens. Tempo di

Natale, Arnoldo Mondadori Editore, Milano)


36 Campo de’ fiori

Una favola bellissima.

I provini.

Storia di una piccola società diventata, poi, una delle più grandi della nostra provincia

... continua dal numero 97

La bellissima figura

fatta al Torneo “Mario

Frustalupi” di Orvieto e

gli ottimi risultati del

nostro settore giovanile,

che dal 2000 al 2009 ha

di Sergio Piano sempre partecipato

nelle categorie

Esordienti e Pulcini alle

“Feste Finali” Provinciali, Interprovinciali e

Regionali, ci permise di farci conoscere

(come società ) anche in ambito regionale

e nazionale, tantochè la mia scrivania era

quasi sommersa dai tantissimi fax inviatici

dalle più disparate società professionistiche

di serie A e B, che richiedevano la partecipazione

di nostri ragazzi alle varie

prove di selezione (i cosiddetti “provini”),

organizzati in collaborazione con società

della provincia e della regione.

Era per noi motivo di orgoglio, e di grandissima

soddisfazione, far partecipare i

nostri ragazzi a queste prove, perché questo

ci ripagava dei tantissimi sacrifici che

facevamo per portare avanti i nostri progetti.

Le prove si svolgevano sui campi più

disparati della provincia e della regione, a

volte distanti anche 100-150 chilometri,

ma il solo pensiero che qualcuno dei nostri

ragazzi potesse farcela ad entrare nell’elite

del calcio professionistico, ci ripagava di

ogni sforzo fatto.

Molte volte, dovendo trovarci su campi

molto distanti, in orario pomeridiano

(14,30), per l’inizio delle prove chiedevamo

ai genitori e al responsabile scolastico

di far uscire i ragazzi prima della fine delle

lezioni, per permettere loro di presenziare

all’evento.

All’orario stabilito andavamo a prenderli

direttamente a scuola e ci mettevamo in

viaggio, spesso anche senza mangiare.

Le frequenti partecipazioni a queste prove,

ci permisero di conoscere e farci conoscere

da tantissime persone: dirigenti di grandi

società , direttori sportivi, osservatori

etc…. Queste persone svolgevano il loro

lavoro, girando l’Italia in lungo e in largo,

alla ricerca di ragazzi che un domani

avrebbero potuto diventare campioni.

Ebbene, dopo tantissime prove e provini,

fummo contattati da un dirigente della SS.

Lazio, che ci disse che loro, come tutti gli

anni, organizzavano uno stage di una settimana

presso la struttura di Pievepelago e

avrebbe avuto il piacere di avere un nostro

ragazzo.

Pensammo subito ad uno scherzo, ma

dopo quella telefonata arrivò il fax di conferma

con la richiesta ufficiale e con tanto

di nome e cognome del ragazzo.

Il ragazzo in questione si chiamava, e si

chiama, Jacopo Sciamanna, classe 1990,

attaccante e dopo quella prova fu preso e

fece tutta la trafila di squadre nel settore

giovanile della Lazio, fino alla squadra

Primavera, dove diventò vicecampione

d’Italia di categoria.

Da sx: Iacopo Sciamanna ed il presidente,

Antonio Ricci.

Indossò anche le maglie della Nazionale

Italiana Under 15, Under 16 e Under 17,

con nostra grandissima soddisfazione.

Dopo qualche anno fummo di nuovo contattati

da una società di serie A, la AS.

Roma, che voleva due nostri ragazzi:

Romeo Shainas e Danilo Martinozzi, classe

1996 e, in brevissimo tempo, i ragazzi si

trasferirono alla AS. Roma, dove, ancora

oggi, giocano nella squadra degli Allievi

Nazionali.

Che ne dite? Niente male è ?

In bocca al lupo ragazzi.

... continua sul prossimo numero


Campo de’ fiori 37

Una “Fabrica” di ricordi

Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma

‘A TOMMALA DE NATALE

Fabrica di Roma - 1963. Donatella Anselmi, Marisa Ianni, Assunta Ricci, Tommaso Ianni, Sante Ricci,

Massimo Ricci, Dante Ricci, Luigi Ricci, Laura Bartolocci, Annunziata Mattioli,

Franca Bartolocci, Claudio Ricci

E’ la notte di

Natale del 1963,

e nel vicolo del

Forno, su alla Rocca,

molta gente si ritrova

a casa di Tomassino

per giocare a tombola.

Parenti e vicini hanno

scelto di incontrarsi lì,

di Sandro Anselmi

dopo cena, perché la

casa ha una stanza

molto grande con un bel camino, ed il proprietario

è davvero simpatico ed ospitale.

Si sono portati le sedie da casa, e Giggi,

che lavorava a Roma qualche tempo prima

ed aveva comperato una tombola, è , perciò,

l’ospite più desiderato.

Con l’euforia propria dei ragazzini, i presenti

esortano l’inizio del gioco, ma

Tomassino vuole prima offrire un bicchiere

di vino ai più grandi.

Si sono già spogliati dei poveri, vecchi

cappotti che indossano e, illuminati dal

bagliore del grande focolare che riempie la

scena, sbattono gli spessi bicchieri per un

brindisi. Incomincia Dante:

- Mo che avemo magnato e avemo sete, è

mejo sta’ chi che sta’ a mete.

- E’ mejo beva e ‘ntegne o gargarozzo che

seccasse a gola e po’ me strozzo – risponde

Sante.

Il piccolo Massimo, eccitato da quelle

schermaglie in rima, esclama:

- Ommele le site rosci, parete tutti pum-

midori! (il vino incomincia a fare il suo

effetto).

- Si mejo tu che c’hai ‘e labbra tutte frezzate

e i geloni t’hanno bottato tutte ‘e

deta, ‘sto tatoccio! - Gli rispondono in

coro.

Sul fuoco, intanto, arrostiscono le castagne

che qualcuno ha portato, ed il profumo

riempie la stanza.

- Fermi tutti che Gigi ha da tira’ un brindise

… - esclama Marisa.

- Mo che ‘e castagne so’ cotte, se magne

e se beve ‘nfinente a mezzanotte!

Un applauso si leva e parte un altro brindisi.

- Bello o foco cu i tizzi ardenti, viva

Tomassino e tutti i presenti.

- Bravo Sante, mo aritocche a Dante……

- Giggi a tommala ha da pijà e tutti ‘nseme

c‘amo da gioca’.

Tutte le sedie si avvicinano al tavolo cercando

un equilibrio fra quei vecchi matto-

ni consunti e sconnessi, ed i ragazzini

contenti che finalmente si inizia

a giocare, si siedono tutti vicini.

Inizia il gioco e le pedine di legno

con i numeri in rilievo, cominciano a

riempire il tabellone.

All’uscita del 77, tutti in coro:

– ‘E cianche de vecchie.

Esce il 47 e:

– O morto che parle.

Il 90:

– ‘A paura.

Il 16:

– Se dice.

Il 69:

– Su e giù.

L’1:

– O più grosso.

L’11:

– I zeppetti.

Il 22:

- ‘E carrozzelle...

Intanto i chicchi di granoturco riempiono

pian piano i numeri delle cartelle.

- Terno! – urla la nonna Nunziata, ed i

nipoti scoppiano a ridere perché ha scambiato

il 6 con il 9.

E le partite si susseguono l’una all’altra, tra

chi vince e chi perde, chi si accanisce al

gioco ed aspetta di fare tombola, e chi

sbadiglia per il sonno.

S’avvicina, poi, la mezzanotte e gli uomini

si preparano per andare a messa. Si imbacuccano

tutti ed escono per recarsi in chiesa.

I vicoli, illuminati dalla luna, sono battuti

da una tramontana gelida e tagliente.

