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2. Gelichi S., Il castello di Harim - Archeologia Medievale Venezia

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dubitabile che il <strong>castello</strong> si presenca come un palinsesto archicecconico, con almeno due principali fasi <strong>di</strong><br />

cince murarie e con una sequenza scorico-inse<strong>di</strong>aciva che inizia ben prima degli Ayubbi<strong>di</strong> e che prosegue<br />

oltre I'epoca mamelucca. Tra i risultati più interessanti della missione del 2001 vanno annoverare le in-<br />

dagini anche su depositi <strong>di</strong> età mamelucca ed otcomana, in gran parte rimossi in occasione dei primi re-<br />

stauri condotci sul cascello incorno agli anni '80 (KOSARA s.d.), che accescano comunque frequencazioni<br />

ruct'altro che cemporanee (sugli esici inse<strong>di</strong>acivi <strong>di</strong> quesco sico dopo l'epoca crociaca alcune informazioni<br />

<strong>di</strong> caraerere storico sono conrenute in VAN BERCHEM, FATIO 1913-1 5, I, p. 237 e KOSARA s.d.).<br />

Una prima incerprecazione della perio<strong>di</strong>zzazione (GELICHI 2000) deve essere, com'era owio, rivisca e<br />

non solo nei caracceri <strong>di</strong> deccaglio. Siamo inolcre ancora ben loncani da una definiciva comprensione<br />

delle fasi <strong>di</strong> occupazione del sito durante l'epoca post-classica: mancano del [urto informazioni sul pe-<br />

riodo compreso era la fine del IV e gli inizi del I11 millennio a. C. (il deposito più profondo indagato<br />

conciene materiali <strong>di</strong> questo periodo: iMAZZONI 2001, p. 44) e la piena epoca islamica e devono anco-<br />

ra essere messe a punco le scansioni cemporali e i caracceri delle occupazioni dall'XI-XII secolo fino ai<br />

nostri giorni (la fascia cronologica su cui si sta atcualmence lavorando).<br />

Lo scavo e una prima interpretazione della sequenza<br />

I1 cascello <strong>di</strong> <strong>Harim</strong> è costruiro sulla sommirà <strong>di</strong> un rilievo, in parce naturale e in parre artificiale, a for-<br />

ma <strong>di</strong> conoide pianeggiance, alco ca m 45. Si crova in prossimità <strong>di</strong> un abicaco dal quale è separato, sui<br />

laci sud ed esc, da un profondo fossaro tagliaco nella roccia. Negli anni '80 il cascello venne parzialmenre<br />

scavato (KOSARA s-d.) e restauri recenci hanno inceressaco la porra principale, il corridoio d'accesso, un<br />

bagno e il donjon (così definico già in VAN BERCHEM, FATIO 1913-15, I, p. 23 1, Fig. 139 D), cioè<br />

una scruccura forcificaca con caratceri residenziali ubicaca sulla sommicà esc del rilievo. Le pen<strong>di</strong>ci del ce11<br />

sono poi rivestite da un glacis che è meglio conservato sui versanti nord ed est.<br />

Un saggio praticato sul versance meri<strong>di</strong>onale ai pie<strong>di</strong> del ce11 (in un punco dove manca il glaczs: iMAZ-<br />

ZONI 200 1; iMAZZONI in GELICHI in stampa) ha messo in luce fasi <strong>di</strong> un'occupazione scabile daca-<br />

bile alla merà del I11 millennio, confermando quanro emergeva da precedenti sopralluoghi nel sito.<br />

Una conrinuicà <strong>di</strong> scanziamenco (a cui si deve accribuire in parre anche la formazione del deposiro) è<br />

congetcurabile, ma non esiscono al momento daci archeologici che ne evidenzino i caracceri. Non sono<br />

sufficienci a definirla i numerosi blocchi <strong>di</strong> riuso reimpiegaci nelle murature né le ceramiche <strong>di</strong> epoca<br />

romana e bizanrina crovare residue nei livelli <strong>di</strong> età islamica scavati sulla sommirà. Nel primo caso, era<br />

l'altro, si può pensare all'esiscenza <strong>di</strong> qualche e<strong>di</strong>ficio religioso o complesso residenziale nelle vicinanze<br />

piuccosco che sul ce11 scesso (conta KOSARA s.d.).<br />

In realrà la sequenza inizia, per quanro riguarda i resti murari ancora visibili e i dati archeologici derivati<br />

dall'analisi dei saggi finora aperti, con una serie <strong>di</strong> relicci struccurali e qualche livello d'uso (nell'ambien-<br />

ce 210 e in un saggio all'incerno del vano 19) che risultano cuccavia <strong>di</strong> incerca dacazione.<br />

Per quanco concerne i relitci scruccurali si cracca <strong>di</strong> una muracura, riconosciuta sul crinale esc del ce11<br />

(parzialmenre coperca dal glacis) e con andamento all'incirca rercilineo, che si connette con una sorca <strong>di</strong><br />

corre a pianra poligonale collocata in angolo tra i due versanci (quello orientale e meri<strong>di</strong>onale). Questa<br />

scruccura è palesemente coperca dal glacis ed obliterata dal donjon (vd. supra). Un aspecto che la caracte-<br />

rizza è il fatro <strong>di</strong> essere stata realizzara, quasi compleramenre, con blocchi a bugnaro, un particolare rec-<br />

nico-decorarivo che non si ritrova in altre muracure del <strong>castello</strong>, eccezion fatta per alcune porzioni del<br />

secondo muro <strong>di</strong> cinca (nella parce meri<strong>di</strong>onale) dove sono in palese funzione <strong>di</strong> reimpiego. Tuccavia I'u-

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