ANDROLOGICAL SCIENCES - Jas - Journal of ANDROLOGICAL ...

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XXVII Congresso Nazionale SIA - Fiuggi 2011

aderenza alle cellule eucariotiche. Recentemente si è evidenziato

che l’organismo conosciuto correntemente come

Ureaplasma urealyticum può esser diviso in due specie diverse:

U. parvum (precedentemente U. urealyticum biovar 1)

e U. urealyticum (precedentemente U. urealyticum biovar 2);

quest’ultimo è stato differenziato da Ureaplasma parvum-

Up. Il nostro studio conferma l’elevata prevalenza (18,6%)

dei micoplasmi del genere Ureaplasma nei pazienti con CP/

CPPS. Questa prevalenza è spiegabile con la loro capacità

di formazione dei biofilm che protegge le cellule micoplasmiche

dagli antibiotici e dalle difese immunitarie. Inoltre,

pone la PCR quale metodo di scelta per il rilevamento degli

ureaplasmi e dimostra la presenza prevalente di Up in questi

pazienti.

Lo studio ha avuto finanziamenti: No

C8

Integrità del DNA spermatico nelle gravidanze

spontanee

D.D. Montagna * , S. Pinto Provenzano * , G.A. Coppola * ** ,

V. Caroli Casavola * ** , I. Ortensi * ** , L. Coppola

* TECNOMED Centro Medico Biologico, Nardò (Lecce); ** Servizio

di Andrologia e Criobiologia della Riproduzione Umana,

Casa di Cura “Fabia Mater”, Roma

Introduzione

Molte evidenze in letteratura hanno messo in relazione le

alterazioni del DNA spermatico con condizioni di infertilità

e con una maggiore incidenza di aborti precoci, anche in

donne sottoposte a tecniche di PMA. Per frammentazione

del DNA spermatico, o DFI (DNA Fragmentation Index), ci si

riferisce ad alterazioni del materiale genetico contenuto nello

spermatozoo che lo rendono incapace di innescare o portare

a termine il processo di fertilizzazione dell’ovocita. Abbiamo

10

* **

valutato l’influenza del DFI su gravidanze spontanee e portate

a termine.

Materiali e metodi

Tra il 2009 ed il 2011 abbiamo analizzato i dati relativi a 47

gravidanze insorte spontaneamente e portate a termine in

coppie afferite al nostro Centro per inquadramento andrologico.

In particolare abbiamo registrato il DFI prima della positivizzazione

delle μHCG, il DFI iniziale di pazienti sottoposti a

terapia andrologica, il tempo intercorso tra esame di controllo

e ottenimento della gravidanza, ed infine i parametri seminali

di routine. La valutazione del DFI è stata effettuata mediante

SCD test con lettura computerizzata.

Risultati

Nella quasi totalità dei partner è stato rilevato un DFI nella

norma. Le gravidanze sono insorte per un valore di DFI pari

a 15,7% ± 4,8 entro 1 anno dall’ultima valutazione (in media

5 mesi). In 2 uomini è stato riscontrato un DFI superiore alla

soglia ritenuta fisiologica. 19 pazienti presentavano una storia

di frammentazione con livelli patologici rientrati nel range di

normalità dopo terapia andrologica. Utile sottolineare che non

abbiamo riscontrato omogeneità dei parametri dello spermiogramma

di base. Sono state registrate, infatti, gravidanze a

termine anche in caso di oligoastenoteratozoospermia.

Conclusioni

Queste osservazioni confermano che l’integrità del DNA

spermatico è un fattore determinante nell’insorgenza di una

gravidanza. Inoltre, nella valutazione laboratoristica del liquido

seminale, lo studio del DNA spermatico sembra avere un

ruolo predittivo superiore rispetto a parametri dello spermiogramma

di base. Le osservazioni condotte concordano con

altre in cui abbiamo evidenziato che un alto DFI è associato a

infertilità di coppia, riduzione dei tassi di impianto in vivo ed in

vitro, ed abortività. Alla luce di tali dati riteniamo che l’integrità

del DNA spermatico sia un parametro seminale che dovrebbe

essere determinato di routine.

Lo studio ha avuto finanziamenti: No

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