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ISBN 978-88-6332-157-9
Rossana Lozzio<br />
Una <strong>favola</strong> f ola <strong>per</strong> <strong>Asia</strong><br />
Quando ami la v<strong>it</strong>a, lei sa contraccambiarti<br />
Edizioni Miele
“Da Donna a Donna”<br />
Narrativa
Ai miei meravigliosi nipoti nell’anima,<br />
Camilla, Marta e Matteo…<br />
<strong>per</strong>ché, ogni volta che mi chiamate “zia”,<br />
mi fate vivere un’emozione forte e diversa!
Ringraziamenti<br />
Ringrazio mia sorella Donatella, <strong>per</strong> la smisurata<br />
pazienza dimostratami da quando sono nata ad oggi;<br />
tutti gli amici sinceri, (anche quelli su Facebook), <strong>per</strong><br />
l’amore ed il supporto che non mi fanno mai mancare;<br />
l’autore della straordinaria immagine, che vede r<strong>it</strong>ratta<br />
la piccola Camilla e che è diventata la co<strong>per</strong>tina di<br />
questo romanzo, mr. President Maurizio Parietti;<br />
Marilù e Michele, i gen<strong>it</strong>ori di Camilla, che mi hanno<br />
regalato la gioia di immortalarla sulla co<strong>per</strong>tina;<br />
Edizioni Miele, nel nome di Barbara Miele, <strong>per</strong> aver<br />
creduto in me e nella mia o<strong>per</strong>a ed ultimo non ultimo,<br />
il m<strong>it</strong>ico Max Venegoni <strong>per</strong> avermi onorata ed<br />
emozionata, con il prezioso dono della sua prefazione!
Prefazione<br />
Abbandonate ogni cosa voi stiate facendo e preparatevi a tuffarvi<br />
in un racconto pieno di Amore con la A maiuscola, quello<br />
di un mar<strong>it</strong>o <strong>per</strong> <strong>una</strong> donna troppo presto volata in cielo a<br />
causa di un crudele destino, di <strong>una</strong> sorella, Raffaella, che con<br />
amore si completa non senza difficolta' <strong>per</strong> essere di conforto a<br />
quel fratello chiuso nel suo dolore e zia di <strong>Asia</strong>, che e' il filo<br />
conduttore di cio' che leggerete. Ultimo, non ultimo, Luca…<br />
scr<strong>it</strong>tore adorato dalla piccola <strong>Asia</strong> <strong>per</strong> le sue fiabe.<br />
Mi sono r<strong>it</strong>rovato in piu' di <strong>una</strong> occasione a commuovermi,<br />
tanto e’ stato il trasporto nel leggere questo romanzo, pagina<br />
dopo pagina… amore, dolore ma soprattutto s<strong>per</strong>anza, ho <strong>per</strong>cep<strong>it</strong>o<br />
chiaramente, rigo dopo rigo, sino a sentire sulla mia pelle<br />
il tumulto ed il travaglio di tutti questi cuori affamati... sempre<br />
sul punto di trovarsi e sub<strong>it</strong>o dopo, ad un passo dal non volere<br />
piu' incontrarsi.....<br />
Mi ha scaldato il cuore, nei trag<strong>it</strong>ti mattutini verso la mia tanto<br />
amata radio e mi ha fatto anche sorridere, pensando a tutte<br />
quelle <strong>per</strong>sone che, nelle loro quotidian<strong>it</strong>a', non desiderano altro<br />
che potere credere che tutto andra' <strong>per</strong> il verso giusto.<br />
Max Venegoni<br />
Maurizio "Max" Venegoni (Milano, 22 settembre<br />
1958) è un disc jockey e conduttore radiofonico <strong>it</strong>aliano,<br />
uno dei primi conduttori delle em<strong>it</strong>tenti radiofoniche<br />
private.<br />
Debuttò come conduttore radiofonico nel 1975, in<br />
<strong>una</strong> delle prime em<strong>it</strong>tenti private <strong>it</strong>aliane, Radio<br />
Milano Libera, <strong>per</strong> poi passare, nel 1977 alla più<br />
famosa Radio Studio 105, inizialmente leggendo i<br />
notiziari poi come speaker di diversi programmi da<br />
solo o in coppia con altri conduttori.<br />
7
Nel 1980 stabilì il record <strong>it</strong>aliano di durata ininterrotta<br />
alla conduzione di un programma, dal 7 marzo <strong>per</strong><br />
un <strong>per</strong>iodo di 48 ore.[1]<br />
Dal 1987 al 1991 condusse 105 Night Express, il<br />
primo programma serale della radio, in coppia con<br />
Marco Galli, appena arrivato a 105 da Radio Deejay.<br />
L'es<strong>per</strong>ienza ebbe un successo notevole durò 4 stagioni<br />
e successivamente venne spostata in fascia mattutina<br />
(VeneGalli Mattin Show) che non ebbe <strong>per</strong>ò il<br />
successo s<strong>per</strong>ato.<br />
Nel 1998 passò a Radio Montecarlo, conducendo<br />
nella fascia 10-13 il programma "Il curiosone" insieme<br />
a Monica Sala. Attualmente in onda dal lunedì al venerdì<br />
dalle 10 alle 13 in Rmc In Tempo Reale insieme<br />
a Monica Sala, programma che dalle 11 alle 12 muta<br />
denominazione in Teo in Tempo Reale osp<strong>it</strong>ando<br />
anche Teo Teocoli.<br />
Ha recentemente festeggiato i 30 anni di radio.<br />
8
- 1 -<br />
<strong>Asia</strong> non aveva parlato d’altro, durante l’intero trag<strong>it</strong>to<br />
verso casa e la sua giovane zia cominciò a credere<br />
fermamente che non avrebbe cambiato argomento,<br />
fino all’istante in cui l’avrebbe accompagnata a<br />
dormire, nonostante sarebbe accaduto più o meno tre<br />
ore più tardi.<br />
Raffaella era <strong>per</strong>fettamente a conoscenza, come<br />
d’altronde chiunque frequentava la bambina abbastanza<br />
assiduamente, della sua profonda e data la giovanissima<br />
età, inusuale ammirazione, nei confronti del famoso<br />
scr<strong>it</strong>tore <strong>per</strong> l’infanzia ma non avrebbe mai immaginato<br />
che si sarebbe ag<strong>it</strong>ata così tanto, all’ipotesi di poterlo<br />
conoscere <strong>per</strong>sonalmente... dopo tutto, <strong>Asia</strong>, aveva<br />
solo sei anni!<br />
Si era recata, come faceva quasi ogni pomeriggio, a<br />
prenderla all’usc<strong>it</strong>a del doposcuola ed accompagnandola<br />
a casa, aveva sco<strong>per</strong>to che l’insegnante di<br />
ortografia aveva proposto alle prime e alle seconde<br />
classi della scuola che frequentava, di recarsi ad assistere<br />
ad <strong>una</strong> sorta di dibatt<strong>it</strong>o, organizzato appos<strong>it</strong>amente<br />
