FeBbRaIo 2005 - Bazar

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FeBbRaIo 2005 - Bazar

n.11 febbraio 2005

mensile di intrattenimento intelligente


2 EDITORIALE bazar 02 2005

MAra Codalli

Direttore arTistico

RoBerta FABrizi

REsponsaBile

Servizi WEB

Eugenia ROmanelli

Direttore responsabile

Vera RIsi

conDirettore

www.bazarweb.info

CRIstiana SCoppA

REsponsaBile

Comunicazione


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bazar 02 2005 laboratori studenti la sapienza 3

CRITICAL LIVING:

CONSUMO ETICO E

RESPONSABILE

Tutti conoscono il commercio equo e solidale, moltissimi ne parlano, tanti lo

praticano quotidianamente. Ma quanti di noi sanno dove è nato? E quando? E

cosa sono i Gas? E i Res? Sconosciute sigle chimiche? No, piuttosto soggetti

economici tradizionali (commercianti, produttori, persone) che operano in

maniera rivoluzionaria.

Perché il mondo si cambia a partire dalle busta della spesa

Degli Studenti de l’Università La Sapienza di Roma


4 studenti la sapienza laboratori bazar 02 2005

Il CEeS

Il CEeS (commercio equo e solidale), o Fair trade, secondo la dizione

anglosassone adottata a livello internazionale, nasce in Olanda

negli anni Sessanta per poi diffondersi in tutti gli altri paesi europei.

Il principio di fondo è quello di garantire un compenso equo e servizi

socio-sanitari ai piccoli produttori dell’America latina, dell’Africa, dell’Asia

e dei Paesi dell’Est. Tutti i prodotti del CEeS sono corredati di una

scheda tecnica che ne spiega le caratteristiche e illustra i passaggi

economici intervenuti. In tal modo i consumatori possono conoscere in

piena trasparenza le spese che hanno determinato il prezzo di vendita.

L’uso delle materie prime e le tecniche di produzione tengono conto della

salvaguardia dell’ambiente e della salute di produttori e consumatori.

Dunque, occhio al marchio. Per la certificazione dei prodotti del Sud del

mondo commerciati a un prezzo equo, venduti attraverso i canali della

grande distribuzione in Europa, ci sono marchi come Fair Trade Mark,

TransFair (in Italia) e Max Havelaar. I prodotti sono acquistabili nelle

Botteghe del Mondo, presso cooperative di prodotti naturali, artigianali e

biologici, in alcuni supermercati, e on-line.

Consumo etico non è solo quello di prodotti come caffè e riso, ma

anche di turismo. Perché anche il soggetto che decide di partire è

un consumatore. Esiste il “Turismo Responsabile”: un viaggiare

alternativo che va incontro ai paesi di destinazione e alle

popolazioni locali; un turismo a basso impatto ambientale, equo

nella distribuzione dei proventi. Questi sono i principi dell’A.I.T.R.

(Associazione Italiana Turismo Responsabile) della quale fanno parte

associazioni no profit che si occupano a diverso titolo di turismo, e

diversi soci individuali.

I consumatori, però, sono anche risparmiatori. Da diversi anni sono

nate in Italia le MAG (Mutua Auto Gestione), cooperative finanziarie che

raccolgono i risparmi dei soci e li investono in attività di forte contenuto

etico e sociale. Alcune di queste MAG hanno dato vita alla Banca Etica.

Chi crede che i paesi più poveri debbano avere pari opportunità rispetto

a quelli economicamente avanzati, può fare una scelta: aderire all’equosolidale,

in tutte le sue forme.

Di Laura Armillotta

Commercio e&s: la

risposta italiana

La posta in gioco è elevata, l’obiettivo è nobile: creare una rete di

commercio di dimensione mondiale, nel rispetto delle condizioni sociopolitiche

di tutti quei popoli solitamente inquadrati come deboli e poco

attivi nel partecipare agli assetti economici globali.

Sì alla globalizzazione, dunque, ma in modo intelligente permettendo

anche ai più piccoli e svantaggiati produttori del mondo un futuro

attraverso condizioni di lavoro degne e un giusto guadagno finale.

In Italia nel 1994 nasce TransFair, marchio di garanzia del CEeS e

consorzio costituito da organismi che, in cooperazione internazionale,

si occupano di diffondere nella grande distribuzione i prodotti del giusto

commercio. Le grandi catene commerciali, quali Coop, GS, Carrefour,

Panorama, Pam insieme ad altri minori, aderendo a questa iniziativa,

hanno permesso l’ingresso nei propri punti vendita di prodotti certificati

Transfair.

Il panorama italiano è ampio e articolato, e molte sono le associazioni e

cooperative che cercano di curare, eticamente, gli interessi commerciali

del sud del mondo. Eccone alcune:

Cooperativa Equo Mercato (Cantù): è una centrale di importazione.

L’import è da produttori presenti in Africa, Asia e America Latina.

Numerosi i generi trattati, dall’arredamento, alla bigiotteria, alla

cosmetica. Si occupa anche di comunicazione, producendo materiale

informativo e organizzando incontri a tema. www.equomercato.it

Cooperativa Equoland (Firenze): importa direttamente da circa 30

Paesi del sud del mondo, grande presenza nel settore alimentare e in

particolare in quello dolciario. Fanno parte della linea “Dolce & Solidale”,

realizzata con materie prime provenienti dall’Ecuador, il cioccolato

Ciocador in tavolette, le praline Perlita, la crema Estrella primera, i

Gianduiotti, il cacao in polvere. www.equoland.it

Cooperativa Pangea (Roma): artigianato e alimentare sono i settori

di riferimento per questa associazione che, nata nel 1991, è ormai

affermata realtà anche per quanto riguarda attività di formazione

culturale. I due negozi romani sono anche punti di incontro e confronto,

per capire meglio come ogni prodotto abbia una sua storia di solidarietà

e giustizia. www.commercioequo.org

Associazione Botteghe del Mondo: come riportato sul sito, “è l’anima

del Commercio Equo e Solidale in Italia... uno spazio in cui produttori e

consumatori si incontrano, costruendo insieme l’altro mondo possibile...”.

E’ per eccellenza la rete di vendita diretta, presente su tutto il territorio

nazionale, con 110 botteghe affiliate, vari i generi commerciali trattati, e

uso delle materie prime derivanti dal paese d’origine.

Di Francesco Moriconi

Quando la qualità diventa etica:

prodotti “buoni”, equi e solidali

Non saranno scintillanti e addomesticati come quelli che ci ammiccano dagli

scaffali dei supermercati, ma dalla loro hanno una marcia in più: l’eticità. I

prodotti alimentari (caffè, tè, cacao, miele, frutta secca, cioccolata, spezie,

etc.etc.…) sono coltivati nel rispetto delle persone e dell’ambiente, molti

provengono da agricoltura biologica, e, soprattutto, nascono da una logica che

riconosce nei produttori dei soggetti della relazione economica, e non degli

oggetti da sfruttare. Da Asia, Africa e America Latina provengono anche oggetti

d’artigianato realizzati seguendo tecniche di lavorazione tradizionali: giochi per

bambini, fatti con materiali naturali, strumenti musicali, borse, gioielli, arazzi,

cesti di banano, giunco o bambù. E inoltre libri, abiti coloratissimi e quaderni

fatti a mano. Ogni prodotto è avvolto dal fascino della terra da cui proviene

e ne racconta la storia, racchiudendo in sé arti antiche e lontane. Il prezzo di

tutto questo? Equo e solidale, appunto: tutela i produttori e comprende un

margine da investire nello sviluppo della produzione o per sostenere progetti di

solidarietà. Prezzi che non si discostano da quelli che normalmente sosteniamo

(per esempio un pacco di biscotti –300 gr- costa 1,85 euro), ma che in più ci

garantiscono giustizia commerciale, né sfruttamento né beneficenza.

Principali paesi produttori

Africa:

Benin,Camerun,Etiopia,Ghana,Kenya,Marocco,Mozambico, Ruanda,Tanzania,

Uganda, Zambia

America Latina:

Bolivia,Brasile,Colombia,Ecuador,Guatemala,Messico,Peru’, Uruguay,

Venezuela

Asia:

Bangladesh, Cambogia, Cina, Filippine, India, Indonesia, Nepal, Pakistan,

Thailandia,Vietnam

Europa:

Albania, Croazia, Francia, Germania, Italia, Romania

Di Emily Menza

Mercato solidale o beneficenza?

La volontà di aiutare i paesi del Sud del mondo accomuna molti ma, a

differenza di altre opere a scopo umanitario, il commercio equo e solidale, non

dona gratuitamente, bensì tende a valorizzare capacità produttive già esistenti

nelle zone interessate. In un gesto quotidiano e inevitabile c’è il mezzo per

fare della solidarietà, garantendo maggiore dignità al produttore e massima

trasparenza al consumatore. Questa è la testimonianza di Eliana Irato, cliente e

commerciante del CEeS.

Da quanto tempo aderisci al CEeS?

Io ne utilizzo i prodotti quotidianamente da quasi due anni, ma molti non ne

hanno mai sentito parlare e questo assicura un alto potenziale di sviluppo.

Che garanzia hai sulla qualità dei prodotti?

Molti portano il marchio BIO che, al di là del circuito equo, è una garanzia

riconosciuta. So, comunque, che uno degli scopi del CEeS è la tutela

dell’ambiente e ciò comporta il minimo utilizzo di pesticidi.

Il commerciante guadagna o lo scopo è esclusivamente umanitario?

I guadagni non vanno in toto ai produttori. Le botteghe sono tutte cooperative

no profit ma devono coprire le spese. Il prezzo del prodotto viene stabilito con

dei margini che lo consentano, senza ricavi per noi e con introiti dignitosi per i

produttori. Proprio per questo alcuni articoli costano di più.

Perché scegli questa forma di solidarietà?

Credo che la carità, per quanto gesto nobile, non sia il mezzo più adatto per

aiutare i paesi in via di sviluppo. Attraverso la valorizzazione delle loro attività

hanno la possibilità di sostenersi indipendentemente dagli aiuti dei “ricchi” e

possono farsi strada nel mercato locale ed in quello internazionale.

Di Irene Caporale

A tutto GAS…

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Se il gas vi fa pensare a qualcosa di nocivo o inquinante… cambiate subito idea.

In questo caso GAS sta per “gruppi di acquisto solidale”. Un primo esempio

di GAS si afferma in Italia nel 1993, con l’operazione Bilanci di Giustizia, che

chiede alle famiglie di verificare sul bilancio familiare l’incidenza delle modifiche

al loro stile di vita. Nascono così gruppi di famiglie che, insieme, praticano

comportamenti equi nella loro zona (tra i quali, acquisti collettivi). Ma il primo

GAS vero e proprio nasce nel ‘94 a Fidenza (Reggio Emilia).

Oggi esistono oltre 150 GAS nel nostro Paese, alcuni autonomi, altri

collegati tra loro, una vera e propria “rete di acquisto solidale”. Tra i tanti

ricordiamo InterGAS milanese (MI), GASTorino (TO), Ass. Ecolandia (SR), Ass.

EticaMENTE (FI), GAS Appia Antica (Rieti), GAABE (RM), Club Natura&Salute

(BR).

I prodotti acquistati devono provenire da piccoli produttori locali (che si

conoscono direttamente, riducendo così anche l’inquinamento e lo spreco di

energia dovuti al trasporto) e devono essere biologici ed ecologici… Ciao ciao,

OGM…!

Ogni GAS nasce autonomamente, ma alla base vi è sempre una sorta di

critica verso l’attuale modello di consumo e di economia globale dominante, e,

parallelamente, la ricerca di un’alternativa immediata a tale modello. Chiunque

entri a far parte di un GAS, capisce di non essere più solo nella pratica del

consumo, riuscendo anche, attraverso il confronto, a verificare le proprie scelte.

Di Antonio Micali


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Mercatini dell’usato:

nuova filosofia di vita

bazar 02 2005 laboratori studenti la sapienza 5

Una rete solidale e una nuova moneta

Nata da un’idea della Rete di Lilliput, la RES (Rete di Economia Solidale) ha presto ottenuto il sostegno di numerosi soggetti del vasto mondo

dell’equo-solidale: Botteghe del Mondo, GAS, cooperative sociali, associazioni di finanza etica e di turismo responsabile. La Res promuove un

nuovo modo di fare economia che non ha nel profitto e nella speculazione i suoi principali obiettivi, ma, piuttosto, tende a creare un rapporto

diretto tra produttore e consumatore nel rispetto dell’ambiente e delle persone.

Organi primari dalla Res sono i DES (distretti di economia solidale). I neonati Des, la prima iniziativa risale agli ultimi mesi del 2003, sono gruppi

costituiti da soggetti economici tradizionali (clienti, commercianti, produttori, finanziatori etc.) che operano e sono presenti sul mercato in

maniera rivoluzionaria. Il meccanismo messo in atto prevede la costituzione di distretti, per l’appunto, in cui le operazioni di compra-vendita

avvengano secondo i principi primi dell’equo-solidale: giustizia sociale, sostenibilità ambientale e valorizzazione del territorio.

A questo proposito merita un accenno l’iniziativa “Eco-Aspromonte” promossa dal Parco dell’Aspromonte in collaborazione con la Banca

popolare Etica di Padova. L’Eco-Aspromonte é una moneta locale a circolazione limitata, il suo valore è pari a un euro; sono stati coniati quattro

tagli: Eco 1-2-5 e 10. Eco-Aspromonte nasce per rilanciare una zona economicamente depressa, per incentivare l’acquisto di prodotti tipici, sui

quali viene effettuato uno sconto, e per dare nuovo impulso al turismo.

Di Serena Cama

Scarpe, occhiali, strumenti musicali, macchine…ne avete bisogno ma i soldi non bastano mai?

La soluzione: i mercatini dell’usato, ve ne sono veramente di tutti i tipi e dislocati ovunque.

I mercatini degli oggetti usati e la formula commerciale del “conto vendita” proliferano giorno dopo giorno. La

ragione di tanto successo e’ quasi certamente dovuta all’inversione di tendenza degli ultimi anni, quando, dopo

il boom economico degli anni ‘60 e l’era del consumismo degli anni ‘80, nel 2000 gioco forza, e facendo di

necessità virtù, si e’ man mano diffusa la nuova cultura ambientalista del recupero intelligente e del riciclaggio.

Così c’è chi decide di spendere poco ma bene. Una vera e propria filosofia di vita, la possibilità di trovare tra tanti

oggetti quello che risponda ai propri gusti senza alleggerire troppo il portafoglio.

Mercatini

Roma: p.za di Porta Portese – tutte le domeniche 8 – 14

via Sannio – dal lunedì al sabato 8 – 14

via Collatina e via Palmiro Togliatti “Porta Portese 2” – tutte le domeniche

Milano: p.za della Cooperazione, Cinisello Balsamo – ogni seconda domenica del mese

piazzale Mercato Sud, Desio – ogni secondo sabato del mese

Genova: p.za dei Macelli – tutti i giorni

Firenze: p.za dei Ciompi – tutti i giorni

Napoli: via Poggioreale – tutte le domeniche

Mercato delle pezze di Resina (Pugliano NA)

Fiera del Baratto e dell’Usato

Oltre 700 collezionisti ed espositori, mille stand, mostre e laboratori danno vita al più grande mercato dell’usato

“garantito” ; una manifestazione che insegna, ai visitatori di tutte le età, a riciclare e risparmiare con piccoli

accorgimenti quotidiani. Unica manifestazione del genere in Italia, ideata ed organizzata dall’ Associazione

Bidonville, nasce dal principio che spesso ciò che appare inutile può essere ancora usato. Qualche esempio? Un

frullatore rotto può tornare a nuova vita e ospitare un pesciolino rosso,un giocattolo in disuso può ancora fare la

felicità di un altro bambino, (o di un vecchio collezionista) , il passeggino abbandonato in soffitta che consente di

far risparmiare i nuovi genitori… Non a caso lo slogan dell’associazione Bidonville è “l’Associazione che riutilizza

tutto. Anche la testa! Dal 7 febbraio 2005 è possibile iscriversi per partecipare

alla 18ma edizione.

Info: www.bidonville.org – tel. 08115529988

Di Annarita Lone

Usa e …riusa

Dalla cooperativa “Triciclo” a “Gli amici dello scarto”. Come e dove fare

acquisti solidali e a basso prezzo.

Nell’epoca dell’usa e getta, del consumismo sfrenato e delle moda da

seguire a tutti i “costi”, c’è chi va in contro-tendenza e fa dell’usa e riusa il

proprio stile di consumo.

Dietro i mercatini dell’usato vi sono spesso iniziative di solidarietà e sostegno

ai poveri, ai paesi in via di sviluppo e agli emarginati che vivono nel nostro

paese ( tossicodipendenti, extracomunitari etc...). A Torino la cooperativa

Triciclo ha dato vita a un “Centro pilota per il riuso e il riciclaggio” e

organizza, ogni sabato, un mercatino nel quale si può trovare davvero di

tutto.

Triciclo è solo un esempio. Tante sono le opportunità per il consumatore

intelligente che vuol fare acquisti convenienti, con una mano nel portafoglio

e l’altra sul cuore.

Triciclo

via Regaldi 7/11 (Torino) tel.011 2476311

Di mano in mano

via delle Leghe 16 (Milano) tel.02 95761810

Emmaus

via Mattaranetta 41 (Verona) tel.045 976024

via Baldelli 36 (Roma) tel.06 5431544

via Don Cavallera 13, Boves (Cuneo) tel.0171

387834

Mani tese

via Aretina 230/b (Firenze) tel.055 6504262

via Imbriani 17 (Milano tel.02 39321340

Gli amici dello scarto via Palazzo 1, Montirone

(Brescia) tel.030 2171051

Di Serena Cama


6 studenti la sapienza laboratori bazar 02 2005

La mia banca e’ differente

Un nuovo tipo di economia è possibile. Un’ economia che - come sostiene Amartya Sen economista e

premio Nobel - al valore della ricchezza aggiunga anche la felicità, un concetto diverso dal benessere.

Una persona è più ricca di un’altra quando è più felice e ha ottenuto una migliore qualità della vita;

la qualità della vita diviene quindi una variabile algebrica nei calcoli economici. Il mercato è vero

mercato quando non produce solo ricchezza ma soddisfa anche attese e valori etici. Proprio su questa

sinergia tra economia e etica si fonda l’operato di banche come l’italiana Banca Etica, Grameen Bank

del Bangladesh o le europee Oekobank, Triodos BK, e molte altre nel mondo che con il loro operato

rendono “bancabili” quei 2,5 miliardi di persone escluse dai circuiti bancari tradizionali. Si tratta di un

punto d’incontro tra risparmiatori che condividono l’esigenza di una più responsabile e consapevole

gestione del proprio denaro e progetti che s’ispirano ai principi di un modello di sviluppo sostenibile e

solidale.

I settori in cui le banche etiche investono sono la cooperazione internazionale e sociale, la tutela

ambientale, l’associazionismo, il commercio equo-solidale, la valorizzazione dei beni culturali. I

risparmiatori al momento della sottoscrizione possono scegliere il settore in cui investire e il tasso

d’interesse da applicare. Le zone d’azione che le banche etiche privilegiano sono naturalmente quelle

sottosviluppate del sud del mondo, martoriate da decenni di sfruttamento coloniale e costrette ancora

ad alimentare con la loro povertà la nostra ricchezza.

Di Massimiliano Porretta

Equo-solidale: dove, come, cosa e quando

Dal corso universitario a quello full immersion di 2 giorni. E poi siti, libri e mostre.

Ecco quello che vi serve per entrare nel mondo dell’ e&s.

A scuola di bio

Primo Master in CEeS, certificazione etica e biologica dei sistemi agro-alimentari dell’Università di

Bologna. Per iscrizioni: Alma Mater Studiorum Università di Bologna, ufficio Master via Zamboni

34, Bologna tel.0512098037-8 www.reggio.unibo.it.

Si apre la nuova stagione dedicata alle iniziative formative del Formin’ di Roma. Sono previsti corsi di

consumo critico, comunicazione, educazione allo sviluppo, PCM - metodologia della progettazione.

A breve anche un corso per operatori umanitari e un laboratorio teatrale. I corsi si terranno presso la

sede di Formin’ in Roma, via Tibullo 11.

Info: formin@libero.it - 0668136437

Eventi

Biofach 2005: dal 24 al 27 febbraio 2005 a Norimberga. Fiera del

prodotto biologico e non solo. www.biofach.de.

Mostra-convegno internazionale Terra Futura: dall’8 al 10 aprile 2005 a

Firenze, Fortezza da Basso, www.terrafutura.it.

Global Week of Action (GWA): dal 10 al 16 aprile 2005 iniziativa

che si svolgerà in tutti i paesi del pianeta, un’azione unitaria

che attira l’attenzione sul CEeS. Tutti gli organismi partecipanti

promuoveranno campagne nazionali e regionali www.april2005.org,

info@april2005.org.

Libri

Siti

Commercio equo e solidale - David Ransom ( Carocci. 152 pp, 13.30 euro)

La crisi di crescita - Fabio Gavelli e Lorenzo Guadagnucci (Feltrinelli. 168pp, 8 euro)

Il Banchiere dei poveri - Muhammad Yunus (Feltrinelli. 272pp, 7.50 euro)

www.bazarweb.info

www.altromercato.com - www.commercioalternativo.it

www.equo.it - www.assobdm.it

www.aitr.org - www.bancaetica.com

di Giovanna Silvestri

Sei uno studente, liceale o universitario? Vuoi scrivere e collaborare

con noi? Hai dubbi, critiche o complimenti da farci, delle novità da

segnalarci?

SCRIVI A: direzione@bazarweb.info


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Studenti la Sapienza

Roma - LABORATORI -

Critical living: consumo

etico e responsabile

Roberto Pisoni -

VISIONI - Il lato sinistro

dell’America

Alessandro Benvenuti

- VISIONI (IN PILLOLE)

- Datevi al rosso

Giuseppe Mottola

- VIDEOGIOCANDO -

Vintage computing

Caterina Gonnelli -

ONDE - I nuovi confini

dello schermo

Giulia Baldi - SINTONIE

- Scelte d’ascolto

molto… ragionate

Gabriella Serusi

- SCENE - Il fuoco

della danza e i teatri

dell’impossibile

Enrico Lo Verso -

SCENE (SALMONI)

- Laboratorio di Teatro

Pietro D’Ottavio -

SUONI - In esclusiva

per Bazar: Tiromancino!

Marcello Amoruso

- SUONI - Il gusto noir

dei Daunbailò

Fabrizio Gianuario -

SUONI - L’ondeggiare

sonoro di Steve Reich

Fabio Murru - SUONI

- (RECENSIONI)

- Lasciarsi rapire dai

suoni

Johnson

Righeira - SUONI

(CONTROCANTO) -

Just a groovy sound

Ciro Bertini - LEGGERE

- (RECENSIONI) - Tra

giovani scrittori e

“bambini prodigio”

Marco Begani -

LEGGERE (FUMETTI)

- La rinuncia a capire

Nancy Brilli

- LEGGERE

(BRILLETTURE) - Ero

secca di pensieri

Andrea Lisi - NOTTE -

Signore e signori: Sua

Eccellenza Legowelt

Marcello Amoruso -

NOTTE - Nomadismi

notturni

Alberto Traversi -

NOTTE - Clubbing:

new swarowski style

Claudio Coccoluto

- NOTTE

(NOTTETEMPO) - Vi

sembro spudorato?

Fabio Canino - TRASH

CULT - Ma cosa è

davvero TRASH?

Antonio Incorvaia

- TRASH CULT

- Fatima…

ndaredallamamma!

Chiara Spegni - GUSTI

- Agnello!

Chiara Tacconi -

GUSTI - Per valli e per

monti

Eva Buiatti - GUSTI

(MANGIA COME

LEGGI) - Fatevi tentare

dall’agnello farcito

Lorella Scacco - ARTI

- Tra la vita e la morte?

La paura

Luca Beatrice - ARTI

- Ciò che sembra e ciò

che è

Marzia di Mento -

ARTI - La preistoria?

Raccontata dal futuro

Vladimir Luxuria - ARTI

- CONTROPIEDE

- Dall’Abbruzzo alla

Giamaica

Luca Carboni - ARTI

- (SKIZZI) -Love

Andrea Mugnaini -

VIAGGI - Bahia, anima

africana

Agnese Ananasso

- ESSERE - Quanto

siamo giovani dentro?

bazar 02 2005 SOMMARIO 7

Giulia Premilli - AVERE

- Design ad alto tasso di

adrenalina

Agnese Ananasso - HI-

TECH - Easy to Use! Le

nuove frontiere dell’hitech

Oliva Muratore -

ARCHITETTURE - Roma,

una città che t’irretisce

Matteo Bianchini -

PICCOLI - Pulcinella

aveva un gallo…

Valerio Cammarano

- SPORT - Triathlon: 3

volte campioni!

Angelita Peyretti -

SCIOCCHINA - Quel

santo di Valentino

Valeria Cecilia - CORSI

- La magia di scrivere un

libro

Giuliano Cangiano -

FENOMENI - Paladini

delle libertà

Valeria Cecilia - NET -

Alternative possibili

Guido Dolara - NOI - Il

nuovo lusso? E’ tutto

naturale

Franco Andreucci -

LORO - Baseball USA:

urban sport

Cristiana Scoppa -

MIGRAZIONI - Ostetrica

senza confini

Giulia Premilli - GENDER

- Il viagra di Pompei

Eva Robin’s -

CONTAMINAZIONI -

Where 2 go?

Mario Morcellini -

CORTEI - Notti bianche:

il bianco e il nero delle


10 di roberto pisoni visioni bazar 02 2005

l lato sinistro dell’America

Lui è uno che non si lascia addomesticare

facilmente. Nemmeno quando qualche casa

cinematografica gli ha imposto qualche attore

di successo… Eppure Alexander Payne non

ha pregiudizi sul cinema commerciale. I suoi

maestri? Visconti, Antonioni, Fellini. E intanto

si prepara a fare qualcosa di memorabile…

Arrivato al mainstream dalla scena indipendente, in dieci anni di carriera Alexander

Payne si è affermato come uno dei più notevoli autori americani di

commedie. I dialoghi sapidi e la velenosa analisi sociale che caratterizzano il suo

tocco hanno indotto i critici a scomodare i nomi classici di Preston Sturges e Billy

Wilder. Originario del Nebraska, Payne ha ambientato le prime tre commedie nella

sua città natale, Omaha, per descrivere il Midwest senza la lucentezza edulcorata

che piaga i film di Hollywood sulla vita quotidiana tra le due coste.

Il “cupo patetismo della vita su questo pianeta” è il principio d’ispirazione

più generale che governa i suoi lavori: dall’esordio Citizen Ruth (1996) alla

satira di Election (1999) fino al più celebre e amaro About Schmidt (2001), Payne

è il feroce entomologo della crisi di mezza età del maschio medio

americano. I protagonisti delle sue storie sono loser talvolta insopportabili, ma

la loro misantropia e i loro fallimenti sono il segno di una frattura insanabile tra

l’individuo, le sue aspirazioni e la società contemporanea.

Sideways, ultimo film incredibilmente amato anche dall’establishment dei

Golden Globe e degli Oscar, ha per protagonista un scrittore fallito, Miles (lo

strepitoso Paul Giamatti) che coinvolge l’amico Jack (Thomas Hayden Church)

in una scalcinata vacanza on the road tra degustazioni enologiche e derive

esistenziali. Centrata sull’amicizia di due buffi anti-eroi, Sideways è l’opera più

calda e meno cerebrale di Payne, un trattato affettuoso sulle debolezze e le virtù di

un’umanità marginale ma piena di dignità.

Tra i vigneti della valle di Santa Barbara in California, set del film, Payne ha

riscoperto la passione per il vino che risale agli anni della scuola di cinema

all’UCLA: “Mentre stavo progettando il mio primo film, ho cominciato a cucinare e

più cucinavo più avevo bisogno di

informazioni accurate sul vino. All’epoca avevo una fidanzata che ne sapeva abbastanza.

La cosa più bella nel realizzare Sideways è che finalmente ho smesso di essere prigioniero

delle riviste e dei negozi specializzati. Trattando direttamente con i produttori e visitando i

vigneti ho imparato a valutare la qualità del vino con un metro di giudizio più interno, da

esploratore sul campo”. Il crescente successo commerciale e critico dei suoi film non

sembra aver messo particolari pressioni alla carriera di Payne, che fino ad ora ha

sempre avuto il final cut (l’ultima parola sul montaggio) e libertà completa nella

scelta del cast. Soltanto una volta, quando diresse Election, la Paramount cercò

di imporre Tom Cruise al posto di Matthew Broderick nella parte del protagonista,

non perché fosse più adatto al ruolo ma semplicemente perché, nel loro business

plan, avrebbe garantito maggiore successo al botteghino. Alla fine però, anche

in quella circostanza Payne l’ebbe vinta: “Gli studios pensano che devi utilizzare gli

attori sulla cresta dell’onda per dare un valore aggiunto all’opera, senza valutare quali ruoli

e facce richieda la sceneggiatura. E’ un gioco talvolta divertente. In About Schmidt avevo

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Jack Nicholson, una star, ma era anche l’attore perfetto per il ruolo”.

Payne non ha pregiudizi sul cinema commerciale in sé e valuta

positivamente la tendenza che spinge le major a commissionare

molti dei recenti blockbuster a dei registi dalla forte personalità:

“Quando gli studi affidano i blockbuster a registi intelligenti come

Steven Soderbergh (Ocean’s Eleven e Twelve), Sam Raimi (i

due Spider-Man) Alfonso Cuarón (l’ultimo Harry Potter), mi

dico: ‘Dio li benedica”, perché saranno comunque film interessanti che

potrebbero anche superare l’esame del tempo. Ma quando licenziano dei

semplici “prodotti” ispirati al marketing, come Van Helsing e Catwoman,

il risultato non può che essere disastroso”. Come scrittore Payne ha

spesso collaborato con Hollywood, ripulendo la stesura finale

di Ti presento i miei (non accreditato) e, meno gloriosamente,

ritoccando Jurassic Park III (accreditato). Ma è sempre più

orientato a realizzare progetti personali, dedicandogli tutto

il tempo di cui hanno bisogno: “Voglio che tutti i miei film

appartengano a me e basta. C’è un pubblico adatto a questo genere

di opere più pacate, più contemplative, più umane vorrei dire. Per questo

sono contento che Sideways abbia successo, per incoraggiare altri filmaker

a percorrere strade alternative, oblique”.

A dispetto delle accoglienze entusiastiche Payne non

è convinto che Sideways sia un capolavoro. Gli piace

chiamarlo un “lavoro minore”, come i film precedenti.

A differenza del prossimo progetto che sarà un film in

bianco e nero, in Cinemascope, con un cast importante

e una storia polifonica, ispirato a La dolce vita. Payne infatti

non ama misurarsi con i talenti contemporanei, David

O. Russell (un amico), Sofia Coppola o Paul Thomas Anderson,

ma con i grandi maestri italiani - Visconti, Antonioni, Fellini:

“Avrò realizzato un qualcosa di memorabile solo dopo

aver diretto un film delle dimensioni de Il gattopardo o de

L’avventura”.

