Edizione n°4 - SESTOUNOnews

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Anno VI - N. 4

12 maggio 2008

SESTOUNOnews

PERIODICO DI ATTUALITÀ, CULTURA, POLITICA E CRONACA

DIRETTORE RESPONSABILE: Alessandro Fede Pellone

DIRETTORE DI REDAZIONE: Pino Cappellani

REDAZIONE: Mariuccia Scarano, Roberto Vaini

Adesso è tempo

di governare

di Vincenzo Di Cristo

Terminato il momento dei

pronostici, degli editoriali

e dei dati

relativi alle recenticonsultazioni

elettorali,

finita la fase di

esultanza per il

risultato, a mente

stanca ma

sgombra, è il

tempo di passare

a qualche riflessione.

Gli Italiani hanno

scelto con

chiarezza i loro

amministratori;

il PDL ha l’opportunità di governare

senza i freni dell’area centrista,

con lo sprone della Lega e con

Alleanza Nazionale.

Anche l’area della futura opposizione

è stata sottoposta ad un severo

dimagrimento. A Veltroni

non è riuscito il miracolo, non si

può fare… La sinistra radicale,

formata da partiti e partitelli, che

ha avuto solo un ruolo immobilizzatore

e di disturbo per lo scorso

Governo e direi per gli italiani

tutti, non c’è più. Complice di

quest’ultimo risultato Romano

Prodi su tutti, il quale dopo IRI e

Cirio, è riuscito in breve tempo

laddove anche la storia e Silvio

Berlusconi non erano riusciti a

dare il colpo di grazia al comuni-

smo in Italia. Chapeau!!!

Ora è tempo di governare e governare

bene, seriamente, con perizia,

responsabilità e giudizio. Lo

chiedono l’elettorato e la situazione

drammatica nella quale

versa il nostro Bel Paese.

Le giuste priorità del nuovo Governo

sono note a tutti e indicate

nella “Lettera agli Italiani” di Berlusconi.

Ci sono dei punti, al di là

della condivisione completa dei

temi enunciati, che ritengo fondamentali

affrontare nella giusta maniera,

quasi chirurgicamente, per

ridurre il divario con gli altri Paesi

europei. Le grandi riforme, da

quella Costituzionale, da riprendere

dal punto nel quale si era bruscamente

interrotta (così da dare

anche vita ad un reale federalismo

fiscale), a quella degli Enti Locali.

CONTINUA A PAGINA 2

DIRETTORE EDITORIALE: Marialuisa Scaletti

STAMPA: Tipografica Sociale - Viale Europa 12, Monza

TIRATURA: 33.200 copie

di Avv. Antonio Lamiranda

In questi ultimi mesi è tornato

prepotentemente in discussione

nell’ambito della politica

sestese, ma non solo, il tema dell’interramento

della linea ferroviaria

che attraversa e spacca il

territorio cittadino. Un problema

secolare, che ora, in occasione del

piano d’intervento integrato di riqualificazione

sulle aree ex Falck,

deve trovare necessariamente soluzione.

L’idea non è nuova – vedi

i non recentissimi studi dell’arch.

Dario Weller – però è irripetibile il

momento storico. L’ipotesi del

tunnel ferroviario affascina e mo-

FONDATO NEL 2003

REGISTRAZIONE: Tribunale di Milano - n. 630 del 3.11.2003

REDAZIONE: Via Saint Denis, 9 - 20099 Sesto San Giovanni (MI)

sestounonews@tiscali.it - www.sestounonews.com

bilita i più svariati

interessi

locali (associazioneimprenditori

Nord

Milano – commerciantisestesi

– forze

politiche) e

deve spingere l’Amministrazione

comunale a fare bene e presto.

L’intervento è necessario, ma non

può essere affrontato dall’attuale

amministrazione semplicemente

con uno studio di fattibilità, di cui

ne esistono già svariati. L’azione

di studio e progettazione deve

coinvolgere anche altri soggetti in-

Donare il 5x1000 non è

una tassa, ma una scelta

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Associazione no profit,

oltre la firma, occorre

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COPIA GRATUITA

Interramento ferrovia

Una scelta obbligata, un’opportunità irrinunciabile

Hanno partecipato gli assessori

Giuseppe Valeriano, Vincenzo

Amato ed il comandante della

Polizia Locale Pietro Curcio.

Nella serata del 22 aprile,

presso la sede del Quartiere

1 Rondò-Torretta si

è svolta un’assemblea pubblica

per dibattere uno spinoso e ormai

datato problema: i rumori molesti

prodotti dai giovani nel giardino pubblico posto

all’angolo tra via Rovani e via Pisacane. Sono intervenuti

il Presidente del Quartiere 1, Claudio

Torriani, l’assessore Giuseppe Valeriano, l’assessore

Vincenzo Amato e il Comandante della Poli-

teressatiattraverso la creazione

una

conferenza di

servizi sovracomunale

tra

l’Amministrazione

sestese, la

società RFI

proprietaria della rete ferroviaria,

la Provincia di Milano e Monza, la

Regione Lombardia, i Comuni di

Milano, Monza e del Nord Milano,

le associazioni imprenditoriali

e commerciali locali ed infine

il proprietario dell’area Falck.

CONTINUA A PAG. 2

Nessun dorma! Siamo Giovani

Assemblea pubblica Quartiere 1 del 22/04/08

Sesto e l’ossessione delle fabbriche

di Avv. Francesco L. Cerchia

Le fabbriche e le industrie pesanti che

hanno caratterizzato la storia della città

nel Novecento sono scomparse ormai

da decenni, ma non sfugge ad un attento osservatore

che l’Amministrazione Comunale

continua a guardare al passato facendone il filo

conduttore per la città del futuro.

Il Sindaco e la Giunta comunale,

legati idealmente a

quella realtà operaia, rossa,

che rese famosa Sesto come la

“Stalingrado d’Italia”, sembrano

animati da una vera e

propria “ossessione” di mantenere

vivo il ricordo della città delle fabbriche,

facendone una sorta di bandiera del

futuro.

Un ulteriore tassello di questo disegno superato

dai tempi è stato la riattivazione della sirena

di fine turno della ex Falk in via Mazzini,

che quotidianamente suona a tutto volume a

mezzogiorno per 40 secondi.

Associato ANACI n° 1909

Amministrazione immobili e Consulenze

Via Dante, 105 - 20099 Sesto San Giovanni (Milano)

Tel. 02-24.40.03.43 - Fax. 02-26.22.57.87

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Il Sindaco Oldrini, rispondendo ad un interrogazione

in merito fatta in Consiglio Comunale

in seguito alle lamentale di alcuni residenti

della zona, ha spiegato e difeso la

scelta dichiarando di voler mantenere

la memoria collettiva del passato operaio

e delle sirene delle fabbriche, che

per decenni hanno scandito la vita dei

sestesi. E’ giunta l’ora di lasciare ai

libri di storia le sirene ed il passato indubbiamente

glorioso della nostra

città, concentrandoci sui problemi attuali

dei cittadini ed in particolare la sicurezza,

il traffico, l’inquinamento ambientale ed acustico,

riguardo al quale è giunto il momento di

discutere seriamente dell’interramento della

ferrovia, causa di un frastuono assordante e

nocivo alle quiete e alla salute di tutti.

RICERCA PERDITE con

zia Municipale, Pietro Curcio.

Quest’area verde è stata sistemata

e aperta al pubblico quattro

anni fa: è un vero salottino, con

alberi in fiore, panchine, giochi.

Gli abitanti della zona - adulti e

bambini - hanno finalmente un

angolo verde a disposizione e alcuni

pensionati si dedicano da

volontari a ripulirlo e a tenerlo

in ordine. Presto però vi è “emigrato”

un gruppo di giovani, che fino ad allora

aveva frequentato, arrecando grande disturbo ai

condomini vicini, il piccolo parco della vicina via

Magenta.

CONTINUA A PAG. 5

CONTINUA A PAGINA 2

SOMMARIO

Attualità

È nato

un Circolo delle Libertà

A pagina 9

Esteri

La questione

Israele/Palestina

A pagina 10

Politica

La politica del “Fare”

A pagina 4

Sicurezza

L’abuso sessuale

sui minori in famiglia

A pagina 8

Assistenza e consulenza a gestori, studi tecnici ed Amministratori di fabbricati

e condomini per la ricerca ed individuazione immediata di perdite da tubazioni

ed infiltrazioni in genere su terrazzi e balconi con tecnologia all’infrarosso.

REMI snc - Via Puricelli Guerra, 209 - 20099 Sesto S. Giovanni (Mi)

Tel: 02-22.47.16.05 - 347-07.26.184 - e- mail: remisesto@tele2.it


SESTOUNOnews

Quest’ultima auspico non venga interpretata

con demagogia, come fa ad

esempio il Prof. Ichino, che probabilmente

non ha mai trascorso di persona tempo

in un Comune o in una Provincia e identifica

i “fannulloni” solo nei dipendenti, nella

“truppa”, senza mai citare i dirigenti della

Pubblica Amministrazione, che dovrebbero

controllare e coordinare con una responsabilità

diretta sull’operato, in cambio spesso di

un salario faraonico. Addirittura alcuni amministratori

vedono negli Enti locali un forziere

da scardinare e utilizzare come moneta

di scambio per i propri fini personali (assunzioni,

contributi e consulenze in cambio di

voti o addirittura con un ritorno economico).

Al fine della riforma della P.A. sarebbero auspicabili

l’introduzione di un sistema incentivante

basato su meriti reali, valutati da nuclei

autonomi e non su simpatie o appartenenze

politiche, la revisione del sistema di accesso,

Interramento della ferrovia

Si auspica che non ci si appigli all’alibi degli alti

costi di realizzazione (circa 400 milioni di

Euro) per bloccare l’opera. Occorre concretezza

ed una politica del fare che imponga tempi certi

di sviluppo della città e del progetto tunnel. Solo così

le risorse economiche arriveranno.

E si auspica anche che non venga approvato il progetto

Piano di risanamento delle aree Falck così

com’è, soprattutto, senza la variante dell’ipotesi tunnel

ferroviario. E’ evidente che con la realizzazione

del tunnel (meno di tre anni di lavori), l’asse viario

parallelo alla ferrovia e la stazione ponte prevista nel

progetto Piano diverrebbero inutili, così come la rambla

di viale Italia, che potrebbe essere tranquillamente

spostata sulla sede ferroviaria liberata. Non vorremmo

che l’Amministrazione guardando all’oggi e non al

domani approvi un progetto di riqualificazione che a

posteriori risulterà inutile per la città di Sesto San Giovanni

e che non raccorderà la città costruita con quella

da costruire, come accaduto già con altri progetti (vedi

piazza Oldrini). L’Amministrazione ha annunciato

che nell’anno 2009 verrà dato inizio ai lavori di costruzione

della stazione ponte. I tempi sono inverosimili,

considerato che deve essere ancora approvato in

Comune il P.G.T. (non prima di novembre 2008) e poi

il P.I.I. Falck (nel 2009 se tutto va bene), ma non vorremmo

che l’inizio dell’opera venga usato da alcuni

assessori o parte della sinistra contrari all’opera, come

di Pica-pau

Ci sono quelli da noi, e sono tanti,

che il lavoro lo fanno da mattina a

sera, ogni santo giorno, per otto ore

filate ( e magari dieci, se ci metti lo straordinario

): sono i lavoratori, quelli che timbrano

il cartellino per 35 o 40 anni prima

d’arrivare alla pensione.

