Viva Zapatero? - Acido Politico

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Viva Zapatero? - Acido Politico

di Pierfrancesco Maran

Siamo abituati già da diversi

anni a guerre che hanno

come obiettivo primo il controllo

delle risorse energetiche

del pianeta, ma l’approccio

della Russia di Putin di

questi ultimi tempi rappresenta

una novità.

La Gazprom è l’unica società

russa autorizzata ad esportare

gas all’estero, controlla il

16% delle riserve mondiali

ed è al 51% posseduta dal

Cremlino, insomma uno strumento

eccezionale nelle

mani di Vladimir Putin che

l’ha usato prima per influenzare

la politica dei paesi vicini,

e ora potrebbe usarla per

l’intera Europa.

L’Ucraina in particolare ne è

stata a lungo la vittima preferita.

Dopo aver accumulato numerosi

debiti con Gazprom

tra il 1992 ed il 1994, per

saldarli il governo ucraino ha

dovuto cedere alla Russia

parte della flotta del Mar

Nero, cioè la flotta dell’U.R.S.S.

che copriva l’intero

Mar Mediterraneo, e la città

di Sebastopoli.

Nel corso degli anni, ogni

qual volta Kiev ha tentato di

rendersi autonoma da Mosca,

la Gazprom si è fatta

avanti con la richiesta di ridiscutere

i prezzi del gas. E’

successo anche intorno a

Natale, nel primo anniversario

della “rivoluzione arancione”.

In Ucraina è infatti in atto il

più grande tentativo di emancipazione

dalla Russia della

breve storia del paese. Il

Presidente della Repubblica

Viktor Yushchenko ne aveva

fatto uno dei punti cardine

del suo programma e, anche

senza una maggioranza parlamentare,

sta in qualche

modo tentando di portarlo

avanti.

In questo non è solo, analoghi

processi sono in corso da

parecchio tempo nelle repubbliche

baltiche e da due anni

anche in Georgia. Mosca sa

tuttavia che chiudendo i rubinetti

del gas può mettere in

ginocchio questi paesi e non

sta esitando ad utilizzare

questa minaccia per aumentare

il proprio controllo sull’a-

rea.

A tutto gas: mr. Putin alla

conquista dell’Europa

Se formalmente quindi questi

paesi sono indipendenti,

dal punto di vista energetico

è come se l’U.R.S.S. non si

fosse mai sciolto.

L’Europa da questo punto di

vista sta facendo poco per

tutelare i paesi intorno alla

Russia, anzi, favorendo la

creazione del “North European

Gas Pipeline”, gasdotto

sottomarino nel Mar Baltico,

di fatto toglierà ad Ucraina,

Lettonia, Polonia, Bielorussia

anche l’unica arma di contrattazione

che avevano, il

passaggio dei gasdotti per

l’UE sul proprio suolo.

Questo spostamento a nord

dei gasdotti più sicuri, ricordiamo

tra l’altro che Gerhard

Schroder ha adesso un contratto

milionario come consulente

Gazprom, potrebbe

avere come effetto anche

quello di render secondario il

mercato e le forniture ai paesi

mediterranei come l’Italia.

Ma la domanda che dobbiamo

porci, come europei, è se

questo sistema non possa

essere utilizzato anche come

arma di ricatto verso l’Europa.

Ad esempio, l’accordo firmato

a gennaio tra Italia e Russia

da questo punto di vista

è preoccupante. In sostanza

la Russia si impegna a confermare

la quota di gas da

inviare in Italia precedentemente

prevista (nessun aumento

delle forniture), in

cambio l’Italia si impegna a

garantire l’ingresso di Gazprom

nel mercato della

distribuzione del gas in Italia.

Se l’Europa perde il controllo

delle proprie risorse energetiche,

demandandolo ad una

società straniera, tra l’altro di

proprietà statale, rischia ve-

Potete leggere “Acido Politico” all’indirizzo web:

www.acidopolitico.4000.it

E S T E R I

ramente di finire ostaggio di

improvvisi aumenti di prezzo

o riduzioni di forniture.

Insomma potrebbe subire gli

stessi ricatti cui sono sottoposte

le repubbliche ex sovietiche.

Tutto questa sarà

tra l’altro oggetto del vertice

di Mosca del G8, che avrà

come tema appunto le risorse

energetiche.

Insomma la domanda che ci

poniamo è se ci si può fidare

della Russia di Putin, un

paese formalmente democratico,

ma nel quale non

esiste una vera opposizione,

con una compagnia di Stato

che agisce in maniera concertata

con il governo, controlla

1/6 del gas mondiale,

ingenti quantità di petrolio,

gran parte dei media russi e

usa tutto questo sistema per

influenzare in maniera aggressiva

la politica degli stati

ostili.

Ed è una domanda che ci

dobbiamo fare soprattutto in

Italia, almeno fino a quando

le nostre capacità di diversificazionenell’approvvigionamento

di gas saranno così

limitate.

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