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pErsonaggio di CopErtina

EriK volpE

> pErsonaggio dEl mEsE

mitu montEiro

> naish dEmo tour

Con KEvin langErEE

> novità – grassKitE

> EvEnti nazionali

Anno I - 2012

numero 3

Giugno/Luglio

Campionato italiano CKi-Fiv

> CablE mania

CablE parK boardslidE 2.0


pErsonaggio di CopErtina

EriK volpE

> pErsonaggio dEl mEsE

mitu montEiro

> naish dEmo tour

Con KEvin langErEE

> novità – grassKitE

> EvEnti nazionali

Anno I - 2012

numero 3

Giugno/Luglio

Campionato italiano CKi-Fiv

> CablE mania

CablE parK boardslidE 2.0


UC Distribution S.r.l.

Via Luigi Abbiati, 13

25025 BRESCIA

tel. +39.030.3583010 - fax. +39.030.2659109

info@ucdistribution.it

www.ucdistribution.it


Anno I n.3 Giugno-Luglio 2012

cover

Rider: Erik Volpe

Foto: Courtesy Slingshotsports.com

Official Media Partner:

aprile-maggio 2012k m 6

Rider: Andrea Ragazzoni photo: Federica Ponteggi

Direttore responsabile:

Roberta Pala (r.pala@kitemag.it)

reDazione:

Caposervizio

Maite Boccardi (m.boccardi@kitemag.it)

CoorDinamento eDitoriale

Roberta Pala (r.pala@kitemag.it)

Web eDitor

Tristano Cardarelli

GrafiCa:

Maurizio Bagliani (grafica@luxurymedia.it)

art Director

seGreteria Di reDazione:

Maurizio Mannu

(m.mannu@luxurymedia.it)

luxury media srl

Sede legale:

Via Di Vigna Stelluti, 157 00191- Roma

Sede Operativa e Amministrativa

Via Elena Brandizzi Gianni, 34/36

00156 - Roma

Pubblicità:

adv@kitemag.it

Direzione e reDazione:

Via Elena Brandizzi Gianni, 34/36

00156 - Roma

Distribuzione:

Poste Spa - Postebusiness Roma 11

prepress e stampa:

D'Auria Printing Spa

N. iscrizione nel registro della stampa del

Trib. di Roma: 385/2011 del 12/12/2011

hanno Collaborato:

foto:

John Bilderback, Toby Bromwich, Tommaso

Caldani, Gilles Calvet, Simona Canicossa,

Giangi Chiesura, Emanuel Coco, Matteo

Conficoni, Quincy Dein, Tony di Napoli, Brian

Elkus, Roberto Foresti, Stu Gibson, Kevin

Langeree, Lido Hans Lattanzi, Lorenzo Maurizi,

Luca Piana, Axel Reese, Sandro Tocco,

François Van Malleghem, Nicola Volpe

testi:

Davide Baldi, Vincenzo Bigione, Max BB

Bottura, Francesco Cannalonga, David De

Angelis, Enrico Giordano, Lido Hans Lattanzi,

Stefano Martinelli, Manuela Procopio,

Alberto Rondina, Benigno Virdis, Erik Volpe


7kfebbraio-marzo 2012

0039 333 6597519

m info@doorwaysport.com - www.doorwaysport.com


16

22

30

sommario

Anno I n. 3 - Giugno-Luglio 2012

8_Editoriale

10_Video del momento_News

15_Hard Shoot

16_Personaggio di Copertina_Erik Volpe

20_Accessori cool

22_Hard Shoot

24_Personaggio del mese – Mitu Monteiro

28_Hard Shoot

30_Viaggio – Filippine - Boracay

36_Eventi Internazionali – PKRA 2012

42_Personaggi che hanno fatto la storia del kitesurf – Roberto Ricci

44_Trick - FRONT2BLIND

46_Campioni – John Heineken

48_Girovelando - Naish Demo Tour con Kevin Langeree

52_Inviato speciale – Vincenzo Bigione dall’Egitto

54_Eventi Internazionali – Alice Brunacci e Chiara Esposito tingono d’azzurro

(o dovremmo dire di rosa?) il podio del Mini Kitesurf Tour Europe!

60_Record – Bruno Sroka batte il record di traversata della Manica

62_Novità – Grass Kite

64_Eventi Nazionali - Regate Kiteboarding FIV-CKI - Scauri - Senigallia

68_Eventi Nazionali - Regate Kiteboarding FIV-CKI - Open Water Challenge Oristano

36

46


72_Around the World – Cabrinha a Tarifa

76_Eventi Italiani - KB4Girls Chapter Rome

78_Meeting – Best Meeting in Portogallo con Stefano Martinelli

82_Mondo Cable - Cable park Boardslide 2.0 Cervia

86_Tips - Come riportare la tavola a un amico

88_Test RRD – Religion MKII

90_Fitness – La preparazione atletica per il kitesurf

92_Eventi Italiani - Sardinia Kite Experience

94_Iniziative - Il Kiteboarding al “Sport Expo di Verona”

96_Kite Mag vi da appuntamento a…

92

72 78

86

82


Cari kiters,

è stato un periodo di grandi novità con l’ingresso ufficiale del kitesurfing quale disciplina Olimpica, a Rio 2016, è stato un

lavoro lungo e impegnativo, quello dell’IKA, ma alla fine ciò che i ragazzi hanno fatto vedere nell’importantissima vetrina

di Santander, è stato determinante. Il kitesurf ha dimostrato di avere delle potenzialità incredibili, soprattutto con i venti

molto leggeri, si è presentato come uno sport veloce, appassionante, incantando tutti, dagli atleti degli altri sport velici, al

direttivo, responsabile delle decisioni. Adesso sta ai nostri ragazzi far vedere il loro valore e combattere ai vertici.

E già l’Italia ha ottenuto podi davvero importanti negli ultimi due mesi, la favolosa vittoria di Alice Brunacci nel circuito Europeo,

Mini KTE, imponendosi nettamente sulle avversarie, proprio nel giorno dell’annuncio dell’ingresso del kite alle Olimpiadi.

Nel freestyle è stata Chiara Esposito a salire sul gradino più alto del podio, sempre nella prima tappa austriaca del

KTE. Per gli uomini, Simone Santoni ha vinto la categoria master ai Gold Games di Hyères e Simone Vannucci si è piazzato

terzo nella stessa categoria, risultati che ci proiettano con il pensiero a Rio 2016.

Nel campionato mondiale freestyle PKRA, il nostro Alby ha conquistato due secondi posti consecutivi, in Francia e Olanda,

trovandosi per due volte a battere l’amico-rivale Youri Zoon, campione del mondo in carica, e combattere per la finale con

il forte atleta spagnolo Alex Pastor, che domina la vetta del circuito.

Il comune denominatore di tutto? La passione per questo sport!

In questo terzo numero di Kite Mag ci sono anche le sfide ai limiti, come la traversata della Manica di Bruno Sroka, ci sono

gli uomini che hanno fatto la storia del kitesurfing, come Roberto Ricci, ci sono i semplici appassionati, che si inventano

nuovi modi per divertirsi con un kite tra le mani, ci sono i professionisti, che danno i loro consigli su come affrontare un’adeguata

preparazione al kitesurfing.

E poi quelli considerati idoli dello sport, come Mitu, un ragazzo che, dalla sua isola di Sal, ha conquistato il mondo, restando

sempre l’umile persona che avevo conosciuto nel 2005, quando aveva un solo kite e faceva i 360 sul lip di Ponta Preta…

C’è l’intervista al personaggio di copertina, il nostro giovane Erik Volpe, esplosivo talento pugliese. Poi il demo tour dell’ex

campione del mondo Kevin Langeree, i nostri eventi nazionali con le prime tappe FIV-CKI, e le nuove tendenze, con i cable

park che cominciano a spopolare nella penisola.

C’è tanto… e c’è da parte nostra la voglia di fare sempre di più. In questo non facile periodo, lo sport è ciò che “fa staccare

la spina” un po’ dai problemi del quotidiano, quel senso di libertà e di leggerezza mentale che ci accompagna nelle nostre

uscite, è indispensabile per la nostra serenità e, come direbbe Vincenzo Bigione, il nostro “inviato speciale” in giro per il

mondo… il kitesurf è un cuore, un amore, un destino…

9k m giugno-luglio 2012

Editoriale

R.P.


Mallory de la Villemarqué alle Hawaii

http://vimeo.com/41412020

Free ride project

http://vimeo.com/41314544

Karolina Winkowska

http://vimeo.com/38853581

Pole dancing

http://vimeo.com/41729192

Nicky P and Chris B. - Triple S pre-game

https://vimeo.com/43248865

Ian Allredge

http://vimeo.com/42674473

Sam Light - Turkey Mixup

http://vimeo.com/43732321

The Cape Verde Episode

http://www.youtube.com/watch?v=KcNj88Pi4Bo

giugno-luglio 2012k m 10


NEWS

Cut ‘n’ kite – Riparazioni

e assistenza kite online

A Oristano, in Sardegna, dalla passione e dedizione di due ragazzi, Mio

ed Enrico, apre un centro riparazione e assistenza kitesurf, la CuT ‘n’

KiTe. Online il nuovo sito www.cutnkite.com, nel quale si può calcolare

l’entità del danno e fare un preventivo online immediato e quindi prenotare

il ritiro e la consegna a domicilio, in tutta Italia e tutto l’anno.

Ottima soluzione per chi non sa dove portare il proprio kite rotto o non

ha tempo di farlo (indaffarati nella vita frenetica quotidiana) evitando

così, spesso, di far giacere la propria ala, barra o camera d’aria, come

irrecuperabili, in uno sgabuzzino! Mio ed Enrico troveranno sicuramente

una soluzione e con brevi tempi di consegna. CuT ‘n’ KiTe opera

anche per chi volesse soluzioni

professionali personalizzate

per barra,

linee, camera d’aria, per

tutti i modelli e marche di

kite. Per info: www.cutnkite.com,

la pagina Facebook

CuT 'n' KiTe o su

Twitter @CUTNKITE.

EVIVA SPORTS kite & more...

KannaKitesurf

Scuola di kiteboard, KannaKitesurf, riconosciuta dalla Federazione Italiana

Vela con istruttore 1° livello FIV. La scuola è stata la naturale conseguenza

di oltre 10 anni d’esperienza dell’attuale Presidente Francesco

Cannalonga, istruttore kiteboard dal 2003. Gli spot in cui la scuola opera

sono due: la ventosissima Cetara, caratteristico paesino in Costiera Amalfitana,

dove soffia un quotidiano vento termico tra i 15 ed i 18 nodi, durante

il periodo estivo. La costa è rocciosa e si esce con l’utilizzo del

servizio Lift che assiste i kiters dalla

preparazione del kite a terra, al lancio

dalla barca, fino al recupero edal rientro

in porto. Sempre a Cetara, la scuola

utilizza un secondo gommone per i

corsi base in acqua dove l’allievo potrà

provare le prime partenze al largo, lontano

da bagnanti, in assoluta sicurezza

ed in condizioni di mare piatto. Rapidissimo

e divertente l’apprendimento,

anche grazie alla collaborazione del Circolo Canottieri Irno di Salerno

che mette a disposizione comodi spogliatoi, ricovero materiali e rimessaggio

barca. La spiaggia di Paestum, zona sud del golfo di Salerno, in

collaborazione con l’Hotel Parco dei Principi che offre servizio spogliatoio,

ristorante, bar e parcheggio custodito tutto l’anno. La spiaggia è utilizzata

per le prime lezioni di conduzione dell’aquilone e quando arriva vento di

perturbazione. Entrambi gli spot sono dotati di centralina meteo per controllare

l’intensità del vento. Maggiori informazioni su www.kannakitesurf.it;

tel +39.335.5833038, Francesco.

Il negozio EVIVA ha già aperto la stagione al Lago di Garda con tante offerte su vele, tavole e accessori. Unico negozio

specializzato solo Kite su tutto il Lago di Garda EVIVA SPORTS Vi offre una vasta scelta di tutti i migliori marchi

EVIVA SPORTS

offre ritiro usato

e permute, scuola

per corsi e lift,

riparazioni vele

e tavole.

Via Gardesana 314 – 37018 Malcesine (VR) – Tel. 045 6570459

Aperto tutti i giorni - Info: www.evivasport.com Tel. 335.1015128


NEWS

TOSCANA SURF HOUSE

Nasce, nel “Podere S. Luigi 1935”, la prima Surf House della Toscana, per

tutti gli amanti dello sport ma anche per coloro che amano rilassarsi immersi

nella splendida campagna della Maremma.

La struttura offre soggiorno in cinque confortevoli appartamenti con entrata

indipendente di varia tipologia, perfetti per trascorrere vacanze in famiglia

o con gli amici, liberi di mangiare comodamente sotto gazebo privati, usufruire

dei barbecue e forno a legna, di far giocare i bambini nel parco giochi

o correre nei prati con il vostro amico a quattro zampe godendo del relax

della campagna e della vita all’aria aperta. L’Agriturismo Surf House, accoglie

i vostri amici a quattro zampe gratuitamente! Abbiamo a disposizione

una zona adibita a Dog Parking ed un ampio giardino.

Data la strategica posizione della Surf House, sono facilmente raggiungibili

i percorsi segnalati per le lunghe passeggiate con i vostri

cani e per chi non rinuncia alla loro compagnia anche al mare,

nella vicina spiaggia A.S.D” Sottovento” del Puntone avrete la

possibilità di portarli sempre con voi. Siamo inoltre convenzionati

con la clinica veterinaria “Il Falco” che offre un servizio 24h/24h.

L’agriturismo Toscana Surf House, sorge a 3 Km dal mare della

spiaggia del Puntone e alle porte del parco forestale “Bandite di

Scarlino”, posizione ottimale per raggiungere facilmente a piedi

o in mountain bike le splendide cale naturali: Cala Violina e Cala

Martina dalla caratteristica sabbia bianca e mare cristallino. A 2,5

Km dalla Surf house troverete il porto di Marina di Scarlino con i

servizi più importanti quali farmacia, alimentari, banca, ristorantepizzeria,bar

e locali. Follonica dista invece circa 7 Km e il castello

di Scarlino è a circa 4Km. In collaborazione con North Kiteboarding

e i ragazzi di Surf Relax di Follonica e Puntone. Info: http://www.toscanasurfhouse.it;

info@toscanasurfhouse.it.

kitesurftaranto.it

kitesurftaran

kitesurftaranto.it


NEWS

HASTA KiTE

Grandi novità per Hasta Kite, la scuola del lago di Como,

a Dorio, adesso ha aperto anche a Fuerteventura! Corsi

di kitesurf, lift service, alloggi e North Test Center! Fabio,

Thomas e Alessandro vi aspettano all'Oasi dei Celti, Dorio,

Lago di Como o a Fuerte. Per info: info@hastakite.com;

Fabio +39.346.2241625; Alessandro +39.339.6226214;

Thomas +39.3395722932.

GABRiElE GAROFAlO

Appena entrato nella famiglia RRD, sta già volando sui suoi giocattoli nuovi

di zecca... Gabriele è un freestyler davvero hardcore e si sta allenando duramente

allo "lo Stagnone" di Marsala, nella bellissima terra siciliana, in

vista dei prossimi eventi italiani ed europei di freestyle... Tenete d'occhio

questo ragazzo, perché siamo abbastanza sicuri che porterà RRD molto in

alto! Trovate Gabriele in zona Jamakite allo Stagnone o… in acqua! Riconoscerlo

non sarà difficile, vela RRD tra le mani, Style ai piedi, potenza e velocità!