Nel frattempo c’è Sideways, film arguto e commovente

sull’amicizia maschile, il fallimento e la rieducazione ai

sentimenti. E un’appassionata lettera d’amore al vino.


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E’ tipico dei grandi maestri: a forza di “riconoscersi” e

perfezionarsi, fanno sempre lo stesso film. Si citano, non

sperimentano più sul cinema in generale ma su se stessi. Così

accade da un po’ di tempo a Martin Scorsese che usa ormai un

suo idioletto, una grammatica cinematografica personale, viaggia

attraverso la sua opera per costruire nuove “frasi”, per raccontare

nuove storie, storie altrui. Il suo stile è arrivato alla piena maturità

e dopo l’exploit di Gangs of New York, la sensazione che quel film

abbia detto tutto sui suoi interessi e le sue angosce è dominante.

Ma nonostante il manierismo maniacale, Scorsese è troppo

bazar 02 2005 visioni di roberto pisoni 11

talentuoso per limitarsi a saccheggiare il suo cinema. Così The Aviator non può essere licenziato semplicemente come un film summa di questo

savoir-faire, a dispetto delle numerose concessioni narcisistiche che affiorano qua e là, ma come una nuova appendice al suo universo, una nuova

declinazione d’un medesimo verbo. Il personaggio di Howard Hughes – la sua precisione matematica, il suo temperamento ossessivo – prolunga

quello di Sam Rothstein (Casinò), il montaggio rinvia spesso a quello di Quei bravi ragazzi, i numerosi flash che esplodono in faccia

al protagonista fanno eco a Toro scatenato, i movimenti indiavolati attorno all’aereo di Hughes oscillano con la stessa dinamica delle riprese

aeree sull’ambulanza di Al di là della vita e così via… la lista sarebbe lunga.

Scorsese, e con lui il direttore della fotografia Robert Richardson e la montatrice Thelma Schoonmaker, moltiplicano i rimandi alla loro filmografia

comune. Il lavoro confina dunque con il déjà-vu reiterato, senza peraltro cadere nell’autocompiacimento. Perché ogni effetto è perfettamente

giustificato, ed efficace, sempre.

Quello che manca in The Aviator è il caos anarchico dei primi film o l’apporto alla sceneggiatura di un Paul Schrader, di un Jay Cocks o di un

Nicholas Pileggi. La sceneggiatura di Logan, ben ritmata malgrado le tre ore di racconto, offre un perfetto veicolo agli oscar per i tecnici o gli attori

ma preferisce tirare all’esaustività della vita tumultuosa del suo personaggio, piuttosto che condensarla in alcune scene maggiori e incontestabili.

E il regista segue queste linee fedelmente, si appropria del materiale ma passando a lato dei momenti “vuoti” del suo personaggio, quando è

sulla soglia del malessere o della paranoia. Ben rodato all’esercizio così singolare del biopic (da Jake La Motta in Toro scatenato al Dalai Lama

di Kundun, passando per Cristo in persona), Scorsese raggiunge qui il suo risultato più sfolgorante, forse anche il più divertente di

tutti, ma allo stesso tempo il meno complesso. Alla fine The Aviator è un magnifico divertissement, con poca anima e molto talento su ogni

fotogramma di pellicola. Ma sarebbe stupido non abbandonarsi a uno spettacolo così bello, a un Di Caprio una volta di più convincente e a una

Cate Blanchett/Katharine Hepburn sublime.

Intervista ad Arnaud Desplechins

L’amore e’ un memoriale

In Francia Arnaud Desplechins è un autore di culto controverso e discusso,

in Italia un perfetto sconosciuto. Non sono bastate le attestazioni di stima

al suo film Roi et reine, che ha rischiato di vincere l’ultimo festival di

Venezia, per garantirgli una distribuzione immediata. Lanciato da Comment

je me suis disputé... (ma vie sexuelle), questo regista di 44 anni è quasi un

modello “aggiornato” del classico cinema d’autore alla francese con tutti

gli ingredienti al punto giusto (i patemi d’amore, i tempi rilassati, gli

spaesamenti giovanili), ma sa sempre donargli un ampiezza romanzesca e

un respiro corale di grande fluidità.

Rois et reine è un melodramma burlesco o una commedia tragica?

Le due definizioni condensate insieme mi sembrano più adatte. Amo

i generi, confrontarmi con dei modelli, attento a tenermi alla giusta

distanza per non copiare. All’inizio l’idea era questa: vedere una donna

che comincia un film senza che sia un uomo a raccontarla. E’ lei che parla,

che si prende carico del racconto. Un personaggio femminile solare che a

poco a poco diventa nero. Dal momento che doveva percorrere un lungo

cammino ho pensato a un compagno che potesse chiarire allo spettatore

alcune cose e farlo ridere. Ecco dunque Ismaël. Due personaggi bloccati, lei

nella città, lui in un “asilo”, che il film deve far muovere. All’inizio Nora ha

soltanto delle certezze alla fine ha guadagnato il dubbio. Ismaël, invece, ha

conquistato delle certezze. Scoprendo il dubbio Nora ha scoperto la libertà.

L’amore è il loro memoriale di riscoperta.

Perché questo ricorso al mito, in particolare Leda e il cigno ed

Ercole ?

Sono delle associazioni di idee, come dei giochi di parole in una poesia

di Apollinaire. Che siano spiegati o meno allo spettatore non ha alcuna

importanza. Un bambino, quando vede Biancaneve, assiste alla scena in

cui mangia una mela avvelenata, ma non sa a cosa rinvia quella mela, per

lui è soltanto una mela e pensa che non ha bisogno di giustificazioni per

stare in un film. Come il bicchiere di latte ne Il sospetto di Hitchcock, anche

chi non conosce il film, quando lo vede sa che succederà qualcosa con quel

bicchiere di latte, è questo che conta. Lo stesso per Ercole, lo spettatore sa

soltanto che deve fare dei lavori ed è questo l’importante.

Il film interroga le origini, i luoghi familiari, dal momento che i

personaggi sono molto soli. Compito del film è riunirli?

Sì, è un modo di leggerlo. Il film li isola e li riunisce. Io credo “davvero” ai

personaggi. Per me esistono veramente. Mi chiedo chi siano i loro amici i

loro familiari. Ed è un aspetto decisivo per la riuscita e la felicità del film.

In Rois et reine vorrei che i personaggi di fiction ci permettessero di scoprire

le nostre vite. Ho visto tre volte il film di Clint Eastwood, Mystic River, e

dalla prima visione ho avuto l’impressione di conoscere quei personaggi

da sempre. Non li avevo visti da nessuna parte se non al cinema, ma già li

conoscevo.

Scorsese e il suo

“citizen Hughes”

Hitchcock Minore

La filmografia in dvd di Alfred Hitchcock si arricchisce di quattro nuovi

titoli pubblicati da Warner (Il ladro, Paura in palcoscenico, Delitto perfetto,

Io confesso), ai quali si accompagna una riedizione di Delitto per delitto,

già pubblicato in un Dvd doppio lato, singolo strato e adesso riproposto

in una splendida confezione a due dischi. A questo punto della fitta e

dorata filmografia del maestro della suspense mancano all’appello soltanto

pochissimi film - Notorious, Prigionieri dell’oceano e Rebecca la prima moglie i

più importanti. Di questi nuovi titoli, eccetto Io confesso che è notevolmente

deludente, sono state approntate edizioni realizzate con cura e, considerata

l’età dei film, con un audio video scintillante. In particolare, e a differenza

di molti titoli Universal, è interessante la produzione dei contenuti

extra: su tutti il documentario abbinato a Paura in palcoscenico, con

interviste a storici del cinema, Jane Wyman e la figlia di Sir Alfred,

Patricia e gli speciali su Delitto perfetto (il primo molto breve che racconta

l’avventura del 3D, il secondo di venti minuti ripercorre i segreti del film

in compagnia, tra gli altri, di Peter Bogdanovich e M. Night Shyamalan). Un

occasione imperdibile per verificare quanto, anche in film considerati

minori, il cinema di Hitchcock sia ancora fonte inesausta di stile, figure e

modelli per l’occhio contemporaneo.

Collezione Hitchcock, 4dvd, Warner Home Video, euro 19.90 cad.

DVD


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Il poeta Esiodo divideva il tempo in 5 età. Alla quinta, l’età del

ferro, quella della fatica e della miseria, è arrivato quasi tutto

il mondo. Quasi. Noi videogiocatori siamo ancora fermi alla

seconda, l’età dell’argento, in cui gli uomini restano bambini per

cent’anni. E ci struggiamo nel ricordo della prima, l’età dell’oro,

l’eterna primavera delle consolle e dei computer degli anni ’80

e ’90.

Queste macchine leggendarie, e gli arcade da bar, rinascono

con gli emulatori, programmi che riproducono l’hardware di

sistemi obsoleti consentendoci di riusare il loro vecchio software

(dai giochi ai sistemi operativi) sotto forma di files, le ROM. Le

macchine emulate sono decine, dall’Amiga alla Playstation.

Una volta scaricato l’emulatore della piattaforma scelta, lo si usa

per caricare la ROM del gioco desiderato, con un occhio alla

Legge (vedi box). Con la diffusione di emulatori come Mame e

Simh (altri box) è nato il vintage computing (o retro computing),

la pratica di restaurare e collezionare vecchie glorie software e

hardware, attività poco costosa (più vecchio il pezzo, minore il

prezzo) che permette di impiegare i supporti originali (dischetti,

cartucce e altro).

Se voi fanciulli secolari sentite l’esigenza di un ritorno all’età dorata,

i siti www.emuita.it, www.emuitalia.com e www.emula3.com

possono istradarvi sulla giusta via. Con buona pace di Esiodo e

della sua cetra.

bazar 02 2005 videogiocando di giuseppe mottola 13

Lancette indietro

Parlando dell’emulazione non possiamo non menzionare il

SIMH. Sigla non molto nota che sta a indicare il Computer

History Simulation system, ovvero un’interfaccia

in grado di simulare fino a venti computer differenti,

riproducendone le esatte caratteristiche. Il fascino del suo

utilizzo è propriamente di carattere storico, infatti moltissime

tecnologie del passato sono scomparse insieme ai loro

ideatori, molte documentazioni sono state cestinate o sono

diventate illeggibili, e molte altre sono cadute nell’oblio.

Grazie a questa tecnologia, ideata nel 1993 da Larry

Stewart con l’intento di preservare le tecniche informatiche

conosciute a partire dalla fine degli anni 50’ fino alla fine degli

anni 80’, chiunque è in possesso di un “desktop-computer”

può compiere un suggestivo salto nel passato, provando

ad esempio un IBM 1130 del 1965. I Simh sono stati accolti

dalle comunità del settore con entusiasmo, e sono reperibili

su molti siti specializzati, tra cui www.simh.trailingedge.com.

Toga e martelletto

Vintage computing

Prima di mettere alla frusta il vostro modem per scaricare

ROM come se non ci fosse un domani, è bene ripassare

insieme un po’ di giurisprudenza. Copiare le ROM è

illegale, essendo esse veri e propri giochi, come i cd che

trovate scatolati sugli scaffali dei negozi. Il possesso di una

ROM sul vostro hard disk è concesso solo se avete la copia

originale del gioco, perchè in questo modo agli occhi della

Legge quella ROM diventa una legalissima copia di backup.

Ripetiamo, nel caso vi fosse sfuggito: è assolutamente

vietato scaricare la ROM di un gioco che non avete

regolarmente acquistato, nemmeno (come erroneamente

riportato nelle aree download di molti siti) per valutarla 24

ore. In aggiunta, Bleem! e PsEmu Pro, due emulatori della

prima Playstation, richiedono il cd del gioco originale per

funzionare; senza, non partono. Le ROM hanno un piede

nella legalità e l’altro nella pirateria, così non sono mancate

le crociate in Terra Ludica per eliminarle.

Sony portò in tribunale i programmatori del Bleem!,

ma perse la causa. E l’IDSA (Interactive Digital Software

Association) si batte da anni contro la distribuzione delle

ROM. State attenti, quindi. I ferri tra le corporazioni dei

videogiochi e i giocatori/sviluppatori di ROM si fanno ogni

giorno più corti. Rispettate le regole, o incrocerete quelle

lame.

Siamo già al restauro di vecchi software e hardware? Pare proprio di si. E’

esploso il vintage dei pc, e tutti a gara per riusare il caro vecchio sistema

operativo di un tempo. Nostalgia canaglia!

Salvate il soldato PacMan

Il mercato dei videogiochi è in continua espansione sin dagli anni

’80, e ha dovuto sempre stare al passo con il parallelo proliferare di

computer e consolle; dopo pochi anni i giochi “classici” e i loro supporti

originari erano ormai obsoleti e iniziarono a sparire dalla circolazione.

Nicola Salmoria, come molti altri appassionati di videogames, capiva

l’importanza di poter conservare (l’aspetto ludico è secondario) vecchi

hardware e software, e a questo scopo creò il MAME (Multiple Arcade

Machine Emulator, www.mame.net).

La prima versione, uscita all’inizio del 1997, supportava solamente

cinque giochi (tra cui l’indimenticato PacMan), ma con il passare del

tempo il programma mostrò la sua vera grandezza: il codice creato da

Salmoria era open source, ossia utilizzabile gratuitamente da chiunque e,

cosa ancora più importante, era riscrivibile, il che permise a un numero

crescente di appassionati (a oggi circa un centinaio) di contribuire

allo sviluppo e al miglioramento del progetto. Dopo quasi 8 anni di

funzionamento il MAME permette di giocare a più di 3000 videogiochi, e

Mr. PacMan è ancora vivo.


14 di caterina gonnelli onde bazar 02 2005

Vizi e virtù su Canal Jimmy

Dopo anni di tabù il mondo omosessuale sembra avere una

vera e propria rivincita anche in tv: da quella on sat a quella

generalista ( vedi La 7 con la trasmissione I fantastici 5 che

vede protagonisti 5 gay con il compito di rifare il look e ridare

ossigeno a un maschio trasandato e Cronache Marziane, su

Italia 1, spesso concentrata sul tema della sessualità con ospiti

omo o bisex) fatti e misfatti omosessuali rappresentano un

sicuro intrattenimento. Canal Jimmy, da maggio, trasmetterà

per la seconda inedita stagione “The L World-Passione per

le donne”, la nuova serie che ha sconvolto i media americani

e che è stata definita la Sex and the City lesbica. Ironica,

pungente e divertente mette a nudo vizi e virtù del mondo

omosessuale femminile, dove spicca il personaggio di Bette

e le sue amiche, e che permette di trattare argomenti anche

scottanti alternando momenti di profonda riflessione ad altri di

leggerezza con stile e fluidità. Più esplicita, diretta e irriverente

invece la prima serie gay tv dedicata ai maschietti “Queer

as Folk “che dopo essere stata trasmessa inizialmente su

Channel 4 in lingua originale e successivamente su Gay Tv

ora approda in lingua italiana su Canal Jimmy il giovedì in

seconda serata alle 22.50. Il fortunato programma si svolge

in Inghilterra, più esattamente nel quartiere omosessuale di

Manchester, e tratta di rapporti e avventure di due trentenni che

si conoscono sin dall’infanzia e un quindicenne che sconvolge

la loro “amicizia”. In un triangolo ricco di sorprese, tra

dettagli, storie di droga e sesso, lo “scandalo” è assicurato.

I nuovi eroi televisivi? I volontari

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“Uno per tutti, tutti per uno”: e’il famoso slogan dei tre moschettieri

che con Dartagnan erano legati a un patto di amicizia e solidarietà

e che agivano per proteggere gli altri. Uno slogan di altri tempi che

mai come in questo momento sembra essere di grande attualità e

contemporaneità. Tra guerre, catastrofi naturali, terrorismo e povertà

il bisogno di aiuto e protezione vede sempre più protagonisti, anche

sul piccolo schermo, i documentari sulle zone di guerra, troppo

spesso dimenticate, in Africa e in Sud America, su aree povere come

i Caraibi stroncati dall’Aids o il Sud Est Asiatico, che spazzato via

dallo Tsunami, chiede e riceve aiuto da tutto il mondo. Star di questi

documentari non sono i grandi conduttori tv, i noti giornalisti e

le grandi firme ma i volontari, i medici, le associazioni che senza

particolari linee politiche o religiose ogni giorno intervengono sul

campo dimostrando grande solidarietà e coraggio. In anteprima

europea su A1, tutti i lunedì alle ore 21.00, va in onda “Crisis

Zone” serie tv che racconta l’attività di Medici Senza Frontiere,

l’associazione internazionale, della quale fanno parte anche numerosi

italiani, che offre soccorso sanitario, acqua e aiuti alimentari alle

popolazioni in pericolo. Sono gli eroi del nostro secolo, che troppo

a lungo non hanno fatto notizia, che come delle formichine hanno

agito e costruito in silenzio e ora meritano la degna attenzione. Anche

il canale satellitare Planet è particolarmente sensibile a questi temi:

con “What’s going on”, in onda ogni giovedì alle ore 21.00, fa luce su

cosa sta accadendo nel mondo con documentari scioccanti realizzati

in collaborazione con le Nazioni Unite e che vedono la partecipazione

dei divi di Hollywood in qualità di testimonial di situazioni troppo

terribili per essere dimenticate. Tra le star “solidali” Richard Gere,

Michael Douglas, Glenn Close, Meg Ryan e Tim Robbins alle quali

speriamo si aggiungano presto anche qualche stella tricolore.

I nuovi confini

dello schermo

Dal sesso omosessuale raccontato in modo ironico e leggero alla solidarietà vista

come nuova fonte di audience. E infine un nuovo canale “fanta-scientifico” che mischia

con briosa confusione streghe, scienziati, miracoli e ufo. Vedere per credere!

Fantascienza e scienza prendono spazio in tv

Un canale tutto dedicato al fantastico? Si! Si chiamerà Sci Fi Channel, accordi

permettendo tra Sky e Studio Universal. Non è la sigla di un programma rivolto al

mondo dello sci ma la possibilità reale di trasformare il sogno di tanti telespettatori in

realtà. Si tratta di un canale che dà spazio, è il caso di dirlo, a tutto ciò che supera il

“normale” abbracciando il mondo della fantascienza tradizionale, dell’horror e del

fantasy ma anche personaggi di scienza che spiegano il rapporto tra realtà quotidiana

e fantasia i cui confini sembrano assottigliarsi sempre più. Non mancheranno i film,

preferibilmente inediti o perle rare della cinematografia, serie tv, sceneggiati rispolverati

da magazzini e soffitte Rai per poi affrontare anche storie di miracoli, streghe e Ufo. Un

canale atteso che farà parlare di sé visto il grande numero di appassionati di fanta e

scienza ai quali consigliamo di tenere le antenne alzate.


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Le radio di tutto il mondo da sfogliare

bazar 02 2005 sintonie di giulia baldi 15

L’ascoltatore radio particolarmente appassionato e impegnato e i professionisti del settore radio-tv che vogliono o devono entrare in contatto

con operatori radiofonici di tutto il mondo hanno da anni a disposizione una preziosa guida, il World Radio TV Handbook, pubblicata in

inglese ma pensata per un pubblico internazionale. L’intento, raggiunto, è quello di fornire al lettore quante più informazioni possibili

e sempre più aggiornate sulle trasmissioni in onde medie e in onde corte e sui relativi broadcaster. Nell’edizione 2005, la 59ma

consecutiva, sono inclusi come sempre i dettagli, paese per paese, dei canali radiofonici, le schede delle emissioni, i dettagli su tutti gli enti e

società televisive che trasmettono via etere, oltre a informazioni tecniche essenziali sulla propagazione, le antenne e i ricevitori. Inoltre, sono

stati aggiunti gli orari delle emissioni internazionali in francese insieme a quelli, già inclusi da anni, in inglese, tedesco e spagnolo. Infine,

arricchiscono la pubblicazione più di 80 articoli tematici.

World Radio Tv Handbook 2005 - 59ma edizione

Pagine: 690 - Lingua: inglese

Data di pubblicazione: dicembre 2004

Distributore in Italia: Media Age srl – Milano

http://www.wrth.com

Scelte d’ascolto

molto… ragionate

Scegliere musica indie, con l’ascolto di originali bootleg

e interviste ad artisti alternativi. O ascoltare le sonorità

della New York anni ’80 su una delle radio + alternative

dell’etere. E per scegliere meglio… una preziosa guida

sul mondo radio-tv!

Generation 80s

Loser: la musica indie dal web

all’etere

60 minuti settimanali di musica indipendente e alternativa,

italiana e internazionale: ecco Loser/web rock radio,

trasmissione già da qualche anno diffusa in rete e ora

approdata sulle frequenze di alcune delle più seguite radio

libere italiane. Loser è un idea e un’iniziativa del giornalista

musicale Andrea Girolami, che la realizza in collaborazione

con Tiscali. Nata nel 1999, è stata trasmessa fin dagli inizi

in streaming da un sito ricco di molto altro: numerose e

accurate recensioni e brani editi e inediti in free download.

Ora si sono aggiunti anche originali mix/bootlegs in

perfetto stile bastard pop e uno shop per le produzioni in

vendita; e poi l’archivio delle migliori trasmissioni di questi

anni, che propone interviste e live di artisti come 24 Grana,

Assalti Frontali, Casinò Royale, Frankie Hi Nrg, Giardini di

Mirò, Julie’s Haircut, Marlene Kuntz, Motel Connection, One

Dimensional Man, Paolo Benvegnù, Riccardo Sinigallia,

The Dining Rooms, Verdena, Zu… Non stupisce, perciò,

che Loser sia diventato un luogo di incontro virtuale per tutti

gli appassionati di indie; e da quando è anche in FM, anche

uno dei canali di musica alternativa più capillarmente diffusi

in Italia.

http://musica.tiscali.it/loser/

Radio Torino Popolare - Zona: Torino, Ivrea, Biella

Frequenze fm: 97 (TO) 88.6 (BI)

Radio Città Del Capo - Zona: Bologna e provincia

Frequenze fm: 96.250

Radio Città Aperta - Zona: Lazio centrale

Frequenze fm: 88.9/88.850

Radio Libera Bisognano - Zona: Calabria, Basilicata

Frequenze fm: 89.2/100.3/104.3

Radio X - Zona: Cagliari e provincia

Frequenze fm: 96.8

Per oltre 3 anni è stata la stazione radio alternativa più ascoltata tra quelle incluse nel più importante network internazionale

di web radio, www.live365.com. E rimane una delle web radio preferite dal pubblico di ascoltatori più smaliziati. E’

Generation 80’s, trasmette da New York, ed è dedicata esclusivamente alla musica alternativa degli anni ’80. Lo slogan

è “New Wave and Alternative Classix for the 80’s Initiated”. Non è una radio di grandi successi (anche se molti dei

brani trasmessi sono stati dei grandi successi), ma una radio che mira a riprodurre le atmosfere delle radio americane

più innovative degli anni ’80. Con Generation 80’s si possono ascoltare brani che vanno più o meno dal 1979 al 1992 e

playlist che rappresentano the web’s best mix of New Wave, Synthpop, Dark Wave, New Romantics, MoDeRn RoCk,

Brit Pop and Alternative Club Classics from the ultra popular to the obscure. Nata come hobby e archivio personale

di un misterioso (almeno per chi scrive...) personaggio dal nome Java Jane, Generation 80’s è ormai una radio seguita

ogni giorno da migliaia di appassionati e/o curiosi. Ma non mancano i problemi: da quando il webcasting è diventato più

costoso (per la tecnologia e per i diritti d’autore si deve spendere sempre più), l’ascolto, che è sempre stato gratuito e

semplice, è un po’ più a rischio e complesso. Per non perdersi l’opportunità di viaggiare con la fantasia nella New York più

alternativa degli anni ’80, perciò, non c’è più tempo da perdere!

http://www.live365.com/stations/javajanedm


16 di gabriella serusi scene bazar 02 2005

Teatri

dell’impossibile

A proposito della tragedia accaduta nella scuola di Beslan,

qualche mese fa sulle pagine di un accreditato quotidiano

nazionale, il poeta russo Evgenij Evtushenko, cercando di

dare un senso a ciò che senso non ha, scriveva: “…a niente

serve la vendetta. Salvaci, Dio dai molti nomi, dalla vendetta;

affinché non ci dimentichiamo la parola insieme”. Di

fronte all’impossibilità di razionalizzare la tragedia, l’autore

ricorreva al perdono come ultima spiaggia per mettere

pace al cordoglio dei tanti sconfitti dell’umanità. “Perdono”

è anche il titolo emblematico scelto dall’editore Raffaello

Cortina per la traduzione italiana del saggio del filosofo

francese da poco scomparso Jacques Derrida. Citerò solo

una frase perché penso che raccolga almeno tre differenti

concetti su cui oggi vale la pena di riflettere a tutto tondo. Le

parole sono: perdono, possibile, impossibile. La frase dice:

“…la tragedia non appartiene veramente mai all’ordine del

possibile. Il perdono non è mai perdono del perdonabile. Si

può solo perdonare l’imperdonabile…”

Ho riflettuto molto in questi giorni e ho perdonato la Terra

per avere umiliato e ucciso milioni di persone che avevano

chiesto soltanto la possibilità di vivere.

Marilù e l’orchestra

spettacolo dei Mar(cido)

Sfida, sempre sfida, ancora sfida, quella lanciata

dai Marcido Marcidoris e Famosa Mimosa contro

il teatro e le sue convenzioni. Siano parole o

contenuti, la compagnia sperimentale torinese

capitanata da Marco Isidori è testarda e rumorosa

e continua a voler sfidare. Vengano in scena

allora gli attori, partano le musiche assordanti e

scanzonate, si dissacrino pure i mostri sacri del

teatro – Brecht compreso, che tanta parte ha nello

spettacolo/concerto – si cerci di cavare musica

dalle parole secche e raggrinzite delle moderne

drammaturgie, si storpino volentieri voci, armonie

e suoni, si acceleri e si rallenti la corsa verso il

finale, si comprimano i movimenti fino a ridurli

a ignobili gesti meccanici. Si rida, si sorrida, si

strabuzzi la vista di fronte allo spettacolo che

illustra gioiosamente e grottescamente il non-sense

della vita, più simile a un circo che a un salotto.

Che strana sensazione quando cala il sipario: ti

senti un po’ clown e un po’ burattino, un po’

pierrot e un po’ Capitan Uncino.

MARILU DEI MAR(CIDO) E L’ORCHESTRA

SPETTACOLO DEGLI STESSI MAR(CIDO).

Concerto/spettacolo dall’Opera da tre soldi di

Weill/Brecht

Con Maria Luisa Abate, Alessandro Curti,Roberta

Cavallo, Davide Barbato, Elena Serra, Paolo

Oricco, Isidora Pei, Grazia di Giorgio, Carlino

Sorrentino

Direzione: Marco Isidori

Teatro Vittoria, via Gramsci 4, Torino

Dal 22 al 27 febbraio 2005

Info: 011547048

Biglietti da 13 a 10 Euro

Tierno Bokar

B.#03 BERLIN - III episodio della

tragedia Endogonidia

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E’ possibile rappresentare il tragico a teatro? Su questo si interrogano attori, registi

e scenografi attraverso percorsi artistici che sfiorano l’impossibile

Il titolo è indubbiamente enigmatico, il progetto senza esitazione si può definire

mutante. L’obiettivo è quello di creare una nuova scrittura teatrale, e, attraverso

questa una nuova lingua. Per l’ambizioso progetto della più sperimentale

delle compagnie teatrali italiane, La Societas Raffaello Sanzio, mettere in

scena “Tragedia Endogonidia” significa affrontare il tema dell’impossibilità di

rappresentare il tragico a teatro. Di fatto, il bellissimo quanto enigmatico lavoro

di Romeo Castellucci (da poco direttore in carica della prossima Biennale Teatro

di Venezia) si va rivelando, di città in città e di tappa in tappa, come un’odissea

nello spazio del teatro che affonda nel tempo antico del tragico e guarda lontano

a un interrogativo futuro dell’arte scenica. Attraverso l’arcaismo del titolo, lo

spettacolo si dipana in tre episodi simili a quadri pittorici. Difficile appellarsi

al senso narrativo; la storia sfugge di mano, si sfalda, si scolora nella luce della

scena rapidamente ingoiata dalle parole, dalle facce, dalle maschere e dalle

espressioni degli attori, grandi – anzi grandissimi – che gradualmente portano

davanti al pubblico la loro insufficienza del pensiero, l’incapacità di mettere

ordine nel dramma interiore di ognuno di noi. Scena dopo scena, quadro dopo

quadro, si profila all’orizzonte la tragica ammissione dell’inconciliabilità degli

opposti, il dramma misterioso della fine della vita che già all’inizio si professa

incomprensibile. Sguardo, stupore, tortura della mente, paura, orrore, piacere.

Non ricordo altro a parte l’oggetto criptico che cala dall’alto (una vasca da bagno

ribollente di liquido) come ultimo segno di una cabala impazzita che prelude

il finale. È’ vero, non ricordo altro, ma il cumulo di emozioni portate a casa

mi pare già sufficiente per ritornare a vedere Tragedia Endogonidia di Romeo

Castellucci.

B.#03 BERLIN

III EPISODIO DELLA TRAGEDIA ENDOGONIDIA

Regia, scene, luci, costumi di Romeo Castellucci

Drammaturgia musicale e composizione vocale di Chiara Guidi

Traiettorie e scritture di Claudia Castellucci

Musiche originali di Scott Gibbons

Mercadante Teatro stabile di Napoli, Piazza francese 46.

Dal 12 al 13 febbraio 2005

Info 0815524214 – 0815510336, www.teatrostabilenapoli.it

Tierno Bokar è uno spettacolo totalmente» africano tratto da una vicenda realmente

accaduta. Ma Tierno Bokar è anche il coronamento del lungo cammino umano, spirituale

e professionale del pluripremiato regista inglese Peter Brook. Dopo un viaggio ideale che

dal Mali giunge fino in Brasile, alle sorgenti del teatro, il celebre métèur en scène torna

ora, all’apice del successo, ad affondare nella tradizione e nella cultura islamica dell’Africa

nera. A ispirarlo sono le parole del Profeta e le atmosfere del Mali, Allah e il Burkina Faso,

il colonialismo francese (contro il quale lo spettacolo è durissimo) e la sacra semplicità

dell’animismo africano, del sufismo, dell’umiltà e del sapere. Gli ingredienti scenici dello

spettacolo sono sempre quelli di un teatro essenziale, “povero”, fatto di attori e di gesti, di

costumi tradizionali e di voci più che di sontuosità e arredi. Pochi i segni distribuiti sulla scena

come messaggi mistici: il grande “tatami” per esempio, che fa da tappeto per la recitazione

mutandosi in interno ed esterno, in spazio sacro e luogo di passaggio, le percussioni di varia

origine, un angolo ricavato sul boccascena che può rimandare a una specie di capanna, un

albero volutamente stilizzato e senza rami. Scarna la storia, cadenzati e rituali i gesti degli

attori per lo più immersi nella preghiera, strabiliante la magia liberata da uno spettacolo che,

partendo dagli orrori della guerra civile, dal massacro, dall’esilio e dalla brama di vendetta

diventa un invito alla tolleranza e al confronto fra i popoli.

