Gennaio - Parrocchia San Giovanni Bosco - Ceredo

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Gennaio - Parrocchia San Giovanni Bosco - Ceredo

anno XCI - n. 1 - Gennaio 2013 - periodico delle comunità cristiane di Seregno

90 anni...

e non sentirli!


In copertina: La signora Olga Bonacina, che posa con la prima copia de “L’Amico della

Famiglia” andata in stampa due mesi prima della sua nascita.

«L’AMICO DELLA FAMIGLIA», PERIODICO DELLE COMUNITÀ CRISTIANE DI SEREGNO

anno XCI, 20 Gennaio 2013, numero 1

Direttore responsabile: don Paolo Ciotti; in redazione: Franco Bollati, Paolo Cova, Enrica Dell’Orto, Patrizia Dell’Orto,

Luigi Losa, Nicoletta Maggioni, Giovanni Marelli, Patrizia Mariani, Sabrina Parravicini, Elisa Pontiggia, Mariarosa

Pontiggia e Paolo Volonterio; e-mail: amicodellafamiglia@yahoo.it; amministrazione: Riccardo Ballabio;

abbonamenti: Buona Stampa San Paolo - c/o segreteria parrocchia S. Giuseppe - Piazza Libertà 6 - 20831 Seregno (MB)

telefono 0362 231308 o presso le segreterie delle altre parrocchie;

Stampa & Grafica: Sarigraphic E. Riva di M. Riva & C. snc, Via Gandhi, 10 - 20831 Seregno MB;

Autorizzazione del Tribunale di Monza n. 93 dell’1/12/1987

Il prossimo uscirà domenica 17 febbraio 2013


Il nostro periodico uscì per

la prima volta nel gennaio

del 1923, quando a Seregno

vi era la Parrocchia prepositurale

e la parrocchia della

frazione San Carlo. La simpatica

signora Olga che avete

visto in copertina è nata due

mesi dopo l'uscita della

prima copia ed ha animato

per decenni la liturgia feriale

in Basilica. I suoi novant'anni

li porta benissimo. Brava! La

lungimiranza dei pastori di

allora dotò la parrocchia di

un agile strumento per comunicare,

formare e diffondere

la vita cristiana di base.

Dopo tanti decenni come

vanno le cose? Quali prospettive

per il futuro? Ci aiuta in

questa riflessione Mons.

Bruno Molinari intervistato

da Luigi Losa in questo numero

del periodico. Sulla situazione

presente mi

permetto di aggiungere qualcosa

dal mio ruolo di direttore e coordinatore

dei vari volontari e dei

referenti delle parrocchie che ci forniscono

il materiale da pubblicare. Nel

recente passato abbiamo operato la

svolta dall'essere il «Bollettino della Basilica»

al tentare di diventare il periodico

delle «Comunità cristiane di

Seregno». Questa operazione non è ancora

completata. Se abbiamo da poco

salutato il significativo ingresso in redazione

e nelle pagine della Parrocchia

San Carlo, ancora molto resta da

fare e invitiamo i parrocchiani con il

"pallino" della cronaca e della comunicazione

a farsi avanti ai loro sacerdoti

referenti della parrocchia. Ma è anche

possibile comunicare e collaborare direttamente

con la redazione sia per

scrivere, sia per correggere, sia per diffondere

e organizzare la distribuzione.

Anche la raccolta di pubblicità è importante

perché ci permette di mantenere

basso il costo di ogni copia. Per

tutte queste disponibilità fate riferimento

ai recapiti della redazione segnalati

in seconda di copertina. Da

lodare è anche il recente ingresso di

nuove collaboratrici nella fase di correzione

e preparazione bozze da inviare

alla tipografia. Ancora molto

carente è la quantità della distribuzione

e qui c'è da fare molto, soprattutto

nelle parrocchie della comunità

S. Luca. 430 abbonati circa per il 2012

in una città grande come Seregno

sono davvero pochi. Io ci credo, noi ci

crediamo, che questo strumento possa

Editoriale

«L'Amico della Famiglia» compie un significativo compleanno e si propone come utile al futuro

90 anni... e non sentirli!

La situazione attuale e alcuni desideri per il futuro

Un parapendio vola leggero sui cieli della Brianza

(12/12/12), così le nostre Chiese siano aperte e slanciate

verso il futuro (Foto don Paolo)

davvero entrare in molte più

case e famiglie e, come

«Amico», portare la voce

delle parrocchie, contribuendo

alla nascita delle relazioni

fraterne che sono il

frutto vero della pastorale.

Ho anche qualche sogno nel

cassetto che mi piacerebbe

condividere. Sarebbe bello

un giornale tutto a colori, ma

ci vogliono risorse economiche

che ora non abbiamo. Sarebbe

bello un giornale che

copra non solo la cronaca e

qualche commento alle dimensioni

più vaste della vita

ecclesiale ma anche un giornale

che compia inchieste,

che scavi nei fatti ecclesiali e

civili della nostra città, con la

libertà che caratterizza chi si

riferisce al Vangelo e non ha

potenti di turno da riverire.

Per questo servirebbero giovani

e adulti con un minimo

di competenza e voglia di

fare. Il superamento della logica campanilistica

che stiamo realizzando ci

aiuterà, lo speriamo, a trovare energie

fresche che possano realizzare questi

obiettivi. Vogliamo crederci. E tu?

Da ultimo voglio ricordare e promuovere

le quattro giornate (il manifesto

è in quarta di copertina) sociali proposte

dalla Diocesi. La Famiglia, la Vita, la

Solidarietà e il Malato sono realtà che

intersecano la vita quotidiana e che

siamo chiamati ad illuminare con la

luce del Vangelo. Nel Calendario pastorale

troverete segnalazione di iniziative

specifiche proposte dalle

parrocchie o dalle associazioni.

Don Paolo Ciotti

Direttore

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Chiesa Locale

Monsignor Bruno Molinari parla de ‘L’Amico della Famiglia’ che compie 90 anni

Strumento unitario di comunicazione ed evangelizzazione

per una comunità pastorale che diventerà cittadina

Dal titolo un richiamo al valore e alle problematiche della famiglia

«E’ un’occasione di rilancio positivo,

utile per le attuali comunità pastorali.

Nelle esperienze che ho avuto ho

visto lo sforzo di convergenza, e

quindi nel segno dell’unità, di strumenti

che le diverse parrocchie avevano

e cui tenevamo molto nel

momento in cui sono entrate a far

parte di comunità pastorali. Qui abbiamo

la fortuna di non dover fare

questo percorso perché il ‘bollettino’

da decenni resiste proprio come

voce dell’intera comunità cristiana

seregnese».

Così monsignor Bruno Molinari sottolinea

l’importanza de ‘L’Amico

della Famiglia’, il mensile che proprio

in questo 2013 compie i 90 anni, e ne

disegna il ruolo nell’immediato futuro.

Per il Prevosto, alla guida della

città dallo scorso anno, è anche l’occasione

per indicare le linee della

strategia di comunicazione che intende

perseguire.

«Uno strumento come quello che

viene comunemente definito ‘il bollettino’

sarà sempre più necessario

soprattutto quando si arriverà alla comunità

pastorale cittadina. L’idea

come sta già circolando, il fatto che

mi sia dovuto occupare in questi

mesi come amministratore della comunità

di San Luca (S. Ambrogio, S.

Carlo, Lazzaretto) è stata una sorta di

prova tecnica, i direttivi delle due comunità

attuali già si ritrovano sempre

insieme e così continueranno a fare:

è un percorso che va preparato in

una prospettiva di medio termine».

Ma monsignor Molinari non esita a

mettere in rilievo anche qualche ‘criticità’

che pure ha già avuto modo di

osservare.

«La cosa che mi ha stupito è la sproporzione

tra le dimensioni della città

e il numero delle copie diffuse del

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nostro mensile. Mi chiedo cosa

manca per un suo pieno rilancio

nell’ottica che ho già indicato. La

prima risposta è senza dubbio nella

crisi generale della carta stampata ma

sicuramente ci sono anche campanilismi

e autoreferenzialità delle diverse

realtà che pure animano il

nostro mondo ecclesiale. Lo strumento

unitario in quanto tale non è

molto sentito e ciò malgrado la volontà

dei sacerdoti di sostenerlo. Una

prima risposta in questo senso può

venire dallo sforzo di allargare il giro

dei collaboratori nelle varie parrocchie

così da assicurare una presenza

più vivace delle stesse».

Gli obiettivi di fondo sono peraltro

più grandi e rilevanti come ha modo

di rimarcare il prevosto.

«Tutti ci rendiamo conto ogni giorno

di più quanto sia importante comunicare.

Il cristianesimo stesso è comunicazione.

Veniamo da un periodo

in cui, parafrasando quanto ci ha ricordato

la Scrittura ‘Il Verbo si è incarnato’,

potremmo dire che si è

‘incartato’ nel senso che tutto quello

che è scritto è la conoscenza, è il dirsi

comunità come ripetutamente ricordato

dai documenti della Chiesa.

Se siamo dunque convinti di questo

dobbiamo crederci davvero. Ed allora

c’è bisogno di un livello minimo di

comunicazione con il foglio settimanale

degli avvisi che potrebbe diventare

di tipo comunitario con una

parte comune per le informazioni

che riguardano tutti ed un’altra parte

riservata alle attività di ciascuna realtà

parrocchiale. Ma non ci si può accontentare

di questo, ed ecco allora

il livello di comunicazione informatica

attraverso i siti parrocchiali da

riorganizzare con una propria originalità

da proporre. In mezzo a tutto

questo c’è lo spazio per questo strumento,

intendo il nostro mensile che

deve informare ma anche formare,

mostrando soprattutto il volto della

comunità. Si tratta di uno strumento

che è importante anche come mediazione

e collegamento in orizzontale

tra le tante realtà locali e in verticale

con la diocesi, la Chiesa italiana con

informazioni veicolate sulla carta

stampata e in modo informatico».

Le prospettive tracciate da mons. Molinari

vanno anche oltre e ancor più

in profondità.

«Gli strumenti della comunicazione

devono essere oggi più che mai un

vero sostegno a quella nuova evangelizzazione

di cui tocchiamo con

mano la necessità e l’urgenza. E

anche il nostro mensile deve diventare

un prezioso supporto in tal

senso alimentando un confronto continuo

anche sul piano culturale. E poi

nel nome della testata ‘L’Amico della

Famiglia’ c’è questo richiamo ad una

realtà fondamentale, la famiglia per

l’appunto, che pure sta attraversando

un periodo di crisi.

Proprio in nome di una fedeltà ai valori

che hanno ispirato chi ha fondato

questo mensile abbiamo il

dovere di dare verità a questo nome

occupandoci più da vicino della condizione,

dei problemi, delle dinamiche

che caratterizzano la presenza

delle nostre famiglie dentro la città».

Da ultimo il Prevosto non dimentica

la sua gratitudine al direttore don

Paolo Ciotti e a tutti i collaboratori:

«Il loro è un lavoro fatto bene, seriamente,

professionalmente e a loro va

il mio incoraggiamento a continuare

e progredire».

Luigi Losa


Tutti insieme dobbiamo costruire

una nuova cultura della vita! Nessuno

si deve sentire escluso! ”

L’appello di Giovanni Paolo II contenuto

nell’Evangelium vitae esprime

bene il senso costante e unitario di

tutte le Giornate per la Vita che si

sono susseguite dal 1979 ad oggi. La

legge 194 che considera l’eliminazione

dei figli prima della nascita, una

sorta di “servizio sociale”, era stata approvata

l’anno prima, nel maggio

1978, ma i Vescovi italiani dichiararono

che, anche di fronte alla legalizzazione

dell’aborto la Chiesa non si

sarebbe mai rassegnata. L’appello è rivolto

all’intero “popolo della vita”: in

primo luogo alle donne e agli uomini

di fede, ma anche all’intera società civile.

La giornata è ecclesiale,non è

una iniziativa, né un monopolio del

Movimento per la Vita. Eppure il Movimento

per la Vita si sente chiamato

particolarmente nella Giornata a trasferire

la sua esperienza operativa e

la sua riflessione, all’interno del popolo

della vita, affinché nessuno si

senta escluso. Gli stessi Centri di

Aiuto alla Vita devono divenire davvero

l’espressione di una intera comunità

che accoglie. Tutti possono

essere soci. Tutti possono contribuire

al sostentamento economico del servizio.

Tutti possono contribuire a realizzare

un Progetto Gemma: si tratta

di un servizio per l’adozione prenatale

a distanza di madri in difficoltà,

tentate a non accogliere il proprio

bambino. Attraverso questo servizio

e con un contributo minimo mensile

di 160 euro si può adottare per 18

mesi una mamma e aiutare il suo

bambino a nascere.

Anche quest’anno, puntuale è giunto

il messaggio dei nostri Vescovi, per la

Giornata per la Vita dal titolo “Generare

la Vita vince la crisi”. Lo commenteremo

insieme, con l’aiuto di

Giuseppe Trevisi, assistente sociale e

pedagogista, collaboratore dell’Università

Cattolica di Milano, la sera di venerdì

1 febbraio prossimo, alle ore

21,00 in via Stefano da Seregno, 9.