L’ombra della torre si staglia lunga sulla

chiesetta di San Carlo e prosegue giù,

verso la Cella, per scomparire là, nel

Cunicello, fra grappoli di stelle.

Il gruppo s’avvia ed incontra altre persone

che sbucano dai vicoli adiacenti.

- Attente che se scivele…

- Mazza che pizzarulli l’a funtana…

- Bonnatale … …


38

ARIETE 21 marzo - 20

aprile E’ tempo di modificare

l’idea che hai sulla tua persona

e di rispondere agli stimoli

interni ed esterni con rinnovate

modalità , solo questo potrà

modificare le risposte dall’esterno, aprendo

nuove possibilità . L’anno 2012 sta terminando

è il momento giusto per lasciare la vecchia

maschera e indossarne una più. Rinnovamento!

TORO 21 aprile - 20 maggio

Chiusura dell’anno faticosa.

Siete vincolati a condizionamenti

che nascono da una

forma di rigidità , cristallizzazione

che necessità di essere

rotta affinché possiate fluire serenamente nella

vita raggiungendo le circostanze interne ed

esterne appaganti e soddisfacenti. Uscite dallo

scontato mondo manifesto e lanciatevi in nuove

sfide.

GEMELLI 21 Maggio - 21

giugno Il momento è fervente.

Ci sono una serie di

possibilità che si schiudono

favorendovi su diversi piani.

Non è il momento di stare a

guardare, ora è possibile realizzare i vostri scopi

o meglio c’è da seminare. Essere presenti senza

esagerare. Investite seriamente le vostre energie

e ne trarrete grandiosi risultati.

CANCRO 22 giugno - 22

luglio La fragilità delle unioni,

mostra la definizione dei

partner. La relazione, qualunque

tipo di rapporto sia, è la

cartina tornasole delle risorse e della maturità

degli individui coinvolti. Quando non funziona

una relazione e non si ha il coraggio di ammetterlo,

si tradisce principalmente se stessi.

Riflessioni in atto.

Campo de’ fiori

Oroscopo di Dicembre

by Cosmo

LEONE 23 luglio - 22

agosto Non ci si può permettere

di abbassare la guardia

che giungono colpi bassi

da tutte le parti. La vita vi

chiede di rispondere più che

adeguatamente alle richieste d’impegno, serietà

, ordine e disciplina. Siete certamente costellati

di opportunità ma dovete sapervi gestire

bene. Ne uscirete certamente bene, ma bando

alla pigrizia.

VERGINE 23 agosto - 22

settembre Avete due strade

da percorrere, una che vi

salverà , l’altra che vi continuerà

a confondere e non vi

porterà lontano. Dovete attivare

insieme alla capacità di discernimento che

normalmente vi contraddistingue, quell’intuizione

utile a fiutare la via da percorrere senza perdere

altro tempo.

BILANCIA 23 settembre

- 22 ottobre Qualcosa

non fila, fermatevi. Se si

continua a procedere indistintamente

sempre nella

stessa direzione, è difficile

che quella parte della vostra vita che non funziona

possa migliorare. Cambiate, agite diversamente,

ri-inventatevi, fate finta di essere un

altro, qualsiasi cosa ma cambiate!

SCORPIONE 23 ottobre

- 21 novembre Non

è cosa da poco essere e

mantenersi coerenti, ma è

lo sforzo necessario per

andare lontani. Siete in una

posizione di privilegio per molti aspetti, avete

dalla vostra parte grandiose risorse dovete solo

metterle in atto. Le prove non mancano, le tentazioni

sono tante ma dovete offrire il meglio.

SAGITTARIO 22 novembre

– 21 dicembre Siete

sulla buona strada, avete

capito abbastanza ma dovete

metterlo in pratica.

Mantenere una linea deve

essere il vostro vero sforzo, fare una scelta e

perseguirla. State in balia di deliri, paure che vi

fanno perdere ogni passo fatto in avanti. C’è

ancora da fare qualche fatica. Procedere, nessuno

può rimanere fermo se vuole crescere.

CAPRICORNO 22 dicembre

- 19 gennaio Dovete

cominciare a far scivolare via

quello che non vi serve più

senza farvene una malattia.

Date la benedizione a ciò che

è stato ed è andato e guardate oltre. Potete

fare e osare tante cose, ma ve lo dimenticate

troppo spesso. Ricordatevi della forza e della

tenacia che possedete.

ACQUARIO 20 gennaio -

18 febbraio I sospesi pesano

e non vi potete permettere

proprio voi, tanto audaci e

fuori le righe di aver timore di

affrontare le circostanze passate

e presenti non definite o lasciate ambiguamente.

Avete la capacità di capitolare e fare del

vostro meglio per mostrare la forza, la disponibilità

e l’onestà che sapete.

PESCI 19 febbraio - 20

marzo Siete particolarmente

sensibili alle influenze, sia

alle energie attive nel vostro

inconscio che alle sfumature

e alle sensazioni che riuscite

abilmente a captare dall’ambiente circostante.

Dovreste semplicemente rimanere aderenti a

ciò che sentite, come quando avete fame e

sapete di dover mangiare.

Buon 2013 a tutti... dalle stelle!!!

A Natale regala e regalati

un abbonamento!


Campo de’ fiori 39

Vi proponiamo una singolare pagina pubblicitaria tratta da La domenica del

Corriere, del 9 Ottobre 1902, in omaggio agli abbonati del Corriere della Sera.

ERRATA CORRIGE

Sul precedente numero di Campo de’ fiori (97, del mese di Novembre 2012) è stata erroneamente

riportata la data di una delle foto inserite all’interno della rubbrica Album dei ricordi (pag. 59). La data

non è 1966, ma 1960. Nella rubrica Nel cuore (pag. 35), inoltre, in riferimento alla dedica “Uno zio

straordinario” di Paola Merlini, è stato omesso il nome di Sergio Smargiassi, destinatario della dedica

stessa, recentemente scomparso.


40 Campo de’ fiori

1° Concorso Letterina di Natale

per Campo de’ fiori

Queste sono le tre letterine selezionate, tra quelle pervenuteci in redazione,

che hanno partecipato al concorso “Letterina di Natale”.

Ai tre vincitori andrà in regalo un abbonamento per dodici numeri alla nostra rivista!

Grazie bambini... continuate a segurici!

Questa è la

letterina di

Beatrice,

3 anni, da

Fabrica di

Roma,

l’amore di

zio Marco e

zia Nadia!

Ciao a tutti!

Mi chiamo Letizia ho 6 anni

e frequento la prima elementare.

Nella mia classe la

maestra ha messo un bel salvadanaio

ed ha invitato noi

bambini a donare dei soldini,

cosi’ per la festa del Santo

Natale anche i bambini, meno

fortunati, potranno sorridere!

Mi piacerebbe salutarli su

Campo de’ Fiori e dargli un

consiglio: comprate tanti

pennarelli cosi’ potrete creare

un mondo a colori e pieno di

gioia!!

Buon Natale!


Campo de’ fiori 41

PROGETTO “Gli animali domestici: conoscerli, rispettarli, viverli in sicurezza”

L’idea del progetto nasce dalle problematiche

legate al randagismo e all’abbandono degli

animali da affezione. L’intento è quello di

guardare in modo diverso alle situazioni esistenti

nei canili, cercando soluzioni che puntino

a favorire le adozioni degli animali in

buono stato di salute ed evitare così la loro

perdurante e spesso definitiva degenza presso

quelle spesso orrende strutture. La ricerca

di una corretta relazione uomo-animale

riguarda tutti noi, sotto vari aspetti: etico,

sociale e ambientale; in tal senso, come sempre

quando si tratta di indurre comportamenti

virtuosi, il giusto approccio non può che partire dal mondo scolastico. La conoscenza e

l’intervento nelle realtà spesso difficili in cui vengono a trovarsi i “fedeli amici dell’uomo”

quando non soddisfano più ai nostri bisogni, assumono un significato formativo per i giovani

e al contempo una valenza sociale per la collettività . Questo progetto, partendo dal coinvolgimento

delle scolaresche può rappresentare l’inizio di un nuovo rapporto con il territorio

che i singoli studenti e le loro famiglie possono poi alimentare con il proprio impegno

personale.