TIERNO BOKAR

da «Vie et enseignement de Tierno Bokar _ Le sage de Bandiagara»

di Amadou Hampaté Bâ

regia Peter Brook

adattamento teatrale Marie-Hélène Estienne

con Habib Dembélé, Rachid Djaïdani, Djénéba Koné, Sotigui Kouyaté, Bruce Myers, Yoshi

Oïda, Abdou Ouologuem, Hélène Patarot, Dorcy Rugamba, Pitcho Womba Konga.

Musiche: Toshi Tsuchitori, Antonin Stahly, Philippe Vialatte

Mercadante Teatro stabile di Napoli, Piazza francese 46

Dal 1 al 6 febbraio 2005

prima italiana


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Corpi in trincea

Corpi come proiettili lanciati al centro della scena. La

danza di ultima generazione è un sistema compatto

e agguerrito che va costruendo passo dopo passo una

rete fitta di movimenti e intrecci sensoriali. Il corpo alla

ribalta è sempre più spesso un corpo teso e sganciato dai

costrutti narrativi, prodigo di sensazioni ma refrattario alle

definizioni. Guardando alle pratiche linguistiche più che

ai contenuti, Gigi Cristoforetti ha costruito per Torino un

festival di danza contemporanea internazionale che si

rivela oggi come uno dei palcoscenici della visibilità più

interessanti del momento. L’ha intitolato Focus ed è ormai

alla settima edizione. Se passate da Torino non mancate

di presenziare almeno a qualche appuntamento. Lì c’è un

fuoco che brucia: è quello della danza, dei corpi e della

poesia in movimento.

Broken Man – City of Twist

THE ISLAND OF MISFIT TOYS

È una trilogia, o meglio una parabola esistenziale

quella proposta da Stephen Petronio al Teatro

Nuovo di Torino come commento visivo ai fatti

dell’11 settembre. A quanto pare anche la danza

non può prescindere da quella tragica esperienza

che ha modificato il modo di vivere e di intendere

la vita. Ne emerge una forte tensione, una rabbia

recondita, una disperazione che monta al cervello.

Ma come sempre accade quando una tragedia si

consuma sotto i nostri occhi, il risvolto della medaglia

è un crogiolo di banalità e di ottusità, di aspettative

e delusioni, ideali traditi e superficialità umane. Tutto

questo Petronio ce lo racconta in musica e danza,

aggiungendo anche un tocco di glamour.

BROKEN MAN

Musica di Blixa Bargeld

CITY OF TWIST

Musica di Laurie Anderson

THE ISLAND OF MISFIT TOYS

Musica di Lou Reed

Coreografie di Stephen Petronio

Prima italiana

Teatro Nuovo, Torino, c.so Massimo D’Azeglio 17

Dal 22 al 23 febbraio 2005

biglietti: da 15 a 8 Euro

Info 011 8815259

www.comune.torino.it/torinodanza

bazar 02 2005 scene di gabriella serusi 17

Le Vertige du Papillon

Il fuoco

della danza

L’Africa è l’ombelico del mondo e la patria deputata del movimento. Lì è nata

molti milioni d’anni fa la danza come pratica quotidiana ed esercizio vitale.

Dal Mali, cuore dell’Africa Nera arriva Fatou Traorè, la coreografa e danzatrice

che ci aveva stupiti l’anno scorso con lo spettacolo La Syncope du 7. Ora

la compagnia Feria Musica si esibisce in una prova altrettanto vertiginosa e

ambiziosa, omaggio elaborato alla musica, alla tradizione circense e alla danza.

Ma non chiamatelo concerto, né spettacolo di danza né circo. Le vertige du

papillon è un disegno tracciato fra cielo e terra dai corpi protesi e tesi verso

l’infinito. È piuttosto un elogio dell’instabilità, uno stato di ebbrezza respirabile

nello spazio scenico del teatro a tempo di salti, capriole e aeree silhouettes.

LE VERTIGE DU PAPILLON – COMPAGNIE FERIA MUSICA

Coreografia e regia di Fatou Traoré

FOCUS 7 - Teatro Nuovo, Torino, c.so Massimo D’Azeglio 17

Dal 9 al 10 febbraio, ore 21. Info 011 8815259

www.comune.torino.it/torinodanza

biglietti: da 15 a 8 Euro

Disegni di corpi protesi verso l’infinito. Reti di intrecci sensoriali. Commoventi

leggerezze. Ritmi sinuosi e sintesi gestuali. Non chiamateli solo spettacoli di danza!

Mavin Khoo Dance

CHANDRA/LUNA

È un affascinante incontro fra oriente e occidente questa nuova

creazione del coreografo malese Mavin Khoo presentata a Torino

in collaborazione con il festival “Afro e Oltre…e Altro”. Intriso di

vivacità e di sensualità, lo spettacolo porta un sigillo di eleganza e

raffinatezza dove si sposano magnificamente i ritmi lenti e sinuosi della

tradizione coreutica indiana e le sintesi gestuali della contemporaneità

occidentale. Da vedere con sorpresa per capire cosa accade su un

palcoscenico quando NY incontra Bombay.

MAVIN KHOO DANCE

CHANDRA/LUNA

Coreografie di Mavin Khoo

C.V. Chandrasekhar, Liz Lea e Laurent Cavanna

Teatro Juvarra, Torino, v. Juvarra 15

Dal 25 al 26 febbraio 2005

biglietti: da 15 a 8 Euro

Info 011 8815259

www.comune.torino.it/torinodanza

La Camera di Isabella

NEEDCOMPANY& JAN lAWERS

Isabella sogna l’Africa, dove è nascosto il segreto di suo padre, racconta la storia del

suo vagare e delle sue passioni. Isabella è semplice e bella come il suo racconto,

come il segreto che porta dentro di sé. Lo dice con poche parole e tanti gesti, perché

in fondo la vita non si può raccontare: si può solo vivere o rivivere. Leggera come

una piuma, Isabella danza su una musica commovente e lo spettacolo ci emoziona

fino all’ultimo minuto.

LA CAMERA DI ISABELLA

NEEDCOMPANY& JAN lAWERS

Di JAN lAWERS

Prima italiana

Teatro Nuovo, Torino, c.so Massimo D’Azeglio 17

Sabato 19 febbraio

Info 011 8815259

www.comune.torino.it/torinodanza

biglietti: da 15 a 8 Euro


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FRANCO

BATTIATO

1, BOLOGNA – Paladozza; 4, GENOVA

– Mazdapalace; 5, CUNEO – Palasport; 7, NAPOLI

– Palapartenope; 9, REGGIO CALABRIA – Palasport;

12, RIMINI – Palazzetto dello Sport; 21, TREVISO

– Palaverde

info: www.battiato.it

GINO PAOLI & ORNELLA VANONI

1, ROMA – Sistina

info: www.ginopaoli.it

ELISA

1, TRIESTE – Palatrieste; 4, TRENTO – Palasport; 5,

PADOVA – San Lazzaro; 7, BERGAMO – Palazzetto

dello Sport; 10, TREVISO – Palaverde; 12, PARMA

– Palazzetto dello Sport; 13, VARESE – Palaignis; 15

LIVORNO – PalaAlgida; 17, RIMINI – Palazzetto dello

Sport; 19, BOLOGNA – Paladozza; 23, VERONA

– Palasport; 24, BRESCIA – Palafiera; 26, ANCONA

- Palarossini

info: www.elisaweb.net

FRANKIE HI NRG

4, CORTEMAGGIORE (PC) – Fillmore; 18 TANETO

DI GATTICO (RE) – Fuori Orario; 25, CASTIONE

(Svizzera) – Garage; 26, TORINO – Hiroshima

info: www.bmg.it

ELVIS COSTELLO

5, MILANO – Auditorium; 6, ROMA – Auditorium

info: www.elviscostello.com

URI CAINE

5, ROMA – Auditorium; 7, PRATO – Metastasio

www.uricaine.com

ANASTACIA

9, BOLOGNA – Palamaguti; 11, BOLZANO

– Palaonda

info: www.anastacia.com

PATRIZIA LAQUIDARA

9, PADOVA – Università; 12, CASALMAGGIORE (CR)

– Comunale; 15, ROMA – The Place

info: www.patrizialaquidara.it

DANIELE SEPE

11, FOGGIA – Oda Teatro

info: www.danielesepe.com

STEFANO BOLLANI

14, PARTO – Metastasio

info: www.stefanobollani.com

PAOLO CONTE

15, 16, 17, 18, 19, 20, MILANO – Teatro Smeraldo

info: paoloconte.warnermusic.it

MAURIZIO URBANI

15, ROMA – Alexanderplatz

info: www.alexanderplatz.it

STEVE REICH

22, GORIZIA – Teatro Comunale di Monfalcone; 24,

ROMA – Auditorium

info: www.stevereich.com

FENNESZ

23, ROMA – Palladium

info: www.fennesz.com

RAMMSTEIN

24, MILANO – Forum

info: www.rammstein.com

bazar 02 2005 suoni di pietro d,ottavio 21

In Esclusiva per Bazar: Tiromancino!

Nello studio dove nascono i ruvidi ritmi rock dei Tiromancino, Bazar

esplora l’attesa prima del grande tour

“La musica è come il mare, con le onde a volte più pacate, a volte più

tempestose. Un musicista – sia quando compone che quando suona dal vivo

– deve riuscire a prendere l’onda, un po’ come fa un surfista. Seguendo quell’onda,

quella vibrazione, riesci ad entrare in una sorta di luogo-non-luogo mentale, una

vera e propria altra dimensione”. Pensieri e parole di Federico Zampaglione, unico

filo conduttore fin dall’inizio del film Tiromancino, pronto a partire per un intenso

viaggio, cioè il tour di concerti che si annuncia ad alto tasso di emozioni. La band

che 15 anni fa muoveva i primi passi nelle cantine rock della capitale ha inciso

sette dischi, affrontato numerosi cambi di formazione e indirizzo sonoro, e infine

conquistato un posto di grande rilievo nel panorama della migliore e più originale

canzone rock italiana.

Federico Zampaglione apre a Bazar le porte dello studio dove sta ultimando

le prove e racconta che concerto sarà: “La scaletta si snoderà soprattutto

lungo gli episodi degli ultimi tre album, La descrizione di un attimo, In Continuo

Movimento e Illusioni Parallele, ma ho voluto riprendere anche brani del passato

– come Conchiglia, che stava in Alone Alieno – per rileggerli in una nuova chiave. E

c’è una grande energia e un grande amalgama con i ragazzi del gruppo, compreso

il nuovo acquisto, Santi, a lungo chitarrista di Carmen Consoli”.

Il calendario dei concerti è una cavalcata lungo quasi tutta la penisola, per andare

in scena nel luogo della musica per eccellenza in ciascuna delle città toccate da

quello che si annuncia quantomeno come il tour del mese. Un live compatto che

alterna momenti di grande tiro rock a frammenti più sognanti fatti di impalpabili

canzoni d’autore, che poi è la cifra sonora di Tiromancino (ovvero, oggi, a fianco di

Federico Zampaglione, Luigi Pulcinelli e Andrea Pesce).

“La sfida sarà riuscire a coinvolgere il pubblico sia quando suoneremo pezzi

più conosciuti come La Descrizione Di Un Attimo, Amore Impossibile o

Imparare Dal Vento, sia quando proporremo brani più sperimentali e ostici, come

La Distanza o Illusioni Parallele, cercando di far fluire il tutto in un percorso

continuo, senza alti e bassi”. E a sentire le prove, Zampaglione & Co. sono già

sulla strada giusta per raggiungere il risultato, con una scaletta che metterà in

primo piano anche Strade, Due Destini, Il Peggio Non E’ Tranquillo, E’ Necessario,

Imparare Dal Vento e ancora molte altre canzoni, messe in sequenza in un riuscito

mosaico di ruvidi ritmi rock quanto di morbide incedenze reggae, o ancora di

avvolgenti atmosfere pop e ipnotiche venature elettroniche. E non è escluso che

nei successivi concerti, da marzo in poi, alla lista dei brani potrà aggiungersi la

ballad che Zampaglione ha scritto per Franco Califano, in gara proprio con quella

canzone al festival di Sanremo.

Le date:

4, NAPOLI – Palapartenope; 6, TERNI – Politeama; 8, MILANO – Mazdapalace;

9, FIRENZE – Saschall; 10, CESENA – Carisport; 12, MACERATA – Palasport;

13,ROMA – Auditorium; 19, PADOVA – Palasport; 20, VERONA – Estravagario;

22, TORINO – Mazadapalace; 23, GENOVA – Mazadapalace

info: www.tiromancino.com

Dee Dee Bridgewater

E’ la “voce” femminile del grande jazz mainstream, per molti l’erede di Ella Fritzgerald (alla quale Dee

Dee ha dedicato l’album tributo “Dear Ella”), insomma un’artista purosangue che ha percorso tante

strade della musica nera e nel 1990 si è persino permessa il “lusso” di vincere un festival di Sanremo in

“abbinata” con i Pooh, con quella che resta la più bella canzone scritta dal gruppo italiano, Uomini soli.

In quella occasione Dee Dee dimostrò di avere un bel coraggio: l’unica altra volta che un grande del jazz

aveva calcato il palcoscenico dell’Ariston finì per essere interrotto mentre suonava. La gaffe, era il ’68,

fu opera di Pippo Baudo, che stoppò nientemeno che sua maestà Satchmo, Louis Armstrong. Ma

Dee Dee aveva – ed ha – grinta da vendere e nella versione inglese da lei cantata, Uomini soli sembrò

uno standard internazionale. Per la Bridgewater, che fino ad allora in Italia era conosciuta soltanto dalla

critica e dai jazz-fan, fu l’inizio di una lunga luna di miele con il grande pubblico italiano. In quindici

anni la cantante afroamericana è tornata spesso e volentieri nella penisola e in queste settimane è di

nuovo pronta a presentare dal vivo il suo ultimo progetto, che dimostra ancora un volta la sua passione

per questo spicchio di mediterraneo: un disco di canzoni d’amore francesi che ha per titolo J’ai deux

amoreux. Un titolo che spiega anche l’estremo eclettismo di questa cantante, in grado di spaziare

dai grandi standard jazz alle contaminazioni “latin” e alla canzone d’autore italiana e transalpina. Una

versatilità che merita di essere apprezzata dal vivo nelle quattro tappe italiane del tour.

Le date: 18, BERGAMO – Donizetti; 19, ROMA –

Auditorium; 21, NARNI – Metronome; 24, RIMINI – Novelli

info: www.auditoriumroma.com - www.deedeebridgewater.com


22 di marcello amoruso suoni bazar 02 2005

Il gusto noir dei Daubailò

Il loro quartiere generale è San Piero in Bagno e il progetto

Daunbailò nasce nel 2003 da un’idea di Mirco Mariani (che

firma musiche e arrangiamenti) e Valerio Corzani (testi): due

guru della scena indipendente emiliana, già impegnati nel

precedente gruppo dei Mazapegul, scioltosi in seguito alla

morte di uno dei componenti, Dido. Il progetto Daunbailò

è giovanissimo ma nasce già con una storia dietro: tant’è che

Arezzo Wave e il Mei sono due palchi sui quali la band non

troverà grosse difficoltà a salire. Sarà pur vero che hanno

scelto Daunbailò perché “ha un bel suono”, tuttavia della

poetica del film di Jarmusch il gruppo emiliano sembra

prendere tanto. Quelle atmosfere noir e decadenti che hanno

reso famoso Tom Waits (interprete del film), quella visionarietà

che sempre caratterizza lo spirito di chi abita al confine

(Calexico), e sempre col cuore generoso dei Latin playboys. Se

non altro, una ricerca ha sempre un punto di partenza, e per

i Daunbailò si nutre di una via inedita alla canzone d’autore

italiana, già anticipata dai Mazapegul ma senza ancora l’uso

dell’elettronica, che entra tra i suoni della band proprio quando

i due ideatori del progetto decidono di restare fuori dalla scena

live, dedicandosi anima e corpo al “laboratorio creativo” della

Strafactory, di cui i Daunbailò sono il primo clone. Massi Amadori

(chitarre-synth), Alfredo Nuti (chitarre), Corky Veggiani (basso),

Mocambo (batterie), Al Fabrizio (voce), Davide Ruffilli (mixer) e

Roberto Greggi (voce special-guest): questi i primi componenti

della factory, attorno ai quali nell’omonimo album di esordio

(Storie di Note, 2003) della band si sono aggirati altri venti

musicisti “amici”. Gli stessi con cui Mirco aveva suonato ai

concerti di Capossela e Valerio ai tempi dei Mao Mao.

Giunto al secondo round, EtnaFest riapre con una

novità: uno spazio interamente dedicato alla musica

indipendente: “Altre voci, altre stanze”... altre ancora

Il giovane festival siciliano giunge quest’anno alla seconda edizione, rimescola le carte in gioco e si riapre con

una novità: “Era quasi una necessità inserire nella programmazione di EtnaFest una sezione che riguardasse

la musica indipendente, quella, per intenderci, dell’underground italiano e internazionale, delle piccole

etichette, dei concerti low-cost e delle autoproduzioni”. Questa la precisazione entusiasta di Floriana Grassa,

che ne ha curato interamente la programmazione artistica. I concerti avranno luogo presso i Mercati Generali

(www.mercatigenerali.org). Due le date di febbraio: il 7, Larsen feat. Julia Kent & Matt Howden +

Sieben, ad aprire il concerto i Diane and the shell. Il 23 suoneranno i The Bassholes & Jeffrey Evans

(Usa), introdotti dai locali e acclamati Hoovers. Prezzo di ingresso 3 euro. Che dire, davvero underground!

Sensoralia Festival

Proseguono le selezioni elettroniche del Sensoralia Festival, tutti i mercoledì del mese al Teatro Palladium

di Roma. La rassegna curata da Renato Criscuolo e Maurizio Martusciello, dedicata alle ultime derive della scena

elettronica sperimentale, ospita il 2 febbraio le atmosfere raffinatamente black di Jimi Tenor e in coda il

duo canadese Skoltz Kolgen, impegnati nel loro ultimo lavoro Fluux Terminal nella version 5.0: un ambient

ovattata dalle atmosfere cupe, 55 minuti divisi in 11 impercettibili episodi. Il 9 è la volta del collettivo Avatar

Laptop Orchestra. Si finisce il 23, ma solo per questo mese, con il guitar-processing dell’austriaco Fennesz.

Reduce dall’album Summer of my youth, Slow Motion

si dedica adesso alla sonorizzazione di cult giapponesi:

live set elettronici preparati ad hoc

Ultimamente hai fatto da colonna sonora a diverse

proiezioni al cineclub Detour di Roma, puoi descriverci

l’esperienza? Si tratta di lavori ad hoc?

Si è sempre trattato di lavori fatti ad hoc, ho sonorizzato dei film underground anni 60/70. Per la precisione

Emperor Tomato Ketchup di S. Terayama, film giapponese che pone in risalto le contraddizioni e le storture del

modello educativo giapponese, e Flaming Creatures di Jack Smith, un film che all’epoca suscitò scalpore in

quanto è la cronaca psichedelica di un’orgia improbabile frequentata da personaggi curiosi e bizzarri. Più di

recente ho sonorizzato dei film del regista di culto Kenneth Anger.

Qual è il tuo rapporto con l’immagine, quanto e come l’immagine, il video, condiziona il tuo

lavoro sui suoni?

Quando ascolto musica la trasformo sempre in un’immagine, per me il suono è immagine, proprio per

questo Slow Motion, sin dal nome, richiama sequenze cinematografiche. Stiamo lavorando per abbinare al

nostro live set delle video installazioni create appositamente.

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Blues sdentato, melodie mediterranee e interventi elettronici, questi gli ingredienti

della musica dei Daunbailò. La band emiliana traccia una via inedita alla canzone

d’autore, passando per le terre di confine dei Calexico e gli immaginari esotici dei

Latin Playboys

Arezzo Wave Italia vola a

Londra!

La fondazione Arezzo Wave Italia sarà

presente a Londra presso l’International Live

Music Conference (ILMC), l’incontro e lo

scambio commerciale tra promotori e agenti

di booking a raggio europeo. L’11 marzo, i

promoter dell’Arezzo Wave daranno luogo a

uno showcase presso la Lancaster Suite del Royal

Garden Hotel con Elio E Le Storie Tese e i

Negramaro. Per dare visibilità al Made in Italy,

inoltre è previsto l’allestimento di un buffet con

i migliori prodotti enogastronomici toscani.

Affrettatevi a prenotare, l’11 Marzo è alle porte

se di voli si parla!


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Books: Stefano Benni e il jazz italiano insieme in

Baldanders

Non è la prima volta che Stefano Benni si cimenta in reading jazz dei propri scritti, come

testimonia anche la registrazione del live che nel 1998 tenne al Festival di Roccella

Ionica insieme a Paolo Damiani, Diana Torto, Filiberto Palermini, Antonio Iasevoli e Paolo Corsi.

Ma Baldanders, edito per la collana Krono dalla Full Color Sound, rappresenta la sua prima

esperienza in studio. Un’esperienza che lo ha visto collaborare con il quintetto composto

da cinque dei musicisti più noti del jazz italiano – Paolo Damiani, Roberto Dani, Paolo Fresu,

Umberto Petrin e Gianluigi Trovesi – e in cui Benni ha letto brani tratti da Saltatempo, Blues

in Sedici, Bar Sport, L’ultima lacrima, Elianto e altri scritti.

www.fullcolorsound.it/krono3.htm

www.stefanobenni.it

bazar 02 2005 suoni di fabrizio gianuario 23

Karate in tour per presentare Pockets

e Maximilian Hecker con Lady Sleep

Di seguito sono indicate le date che i Karate terranno in Italia nel

mese di febbraio in occasione del tour di presentazione del loro

nuovo album Pockets edito dalla Southern Records. Un post-rock

d’autore in cui i piani sonori degli strumenti risultano distinti e

nitidi, secondo tradizione, e che non disdegna ammiccamenti

melodici

3 Ancona – Thermos; 4 Mestre (Venezia) – Rivolta; 5 Rimini

– Velvet; 6 Napoli - Toledo; 7 Roma - Circolo Degli Artisti;

9 Perugia – Teatro; 10 Torino – Hiroshima; 11 Pordenone

- Deposito Giordani; 12 Firenze – Flog; 13 Pescara – Maraja;

22 Catania – ZO; 23 Reggio Calabria – Primarosa; 24 Milano

– Rainbow; 25 Bologna – Tpo; 26 Verona - Interzona

L’algido romanticismo di Maximilian

Hacker

Lo scorso mese ha pubblicato per l’etichetta tedesca Kitty-Yo il suo

terzo lavoro Lady Slee:12 Torino – Hiroshima; 13 Roma - Circolo

degli Artisti; 14 Ravenna - Magazzino dello Zolfo

L’ondeggiare sonoro di Steve Reich

Steve Reich in Italia per eseguire la sua opera più conosciuta Music For 18

musicians. Il tour europeo del musicista statunitense toccherà infatti, oltre a

Francia e Germania, anche l’Italia. Ma who’s S. R.?

Se il 1976 può indubbiamente essere considerato come il ‘momento

critico’ della musica minimalista (cfr: http://www.bazarweb.info/testi_giugno/24_gianuario_testo_gi.htm), non esiste solo l’Einstein on the Beach di Philip

Glass: quello stesso anno infatti vide la luce Music for 18 musicians di Steve Reich, opera che contribuì a donare un nuovo sentiero di sviluppo alle rigorose ricerche

minimaliste inaugurate nei primi Sessanta.

La minimal music, per bocca dei suoi stessi padri fondatori, decretò così la propria fine nel momento stesso in cui si accingeva a sperimentare percorsi musicali più

articolati e ambiziosi per la realizzazione delle proprie opere.

Nel momento stesso in cui Reich e Glass riuscivano a sintetizzare in una crescente complessità le loro primarie esigenze minimaliste, si resero conto che quelle

‘trasgressioni alla regola’ impiegate nelle nuove composizioni portavano con sé un mutamento di prospettiva stilistica, decretando così

un’irrevocabile cesura con quel senso di ricerca comune che aveva permesso di sancire il sorgere di un nuovo genere musicale.

Se la nascita del minimalismo – come movimento artistico – permise di portare alla luce le comuni esigenze estetiche dei suoi vari attori, la sua fine – a livello

di comunità artistica – diede modo ai singoli musicisti di ricercare, ognuno secondo la propria sensibilità, una nuova via minimalista del musicale. Fattore,

quest’ultimo, che contribuisce a spiegare le molteplici differenze stilistiche e sonore che si possono riscontrare nell’ascoltare composizioni di Young, Riley, Reich

e Glass. Compositori che non hanno mai cessato di dialogare criticamente con la loro grammatica musicale di riferimento, dal momento che questa si costituì

proprio in opposizione al soffocante rigore scolastico del serialismo e alla sua intransigente comunità accademica, che al tempo rappresentava l’ala conservatrice

dell’avanguardia.

La libertà di esplorare culture musicali geograficamente diverse, di tornare al passato guardando oltre le tradizioni, di ricercare una nuova identità della materia

sonora, di estendere il campo di potenzialità dei principi compositivi minimalisti di partenza: tutto questo si può trovare in un’opera come Music for 18 musicians di

Steve Reich, che verrà eseguita oltre che a Roma, a Monfalcone (18 febbraio) e a Catania (23 febbraio).

Un’opera in cui Reich realizzò qualcosa che non aveva mai ascoltato prima, come disse egli stesso, e la cui influenza sonora e modulare può essere

rintracciata anche in gruppi come i Tortoise.

La composizione si costituisce di undici accordi che, dopo essere stati esposti in sequenza all’inizio, costituiscono ognuno la base per uno sviluppo musicale

autonomo. Il risultato, senza addentrarci nei particolari della struttura, è un ondeggiare sonoro generato dal rifluire delle voci e dei clarinetti sul ritmo costante

del pianoforte e degli strumenti a percussione. Senza dubbio Music For 18 musicians è una delle più belle opere del minimalismo musicale, e il suo valore d’ascolto

cresce insieme al fatto che sarà suonata dallo stesso Steve Reich con il suo ensemble. Così come accade dal 1966, da quando cioè Reich comprese che suonare la

propria musica era un atto importante quanto lo scriverla poiché “per creare una situazione sana sul piano musicale occorre riunire le funzioni di compositore e di

interprete”

Da non perdere la data del 24 febbraio all’Auditorium di Roma Viale Pietro de Coubertin. www.stevereich.com


24 di fabio murru suoni.recensioni bazar 02 2005

Lasciarsi rapire dai suoni

Blues Explosion

Damage

Mute

Per chi non e mai entrato in contatto con i suoni dei

Blues Explosion di Jon Spencer ecco una grande

occasione per farsi rapire da un’esperienza diversa

ed entusiasmante. Il nuovo lavoro dei è un grande

disco e fortunatamente e anche il più accessibile

della loro carriera. Spencer e compagni sono stati

per anni trascurati nella loro ricerca musicale e il

tentativo di rinascita blues da loro prodotto non ha

ottenuto il consenso che meritava. Nel nuovo album,

anche grazie all’intervento di grandi ospiti da Martina

Topley ex partner di alcuni dischi di Tricky (Massive

Attack per intenderci), al grande sassofonista James

Chance fino a Chuck d dei Public Enemy il loro lavoro

sembra essere arrivato al compimento: un blues rock

moderno, originalissimo con grandi idee inventiva che

rimarrà nelle orecchie degli appassionati a lungo.

Ennio Morricone

Once Upon a Time

Silva Screen

Ad entrare nel mondo musicale di Ennio Morricone

si rischia fortemente di perdere la rotta tanta la

quantità e la qualità che il grande maestro ha

messo al servizio del cinema. Ora esce nei negozi

questa raccolta in due cd che pur non potendo

essere esaustiva è fortemente rappresentativa. E’

solo grazie ad essa che possiamo ascoltare uno

dietro l’altro molti indimenticabili brani che sono

entrati nella nostra memoria musicale mentre i

nostri occhi erano pieni delle immagini altrettanto

meravigliose dei film che essi rappresentano. Chi

potrebbe dimenticare le coinvolgenti note che

accompagnano il film “Il buono, il brutto e il cattivo”

di Sergio Leone? O le suadenti note de “Gli

Intoccabili” con Sean Connery e Robert De Niro,

film per il quale ha sfiorato l’Oscar? Ci si rende

conto in un solo istante che il patrimonio artistico

di Morricone è un dono divino regalato alla settima

arte. Un cd che è un vero tributo a un compositore

unico e ineguagliabile.

Nanni Svampa

Donne Gorilla

Fantasmi E Lillà

Retro Gold

Milanese,40 anni di attività artistica dedicata

alla canzone d’autore e al teatro. Il suo nome

può essere sconosciuto a molti in virtù del

carattere tipicamente regionale della quasi

totalità della sua opera artistica. Ma Svampa

oltre ad essere una personalità di spicco

nell’ambito dello spettacolo milanese e anche

un sensibile menestrello che ha contribuito

alla diffusione dell’opera di George Brassens

fin dagli esordi della sua carriera ha cantato

in milanese innumerevoli traduzioni delle

canzoni di Brassens. Ora esce Donne

Gorilla Fantasmi E Lillà, un doppio cd che

contiene 25 canzoni del celebre cantautore

francese interpretate per la prima volta in

italiano. La voce di Svampa è come sempre

leggera e bellissima, addirittura migliorata

con il passare degli anni. Il tessuto musicale

costruito da Ettore Cenci è raffinato e ricco di

variazioni musicali. Una musica davvero bella

e gradevole che non tradisce lo spirito degli

originali. Svampa inserisce anche tre brani

tradotti dal grande Fabrizio De Andrè altro

diffusore della poesia di Brassens. Un lavoro

maturo quello di Svampa, più facilmente

accessibile ai suoi innumerevoli fan ma che

dovrebbe interessare tutti, anche i giovani che

sono interessati alla poesia.

Santana

Legacy Edition

Columbia legacy

www.bazarweb.info

Quelli dei Blues Explosion, così sperimentali e moderni, o quelli di Ennio

Morricone, ironici e audaci. Dai suoni poetici di Nanni Svampa a quelli esplosivi

e travolgenti di Santana e Metheny

Il 16 agosto del 1969 sul palcoscenico di Woodstock il quasi

sconosciuto Carlos Santana e il suo gruppo si consegnano

alla storia della musica rock per sempre. Difficile descrivere

l’emozione e lo stupore che Santana portò sul palco grazie

al suo enorme talento chitarristico e alla esplosiva miscela

di rock, musica afrocubana e jazz elettrico. Ora l’intero work

in progress di quell’indimenticabile musica è racchiuso in

una bella confezione che contiene due cd. Nel primo sono

presenti i brani, completamente rimasterizzato, di grande

spessore come Waiting, Savor

e Jingo, nel secondo cd troviamo le sessioni originali che

portarono poi alla stesura definitiva della musica che il

gruppo propose a Woodstock. E infine le incisioni live

della famosa esibizione dell’agosto del 69 compresa la

sfolgorante e potentissima Soul Sacrifice che col suo vortice

ipnotico coinvolse completamente il pubblico e portò la

band nella leggenda.