E poi ci sono gli altri, quelli che nascono

con la camicia, che fin dall’inizio di lavoro

ne fanno poco o nulla, perchè son nati per

dirigere, per parlare ai lavorarori di cottimi,

di turni, di lavori usuranti, cose tutte che

non hanno mai visto in vita loro.

E’ proprio questo il caso del nostro Guglielmo:

si laurea a Roma in filosofia nel

1973 con una tesi su Anna Kuliscioff ( una

Adesso è tempo di governare

che sia frutto di selezioni

pubbliche non “pilotate”,

l’abolizione di gran parte

delle consulenze, le quali è

dimostrato che per circa il

70% rappresentano una inutilità

e uno spreco di risorse

sottratte, purtroppo, ai servizi

primari istituzionali.

Altro tema scottante: la

scuola. La riforma Moratti va

ripresa e perfezionata, valorizzando

docenti e studenti

con una reale meritocrazia e

magari prevedendo per i

primi dei contratti integrativi premianti di tipo

privatistico; e per i secondi garantendo ai meritevoli

ad esempio percorsi formativi gratuiti,

ma soprattutto una vera selezione, indirizzando

i “meno propensi allo studio” a percorsi

didattici agili, che ne permettano un più im-

grimaldello per non fare più il tunnel.

Si fermi il progetto della stazione in attesa delle decisioni

finali sull’interramento, ma nel frattempo si realizzino

subito gli asili nido, la nuova caserma dei

carabinieri, il nuovo palazzo per gli uffici comunali, la

nuova biblioteca, di cui la cittadinanza sente fortemente

bisogno, opere già previste come oneri di urbanizzazione

del piano Falck.

La realizzazione del tunnel aprirebbe nuovi spazi, esigenze

ed opportunità per il territorio ed i suoi cittadini.

Una striscia di verde attrezzato di oltre quattro chilometri

garantirebbe quella vivibilità e quel collegamento

tra la Sesto vecchia e la nuova, senza dovere

ricorrere agli odiosi sottopassi o sovrappassi di attraversamento.

Nelle viscere della città potrebbero correre

treni urbani, extraurbani od interregionali,

raccordati con apposite fermate alla rete metropolitana

esistente o prossima alla realizzazione. Potrebbe essere

garantito un collegamento rapido tra Monza,

Sesto e Milano attraverso una monorotaia magnetica.

Si potrebbe dare corpo e realizzare un gigantesco progetto

di parco interurbano che vada dalla

Bicocca/Parco Nord fino a Monza San Rocco/Cascinazza.

Già solo queste idee-riflessioni dovrebbero

spingere l’amministrazione comunale ad investire

grandemente in termini di idee e risorse economiche

ed umane nel progetto interramento ferrovia.

Antonio Lamiranda

Il Prode Guglielmo

12 maggio 2008 - pagina 2

...segue dalla prima ...segue dalla prima

Sesto e l’ossessione

delle fabbriche

pasionaria socialista di fine ottocento ), si

iscrive subito alla CGIL e già dopo un

anno appena dirige la ESI, casa editrice del

sindacato. Dopo poco lo trovi dirigente del

sindacato dei grafici, poi ancora più su, da

una federazione all’altra fino ad essere il

vice di Cofferati dal 1994 e, arrivare, nel

2002, al top: segretario generale della

CGIL, ossia numero uno del più grande e

potente sindacato italiano.

In verità, come dicono le statistiche aggiornate

al 2006, la CGIL più che un sindacato

dei lavoratori è un sindacato dei pensionati:

tra gli oltre cinque milioni di iscritti

sono più quelli che hanno lasciato il lavoro

che i lavoratori attivi: roba da far morire

Vincenzo Di Cristo

mediato inserimento nel

mondo del lavoro.

Sarebbe a mio parere produttivo

intervenire in maniera capillare

ed energica nella

gestione dell’economia della

nazione, attuando non solo la

sua riforma e il federalismo

fiscale, ma anche sanando

quell’anomalia di mercato

tutta italiana, rappresentata

dalle spesso poco convincenti

cooperative, che non hanno

più traccia del principio di

mutuo soccorso e vengono

costituite solo per godere di enormi agevolazioni

fiscali, per creare network con i forti poteri

bancari e alcuni gruppi imprenditoriali,

costituendo terreno fertile per commistioni

politiche di qualsiasi natura.

Il compito del Governo è titanico e probabil-

E’ importante preservare il

patrimonio storico e artistico

di Sesto San Giovanni,

costituito fondamentalmente

dalle ville Milius, Puricelli

Guerra, Visconti d’Aragona e soprattutto

Torretta, risorta a nuova

vita grazie alla passione e all’impegno

di Giuseppe Pasini e dei

suoi fratelli, che ne hanno riportato

all’antico

splendore gli affreschi,

vera ricchezza

artistica e

memoria del passato.

Questa mi

sembra la direzione

da seguire per cui, pur essendo

giusto conservare qualche

esempio di c.d. “archeologia industriale”,

ossia preservare scheletri

di ex siti industriali, mi sorgono

forti dubbi nel vedere giardini

pubblici sovrastati dall’ossatura di

un ex capannone come il carroponte,

cui si aggiunge la volontà

di mantenere il Bliss, il T3 Pagoda,

il T5 Laminatoio, l’Omec,

d’invidia il buon Fatuzzo, che alle elezioni

del 2006 , a capo del Partito dei Pensionati,

raccolse solo 300.000 voti o poco

più. Ma il nostro Guglielmo è anche a

capo di una grande immobiliaria; altro che

Coppola, Ricucci o Zunino: la CGIL ha

3000 immobili di proprietà. E non ha bisogno

di sperare, come tutti noi, che Berlusconi

ci tolga l’ICI dalla prima casa;

perchè i sindacati grazie ad una leggina (

art. 7, lettera i, del decreto legislativo n.504

del 30 dicembre 1992 ) l’ICI non la pagano

proprio. In tutte le manifestazioni e le ricorrenze

- come si sa - i sindacati scendono

in piazza con bandiere e fanfare per difendere

la Costituzione, per salvaguardare la

democrazia, per chiedere l’osservanza

delle leggi : che bello !

Peccato però che, quando si tratta di loro,

di Costituzione, di democrazia e di legge

...segue dalla prima

mente cinque anni potranno non essere sufficienti

per portarlo a compimento per intero,

però è sicuro che l’Italia si aspetta dei grandi

segnali di rinnovamento e impegno a breve,

medio e lungo termine. Nel gioco delle parti

ci sarà sicuramente chi remerà contro, per difendere

interessi di parte, grandi o piccoli che

siano, o anche solo per pura dannosa demagogia

e spirito di contestazione, invece di cercare

momenti seri e costruttivi di confronto,

così decantati in campagna elettorale.

Il PDL e la Lega hanno accettato la sfida.

Sono stati legittimamente designati a governare

e sapranno conseguire risultati positivi

se sapranno non perdersi in scontri inutili,

anche e soprattutto con alcuni organi di informazione

faziosi. Sarà determinante e necessario

l’appoggio degli italiani di buona volontà,

che credono ancora nel ruolo primario della

nostra nazione in Europa e nel mondo.

Vincenzo Di Cristo

le Trafilerie. Queste si aggiungeranno

alle varie cisterne, ciminiere

ed altri “reperti vari” già

disseminati nella città, ed al progetto

di un vero e proprio parco

archeologico industriale, che non

si capisce quale turismo potrebbe

mai attrarre. Si è parlato della possibilità

di un museo di arte moderna:

spero che sia una strada

percorribile e sarebbe

necessario

concentrarsi su

tale progetto.

Siamo sicuri che il

miglior biglietto

da visita siano le

fabbriche e le sirene? Credo che

molti sestesi non vogliano rimanere

ostaggio della Sesto San Giovanni

del passato, ma

preferiscano guardare avanti e

cercare nuovi stimoli per il nuovo

millennio che vadano a sostituire

definitivamente le ciminiere ed i

ruderi degli ex siti industriali tanto

cari alla nostra amministrazione.

Francesco L. Cerchia

Facce di bronzo

non ne vogliono sentir nemmeno parlare.

Da 60 anni infatti CGIL, CISL, e UIL si

oppongono con tutte le loro forze all’attuazione

dell’art. 39 della Costituzione, che

prescrive testualmente : “ i sindacati devono

essere registrati secondo le norme di

legge. E’ condizione per la registrazione

che gli statuti dei sindacati sanciscano un

ordinamento interno a base democratica “

. E tutti sanno che non c’è stato governo di

centro, di destra o di sinistra che sia stato

capace di esigere dal sindacato l’osservanza

della legge, della democrazia e della

Costituzione. Provate voi a capire il perchè!

Basta, è tempo di chiudere; e siccome i

tempi sono grami, ed anche il bronzo costa

sempre di più, per Guglielmo Epifani

niente targa, solo un bel distintivo con la

faccetta di bronzo; se la merita proprio.


SESTOUNOnews 12 maggio 2008 - pagina 3

di Pietro Nunno

Lavoro obiettivo.

L’Italia è una Repubblica

democratica fondata

sul lavoro. Così recita la

prima parte dell’articolo 1

della Costituzione italiana, in

vigore dal 1° gennaio 1948,

introdotta all’indomani del secondo

dopoguerra, del referendum

antimonarchico e

dell’Assemblea Costituente.

Evidentemente il lavoro riveste

un ruolo centrale e una

funzione determinante nelle

relazioni sociali ed economiche,

nel nostro Paese come in

qualsiasi altra nazione sviluppata

o in via di sviluppo.

A sessant’anni di distanza da quel pronunciamento,

però, ci troviamo in una condizione

di instabilità produttiva e

redistributiva della ricchezza. L’ISTAT fornisce

dati inquietanti e, purtroppo, realistici

circa le difficili condizioni di vivibilità in

cui versano le nostre famiglie, 1 su 7 delle

quali non arriva a fine mese con lo stipendio.

Inoltre, il progetto europeo di integrazione

socioeconomica (prima CEE, ora

UE) è lento e macchinoso e sta facendo

emergere una serie di disuguaglianze reddituali

– sia in termini di PIL che di reddito

procapite – fra i cittadini dei diversi Stati,

che rischiano seriamente di minarne, da

dentro, l’ambizioso processo di armoniz-

di Giorgio Buonavitacola* Bene immobile Il parere

Per i proprietari diverse possibilità

per le “certificazioni” delle installazioni

Preoccupa e desta perplessità anche fra gli

addetti ai lavori l’ entrata in vigore del Decreto

37 / 08 che impone, a chi vende, di

fornire all’ atto del rogito le “certificazioni di

conformità” di tutti gli impianti di cui è dotato il

proprio immobile (impianti elettrici, di messa a

terra, di riscaldamento, di climatizzazione, del

gas, elevatori, ecc.). Se questa documentazione

esiste, tutto bene, ma nella realtà sono maggiormente

diffusi i casi in cui il proprietario non ha

ottemperato alle norme di Legge o più semplicemente

non è in possesso dei certificati degli

impianti. E’ bene precisare subito che anche in

questi casi si può procedere alla vendita senza

penare né in ricerche di archivio (o presso l’amministratore

dello stabile, che non può possedere

le certificazioni di parti ‘private’), nè affron-

L'Italia è una Repubblica

democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo,

che la esercita nelle forme e nei

limiti della Costituzione.

zazione ed estensione dei propri confini.