TENDERSURF – Campione del Garda

Grandi novità a Campione del Garda dove, da 25 anni TENDER offre i suoi servizi

con affidabilità e professionalità, per la promozione dello sport in sicurezza per

il massimo divertimento. Nella nuova gestione di Sabino e Mirko spicca il servizio

LIFT più accessibile, il laboratorio

RIPARAZIONI raggiungibile

anche tramite

spedizione, i CORSI KITE-

BOARDING sempre più

approfonditi, i TEST materiali

RRD freestyle, wave e

racing, lo stage waveriding

con Mitu Montero e di

freestyle con Seb Garat. Il

tutto, immersi nel contesto

mozzafiato del Parco Alto

Garda Bresciano. Non mancate di visitare il nostro sito con tutti i dettagli e i

contatti www.tendersurf.it - Oppure telefonicamente – Tender surfshop:

+39.0365.916900 - Sabino: +39.339.7459829 – Mirko: +39.346.3865403.

GROOvE SURF HOUSE STAGNONE 2012

Se cerchi una vacanza in pieno Surf Style, tra cannoli, vento, e tramonti in riva

allo Stagnone, alla ricerca di tranquillità e confort, che siate una coppia, una famiglia,

o un gruppo di amici, “max12 persone”, Groove Surf House è ciò che fa

al caso vostro. Potrai usufruire del parco tavole Groove 2012 messe a disposizione

dei clienti della SurfHouse, “max 6 tavole” evitando così costi aggiuntivi di spedizione

delle sacche. Per info e prenotazioni: Michele +39.338.7600203,

grooveboards@gmail.com.

NUOvE PiNNE PER il KiTESURF RACE

G-Flex nasce da una 20ennale esperienza sui materiali compositi sulla ricerca

di prodotti e soluzioni all’avanguardia da proporre a clienti molto

esigenti. G- Flex è la dimostrazione pratica sorprendente di come una

pinna di nuova concezione idrodinamica ti permetta di navigare con un

controllo straordinario. G-Flex è il nuovo marchio che produce pinne per

il Kitesurf Race, e per Windsurf, l'iniziativa di partire con la produzione é

nata dopo i test comparati con i principali marchi mondiali, i quali hanno

dato buonissimi risultati, quasi inaspettati, 100% flex con 0 torsione. La

possibilità di spingere

quanto vuoi, senza pericolo

per il controllo, chiudendo

l’angolo di bolina o

facendo laschi velocissimi,

ti permette di concentrarti

sulla navigazione e stancarti

meno. Allora se vi siete incuriositi abbastanza, buon vento a tutti e

occhio alla classifica del prossimo campionato italiano con gli atleti che

useranno queste pinne Made in Italy. Info: www.g-flex.it;

gflex.fins@gmail.com

tel: +39.338.7600203.

13k m giugno-luglio 2012


NEWS

Apre a Cagliari il primo Pro-Shop

North Kiteboarding della Sardegna

Lo scorso aprile ha inaugurato a Cagliari il nuovo Pro-shop

North Kiteboarding, ampliando la già solida realtà del Wipeout.it

Boardshop. Davide Calatri ha portato tutta la sua esperienza

di anni di kite e windsurf per ampliare la già affermata

realtà di Alessandro Danese, forte surfista e esperto di longskate

e di Gianluca Lai, anche lui forte di anni di esperienza

sulla tavola da surf e sullo skate.

Nel punto vendita di via Marche 3-5, a Cagliari, sono sempre

disponibili tutte le attrezzature e l'apparel North e Ion, oltre a

windsurf, S.U.P., surf da onda, skate e longskate dei migliori

brand sul mercato. Da subito attivo anche l'e-commerce, online

su www.wipeoutboardshop.it, con spedizione e reso sempre

gratuiti in tutta Italia. A breve sarà disponibile anche l'aggiornamento

del portale www.wipeout.it, punto di riferimento per

l'informazione meteo-marina nell'isola. Nel centro, specializzato

in tutti gli sport su tavola, anche informazioni e corsi.

Woodboard freeride/freestyle

131*40.5cm/135*42cm/139*45cm

Maori freeride/freestyle

6-8-10-12-14qm

Tool freestyle open C/wave

5-7-9-11-13-15qm

Dragster speed/race/hangtime

12-15-18qm

Barre surf-wake-race

www.marinakiteshop.com

www.kitefactory.eu

BAyA vERDE OASi Di RElAx

Baya Verde è un oasi di relax affacciata sul mare nell’angolo

più suggestivo della Costa dei Trabocchi sul litorale di Fossacesia

(CH). Luogo magico per godersi le belle giornate circondati

dal verde è ritrovo abituale per i praticanti di S.U.P., Kayak,

Kitesurf e Windsurf (nella struttura servizio noleggio e scuola).

A completare il tutto un ottimo servizio di ristorazione, eventi

a tema, serate di festa. A un chilometro, convenzionato, nella

splendida Riserva Naturale di Torino di Sangro, in posizione

unica e incantevole tra bosco, pineta e terrazzamenti il Camping Sangro con casette

mobili, bungalow, piazzole attrezzate, piscina, parco giochi, ristorante e pizzeria e diverse

attività. Per informazioni: Tony 3471455215 o www.campingsangro.com

SPORTFUN STORE

Il giorno 8 Giugno è stato inaugurato il nuovo Showroom/Warehouse

Sportfun Store a Bracciano (Nuovo

Magazzino). Il nuovo Locale ospiterà tutta la collezione

di magazzino dei marchi Hobie, Paddle Surf Hawaii, Hinano,

Kialoa, Ozone, Xenon, Hot Buttered, 69, Slam,

esposti completamente per essere presentati al meglio alla rete vendita e al pubblico

appassionato dei Board Sport! Ali da kitesurf, snowkite, land kite, trainer kite, kiteboard,

surfboard kite, surf, S.U.P., paddle, accessori, qualsiasi cosa stiate cercando, da

Sportfun Store la troverete! All’interno della Show room è stato realizzato anche il centro

di Assistenza per la riparazione di Kite Ozone, con tavolo e macchine da cucire apposite

per offrire il nostro migliore servizio, utilizzando materiali originali Ozone.

Riprazioni kitesurf, snowkite, foil, blazer e valvole, briglie, customizzazione di linee e

prolunghe, ricambi originali Ozone, vele "muletto" in comodato d'uso. Sportfun Store

di trova a Bracciano (RM) in via di Santa Lucia 12/a. Info: www.sportfun.it.

giugno-luglio 2012k m 14

Kitefactory é un marchio tedesco nato nell'estate

2007, progettato e realizzato da

Frank Fessler e Björn Ohlau il quale vanta

un'esperienza pluriennale, in quanto responsabile

dello sviluppo di kites delle marche

piú conosciute nel settore. La filosofia della

Ditta é quella di produrre dei kites performanti

utilizzando materiali di alta qualitá contenendo

il prezzo; tutto ció é possibile ottimizzando

le procedure di progettazione e sviluppo.

Veniamo ai prodotti: l'ultimo arrivato é il

MAORI 2, il nostro kite piú versatile adatto ad

un uso freeride/freestyle; segue la TOOL, una

open-C, una vera e propria macchina da

freeslyle; infine proponiamo la DRAGSTER,

l'arma da vento leggero, perfetta per l'utilizzo

race.

I nostri kite sono tutti dotati di sistema onepump

ed ognuno é dotato di una specifica

Controlbar.

Di certo non poteva mancare una tavola di

qualitá; la Woodboard é una custom Made

in Germany ideale per un uso freeride e wakestyle.

La qualitá dei nostri prodotti

ti convincerá subito!


Hard_Shoot

Hard_Shoot

Rider>Giacomo Bigiolli • Foto>Emanuel Coco

15k m giugno-luglio 2012


ERIK VOLPE

Data di nascita: 19 Settembre 1991

Anni di kite: con questa stagione sono 10

Home spot: Barletta Porto Cesareo

Sponsor: Slingshot-Mystic-Minoia-

UC.Distribution

Miglior Risultato: 4° posto in Francia al

KTE

Miglior spot al

mondo: Sud Africa

Il viaggio

indimenticabile: Venezuela

La musica nel

tuo ipod: varia a ogni meta

Cibo preferito: pasta alla pizzaiola e

carne ai ferri

Single o impegnato? Impegnato

personaggio di copertina

ERIK VOLPE

ITW>Roberta Pala

Foto>Courtesy slingshotsports.com e Nicola Volpe

giugno-luglio 2012k m 16


http://www.youtube.com/watch?v=PDhaaSRbEEE&feature=share

Raccontaci qualcosa di te… come hai iniziato, quando,

ecc…

La mia avventura nel mondo del kite è iniziata grazie a mio padre,

grande appassionato di sport. Ho cominciato nel 2000, proprio

agli inizi di questo sport, sono già 10 anni che pratico questo sport

e proprio grazie a questo ho avuto e ho, la possibilità di viaggiare

e conoscere molta gente che mi ha permesso di crescere sia come

persona sia come atleta. Spero che quest'avventura duri il più a

lungo possibile perché, ormai, è parte integrante di me!

Sei reduce dalla trasferta del KTE in Austria, come è stata

la gara?

Sono rientrato da poco dalla prima tappa del KTE in Austria, precisamente

a Podersdorf. Mi è piaciuto molto come e dove è stato

organizzato l'evento, dall'organizzazione pratica, alle piacevoli

sensazioni che mi ha trasmesso, come l'impatto positivo che ha

avuto sul pubblico. Sono rimasto piacevolmente colpito dalla complicità

che si è instaurata con tutti i riders Italiani, i fratelli C & G

(Chiara e Giuseppe) Esposito, Stefano Martinelli, Peter Geier e Fabian

Oberhofer. Si sono presentate anche le condizioni meteorologiche

adeguate che hanno permesso di svolgere tutte le gare,

single e double elimination, nel miglior modo possibile per ogni

atleta. Anche se, naturalmente, avrei preferito un risultato migliore,

posso ritenermi soddisfatto di essermi portato a casa una

settima posizione.

I tuoi materiali e le tue condizioni preferite…

Le condizioni che preferisco per esprimermi al meglio sono quelle

di perturbazione, cioè vento molto sostenuto e mare mosso. I materiali

che meglio si addicono al mio stile sono, il kite Slingshot

RPM dal 10 al 7 mq con tavola Crisis 137 x 41.5 cm, perfetti per

le condizioni ideali e che prediligo, quelle di perturbazione (con

mare grosso, vento sostenuto, raffiche…) e che mi permettono di

spingermi al massimo!

Sud Africa, una scelta per gli allenamenti o i test materiali che

coinvolge rider e progettisti in tutto il mondo, dopo il boom

brasiliano, ora sembra che sempre più rider passino i loro inverni

lì, cosa offre in più questo paese rispetto agli altri?

Sì, infatti, negli ultimi inverni ci siamo spostai in Sud Africa, luogo

con ottime condizioni per allenarsi, ormai le spiagge del Brasile

sono diventate un po’ ristrette, visto il grande affollamento, che

non permette un allenamento adeguato. Il Sud Africa offre, oltre

al vento, luoghi meravigliosi e unici, come il possente Table Mountain,

o l'enorme laguna di Langebaan. Secondo me l'attenzione

dei rider e della ricerca e sviluppo delle brand, si è spostata su

questo territorio perché offre le condizioni ideali a 360° (onda,

acqua piatta, vento rafficato, costante, ecc) che mettono a dura

prova sia l'atleta sia l'attrezzatura.

17k m giugno-luglio 2012


Personaggio di copertina

ERIK VOLPE

giugno-luglio2012k m 18


Manovre e allenamenti, cosa stai provando e com’è una tua

giornata tipica di allenamento?

Cerco di allenarmi sempre sia quando sono in giro per il mondo,

sia quando sono per brevi periodi a casa, in Puglia. Nei primi minuti

che sono in acqua, mi riscaldo con delle semplici manovre,

tipo 313/BJ, per adeguarmi alle condizioni dell'acqua e del vento,

dopo di che, comincio con tutta la serie delle mie manovre, per

migliorarle e perfezionarle.

Sei atleta Slingshot International, com’è far parte di un

team con Youri, Ruben e gli altri grandissimi atleti Slingshot?

Sono molto orgoglioso di far parte di questo team, pieno di fenomeni

internazionali come Youri, Ruben e Alex. Come tutti i marchi

di prestigio, spesso organizzano raduni per ricerca e sviluppo sui

materiali, video, photoshooting in luoghi meravigliosi. Grazie a

Slingshot, mi sono potuto allenare in luoghi come la Corsica, USA

e Venezuela, dove è possibile trascorrere delle settimane di puro

freekite, con i migliori riders al mondo!

Quali sono i tuoi programmi per questa stagione 2012?

Per il 2012 ho in programma di partecipare al circuito Europeo

KTE, che si disputerà in cinque gare sul territorio europeo, senza

però tralasciare le competizioni ed eventi che si svolgeranno nella

nostra penisola.

Quale pensi sia la caratteristica più importante del tuo

stile?

Penso che le caratteristiche fondamentali del mio stile siano la velocità,

l'aggressività e la tenacia. Proprio per questo adoro entrare

in acqua nelle condizioni più estreme.

Straps o bindings, qual è la tua scelta e perché?

Sicuramente Straps, con le quali riesco a cimentarmi bene in tutti

gli stili e condizioni dello spot. Anche se, ultimamente, sempre più

rider utilizzano i bindings, per ottenere uno stile più vicino al wake

io, per il momento, non credo di abbandonare le straps anche perché

con i nuovi Joint della Slingshot, sono riuscito ad ottenere un

risultato che unisce sia la leggerezza delle straps, sia la stabilità

dei bindings.

Cosa ti manca di più dell’Italia quando sei in giro per gli allenamenti

o per le gare?

Bella domanda, anche se sono anni che ormai sono sempre più

fuori che a casa, di determinate cose si sente sempre la mancanza,

ma spesso dipende dal luogo e dal tempo che ci trascorri. Una

delle cose di cui ho imparato a sentire sempre meno la mancanza

è la cucina italiana… ma questo solo perché, cavandomela abbastanza

bene dietro i fornelli, la buona cucina viaggia con me! Invece

la mancanza della propria famiglia… quella non passa

mai…

Cable e strutture, come interpreti questa tendenza?

Nonostante il cable e strutture si possano abbinare al kite tradizionale,

per conferirgli un tocco più estroso, io preferisco continuare

nel kite, perché lo sento molto più in sintonia al mio modo

di essere.

L’esperienza recente del camp sul lago, quali sono stati i feedback

dei partecipanti all’evento?

In questa seconda edizione del Camp, ho riscontrato una maggiore

partecipazione e interesse. Questo è stato possibile grazie ai ragazzi

di Kite Campione, che hanno messo a disposizione tutti i

mezzi, in quanto, come ben sai, il lago non offre le migliori condizioni

di lancio del kite. Anche se, nei tre giorni dell'evento, il vento

non è stato a nostro completo favore, sono riuscito a mettere in

campo tutte le mie potenzialità anche come istruttore, spiegando

in maniera più semplice possibile i vari passaggi per eseguire dei

trick di media difficoltà, come un raley, S-bend e raley to blind.

Spero che tutti i partecipanti abbiano compreso e fatto loro, quello

che volevo trasmettere.

Ero sempre in contatto con Vincenzo mentre eravate in Sud

Africa, cosa vuoi dire ai tuoi compagni di allenamento?

È stato uno dei pochi viaggi in cui sono stato in compagnia di ragazzi

eccezionali, ciascuno a suo modo, e spero di potermi riunire

a loro il prima possibile per nuove avventure!

Qual è la cosa più pazza che ha fatto Erik nella sua vita?

Heeeeee, non tutto si può raccontare… poi, essendo un ragazzo

"vivace", il colpo di scena non manca quasi mai…

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Di programmi per l'immediato futuro ce ne sono tanti, sto cercando

di valutare bene tutte le occasioni che mi si presentano.

L'unica cosa certa è la voglia di misurarsi con sempre più slancio

ed entusiasmo in questo sport straordinario!