Pat Metheny Group

The Way Up

Nonesuch Records

Ogni uscita del Pat Metheny Group viene sempre

attesa con gran trepidazione dagli appassionati del

geniale chitarrista. E l’attesa, come in tante altre

occasioni, non è stata vana: The Way Up è un album

straordinario, un imponente lavoro in continua

espansione. Metheny e il suo inseparabile compagno,

il pianista Lyle Mays, portano a termine il più superbo

e coesivo sforzo musicale: un’unica e ininterrotta

composizione di 68 minuti d’una profondità strutturale

senza precedenti e di sconfinata inventiva. La musica

scritta lascia ampio spazio agli elementi tipici del jazz,

improvvisazione, e straordinarie capacità tecniche

dei musicisti tra i quali, oltre ai membri consolidati del

gruppo, c’è anche l’armonicista svizzero americano

Gregoire Maret. Siamo di fronte a un disco imperdibile,

sorprendente, di valore eccelso che si aggiunge al già

prezioso patrimonio artistico che Metheny ha saputo

regalarci.


26 di ciro bertini leggere.recensioni bazar 02 2005

Tra giovani scrittori e

“bambini prodigio”

BAZAR SEGNALA

OBLIO – David Foster Wallace (Einaudi. 396 pp., 15 euro)

Non si può prescindere da Foster Wallace. E non tanto per l’alone

di leggenda che già lo circonda, a soli 42 anni. Californiano,

già giovane promessa del tennis, dopo una brillante laurea in

filosofia ha scritto Infinite Jest romanzo cult di 1.434 pagine

(nell’edizione italiana edita da Fandango, da cui è uscito anche

il bellissimo La scopa del sistema). In più è molto prolifico,

essendo autore di una serie di saggi sugli argomenti più disparati

oltre a varie raccolte di racconti dai toni caustici e corrosivi

(pubblicati da Minimum fax e Einaudi). Ormai è considerato dalla

critica pressoché unanime il più valido epigono dei grandi maestri

del romanzo postmoderno americano: Barth, Pynchon, Delillo. Ma se

non si può fare a meno di affrontarlo, è perché è davvero bravo.

Spesso in maniera stupefacente, in pratica un virtuoso della

costruzione narrativa. A volte dà addirittura l’impressione che

non ci siano limiti al suo talento, che possa occuparsi di tutto

– dalle questioni socio-politiche che coinvolgono l’umanità ai

dubbi metafisici che affliggono l’individuo, dai problemi della

creazione artistica a quelli dell’indagine scientifica, dall’amore

alla disperazione - sapendo tutto rappresentare con lo stile più

appropriato.

Prendiamo a riprova Oblio. Otto racconti, di lunghezza e respiro

variabili. Un paio potremmo classificarli romanzi brevi. Un altro

paio short stories. Gli argomenti? Strategie di marketing per una

nuova merendina. Un episodio scolastico traumatico che influenzerà

la vita di quattro compagni. La confessione di un impostore di

nome David Wallace. Problemi coniugali derivanti dal russare.

Un artista che compone opere di merda - nel senso letterale

del termine – che gli fuoriescono per così dire già sagomate.

L’impotenza di un padre di fronte alla morte per ustione del figlio

neonato. Si tratta quasi sempre di racconti torrenziali, infarciti

di idee che potrebbero deviarne il corso a ogni pagina. E poiché

sprizzano intelligenza in ogni direzione, per gustarli appieno è

consigliata la rilettura.

Colonna Sonora: BECK Odelay

TALENT SCOUTING

MANUALE PER RAGAZZE DI SUCCESSO – Paolo Cognetti (Minimum fax. 120 pp., 8,50 euro)

Il libro che non ti aspetti. Non certo per la sua qualità, del resto sempre elevata in

casa Minimum fax, anche quando si tratti di far esordire autori italiani. Semmai per la

maturità stilistica di tutti e sette i racconti che lo compongono in rapporto all’età

dell’autore. Infatti Paolo Cognetti ha solo 26 anni. E viene da chiedersi, in un’epoca

storica che etichetta la generazione dei 40enni ancora come giovani scrittori, lui

che cosa sia. Un bambino prodigio? Eppure leggendolo, non puoi fare a meno, in più di

un’occasione, di controllare la quarta di copertina e verificare la data di nascita.

Delle protagoniste ad esempio, le ragazze di successo, ti dice l’essenziale. Però lo fa

con una totale immedesimazione nei loro pensieri spesso contraddittori e riproducendo

millimetricamente il loro agire impulsivo. Insomma una specie di Flaubert, che potrebbe

dichiarare: “le ragazze ce sont moi”. I ritratti che ne vengono fuori sono quelli di

donne in continua trasformazione, afferrabili ma solo in quel dato momento. Insegnanti

di matematica, pubblicitarie in carriera, cameriere in un autogrill, disoccupate che

danno feste. Tutte inquiete, spesso a disagio, ma sempre alla ricerca di strategie per

stare meglio. In confronto a loro, i maschi che hanno accanto sono esseri inadeguati,

superficiali: se capita che si interroghino, si bloccano alle prime difficoltà,

lasciandosi facilmente distrarre dall’inessenziale. Come accade a Nicola: la vasca da

bagno gli va a fuoco e lui, la casa inondata di fumo, si fa sorprendere dalla compagna

a guardare la televisione senza neanche aver aperto le finestre. Alla fine, il bello di

questi racconti è che sono pervasi da un senso di indeterminatezza - tutto può accadere

come no – e che la realtà è complessa e al tempo stesso rarefatta. Come nella vita,

quella vera.

Colonna sonora: CORNELIUS Fantasma

PENSARE

LEGGENDO

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Dal romanzo cult del 42ennne Foster Wallace al decimo romanzo

della 37enne Amélie Nothomb. Fino al 26enne Paolo Cognetti. Con

un libro che davvero non t’aspetti…

SATURDAY NIGHT LIVE – T. Shales/J. A. Miller (Kowalski

editore. 656 pp., 22 euro)

E’ un rito, che a ottobre compie 30 anni. Viene officiato ogni

sabato alle 23.30. Via etere sul network NBC, in diretta per

il pubblico pagante. Il suo nome è: Saturday Night Live. La

ricetta del suo successo è semplice. Si chiama una personalità

dello show-business - che di solito fa tutto fuorché il

bravo presentatore - e gli si mette in mano un microfono con

l’incarico di condurre la serata. Poi si scelgono i migliori

gruppi della scena rock del momento e li si invita a esibirsi

sul palco (live, of course!) Infine si coltiva un vivaio di

promesse della comicità e gli si offre una chance di darsi

in pasto a qualche milione di spettatori. Naturalmente,

come accade in cucina, il vero segreto per ottenere un

risultato eccellente risiede nell’accurata selezione delle

materie prime. Fallirne qualcuna o usarne una riciclata può

compromettere l’intero esito. Questo lo sanno talmente bene

le menti che sovrintendono il SNL, che non c’è praticamente

comico americano di valore che non abbia partecipato al

programma. Qualche nome? John Belushi, Dan Aykroyd, Chevy

Chase, Bill Murray, Steve Martin, Billy Cristal, Mike Myers,

Eddie Murphy, Ben Stiller e Adam Sandler. E i musicisti? Dai

Rolling Stones ai Nirvana, fino a Sinead O’Connor che proprio

su quel palco strappò la foto di Giovanni Paolo II, dando vita

nel 1992 a uno scandalo che fece epoca.

Finalmente – complice Kowalski, l’editore dei comici

televisivi più gettonati – arriva un libro che ne ripercorre

la vita, dando voce direttamente ai protagonisti. Dalle loro

parole trapela l’entusiasmo partecipativo e l’atmosfera

di elettrizzante creatività, data dal sapiente mix di

organizzazione e improvvisazioni. Ma, quasi inevitabilmente,

l’elemento più stuzzicante è dato dal gossip. Argomento? In

linea con il SNL: sesso, droga e rock’n’roll.

Colonna sonora: PIZZICATO FIVE Made in Usa


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OLD

FASHION

DIARIO Volume I (1953-1958) – Witold

Gombrowicz (Feltrinelli. 446 pp., 30

euro)

Un evento letterario. Come definire

altrimenti la prima edizione completa in

Italia del diario di uno dei più grandi

scrittori del ‘900, il polacco Gombrowicz?

Attenzione però: non aspettatevi di

trovarci confessioni intime o, meno che

mai, rivelazioni scandalose. Questo è

un diario solo in teoria. Ad esempio, la

scansione temporale è inventata di sana

pianta, nel senso che è stata innestata a

posteriori dall’autore nella maniera più

confacente al discorso che egli intendeva

portare avanti. Si intuisce subito, allora,

come questo procedimento abbia a che fare

più con la struttura romanzesca che non con

la registrazione di tipo diaristico. Tanto

da far considerare il Diario come un’opera

a parte nella produzione del nostro, per

alcuni il capolavoro.

Cosa potete trovarci allora? Innanzitutto

una sublime autenticità, quella che

può darvi solo uno che come Gombrowicz

abbia il coraggio di mettersi al centro

del testo dichiarando: “io sono il più

importante e forse l’unico dei miei

problemi, l’unico dei miei protagonisti

dei quali veramente m‘importi”. Poi delle

profonde investigazioni filosofiche,

originate da eventi quotidiani – reali o

frutto della sua fervida fantasia – nel

tentativo disperato di ordinare il caos

della vita. Come dimenticare il racconto

dello scarabeo rovesciato sulla corazza?

Rigirandolo, Gombrowicz pone fine alla

sua agonia, ma solo per accorgersi che

ce n’è un altro nelle stesse condizioni.

E poi un altro e un altro ancora, in una

sequenza che non ha fine. Quando smettere

di salvarli? Quando dire la parola basta

e lasciare l’ultimo in preda a una morte

certa? E perché proprio quello e non quello

prima o quello dopo? Così doveva sentirsi

Gombrowicz, consapevole del proprio

genio, schiavo della propria sensibilità

artistica come di uno scarabeo.

Colonna sonora: FEDERICO AUBELE

GranHotelBuenosAires

bazar 02 2005 leggere.recensioni di ciro bertini 27

UPPER READERS

ANTICHRISTA – Amélie Nothomb (Voland. 118 pp., 13 euro)

Eccola! Amélie Nothomb è tornata. Fa la sua comparsa una volta l’anno,

con puntualità ossessiva. Dopo aver congegnato una nuova trappola

narrativa, breve ma inesorabile. Infatti, la sua scrittura è come la

tela di un ragno. Ti attira incuriosendoti con poche frasi secche: “Il

primo giorno la vidi sorridere. Subito desiderai conoscerla. Sapevo

bene che non sarebbe accaduto”. E senza neanche che te ne accorga ti ha

già avvolto nel suo bozzolo. Poi, stordendoti, ti costringe a un tour

de force che ti priva della volontà di districarti. Un procedimento

che avrebbe un che di vampiresco, non fosse che alla fine ti risputa

fuori e tu sei uguale a quello di prima. Anzi, volendole muovere

una critica, il punto è proprio questo. La sua è senz’altro ottima

letteratura, ma di intrattenimento. Straordinariamente efficace,

se non pretendi che un romanzo ti faccia penetrare qualche mistero

oppure uscirne con un diverso grado di consapevolezza.

La protagonista del suo decimo romanzo – a 37 anni, per altri

un’età da esordio letterario - è l’adolescente Blanche. Solitaria

per necessità, essendo tutt’altro che avvenente e brillante, è attratta

irresistibilmente da una compagna di università, Christa, che in pratica è il

suo opposto. Blanche immagina Christa irraggiungibile. Invece è proprio lei a

cercarla, piombando in casa sua e scompaginando via via le poche certezze su

cui si fonda l’esistenza di Blanche. Come nel peggiore degli incubi, Christa è

capace contemporaneamente di accattivarsi l’affetto dei genitori di Blanche e

metterla ai loro occhi in cattiva luce. Se Blanche di fronte a un simile attacco

è incapace di reagire, non è solo per inettitudine, ma perché si interroga e

le affiora il dubbio di essere lei tra le due quella sbagliata. Dovrà quindi

cercare in fondo a se stessa delle motivazioni per trasformarsi in una anti-

Christa. Insomma, come spesso accade nelle storie della Nothomb, i personaggi

più che entità reali sembrano incarnare scissioni di personalità del personaggio

principale, aspetti duplici che si fronteggiano fino a che uno dei due non

soccombe. Quale? Leggetelo per scoprirlo.

Colonna sonora: BRAN VAN 3000 Discosis

BAZAR COLLECTION

I PREMI IG NOBEL – Marc Abrahams (Garzanti. 368 pp., 18.50 euro)

Indovina indovinello: che cos’hanno in comune le seguenti tre storie?

Un uomo, dopo essersi punto un dito, emana un fetore putrido per cinque

anni. Un altro somministra del Prozac a delle cozze rendendole felici. La

criminalità a Washington cala drasticamente grazie alle emanazioni mentali

emesse congiuntamente da quattromila meditatori yogi. Sbagliato: non si tratta

dell’ultima raccolta di racconti dello scrittore americano più cool del

momento, ma di uno dei più bizzarri campionari che ci siano mai capitati sotto

gli occhi. Si chiama I premi Ig Nobel ed è il resoconto annuale di una farsesca

premiazione che si tiene a Cambridge e parodia di quella estremamente seriosa

di Stoccolma ricalcandone gli argomenti (economia, letteratura, medicina,

fisica, ecc.). La giuria è composta dai redattori di una rivista di satira

scientifica diretta dall’autore del libro – “Annals of Improbabile Research”,

www.improbable.com per saperne di più – e da un manipolo di scienziati,

giornalisti e altri professionisti provenienti da tutto il mondo. Tanto per

rimescolare le carte, a consegnare i premi Ig e quindi a enunciare le più

strampalate motivazioni che hanno portato ai conferimenti spesso ci sono premi

Nobel in carne e ossa.

Elemento comune alle ricerche premiate è senz’altro la loro

inutilità: forse con l’unica eccezione dell’Ig

per la pace “assegnato alla Marina Britannica

per l’ordine dato alle sue truppe di limitarsi

a gridare ‘Bang!’ invece di usare proiettili”

di cui sarebbe da auspicare una tempestiva

applicazione. A creare ilarità poi ci pensano le

astruse dimostrazioni con pretesa di inoppugnabile

scientificità: pensate che con un po’ di pazienza

potete persino calcolare le probabilità che avete

di andare all’Inferno! Quantomeno ci finirete

ridendo.

Colonna sonora: BILL FRISELL Unspeakable


28 di marco begani leggere.fumetti bazar 02 2005

La rinuncia a capire

Accettare verità che non si capiscono, e lasciare che penetrino nelle

fessure della mente. O sforzarsi di capire fenomeni di costume lontani

dalla nostra logica. Tra pinguini che ci salvano e fumetti gay che

conquistano lettrici in tutto il mondo

Online nel sito di

Torino Comics

(www.torinocomics.com)

il bando dell'ottava

edizione del Premio

Pietro Miccia 2005 (con il

patrocinio dell'Associazione

Culturale Anonima

Fumetti). Il tema del 2005

è "Cinema & Fumetto". La

scadenza è 4 marzo 2005.

C’è tempo

fino al 12 febbraio per andare

a vedere la personale di un guru della versatilità,

fluttuante intorno al limite fra fumetto, animazione,

fotoillustrazione, web-design e inquietudine. Anche

chi non ha mai sentito parlare di Dave McKean

certamente le sue opere le ha avute sotto gli

occhi. Nella sua carriera ha ideato centinaia di

copertine per CD, ha lavorato per varie campagne

pubblicitarie (Nike, Kodak, BMW), ha pubblicato

su testate come New Yorker, Playboy, Blur, ha

collaborato alla realizzazione di pellicole (Alien 4),

ha disegnato fumetti (sue le copertine della serie a

fumetti inglese The Dreaming) e illustrato le pagine

– fra gli altri - di Neil Gaiman.

La mostra retrospettiva Narcolepsy, a lui dedicata,

è organizzata dall’Associazione Trattodunione e

da Hazard Edizioni con il patrocinio del Comune di

Milano. L’universo proposto da McKean si articola

attraverso poco meno di 400 opere originali,

in un percorso che a partire da una camera da

letto esplora foto, illustrazioni, copertine, film

d’animazione, video-clip, libri per bambini e altri

formati. Fatevi stupire.

Per farvi un’idea: www.dreamline.nu

Info: www.hazardedizioni.it/mostre

Wazem, PASSEGGIATE,

Lizard edizioni 2004

Questa storia è stata disegnata nel 2001 e pubblicata in Italia lo scorso anno.

Pierre Wazem è nato trentacinque anni fa a Ginevra, dove ha studiato presso

la scuola di Arti Decorative. Nel 2002 ha pubblicato un album di successo

intitolato Presque Sarajevo (Quasi Sarajevo), dopo un’esperienza di scambio

culturale nella capitale bosniaca, della quale – dice – non ha capito nulla.

E riporta un episodio, noto alla città e a chi ci capita, dell’arresto di una

insospettabile vecchietta che durante la guerra faceva il cecchino dalla

finestra di casa sua. La sostanza di questo album è del tutto diversa, ma non

è diverso l’atteggiamento: la rinuncia a capire, e il grande coraggio di lasciare

che la verità delle cose, degli avvenimenti e del dolore penetri con dolcezza

nelle fessure della mente.

Wazem ci racconta la sua vita (tutta) attraverso un sogno, una visione

da dopo–sbronza, in cui rievoca immagini, ricordi e persone (i genitori

si rivelano per quello che sono: vere radici dell’esistenza) per rimontare

tutta la percezione della propria identità, e anche della propria solitudine.

Questa autobiografica confidenza è di un’intimità quasi imbarazzante. Ma a

sgombrare il campo da ogni sospetto di invadenza (sua nei nostri confronti,

perché la nostra nei suoi è sancita e accettata fin dalla prima vignetta) è la

leggerezza del linguaggio, che pervade il disegno e i personaggi. Nel suo

viaggio mentale la madre ha una testa di topo, cosa che lei non riconosce

e che rapidamente passa in secondo piano, quando porta il figlio al luogo in

cui lo ha abbandonato bambino, o gli confessa che ha rinunciato ad averlo

con sé per una gomma bucata. E lui non riesce a confessarle che ha bevuto

sconciamente la sera prima, sarebbe troppo complesso; lo suggerisce a noi

raffigurando uno schema articolato del processo della distillazione. È’ l’ironia,

infatti, che toglie peso alla condivisione del suo segreto. Anche graficamente,

tutto è impalpabile, accennato. I volti stilizzati ci invitano a interpretare la

nostra parte, a partecipare degli stessi avvenimenti; gli ambienti ricordano i

disegni dei bambini e ci proiettano istantaneamente nella dimensione onirica

e malinconica del suo percorso.

Un percorso analitico di enorme importanza, in cui l’autore - protagonista si

sveste delle menzogne che usava raccontarsi per non sentire male, dei riti

e dei falsi ricordi, in cui credeva esistesse tutto, e in cui invece nulla esiste.

Un processo di distillazione, appunto, da cui alla fine gocciolano soltanto il

perdono e la consapevolezza, come alla fine di una storia d’amore. La vasca

da bagno vuota in cui si è risvegliato dai fumi dell’alcol può infine essere

riempita di acqua calda e accogliente. Riempita di sé. Questo cammino dolce

e doloroso intorno al mondo privato è accompagnato da un certo spassoso

pinguino con le orecchie. Non prendetelo sottogamba: è la parte che ci salva,

e che alla fine ci lava la schiena.

Shonen Ai. Libri per fanciulle?

Da questa parte del mondo, i termini giapponesi Shonen ai o YAOI restano apparentemente

oscuri. Il primo in inglese viene tradotto come boys’ love, cioè di amore tra giovani maschi,

mentre il secondo è l’acronimo di YAma nashi, Ochi nashi, Imi nashi, che letteralmente vuol

dire ‘senza tensione, senza soggetto, senza trama’. L’equivalente dell’anglosassone PWP

(Plot? What plot? ovvero ‘Trama? Quale trama?). Entrambi sono generi di fumetto, il primo

prodotto da autori professionisti, il secondo da amatori, dai contenuti sessuali più espliciti

(sempre fra uomini), e sono i fumetti più letti dalle teen-agers giapponesi. Il primo fumetto di

questo genere, June, vide la nascita negli anni ’70 e viene pubblicato tuttora.

Lo studioso di gender Mark McLelland (http://www.cult-media.com) fa un’analisi molto attenta

del fenomeno, su una base storica (ad esempio, i ruoli delle attrici nel teatro tradizionale

giapponese erano ricoperti da uomini) e anche su una base di confronto di categorie di

media. Infatti, il fumetto costituisce in Giappone una fetta importantissima dell’editoria (quasi

il 40%), ed è un fenomeno di costume estremamente rilevante. Come la televisione da noi.

E se questo genere di storie non esiste nel nostro fumetto, dice McLelland, in serie televisive

come Star Trek o Starsky and Hutch il rapporto (quasi intimo) fra i protagonisti maschili è

comunque il fulcro essenziale delle storie.

Fenomeno solo giapponese? Affatto: la Kappa Edizioni pubblica KIZUNA (arrivato al n.

8) di Kazuma Kodaka e CHE CARINO! (seconda serie) di Kawaii Hito. Per la saggistica,

Castelvecchi ha pubblicato un paio di anni fa Shonen Ai di Veruska Sabucco. E siamo in Italia.

Ma il genere conquista lettrici in tutto il mondo.

Se ne parla? Certo, in rete. Sul sito www.forumfree.net Ainely scrive:

Mamma mia !!!!! Ma dico io , i genitori dovrebbero capire ! In generale tutti dovrebbero capire

, sopratutto quelli che se la prendono con le ragazze che leggono gli yaoi .... Non c'è nulla di

male se li leggiamo , perchè agli uomini è concesso guardare riviste e filmini con le lesbiche ,

e a noi non è concesso di leggere un fumettino ? Ricordo ancora la faccia di alcuni miei amici

quando hanno saputo cosa leggevo ... Erano tutti lì scandalizzati e increduli . Al che io gli ho

detto , ma perchè prima di criticare non guardate cosa leggete voi ? Perché una ragazza non

può trovare interessante un fumetto con due gay protagonisti?

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Decostruisco ergo sum. Ha un nome che è tutto un

programma, Legowelt, sì esattamente quelle componenti di

plastica con cui da piccolini noi della generazione cresciuta tra

gli anni ‘70 e ‘80 ci siamo spacciati per costruttori (!!!!). Ormai

un giochino da culto degli appassionati del modernariato, per

cui l’apertura che prende a prestito un concetto della teoria

architettonica non giunge peregrina.

Al secolo Danny Wolfers da L’Aja, Olanda, malgrado la

migliore etichetta del settore sopravvissuta alla falcidia

dell’ultimo anno, groove, abbia eletto la sua disco route

migliore traccia del 2002, è uno dei grandissimi della “dance

evolution” a cavallo degli ultimi due secoli meno riconosciuti.

Di una prolificità impressionante, ha inciso anche sotto

innumerevoli pseudonimi, Catnip, Macho cat garage, Squadra

Blanco, Gladio slave of Rome, ha rallentato la produzione

solo nell’anemico 2004, vero anno di crisi per la creatività

musicale in tutti i generi.

Ma è sempre sulla scena; on the road in America per tutto

gennaio con un tour impegnativo insieme agli altri membri

della squadra Bunker, sua etichetta di riferimento, poi a

febbraio la fatidica data di Napoli all’Arabesk che va spinta a

più non posso per una serie innumerevole di motivi. Perché ha

il classico look nerd autistico che è sempre stato appannaggio

dei migliori inventori della techno, quelli che sperimentano

e lasciano ai “front-men superstar djs” la preoccupazione di

essere adorati, di estendere al dance floor l’assillo di piacere;

perché ha compreso precocemente che l’elettronica da

sballo virava verso la nostalgia già con le sue prime uscite

ufficiali del ‘98, e perché di questa comprensione ha dato

una rappresentazione incredibilmente densa, completa

dietro l’apparente semplicità del suo linguaggio synth, di una

plasticità vintage sul filo dell’ironia ma mai slittante verso la

pura ironia, con quelle riedizioni dei soundtrack da film di

horror all’italiana sublimati epicamente grazie a un’ossatura

techno electro degna del miglior Detroit Sound.

La sua musica è la desacralizzazione delle pretese d’immortalità

del genere umano pre 11 settembre, abbagliato dalla potenza

dell’impero digitale, è il rovistamento tenero nella spazzatura

tecnologica di frammenti di emozioni a buon mercato di cui

è stracolma la nostra adolescenza, è la sontuosità barocca (a

tratti stucchevole) di chi non intende arrendersi all’inevitabile

deriva da basso profilo dell’era del trash, è genialità

compositiva puerile e struggente al tempo stesso.

Infilatevi nei timpani pezzi come strange girl, sturmvogel, disco

rout, dirty love, disco tron e lasciate che realizzino il miracolo

di sognare classico il banale, di provare fisico un suono

cerebralissimo, di sentire nell’anima cosa stiamo vivendo.

Il 4 febbraio all’Arabesk di Napoli (via Campana).

bazar 02 2005 notte di andrea lisi 31

Signore e signori: Sua

Eccellenza Legowelt

Uno che rovista teneramente nella spazzatura tecnologica frammenti di

emozioni a buon mercato di cui la nostra adolescenza è piena. Per suoni

cerebrali che diventano fisici

Qasi qasi...ancooora!!!

Avanti febbraio. Ancora il Qasi di Modena!! Beh già lo conoscete, forse

ci andate regolarmente, non mi pagano :) ma mi appagano moltissimo le

scelte di un’organizzazione che sta segnando altri colpacci a proprio favore

per aggiudicarsi il titolo di locale più cool dell’anno. Tanto per cominciare

il 9 febbraio arriva Steve Bug, uno dei campioni europei della tech-house,

genere evergreen degli ultimi anni che non accenna ad accusare stanchezza

e continua a essere molto amato dai dance-maniac meno sprovveduti.

Se volete farvi un’idea del genere suonato acquistate Bugnology, raccolta

mixata dal suddetto su Pokerflat, etichetta di tendenza: bella dimostrazione

Mala Tempora...

Per il 12 febbraio è da confermare l’arrivo al Maffia di

Reggio Emilia di Richard Fearless dei Death in Vegas,

gruppo fondamentale per l’avvicinamento fra dance e

rock, che già si muoveva su questi territori di confine, oggi

attualissimi, nella seconda metà degli anni ‘90. I Death

in Vegas hanno prodotto un album, sul finire del 2004,

Satan’s Circle, che evidenzia la comune matrice elegiaca

della electro e dell’indie rock più psichedelico. Nella loro

recente apparizione romana, in una sorta di show case di

lusso, hanno smorzato i toni mondani della serata creando

una colonna sonora dai toni cupi crepuscolari. Mala Tempora

Currunt!

Maffia – Illicit Music Club, circolo arci v.le Ramazzini, 33

Reggio Emilia. Tel. 0522922280


32 di marcello amoruso notte bazar 02 2005

omadismi notturni

ercorsi obliqui tra concerti, dj set, seminari, laboratori, teatro e mostre. Per

mettere ogni volta tutto in gioco

Locanda Atlantide, contenitore

multiculturale a portata di flaneur

Collocata nel cuore del quartiere S. Lorenzo, avamposto della

flanerie capitolina, la Locanda Atlantide non ha mai avuto

vita facile, percorsa da una storia alquanto turbolenta. Due

anni fa mettono i sigilli, resta chiusa per dieci mesi, ma gli

animatori non ci stanno. E dopo una estenuante lotta con gli

apparati burocratici riottengono l’apertura: sperata da più parti

e acclamata a viva voce. Eccoci qua, all’interno di uno spazio

semplice ma funzionale alla versatilità del palco, prestatosi

a ospitare concerti, teatro, danza e reading letterari.

L’attività del centro si concentra anche su dibattiti, seminari,

laboratori, presentazioni di libri e dischi, seguendo una logica

che non tradisce mai gli intenti: “Anche là dove la Locanda si

avvicinava a esperienze già consolidate o di maggior richiamo

si è sempre avuta attenzione a un tipo di spettacolo che non

fosse esclusivamente un modo per passare il tempo, senza

comunicare alcun vero stimolo al pubblico”. La Locanda ritorna

in grande stile, e a pieno regime continua nella “estenuante”,

ma in questo caso accorata, ricerca di interventi culturali di

spessore, investendo i linguaggi dell’arte a tutto spiano.

Il 4, sul palco della Locanda, Daniele Sepe; il 6 suonerà Canio

Loguercio. Per i prossimi appuntamenti contattare l’infoline.

Locanda Atlantide, via dei lucani 22b, Roma. Info: 0644704540

E’ stato già tutto inventato? Allora…

“revisited your night life!”

Quando è nato Re:Life tutti ne avranno apprezzato il nome, e a distanza di tre

anni quel nome è diventato un fatto e ha dato vigore al tessuto morfologico che lo

costruisce: Re: come revisited, rivisitato, e life come vita. Un nome, un programma.

Se tutto è già stato inventato, bisogna rifarlo, rimettendosi in gioco, ricominciando

da capo. Giunto alla sua terza stagione senza battere ciglio, il club romano

consacra per il terzo anno consecutivo Raffaele Costantino padrone di casa e

per questo mese invita ospiti eccezionali. Il 5 Nicola Conte Jazz Combo feat Till

Bronner (Blue Note Rec.), il 19 Michael Rutten / Soulpatrol (Compost Rec.), il 26

Daniel Givens (Aesthetics Records).

Bazar incontra Raffaele Costantino

Vieni riconfermato resident per la terza stagione consecutiva, qual è il tuo rapporto

con Re Life?

Il mio rapporto con Re:life è molto intimo, questa serata è cresciuta con me. Il

nostro pubblico è molto attento e per fortuna anche molto esigente e questo fa

si che il resident della serata debba essere sempre all’altezza degli ospiti che

si alternano sul palco de La Palma. Non è facile fare da padrone di casa con

personaggi come Amon Tobin, Groove Armada, Nicola Conte, ma a un dj è la

migliore scuola che si possa augurare.

Che rapporto c’è tra Re life e il tuo progetto Xcoast?

Grazie ad Hertzz prima, e Re:life dopo, ho avuto la fortuna di avere a che fare

con molti dj, produttori e musicisti, che mi hanno ispirato giorno dopo giorno fino

al momento in cui sono arrivato a focalizzare il mio suono come dj e poi come

produttore: Xcoast ne è il risultato.

La Palma, via Giuseppe Mirri 35, Roma. Info: 0643599029

Teatro polivalente occupato di Bologna:

serate di elettronica e jazz

Se il nomadismo è una chiara marca di identificazione di realtà underground della

notte, la storia del Tpo si erge a paladina di tale tensione randagia. Partito con

l’occupazione da parte di un gruppo di artisti e studenti del Teatro dell’Accademia di

Belle Arti di via Irnerio, l’edificio viene sgomberato dopo 5 anni di attività culturali e

politiche nel 2000, il collettivo costretto al trasloco si trasferisce “temporaneamente”

all’ex Euraquarium di viale Lenin.