I livelli stipendiali nostrani sono fra i più

bassi d’Europa e la nostra capacità politica

di governare il cambiamento globalizzato

in atto è stata ridotta ai minimi termini di

credibilità da un esecutivo inconcludente

che ha minato l’immagine stessa del nostro

Paese nel mondo.

Quando negli ultimi due anni qualche categoria

professionale ha protestato, come recentemente

hanno fatti i metalmeccanici

italiani, rivendicando consistenti incrementi

salariali, è intervenuta la Banca Centrale

Europea lanciando moniti ai governi

dell’area comunitaria circa l’inopportunità

di concedere gli aumenti richiesti, ritenuti

Compra-vendita appartamenti:

impianti, garanzia anche tacita

tando spese onerose per il rifacimento degli impianti

a norma. Della mancanza di certificazione

occorre però tener presente fin dai primi passi,

ossia fin dalla proposta di acquisto sottoscritta

fra le parti e poi, naturalmente, nel contratto stipulato.

Esistono di fatto due diverse possibilità:

1) se il venditore si accontenta di rimanere in un

fascia di mercato di minor pregio, sarà sufficiente

specificare nell’atto che l’impianto è privo

di certificazione e che l’acquirente ne prende

atto, assumendosi sia i rischi che ciò comporta,

sia le spese per la futura ‘messa a norma’ dello

stesso; 2) se invece il venditore desidera mantenere

il proprio immobile in fascia di mercato più

alta, egli si dovrà rivolgere ad una ditta specializzata

per la verifica del proprio impianto e l’ottenimento

del “certificato di rispondenza” (da

non confondere con il “certificato di conformità”

che viene rilasciato solo al momento della chiusura

lavori e non in tempi differiti) che avrà il

giusto valore nella vendita. Un suggerimento

utile per tutti è senz’altro quello di non fissare la

data del rogito (i notai non si prendono, ovviamente,

alcuna responsabilità se mancano i documenti)

senza prima essersi interessati in merito

alle certificazioni: è sempre cosa antipatica, sia

per le necessità di chi compra che per le esigenze

di chi vende, dover rinviare l’atto notarile in

tempi magari neppure troppo ristretti. In ultimo,

specifichiamo che il disposto del Decreto 37 / 08

interessa sia gli immobili abitativi che gli immobili

non abitativi (fino al 26 marzo 2008 la normativa

sulla sicurezza riguardava solo gli

impianti negli edifici ad ‘uso civile’) e che anche

in caso di ‘donazione’ di un immobile va fornita

la certificazione di conformità, o di rispondenza,

degli impianti di cui è dotato.

*Amministratore Associato ANACI n° 1909

Riflessioni sul Lavoro

eccessivi in termini inflattivi.

Nel contempo, comunque, i

tecnocrati di Francoforte discutono

con sempre maggior convinzione

della possibilità di

rivedere al rialzo i tassi di interesse,

attualmente fissati al 4%.

Come dire, se ti do con la destra

ti devo poi togliere con la sinistra.

La verità è che non esiste –

né mai è esistito nell’Europa

classica – il libero mercato, regime

economico in cui la competitività

pura stimoli le

imprese a fare meglio, con considerevoli

abbassamenti dei

prezzi al consumo.

In particolare in Italia, fino ad

oggi, la competizione è stata soffocata dal

conservatorismo politico-sindacale. Il

meccanismo del lavoro è stato basato fino

ad oggi su una pretesa maggiore produttività,

senza però una reale corrispondenza

economica adeguata al costo della vita. Il

provvedimento annunciato da Berlusconi

di detassare le ore di straordinario aziendale

appare un pratico strumento per lo sviluppo

dell’attività delle imprese e per

l’incremento salariale dei dipendenti.

Ma c’è un pericolo: i gruppi di potere e le

varie caste professionali rappresentano una

costante minaccia al necessario percorso di

liberalizzazione, improrogabile per mantenere

il passo dei giganti economici del-

dell’avvocato

Risponde Francesco L. Cerchia

l’Unione.

Una efficace e coinvolgente azione di valorizzazione

del mercato del lavoro volta ad

un riequilibrio economico e sociale dei fattori,

dovrebbe prevedere un orientamento

più omogeneo tra strutture educative

(scuola e università) e formative col

mondo del lavoro, al fine della preparazione

della forza lavoro rispetto ai reali

fabbisogni occupazionali. Si dovrebbero

defiscalizzare gli investimenti produttivi e

i reinvestimenti degli utili delle imprese,

parallelamente ad azioni di reale sostegno

economico e fiscale alle famiglie con figli

a carico, in particolar modo a quelle monoreddito.

Importante sarebbe favorire una

contrattazione più snella e realmente decentrata,

che possa consentire a livello locale

(territoriale o aziendale) di stipulare

accordi economici e normativi efficaci rispetto

alle diverse realtà. Sarebbe utilissimo

incentivare, economicamente e

fiscalmente, la flessibilità e la mobilità sociale,

nella tutela giuridica dei contratti

collettivi nazionali..

Con questi elementi si otterrebbe l’aumento

delle opportunità di impiego, l’attuazione

della redistribuzione equa e

solidale delle risorse prodotte e l’incrementando

della propensione al consumo,

per lottare - e vincere -contro la precarietà

salariale, che è figlia della precarietà istituzionale,

morale, valoriale e di giustizia sociale

della società dei nostri tempi.

Egr. avvocato, la prossima settimana è stata fissata un’assemblea

condominiale straordinaria per deliberare l’inizio di una

causa contro l’impresa che ha eseguito dei lavori di ristrutturazione

degli spazi comuni. Tutto nasce dall’iniziativa di un condomino

che ha convinto gli altri dell’utilità di intraprendere questa

azione ed ha fatto convocare un’assemblea straordinaria per far deliberare

l’autorizzazione a conferire il mandato ad un avvocato perché

inizi la causa. Sono preoccupato perché sembra che io sia l’unico

contrario, sebbene dalle informazioni in mio possesso l’esito di questa

causa non sia scontato e mentre una vittoria a me personalmente

non porterebbe alcuna particolare utilità, so che una possibile sentenza

di condanna avrebbe dei costi non indifferenti da ripartire tra

noi condomini. Cosa posso fare e come mi devo comportare alla prossima

assemblea?

Gent.mo Lettore,

preliminarmente Le consiglio di partecipare all’assemblea per illustrare

agli altri condomini le sue perplessità e magari suggerire di richiedere

un parere legale prima di conferire un mandato per iniziare la causa. In

questo modo tutti i condomini potrebbero esprimere consapevolmente

il loro voto avendo un quadro preciso sull’effettivo fondamento dell’azione

e sui relativi costi. Se, come scrive, voterete effettivamente una

delibera per dare mandato per iniziare la causa, esiste una norma che

deroga al regime ordinario secondo cui le delibere assembleari sono vincolanti

per tutti i condomini e le spese vanno ripartite. L’art. 1132 del codice

civile attribuisce infatti al singolo condomino il diritto di separare,

all’interno del gruppo, la propria responsabilità da quella dell’assemblea.

Si tratta di una norma espressamente dichiarata inderogabile, che, contemperando

l’interesse del singolo con quello del gruppo, riconosce a un

condomino il diritto di sottrarsi agli obblighi derivanti dalle deliberazioni

assunte con il principio maggioritario che, notoriamente, vincola anche

i dissenzienti. Per separare la sua responsabilità personale nel caso di

soccombenza del condominio nella lite, non sarà sufficiente il suo voto

contrario in assemblea in quanto dovrà anche notificare tale sua volontà

all’amministratore entro i 30 giorni successivi con apposita e distinta

dichiarazione. In questo modo se il condominio farà causa e questa avrà

esito negativo, Lei non dovrà pagare nulla e le spese rimarranno interamente

a carico degli altri condomini.

Invia le tue domande a: avvocato.cerchia@yahoo.it


SESTOUNOnews 12 maggio 2008 - pagina 4

Accostarsi ai problemi che riguardano

la Lombar-

dia e provare a

risolverli; formulare

proposte che

mirano al benessere

generale; sostenere

le

categorie più deboli.

Sono solo

alcuni degli

obiettivi che

cerco di perseguire

e che mi

spingono verso una politica attiva,

lontana dalla poltrona e vicina ai

bisogni reali. Mete che intendo

raggiungere non solo con i pensieri

e le parole ma, soprattutto,

con le azioni. Con una “politica

del fare”.

Partiamo dal primo aspetto: una

delle questioni più urgenti da affrontare

è certamente il caso Malpensa.

Certo, Lufthansa

valorizzerà lo scalo; probabilmente

l’aeroporto nostrano diventerà

un punto di riferimento nel

network mondiale. Fatto sta che

oggi è un po’ come un malato che

attende la medicina giusta per guarire

e che tutti possono, anzi devono,

voler imboccare.

Tutti possono e devono opporsi

a milioni di passeggeri in

meno, a voli cancellati,

a rotte soppresse, a

cupe prospettive

di disoccupazione.

Così ho

creato uno spazio

online (su

www.maullu.it),

in cui si può sottoscrivere

la petizione

per

appoggiare la moratoria

del presidente

della regione

Lombardia, Roberto

Formigoni, e

del Sindaco di Milano,

Letizia Moratti,

una proposta che ha

già raccolto migliaia

di adesioni. Chiediamo

ventiquattro

mesi di tempo in cui

darsi da fare per rimpiazzare

i voli gestiti finora

da Alitalia,

concentrando gli slot su

un vettore (o, comunque,

su pochi) senza disper-

La politica del “Fare”

Malpensa, mutui e tutela degli anziani

Su www.maullu.it

si può firmare la

petizione per chiedere

una moratoria

in favore di

Malpensa

derli, garantendo occupazione e

competitività a

tutta la Lombardia.

Passiamo poi

al versante benessere:

per conquistare

una vita

migliore sono necessariel’intraprendenza

e

l’informazione.

Spesso, però, occorre

stimolare

l’una e fornire

l’altra. Si pensi alla questione

mutui: in pochi sanno che è possibile

rinegoziare gli accordi origi-

nari o trasferirsi in un’altra banca

senza “effetti col-

laterali”. Il

cliente, insomma,

ha acquisito più

forza contrattuale

eppure, nell’ultimo

anno, solo

due italiani su

cento ha modificato

le condizioni

iniziali. E anche

in questo campo il

mio impegno si è

concretizzato: innanzitutto,

con

l’organizzazione

di seminari di caratteredidattico/formativo

volti a eliminare la confusione che

esiste in materia; poi, offrendo un

servizio di consulenza e assistenza

gratuito. E, infine, come

scudo dei debiti, dalla Regione

Lombardia entra

in gioco una pro-

posta di legge

che punta a dare

una mano nella gestione

del mutuo.

Promossa dal sottoscritto,

prevede di

destinare tre milioni

di euro

del bi-

Ho promosso

una proposta di

legge regionale

che vuole dare

una mano alle

famiglie meno

abbienti per pagare

il proprio

mutuo casa

lancio regionale alle famiglie sofferenti

causa paga-

mento mutuo,

tramite contributi

individuali pari al

50% della somma

annua da versare

all’istituto bancario

scelto. Condizioni

per usufruire del

sostegno, in base

all’idea presentata:

risiedere in Lombardia

da almeno

cinque anni e avere

un reddito annuo

inferiore ai 35mila

euro. In più, il valore

dell’immobile

prescelto non deve

superare i 300mila euro né essere

classificato come “di lusso”.