con il noto scr<strong>it</strong>tore di favole Luca Antonioni,<br />
con il quale avrebbero potuto dialogare ed esporre<br />
ogni curios<strong>it</strong>à relativa alle sue o<strong>per</strong>e letterarie.<br />
“Mi ci devi assolutamente lasciare andare, zia, è<br />
favoloso!”. Esclamò, rientrando in cucina, dopo essersi<br />
recata a lavare le mani e piazzandolesi di fronte,<br />
mentre si accingeva a preparare la cena.<br />
“Sent<strong>it</strong>e il tono enfatico con cui pronuncia, assolutamente...<br />
“. Commentò Raffaella, mettendosi a ridere.<br />
“Dimmi la ver<strong>it</strong>à, <strong>una</strong> volta <strong>per</strong> tutte... ma quanti anni<br />
hai, veramente?! Quale genere di mostro nascondi,<br />
dentro quel corpicino, eh?!”. Rise anche la bambina<br />
mentre si metteva a sedere ad un capo del lungo tavolo.<br />
“E poi, non devi chiedere il <strong>per</strong>messo a me ma a tuo<br />
padre!”. Aggiunse.<br />
“Se gli parli tu e gli dici che mi accompagni...”.<br />
Ipotizzò <strong>Asia</strong>, continuando a sorprenderla <strong>per</strong> la<br />
9
grande abil<strong>it</strong>à che possedeva di giocare sempre ogni<br />
carta che sarebbe potuta essere sfruttata in suo favore.<br />
“Accompagnarti, dove?!”. Raffaella spalancò gli occhi,<br />
aprendo il frigorifero e cercando le uova che le<br />
servivano <strong>per</strong> cucinare il polpettone.<br />
“Oh ma insomma, zia, mi ascolti?!”. Sbottò la nipotina,<br />
sbarrando gli occhi più di quanto aveva appena fatto<br />
lei. “A vedere Luca, con la mia classe!”.<br />
“Non si era accennato al fatto che i bambini<br />
dovessero essere accompagnati e poi... non dovresti<br />
chiamare il signor Antonioni <strong>per</strong> nome, non siete<br />
parenti!?”. La rimproverò, trattenendo un sorriso.<br />
“La maestra ha detto che, oltre agli insegnanti,<br />
dovranno esserci degli adulti… almeno un paio <strong>per</strong><br />
classe”. Le spiegò, pacatamente. “Sono sicura che<br />
Luca ti piacerà e poi, mi leggi le sue favole da quando<br />
ero piccola...<br />
“Già...”. Annuì, sospirando. “Accidenti a me, che ti ho<br />
cresciuta a pane e favole di Luca Antonioni...”.<br />
Commentò, moderando il tono di voce.<br />
“Luca è meraviglioso, voglio conoscerlo!”. Ripeté, <strong>per</strong><br />
l’ennesima volta, la piccola <strong>Asia</strong>.<br />
“Vedrò cosa posso fare, d’accordo?”. Si arrese a tanto<br />
entusiasmo e alla tenerezza susc<strong>it</strong>ata da quella faccina<br />
adorabile che riusciva, la maggior parte delle volte, ad<br />
avere il sopravvento su ogni altra questione. “Adesso,<br />
vuoi andare di là a vedere un po' di TV, mentre rifletto<br />
su come organizzare il tutto?!”.<br />
<strong>Asia</strong> scattò in piedi, la raggiunse e le stampò due<br />
sonori baci sulle guance, prima di precip<strong>it</strong>arsi in<br />
soggiorno, lasciandola da sola. Raffaella scosse il capo,<br />
continuando a miscelare gli ingredienti <strong>per</strong> il polpettone,<br />
riflettendo sul loro rapporto e tornando a<br />
pensare alla giovane cognata, la mamma della bambina,<br />
prematuramente scomparsa.<br />
Suo fratello Stefano l’aveva sposata, sette anni prima,<br />
durante <strong>una</strong> splendida giornata di giugno ed avevano<br />
vissuto cinque anni felici, allietati dalla nasc<strong>it</strong>a di <strong>Asia</strong>,<br />
che si erano goduti insieme, <strong>per</strong> soli quattro anni.<br />
Quando Antonella era morta, strappata alle loro braccia<br />
10
da <strong>una</strong> malattia che non le aveva lasciato scampo,<br />
Stefano era stato annientato dal dolore e <strong>per</strong> un lungo<br />
<strong>per</strong>iodo, la sua famiglia, aveva temuto che non sarebbe<br />
riusc<strong>it</strong>o a venirne fuori integro.<br />
Era stata lei stessa ad offrirsi di stabilirsi, <strong>per</strong> un primo<br />
<strong>per</strong>iodo, in quella che era stata la casa che aveva condiviso<br />
con Antonella e di aiutarlo a crescere <strong>Asia</strong>, che<br />
allora aveva avuto appena quattro anni, in modo da<br />
tentare di dare loro motivi ai quali aggrapparsi, <strong>per</strong><br />
continuare ad amare la v<strong>it</strong>a.<br />
Erano trascorsi alcuni mesi, durante i quali aveva<br />
seriamente temuto che non fosse stata <strong>una</strong> buona<br />
idea, quella di venire a vivere con il fratello e con la<br />
nipotina, ancora troppo sconvolti <strong>per</strong> la grave <strong>per</strong>d<strong>it</strong>a<br />
sub<strong>it</strong>a, giorni che si erano rivelati penosi, <strong>per</strong> tutti...<br />
poi ne era arrivato uno, indubbiamente magico,<br />
durante cui qualcosa era cambiato ed erano segu<strong>it</strong>i<br />
altri giorni ed altre notti e quasi senza rendersene<br />
conto, a distanza di due anni, Raffaella continuava a<br />
vivere con loro e ad essere considerata <strong>una</strong> vice madre<br />
dalla bambina.<br />
Scosse il capo, rabbrividendo, come accadeva ogni<br />
volta che ricordava quel <strong>per</strong>iodo terribile e sospirò,<br />
tornando a concentrarsi sulla notizia che le aveva<br />
appena comunicato <strong>Asia</strong>, enfaticamente. Luca<br />
Antonioni, giovane scr<strong>it</strong>tore di fiabe e di racconti,<br />
dedicati prettamente ad un pubblico di bambini, l’aveva<br />
inconsapevolmente aiutata a stabilire il rapporto<br />
straordinario che era diventato quello con la nipote,<br />
quando aveva deciso di servirsi dei suoi libri <strong>per</strong><br />
tentare di su<strong>per</strong>are i momenti peggiori vissuti dalla<br />
piccola <strong>Asia</strong>. Probabilmente, era alla magia delle storie<br />
che sapeva inventare che doveva il tramutarsi di molte<br />
notti angosciose in serene e molti dei sorrisi che erano<br />
stati strappati, ad <strong>una</strong> profonda tristezza e Raffaella si<br />
trovò a pensare che sarebbe stato carino, approf<strong>it</strong>tando<br />