FINALITÀ Il progetto vuole fornire l’opportunità ai bambini e ai ragazzi di prendere coscienza della realtà

degli animali abbandonati entrando anche in contatto con le strutture che li ospitano attraverso l’adozione a distanza; è

stata coinvolta l’Associazione INCROCIAMOLEZAMPE che provvederà ad illustrare il progetto presso le Scuole aderenti.

Attraverso incontri programmati si vuole offrire agli alunni e agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, l’opportunità di conoscere

le situazioni esistenti sul proprio territorio e di interagire positivamente con le strutture di ricovero degli animali anche attivando

una raccolta su base volontaria di piccole offerte destinate a migliorare il loro benessere. Occuparci dei nostri animali significa occuparci

del nostro ambiente, del nostro sistema di vita, della nostra città , e in fondo di noi stessi. Sviluppare una sempre maggiore consapevolezza

e

assunzione di

responsabilità

potrà assicurare

un clima di

reciproca convivenza

tra uomo

e animale, fondata

nel rispetto

della vita di

ogni essere

vivente anche

diverso da noi.

Sono quattro meticcetti

di taglia medio-piccola,

2 maschi e 2 femmine.

Adottabili da metà

dicembre 2012.

3455861588

fioretto.giulia@hotmail.it

Sollecitati da diversi nostri lettori, lanciamo un appello a tutti i possessori di cani, affinchè li tengano

al giunzaglio quando si trovano a passeggiare in luoghi pubblici, per evitare spiacevoli, imprevedibili incidenti.


42

Campo de’ fiori

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS N

Festa dell’ albero – Fabrica di Roma

Mercoledì 21 novembre 2012 ricorreva la III edizione della “Giornata Nazionale dell’ Albero”.

L’amministrazione comunale di Fabrica di Roma, nonostante sia stata recentemente costretta

a tagliare alcuni alberi esistenti nel proprio territorio al fine di garantire l’incolumità dei cittadini

e per risolvere gravosi problemi di viabilità , essendo sensibile ai problemi del verde pubblico

e dell’ambiente, ha deciso di ripristinare in

questa occasione la tradizionale “Festa dell’albero”.

Già da qualche giorno, il sindaco ha proceduto ad

incrementare e valorizzare il patrimonio arboreo del

Comune con una serie di iniziative, quali la piantumazione

di alberi di leccio di circa quattro anni presso

le scuole elementari di Via della Repubblica, presso

la scuola materna di Viale Italia, presso la scuola

di Faleri e nei nuovi piazzali in località Le Vallette e

Materano. Inoltre, avvalendosi dell’aiuto dell’agronomo Luciano Schiavoni, nelle scuole si

sono tenute delle lezioni ambientali con grande partecipazione ed interesse da parte degli

alunni. Ieri mattina gli studenti sono stati infine i protagonisti, partecipando attivamente, della

messa a terra di altri sei lecci in via dell’ Ortale alla presenza del Vicesindaco Cimarra, di alcuni

amministratori, del preside e dei rappresentanti di alcune associazioni locali. Grande è stato

l’entusiasmo dei bambini che hanno capito l’importanza del verde e si sono appassionati al

tema dell’ ambiente. L’iniziativa, conclusasi positivamente, è stata fortemente voluta dal sindaco

Mario Scarnati e dal Cons. del. al patrimonio e all’agricoltura, Sigismondo Sciarrini.

Grande successo del progetto “Ambasciatore di sicurezza stradale”

Stanno ottenendo un grande successo a Civita Castellana i corsi di guida sicura

offerti per tre anni dall’ ACI per gli stranieri che guidano nel nostro Paese.

I corsi che si svolgono a Civita Castellana sono sostenuti da Sara Assicurazioni

e da Aci Global in collaborazione con il comune di Civita Castellana –assessori

Letizia Gasperini e Alessio Alessandrini- e con l’ associazione “Stranieri senza

frontiere”. L’ intento è quello di diffondere nelle proprie famiglie e nelle comunità

nazionali il valore del rispetto del codice della strada. I primi due corsi si

è svolti il 24 novembre ed il 1 dicembre scorsi ed hanno visto la partecipazione

di numerose persone della comunità straniera che hanno dimostrato la

loro disponibilità a recepire il messaggio di integrazione.

I prossimi appuntamenti con i corsi di guida sicuri a titolo gratuito sono programmati

per il 15 e 16 dicembre e per partecipare bisogna rivolgersi allo sportello per l’ immigrazione di Civita Castellana. “Mi sembra

una bella dimostrazione di interesse e impegno per avvicinarsi alle nostre regole sociali” - ha detto l’assessore ai servizi sociali,

Letizia Gasperini.

VITORCHIANO PER ALBINIA. RACCOLTI 15 SCATOLONI

DI GENERI DI PRIMA NECESSITA’

Esito positivo per la campagna di solidarietà . La consigliera Scorzoso: “Il merito è dei cittadini”

Quindici scatoloni pieni di generi di prima necessità per Albinia, con particolare riguardo a quelli

destinati ai bambini della frazione di Orbetello (Gr) colpita dall’alluvione di due settimane fa. E’ questo

il risultato della campagna di solidarietà promossa dal Comune di Vitorchiano in collaborazione

con i supermercati Superconti e Spesa Amica che si è svolta il 1° e il 2 dicembre. A ritirare

materialmente il ricavato delle offerte sono stati due volontari di “Albinia nel cuore”, che

sono arrivati a Vitorchiano nella mattinata del 6 dicembre. Dai volontari parole di apprezzamento

per i cittadini di Vitorchiano, che con la loro generosità hanno permesso di ottenere questo risultato.

Secondo Alessandra Scorzoso, la consigliera comunale che ha seguito l’organizzazione, “il merito

è solo della sensibilità dei vitorchianesi, che hanno risposto in massa all’appello. Rimarremo in

contatto con la popolazione di Albinia, l’emergenza non è ancora finita”. I generi di prima necessità

finiranno alla Caritas e alla Croce Rossa e poi saranno smistati tra la popolazione.

Concerto di S. Cecilia alla Chiesa di S. Silvestro Papa di Fabrica di Roma.

In un’atmosfera quasi surreale e magica si è tenuto il concerto in onore di S. Cecilia presso la Chiesa di S. Silvestro di Fabrica di Roma.

Due elementi di primo piano hanno reso la serata carica di phatos ed suggestione: la Banda comunale “Raffaele Poleggi” diretta dal

M° Luigi Rampazzi, ed il Coro Polifonico “Abbondio Antonelli” diretto dal M° Bruno

Buoncristiani. La banda musicale si è destreggiata tra pezzi assai noti, come la

Danza degli Zufoli di Ciajkovskij al Canto alla luna di Dvorak, mentre il coro ha

saputo emozionare regalando ai presenti un bis della splendida canzone napoletana

“Tu ca nun chiagne”. Un plauso va senz’altro fatto ai componenti dei due gruppi

che si impegnano volontariamente e con passione per dare il meglio di loro stessi

nelle loro esibizioni musicali ed artistiche.

Aggiungiamo che la volta della chiesa ha donato in più un’acustica spettacolare a

questo concerto in onore della Santa protettrice dei musicisti.

Patrizia Caprioli


Campo de’ fiori 43

S NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

LA NOTTE SANTA. Il gruppo teatrale della Pro loco, guidato da Norma Martelli

replica al teatro Fescennino di Corchiano.