Dopo quasi 10 anni di attività, al Tpo converge oggi una rete associazionistica in

cui includere realtà quali Indymedia, H2O dj’s Crew, Sexy Shock, Ya BAsta!,

Gruppo Elettrogeno. A questi si è aggiunto da poco Visual city virus: laboratorio

multimediale formatosi all’interno del centro. Dai laboratori ai work-shop, dalle

proiezioni al teatro-danza, con un’attenzione particolare ai concerti e ai dj set

di ricerca. Tra gli appuntamenti fissi, Metronotte: la serata elettronica del giovedì

dedicata alle sonorità urbane più ricercate, con live act di musicisti, dj e produttori

nel rinnovato bar “I love TPO”. Sonorità dei Ma-Ri, la rassegna settimanale di jazz,

ha già visto sul palco del locale il pianista americano Uri Caine e il duo giapponese

The Ruins. Se provate a chiedere quali sono i parametri di scelta dei musicisti

ospiti rispondono così: “Ci sono state serate in cui il pubblico era veramente minimo

in altre era eccessivamente numeroso tanto da dover chiudere l’ingresso. Non

abbiamo mai pensato che un buon concerto si potesse giudicare dal numero di

spettatori”.

Per i prossimi appuntamenti: www.ecn.org/tpo.

Viale Lenin 3, Bologna. Info 051 6241854

Il Vicoletto un anno dopo: tra burle e

raffinatezza autentica

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Soprannominato La locanda dell’arte, il Vicoletto compie adesso un anno. 365 giorni

e una sfilza di appuntamenti dedicati all’intrattenimento culturale a tutto tondo in

un’atmosfera burlesca e raffinatamente casalinga: musica, cinema, teatro e mostre.

Ad animare gli spazi del locale è l’associazione culturale Omniart, il cui obiettivo

inequivocabile è quello di “creare uno spazio vissuto e vivo, a disposizione degli artisti e

di tutti gli appassionati in genere”. Buon compleanno!

Cortile Lo Presti 1, Palermo. Info: 3887630113


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Clubbing: new

Swarowski style

Pascià viale Sardegna, 30 Riccione. Tel. 0541697844

Sali & Tabacchi via Einstein, 26 Reggio Emilia. Tel. 0522558494

Meccanò via Degli Olmi, Parco delle Cascine Firenze. Tel. 055331371.

The Klub via San Marco, 106 Padova. Tel. 3296114887

bazar 02 2005 notte di alberto traversi 33

Gocce Swarowski e superfici in cemento di riso e vetroceramica. Pezzi

di design e cuscini di seta. Poltrone rococò e specchiere marocchine.

Dettagli in legni pregiati e affreschi elettronici di quadri rinascimentali.

L’ultimo trend del club-design è una lussuosa sobrietà

Buone nuove dal mondo della notte nazionale. La prima riguarda la sempreverde

Riccione. Il “suo” Pascià, storico locale, bandiera della nouvelle-vague negli anni

Novanta, si ripropone al pubblico, dopo due anni e mezzo di lavori, con un’immagine

totalmente rinnovata. L’architetto Marco Lucchi ne ha ridisegnato completamente gli spazi,

ampliandone la superficie totale che adesso si sviluppa su 4 piani. Della vecchia struttura è

rimasto solamente il lampadario-simbolo “rubato” al set del film “Il barone di Munchausen”

con i suoi angeli d’oro, le gocce Swarovski e le mille lampadine a candela. Nel nuovo

Pascià si riconoscono due aree ben distinte. La prima riguarda il dancefloor dove tra vetrate

panoramiche, giardini pensili, fontane e piscine ci si immerge in un total-white look, le cui

pareti variano di colore a seconda delle nuance delle luci. Qui, i pavimenti sono in cemento di

riso con inserimenti in vetroceramica di Positano e i banchi bar non sono altro che elaborate

sculture di pressofusione in alluminio realizzate per l’occasione.

La direzione artistica di quest’area è affidata a Gianluca Tantini, il dj resident è Luca Agnelli.

L’altra zona è caratterizzata dal LaLTO: ristorante lounge bar in cui si possono gustare i

piatti raffinati firmati da Moreno Cedroni, uno degli chef più creativi della zona. Un capitolo

a parte va aperto per lo spazio toilette: un vero e proprio locale nel locale, con tanto

di pista, consolle, bar e una zona antibagno unisex con angoli per trucco e shopping

di merchandising. All’ultimo piano, e come potrebbe essere altrimenti, c’è il terrazzo, area

aperta solamente in estate creata per respirare la notte come un grande attico da cui si

domina tutta la riviera.

Sempre in zona, tutti parlano della novità Sali & Tabacchi: casa colonica di fine 800 a

due passi dal centro storico di Reggio Emilia trasformata da poco in locale a 360 gradi

caratterizzato da un ambiente accogliente e sofisticato. Le scelte architettoniche e

l’arredamento sono sobrie e il lusso, non ostentato, si rivela con comodi divani in pelle di

varie specie. Lo spazio complessivo si sviluppa in due livelli: il piano terra, con l’ingresso

generale, il ristorante e un bar a isola circolare in vetro e acciaio, accoglie opere d’arte

pittorica che vengono esposte per promuovere giovani artisti italiani. Al piano superiore

invece trovano spazio due bar e una pista da ballo sovrastata da uno spettacolare soffitto a

travi di legno. Il legno è il materiale scelto anche per pavimento e bancone bar proveniente da

un vecchio club cubano. Il Sali e Tabacchi fa parte di un circuito di locali che, per comunanza

di tipologia, clientela e prodotto artistico, si sono trovati a condividere le stesse esperienze, gli

stessi artisti, gli stessi strumenti di marketing realizzando una sinergia che ha risvolti a livello

nazionale. La musica spazia dalla lounge chill-out, alla house melodica e commerciale. Tra

le sue pareti è facile incontrarsi vis-à-vis con Fernanda Lessa, Costantino Vitaliano o Beppe

Grillo.

Dalla East alla West Coast, un altro simbolo delle notti che furono e di quelle che saranno,

grazie ad un’altra massiccia rimodellazione, è il Meccanò di Firenze. Il suo stile aspro e

underground fatto di ferro e pareti metalliche è stato rivisto dallo “specialista” Gianni Gavioli,

celebre architetto di locali, che l’ha reso più raffinato e un po’ più elegante rispetto al passato.

I complementi d’arredo riflettono un perfetto mix tra oriente e occidente e comprendono pezzi

di design, moderne sculture, cornici di legno pregiato, divani ricolmi di cuscini di seta, grandi

vasi, specchiere classiche provenienti da mercatini etnici e marocchini, poltrone rococò e

grandissimi paralumi. Al successo di critica il Meccanò associa gran successo di pubblico.

Sulle sue piste da ballo, sovrastate da grandi lampadari Swarovski e circondate da ben

quattro american bar, gravitano in media duemila persone a sera.

Un’altra città che negli ultimi tempi sta facendo parlare molto di sé è Padova, luogo in cui, a

detta degli habitué della notte, non si dorme mai. Il locale del momento a Padova si chiama

The Klub. Nato lo scorso anno da un’idea di Mauro Ferrucci e Alex D’Este, il locale si

riconferma come una delle mete più ambite della nightlife veneta. Un vecchio hangar con

soffitto a volta su cui vengono proiettati come affreschi elettronici quadri antichi dai

colori caldi raffiguranti scene religiose rinascimentali. Vicinissimo all’uscita autostradale

di Padova Est, il locale sta diventando un must per i cultori della house di qualità, apprezzata

anche da vip e stelline di casa, da citare per tutti Martina Stella e Lapo Elkann. Più di 2.500

persone si possono divertire contemporaneamente ogni sabato sera nelle tre sale arredate

in pelle nera, marmi bianchi e metallo. Si passa da tranquille sonorità chill-out al meglio

della produzione musicale house firmata Airplane records, per finire nella terza sala con il

sound commerciale della scatenata coppia Max Braghi e Stefano Mattara del team di Radio

Company. Nella sala principale il dj resident Keller spesso divide la consolle con il Tommy Vee

nazionale con cui ha dato vita al progetto Moltosugo: sulle loro note ad animare la nottata è la

voce melodiosa di Moony.


36 di antonio incorvaia trash cult bazar 02 2005

Titolo titolo

del pezzo

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Jan Van Eych, Adorazione dell’Agnello. 1432

bazar 02 2005 gusti di chiara spegni 37

Tra epigrammi impanati di sapore storico, mechoui al cumino di matrice

marocchina, coratella coi carciofi di gusto romano, ziryab di origine andalusa

e o’ Pignati di tradizione lucana l’agnello è tutto un mondo da scoprire…

Vittima sacrificale da offrire alle divinità, simbolo di purezza, l’agnello è spesso un piatto tradizionale delle feste religiose. Alimento diffuso tra i

nostri pastori, abruzzesi e sardi in particolare, si mangia nella famosa moussakà greca, nel Maghreb in svariate preparazioni e in Asia, specie

nelle regioni dominate dai mongoli, come nel nord della Cina.

Leggende di alta cucina

Ada Boni riporta nel suo “Talismano della felicità” l’origine di un’antica ricetta a base

di agnello. Pare che un “assiduo di Madame du Barry, pranzando una sera presso

una famiglia di nuovi arricchiti ebbe a dire che alla tavola della famosa favorita si

facevano spesso degli epigrammi”. La padrona di casa rimproverò il suo cuoco

di non averne mai cucinati e il malcapitato chef, per evitare il licenziamento, cercò

disperatamente la ricetta, ma senza successo. Creò allora un piatto ex novo, a base

di costolettine d’agnello alternate con pezzetti triangolari di petto d’agnello, il tutto

impanato e cotto sulla gratella. Spacciati naturalmente per i “famosi” epigrammi di

Madame du Barry, probabilmente mai esistiti, questa ricetta è arrivata fino ai giorni

nostri.

Libri per curiosare

Un giro su www.amazon.com suggerisce buone ispirazioni, dalla cucina etnica

al barbecue: The everything indian cookbook: 300 tantalizing recipes – from

sizzling tandoori chicken to fiery lamb vindaloo di Monica Bhide; Secrets of fat-free

Indian cooking: over 150 low fat and fat-free traditional recipes – from samosas to

mulligatawny to sout of lamb curry di Priya Kulkarni; Pork & Lamb di Joanne Weir;

The world encyclopedia of meat, game and poultry: essential visual guide includes

everything you need to know about beef and veal, lamb, pork, game and poultry

di Lucy Knox; Fresh ways with Lamb (healthy home cooking); Cook’s guide to

meat: all you need to know about choosing, preparing, and cooking with meat, plus

delicious recipes featuring beef, lamb, pork, sausages and cured meats di Lucy Knox;

Barbecuing and sasusage making secrets: how to buy beef, pork, poultry, lamb, fish

and sausage di Charlie Knote.

Specialità dal mondo

In Marocco l’agnello cotto sui carboni ardenti, noto come “mechoui”, è servito

secondo la tradizione durante il festival Aid Al Kebir, alla fine del Ramadan. La ricetta

è a base di agnello, peperoncino, cumino, zafferano, sale, limone, olio e burro

fuso (http://www.cookaround.com/cucina/marocco/index.php). Altro piatto tipico è

l’agnello con uova e mandorle, piatto che pare sia stato introdotto in Andalusia da un

musicista nato in Iraq, Ziryab, e poi esportato nel Maghreb dopo l’espulsione di ebrei

e musulmani dalla Spagna nel 1492. Anche il Kashmir è famoso per l’agnello: questo

animale viene celebrato con un banchetto di 24 portate, il “wazwan”, in cui ogni piatto

ha come ingrediente principale questo tipo di carne. Uno dei piatti forti della ricca

cucina indiana è l’agnello biryani, dove la carne viene condita con yogurt, zafferano,

semi di cumino, garofano in polvere, burro, cipolle, cannella, zenzero, cardamono,

aglio e sale (http://www.cookaround.com/cucina/india/confro-1.php?ID=1064).

Agnello

Una ricetta antica

La pecora nel coccio o “Pignati” è una preparazione caratteristica lucana.

Ingredienti: 1kg di pecora, 300gr di patate, sedano, 3 cucchiai di pecorino, 1

bicchiere di vino rosso, olio, sale e pepe. Tagliare la carne in piccoli pezzi e cuocerla

per 15 minuti in una pentola con un filo d’olio e 1⁄2 bicchiere di vino rosso. Mettere

nel “coccio” le cipolle tritate, il sedano, le patate schiacciate con una forchetta, la

carne, sale, pepe, il vino rimanente, un bicchiere di acqua e far cuocere lentamente

a fuoco basso per 40 minuti. Solo alla fine aggiungere il pecorino grattugiato.

Romanità

Nel vocabolario romanesco abbacchio è il figlio della pecora ancora lattante

o da poco slattato, l’agnello invece ha quasi un anno di età. A Roma la

stagione degli abbacchi comincia in autunno e finisce in primavera; quella

degli agnelli comincia a Pasqua e finisce il 24 giugno, per San Giovanni. Ovvio

che chi è “abbacchiato” sia giù di morale: “abbacchiare” significa “abbattere”,

ovvero macellare l’animale. Piatto bandiera della Pasqua romana è il capretto

“brodettato”, cioè con una salsa a base di tuorlo d’uovo e limone; altro

caposaldo è la coratella con i carciofi (l’insieme delle interiora vicino al

cuore di agnello, abbacchio e capretto: milza, polmone, fegato, cuore

e rognone).

Alla pizzeria e ristorante “Collevento” la specialità sono i famosi

arrosticini abruzzesi, serviti caldi, mano a mano che sono pronti,

naturalmente in abbondanza, e distribuiti su carta oleata. Consigliato

per allegre spedizioni di degustazione della specialità locale. Incluso

il vino si spendono circa 15 euro a persona. L’indirizzo è Ristorante

Collevento, ctr. Cona della Stella 3, a Montesilvano Colle (PE); tel.

0854683525. Altro indirizzo, a Scurcola Marsicana è “da Renzo”, via

Tiburtina Valeria al km 104,5; tel. 0863561030.


38 di chiara tacconi gusti bazar 02 2005

Nord

Pace

Via Umberto I, 32, Sambuco (Cuneo). Tel. 017196628. Chiuso il lunedì. Spesa media 30 euro

Un’osteria che salva una razza. È successo nella Valle Stura: la famiglia Bruna proprietaria da generazioni

dell’albergo-ristorante Pace ha continuato a proporre i piatti a base di agnello, rigorosamente di razza rustica

del luogo, impedendone l’estinzione. L’agnello sambucano, che prende il nome dal luogo di allevamento, oggi

è ricercato per la lana e soprattutto per la carne saporita. Qui viene cucinato al forno o stufato, ma anche in più

delicate versioni, come il filetto in salsa tonnata o il patè di fegato con castagne.

Centro

Ristorante Adolfo

Etnico

Teheran Pars

Via Ponte della Fabbrica 67, Abano Terme

(Padova). Tel. 049812869. Chiuso il martedì.

Tipo di cucina persiana

Specialità del locale ciolokabab soltanì

(spiedino di carne con riso allo zafferano e

pomodoro)

Spesa media 18 euro

Dolci della casa (3 tipi)

Vino consigliato Tocai

Piatti dietetici vegetariani

Numero coperti 60

Carte di credito no

Musica tradizionale iraniana

Servizi per disabili no

Illuminazione soffusa

Sala per fumatori no

Gentilezza personale ottima

Particolarità danza del ventre venerdì e

sabato sera

Frazione Chiesa, 7 54029 Zeri (Massa Carrara). Tel. 0187449024. Sempre aperto.

Spesa media 35 euro

Basta salire quassù, a 700 metri d’altezza e a mille miglia da inquinamento e

confusione, per capire come mai l’agnello di Zeri è diventato così prezioso e

apprezzato dai gourmet di tutta Italia per le carni tenerissime, quasi dolci, senza sapore

di selvatico. Nella minuscola frazione del piccolo comune di Zeri, questo ristorante

propone piatti “dal produttore al consumatore”, nel senso che gli agnelli li allevano

in proprio nei pascoli del luogo. Nel menu, bistecche di agnello accompagnate da

verdure di stagione, o il classico arrosto.

Eat & go

Vinandro

Piazza Mino 33, Fiesole (Firenze). Tel.

05559121. Chiuso il lunedì

Tipo di cucina toscana

Specialità del locale peposo (spezzatino

al pepe cotto nel vino); assaggi di salumi e

formaggi toscani

Spesa media cena 20 euro; spuntino 6 euro

Dolci della casa

Vino consigliato sangiovese barriccato

Piatti dietetici per vegetariani

Numero coperti 20

Carte di credito tutte

Musica sottofondo

Servizi per disabili sì

Illuminazione la sera candele

Sala per fumatori no

Gentilezza personale ottima

Particolarità piccolo e accogliente; atmosfera

da osteria (vino a mescita, si gioca a carte)

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Sud

Atelier della Carne

Via Roma 51, Laterza (Taranto). Tel. 0998218788. Chiuso il

giovedì e la domenica. Spesa media 15 euro

Una macelleria in cui si può anche mangiare. O in una

parola, un “fornello”, termine locale per indicare proprio

questi particolarissimi locali in cui si può ordinare al

banco-carni il pezzo da mangiare, farlo cuocere nel forno

a legna e gustarlo subito. Se cercate l’agnello, qui avrete

polpa e frattaglie di ottime razze allevate sulla Murgia.

Fatevi consigliare, scegliete i pezzi migliori, e aspettate

che siano cotti. Magari provate anche gli gnumuridde,

involtini fatti con interiora ovine.

Per valli e per monti

Razze quasi estinte, allevamenti fuori dal tempo. Sarà dura oggi proporre

l’agnello, ma i ristoranti che continuano la tradizione dei piatti a base di

agnello non mancano… Basta trovarli!

Tradizionale

Osteria dell’oca

Via Trieste 37, Mantova. Tel. 0376327171.

Chiuso il martedì

Tipo di cucina “del popolo e dei principi”

(quotidiana e più ricercata)

Specialità del locale trippa in brodo

Spesa media 25 euro

Dolci della casa (ottima la sbrisolona)

Vino consigliato dalla carta

Piatti dietetici no

Numero coperti 40

Carte di credito sì

Musica no

Servizi per disabili no

Illuminazione soffusa

Sala per fumatori no

Gentilezza personale buona

Particolarità porzioni abbondanti


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foto J. Keniewsky

Una banca ad alta gradazione

Natural

Il girasole

Via Vincenzo Monti 32, Milano. Tel. 0289697459.

Chiuso la domenica

Tipo di cucina vegetariana italiana e

internazionale

Specialità del locale bavarese di porcini al

mascarpone

Spesa media 28 euro

Dolci della casa

Vino consigliato italiani biologici (carta con

circa 30 vini)

Piatti dietetici per vegetariani e celiaci

Numero coperti 75

Carte di credito tutte eccetto Diners

Musica sottofondo

Servizi per disabili no

Illuminazione soffusa

Sala per fumatori no

Gentilezza personale buona

Particolarità piatti di ispirazione giapponese a

base di tofu, seitan, alghe

bazar 02 2005 gusti di chiara tacconi 39

Guardare, progettare, mangiare: è il food design

Fra i cinque sensi, quello della vista guadagna spazio e consensi sulla tavola e nei menu. La

tendenza è miscelare le discipline, stupire gli avventori, sovvertire consistenze e accostamenti

dei cibi. Non si tratta però solo di creare piatti esteticamente gradevoli. Il food design si sta

facendo interprete di una ricerca più ampia anche se sfugge a ogni definizione e raggruppa studi

di architettura, chef, artisti. In Italia, un laboratorio di architettura alimentare ha intelligentemente

registrato il marchio (www.foodesign.it) avviando una riflessione interdisciplinare.

Fra i cuochi spicca Davide Scabin del ristorante Combal.zero di Torino (che lascia ogni tanto la

cucina per tenere corsi di Food design al politecnico torinese, e che sorprende con invenzioni

come il cyber egg (uovo “artificiale” formato da plastica commestibile che contiene tuorlo e

caviale). I designer, però, non restano a guardare e inventano nuove forme e nuovi usi per

il cibo e con il cibo: oggetti per la tavola, strane morfologie per alimenti industriali – come le

patatine Pringles – e pazienza se gusto e nutrimento sono quello che sono. La frangia più

artistica del “movimento” food design plasma gli alimenti per creare oggetti improbabili come le

scarpe di frutta o la radio di biscotto; più riuscita la collezione di Barbara Uderzo che propone

gioielli commestibili, come gli anelli e le collane in cioccolato (Vicenza, tel. 0444 520032).

C’è un caveau che conserva le bottiglie più preziose d’Italia. È la Banca

del vino che raccoglie il patrimonio enologico nazionale mettendo al

riparo dalla globalizzazione del gusto, dalle mode passeggere, dai rovesci

– climatici e finanziari – nelle nostre vigne.

Questa straordinaria invenzione di Slow Food, sostenuta da centinaia di soci piccoli e grandi, ha

entusiasmato oltre duecento produttori (ma sono destinati ad aumentare) che hanno accettato

con entusiasmo di stoccare 180 bottiglie all’anno dei loro tesori più preziosi in questa meravigliosa

cantina. Ma non è una cassaforte inviolabile: scopo della Banca è anche far conoscere a tutti

l’immenso patrimonio italiano. Tutti i giorni eccetto il lunedì la Banca del vino apre al pubblico dalle 10

alle 13 e dalle 15 alle 18; il biglietto costa 5 euro e dà diritto, oltre alla visita, a ricevere un poster della

Banca del Vino e a degustare un vino a scelta fra quelli in carta. Per informazioni (degustazioni, visite

per gruppi, eventi).

La Banca del Vino, Piazza Vittorio Emanuele 13, Pollenzo, Bra (Cuneo). Tel. 0172458418,

Enoteca

Enotria Wine Bar - Ristorante - Enoteca

Via delle Porte Nuove 50r, Firenze. Tel.

055354350. Chiuso la domenica e il lunedì sera

Tipo di cucina toscana rivisitata

Specialità del locale controfiletto al ristretto di

Nobile

Spesa media a cena 35 euro

Dolci della casa

Vino consigliato suggeriti abbinamenti al

bicchiere

Piatti dietetici vegetariani

Numero coperti 45

Carte di credito sì

Musica no

Servizi per disabili no

Illuminazione soffusa

Sala per fumatori no

Gentilezza personale buona

Particolarità pranzi di lavoro con menu di

qualità a prezzi ragionevoli

Design

Chatulle

Via Piero della Francesca 68, Milano. Tel

02342008. Sempre aperto

Tipo di cucina italiana, tradizionale

Specialità del locale bistecca alla fiorentina

Spesa media 35 euro

Dolci artigianali della casa

Vino consigliato Barolo

Piatti dietetici vegetariani

Numero coperti 100

Carte di credito tutte

Musica sottofondo, lounge, nu jazz

Servizi per disabili sì

Illuminazione soffusa, candele la sera

Sala per fumatori no

Gentilezza personale buona

Particolarità arredi tutti bianchi; portate servite

su grandi piatti trasparenti

New entry

Noodles

Corso Podestà Andrea 51/R, Genova. Tel.

0105955390. Sempre aperto

Tipo di cucina ispirata al film C’era una volta in

America

Specialità del locale spaghetti

Spesa media 35 euro

Dolci dello chef

Vino consigliato Pinot nero

Piatti dietetici vegetariani

Numero coperti 48

Carte di credito tutte

Musica live jazz anni ‘20-‘30-‘40

Servizi per disabili sì

Illuminazione soffusa

Sala per fumatori veranda

Gentilezza personale buona

Particolarità anche l’ambiente è ispirato al film

di Sergio Leone (Noodles è il protagonista)


40 di eva buiatti gusti.mangia come leggi bazar 02 2005

Libri da mangiare e piatti da leggere da tutti i Paesi del mondo per occasioni diverse

Fatevi tentare dall’agnello farcito

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“Un boccone di cosciotto lesso, una goccia di salsa di menta, un

campioncino di agnello farcito in gelatina, una puntina di salame, un dito

di patè di pernice, una fettina di salmone o di trota affumicata, un pezzetto

di formaggio, un’ombra di pudding...”

H. Monteilhet, Di professione fantasma ,ed. PIEMME Junior.

Mi perdonerete se, nello scegliere l’agnello fra tutte le buone cose che il “fantasma” incontra nel suo festino notturno, l’ ho

modificato proponendolo farcito sì, ma senza gelatina: l’ho fatto per voi cuochi autodidatti, per non gettarvi nella depressione!

Fatevi preparare dal macellaio un bel pezzo di agnello da fare ripieno, meglio se sulla coscia, ma va bene anche il petto. Fate rinvenire

nell’acqua bollente 50 grammi di cous cous. Preparate: due cucchiaini di semi di coriandolo e di cumino macinati; 50 grammi di

pinoli e 50 di mandorle sbucciate, indorati in padella con un velo d’olio d’oliva; una cipolla grande tritata e soffritta. Mettete tutto

nella stessa padella con ancora un cucchiaio d’olio, e aggiungete due spicchi d’aglio a fettine, una manciata di foglie di menta secca

(o fresca, o surgelata), una manciata di foglie di coriandolo fresco (se non lo trovate fresco sostituite con un cucchiaino in polvere),

un cucchiaino di cannella in polvere e 50 grammi di uvetta che avrete fatto rinvenire nell’acqua. Soffriggete ancora per due minuti

mescolando, e il ripieno è pronto. Aprite l’ agnello, salate, pepate e spalmate il ripieno sul lato interno (quello senza “pellicola”).

Arrotolate e legate con spago da cucina facendone un salsiccione, che metterete in una teglia da forno non troppo bassa insieme a

un fondo d’olio e una cipolla tritata. Rotolate il salsiccione nella teglia, così si impregna di olio e cipolla, e bagnate la superficie con

il succo di due limoni. L’agnello va cotto per un’ora abbondante nel forno caldo, ma non caldissimo, girandolo spesso, e va tagliato

tiepido.

Si può servire con broccoletti ripassati aglio e olio, oppure con carote e cipolline in agrodolce. Da bere vino rosso corposo oppure, per

gli astemi, tè alla menta caldissimo e zuccherato.

Questo è un piatto goduriosissimo per i mesi invernali, che verrà complimentato da grandi, piccini, vecchietti e adolescenti.

Lo apprezzeranno soprattutto ragazzi e ragazze ardimentosi e voraci che potrete soddisfare completamente se aggiungerete

all’agnello abbondante pita araba calda e se lascerete che lo facciano fuori tutto senza se e senza ma. Preparatelo nel tardo

pomeriggio di un sabato ancora corto di febbraio, e andate al cinema o a teatro con i vostri ragazzi ( o mandateli da soli, se non

vi vogliono fra i piedi). Al ritorno, con l’appetito della tarda serata, l’ agnello farcito troneggerà sulla vostra tavola come un re

fra tutti i piatti. Se invece non avete adolescenti in casa, ma siete single o coppia, anche se saltuaria o addirittura sporadica, allora

andate in barba a tutti: andateci voi a teatro, o a sentire musica, o a chiacchiera con gli amici, proteggendo l’agnello farcito dal

gatto (gli piace moltissimo, anche se è un gatto onesto non sa resistere) e divoratelo poi in versione notturna alla maniera medioorientale,

con le mani.

Questo libretto mi stato proposto da una lettrice di Bazar, che lo ha scelto insieme a suo

figlio ragazzino e si fatta conquistare soprattutto, credo, dalla fame genuina vitale e ottimista del protagonista, aspirante fantasma,

che per mezza trama cerca disperatamente di mangiare manicaretti pi attraenti e deliziosi da cui circondato, non li acchiappa

mai ma insiste, insiste in tutti i modi. E’ un sollievo quando alla fine ci riesce: la sua voracit soddisfatta, che segna il suo destino

professionale di fantasma, riguarda tutti noi, ai quali nel frattempo venuto un certo appetito. E’ consigliabile per ragazzi e ragazze

disappetenti, ma attenti! Dovete essere pronti con i piatti in tavola alla fine della lettura, altrimenti siete a rischio di antropofagia.

Se c’ è un libro che vi piace,

con un personaggio che

mangia con gusto, e vi siete

sempre domandati che sapore

avrebbe il suo piatto, scrivete a:

buiatti@bazarweb.info

Troverete la ricetta sul

prossimo numero di Bazar!


42 di lorella scacco arti bazar 02 2005

Tra la vita e la morte? La paura

Sembra questo il viaggio attraverso le opere di Sam Taylor-Wood sul sottile

confine tra la vita e la morte, di Türkyilmaz sulla paura della diversità o di

un nuovo progetto artistico sul disagio sociale delle periferie… O di Fulton

sulla paura-attrazione per la natura

La geografia della paura

Un titolo attuale e ricco di significati quello scelto

dall’artista turca Mürüvvet Türkyilmaz per la sua

prima mostra personale in Italia. Nata nel 1968

a Izmir e residente a Istanbul, l’autrice cerca da

diversi anni con la sua ricerca artistica di scardinare

la distanza geopolitica per approdare a un “sentire

universale”. Una videoinstallazione e dodici disegni

su carta che si ‘muovono’ in ambito multiculturale

e semantico saranno presentati per l’occasione.

La mostra è a cura di Roberto Annecchini e si

arricchisce dei contributi critici di Irene Amore, Fulya

Erdemci e di Aysegul Guchan.

Change+Partner Contemporary Art, Via Di S.Chiara

57, Roma, orario: martedì – venerdì ore 14.30 -

18.30, info: +39.06.6833599,

change.partner@katamail.com, fino al 22 febbraio

Block Notes

PITTURA

Daniele Bordoni, Galleria Battaglia, Via

Ciovasso 5, Milano, info: tel. 0236514048,

galleriabattaglia@fastwebnet.it, orari: martedì

– sabato 16 – 19.30, dal 3 febbraio al 1 marzo

FOTOGRAFIA

Marco Baroncelli, Teatro del Lido, via delle

Sirene 22, Ostia, info: 0656339753, orari:

martedì – domenica 15 – 19, fino al 6 febbraio

VIDEO

Mauro Santucci, Caffetteria del Chiostro del

Bramante, via della Pace, Roma, info: tel.

0668803227, orari: martedì – venerdì 10 – 19,

sabato 10 – 23, domenica 10 – 20.30, fino al

13 febbraio

MEDIA

0100101110101101.ORG, Galleria Fabio Paris,

via Alessandro Monti 13, Brescia, orario: 15

– 19, tel. 0303756139, www.fabioparisartgaller

y.com, fino al 19 febbraio

INSTALLAZIONE

Marcus Harvey, Galleria Marabini, vicolo della

Neve 5, Bologna, tel. 0516440029, fino al 30

aprile

Born Out

Hamish Fulton

Sam Taylor-Wood

In questa nuova serie di grandi fotografie, dal titolo “Self

Portrait Suspended”, e nei piccoli lightbox intitolati “The

Passion Cycle”, è sempre il sottile confine tra la vita e la

morte ad imporsi all’attenzione. Particolari riflessioni e

immagini sono infatti scaturite dal contatto diretto della

nota artista inglese con una grave malattia. È così è la stessa

Sam Taylor-Wood a presentarsi sospesa nello spazio del suo

atelier come un angelo in assenza di gravità. E anche nella

sensualità delle immagini erotiche dei lightbox si percepisce

sempre la nota religiosa e sacrificale della Via Crucis.