dell’occasione forn<strong>it</strong>ale dalla scuola frequentata dalla<br />
nipote, recarsi ad incontrarlo <strong>per</strong>sonalmente e magari,<br />
esprimergli la sua grat<strong>it</strong>udine. Certo, <strong>per</strong> la bambina,<br />
sarebbe stato strep<strong>it</strong>oso... infatti, aveva fatto del suo<br />
11
meglio <strong>per</strong> indurla a capire che, essere accompagnata<br />
a quell’incontro con lo scr<strong>it</strong>tore, sarebbe significato<br />
realizzare un sogno, durato almeno due anni e<br />
sebbene non sarebbe stato semplice sganciarsi dal<br />
lavoro <strong>per</strong> un’intera mattinata, sentì il dovere morale<br />
di accontentarla. Anche se, e sorrise rendendosene<br />
conto, sarebbe stata l’ennesima volta in cui<br />
gliel’avrebbe data vinta!<br />
“Zia ma ci pensi?!”. <strong>Asia</strong> spalancò gli occhi, assumendo<br />
quell’aria sognante che conosceva bene e che trovava<br />
incantevole.<br />
Raffaella appoggiò sulle gambe il libro che aveva<br />
appena iniziato a leggerle, rilassandosi, sulla sedia a<br />
dondolo e posandole lo sguardo dr<strong>it</strong>to in viso. “A cosa,<br />
dovrei pensare?”. Domandò, intuendolo chiaramente.<br />
“A quando incontreremo Luca!”. Esclamò la bambina,<br />
enormemente emozionata e scarsamente propensa ad<br />
addormentarsi.<br />
“Stai ancora pensando a lui?”. Le chiese, scuotendo<br />
leggermente il capo. “D’accordo, allora, dimmi...<br />
come te lo immagini, questo Luca?!”.<br />
“Bellissimo!”. Rispose, con <strong>una</strong> tale convinzione da<br />
apparire contagiosa. “Secondo me, ha gli occhi chiari<br />
e i capelli scuri, lunghi, lunghi...”.<br />
“Oh, Dio... lunghi quanto, scusa?”. Replicò, concedendole<br />
il sol<strong>it</strong>o atteggiamento complice che l’induceva<br />
a sentirsi più grande di quanto non fosse e che la<br />
compiaceva tantissimo. “Non è mica <strong>una</strong> donna!”.<br />
“Lunghi almeno fino a qui...”. Dichiarò, facendo<br />
segno alle sue spalle. “E sarà vest<strong>it</strong>o di azzurro, come<br />
i principi!”.<br />
“Adesso, mi prendi in giro...”. Commentò, divert<strong>it</strong>a.<br />
“Dì un po', signorinella... non sarebbe ora che ti<br />
mettessi a dormire?”.<br />
“Mancano ancora tre giorni, zia...”. Lei sospirò, mettendosi<br />
sotto le co<strong>per</strong>te. “Tre lunghissimi giorni...”.<br />
“Lunghi quanto i suoi capelli, allora!?”. Ribatté,<br />
mettendosi a ridere e chinandosi a baciarla su <strong>una</strong><br />
guancia. “Buonanotte, <strong>Asia</strong>... sogni d’oro”.<br />
12
“Buonanotte, zia...”. Rispose, raggom<strong>it</strong>olandosi sotto<br />
le co<strong>per</strong>te. “Zia...”. La chiamò, prima che oltrepassasse<br />
la soglia della sua camera. “Sono felice che sia<br />
proprio tu, mia zia...”.<br />
Raffaella sorrise, lievemente commossa da quella<br />
dichiarazione d’affetto. “Grazie...”. Le disse, spegnendo<br />
la luce. “Ora, dormi... vedrai che tre giorni passeranno<br />
in fretta!”.<br />
Stefano la salutò con un sorriso, quando lo raggiunse<br />
nella grande cucina, <strong>per</strong> bere insieme a lui il sol<strong>it</strong>o<br />
caffè serale. “Tutto bene?”. Domandò, posando il<br />
giornale che stava leggendo davanti a sé e guardandola<br />
attentamente in viso.<br />
“Tutto bene...”. Annuì, recandosi ad accendere il fornello.<br />
“Penso soltanto che <strong>Asia</strong> sia follemente<br />
innamorata di Luca Antonioni ma… a parte questo,<br />
va tutto bene!”.<br />
Suo fratello sorrise nuovamente. “Sono anni che le<br />
riempi il cervello con parole scr<strong>it</strong>te da lui, non<br />
dovresti essere sorpresa... non credi?”. Le rammentò,<br />
divert<strong>it</strong>o dall’intera faccenda. “Se non le avessi dato il<br />
<strong>per</strong>messo di seguire la classe, a quest’incontro, wow...<br />
temo che ce la saremmo inimicata, <strong>per</strong> il resto della<br />
v<strong>it</strong>a!”.<br />
“Ho combinato un guaio?”. Gli chiese, appoggiandosi<br />
ad uno dei mobili della cucina e fissandolo dr<strong>it</strong>to negli<br />
occhi. “Cavolo, credi davvero che sia colpa mia?”.<br />
“Andiamo, sto scherzando...”. La tranquillizzò, immediatamente.<br />
“Che male vuoi che ci sia, se <strong>una</strong> piccola<br />
ascoltatrice delle sue favole si è presa <strong>una</strong> cotta <strong>per</strong> chi<br />
le ha partor<strong>it</strong>e e scr<strong>it</strong>te?!”.<br />
“Non lo so, non vorrei che rimanesse delusa...”.<br />
Ipotizzò, sospirando. “Se questo Luca non rappresentasse<br />
esattamente quello che si è messa in testa, eh?<br />
Come credi che ci rimarrà se <strong>per</strong> caso, fosse biondo e<br />
avesse gli occhi scuri?!”.<br />
Stefano aggrottò la fronte, sconcertato. “Come?!”.<br />
“Un attimo fa, di sopra, mi ha detto che se lo immagina<br />
con gli occhi chiari e i capelli scuri...”. Tentò di<br />
13
spiegargli, pacatamente. “Ammettiamo che, al<br />
momento fatidico, ci troveremo di fronte <strong>una</strong> specie<br />
di scorfano... che so, un uomo brutto, magari stempiato,<br />
che dimostra il doppio della sua età! Come credi che<br />
la prenderebbe, <strong>Asia</strong>?!”.<br />
“Secondo me, ti stai preoccupando troppo...”.<br />
Affermò, ricominciando a ridere. “Sono così felice<br />
che sia qui...”. Aggiunse, con uno sguardo colmo di<br />
grat<strong>it</strong>udine. “Non so come avremmo fatto, se non ci<br />
fossi stata tu... sei la luce che illumina le nostre<br />
giornate grigie e non so come potremo mai ricompensarti<br />
abbastanza, sorellina”.<br />
Raffaella spense il fornello, approf<strong>it</strong>tandone <strong>per</strong><br />
voltargli le spalle, in modo da non mostrare le lacrime<br />
che stavano scendendo a rigarle il viso. “Sono stata io,<br />
a fare questa scelta, ricordi? E non me ne pentirò<br />
mai”. Gli rammentò, volutamente. “Quindi, non c’è<br />
nulla che tu debba o dovrai dire o fare, <strong>per</strong> me.<br />
