Viva Zapatero? - Acido Politico

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Viva Zapatero? - Acido Politico

Il mondo che oggi ci accingiamo

ad affrontare ed a

studiare é un mondo sempre

più connesso, un mondo nel

quale la dimensione spaziale

ha perso gran parte della

sua rilevanza.

Di conseguenza la costruzione

delle nostre identità sta

mutando ed abbandonando i

confini degli ormai stanchi

stati-nazione.

Il processo di unificazione

europea è coerente in questo

senso e rappresenta un

M O N D I P A R A L L E L I

Ripensando a Londra...

di Gabriele Giovannini

grande passo verso una vera

comunità globale.

Tuttavia sarebbe ingenuo

illudersi che questo processo

sia inarrestabile. Seppure

sembra essere questa la

direzione nella quale ci stiamo

muovendo, persistono

enormi differenze tra i vari

paesi: in primis di natura

economica e conseguentemente

di genere sociopolitico.

L’Unione Europea comprende

stati relativamente alla

pari tra loro, almeno dal punto

di vista economico, ma

mantiene al suo interno divari

di diversa matrice. Ed è in

questo spazio di confronto

europeo che voglio concentrare

la mia riflessione: con-

vinto che l’interazione debba

innanzitutto favorire la crescita,

nel senso ampio del

termine.

Quello di cui sto per parlarvi

è frutto della mia esperienza

diretta a Londra, dove ho

vissuto negli ultimi sei mesi.

Quindi più che un articolato

discorso di natura politica,

sarà un insieme di impressioni,

pensieri ed interrogativi.

Inoltre Londra si adatta perfettamente

alle nostre pre-

messe in qualità di metropoli

con sette milioni e mezzo di

cittadini d’ogni nazionalità.

Gli abitanti di Londra, pur

rappresentando etnie e religioni

diverse, sono ben integrati

fra loro; non capita mai

d’assistere a manifestazioni

di razzismo.

Negli stadi non si è continuamente

spettatori di espressioni

di discriminazione verbale

e non, nessuno ci va

semplicemente per fare a

botte, per drogarsi o insultare

le forze dell’ordine. Sia

all’entrata che all’uscita i

tifosi delle due squadre stanno

fianco a fianco senza

scatenare nessuna guerriglia.

E soprattutto non c’è un

intero esercito in tenuta anti-

sommossa a sorvegliare, ma

solo qualche poliziotto a

cavallo che si occupa di smistare

la gente.

Questi atteggiamenti che in

Italia sono all’ordine del giorno

ed allontanano sempre

più le persone “normali” dallo

sport, originariamente momento

di competizione leale

e di festa, oltremanica sono

considerati inaccettabili e

severamente puniti.

Gli abitanti di Londra osservano

le regole quasi con

devozione ed a noi italiani

ogni tanto viene anche da

ridere osservando l’inglese

fermo in fila aspettare pazientemente

il proprio turno

con la cassa di fianco libera.

E lo stesso accade per strada:

nessuno azzarda, corre

o rischia.

Ne ho conosciuti molti di

italiani trapiantati a Londra;

inizialmente straniti dalla

differente atmosfera, ma

quasi tutti successivamente

affascinati da una mentalità

più rispettosa del prossimo e

dell’ambiente.

Mai più una cartaccia in terra,

un inutile colpo di clacson,

una rissa in discoteca

solo per un’occhiata alla

fidanzata o un qualsiasi

comportamento incivile. Tutti

insieme appassionatamente

sotto l’ala protettrice di un’entità

superiore.

Eppure gli italiani a Londra

mantengono molte delle loro

abitudini: dall’alimentazione

al sacrosanto campionato di

calcio. Tra Goodge Street e

Oxford Street c’è una concentrazione

di locali italiani

dove poter vedere le partite.

I londinesi camminano per

strada a testa alta, si guardano

negli occhi, spesso interagiscono

pur senza conoscersi.

Quando in un locale conosci

una ragazza, a tua insaputa

fidanzata, non rischi la vita

come da noi. Nel peggiore

dei casi ricevi qualche insulto,

ma di norma il ragazzo in

questione ti dirà semplicemente

che non c’è trippa per

gatti. Una birra ed amici come

prima.

In poche parole puoi vivere

tranquillo, puoi esprimere la

tua personalità liberamente.

In Italia, purtroppo, si respira

un clima di diffidenza e timore.

Tutti quanti vogliono fare la

parte del leone e chi non ne

ha i mezzi è costretto a fuggire,

a chiedere scusa, a subire!

Quando cammini per strada

devi fare attenzione a chi

fissi per più di due secondi.

Tutto ciò genera frustrazione

ed ancora violenza, considerando

che un ricorso al Tribunale

rischia solo di complicare

le cose. Sabato scorso, ad

esempio, ho assistito personalmente

ad una scena di

violenza collettiva, una rissa,

scoppiata davanti al guardaroba

di una nota discoteca

milanese.

Questo stato di cose mi fa

riflettere e genera in me dei

dubbi. Dobbiamo migliorarlo!

Ma come? La ricetta inglese

è adattabile alla situazione

italiana? E soprattutto quali

sono i veri ingredienti? Bastano

pene più severe? E

quali sono le cause di questi

comportamenti?

Noi, studenti di Scienze Politiche,

dobbiamo trovare delle

risposte.

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