Il gruppo teatrale della Pro loco di Corchiano, dopo il successo dello scorso anno,

torna in scena con lo spettacolo La notte santa, per la regia di Norma Martelli.

Cambia un po’ l’assetto del gruppo, e cambia anche la location. Ad ospitare la rappresentazione,

infatti, non è stato il teatro dell’oratorio parrocchiale, ma il nuovo

teatro comunale. Il risultato è stato, però , lo stesso, complice anche l’atmsfera

natalizia nella quale siamo ormai

completamente immersi. Lo spettacolo,

breve ma davvero intenso,

sprigiona una grande magia, in

grado di aiutare gli spettatotori a

preparare i propri cuori al Natale!

Ad impreziosire la rappresentazione della natività , le musiche del Maestro Nicola

Piovani, che , per imoegni lavorativi, non è però potuto essere presente nelle due

giornate di repliche, sabato 8 e domenica 9 dicembre. Soddisfatta la regista ed ancor

più gli attori, confortati anche dall’entusiasmo del pubblico che al termine delle performance

si è complimentato a lungo con tutti. Chissà cosa ci serverà il grupo guidato

da Norma Martelli per il futuro! Magari senza aspettare nemmeno fino al prossimo

anno! Ermelinda Benedetti

Arianna Occhipinti è NEXT IN WINE 2012

Il Premio riservato ai giovani talenti della Vigna Italia è stato assegnato

a Roma in occasione della presentazione della Guida Bibenda 2013.

Siciliana, carismatica e determinata nelle proprie idee. Le sue vigne, e la terra su cui

crescono, non sono piegati dalla tecnica ai voleri dell’uomo, ma interpretati e compresi

per quello che sono, con sensibilità , coraggio, creatività e innovazione:

Arianna Occhipinti è la vincitrice della seconda edizione di NEXT IN WINE, il

premio assegnato ai giovani talenti under 35 della Vigna Italia da Simonit &

Sirch Preparatori d’Uva e dalla Scuola Italiana di Potatura della Vite, in collaborazione

con Bibenda e Associazione Italiana Sommelier. Il premio (un quadro di

Gianpaolo Spagnoli, artista veronese emergente) le è stato consegnato da Marco

Simonit e Pierpaolo Sirch nel corso della presentazione della Guida Bibenda 2013,

svoltasi il 24 novembre all’Hotel Rome Cavalieri di Roma. Finalisti, con lei, si sono

piazzati il bresciano Enrico Togni dell’azienda Azienda Agricola Togni-Rebaioli di Erbanno e il friulano Cristian Specogna dell’azienda

Specogna di Corno di Rosazzo. Istinto, coraggio e innovazione. Questi i denominatori comuni delle tante storie di giovani

viticoltori che si sono iscritti al concorso NEXT IN WINE 2012. Giovani appassionati, decisi ad affermarsi nel mondo del vino con idee

e progetti aziendali innovativi, capaci di guardare al futuro, mantenendo saldo il legame con le proprie radici.

“Non è stato facile quest’anno assegnare il premio NEXT IN WINE 2012. I candidati hanno tutti meritato, sebbene con motivazioni

diverse, di essere proclamati vincitori - spiega il prof. Attilio Scienza, presidente della giuria – Tante storie di giovani appassionati,

decisi ad affermare la loro idea di vino, consapevoli del significato che la produzione dell’uva ha nel rispetto dei valori della natura e

delle sue leggi, testimoni della grande originalità del vino italiano. Tra tutti è però emersa la personalità di Arianna Occhipinti, non

solo per la sua filosofia di produttrice che si ispira senza dogmatismi ai principi della antroposofia, ma soprattutto per il carisma e la

determinazione con la quale afferma le sue idee e comunica i suoi vini. Dotata di una solida preparazione scientifica e tecnica che le

proviene dalla laurea in viticoltura ed enologia conseguita all’Università di Milano, ha soprattutto usato l’istinto per andare alla ricerca

della verità che le consente di rendere visibile in un vino l’invisibile che si nasconde nel rapporto complesso tra il vitigno e l’ambiente.

Nella sua attività di viticoltrice tutto ha inizio dal territorio, che non è piegato dalla tecnica ai voleri dell’uomo, ma che è interpretato

e compreso per quello che è , con i suoi limiti che gli provengono dalle sue origini, ma anche con i suoi misteri, dove si nasconde

lo spirito del vino.”

Con Attilio Scienza, Presidente del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Milano, hanno fatto parte della giuria

Franç ois Murisier Vice-presidente dell’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino; Francesco Gagliano dell’Assessorato delle

Risorse Agricole e Alimentari SOAT della Regione Sicilia; Gianluca Macchi Direttore del CERVIM; Fabio Mencarelli dell’Università della

Tuscia; la giornalista Clementina Palese; Enrico Peterlunger dell’Università di Udine; Diego Tomasi del CRA – VIT di Conegliano.

Fotovoltaico nelle scuole di Civita Castellana: entro 60 giorni al via i lavori

Sono state definite le gare di appalto per gli impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici della scuola media “Dante Alighieri”, della materna

“Collodi” e della elementare “Gianni Rodari” a Civita Castellana. Le scuole scelte per questa prima fase funzionale, rispondono tutte

alle medesime esigenze di miglioramento delle prestazioni termiche legate alla struttura di copertura. Infatti sono accomunate da una

copertura in laterocemento, che necessita di un intervento risolutivo atto a scongiurare infiltrazioni meteoriche e alte trasmittanze termiche.

Il finanziamento ottenuto è pari all’80% mentre l’amministrazione comunale copre il 20% residuo tramite mutuo, tale cifra sarà

ampiamente ammortizzata tramite il conto energia e il risparmio ottenuto sui consumi. Per l’impianto relativo alla Scuola Dante Alighieri

i lavori sono stati affidati alla SAIT srl di Civita Castellana che ha offerto un ribasso del 45% sulla base di gara di 79.128,54, il lavoro

consiste nell’istallazione di un impianto per la produzione di 20 kWp e lavori conessi alla sistemazione della copertura. Per l’impianto

relativo alla Scuola Elementare Gianni Rodari i lavori sono stati affidati alla ARPE APPALTI srl di Casalgiove (CE) che ha offerto un ribasso

del 25.871% sulla base di gara di 253.715,10 , il lavoro consiste nell’istallazione di un impianto per la produzione di 40 kWp e lavori

conessi alla sistemazione della copertura dell’edificio scolastico.Per l’impianto relativo alla Scuola Materna C. Collodi i lavori sono stati

affidati alla INGEGNERIA SOLARE srl di Fabrica di Roma che ha offerto un ribasso del 15 % sulla base di gara di 118.295,65 , il lavoro

consiste nell’istallazione di un impianto per la produzione di 20 kWp e lavori conessi alla sistemazione della copertura dell’edificio.


44

Campo de’ fiori

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VI Meeting Internazionale del Servizio Aquiloni

Tarquinia - Si è concluso Domenica 11 Novembre presso la Cittadella di Semi di

Pace International ONLUS, tra il fermento costruttivo dei partecipanti, il VI Meeting

Internazionale del Servizio Aquiloni organizzato dall’Associazione con l’intento di valorizzare

l’ambito del sostegno a distanza come progetto fondamentale di educazione

allo sviluppo. I Servizi Aquiloni, che in diverse parti del territorio nazionale e internazionale

operano appunto come promotori del sostegno a distanza, hanno ribadito

il loro rispettivo impegno affinché questa forma di solidarietà sia sempre più abbracciata

come strumento per la realizzazione dei diritti umani nel mondo e per lo sviluppo

di una informazione che contribuisca alla conoscenza e al rispetto delle realtà

in difficoltà . L’obiettivo futuro sarà quello di favorire ulteriormente la garanzia per i

sostenitori che i progetti di sostegno a distanza diano ai beneficiari risposte efficaci e in linea con il contesto reale dell’intervento, incentivando

la comunicazione con le comunità e la partecipazione ad esperienze sul campo.