D’accordo?”.<br />
Stefano sorrise. “Lascia almeno che ti ringrazi, ogni<br />
tanto...”. Affermò. “Solo questo...”.<br />
“Non sono riusc<strong>it</strong>a a tenere a freno il suo entusiasmo,<br />
<strong>per</strong> un solo minuto di segu<strong>it</strong>o...”. Raffaella si rivolse<br />
all’insegnante della bambina, nell’istante in cui si<br />
apprestarono a varcare la soglia della grande sala,<br />
all’interno del Forum di Assago.<br />
“Non si preoccupi, conosciamo bene l’amore che<br />
nutre <strong>per</strong> il signor Antonioni...”. Le disse, la donna,<br />
mettendosi a ridere. “Non passa giorno in cui <strong>Asia</strong><br />
non ci delizi, con <strong>una</strong> delle frasi appartenenti ad <strong>una</strong><br />
storia scr<strong>it</strong>ta da lui, che conosce a memoria... e le c<strong>it</strong>a<br />
con un tono che potremmo paragonare a quello di un<br />
poeta, quando declama le sue o<strong>per</strong>e! Le dirò, non<br />
abbiamo avuto dubbi, quando ci è stata prospettata la<br />
possibil<strong>it</strong>à di un incontro con questo giovane scr<strong>it</strong>tore...<br />
abbiamo sub<strong>it</strong>o pensato a lei e ci è sembrato<br />
quasi un dovere, nei confronti di <strong>una</strong> delle nostre<br />
alunne migliori, accettare di partecipare!”.<br />
Raffaella scosse il capo, divert<strong>it</strong>a e orgogliosa, quando<br />
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<strong>Asia</strong> le corse incontro, ricomparendo dal folto gruppo<br />
di bambini con i quali era spar<strong>it</strong>a, appena entrati e<br />
scorse un’espressione estasiata dipinta sul suo viso.<br />
“Zia...”. Mormorò, inv<strong>it</strong>andola a chinarsi <strong>per</strong> ev<strong>it</strong>are<br />
che sentisse qualcun altro. “Non te lo immagini proprio...<br />
è così bello!”.<br />
Scommetto che è vest<strong>it</strong>o di azzurro!”. Esclamò, prestandosi<br />
al gioco ed allietandosi del fatto che non<br />
fosse stata affatto delusa da quello che doveva essere<br />
stato l’incontro con il noto scr<strong>it</strong>tore, avvenuto chissà<br />
dove e durante quale dei pochi minuti che erano passati,<br />
dal loro ingresso nella sala.<br />
“Ha un completo blu...”. Sospirò, scuotendo la testa e<br />
continuando a parlare a bassa voce. “Zia, devi assolutamente<br />
vederlo... ha gli occhi verdi e i suoi capelli,<br />
neri, gli toccano quasi le spalle!”.<br />
“Non sarà che te lo sei semplicemente immaginato?”.<br />
Le chiese, supponendo che fosse stata v<strong>it</strong>tima della<br />
sua stessa fantasia.<br />
“Guarda tu stessa...”. Le suggerì, indicandole un<br />
punto lontano del salone, grem<strong>it</strong>o di bambini.<br />
Raffaella seguì la direzione del d<strong>it</strong>o della sua manina e<br />
fra i pochi adulti che emergevano fra le decine di<br />
testoline, individuò un giovane uomo, intento ad<br />
autografare libri e foglietti, con un sorriso degno di un<br />
affascinante rock-star dipinto sulle labbra.<br />
“È quello che sta stringendo la mano al papà di<br />
Stefania!”. Aggiunse, sua nipote, prendendola <strong>per</strong><br />
mano. “Andiamo, anche noi... gli ho detto che gli avrei<br />
presentato mia zia, muov<strong>it</strong>i!”.<br />
Seguendo la bambina, temette di essere stata condizionata<br />
dalle sue incontenibili emozioni, dato che le<br />
pulsazioni del cuore accele-rarono notevolmente. La<br />
ragazza lo osservò, mentre si avvicinavano e ne<br />
apprezzò immediatamente il paio di occhi chiari e brillanti,<br />
con i quali accarezzava ogni singolo bambino<br />
che gli rivolgeva la parola, oltre alle sue labbra estremamente<br />
sensuali ed ai capelli, nerissimi, che contornavano<br />
quel viso quasi assolutamente <strong>per</strong>fetto.<br />
Poteva essere semplicemente entrata a prendere parte<br />
15
di uno dei sogni di <strong>Asia</strong>? Se lo chiese, continuando a<br />
camminare in direzione dello scr<strong>it</strong>tore e quando si<br />
rese conto che il folto gruppo che lo aveva attorniato,<br />
si era quasi completamente scomposto, <strong>per</strong> recarsi a<br />
prendere posto nella sala, temette di aver commesso<br />
un grave errore ev<strong>it</strong>ando di prepararsi psicologicamente<br />
all’imminente presentazione che si accingeva a<br />
fare la sua impen<strong>it</strong>ente nipote. Che cosa gli avrebbe<br />
detto, dato che non si era certo aspettata come lei, di<br />
conoscere un giovane uomo estremamente attraente e<br />
a sentirsi introdurre, chissà con quali enfatici termini,<br />
dalla bambina meno timida che esisteva sulla faccia<br />
della terra?!<br />
“<strong>Asia</strong>...”. Mormorò, tentando di trattenerla, giunte a<br />
pochi passi da lui. “<strong>Asia</strong>, aspetta...”.<br />
La nipote sollevò lo sguardo, continuando a trascinarla<br />
<strong>per</strong> mano. “Che c’è?”. Domandò, decisamente<br />
disorientata, a causa dell’improvviso tentennamento<br />
dimostrato dalla zia.<br />
“Non sarebbe meglio aspettare la fine dell’incontro?”.<br />
Propose, pur aspettandosi che non sarebbe serv<strong>it</strong>o<br />
come deterrente.<br />
“Perché? Gli hanno già parlato tutti e poi, gli ho detto<br />
che ti avrei presentato...”. Replicò, infatti, apparendole<br />
più determinata che mai a procedere.<br />
“Ma cosa ti è venuto in mente?”. Domandò, sempre<br />
più a disagio in quella s<strong>it</strong>uazione.<br />
“Sei tornata...”. Luca Antonioni rivolse un sorriso<br />
solare alla bambina, in quel preciso istante, impedendo<br />
loro di continuare a discutere.<br />
“Sono andata a prendere la zia, non voleva venire...”.<br />
Gli spiegò lei, inducendola ad arrossire.<br />
“Non è esattamente così...”. Si scusò, porgendogli la<br />
mano ed incontrando uno sguardo trasparente, che<br />
avrebbe potuto facilmente catturare qualsiasi donna<br />
fosse stata sana di mente.<br />
“Buongiorno...”. Lui strinse la sua mano, serenamente,<br />