Domenica 3 febbraio, 35ª Giornata

per la Vita” sul sagrato delle

chiese cittadine si svolgerà la tradizionale

- offerta delle primule, - “Un

Fiore per la Vita”, così è chiamato,

perché i contributi raccolti saranno

finalizzati a sostenere le attività del

Centro di Aiuto alla Vita e le diverse

forme di aiuto e sostegno e di accoglienza

alle mamme in attesa, che si

trovano in particolare difficoltà.

L’anno 2012, ci ha allietati con la nascita

di 41 bambine/i, altri li aspettiamo,

con tanta gioia, nel corso di

quest’anno. Sono state aiutate con

contributo economico mensile, coppie

e/o mamme in attesa, con l’asse-

Giornata per la Vita

Venerdì 1 febbraio incontro con Giuseppe Trevisi, assistente sociale e pedagogista,

sul messaggio dei Vescovi

Generare la vita, un modo per combattere la crisi

La trentacinquesima Giornata della vita, domenica 3 febbraio, è un richiamo a tutta la Chiesa

e a tutta la comunità per ribadire l’impegno contro la cultura edonistica dominante

gnazione di 6 Progetti GEMMA e 32

Progetti CAV.

Nel 2012 sono continuate le collaborazioni

con le ASL e i Consultori per

l’attivazione dei Progetti Nasko, interventi

a tutela della maternità e a favore

della natalità, promossi dalla

Regione Lombardia, volti a favorire

sostegno sociale ed economico alla

madri in gravidanza, che si trovano in

particolari situazioni di difficoltà economiche,

37 sono i Progetti Nasko

attivati con le Asl e i Consultori del

territorio.

Sono state seguite e supportate con

forme diverse di aiuto (legale, psicologico

e morale, con consegna di materiale

neonatale) 65 donne in stato

di gravidanza, con incontri mensili e,

quando era necessario anche in periodi

più ravvicinati.

Il servizio di accoglienza e di ascolto

delle mamme e/o delle coppie, viene

svolto presso gli sportelli: Centro di

Ascolto di Seregno, e presso il

Consultorio C.E.A.F. di Desio.

Dalle conversazioni emerge chiaramente

che, i motivi economici sono

la causa principale che porta a richiedere

il certificato di I.V.G.. Vengono

così attivati diverse assistenze: sociale,

psicologica, morale, medica,

aiuti in denaro e aiuti in natura (in

collaborazione con i Servizi Sociali, le

Caritas, le S. Vincenzo…).

Prosegue, infine l’impegno della Preghiera

per la Vita, personale ma anche

comunitaria: ricordiamo il prossimo

appuntamento, la S. Messa mensile

per la Vita, presso la Chiesa del Ceredo

sabato 9 febbraio alle ore 19.

Mario Tagliabue

Rosy Mariani

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Chiesa Italiana

Dal 1985 spetta alle famiglie e agli studenti scegliere se avvalersi o meno

dell’insegnamento della religione cattolica

L’ora di religione a scuola:

una scelta e una sfida sempre attuali

Soprattutto alle superiori è importante promuovere tra gli studenti

la partecipazione ad un dialogo autentico e costruttivo

All’inizio di un nuovo anno molte famiglie

si trovano ad affrontare per i

propri figli o insieme ad essi scelte delicate

relative all’iscrizione ad un

nuovo corso di studi, a partire dalla

scuola dell’infanzia fino alla scelta

della scuola superiore. All’atto dell’iscrizione

viene chiesto ai genitori

se intendono avvalersi o meno dell’insegnamento

della religione cattolica:

infatti lo Stato Italiano e la Chiesa

hanno concordato la non obbligatorietà

di tale insegnamento, lasciando

alla famiglia libertà di scelta, senza

che tale decisione possa portare a discriminazione

alcuna. Una scelta effettuata

per taluni sulla base di un credo

personale, per altri dal riconoscimento

che i principi del cattolicesimo - come

dice la legge n. 121 del 1985 - fanno

parte del patrimonio storico italiano.

Secondo i dati forniti dal Servizio nazionale

della Cei per l’insegnamento

della religione cattolica, negli ultimi

anni scolastici in media il 91% degli

studenti ha frequentato l’insegnamento

della religione cattolica, anche

se la percentuale varia nei vari ordini

di scuole. Ma al di là dei dati statistici,

come viene proposto questo insegnamento

nella nostra città, come i ragazzi

vivono l’ora di religione?

Lo abbiamo chiesto ad alcuni insegnanti

che operano nelle scuole della

città e ad alcuni studenti delle superiori:

le loro risposte ci aiutano a ricostruire

uno spaccato della nostra

realtà, che è fatta di molti docenti impegnati

e appassionati; di famiglie che

- col crescere dei figli - allentano l’interesse

nei confronti dell’insegnamento

della religione; di studenti che chiedono

proposte motivanti e lezioni

“vive”.

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duemilatredici

L’opinione dei docenti

L’ora di religione nella scuola primaria

è un’esperienza vissuta dalla quasi

totalità degli alunni.

È un’occasione per approfondire le

problematiche umane e spirituali che

ogni alunno vive nella propria famiglia.

Il punto di riferimento, in ogni

lezione è Gesù: attraverso la lettura

del Vangelo ci si confronta con il suo

messaggio, la sua vita e quella dei

suoi amici in modo semplice, diretto,

adatto ai nostri alunni. L’approccio

alle diverse tradizioni legate alle feste

dell’anno liturgico, ci aiuta a capire

meglio il significato del messaggio

cristiano. Riteniamo molto importante,

inoltre, la collaborazione con i

sacerdoti che in questi anni si sono

susseguiti alla guida delle parrocchie

delle nostre comunità pastorali che

ci hanno sempre dimostrato attenzione

e disponibilità.

Cristina Francesconi

Scuola primaria Cadorna

M. Enrica Galliani

Scuola primaria Rodari

Insegno religione cattolica già da alcuni

anni. Mi fa piacere che ancora

molte famiglie scelgano le attività di

religione. I ragazzi che incominciano

a seguire questo insegnamento entrano

in un percorso culturale appassionante

e interessante che parte

proprio dalla curiosità e dalle loro domande

per riuscire nel giro di tre

anni a cominciare a fare riflessioni e

pensieri “da grandi”.

Certo non mancano gli imprevisti a

volte dovuti a ragazzini che non accettano

la scelta che la famiglia ha deciso

per loro, a volte per i tanti

problemi che la crescita e l’adolescenza

portano con sé. Non è sempre

facile riuscire a coinvolgere tutti i ragazzi

e anche dopo anni di esperienza

cercare di capire il loro

mondo e i loro pensieri è come una

sfida. D’altronde è proprio la sfida di

insegnare una materia che non è

semplicemente obbligatoria, ma che

viene scelta, a rendere ancora più interessante

e motivante un cammino

che ogni anno può ricominciare sempre

nuovo assieme ai ragazzi.

Giovanni Sala

Scuola media Manzoni

Noi docenti di Religione per quanto

riguarda gli argomenti da trattare

cerchiamo, per quanto possibile, di

seguire l'Intesa CEI-MIUR sulle indicazioni

didattiche per l'IRC, e nello


stesso tempo di accontentare i ragazzi

circa discussioni e confronto

su temi di attualità o tematiche più

vicine al vissuto dei giovani.

Si cerca di educare alla vita buona del

Vangelo e di fare riferimento agli

aspetti spirituali ed etici dell'esistenza,

in vista di un inserimento responsabile

nella vita civile e sociale,

nel mondo universitario e del lavoro...

L'IRC nella scuola non è semplice ma

con la passione e con

l'aiuto dello Spirito

Santo trovo sia una disciplina

che doni molta ricchezza

in tutti i sensi.

In generale fino al secondo

anno i genitori

sollecitano i loro figli

nella scelta di avvalersi,

ma dal terzo fino al

quinto anno tendono a

lasciare tale scelta ai figli

e porta molta gioia

quando i ragazzi scelgono

da sé di avvalersi

dell'insegnamento di

questa disciplina.

Gli studenti, per la maggior parte,

partecipano attivamente, cercano il

confronto, sentono il bisogno di

esprimere la loro opinione... mentre

i motivi per coloro che decidono di

non avvalersi all'IRC sono diversi...

Lo studio della religione cattolica

promuove, attraverso un'adeguata

mediazione educativo-didattica, la conoscenza

della concezione cristianocattolica

del mondo e della storia,

come risorsa di

senso per la comprensione

di sé,

degli altri e della

vita. A questo

scopo l'IRC affronta

la questione

universale della relazione

tra Dio e

l'uomo, la comprende

attraverso

la persona e

l'opera di Gesù Cristo

e la confronta

con la testimonianza

della Chiesa

nella storia.

L'IRC, nell'attuale contesto multiculturale,

promuove tra gli studenti la

partecipazione ad un dialogo autentico

e costruttivo, educando all'esercizio

della libertà in una prospettiva

di giustizia e di pace.

Rosangela Barba

Liceo Parini

Interventi flash degli studenti

Elide (M. Bassi): Il nostro professore

ci propone discussioni sui fatti

di cronaca, perché ritiene importante

farci riflettere sui problemi della nostra

società.

Eleonora (E. Fermi): Non facciamo

religione in senso tradizionale, ma

leggiamo testi o vediamo film che

trattano di problematiche adolescenziali,

poi ne parliamo insieme: gli argomenti

ci stimolano e c’è interesse.

Silvia (E. Majorana): La nostra prof.

favorisce il dialogo ed è attenta ai nostri

problemi o difficoltà. Sa coinvolgerci

nelle sue lezioni, che partono da

un argomento di religione, ma si arricchiscono

di riferimenti all’attualità.

Alessandra (Villa Greppi): Mi

piace il lavoro che ci propone l’insegnante:

attualmente parliamo di

Islam, della condizione della donna,

della rivoluzione in alcuni paesi islamici

e ne discutiamo.

Davide (Modigliani): Gli argomenti

sono anche interessanti, attualmente

stiamo leggendo un libro, ma è il

modo in cui il docente fa lezione che

è molto noioso.

a cura di

Mariarosa Pontiggia

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Chiesa Locale

Il complesso, fondato nel 1007, raggiunse l’apice nel Cinquecento e fu anche centro culturale.

La comunità monastica venne soppressa nel 1797 dal Bonaparte, che ne asportò anche opere d’arte

San Benedetto Po: una presenza di fede millenaria

La richiesta degli abitanti del paese a Napoleone di usare la basilica come chiesa

parrocchiale ha permesso di mantenerne la funzione originaria

Don Albino Menegozzo, parrocco di San Benedetto Po, mostra i danni provocati

dal terremoto all'interno della basilica.

Il monastero di San Benedetto Polirone,

detto così perché sorge tra i

fiumi Po e Lirone, fu fondato nel

1007 con una donazione di terreni

fatta da Tedaldo, membro della nobile

famiglia dei Canossa. Già dal nome è

chiaro il riferimento a San Benedetto

da Norcia, padre del monachesimo

occidentale. Il territorio molto paludoso

all'epoca si animò di nuova vita

in virtù della fondazione del monastero,

nuovo centro socio-economico

di tutto il territorio. Pochi anni dopo,

il monastero ricevette la visita di san

Simeone, un pellegrino di origine armena

ora sepolto in una cappella laterale

all'interno della basilica. Legato

indissolubilmente alla famiglia dei

Canossa la comunità attraversò un

periodo di grande splendore al-

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duemilatredici

l'epoca della più celebre rappresentante

della nobile famiglia: la contessa

Matilde. Ella donò il monastero a

papa Gregorio VII nel 1077, che lo

pose sotto il controllo dell'ordine di

Cluny, affidando a San Benedetto Po

un ruolo di rilievo nella diffusione

della riforma “gregoriana” della

Chiesa. Nel 1115 Matilde fu sepolta

all'interno della basilica e lì rimase

fino al 1634 quando il papa Urbano

VIII la fece spostare in Vaticano. Nel

1420, su pressione dei Gonzaga, signori

di Mantova, la comunità monastica

entrò a far parte dell'ordine di

Santa Giustina di Padova. A partire

dalla metà del 1500, Giulio Romano,

architetto e pittore allievo di Raffaello,

iniziò la ristrutturazione della basilica

che da quel momento assunse

l'aspetto tipicamente rinascimentale

che conserva ancora oggi. Contemporaneamente

alla ristrutturazione, la

comunità monastica visse il suo momento

di massimo splendore nel

corso del '500, con la presenza di numerosi

umanisti. Una volta raggiunto

l'apice, iniziò un lungo periodo di decadenza

per la comunità monastica

nel corso del XVII secolo. Strettamente

legato alla città di Mantova e

ai suoi signori, il monastero dovette

affrontare anche la piaga degli eserciti

stranieri, della peste e della spoliazione

di numerose opere d'arte. Il

Settecento, caratterizzato da una

maggiore tranquillità garantita dalla

dominazione austriaca, è l'ultimo secolo

di vita per la comunità monastica

di San Benedetto Polirone. La

tanto temuta soppressione, evitata

sotto il governo asburgico, arriva

con la dominazione francese. Fu

Napoleone, nel 1797, a decidere la

soppressione della plurisecolare tradizione

monastica. Le truppe napoleoniche

portarono in Francia molte

opere d'arte, tra cui il capolavoro di

Saverio Dalla Rosa “Sant'Anselmo designato

vescovo da Gregorio VII per

intercessione di Matilde di Canossa”

del 1781, ritornato al suo posto in basilica

nel 2008 solo dopo essere stato

riacquistato da una nobile famiglia

francese. Su richiesta degli abitanti di

San Benedetto Po, Napoleone concesse

loro di utilizzare la basilica

come nuova chiesa parrocchiale. Per

questo la basilica ha potuto mantenere

la sua funzione di culto, unico

ambiente del monastero a conservare,

da più di mille anni, la sua funzione

originaria.