Il Meeting che ha visto numerosi partecipanti provenire da Tarquinia, Roma, Viterbo, Canino, Vejano, Civitavecchia, Santa Marinella,

Montalto di Castro, Latina Tuscania, Piansano, Cupramontana, Mantova, Anacapri, Spagna-Barcellona e Innsbruck, è stata anche

un’occasione per presentare lo stato di avanzamento dei progetti in Repubblica Democratica del Congo, in Messico e in Perù, nonché

i relativi risultati che si intendono raggiungere nei prossimi mesi.

Un ampio spazio è stato riservato ai volontari che hanno partecipato alle recenti missioni e che hanno dunque esternato le proprie

emozioni. In quel contesto è stato possibile ricordare che Semi di Pace International è promotrice di viaggi solidali nelle zone del

mondo in cui sono attivi i progetti umanitari.

Un ringraziamento speciale va a Padre Paolo Maiello, Assistente Nazionale di Semi di Pace e Parroco di S. Gregorio VII a Roma, che

ha aperto i lavori del Meeting trasmettendo alla platea dei presenti un edificante messaggio di solidarietà fraterna e al giornalista

Giuseppe Carrisi che ha offerto un prezioso contributo sul fenomeno dello sfruttamento minorile e sulla violenza di genere in particolare

riferimento al contesto africano, destando una riflessione approfondita sul tema dell’infanzia negata.

2^ Serata di Gala dinner a Londra a favore del Progetto Luce

nella Repubblica Democratica del Congo

Semi di Pace International in collaborazione con la Royal Bank of Scotland di Londra ha organizzato

la seconda serata la seconda serata di Gala a favore del Progetto Luce nella Repubblica

Democratica del Congo per aiutare bambini ed adulti a vedere il mondo con i propri occhi.

L’evento si è svolto Venerdì 16 novembre dalle ore 19 a Londra presso il Centro Direzionale

dell’RBS 250 Bishopgate.L’obiettivo del progetto è :

- permettere a tutta la popolazione della zona e dei villaggi vicini di poter avere un controllo gratuito

della vista e se, necessario, la prescrizione ed il confezionamento di occhiali correttivi;

- monitoraggio dei pazienti affetti da cataratta, tracoma ed oncocercosi;

- esecuzione di interventi chirurgici di cataratta, glaucoma e pterigio;

- formazione professionale di medici e di infermieri che operano in loco;

- aiutare i bambini dell’orfanotrofio ad avere una vita migliore.

La serata si è aperta con l’aperitivo, a cui è seguita la cena Bar&Musica dal vivo. Durante l’evento sono stati messe all’asta borse

donate da Bulgari e da Ferragamo nonchè gadget offerti da Balestra, Roberto Cavalli; il Courtyard by Marriott Rome Central Park

ha messo a disposizione un weekend nel prestigioso Central Park di Roma per due persone, l’Oleificio Ottaviani di Villa San Giovanni

in Tuscia, provincia di Viterbo, invece, ha fornito 120 bottigliette da 100 cc e bottiglie da un litro per la serata e il negozio “Gli Asfodeli”

di Tarquinia ha contribuito con omaggi vari. Le persone presenti sono state oltremodo generose, ma anche la Royal Bank of Scotland

ha dato il suo notevole contributo economico permettendo una raccolta fondi superiore alle aspettative. Il ricavato della serata finanzierà

la due missioni in R.D.Congo previste per il 2013e sarà utilizzato per l’acquisto di attrezzature e suppellettili per sala operatoria

oculistica,camici sterili per sala operatoria, garze sterili, telini sterili monouso.

La Yama Arashi G.p. e i suoi piccoli judoka a Palestrina (RM)

Domenica 28 ottobre 2012, alzataccia per la Yama Arashi G.p. e i suoi piccoli judoka. Alle

07.00 del mattino tutti pronti per dirigersi a Palestrina (Rm) presso il Palazzetto Pala Iaia. Dalle

ore 08,30 alle ore 09,30 i piccoli del team judoistico “Yama ArashiG.p. Civita Castellana(Vt)”:

Pedica Giuliano e Pistola Ares, si sono presentati in kimono per il controllo del peso, necessario

per determinare i loro primi incontri con altri loro coetani judoka (anno di nascita compreso

tra il 2003/2004), alla loro prima gara di Judo. Ansie e tensioni per questo “Trofeo del

Piccolo Samurai Judo“, ma anche voglia di mettersi in gioco per la parte finale della gara,

il momento di prendere la medaglia e salire sul loro primo podio! Si inizia. Pedica Giuliano, di

anni 9, per la categoria Fanciulli, con i suoi 28 kg, riesce a uscire vittorioso in un combattimento

e atterrare il suo avversario. Il terzo posto al podio è suo, e corre gioioso dalla madre,

Simonetta Falcinelli, sempre presente ad ogni allenamento di Judo per supportare i figli. Il secondo incontro in mattinata, spetta al

judoka Pistola Ares, di anni 8, il piu’ piccolo combattente della Yama ArashiG.p., che si è presentato e ha sfidato il suo avversario in

ben due incontri di 1,30 minuti , per la categoria Fanciulli e con i suoi 38 kg. Il terzo combattente dell’associazione, il piu’ grande,

Alessandro Pilli, rientrante nella categoria Esordienti A, si è recato al controllo peso tra le 10,30 e le 11,30 per poi combattere in

due incontri anche lui, dopo le 13,00 circa. Sfortunatamente, il suo secondo incontro, ha dovuto svolgerlo con un avversario superiore

di peso, poichè i ragazzi della sua categoria di peso, 45 kg, erano in numero dispari,. Pero’, non si è perso d’animo e lo ha affrontato.

Tutti sul podio, dunque per venire premiati con il cappellino C.S.E.N. e la medaglia Bronzo, al terzo posto! Emozioni, lacrime,

applausi dei genitori presenti e voglia di rivincita. Tutto questo è stata la Yama ArashiG.p. che non mancherà con i suoi piccoli combattenti

ai prossimi tornei di Judo ed ha aperto cosi’ con il Maestro tecnico federale Fijlkam Pistola Giuseppe, la stagione agonistica

dei bambini, futuri campioni, Yama ArashiG.p.! Maila Pistola


Campo de’ fiori 45

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

VIII edizione del Trofeo “Terra Falisca “ di Judo

Ennesimo straordinario successo della ottava edizione del Trofeo “Terra Falisca “ di

Judo. Il collaudato team organizzatore composto dagli allievo del Maestro Domenico

Petti della Palestra Yama Bushi di Fabrica di Roma, dalla struttura del Comitato

Regionale Lazio FIJLKAM , settore Judo del Presidente Gennaro Maccaro, con l’importante

supporto e Patrocinio del Comune di Fabrica di Roma, ha nuovamente centrato

l’obbiettivo. Di una manifestazione di alto livello tecnico e di una partecipazione delle

migliori scuole di Judo della nostra regione. Giovani atleti provenienti dalle attuali cinque

provincie laziali si sono affrontati sui tatami allestiti nella palestra comunale di

Fabrica di Roma, dando vita ad una gradevole giornata di sport per giovani e giovanissimi.

Oltre quattrocento agonisti, con una nutrita schiera di tecnici, accompagnatori

e sportivi hanno fatto vedere quanto entusiasmo e interesse c’è tra i Judoka.