Senza dimenticare i viaggi di un

camper che gira per Milano e provincia

per parlare di “Caro Mutui

Casa”. La missione?“Diffon-

Bisogna tutelare

le fasce più

deboli, come

quella degli anziani,informandoli

sui rischi in

cui possono incorrerequotidianamente

dere sapere”

sull’argomento e

colmare la carenzad’informazione.

Concludo questa

breve carrellata

auspicando la tutela

delle fasce

più deboli e vulnerabili.

Penso agli anziani,

ormai

troppo spesso

vittime di furti e

truffe. Nella sola

provincia milanese,

raggiungono quota 2574 i

colpi messi a segno nel 2007 a

spese degli over 60, che in Italia

sfiorano 15.085.000 unità (43%

uomini e 57% donne). Come poterli

aiutare? In primo luogo, non

lasciandoli soli. Poi, mettendoli

in guardia sulla presunta buona

fede del prossimo; quindi ancora

informazione e prevenzione. Soprattutto,

però, occorre un intervento

sugli strumenti normativi

modificando, ad esempio, le

leggi che considerino la truffa

un reato grave e che consentano

l’arresto d’ufficio, senza bisogno

della querela di parte.

Stefano Maullu


SESTOUNOnews

Si scrive Idroscalo si legge Idrodisastro

di Max Bruschi

Un anno fa avevo denunciato che,

più di Idroscalo, si doveva parlare

di Idrodisastro (come testimoniano

i documenti e gli interventi sul

mio sito http://blog.maxbruschi.it/?s=idroscalo).

La mia

analisi si basava su una ricca

documentazione, consegnata

alla stampa, che partiva dalle

rilevazioni batimetriche dell’Idroscalo,

rinchiuse in un

cassetto dall’amministrazione

Penati, che rivelavano zone rischiosissime,

e arrivava sino a denunciare

la continua sottrazione di fondi ai capitoli

di bilancio relativi alla sicurezza e alla manutenzione

in favore delle deleghe “alla

Pace”. Per un anno ho chiesto, inutilmente,

Da allora è toccato ai residenti

della zona intorno a

via Pisacane di non riuscire

a dormire, e immaginate in

estate, per gli schiamazzi, la musica

a tutto volume, le partite di

pallone disputate in piena notte nel

bel mezzo della via. Chi non può

dormire fino alle 4 ed oltre del

mattino e che alle sei deve già essere

pronto per recarsi al lavoro,

chi è magari malato ed è costretto

a restare insonne, il bebè che viene

innervosito e svegliato a più riprese:

non è difficile immaginare

lo stillicidio stressante, che fa oltrepassare

la soglia della tolleranza.

Tutti sanno che il diritto al

sonno e al riposo è sacrosanto e

sancito anche dalla legge.

A partire dalle ore pomeridiane

varie automobili e motociclette

sostano in doppia fila su entrambi

i lati della via, restringendola alle

dimensioni di una strettoia e creando

una situazione di rischio per

i mezzi che sopraggiungono da via

Rovani e da via Confalonieri, che

si trovano di fronte magari un’altra

auto e . . . c’è spazio solo per

un frontale. Lattine, confezioni

vuote di pizza e altri rifiuti vengono

abbandonati qua e là nel

giardino e sul muretto di cinta e

c’è anche chi fa pipì, e non solo

sulle aiuole. Alle lamentele anche

vivaci di chi vive lì attorno, e che

a volte scende giù in strada a protestare,

i ragazzi ribattono con rispostacce,

volgarità, minacce; si è

giunti anche agli spintoni e al tiro

delle uova dalle finestre.

Molti residenti della zona hanno

partecipato all’assemblea, molti

sono stati gli interventi, molte le

sollecitazioni rivolte ai rappresentanti

dell’amministrazione comunale

e ai giovani presenti.

Infatti un buon numero dei ragazzi,

minorenni e non, che sostano

nel giardino sono intervenuti

e hanno dato lettura ad una sorta

di lettera aperta, che chiede venga

Max Bruschi

che venissero consegnati al consiglio

i risultati dell’inchiesta

amministrativa, chiusa da un

pezzo, promessa da “Philippe le

petit” sull’onda dell’emozione

per la morte dei poveri

cuginetti egiziani.

E ora, di

fronte alle prime risultanzedell’inchiesta

della

magistratura, cosa

mi dicono Penati e

l’assessora alla

Pace (purtroppo,

dei sepolcri) Irma Dioli? Che

mi ero sognato tutto? Che le

Giacche Verdi a cavallo, cacciate

dalla Dioli dalla loro sede nonostante

il loro contributo essenziale alla sicurezza,

...segue dalla prima

Nessun Dorma! Siamo giovani

rispettato il loro diritto a ritrovarsi

in quel luogo. E’ positivo che questi

giovani abbiano sentito la necessità

di partecipare

all’assemblea; alcuni loro interventi

sono stati improntati alla ragionevolezza,

anche se nessuno ha

esplicitamente affermato di capire

che con il loro disturbo viene

compromesso il riposo di molte

famiglie, dichiarando, invece,

“siamo giovani, è normale che

stiamo fuori fino a tardi”. Non colgono

però che, in realtà, si vuol

loro contestare non la possibilità

di fare le ore piccole, bensì la prevaricazione

che impedisce a molti

di esercitare il proprio sacrosanto

diritto al riposo. Questi giovani

devono comprendere che anche

per i bimbi e i ragazzini è importante

e vitale, vivendo in una città,

poter fruire del giardino e dei giochi,

senza trovarli rotti o sporchi,

senza rinvenire rifiuti abbandonati.

Vero è che i giovani sentono

il bisogno di avere spazi di aggregazione

e, spesso, se nulla di meglio

viene loro offerto, si ritrovano

in strada o in piazza – e di questo

ne fanno spiacevole esperienza in

Sesto non solo gli abitanti di questa

zona.

Molto positivo l’accordo intercorso

a fine serata tra l’assessore

Valeriano e i ragazzi: si rivedranno

per discutere insieme delle esigenze

di questi ultimi e per cercare

di reperire e attrezzare spazi per

loro nel rispetto della quiete – si è

parlato del giardino della piscina

comunale di via Saint Denis, che

presto chiuderà, e dei giardini vicini

al Carro Ponte. L’assessore

Amato ha promesso che il Comune

doterà di panchine e di

un’adeguata illuminazione la

grande aiuola posta al centro di via

Nino Bixio, dove i giovani hanno

dichiarato di essere disponibili a

trasferirsi, lasciando il giardino di

via Pisacane.

Va detto che, come alcuni presenti

non servono? Che il fondale dell’idroscalo

è una sorta di piscina, e non una specie di

commentavano, nessuno dei genitori

di questi ragazzi ha preso

parte all’assemblea, mentre sarebbe

stato opportuno che avessero

il desiderio di un riscontro su

come i figli si comportano fuori

casa, a maggior ragione se sono

minorenni.

Il Comandante Curcio ha dichiarato

che i controlli degli agenti

nella zona sono frequenti, che i

giovani sono stati più volte contattati

e invitati a una condotta non

disturbante e, in alcuni casi, multati

e che il sabato e la domenica

anche i volontari dell’Associazione

Carabinieri controllano il

giardino. I residenti hanno chiesto

che i passaggi della ronda della

Polizia Municipale siano più frequenti,

a partire dal pomeriggio e

fino a notte inoltrata, perché fungano

da deterrente, attuando anche

una maggiore sorveglianza, e

hanno rivolto appelli diretti ai giovani

presenti perché si moderino.

Si è poi dibattuta la questione riguardante

l’area di proprietà della

Clinica Multimedica che affaccia

su via Pisacane. L’amministrazione

comunale è stata sollecitata,

come già più volte avvenuto in

precedenza e in varie forme, a fare

in modo che si pervenga ad una

soluzione, smuovendo il disinteresse

della clinica. La vegetazione

dell’area viene tenuta in condizione

selvaggia, tranne qualche rarissimo

intervento di taglio e

ripulitura: due soli negli ultimi

anni, salvo errori. Vi si è creata

una sorta di discarica di arredi, oggetti

vari e rifiuti e vi vive una colonia

di svariati gatti. Il disordine

e la sporcizia la caratterizzano e

sono incrementati dalle vaschette

di cibo che alcune signore “gattare”

– non ce ne sono soltanto a

Roma – lasciano sempre sul marciapiede

antistante, dove restano

per giorni, in barba ai concetti di

igiene, ordine e pulizia dei luoghi

pubblici.

12 maggio 2008 - pagina 5

Ora Penati e Dioli ne rendano conto

gruviera pieno di gorghi? Ribadisco

le mie richieste di allora:

l’Idroscalo va “messo in sicurezza”,

anche a costo di restare

chiuso nella sua attività acquatica

per un anno o due, per restituire

ai milanesi la loro

spiaggia; che i servizi di sicurezza

vanno migliorati e che le

aree a rischio rissa vanno ripulite.

Soprattutto, chiedo oggi di

conoscere i risultati dell’inchiesta

amministrativa e chiedo che

la magistratura vada fino in

fondo. Non vorrei che l’agente

della Polizia Provinciale finisse

per fare il “capro espiatorio”.

Siamo sicuri che abbia modificato

il diario della sala operativa di sua volontà?

Togliamoci uno sfizio

La pasticceria Torti

Adue passi dal Rondò, un po’ rientrata rispetto alla via XX

Settembre, la pasticceria Torti, aperta cinquant’anni fa e

poi rilevata venti anni dopo dagli attuali gestori, è un angolo

di tranquillità e di tentazione per il palato. I pasticcini occhieggiano

dal bancone in compagnia di una teoria di torte, dalla più semplice

fino alla più elaborata: la leggerissima torta di carote, la morbidissima

Amor, ottenuta con un impasto di mandorle, burro e farina e

cotta in uno stampo rettangolare, la Malaga, anch’essa con aggiunta

di mandorle nell’impasto, aromatizzata con vino Malaga e ricoperta

di pasta frolla, la “cioccolatosa” Sacher e il trionfo delle torte da cerimonia,

come la Saint-Honorè. La pralineria è ben rappresentata:

perché non farsi tentare dai boeri liquorosi?

Da dieci anni, dal martedì alla domenica, propone un rodato e curato

happy hour, con buffet di tartine, pizzette e tramezzini e accompagnamento

di cocktail alcolici e analcolici. E’ il fiore all’occhiello

del locale e infatti è un momento molto frequentato ogni giorno e

di notevole richiamo nel fine settimana. Il pasticciere ci ha regalato

un segreto del mestiere per la preparazione della meringa a regola

d’arte. Dopo aver amalgamato delicatamente 1 hg. di albumi montati

a neve, con l’aggiunta di una spruzzata di succo di limone, e 2

hg. di zucchero, inserire il tutto in un sac a poche e formare le meringhe,

disponendole su una teglia leggermente imburrata, che andrà

inserita nel forno a 100° la sera, ad esempio alle ore 20, per la cottura

con la temperatura in discesa fino al mattino successivo. Per capirci,

quando le meringhe verranno tolte dal forno, verso le ore 7, la temperatura

dovrà essere di 30°. Niente paura, la meringa, per nulla

bruciata, sarà perfetta!