Alessandro Sala


Una delegazione delle nostre parrocchie ha visitato a fine dicembre

il complesso monastico duramente colpito dal terremoto

San Benedetto Po rinasce anche grazie ai seregnesi

Già raccolti oltre diecimila euro, in programma altre iniziative di solidarietà

a sostegno del gemellaggio, tra cui un pellegrinaggio estivo a livello cittadino

Una delegazione delle parrocchie

delle nostra città con don Paolo

Ciotti si è recata lo scorso 28 dicembre

a San Benedetto Po, nel mantovano,

per un primo incontro

conoscitivo e per vedere da vicino i

danni subiti dall’intero complesso

monastico durante il terremoto dello

scorso maggio.

Prima di giungere a San Benedetto Po

il gruppo ha fatto tappa al Seminario

di Mantova dove è stato accolto calorosamente

dal Rettore don Antonio

Mattioli, che ha fatto da guida nella

visita al bellissimo Duomo.

Nel pomeriggio i seregnesi hanno

raggiunto San Benedetto Po dove era

ad attenderli don Albino Menegozzo,

da 24 anni parroco di questa comunità,

il quale ha ricordato quei momenti

terribili.

“Erano le 9.05 del 29 maggio, una

cinquantina di fedeli erano in Basilica

per la S. Messa, a un certo punto abbiamo

sentito un forte boato e tra calcinacci

e frammenti di intonaco che

ci cadevano addosso, siamo usciti

tutti indenni dalla chiesa.

Dopo le scosse - racconta - essendo

la Basilica inagibile, abbiamo cominciato

ad organizzarci celebrando la

Messa nella tenso-struttura attigua

alla Basilica, fino ad ottobre. Poi abbiamo

potuto utilizzare la cappella laterale

di San Simeone, l’unica agibile

all’interno della Basilica, che poteva

ospitare non più di una quarantina di

persone.

Da Natale il Comune ci ha messo a

disposizione un salone polivalente di

circa quattrocento posti.

Il problema grande - spiega don Albino

- è spirituale. Ho notato in questi

mesi una dispersione di fedeli, molti

nella struttura del tendone o nel sa-

La struttura del tendone all’esterno della Basilica

lone non vengono e vanno a Mantova.”

Accompagnato da don Albino, il

gruppo ha potuto così accedere all’interno

della Basilica, puntellata in

molte sue parti per la messa in sicurezza:

“Per i lavori di recupero -

spiega don Albino - si stima una spesa

di oltre duecentomila euro per la Basilica

e di circa trecentomila euro per

l’oratorio occupante un’ala del chiostro

del monastero, anch’esso fortemente

danneggiato.

Tutt’ora si stanno facendo ancora verifiche

alle strutture murarie, speriamo

che tra poco possano iniziare

i lavori di recupero e che per la prossima

estate la Basilica possa essere

riaperta al culto dei fedeli, grazie

anche al vostro aiuto.”

Finora i fondi raccolti dalle parrocchie

della città, oratori ed altre iniziative,

hanno raggiunto la cifra di oltre

diecimila euro, ma sono in cantiere

Chiesa Locale

altre proposte a sostegno di questo

gemellaggio, che oltre a basarsi sul

sostegno economico vuole essere

una testimonianza di Chiesa solidale

e fraterna.

“Il desiderio di esprimere la propria

vicinanza e solidarietà alle popolazioni

colpite dal terremoto - scrive

Caritas Italiana in un suo comunicato

- acquista una visibilità più tangibile

attraverso la presenza fisica, rendendo

visibile non solo il sostegno

morale ed economico, ma soprattutto

il legame fraterno che ci spinge ad essere

là dove l’uomo è stato ferito”.

Ecco allora il significato di questo incontro

avuto con la comunità di San

Benedetto Po: il desiderio è quello di

un pellegrinaggio cittadino, da svolgersi

la prossima estate, per vedere

recuperata l’Abbazia nella sua antica

bellezza.

Patrizia Dell’Orto

GENNAIO

duemilatredici

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Testimoni da 450 anni!

Il culto della SS. Eucaristia ha trovato

lungo i secoli diverse forme d’espressione,

che in conformità alla sensibilità

dei tempi e alle indicazioni dei Pastori,

hanno cercato di far crescere nell'animo

dei fedeli l'amore per il Signore

e l’adesione a Lui nella vita quotidiana.

Una modalità particolarmente significativa

e carica di tradizione nella nostra

parrocchia è quella della presenza

della Confraternita del SS. Sacramento,

costituita da fedeli impegnati a vivere

personalmente nella celebrazione liturgica

e nella preghiera individuale il riferimento

all' Eucaristia e, come

gruppo, a prestare il proprio servizio

nelle più solenni manifestazioni del

culto eucaristico. La Confraternita del

SS. Sacramento fu eretta a Seregno dal

delegato dell' Arcivescovo di Milano

San Carlo Borromeo, padre Leonetto

Clivone, il 18 settembre 1567 presso

l'antica chiesa di San Vittore. A Seregno

i confratelli “… baderanno all'acquisto

dell'olio per la lampada e dei paramenti;

ad acquistare la cera per l'altare

e le processioni; s’impegneranno ad accompagnare

il viatico per i moribondi,

parteciperanno alle Quarantore di adorazione

e prenderanno attivamente

parte alle numerose processioni portando

preziosi stendardi e pesanti ed

elaborati candelabri, indossando con

orgoglio l’abito prescritto dallo statuto”.

Il gruppo dei Confratelli in

Sant’Ambrogio, fortemente voluto

dall’indimenticato primo parroco don

Luigi Fari, nasce nel 1964. Gli anziani

del gruppo ci raccontano che: “La Confraternita

è sorta nel Bar della Gasparella

in via Solferino…”. Piace ricordare

quel conviviale “battesimo”, accaduto

GENNAIO

duemilatredici

Parrocchia S. Ambrogio

Fu don Luigi Fari, nel 1964, il promotore del gruppo parrocchiale della confraternita,

che fu eretta in città nel 1567 dal delegato di San Carlo Borromeo

La Confraternita del SS. Sacramento a S.Ambrogio

da quasi cinquant’anni al servizio dell’Eucaristia

E’ consuetudine che ogni terza domenica del mese si porti solennemente

il Santissimo in processione intorno alle mura della chiesa parrocchiale

quasi mezzo secolo fa, in cui non vi fu

aspersione con “acqua santa”, ma a benedire,

in perfetta letizia, le aride ugole

di quei precursori fu qualche spumeggiante

fiasco di vino! Testimone e padrino

dell’evento fu padre Ferdinando

Colombo missionario in Congo dove

tutt’ora sta svolgendo il suo irripetibile

ministero. Da un’idea, da una proposta,

tanti umili “Sì”! A chi volle, allora, impegnarsi

in un prezioso servizio liturgico,

deve andare tutto il nostro rispetto e

riconoscimento! A chi imboccherà

quella strada maestra tracciata dai nostri

capiscuola, l’auspicio di testimoniare

gioiosamente la fede in Gesù

Eucaristico. A sostenere puntualmente

le nostre certezze è felice consuetudine

che ogni terza domenica del

mese, a conclusione della S. Messa, si

porti solennemente il Santissimo in

processione intorno alle mura della nostra

chiesa e nel mese di gennaio com-

memorare, durante l’Eucaristia, i confratelli

defunti facendo anche memoria

delle nostre peculiari origini con una

gioiosa e “frugale” cena. Da anni si è instaurata

una fedele collaborazione tra

le confraternite cittadine della Basilica

e della parrocchia di San Carlo, e questa

partecipazione non si ferma solo a

Seregno, ma si estende per tutta la diocesi

milanese. La Confraternita del S.S.

Sacramento non è un gruppo chiuso:

chiunque ne voglia far parte può chiedere

al nostro giovanissimo Priore o ai

sacerdoti e, con spirito di fede e di servizio,

ne può diventare membro.

Amarillo Melato

Confraternita del SS. Sacramento

Parrocchia S. Ambrogio


Mons. Patrizio Garascia e don Renato Bettinelli

Parrocchia S. Ambrogio

Benvenuto Don Renato!

Quando il Vicario Episcopale mons. Patrizio Garascia ci ha dato la bellissima notizia dell'arrivo di un sacerdote

nella nostra Comunità Pastorale S. Luca, siamo esplosi di felicità ma ancora stentavamo a crederci fino a quando

ci è stato comunicato nome e cognome: allora sì che la cosa incominciava a concretizzarsi ed allora, con il cuore

traboccante di gioia, ci siamo detti: Grazie, Signore, grazie!

Il primo gennaio, quando è venuto don Renato per la prima volta a S. Ambrogio a celebrare la S. Messa, la chiesa

era gremita di parrocchiani, per rendere grazie al Signore per averci fatto questo grande dono e anche, se vogliamo

essere sinceri, per curiosità, volevamo vederlo per concretizzare l'attesa di tutti questi mesi.

Caro don Renato, permettici di chiamarti così, ti abbiamo tanto atteso che sentiamo il dovere di ringraziarti

per aver accettato di venire in mezzo a noi come Pastore in mezzo alle sue pecorelle.

La comunità ti ha aspettato tanto che ci sentiamo di dirti che Ti vogliamo già bene e non vediamo l'ora di conoscerti

meglio e di iniziare a lavorare e collaborare insieme.

Un grazie sincero con cuore colmo di gioia va a don Gabriele, per essere stato il nostro punto di riferimento da

quando don Giovanni è stato trasferito. Ci è stato molto vicino, ci ha supportato aiutandoci a superare quelle

difficoltà che si possono creare quando una comunità attraversa periodi un poco difficili.

Concludo con queste parole dette da don Renato durante l'omelia del primo gennaio: "Gesù ci chiama amici

nel suo Vangelo, dobbiamo imparare a sentirci amici all'interno di questa comunità e tra tutti."

Erminia Bagarotti

GENNAIO

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Sabato 8 dicembre 2012, con la

S. Messa solenne delle 20,30 presieduta

da mons. Patrizio Garascia e da

mons. Bruno Molinari (nella foto), la

nostra parrocchia ha ricordato il 50°

anniversario di fondazione. In questo

tempo di grandi cambiamenti e di chiamata

al lavoro comunitario, ora nelle

due comunità di S. Luca e Maria Madre

della Chiesa, e in futuro in un’unica comunità

cittadina, è forse utile soffermarsi

un po’ a riflettere su cosa abbia

spinto i nostri nonni e i nostri genitori

a partecipare entusiasti, ognuno nel suo

piccolo, alla fondazione della nostra

Chiesa.

Magari anche con l’aiuto e il ricordo

di quei tempi che ci ha mandato don

Giovanni Ferrè e che alleghiamo.

Auguriamoci di ritrovare ancora in noi

quella gioia, che col passare degli anni

magari si è un po’ affievolita, e di percorrere

tutti insieme la strada che Dio

ha tracciato per noi.

GENNAIO

duemilatredici

Nicoletta Maggioni

A completamento della celebrazione

del 50° anniversario della parrocchia

del Lazzaretto, nata ufficialmente l’8

dicembre 1962, mi viene chiesto di ri-

Parrocchia Beata Vergine Addolorata

al Lazzaretto

Il ricordo di don Giovanni Ferrè, nominato primo parroco dall’allora prevosto monsignor Citterio

La parrocchia del Lazzaretto ha compiuto mezzo secolo

Nacque l’8 dicembre 1962: ma la chiesa arrivò 4 anni dopo

All’inizio c’era un terreno, una piccola chiesa fatiscente e un rustico:

in poco tempo prese forma il complesso parrocchiale

cordare qualcosa di

quella data e di quei

tempi.

Per capire meglio quell’inizio

occorre tornare

indietro di qualche anno.

Negli anni del dopoguerra

a Seregno, come

in altre città del nord,

l’immigrazione interna

aveva formato due rioni:

il Crocione e il Lazzaretto.

L’allora Prevosto di

Seregno, mons. Bernardo

Citterio, voleva che questi due rioni diventassero

parrocchia e mentre per il

Crocione aveva pensato a don Luigi

Fari per il Lazzaretto pensò

a me. Così da Inverigo il 13

maggio 1961 sono arrivato

a Seregno.

Avevo l’incarico di preparare

il sorgere della nuova

parrocchia. Ho trovato

pronto un appartamento in

via Foscolo 9, la vecchia

chiesetta e un prato, dono

della signora Enrica Cabiati

per le opere parrocchiali.

