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Fermi, in Italia solo fermi…

Come noi tutti sappiamo, Enrico Fermi è colui che,

grazie alle molte e molto importanti scoperte in ambito

nucleare, si guadagnò nel 1938 il Nobel per la fisica.

Ma non tutti sanno che il suo fu uno dei più gravi

episodi di fuga di cervelli

l'acceleratore Cockcraft - Walton

dall’Italia all’estero.

Lo scienziato italiano aveva formulato una teoria del

tutto nuova ed importante, ma aveva bisogno di

constatare la veridicità delle proprie congetture. Ma per

fare ciò aveva bisogno di un potente (per l’epoca)

acceleratore di particelle. Nel novembre 1936, Fermi e

Domenico Marretta, direttore dell'Istituto di Sanità

pubblica, presentarono la proposta per realizzare un

acceleratore di tipo Cockcraft-Walton da 1MeV,il quale

doveva realizzarsi presso l'Istituto di Sanità pubblica (

viene tuttora utilizzato in ambito terapeutico).

Fermi motivò la richiesta di tale strumento con un documento ufficiale che

dice:

«Le ricerche sulla radioattività hanno avuto negli ultimi anni, presso tutte le

nazioni civili, uno sviluppo eccezionalmente intenso e fecondo. Questo

movimento non accenna in alcun modo a declinare, ma tende anzi a

estendersi a nuovi e vasti campi non solo della fisica, ma anche della

chimica e della biologia. L'Italia ha avuto finora un ruolo preminente in queste

ricerche [...]. D'altra parte la tecnica radioattiva ha potuto impiegare in gran

parte come sorgenti primarie le sostanze radioattive naturali, così che i

mezzi ordinari di un laboratorio fisico universitario hanno potuto, con limitati

aiuti esterni, essere sufficienti allo sviluppo delle ricerche. Accanto alla

tecnica delle sorgenti naturali si è andata sviluppando in tutti i grandi paesi

esteri quella delle sorgenti artificiali. [...] Queste sorgenti hanno intensità

migliaia di volte superiore a quelle delle sostanze naturali. È chiaro come

queste circostanze rendano vano pensare ad un'efficace concorrenza con

l'estero se anche in Italia non si trova il modo di organizzare le ricerche su un

piano adeguato.»

e continuava sottolineando che:

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