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BRETON

IL FUTURO

PASSADA QUI

mechanical188

COVERSTORY

ONE2ONE IN FABBRICA

NEWS

NEWS

GLI AVVENIMENTI

DEL MESE

VENTiciNquE aNNi

da campiONi

ANNO

2012

Ti SEi pERSO GLi

uLTimi NumERi di

mEcHaNicaL188?

cLicca qui

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NUMERO

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COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

VENTiciNquE aNNi

DA cAMPIONI

Una open house e un convegno per festeggiare un quarto di secolo di Mitutoyo Italiana.

25° anniversario che è anche l’occasione per presentare una serie di novità significative

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Compie 25 anni Mitutoyo Italiana. Si tratta

di un traguardo importante che la dice

lunga sulla capacità di comprendere il ruolo

e l’importanza che il management della

società giapponese ha saputo dare al proprio

sviluppo a livello globale. Fondata nel

1934, Mitutoyo corporation Japan, conta

su una forza lavoro di oltre 5.000 dipendenti

che seguono il prodotto nipponico in

tutte le nazioni in cui il marchio è presente

in modo diretto o indiretto.

L’ anniversario è stato anche l’occasione

per poter raccontare, attraverso un convegno,

un quarto di secolo di innovazione

nel mondo della metrologia. Perché se si

analizzano da vicino i cambiamenti occorsi

in questo lasso di tempo, è inevitabile

stupirsi: si è passati, ad esempio, da strumentazioni

prevalentemente meccaniche a

prodotti ottici o elettronici che sono solo

il preambolo all’ulteriore cambio di passo

che avverrà nel prossimo futuro, con

l’integrazione delle nuove tecnologie nel

campo dei sensori. Nel convegno dedicato

a questo importante compleanno, è stato

mostrato, inoltre lo stato dell’arte in questo

settore, ciò che c’è dietro l’angolo per

un azienda come Mitutoyo. È un excursus

attraverso tutte le tecnologie disponibili,

partendo da quelle di base per giungere

fino alle più complesse applicate direttamente

ai prodotti. Quindi è facilmente

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Micrometro MDH ad altissima accuratezza

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CLICCA SULLE IMMAGINI

PER VEDERE I NOSTRI VIDEO

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prevedibile che l’evoluzione della

strumentazione metrologica, nei

prossimi anni, porterà a una crescita

della implementazione dei

prodotti, direttamente nel ciclo

produttivo. Esattamente come già

capita oggi con MACH 3A 653,

l’ultima macchina introdotta sul

mercato da Mitutoyo studiata per

operare direttamente in linea di

produzione garantendo una elevata

velocità, precisione e produttività.

Complessivamente Mitutoyo

è attiva in 60 paesi nel mondo con

150 uffici e può vantare l’invidiabile

record di essere l’unica società

che produce strumenti per la

misura, nell’ambito dimensionale,

di diverse tipologie e tecnologie.

La sua offerta infatti spazia da micrometri

e calibri fino a macchine

di misura e prodotti per la verifica

della rugosità e della durezza dei

materiali. In Europa la presenza

di Mitutoyo è articolata attraverso

13 società la cui primaria mission

non è solo la vendita ma, cosa più

importante, l’assistenza pre/post

vendita dei propri prodotti. In

Italia, da sempre considerata uno

dei paesi chiave nella strategia di

Mitutoyo in Europa, l’industria di

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COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

Kawasaki ha una sede centrale a

Lainate ( Milano) e altre tre unità

in altrettanti punti importanti per

i comparti di utilizzo: Torino e Verona

per il nord Italia e Chieti per

il centro del paese, ospitano uffici

tecnici e show-room. Complessivamente

oggi per Mitutoyo Italiana

lavorano 63 persone, e una rete

di rivenditori (Partner), che da

sempre aiutano nella distribuzione

del prodotto. Il futuro di Mitutoyo

passa ovviamente attraverso

una crescita del proprio volume

di affari in Italia che si vorrebbe

ottenere sia attraverso i canali di

vendita tradizionali, sia tramite le

vendite dirette di alta tecnologia,

sostenute direttamente da tecnici

commerciali interni all’azienda.