19k giugno-luglio 2012

m


Accessori_Cool_Accessori_Cool_Accessori_Cool_Accessori_Cool_

Accessori_Cool

GoPro

GoPro ha lanciato il suo tanto atteso Wi-Fi BacPac + Wi-Fi Kit Combo Remote,

permettendo di poter controllare più telecamere GOPRO alla volta utilizzando

uno smartphone, un tablet, o il controllo remoto impermeabile incluso. Altre caratteristiche

includono lo streaming video dal vivo dalle telecamere GOPRO agli

smartphone, compressi e direttamente immessi sul web. L'impermeabile e indossabile

Wi-Fi remoto può controllare fino a 50 telecamere GOPRO alla volta in un

range di 180 metri.

"GoPro rende più facile per le persone di catturare immagini coinvolgenti di sé

durante le loro attività preferite", ha detto Nicholas Woodman, fondatore e CEO

di GoPro.

"Una nuova era di produzione personale è iniziata e il Wi-Fi permetterà ai nostri

clienti GOPRO di offrire un controllo ancora più creativo e di catturare alcuni dei

contenuti più significativi al mondo: le loro vite".

Hi-Sun

è un telo mare, uno zaino, uno speaker.

hi-Sun è perfetto per andare al mare, in campeggio, in barca e dovunque

la voglia di libertà ci porti.

Con comodità, praticità e senza ingombro, permettendo di sdraiarsi

senza sporcarsi, di asciugarsi e di ascoltare la playlist preferita dell'

iPhone®, iPod®

e di qualsiasi

altro lettore

mp3 che usi il

jack universale

3.5 mm.

Grazie ai potenti

speaker

integrati nel

cuscino gonfiabile(estraibile

per

permetterne

il lavaggio) e

alla capiente

batteria al litio integrata, ricaricabile tramite

porta USB, hi-Sun riprodurrà la vostra musica per ore.

hi-Sun è un prodotto molto versatile infatti al momento di ripiegarlo

si trasforma facilmente in un comodissimo zaino.

Compatibile con: iPhone family, iPod family, molti telefoni cellulari e

qualsiasi riproduttore musicale, tramite il jack universale da 3,5 mm.

Specifiche tecniche:

Dimensioni telo: 180 cm x 80 cm

Materiale telo: 100% cotone

giugno-luglio 2012k m 20

Potenza speaker: 2W/4ohm X 2

Risposta: 100HZ---20KHZ

Output:4.2V/250MA

Batterie: Ioni di litio

Colori: rosso, nero, blu, rosa

info: www.hi-fun.com


Accessori_Cool_Accessori_Cool_Accessori_Cool_Accessori_Cool

Midland

La telecamera Midland XTC-300 è una delle telecamere

d’azione più leggere e pratiche sul mercato. Vi offre la possibilità

di registrare in tre diverse risoluzioni 1080p, 720p

e 480p ed è alimentata da una batteria al litio ricaricabile

1100mAh che vi regala fino a 2,5H di registrazione continua.

Impermeabile fino a 30m. la custodia viene fornita all’interno

della confezione. Suggerimento: acquistala con il

Drift Power Pack per aumentare la durata della batteria –

ottenendo così fino a 20 ore di registrazione. Tre formati

video, 1920 x 1080 Alta risoluzione; 1280 x 720 Media Risoluzione;

848 x 480 Bassa risoluzione, 30/60 FPS con 140

gradi di grandangolo. Peso: 110g. Formato video MP4.

Compatibile con Win XP, SP2, Vista, 7 & Mac OSX x 10.4+.

Lettore Micro SD card. Disponibile con Kit di montature per

la maschera da sci; Kit di montature per il casco della bicicletta;

Kit di montature per il casco; Kit di montature per il

manubrio; Custodia subacquea (fino a 30m). Batteria al

litio 1100mAh, Cavo USB, Caricatore da muro, Caricatore

da auto. Midland è sponsor del Campionato Italiano FIV-

CKI 2012. Info: http://www.midlandradio.com.

Wahoo Run Gym Pack

Wahoo Run Gym Pack: Wahoo key ANT+ con Wahoo Fascia Cardio e Stride

Sensor. Perfetto per chi va a correre, comprende la fascia per il controllo del

ritmo cardiaco, la Wahoo Key ANT+ per trasmettere i dati sulla frequenza

cardiaca durante l'allenamento e il Wahoo Stride Sensor da posizionare direttamente

sulla scarpa per la trasmissione dei dati relativi alla velocità e cadenza

durante l'allenamento. Pratico e comodo, è resistente e non intralcia

i movimenti durante l’allenamento. Con il sensore Wahoo Stride in coppia

con Ricevitore Wahoo ANT+ potrai trasformare tuo iPhone (4s,4, 3G, 3GS)

in un fitness computer senza rinunciare al tuo telefono, alla tua musica, alle

migliori applicazioni fitness e alle informazioni in tempo reale sulla tue attività

e atletiche.

Informazioni tecniche

Wahoo key ANT+

- Basso consumo elettrico

- Non necessita di batteria

- Dimensioni contenute (meno di 18 mm)

- Compatibile con iPhone 3G, 3GS, 4, 4S, iPod touch, iPad

- Ricezione a 3 metri senza ostacoli - Funzionalità wireless

- ANT AP2 basso consumo elettrico con licenza libera, 2,4 GHz banda ISM -

Peso 3,5 grammi

Info: SofTeam srl; tel +39.039207891

21k m giugno-luglio 2012

Roberto Foresti/CKI


Hard_Shoot

giugno-luglio 2012k m 22


Hard_Shoot

Rider>Alex Pastor • Foto>Toby Bromwich

23k m giugno-luglio 2012


MITU IN PILLOLE

Nome e cognome: Oteniel Jorge Monteiro

Nickname: MITU

Data di nascita: 07\07\1983

Anni di kite: 11

Home spot: Ponta Preta

Sponsor: F-One \ Triggernaut \ Manera \

Mitu

Miglior risultato: 1°classificato Wave

Master 2008

Miglior spot al mondo: quello di casa

mia! Ponta Preta!

Il viaggio indimenticabile: Trip F-ONE

nel 2011 in Madagascar, nello sperduto

villaggio di Lavanono. Un’esperienza

fuori dalla civiltà… unica!

La musica nel tuo ipod: Musica che mi

dia carica... un mix tra rock, dance,

le hit del momento e un po’ di sana musica

cabo verdiana ;-)

Cibo preferito: Mozzarella di bufala,

carne e caramelle!

Single o impegnato? Sposato!

Personaggio del Mese

MITU MONTEIRO

ITW>Roberta Pala foto>Gilles Calvet/Courtesy F-One

giugno-luglio 2012k m 24


Mi sembra passato un secolo da quando ti ho visto la prima volta a

Ponta Preta, avevi una sola misura di vela per qualsiasi condizione… e

poi gli sponsor, la scuola, il titolo di campione del Mondo, ci racconti la

tua carriera?

Sembra passato un secolo, sì, ma in definitiva sono sempre lo stesso, solo

che adesso ho più di un kite ;-). Certamente le cose sono cambiate molto

da quando F-One ha deciso di prendermi nel team. Il primo anno, il 2008,

era l’anno di prova per me, mi avrebbero rimborsato le spese di viaggio

(tutti i miei risparmi!) solo se avessi fatto risultato… e… fu proprio quell’anno

che mi aggiudicai il titolo di campione del mondo! Da quell’anno,

F-One per me è diventata come una grande famiglia. E poi tutto il resto è

venuto di seguito… la scuola è stata la grande svolta, poi altri due titoli

di vice campione del mondo 2010 e 2011 e ora l’apertura di un altro centro

a kite beach (Sal, Capo verde). Sembra un sogno, da cui spero di non svegliarmi

mai!

I tuoi materiali e le tue condizioni preferite.

Condizioni preferite… sicuramente onde alte, vento side, acqua cristallina

e io dentro un tubo!

Il momento più bello della tua vita…

La nascita di mio figlio 3 mesi fa!

Esci ancora qualche volta in windsurf? Che emozioni diverse ti danno

surf, windsurf e kite?

È tanto tempo che non esco in windsurf, ma come dite voi in Italia, è come

andare in bicicletta, credo che non potrò mai dimenticarmi. È stato il mio

trampolino di lancio, le mie prime gare, il mio primo lavoro da istruttore, il

windsurf fa parte di me, come il kite e come il surf. Ognuno di questi sport

mi da sensazioni diverse e uniche.

Com’è cambiata la vita di Mitu nell’ultimo anno? So che ci sono state

grandi novità… e non solo sportive…

Quest’ultimo anno è stato per me un anno davvero pieno di cambiamenti,

25k m giugno-luglio 2012


tutti in positivo! Dal mio matrimonio il 19 Dicembre a ponta Preta ;-),

poi la nascita di mio figlio a Febbraio. Importanti svolte anche a livello

lavorativo, con la creazione della mia linea d’abbigliamento Mitu Monteiro,

e a breve l’apertura di un nuovo centro nella famosa Kite Beach

a Sal. Non posso che ritenermi fortunato e incrociare le dita che continui

tutto per il meglio.

I giovanissimi di Capo Verde, Airton e Matchu, cosa pensi di loro?

Penso che siano ragazzi in gamba e vogliosi di dimostrare quanto valgono,

e io so che valgono molto! Sono giovani e devono fare ancora

tanta esperienza, ma hanno tutta la carriera davanti e sono sicuro che

sarà di successo. L’importante è che non si dimentichino mai da dove

vengono…

Il tuo stile, come lo definiresti… che cosa cerchi nelle tue uscite e

nelle gare?

Il mio stile lo definisco…mio ;-) Sono me stesso, quando esco, cerco

di diventare un tutt’uno con tavola e kite… stacco da tutto quello

che c’è fuori dall’acqua e penso solo a surfare…

giugno-luglio 2012k m 26

Il campionato KSP lo scorso anno, raccontaci in breve il tuo tour…

Lo scorso anno è stato un anno abbastanza duro per me a causa del

mio infortunio durante la finale della prima tappa a Mauritius. Ho lesionato

il legamento crociato e strappato il collaterale. L’adrenalina

ha fatto si che gareggiassi comunque la finale, aggiudicandomi il secondo

posto e la sedia a rotelle per un po’ di tempo! Tornato in Italia,

mi sono fatto vedere da un paio si specialisti ed entrambi mi diedero

lo stesso consiglio: tre mesi fermo! Ma i capo verdiani hanno una

testa dura e dopo due settimane di elettro fisio terapia sono voluto

partire per il Perù (in stampelle!). Ho gareggiato lo stesso, con tanta

paura, e sono riuscito a piazzarmi 5°. La finale sarebbe dovuta essere

nel mio home spot, Ponta Preta. Malgrado non fossi al 100%, ero carico

per quella tappa, ma la natura ha voluto che non ci fossero le

condizioni per gareggiare. Credo che il KSP sia stato una svolta per il

kitesurf. Finalmente ha creato le condizioni per il wave di staccarsi dal

freestyle e di diventare una disciplina a sé, degna di avere un tour a

sé dedicato. Sono convinto che quest’anno, con ormai più sponsor e


un anno di gavetta alle spalle, sarà ancor più un successo!

Mitu, come è nato questo nickname?

In realtà è nato come Nitu, a mia madre piaceva questo nomignolo,

ma mia zia, ormai anziana si sbagliava sempre e mi chiamava Mitu,

così tutti hanno cominciato a chiamarmi Mitu e ora nessuno sa quale

sia il mio vero nome!

Obiettivi per quest’anno? Chi sono gli avversari da tenere d’occhio?

Come dico sempre: tutti gli avversari sono da tenere d’occhio! Quest’anno

sono contento di costatare che ci sono molti nomi nuovi, ragazzi

in gamba che non vedo l’ora di vedere in acqua! Ovviamente io

ce la metterò tutta per vincere!

Come vedi lo sviluppo di Sal negli ultimi anni?

La mia isola è cambiata moltissimo negli ultimi anni, e come in ogni

cosa questo cambiamento ha i suoi lati positivi, ma sfortunatamente

ne ha anche molti negativi. Certamente sono aumentate le infrastrutture

e il turismo che porta denaro e lavoro, ma si sono anche ridotte

le nostre grandi distese di sabbia incontaminata e i momenti di cultura

tipica. Infatti, stiamo assistendo a una sorta di europeizzazione,

che si nota soprattutto nei più piccoli. In ogni caso Sal credo si possa

ancora considerare un luogo un po’ ”selvaggio”, dove staccare un

po’ dal resto della civiltà!

Le cose più importanti per te… e i tuoi progetti per il futuro…

La cosa più importante per me è senza dubbio la mia famiglia. Tra i

miei principali obiettivi lavorativi, ora c’è quello di finire il nuovo centro

a Kite Beach (www.kiteschoolcaboverde.com) e continuare con i miei

clinic (info a mitucaboverde@gmail.com), i miei video, le gare, continuare

a spingere il kitesurf, e in particolare il waveriding, verso il futuro,

con sempre nuove evoluzioni, nuovi traguardi da raggiungere e

nuove emozioni da provare. Amo quello che faccio e spero di riuscire

a trasmettere la mia passione a tutti quelli che mi seguono e mi conoscono.

Sono orgoglioso anche dell’importante traguardo che ha

raggiunto il kite quest’anno, con la notizia dell’ingresso alle Olimpiadi

di Rio 2016!

27k m giugno-luglio 2012


Hard_Shoot

giugno-luglio 2012k m 28


29k m giugno-luglio 2012

Rider>Bertrand Fleury • Foto>Quincy Dein


Viaggi

F I L I P P I N E

Boracay

Testo>Francesco Cannalonga • Foto>Courtesy Kannakitesurf

è ormai consuetudine di ogni Inverno, fuggire per qualche giorno alla ricerca di caldo e vento.

E con il freddo record che si è avuto in Italia quest’anno, è stato più che naturale spostare il

volo di ritorno dalle classiche due settimane al mese di permanenza!

Per un affezionato al Brasile come me, non avrei mai pensato di trovarmi a Boracay, nelle Filippine. Non

è stato amore a prima vista, e i primi giorni ho realmente rimpianto il Cèara. Lentamente, il ritmo rilassante

dell’isola mi ha rapito, fino a farmi pensare di tornare appena la stagione del vento riprenderà!

giugno-luglio 2012k m 30


Partiamo dal principio, partenza da Roma, volo verso Dubai, sosta

cinque ore in aeroporto, e ripartenza verso Manila. Arrivo in tarda

serata nella capitale, e obbligo di dormire in città, prima di poter

prendere il primo volo della giornata verso Kalibo. Dopo tre aerei

speri di essere arrivato, e invece no! Un’altra ora e mezza di pulmino per

Caticlan dove, con un piccolo battello, superi il breve tratto di mare per

l’isola di Boracay. Quasi due giorni di viaggio e siamo dall’altra parte del

mondo!

Per le prime due settimane ho alloggiato al Resort Pahuwayan, prenotato

dall’Italia con il resto del gruppo. I prezzi sono accessibili ed è dotato di

cucina per chi non riesce proprio a rinunciare a un piatto di pasta. Le

camere sono belle e comode e in posizione strategica, in pratica sulla

spiaggia, dove ha sede la scuola Freestyle Academy! Il proprietario della

scuola è Ken Nacor, un filippino molto disponibile e vincitore del Kite Tour

Asia. Avendo la scuola sotto casa, l’ho frequentata e ho visto come

lavorano. I ragazzi sono molto bravi e credo possa essere considerata la

migliore scuola di Boracay. Per info www.freestyle-boracay.com. Organizzano

anche escursioni in barca e su altri spot. L’ambiente è molto simpatico e

frequentato da kiters di tutto il mondo. A ogni modo ci sono dodici scuole

di kiteboard a Boracay, se siete principianti, troverete facilmente quella

che vi soddisfa!