accarezzando la testa di <strong>Asia</strong> con l’altra ed esibendo,<br />
<strong>per</strong> entrambe, un sorriso pacato. “Mi auguro che non<br />
ce l’abbia con me, magari, <strong>per</strong>ché l’ho costretta a ricor-<br />
16
ere ad <strong>una</strong> giornata di ferie che avrebbe prefer<strong>it</strong>o conservare<br />
<strong>per</strong> un’occasione migliore...”.<br />
Raffaella abbozzò un sorriso, non potendo fare a<br />
meno di continuare a pensare che, qualunque donna<br />
sana di mente, avrebbe r<strong>it</strong>enuto ogni minuto speso in<br />
sua presenza... ottimamente speso. “Sono molto felice<br />
di essere qui”. Dichiarò. “<strong>Asia</strong> era talmente ansiosa di<br />
conoscerla che non mi sarei <strong>per</strong>donata di negarle<br />
l’opportun<strong>it</strong>à”.<br />
“Così, lei sarebbe tua zia...”. Luca si rivolse nuovamente<br />
alla bambina, scompigliandole appena i capelli.<br />
“Avevo ragione, vero?”. <strong>Asia</strong> sorrise, schiacciandogli<br />
l’occhio.<br />
“Suppongo di sì...”. Rispose lui, prendendo delicatamente<br />
il libro che stringeva fra le mani ed apprestandosi<br />
a firmarglielo. “A chi, lo devo dedicare?”. Le<br />
chiese poi, costringendola a recu<strong>per</strong>are il controllo.<br />
Scuotendosi velocemente dal lieve torpore che l’aveva<br />
avvolta, dopo aver scambiato poche parole con lui e<br />
cominciando a pensare che stesse semplicemente<br />
sprigionando parte della magia che ado<strong>per</strong>ava nel<br />
creare storie fantastiche, ricordò che aveva portato<br />
uno dei numerosi libri che possedeva, <strong>per</strong> farselo<br />
autografare. “A me...”. Rispose, quindi, sapendo che<br />
<strong>Asia</strong> aveva portato il suo prefer<strong>it</strong>o e che doveva già<br />
averglielo firmato.<br />
“Si chiama Raffaella...”. Gli suggerì la bambina,<br />
inducendoli a sorridere.<br />
“È vero...”. Lei annuì, sentendo aumentare un disagio<br />
che l’indisponeva.<br />
Non era il primo uomo affascinante che incontrava e<br />
comunque, cosa poteva avere di tanto diverso dagli<br />
altri?!<br />
“Me lo ricordo...”. Luca le rivolse <strong>una</strong> breve occhiata,<br />
accingendosi a scrivere sulla prima pagina del libro.<br />
“Me l’aveva già detto, sua nipote...”. Aggiunse, usando<br />
un tono dolce di voce che l’indusse a domandarsi se<br />
facesse parte della sua <strong>per</strong>sonal<strong>it</strong>à. “A Raffaella, notevole<br />
fonte d’ispirazione a cui dovrebbero attingere tutte le<br />
zie del mondo...”. Pronunciò quella dedica ad alta<br />
17
voce, facendo scorrere il tratto d’inchiostro della<br />
penna sul foglio e continuando a sorridere.<br />
“Ma cosa gli hai detto?!”. Domandò, a quel punto,<br />
arrossendo di nuovo.<br />
<strong>Asia</strong> allargò le braccia. “La ver<strong>it</strong>à...”. Rispose, mentre<br />
Luca le riconsegnava il libro, dopo averlo firmato.<br />
“Che sei bella, brava... assolutamente unica!”.<br />
Assolutamente...”. Ripeté lui, arcuando maliziosamente<br />
le sopracciglia e scambiando un’altra occhiata<br />
complice con la bambina, che aveva sub<strong>it</strong>o trovato<br />
adorabile e che lo aveva colp<strong>it</strong>o, <strong>per</strong> la sua loquac<strong>it</strong>à e<br />
<strong>per</strong> la simpatia con le quali lo aveva apostrofato e successivamente,<br />
intrattenuto.<br />
“Grazie...”. Raffaella sospirò, riprendendo <strong>Asia</strong> <strong>per</strong><br />
mano. “Ci scusi tanto, le abbiamo fatto <strong>per</strong>dere del<br />
tempo...”.<br />
“Niente del genere...”. Luca scosse il capo, senza<br />
riuscire a convincerla del contrario. “Grazie a voi, <strong>per</strong><br />
essere venute”.<br />
“Non saremmo mancate mai!”. Esclamò la bambina,<br />
seguendola verso le poche sedie che erano rimaste<br />
vuote ed inducendolo a ridere di gusto.<br />
Luca scosse la testa, osservandole discutere a bassa<br />
voce di qualcosa che doveva sicuramente aver infastid<strong>it</strong>o<br />
la giovane zia e ripensò al modo enfatico con il<br />
quale gliel’aveva descr<strong>it</strong>ta, sub<strong>it</strong>o dopo essersi presentata<br />
al suo cospetto, qualche minuto prima. “I bambini<br />
di oggi sono così... così poco bambini!”. Concluse<br />
fra sé, accingendosi a dare inizio al dibatt<strong>it</strong>o, colmo<br />
della gioia che gli trasmettevano e <strong>per</strong> la quale gli riusciva<br />
facile creare storie dedicate al loro mondo meraviglioso.<br />
Ambra la raggiunse, in r<strong>it</strong>ardo, al sol<strong>it</strong>o tavolo del bar<br />
dov’erano ab<strong>it</strong>uate a consumare un pasto veloce,<br />
durante la pausa destinata al pranzo. “Lo so, sono<br />
im<strong>per</strong>donabile, dovrei avvisare quando sopraggiungono<br />
degli intoppi...”. Esordì, accomodandolesi di<br />
fronte, comicamente trafelata.<br />
Raffaella guardò la sua più cara amica, con la sol<strong>it</strong>a<br />
18
espressione, divert<strong>it</strong>a e contemporaneamente infastid<strong>it</strong>a,<br />
dipinta sulla faccia. “E purtroppo, accade spesso...”.<br />
Commentò, porgendole la carta.<br />
Non mi avrai aspettato?!”. Le chiese, amplificando sul<br />
bel viso l’espressione affl<strong>it</strong>ta.<br />
“Non lo faccio, sempre?!”. Rispose, scuotendo il capo.<br />
“Coraggio, ordiniamo... la mia pausa finirà, fra meno<br />
di un’ora!”.<br />
Poco più tardi, davanti alle loro consumazioni frugali,<br />
Ambra assunse un’aria vagamente sospettosa.<br />
“Qualcosa non va?”. Le chiese Raffaella, supponendo<br />
di essersi sporcata involontariamente ed affrettandosi<br />
a specchiarsi nella vetrata che le stava accanto.<br />
“Dimmelo tu...”. L’esortò a parlare, continuando a<br />
scrutarla minuziosamente. “Voglio dire... <strong>una</strong> vocina<br />
adorabile e leggermente im<strong>per</strong>tinente, mi ha raccontato<br />
di un incontro, assolutamente magico!”.<br />