Questa crescita potrà avvenire soprattutto

grazie all’incremento in

atto del supporto alla vendita gestito

direttamente dalla filiale italiana

che, in questo modo, pensa

di riuscire anche a incrementare il

livello di customer satisfaction.

ANNO

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Breton SpA

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IL FUTURO

PASSA DA QUI

Nata per operare in un altro settore, presente

da quindici anni anche nelle m.u.

si è ritagliata un ruolo di prestigio tecnologico

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Ci sono occasioni, nella vita professionale

di ciascuno di noi, che devono

essere prese al volo. Approfittando

magari, di un attimo di distrazione o di

debolezza di altri. In questo caso, oltre

all’occasione propizia, c’è voluta anche

una decina di anni di attesa. Non perché

la persona in questione sia ‘inarrivabile’.

Molto più semplicemente perché

Luca Toncelli è persona riservata e

schiva. Mi accoglie nel suo ufficio bello

e semplice, ricordandomi che, alla fine,

dopo anni di tentativi, sono riuscito a

sedermi di fronte a lui con un registratore

sulla scrivania.

Luca Toncelli, ingegnere, è il Presidente

di Breton, l’industria di Castello di Godevo,

leader mondiale nel mondo delle

macchine per la lavorazione lapidea naturale

e composita, ma anche una delle

più interessanti realtà della macchina

utensile. Settore in cui Breton si è affacciata

una quindicina di anni fa.

Ing. Toncelli, quando nasce

l’azienda che oggi lei guida?

“Breton, acronimo di Brevetti Toncelli,

nasce nel 1963 per opera di nostro

padre, Marcello. Dico nostro perché

oggi alla guida dell’azienda ci siamo

mio fratello Dario, che si occupa prevalentemente

della parte commercia-

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le e amministrativa, e io che invece mi dedico

principalmente all’area tecnica e produttiva. L’azienda,

come molte altre realtà italiane, nasce

dalla volontà di una sola persona. All’inizio le

aree di sviluppo prodotti erano due: in primis

le macchine per la lavorazione dei graniti e dei

marmi. Da una parte i materiali silicei più duri

e dall’altra quelli calcarei più teneri, guarda caso

come acciaio e alluminio nelle macchine utensili.

Dall’altra, l’area degli impianti per la lavorazione

della pietra composita. Si tratta di una

tecnologia nata in Breton, che oggi dà lavoro a

migliaia di persone nel mondo: grazie al fatto

che, proprio da questa tecnica, si è sviluppato

un nuovo segmento di mercato.

Quando e soprattutto perché, nasce

la decisione di affiancare alle macchine

lapidee anche le macchine

utensili?

“L’idea di approcciare le macchine utensili viene

circa quindici anni fa. Nasce da una mia considerazione.

Già allora per il mondo della pietra

producevamo macchine ad alta velocità a

cinque assi. L’alta velocità è d’obbligo nella lavorazione

della pietra, poiché preferibilmente

vengono utilizzati utensili diamantati, i quali

necessitano di elevate velocità di taglio. Un simile

passo, stava arrivando anche nel mondo

della meccanica, con la diffusione di certe leghe

e dei compositi. A questo punto, l’ipotesi

di mettere insieme le due cose è stata del tutto

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naturale. Dovevamo solo adattare e

perfezionare le nostre tecnologie in

un settore parallelo.

Oltre alla tecnologia intesa

in senso stretto, quali altri

aspetti operativi avete trasbordato

dalla ‘pietra’

al ‘ferro’?

“Molte più cose di quanto si possa

immaginare. Certamente però, una

delle più rilevanti è la capacità di

operare in ambienti di lavoro difficili.

È un mondo in cui si lavora in

ambienti con molta polvere. Polvere

di diamante, di quarzo. Si tratta di

residui molto simili a quelli con cui

si deve fare i conti quando si lavora

con i materiali compositi. Non a

caso abbiamo un ruolo significativo

proprio in questo settore.

A proposito di materiali

compositi: voi siete dei veri

leader sotto l’aspetto tecnologico

in questo settore

“Sì. Anche se non starebbe a me dirlo,

possiamo ritenerci l’azienda, nel

mondo della macchina utensile, con

la maggiore esperienza nella lavorazione

di questo genere di prodotti.