Era poi possibile usare un

rustico della Cooperativa

XXIV Maggio dove attualmente

si trova la rivendita

dei giornali in piazza Cabiati.

Era veramente un rustico: i muri

non intonacati, il pavimento in terra

battuta e una lampadina appesa a un

buco nel tavolato del soffitto. In questo

rustico le Suore Operaie dello

“Scuri” tenevano una specie di oratorio

per le bambine.

Mons. Citterio diede l’inizio alla preparazione

della parrocchia con la costruzione

della casa parrocchiale e della

navata della attuale chiesa .

Intanto si era formata una piccola corale

con il sostegno del maestro Ambrogio

Colciago e da questa corale nel

1966 nacque il Coro “Il Rifugio”.

Per avvicinare i ragazzi, con la collaborazione

di alcuni volonterosi, sorse il

gruppo sportivo che diede vita prima

all’attività ciclistica e poi ad una squadra

di calcio. Per spogliatoio usavamo un rimorchio

frigorifero della “Campari” recuperato

tra le macchine da rottamare.

Intanto cresceva la voglia di essere

una parrocchia come tutte le altre.

Nel giugno 1964 si poté dare inizio al

completamento della chiesa parrocchiale

che fu consacrata dal card. Colombo

il 4 settembre 1966 e nello

stesso giorno si pose la prima pietra

della scuola materna con spazi per

l’oratorio e l’abitazione di quattro

Suore. Nella seconda domenica dell’ottobre

1968 anche quest’opera era

inaugurata.

Ormai il Lazzaretto era una parrocchia

avviata. La Madonna Addolorata aveva

veramente protetto la sua Parrocchia.

Don Giovanni Ferrè


Le prime impressioni del sacerdote presente da qualche mese in città

Don Alessandro Chiesa: un nuovo Pastore a San Carlo

Qualche consiglio per ripartire tutti insieme, sentendosi accolti e indispensabili nella comunità

Don Alessandro Chiesa

Durante le scorse settimane di Avvento

ho avuto modo di visitare parecchie

famiglie di diverse parrocchie

della nostra città in occasione della

consueta benedizione natalizia.

Quando di fronte alla domanda di rito:

«Ma lei a che parrocchia è stato assegnato?»,

rispondevo di essere stato inviato

come sacerdote di riferimento

nella parrocchia San Carlo, ho trovato

nello sguardo e sulle labbra di molti un

certo stupore misto a smarrimento,

tanto che l’ augurio al commiato per il

nuovo ministero affidatomi sembrava

piuttosto un triste cordoglio nei mie

confronti.

Stupito e forse un po’ spaventato da

tali reazioni istintive, ho iniziato il mio

cammino nella comunità di San Carlo

e, sinceramente, la realtà che ho trovato

e che giorno dopo giorno sto scoprendo,

è piacevolmente diversa da

come mi era stata dipinta.

Certamente, in questi ultimi anni, questa

comunità cristiana ha vissuto, sul

piano pastorale, una sorta di abbandono

dovuto a molteplici e concomitanti

fattori; ma se da un lato è vero

che molte sono le iniziative e le proposte

da far ripartire, è altrettanto vero

Parrocchia S. Carlo

che ho trovato in molti (giovani,

adulti… e anche anziani) la voglia, la

disponibilità e il desiderio di mettersi

in gioco in prima persona per rilanciare

la vitalità cristiana di questa parrocchia.

Forse la radice più profonda

ed autentica di tale desidero nasce dal

paziente e instancabile lavoro svolto

dai miei predecessori: don Giuseppe,

innanzitutto (che proprio quest’anno

festeggerà il cinquantesimo anniversario

di permanenza a San Carlo), con la

sua ininterrotta presenza e con la sua

testimonianza di una vita spesa per le

persone a lui affidate, e don Giovanni

che ha dovuto affrontare la gravosa

sfida dell’unificazione di tre parrocchie

nell’unica comunità San Luca con

le inevitabili fatiche, critiche e sofferenze

che ogni passaggio importante

suscita nel popolo di Dio e nei suoi pastori.

Proprio questa voglia di ricominciare,

trovata nelle persone incontrate in

queste prime settimane, mi permette

di rendere grazie per essere approdato

a san Carlo: possono infatti esserci iniziative

molteplici, cose bellissime, serate

e feste… ma se poi mancano

persone che ci credono veramente

mettendo a disposizione della comunità

il tempo e la passione educativa,

sono convinto che tutte queste belle

cose valgano ben poco.

Una famosa canzone di qualche anno

fa, diceva che una formica è solo una

formica… ma se a questa si affiancano

due, tre, dieci, cento formiche, tutte insieme

sono in grado di fare cose

grandi, straordinarie e impensabili!

A ciascuno di voi, fratelli e sorelle della

parrocchia San Carlo, rivolgo il mio invito

a sentirvi accolti e indispensabili

per tutta la nostra comunità: nessuno

si senta escluso, emarginato o in secondo

piano. La parrocchia e l’oratorio

diventino la vostra “seconda casa”,

il luogo nel quale sentirsi a proprio

agio e dove condividere il cammino di

ognuno e la crescita dei propri figli.

Certo, molto c’è da fare! Ben sapete

che per fare cose grandi è necessario

che tutti si rimbocchino le mani! Ma,

ne sono certo, la disponibilità e la passione

di molti sarà la carta vincente

per ripartire tutti quanti insieme!

A tutta la comunità cristiana che è in

Seregno rivolgo infine un appello fraterno

e caloroso: non abbandonate la

parrocchia di San Carlo. Se mi è permessa

una metafora, quando in un

corpo c’è un organo che fatica più

degli altri, esso non è abbandonato a

se stesso poiché un corpo non può vivere

senza un organo. Anzi, proprio in

questo momento tutti gli altri organi

del medesimo corpo si adoperano per

la sua crescita e la sua guarigione.

L’unificazione delle sei parrocchie, in

un’unica comunità pastorale, è indice

del fatto che tutta la nostra Chiesa di

Seregno costituisce un unico corpo;

non è pertanto pensabile che un

corpo possa sopportare che uno dei

suoi membri subisca la fatica o l’esclusione

da parte delle altre membra.

L’affetto, la stima e soprattutto la preghiera

di ogni cristiano della nostra

città saranno la medicina attraverso la

quale una delle membra del corpo ecclesiale

di Seregno che forse, in questi

anni, è rimasta un po’ trascurata, potrà

così riprendersi e funzionare a pieno

regime. Non è forse questa la testimonianza

più eloquente richiestaci

dall’Evangelo? «Da Questo riconosceranno

tutti che siete miei discepoli, se

avete amore gli uni per gli altri» (Gv

13,35).

Don Alessandro Chiesa

Vicario C.P.

GENNAIO

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Oratori S. Rocco e Lazzaretto

Novità in vista per la prossima estate: ai bambini e ai preadolescenti delle parrocchie

San Giuseppe e Beata Vergine Addolorata verranno offerti programmi distinti

San Rocco e Lazzaretto, un solo oratorio estivo

articolato in una duplice proposta educativa

Questa soluzione permetterà un’offerta più idonea per ciascun ragazzo

e riequilibrerà il numero dei partecipanti in ciascuno dei due ambienti

Il duemila tredici è iniziato da qualche

settimana. Ormai sono già lontani

i botti del primo giorno, come

auspicio ad iniziare al meglio questo

anno. Ed essendo entrati nella

routine di tutti i giorni, dopo, lo

spero per voi, qualche giorno di

festa e di riposo in famiglia, vi invito

a lanciare già da ora uno sguardo

sull’estate per condividere alcune

riflessioni. Purtroppo le riflessioni

poste su questo strumento parrocchiale

non hanno mai dei grandi feedback,

cioè dei ritorni. Tuttavia

vale almeno come un avviso ufficiale,

di modo che, chi dissentirà in

futuro dall’impostazione che vado

or ora a delineare, non potrà dire

che non era stato avvisato con largo

anticipo.

Il corpo dell’articolo è il prossimo

Oratorio Estivo. Da quest’estate,

in linea con le direttive del vicario

episcopale Mons. Garascia, collaboratore

dell’arcivescovo Scola, e d’accordo

con il Prevosto, prosegue

stringendosi la collaborazione con

la parrocchia del Lazzaretto. Ossia,

andando direttamente al sodo, sarà

offerto un solo Oratorio Estivo

per le due parrocchie. Un Oratorio

Estivo unico quindi ma articolato

per le prime cinque settimane

(cioè dal 10 giugno al 12 luglio,

l’Estivo proseguirà tuttavia fino al

26 luglio) su due ambienti. Unico

perché la proposta educativa sarà

unica. Allo stesso tempo diversificata

perché utilizzeremo i due ambienti

per costruire una proposta

duplice: la proposta per i bambini e

la proposta per i ragazzi preadole-

GENNAIO

duemilatredici

scenti. Le motivazioni sono le seguenti:

1. La differenza di età e di interessi

tra un bambino di 6 anni e uno di

13 sono evidenti. Se da una parte il

bambino può essere aiutato a crescere

da uno più grande, è anche

vero che ogni estate si verifica

spesso l’esatto opposto: i più grandi

danno il pessimo esempio, ahinoi!

Quindi separare i ragazzi permetterà

di lavorare meglio sugli animatori

e sugli stessi utenti del centro

estivo.

2. Il progetto pur essendo unico si

articola. Una maggior cura per i più

piccoli non andrà a discapito dei

più grandi e viceversa! Attività dei

laboratori e giochi, come le gite e le

piscine saranno adattate all’età e

alla maturità degli utenti.

3. Anche i numeri esorbitanti del

san Rocco saranno così “spalmati”

meglio a favore dell’accoglienza e

della qualità della proposta educativa

rivolta agli utenti. Infatti non ci

troveremo con più di cinquecento

destinatari della proposta al san

Rocco e meno di un centinaio al

Lazzaretto. In ogni caso una maggior

attenzione ai più piccoli sarà sicuramente

riservata a partire da

questa ripartizione.

Infine anche un motivo di ordine

catechetico. Ultimissima novità

dall’Iniziazione Cristiana (catechismo)

è l’intenzione di anticipare

nei prossimi anni il conferimento

della cresima entro la quinta elementare.

Se davvero fosse così, la

nostra attuale ripartizione sarebbe

davvero in linea con l’iniziazione

alla fede e alla sua trasmissione.

Io e l’educatore Matteo siamo già

consapevoli delle resistenze che incontreremo

da qui ai prossimi mesi

di preparazione. Tuttavia crediamo

nelle indicazioni autorevoli dei vescovi

Tettamanzi prima, e Scola

oggi, e soprattutto crediamo nei

segni dei tempi e dello Spirito che

spingono ad unire gli sforzi di tutti,

genitori, catechisti fino ai bambini,

per lavorare e stare insieme. Non si

“snatura” la parrocchia del Lazzaretto

operando in questa maniera.

La si valorizza al contrario. Lo credo

fermamente. E la parrocchia in questione

potrà trarre solo giovamento

dalla presenza di tanti ragazzi preadolescenti,

che, sinceramente lo

spero, dopo quest’estate si sentiranno

maggiormente a casa loro,

non solo al san Rocco ma anche al

Lazzaretto.

Io ci credo. E’ l’anno giusto, è il duemila

e CREDICI!

Don Gianmario Poretti

Vicario C.P.


Inizio con questo numero una serie di

“lettere” che di mese in mese scriverò

alle diverse componenti della Comunità

e a particolari categorie di persone.

Vogliono essere i pensieri del

Parroco che dialoga con semplicità

con fratelli e amici affidati alla sua

cura pastorale.

Il destinatario di questa prima lettera

è la famiglia, poiché gennaio è il mese

che ha in calendario la festa della Santa

Famiglia di Nazareth ed è appena passato

il periodo natalizio, generalmente

sentito come festa da vivere negli affetti

familiari. Ma soprattutto perché è

da questa fondamentale istituzione

che dobbiamo ripartire per costruire

e conservare valori duraturi.

Cara Famiglia,

nonostante tutto sei e rimani il

luogo fondamentale, originario e insostituibile

della vita e dell’amore,

della crescita e dell’educazione, della

condivisione di gioie e dolori che la

vita ha in serbo per tutti.

Dico “nonostante tutto” perché è purtroppo

evidente la confusione e lo

scardinamento di salde convinzioni

e tradizioni che ti investono da

tempo. La cultura, la politica, la televisione,

la stampa, la legge e persino

il fisco, ti trascurano, ti stravolgono,

ti umiliano. La fedeltà, l’unità, l’indissolubilità,

la normalità sembrano

concetti superati, addirittura da irridere

in nome della modernità,

della libertà, dell’emancipazione. O

del vuoto, della superficialità, dello

sfascio che non giovano a nessuno.

Cara famiglia, in questo clima assai

poco sereno ti sembrerà impossibile

avanzare nel faticoso nuoto contro-

Basilica San Giuseppe

Lettera del parroco alla Famiglia: in un momento in cui da ogni parte

subisce continui attacchi, l’invito a tenere duro

Amore, dialogo, perdono, preghiera, speranza:

la formula per tenere alto il valore della famiglia!