Lei scosse la testa, cominciando a ridere.<br />
“Assolutamente, eh?”. Ripeté, comprendendo chiaramente<br />
che stava alludendo a sua nipote <strong>Asia</strong>. “Ha<br />
detto proprio così?”.<br />
“Insomma, voi due, ve ne andate a conoscere il<br />
principe azzurro e non mi d<strong>it</strong>e niente?!”. Replicò,<br />
divert<strong>it</strong>a. “Passi <strong>per</strong> lei ma ero convinta che tu fossi la<br />
mia migliore amica!”.<br />
“Alludi, forse, al m<strong>it</strong>ico Luca Antonioni?”. Le chiese,<br />
continuando a scuotere la testa. “Non so cosa dirti,<br />
<strong>Asia</strong> è impazz<strong>it</strong>a... se prima mi metteva il broncio se<br />
non le leggevo <strong>una</strong> delle numerose favole scr<strong>it</strong>te da lui,<br />
da quando abbiamo avuto la sventura d’incontrarlo <strong>per</strong>sonalmente,<br />
va in giro ripetendo che hanno fatto amicizia<br />
e il guaio è che qualcuno finirà <strong>per</strong> crederle!”.<br />
“A me risulta che, da qualche parte, in camera tua, faccia<br />
mostra di sé un libro con <strong>una</strong> dedica autografata<br />
che rec<strong>it</strong>a più o meno: A Raffaella, fonte d’ispirazione<br />
a cui dovrebbero attingere tutte le zie del mondo...”.<br />
Dichiarò, prendendola affettuosamente in giro. “Puoi<br />
confermarmelo?”.<br />
“Notevole fonte d’ispirazione, se vogliamo essere precisi...”.<br />
Replicò, allontanando il suo piatto sul tavolo e<br />
19
sospirando. “Vuoi che ti dica come la penso?”.<br />
“Ti è passato l’appet<strong>it</strong>o?”. La canzonò, notando che<br />
non aveva fin<strong>it</strong>o di mangiare la pasta che aveva<br />
ordinato.<br />
“Se vuoi sa<strong>per</strong>lo, Luca Antonioni, è davvero pregevole...”.<br />
Sbuffò, rendendosi conto che doveva averlo<br />
intu<strong>it</strong>o e che <strong>per</strong> quello, la stava provocando<br />
maliziosamente. “Insomma, sono andata ad accompagnare<br />
<strong>Asia</strong> <strong>per</strong> farla felice, preoccupata che potesse<br />
restare delusa e cosa mi sono trovata davanti? Un giovane<br />
uomo, attraente, incredibilmente affabile, intelligente...”.<br />
“Possibile che non avessi la minima idea di come<br />
fosse?”. Replicò, interrompendola. “Leggi i suoi libri,<br />
da anni e ci hai cresciuto tua nipote...”.<br />
“Già... ma non mi sono mai premun<strong>it</strong>a di scoprire<br />
come fosse, probabilmente, anche <strong>per</strong>ché non volevo<br />
rischiare di rimanerne delusa!”. Spiegò, giustificando<br />
se stessa. “Chissà <strong>per</strong>ché, avevo prefer<strong>it</strong>o credere che<br />
fosse bruttino, insignificante... <strong>per</strong>sino stempiato!”.<br />
“Ho sempre pensato che fossi un tantino strana...”.<br />
Ironizzò, scuotendo il capo. “<strong>Asia</strong> dice che non ti<br />
aveva mai visto tanto... aspetta, come ti ha defin<strong>it</strong>o?<br />
Ah, sì... tanto inscimun<strong>it</strong>a!”.<br />
“Gran bel termine...”. Raffaella non poté fare a meno<br />
di ridere, nonostante tutto. “D’altra parte, non ha tutti<br />
i torti... devo aver fatto la figura dell’ebete, non riuscivo<br />
quasi a farmene <strong>una</strong> ragione, cosa vuoi che ti dica!?”.<br />
“Avrà pensato che non foste veramente parenti, allora!”.<br />
Ambra scoppiò a ridere, contagiandola in fretta.<br />
“Lascia che ti dica che tua nipote è un vero diavolo...<br />
se avesse qualche anno in più, sarebbe in prima fila fra<br />
le corteggiatrici di Antonioni, non credi?”.<br />
“Assolutamente!”. Convenne, con tono enfatico.<br />
“Sono così felice che stia crescendo, così forte e sicura...<br />
quando è morta Antonella, ho veramente temuto<br />
che il trauma subìto avrebbe comunque influ<strong>it</strong>o sulla<br />
sua cresc<strong>it</strong>a”. Confessò, r<strong>it</strong>ornando seria. “Avevo il<br />
terrore che non sarei stata in grado di supplirne la<br />
mancanza... che non sarei stata accettata”.<br />
20
“Invece, non solo è andato tutto bene... ma ti sta pure<br />
cercando mar<strong>it</strong>o!”. Concluse l’amica, gettando un’occhiata<br />
al suo orologio da polso. “Casp<strong>it</strong>a, si è fatto<br />
tardi!”.<br />
“Già...”. Lei annuì, alzandosi in piedi. “Devo tornare<br />
in biblioteca...”. Asserì, seguendola verso la cassa del<br />
bar. “Ci vediamo, domani!”.<br />
“E mi raccomando... non pensare troppo a Luca!”. La<br />
congedò, schiacciandole l’occhio.<br />
“Un giorno, mi fermerò a riflettere sul motivo <strong>per</strong> cui<br />
continuo a r<strong>it</strong>enerti la mia migliore amica...”. Affermò,<br />
mettendosi a ridere. “E probabilmente, deciderò che<br />
era comunque sbagliato!”.<br />
Luca si fermò, dopo essere entrato nella grande<br />
Biblioteca milanese, all’interno di <strong>una</strong> delle sale che<br />
contenevano i numerosi testi del settore dedicato a<br />
“Storia e Geografia”, sospirando. Cominciò ad osservare<br />
i numerosi scaffali, straripanti di libri e si r<strong>it</strong>rovò<br />
a domandarsi se non avesse scelto il pomeriggio<br />
sbagliato, <strong>per</strong> cominciare la difficoltosa ricerca che gli<br />
sarebbe occorsa <strong>per</strong> la stesura del suo prossimo<br />
racconto.<br />
Gli servivano informazioni e dettagli precisi riguardo<br />
la nazione australiana, in modo da poter successivamente<br />
confezionare un luogo fantastico, dove avrebbe<br />
ambientato la prossima <strong>favola</strong> eppure continuava a<br />
pensare di aver commesso un errore, decidendo di<br />
cominciare quello studio importante durante il freddo<br />
pomeriggio dicembrino che rendeva Milano più<br />
malinconica del sol<strong>it</strong>o e che manteneva il suo morale<br />
incredibilmente basso. Amava molto quella che, da<br />
molti, era r<strong>it</strong>enuta <strong>una</strong> professione e che, invece, considerava<br />
la sua grande ed incrollabile passione ed era<br />