Galleria Lorcan O’Neill, via Orti d’Alibert 1E, Roma, tel.

0668892980, orario: dal lunedì al venerdì 12 - 20; sabato

14 – 20, fino al 12 marzo

“Born Out - Specificità e globalità delle periferie del mondo” è un progetto espositivo nato nel

2003 per reinterpretare le dimensioni periferiche del vivere attraverso l’immagine artistica. Gli

artisti invitati quest’anno sono giovanissimi e tutti interessati alla ripercussione sociale del gesto

artistico. L’arte può e deve tornare ad essere “stimolo sociale”. Fenomeni rituali del nostro

tempo, condizionamenti, anomalie sono al centro dei quattro artisti campani invitati, Federico

Del Vecchio, Zak Manzi, Cristina Rauso, Eugenio Tibaldi, a cui si sono aggiunti poi Riccardo

Albanese, Ambra Caminito, Alfonso Chianese, Danilo Donzelli, Pino Falcone, Anna Fusco,

Barbara La Ragione, Domenico Antonio Mancini, Massimo Pianese, Vincenzo Rusciano. La

mostra appartiene a un progetto, fortemente voluto da Umberto Di Marino, che coinvolge

critici e artisti italiani e stranieri, e che analizza la reazione collettiva di fronte all’opera d’arte

e al suo perdurare nel tempo sotto forma di ripercussione, denuncia o riflessione personale.

Ex Chiesa delle Concezioniste, Via Concezione, Giugliano, Napoli, dal lunedì al sabato ore

10.00 – 13.00/16.00 –19.00, info: tel. 0818951818, servizio.cultura@comune.giugliano.na.

it - dimarinoarte@libero.it, fino al 13 febbraio

(in foto: Eugenio Tibaldi, Abitazioni n°1, 2004, acrilico su foto, cm. 80 x 130)

www.bazarweb.info

Soprannominato “walking artist”, Hamish Fulton ha realizzato alcune escursioni vicino

Corvara durante l’estate scorsa facendole diventare ‘tema d’ispirazione’ per le opere in

mostra al Museion di Bolzano. I paesaggi, le emozioni, il contatto con sé stessi e con la

natura trasformati in immagini, fotografie, testi e segni. Le sue installazioni rappresentano

dunque l’essenza delle sue escursioni altoatesine, già praticate nel 2001 insieme allo

sportivo Reinhold Messner.

MUSEION – Museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano, via Sernesi 1, Bolzano,

info:

www.museion.it , orari d’apertura: ma-do ore 10 alle 18, gio ore 10 alle 20, dal 18

febbraio all’8 maggio


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Ciò che sembra e ciò che è

Gal Weinstein

Disorientamento, contaminazione e ambiguità

percettiva sono fra i principali ingredienti delle opere

di Gal Weinstein, giovane artista nato in Israele nel

1970 e che ha studiato recitazione all’Università di

Tel Aviv e alla Bezalel Academy of Arts and Design di

Gerusalemme.

Gal Weinstein ha creato appositamente per lo spazio

torinese immagini che sembrano essere dipinti

o disegni, ma che ad un’analisi più accurata

rivelano essere realizzati con una spugna di

acciaio delicatamente adagiata con differenti densità su

una superficie adesiva. E questa è la prima di una serie

di mostre che la Galleria Tedeschi dedicherà all’arte in

Israele, territorio oggi fervido di tensioni e creatività.

Gail Weinstein, Ermanno Tedeschi Gallery, via C.I. Giulio

6, Torino, tel. 0114369917, fino al 28 febbraio 2005,

orario: martedì-sabato 11-13, 16-20, chiuso lunedì e

festivi.

Diego Perrone/

Visioni in viaggio

Dopo un 2004 al femminile, la nuova programmazione della

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo promette un anno

incentrato sulla giovane arte italiana e sul cinema indipendente,

quello che non passa quasi mai nelle sale.

Si comincia a febbraio con Diego Perrone, che vanta un importante

curriculum internazionale nonostante la verde età. Perrone presenta

due opere inedite, l’animazione digitale Totò nudo in cui il mito

comico napoletano appare svestito come un povero vecchio, e la scultura

in vetroresina e catrame La fusione della campana che evoca visioni

catastrofiche.

Visioni in viaggio è invece il ciclo di film a cura di Emanuela De Cecco

in programma il giovedì sera alle 21 (dal 17 febbraio al 10 marzo) che

proietta in anteprima italiana Fast, Cheap & Out of Control di Errol

Morris, regista americano di documentari, A Certain Kind of Death di Blue

Hadaegh e Glover Babcock premiato all’ultimo Sundance Festival, Decasia

Film di Bill Morrison, film musicale su tracce di pellicola prossime alla

sparizione e Les Soviets plus l’electricité del francese Nicolas Rey, un viaggio

attraverso la Siberia dei deportati durante il regime comunista.

Diego Perrone, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, via Modane 16,

Torino tel. 01119831600 www.fondsrr.org, 1 febbraio – 10 marzo

2005, orario: martedì-domenica 12-20, giovedì 12-23, chiuso lunedì.

5-3. Visioni in viaggio, proiezioni 17 e 24 febbraio, 3 e 10 marzo alle 21,

ingresso libero

bazar 02 2005 arti di luca beatrice 43

Immagini che sembrano dipinti e non lo sono. Oggetti che rievocano

Hitler e Mussolini ma senza la loro effige. Un Totò inedito che

appare come un povero vecchio

Due libri:

Warhol e

Postproduction

Belle novità editoriali per il settore saggistico che sembra finalmente in

via d’espansione anche in Italia. Meridiano Zero, casa editrice specializzata

nella giovane narrativa e nell’hard boiler, traduce Pop. Andy Warhol

racconta gli anni ’60 che il “re della Factory” compilò con l’aiuto di Pat

Hackett, segretaria, assistente tuttofare e qualcosa di più: un elenco di

celebrities, star and starlett che popolano la vita quotidiana di

Warhol, scintillante di sublime noia ( 17). Postmedia dà invece alle

stampe un testo critico fondamentale per capire l’arte dei nostri tempi.

E’ Postproduction di Nicolas Bourriaud, condirettore del Palais de Tokyo a

Parigi, che in meno di cento pagine ci spiega come gli artisti di oggi

creino sulla base di opere già esistenti, allo stesso modo di un dj o di

un programmatore elettronico, capaci di selezionare oggetti culturali e

includerli in nuovi contesti. Tra i nomi più cool di tale tendenza: Pierre

Huyghe, Rirkrit Tiravanija, Douglas Gordon e Maurizio Cattelan ( 14,50).

Marcus Harvey

Prima personale italiana dell’artista più scandaloso di

Sensation, il “famigerato” autore del ritratto di Myrna,

la babysitter assassina che scatenò le ire del pubblico

londinese. Marcus Harvey, pittore poco prolifico e assai

ricercato, torna a far parlare di sé con una serie di dipinti

che raffigurano oggetti e persone legati a Mussolini e

Hitler. Ma l’effige dei due dittatori è scomparsa per lasciare

il posto a cupi e sinistri ambienti circondati da vistose cornici

di vetroresina che compongono un tutt’uno tra kitsch e

tragedia. Particolare anche lo scenario espositivo, una chiesa

sconsacrata diventata di recente la nuova sede della Galleria

Marabini.

Marcus Harvey, Galleria Marabini, vicolo della Neve 5,

Bologna, tel. 0516447482, fino al 30 aprile, orario: martedìsabato

11-13, 15-19, chiuso lunedì e festivi.


44 di marzia di mento arti bazar 02 2005

Et voilà: la nouvelle préhistoire!

Riapre, ampliato e interamente rinnovato, il Museo Nazionale di Preistoria di

Les Eyzies-de-Tayac, vicino a Bordeaux, uno dei primi musei dedicati alle antiche

culture umane.

I lavori di ristrutturazione, iniziati nel 1984, hanno dato vita ad un’opera di

architettura contemporanea estremamente sofisticata, caratterizzata dalle

tonalità dell’ocra e del grigio.

Nelle sale, illuminate a regola d’arte, ognuna con un’atmosfera diversa dalle altre,

sono stati collocati 18.000 dei 6 milioni di reperti della collezione del museo, dalle

scoperte di 400.000 anni fa ai tempi glaciali, ripercorrendo i diversi aspetti della vita

quotidiana, l’habitat, le sepolture e le arti.

Tra gli altri, sono esposti lo scheletro di un bisonte delle steppe di 400.000 anni

fa e la replica in bronzo del celebre paleosuolo scoperto in Tanzania su cui sono

conservate le impronte di due o tre individui di 3,7 e i 3,5 milioni di anni fa circa. Le

sezioni stratigrafiche forniscono una sequenza ideale di oltre 1 milione e 800 000

anni, in modo da offrire termini di riferimento essenziali per comprendere meglio i

reperti esposti. Nel museo è inoltre ospitata una delle più importanti biblioteche del

mondo per quanto riguarda la preistoria.

Musée national de Préhistoire - 1, rue du Musée – 24620 Les Eyzies-de-Tayac,

France.

Tel. 0033 5 53064545

mnp.eyzies@culture.gouv.fr; www.musee-prehistoire-eyzies.fr

Ingresso: da settembre a giugno, dal mercoledì al lunedì dalle 9.30 alle 12.30 e

dalle 14.30 alle 17.30, luglio e agosto tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30.

Biglietto: 4.5 , studenti e sopra i 65 anni 3 , la domenica 3 , gratuito la

prima domenica del mese, studenti sotto i 18 anni.

Voli Luftansa da Roma a Bordeaux 417.91 , da Milano 417.77

Il trend della Zampogna

Inaugurato nel 2001 a Villa Latina (FR), sede della più antica bottega della

zampogna, il museo dedicato all’antico strumento della zampogna si trova in

un ex edificio scolastico interamente ristrutturato; l’allestimento è moderno,

intenzionalmente in contrasto con gli oggetti esposti.

Si compone di due sale soltanto: nella prima le immagini, accompagnate da

brani musicali popolari, jazz e d’avanguardia, raccontano i luoghi e i volti. La

seconda, con una parete completamente trasparente aperta sul paesaggio

circostante, ospita una collezione di zampogne e cennamelle (antico

strumento a fiato) con esemplari rari e storici. Il museo è anche un laboratorio

didattico per imparare a suonare questo antico strumento e a costruirlo secondo

le tecniche tradizionali.

Museo della Zampogna - Piazza Pacitti Villa Latina (Frosinone). Tel. 0776688729

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La preistoria? Raccontata dal futuro

Architetture sofisticate, allestimenti di gusto contemporaneo, giochi di contrasti tra

antichissimo e moderno per raccontare cose accadute milioni di anni fa. Quando

l’antico flirta con il moderno, sotto sotto c’è sempre un po’ d’amore…

Per fare un museo… ci vuole

amore!

Il Museu do Abade de Baçal vale una deviazione: Museo

di archeologia, etnografia e arti regionali tra i migliori del

Portogallo. Aperto nel 1925, è situato nell’antico Palazzo

Episcopale, a Bragança, nel nord del paese. Il nucleo originario

della collezione è stato raccolto dall’abate di Baçal (1865-1947),

archeologo e ricercatore, da cui il museo prende il nome.

Al pian terreno antiche terrecotte e utensili, maiali e altre figure

totemiche di animali oltre a lapidi funerarie romane. Al primo

piano statue lignee a soggetto religioso e altri arredi. Poi

carrozze, bracieri, letti e maschere cultuali, su supporti e sfondi

neri che creano un contrasto netto con le pareti delle sale,

rigorosamente bianche. Bella l’illuminazione, luci soffuse che si

limitano a illuminare le opere e lasciano il resto nella penombra.

Nel giardino le famose scrofe in pietra (berroes), le cui origini si

dice affondino nella preistoria. Un piccolo museo di provincia

insomma, privo di capolavori veri e propri, ma carico

dell’amore con cui sono stati scelti, raccolti e infine esposti

gli oggetti.

Al primo piano è stato allestito il Museo dei Bambini con una

collezione di oggetti creata dai ragazzi. In ogni sala dell’edificio a

disposizione matite colorate e fogli per disegnare.

Museu do Abade de Baçal - Rua Conselheiro Abilio Beça 27.

Bragança. Tel. 351 273 331595

mabacal@ipmuseus.pt; www.ipmuseus.pt

Ingresso: dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00, il sabato

e la domenica dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso il lunedì, il giorno di

Pasqua, il 1° maggio, il 25 dicembre e il 1° gennaio.

Biglietto: Adulti 2 , 1 tra i 15 e i 25 anni e sopra i 65 anni,

gratuito sotto i 14 anni e domenica e festivi fino alle 14.00.

Voli TAP da Roma a Porto 332.12 , PGA da Milano 311.08 .

Poi autolinee fino a Bragança.

Il Carnevale? Si visita al museo

Il museo multimediale della cartapesta è stato allestito

all’interno della Cittadella del Carnevale a Viareggio (LU),

inaugurata il 15 Dicembre 2001. Curato dal giornalista e

documentarista Folco Quilici, si trova all’interno della struttura

della cittadella, accanto ai capannoni dei laboratori.

Nel museo, che ricrea l’atmosfera allegra e colorata del

carnevale, sono esposti i modelli dei carri vincitori e i pezzi di

particolare rilievo: così i visitatori potranno scoprire il mondo

della cartapesta e dei carri allegorici, il lavoro e i preparativi.

Info: 0584962568.


46 di luca carboni arti.skizzi bazar 02 2005 www.bazarweb.info


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Cosa vedere

“Le strade in salita erano le braccia della città levate

al cielo”: così Jorge Amado parla di Salvador da

Bahia in uno dei tanti romanzi che ha dedicato

a questi luoghi. La frase è tratta da Sudore, la cui

trama si svolge nel quartiere storico di Bahia,

il Pelourinho. E’ questo il cuore della città con

gli edifici color pastello, le chiese barocche, i

negozi di souvenir, le ampie piazze e le strade

acciottolate. Non lasciatevi confondere dai nomi:

in Brasile viene chiamata Bahia sia lo stato del Nordeste sia la città di Salvador. Nella

città il cui centro storico è un esempio unico al mondo di architettura coloniale,

due chiese hanno storie curiose: alla Igreja Sao Pedro dos Clerigos manca una delle due

torri, chi l’ha costruita ha voluto evitare il pagamento della tassa imposta alle chiese

terminate; mentre la splendida facciata della Igreja da Ordem Terceira de Sao Francisco è

rimasta nascosta fino agli Anni Trenta del Novecento quando un operaio intaccò

l’intonaco scoprendo l’originale.

Salvador da Bahia è una delle città del Brasile che ha conservato ancora viva

e presente la sua anima africana. Questa influenza la ritroviamo nella religione

con i riti del candomblé, danza propiziatoria in onore degli dei che lega religione e forze

della natura e in cui le donne ballano e cadono in trance. Di origine africana è anche

la capoeira; nata come arte marziale sviluppata dagli schiavi per combattere i propri

padroni, nel corso del tempo si è trasformata in una sorta di danza acrobatica che

unisce le forme del combattimento e del gioco (spettacoli dimostrativi alla

Academia de Mestre Bimba, in Rua das Laranjeiras n.01).

Bahia fa parte del Nordeste, una delle regioni più affascinanti del Brasile. Afflitta da

gravi problemi sociali ma piena di attrazioni per il turista: gli oltre 2.000 km di costa

sono popolate di spiagge che sono veri e propri paradisi tropicali.

Proseguendo verso nord si arriva a Olinda una piccola e bellissima città coloniale,

dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. A pochi chilometri di

distanza si trova Recife, capitale dello stato di Pernambuco. Soprannominata con un

paragone inaccettabile la Venezia del Brasile, è una città dai forti contrasti. Vale la

pena visitarla per le sue chiese ormai assorbite e quasi nascoste dallo sviluppo urbano

come la Igreja da Ordem Terceira de São Francisco.

Acquisti

Salvador da Bahia è il luogo migliore dove fare acquisti. Al Mercato Modelo, nella

Ciudade Baixa vicino al porto si possono trovare oggetti d’artigianato in cuoio e legno.

Nell’Atelier di Lua, in Rua Inácio Ociole n.3, potete comprare splendidi strumenti

musicali, in particolare i birimbao, archi musicali a cui è assicurata una cassa di

risonanza, usualmente costituita da una zucca vuota. Nelle strade intorno al Terreiro de

Jesus gli acquisti migliori sono i quadri delle donne bahiane e capi d’abbigliamento: tshirt,

ciabatte, pantaloni. Tutto dominato dai colori verde-oro della bandiera brasiliana.

Il Carnevale

Il Carnevale di Salvador da Bahia è entrato nel Guinness dei primati 2005 come il

più affollato carnevale di strada del mondo. Genuino e autentico, durante i giorni del

Carnevale (quest’anno si svolge dal 3 all’8 febbraio) tutta la popolazione è assorbita dai

festeggiamenti guidati dai “Trio Electricos”. Su camioncini con impianto elettrico i

cantanti più famosi del Brasile si esibiscono portando la loro musica per le vie della città,

seguiti da una folla entusiasta che balla e canta in modo sfrenato.

Le spiagge

Godere dell’estate assolata dell’emisfero sud sulle splendide spiagge del Nordest del

Brasile è semplicemente fantastico. Partendo da Bahia, verso nord la prima località che

si incontra è Praia do Forte dove si può visitare la riserva di tartarughe marine. A nord

di Maceio ci sono magnifiche spiagge orlate di palme. Tra tutte segnaliamo quelle di

Paripueira. A Pajuçara la barriera corallina dista solo un chilometro dalla costa e

con una barca a noleggio potrete andare a fare il bagno in mezzo all’oceano in

piscine naturali. Infine Porto de Galinhas, 60 km a sud di Recife, piccola cittadina con

una spiaggia lunghissima e bellissima.

bazar 02 2005 viaggi di andrea mugnaini 47

Bahia, anima africana

E’ la + africana delle città brasiliane. Tra strane

storie di chiese incompiute, danze belliche e barriere

coralline, si svela tra i versi di Jorge Amado, le

tradizioni degli Indios e gli antichi riti propiziatori…

5 cose da non perdere

1. Il Pelourinho, quartiere vecchio di

Bahia

2. La musica dal vivo durante il

Carnevale a Bahia

3. Un’esibizione di capoeira

4. Le tartarughe giganti di Praia do

foto di andrea mugnaini

http://www.emtursa.ba.gov.br Sito dell’Ufficio

del Turismo di Bahia

http://www.bahia-online.net Grafica pessima

ma informazioni ottime su Salvador da Bahia

http://www.capoeira.com Luogo di ritrovo

online della comunità degli amanti della capoeira

http://www.carnaval.salvador.ba.gov.br sito

ufficiale del Carnevale di Bahia

http://www.fundacaojorgeamado.com.br

Fondazione Casa de Jorge Amado


48 di agnese ananasso essere bazar 02 2005

Quel “dentro” non coinvolge solo

spirito e sfera emozionale ma anche

sangue, cellule, cervello, ossa. Lasciando

da parte i “trucchi”, ecco le cause

dell’invecchiamento fisico. Ci sono modi

per rimandare l’appuntamento con il

tempo?

Quanto

siamo giovani

dentro?

Il panorama

Secondo una ricerca condotta all’interno del Progetto Finalizzato

Invecchiamento condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche

l’invecchiamento è un fenomeno che riguarda soprattutto i Paesi a sviluppo

avanzato, dove risiede il 42% (206,5 milioni su 489,3) degli ultrasessantenni

e il 59% degli ultraottantenni (31,3 milioni su 52,9).

Nei Paesi in via di sviluppo il fenomeno è attualmente di scarsa rilevanza

ma tende a crescere a velocità fortissima, maggiore di quella dei Paesi

industrializzati. Infatti, secondo le proiezioni formulate, gli ultrasessantenni nei

Paesi in via di sviluppo dovrebbero passare, fra il 1990 e il 2020, da 283 a

712 milioni con un incremento del 151%; nei Paesi a sviluppo avanzato

invece dovrebbero salire da 206,5 a 317 milioni con un incremento del 53%.

La Svezia è il Paese sviluppato più vecchio del mondo, con il 22,8%

di ultrasessantenni e il 4,2% di ultraottantenni. Il Giappone è il Paese che

invecchierà con la maggiore velocità: la proporzione di ultraottantenni

pari al 2,2% nel 1990 dovrebbe arrivare al 6,5% nel 2020. All’interno

dell’UE l’Italia, con Germania e Regno Unito, è uno dei Paesi

più vecchi, con valori pari rispettivamente al 19,8% e 3,0% della

popolazione totale, valori che tendono a crescere assai rapidamente.

Perché si invecchia?

Le cause principali dell’invecchiamento risiedono nel comportamento

dei nostri cromosomi su cui non si può ancora intervenire ma un ruolo

determinante nel processo dell’invecchiamento è svolto dal nostro stile di vita,

su cui invece si può intervenire: stress, fumo, alcool, alimentazione, esposizione

a campi magnetici, sono tutti fattori che accelerano la corsa verso la vecchiaia.

Secondo uno studio condotto dal team della dottoressa Epel (pubblicato sulla

rivista dell’Accademia Americana delle Scienze Pnas) presso l’Università di

San Francisco su un campione di 58 donne, le cellule esaminate delle donne

che avevano bambini malati - quindi più sottoposte a stress - apparivano

dieci anni più vecchie, infatti le estremità dei cromosomi erano più corte

e il loro enzima protettivo era scarso. Quindi ridurre innanzitutto

le cause di stress emotivo e fisico aiuta a rallenta il fenomeno

dell’invecchiamento.

Nuove scoperte e

radicali liberi

Per ciò che concerne l’invecchiamento cellulare si è sempre pensato che

il processo dipendesse dall’incapacità della cellula di dividersi e

produrne di nuove. Ma recentemente un’équipe di ricercatori di San

Diego (Scripps Institute of Research e Genomics Institute of the Novartis

Research Foundation) hanno proposto una nuova teoria che ipotizza che le

cellule continuino a dividersi anche in tarda età ma per un difetto genetico

lo facciano male. I ricercatori hanno analizzato geni di particolari cellule

appartenenti a soggetti di età differente e di bambini affetti da progeria infantile,

una malattia che causa invecchiamento precoce. Esisterebbero 61 geni che

subiscono significativi cambiamenti con l’età e che sarebbero danneggiati dai

radicali liberi.

I radicali liberi sono molecole o parti di molecole che determinano reazioni

chimiche dannose. Si formano sia nei processi energetici sia nei processi di difesa

dell’organismo e vanno a colpire strutture proteiche, lipidiche e Dna.

Fumo, inquinamento e radiazioni completano l’opera.

Come prevenire la proliferazione di

questi radicali liberi?

Innanzitutto introducendo nel nostro organismo sostanze antiossidanti

(contenute in cibi ricchi di vitamine C, E, betacarotene) sostanze vegetali,

micronutrienti come il selenio, gli acidi grassi omega 3 (salmone,

sgombro, acciughe) e omega 6 (olio di semi di girasole, di mais,

verdure, cibi proteici, cereali). In effetti il beneficio è minimo perché

bisognerebbe mangiare quantità enormi di queste sostanze per ridurre

significativamente la quantità di radicali liberi presenti nel nostro organismo

(basti pensare che una sigaretta produce dieci miliardi di radicali liberi).

Comunque secondo gli studi condotti dal Dipartimento dell’Agricoltura il frutto

più “efficace” è la prugna nera, la verdura invece il cavolo. Onde evitare di fare

indigestione di cavoli e prugne, si può ricorrere agli integratori alimentari,

sebbene anche la loro efficacia rimanga limitata. Sono intanto in fase di ricerca

i Synthetic Catalytic Scavengers (pulitori catalitici sintetici) che possono

trasformare i radicali liberi in sostanze non dannose.

Fattore colesterolo

Il colesterolo, il grasso che si deposita sulle pareti dei nostri vasi sanguigni, è un

grande alleato dell’invecchiamento. E’ importante ridurlo seguendo una

dieta povera di grassi e riducendo la quantità di carboidrati. Esiste però un

colesterolo buono (Hdl), che anzi protegge dall’invecchiamento. Si può

aumentarlo con un’attività fisica aerobica (corsa, ciclismo, sci di fondo,

nuoto) a media intensità, almeno 4-5 ore a settimana. Non bisogna

comunque esagerare altrimenti si alzano i livelli di stress e anche di colesterolo

(un atleta professionista ha un invecchiamento osseo e cellulare

molto più veloce di chi svolge attività amatoriale). Fumare inoltre

abbassa i livelli di Hdl nel sangue. Occorre quindi ridurre l’introduzione di

nicotina. Ricorrere ai farmaci deve essere solo l’ultima spiaggia, quando gli

altri provvedimenti per la riduzione del colesterolo cattivo e per l’innalzamento di

quello buono falliscono.

Qualche riferimento utile

www.anti-aging.it – sito di informazione

tecnico-scientifica sull’invecchiamento

www.bazarweb.info


www.bazarweb.info

Quando Londra

chiama l’hi-tech

risponde!

Si sta parlando di un oggettino tanto

straordinario quanto costoso. E’ il primo mega

schermo olografico d’appartamento. Creato

in soli 50 esemplari lo si trova solo a Londra e

più precisamente nei grandi magazzini più IN

del Regno Unito: Harrod’s. La casa produttrice

è la Claro Holographic tv che ha già riscosso

il gradimento del pubblico. L’avveniristico

schermo trasparente è creato in modo da poter

essere posizionato nel bel mezzo della vostra

stanza da pranzo o camera da letto (previo

averle belle grandi). Grazie a un microproiettore,

le immagini vengono lanciate verso il vetro

trasparente rendendolo “vivo”. Da qui il film

prende vita, come per una fantasmagorica

magia!

Quanto costa il gingillino? Si parte dalle 15 mila

sterline… ma il risultato non ha prezzo.

bazar 02 2005 avere di giulia premilli 49

Design ad alto tasso di adrenalina

Lavagne frigorifero, poltrone con gli occhi e un flipper strepitoso da 4mila euro.

Design eccitante e tecnologia avanzatissima. Ma la chicca delle chicche si vende solo a

Londra, e regala stupefacenti magie tecnologiche…

Scrivi sul ghiaccio? No, sul frigo

Sei un grafomane? Non perdi occasione per spennellare di scritte la tua casa? Hai un

bambino monello che ti dipinge tutti i mobili? Indesit ha creato l’elettrodomestico che

fa per te: è Indesit Teaa 5 pgf bianco, il frigorifero dove ci puoi disegnare sopra (non

dentro!).

Provvisto di un kit di pennarelli lavabili è l’elettrodomestico più in voga tra i bambini….

dopo la televisione. I dati tecnici? Ha il frigocongelatore combinato a due porte con

efficienza energetica “A+”. Ventilazione AirCooler. E capacità totale lorda 415 lt. Capacità

frigo 283 lt. Altezza 190 cm. Prezzo: 652 euro se acquistato su www.misterprice.it.

La poltrona con

l’occhio

Non per niente è stata chiamata Poliremo,

la poltrona dall’unico occhio che illumina

la casa.

E’ una sorta di Barbapapà al contrario. Si

allunga verso l’alto e illumina la stanza.

Come fa? Con un led che si alimenta

a batteria. Le misure? Da Miss Italia!

Alta centosessantotto centimetri pesa

pochissimo, solo 25,5 chili. C’è anche

una curiosa versione “fantozziana” in

pouf che ne pesa solo 7. Dove? A Milano

da ET Etnico Trend, viale Filippetti 41 tel.

0258431836. Prezzo 2.292 euro

La riscossa delle palle d’acciaio!

Amanti dei flipper unitevi! E’ il grido di battaglia di www.tilt.it uno dei più forniti siti per patiti

delle palline d’acciaio. Nella home page ( un po’ datata) si trova di tutto di più: dagli ultimi

appuntamenti per acquistare un flipper vintage alla pagina delle “furenti macchine” nel cinema

italiano. Ma ci sono anche tante curiosità: lo sapevate che è rimasto un unico produttore

di flipper in tutto il mondo? E’ la Stern che ha appena presentato l’ultimo gioiello di casa il

nuovo coloratissimo “Elvis”. Per soli 4 mila euro più spese di istallazione ve lo potete mettere

in sala da pranzo! Se invece volete qualcosa di più economico con www.ebay.it si trovano

anche pezzi degli anni ’50 e ’60 dai 1500 ai 1600 euro.


50 di agnese ananasso hi-tech bazar 02 2005

Easy-to-use!

Le nuove

frontiere

dell’hi-tech

Giocattoli per cose serie o sofisticata tecnologia

per giochi divertenti? Se il dubbio ci attanaglia

meglio chiarirsi le idee…

C’è chi lo chiama entertainment. Sia come sia, la gente vuole divertirsi, con

tutti gli strumenti e le opportunità che la tecnologia mette a disposizione.

Ma senza impazzire dietro manuali di istruzione, fili, cavi e quant’altro. I

consumatori chiedono tutta la tecnologia possibile ma a portata di mano,

easy-to-use, e le aziende rispondono con schermi piatti da appendere come

quadri, pc che “parlano” con la tv, lettori dvd da portare in tasca. E per di

più, elemento non trascurabile, a prezzi accessibili.

E’ l’anno del Windows Media Center

Bill Gates ne ha messa a segno un’altra delle sue. Infatti alla fine del 2004

ha lanciato un nuovo software, il Windows Media Center, che consente di

avere nel salotto di casa, una vera e propria “stazione” del divertimento.

Con gli hardware opportuni (Microsoft ha siglato accordi con aziende tipo

Hp, Samsung etc) è possibile ascoltare musica, vedere la tv, elaborare

e visionare foto e filmati, navigare in internet, guardare i dvd, registrare

film, stando comodamente seduti sul divano del salotto e usando solo

un telecomando per tutte le funzioni. Il software si basa su un sistema

estremamente intuitivo e la grafica è quella tipica di Windows. Una bella

comodità, che non costa neanche troppo. Infatti, a seconda dell’hardware

che si acquista, il prezzo va dai mille euro in su. Attenzione però, perché

anche se è vero che di per sé il software la tower e il telecomando non

costano poi molto è anche vero che lo schermo da utilizzare deve essere

abbastanza grande, possibilmente piatto, ancor meglio se Lcd o al plasma.

E il pc deve essere di ultima generazione. E questo sicuramente fa alzare

la spesa. Il software si trova nei maggiori centri di informatica ed elettronica

della città. Per saperne di più www.microsoft.com

Fili e cavi dappertutto? Non più

Finalmente pc, televisore e stereo possono comunicare ma si inciampa nei

fili. La risposta è già arrivata. Infatti esistono in commercio i cosiddetti

dispositivi Wi-fi che permettono di collegare gli apparecchi senza la

necessità di cavi: il segnale passa, tramite una centralina, da pc a tv e

viceversa, anche attraverso i muri, in certi casi. Il criterio è lo stesso del

mouse e della tastiera wireless. Uno di questi dispositivi è il Linksys Media

Center Extender, che consente, anche se il pc si trova in una stanza e la

tv col sistema hi-fi in un’altra, di poter ascoltare file Mp3, vedere film e foto

scaricati nel pc o navigare in internet, usando solo il telecomando. Occorre,

ovviamente, il software Windows Media Center (vedi sopra), la centralina

radio internet e il ripetitore, oltre al pc e alla tv. Sono facili da installare e

da usare. L’unico neo è che dei film registrati si possono vedere solo quelli

sull’hard disk e non i dvd. Per informazioni www.linksys.com

Un divano multimodale

Il wi-fi non solo rende meno “ingombrante” la tecnologia

ma anche più accogliente ed elegante la casa. Lo sanno

bene arredatori di interni e designer. Proprio per gli

amanti del cinema in casa, una delle maggiori aziende di

arredamento italiane, Cassina, ha prodotto un divano

“multimediale”, M.I.S.S., disegnato da Philip Starck.

