2. Gelichi S., Il castello di Harim - Archeologia Medievale Venezia
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so del bugnato, in questi territori, viene riferito sia alle architetture d'epoca crociata che a quelle d'am-<br />
bito musulmano (MARINO 1997, pp. 67-70) e dunque anche questo elemento non ci aiuta nel preci-<br />
sare la nostra cronologia. L'appartenenza <strong>di</strong> questa struttura ad un periodo anteriore alla prima cinta <strong>di</strong><br />
mura (vd. in@) resta dunque del tutto ipotetica.<br />
Alcuni livelli, rinvenuti nell'ambiente 210 (Fig. 2) e nel saggio all'interno del vano 19, sono risultati pa-<br />
lesemente anteriori o contemporanei alla prima cinta <strong>di</strong> mura ancora conservata. Le associazioni cerami-<br />
che documentano, in ambedue i casi, nude, invetriate da cucina e smaltate ver<strong>di</strong> monocrome (su questo<br />
tipo in particolare vd. inza). Sembrano invece assenti le Fritwarel, fatto questo che, se non deve ritenersi<br />
casuale, deve orientarci per una datazione piuttosto alta <strong>di</strong> questi primi livelli scavaci (ultimo quarto XI -<br />
prima metà XII!). In questo caso potrebbero essere riferibili al periodo <strong>di</strong> occupazione crociata del sito.<br />
La fase posteriore attesta la realizzazione della prima cinta <strong>di</strong> mura ancora conservata in alzato, con la<br />
porta principale ubicata ad ovest (poi inglobata nel periodo successivo) e un altro accesso presente nella<br />
zona nord del <strong>castello</strong>. Si tratta <strong>di</strong> strutture che si legano perfettamente tra loro, che documentano una<br />
notevole omogeneità costruttiva (una cortina muraria <strong>di</strong> fattura molto semplice realizzata in blocchi <strong>di</strong><br />
calcare che si palesano come prevalentemente <strong>di</strong> recupero) e che sono allineate a formare un sistema<br />
unitario. Questa cerchia <strong>di</strong> mura segue la cresta della sommità del te11 e dunque assume una forma irre-<br />
golarmente ellittica. Su questa cortina si aprono torri molto semplici, aperte verso l'interno e in genere<br />
<strong>di</strong> modeste <strong>di</strong>mensioni, <strong>di</strong>verse tra <strong>di</strong> loro e <strong>di</strong>sposte a <strong>di</strong>stanza non regolare. Tra le torri, nella cortina<br />
muraria, si aprono finestre <strong>di</strong> forma rettangolare allungata senza strombature evidenti. Livelli in fase<br />
con questa cinta <strong>di</strong> mura (sempre dall'ambiente 210) restituiscono associazioni ceramiche dove compa-<br />
re anche Fritware I. Si può supporre che questa cinta <strong>di</strong> mura sia riferibile alle ricostruzioni operate a<br />
seguito della riconquista del sito da parte <strong>di</strong> Nur Ad-Din (dopo la metà del secolo XII).<br />
È verosimile che in questa fase si possa collocare anche la realizzazione <strong>di</strong> una qualche struttura abitativa<br />
nell'area del donjon, ma non abbiamo per il momento elementi per certificare questa ipotesi.<br />
Le attività seguenti sono caratterizzate dalla realizzazione <strong>di</strong> una serie cospicua <strong>di</strong> fabbriche, tra cui, la<br />
principale, un nuovo circuito <strong>di</strong> mura. La porta viene mantenuta nella stessa posizione della precedente,<br />
ma l'accesso è strutturato in forma più complessa, con la realizzazione <strong>di</strong> un percorso obbligato protetto<br />
da due torri. La nuova cerchia viene ad inglobare in molti punti quella più antica e lo spazio <strong>di</strong> risulta<br />
tra le due è poi frazionato con lo scopo <strong>di</strong> ottenere una serie <strong>di</strong> ambienti.<br />
È possibile che in questa stessa fase si sia proceduto anche alla costruzione del corridoio d'accesso volta-<br />
to, l'asse <strong>di</strong> transito che in senso est-ovest percorre tutto il <strong>castello</strong> fino ad arrivare al donjon e sul quale<br />
si aprivano tutta una serie <strong>di</strong> ambienti (alcuni ancora interrati) e <strong>di</strong> botteghe (questa è l'interpretazione<br />
<strong>di</strong> KOSARA s.d., in analogia con quanto presente nella cittadella <strong>di</strong> Aleppo). Sempre a questo Periodo è<br />
possibile attribuire l'e<strong>di</strong>ficazione del donjon, come lo ve<strong>di</strong>amo oggi, anche se i rapporti tra le strutture <strong>di</strong><br />
quest'ultimo e quelle appartenenti alla seconda cerchia sono in realtà piuttosto <strong>di</strong>fficili da cogliere, dal<br />
momento che l'unico punto in cui le due strutture si raccordano è stato compromesso da un recente in-<br />
tervento <strong>di</strong> restauro. I1 donjon attesta una serie <strong>di</strong> ambienti voltati, alcuni <strong>di</strong>chiaratamente <strong>di</strong> carattere<br />
residenziale, e un piccolo bagno al centro. Sul versante settentrionale questo complesso presenta, sul pa-<br />
ramento esterno, degli elementi decorativi del tipo a finte colonne (MARINO 1997, pp. 70-75), come<br />
si ritrovano, ad esempio, sulla torre del lato meri<strong>di</strong>onale e sulla torre d'entrata della cittadella <strong>di</strong> Aleppo.<br />
Anche tutta quanta l'area 200 (una serie <strong>di</strong> ambienti comunicanti ubicati sul versante nord-est del com-<br />
plesso poco prima del donjon) (Fig. 3) potrebbe essere stata sistemata in questo periodo; come in questo<br />
periodo dobbiamo assegnare la realizzazione <strong>di</strong> un bagno (in prossimità a sua volta dell'area 200) a cui