E quanto alta sia la attenzione del Comitato Regionale

Lazio nei confronti di Fabrica , che risponde sempre nel

migliore dei modi , con il Comune che agevola ed incentiva

la pratica di questo sport. L’area della palestra già

dalla mattina presto era affollata di partecipanti i quali

hanno dato impulso anche a diverse altre attività locali

che hanno supportato l’evento. Alle premiazioni si sono

alternati dirigenti locali e regionali, in un podio che vedeva

un continuo grande affollamento di ragazzi ansiosi di

avere al collo la medaglia conquistata. Al termine delle gare scambio di targhe tra gli organizzatori, per

suggellare una collaborazione che ha dato e darà soddisfazione a tutti. Da segnalare anche che nella

giornata precedente sempre a Fabrica si è svolta un corso di aggiornamento per tecnici MGA , necessario

per avere le abilitazioni all’insegnamento. Per la prima volta, come in altre occasioni , Fabrica di Roma

ha avuto l’onore di ospitare una giornata di istruzione ufficialmente gestita dal CR Lazio del M° Maccaro

che anche in questa occasione ha gestito in prima persona il corso. D. P.

Spettacolo “BarbaBlù”, prodotto per la Giornata Internazionale contro la

Violenza sulle Donne. Riflessione dell’Associazione Fab(b)rica delle donne

Per il 25 Novembre, Giornata Internazione contro la violenza sulle Donne, noi,

dell’associazione Fab(b)rica delle donne, volevamo fare qualcosa che non

fosse usuale, rituale, volevamo qualcosa che destasse interesse, attenzione,

discussione perché la violenza nei confronti delle donne, sia fisica che psicologica,

non può esaurirsi con le denuncie di un giorno, ma va combattuta

sempre, ogni momento, in ogni azione, in tutti i luoghi e in tutte le realtà dove

si manifesta; e soprattutto va combattuta modificando la cultura,

superando gli stereotipi, le discriminazioni, le disparità esistenti, il

linguaggio, le immagini sessiste e la disinformazione che sono l’humus

nel quale la violenza si alimenta, cresce, si giustifica.

Volevamo anche e soprattutto qualcosa che arrivasse al cuore e alla testa, che

facesse capire la banalità del male che non si nasconde negli angoli

bui, ma che si manifesta quasi sempre alla luce del sole, nella vita di

tutti i giorni, nei luoghi dove ci sentiamo più sicure/i e può colpire chiunque.

Volevamo anche un modo nuovo di raccontare che arrivasse sia ai ragazzi che agli adulti e questo spettacolo che abbiamo rappresentato

ci è riuscito; ha rivisitato la fiaba di Perrault con leggerezza, con ironia per arrivare prima in punta di piedi e poi

sprofondare nell’orrore della violenza, dello stupro e dell’assassinio.

Lo abbiamo rappresentato la mattina agli alunni delle scuole medie e la sera al pubblico adulto e in entrambe le situazioni c’è stata

attenzione, emozione, coinvolgimento e ciascuno, pur nelle differenze dell’età e dell’esperienza, vi ha trovato motivo di riflessione e

partecipazione; particolarmente piacevole e gratificante è stato vedere il coinvolgimento e l’attenzione delle giovani

e dei giovani alunni.

Ci hanno detto che abbiamo avuto coraggio a rappresentare un teatro come questo, un teatro diverso, alternativo, visionario, e

parlare di violenza di genere, di violenza familiare, di violenza maschile sulle donne, noi invece crediamo che la denuncia civile, il confronto,

la partecipazione siano la strada giusta per il superamento delle discriminazioni, per il raggiungimento del rispetto delle differenze

siano esse di razza, sesso, religione e che il teatro sia uno strumento di grande efficacia.

Abbiamo avuto ragione e lo ha dimostrato un teatro quasi completamente pieno in un venerdì sera, con la presenza

di tante donne, ma anche di tanti uomini e di giovani, presenza che fa capire che il silenzio è finalmente rotto.

Un teatro che è riuscito ad emozionare e a far pensare e questo grazie al nostro incontro con Sandro Nardi con la sua compagnia

teatrale Il Cerchio Invisibile che ha saputo creare uno spettacolo dove ironia , tragedia e denuncia si integrano e si

completano.

E allora un grande grazie a Sandro Nardi che ha capito e rappresentato, in maniera nuova e per questo maggiormente coinvolgente,

il dramma della violenza e a tutti gli attori, le attrici e i tecnici che si sono impegnati con passione e fatica e se l’impegno

è stato tanto il risultato è stato bellissimo e applauditissimo; al successo hanno anche contribuito la scenografia minimalista,

ma efficace, le luci che segnavano le vicende, la musica particolarmente suggestive.

Un grazie a tutte le realtà del territorio presenti, l’UNICEF, la Consigliera di Parità ( non fisicamente, ma con un bel messaggio di sostegno

e stima), la Consulta regionale Femminile del Lazio, il Distretto scolastico, l’associazione e Centro antiviolenza Erinna, il Comune

di Fabrica di Roma, ma soprattutto al pubblico, le tantissime persone presenti che ci hanno dato forza e appoggio, che ci hanno

ripagato dei sacrifici e delle inevitabili stanchezze con il loro totale e grande apprezzamento e che ci danno la voglia di continuare.


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Campo de’ fiori

Scegli tra i nostri libri il tuo regalo di Natale!

LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORI

Un dialogo filosofico-politico sulla crisi, che può anche essere rappresentato a

teatro (commedia in atto unico). Il primo di una serie di discorsi volti a dare un

nuovo impulso al dibattito culturale nel nostro Paese, giusto viatico per una

ripresa in ogni campo e settore produttivo. Utile per chi avesse a cuore un reale

rinnovamento della Politica e delle Istituzioni.

Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo

è un libro unico nel suo genere.

Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!

E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicole o

presso la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di 10.00,

sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale

d’Italia. E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che possono

inserirlo nel P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del

docente, ma anche per i genitori e per tutti gli educatori sociali.

L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta di

essere quello che non è , stravolgerà , almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre di accoglierlo

ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e non ricambiato,

spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che diventa l’oggetto

di un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della storia, rende la

narrazione coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di una rappresentazione

teatrale, i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben allestito. Una storia

ambientata in un tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni di campagna.

Ermelinda Benedetti

NOTA DELL’EDITORE

In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico della sua

Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato, che fa ineluttabilmente

scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità e violenza, ma

soprattutto amor fatale! Sandro Anselmi

A.I.D.I.

ACCADEMIA INTERNAZIONALE

D’ITALIA EDITORE

AVETE UN VOSTRO SCRITTO NEL CASSETTO

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Campo de’ fiori 47

Mai come in questo momento c’è bisogno di solidarietà e sussidiarietà fra noi. Il nostro

Stato ha completamente fallito in ogni suo intento ed ancor più nei settori sensibili, in special

modo nella sanità . Ora più che mai l’opera del volontariato assume un’importanza

basilare, insostituibile. Bisogna almeno tentare di angelicare l’attuale politica e questo è quello

che distingue “Una mano al tuo ospedale”, un’importante organizzazione che opera sul territorio

da anni, e tanto ha fatto per la nostra collettività . Ha incentivato le aziende ed i tanti cittadini

sensibili a realizzare progetti efficaci ed indispensabili, dotando il nostro ospedale di strumenti

ed attrezzature diagnostiche all’avanguardia. Il suo continuo impegno ha permesso a tante persone

ammalate di riappropriarsi della propria dignità , spesso calpestata. Ha difeso il diritto insopprimibile

di essere curati. La vita, anche di un solo uomo, deve valere sopra ogni cosa. Renderla

meno pesante nei momenti più bui e difficili è qualcosa di speciale ed altamente

nobile.