Se queste 5 parole si tradurranno in un programma di vita, la famiglia resisterà come il luogo

fondamentale, originario e insostituibile della vita e dell’amore, della crescita e dell’educazione

corrente, ti chiederai “chi me lo fa

fare?” e “fino a quando?”, ti verrà la

tentazione di lasciar perdere i valori

impegnativi e di andare dietro all’onda

del “così fan tutti”.

Resisti! In nome dell’altissima vocazione

a cui il Creatore ti ha chiamata

e del dono-responsabilità che

da Lui hai ricevuto. In nome della

predilezione evangelica che Gesù ti

ha dimostrato a Betlemme, a Nazareth,

a Cana. In nome della lunga

tradizione cristiana e cattolica che ti

ha fondato su solida roccia.

E come potrai resistere? Riuscirai se

riprenderai come programma e tradurrai

nella concretezza della vita

alcune parole intramontabili:

- amore, che sia adulto e responsabile

e non legato solo al “sentimento”

passeggero

- dialogo, sempre, ad ogni costo e soprattutto

davanti alle avversità

della vita

- perdono, senza il quale la famiglia

non può durare

- preghiera, per ricordare con fede

che Lui ti ha a cuore e ti custodisce

- speranza, perché sopra le nubi che

spesso si addensano sul tuo cammino

il sole c’è ancora e, dopo la

prova, tornerà a splendere, a riscaldare

e ad orientare.

Auguri a te, cara famiglia, che hai

come patrono, esempio e sostegno,

nientemeno che il santuario

d’amore di Nazareth, dove “la concordia

dei reciproci affetti accompagna

la vicenda di giorni operosi e

sereni”.

don Bruno

N.B. Il parroco accoglierà volentieri

eventuali risposte scritte o a voce che

queste “lettere” potranno suscitare.

Domenica 13 gennaio, in basilica san Giuseppe, la Messa solenne delle 10,

ha visto la partecipazione di molte famiglie che hanno battezzato i loro

figli nel corso del 2012. (foto Volonterio)

GENNAIO

duemilatredici

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VITA PARROCCHIALE

Mi hanno colmato il cuore di gioia e di

speranza i giorni intensi dell’Avvento

e quelli luminosi del Natale da me vissuti

per la prima volta a Seregno, in

questi mesi dell’inizio del mio ministero

di Prevosto. Allora con la semplicità

della cronaca voglio ripercorrere

un poco quest’ultimo periodo.

L’AVVENTO

Da metà novembre si è svolta regolarmente

la Visita alle Famiglie da

parte di quattro sacerdoti e di ventisei

“visitatori” laici e religiose. E’ sempre

un appuntamento prezioso nella

vita della comunità parrocchiale e bisogna

fare di tutto perché non manchi

e soprattutto perché riesca ad

esprimere tutto il suo significato missionario.

Come ormai da qualche

anno, purtroppo, si è potuto passare

soltanto in metà del territorio parrocchiale:

le famiglie sono tante e le

forze sono insufficienti.

Ho percepito viva attesa e ottima accoglienza

dalla stragrande maggioranza

delle famiglie, delle industrie e

degli artigiani, dei negozi e degli uffici,

delle scuole e dei luoghi istituzionali.

Molto frequentate anche le “Convocazioni

di Benedizione” avvenute a

metà dicembre in Basilica e alla

Chiesa del “Don Orione”: sono state

occasione di preghiera, riflessione,

benedizione e augurio, in particolare

per coloro che non hanno potuto ricevere

la visita in casa propria.

Semplice e bella la Novena di Natale

sia in oratorio, sia in parrocchia al termine

di ogni Messa feriale, utile a ravvivare

il senso dell’attesa e della

necessaria preparazione spirituale

per non rischiare di affogare il Natale

nelle cose esteriori.

Molte sono state le Confessioni, grazie

alla presenza assidua dei Sacerdoti

della Basilica e all’aiuto prezioso

di padre Daniel Ceratto, un sacerdote

argentino in missione a San Pietroburgo,

che si è fermato tra noi per

dieci giorni.

GENNAIO

duemilatredici

Basilica San Giuseppe

Il particolare della Natività con l'adorazione dei Magi nel presepe allestito

in basilica san Giuseppe. (foto Volonterio)

IL NATALE

Penso che le celebrazioni natalizie

abbiano trasmesso a tutti i fedeli il

senso della profondità e della bellezza

del Mistero dell’Incarnazione di

nostro Signore: splendide le Liturgie,

ammirevole la preparazione della Basilica,

invitanti il Presepio e l’allestimento

della grande Natività in

Penitenzieria.

Il primo giorno dell’anno abbiamo

avuto anche le presenze significative

e molto gradite del nostro Vicario

Episcopale mons. Patrizio Garascia e

di mons. Silvano Motta, al suo primo

ritorno a Seregno dal giugno scorso.

All’Epifania ha presieduto la Messa

solenne il Priore dei Monaci Olivetani,

dom Leo Kiskinis, ravvivando

così la cordiale fraternità tra la Parrocchia

e l’Abbazia di S. Benedetto.

Il vicario episcopale, monsignor Patrizio Garascia, il giorno di Capodanno,

in basilica San Giuseppe, ha celebrato l'Eucaristia della 11,30.

(foto Volonterio)


LA SOLIDARIETA’

Anche in un tempo che per molti è

economicamente preoccupante e

difficile ho potuto conoscere e toccare

con mano la generosità dei seregnesi:

- anzitutto nella consistente offerta

delle famiglie e delle realtà produttive

in occasione della Benedizione

natalizia; questa oblazione tradizionale

è “ossigeno” prezioso per il sostentamento

delle opere

parrocchiali e per far fronte alle diverse

impegnative scadenze

- nell’iniziativa di solidarietà con

l’abbazia di S. Benedetto Po (Mantova)

che ha visto un bel movimento

in tutte le parrocchie della

città

- col “Cesto della carità” verso i poveri,

sempre stipato di borse colme

di generi alimentari che, tramite la

San Vincenzo e la Caritas, giungeranno

alle persone e alle famiglie

meno abbienti che neppure a Seregno

mancano.

Grazie di cuore a tutti coloro che

hanno offerto in ogni modo, compresi

i tanti collaboratori parrocchiali

che danno tempo, energia e

passione per l’organizzazione della

vita della comunità.

STATISTICA PARROCCHIALE DICEMBRE

Basilica San Giuseppe

Il cesto della solidarietà proposto in basilica San Giuseppe, durante il

periodo di Avvento, per la raccolta di generi alimentari da destinare a

famiglie in difficoltà economica. (foto Volonterio)

Per me, ovviamente, è tutto nuovo.

Ma debbo dire che da una cosa in

particolare sono stato colpito: dal

“pellegrinaggio” ininterrotto di persone

nella nostra bella Basilica in

ogni orario della giornata per una visita,

una preghiera o anche una semplice

curiosità artistica. E’ un segno

evidente del bisogno di bellezza, di

speranza e di serenità in questo

tempo confuso e smarrito, un biso-

gno che si percepisce particolarmente

nel ministero della Confessione

e nel dialogo informale e

quotidiano con le persone.

Auguro a tutti voi che leggete di trovare

nella fede e gustare nella vita la

risposta cristiana più vera a questo

bisogno del cuore.

BATTESIMI: Stefano Cavagna, Viola Grbac, Rachel Adele Hogg, Elena Luciani, Alexander Federico Illario Dantonio,

Mattia Canetto. Totale anno: 124

MATRIMONI: Giorgio De Ponti e Patrizia Quaglia. Totale anno: 30

DEFUNTI: Rocco Potenza (72 anni), Carmela Montaperto (88 anni), Marco Merlo (91 anni), Costantino Nobili (75

anni), Anna Parravicini (79 anni), Marialinda Dell’Orto (80 anni), Maria Noemi Zerbetto (98 anni), Carla Rosa Formenti

(84 anni), Ida Vismara (76 anni), Mariapiera Raimondo (86 anni), Umberta Nobili (89 anni), Silvia Fumagalli (58 anni),

Luigia Turati (92 anni), Giuseppe Caforio (83 anni), Rachele Tonsi (73 anni).Totale anno: 172

RIEPILOGO ANNO 2012 RIEPILOGO ANNO 2011

Battesimi: n. 124 Battesimi: n. 150

Funerali: n. 172 Funerali: n. 154

Matrimoni: n. 30 Matrimoni: n. 32

Prime Comunioni bambini: n. 137 Prime Comunioni bambini: n. 125

Cresime ragazzi: n. 129 Cresime ragazzi: n. 125

Cresime adulti: n. 28 Cresime adulti: n. 16

Mons. Bruno Molinari

Prevosto

GENNAIO

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Passato il periodo natalizio, la celebrazione

della festa del Battesimo di

Gesù ci invita a riflettere su come è

vissuto e preparato questo sacramento

nella nostra comunità parrocchiale.

Don Giuseppe, con l’aiuto di Madre

Renata e di una catechista, già da

tempo ha predisposto un cammino

per le famiglie che chiedono il Battesimo

per i loro bambini. Il percorso

prevede incontri in preparazione del

battesimo, che consistono in una ca-

Parrocchia Santa Valeria

La festa del battesimo di Gesù è occasione per riflettere

sulla pastorale relativa a questo sacramento

Il battesimo dei figli, cammino di riscoperta

della fede da parte di tutta la famiglia

Incontri previsti anche per le mamme in attesa con una benedizione particolare

GENNAIO

duemilatredici

techesi con il vicario parrocchiale

per rivedere i principali contenuti

della nostra fede e per una reciproca

conoscenza, e in un secondo incontro

comunitario in cui attraverso un

video viene spiegato ai genitori il rito

del Battesimo che i figli riceveranno.

In questa sede si approfondiscono i

vari aspetti della celebrazione. Sono

previsti anche incontri dopo il battesimo,

con visite periodiche delle famiglie

da parte di Madre Renata, che

permette di tenere un contatto con

la famiglie e approfondire alcuni

aspetti della vita cristiana. Si invitano,

poi, tutte le famiglie dei battezzati,

alla “festa della vita nuova”, la domenica

successiva a quella di Pasqua,

con la Messa delle ore 11 celebrata

con questa particolare intenzione.

Infatti, la pastorale pre-battesimale e

post-battesimale è uno dei nodi strategici

per la Chiesa di oggi che desidera

costruire una comunità cristiana

testimone autentica del Vangelo nella

vita concreta di ogni giorno. Il per-

Il 42esimo Corteo dei Magi organizzato dall'oratorio San Rocco davanti alla Natività rappresentata sul piazzale

di Santa Valeria. (foto Volonterio)


corso che vuole essere offerto dovrebbe

partire da molto lontano, e

non limitarsi a qualche frettoloso incontro

con i genitori nelle immediate

vicinanze della celebrazione del battesimo,

perché vorrebbe essere un

vero e proprio cammino di scoperta

(o riscoperta) della fede da parte di

tutta la famiglia dei battezzandi. Vi è

una perfetta analogia con quello che

accade per i corsi fidanzati: anche

per essi la preparazione al matrimonio

deve essere un percorso non affrettato,

che porti ad una scelta

consapevole che nasca da proprie

convinzioni maturate attraverso una

significativa vita spirituale e autenticamente

ancorate alla Parola di Dio,

che dà senso e speranza ad ogni persona,

coppia, famiglia. Invece la realtà

ci offre spesso lo scenario di coppie

che chiedono di ricevere i sacramenti

e solo interessati a programmare

il giorno e l’ora della

celebrazione.

Don Giuseppe, per rendere tale

scelta più consapevole e motivata,

propone ogni mese alle mamme in

attesa di partecipare ad un incontro

di preghiera in santuario, e offre loro

una particolare benedizione. In questo

modo si vuole sottolineare l’importanza

di iniziare o riprendere un

STATISTICA PARROCCHIALE DICEMBRE

Parrocchia Santa Valeria

cammino di fede, nel periodo di attesa

della nascita del bambino, che

porti poi ad una richiesta del battesimo

per il proprio figlio più interiorizzata.

E sempre per far riscoprire l’importanza

del battesimo ricevuto all’intera

comunità che si raduna attorno

all’Eucaristia, durante la Messa delle

ore 11.00, in occasione della festa del

battesimo di Gesù, sono state celebrati

i battesimi di due bambine, Federica

e Benedetta, di fronte a tutta

l’assemblea dei fedeli.

Domenica 27 gennaio si vivrà la festa

della Sacra Famiglia, con una particolare

celebrazione della Messa delle

11.00 nella quale si pregherà per

tutte le nostre famiglie. Non occorre

ricordare l’importanza dalla dimensione

familiare nella vita della comunità

parrocchiale, così come abbiamo

ben approfondito lo scorso anno in

preparazione all’incontro mondiale

delle famiglie con il Papa a Bresso.

Questa celebrazione, come per tutte

le altre parrocchie di Seregno, è stata

preceduta il 19 gennaio da una veglia

proposta a livello decanale.

