2. Gelichi S., Il castello di Harim - Archeologia Medievale Venezia
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In generale i tipi ceramici più ricorrenti sono Frinuare e graffite policrome. Le Fritware rinvenute nei<br />
saggi, con l'eccezione <strong>di</strong> qualche esemplare, sono prevalentemente molto frammentarie e <strong>di</strong>fficili da <strong>di</strong>-<br />
stinguere tra i vari tipi (vd. TONGHINI 1998), peraltro tutti attestati, compreso tar<strong>di</strong> esemplari del<br />
periodo mamelucco.<br />
Le graffite policrome (Fig. 5) sono state trovate, per il momento, solo nei livelli superficiali dei sondaggi<br />
nelle aree 210 e 19 e all'interno della moschea, nelle fasi <strong>di</strong> riutilizzo dell'ambiente. Queste ceramiche<br />
sono caratterizzate da forme aperte con decori in genere vegetali o geometrici e l'uso <strong>di</strong> tre colori: il ver-<br />
de, il bruno e il giallo ferraccia. Insieme alle ceramiche graffìte compaiono anche le ingobbiate monocro-<br />
me. La collocazione stratigrafica conferma l'ipotesi che si tratta <strong>di</strong> prodotti non anteriori al XIII secolo.<br />
Le ceramiche invetriate si possono <strong>di</strong>videre in due categorie: le invetriate (in genere parziali) da fuoco,<br />
cioè recipienti come casseruole o olle ansate realizzate in impasti piuttosto fini; le invetriate da mensa<br />
monocrome (in genere forme aperte molto simili a quelle delle ingobbiate: vd. infia).<br />
Numerose sono anche le ceramiche nude, sia depurate (anfore, brocche etc.) (Fig. G), sia con impasti<br />
più grossolani e decorate in bruno. Si tratta, in quest'ultimo caso, <strong>di</strong> un tipo <strong>di</strong>ffuso in tutta l'area siro-<br />
palestinese (HiMGPW: JOHNS 1998). Come nel caso delle graffite queste ceramiche non sono state<br />
rinvenute ad <strong>Harim</strong> in contesti anteriori al XIII secolo.<br />
Nei livelli <strong>di</strong> epoca più tarda provengono anche numerose pipe in terracotta e bombe.<br />
I1 futuro <strong>di</strong> Harirn<br />
<strong>Il</strong> progetto su <strong>Harim</strong> si muove su <strong>di</strong>versi binari. Sul piano archeologico l'obbiettivo prioritario è quello<br />
<strong>di</strong> pervenire a buone sequenze stratigrafìche dei materiali e delle tecniche costruttive, sia per meglio da-<br />
tare le fasi inse<strong>di</strong>ative in<strong>di</strong>viduate, sia per realizzare una banca dati da relazionare, nel futuro, con conte-<br />
sti simili.<br />
Le vicende <strong>di</strong> questo <strong>castello</strong>, che si cercheranno <strong>di</strong> delineare nella lunga durata, saranno poi da mettere<br />
a confronto con lo sviluppo del territorio circostante. <strong>Harim</strong> costituì indubbiamente un fortilizio im-<br />
portante nel quadro del contesto geo-politico e militare <strong>di</strong> questi territori durante l'epoca crociata; ma,<br />
in momenti <strong>di</strong>versi, rappresentò (insieme al villaggio che gli si formò intorno) anche un centro demico-<br />
inse<strong>di</strong>ativo da stu<strong>di</strong>are nel quadro del popolamento d'epoca islamica <strong>di</strong> queste zone.<br />
Per quanto conservato a livello <strong>di</strong> rudere, il <strong>castello</strong> mantiene intatto gran parte del suo valore architet-<br />
tonico che andrà dunque, se possibile, ulteriormente recuperato e preservato per il futuro. I1 progetto <strong>di</strong><br />
restauro, iniziato dai siriani nei primi anni '80 ed ora interrotto, prevedeva la consewazio-<br />
ne <strong>di</strong> tutta una serie <strong>di</strong> strutture murarie e il ripristino <strong>di</strong> numerosi ambienti nel tempo danneggiati ed<br />
interrati. L'intervento archeologico sta interagendo con questo progetto, non solo nel senso <strong>di</strong> favorire<br />
l'ulteriore acquisizione <strong>di</strong> spazi attraverso la rimozione <strong>di</strong> depositi, ma anche nel fornire dati scientifici<br />
che, contribuendo alla storia del sito, ne contestualizzino meglio le finalità <strong>di</strong> recupero. In tal senso si<br />
sta prowedendo anche ad una analisi del contesto ambientale nel quale il "rudere" si trova inserito. Un<br />
piano <strong>di</strong> recupero dovrà tenerne conto se si vorrà inserire il futuro <strong>di</strong> <strong>Harim</strong> in un percorso <strong>di</strong> cono-<br />
scenza e <strong>di</strong> valorizzazione.