Questo calendario sociale sta diventando di buon uso per tutti, ed è giunto già

alla sua quarta edizione. Il calendario, donato all’associazione “Una mano al tuo

ospedale”, verrà distribuito tra voi cittadini e tutto il ricavato delle offerte sarà

devoluto all’associazione stessa.Ringrazio, perciò, tutti per la notevole partecipazione

ed in particolar modo le lodevoli aziende che, anche quest’anno, hanno

creduto ed appoggiato il progetto, permettendone la realizzazione.Auguro un

buon anno a tutti! Sandro Anselmi

Il concorso attraverso il quale sono state selezionate le foto che lo corredano, ha avuto un enorme

successo di partecipazione. Fra gli innumerevoli fotografi che hanno inviato le loro istantanee, il comitato

interno di redazione, presieduto dal fotografo Alessandro Bartolomei, ha selezionato quegli scatti

che ha ritenuto più idonei ha rappresentare i mesi dell’anno a venire. Nulla da togliere al merito dei

tanti altri partecipanti.

Per la copertina è stata scelta una delle foto inviata da Don Maurizio Medici, per la sua originalità.

A Gennaio, le foto di Giuseppe D’antoni e Ylenia Zuccarino; Febbraio, Alessandro Parata e

Antonio Compagnucci; Marzo, GSG Bagnoregio e Domenico; Aprile, Marcello Rapiti e Noemi

Panci; Maggio, Fabio Fasanari e Samanta Cervesato; Giugno, Giorgia Ribelli e Stefania

Quintiliani; Luglio, Paola Merlini e Luisa Molinari; Agosto, Beatrice Spallacci ed Anna Maria

Pacelli; Settembre, Samanta Bartoloni e Noemi Ventura; Ottobre, Carlo Drogo e Michela

Midossi; Novembre, Anna Francola e Stefano Paolini; Dicembre, Giuliana Valeri e Roberto

Finesi. In fondo sono state inserite altre foto di partecipanti che non sono rientrate nelle venticinque

selezionate. La scelta è stata veramente ardua e sofferta, ma il risultato è sicuramente ottimo!

Appuntamento al prossimo anno, con il concorso “12 scatti per il 2013” (benchè, alla fine siano diventati

molti di più), che ci ha permesso di visionare queste ed altre splendide foto, che avremo, magari

occasione in futuro di utilizzare per la nostra rivista.

Ancora grazie e complimenti a tutti!!!


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Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

Vitorchiano Mercatino di Natale nel

Paese arroccato sulla massa di peperino

Una serie di Mercatini di Natale si

svolgeranno a Vitorchiano, sulla

Piazza Umberto I, dinanzi alla fortificata

porta di accesso al Paese. Si terranno

nei giorni di sabato 8 e domenica

9, domenica 16, domenica 23

Dicembre 2012 e per finire alla grande,

il 6 Gennaio 2013, giornata della

Befana.

Vitorchiano è a circa dieci chilometri da Viterbo e si raggiunge facilmente

dalla Statale 675, ossia quella a quattro corsie che da Viterbo conduce ad

Orte, in meno di un quarto d’ora. Un comodo bivio, dopo quello per Bagnaia,

immette proprio su Piazza Umberto I, arricchita dalla presenza di una storica

fontana. Una vera passeggiata... una passeggiata per entrare nel mondo

medievale di uno dei Paesi più ben mantenuti in Italia, con case, palazzi,

torri, chiese, vicoli, che emanano il profumo dell’antico. Antico che ben si

amalgama col Mercatino di Antiquariato, Artigianato, Collezionismo e Prodotti

tipici, dove il vocio delle persone, il brillare dei monili, i sottofondi delle musiche,

le misteriose lettere d’un tempo, le monete d’una volta, il sapore attuale

dei prodotti tipici, sono festa per i nostri occhi, per il nostro palato.

Ma hai mai provato ad affacciarti dalla rupe che sostiene Vitorchiano?

Noooo! Beh allora non perdere l’occasione, ovunque ti affaccerai, ammirerai

una vallata intensa, infinita, acerba, ricca di colori: il verde, il marrone, il giallo,

tutti di mille tonalità e... c’è anche

il “rosso”. Sì il rosso del tuo cuore

che comincerà a pulsare così forte,

da sollevati e farti volare, come un

uccello, al di sopra dei merli delle

mura castellane, delle torri, dominando

così tu stesso, il panorama medievale,

quale padrone del tempo, che

mai più tornerà , ma che resterà per

sempre dentro di te.

premiocittacorchiano@libero.it


Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

TORNA A FABRICA DI ROMA IL

MUSICAL DIVINA COMMEDIA

Il 14, 15 e 16 Dicembre, dopo aver riscosso a fine

novembre un grande successo al Teatro Roma, il musical

scritto e diretto da Antonio Spaziano torna a Fabrica di

Roma (Vt) al Teatro Palarte con le sue atmosfere

magiche. Interpretato da Marco Pasquetti, Serena

Troiani, Marco Gandolfi Vannini, Andrea Meli,

Pamela Scarponi, Eugenio Picchiani, Vita Rosa

Pugliese, Claudio Crisafulli coadiuvati dal corpo di

ballo formato da Antonella

Perazzo, Roberta

Guerrini, Vincenzo Gambuzza ed Angelo Recchia coreografati dalla stessa Antonella Perazzo. Dante

Alighieri, Beatrice, Virgilio, Caronte, Paolo e Francesca, Lucifero sono alcuni dei personaggi che incontreremo

nell’evolversi della discesa dantesca negli inferi e la risalita al purgatorio ed al paradiso. Tutta l’opera

è un inno alla vita ed all’amore per la vita, un’affidarsi alla fede ed al Dio che “move il sole el’altre

stelle” esortando l’uomo ad essere artefice del proprio destino a saper reagire al dolore ed agli imprevisti

della vita ma soprattutto dare e ricevere amore. Insomma 120 minuti che ci riconciliano con la vita e

con le piccole gioie terrene che sfuggono con la nostra breve vita. Crediamo tanto in questo spettacolo

che vogliamo augurare ad Antonio Spaziano ed al cast completo di arrivare col nuovo anno a ribalte che

meritano e che soprattutto l’idea iniziale, rischiosa e portata a termine, ci guida in reminiscenze scolastiche

e sapori di vita quotidiana. Sandro Alessi

Parrocchia San Giovanni

Battista - Fabrica di Roma

- Natale ad arte 2012-

2013

Dal 25 dicembre al 6 gennaio nel salone parrocchiale. Mostra di:

Fotografie storiche della tramviaria Roma Nord nel centenario dell’apertura Civita Castellana Fabrica Di Roma,

di Roberto Felicetti

Pitture di artisti locali dal tema i fiori e la natura Sculture in Legno, realizzate da Novello Pastorelli

Fotodinamismo musicale, di Doriano Pedica Calendari dal 1915 ad oggi, di GiamperoMarcelli

Esposizione di reliquiari con relative autentiche e di ex voto

Dal 24 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013, il salone parrocchiale, sottostante il Duomo di Fabrica di Roma, ospiterà

una straordinaria mostra fotografica in occasione del centenario dell’inauguarazione della tratta tramviaria Civita

Castellana - Fabrica di Roma, avvenuta il 9 Ottobre 1912. Le numerose fotografie, tratte dalla collezione privata del

Sig. Roberto Felicetti, riguardano, in realtà , tutto il tratto tramviario che aveva inizio in Piazza della Libertà , a

Roma, e terminava a Porta Fiorentina, a Viterbo. Alla mostra, organizzata sotto l’occhio vigile del parroco don

Terzilio Paoletti, prenderanno parte anche altri artisti locali. Vista la rarità delle foto e l’estro di tutti gli espositori,

sarà un’occasione da non perdere!

L’ASSOCIAZIONE “UNITI PER LORO” di Fabrica di Roma il 16 Dicembre 2012 organizza un

MERCATINO DI NATALE!