L’animazione dei canti della Messa

delle ore 11.00 a Santa Valeria è affidata

a un “coretto” di bambini dai cinque

anni in su. La partecipazione,

però, è aperta ai ragazzi fino ai sedici

anni circa. L’obiettivo che il gruppo

si propone è quello di animare la

Messa in maniera coinvolgente, pregando

a ritmo di musica. La Messa è

in particolare indirizzata a tutti i bambini

che frequentano la catechesi e

l’oratorio e alle loro famiglie. Il gruppetto

è coordinato da Federica e da

Maria, che ogni sabato pomeriggio radunano

i piccoli cantori dalle 14:30

alle 15:30 in via Piave, non solo per

le prove ma anche per una merenda

insieme.

Per partecipare non occorre essere

dei cantanti professionisti, ma essere

dotati di tanta buona volontà e di spirito

di servizio. Si vuole allargare l’invito

ad altri aspiranti coristi e anche

ad altri ragazzi disponibili a suonare

la chitarra o la pianola, per contribuire

a rendere questo importante

servizio liturgico sempre più curato

e capace di coinvolgere tutta l’assemblea

parrocchiale. Dobbiamo ricordarci

che una liturgia ben preparata

e partecipata rende tutti noi più consapevoli

di essere una comunità raccolta

attorno alla mensa del Pane e

della Parola.

Paola Landra

BATTESIMI: Giulia Vismara, Filippo Formenti, Tommaso Seveso, Lorenzo Maria Russo. Totale anno: 54

DEFUNTI: Franco Marelli (64 anni), Enrico Tagliabue (86 anni), Adele Galli (77 anni), Gabriella Santambrogio (71 anni),

Luigi Parravicini (80 anni), Luciano Moltrasio (56 anni), Ermenegilda Molteni (76 anni). Totale anno: 83

RIEPILOGO NEL 2010 NEL 2011 NEL 2012

BATTESIMI 52 59 54

MATRIMONI 27 23 20

FUNERALI 66 72 83

GENNAIO

duemilatredici

17


18

Anche quest’anno la festa del nostro

santo patrono Giovanni Bosco ci offre

la possibilità di sostare, a metà del cammino

pastorale, sui alcuni dei temi che

più ci sono cari e ci coinvolgono, quelli

educativi. A questo proposito, mi piace

riportare un brevissimo racconto citato

in un intervento di Sr. Antonia Colombo,

Madre Generale delle Figlie di

Maria Ausiliatrice, (il ramo femminile

delle congregazioni salesiane):

Si narra di un papà che, stanco delle

domande insistenti del suo figlio più

piccolo, decide di dargli da risolvere

un difficile rompicapo consistente nell’unire

tutti i pezzi di un mappamondo,

mettendoli al loro giusto

posto. Dopo poco tempo il bambino ritorna

con il lavoro terminato. Il papà

se ne meraviglia, e lui: «Papà, è stato

semplice. Dietro ai pezzi del mappamondo

ho scoperto che si andava formando

la figura di un uomo. Così,

costruendo l’uomo, ho messo a posto

il mondo» 1 .

Sr. Antonia parte da qui per accompagnare

in un itinerario di rilettura del sistema

educativo salesiano del quale

mette in evidenza, tra i molti, un elemento

fondamentale che mi sento di

proporre come materia di riflessione.

Mi sembra che al centro venga messa

anzitutto la qualità del rapporto tra generazioni.

C’è un genitore che, agli

occhi del proprio figlio (tra l’altro il più

piccolo, quello con cui c’è più distanza

anagrafica), risulta naturalmente un rappresentante

del mondo, del mondo

adulto. Immaginiamo che le domande

insistenti del bambino riguardino anche

quelle questioni su cui più spesso i piccoli

se ne escono con quelle provocazioni,

più o meno volontarie, che ci

GENNAIO

duemilatredici

Parrocchia

San Giovanni Bosco al Ceredo

Festa della Famiglia e di S. Giovanni Bosco:

qualche pensiero e alcune proposte nel contesto della Settimana dell’Educazione 2013

Alleanze generazionali a servizio dell’educazione

Un’adozione a distanza è l’iniziativa caritativa rivolta tutto l’anno ai ragazzi dell’iniziazione cristiana

lasciano un po’ stupiti e un po’ agitati.

La loro intelligenza, infatti, ci meraviglia,

ci inebria; e, d’altra parte, la nostra incapacità,

talvolta, di replicare con risposte

che siano “all’altezza” ci espone al rischio

di figurare come adulti deludenti.

Il genitore della storiella decide allora

di mettere il proprio figlio a contatto

simbolico, ma diretto, con la complessità

di questo mondo che rappresenta,

per mostrargli quanto non sia semplice

pretendere ed ottenere risposte immediate

a questioni difficili. Quante volte

anche noi adulti viviamo la realtà al

modo di un rompicapo i cui pezzi non

riescono mai a stare insieme o ne

manca sempre uno da piazzare, o ce n’è

sempre uno in più che avanza e non

sappiamo dove collocare! Quante volte

ci sembra di non saper far fronte alle responsabilità

educative che questo

mondo esigerebbe che si avessero?

Forse, allora, fa bene mettere coloro che

ci fanno tante domande e pretendono

tante risposte di fronte al fatto che non

è così facile essere adulti. Metterli un po’

a contatto con la “dura realtà!”. Leggo

questa reazione, di per sé non totalmente

errata, alla luce però di quanto

mi capita, non di rado, di ascoltare nel

racconto di genitori o educatori, o

molto più personalmente, di rintracciare

nelle mie riflessioni. Talvolta, scatta

il rischio di vivere l’azione educativa

come una sorta di sfida ingaggiata nei

confronti delle nuove generazioni che

sembrano sempre pronte a mettere in

discussione ogni intervento, ogni proposta,

leggendo questa reazione come

semplicemente ‘oppositiva’, provocatoria.

Come se fossero loro a volerci mettere

alla prova. Ne nasce una specie di

antagonismo, che alla relazione educa-

tiva non fa evidentemente bene.

Come ci suggerisce anche il percorso

proposto dalla FOM per la Settimana

dell’Educazione 2013, vale forse la pena

crescere e maturare, invece, nella visione

di una educazione che si fondi su

più solide e consapevoli alleanze generazionali.

Non si tratta evidentemente di

una impostazione basata su compromessi

o contratti educativi in cui si mercanteggino

regole e orari, concessioni e

valori; nemmeno credo si intenda traghettare

la relazione educativa verso

modelli che inneggino alla riduzione

delle distanze tra la figura dell’educatore

e quella dell’educando (i genitoricatechisti-educatori

‘amiconi’, ad

esempio). Credo si tratti, piuttosto, di

mettersi di nuovo in ascolto, in modo

sano e cosciente, di un bisogno vero,

quello di reciprocità nel rapporto tra le

diverse generazioni impegnate in una

relazione educativa. Scrive in un altro

passaggio Sr. Antonia:

Tale bisogno si esprime non solo come

un essere con l’altro o un essere per

l’altro, ma anche nella consapevolezza

crescente di un essere grazie

all’altro. È un atteggiamento che richiede

di decentrarsi, di porsi dalla

parte dell’altro in una situazione di

parità reale, e non solo nominale, che

rende possibile un confronto vero nel

quale si chiede non tanto che l’altro

cambi, ma che noi personalmente ci

rendiamo disponibili al cambiamento.

È il principio della reciprocità:

ciascuno è chiamato a dare e a ricevere,

a costruirsi nella relazione della

reciproca donazione, nella libera interdipendenza

per amore.

In questo senso la reciprocità è più

dell’altruismo: è il nome laico della ca-

1 Colombo Sr. Antonia, “La risposta del metodo educativo di don Bosco”. Intervento nel corso di RIGENERARE LA SO-

CIETA’ A PARTIRE DAI GIOVANI - 1^Convention nazionale sul sistema preventivo, Roma ottobre 2003.


ità cristiana. Vivere relazioni di reciprocità

suppone amare la persona

con cui si entra in relazione in modo

tale da non farle sentire inferiorità o

dipendenza, ma da metterla in condizione

di ricambiare nel dono di sé.

Sul piano della comunicazione educativa

non si tratta di eliminare la differenza

di ruoli, di compiti, di

esperienze, ma di considerare l’altro

alla pari dal punto di vista della di-

Parrocchia

San Giovanni Bosco al Ceredo

gnità e originalità personale.

Ecco il motivo per cui abbiamo deciso,

quest’anno, di associare la festa di S. Giovanni

Bosco alla Festa della Famiglia, affiancando

ai momenti più festaioli

anche incontri che siano, per genitori ed

educatori delle diverse fasce di età,

un’occasione per comprenderci protagonisti

attivi, insieme ai ragazzi, di questa

esperienza sempre nuova e appassionante

che è l’educazione.

GLI APPUNTAMENTI

DELLA SETTIMANA DELL’EDUCAZIONE 2013

GIOVEDÌ 24 GENNAIO (cittadino)

per i 18 19enni e i giovani: Dialogo con l’Arcivescovo, presso l’Università

Statale di Milano.

VENERDÌ 25 GENNAIO (per Ceredo e S. Valeria)

per i genitori dei preadolescenti: “Equilibrismi per crescere”.

Essere preadolescenti oggi. Interviene la dr.ssa Marta Schweiger

(Coop. Farsi Prossimo - Caritas Ambrosiana);

Alle 21: presso l’oratorio di via Wagner.

VENERDÌ 25 GENNAIO E 1 FEBBRAIO (cittadino)

per i genitori degli adolescenti: “Tra autonomia e dipendenza.

Una scommessa tra generazioni”. Interviene il dr. Filippo Petrogalli

(Coop. Farsi Prossimo - Caritas Ambrosiana)

Alle 21: presso l’oratorio S. Ambrogio.

DOMENICA 27 GENNAIO (solo per il Ceredo)

ore 9.30: Vieni a casa mia: incontri di introduzione alla S. Messa;

per i bambini tra i 5 e i 7 anni e i loro genitori (secondo e

terzo incontro: domeniche 3 e 10 febbraio).

ore 10.30: S. Messa per i ragazzi e le loro famiglie nella festa di S.

Giovanni Bosco e delle Famiglie

ore 16: Preghiera e Pomeriggio di giochi per ragazzi e famiglie

ore 18: Happy Hour!

LUNEDÌ 28 GENNAIO (per Ceredo e S. Valeria):

ore 21, nel salone del Ceredo: Presentazione delle vacanze estive

2013 (5 elementare - 3 superiore)

GIOVEDÌ 31 GENNAIO (per Ceredo e S. Valeria):

ore 18.30: S. Messa per ragazzi, adolescenti e giovani presso la

parrocchia S. Giovanni Bosco a seguire pizzata insieme;

ore 21: serata di animazione; ore 22.00: tutti a casa!

ore 21: S. Messa solenne in onore di S. Giovanni Bosco per gli adulti.

DOMENICA 3 FEBBRAIO

per i genitori dei ragazzi dell’iniziazione cristiana: “Parliamo di

Dio? ...Parliamo con Dio! La dimensione religiosa nel bambini.

Interviene don Paolo Ciotti.

Alle 15.30: presso il salone della Parrocchia S. Giovanni Bosco.

Il piccolo della nostra storiella torna a

noi regalandoci la meraviglia di una soluzione

a cui non avevamo pensato, la

verità del nostro ruolo di guide senza

che l’avessimo progettato e, soprattutto,

la sua bellezza di figlio che ci promette

un futuro in cui l’uomo è ancora ‘il fine’

e non semplice ‘strumento’.

Giovanna Agostini

Ausiliaria diocesana

Adozioni a distanza: una proposta di carità

per tutto l’anno.

Terminata la raccolta dell’Avvento per la ricostruzione

e la riapertura al culto dell’abbazia di S. Benedetto

Po, di cui si è parlato più volte dalle

pagine dell’Amico della Famiglia, ritorniamo a

proporre ai ragazzi del catechismo dell’iniziazione

cristiana l’adozione a distanza come impegno

di carità non legato ad un tempo specifico

ma che continua per tutto l’anno. È un modo per

aiutare i ragazzi ad allargare lo sguardo per mettersi

a fianco di ragazzi come loro, imparando a

condividere qualcosa con chi ha più bisogno. La

preoccupazione non è tanto quella di raggiungere

la cifra necessaria per l’adozione, quanto di

saper dare qualcosa di loro, di rinunciare o mettere

da parte ciò che è loro per condividerlo con

due amici lontani.

I due ragazzi che il PIME ci ha indicato vivono

nel Camerun, a Yagoa, nell’estremo nord del

paese. Si chiamano Fidele Kobaba e Gilhoube

Lwassouba. L’impegno dei ragazzi a sostenere i

loro studi continuerà anche nei prossimi anni.