Le condizioni ottimali per il kiteboard sono da Novembre a fine Aprile. Il

vento arriva quasi tutti i giorni tra i 16 ed i 20 nodi. L’acqua è flat,

leggermente choppata con alta marea. La spiaggia di Bulabog non è bellissima,

è poco profonda con appena lo spazio per poggiare i kite a terra

con l’alta marea, e circondata da alti alberi di cocco. Più volte al giorno si

vedevano kite parcheggiati sugli alberi. Incredibile vedere con quanta

facilità i ragazzi filippini riuscivano ad arrampicarsi per recuperare le ali

alla modica cifra di 10 euro! Purtroppo abbiamo anche assistito ad un

brutto incidente di una ragazza norvegese volata contro un muretto: fate

attenzione, lo spazio è veramente poco e il vento side-on non lascia

margine di errore!

Sopravento a Bulabog, ci sono due baie, più piccole e meno frequentate

da principianti, con acqua ancora più piatta. Bisogna stare solo attenti in

31k m giugno-luglio 2012


Viaggi

F I I P P I N E

Boracay

giugno-luglio2012k m 32


caso di bassa marea, ma per il resto è una palestra perfetta. A mio avviso il miglior

spot è Union Beach a Caticlan e non sull’isola di Boracay. Raggiungibile in venti

minuti di navigazione al traverso, dalla spiaggia di Bulabog. Sicuramente un’esperienza

da provare, surfare in mare aperto tra le isole delle Filippine è esaltante. Facile

incontrare qualche tartaruga durante il trasferimento. Peccato che Union Beach non

abbia servizi. Solo un piccolo bar e un resort con qualche camera, ma l’acqua super

flat e spazi enormi, rendono l’uscita piacevolissima. Dopo la session, meglio tornare

a Boracay, altri 20 minuti di navigazione e prepararsi per la vita notturna.

Una delle cose che ho preferito di Boracay è la doppia identità! Da un lato dell’isola

i kiters, dall’altra (raggiungibile in 10 minuti a piedi, ndr), la parte più turistica. White

beach è l’attrazione dell’isola. Il nome è molto chiaro, spiaggia bianca e acqua

cristallina, fanno sì che sia considerata tra le più belle spiagge al mondo. Imperdibile

il tramonto da uno dei chioschi in spiaggia. Il sole, bagnandosi nel mare, assume dei

colori incredibili. Uno spettacolo che si ripete ogni giorno, un appuntamento

fisso per filippini e turisti. Davvero

semplice e economico, noleggiare

un piccolo catamarano

fatto in bambù, e assistere

a questo spettacolo dal

mare, in compagnia di amici

sorseggiando una bevanda…

33k m giugno-luglio 2012


Viaggi

F I L I P P I N E

Altra spiaggia degna di nota è Puka Beach, a Nord dell’isola. Adatta per chi non ama la

confusione di white beach, è facilmente raggiungibile con il “tricicle”, una specie di ape Piaggio

italiano, usato come mezzo pubblico.

Mangiare a Boracay non è un problema. Tanti ristoranti, e diversi tipi di cucina. Il più famoso,

ovviamente, è Italiano e si chiama Aria. Situato in posizione strategica su White Beach, è sempre

molto affollato. Si mangiano buoni piatti italiani, compresa una discreta pizza, a prezzi simili di

un ristorante in Italia, ma se non siete tra quelli che all’estero devono per forza mangiare come

a casa, vi consigliamo di provare la cucina filippina, fatta di piatti a base di pollo, pesce, riso,

zuppe ed uova. Inutile dirlo che i prezzi sono nettamente inferiori, meno di 5 euro a portata. A

pranzo era abitudine mangiare in un piccolo chiosco in spiaggia chiamato “Happy House” direttamente

sullo spot. Unica cosa che proprio non sono riuscito ad assaggiare è il balut,

consiste in un uovo di anatra o di gallina fecondato e bollito nel suo guscio poco prima della

sua schiusa, quando l'embrione al suo interno è quasi completamente formato!

La vacanza è stata caratterizzata dall’incontro di una famiglia romena che vive a Boracay

durante il periodo invernale. Un po’ per lavoro e un po’ per gioco hanno aperto il KiteDoctor.

Riparano tutto quello che ha a che fare con il kiteboard. Una sicurezza per chi dovesse avere

problemi con l’attrezzatura in un luogo dove non esistono negozi con ricambi. Professionali,

economici e bravissimi. Serban è fortissimo in acqua e fuori, la compagna Cami parla un ottimo

italiano, Tony, il figlio di Camy, è in grado di riparare telefoni e computer con estrema semplicità.

In più, hanno delle comodissime ed economiche camere a disposizione (cami_kite@yahoo.com).

In conclusione, le Filippine sono state una piacevole scoperta. La prossima volta non mi limiterò

a vedere Boracay, sono certo ci siano decine di spot da scoprire. I filippini parlano un ottimo

inglese, sono cordiali, educati e consapevoli di quanto sia importante il turismo nella loro

economia. Spero di avervi incuriosito, buon viaggio nelle filippine.

Se volete qualche altra informazione, non esitate a contattarmi!

Francesco Cannalonga +39.335.5833038; www.kannakitesurf.it.

giugno-luglio 2012k m 34

Boracay


Rider: Lorenzo Giovannelli

w w w . h y d r o . i t


Eventi Internazionali

PKRA 2012

Testo>Alberto Rondina e Roberta Pala • Foto>Toby Bromwich/PKRA

Dopo la prima tappa marocchina, è stato il leggendario

Mondial Du Vent ad accogliere i ragazzi

del PKRA. Un tempo davvero inclemente, con

10 °C sul parterre di gara e un freddo pungente,

ha accompagnato la prima gionata di gara, per

poi concedere qualche spiraglio di sole nelle seguenti.

La sorpresa più grande è arrivata dalla

heat 16, quella tra il campione del Mondo Youri

Zoon e il 15enne Liam Whaley, il giovanissimo

rider Cabrinha, con il punteggio di 27.8, supera

Youri che si ferma a 25,17. Alby è in grande

forma e arriva fino alla lotta con il determinato

e pulito,Pastor, che conquista la prima posizione

della single. Nella double, Alby deve affrontare

la scatenata rimonta di Youri, che risale fino a

battere anche Whaley. Alby non ci sta proprio a

farlo passare, io passo i minuti di gara con il

fiato sospeso, Alby è invelato alla perfezione,

Youri a volte un po’ troppo power. Con 40,98

contro 24,03, Alby mantiene la seconda posizione

e sfida di nuovo Pastor. Alex è perfetto e

con 50.03 contro 26.88 è il vincitore! Grande

gara! Per il tabellone femminile, sorprende una

carica Winkowska, potente e aggressiva, uno

spettacolo vederla in gara! Gisela non si fa superare

e Karolina si ferma alla seconda posi-

giugno-luglio 2012k m 36


Con l’introduzione delle gare live per i circuiti più importanti del Mondo,

quest’anno è davvero un piacere stare davanti al monitor e sentirsi

partecipi, anche se non fisicamente presenti. Se poi le gare vogliono

dire vedere un magnifico Alby battere il campione in carica Youri Zoon,

sia in Francia, sia in Olanda, allora il quadro è proprio perfetto!

zione, grande gara in condizioni davvero toste, con raffiche forti, tanto

da costringere Bruna e Karolina, a non usare i bindings nella single.

Dopo la Francia, il circuito si sposta in Messico, per la prima gara del

race. Lo strapotere è tutto a stelle e strisce, come già avevano osservato

i nostri rider a Santander, gli americani hanno qualcosa in più, soprattutto

a livello di allenamenti. John Heineken, il campione del mondo in carica

(intervista a pagina 46, ndr) è primo, Bryan Lake secondo e Adam Koch

terzo.

La terza tappa freestyle e la seconda race si sono disputate in Olanda,

per il race la vittoria è andata ad Adam Koch, seguito da Bryan Lake e

Riccardo Leccese, riprendendo, praticamente, le stesse posizioni viste in

Francia, con John Heineken assente in questa tappa. Per il freestyle è

Alby a raccontarci la tappa olandese con le sue parole…

37k m giugno-luglio 2012

PKRA Holland 2012 di Alby

Dopo la gara di Leucate in Francia ho deciso di passare le due settimane

di stop, prima dell’Olanda, a Gran Canaria. L’anno scorso c’ero andato

un paio di volte perché il mio amico Riki passa lì i mesi invernali e mi

dice che c’e sempre vento! Effettivamente GC è veramente “una Maquina”

come dicono lì! Se provate a guardare Windguru per Gran Canaria,

è veramente raro trovare 2-3 giorni di bonaccia, in qualsiasi set-

timana di tutto l’anno! (c’è una media di 320 giorni all’anno di vento!)

In più, la direzione del vento è da sinistra (come nella maggior parte

delle gare del Tour, ndr) e ci sono bei kickers e onde per divertirsi! Il

vento è un po’ di tutte le intensità, ma di solito forte da 9mq-7mq e

qualche volta anche da 5mq! Quindi, dopo due settimane di allenamento

intenso con vento tutti i giorni, sono volato direttamente a Amsterdam,

per la 3a tappa PKRA di quest’anno!

Ero già stato una volta in Olanda per il Campionato Europeo due anni

fa, a Nordwijk, ma eravamo stati veramente sfortunati con il vento,

praticamente bonaccia per cinque giorni. Questa volta l’evento era nel

famoso spot di Scheveningen, quindi avevo voglia di vedere come

“funzionasse” lo spot in tipiche condizioni da Mare del Nord! Il freddo

non è mancato e, arrivando dalle Canarie, è stato un bel trauma, ma

per fortuna mi ero portato abbigliamento da grande Inverno, con

guanti, berretti e giubbotto da neve, quindi stavo proprio bene! O’Neill

celebrava il suo 60th anniversario e ha organizzato veramente un super

event site, simile all’evento in Germania (anche se quello è ancora a un

altro livello, ndr) e moltissimi riders olandesi si sono iscritti alla gara,

rendendo cosi necessari i trials!


Eventi Internazionali

Il primo giorno di gara il vento è entrato subito, non forte, ma abbastanza

per partire con i trials e il primo round della single. Il vento da Ovest

arriva dritto da mare, e questo fa montare una bella onda, più o meno

vicino alla riva, secondo la marea in quel momento. Il vento sembra

forte per quanto è freddo (acqua e aria 10°C) ma ci vuole un kite

grande per riuscire a stare fuori e non finire a riva dopo due salti. Beh,

partiti con la single, il grande colpo di scena del primo round è stata la

heat tra Reno Romeu e Kevin Langeree, l’idolo di casa supportato dallo

sponsor dell’evento. Purtroppo, anche se il tifo era tutto per Kevin, Reno

ha fatto veramente una super heat e non c’è stata storia per Kevin che

ancora non è al 100% della sua forma. Un’altra heat particolare è stata

quella tra Spiessberger e il brasiliano Da Silva. Eudazio è partito con Kiteloop7

e subito dopo 317, veramente pulito, segnando dei bei punti.

Facendo un po’ più il il furbo, poteva fare manovre molto easy e vincere

facile la heat, invece si è complicato la vita con manovre che non è

giugno-luglio 2012k m 38

riuscito a chiudere e non ha completato le 7 manovre previste! Quindi

Stefan è passato al round successivo! La mattina dopo, la condizione

era rimasta molto simile, con onda più grande, anzi veramente grande a

50 metri da riva, con molta corrente ma vento sempre dritto da mare.

Sono partito nella prima heat con l’11 mq ed ero veramente pieno al

punto giusto, tra un’onda e l’altra si formava un bel piatto e ogni tanto

si riusciva a prendere anche qualche onda come kicker! Ero contro un

nuovo ragazzino spagnolo, Blanc, che farà sicuramente parlare di sé…

ma in quella heat si è proprio emozionato. Nella mia seconda heat ero

contro un rider tosto, Schitzofer, rider austriaco di Best. Michael, quando

ha le sue condizioni, è veramente in gamba ed è molto costante. Io e il

mio caddy Gigi, poco prima della heat, abbiamo deciso di uscire con il

13 mq, perché il vento sembrava in leggero calo… ed è stata veramente

la scelta vincente! Mike con l’11 mq e bindings è rimasto “incastrato”

a riva per qualche minuto, ed era decisamente scarico… io andavo per-


fetto, ho fatto una heat modello, senza sbagliare niente quindi ero in

semifinale! Youri aveva fatto delle belle heat, come al suo solito, quindi

è arrivato in semifinale contro di me! Dopo averlo battuto in Francia,

avevo la consapevolezza che potevo farlo di nuovo, anche se sulla carta,

lui era in vantaggio visto che era in casa! Sono uscito sempre con il mio

tredicione, che non mi ha tradito e ancora una volta mi ha salvato dalla

corrente e dai buchi di vento. È stata di sicuro la mia migliore heat di

quest’anno, sono partito carico, ma non troppo, sapendo di non poter

fare più di 12 manovre! S-mobe Grab, Grab KGB, FrontblindMobe poi,

quando ho visto un kicker arrivare inclinato verso di me, non mi sembrava

vero… e proprio come a Gran Canaria, mi sono messo in toeside e ho

chiuso il mio primo Pete Rose 5 in gara! Una di quelle heat dove tutto

va per il verso giusto… arrivato a riva ero veramente contento e divertito!

Youri non ci credeva tanto, però è andata cosi, ero in finale contro

Pastor! Sono uscito contro Alex sapendo che le manovre che facciamo

adesso sono tutte molto simili, quindi la differenza la può fare aggiungere

grab o un 180 in più! Mi è venuta una heat molto simile a quella prima,

ma una raffica mi ha tradito nel primo Pete Rose, che quindi ho dovuto

rifare, ma tutto il resto è venuto proprio bene. Alex è riuscito a prendere

una raffica buona all’ultimo minuto e chiudere un BJ5 prima della

tromba finale… regalandogli quei punti che gli servivano per superarmi!

Ero veramente “stoked”, è stata veramente la prima volta che ho potuto

giocarmela bene per il 1° posto… e perdere per soli tre punti mi motiva

veramente tanto per la prossima gara! Il vento ci ha salutato il giovedì,

e fino a domenica non si è più rivisto… quindi quello è rimasto il risultato!

Sono veramente contento del mio secondo 2nd posto di quest’anno!

Sono tornato ad allenarmi a Gran Canaria… poiché mi ha

portato bene, prima di volare in Venezuela per la prossima tappa! Ciao

a tutti! ;)

Alby

39k m giugno-luglio 2012


Eventi Internazionali

TOP RANKING FREESTYLE MASCHILE

(DOPO TRE GARE)

Alex Pastor

Youri Zoon

Alberto Rondina

TOP RANKING FREESTYLE FEMMINILE

(DOPO TRE GARE)

Bruna Kajiya

Gisela Pulido

Karolina Winkowska

TOP RANKING RACE MASCHILE

(DOPO TRE GARE)

Bryan Lake

Adam Koch

Riccardo Leccese

TOP RANKING RACE FEMMINILE

(DOPO TRE GARE)

Katja Rose

Nuria Goma

Jessica Sickinger

Per il race la terza tappa si disputa a Hyères, in Francia, ed è qui che i

nostri ragazzi si fanno notare nel race, Simone Santoni conquista la prima

posizione della categoria master, Simone Vannucci è in terza posizione,

sempre master. In classifica assoluta, terminano rispettivamente in nona

e quattordicesima posizione. Da segnalare anche l’ottima prova di Andrea

Beverino, che termina la gara in tredicesima posizione. Per una volta, i

mostri sacri americani scivolano dalla terza posizione in poi, è Riccardo

Leccese colombiano ma di genitori italiani, che conquista la prima posizione,

seguito dal francese Olivier Dansin e dal campione del mondo

2011, John Heineken. Per le donne, dopo due vittorie, Katja Roose (NED),

si deve arrendere alla seconda posizione nei Gold Games di Hyères.