Il ricavato sarà destinato alla gestionedella neoassociazione stessa, costituita dai familiari

dei ragazzi disabili.

49


50 Campo de’ fiori

La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri

Classe 1972 – Fabrica di Roma!

Prima fila da sx: Gianpaolo Carosi,

Stefano della Marchesina, Fabio Zallocco,

Fabio Calcinari, Fabio Baldassarre, Davide

Tombesi, Luigi Cencelli, Rosita Mercatelli,

Samantha Catinari, Raniero Anselmi, Nada

Di Giammartino.

Seconda fila da sx: Pier Giuseppe

Stefanucci, Riccardo Ripani, Patrizia

Caprioli, Gian Luca Alessi, Juna Anitrini,

Cinzia Peruzzi, Angelo Parmiggiani,

Emanuela Capparucci, Maria Rosa Maggio, Antonella Cecchetto, Monica Mariani, Daniela Ripani,

Katia Massacesi, Luana Sploverini, Monica Ottaviani, Roberta Galli, Luigi Rampezzi, Gianfranco

Donara, Accanto alla torta: Stefano Pacelli e Anna Maria Chiavari.

Tanti auguri a Marina

Calamanti che il 22

dicembre compie i suoi

primi 50 anni, da parte

della mamma, Irene,

Enrico, Alessio , Ebe e

tutti gli amici. Auguri!

Tantissimi auguri a

Michela Antonelli per

i suoi meravigliosi 18

anni che ha festeggiato

il 17 Novembre,

dai genitori, dal fratello,

i nonni, e tutti

i parenti.

Per il mio primo

compleanno, il 10 dicembre, regalo

questo sorriso pieno

di gioia e allegria a

mamma Valentina,

papà Gianluca, lella

Valentina, ai nonni,

bisnonni e zii... Andrea

Gaspari

Un augurio al piccolo

Dario Mazzasette che ha

ricevuto il dono del

battesimo circondato da

tutti coloro che gli vogliono

un mondo di bene! Sei

l’amore di mamma e papà!

60 sul campo ...

20 nell’anima!

Paola, Lucia, Loredana,

Fabrizio, Giorgio, Maria

Rosaria, “‘Ntrippete”,

Amelia, Rita, Paola, Gianna,

Fabio, Maria Assunta, Anna

Maria, Luciana, Carla, Mira,

Gilda, Silvana (Rita), Marco,

Umberto, Vincenzo

(Capello’), Giorgio, Umberto,

Elena, Rosa, Sandro, Angelo,

Pasquale, Ugo, Renzo,

Rosanna, Claudio (Priz),

Giulio, Fernando, Antonio, Mario, Regina, Antonio, Anna Grazia, ..., Massimo, Mauro, Sandro...


Civita Castellana. ! Novembre 2012.

Pranzo dei cugini Molinari.

Congratulazioni vivissime ad Anna

Maria Troncarelli di Corchiano, che il

24 novembre ha vinto il primo premio

nel concorso nazionale “dolce con nocciola

romana dop”. Brava! Bravissima!!

Dai suoceri Sergio e Laura e dalla

cognata Eleonora.

Campo de’ fiori 51

Un augurio speciale

pieno d’amore da

tutti i suoi nonnia

Michele Caccia che

il 30 settembre ha

ricevuto il

Sacramento del

Battesimo.

Un augurio particolare al

Maestro Giuseppe

Giustozzi, che l’11 Dicembre

compie i suoi meravigliosi

100 anni!!! In attesa di

poter festeggiare con tutta

la comunità di Corchiano, e

di

ospitare la sua

intervista nella nostra

rubrica “Vorrei

incontrarti fra

cent’anni”,

gli rivolgiamo anche

un sentito augurio di pronta

guarigione, dopo il piccolo

intervento che ha, di recente,

subito! Coraggio Peppino,

ti aspettiamo tra noi! Hai

tante cose da

raccontarci...

Buon Natale e felice anno nuovo

a tutti i nostri lettori dalla

redazione e dai collaboratori di

Campo de’ fiori,

oltre che da tutti i nostri sponsor!


52

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Roma com’era

Roma - 1887.

Una veduta del Tevere prima della sua sistemazione, precisamente la sponda destra all’altezza di Ponte Umberto I.

Visita il nostro sito

www.campodefiori.biz

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Campo de’ fiori 53

Album dei ricordi

Campo de’ fiori

Civita Castellana. Anni ‘70. Un Ponte Clementino ed una Via della Repubblica d’altri tempi. Sulla destra spicca la caratteristica torre

della vecchia Ceramica Sbordoni, ormai inesistente. Sullo sfondo, alla sinistra, le ciminiere della Ceramica Marcantoni, uniche superstiti

del complesso industriale anch’esso demolito per lasciar posto a nuove costruzioni.


54

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Album de

Civita Castellana - chiesa San Lorenzo. 14.12.1981. Cresima classe 1969. Foto di Ilaria Colletti


Campo de’ fiori

ei ricordi

Campo de’ fiori

Civita Castellana.

14 Ottobre 1954.

Nazzareno Freddi ed Ersilia Caponi

nel giorno del loro matrimonio.

La bambina in basso a sx è Marina Freddi.

Campo de’ fiori

Civita Castellana.

Anno 1940.

Davanti da sx:

Sergio Mossi, Alvaro Cerri

e Franco Fantera (Rapera).

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Dietro da sx:

Memme Mossi, Augusto Fantera,

Peppe Agostinelli, Rolando Fantera

e Carletto Basili.


56

Campo de’ fiori

Album de

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma - Anno 1978. Classe V elementare

Maestra: Linda Cristofari.

1° Fila, da sx: Giuseppe Pancia, Roberta Galli, Stefania Speranza, Silvia Alessi, Sabrina Mordacchini, Katia Massaccesi.

2° Fila, da sx: Alessandro Anitrini, Andrea Ciampricotti, Salvatore Rotella, Gianluca Iacurto, Maurizio Cecchini, Giampaolo Tosti, Andrea Sciosci.

3° Fila, da sx: Alessio Carosi, Andrea Morelli, Massimo Tabbacchini, Gianluca Iannoni, Maurizio Carosi, Paolo De Santis, Patrick Giorgi.


ei ricordi

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori 57

Fabrica di Roma.

Anni ‘60.

Da sx:

Salvatore Giaquinto,

Salvatore Chiossi,

Dante Ricci,

Arturo Anselmi,

Mario Proietti,

Gabrielli Meschino

(Salvatore),

O’ Cistarello.

Terminilo (RI) - Anni ‘60. Giovani fabrichesi in gita. Da sx Giorgio Francola, Sandro e Mauro Anselmi, Doriano Pedica,

Graziella Anselmi, ..., ..., Vania Antinori, Stefano Calabresi, ..., ... .


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Campo de’ fiori

Sant’Oreste.

Anno 1936.

Giuseppe Fanciulli e

Domenica Della Rosa.

Campo de’ fiori

Album de

Magliano Sabina.

Anno 1981.

Polisportiva Maglianese

Boxe.

All. Brusconi,

Stelvio Paiella,

Luciano Di Genova,

Pietro Ciambotti,

All. Fiorello Di Giacomo,

Pescetelli...., Pescetelli.....,

Narduzzi.... .

Campo de’ fiori


Campo de’ fiori 59

ei ricordi

Corchiano.

Anni ‘40.

Bambini che giocano nel cortile

dell’asilo parrocchiale,

gestito dalle suore Pie Venerine.

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Corchiano.

Anno 1961.

Da sx:

Maria Chiara Clericetti,

Geltrude Clericetti,

Sora Maria, la levatrice e

la piccola Paola nel giorno del suo

Battesimo.


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