ANDROLOGICAL SCIENCES - Jas - Journal of ANDROLOGICAL ...

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Case 1

Penile modelling pre-inserimento di protesi idraulica:

primo caso

E.S. Pescatori * ** , B. Drei *

* Servizio di Andrologia, Hesperia Hospital, Modena; ** UO Andrologia,

SISMER, Bologna

Introduzione

Il penile modelling, o “manovra di Wilson”, è comunemente

impiegato per correggere curvature acquisite nel contesto

dell’inserimento di una protesi idraulica. Tale manovra non è

scevra da potenziale impatto negativo sugli elementi dell’impianto

protesico, determinato dalle iperpressioni intraprotesiche

prodotte.

Obiettivi

Verificare la fattibilità di penile modelling su erezione idraulicamente

indotta, prima dell’inserimento di protesi idraulica.

Caso clinico

Paziente di 55 anni con deficit erettile secondario a prostatectomia

radicale eseguita 18 mesi prima in altra sede. Dopo

6 mesi di utilizzo di farmacoprotesi intracavernosa: curvatura

peniena dorsolaterale sinistra con deformazione ad emiclessidra

ed instabilità in erezione tale da rendere inaccettabile la

qualità del rapporto. Programma: protesi idraulica bicomponente

e consensuale correzione di curvatura.

Risultati

Intervento chirurgico. Veniva determinata erezione idraulica,

mantenuta con laccio alla base del pene, che evidenziava curvatura

dorsolaterale sinistra tra III medio e III basale di circa

30°. Veniva attuata la classica manovra di Wilson ma su pene

a massima rigidità idraulicamente indotta, e non su protesi

idraulica attivata. Tale manovra (vigorosa piegatura del pene

a massima rigidità in direzione opposta alla curvatura, per 60

sec.) veniva ripetuta tre volte. Veniva solo successivamente

inserita protesi idraulica bicomponente (Coloplast Excel), con

risultante ottimo raddrizzamento delle due componenti (dorsale

e laterale) della curvatura.

A 5 mesi di follow-up il paziente riferisce pene diritto a protesi

attivata e piena soddisfazione della propria vita sessuale.

Conclusioni

Il presente caso clinico costituisce la prima attuazione di

penile modelling su erezione idraulicamente indotta, invece

che su protesi idraulica attivata. Nel nostro caso la procedura

è stata coronata da successo. Qualora una casistica congrua

confermasse il nostro primo riscontro la nostra modifica alla

manovra di Wilson potrà essere impiegata laddove oggi la

classica manovra è controindicata (protesi idrauliche con cilindri

di sezione ridotta), scarsamente efficace (protesi bicomponenti

per la limitata rigidità alla attivazione) o impossibile

(protesi monocomponenti). Potrà inoltre essere considerata

una prima scelta rispetto all’originale manovra di Wilson alla

luce di rischio assente sull’integrità strutturale delle protesi

idrauliche tricomponenti.

Lo studio ha avuto finanziamenti: No

40

clinical cases

Journal of Andrological Sciences 2011;18:40-44

Case 2

Priapismo una complicanza dopo adenomectomia

prostatica trans vescicale (ATV): un caso

clinico e revisione della letteratura

L. Dell’Atti, G. Ughi, G.P. Daniele, G.R. Russo

UO Urologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Arcispedale

“S. Anna”, Ferrara

Introduzione

L’incidenza di priapismo (Pr) a seguito di chirurgia urologica è

rara. Vi presentiamo il primo caso di Pr conseguente ad ATV.

Caso clinico

Giunge alla nostra osservazione un paziente di 76 anni riferendo

ricorrenti e dolorose erezioni notturne, esacerbatesi

in posizione supina, non associate a stimolazione sessuale,

comparse dopo circa 6 mesi dalla ATV per IPB. Il paziente non

presentava disturbi minzionali di tipo irritativo ed ostruttivo, è

stato sottoposto a studio con eco color-doppler penieno ed

emogas analisi dei corpi cavernosi dove si riscontra un sospetto

di Pr ad alto flusso da fistola artero-venosa (FA-V) alla

base del corpo cavernoso di destra.

Risultati

Al paziente viene quindi eseguita arteriografia selettiva dell’arteria

ipogastrica, che ha rivelato la presenza di FA-V tra l’arteria

pudenda destra e la radice dei corpi cavernosi, pertanto

si è proceduto ad embolizzazione selettiva di un ramo interno

dell’arteria pudenda di destra con microbolle (Mi). A distanza

di 3 mesi il problema persiste, viene somministrata terapia

con ciproterone acetato con scarso risultato e mal tollerabilità

del paziente al trattamento.

Si esegue una nuova arteriografia selettiva dell’arteria pudenda

interna, che conferma la presenza di FA-V di rami distali

dell’arteria dallo stesso lato e pertanto si procede a nuova

embolizzazione selettiva dei rami distali con Mi. Dopo circa

5 mesi il paziente presentava ancora episodi ricorrenti di Pr,

un nuova embolizzazione selettiva con Mi è stata eseguita

dopo arteriografia a livello di alcuni rami pudendi interno di

otturatorio di sinistra dove è stata dimostrata una recidiva di

fistolizzazione con la radice del corpo cavernoso.

Il paziente a distanza di 2 mesi riferiva episodi di dolore al

gluteo sinistro, senza remissione di Pr. Eseguito nuovo studio

con color-doppler si repertava una velocità di picco sistolico

con valori di 40 cm/sec in corrispondenza ad una lacuna

vascolare intracavernosa alla radice del pene con evidenti

fenomeni di turbolenza e con spettro ad alta velocità da riferire

a FA-V rifornita.

Conclusioni

Il paziente è stato candidato dopo stesura di un adeguato

consenso informato alla legatura chirurgica delle arterie cavernose

alla radice del pene.

Nella nostra revisione della letteratura l’embolizzazione superselettiva

dell’arteria cavernosa è un trattamento sicuro ed

efficace per il Pr ad alto flusso. L’utilizzo di Mi ha portato un

grande successo all’embolizzazione con preservazione della

funzione erettile, in particolare nel trattamento di una fistola

arteriosa unilaterale in un paziente giovane, ma ciò a volte nei

pazienti anziani può non esser efficace come nel nostro caso.

Lo studio ha avuto finanziamenti: No

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