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2° parte - Udine Cultura

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2° parte - Udine

La fauna: gli invertebrati MARIA CRISTINA GAMBI · CARLA MORRI ■ La fauna vagile ad invertebrati Per fauna vagile si intende l’insieme delle forme animali mobili, capaci cioè di attivi spostamenti autonomi, e sedentarie capaci comunque di movimento anche se piuttosto limitato nello spazio o nel tempo. In questa sezione ci occuperemo della componente ad invertebrati della fauna vagile che con- Antedon mediterranea su posidonia tiene molte delle specie più tipiche che sono associate con notevole fedeltà ecologica ai sistemi a fanerogame marine in generale e a posidonia in particolare, soprattutto nel comparto dello strato fogliare. La fauna vagile raggruppa uno spettro molto ampio di organismi appartenenti a diversi phyla con caratteristiche morfologiche e dimensionali, richieste ecologiche e ruolo funzionale, molto diversi tra loro. Molte specie della fauna vagile presenti nei sistemi a fanerogame marine si rinvengono, tuttavia, anche in altri habitat vegetati, quali le macroalghe fotofile o anche il coralligeno e quindi sono organismi altamente criptici e nel complesso ad habitus soprattutto erbivoro o erbivoro-detritivoro. I primi studi relativi alla fauna vagile associata a posidonia e ad altre fanerogame di minori dimensioni, che chiameremo “piccole” fanerogame (Cymodocea, Zostera, Nanozostera e Halophila), sono stati condotti dalla scuola francese intorno alla metà degli anni ’60. A queste ricerche si affiancano attualmente una serie di numerosi studi effettuati soprattutto lungo le coste di Italia e Spagna. Ancora poco conosciuta è la fauna associata a questi sistemi nel Mediterraneo orientale, anche se ultimamente alcuni nuovi dati sono disponibili per le coste di Grecia, Turchia e Tunisia. Dal punto di vista metodologico il campionamento della fauna vagile è molto complesso, a volte poco selettivo, e molto variabile e difforme tra i diversi ricercatori. Per lo strato fogliare il metodo più usato è il retino manovrato da un operatore in immersione che con dei colpi energici alla base dei rizomi viene passato sul manto fogliare. Il retino rappresenta una metodologia semi-quantitativa che una volta standardizzata permette di effettuare analisi comparative affidabili. Per la fauna di maggiori dimensioni o a notevole Il riccio Sphaerechinus granularis e alghe sciafile su rizomi di Posidonia oceanica 53

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