I campionati freestyle e race PKRA, sono ancora lunghi, sicuramente ci

saranno altre sorprese. Su http://live.prokitetour.com/ è possibile restare

in contatto con la gara, seguendo online tutte le heat del freestyle e le

regate di race!

giugno-luglio 2012k m 40


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Personaggi

ROBERTO RICCI

ITW>Roberta Pala • Foto>Courtesy RRD

giugno-luglio 2012k m 42

Una carriera nei waterboard sports che è arrivata al 17esimo

anno, com’è iniziato tutto?

Ho iniziato a costruire tavole nel 1986 e poi ho fondato la RRD nel 1989,

quindi sono più di 20 anni che faccio questo mestiere. Però in effetti il

brand come tavole di serie nasce a Novembre del 1994 e da allora ci

siamo specializzati nella costruzione di tavole e attrezzi per il windsurf.

Dapprima abbiamo cominciato come brand specializzato nella realizzazione

e sviluppo di attrezzatura per regalanti e per le competizioni di

Coppa del Mondo race, slalom e wave, e poi abbiamo deciso di orientarci

alla produzione di tavole sempre di altissimo livello, ma per un

pubblico più generalista. Questa scelta poi ci ha portato ad approcciare

altri settori di altissima gamma prima nel kite, poi nel SUP, quindi nel

surf da onda e ora a chiudere il cerchio dei watersport abbiamo anche

introdotto anche una nuova collezione RRD WETSUITS. Posso dire che

tutto è iniziato quasi per scherzo, dal momento che nel 1986 conobbi

Paolo Cecchetti, che era socio della DROPS e che mi ha fatto muovere

i primi passi nello shape delle tavole, e senza nemmeno accorgermene

mi sono ritrovato a gestire un marchio che produce attrezzatura per

water boari sports a 360°. tutto è nato nell'ambito di una passione per

il mare e per l'acqua, e mi sono sempre ritrovato a concepire prodotti

nati un po' sulla mia pelle e su quello che sento avere lo spirito giusto

per affrontare l'acqua, il mare e quant'altro. Tutto è iniziato da una passione

e continua a essere alimentato da una passione sviscerata per il

mare. Questo continua a essere il life motive dell'azienda e di quello

che abbiamo fatto fino ad oggi.

Surf, Kite, Windsurf, SUP, RRD abbraccia gli sport a 360°, quanto

è importante, nella realizzazione dei tuoi materiali, che tu sia

anche un praticante di ciascuna disciplina?

È fondamentale, in quanto la passione è alla base di quello che faccio,

e se non praticassi questi sport in prima persona sicuramente sarebbe

più difficile trasmettere questo feeling nei miei prodotti. I prodotti ne

risentirebbero e anche il cliente finale se ne accorgerebbe. Spesso mi

hanno chiesto come mai non faccio anche attrezzatura da snowboard

o da wakeboard. La risposta è semplice: sono due sport che non rientrano

nell'ambito delle mie passioni, e pertanto non mi sentirei di poter

proporre prodotti che non posso sentire come miei.

Il rapporto con i tuoi atleti… sei uno che lavora sodo, che li fa

lavorare sodo, ma al tempo stesso sei anche divertente e li fai

sentire in famiglia, quale pensi sia il segreto di un rapporto così

speciale con i tuoi ragazzi?

Il denominatore comune è sempre la passione e il mio rapporto con gli

atleti è semplicemente quello che ci può essere fra un ex-atleta e un

atleta, per cui cerco di instaurare un rapporto paritetico e cerco di fargli

capire come devono comportarsi per fare in modo che la cosa che

stanno vivendo possa diventare per loro un'opportunità di crescita personale

e magari anche una possibilità di lavoro vero e proprio per il futuro.

Devo ammettere che l'idea di avere un'azienda fatta da ex atleti


o promoter è una cosa che non mi dispiacerebbe, dal

momento che la considererei come un valore aggiunto,

per questo non mi dispiace coinvolgerli quando possibile

e farli sentire parte della famiglia RRD.

Quali sono i progetti per il prossimo anno? C’è

qualche grossa novità in cantiere? Un’anticipazione?

A parte lo sviluppo della collezione secondo gli schemi

ormai canonici, la vera novità per la prossima stagione è

legata allo sviluppo del racing e dello slalom, soprattutto

ora che il kite è diventato sport olimpico. Ci sarà un grossissimo

lavoro da fare per fare in modo che federazioni e

circoli che finora sono stati estranei al kite possano approcciare

questo sport nella maniera appropriata, e proprio

con questo obiettivo, un po' tutte le maggiori aziende

si stanno avviando ad un lavoro di collaborazione per fare

in modo di evitare la confusione che è stata fatta negli altri

sport.

Una vita nello sport, la tua famiglia riesce a starti dietro nei continui

spostamenti per lavoro?

Ovviamente la mia famiglia entra a far parte della mia vita di tutti i

giorni e si interseca spesso col mio lavoro e le mie passioni. Io cerco di

coinvolgere un po' tutti quelli che stanno attorno a me, dai miei figlioli

alla mia compagna, in quello che faccio, poi il fatto che il mio lavoro si

possa fare all'aria aperta e in località piacevoli è sicuramente un plus.

D'Inverno ci trasferiamo per tre mesi in Sud Africa, e quindi la mia famiglia

mi segue sempre. Inoltre abbiamo un'azienda che è impostata

come se fosse una famiglia allargata, quindi figli, parenti e amici sono

sempre i benvenuti da tutti.

Come vedi l’evoluzione della tecnica costruttiva e dei materiali?

Com’è nata l’idea della tecnologia in autoclave che hai applicato

alla Style?

La ricerca tecnica costruttiva è alla base dell'evoluzione dello sport.

Quindi se parliamo di Coppa del Mondo e di estremizzazione delle performance,

la tecnologia ha sempre qualcosa da dire di molto importante.

Sin dalla sua fondazione, la ricerca tecnologica sui nuovi prodotti è stata

una delle caratteristiche salienti di RRD, e questa nostra continua ricerca

ci ha fatti venire in contatto con un'azienda italiana specializzata nella

realizzazione di prodotti ad altissima tecnologia, per cui non ci siamo

lasciati sfuggire l'opportunità di mettere a punto la contruzione di tavole

da kite realizzata con la tecnologia in materiale composito preimpregnato

in autoclave. Logicamente stiamo parlando di tecnologia su larga

scala, perché nell'ambito aerospaziale si possono già vedere cose fantascientifiche,

ma l'autoclave, le alte temperature e il preimpregnato

sono i tre parametri con cui si fanno i compositi di alta gamma oggi.

Abbiamo iniziato con la Style e abbiamo subito allargato alla 10Knots

LTD e prossimamente svilupperemo anche pinnette raging sia per il kite

sia per il windsurf realizzate in alta tecnologia. Un nostro altro vanto è

di essere riusciti a sviluppare, produrre e commercializzare questi prodotti

completamente MADE IN ITALY, e speriamo che questo possa essere

di buon auspicio anche per il futuro che una grossa parte della

produzione possa ritornare in Italia.

Il Sud Africa sta praticamente diventando la tua seconda patria,

come mai hai scelto questo paese per tutti i test dei materiali?

Perché fondamentalmente da noi d'Inverno fa freddo e c'è poco vento,

per cui da Dicembre a Febbraio dobbiamo comunque spostarci in Sardegna

o nel sud d'Italia se vogliamo andare in acqua. Quindi poiché co-

munque bisognava spostarsi e viaggiare, abbiamo deciso con tutta la famiglia

di trasferirci in Sud Africa, dove le condizioni sono sempre al top e dove

nei mesi invernali arrivano team rider, distributori, negozianti e personaggi

un po' da tutto il mondo per svernare, provare nuovo materiale e vedere

quali sono le ultime tendenze. Per questa ragione abbiamo addirittura deciso

di realizzare un centro di Ricerca e Sviluppo RRD a Cape Town. Questo significa

che d’ora in poi avremo un punto di riferimento fisso a Big Bay in

Sud Africa dove le condizioni sono sempre eccezionali e il team R&D RRD

potrà venire per testare a sviluppare tutte le future gamme di prodotti. Questo

significa che la ricerca e sviluppo è fatta tutto l'anno e poi nei tre mesi

di test giù in Sud Africa viene effettuata la verifica finale su quello che effettivamente

poi verrà prodotto di serie.

I ragazzi del team, dal nostro Luca Marcis al neo acquisto Luke, per

non parlare degli storici collaboratori in azienda, una parola su di loro?

I nostri team rider e collaboratori storici hanno rappresentato e continuano

a rappresentare una fonte di energia e di propulsione fondamentale per il

nostro brand. Per questo mi piacerebbe spendere qualche parola su Luca e

Luke, che sono due nuovi acquisti che ben rappresentano quello che RRD

cerca nei propri team rider. Luca Marcis in Italia non ha bisogno di presentazioni,

è un cagliaritano puro sangue che nasce come surfista da onda che

ha un'esperienza in acqua da vero waterman a tutti gli effetti. Lo conosco

da molti anni e mi è sempre molto piaciuta, oltre alle spiccate doti tecniche

e agonistiche, anche la sua attitudine a rapportarsi in maniera molto positiva

con tutti quanti. L'anno scorso ci siamo incontrati a Chia nel corso della

prima tappa Wave, gli ho proposto di entrare a far parte della nostra azienda

e lui è entrato subito a far parte del nostro team. Viste le sue capacità e attitudini,

ritengo che per noi Luca possa diventare un ambasciatore con una

portata che andrà ben oltre ai risultati che sicuramente continuerà a rastrellare

sia nel wave sia nel race.

Per quanto riguarda Luke, invece si trappa di un Cape Towniano di 17 anni,

molto esuberante e parecchio pieno di se, ma con una formazione atletica

e da surfista da onda che viene dall'acqua “quella fredda!” abituato ad andare

in acqua tutti i giorni a prescindere dalle condizioni, ed in grado di esprimersi

fra le onde ad altissimi livelli ed in grado di essere un grande

riferimento per lo sviluppo del materiale. Fra le altre cose Luke è anche un

ottimo freestyler e molto bravo anche nel racing. Insomma è un atleta completo,

molto capace e molto motivato sempre pronto a testare materiale

otto ore al giorno! Persone come Luke e Luca rappresentano la nuova frontiera

dello sviluppo del nostro brand in Italia e in Europa.

43k m giugno-luglio 2012


Trick

Front2Blind

Testo>Alberto Rondina • Foto>Toby Bromwich

l Front to Blind è un frontroll con backside

180… e insieme al frontblindmobe, sta ormai

sostituendo il Front Mobe con il kite alto in

gara, perché si può tenere il kite più basso e fare

la manovra molto più veloce e potente!

Si parte con una rotazione in avanti, ma a differenza

di un s-bend, dove le gambe girano

stese indietro, nel front roll come dice il nome,

giugno-luglio 2012k m 44

le gambe devono passare sopra la vostra testa,

come in un salto mortale!

La poppata è molto importante, con il kite a

45°, spingete forte con la gamba dietro, piegate

la gamba davanti, cercando di non muovere il kite!

La testa, come sempre, è la grande protagonista

della manovra, girate la testa dietro la vostra

spalla posteriore per imprimere la rotazione,


e incominciate a spingere le gambe verso l'alto.

Quando siete upside down, a testa in giù, arriverà

anche il punto morto del kite e, quindi, il

momento giusto per incominciare il backside 180.

Lasciate la mano dietro e portate la barra al

fianco davanti.

In questo punto è molto importante spingere

le gambe e la tavola in avanti (verso il kite, ndr).

Se pensate solo a girare e a passare la barra, le

gambe rimarranno indietro, quindi poi sarete sbilanciati

in avanti nell'atterraggio.

Se avete fatto una bella poppata, il passaggio

della barra sarà facile, quindi, piegate le gambe

per avere un atterraggio il più morbido possibile!

Yeah!

Alby

45k m giugno-luglio 2012

Trick


Campioni

John heineken

ITW>Roberta Pala foto>Toby Bromwich

JOHN HEINEKEN

Soprannome: Johnny

Anni di kite: 5

sponsor: Ozone, Mike’s Lab, Tectonics

Maui, Mystic, StFYC

miglior risultato: Campione del Mondo 2011

Course Racing

home spot: San Francisco

il miglior

spot al Mondo: The River! Sherman Island

cibo preferito: sempre quello locale,

ovunque mi trovi…

giugno-luglio 2012k m 46

Ciao Johnny, raccontaci qualcosa di te... come è nata la tua passione

per il Race?

Mi piace andare veloce. Sono cresciuto con la vela e ho sempre cercato

di essere sulle barche più veloci possibile. Mi sono innamorato della

barca a vela quando ero molto giovane e ho gareggiato sui 29ers e

49ers per anni. Alla fine ho iniziato a fare kite e, quando la scena del

race ha cominciato a prendere piede, è stato un gioco da ragazzi, ho

dovuto fare subito le gare!

Com è stata la prima gara in Messico? Questa volta sapevi che

non era una gara di pesca? Per chi non lo sapesse, raccontaci

anche cosa è successo quella volta a Playa del Carmen…

Sì, nel 2010, un pescatore folle, ha buttato un’esca viva davanti a me,

il pesce ha abboccato e mi è finito giusto in faccia! È stata una fortuna

che non mi sia agganciato da nessuna parte. Quest’anno ho vinto ed è

stata davvero una gara entusiasmante, c’erano tutti i migliori al mondo

e sono davvero felice di essere arrivato primo.


Quando ho chiesto ai nostri ragazzi tornare a Santander qualcosa

delle tue performance, mi hanno detto: "Bambini, i mostri

esistono davvero"… Come ti alleni?

Ha ha. Il nostro allenamento è fatto di navigazione soprattutto, cercando

di massimizzare il tempo sull’acqua. A casa mi alleno sempre con

Adam Koch, Bryan Lake e molti altri grandi rider, quando usciamo non

ci limitiamo a navigare senza contare che ci siano altri in acqua, facciamo

un bel po’ di gare tra noi, allenandoci molto nei momenti salienti,

tipo virate, strambate, velocità. Quello che cerchiamo di fare è spingere

sempre oltre il nostro livello e il nostro limite.

Ho visto rider, anche non-sponsorizzati Ozone, utilizzare questi

aquiloni in gara, che cosa hanno in più degli altri?

L’Edge è la mia vela preferita! Sul campo di regata è il più efficiente aquilone

che si possa trovare. Vola molto in avanti nella finestra, in pratica “si

tira” il vento, e ha una così vasta gamma che è quasi difficile scegliere il

kite sbagliato per una gara. Ozone ha spinto il race sin dall'inizio e questo

impegno l’hanno dimostrato più e più volte, hanno vinto due campionati

del mondo e quasi ogni evento di primo piano negli ultimi due anni. Ho la

fortuna di essermi trovato in una squadra con il desiderio per eccellenza.

La tua famiglia e lo sport...

Se c'è acqua, noi ci siamo!

Che cosa fa Johnny quando non è in acqua?

Quando sono a casa, mi occupo di aquiloni che generano elettricità...

che ci crediate o no. Andate a vedere il sito www.makanipower.com.

Chi è l’avversario più temibile?

Tutti! Questo sport sta decollando! Non ci sono mai le garanzie del

podio quando vado a un evento, e credo che si potrebbe dire io sono il

mio più grande avversario in questo senso... devo sempre cercare di essere

al massimo e sempre nelle prime posizioni!

Il futuro del racing.

Il mese scorso lo sport è stato ammesso alle Olimpiadi. Ci saranno molte

più persone adesso che vorranno partecipare, e con grande supporto. Il

livello di riding sta andando sempre più su e sono curioso di vedere dove

ci porterà! Ci sono solo un paio di cose alle quali dobbiamo stare attenti.