Non a caso, i comparti dove si opera

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COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

molto su materiali particolari come i

compositi, sono quelli in cui raccogliamo

i migliori risultati sia in termini

commerciali, sia per ciò che si

riferisce al livello di conoscenza.

Questo significa che avete

una attività di ricerca particolare

in materia?

“Oltre al tradizionale ufficio tecnico,

dedicato allo sviluppo dei prodotti,

da diversi anni ci siamo dotati di un

centro ricerche, dove operano una

decina di persone, dedicate interamente

allo sviluppo delle tecnologie

legate ai materiali compositi Questo,

ci ha permesso di sviluppare un nostro

know how molto specifico in

materia.

Tutto ciò si traduce quindi

in una clientela del tutto

particolare

“Sì, ma non solo. Oltre a rivolgerci

a clienti che operano nel mondo

dell’industria aeronautica o delle

competizioni automobilistiche, abbiamo

fatto in modo di usare anche

per i nostri prodotti le tecnologie in

materia di compositi. Ad esempio i

nostri basamenti sono realizzati in

un materiale di nostra realizzazio-

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ne che abbiamo chiamato Metalquartz. Si

tratta di un materiale che abbina le caratteristiche

dei metalli con quelle dei compositi

con matrice lapidea. Anche questo è un

elemento che ci caratterizza.

Dal punto di vista degli utilizzatori

avete un campo applicativo

e un parco clienti davvero ampio

e variegato

“Aeronautico, automotive, stampi, meccanica

generale. Si tratta di settori molto differenti

fra loro e proprio per questo motivo

ci stimolano parecchio. La diversità, la diversificazione

tecnica ci piace.

Quanto pesa la macchina utensile

nel mondo Breton?

“Varia un po’, a seconda degli anni. L’ordine

di grandezza è comunque significativo.

Siamo a circa il 30% del nostro fatturato

complessivo. Questo significa che pur non

avendo le dimensioni dei colossi del settore

macchine utensili, iniziamo a avere un

turn over tale che ci permette di guardare

al futuro con una certa tranquillità dimensionale.

Anche perché, non si deve dimenticare

che, operando anche nel mondo

delle machine per la pietra, siamo dotati di

una rete commerciale e di filiali molto ben

ramificata, su cui poterci appoggiare logisticamente.

COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

Sotto l’aspetto tecnico e organizzativo

come siete strutturati con

le due divisioni su cui operate?

“Integrati. Siamo completamente integrati.

È per noi un punto di forza. Facciamo sinergia

fra i vari settori, riusciamo ad avere,

nelle differenti funzioni aziendali, un

numero di persone adeguato. E siamo in

grado di essere presenti in tutto il mondo.

Per dare un’idea di cosa questo significhi,

credo sia sufficiente dire che noi esponiamo

a una sessantina di fiere l’anno.

Guardando ai prossimi anni,

come vede il futuro del marchio

Breton nel mondo della macchina

utensile?

“È un settore in cui crediamo. Per questo

stiamo investendo parecchie risorse. Il

2012 ad esempio è un anno di consistente

crescita. È chiaro che il nostro cliente medio

è alla ricerca di un prodotto sofisticato

e per certi versi, unico. Abbiamo scelto dei

settori molto specifici e su questi lavoriamo

con soddisfazione e successo. Se per

esempio scegliamo il comparto aeronautico

i nostri clienti si chiamano, tra gli altri,

Boeing, Pratt&Whitney, Aermacchi, Safrane,

Piaggio Aeronautica. Sono tutti clienti

che richiedono prodotti sofisticati. D’altra

parte, credo che i costruttori italiani deb-

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ano muoversi in questo modo. Non

possiamo certo metterci a fare guerre

di prezzo su livelli tecnologici inferiori.

Come italiani e come Breton

siamo conosciuti per la nostra qualità

e tecnologia. E su queste dobbiamo

puntare.

Sotto l’aspetto geografico,

per i vostri prodotti, quali i

mercati che ritiene saranno

più interessanti nei prossimi

anni?

“ Difficile, molto difficile fare previsioni

in questo senso. Anche per una

realtà come la nostra, che esporta

complessivamente circa il 90% del

fatturato.

Posso dire che buone sensazioni, per

il nostro prodotto, vengono dagli Stati

Uniti, che hanno ripreso a investire.