E’ un divano angolare che “contiene” delle casse

stereo all’interno dei braccioli mentre nella spalliera

c’è un videoproiettore. Lo schermo è dotato di uno

chassis sottostante che contiene altre casse stereo

a scomparsa. Fili e cavi passano sotto il tappeto.

Un wireless esclusivo. Per informazioni sul prezzo e i

modelli: www.cassina.it

Guai in vista per i software

multimediali

Chi ha acquistato ultimamente il sistema operativo

Windows Xp per il proprio pc, versione Home o

Professional, avrà notato che nel pacchetto era

compreso anche il programma Media Player, il

software per la lettura dei file multimediali. Bene,

dallo scorso febbraio la Commissione Europea ha

obbligato la Microsoft a produrre una versione del

sistema operativo senza Media Player, per lasciare

possibilità agli utenti di scegliere quale software

specifico utilizzare. Le due versioni avranno lo stesso

prezzo quindi quando si acquista un nuovo computer con

piattaforma Windows Xp è bene specificare se si vuole

acquistare la versione con o senza Media Player. Se

non si possiede già un software con le stesse funzioni,

tipo il Roxio, sarebbe meglio acquistare la versione

completa, per sfruttare al meglio l’integrazione

multimediale tra le varie applicazioni (e-mail, instant

messaging, browser).

Video di ghiaccio

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Il televisore in cucina non ci sta? No problem, si mette

nel frigo. La LG ha infatti messo in commercio dallo

scorso settembre un frigorifero side by side (quello

a due sportelli) con un televisore Lcd 13 pollici

incorporato in una delle due ante. Il televisore è dotato

di telecomando e può essere anche connesso a un

lettore Dvd o Vhs. L’altro sportello è dotato di drink

dispenser collegato direttamente al sistema idrico e

che fornisce acqua depurata o ghiaccio, sia in cubetti

sia tritato. Una buona soluzione per chi, pur non avendo

molto spazio, non vuole rinunciare a guardare la tv in

cucina. Il prezzo si aggira sui 3.500 euro. www.lg.com

Gli italiani preferiscono i videogiochi

Tra tutte le forme di intrattenimento multimediale gli

italiani preferiscono i videogiochi, un settore in netta

crescita che sta facendo registrare incrementi annui di

112 milioni euro anno su anno (da “Il mercato italiano

dei videogiochi”, edizione 2004, pubblicato dalla rivista

Trade Interactive Multimedia). Da una recente indagine

risulta in particolare che i videogiochi preferiti siano

quelli per pc e console ( 82,2% delle vendite sul totale

dei software multimediali). Il genere più venduto rimane

quello di azione sia per pc (22,7%), sia per console

(26,8%).


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“Non esiste una sola Roma. Ce ne sono 100, mille, infinite. Ci sono

infiniti volti che si sovrappongono e tracciano stratigrafie dell’anima.

Roma è questo, e insieme qualcos’altro di diverso, di non ancora

scoperto. Roma non la trovi, non la conquisti, non la domini mai

del tutto. Mentre è qui, Roma è già altrove, un altrove che non

raggiungerai mai. E’ la città che t’irretisce, che ti perde nei suoi poetici

profili. Non sei tu a scegliere Roma, ma è la città a volerti, il labirinto

a vincerti”. E’ proprio questa intuizione a dominare le pagine di

Perdersi a Roma, di Roberto Carvelli (edizioni Interculturali, 2004).

Un testo particolare che si presta a differenti letture sociologiche e

a più livelli d’indagine ermeneutica. Uno studio che parte dalla città,

dalla sua toponomastica, dalle strade, dai quartieri, dalle chiese,

dai monumenti; che parte dalla pietra, dalla polvere, dall’acqua.

Alla parola l’autore affida il compito di ritrarre Roma, dove lui stesso

vive e che ogni giorno cerca di scoprire sotto una luce differente.

bazar 02 2005 architetture di oliva muratore 51

Roma, una città che t’irretisce

Ri-impiangere e ri-impiantare

L’indagine artistica di Alberto Di Fabio è incentrata su tematiche

ambientali. Il suo lavoro si sviluppa attraverso grandi installazioni,

composte da particolari pitture su carte cinesi, che rappresentano

una vera e propria esplorazione nella struttura della materia

e una riscoperta degli elementi che compongono la natura,

proponendo in tal modo un’alternativa al degrado ambientale dovuto

all’inquinamento dell’uomo.

L’impegno dell’artista per l’ecologia diventa attivo quando,

scoperta una discarica di rifiuti in uno dei paesaggi più belli e

incontaminati d’Italia, l’isola di Ponza, decide di intraprendere

una faticosa performance: piantare, lungo il perimetro della

discarica, circa trecento piante di vario genere, con l’intento

di un progressivo rimboschimento del territorio. Nasce così il

titolo di questa mostra durante la quale, accanto alle installazioni

pittoriche, verranno proiettate le immagini della performance: riimpianto,

rimpiangendo il danno che l’uomo ha arrecato alla natura,

rimpianta la natura stessa affinché riconquisti la propria bellezza e

il proprio territorio. Informazioni: 390818951818 -0818958052,

dimarinoarte@libero.it, www.umbertodimarino.com.

Ri-impianto mostra di Alberto Di Fabio

Museo di Arte Contemporanea Umberto Di Marino

Via Colonne 2b - Giuliano in Campania (NA)

Fino al 26 febbraio 2005

Una mostra-concorso x confrontare

le creatività

La Fondazione Romualdo Del Bianco, nell’ottica delle iniziative volte

a promuovere l’incontro, lo scambio di conoscenze, la reciproca

comprensione e il mutuo arricchimento tra giovani di paesi e culture

diversi, organizza la II Edizione della Mostra-Concorso Internazionale

delle Migliori Tesi di Laurea “For an ecological future: Architecture,

Environment and Design”. L’iniziativa ha dato l’opportunità a diversi

Istituti di insegnamento nel campo dell’Architettura, dell’Ambiente/

Ecologia e del Design di ambito internazionale, di esporre le tesi

di laurea dei loro studenti e di confrontare quindi materiali inediti

che spesso rappresentano l’innovazione e la creatività di giovani

architetti, altrimenti poco conosciuti.

2° Edizione della Mostra Concorso Internazionale delle Migliori Tesi di

Laurea

“for an ecological future:architecture, environment and design”

Fondazione Romualdo Del Bianco – Firenze. Dal 17 febbraio al 17

marzo 2005

Informazioni: www.fondazione-delbianco.org.

Ad accompagnarci in questo itinerario pittorico intinto nella

tavolozza cromatica della più mediorientale delle capitali europee,

ma anche nella più drammaticamente vera, umanamente nuda

e profeticamente spietata, i racconti dei grandi artisti, le

testimonianze dei massimi scrittori viventi, ma anche di quelli

che hanno semplicemente scelto Roma come patria d’elezione.

Roma sembra fuoriuscire, d’improvviso, dalla sontuosa cornice

architettonica dei secoli e dei millenni, per ritrovarci all’angolo

di un baretto, nella luce declinante di un tardo pomeriggio, nella

densità rosa di un cielo che sfiora le algebre dei terrazzi. Roma è

questo ed è anche la culla del pensiero, del cinema, della cultura

contemporanea. Roma è il nido che ciascuno di noi si porta

dentro, “l’architrave magica che ci consente di accedere alle leggi

dell’eterno ritorno”, l’Itaca che la scrittura misurata di Roberto

Carvelli elegge a rifugio del vivere, del sentire, qualche volta del

morire.

La più mediorientale delle capitali europee vista con gli occhi di un

autore che sceglie di perdersi in questa città per raccontarla…

Sottsass tutto da leggere

Volume pubblicato in occasione della grande

mostra dedicata all’architetto Sottsass

presso il Mart (Rovereto, dal 26 febbraio al 22

maggio 2005).

Con l’introduzione dell’architetto Hans Hollein,

la monografia si presenta come una sequenza

ininterrotta di 700 disegni di design, paesaggi,

appunti e architettura che raccontano la vita

e il complesso percorso artistico di Ettore

Sottsass, animatore prima della scena Radical

internazionale e poi della stagione Postmoderna

con la fondazione del gruppo Alchimia e oggi

considerato unanimemente uno dei padri nobili

del design contemporaneo.

Ettore Sottsass , di Ettore Sottsass, Skirà

2005


52 di matteo bianchini piccoli bazar 02 2005

Carnevale di Viareggio

Viareggio festeggia 132 anni di carnevale, cultura e turismo. L’edizione

di quest’anno prevede un grande coinvolgimento internazionale

in collaborazione con numerose città europee sedi di importanti

manifestazioni carnevalesche. Il Carnevale 2005 è una festa all’insegna

della pace, dell’amore e della solidarietà. Protagonisti indiscussi delle

spettacolari parate sono ancora una volta i giganti di cartapesta. La

manifestazione, in programma dal 23 gennaio al 13 febbraio, propone

una serie di appuntamenti di grande interesse per adulti e bambini .Il 23

e 30 gennaio, il 6, 8 e 13 febbraio i carri allegorici sfileranno sul grande

palcoscenico dei viali al mare. Sono attesissime anche le feste rionali e i

veglioni in maschera organizzati dai migliori locali della Versilia. Di rilievo

il programma riservato agli spettacoli e alla cultura, le commedie musicali

in vernacolo, gli appuntamenti enogastronomici nei migliori ristoranti della

città, e tante altre importanti iniziative.

Dove: Viareggio (LU), La Cittadella del Carnevale

Informazioni, curiosità e programma completo di tutte le iniziative

collegate al Carnevale 2005 le troverete su internet al sito

www.ilcarnevale.com

Le grandi sfilate dei carri allegorici del Carnevale 2005 in programma

per il 6, 7, 8 e 13 febbraio avranno tutte inizio alle ore 14.30. Ingresso

gratuito per i bambini fino a 10 anni. Imperdibili i carri, e l’atmosfera che

si respira per tutti i giorni di festa è irresistibile per tutta la famiglia

Carnevale di Ivrea

Famoso per la sua storica battaglia delle arance, appuntamento dedicato

ai ragazzi e che ha luogo nella piazza del centro (le reti di protezione

consentono ai turisti di godersi lo spettacolo), inoltre si possono degustare

i piatti tipici della tradizione canavesana e assistere alla parata che si

intitola Prise du drapeau in cui saranno protagonisti pifferi e tamburi.

Da segnalare, per i bambini:

Giovedì 3 febbraio 2005

ORE 15,00 - Piazza Ottinetti; organizzata dagli “Amis ad Piassa dla

Granaja”, festa dei bambini con giochi intrattenimenti e distribuzione di

dolci e merendine

Dove: Ivrea, strade e piazze della città

Per infomazioni: Consorzio per l’Organizzazione dello Storico Carnevale

d’Ivrea

Antico Palazzo della Credenza 10015 IVREA (TO). Tel. 0125641521

info@carnevalediivrea.it

Tutto il giorno vi andava a cavallo, con la briglia e con la sella.

Viva il galletto di Pulcinella!

Carnevale come festa magica e fantasiosa che stimola il gioco simbolico, il far

finta di, elemento indispensabile non solo per stimolare l’immaginazione ma

soprattutto per la crescita dell’identità personale. Festeggiate gente, festeggiate!

E….travestitevi!

Carnevale di Venezia

Un Carnevale ricco di colore e fantasia con molti appuntamenti

dedicati ai bambini: vari punti della città saranno animati da

clown e artisti di strada che proporranno spettacoli a tema.

Il Carnevale di Venezia 2005 si svolgerà dal 28 gennaio all’8

febbraio prossimi.

Il liston delle maschere e la festa dei teatri è il tema scelto per

l’edizione 2005, che vedrà il ritorno in laguna di Maurizio

Scaparro, ideatore del Carnevale del Teatro dei primi anni ’80.

Dove: Città di Venezia, Lido, Mestre Marghera

Per informazioni: carnevale@turismovenezia.it - Tel.

0415201959

www.carnevale.venezia.it

Carnevale Dei Bambini

Assolutamente da non perdere questa bella festa di San Stino

Di Livenza, in programma per sabato 5 febbraio 2005, sfilata

carnascialesca con la partecipazione di gruppi folkloristici e carri

allegorici.

Dove: San Stino Di Livenza (Venezia) per le vie del centro.

Per informazioni: COMITATO FESTEGGIAMENTI LA SALUTE

DI LIVENZA www.sanstino.it - www.portogruaroturismo.it Tel:

0421800024 fax: 042180110

Carnevale di Putignano

Quest’anno la festa è dedicata alla memoria di “Mest Pit Scialame”, storico

propagginante scomparso di recente. L’apertura della Festa, è a cura di un gruppo

fuori concorso di bambini delle classi V^ C e D della Scuola Elementare Minzele,

che completano così un laboratorio didattico sul dialetto. A seguire ben sei

gruppi: “U ciuccenat”, “Gruppo d’Elia”, “Ceim, Ceim de rape i ciuquere”, “La

Zizzania”, “A fezz” e, per la prima volta sul palco, “I Zannier”, gruppo composto

da sole donne.

C/O Piazza Plebiscito. Dopo gli eventi del 23 e 30 gennaio gli appuntamenti per

seguire i corsi mascherati sono domenica 6 febbraio dalle ore 11 e martedì 8

febbraio, in cui si festeggerà il funerale del carnevale, dalle ore 18.

Dove: Putignano (BA), strade e piazze della città

Per informazioni Fondazione “CARNEVALE DI PUTIGNANO”, via Conversano

n.3/f

70017 Putignano (BA). Tel 0804911532 - 0804058017

E-mail: carnevale@carnevalediputignano.it

L’ingresso è libero e si può assistere sia dalle strade che dalle tribune per godersi

lo spettacolo in tutta la sua bellezza

Carnevale di Cento

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Pulcinella aveva un gallo...

Accanto al divertimento per gli adulti, i piccoli non possono perdere una visita al

Giardino Incantato. Un’oasi di divertimento a misura di bambino all’interno di

una delle manifestazioni di Carnevale più famose d’Europa: un magico mondo

animato da magia, miniparate, minidisco, tanti giochi e ancora fiabe, personaggi

dei cartoni animati e maschere a tema. I più piccoli possono assistere alle sfilate

di questo Carnevale, gemellato con quello di Rio de Janeiro, da un’area protetta e

dedicata solo a loro.

Dove: Cento (FE), il Giardino Incantato - giardini di v. U. Bassi

INFOLINE: TEL 051904252-57 E.mail: info@carnevalecento.com

www.carnevalecento.com


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bazar 02 2005 sport di valerio cammarano 53

Triathlon: 3 volte campioni!

Una gara che una volta si chiamava Ironman, ovvero uomo d’acciaio. E non a

caso. Provate a pensare quanto debba essere forte colui che decida di sfidare

prima l’acqua, poi l’aria e infine la terra …

Narra la leggenda che verso la fine degli anni ’70 un gruppetto di amici discutesse di sport su una spiaggia delle

Hawaii. Motivo del contendere la scommessa su quale fosse la gara più faticosa tra la “Waikiki Rough Water

Swim” (quasi quattro chilometri a nuoto), la “112 mile Bike Race Around Oahu” (180 chilometri in bici) e la

“Honolulu Marathon”.

Visto che non riuscivano a trovare un accordo, uno degli amici propose una soluzione che di primo acchito a tutti

parve dettata o da incipiente pazzia o da qualche bicchiere di troppo: combinare le tre prove summenzionate

in una sola. Superato l’iniziale sconcerto, il gruppetto decise di testare l’idea. Nacque così una gara dal nome

emblematico, “Ironman” (uomo d’acciaio) e con essa una nuova disciplina sportiva, il triathlon, che in meno di

vent’anni ha conosciuto uno sviluppo impressionante, fino a raggiungere nel 2000 a Sydney l’ammissione

ai Giochi Olimpici. Traguardo che per altri sport, magari molto più antichi, rimane un miraggio.

Vera o falsa che sia la leggenda di cui sopra – ma conoscendo il gusto tipicamente americano per le sfide ai limiti

della follia propendiamo per la sua autenticità – è certo che il triathlon è nato alle Hawaii. Come dice il nome si

tratta di uno sport multidisciplinare che combina corsa, ciclismo e nuoto e costituisce una sfida quasi ideologica

alle leggi della resistenza fisica del corpo umano.

A differenza del pentathlon, che unisce cinque diversi sport – corsa, nuoto, scherma, equitazione e tiro al

bersaglio – da disputarsi in differenti momenti, nel triathlon tra una prova e l’altra non c’è soluzione di continuità.

Si comincia con il nuoto, usciti dall’acqua si sale in bicicletta e scesi dal sellino si comincia a correre, sfidando

prima l’acqua, poi la terra e infine l’aria con l’aerodinamicità del ciclismo. Il tutto su distanze che fanno davvero

paura. Nella gara olimpica si nuota per 1,5 chilometri, si pedala per 20 e, per concludere in bellezza, si corre per

10. Ma esistono anche prove più dure, come l’Ironman (mai nome fu più azzeccato): 3,8 chilometri di bracciate,

180 di pedalate e 42 di corsa.

Dal momento che a questi livelli possono cimentarsi solo superuomini e superdonne, onde evitare la relegazione

nel ghetto degli sport per pochi eletti, nel corso degli anni il triathlon si è evoluto, differenziando le distanze e

divenendo accessibile a tutti. La gara sprint, ad esempio, prevede 750 metri a nuoto, 20 chilometri in bici e 5 di

corsa. In più, accanto al triathlon propriamente detto è stato introdotto il duathlon, una variante che possiamo

definire “invernale” e che non prevede la prova di nuoto.

Anche nella sua versione “ridotta” il triathlon fa abbastanza paura. Ma con un po’ di allenamento diventa possibile

provare. Per chi volesse tentare, in Italia ci sono oltre 200 società (l’elenco sul sito ufficiale della Federazione

Italiana Triathlon, www.fitri.it). Chi invece volesse farsi semplicemente un’idea sullo svolgimento delle gare, può

consultare il box con gli appuntamenti più importanti del mese di febbraio.

foto: www.oltremara.com

Mondiali di sci

Grande appuntamento per gli appassionati di sci tra il 28 gennaio e il 13 febbraio con i Campionati Mondiali di

Bormio. È la quarta volta che l’Italia ospita la manifestazione dopo le edizioni di Val Gardena (1970), Alta Valtellina

(1985) e Sestriere (1997). Le gare si svolgeranno tra Bormio, con la pista Stelvio a ospitare le prove maschili, e

Santa Caterina Valfurva, con la pista intitolata a Deborah Compagnoni a ospitare le gare femminili.

Per il nostro paese si tratta di un evento importante soprattutto dal punto di vista organizzativo. La manifestazione,

che, tanto per non farci mancare nulla, è stata preceduta da feroci polemiche tra la Federazione Italiana Sport

Invernali e il CONI per questioni economiche, può infatti essere considerata una sorta di prova generale in vista

delle Olimpiadi invernali che il prossimo anno saranno ospitate da Torino. Altro grande evento per il quale governo

nazionale e regionale, comitato organizzatore e Comitato olimpico non hanno perso occasione per scannarsi

allegramente a vicenda, sotto gli occhi prima stupiti poi sempre più irritati dei vertici dello sport mondiale.

Speriamo bene. Intanto, chi può si goda l’opportunità di vedere all’opera i più grandi campioni dello sci

mondiale, dalla stella statunitense Bode Miller al fuoriclasse austriaco Hermann Maier, detto Herminator per

l’incredibile (e discussa) potenza dei suoi muscoli. Insieme con loro parteciperanno atleti di 60 nazioni. Passati

i tempi d’oro di Alberto Tomba e di Deborah Compagnoni, le speranze azzurre sono puntate soprattutto su Giorgio

Rocca in speciale e gigante e Isolde Kostner in discesa e supergigante.

Chi non si potrà permettere di essere sul posto avrà comunque la possibilità di seguire le gare in diretta sulla Rai,

mentre i patiti del computer potranno essere aggiornati in tempo reale sull’andamento dei Mondiali collegandosi

con il sito ufficiale della manifestazione (www.bormio2005.com) oppure con il sito della Federazione Italiana Sport

Invernali (www.fisi.it).

Appuntamenti Triathlon

Febbraio

13 febbraio

ALBINO (BG) – Duathlon Corto MTB

20 febbraio

SAPPADA (BL) – Belluno Winter Triathlon

27 febbraio

CAMERI (NO) – Villa Picchetta Duathlon Corto MTB

SIGNA (FI) – Duathlon Sprint MTB

SIGNA (FI) – Duathlon Kids

Programma Mondiali di sci

Venerdì 28 gennaio

Cerimonia d’apertura – Bormio (ore 18.00)

Sabato 29 gennaio

Supergigante maschile – Bormio (ore 11.45)

Domenica 30 gennaio

Supergigante femminile – Santa Caterina Valfurva

(ore 11.45)

Lunedì 31 gennaio

Discesa libera femminile (1ª prova) – Santa Caterina

Valfurva (ore 11.45)

Discesa libera maschile (1ª prova) – Bormio (ore

11.45)

Martedì 1° febbraio

Discesa libera femminile (2ª prova) – Santa Caterina

Valfurva (ore 11.45)

Discesa libera maschile (2ª prova) – Bormio (ore

11.45)

Mercoledì 2 febbraio

Discesa libera maschile (3ª prova) – Bormio (ore

11.45)

Discesa libera femminile (3ª prova) – Santa Caterina

Valfurva (ore 11.45)

Giovedì 3 febbraio

Discesa combinata maschile – Bormio (ore 11.45)

Slalom combinata maschile (1ª manche) – Bormio

(ore 15.30)

Slalom combinata maschile (2ª manche) – Bormio

(ore 18.00)

Venerdì 4 febbraio

Discesa combinata femminile - Santa Caterina

Valfurva (ore 11.45)

Slalom combinata femminile (1ª manche) – Santa

Caterina Valfurva (ore 15.30)

Slalom combinata femminile (2ª manche) – Santa

Caterina Valfurva (ore 18.00)

Discesa libera maschile (4ª prova) – Bormio (ore

11.45)

Sabato 5 febbraio

Discesa libera maschile – Bormio (ore 11.45)

Domenica 6 febbraio

Discesa libera femminile – Santa Caterina

Valfurva (ore 11.45)

Martedì 8 febbraio

Slalom Gigante femminile (1ª manche)

– Santa Caterina Valfurva (ore 9.30)

Slalom Gigante femminile (2ª manche)

– Santa Caterina Valfurva (ore 13.00)

Mercoledì 9 febbraio

Slalom Gigante maschile (1ª manche)

– Bormio (ore 9.30)

Slalom Gigante maschile (2ª manche)

– Bormio (ore 13.00)

Venerdì 11 febbraio

Slalom femminile (1ª manche) – Santa

Caterina Valfurva (ore 14.30)

Slalom femminile (2ª manche) – Santa

Caterina Valfurva (ore 17.00)

Sabato 12 febbraio

Slalom maschile (1ª manche) – Santa

Caterina Valfurva (ore 10.00)

Slalom maschile (2ª manche) – Bormio

(ore 13.00)

Domenica 13 febbraio

Nations Team Event – Supergigante

– Bormio (ore 9.30)

Nations Team Event – Slalom – Bormio

(ore 13.00)

Cerimonia di chiusura – Bormio


54 di angelita peyretti sciocchina bazar 02 2005

“i vicini” di marco begani

QUEL SANTO DI VALENTINO

Dirovvi ora qual sia la verace

et secura istoria de lo santo de li

Valentini che tanta speme incendia

ne lo torace ad tante genti de lo orbe

interamente

Lo raccunto encomencia in la città di Ternide, di fama assai vergonzosa por

causa di vizioserrimi pagani rituali in essa frequenterrimi. Quivi conducea

vita assai modesta et pudica lo Abate Valente, Abate gnomo che por issa

causante nomato fu da qualchedun impudente, Valentino.

Al principiare de lo raccunto poco santo apparia lo tal prelato, et anzi nu poco

profano lo avria detto se incontratolo nel foltume de lo fitto bosco davanti

casa in una aubscura notte como solo ve ne erano al tempo.

Et fu di ritorno da una di codeste sue gite porcine ne lo bosco che lo

abatino rinvenne uno fagotto di picciola dimensione davante de lo portone

di sua dimora. Lo aperse e con sua gran sorpresa vi scorse una criaturina.

Immantinente isso fu colto da illuminazion, non proprio divina, epperò di

grande umano ingegno, pensò:

“Se qui la crescerò, presto non mi farà bisogna di far tante gite ne lo bosco!”

Et de buon augurio Pulcrezia la nomò.

La infanta, a lo principio un poco incomoda per lo abate che tanto avea

de pregare sera e mattin, crebbe in clandestina dimora e infine addivenne

signorina sanza che un sol giovinotto la abesse mai concupiscita.

Giunta era la ora de tratar essa al pari di una isposa, ma ella por lo contrario de

portarse ben e modestamente, pretendea licenziose libertà.

“Abate!” pregava, “Concedetemi ir ne lo marciapiede a dar un passo o due,

di grazia!”

Ma lo abate, che cresciutala la abea no por li altrui appetiti, nol concedea,

impensierendosi che alcuno la bramasse. Eppur la giovinetta, inconscia di

tanto periglio, un dì risolse sé medesima a uscìer finalmente per la via in sotto

de lo cielo aperso. La innocianta camminava in ispensierati atteggiamenti,

quando lo primo masculo che videla passar diggià la volle.

Non dispiacque a la Pulcrezia lo trattamento, sicut intentò destar la

medesima attenzion in quello e quello altro giovinotto ne li giorni a venire.

Indi no solamente cum onesti omini, sibben cum canibus et purcus issa iba

piacevolissamente. Niuno sapea chi fusse e donde venisse ella, nondimeno

gradiban.

“Mala ventura!” si disisperava lo infelice abate, “Siffatta puta ho cresciuto!

Ah, covava una serpe in pectore! Chi mai le diede un tal esemplo?!”

E de lo nanetto che erat, no podia cursar dietro lei a gran velocità per

impedire cotanti inganni, et molto si daba da fare su le piccine zampette, sed

giammai arrivava per tempo.

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Giunse uno ancor più tristo giorno per lo abate, che diggià forse in odor di

santità avea tanto pregato Iddio che ella abbandonasse tanto dubia costumanza. Lo

infausto giorno fu quello in che ella conobbe lo mal uomo scuro.

Era egli uno viandante venditor de pitre focaie d’ogni color, di pagano costume

e poco avvezzo a le buone maniere, sicut quando ella li fu sotto la negra mano,

immantinente l’afferrò al pari di uno bestio con sua degna preda.

La fanciulla, tanto ebbe riecognoscienza all’uomo, che pregollo volerla isposar. Lo

negro nol negò, e subitamente si apparecchiò por lo cerimoniale.

“Temporeggia!” ella pregò, “Lo abate mio ne morrà! Deberemo aber un poco de

tatto cum isso!”

Lo abate Valentino tanto lagrimò, epperò non li facea difetto lo affetto caro versus la

donzella un poco zozza, sicut la benedicò con suo isposo.

Li cristiani, al tempo ancor esigui sed non di piccina voluntà, venutisi a conoscienza

de lo turpe fatto, al rogo ambedue li volean portare, lo infedele uomo, dal color di

tenebra, e la femmina audace che creduta fu strega por no aber parenti.

Già si preparava la pira per li amanti empii, che lo abate si risolse a lo gesto eroico

che la santità gli valse: “Fermi!” aggridò, “issa non è megera! Mio seme generolla!”

Toda la gente non sapea donde volger lo guardo, poiché udia la voce però no

scorgea la fonte tanto si levava da una infima altura.

“Qui mi trovo!” Ello insistè, e lo videro infine, in grande agitazione dietro uno

sgabello intentar montarvi sopra.

“Isso? Lo abate gnomo? E como es fattibile cotanta ventura?”

“Venne da me una granda donna”, continuò Valentino, “di beltà irresistenda, che fu

da me ingravidata. Issa, dopo partorita la sventurata che vorreste ardere, disse uscire

un attimo e sue ampie carni mai più rividi.”

Le genti, se la bevvero la gran balla, e riecognobbero la fanciulla qual sua prole.

Salvaro cum issa anco lo suo compare, e furo essi indicati como “coppia de facto”.

Epperò de lo abate si disfarono in gran fretta por la dissoluta vita che ebbe avuta.

Passaro li seculi, e prima o poi qualcheduno scoperse e intese lo ben che avea fatto

lo abate sacrificando sua istessa vita in favore di quelle de li amanti, proteggendo de

tal maniera l’amor loro. Fu così che si decise che isso era santo et beato, non si sabe

se por aber supportato cotanta zoccola, o por lo sacrifizio.

E ancor adesso, a tuttodì, si suole con gran biscotti e cioccolati e floreanze li grandi

amori festeggiare, che sean sotto lo sacro sigillo de le religiose credenze, che sean

profani e un poco cumplicati.


www.bazarweb.info

La magia di scrivere un libro

bazar 02 2005 corsi di valeria cecilia 55

Scrivere un romanzo è il sogno di tanti. Ma anche partecipare alla nascita

di un libro, contribuire alla stesura, collaborare alla correzione, trascrivere

il manoscritto di uno scrittore famoso, o lavorare al lancio promozionale

di un nuovo titolo. E’ il magico mondo dell’editoria…

L’idea di lavorare al fianco di scrittori, di partecipare alla nascita e alle trasformazioni di un libro fino al suo arrivo in libreria affascina,

indubbiamente. Di corsi di formazione per apprendere i mestieri dell’editoria ce ne sono di tutti i tipi: universitari, master, professionali, finanziati.

Ultimamente anche alcune case editrici hanno iniziato a proporre corsi. “Ma far parte dello staff di un editore può significare tante cose diverse: dal fare il

redattore, l’editor o occuparsi di marketing” racconta Leonardo Palmisano, della casa editrice romana Minimum Fax e responsabile dei corsi. Palmisano

ci spiega che i loro corsi sono specifici per ognuna delle figure professionali necessarie in una casa editrice e sono tenuti direttamente dal loro staff, ricco

di esperienza. “C’è un modulo comune a tutti gli indirizzi che è introduttivo e spiega la struttura aziendale di un editore, ma poi ogni corso è specifico per

ognuno dei ruoli possibili”. Ma quali sono le figure più ambite e richieste? “Una figura molto ambita è quella dell’editor - racconta sempre Palmisano

- che lavora affianco allo scrittore per ottimizzare la scrittura e i contenuti del manoscritto”. L’editor di solito è una persona che ha letto tantissimo e ha

un grande ritmo narrativo. Altro ruolo è quello del redattore, che invece cura l’ultima fase del libro, controllando il testo a livello grammaticale e sintattico

e contribuendo anche all’impaginazione a braccetto con i grafici. Presso la Minimum Fax si possono anche seguire corsi per operare nel marketing,

nell’ufficio stampa, nella direzione editoriale o nel settore grafico e c’è anche un utile corso sui diritti di autore.