La cosa più importante, i regolamenti, gli ingranaggi devono restare abbastanza

larghi da consentire lo sviluppo, ma bisogna assicurarsi che le

persone possano avere attrezzature competitive. La regola box è una

grande cosa. Quello che non vogliamo proprio è tavola one-design con

una bassa performance one-design che limiterebbe il nostro potenziale!

E Johnny, cosa vede nel suo futuro?

Continuare ad andare veloce… e girare il mondo ancora per un po’…

47k m giugno-luglio 2012


Girovelando

Naish Demo

Fine Aprile, dopo la tappa francese del

PKRA, Kevin Langeree è stato cinque giorni

in Italia, per un Demo Tour Naish con Action

to Sport, che l’ha portato a toccare le

spiagge dell’alto Tirreno, fino a Maccarese.

Cinque giorni intensi, vissuti tra spostamenti,

camper, e materiali a disposizione

per il pubblico. Il nuovissimo Ride, la vela

con due soli struts di Naish, ha sorpreso

tutti, anche lo stesso Kevin, che non l’ha

mollata un secondo nella sua session strapless

alla Rambla.

http://www.youtube.com/watch?v=uuV_PrdYc4U http://vimeo.com/40296891 (trailer Hidden Lines)

giugno-luglio 2012k m 48


Kevin con Giulio Chiti

Tour

Testo e itw>Roberta Pala • Foto>Kevin Langeree, Tony di Napoli e Roberta Pala

con

Kevin Langeree

49k m giugno-luglio 2012

La prima tappa è stata Lillatro, dove un’accoglienza strepitosa,

ha colorato il cielo del venerdì pomeriggio. I

ragazzi dell’associazione Local’s Lillatro e del negozio

Blue Reef di Vada, hanno creato un’atmosfera di ospitalità

davvero favolosa, Kevin, sempre disponibilissimo, ha firmato

qualsiasi cosa gli proponessero, tavole, ali, felpe, cappellini.

La sosta si è protratta per due giorni tanto si stava bene! Due

giorni di vento in cui Kevin non si è risparmiato, sempre in

acqua a dare spettacolo o consigli a chiunque gli chiedesse

qualcosa… Il sabato sera eravamo già in viaggio verso sud,

non prima di aver fatto tappa per un aperitivo a Follonica, dai

ragazzi di Surf Relax, dove un emozionatissimo Giulio Chiti,

giovane promessa Naish, ha potuto trascorrere un po’ di

tempo con il campione. La domenica è andata di scena la

Rambla a Maccarese, dove il vento ha un po’ latitato ma

Kevin, Ride tra le mani e surfino ai piedi, si è espresso in una

session strapless davanti agli occhi incantati dei kiters romani.

Le giornate si sono concluse con una tappa quasi al confine,

ad Andora, in Liguria. Per Kevin è stato un bel viaggio, come

racconta nella sua intervista, per Action to Sport, distributore

per Naish in Italia, un’occasione speciale, un demo tour con

tutta la gamma Naish di tavole e vele, poi la nuovissima Ride

portata per l’occasione, e una guest star che si è rivelata una

persona splendida oltre ad essere un grande atleta!


Girovelando

Naish Demo Tour

con

Kevin Langeree

Kevin Langeree in pillole

Anni di kite: 12 anni, ho cominciato nel 2000

Home spot: Noordwijk - Olanda

Sponsor: Naish, O’Neill, G-Shock e Dacia

Best move: Kiteloop 7, con varianti one hand.

Miglior spot al mondo: Noordwijk, Cape Town

Il viaggio più bello: mentre filmavamo Hidden Lines

tra Cile e Panama

La musica nel tuo iPod: Reggae!

Il cibo preferito: Italiano!

giugno-luglio2012k m 50


Ciao Kevin, com’è stata l'esperienza in camper e il Demo Tour in

Italia?

È stata davvero una bella esperienza! Viaggiare in camper è stato

semplice, potevamo fermarci ovunque volessimo e avevamo sempre tutto

il necessario con noi. La guida è piacevole e si può sempre fare un

sonnellino e svegliarsi già a destinazione!

Hai avuto condizioni molto diverse, cosa ne

pensi degli spot che hai visitato?

Gli spot erano molto diversi tra loro e molto

belli, la gente, poi, super accogliente e gentile.

Sono stato in Italia cinque giorni e c’è stato

vento ogni giorno, che cosa si può volere di più?

Come ha cambiato la tua vita, l’infortunio?

Mi ha cambiato davvero molto ma, come si dice,

ciò che non ti uccide ti fortifica!

Sei tornato alle gare, come si sta comportando

il tuo ginocchio?

Il mio ginocchio sta bene adesso, ma ho dovuto

fare un sacco di riabilitazione e allenamento. E

l’allenamento sta dando I suoi frutti adesso, mi sento forte e in forma!

Straps vs bindings, qual è la tua scelta e perché?

Straps o bindings, è un diverso modo di sentirsi, il binding fa un po’

“gangster” e io non sono così gangster ah ah ah…

Il cibo italiano… ma quanto mangi?!

Mi piace tantissimo la cucina italiana e poi mi avete portato in ristoranti,

dove ho mangiato davvero bene… e ora mi avete reso un po’ viziato con

la cucina!

Come fai i tuoi trick one handed?

Non credo ci sia un modo per farli, ti devi solo allenare molto, continuare

a provarci e non mollare mai! È inoltre necessario avere un bel po’ di forza

nel braccio, e un po’ di allenamento in palestra può essere utile…

L’accoglienza entusiastica dei ragazzi di Lillatro, nel primo stop del

demo tour, hai in pratica firmato autografi su qualsiasi cosa… ma

qual è la cosa più strana che hai autografato nella tua vita?

In assoluto un paio di tette! La ragazza, poi, si mise sotto il sole tutto il

giorno e si bruciò… la rividi il giorno seguente e si poteva vedere ancora

la mia firma nella sua abbronzatura! Ah ah ah

Viaggiare senza tua sorella Jalou…

È strano perché sto bene con lei, non è solo mia sorella, ma anche un

buon compagno di viaggio, abbiamo fatto alcuni viaggi davvero indimenticabili!

L’allenamento con il S.U.P…

Il S.U.P. è davvero bello quando non c’è vento. Ultimamente lo sto usando

molto, è un ottimo modo per restare in forma!

Alla Rambla hai provato il Ride, cosa ti è sembrato?

Mi è sembrato facile e davvero carino, ho fatto una session strapless e

sono rimasto impressionato da quanto fosse stabile in aria!

Nuovi obiettivi? Oltre alle gare?

Surfare qualche bella onda, con il mio kite e il mio S.U.P.

51k m giugno-luglio 2012


Inviato Speciale

VINCENZO BIGIONE a

Soma Bay

Testo>Vincenzo Bigione e Erik Volpe

Foto>Courtesy Vincenzo Friends

giugno-luglio 2012k m 52


Ciao a tutti.

Vi scrivo dall’Egitto, dove mi trovo dopo la bellissima esperienza

invernale del Sud Africa. Qui le condizioni di vento e

un mare cristallino, rendono il posto, un piccolo paradiso per

i kiter. Mi trovo nella zona di Safaga ed esco, generalmente,

nello spot di Soma Bay. C’è acqua piatta e bassa, vento che

pompa sui 20 nodi, praticamente una palestra per il freestyle!

La temperatura non è niente male, dai 30 a 40 °C e con l’acqua

intorno ai 28 °C nella laguna. Di sicuro altri rider verranno

a trovarmi quest’estate, di sicuro passerà di qui

Emanuele Varriale, che è stato già da me, in Sud Africa, quest’Inverno.

Noi ci appoggiamo a una scuola italiana, la Globe

Kiter, che ha un servizio tranfer per lo spot, e fa sì che il soggiorno

di kite sia unico. Safaga è a circa quaranta minuti in

macchina da Hurgada, dove c’è l’aeroporto, la vita costa

poco, un chilo di gamberi, un chilo di pesce fresco e una bottiglia

di birra, circa 6 euro! Non male vero?

Da due settimane è arrivato anche il mio grande compagno

di avventure Erik Volpe, e ogni giorno stiamo uscendo a Soma

Bay. Session fantastiche dalla 7 alla 11 mq e acqua blu,

piatta e calda! Abbiamo un po’ visitato anche gli altri spot,

come 7 Beaufort, Tornado Center, Surf Relax, Big Days, tutti

molto caratteristici, passando giornate bellissime in compagnia

dello staff delle diverse scuole. Ogni uscita con Erik è

una sfida e un piacere, mi stimola ad apprendere qualcosa di

nuovo, anche solo osservandolo, ha sempre il sorriso e spinge

i suoi limiti ogni volta che ne ha la possibilità. Un ragazzo

che ama il kite e trasmette a tutti questa sua passione, il più

grande talento italiano, dopo il nostro adorato Alby…

Buon vento a tutti

One heart - One love - One destiny, Vincenzo

Due parole di Erik

Ciao a tutti, sono venuto ad allenarmi con Vincenzo, in vista della prima tappa del

Campionato Italiano Freestyle FIV-CKI, che si svolgerà a Campione del Garda, tra

qualche giorno. Ho trascorso due settimane davvero emozionanti e volevo ringraziare

il mio “fratellone”, per la sua disponibilità e la sua accoglienza, sempre impeccabile.

Abbiamo visitato diversi spot, con condizioni perfette per allenarsi, ma la cosa che

mi ha sorpreso è stato il modo di spostarsi, con i ragazzi del Tornado kite center, ogni

mattina, con la loro barca, raggiungevamo lo spot perfetto. In due settimane abbiamo

avuto solo due giorni senza vento e così Vince mi ha portato a Hurgada, città ricca

di storia e cultura e famosa per i suoi magnifici fondali. Di sicuro è un posto dove la

“volpe” riporterà presto le zampine, magari per un nuovo video e organizzare qualche

stage freeriding con Vincenzo…

Ringraziamo i nostri sponsor, Slinghot, Mystic, Minoia, UCdistricution, Airush international,

Simone, l’importato re Airush in Italia, ION, e nel mio caso anche i miei

genitori, che ci permettono di trascorrere questa meravigliosa vita immersi nella natura

con gente stupenda.

…un saluto dalla Volpe

Per qualsiasi info contattate Vincenzo Bigione sulla sua pagina FB

53k m giugno-luglio 2012


Eventi Internazionali

Alice Brunacci e

Chiara Esposito

tingono d’azzurro

(o dovremmo dire di rosa?)

il podio del

Mini Kitesurf Tour Europe!

Testo>Stefano Martinelli • ITW>Roberta Pala • Foto>Axel Reese/remedia.de/KTE Courtesy

giugno-luglio 2012k m 54


Sembrava ieri l’ultima tappa conclusiva dell’Europeo 2011 in Francia e invece eccoci qui Mercoledì

2 Maggio, in partenza per questi 900 Km che ci separano da Podensdorf (Austria) per la prima

tappa del KTE 2012. Quest’anno è bello vedere che il team Italiano si è allargato notevolmente,

infatti a me ed Erik si sono aggiunti Beppe Esposito, Chiara Esposito, Peter Geier e Fabian

Oberhofer più un nutrito gruppo di racers, capitanato da Alice Brunacci. La prima gara della

stagione ha sempre un sapore speciale, infatti, si è tutti molto tesi perché dopo un inverno

passato ad allenarsi si è molto curiosi di vedere se quest’allenamento porta i risultati sperati e

inoltre per vedere anche il livello raggiunto dagli altri rider. A questa tappa in Austria avevo già

partecipato nel 2009 ma ogni anno migliora sempre di più, l’evento infatti è gigantesco. Gli

iscritti quest’anno sono stati tantissimi, circa 90 con il tabellone freestyle maschile al completo e

quello femminile composto da 18 iscritte, un record per il tabellone delle donne. Nella single io e

Peter siamo stati un po’ sfortunati, abbiamo infatti trovato rispettivamente Rowinsky (un polacco

super forte) e il tedesco Stefan Permien. Io ho fatto una delle heat più belle della mia vita con un

front blind mobe e uno switch low mobe chiusi, ma non è bastato, il livello è veramente alto e

purtroppo tutti noi italiani ci siamo fermati tra il terzo e quarto turno ad eccezione di Erik che si

è classificato quinto nella single che viene vinta da Mario Rodwald poi in seconda posizione

Michael Schitzhofer e in terza Stefan Spiessberger. È però il team femminile che tiene alto il nome

Italiano con Chiara Esposito che si classifica terza nella single e alice Brunacci prima nel race!

Tornando alla gara maschile, non è stato un granché per noi Italiani, non abituati a condizioni

così toste come i nordici, infatti, la classifica delle prime sei posizioni, era composta da tedeschi e

olandesi. Erik, sempre il migliore degli italiani, con un settimo posto dopo la double, mentre sul

podio Spiessberger avanza sul mio compagno di team Schitzhofer e Rodwald riesce a difendere

il gradino più alto del podio. Nel femminile invece una sorprendente Chiara Esposito risale dalla

terza posizione e arriva prima, complimenti davvero! Alice si conferma prima nel Race. Davvero

una prestazione favolosa quella delle nostre ragazze! La sera è tempo di premiazioni e di godersi

il mega festone, la festa più grande cui sono stato, c’è veramente un sacco di gente che arriva per

questo evento. Il mattino dopo, invece, pronti al rientro e carichi, per allenarsi un mesetto e dire

la nostra alla prossima tappa in Germania, a Sylt.

55k m giugno-luglio 2012

Day 1: http://vimeo.com/41558662

Day 2: http://vimeo.com/41607245

Day 3: http://vimeo.com/41644205

Day 4: http://vimeo.com/41689109

ALICE

Ciao Ali, com’è stato vincere proprio

nel giorno dell’annuncio dell’ingresso

ufficiale del kite alle Olimpiadi? Le tue

emozioni…

Ciao Roby, sicuramente sembrerà banale, ma

sono state due situazioni inaspettate che mi

hanno emozionato moltissimo. Non mi aspettavo

assolutamente di vincere, ci speravo

quello si e la notizia che il kite era entrato a

far parte delle discipline olimpiche, data dallo

speaker durante l’evento, è stata meravigliosa!

L’agitazione e l’euforia di quegli attimi

hanno fatto sì che mi ricorderò di questa

prima tappa in Austria per molto tempo!

Raccontaci le tue regate alla prima

tappa KTE.

Le mie regate devo dire che sono andate

tutte alla grande, purtroppo non ne abbiamo

fatte molte, solo sei, delle quali cinque sono

riuscita ad arrivare prima e una, seconda. Ci

sono stati momenti che non sono stati semplici,

ma il bello è anche quello. La regata

che ho ancora in mente è l’ultima che abbiamo

fatto. Il vento, rispetto agli altri giorni

aveva cambiato direzione, anziché essere onshore,

arrivava direttamente da terra, quindi

sotto riva c’erano solo delle raffiche, mentre

quasi a centro lago, dove era posizionata la

barca giuria, il vento era intorno ai 14 nodi…

io avevo già i miei tre kites North 10mq Rebel,

Dyno 13mq e Dyno 17mq, armati sulla

riva, ma l’incertezza su quale scegliere mi

stava totalmente perseguitando, nel frattempo

anche il tempo scorreva e mancavano

solo due minuti alla bandiera rossa, che indica

5 minuti alla partenza. Alla fine mi decido,

alzo l’ala più grande, il Dyno 17mq e di corsa

raggiungo il campo di regata, dove ormai la

bandiera gialla era già stata issata quindi

avevo solo pochi minuti per decidere dove

posizionarmi per la partenza, o mura a dritta,

dove tutto il gruppo degli altri riders era già

allineato pronto a scattare ed anche lontano

da raggiungere in tranquillità, oppure mura


Eventi Internazionali

a sinistra, da sola con un solo altro atleta polacco, senza né precedenza

sugli altri né sapere quanto mancava esattamente alla bandiera

verde di inizio gara, poiché, nella fretta, devo aver premuto

un tasto e mi si era bloccato il timer. Ovviamente da ‘’Alice’’ ho

scelto la seconda opzione, e mi sono detta ‘’o la va o la spacca’’.