Anche la Cina, seppur in modo

meno impetuoso rispetto al passato,

promette di dare risultati interessanti.

Soprattutto per ciò che riguarda

applicazioni più complesse. Anche

il nord Europa è in fase positiva. Ci

sono gran belle realtà, per quanto

concerne i nostri settori di riferimento.

Credo che le aziende che fanno

tecnologia, alta tecnologia, non risentano

più di tanto dei problemi

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COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

legati alle economie nazionali. Chi

investe e propone innovazione resta

sul mercato che, per certi prodotti, è

del tutto globalizzato.

Un gruppo diversificato

come il vostro, come vive

una fase di crisi mondiale

come quella degli ultimi

anni?

“Investendo. Abbiamo accelerato sugli

investimenti. Tanto che a qualcuno

potrà anche sembrare che abbiamo

affrontato la crisi in modo un po’

spericolato. Anche se non è così. Breton

ha un fatturato poco superiore

ai 100 milioni e negli ultimi tre anni

(2009-2011) abbiamo investito complessivamente

58 milioni di euro.

Abbiamo dato ulteriore impulso al

centro ricerche, anche comprando

un microscopio elettronico.

Non abbiamo delocalizzato e anzi,

stiamo rafforzando la nostra presenza

in Italia e in Veneto in particolare.

Presto sarà avviata una nuova realtà

destinata a diffondere una tecnologia

molto innovativa su cui abbiamo fatto

ricerca per oltre vent’anni. E che

ci permette di realizzare grandi lastre

ceramiche di spessore rilevante”.

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dRiTTi

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AL cUORE!

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VxWorks di Wind River pulsa nella nuova

generazione di controllori di processo

utilizzati da Fedegari Autoclavi per i propri

sterilizzatori industriali destinati a‘pharma’

“L’industria farmaceutica è l’utilizzatore più sofisticato

ed esigente” afferma Giuseppe Fedegari,

Vice President di Fedegari Autoclavi, in

occasione di una visita alla sede dell’azienda di

Albuzzano (PV). Ed è per questo motivo che il

gruppo pavese, leader mondiale negli sterilizzatori

per il mercato bio-farmaceutico, ha avviato

il processo di standardizzazione del proprio

sistema di controllo Thema4, scegliendo Wind

River VxWorks. La decisione è stata presa anche

per rispondere al meglio alle esigenze del settore

farmaceutico, inclusa la conformità ai requisiti

di certificazione globale definiti dalla Food and

Drug Administration (FDA) statunitense e dalla

guida alle metodologie di produzione di beni e

merci dell’Unione Europea. “Oggi, più che mai,

le aziende sono sotto pressione per fattori di diversa

natura, non ultimo il time to market e i

costi di sviluppo software - afferma Marco Zani,

District Manager, Italy & Greece di Wind River

-. La mission di Wind River è fornire ai clienti

software e competenza ad altissimo livello per

innovare rapidamente e rilasciare sul mercato

dispositivi intelligenti conformi ai più alti livelli

di sicurezza e affidabilità”.

PeRché ThemA4

Nel PRocesso di sTeRilizzAzioNe

Thema4 gestisce i touch panel preposti al monitoraggio

di un’ampia varietà di macchine sterilizzatrici

Fedegari. Il sistema di controllo ha il

compito di garantire che dispositivi medicali e

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sostanze farmacologiche vengano sterilizzati