Minimum Fax, piazzale di ponte Milvio 28, Roma. www.minimumfax.com

Altri corsi promossi da Case

Editrici

Il piccolo editore Edizioni Clandestine di Marina di Massa,

specializzato in letteratura e saggi “radical” ma anche ironici,

propone corsi intensivi individuali, della durata di 3 giorni, per

apprendere come avviene il processo di produzione e distribuzione

del libro, non trascurando nozioni fondamentali di impaginazione e

pubblicità. Il costo complessivo è di 324 euro.

Edzioni Clandestine, via Baracchini 182/a, Marina di Massa (MS).

Tel. 0585784698

www.edizioniclandestine.com

Tra febbraio e marzo, la casa editrice torinese Lindau, nota

soprattutto per la saggistica cinematografica e per i testi di filosofia

orientale ed esoterismo, offre corsi intensivi (3 week end) a

Roma, Torino, Milano. Le lezioni vertono su tutte le professionalità

dell’editoria.

www.lindau.it Via B. Galliari 15 bis Torino. Tel. 0116693910

Per chi vuol fare il capo: l’editore

Il corso per chi vuole aprire una casa editrice è organizzato

dall’Associazione Italiana Editori, con sede a Milano. Materie

del corso sono le normative e la prassi da seguire per avviare

una casa editrice, le competenze per prendere le giuste direzioni

dell’azienda, la sua crescita: le codifiche internazionali del libro,

del diritto d’autore, delle disposizioni giuridiche, fiscali, postali e,

perché no, della distribuzione. Il corso dura una giornata e il costo

complessivo è di 200 euro.

Prossima edizione: febbraio 2005. Associazione Italiana Editori,

via Delle Erbe 2 - Milano

www.aie.it/Formazione

Master post laurea

Master in editoria cartacea, diretto

da Umberto Eco

Questo master nasce dall’esigenza di creare specializzazione nel

settore dell’editoria che il mercato registra in forte espansione.

Sulla presentazione del corso si legge infatti che anche “alla

figura del tradizionale commesso si sta sostituendo la figura

del libraio laureato”. Il master, diretto da Umberto Eco, ha

durata biennale a frequenza obbligatoria ed è aperto a laureati

presso qualsiasi facoltà. Si accede previo test di ammissione che

verifichi il possesso di alcune competenze di base. Sono ammessi

venticinque studenti. Le materie trattate vanno dalla Filologia alla

Storia della stampa e dell’editoria, dalla Tecnica della produzione

del Libro, alla Teoria dell’ipertesto e Progettazione Ipermediale,

sino alla organizzazione della libreria.

www.sssub.unibo.it/master/

Master gratuito in editoria, a Milano

Organizzato dal l’Università degli Studi di Milano in collaborazione

con l’AIE e la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondatori, il corso è

di 800 ore complessive, di cui 500 di insegnamento e 300 di stage

presso le maggiori aziende editoriali. La partecipazione, riservata

20 iscritti, è gratuita.

www.fondazionemondadori.it


56 di GIULIANO CANGIANO fenomeni bazar 02 2005

PALADINI

DELLA LIBERTA

Se la scena underground milanese spazia dallo ska-reggae al rock-noir,

Napoli si muove su sonorità post-rock/camera dalla spiccata attitudine

all’improvvisazione. E girando per centri sociali si scopre uno spazio di

pornografia autogestito. Da sole donne.

San Precario: eccedere, creare…


Dirottando il buon vecchio e disilluso San Valentino verso lidi diversi e più spensierati, l’Italia

degli spazi sociali si prepara ad affrontare il mese dell’amore sotto l’egida di un “aureolato” meno

sfavillante, non alato, ma decisamente più rappresentativo, almeno di questi tempi: San Precario. Il

web riferisce di una sua recente “apparizione” (si parla del 30 novembre dell’anno da poco sfuggitoci)

nel celeberrimo quartiere San Lorenzo a Roma, dove ha guidato le manine di studenti e precari un po’

snervati che, come novelli crociati, “in hoc signo vinces” si sono detti e, scope e ramazze alla mano, si

sono ripresi uno spazio abbandonato per dargli nuova vita.

Lo scopo è esplicito e complesso, il nome chiarificatore e bivalente: ESC è stato ribattezzato lo spazio,

acronimo per “Eccedi, Sottrai, Crea” e si farà paladino delle “pratiche del comune”, occupandosi

di reddito, libero accesso a saperi e tecnologie e relativa ciclonica circolazione della cultura e della

conoscenza. Ufficialmente questa missione è già cominciata il 15 dicembre, ma il tutto si muove

ancora in maniera un po’ sotterranea: i primi vagiti non hanno ancora avuto molta risonanza, ma

bisogna avere fiducia laddove appare già confortante l’idea che ancora qualcuno si renda conto di

esigenze e lacune della nostra terra e si prenda la briga di creare nuovi spazi e dar vita a iniziative

fuori dal semplice entertainment. Anche in questo senso il “cheek to cheek” con Global Project fa ben

sperare. Ripromettendoci/vi un’intervista ai ragazzi per il mese prossimo intanto vi forniamo un po’ di

coordinate.

C.S. ESC, via dei Reti, 15 (San Lorenzo) Roma.

Global Project: http://www.globalproject.info/

… e boicottare la Coca Cola!

Insistendo sempre sotto la guida di San Precario, che tra l’altro anche il settimanale Carta aveva scelto

come “Person of the year”, ci occupiamo adesso dei lavoratori delle imprese imbottigliatrici per la

Coca-Cola in Colombia. Pare che la multinazionale si sia resa promotrice di politiche repressive nei

loro confronti e che abbia avuto modo di continuare a farlo impunemente anche grazie all’appoggio

del governo locale e di gruppi paramilitari, interessati a cancellare qualsiasi movimento d’opposizione

sociale (a partire dai sindacati). Per questo nel 2003 è partita una campagna mondiale di boicottaggio

(che presto sarà affiancata anche da un processo nei confronti di Coca-Cola negli U.S.A.) a difesa dei

basilari diritti umani, alla quale hanno preso parte anche decine di comuni italiani bandendo la celebre

bevanda dai distributori presenti nelle proprie strutture. “Artisti contro la Coca-Cola” è lo stato dell’arte

di questa battaglia: è assieme una rassegna e un’esposizione e sarà ospitata al Forte Prenestino di

Roma dal 4 al 13 di questo mese. Artisti di ogni ambito e formazione sono chiamati a mettersi in gioco

in quello che un gioco non è, “per la vita e la dignità del popolo colombiano”.

Forte Predestino, via Federico Delpino 189, zona Centocelle Roma.

C.S.O.A. Forte Prenestino http://www.forteprenestino.net

sulla campagna di boicottaggio http://www.nococacola.info

il sindacato colombiano http://www.sinaltrainal.org

Recitare per rivoluzionare

Iniziato il 20 gennaio scorso si protrarrà fino al 17 di questo mese al C.S.A. Intifada di Empoli il Tributo

a Gian Maria Volonté. La proiezione di cinque film che lo hanno visto protagonista (nei giorni 3, 10 e

17 febbraio a partire dalle 22) serve a rendere omaggio a questo grande attore, scomparso da 10 anni,

che è sempre stato in prima linea rispetto alle problematiche del “movimento”. “Essere un attore è una

questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici

della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le

componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte

e la vita”.

Hip hop e crossover

Ancora all’Intifada ci aspettano sabato 5 e sabato 19 le presentazioni di due nuovi CD, rispettivamente

Vago incerto di Acid One e Feedback dei Metal Music Machine. Si tratta di hip-hop nel primo caso e

di crossover (tra metal, pop ed elettronica) nel secondo. In italiano. Da provare.

C.S.A. Intifada, via XXV Aprile Ponte a Elsa, Empoli.

C.S.A. Intifada http://www.ecn.org/intifada

Concerti à go go!

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Se vi trovate dalle parti di Firenze non prendete impegni per tutti i venerdì e sabato (a partire da giorno

4) di febbraio: il vostro calendario sarà scandito dall’iperattività del Centro Popolare Autonomo

Firenze Sud che ha previsto una scaletta strabordante di concerti e dance hall per tutti i gusti. Giusto

per darvi un’idea proprio giorno 4 vi aspetta una magnifica serata fatta di “Canzoni di Rivolta” cantate

da Pino Masi e accompagnate dal buon etno-folk pisano dei Tribal Karma.

C.P.A. FiSUD, via Villamagna, 27/a Firenze

C.P.A. FiSUD http://www.cpafisud.org

Pino Masi + Tribal Karma http://www.repubblicapisana.it/pagine/artexpo3.htm


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Alternative

possibili

L’attivismo tecnologico-politico

italiano va in mostra

Se è vero che in Italia regna l’accentramento mediatico, anche la

controinformazione e la sperimentazione sono realtà radicate. La

questione piuttosto è capire se questi movimenti di informazione

“altra” riescono a offrire una concreta alternativa sociale e

politica, o rimangono come delle performance, marginalizzate

in fondo agli ambienti underground. Questi sono alcuni degli

interrogativi a cui la mostra evento hack.it.art, (fino al 27

febbraio presso il Kunstraum Kreuzberg/Bethanien a Berlino)

tenta di rispondere. L’evento, curato da Tatiana Bazzichelli,

romana, ideatrice della mailing list italiana AHA sull’hacking

(www.ecn.org/aha) consiste in una rassegna sull’attivismo

politico, tecnologico e artistico italiano, che sembra spiccare

per forza e diffusione tra quello degli altri paesi. Le forme di

produzione artistica e mediatica italiana indipendenti iniziano a

farsi strada sin dagli anni Ottanta (era il movimento cyberpunk),

tramite la lotta per l’uso libero e auto-gestito dei media e

tecnologia. Si trattava dei primi movimenti dell’etica hacker,

intesa come desiderio di diffusione democratica del sapere

attraverso l’uso della tecnologia. Ecco che nasceva la pratica

dell’hacktivism (fusione di hacking e activism), attivismo

tecnologico e politico appunto. L’evento berlinese riunisce in

una visione più possibile compatta ed eterogenea i soggetti

di queste pratiche: incontri, workshop, installazioni, corsi e

incontri con gli esponenti italiani e internazionali di movimenti

quali le comunità hacker, il cyberfemminismo, il free software, le

telestreet indipendenti, le radio on line autonome. Tra i principali

presenti nelle reti italiane: le ragazze del sexyshock di Bologna

(www.ecn.org/sexyshock), il network di telestreet di Senigallia

(www.telestreet.it), Nikky di deliriouniversale.com, Tommaso

Tozzi, docente dell’università di Firenze, Franca Formenti, artista

di Varese che ha inventato la bio doll, la donna del futuro clonata.

Tatiana ha anche realizzato una bellissima mappa in stile Matrix

che ricalca e unisce i principali nodi attivi italiani della rete.

Per informazioni

www.kunstraumkreuzberg.de

www.ecn.org/aha/hackitart.htm

Quando il pc è vecchio

riciclalo su Internet

E’in rete che sta avendo luce il più

grande progetto di smaltimento dei

rifiuti tecnologici. L’iniziativa è di eBay,

noto portale di aste on line, appoggiato

in questo progetto dalle agenzie

per l’ambiente americane e dagli

ambientalisti. Ma sembra che anche le

grandi case quali Apple e IBM, da HP

a Gateway e Intel si siano interessate

all’iniziativa. eBay ha realizzato il sito

web Rethink, che dà informazioni

sulle metodologie e programmi di

smaltimento attivati dalle imprese

che partecipano all’iniziativa. E’

possibile anche rivendere su eBay

i computer utilizzati o partecipare

a progetti di scambio, donazione

e riciclaggio attivati dalle diverse

comunità locali statunitensi.

L’iniziativa per ora è limitata

al territorio americano, ma è

auspicabile che presto arrivi

anche in Europa.

http://pages.ebay.com/rethink

bazar 02 2005 net di valeria cecilia 57

Movimenti di controinformazione, recupero di rifiuti tecnologici, inedite forme

di open source… alimentari. E un nuovo provider: etico e sociale

Se l’open source scivola nella

birra…

E’ nata una nuova birra rilasciata sotto licenza delle creative

commons…liberi di usare (bere in questo caso), gustare,

riprodurre, modificare, diffondere…. basta rilasciare la

ricetta derivata sotto la stessa licenza citando gli autori

originari. La birra open source non è uno scherzo, ma una

classica bionda fermentata con l’aggiunta del guaranà. La

ricetta e il marchio sono della Vores Øl disponibili sul sito

ufficiale della Vores Øl.

www.voresoel.dk

Consumo critico nella tecnologia:

arriva Lillinet

Un altro provider è possibile: la rete dei Lilliput ha dato

vita Lillinet, a un provider etico e sociale, che si pone come

alternativa ai vari Libero, Tiscali, Yahoo, e a tutte quelle

società che gratuitamente offrono la connessione alla rete

e la casella di posta. Questi servizi sono realizzati dalla rete

lilliput grazie alla cooperativa Sociale Il Gabbiano di Pisa.

www.lillinet.org

Tutti gli indirizzi per sostenere i

paesi colpiti dallo Tzunami

UNICEF www.unicef.it

MEDICI SENZA FRONTIERE www.medicisenzafrontiere.it

CROCE ROSSA ITALIANA http://www.cri.it

CARITAS ITALIANA www.caritasitaliana.it


58 di guido dolara noi bazar 02 2005

Il nuovo lusso?

E’ tutto naturale

Esperienze low-tech, confort

artigianale, essenzialità, calore,

tradizione. Queste le parole

d’ordine del decennio in corso.

Da Parigi a Trieste, da Londra a

Helsinki tutti cercano la sobrietà.

Tutti? Tutti tranne i chav…

Il 2005 segna la metà di questo decennio, e gli anni novanta sono definitivamente

finiti, con i loro stili, tendenze e parole d’ordine. Nelle capitali d’Europa si

contrappongono quest’anno nuove tendenze intrise di identità anni zero (i naughty

naughties), che hanno perso l’ odore e le sembianze dell’ ottimismo postmoderno dell’

ultima decade dello scorso millennio. Nel 2005 è fortissimo il richiamo degli istinti

naturali, degli usi e colori caldi e semplici, delle tendenze salutiste e dei richiami

alla tradizione. È come se in questi anni politicamente e socialmente incerti, intimiditi

da guerre e terremoti, si ritrovasse il piacere delle esperienze low-tech, preferendo il

confort al minimalismo sintetico, tecnologico e modernista che ha dominato la scorsa

decade.

Prima di tutto lo si vede nelle novità delle capitali d’Europa, dalla moda,

all’arredamento, ai modi di socializzare. Si privilegiano le fibre naturali, l’artigianato

nell’ interior design, i colori caldi nell’arredamento. Basta guardare al successo

di stilisti come il francese Nicolas Ghesquiere (di Balenciaga) o l’ americano Marc

Jacobs (www.marcjacobs.com) nei grandi magazzini di Londra e Parigi. O il ritorno

ai profumi con una essenza singola, un fiore o un frutto, non mescolati, come i

lussuosissimi di Miller Harris al limone o al mandarino, o le linee di Penhalingons

(www.penhaligons.co.uk) al legno o alle spezie. E il ritorno alle ricette tradizionali

piuttosto che al cibo fusion, accompagnato dalla passione per i cibi biologici e

non da supermercato (testimoniati dal successo di mercati come il Borough Market a

Londra, il Marche du Midi di Bruxelles o il mercato Raspail a Parigi).

Al rush di caffeina tipico del boom internet degli anni novanta, quest’anno si

preferisce prendere il tè, possibilmente in sale da tè tradizionali come abbondano

nel nostro vecchio continente, a partire dalle bellissime sale storiche centro europee

(dallo Slavia di Praga al San Marco di Trieste), fino alle sale da tè dei grandi alberghi

tradizionali londinesi (come il Ritz o il Savoy). Alle grandi discoteche si preferiscono

locali piccoli e musica dal vivo.

Healing!

Forse l’esperienza simbolo di questo nuovo stato d’animo è rappresentata dallo

stabilimento termale e dal centro salute che vivono un vero revival. Numerosissimi in

tutti i paesi europei, ma assolutamente da segnalare le terme di Vals in Svizzera (nella

foto, www.therme-vals.ch), uno stabilimento alpino di proprietà della comunità locale

disegnato dall’architetto Peter Zumthor. Uno spazio in pietra inserito nella montagna

di cui riprende motivi e materiali, a detta dello stesso architetto con un intento di “fare

sentire a casa, fare sentire libero dando un sostegno sottile”. Oppure gli stabilimenti a

picco sul mare delle terme Thalassa nell’Hotel Anassa sull’isola di Cipro, uno dei

nuovi membri dell’ Unione europea (www.thanoshotels.com/ans/ansfrm.html).

Sempre più popolari le saune finlandesi, anche grazie al fatto che Helsinki è ormai

una meta di turismo cool per tutti gli europei. Da segnalare la sauna in stile liberty

di Yrjönkatu a Helsinki (www.hel.fi/liv/eng/yrjonkatu.html), dove oltre alla sauna si

nuota nudi in piscina (il costume da bagno è permesso ma poco usato, e uomini e

donne usano la piscina a giorni alterni). Sempre a Helsinki, il Sauna Bar (a Eerikinkatu

27, www.saunabar.net), dove metà del bar è dedicato alla sauna, in barba a chi

pensa che i bar sono fatti solo per cose poco salutari come ubriacarsi e ascoltare

musica a tutto volume. Da non dimenticare i centri di bellezza in città, come i centri

Aveda che abbondano in tutte le capitali europee, o anche i centri dedicati solo agli

uomini, in particolare ai metrosexuals, uomini per lo più eterosessuali che amano i

prodotti di bellezza, le cure e i massaggi. Da segnalare la G-Room londinese (http:

//shop.theg-room.com), centro di bellezza per uomini che offre qualsiasi trattamento

di bellezza e porta tutti prodotti a base naturale di marche specializzate.

I Chav

www.bazarweb.info

Il ritorno al lusso naturale non è apprezzato da tutti. Dall’altra parte del barometro del

gusto ci sono quelli che gli inglesi chiamano Chavs, descritta dai media come una

delle parole simbolo del 2004 (resa nota dal celeberrimo sito www.ChavScum.co.uk).

I Chav sono il prodotto della reality TV e del culto delle celebrities e in forme diverse

sono presenti in tutte le città europee. Indossano marche vistosissime, anelli e

collane da rapper, scarpe da ginnastica sempre e solo bianche, e amano la vita

veloce, l’alcol e i paparazzi. Vengono dai bordi delle grandi città, le periferie di Londra

e Parigi, e idolatrano Christina Aguilera e David Beckham. Vanno orgogliosi delle

loro origini poco esclusive, e preferiscono la ricchezza acquisita a quella ereditata.

Sulla stessa onda sono alcuni dei “nuovi russi”, miliardari ricchissimi di commercio

di gas e petrolio che vivono in yacht attraccati ai porti più esclusivi del mediterraneo, o

nelle zone più esclusive di Londra.


60 di cristiana scoppa migrazioni bazar 02 2005

Ostetrica senza confini

In esclusiva per Bazar, il diario di Rosanna Sestito,

che in Angola con Medécins sans frontières ha

toccato con mano il dolore di un’emergenza che

da lungo tempo non arriva più sulle prime pagine

dei giornali

La terra si scuote e travolge, nel suo corrugarsi in fondo all’oceano, uomini case e cose lungo le coste

di paesi che con sforzo immenso negli ultimi dieci anni hanno mutato la propria condizione da

“terzo mondo” a “paesi in via di sviluppo”: India, Sri Lanka, Indonesia, Thailandia. Quando l’onda,

così anomala da mancare parola nelle lingue occidentali per nominarla, si ritira lasciando dietro

di sé centinaia di migliaia di vittime, un’onda di emozione solidale si riversa verso quell’Oriente

lontano, così diverso dalle immagini dei depliant turistici: prende la forma di milioni di sms da

1 euro, centinaia di eventi di raccolta fondi dal condomino al comune, decine di persone pronte a

partire “per dare una mano”, tonnellate di articoli di giornale e servizi radiotelevisivi.

Di fronte a questa mobilitazione impressionante Medécins sans frontières, organizzazione non

governativa che è intervenuta immediatamente nella zona, ha preparato la lista delle dieci

emergenze di cui i media non parlano più o parlano troppo poco: Congo, Uganda,

Colombia, Sudan, Angola…

E proprio come Medécins sans frontières, in Angola c’è stata anche un’ostetrica, Rosanna Sestito.

Un paese dove l’emergenza non è arrivata dalla natura, crudele ma imparziale, bensì dalla guerra

durata quarant’anni. Un’emergenza che ha lasciato una semina di mine. Che ha spezzato gli

animi delle persone, ridefinendone i contorni dietro il nome di “rifugiati”. Questo è il suo diario.

28 aprile 2004

Sono arrivata a Cuemba alle 14 e dal mio piccolo aereo vedevo solo natura, capanne e basta.

Arrivata ho dovuto trattenere il respiro: non pensavo fosse così isolato!!! Lavoro con

un’infermiera belga, un logista belga e un chirurgo del Congo. La maternità però è completamente

nelle mie mani: non so se piangere o ridere. Oggi pomeriggio con l’autista sono andata a conoscere

i posti che posso frequentare...il resto del territorio è in mano alle mine. La gente vive vicino

a noi e questo dà sicurezza.

4 maggio 2004

Siamo partiti da Cuemba questa mattina alle 7,45 con la clinica mobile per andare a Caita. Le

condizioni della strada non sono per niente buone ma la cosa più importante è arrivare. A Caita

MSF fornisce servizio di cure prenatali, pediatria, vaccinazioni e medicina generale. Due infermieri

del posto mi accompagnano e traducono la lingua locale. Cerchiamo di individuare subito le

gravidanze a rischio per riuscire a portarle in tempo in ospedale, mentre per le gravidanze non a

rischio che saranno assistite sul posto dalle ostetriche locali forniamo un kit per la prevenzione di

infezioni. Abbiamo lavorato sodo dalle 10 alle 16 e il tempo è volato. Alcune di queste donne

affrontano due giorni di cammino per arrivare a Caita al martedì e farsi controllare.

Mi basta pensare a ciò per non avvertire la fame e la stanchezza. Il mondo è proprio spaccato

in due: la donna incinta più grossa che ho visitato pesava solo 48 kg, ed era anche a fine

gravidanza.

27 maggio 2004

Scrivo al ritorno dal mio incontro con le ostetriche tradizionali nel Bairro Popular. Sono partita

con la mia collega e responsabile del personale della maternità, Francisca: solo 23 anni, la caposala

per intenderci. Il bairro è un agglomerato di capanne. Sono molto agitata, per me è

una prova, la parteira (levatrice tradizionale) ha un’importanza straordinaria nella

comunità. Francisca mi dice “Sono lì”, indicandomi con il dito un gruppo di donne sedute in

cerchio che aspettano. Il fatto di vederle sedute in cerchio mi rende felice, la circolarità mi mette a

mio agio, cancella le gerarchie. Ci sediamo con loro. Parlano “kimbundu” e Francisca traduce.

Ho preparato insieme a Francisca dei cartelloni con disegni per spiegare l’importanza della consulta

prenatale e la necessità del parto “complicato” in ospedale. Se la donna viene a fare la consulta

(cioè la visita medica) a fine gravidanza, riceve il kit per partorire nella sua capanna con la parteira

per evitare almeno il tetano. Le cose che non siamo riuscite a disegnare sui cartelloni le abbiamo

tracciate sulla sabbia con un bastoncino. Tutte abbiamo imparato qualcosa.

Chi assiste i rifugiati

Alto Commissariato per i rifugiati

www.acnur.org (sito spagnolo)

www.unhcr.ch (sito inglese)

Medici senza frontiere: www.msf.org

Intersos: www.intersos.org

Emergency: www.emergency.org

www.bazarweb.info

12 settembre 2004

Oggi è sabato e ho appena finito di scrivere un rapporto per la

polizia per una ragazzina di 14 anni picchiata e violentata. È

stata portata da un infermiere dal bairro popolare. Quando l’ho vista

arrivare pensavo fosse incinta. Poi ho visto il sangue alla bocca. La

violenza contro le donne è un male diffuso, patito e sopportato

dalle stesse donne come destino inevitabile. Io ne parlo sempre

quando con l’equipe andiamo nei bairros per fare le palestre teatrali,

ma ho l’impressione di parlare di cose che non appartengono a questo

mondo. Oggi quando ho cominciato a parlare con Domingas ero

triste per lei. Ma mi ha dato forza la sua decisione di denunciare la

violenza.

9 ottobre 2004

Sono le 10,30 e mi avvio verso la frontiera congolese per ricevere una

“colonna” di rifugiati. In realtà non so cosa mi aspetta e non riesco a

immaginare. Sono accompagnata da alcuni colleghi e dalla mia collega

infermiera. Fa caldo. Il fiume Luau divide l’Angola dal Congo. La gente

dice che questo fiume, se potesse parlare, racconterebbe di uomini,

donne e bambini che durante la guerra hanno perso la vita cercando

di attraversarlo per rifugiarsi in Congo. Il paesaggio è splendido ma è

un’area minata. A un certo punto oltre il punto dove il governo

fa il controllo dei documenti intravedo l’”Apocalisse”. Vedo una

fila di camion. Davanti due autobus con i vulnerabili, cioè anziani,

bambini e malati, dietro otto camion pieni di gente. I trasporti sono

garantiti dall’ACNUR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i

rifugiati. Aspettiamo che i camion attraversino la frontiera: il nostro

compito è controllare se vi sono malati da trasportare d’urgenza in

ospedale. Mi sento strana, non pensavo fosse così terribile. Salgo

sul primo autobus. Il caldo e l’odore sgradevole mi incomodano un

po’. Sui gradini stanno appollaiate tre galline. “Bonjour maman”,

chiedo alla prima donna come sta. È proprio l’Apocalisse. Ognuna

di noi resta in un autobus per affrontare il viaggio verso Luau e

controllare un po’ la situazione., Io e la mia collega siamo collegate

via radio alla nostra macchina nel caso si debba trasferire qualcuno

d’urgenza. Resto in piedi, di fronte ho una bellissima donna

con due bambini. L’autobus e’ incredibilmente vecchio ma

ha due ventilatori sul tetto per fare un po’ d’aria. Ci avviamo.

Qual e’ il futuro di questa gente, che arriva da un campo di rifugiati

per andare in un altro? Non ha nulla, come può ricominciare una

vita decente? A un certo punto una donna comincia a cantare.

Non capisco le parole, tranne “Angola”. Tutti la seguono. La

donna che ho di fronte e che tanto mi aveva colpita comincia

a piangere. Non so cosa mi succede, ma le lacrime cominciano

a segnare il mio viso e non riesco e non voglio trattenerle. Alle

porte di Luau la gente comincia a salutare e i rifugiati non smettono

di cantare. Arrivati al campo il nostro compito è registrare i nuovi

ospiti, dargli un tetto, ricoverare i malati gravi. Alle 16,30 finiamo

il lavoro. Domattina alle 7 cominciamo le vaccinazioni. Missione

compiuta. Ma non è finita, perché alle 19 arrivano i rifugiati

dello Zambia. Fino a quando?


www.bazarweb.info

Per il 2005 Bazar vuole segnalare ai cultori del buon vivere

un San Valentino indimenticabile. Nell’avvolgente Pompei, a

pochi passi dagli scavi, e per solo due date (Sabato 12 e lunedì

14 febbraio) si svolgerà la serata a tema: “La cena dell’Amore,

gli Afrodisiaci”. Al ristorante President diretto dall’Executive

Chef Paolo Gramaglia e da Ornella Gramaglia Pastry Chef

e Sommelier, non solo saranno presentate le squisite portate

espressamente create dai Gramaglia ma si potrà godere di una

stimolante escursione nella storia e nella tradizione della cucina

afrodisiaca. Iniziamo a parlarvi dell’intrigante menu: per aprire,

coppe di Venere, ostriche, carpaccio di sarago e gamberi su

letto di insalatine selvatiche in emulsione di olio extravergine di

oliva e limoni amalfitani. A seguire: riccioli di Eros e crespella

rubacuore con asparagi. Per secondo: astice ubriaca alla moda

del President, verdurine degli innamorati e mousse al cioccolato

fondente e semi di peperoncino il tutto accompagnato da: Prosecco

di Valdobbiadene, Vermentino Argiolas Costamolino e Moscato

Passito Pellegrino. Ogni piatto è stato creato espressamente con lo

scopo di essere il giusto afrodisiaco per la notte di San Valentino.

Ma cos’è un afrodisiaco? Ce lo spiega Paolo Gramaglia

instancabile inventore di squisite prelibatezze: “Il senso comune

ci spinge a concepirlo come un qualcosa che risveglia la sfera

dell’eros, della passione secondo principi scientifici. A me piace

concordare con un’altra teoria che non ha limiti né scientifici

né morali, secondo cui un afrodisiaco è un qualcosa che

esplora la sfera dell’immaginazione, che a contatto con

qualsiasi nostro senso è capace di risvegliare le passioni

più assopite e dimenticate”.

Quindi durante l’incontro si avrà modo di scoprire come il cibo

sia il nostro viagra naturale. Qualche esempio? Il peperoncino

provoca una forte vasodilatazione nella zona lombosacrale, le

ostriche favoriscono la contrazione muscolare grazie glicogeno

contenuto nei sali minerali di cui sono ricche. Ma anche la

cioccolata farà la sua bella figura visto contiene feniletilamina,

sostanza che il cervello produce quando ci innamoriamo. Insomma,

per gli innamorati, sarà una cena da non perdere.

Ristorante President,

Piazza Schettini, 12

POMPEI (Na).

Tel. 0818507245

Fax 0818638147

Sito Internet www.ristorantepreside

bazar 02 2005 gender di giulia premilli 61

Mozart in Braille

Si cercano 20mila euro per stampare un bassorilievo in 1000

copie di uno spartito originariamente composto da Mozart per una

musicista cieca. L’iniziativa davvero speciale è stata promossa dal

Centro internazionale del libro parlato con l’approvazione della

Regione Veneto. Il direttore del centro, Gualtiero Munerol, intende

riuscire, entro il gennaio del 2006, a portare a termine l’opera in

braille da mettere a disposizione dei non vedenti. Con l’occasione

lo spartito verrebbe presentato all’Assemblea mondiale delle

associazioni mozartiane che si riuniranno proprio il prossimo anno

a Salisburgo. L’originale dello spartito è attualmente a Parigi.

Il viagra diPompei

Altro che code in farmacia o dal medico… il vero viagra lo troviamo in

frigorifero o nella dispensa. Parola di chef!

Meno burro, siamo olandesi!

In Olanda la compagnia Vgz ha chiesto ai suoi clienti di

eliminare completamente il burro dalle loro tavole, così da

avere una dieta equilibrata e non incorrere più in problemi

cardiovascolari. Con questo giochetto gli olandesi possono

godere di un buono sconto sulla polizza sulla vita.

Meno grassi, più vivi!

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