Salita la bandiera verde parto, spingendo al massimo nel bordo

mura a sinistra, il kite mi tirava tantissimo, ero totalmente soprainvelata,

credo proprio che 14 nodi non fossero. L’immagine che ho

ancora oggi impressa nella mente, è del gruppo che stava arrivando

mura a dritta, consapevole di avere la precedenza su di me, in quel

momento non potevo assolutamente sbagliare nulla, né permettermi

di cadere perché veramente sarebbe successo un gran guaio. Ho

cercato di tener duro fino al momento dell’incrocio, l’adrenalina

era veramente alle stelle. All’inizio del gruppo ho visto qualcuno

che stava sbracciando, inizialmente pensavo che lo facesse per litigare,

ma in realtà quando ci siamo avvicinati (il tutto in una piccola

frazione di secondi) ho capito che era il nostro connazionale Andrea

Beverino, che mi stava rassicurando sul fatto che ce l’avrei fatta a

passare per prima nell’incrocio. E così è stato, passato quel momento,

ho iniziato a realizzare che partenza da brivido avessi fatto

e ancora ero incredula, ma non potevo farmi prendere troppo dall’euforia

di quel momento perché, nel frattempo, ero completamente

in balia del mio Dyno 17mq, che ad ogni raffica mi portava via

senza controllo facendomi perdere un sacco di metri di acqua, il

che rendeva il bordo di bolina molto difficile da mantenere. Alla

fine, comunque, il risultato è stato molto buono, sono riuscita ad

arrivare prima tra le donne e circa tra i primi quindici degli uomini.

Le avversarie in gara, chi ti è sembrata quella più “tosta”

da battere?

Durante la maggior parte delle prove, me la sono giocata spesso

con la tedesca Christine Boenniger con il suo Flysurfer e con la

spagnola Nuria Goma.

I tuoi materiali, quali sono state le tue scelte di tavola,

vela e pinne e perché? Ci racconti qualcosa della tua attrezzatura?

I miei materiali in gara sono un set di North Dyno 13mq, 15mq e

17mq, che sono kite specifici per il Race, studiati molto accuratamente

nei materiali e nel profilo, in

maniera tale da poter essere

molto leggeri in aria,

e allo stesso performanti

nella bolina. Come tavola

uso la nuova North

Race LTD 69, molto più

semplice rispetto a

quella dell’anno scorso,

e costruita con un

nuovo shape che ha

migliorato molto le andature

di bolina e

poppa. Le pinne di serie

che sono fornite da North sono molto confortevoli,

ma io nel set up della mia tavola da gara ho abbinato

delle pinne Vector, leggermente più performanti nella bolina.

Con la vittoria alla prima tappa lo sai che ora ci aspettiamo

grandi cose da te…☺quanto ti motiva questa cosa?…

Beh… sicuramente questa vittoria mi ha dato un bel carico di

energia positiva che dovrò cercare di sfruttare al meglio nel corso

delle prossime regate. Spero tanto di non deludere nessuno! ☺

Ormai hai abbandonato le competizioni di freestyle, non

hai mai un po’ di nostalgia?

Ahimè sì, ho preso questa decisione l’anno scorso molto a malincuore,

lo devo ammettere, ma riuscire a seguire le tappe sia di Freestyle

sia di Race non è molto semplice, sia da un punto di vista economico

sia di tempo. Comunque continuo ancora adesso, non

appena il vento lo permette, esco con il mio North Vegas 12mq e la

mia nuova tavola Team Series 134 cm, che mi regalano grandi soddisfazione

e divertimento. Durante l’Inverno mi sono avvicinata

anche al Waveriding e devo dire che è bellissimo davvero, ma penso

che la passione per il Freestyle me la porterò dietro sempre! ☺

I tuoi allenamenti… com’è una giornata di allenamento

di Alice?

Hem… ecco una nota un po’ dolente, però è giusto essere sinceri.

Devo dire che sono veramente molto pigra

e anche indisciplinata, lo devo ammettere,

e chi mi conosce lo sa bene. Quindi tendo

a non allenarmi molto, soprattutto in Race,

diciamo che i miei ‘’allenamenti‘’ sono

ancora molto Freestyle… Comunque,

scherzi a parte, questo è il mio modo di

fare, sicuramente non del tutto giusto,

agonisticamente parlando, ma io ho sempre

visto il kitesurf, fin da quando ho iniziato,

come un divertimento e una

grande passione, che adogni uscita in

mare regala gioia e rilassatezza e questo

vorrei che rimanesse per me l’essenza

di questo sport.

giugno-luglio 2012k m 56

E ora… Alice cosa si aspetta da

Alice?

Domanda difficile questa… Intanto

spero di terminare in maniera positiva

questa stagione, dopo di che, mi

aspetto di mettere un po’ di giudizio

in più in tutto quello che faccio! :-D


CHIARA

Dopo una single elimination in cui eri già felice della terza

posizione, una double che ti ha portato alla tua fantastica

vittoria, raccontaci la tua gara...

Diciamo che non ci credevo molto nella vittoria, vedevo questa gara

semplicemente come un’esperienza! Poi ero piuttosto agitata, è stata

la mia prima gara all’estero e soprattutto la prima volta che ho partecipato

a una gara con ben 19 ragazze freestyler! Nelle single ho

iniziato a caricarmi quando ho passato le prime due heat, lì ho capito

che magari, impegnandomi, sarei riuscita ad arrivare nelle prime quattro.

Poi ho perso contro la Laskowska e ho conquistato il terzo posto battendo

la Kennedy. Il giorno successivo, il vento era poco, rafficato e da

terra… ero veramente scoraggiata! Credevo che non saremmo

mai riusciti a fare le double… E invece, all’ora di pranzo, il

vento è aumentato all’improvviso e hanno subito chiamato il

freestyle! Sono entrata in acqua per difendere il quarto posto,

poi ho conquistato il terzo, il secondo e infine, dopo aver

battuto due volte la Laskowska, il primo! ;-)

Papà e tuo fratello Giuseppe ti hanno fatto da fedeli

assistenti tutto il tempo, quanto è stato importante

il loro supporto e il tifo di tutti i ragazzi italiani?

È stato fondamentale! La mia vittoria la devo soprattutto

grazie a loro… A mio papà che ha creduto in me e mi ha

sponsorizzato tutta la gara! A mio fratello che, mentre gareggiavo,

era in mezzo al lago con un kite di ‘‘ricambio’’ a

fare il tifo… a Erik che sin dal primo giorno mi ripeteva ‘tu

puoi vincere, ce la fai sicuro!’ e a Peter e Stefano, che mi

hanno aiutata davvero molto. Grazie ragazzi!

Le condizioni di gara, qual è stata la tua scelta

nei materiali?

Nelle single le condizioni erano normali, non tanto difficili.

Nelle double, era molto complicato perché il vento, es-

sendo da terra, arrivava solo in mezzo al lago, dove avevano appunto

sistemato il campo di regata. Dunque non potendo andare a provare,

ho deciso, sotto consiglio di Erik e Peppe, di prendere il 9 mq, anche se

a momenti era troppo... e a momenti pochissimo! Poi il vento è girato

all’improvviso nella direzione opposta, erano le 20:00 passate, 35

nodi, così ho preso il 7 mq! Peppe per fortuna è venuto fuori col 9! Infatti,

nella finalissima, era un po’ calato! C’era la bandiera gialla e ci

siamo scambiati il kite in acqua al volo! Ah ah Peppe si è trovato due

kite nelle mani… non so neanche io come abbia fatto!

Quale si è rivelata la rider più difficile da battere?

Sicuramente la campionessa tedesca in carica, la Lutz, e anche la polacca,

la Laskowska.

57k m giugno-luglio 2012


Eventi Internazionali

giugno-luglio 2012k m 58

Come sei riuscita a conciliare un difficile anno scolastico

come questo con gli allenamenti?

Devo dire che al ritorno dall’europeo è stato molto difficile, soprattutto

perché la gara è capitata nell’ultimo mese di scuola, in cui i professori

pretendono molto di più. Adesso che è finita, posso finalmente rientrare

in acqua! ;)

Adesso sarai carica per la seconda tappa e di sicuro le avversarie

ti daranno filo da torcere, quali manovre secondo te

sono state le decisive?

Sì, non vedo l’ora di andare in Germania!... E sono super convinta che

mi daranno filo da torcere! Ah ah, ma per vincere bisogna lottare fino

alla fine… e io ce la metterò tutta, sperando che vada bene anche

questa! Per quanto riguarda le manovre, siamo tutte più o meno allo

stesso livello… credo che abbiano valutato molto la difficoltà delle

condizioni e la potenza delle manovre più che il tipo.

Qual’è la prima cosa che ti ha detto Peppe appena terminata

la double, prima del verdetto decisivo?

Sono tornata a riva mi è corso incontro e mi ha abbracciato… mi ha

detto: “Brava Chiara sei forte... secondo me ce l’hai fatta!” ... e mi ha

dato il cinque! ;) Mi sono emozionata.. .

Come ti stai preparando al secondo evento KTE? Quali emozioni

si stanno accavallando dentro di te?

Adesso devo concentrarmi molto, è davvero difficile, devo allenarmi

con mio fratello, perché solo lui sa darmi la carica giusta per vincere e

per dare il meglio, ma la vittoria della prima tappa, mi ha dato grande

forza e adesso sono davvero gasatissima e super spronata! Spero vadano

bene anche le altre… è davvero soddisfacente vincere gare del

genere, danno emozione, carica, felicità, tanta voglia di andare avanti,

di fare sempre meglio!


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Anno I - 2012

numero 1

Febbraio/Marzo









INSERTO SPECIALE

PRIMA PARTE


Record

Bruno

Sroka

il record di traversata

della Manica

Bruno Sroka ha superato il record di traversata della Manica,

da Saint Brieuc, in Francia, a Plymouth in Inghilterra,

100 miglia nautiche (186 chilometri) in 5 ore, battendo il

precedente record di Manu Bertin, stabilito nel 2004, di

5 ore e 20 minuti (95 miglia nautiche). Nessuno, in otto

anni, aveva mai avuto il coraggio di tentare l’impresa,

tuttavia, il 17 Maggio, Bruno Sroka, ha superato il record,

portandolo a 5 ore, con una velocità media di traversata

di 20 nodi. Ci sono stati momenti in cui l’onda, nel canale,

arrivava ai tre metri, con raffiche fino a 60 km/h. Bruno

ha trovato il modo per celebrare l’ingresso del Kitesurf

alle Olimpiadi di Rio del 2016, dopo aver vinto per tre

volte il Campionato del Mondo, la medaglia successiva

che Bruno vuole appendere al collo, è quella d’oro Olimpica!

Bruno non è solo un atleta, è un avventuriero, è

l’unico kiter ad aver doppiato Capo Horn in 9 ore nel

2008. Ogni volta che Bruno si mette in un’impresa, lo fa

con un senso o un messaggio, nel 2009 ha attraversato

il golfo di Aqaba nel Mar Rosso con una colomba blu

stampata sul suo aquilone, trasmettendo un messaggio

di pace per la guerra in quei paesi. Nel 2011 ha manifestato

in kite per il suo sostegno per la liberazione di due

giornalisti francesi rapiti in Afganistan, facendo kite attorno

al Pointe du Raz in Bretagna. Bruno è anche un ambasciatore

molto attivo in grosse organizzazioni come

Green Cross in Francia e territori e Pace e Sport. Quest’anno

l’impresa aveva un messaggio sportivo, il kitesurfing

ai giochi Olimpici! Ha scelto di attraversare la manica

perché, già battere il record era emozionante, ma era importante

essere il primo kiter a raggiungere la città olimpica

dei giochi 2012 in Inghilterra.

Testo>Courtesy Bruno Sroka • ITW>Roberta Pala

Foto>François Van Malleghem

RISULTATI:

Campione del Mondo nel 2007

Tre volte vincitore della Coppa del Mondo nella disciplina

course race nel 2007/2009/2010

Tre volte vincitore della Coppa Europa nella disciplina course

race nel 2007/2009/2010

3 ° posto nel Campionato del Mondo di Slalom nel 2011

Tre volte Campione di Francia nella disciplina course race

Vice Campione del Mondo wave nel 2004

giugno-luglio 2012k m 60


Parlaci della tua sfida, com’è cominciato tutto?

Competo da circa dodici anni, freestyle, wave, speed e

race, ma allo stesso tempo, dal 2008, ho in cantiere sempre

qualche progetto-avventura. Sono il primo kiter ad aver attraversato

Capo Horn in kite e ho percorso 100 miglia nautiche, nei

“40 ruggenti”… è stata davvero una bella esperienza. Dopo questa

traversata, ogni anno, organizzo qualcosa, cercando sempre di dare

anche uno scopo ai miei progetti, è stato così per gli ultimi tre… Nel 2008

l’IKA mi ha chiesto di essere un ambasciatore per la promozione del kitesurf

nei giochi Olimpici, per far sì che il kite arrivasse a Rio 2016. Mi sono detto “sarebbe

bello arrivare in Inghilterra e mostrare a tutti che il kitesurf ha delle grosse

potenzialità”! Manu Bertin, uno dei pionieri del kitesurf, aveva stabilito il record nel

2004 su 100 miglia nautiche, tra Bretagna e Inghilterra, amando le sfide, mi sono

detto che sarei stato capace di batterlo. In questa prospettiva, mi sono lanciato in questa

sfida. Ci sono voluti tre mesi di preparazione per montare

tutto il progetto.”

C’è stato un momento in cui hai capito che avresti potuto

battere il record?

In verità no, non ci ho mai pensato lungo il percorso, ero concentrato

solo sull’andare più veloce possibile. Stavo concentrato

sempre sui 50 metri davanti a me, per evitare di cadere, in questo

tipo di progetto, è fondamentale restare concentrati, troppe cose

possono succedere durante una traversata… La più grossa difficoltà

è stimare la distanza percorsa, in pieno mare non ci sono

punti di riferimento, soprattutto quando la visibilità non è

buona. Anche mentre ci si avvicina alla costa, per esempio, a

un certo punto, ho avuto la sensazione di essere arrivato…

e mancavano ancora 30 miglia nautiche! Il

momento in cui ho scoperto che avevo battuto

il record, è stato quando la barca che mi accompagnava

si è fermata, allora ho guardato il

timer per vedere se ce l’avessi fatta.

Il momento più difficile?

Il questo tipo di progetti, tutto è difficile, dal trovare i soldi, organizzare e allenarsi al tempo stesso, poi trovare

la finestra di vento ottimale in gara. Immaginatevi per cinque ore seduti senza sedia, senza poter bere, restare

concentrati lungo tutto il percorso, la gestione dei media per essere seguiti. Creare un progetto è come entrare

direttore della produzione in una grossa società, ci sono le stesse problematiche. Durante la traversata, ci sono

due cose difficili da gestire, il fisico e mantenere sempre la stessa velocità. La seconda cosa è l’aspetto mentale,

spesso ho avuto l’impressione di aver percorso più distanza di quella che invece avevo compiuto.

E quello più felice?

Trovarsi nel mezzo del nulla è una sensazione magnifica, magica, inspiegabile, mi era già capitato durante la traversata

di Capo Horn. E poi l’arrivo, quando sai che hai battuto il record, è un momento magico perché sai tutti i

problemi che hai dovuto superare per arrivare a questo traguardo!