con affidabilità e con il miglior rapporto costo/prestazioni

possibile. I clienti di Fedegari

Autoclavi sono rappresentati dai maggiori

produttori dell’industria farmaceutica di tutto

il mondo, che si affidano alla tecnologia dell’azienda

italiana certi di garantire la massima

qualità possibile dei loro prodotti. Lo sterilizzatore

richiede un monitoraggio mirato real

time per poter intervenire regolando parametri

quali la temperatura, la pressione e l’umidità,

oltre al flusso di aria e acqua. Il sistema di controllo

che gestisce questi dispositivi deve poter

fare affidamento su un’architettura stabile

per fornire performance altamente affidabili

e costanti. “Quando si parla di sterilizzazione

- commenta Giuseppe Fedegari - si fa riferimento

principalmente a farmaci iniettabili: se

il farmaco non è sterile può causare la morte

del paziente”. La sterilizzazione è la distruzione

della contaminazione microbiologica

del prodotto, ma al termine del processo non

vi è evidenza visibile del risultato ottenuto e

questo rende l’idea dell’elevata criticità del processo

stesso. Come si garantisce che il farmaco

sia realmente sterile? “Attraverso una prima

convalida del processo -prosegue Fedegari - e

in seguito attraverso il monitoraggio dei parametri

fissi del processo stesso”. Cuore pulsante

ed elemento cruciale di ogni macchina Fedegari

è il controllore di processo Thema4. Esso è

composto da una parte hardware commerciale

22 23

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COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

ed una software sviluppata, partendo dalla piattaforma

per applicazioni industriali VxWorks di Wind River.

L’architettura basata su una libreria di fasi elementari

del processo offre la massima flessibilità e sicurezza.

Thema4 si integra facilmente anche con tutti i sistemi

SCADA e MES.

WiNd RiVeR VxWoRks PeR FARe lA diFFeReNzA

Alla base della tecnologia Wind River c’è il sistema

operativo real time VxWorks, un sistema che permette

alle aziende come Fedegari di focalizzarsi sulla parte

applicativa, quel cosiddetto middleware che consente

di differenziarsi sul mercato. VxWorks è una soluzione

COTS (Commercial Off-the-Shelf component, si

riferisce a componenti hardware e software disponibili

sul mercato per l’acquisto da parte di aziende di

sviluppo interessate a utilizzarli nei loro progetti) altamente

deterministica, robusta e affidabile sul fronte

della safety e security. “Due concetti ben divisi – afferma

Marco Zani- dove per safety si intende proteggere

il mondo, comprese le vite umane, dal dispositivo, e

per security proteggere il dispositivo dal mondo, per

esempio i sistemi stessi nei meccanismi di accesso per

preservare le informazioni”. Safety e security in un

mondo sempre più connesso, che nel 2020, si stima,

vedrà oltre 50 miliardi di dispositivi connessi tra loro.

Oggi, oltre il 30% dei sistemi operativi embedded sul

mercato sono firmati Wind River, una realtà presente

sul mercato da più di 30 anni, attualmente subsidiary

indipendente di Intel. Duemila dipendenti e una

comunità di 42mila sviluppatori, alimentati dal 25%

del fatturato destinato alla ricerca&sviluppo. “Nono-

stante la tecnologia Wind River sia implementata in

mercati molti diversi tra loro prosegue Zani - networking,

medicale, automotive, consumer, aerospazio

e difesa, per citarne alcuni, va notato che c’è

molta convergenza tra i vari segmenti, che risultano

bilanciati tra loro anche come fatturato. Questo è un

elemento di solidità per l’azienda, soprattutto in un

momento di difficoltà come l’attuale”.

lA FoRzA di FedegARi, ARTigiANo iNdusTRiAle

Fedegari Autoclavi nasce a Pavia sessant’anni fa per

produrre macchine per l’industria farmaceutica e in

particolare autoclavi per la sterilizzazione. Oggi l’azienda

è la holding company di un gruppo di sette

aziende nel mondo, conta 300 addetti ed ha un fatturato

consolidato è di 38 milioni di euro. “Formalmente

siamo una grande azienda - commenta Giuseppe

Fedegari - ma restiamo una sorta di artigiano industriale

perché costruiamo macchine su commessa. Restiamo,

un’azienda a conduzione familiare, guidata a

me e da mio fratello Paolo da circa 30 anni.

Ogni macchina è un progetto a sé. Noi sviluppiamo

tutte le tecnologie del nostro prodotto internamente,

una scelta fatta dal papà e che ancora oggi mostra la

sua validità. Con questa filosofia siamo riusciti a imporre

la qualità dei nostri macchinari in tutto il mondo.

All’inizio poteva essere una necessità perché tanti

componenti non erano reperibili sul mercato, in seguito

è divenuto un plus”. E prosegue: “Così abbiamo

fatto anche per i controllori di processo ma nel 2000

abbiamo incominciato a perdere commesse perché

il mercato richiedeva un hardware COTS. Abbiamo

ANNO

2012

giuseppe Fedegari è Vice President di Fedegari Autoclavi

marco zani è district manager di Wind River italy & greece

24 25

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dunque deciso di riprogettare il nostro

controllore di processo su una piattaforma

diversa e da allora abbiamo incominciato

a collaborare con Wind River.

