Le fondazioni dei viadotti autostradali - Spea Ingegneria Europea
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Ai fini del controllo della deformabilità globale del pozzo in condizioni<br />
sismiche, alla sommità del pozzo è stato realizzato un ordine di tiranti<br />
pretesati, costituito da otto tiranti a cinque trefoli da 0,6”, della lunghezza<br />
di 50,00 m, di cui 15 relativi al tratto di fondazione.<br />
Per la complessità delle problematiche dell’opera, il dimensionamento<br />
delle <strong>fondazioni</strong> è stato preceduto da un’estesa campagna di indagini<br />
e dall’installazione di un sistema di monitoraggio.<br />
Il viadotto Casaglia, spalle lato Bologna, sull’Autostrada A1<br />
Milano-Napoli: l’adeguamento del tratto appenninico tra<br />
Sasso Marconi e Barberino di Mugello<br />
Per le spalle lato Bologna, innestate nel poderoso rilevato artificiale (H<br />
> 30 m) realizzato tra il viadotto Casaglia e l’imbocco della galleria di<br />
Base, è stata prevista una complessa configurazione del tutto originale<br />
che prevede una fondazione profonda a pozzo sulla quale è realizzato<br />
un plinto in c.a. da cui si diparte il fusto cilindrico cavo dell’elevazione.<br />
Figura 7 - La sezione longitudinale della spalla Bologna del viadotto Casaglia<br />
134<br />
Fondazioni<br />
STRADE & AUTOSTRADE 4-2008<br />
Il pozzo di fondazione, del diametro di 12,60 m e della lunghezza di<br />
40,00 m, prevede la realizzazione di una coronella di n° 34 pali trivellati<br />
del diametro di 1.200 mm e lunghi 45 m. Il ribasso degli scavi avviene<br />
con travi di contrasto anulari in c.a. e con l’applicazione alle pareti<br />
di spritz-beton dello spessore di 20 cm armato con doppia rete<br />
elettrosaldata. Per il corpo spalla, impiantato in sommità del fusto cavo,<br />
si è prevista una configurazione semi-scatolare cava, con setti irrigidenti,<br />
in modo da minimizzare l’entità delle masse “sospese” e delle<br />
relative forze di inerzia indotte dalle azioni sismiche.<br />
Il carico imposto dal rilevato induce <strong>dei</strong> cedimenti in grado di innescare<br />
fenomeni di attrito negativo. In sostanza, dove il cedimento del<br />
terreno è maggiore del cedimento della fondazione, si ha l’inversione<br />
delle forze di attrito, che possono determinare carichi assiali addizionali<br />
per il pozzo. Per limitare tale fenomeno si è scelto di tenere la struttura<br />
del fusto completamente isolata dal circostante rilevato per mezzo<br />
di una cuffia cilindrica in c.a., concentrica al fusto stesso e completamente<br />
esterna ad esso alla relativa fondazione.<br />
Si è inoltre esclusa qualunque interazione tra il corpo spalla e il retrostante<br />
rilevato autostradale in terra armata, costruito in sommità del<br />
rilevato di Poggiolino. Questo prevedendo di rendere auto-stabile il<br />
fronte di quest’ultimo prospiciente al corpo spalla, il quale a sua volta<br />
si affaccia verso il rilevato con un fronte aperto e privo di rinterro. La<br />
percorribilità stradale all’interfaccia tra rilevato e spalla è garantita da<br />
una soletta flottante di transizione in c.a..<br />
In relazione agli elevati carichi in gioco (a testa pozzo N = 107.510 kN,<br />
M = 85.646 kNm, T = 756 kN (SLU) N = 86.295 kN, M = 519.045 kNm,<br />
T = 19.764 kN (Sisma)) e all’entità <strong>dei</strong> cedimenti attesi e <strong>dei</strong> possibili<br />
spostamenti orizzontali, particolare attenzione è stata rivolta alla scelta<br />
delle apparecchiature di appoggio (tipo multidirezionale con piastra<br />
di scorrimento dimensionata in modo da permettere ampi spostamenti<br />
orizzontali in tutte le direzioni dell’ordine di 50÷60 cm) e all’individuazione<br />
di accorgimenti costruttivi tali da consentire alla struttura di<br />
assorbire cedimenti decimetrici, per esempio, gli appoggi sono stati<br />
dotati di spessori a strati di lamiera, collegati mediante bullonatura, in<br />
modo tale da poter intervenire per modificare l’altezza degli stessi in<br />
funzione dell’entità <strong>dei</strong> cedimenti.<br />
La proposta del viadotto sull’Adda: il collegamento<br />
autostradale di connessione tra le città di Brescia e Milano<br />
Al fine di poter realizzare all’asciutto gli scavi sotto falda per l’esecuzione<br />
<strong>dei</strong> plinti di fondazione di pile in terreni sabbiosi fini mediamente addensati<br />
(N SPT = 30-40 colpi/piede) è prevista la realizzazione di una<br />
coronella esterna mediante pannelli realizzati con la tecnologia “cutter<br />
soil mixing”. La tecnologia consiste nel miscelare terreno in sito e<br />
cemento attraverso due set di ruote fresanti che girano su un’asse<br />
orizzontale per produrre pannelli rettangolari. Nel caso specifico, è prevista<br />
l’adozione di pannelli con sezione 2,20x0,80 m della lunghezza di<br />
10 m, da quota intradosso plinto, e un trattamento <strong>dei</strong> terreni all’interno<br />
della coronella mediante iniezioni con cementi microfini eseguite da<br />
tubi in VTR o PVC valvolati. Questo trattamento, oltre alla funzione impermeabilizzante,<br />
unitamente all’esecuzione di alcuni pannelli di CSM a<br />
raggiera interni ha anche la funzione di aumentare il modulo di deformazione<br />
medio al fine del controllo <strong>dei</strong> cedimenti della fondazione.<br />
La configurazione della pila tipo e della fondazione della singola via di<br />
corsa sono riportate nelle Figure 8 e 9. La lunghezza <strong>dei</strong> trattamenti è<br />
stata definita in modo tale da interessare il solo primo strato di terreno<br />
caratterizzato da ridotti moduli di deformabilità rispetto alle sottostanti<br />
formazioni riscontrabili oltre la profondità di circa 10 m da quota<br />
intradosso fondazione.