Il “Cacao”

Pubbliredazionale

Creato in un capannone della zona ex Breda, il “Cacao” è un

locale “lunch and lounge”, che ricorda le atmosfere anni

‘70. All’esterno di sicuro impatto sono le grandi vetrate, che

permettono di notare le calde tonalità di marrone che caratterizzano

pareti e arredi dell’interno. Varcando la grande porta d’ingresso, si

è accolti da un ampio bancone e dalla luce soffusa, che crea un’atmosfera

rilassata. L’ambiente è confortevole, grazie anche al sottofondo

musicale di R’n’B e soul, e si può parlare con gli amici

sorseggiando ottimi cocktails o pranzando.

L’arredo è nel tipico stile dei lunch & lounge: tavolini bassi, puff e

divanetti. Di “sapore” diverso la zona esterna, preferita durante la

stagione estiva. Qui a prevalere è il colore bianco, che dà luminosità

e richiama il cioccolato bianco.

Aperto tutti i giorni, è possibile pranzare dalle 12 alle 15 e cenare

dalle 19 alle 23, ma il vero punto forte è l’aperitivo, che inizia alle

18, con un buffet abbondante e gustoso.

Comodissimo l’ampio parcheggio, che permette di trovare facilmente

posto. Un problema per gli indecisi: l’assenza della lista per

i drink. Un consiglio per i golosi: durante l’aperitivo, gustate i fantastici

cubetti di cioccolato!


SESTOUNOnews 12 maggio 2008 - pagina 6

Il 5 giugno 2007, dopo quattro anni

di lavoro, è stato inaugurato a Binasco,

nel sud Milano, il Centro Riabilitativo

e Geriatrico RESIDENZE

HELIOPOLIS, l’esempio più significativo

tra le RSA (Residenze Sanitarie

Assistenziali) di nuova concezione,

strutture innovative che da poco tempo

stanno sorgendo anche in Italia, ben diverse

- per concezione e per servizi

offerti - dalle tante “case per anziani”

sorte in questi anni nel nostro Paese.

HELIOPOLIS, iniziativa interamente

finanziata da capitali privati, si trova a

15 km dal centro di Milano e ad altrettanti

da quello di Pavia; è adiacente al

casello autostradale di Binasco, al km

10 della Milano - Genova, facilmente

raggiungibile sia con i mezzi pubblici,

sia con il servizio di navetta privato.

Circondata da sempreverdi, alberi

a foglia caduca e da arbusti fioriti,

Residenze Heliopolis può sembrare

un castello, con la sua corte

ed il suo parco, con la sua fontana,

la sua chiesetta e la sala delle feste:

una grande casa in cui ogni ospite

può trascorrere molte ore della

giornata con nuove conoscenze ed

anche con la propria famiglia.

Heliopolis è una Residenza ampia,

accogliente, ariosa, piena di luce e

di colori; pensata per far sentire

l’ospite come a casa propria, pur

trattandosi di una casa particolare,

dotata di tutti i presidi sanitari necessari

per garantire serenità e sicurezza

anche nell’età avanzata.

L’organizzazione della vita quotidiana

consente ad ogni Ospite di

sentirsi al centro dell’attenzione di

tutto il personale, dei medici, degli

specialisti, degli animatori, dei

cuochi.

Di chi lo accompagna a passeggiare,

lo intrattiene con le letture e

con la musica dal vivo, lo sorveglia

e ne rispetta il sonno. L’attenzione di

chi lo cura, lo consola, lo conforta, lo

rallegra; di chi cerca di esaudirne i desideri,

di mantenerne il vigore residuo,

di fargli recuperare calore, benessere,

serenità e salute.

L’impegno di chi vi opera, professionalmente

o come volontario, è quello di

coniugare sensibilità umana e professionalità,

che si ritrovano insieme

nell’ospitalità e nella quotidiana pratica

della scienza medica.

La direzione scientifica è stata affidata

al professor Orso Bugiani, uno dei neurologi

italiani più apprezzati a livello

internazionale, mentre la direzione sanitaria

è stata assunta dalla dottoressa

Cristina Colombo, oncologa, professionista

di provata esperienza dirigenziale

e gestionale. Nella equipe medica sono

operativi, tra gli altri, due geriatri, un

Residenze Heliopolis

neurologo, un cardiologo, un pneumologo,

un reumatologo, un fisiatra, un internista,

specialisti che collaborano con

due psicologhe, con gli educatori sociali

oltre che con i fisioterapisti, gli

animatori, gli infermieri professionali e

gli operatori assistenziali.

Medico e infermieri sono presenti nella

struttura 24 ore su 24.

Residenze Heliopolis, oltre a ospitare

persone anziane, autosufficienti e non,

all’interno delle due RSA già in funzione,

si appresta ad accogliere, in uno

specifico reparto, persone in stato vegetativo.

Inoltre, è stata realizzata una

terza RSA dedicata alle persone affette

dal Morbo di Alzheimer, dotata di un

proprio giardino esclusivo e, separatamente,

un Centro di Riabilitazione Psichiatrica,

a media intensità di cura, per

altri 20 ospiti.

HELIOPOLIS comprende anche un

Resort, con 64 appartamenti, destinato

ad accogliere coppie (coniugi, genitore

e figlio, fratelli) nelle quali almeno un

membro necessiti di vivere in una struttura

protetta, con presenza di medico e

di personale infermieristico, 24 ore su

24. Coppie che abbiano il desiderio di

continuare a vivere insieme, in un proprio

appartamento, sia pure all’interno

di una accogliente struttura protetta, dotata

di soggiorni e di altri spazi comuni

di socializzazione, sia all’interno che

all’aperto. Il Resort presta servizi alberghieri,

senza alcuna restrizione di orario

e, al tempo stesso, offre l’appoggio

di una struttura sanitaria specializzata

per la condizione delle persone anziane

o non autosufficienti.

Heliopolis, consapevole del grande va-

Centri Riabilitativi e Geriatrici

Via Strada Cerca, Binasco (MI) - Telefono 02/900351 Fax 02/90094243

e-mail info@residenzeheliopolis.it

lore dell’anziano nella società moderna,

ha voluto indirizzare la sua attività

verso il rispetto della dignità personale

dell’anziano, elevando a fine ultimo e,

quindi, eleggendo a suo obiettivo la

centralità della persona anziana.

Per questo Residenze Heliopolis s’impegna

quotidianamente a:

CREARE un sereno e rassicurante

contesto alberghiero rispondente efficacemente

anche alle esigenze di ospiti

con gravi difficoltà alla deambulazione

o con gravi problemi psichici;

PUNTARE sulla qualità di un servizio

personalizzato per ogni ospite nell’ambito

di un contesto “umano“ e sereno.

Per questo, le RSA ed il Resort sono

stati concepiti come dimore dove sia

davvero possibile rilassarsi e valoriz-

zare al meglio il patrimonio della terza

età;

STIMOLARE la socializzazione

degli ospiti tra loro e con l’ambiente

esterno, attraverso la riscoperta di interessi,

passioni e attività;

OFFRIRE una cucina moderna e funzionale,

con menù personalizzati attenta

alle diverse e specifiche esigenze

nutrizionali;

RIVOLGERE l’attenzione all’anziano

non autosufficiente e/o portatore

di gravi disabilità psicosomatiche ( es.:

demenze), con l’obiettivo di conseguire

sempre la massima efficienza nell’organizzazione

quotidiana dell’attività di

assistenza, praticando attività di recupero

psicomotorio, in relazione alle capacità

residue e alle patologie

dell’ospite;

TUTELARE la sicurezza di tutti gli

ospiti con sistemi di chiamata ad emergenza

che consentono di documentare

le chiamate ed i tempi di risposta da

parte del personale, porte ad apertura a

codice, percorsi all’aria aperta protetti,

una rete di videosorveglianza esterna;

INVESTIRE su un’assistenza sanitaria

a vari livelli di intensità, che si sviluppi

attraverso la stesura di specifici

piani di assistenza individuali (PAI) da

parte dell’equipe multidisciplinare (medico,

I.P., fisioterapista, ASA, animatore).

Attraverso un percorso di

individuazione dei problemi e disponibilità

di strumenti, si propongono e, se

possibile, si raggiungono obiettivi di recupero

della persona (non solo a livello

motorio ma anche psichico e di relazione);

STIMOLARE la famiglia ad essere

presente nella Residenza,

per far mantenere alla persona

anziana i rapporti con

il passato ed evitare la sensazione

di “abbandono” ;

EDUCARE tutto il personale

con corsi di formazione

a vari livelli,

puntando sullo sviluppo

professionale e sulle qualità

individuali, motivando e

valorizzando il lavoro di

ognuno, anche con riconoscimenti

e garanzie di sicurezza

lavorativa, facendo

concretamente maturare la

convinzione di partecipare

alla costruzione di un progetto

comune;

FAVORIRE un’apertura

sul territorio, creando una

rete di alleanze (enti locali,

ospedali, ASL, associazioni

di volontariato, etc.) per

una collaborazione seria e

proficua a livello sociale e

sanitario, mettendo a disposizione

le strutture della Residenza

anche per eventi culturali;

SOSTENERE la ricerca scientifica

coinvolgendo giovani medici, per il

raggiungimento degli obiettivi prefissati

ed assicurare una maggior qualificazione

e il riconoscimento a livello

nazionale ed europeo con pubblicazioni,

congressi e corsi di formazione;

CREARE una rete di contatti privilegiati

con gli ospedali per “facilitare

l’ingresso dell’anziano tramite vie personalizzate“,

al fine di evitare lunghe

code e/o ore di attesa, soprattutto in

condizioni di precarietà clinica.

Questo e molto altro, oggi è dato da Residenze

Heliopolis.

Per chiedere ulteriori informazioni o

per concordare una visita, si consiglia

di fissare un appuntamento telefonando

al seguente numero: 02/900351.


SESTOUNOnews 12 maggio 2008 - pagina 7

Residenze Heliopolis

Via Strada Cerca, Binasco (MI) - Telefono 02/900351 Fax 02/90094243 - e-mail info@residenzeheliopolis.it


SESTOUNOnews 12 maggio 2008 - pagina 8

di Daniela Mancini

A Milano l’

Èproprio vero: non c’è due senza tre e il quarto

vien da sé! Infatti era la quarta volta che gli Italiani

ci provavano a progettare e a organizzare

l’Expo, dopo il 1906 in cui si svolse sempre a Milano.

La prima volta fu nel 1942, a Roma, e l’occasione

svanì a causa della II^ guerra mondiale; la seconda

volta fu a Venezia nel 2000, ma in questo caso la candidatura

fu boicottata tanto che il governo la ritirò; la

terza volta fu il turno di Triste per l’Expo 2008, ma fu

preferita Saragozza. Infine la quarta volta, dopo una

lotta serrata e ben condotta, siamo riusciti nell’obiettivo:

Milano, la schiva Milano, si è aggiudicata l’esposizione

universale del 2015.