Abbiamo convertito il nostro software

basato su hardware custom con Wind

River e abbiamo portato al nostro interno

quelle competenze informatiche

che non avevamo, aumentando il valore

delle nostre forniture”. Fedegari ha

una divisione software costituita da una

decina di addetti che sviluppano, collaudano

e certificano il software per il

controllore di processo Thema 4. “Scegliere

una macchina Fedegari - dice

Giuseppe Fedegari - significa condividere

i nostri valori e apprezzare la passione

che quotidianamente poniamo

nel nostro lavoro”. Il fatto di costruire

internamente tutti i componenti critici

delle macchine ci permette di avere un

controllo diretto sulle tecnologie e sulle

prestazioni del prodotto finale, realizzando

macchine e impianti ad hoc per

rispondere alle richieste di ogni cliente.

Nulla è lasciato al caso e questo è

possibile applicando alle più avanzate

tecnologie di produzione industriale la

passione e la dedizione dell’artigiano”.

e dieTRo l’ANgolo cosA c’è?

“Tre anni fa - conclude Giuseppe Fe-

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COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

degari - abbiamo acquisito una piccola

società che produce macchine per la

decontaminazione chimica superficiale

e ora stiamo lavorando a un nuovo progetto

per un sistema di riempimento in

asettico attraverso un robot per realizzare

piccoli lotti di farmaci critici, quali i

farmaci citotossici”. Si tratta di una cella

di riempimento robotizzata in ambiente

asettico, senza l’uso di guanti. Sempre

più si pratica medicina personalizzata,

soprattutto in oncologia, non si parla

più di farmaci prodotti in milioni di pezzi.

Questo porta a ripensare le macchine

progettate per grandi produzioni, per

realizzare soluzioni flessibili, per piccoli

lotti di prodotto, a oggi realizzati con soluzioni

manuali o con sistemi automatici

estremamente costosi ed inefficienti.

Interessante è anche il crescente interesse

dell’industria del Food&Beverage

verso i sistemi industriali per il riempimento

e confezionamento in asettico,

ricorrendo anche all’impiego di camere

bianche. Pur rimanendo l’industria farmaceutica

il core business di Fedegari,

è recente un’applicazione nell’industria

del tonno. Processi di questo tipo, oltre

a garantire la massima sicurezza in

campo di igiene alimentare consentono

anche di prolungare la shelf life dei prodotti

sul mercato.

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COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

La standardizzazione

firmata rittaL

Nell’ambito della produzione di quadristica per l’industria è necessario

offrire una gamma completa, che possa essere allestita con prodotti

delle maggiori case costruttrici, nel rispetto delle normative vigenti.

Per conciliare le esigenze degli utenti con quelle dei produttori di quadri,

un ruolo fondamentale è stato assunto dalla standardizzazione

dei prodotti. La normalizzazione si è imposta, prima in Germania e

poi in Europa, per i vantaggi che comporta sia nella produzione che

sul piano normativo. I prodotti standardizzati sono infatti progettati e

realizzati con elevati standard di funzionalità, sicurezza e affidabilità e

vengono generalmente certificati dal produttore come rispondenti alle

normative vigenti nei diversi mercati. Rittal, filiale italiana del Gruppo

Internazionale tedesco Rittal, si propone come leader nel settore degli

armadi per quadri di comando, della loro climatizzazione, dei sistemi

di allestimento per l’elettronica e dei componenti per la distribuzione

di corrente elettrica. In un mercato

sempre più internazionale,

la presenza capillare

e la produzione in

serie di contenitori standard

permette agli operatori

di poter sempre

contare su una rapida

disponibilità dei materiali

in tutto il mondo.

ANNO

2012

Un sensore per tre posizioni

Pilz ha realizzato ora un nuovo sensore che consente di leggere tre attuatori,

abbinando sicurezza e posizionamento. I nuovi PSEN cs1.19p (versione grande)

e PSEN cs3.19p (versione ridotta) sono composti da un sensore e da due

o tre attuatori, in relazione al codice di ordinazione, che permettono di attivare

uscite di sicurezza differenti del sensore in base a quale attuatore viene rilevato.

