Viva Zapatero? - Acido Politico

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Viva Zapatero? - Acido Politico

Il dibattito internazionale

sul tema dell'alleviamento

del dolore nei malati terminali

e' vivo da parecchi

anni.

Quando pensiamo all’eutanasia,

rivolgiamo subito

la nostra attenzione al

fatto che non sia giusto

porre fine ad una vita, e

che il dono della vita stessa

riservi un mistero troppo

grande da poter subire

una decisione arbitraria

del medico o del malato

stesso. La questione e’

molto seria ed importante,

coinvolge numerosi paesi

che di questo sciagurato

problema si sono occupati

negli ultimi anni e trova

numerosi ostacoli quando

solo se ne discute nel

nostro timoroso paese.

Alcuni paesi hanno intrapreso

la strada della legalizzazione

dell’eutanasia:

emblematico il caso dell’-

Olanda, che nel 1993 ha

reso non punibile la condotta

di un medico che

somministra dosi letali per

un malato terminale attraverso

l’uso di speciali medicine,

su richiesta e rispettando

determinate

procedure.

Negli Stati Uniti e’ lo stato

dell’Oregon ad aver varato

una legge permissiva

avallata sia da un referendum

che dalla Corte Suprema.

In Italia, eventuali condotte

“eutanasiche” ricadono

all’interno delle fattispecie

illecite previste dal Codice

Penale per quanto riguarda

l’omicidio, sia nel caso

in cui sia il paziente a richiederla

sia nel caso in

cui sia assente tale richiesta.

La possibilità di applicare

“DOLCE MORTE”

l’eutanasia coinvolge esclusivamente

i malati

terminali e in particolar

modo i malati di cancro

per i quali la vita volge

ormai al termine.

L’impossibilita’ per i medici

di poter alleviare le sofferenze

fisiche, morali e

psicologiche dei malati

terminali fa pensare subi-

V E R S U S

Quello che conta è morire con dignità

to all’egoismo della societa’

italiana che di fronte a

questo argomento storce

il naso e gira le spalle a

chi soffre un’esistenza

ignobile pensando che la

vita, essendo un dono di

Dio, non vada assolutamente

influenzata o manipolata.

Questa obiezione puo’

trovare delle ragioni se

questa pratica dovesse

coinvolgere chiunque sof-

di Daniele Keshk

AVVISO

AVVISO

fra, ma la realtà e’ molto

poco incoraggiante per

chi, difendendo la propria

fede, pensa di essere

nella ragione.

Bisogna inoltre ricordare

che la nostra stessa Costituzione

difende la vita e

preserva la dignità umana

come valore inestimabile

della Repubblica. Cosa

c'è di dignitoso nell'attendere

che il malato terminale

muoia attraversando

notevoli e indicibili sofferenze?

Esistono, in effetti, ombre

e resistenze di tipo prettamente

culturale, in forza

delle quali si sostiene che

il dolore rappresenterebbe

niente più che il sintomo

di una malattia, e non

meriterebbe di venire

combattuto per se stesso.

A PARTIRE DAL PROSSIMO NUMERO,

“ACIDO POLITICO” PUBBLICHERA’ LE

FOTO PIU’ BELLE SCATTATE DAGLI STU-

DENTI CON SOGGETTO GLI AMBIENTI

DELLA NOSTRA UNIVERSITA’.

PARTECIPATE ANCHE VOI, MANDANDO

LE VOSTRE FOTO ALL’INDIRIZZO:

acidopolitico@hotmail.it

Il dolore non costituisce

comunque l’unico sintomo

temibile nell’ultimo periodo

della vita.

Nausea e vomito sono

presenti nel 50-60% dei

malati terminali di cancro.

Ed ancora, frequenti appaiono

lo stato confusionale,

il comportamento

incerto, l’ideazione disorganizzata,

la difficoltà nell’attenzione

e il deficit di

memoria.

Quella del malato terminale

appare un patimento

senza confini precisi.

Si intrecciano ansia

(preoccupazione per i familiari,

paura della morte,

perdita della propria dignità),

depressione (crisi del

ruolo sociale e domestico,

stanchezza, insonnia),

rabbia (per l’impossibilita’

di svolgere il proprio lavoro,

per il fallimento delle

terapie).

I dati inoltre più importanti

che fanno volgere verso

una legalizzazione dell’eutanasia

sono quelli

dell’Organizzazione Mondiale

della Sanita’, che

dimostrano il fatto che nei

paesi sviluppati tra il 50%

e l’80% dei malati di cancro

patisca per dolori che

non vengono correttamente

trattati.

Chi si trova in una situazione

cosi terribile, perde

di vista il dono della vita,

perchè la sofferenza e’

talmente insopportabile da

offuscare tutto il resto.

Prepararsi alla morte nel

rispetto della propria dignità,

dei propri affetti,

della propria visione del

mondo; ecco ciò che,

più di qualsiasi altra cosa

sulla terra, può desiderare

ognuno di noi.

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