Aprile 1906: il 28 aprile il re Vittorio Emanuele III

inaugurava l’esposizione universale a Milano, con due

collocazioni: la sede centrale in Piazza d’Armi, oggi

Parco Sempione, e la sede distaccata nella nuova

Piazza d’Armi al di là di Corso Sempione dove nascerà

la Fiera. Si volle celebrare in quell’occasione

l’inaugurazione di una delle più colossali opere mai

realizzate, il traforo del Sempione, lungo 19,9 chilometri

che permise in poche ore di treno di raggiungere

Ginevra, unendo l’Italia all’Europa. Per l’Expo 1906

vennero investite 13 milioni di lire, furono realizzati

per l’occasione 225 edifici; parteciparono 40 nazioni

e 10 milioni di visitatori. Purtroppo tutte le strutture

furono smontate trave su trave e l’unica rimasta è

l’Acquario, gioiello Liberty nel Parco Sempione.

Aprile 2008: Parigi, Milano e Smirne si contendevano

l’aggiudicazione dell’Expo 2015 e, dopo un primo attimo

di profondo sconforto, i numeri ci hanno resi orgogliosi

di essere italiani: sono le 18.30 circa, Milano

batte Smirne 86 a 65. E dal quel momento è grande

gioia, non esistono più divisioni politiche, non esiste

più la campagna elettorale. Tutti fanno festa, crolla la

corazza di lady di ferro del Sindaco Moratti, che, per

una volta, si lascia andare; si percepisce quanto ci ha

creduto ed investito e quanto questo la possa rendere

orgogliosa per essere riuscita a dare a Milano un

Petali di benessere

A cura di

Barbara e Silvia

Melzi

Non più sogno ma realtà

evento d’importanza universale, facendo un ottimo lavoro

di squadra, tra il mondo politico e delle imprese.

Uno dei punti forti della candidatura di Milano e che

ha più convinto i paesi sostenitori è stato il tema scelto

per l’Expo 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la

vita”, volendo con questo filo conduttore non proiettare

Milano nel mondo ma chiamare lo stesso, soprattutto

le zone più povere, i Paesi in via di sviluppo, a

progettare una manifestazione a loro uso e consumo.

È un progetto con una valenza internazionale, che

vuole combattere la battaglia degli 850 milioni di persone

che non hanno cibo, il miliardo e 300 milioni

che non hanno acqua. Sarà il manifesto dell’impegno

a eliminare la mortalità infantile e la malnutrizione,

che ancora colpiscono una buona parte delle persone

nel mondo.

Verranno progettate infrastrutture, soluzioni architettoniche

e uno sviluppo urbanistico che andrà di pari

passo con la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, si

punterà ad incrementare la qualità della vita dei cittadini,

incrementando lo spazio verde e rendendolo fruibile

anche successivamente all’evento.

Sono stati stanziati 20 miliardi di Euro, di cui 11 destinati

alle infrastrutture (allestimento del sito e opere

per la mobilità), verranno creati 70 mila nuovi posti

di lavoro e si prevedono 29 milioni di visitatori.A questo

punto non possiamo che aspettare 7 anni e goderci

l’Expo 2008 di Saragozza, quella del 2010 a Shanghai

e quella del 2012 a Yeosu (Corea del Sud), cercando

di essere degli attenti osservatori per dare poi il meglio

di noi italiani nel 2015. L’Italia non è solo “monnezza”,

è qualcosa di più, facciamola tornare a brillare

come nel nostro glorioso passato e ricordiamo sempre

che la nostra nazione, anche se piccola in confronto a

grandi potenze, quando fa gioco di squadra è un vero

osso duro da battere e Milano è in grado di fare da volano,

non solo economico e finanziario, ma anche di

bellezza e di stile di vita, per tutta l’Italia e per il

mondo intero.

Perchè la sicurezza non finisca... nell’angolo

L’abuso sessuale sui minori

è il coinvolgimento di

bimbi e adolescenti, soggetti

immaturi e dipendenti, in

atti sessuali che essi non

omprendono ancora

completamente e

alle quali non

sono in

grado

di ac-

Cari lettori, da oggi

vi offriamo un piccolo

spazio per il benessere,

per migliorare la nostra

quotidianità.

E’ primavera,

stagione di risveglio per la natura e per il nostro

organismo, momento di passaggio, delicato tanto per il

corpo

quanto per la mente. Inevitabilmente ci sentiamo più sensibili

e ansiosi. Prepariamo, quindi, una tisana che

ci aiuta a superare gli stress gastro-intestinali:

due cucchiai rasi di Melissa, Camomilla Matricaria, Camomilla Romana,

Finocchio e Biancospino

in 300 ml. di acqua

bollente; lasciare in infusione per

15 minuti. Questa tisana va bevuta

prima o dopo i pasti, zuccherata,

eventualmente, solo con miele. Aiutiamoci

anche con i Fiori di Bach: White

Chestnut (fiori dell’ippocastano), se c’è

Quando l’abuso sessuale sui minori avviene in famiglia

insonnia da rimuginio mentale che ci impedisce

di “staccare la spina”, e Elm (olmo),

per chi si sente oppresso da troppe responsabilità

e teme di non essere all’altezza di gestirle,

anche se, in realtà, è in grado di farlo perfettamente.

Questo fiore lavora sulle sensazioni di affanno

e inadeguatezza transitorie.

consentire con consapevolezza. Questi abusi

avvengono di frequente all’interno della famiglia,

violando i tabù sessuali esistenti nella

società, in base ai quali non devono avvenire

rapporti sessuali tra consanguinei e più la parentela

è stretta più marcato è il divieto. Nella

maggioranza dei casi il violentatore è il padre

e il soggetto abusato è una bimba, meno

spesso un bimbo, che entra in un tunnel psicologico

terribile: come è possibile che il genitore

tanto amato, e da cui si aspetta di

protezione e tutela, faccia questo e come è

possibile che la mamma tanto amorevole che

l’ha sempre protetta, non la difenda anche ora

e continui a non vedere, a tacere?

Il minore abusato viene condizionato psicologicamente

dalle minacce e dai ricatti messi

in atto dal familiare violentatore e spesso si

sente addirittura colpevole di quanto gli

accade. Per di più, qualora la situazione

venisse allo scoperto, dovrà subire

anche il trauma del disgregamento

della famiglia - che non potrà reggere

allo scandalo - che lo indurrà

a manifestare aggressività, difficoltà

scolastiche, interpersonali

e sessuali, complessi di

colpa. Perché avvengono

queste atroci violenze?

L’adulto abusante incontra

in genere difficoltà

ad avere rapporti interpersonalisoddi-

5x1000 a:

Associazione no profit Fondata nel 2000

Sede a Milano 20121 via Bertoni, 9

Telefono e fax 02.6554355

Presidente: Massimo Vaini

Rappresentanza a Sesto San Giovanni

e-mail: info@emergenza-anziani.it

www.emergenza-anziani.it

DONARE IL 5xMILLE NON E’ UNA

TASSA, MA UNA SCELTA MIRATA

per destinare una parte della contribuzione a favore

di Enti e Associazioni, mentre rimane invariato l’8x1000

per sostenere la Chiesa cattolica e le altre confessioni.

SE SCEGLI LA NOSTRA ASSOCIAZIONE,

OLTRE LA FIRMA, DEVE INDICARE

SUL MODELLO 730

IL NOSTRO CODICE FISCALE:

97275970156

L’angolo della Sicurezza

a cura di Maruccia Scarano

sfacenti ed equilibrati

con gli adulti come lui,

mentre con i minori può

avere rapporti “semplificati”,

che lo fanno sentire più sicuro,

senza andare incontro a resistenze e rifiuti,

proprio grazie all’arrendevolezza dei

bimbi. L’abuso si protrae in media da 2 a 5

anni, in genere fino a quando il minore

giunge alla maturazione sessuale, e a volte,

in successione, viene inflitto agli altri figli.

La madre vive un dramma paralizzante e parallelo

a quello del/della figlio/a e di frequente

non riesce a compiere le azioni

necessarie per porre fine alle violenze e per

denunciarle; teme che la vergogna cada sulla

famiglia, che il marito l’abbandoni e quindi di

perdere i mezzi di sostentamento, oppure non

riesce a sopportare l’idea che il marito sia il

violentatore della sua stessa prole. Comunque

il primo passo per aiutare il minore è la segnalazione

all’autorità giudiziaria, che lo

porrà subito sotto protezione e eliminerà la

situazione di pericolo.

Il nostro Paese solo relativamente di recente

ha creato strutture specializzate per la prevenzione

e si è impegnato nell’adeguare la normativa

ed è possibile dire che ancora molto

resta da fare. Oggi esistono varie associazioni

a cui rivolgersi per aiuto e consulenza: citiamo

“Telefono Azzurro” – tel. 19696, la più

nota, “Prometeo” – tel. 035656895 - e il numero

Emergenza Infanzia 114.


SESTOUNOnews 12 maggio 2008 - pagina 9

È nato a Sesto un “Circolo della Libertà”

Sono davvero felice di poter dire che ho trovato

a Sesto San Giovanni un gruppo di persone che

ha il desiderio e la voglia di fare “qualcosa” per

questa nostra città. Tra di noi ci sono rappresentanti

delle diverse categorie lavorative,

dall’imprenditoria fino alla pubblica

amministrazione, passando attraverso

i liberi professionisti.

Un gruppo eterogeneo, composto

da donne e uomini che hanno deciso

di conciliare il lavoro, la famiglia,

la scuola con un impegno

concreto a favore degli altri e del

territorio in cui vivono. Perché un

Circolo della Libertà a Sesto San

Giovanni?

Tutti sanno che Sesto è una città con una

forte connotazione di sinistra e da oltre 60 anni ha

avuto solo amministrazioni orientate in tale direzione.

In uno stato “moderno” crediamo che l’alternanza sia

un diritto fondamentale e sia un chiaro segno di democrazia

e confronto, oltre che di stimolo. Tutto ciò è

sicuramente mancato nella nostra città. Pensiamo che

Sesto abbia tutto ciò che serve per poter “rivivere”,

per superare l’attuale immobilismo. Occorre iniziare

a governare veramente il territorio e governare non

vuole dire solo risolvere i problemi ma, soprattutto,

prevenirli con una attenta pianificazione. Per questo

servono persone motivate e uno strumento di aggregazione.

Da qui il desiderio di portare anche a Sesto il

modello innovativo del Circolo della Libertà, un’associazione

con una presidente giovane e molto carismatica

e un coordinamento molto ben organizzato sia a

livello locale che nazionale. L’intento del Circolo è

quello di radicarsi nel tessuto sociale per poter raccogliere

le istanze di quei cittadini che non si riconoscono

più in chi li amministra. Noi crediamo che la

politica debba avvicinarsi sempre più alla società

civile ed il nostro Circolo vuole proprio

essere una sorta di pronto soccorso per

il cittadino, un amplificatore a livello

nazionale dei problemi locali. Vorremo

diventare l’elemento di

unione tra la società civile e la politica.

Per fare questo speriamo

nella collaborazione delle numerose

associazioni di volontariato

presenti nella nostra città e sull’adesione

al nostro circolo di tantissimi

giovani che hanno voglia di

proporre e di fare.

Chi fosse interessato, anche ad iscriversi al circolo,

può inviare una e-mail a:

info@sestosangiovanniuno.it

Circolo della Libertà:

“SESTO SAN GIOVANNI UNO”

Presidente: Gianfranco Bergamaschi

Vice: Daniele Angelo Contessi

Tesoriere: Massimiliano Sironi

Altri soci fondatori: Paola Paleari, Nicoleta

Moise, Mathieu Peter Magni, Andrea

Conte, Gianpaolo Caponi, Andrea

Simonatti, Alberto Vitalesta, Davide

Rossetti.