Questa soluzione consente di risparmiare sensori nelle applicazioni dove

solo una posizione richiede la funzione di sicurezza, mentre le altre hanno uno

scopo solo di posizionamento con sicurezza di basso livello. I sensori della

famiglia PSENcs utilizzano la tecnologia transponder, nota con la sigla RFID,

permettono di determinare lo stato di un riparo mobile senza che interruttore e

attuatore entrino in contatto tra di loro garantendo lunga vita al sensore e offrono

elevate performance di sicurezza.

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COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

nUovi aUtomatismi Came

per tende e tappareLLe

Came arricchisce

la propria gamma

di automatismi per

la movimentazione

di tende e tapparelle

con Mondrian 5

e Mondrian 6. Parte

della linea di motori

tubolari Art (Advanced

Revolution

Technology), la serie

Mondrian si adatta a

diverse esigenze applicative

grazie alla

disponibilità di motori con differenti diametri e capacità di carico.

Progettati per movimentare tapparelle, tende o sistemi oscuranti

dai 18 ai 171 kg di peso, Mondrian 5, che ha un diametro di 45

mm, e Mondrian 6, con 55 mm di diametro, sono adatti sia a edifici

di nuova concezione che per le ristrutturazioni. Sono motori

tubolari da 230V, che differiscono per diametro e capacità di sollevamento.

Mondrian 5 e consente di sollevare da 18 a 92 kg di

peso. La possibilità di integrazione dei motori tubolari Mondrian

con il sistema domotico Hei di Came consente di programmare

e gestire tutte le tapparelle e i sistemi oscuranti presenti in casa,

in modo centralizzato e con un solo gesto.

ANNO

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prodotti pneUmax per

Le teCnoLogie di Cps CoLor

CPS Color utilizza prodotti Pneumax nell’automazione pneumatica

per produrre e confezionare allo stesso tempo l’esatto quantitativo di

vernice richiesto dal cliente, direttamente nel contenitore finale, riducendo

la dimensione del lotto minimo. Passando istantaneamente da

un formato a un altro e da una tinta a un’altra senza interrompere il

processo di produzione, si eliminano i lavaggi di vasche di produzione,

mescolatori e confezionatrici, aumentando la produttività. L’applicazione

più recente nata dalla partnership tra le due aziende, iniziata nel

2000, riguarda un impianto realizzato in Germania. Si tratta di una macchina

estremamente complessa che dosa basi di vernice o coloranti

all’interno di singoli bidoni di varie dimensioni o in un serbatoio unico,

con capacità di centinaia di litri. Il dosaggio avviene attraverso valvole

dosatrici movimentate da

cilindri pneumatici Pneumax

e relative elettrovalvole

d’attuazione. CPS

Color ha scelto prodotti

Pneumax anche per altri

segmenti automatizzati

dell’impianto, che

richiedono componenti

efficienti e affidabili per

il trattamento dell’aria

compressa.

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COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

nUovi servoazionamenti

di sChneider eLeCtriC

PV100 è il nuovo strumento di Asita per le verifiche di sicurezza elettrica

sugli impianti fotovoltaici, che rispetta le norme CEI EN 62446 e CEI 82-

25;V1. Il PV100 consente di verificare ogni singola stringa, o anche ogni

singolo pannello, man mano che vengono posizionati, e la verifica può essere

eseguita sotto il sole, quando il pannello genera tensione. Questo permette

di guadagnare tempo nell’installazione, perché con una sola prova si

verifica l’isolamento elettrico fra i conduttori attivi della stringa di pannelli

verso terra, senza necessità di modificare i collegamenti, adattare accorgimenti

esterni per porre in corto-circuito i terminali positivo e negativo del

pannello/stringa, o oscurare temporaneamente il pannello. PV100 incorpora

una memoria interna che consente di salvare fino a 9 risultati di misura,

utilizzandoli successivamente come fattore di comparazione per le altre

prove. Lo strumento esegue anche esegue la verifica della messa e terra

di masse e scaricatori e misura la corrente erogata dalla stringa di pannelli

con il sensore amperometrico a pinza in dotazione.