Gilhoube Fidele

GENNAIO

duemilatredici

19


20

Celebrata, per tutta la giornata di martedì 15 gennaio, la festa del patrono, partecipata da molti fedeli

Padre Giancarlo Bagatti, gesuita, ha presieduto

la solenne Eucaristia nella memoria di san Mauro

Nell’omelia ha ricordato tra l’altro che la preghiera apostolica ecclesiale delle anime

consacrate al Signore è importante quanto il respirare per la vita biologica

I monaci benedettini olivetani dell’abbazia

di San Benedetto, martedì 15 gennaio,

hanno festeggiato in maniera solenne il

patrono san Mauro abate. Al triduo di

preparazione del 12-13-e 14 gennaio con

santo Rosario, canto del Vespro e Messa

con riflessione sulla vita del santo Abate,

martedì 15 gennaio, nelle Messe delle 7,

8.15 e 16 per gli ammalati è seguita la benedizione

dei loro indumenti e bacio

della reliquia. La solenne Eucaristia delle

18 è stata presieduta da padre Giancarlo

Bagatti, gesuita, superiore della comunità

dei padri del Leone XIII di Milano e promotore

regionale dell’apostolato della preghiera per la Lombardia.

Con lui hanno concelebrato il priore conventuale dom Leo Kiskinis,

l’abate emerito dom Valerio Cattana, don Giuseppe Scattolin,

parroco di Barzanò, don Gianluigi Frova, rettore del collegio Ballerini,

don Severino Didonè, del piccolo Cottolengo di don Orione,

don Paolo Ciotti, vicario della comunità Maria Madre della Chiesa

e i monaci dell’abbazia. Erano presenti alla celebrazione il sindaco

Giacinto Mariani, il capitano dei Carabinieri, Luigi Spenga, il comandante

della Polstrada, Gabriele Felsini, Rita Castagna, commissario

della Polizia Locale, oltre ad un folto gruppo di fedeli. All’omelia

padre Bagatti ha ricordato tra l’altro che è il Signore a manifestare

la sua gloria mediante la vita dei suoi santi che la contemplano e la

bellezza delle sue creature opera delle sue mani. Ha sottolineato

che la nostra vita deve essere vocazione alla santità, alla contemplazione

della gloria di Dio, che il respiro dell’anima contemplativa,

che vive nella sequela del Signore, è la preghiera. E la preghiera

apostolica ecclesiale delle anime consacrate al Signore, per la missione,

è importante e necessaria alla vita della fede operosa, quanto

respirare per la vita biologica. In un altro passaggio ha detto che

san Benedetto esorta con “ora et labora”, prega e opera, agisci da

apostolo quale membro vivo della Chiesa apostolica, mentre sant’Ignazio

di Loyola dice: “sii contemplativo nell’azione”, nel servizio

di Dio, nella sequela di Cristo, servizio che adempirai mediante le

opere della fede, della carità che opera la giustizia evangelica coi

fatti e nella verità. Ha concluso affermando che il cammino che

conduce, giorno dopo giorno, a crescere in santità, vale a dire a essere

contemplativi celebranti la gloria di Dio, è la sequela del Signore,

vissuta secondo la propria vocazione, carisma e condizione

come membra vive del suo corpo apostolico, la Chiesa.

GENNAIO

duemilatredici

Abbazia San Benedetto

I sacerdoti che hanno concelebrato l'Eucaristia in occasione della solennità

del patrono san Mauro abate, presieduta dal padre gesuita Giancarlo Bagatti,

al centro. (foto Volonterio)

Paolo Volonterio

In basilica San Giuseppe, il giorno dell'Epifania, la

Messa solenne della 10 è stata presieduta dal priore

dei monaci olivetani, dom Leo Kiskinis che ha concelebrato

l'Eucaristia con mons. Bruno Molinari e

don Gianfranco Redaelli. (foto Volonterio)

Il bacio della reliquia di san Mauro con benedizione

degli indumenti degli ammalati. (foto Volonterio)


CALENDARIO PASTORALE

Domenica 20 gennaio

Parrocchia San Giuseppe, ore 8.45,

Offerta della cera da parte dell’Amministrazione

Comunale

ore 11.30 Messa dei Migranti seguita

da rinfresco in penitenzieria

Parrocchia Santa Valeria, ore 10.00,

per i Comunicandi nella sala di via

Piave: Il pane della Messa, simbolo dei

doni di Dio all’uomo

Parrocchia San Giovanni Bosco,

ore 10.30, Santa Messa per gli anniversari

di matrimonio

Parrocchia Sant’Ambrogio, ore 9.45,

S. Messa in suffragio dei confratelli defunti

seguita dalla processione e dalla

benedizione eucaristica

ore 11.15, Messa con la presenza del

Corpo dei Vigili del Fuoco

ore 18.00, incontro adolescenti e 18/19enni

Mercoledì 23 gennaio

Gruppi di Ascolto della Parola,

ore 21.00, nelle case ospitanti

Parrocchia San Giovanni Bosco,

ore 21, sala parrocchiale, “Le diverse

Chiese cristiane: origine e motivi delle

differenze” incontro per conoscere

cause e situazioni delle divisioni nella

Chiesa; a cura di don Sergio Dell’Orto

Giovedì 24 gennaio

Parrocchia Santa Valeria, ore 21.00,

presso la cappella di santa Caterina, catechesi

per gli adulti sull’anno della fede

Domenica 27 gennaio

Festa della Famiglia:

Parrocchia San Giuseppe, al termine

delle SS. Messe animate sul tema della

famiglia; si benedirà il pane, che ciascuno

potrà portare sulla tavola di casa

con la preghiera per la mensa familiare

Oratorio San Rocco, “Giovannino d’Oro”

al Teatro S. Rocco

Parrocchia San Giovanni Bosco,

ore 9.45, mini catechesi per i piccoli

ore 10.30, Santa Messa Solenne di

San Giovanni Bosco;

nel pomeriggio, animazione per le famiglie

Martedì 29 gennaio

Azione cattolica - decanato di Seregno,

ore 21, oratorio di Giussano - via

D’Azeglio, Lectio Divina guidata da don

Enrico Castagna. Tema: “Tutti i credenti

stavano insieme”. La dimensione ecclesiale

della fede: un cuor solo e

un’anima sola (At 2,42-47)

Mercoledì 30 gennaio

Parrocchia San Giuseppe, ore 9.30,

catechesi per gli adulti in Basilica

Giovedì 31 gennaio

Parrocchia San Giovanni Bosco,

ore 18.30, Santa Messa per i ragazzi;

segue momento di festa

ore 21.00, Santa Messa solenne in memoria

di San Giovanni Bosco

Venerdì 1 febbraio

Parrocchia San Giuseppe, primo venerdì

del mese: Adorazione eucaristica

dalle 8 alle 9 e dalle 16.30 alle 18.

Sabato 2 febbraio

Parrocchia San Giuseppe, ore 7.30,

Santa Messa ai Vignoli

ore 9.00, benedizione delle candele e

processione

Parrocchia Santa Valeria, ore 8.00,

benedizione e processione con le candele

Parrocchia San Giovanni Bosco,

ore 8.30, Santa Messa con benedizione

e processione delle candele

Domenica 3 febbraio

Giornata per la Vita

Parrocchia San Giuseppe, S. Biagio:

dopo le SS. Messe, benedizione della gola

Sotto il colonnato della Basilica:

Primule per la vita

Parrocchia Santa Valeria,

benedizione della gola dopo le Messe

Parrocchia San Giovanni Bosco,

ore 9.45, mini catechesi per i piccoli

ore 15.30, incontro genitori iniziazione

cristiana

Lunedì 4 febbraio

Gruppi missionari - decanato di Seregno,

ore 21, oratorio di Giussano - via

D’Azeglio, incontro formativo

Notizie in breve

Sabato 9 febbraio

Parrocchia San Giuseppe, ore 18.00,

Santa Messa con i Battesimi

Parrocchia San Giovanni Bosco,

ore 19.00, Santa Messa per la Vita, promossa

dal locale Movimento per la Vita

Domenica 10 febbraio

Giornata della Solidarietà col mondo

del lavoro

Parrocchia San Giuseppe,

ore 14.30 Prime Confessioni

ore 16.00 Battesimi

ore 18.00 Cresima degli adulti

Parrocchia Santa Valeria,

ore 16.00, Battesimi comunitari

ore 17.30, inizio corso fidanzati in via

Piave con S. Messa alle 18.30

Parrocchia San Giovanni Bosco,

ore 9.45, mini catechesi per i piccoli

ore 15.30, Battesimi

Lunedì 11 febbraio

Giornata mondiale dei Malati

Parrocchia San Giuseppe,

ore 7.30-9.00-18.00, Ufficio Generale per

tutti i defunti

Mercoledì 13 febbraio

Gruppi di Ascolto della Parola,

ore 21.00, nelle case ospitanti

Parrocchia San Giuseppe, ore 9.30,

catechesi per gli adulti in Basilica

Domenica 17 febbraio

Inizio della Quaresima

Parrocchia San Giuseppe, ore 15.30,

celebrazione di introduzione alla Quaresima:

Vesperi, Quaresimale e imposizione

delle ceneri

Parrocchia Santa Valeria,

imposizione delle ceneri - esercizi spirituali

in parrocchia

Parrocchia San Giovanni Bosco,

ore 17.00, incontro di preghiera e imposizione

delle ceneri

Lunedì 18 febbraio

Inizio degli Esercizi Spirituali nelle

parrocchie della città

GENNAIO

duemilatredici

21


22

Notizie in breve

Nel mese di dicembre

si sono realizzati i preparativi

che erano iniziati

nei mesi

precedenti.

Domenica 2 dicembre

si è partecipato alla manifestazione

"Natale di solidarietà" in piazza Vittorio

Veneto con la presenza di un nostro gazebo

dove ci siamo attivati per raccogliere

fondi destinati all'acquisto di

regali per gli ammalati e i diversamente

abili. Come sempre la risposta dei nostri

cittadini è stata positiva. Sempre nella

stessa domenica un gruppo di Unitalsiani

si è recato a Monza per partecipare,

con tutti i gruppi della

Sottosezione, alla giornata dell'Adesione

durante la quale i nuovi soci si

sono impegnati a collaborare alla vita e

attività nell'Unitalsi. La giornata ha

avuto momenti di preghiera, pasto conviviale

e proiezione di documentari.

Sabato 8 e domenica 9 dicembre si

sono avute le giornate dell'offerta di

lenticchie. Lo slogan era: "Sostieni il

progetto Casa vacanze dell'UNITALSI -

Monza con un pacchetto di lenticchie".

Anche in questo caso la risposta dei

cittadini di Seregno è stata positiva.

Nel pomeriggio della domenica 16 dicembre

abbiamo organizzato, presso il

salone dell'oratorio del Lazzaretto, un

incontro con i diversamente abili, i nostri

amici, i simpatizzanti per uno scambio

di auguri e doni (nella foto). E' stata

presentata, in costume, la rappresentazione

della nascita di Gesù animata

dai "diversamente abili" del nostro

gruppo sotto la guida di volontari unitalsiani.

Si sono fatti canti natalizi e si è

consumata una merenda con panettoni

e dolci e i diversamente abili hanno

avuto un loro regalo appositamente

preparato.

Abbiamo avuto la visita e benedizione

di don Sergio Loforese del Lazzaretto e

di mons. Bruno Molinari.

Durante la settimana è iniziata la distribuzione

dei regali agli ammalati.

E' continuata la vendita dei biglietti

della nostra lotteria il cui ricavato verrà

GENNAIO

duemilatredici

utilizzato per aiutare i volontari a recarsi

nella nostra casa marina a Borghetto

S. Spirito a curare i

diversamente abili nel periodo estivo.

Auguri e Buon Anno a tutti!!!

circolo culturale

s. giuseppe

FONDATO NEL 1888

Anno nuovo vita nuova. Nel caso della

nostra Associazione parole che calzano

a pennello: ancora pochi giorni e

riavremo la disponibilità dei locali di via

Cavour 25 nel nuovo centro pastorale

Enrico Ratti. Si aprirà quindi un periodo

di finitura cui chiamiamo tutte le braccia

abili a partecipare, così da arrivare

al 19 marzo 2013, festa patronale, alla

riapertura della sede.

Veniamo da due momenti d’assieme

natalizi. Il piacevole concerto del

gruppo femminile “il Corollario”, ed il

pomeriggio di domenica 13 con i Giochi

in Famiglia: un momento sempre sentito

e finalizzato in questo inizio 2013 all’aiuto

alla comunità di San Benedetto

Po che deve riaprire la sua chiesa ed il

suo oratorio dopo il terremoto. Tra l’al-

tro in un complesso di immenso valore

culturale e meritevole di una nostra visita

nel prossimo futuro. Abbiamo constatato

questo di persona lo scorso 28

dicembre e - tra l’altro - abbiamo gustato

l’ospitalità mantovana.

Appuntamenti:

Martedì 22 gennaio sala Gandini ore 21,

con Giovanni Bianchi, già presidente

nazionale ACLI, ed in collaborazione

con altre associazioni, ripercorreremo

gli anni milanesi del Cardinale Martini

ed i suoi discorsi alla città.

Seguiranno le tradizionali Quattro Giornate

diocesane sulla Famiglia, la Vita,

la Malattia e la Solidarietà che si tengono

per sottolineare, in collaborazione

col Movimento per la Vita, l’Unitalsi e le

Acli, i momenti che stanno a cuore alla

comunità cristiana: la famiglia, la vita,

la malattia ed il lavoro.

Venerdì 1 febbraio ore 21 presso l’exoratorio

femminile: incontro sul tema

2013 proposto dai Vescovi italiani “Generare

la vita vince la crisi”.