Gianfranco Bergamaschi, Presidente


SESTOUNOnews 12 maggio 2008 - pagina 10

La questione Israele/Palestina

Un quadro chiaro della situazione

di Mariuccia Scarano

Lo scorso 8 aprile presso l’Università degli

Studi di Milano-Bicocca si è tenuta una

conferenza con la partecipazione del dott.

Janiki Cingoli, esperto di questioni internazionali,

impegnato da oltre vent’anni nel

favorire il dialogo tra israeliani e

palestinesi e analista dei problemi

mediorientali, e il professor

Sergio Della Pergola,

ordinario di Studi Demografici

presso l’Università di Gerusalemme,

che è stato consulente

del Presidente israeliano Peres,

dei Primi Ministri Sharon e Olmert

e attualmente del sindaco di

Gerusalemme Lupolianski.

Della Pergola ha esposto quanto

elaborato nel suo libro

“Israele/Palestina: la forza dei

numeri”, fornendo un quadro

preciso e chiaro del conflitto fra i due popoli proprio

giovandosi delle statistiche demografiche.

Nel 1948 l’ONU stabilì la divisione della Palestina

in due stati, quello Arabo e quello Ebraico, e istituì

per Gerusalemme e i Luoghi Santi una zona a regime

speciale.

Mentre l’11 maggio 1948 fu proclamata l’indipendenza

di Israele, non fu mai sancita quella dello

Stato Arabo. Ciò fu un errore politico che ancora

oggi inficia la situazione.

Il territorio fu diviso quasi a scacchiera, alternando

poco felicemente aree di occupazione ebraica ad

altre palestinesi. Da allora Israele ha guadagnato

territori e attualmente l’area palestinese è molto

esigua. Si tenga presente che lo stato ha una superficie

di circa 20.700 Kmq, come una grande regione

italiana, ad esempio il Piemonte, mentre i

territori palestinesi raggiungono solo i 5.800 Kmq

per la zona del West Bank più i 378 Kmq della Striscia

di Gaza.

Nell’antichità quel territorio era molto popolato e

a maggioranza ebraica, ma andò spopolandosi in

misura imponente quando questa emigrò. Il numero

degli abitanti riprese ad aumentare tangibilmente

solo alla fine del 1800, allorquando iniziò

l’ondata di immigrazione ebraica, dopo la nascita

dell’idea di Stato Ebraico, teorizzata dal Sionismo

di Theodor Herzl, finalizzata ad ovviare alla dia-

di Vittorio Rossin

Il Patriarca di Armenia Karekin II, l'attuale

capo della Chiesa Apostolica Armena, è il

riferimento spirituale di 8.000.000 di armeni

nel mondo e domenica 11 maggio ha

celebrato la Divina Liturgia armena nella

Chiesa dei 40 martiri di Sebaste, in Via

Jommelli 30 a Milano, in zona Loreto, per

ricordare il 50° anniversario della sua fondazione.

Oltre alla comunità armena milanese

e le varie autorità, era presente il

console armeno. Il Patriarca si recherà

anche a Venezia, sull’isola di San Lazzaro

degli Armeni.

Egli natcque con il nome di Krtich

Nersessian a Voskehat, in Armenia,

il 21 agosto 1951; concluse il seminario

nel 1970 e diventò prima monaco

e poi prete nel 1972. Proseguì

gli studi fuori dall'Armenia, a

Vienna, a Bonn e a Zagorsk, in Russia.

Il 23 ottobre 1983 fu consacrato

vescovo a Echmiadzin e nel 1992 diventò

arcivescovo. Nel 1988 ebbe

un ruolo attivo per aiutare il suo popolo

durante il terribile terremoto

che colpì l'Armenia. Nel 1999 fu

eletto Catholicos di tutti gli Armeni

a Echmiadzin.

Il Prof. Sergio della Pergola

spora secolare. Negli anni ’50 la maggioranza dei

residenti era costituita da ebrei, mentre oggi gli abitanti

sono 11 milioni circa e solo la metà sono

ebrei, anche se molti arabi sono emigrati negli ultimi

anni.

Va sottolineato che per tutta la durata del conflitto

la popolazione, al contrario di

quanto accade in simili situazioni,

è andata sempre aumentando,

anche per il progressivo assorbimento

delle minoranze ebraiche

che fino ad allora erano vissute

nei diversi Stati Arabi. Questo dimostra

la grande vitalità dello

Stato, assicurata dal continuo miglioramento

del livello economico,

della salute pubblica e

dell’istruzione. Il tasso di natalità

è più alto che in ogni altro paese

cosiddetto sviluppato, soprattutto

grazie alle numerose nascite nelle

famiglie arabe.

Poco noto è che nel Parlamento – la Knesset – il

10% è costituito da deputati arabi e che con evidente

sensibilità lo Stato ha sancito che i giovani

residenti di etnia araba godano dell’esenzione dal

servizio militare, per evitare che, nel caso di conflitto

armato con i Palestinesi, esponenti dello

stesso popolo si trovino faccia a faccia come nemici.

Gli abitanti di origine ebraica hanno già sviluppato

una mentalità più aperta di quella

attualmente dimostrata dalla Knesset; sono infatti

favorevoli al ritiro dai Territori: la lezione moderata

di Sharon e di Olmert ha fatto breccia. Gli arabi residenti

vivono in ottime condizioni e in libertà,

come altrettanto non potrebbero fare negli Stati

Arabi. La barriera di protezione di cui tanto si è

parlato viene vista dai politici israeliani come uno

scudo difensivo contro gli attentati particolarmente

sanguinosi perpetrati dai Palestinesi ed è anche un

monito per gli ebrei, affinchè realizzino che esiste

un limite all’espansione territoriale.

Considerato che nel 2050 la maggioranza della popolazione

sarà araba, Israele non potrà continuare

ad essere contemporaneamente uno stato ebraico,

uno stato democratico e uno stato esteso su tutto il

territorio storico tra il Mediterraneo e il Giordano.

Dovrà ridimensionare il suo assetto, scegliere soltanto

due tra queste opzioni e dedicarsi a potenziarle,

garantendo sempre la sicurezza ai cittadini.

Università della Terza Età:

prezioso patrimonio dei sestesi

di Ezio Anzelmo*

In queste giornate post elezioni nazionali

e locali ( romane in primis) mi accade

sovente di leggere i commenti

dei notisti politici dei periodici del

Nord Milano, e di Sesto in particolare.

Improvvisamente è cambiata la musica:

da un atteggiamento di comprensione

( perdonatemi l’ eufemismo) ,

verso le scelte o non scelte dell’ amministrazione

in carica da oltre 60

anni, si è passati alla critica dei partiti

perdenti sia a livello nazionale sia a livello

locale: dagli contro il PD e la

scomparsa “Sinistra l’arcobaleno”!

La presunzione di aver capito tutto e

di insegnare a quelli dell’altra area

culturale continua: ieri irridendo ai

“diversi” non schierati dalla loro parte,

oggi cambiando cavallo e cercando di

saltare sul carro del vincitore.

E’ storia vecchia, direte, accadde

anche nel dopoguerra. Ma cosa c’ “azzecca”

, direbbe Di Pietro, questo incipit

con l’Universita della Terza Eta’?

L’Università della Terza Eta’, per brevità

l’UTE, rappresenta uno dei pochi

esempi di istituzioni sestesi assolutamente

non schierate politicamente,

che persegue da oltre 13 anni due

obiettivi fondamentali al servizio dei

cittadini, riassumibili in :

a) diffondere la cultura relativa alle

due aree principali, l’umanistica e

scientifica;

b) essere un “ luogo”, nel senso proprio

attribuito dal grande antropologo

Marc Augé, dove le persone vivono

realmente la propria vita che è tale

solo in rapporto agli altri, in contrapposizione

ai “non luoghi”, ad esempio

gli aeroporti, dove ci si incontra tra

sconosciuti senza reciproci rapporti.

Qual è allora il legame tra i commenti

sulla politica nazionale e locale, la

gran parte dei periodici locali, e

l’UTE? I primi sono spesso. pervasi di

“ideologia”, altalenante in funzione

degli interessi immediati, la seconda,

l’UTE non è di destra nè di sinistra,

ancorché queste divisioni abbiano ancora

qualche significato. Ho vissuto

direttamente l’esperienza della UTE,

dalla sua fondazione ad oggi, e ho potuto

constatare le difficoltà incontrate

prima a farla nascere, poi a farla vivere,

sino allo stadio di sviluppo attuale

che si può riassumere in due

cifre: oltre 700 iscritti e circa cinquanta

corsi attivi. L’ UTE è una emanazione

dei due Lions Club operanti

nella nostra città, clubs per statuto assolutamente

apartitici, come tali vissuti

non proprio in sintonia con gli

orientamenti politici dell’amministrazione

comunale. Questa se non ne ha

osteggiato la nascita, non la ha certamente

favorita, anche se grazie all’ assessore

alla cultura dell’epoca

(1995-dott. Molinari), è riuscita faticosamente

a decollare con le prime

aule in villa Zorn. Da allora l’UTE

grazie al lavoro volontario e gratuito

dei soci fondatori, i soci dei Lions

Club, e all’impegno altrettanto gratuito

di docenti provenienti dal mondo

del lavoro, della scuola , dell’università

e delle professioni (un corpo docente

di circa 70 persone) fornisce un

servizio civile di alta cultura , privo di

“ideologie”, ai cittadini sestesi e a

quelli delle città vicine. L’amministrazione

comunale ha contribuito allo

sviluppo recente con la messa a disposizione,

a pagamento, delle aule di

viale Buozzi presso le scuole Barnaba

Oriani, ma resta il fatto che contrariamente

a quanto spesso si sente dire in

città: l’UTE è una Università privata,

gestita dai Lions Club locali. Essa non

grava sul bilancio comunale, vivendo

di mezzi propri: quelli raccolti tramite

quote associative di assoluta modestia

in rapporto al servizio reso.

Chi ha frequentato in questi ultimi

anni l’università lo può ampiamente

testimoniare.

(continua)

*past rettore dell’UTE

Il Patriarca di Armenia Karekin II in Italia

“Lungo la storia vi sono stati molti contatti

tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Apostolica

Armena, come pure si sono verificati

vari tentativi per ristabilire la piena comunione.

Ora dobbiamo pregare ed operare

fervorosamente affinché possa presto giungere

il giorno in cui le nostre Sedi ed i Vescovi

saranno in piena comunione ancora

una volta, così che si possa celebrare insieme,

al medesimo Altare, l’Eucaristia,

supremo segno e sorgente di unità in Cristo.

Fino all’alba di quel giorno, ognuna

delle nostre celebrazioni eucaristiche sof-

frirà dell’assenza del fratello che non è ancora

lì.” Così si espresse Giovanni Paolo II

il 10 novembre 2000, nel corso della celebrazione

ecumenica da Lui presieduta con

Karekin II.

La Chiesa Apostolica Armena è antichissima

e autonoma da quella di Roma. Nacque

in Armenia nel I secolo d.C., grazie

alla predicazione di due apostoli, San Bartolomeo

e San Giuda Taddeo. Mantiene,

unica nel mondo, alcune antiche usanze

cristiane, quali la celebrazione congiunta

del Natale e dell’Epifania in una singola

festività. Inoltre, sono tipiche della

sua arte sacra l’originale architettura

delle chiese e dei monasteri,

dalla struttura massiccia e dalle

singolari cupole a cono o a piramide,

i fregi decorativi in pietra,

tra cui notevoli incisioni con croci,

e le splendide miniature sui manoscritti.