ANNO

2012

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COVERSTORY ONE2ONE IN FABBRICA NEWS

rs: disponibiLi 2.000

nUovi modeLLi Cad 3d

RS Components ha ampliato la propria libreria online di modelli CAD

3D con 2.000 nuovi articoli di produttori leader del settore Automazione

e Controllo, quali Siemens, Omron, SMC, Parker, Legris, Ace

Products e Nuvotem. I modelli sono disponibili per il download gratuito

e offrono vantaggi a tecnici e costruttori di macchine e quadri alla ricerca

di tecniche per ridurre i tempi di progettazione, all’interno di un

mercato, come quello della Manutenzione, sempre più competitivo.

Disponibili in 23 formati neutri e nativi CAD 3D, importabili in tutte

le più conosciute suite CAD, i modelli comprendono controllori logici

programmabili di ultima generazione, controllori e componenti pneumatici,

controlli industriali e componenti

di sicurezza e interruttori.

“Abbreviare i cicli di progettazione

può fare la differenza, rendendo

un progetto un successo o un fallimento”,

ha commentato Kevin

Thompson, Responsabile Manutenzione

di Electrocomponents.

“Utilizzando i nostri modelli CAD

3D nei processi di progettazione,

i nostri clienti possono guadagnare

molto tempo, che altrimenti dovrebbe

essere utilizzato per creare

dei modelli partendo da zero”.

ANNO

2012

sistema fieLdbUs

e thermo-ChiLLer:

i nUovi prodotti smC

Tra le ultime novità di SMC ci sono il sistema Fieldbus centralizzato

della serie EX600 e il thermo-chiler HRS050-A. Originariamente progettata

per l’industria automobilistica, la costruzione modulare della

serie EX600 offre un grado elevato di flessibilità, comprese le opzioni

di ingresso digitale, uscita digitale e unità di ingresso analogico. Grazie

all’approccio modulare è possibile collegare fino a nove unità sullo

stesso manifold e ogni unità può essere installata con diversi dispositivi

di ingresso e uscita quali sensori di flusso e di pressione, flussostati

e pressostati, valvole e sensori magnetici. Sviluppato per soddisfare

le richieste di un thermo-chiler con maggiori prestazioni, il modello

HRS050- A ha una capacità di raffreddamento ad aria di 4.700 W,

offre una elevata stabilità della temperatura di ±0.1 ºC e la possibilità

di montaggio a parete. Inoltre è ora possibile ordinare i modelli HRS

con la funzione di erogazione

automatica

dell’acqua per assicurare

che i livelli del

fluido rimangano costanti,

e che eventuali

perdite durante il funzionamento

vengono

ripristinate attraverso

un’elettrovalvola automatica

collegata

all’attacco per il riempimento

del fluido.

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NUMERO

9


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www.mechanical-automation.com

Numero #9

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RedAzioNe simona Recanatini srecanatini@dodiciedizioni.it

segReTeRiA di RedAzioNe Pamela Pessina ppessina@dodiciedizioni.it

diRezioNe, RedAzioNe, ABBoNAmeNTi via carlo de Angeli 3 - 20141 milano

Tel. 0230575420 - Fax 0230575466

sede legAle via carlo de Angeli 3 - 20141 milano

diRezioNe commeRciAle sergio cirimbelli scirimbelli@dodiciedizioni.it

ResPoNsABile AReA lomBARdiA guido Rossi grossi@dodiciedizioni.it

ResPoNsABile AReA PiemoNTe Francesco sena fsena@dodiciedizioni.it

diRezioNe AmmiNisTRATiVA amministrazione@dodiciedizioni.it

uFFicio TRAFFico eleonora moroni digital@dodiciedizioni.it

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del Tribunale di milano n. 653 del 21.09.2005

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KABELSCHLEPP

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• Larghezze di catena da 6 a 2500 mm

• Peso proprio della catena da 44 gr a 600 kg per metro

• Dalle singole maglie sino ai sistemi completi pronti per il montaggio

KABELSCHLEPP ITALIA SRL

Via Massari Marzoli, 9 · I - 21052 BUSTO ARSIZIO (VA) · Tel: +39 0331 35 09 62 · Fax: +39 0331 34 19 96 · www.kabelschlepp.it

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