sol<strong>it</strong>o scrivere molto più materiale di quanto effettivamente<br />
venisse successivamente pubblicato, <strong>per</strong>ò, <strong>per</strong><br />
lavorare al massimo delle sue potenzial<strong>it</strong>à, aveva<br />
bisogno di concentrazione e sebbene non esistesse un<br />
motivo preciso, al momento, segu<strong>it</strong>ava a scarseggiare...<br />
al punto da indurlo a convincersi di avere fatto un<br />
21
viaggio inutile.<br />
Luca continuò a girovagare all’interno delle sale<br />
adiacenti, mantenendo le mani nelle tasche del<br />
pullover che indossava e lo stava ancora facendo,<br />
quando lo scorse Raffaella. La ragazza credette di<br />
essere v<strong>it</strong>tima di <strong>una</strong> sorta di allucinazione, probabilmente,<br />
dovuta al simpatico delirio della nipotina che<br />
segu<strong>it</strong>ava da giorni, a parlarle dello scr<strong>it</strong>tore, con<br />
enfasi e del dialogo vagamente malizioso che aveva<br />
scambiato, con la sua migliore amica, il giorno prima.<br />
Stropicciò gli occhi, fermandosi sulla soglia di <strong>una</strong><br />
delle grandi sale, stringendo nervosamente i fogli che<br />
si stava dirigendo a fotocopiare e s’impose di mantenere<br />
la lucid<strong>it</strong>à necessaria a comprendere di chi<br />
potesse effettivamente trattarsi.<br />
Osservò quel giovane uomo attraente che camminava,<br />
apparentemente tranquillo, fermandosi di tanto in<br />
tanto a fissare qualche testo sugli scaffali, cercando in<br />
lui le caratteristiche che le avevano reso Luca<br />
Antonioni immediatamente amabile.<br />
Aveva capelli abbastanza lunghi, pettinati all’indietro e<br />
piuttosto mossi, indossava indumenti di stile moderno<br />
e di colore nero e sembrava corrispondere all’altezza e<br />
alla prestanza fisica dello scr<strong>it</strong>tore... assolutamente,<br />
avrebbe decretato <strong>Asia</strong> e Raffaella sorrise, stringendosi<br />
nelle spalle.<br />
Luca si mosse, dopo aver sfogliato un libro, in piedi,<br />
di fronte allo scaffale dal quale l’aveva preso e istintivamente,<br />
Raffaella si nascose dietro ad uno stip<strong>it</strong>e,<br />
stringendo ancora i fogli fra le mani, temendo di poter<br />
essere colta sul fatto. Ma di cosa poteva preoccuparsi,<br />
dopo tutto, si chiese... Luca Antonioni non l’avrebbe<br />
sicuramente riconosciuta e quindi, non correva alcun<br />
<strong>per</strong>icolo. O era vero, il contrario?<br />
Non era forse <strong>per</strong>icoloso, essersi praticamente immobilizzata<br />
<strong>per</strong> fissare quel giovane uomo attraente, <strong>per</strong>dendosi<br />
a vagare con la fantasia, sapendo <strong>per</strong>fettamente<br />
di non avere alc<strong>una</strong> s<strong>per</strong>anza?!<br />
Scosse leggermente il capo, mentre non poté fare a<br />
meno d’immaginarsi quello che le avrebbe detto sua<br />
22
nipote se fosse venuta a sa<strong>per</strong>e che occasione le si era<br />
prospettata e il modo in cui se la stava lasciando<br />
sfuggire di mano, incamminandosi, in tutta fretta, <strong>per</strong><br />
recarsi nell’ufficio dov’era s<strong>it</strong>uato il fotocopiatore e<br />
voltandosi a guardare Luca, <strong>per</strong> un ultimo momento,<br />
rimpianse di non essersi potuta specchiare nel mare<br />
verde grigio dei suoi occhi. Raffaella finì <strong>per</strong> scuotere<br />
nuovamente la testa, dandosi dell’emer<strong>it</strong>a cretina, <strong>per</strong><br />
non essere stata abbastanza coraggiosa da tentare di<br />
cogliere l’inaspettata, quanto sicuramente irripetibile,<br />
occasione.<br />
Luca gettò un’occhiata al suo orologio da polso e si<br />
sorprese, accorgendosi che si erano fatte le diciotto e<br />
cinquanta. Mancavano soltanto dieci minuti all’orario<br />
di chiusura della Biblioteca e se non si fosse dato <strong>una</strong><br />
mossa, concluse, avrebbe rischiato di farsi cortesemente<br />
sbattere fuori!<br />
Sospirò, chiudendo il libro che aveva sfogliato fino a<br />
quel momento, così come fece con l’agenda che aveva<br />
usato <strong>per</strong> prendere appunti e si alzò, <strong>per</strong> recarsi a sistemarlo<br />
sullo scaffale dal quale l’aveva precedentemente<br />
tolto. Si rendeva pienamente conto di non<br />
essere riusc<strong>it</strong>o a lavorare bene, a causa dello stato<br />
d’animo malinconico che lo aveva assal<strong>it</strong>o, durante il<br />
pomeriggio e che aveva indotto la sua mente a<br />
suggerirgli di tornarsene a casa, <strong>per</strong> ev<strong>it</strong>are quello che<br />
era effettivamente successo.<br />
“Pazienza...”. Si disse, posando il libro e spingendolo<br />
a fondo, sullo scaffale. “Tornerò e caccerò a viva forza<br />
questa malinconia, così potrò dedicarmi al mio studio<br />
e magari, tentare di scrivere qualcosa che somigli di<br />
più a degli appunti concreti!”.<br />
Sorrise, scuotendo leggermente la testa, quindi si<br />
voltò <strong>per</strong> raggiungere l’usc<strong>it</strong>a della sala e in quel<br />
momento, riconobbe un volto... quello dell’impiegata<br />
che stava cominciando a spegnere le luci, appena fuori<br />
dalla sala dove era rimasto a consultare i primi testi<br />
relativi agli usi e costumi dell’Australia.<br />
Luca si soffermò ad osservarla, scorgendola arrossire<br />
23
lievemente e quel particolare, <strong>per</strong> altro così amabile, lo<br />
indusse a ricordare qualcos’altro. Una bambina assolutamente<br />
adorabile, che lo aveva calam<strong>it</strong>ato, durante un<br />
incontro con <strong>una</strong> delle numerose scolaresche milanesi<br />
e che gli aveva parlato di <strong>una</strong> zia assolutamente piena<br />
di pregi e priva di difetti!<br />
“Salve!”. Esclamò, andandole incontro con la mano<br />
tesa, nell’atrio.<br />
La mano di Raffaella si bloccò su uno degli interruttori<br />
che aveva spento fino a quell’istante e le<br />
pulsazioni del cuore tornarono ad accelerare, come la<br />