L'Armenia fu la prima nazione ad

adottare il Cristianesimo come religione

di stato nel 301, quando

San Gregorio Illuminatore convertì

e battezzò il sovrano arsacide Tiridate

III e la sua corte. La memoria

di san Gregorio ha dato alla Chiesa l’appellativo“gregoriana”.

Il Cristianesimo si rafforzò ulteriormente

in quella nazione grazie alla traduzione in

lingua armena della Bibbia dal parte del

teologo e monaco San Mesrope Mashtots.

Il santo Meshrob Mashdotz (354-440), ha

fornito al popolo armeno un alfabeto proprio,

favorendone l’emancipazione culturale

dal mondo greco e persiano e ponendo

le origini di una cultura dai tratti singolari

e dalla radicata fede cristiana.

La Chiesa Armena di via Jommelli a Milano,

costruita nel 1958, è l’unica parrocchia

in Italia. Si contano circa ottocento

fedeli nell’area milanese e le attività pastorali

seguono da Milano i nuclei presenti

nelle principali città italiane. L’Italia è

molto importante per questa religione: ricordiamo

a Venezia la presenza del monastero

cattolico di rito armeno sull’isola di

San Lazzaro. Donato nel 1717 dalla Repubblica

di Venezia all’abate Pietro Mechitar

(1676-1749), profugo dalla Morea, è

stato finora un centro culturale di primo

piano, sede di iniziative editoriali e guida

didattica e culturale per gli armeni di tutto

il mondo.


SESTOUNOnews

di Carlo Cattaneo

Ha vinto Berlusconi. Piaccia o

meno, la vittoria è stata netta. I

motivi di questo successo sono

molteplici. Primo fra tutti la volontà di

semplificare la politica e mettere nell’angolo

coloro che hanno, di fatto, eroso consensi

e frenato l’azione politica dell’ultimo

governo presieduto dal leader di Forza Italia.

La sfida del “predellino” di San

Babila ha riportato il futuro premier

al centro dell’azione politica

nazionale, cavalcando

l’antipolitica come nessuno sarebbe

stato in grado. Ridicolizzando

Grilli parlanti, neodem di

ispirazione veltroniana e soprattutto

la maggioranza in carica,

incapace di modernizzare il

paese, di renderlo innovativo e

competitivo sui mercati mondiali.

In fin dei conti quello che è successo

il 13 e 14 aprile non

avrebbe nulla di anomalo se non

per un particolare: la fine della

SESTOUNOnews

Registrazione Tribunale Milano

n. 630 del 3.11.2003

Anno VI - n.4 maggio 2008

Direttore Editoriale: Marialuisa Scaletti

Direttore Responsabile: Alessandro Fede Pellone

Direttore di Redazione: Pino Cappellani

Redattori: Mariuccia Scarano e Roberto Vaini

Collaboratori:

Ezio Anzelmo, Carlo Cattaneo, Vincenzo di Cristo,

Antonino Filippelli, Daniela Mancini, Pietro Nunno

Stefania Notarnicola, Umberto Profilil, G.Venturini

Redazione:

Via Saint Denis, 9 - 20099 Sesto San Giovanni MI

Tel-Fax 02.37011167 - Mobile phone: 3394184896

sestounonews@tiscali.it

www.sestounonews.com

Chiuso in redazione il 9.5.08

Tiratura 33.200 copie

rappresentatività parlamentare di stampo

comunista in Italia.

Un comunismo che non ha avuto più nulla

da dire al suo elettorato. Un elettorato che

è maturato, che ha colto il superamento

ideologico, buono forse per la Rivoluzione

industriale, non certo per il terzo millennio.

Bertinotti, Diliberto, Giordano, impresentabili

agli occhi dei loro sostenitori, sono

La fine dell’uomo nuovo

stati puniti per non aver colto il malumore

e la paura generata da una politica terzomondista

che non guardava più agli strati

deboli della società, ma all’indulgenza

verso i clandestini, “produttori” non sempre

inconsapevoli di delinquenza, oppure

evidenziando l’atavico odio verso gli Stati

Uniti e l’occidente come deleteria espressione

del capitalismo.

La storia ha fatto giustizia. Arriviamo

con vent’anni di ritardo,

ma anche noi abbiamo

definito il capolinea e il confine

fra democrazia compiuta

e sistemi che si ispirano ancora

apertamente ad un tragico passato.

Urss, Cambogia, Vietnam,

Corea del Nord, Cuba

sono la sottile linea rosso (sangue)

che ha procurato guerre,

torture, povertà e miseria.

Il successivo scardinamento

sarà quello dei “poteri forti”

che dominano il nostro sistema

culturale dal dopoguerra, e

della “triplice” che, guarda a

12 maggio 2008 - pagina 11

caso, è espressione di un mondo cattolico

sgretolato (quello democristiano), di un

mondo socialista giustiziato (da tangentopoli),

di un mondo comunista superato

(dalla storia). Il Parlamento riconsegna alla

strada e ai consigli di fabbrica i sogni marxisti

della lotta di classe. Se ne sono accorti

tutti. Gli italiani, stanchi dei parolai, per

primi. Disse Papa Giovanni Paolo II del

comunismo: “si è rivelata una medicina

peggiore del male che intendeva curare.”

Ciò detto, si apre, ora, una nuova possibilità

di dialogo. Se il PD manterrà inalterato

il suo impegno di confrontarsi con il centrodestra,

senza più strizzatine d’occhio

verso un passato di ingovernabilità, la stagione

delle riforme avrà realmente modo

di concretizzarsi. Sarà un regalo alle Istituzioni,

ma, soprattutto, al Paese. Un passo

imprescindibile sarà quello di mettere la

persona al centro dell’azione politica. Un

insegnamento che ci viene dalla storia del

pensiero liberale, da Tocqueville passando

per Burke. Una nuovo scenario è di fronte

a noi solo se si sancirà, definitivamente, la

fine “dell’uomo nuovo”.

Pubbliredazionale

La sauna anche in casa. È possibile

Èil piacere di un momento in

compagnia di se stessi, o insieme

ad altri.

È concedersi una pausa nel benessere

per ritrovare e mantenere forma e bellezza.

Basta un semplice bagno di calore per

far traspirare e far eliminare, attraverso

il sudore, le tossine e i rifiuti della

pelle. E questo procedimento termico

è tra i più antichi e conosciuti del

mondo. Pare, infatti, che già negli antichi

insediamenti aztechi, le donne partorissero

in una sorta di capanna

“sudatoria”, così da poter beneficiare

del calore lenitivo e rilassante per alleggerire

le doglie.

Ma, accanto alle proprietà terapeuti-

che, per molti popoli, tra cui gli indiani

sioux, il bagno di sudore rappresentava

anche una funzione di purificazione.

Le tradizioni della sauna si sono conservate

e perfezionate soprattutto in

Finlandia e in Russia: non è

raro scorgere, sulle rive dei

laghi e dei fiumi, casette di

legno costruite a questo

scopo.

Nell’immediato dopoguerra,

la moda della sauna

finlandese si è diffusa anche

in Europa e negli Stati Uniti

grazie al fatto che, tra l’altro,

viene considerata un ottimo

metodo per rilassarsi e

favorire un sonno salutare.

Le saune “ prefabbricate” si possono

istallare in quasi tutti i bagni, apportando

alcune modifiche per i collegamenti

idrici e di scarico.

I prezzi sul mercato, iniziano ad essere

abbordabili ed avvicinabili

ad un sempre maggior numero

di famiglie.

Per ricevere materiale illustrativo

al riguardo scrivete

al seguente indirizzo

e.mail. remisesto@tele2.it /

potete altresì chiedere dettagliate

informazioni telefonando

alla s.n.c REMI di

Sesto San Giovanni via Puricelli

Guerra 209 mobile

phone 3470726184.


SESTOUNOnews 12 maggio 2008 - pagina 12

Car Sharing

Un’alternativa da scoprire

La Casa del Consumatore

ha realizzato il Progetto

“CAR SHARING:

un’alternativa da scoprire” insieme

a Lega Consumatori, con

la collaborazione di Guidami e

grazie al finanziamento della

Regione Lombardia.

Il Progetto, nato dalla volontà di

voler fornire un’alternativa utile

e intelligente ai problemi di congestione

del traffico, di inquinamento

e di difficoltà di

circolazione che caratterizzano

le grandi aree urbane, come Milano,

ha rappresentato un’interessante

risposta a tali

problematiche.

Il car sharing è un sistema di trasporto

innovativo che consiste

nell’utilizzare auto in condivisione,

sempre a disposizione, a

tariffe privilegiate, senza costi di

manutenzione, assicurazione e

di rifornimento. E’ un sistema di

noleggio self service di autovetture

a disposizione in autorimesse

distribuite capillarmente

in città in ogni ora del giorno e

della notte e in ogni giorno

dell’anno. Con il car sharing si

acquista l’uso effettivo dell’auto,

cioè la mobilità e non il

mezzo stesso.

Anche l’Onorevole Maurizio

Bernardo, membro della Commissione

Attività Produttive, è

stato invitato a valutare, in

prima persona, l’utilità di questa

importante alternativa di mobilità

veicolare. Negli ultimi anni,

infatti, la circolazione sta assumendo

aspetti quasi patologici

non più solo nelle aree strettamente

urbane.

Si rende, dunque, necessario un

approccio più sostenibile alle

quattro ruote che sia utile per ridurre

i congestionamenti del

traffico, di inquinamento e di

parcheggio, senza per questo

dover necessariamente rinunciare

all’uso dell’automobile. E

con un’attenzione particolare ai

costi di trasporto che continuano

ad aumentare soprattutto per i

trasporti privati. Da una recente

ricerca risulta, infatti, che più

del 4,5% dello stipendio mensile

viene speso dai lavoratori per lo

spostamento da casa al luogo di

lavoro. Inoltre, a causa del caro

benzina, dal 15 del mese l’utilizzo

dell’automobile per gli

spostamenti diminuisce del

25%.

Il progetto, terminato nel mese

di marzo 2008, ha fornito risultati

molto confortanti.

Sono state distribuite oltre 5000

brochure informative e sono

stati organizzati numerosi incontri

volti a far testare ai consumatori

e a numerose associazioni a

noi convenzionate quali Federcasalinghe,

Pinoy Club, Blueberrets,

questo nuovo strumento

di mobilità veicolare.

Il Presidente Nazionale del La

Casa del Consumatore, Alessandro

Fede Pellone, ricorda come

la mobilità privata è in questo

modo certamente agevolata,

portando un considerevole risparmio

per le famiglie numerose

che in luogo di acquistare

più di una vettura possono usufruire

di questo servizio disponendo

l’uso di un secondo

veicolo pagandone solo il kilometraggio

effettuato; ricordiamo,

inoltre, che il vantaggio

coinvolge anche i piccoli imprenditori

che possono entrare

nei centri cittadini e parcheggiare

nelle vicinanze dei luoghi

in cui svolgono le commissioni

risparmiando il costo dell’ecopass

e i costi di gestione della

vettura.

Da destra: Il Presidente Nazionale de La Casa del Consumatore, Alessandro Fede Pellone, e l’ Onorevole Maurizio Bernardo

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