Guardando oltre, per la gita annuale,

sul filone delle capitali d’Europa, proponiamo

Belgio, Fiandre e Vallonia, 1/8

giugno: ci si può già pre-iscrivere. Riscoprire

quindi le bellezze di un paese


al centro dell’Europa col quale abbiamo

molti più legami di quanti possiamo immaginare,

sia in ambito artistico, paesaggistico

e culturale.

Altre iniziative culturali e ricreative

sono in definizione: chiediamo attenzione

sulla stampa locale, sull’Amico

della famiglia o direttamente sulla nostra

casella di posta elettronica.

Il Tesseramento dell’anno sociale

2012/2013 è tuttora in corso. Invitiamo a

rinnovare e/o aderire ritenendo, col Vostro

appoggio, di avere ancora molto da

dire alla Seregno di oggi.

Riprende dopo lo splendore del periodo

natalizio l’ordinarietà della vita quotidiana

che ha il suo fascino e richiede

l’impegno costante e fedele per costruire

la vita comunitaria.

ITINERARIO FORMATIVO

PER IL SETTORE ADULTI:

in programma due incontri presso la

Parrocchia di Santa Valeria - Via Piave

con inizio alle ore 21,00:

VENERDI’ 18 GENNAIO 2013:

“Date voi stessi da mangiare”.

VENERDI’8 FEBBRAIO 2013:

“Metti in circolo il tuo amore”.

Una bella occasione per ritrovarci e

crescere nell’entusiasmo percorrendo

il cammino proposto dalla nostra associazione.

È la possibilità di farci incontrare

da chi vuole conoscere la nostra

associazione e approfondire il senso

dell’impegno ecclesiale come ci è sempre

più richiesto dalla nuova realtà

della Comunità pastorale che stiamo vivendo.

Continua la LECTIO DIVINA, l’incontro

con la Parola di Dio, che si svolge, a livello

di decanato, presso l’Oratorio di

Giussano - Via D’Azeglio - con inizio alle

ore 21,00 - guidato da Don Enrico Castagna.

Questo il tema: “Tutti i credenti stavano

insieme”. La dimensione ecclesiale

della fede: un cuor solo e un’anima

sola. (Atti 2,42-47).

Gli altri incontri saranno, nello stesso

luogo, nelle seguenti date: 16 aprile e

14 maggio 2013.

ADOLESCENTI:

- Continua domenica 20 gennaio,

presso l’Oratorio di Giussano, l’itinerario

Skyscraper “Dentro il giorno del

dolore”: inizio ore 18,30 - cena in condivisione

- ripresa del tema dell’incontro

- conclusione ore 22,00.

- Sabato 26 gennaio, presso la Parrocchia

S. Giovanni Bosco - CEREDO -

ore 19,00 - 22,30 - ADO in AccaD:

CINEFORUM con il film “LA VITA E’

BELLA”.

Per conoscere l’A.C. consulta il sito:

www.azionecattolicamilano.it

GR.ANI.S.

GRUPPI ANIMAZIONE SOCIALE

Il Servizio per la Pastorale Sociale della

Diocesi invita ad incontri di discernimento

per un “voto responsabile” in

vista delle prossime elezioni politiche

ed amministrative, partendo dal documento

del Consiglio Episcopale Milanese

dello scorso dicembre che

richiama l’Enciclica “Caritas in veritate”.

Registrata la tentazione molto diffusa

del disimpegno e del disinteresse sui

temi del bene comune e delle scelte

che lo realizzano e governano, il C.E.M.

considera necessaria e urgente l’opera

educativa delle comunità cristiane affinché

solleciti tutti alla partecipazione

attiva e responsabile a questi appuntamenti

elettorali attraverso un’adeguata

informazione su programmi e candidati,

all’esercizio del proprio voto, all’impegno

attivo di un numero sempre maggiore

di laici cristiani nell’attività

amministrativa e politica.

In un momento in cui il perdurare della

crisi economica sta generando paure e

insicurezze che rendono più fragile il legame

tra i cittadini, occorre che la politica

sappia elaborare risposte

all’altezza della situazione, capaci non

soltanto di farci uscire dal periodo di

Notizie in breve

difficoltà, ma di migliorarci.

Un clima di fiducia sarà realizzabile se

insieme si lavorerà per salvaguardare

dall’erosione dell’individualismo le questioni

etiche rilevanti, promuovendo i

valori ispirati alla retta ragione e al Vangelo.

Per questo i cattolici faranno riferimento

ai principi irrinunciabili

(famiglia, matrimonio, vita, libertà religiosa,

tutela sociale dei minori…).

“Quattro chiacchiere sul bene comune

e il voto responsabile” è il titolo dell’iniziativa

che viene proposta ai Consigli

Pastorali ed alle Parrocchie, destinata

specie al mondo giovanile, per approfondire

assieme i motivi dell’importanza

del voto nella vita del paese.

E qui a Seregno vogliamo segnalare la

possibilità di mettere a fuoco quanto

sopra con una relazione di Giovanni

Bianchi, tra l’altro in passato presidente

nazionale delle Acli, che ripercorre

gli anni milanesi col cardinale

Martini.

L’incontro è proposto come momento di

riflessione dal Circolo Acli, dal circolo

Culturale San Giuseppe e dall’associazione

“Dare un anima alla città”, martedì

22 gennaio in sala Gandini di via

XXIV Maggio alle ore 21.

SCUOLA DI ITALIANO

PER STRANIERI

“CULTURE SENZA

FRONTIERE”

Domenica 20 gennaio si celebra nel decanato

Seregno-Giussano la Giornata

mondiale del Migrante e del Rifugiato

avente per tema: "Migrazioni: pellegrinaggio

di fede e di speranza".

Come ogni anno "Extrascuola" e "Culture

senza frontiere" le due scuole di

lingua italiana per stranieri di Giussano

e Seregno hanno preparato l'organizzazione

della S. Messa (ore 11,30 in Basilica

S. Giuseppe a Seregno) e

l'aperitivo in penitenzieria.

E' un momento importante per la nostra

comunità di laici e credenti perché

anche nella nostra città continuano ad

arrivare persone di ogni razza, reli-

GENNAIO

duemilatredici

23


24

Notizie in breve

gione, condizione sociale al fine di trovare

un lavoro, una sistemazione più dignitosa

per la famiglia o semplicemente

per ricongiungersi ai familiari già presenti

da tempo sul nostro territorio.

Il Papa, nel suo messaggio per questa

99ª Giornata chiaramente esplicita il

compito della Chiesa che, in quanto

"esperta in umanità", desidera essere là

dove sono i migranti, uomini e donne,

giovani e anziani alla ricerca, spesso

sofferta, di futuro, per condividere

gioie, dolori e speranze, per offrire aiuto

umano e solidarietà sociale, per difenderli

qualora fossero lesi nei loro diritti,

ma soprattutto, con l'azione pastorale.

Non solo la Chiesa ma anche le varie

realtà di tipo ecclesiale, civile e sociale

sono chiamate a favorire la nascita di

iniziative per un inserimento integrale

dei migranti per evitare il rischio del

mero assistenzialismo, dell'isolamento

e del senso di alienazione di fronte ad

un futuro spesso molto incerto.

Infatti coloro che migrano nutrono la fiducia

di trovare accoglienza, di ottenere

un aiuto solidale e di trovarsi a

contatto con persone che comprendendo

il disagio e la tragedia dei propri

simili e anche riconoscendo i valori e le

risorse di cui sono portatori, siano disposti

a condividere umanità e risorse

materiali con chi è bisognoso e svantaggiato.

L'uomo è da sempre un viandante e il

Papa conclude il suo messaggio definendo

la vita come un viaggio sul mare

della storia, spesso oscuro e in burrasca

in cui gli astri, che ci indicano la

rotta e ci infondono speranza per la nostra

traversata, possono essere un piccolo

gesto di attenzione, come un

sorriso, un saluto, una chiacchierata,

un invito a partecipare alle attività di

tutti i giorni.

Sappiamo dunque aprire il cuore e le

mani all'accoglienza in modo semplice

e sincero?

Questa Giornata particolare ci offre una

concreta occasione: non sciupiamola

con i soliti pregiudizi!

GENNAIO

duemilatredici

La pattuglia delle religiose concittadine

continua ad affievolirsi

Si è spenta suor Gesuina Buratti

più conosciuta come la “pittrice”

Fatale l’ultimo giorno dell’anno - E’ sepolta a Rivolta d’Adda

Dopo un breve periodo di

malattia, alle 7 del 31 dicembre

scorso, è salita al

Padre Celeste, suor Gesuina

Buratti, al secolo

Maria, 75 anni, nata a Seregno

il 1° maggio 1937,

dell’ordine delle suore

Adoratrici del Santissimo

Sacramento del beato

padre Francesco Spinelli

di Rivolta d’Adda. Il nome

Gesuina l’ha derivato dal

padre che si chiamava

Giosuè, la mamma Letizia

era Leveni. Era la terza di

quattro fratelli: Alessandro,

Angelo, Maria e Giuseppe.

Suor Buratti era

conosciuta tra le consorelle

dell’ordine come la

Suor Gesuina Buratti

“pittrice”. Si era diplomata

all’accademia di Brera. A

21 anni entrava in convento a Rivolta d’Adda accompagnata dall’allora

prevosto della città, monsignor Bernardo Citterio. Il desiderio

di prendere i voti nell’ordine delle religiose di Rivolta

d’Adda era stata la logica conseguenza del contatto con la cugina

suor Elena Leveni, della quale aveva voluto seguito le orme. Lo

scorso novembre aveva festeggiato i 50 anni di professione attorniata

dai familiari più stretti. Oltre ad un lungo servizio prestato

nella casa madre, è stata inizialmente insegnante di pittura e ceramica

nelle scuole materne dell’ordine di Modena, Cremona e Gravedona,

in queste due ultime città ha prestato servizio anche in

ambito parrocchiale. In casa madre negli ultimi anni era addetta

al servizio della comunità. In molte chiese dell’ordine ha eseguito

una lunga serie di opere. Suor Gesuina era una persona affabile,

disponibile ma al tempo stesso tenace. Le esequie si sono svolte il

2 gennaio a Rivolta d’Adda dove la sua salma è stata sepolta nel

campo riservato alle religiose.

Paolo Volonterio


ORARI SANTE MESSE FESTIVE

Basilica San Giuseppe - piazza Libertà 6 - tel./fax. 0362 231308/231347

www.basilicasangiuseppe.it – basilicasangiuseppe@tiscali.it

Sabato alle 18 (vigiliare) e alle 20 (vigiliare ai Vignoli), domenica alle 7.30, 8.45, 10, 11.30 e 18

Oratorio San Rocco - via Cavour 85 - tel. 0362 241756/fax. 0362 327352

www.oratoriosanrocco.it – info@oratoriosanrocco.it

Domenica alle 10.30 solo per ragazzi delle elementari e accompagnatori durante il periodo della catechesi

Parrocchia Beata Vergine Addolorata al Lazzaretto

piazza Cabiati 3/via Vivaldi 16 - tel. 0362 239193

Sabato alle 20.30 (vigiliare), domenica alle 8, 10, 11.30 e 18.30

Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento

via Stefano da Seregno 52 - tel. 0362 238368

Domenica alle 8.30

Abbazia San Benedetto - via Stefano da Seregno 100 - tel. 0362 268911/321130

www.monaci-benedettini-seregno.com - bibbia@monaci-benedettini-seregno.com

Sabato alle 18 (vigiliare), domenica alle 8, 9.45, 11 e 18

Santuario di Maria Ausiliatrice

(Piccolo Cottolengo Don Orione) - via Verdi 95 - tel. 0362 22881

Sabato alle 17.30 (vigiliare), domenica alle 7, 9.30, 11 e 17.30

San Salvatore - via Montello

Domenica alle 8.30 e 10.30

Istituto Pozzi - via Alfieri 8 - tel. 0362 231217 - www.istitutopozzi.it

Domenica alle 9

Ospedale - via Verdi 2 - tel. 0362 223217

Sabato alle 19 (vigiliare) e domenica alle 9

Parrocchia Santa Valeria - via S. Anna - tel. 0362 230096

www.parrocchiasantavaleria.it - info@parrocchiasantavaleria.it

Sabato alle 18.30 (vigiliare), domenica alle 7.30, 9.30, 11 e 18.30

Parrocchia San Giovanni Bosco al Ceredo – via Tiziano 6 – tel. 0362 238382

www.parrocchiaceredo.it – segreteria@parrocchiaceredo.it

Sabato alle 19 (vigiliare), domenica alle 8, 10.30 e 18

Parrocchia Sant’Ambrogio - viale Edison 64 - tel. 0362 230810

www.psase.it - parrocchia@psase.it

Sabato alle 18 (vigiliare), domenica alle 8, 9.45, 11.15, 18 e 20.30

Parrocchia San Carlo - via Borromeo 13 - tel. 0362 629635

www.sancarloseregno.it - parrocchia@sancarloseregno.it

Sabato alle 18 (vigiliare), domenica alle 10.30 e 18

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