prima volta che aveva avuto l’opportun<strong>it</strong>à di parlargli,<br />
inducendola a porsi sulle difensive. Voltò lentamente<br />
il capo, temendo l’incontro dei loro occhi e si finse<br />
piuttosto sorpresa. “Prego?”. Mormorò, osservando<br />
la mano che le aveva porto <strong>per</strong> stringere la sua, come<br />
gli <strong>per</strong>mise di fare.<br />
“Si ricorda di me?”. Le chiese, sconcertandola.<br />
Come avrebbe potuto dimenticarsi di lui, si rispose...<br />
era <strong>per</strong>fettamente conscia che sarebbe stato improbabile,<br />
anche se non ci fosse stata <strong>Asia</strong> a parlarle di lui,<br />
continuamente. Fece un breve cenno affermativo con<br />
il capo, abbozzando un sorriso. “Mi scusi, ero totalmente<br />
soprappensiero e...”. S’interruppe, prendendo<br />
coscienza di ciò che avrebbe dovuto sconcertarla.<br />
“Piuttosto, lei... come fa a ricordarsi di me?”.<br />
Domandò.<br />
“Le dirò... ho spesso l’opportun<strong>it</strong>à di conoscere i miei<br />
piccoli lettori ed i loro familiari ma raramente ho<br />
avuto quella di parlare con <strong>una</strong> bambina in possesso di<br />
un vocabolario così ricco di termini e talmente<br />
innamorata della zia, come sua nipote!”. Le spiegò,<br />
sinceramente, inducendola a sorridere. “Una bambina<br />
adorabile, se posso <strong>per</strong>mettermi...”. Aggiunse, continuando<br />
a sorprenderla.<br />
“Grazie...”. Raffaella comprese di sentirsi a disagio, in<br />
piedi, di fronte all’affascinante scr<strong>it</strong>tore, al centro del<br />
grande atrio semi buio della Biblioteca. “Sarà così<br />
felice di sa<strong>per</strong>e di essere ancora fra i suoi pensieri,<br />
signor Antonioni... <strong>Asia</strong> ha un’autentica passione, <strong>per</strong><br />
24
i suoi racconti!”.<br />
“Grazie a lei, se rammento bene...”. Commentò,<br />
abbozzando un sorriso.<br />
“Mi auguro che non le abbia raccontato qualcosa di<br />
sconveniente!?”. Esclamò, arrossendo di nuovo.<br />
“Avrebbe potuto?!”. Ribatté lui, ammiccando leggermente<br />
e compiacendosi del modo in cui si coloravano<br />
le sue guance, rendendogliela impagabile.<br />
“Certo che no ma <strong>Asia</strong> è così...”.<br />
“Assolutamente imprevedibile?!”. Terminò <strong>per</strong> lei,<br />
scoppiando sub<strong>it</strong>o dopo a ridere e contagiandola<br />
immediatamente.<br />
Raffaella annuì. “Proprio così”. Rispose. “Sono<br />
davvero felice di averla incontrata, ma dovrei<br />
proprio...”.<br />
Chiudere?”. L’interruppe nuovamente, guardandosi<br />
intorno. “Lei sta lavorando ed io le sto facendo<br />
<strong>per</strong>dere del tempo...”.<br />
“Non è questo...”.<br />
“Posso aspettarla?”. Domandò, sconcertandola. “Mi<br />
piacerebbe parlare ancora un po' di <strong>Asia</strong>... quella bambina,<br />
mi ha conquistato!”.<br />
“Se solo la sentisse...”. Commentò, divert<strong>it</strong>a.<br />
“L’aspetto, qui... posso?”. Le chiese, ignorando di<br />
averla enormemente confusa, con quell’inv<strong>it</strong>o...<br />
inaspettato, quanto la sua presenza nel luogo dove<br />
lavorava.<br />
“Devo sbrigare ancora alcune cose...”. Rispose,<br />
imbarazzata.<br />
“Sono im<strong>per</strong>donabile...”. Luca scosse il capo. “Forse,<br />
ha già degli impegni ed io, così, le sto rendendo difficoltoso<br />
rifiutare...”.<br />
“Mi aspetti, laggiù”. Dichiarò, rompendo ogni indugio<br />
ed indicandogli la porta principale. “Farò in un attimo...<br />
glielo prometto”.<br />
“Faccia con comodo, invece”. Sorrise, accompagnandola<br />
con lo sguardo fino all’imbocco del corridoio che<br />
avrebbe dovuto <strong>per</strong>correre <strong>per</strong> tornare nel suo ufficio.<br />
Raffaella impose alle sue gambe di non correre, così<br />
come tentò di convincere le pulsazioni del cuore a<br />
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allentare, riflettendo su quanto era appena successo,<br />
dirigendosi al piano su<strong>per</strong>iore della grande villa che<br />
osp<strong>it</strong>ava la Biblioteca da più di vent’anni.<br />
Quando aveva riconosciuto Luca Antonioni, durante<br />
quello stesso pomeriggio ed era restata <strong>per</strong> alcuni<br />
minuti ad osservarlo, ben nascosta dallo stip<strong>it</strong>e di <strong>una</strong><br />
porta, si era concessa il tempo <strong>per</strong> pensare alla<br />
reazione che avrebbe avuto sua nipote se avesse<br />
deciso di raccontarglielo e aveva nuovamente notato<br />
l’avvenenza fisica dello stesso. Niente l’aveva indotta a<br />
supporre che, se mai si fosse accorto della sua presenza,<br />
sarebbe stato lui stesso ad abbordarla, ricordandosi<br />
di averla precedentemente incontrata... nonostante il<br />
mer<strong>it</strong>o sarebbe stato da attribuire alla fortissima <strong>per</strong>sonal<strong>it</strong>à<br />
della piccola <strong>Asia</strong>, concluse fra sé, continuando<br />
a camminare lentamente. Invece, era così che si<br />
erano svolti i fatti... Luca l’aveva riconosciuta e le aveva<br />
chiesto di aspettarla, illuminando improvvisamente il<br />
grigiore dell’ennesima giornata lavorativa che volgeva<br />
al termine con la luce emanata dai suoi occhi che l’avevano<br />
sfiorata con naturalezza, durante il loro breve<br />
dialogo avvenuto nell’atrio.<br />
“E adesso, cosa faccio?”, si domandò, lasciandosi<br />
avviluppare dalle mille paure legate alla sua proverbiale<br />
timidezza, “Sto <strong>per</strong> uscire con Luca Antonioni...<br />
un uomo così intelligente e cosi abile, a giocare con le<br />
parole! Saprò esserne all’altezza?”. Scosse il capo,<br />
facendo cenno ad <strong>una</strong> collega di aver compiuto le<br />
sol<strong>it</strong>e o<strong>per</strong>azioni del turno pomeridiano e raccogliendo<br />
le sue cose, accingendosi a lasciare l’ufficio. “E soprattutto...”,<br />
continuò a domandarsi, preoccupata, “saprò<br />
fingere di non esserne attratta?!”.<br />
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