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XXVII Congresso Nazionale SIA - Fiuggi 2011

V6

Allungamento del pene con originale incisione

della tunica albuginea e traslazione a “slitta” dei

segmenti

L. Rolle 1 , C. Ceruti 2 , M. Timpano 2 , O. Sedigh 2 ,

E. Galletto 3 , M. Falcone 4 , D. Fontana 5

1 Ricercatore Universitario, 2 Dirigente Medico di I livello, 3 Medico

specializzando, 4 Frequentatore, 5 Dirigente Medico di II

livello, Dipartimento di Discipline Medico Chirurgiche, Università

di Torino, Divisione Universitaria di Urologia II, Azienda

Ospedaliera “San Giovanni Battista”, Torino

Introduzione

La malattia di La Peyronie é caratterizzata dalla formazione

di lesioni cheloidee a livello della tunica albuginea del pene

che condizionano la comparsa di una triade sintomatologica,

caratterizzata nelle forme tipiche da dolore al pene in erezione

(sintomo precoce ed incostante), deformità del pene, disfunzione

erettile.

Maggiori problemi pone il trattamento dell’accorciamento

dell’asta.

Materiali e metodi

Presentiamo un caso di un paziente affetto da induratio penis

plastica con grave accorciamento del pene, secondario alla

malattia stessa e ad un pregresso intervento di Nesbit per la

correzione della curvatura eseguito presso un altro centro.

La correzione del grave accorciamento e della concomitante

disfunzione erettiva è avvenuta mediante originale complessa

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incisione dell’albuginea e posizionamento di impianto protesico.

Abbiamo proposto al paziente un intervento originale, consistito

nell’impianto di protesi peniena non gonfiabile, dopo

un’incisione complessa dorso-ventro-laterale della tunica

albuginea e scorrimento “a slitta” dei due segmenti ottenuti.

Risultati

L’intervento descritto ci ha permesso di ottenere un reale allungamento

del pene di circa 4 cm, dai 9 cm iniziali, misurati

all’angolo pubo-penieno a pene stirato, ai 13 cm finali.

Il tempo operatorio è stato di 2 ore e 50 min. Nel post operatorio

non si sono verificate complicanze.

Il paziente è stato dimesso dopo 48 ore di degenza.

Conclusioni

Questo tipo di intervento presenta, secondo la nostra opinione,

alcuni vantaggi rispetto ad altre tecniche tradizionali. La

possibilità di stabilizzare la struttura del pene e la sua definitiva

lunghezza, applicando subito dei punti di sutura sulle due incisioni

trasversali permette di eseguire la dilatazione dei corpi cavernosi

in tutta tranquillità, senza il rischio di pericolose trazioni

longitudinali sul fascio vasculonervoso dorsale o sull’uretra, che

potrebbero essere addirittura danneggiate o lacerate. Per lo

stesso motivo risulta estremamente agevole la sutura dei due

innesti che vengono confezionati e posizionati con la consueta

tecnica utilizzata nella chirurgia di placca. Non è necessario

eseguire un ulteriore corporotomia per la dilatazione dei corpi

cavernosi, per il posizionamento dei cilindri protesici, in quanto

questa viene agevolmente eseguita attraverso l’incisione.

Lo studio ha avuto finanziamenti: No

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