E adesso? Quali sono i tuoi progetti?

Sono piendo d’idee per le prossime avventure, ma adesso mi devo riconcentrare sulle gare per finire l’anno, ma la

testa mi si riempie di progetti, uno più folle dell’altro! Però, al tempo stesso, bisogna sempre trovare i soldi per

poterli realizzare…

Bruno atleta e uomo, la sfida dell’uno e dell’altro? I loro limiti?

L’atleta vuole superare i limiti, ama la differenza, fare come tutti non mi interessa. Per esempio, nel 2009, con Paolo

Rista, abbiamo rivoluzionato il race, introducendo le tavole che ci sono adesso, con quattro pinne e poi tre pinne,

questa innovazione ha segnato la storia del kite e adesso possiamo navigare con soli sei nodi di vento! La sfida è

spingere i limiti dello sport al massimo, non fermarsi mai, continuare ad andare avanti con passione. L’uomo ama

la natura e le cose semplici della vita, adoro essere nell’acqua, dentro l’acqua. Non amo ciò che è superficiale.

Credo che, quando sono in mezzo al mare, non si possa mentire guardando in faccia il mare… I miei

limiti sono i limiti dello sport… e dell’impossibile…

Il kitesurfing ai Giochi Olimpici, e adesso cosa succede a Bruno?

Adesso cercherò di arrivarci e mostrare ciò che sono capace di fare… ho sempre sognato le Olimpiadi,

e avere l’occasione di farle in kite… non potrebbe che essere magico…

61k m giugno-luglio 2012


Novità

La montagna estiva…

testo+ITW>Robeta Pala

Foto>Lido Hans Lattanzi e Lorenzo Maurizi

rider>Lido Hans Lattanzi e Marco Moriconi

giugno-luglio 2012k m 62

con gli SCI!

L'idea è nata alla fine della stagione invernale, ricca di uscite e di mille bianchi big

day. Il panorama bianco, visto in questi mesi, si stava trasformando rapidamente in

verde, per via dell’inizio della Primavera… Il terreno erboso, soprattutto in montagna,

può nascondere piccole o grandi asperità, come sassi o buche... Poi un flash, un ricordo

impresso nella mia mente… lo sci d'erba. Cercando su internet , non c'erano tanti

contenuti per questo argomento, soprattutto pensando di usarli come gli sci nello snowkite.

Così, lanciata l'idea, con Marco decidiamo di andare avanti e cercare se esistono

ancora ancora questi sci... Lo sci d’erba è uno sci cingolato, lungo 80 centimetri. Ha una

staffa con delle placche che girano attorno a un telaietto di acciaio. Questo tipo di sci

era utilizzato negli anni 70-80, per praticare lo sci estivo, ma poi è finito nel dimenticatoio.

L'adrenalina era tanta solo al pensiero di provare e, chissà…

Il primo test che abbiamo fatto è stato in uno degli spot più frequentati d’Inverno… era

insolito vedere lo spot tutto verde, anzi addirittura colorato dalla fioritura. Vento sui 12

nodi, cielo blu e tanta voglia di andare alla scoperta. Armiamo i nostri foil, Ozone Frenzy

13 mq, la vela utilizzata per tutto l'Inverno in snowkite. Subito ci mettiamo gli scarponi,

attacchiamo gli sci, e andiamo verso la salita. La prima sensazione era quella che avevamo

immaginato. Marco, che mi precede, gira, e subito va in discesa e salta. Va tanto

su... Giro anch'io, e comincio a prendere mano con i nuovi giocattoli. Comincio a saltare

un po' anch'io… Era unico! Di solito vedevamo sotto di noi tutto bianco ora, invece,

mille colori con fondo verde! Era come se il tempo si fosse fermato a due mesi fa, ma

con colori diversi.,, Gli sci funzionano davvero bene, scorrono molto bene anche sulle

asperità come buche o sassi, e hanno anche un po’ di flex, utile soprattutto per le curve.

Abbiamo raggiunto pieghe da sci invernale... Prima sui salti ci andavamo piano, ma poi,

preso confidenza, osavamo di più, inserendo qua e là qualche trick. Nel frattempo il

vento era aumentato, e così abbiamo tiriamo giù le vele grandi, sostituendole con le

piccole Ozone Frenzy 7 mq. E subito è stato freeride per tutto lo spot! In salita e in salto,

le sensazioni sono quelle dello snowkite. Abbiamo fatto salite con molta pendenza e

non ci sono stati mai problemi. Per la discesa, la situazione era diversa, poiché non c'è


possibilità di “derapata”, e quindi di frenata. Quando la discesa era

ripida, ci siamo messi a fare molte curve, per ovviare al problema

che gli sci d’erba prendessero troppa velocità, e diventassero troppo

instabili. Arrivati in fondo allo spot, abbiamo cominciato ad andare

verso un altopiano. Poi di nuovo subito in discesa, con qualche salto

in planata. Alla fine della session eravamo stremati, e totalizzato più

di 30 chilometri. Eravamo entusiasti di questo nuovo modo di vivere

la montagna, molto simile allo snowkite, ma con emozioni molto diverse.

Il bello è che, così, ogni montagna, ogni campo, può diventare

un possibile spot per divertirsi!

Always bigday!

63k m giugno-luglio 2012


Eventi Nazionali

Inizia alla grande il Campionato italiano

FIV-CKI. A Scauri, la prima tappa del kiterace,

si disputa in condizioni “toste”,

con venti forti e una grande partecipazione,

vincono Alice Brunacci per le donne

e Simone Vannucci per gli uomini. La seconda

tappa di Senigallia non ha la stessa

buona stella, l’assenza di vento fa sì che

si concluda con un nulla di fatto. L’appuntamento,

per il Kiterace, è a Talamone, a

fine Giugno, per la terza tappa FIV-CKI.

Regate Kiteboarding FIV-CKI

Testo>Courtesy FIV-CKI, Windlake e ITW di Roberta Pala • Foto>Roberto Foresti/CKI

KITERACE SCAURI

Non è bastato il “ciclone” mediterraneo Lucy, a frenare la voglia di regata degli atleti kiteboarding, il battesimo

federale non poteva essere più intenso e fortunato! Una terribile perturbazione ha flagellato tutta

la penisola costringendo all’annullamento ben più importanti regate, gli atleti della classe CKI, il presidente

del Circolo Velico “I Delfini” di Scauri l’espertissimo Petraglia, il capo giudice federale

Babini, ci hanno creduto! Il sabato, intorno alle 14:00, dopo una pioggia

incessante, il cielo ha dato un attimo di pausa ed è entrato l’atteso Ponente,

con un’intensità superiore ai 20 nodi… Ventisette atleti, si sono precipitati sul

campo di gara per dare il via a tre prove back to back, con un vento che è andato

a montare, raggiungendo quasi i 30 nodi. Tutti gli atleti in regata hanno

chiuso il percorso entro il tempo massimo. Le regate sono state caratterizzate

da un equilibrio tra gli atleti più bravi, con tre diversi primi di giornata, i toscani

Vannucci e Santoni, e il romano Beverino, ognuno con un equipaggiamento

diverso, a confermare le previsioni di una stagione agonistica che, come lo

scorso anno, non cesserà di riservare sorprese. Si stanno cominciando ad affacciare,

tra i primi dieci, anche gli Juniores, che sono pronti a insidiare il

predominio del campione Juniores 2011, l’anconetano Calbucci. Chiudono

la gara a pari punti, Calbucci e il toscano Chiti, seguiti dal napoletano Varriale.

Solo due donne presenti, complici le pessime previsioni meteo, la palermitana

Piscopo e la sempre bravissima Brunacci, vincitrice femminile e

che si piazza tra i primi dieci overall.

Un sentito ringraziamento al comune di Scauri-Minturno al gruppo sportivo

GdF e al suo responsabile Ercole Petraglia, agli sponsor di classe Midland

(preziosissime le radio, ndr), No’Oil ed al marchio Maresia, che ha fornito

uniformi a UdR e atleti e, non ultimo, al buon vino della MorisFarm.

giugno-luglio 2012k m 64


KITERACE SENIGALLIA

Testo di Windlake

La regata successiva, a Senigallia il 28 Aprile,

non vede la stessa fortuna meteo di Scauri,

una “bonaccia” incredibile accompagna le

giornate di gare, con caldo torrido e totale

assenza di vento.

Tutti gli atleti sono carichi a mille, lo spot

sembra promettere bene, l’organizzazione,

sotto l’egida della FIV, è in continua crescita.

L’organizzazione ha messo in campo una nutrita

squadra di barche e uomini a disposizione

per ogni tipo di evenienza. Sabato le

registrazioni di rito, sullo spot diversi stand

di brand di settore, per una bella cornice all’evento,

regalando un’atmosfera da grande

evento, dato dal fatto che, oltre a un organizzazione

sempre più crescente, il livello

degli atleti italiani sta crescendo, da cosa lo

si evince? Sabato il vento non si e alzato, ha

fatto massimo 5 nodi, e tutti i top rider hanno

iniziato a navigare senza perdere acqua e riu-

Alice Brunacci

scendo a rientrare esattamente da dove partivano,

spesso volavano con raffiche di tre

Scauri- Senigallia

Luca Marcis

65k m giugno-luglio 2012

nodi fino alla spaventosa raffica di cinque...

Una cosa è certa, molti di loro si stanno allenando

e provano e riprovano. Voci di paddock,

quest’anno contano le pinne, chi riesce a farle

lavorare meglio o ha il tipo di pinna giusto, va

meglio degli altri. Nuovi possibili nomi si affacciano

nei piani alti della classifica e non è

detto che non si saranno delle sorprese (Morelli,

Di Benedetto, ndr). Domenica, purtroppo,

il vento ha deciso di fare le bizze e dopo un

leggero sussulto intono agli otto nodi, facendo

piazzare il campo di regata e iniziare le procedure

di partenza, ha deciso di spegnersi cosi

come le speranze di regatare. Brindisi finale

tutti insieme, un saluto dal sapore di sfida per

la prossima regata, sicuramente il campionato

entra nel vivo e le sfide sono state lanciate

Un grazie all’organizzazione, all’assessore del

turismo, al comune di Senigallia, ai numerosi

junior (con sette nuove facce, ndr) che erano

iscritti alla regata, segno che la disciplina inizia

a destare interesse anche tra i giovanissimi, un

grazie agli sponsor della classe presenti con i

loro prodotti Maresia, Noil, Midland.

Si ringraziano i Comitati Giuria delle due gare

che fanno, della loro professionalità e passione,

una delle colonne portanti del Campionato

Italiano FIV-CKI 2012!

Il calendario di classe e le classifiche sul sito

www.classekiteboardingitalia.it


Eventi Nazionali

giugno-luglio 2012k m 66

Classifica

CIRCOLO VELICO I DELFINI

LITORALE DI SCAURI (LT)

14/15 APRILE

I° tappa Campionato Nazionale

1 Simone Vannucci

2 Simone Santoni

3 Andrea Beverino

4 Leonardo Morelli

5 Luca Marcis

6 Riccardo Fumini

7 Riccardo Nobile

8 Marco Calbucci

9 Lorenzo Giovannelli

10 Giovanni Santostefano

Juniores

1 Giulio Chiti

2 Mario Calbucci

3 Emanuele Varriale

Donne

1 Alice Brunacci

2 Maria Ruth Piscopo


ITW al vincitore di tappa di Scauri,

Simone

Vannucci

di Roberta Pala

1_Ciao Simo, sono passati un po’ di anni da quando ci siamo

incontrati a Maui nel 1999, com’è cambiata la tua vita in

questi anni?

Sai, in realtà non è cambiata molto, nel corso di questi 14 anni mi

sono dedicato e discipline diverse, prima FS, poi wave e race, ma ho

mantenuto la motivazione, e soprattutto una grande passione per lo

sport. Lo sviluppo dei materiali, in particolare, mi rigenera e mi stimola

moltissimo. anno dopo anno.

2_Vittoria nella prima tappa del circuito CKI a Scauri, raccontaci

la tua gara.

Sono state tre prove sicuramente emozionanti, in condizioni maschie,

ma assolutamente non estreme. Onestamente in queste condizioni, il

mio peso, l’abitudine alle condizioni e un’attrezzatura facile da gestire,

sono stati un vantaggio.

3_Chi sono gli avversari più temibili in gara?

Quest’anno c’è un gruppo di otto, dieci atleti che punta, a ragione, a

vincere il titolo e credo che molto si giocherà nella finale di Ostia a

Settembre.

4_Designer e atleta, e papà, un impegno grandissimo, come

si svolge una giornata di Simone?

Tutta la famiglia è coinvolta e condivide questo stile di vita e questo

rende tutto molto più semplice. Normalmente dedico la mattina presto

a una piccola sessione di allenamento e stretching, per poi mettermi

davanti al computer. In tarda mattinata facciamo qualcosa tutti assieme

e poi pranziamo. Dopo pranzo dedico due, tre ore a navigare/testare/allenarmi

e in tardo pomeriggio mi dedico nuovamente alla

famiglia. Spesso approfitto delle ore serali per tornare al computer e

poi si ricomincia il giorno dopo.

5_Navighi con le tue vele e le tue tavole, e sei sicuramente

esperto di tattiche di regata, sempre si può migliorare nello

studio e sviluppo dei materiali, c’è qualche cosa della tua

attrezzatura che pensi di poter migliorare ancora?

Siamo solo all’inizio dello sviluppo di questa disciplina e seppur le prestazioni

da un anno all’altro non registrino più impennate clamorose,

c’è ancora grandissimo spazio per migliorare. Nello sviluppo del materiale

per Royal, ho dato grandissima importanza alla facilità dell’attrezzatura.

Infatti, vi sono determinate caratteristiche che rendono una

tavola sulla carta più veloce ma non sfruttabile al 100%. Le forza

della nostra tavola e delle nostre ali è che sono facilissime da portare

al 100% da tutti, da subito e, quel che conta, senza stancarsi troppo

per molte prove consecutive.

6_I giovanissimi e il Race… cosa pensi si possa fare per avvicinare

più giovani al Racing?

Lavorare su immagini e video facendo leva sulla grande velocità e

spettacolarità delle regate, che esulano molto dalle classiche regate

di barca a vela. Una regata di kite si svolge in 15/20 minuti a una

media altissima, e con punte fino a 30 nodi. Si svolge in sostanza in

apnea, con battiti cardiaci tra 150 e 180 bps. È una disciplina contagiosa

per i ragazzi, dobbiamo solo fargliela conoscere.

7_Il kite alle Olimpiadi 2016, come vedi il futuro dello sport?

È stato fatto un miracolo! Molti speravano che succedesse, ma in realtà

credo che nessuno immaginasse che già a Maggio 2012 potessimo

essere qui a parlare di Rio da protagonisti. Merito della IKA e di chi,

per conto della FIV, ha lavorato in questo senso ma anche un segno

evidente che il kiterace ha entusiasmato la ISAF all’evaluation di Santander.

Il kite arriva in un momento in cui c’è tanta voglia di novità e

credo che si farà una gran figura a Rio. Tutto lo sport del kitesurf gioverà

di questa pubblicità.

67k m giugno-luglio 2012

Simone Vannucci

Data di nascita: 19/12/73

Anni di kite: 14

Home spot Talamone

Miglior spot al mondo: Kawa’i

Sponsor: Royal Kiteboarding / Vector fins

Musica preferita: according to the mood


Eventi Nazionali

1 a Tappa

Campionato

Italiano

Slalom/kitecross

FIV-CKI

Open Water

Challenge

Testo>Roberta Pala • Foto>Giangi Chiesura/photodream.it, Sandro

Oristano

Tocco, Roberto Foresti, Luca Piana, Roberta Pala

giugno-luglio 2012k m 68


Èiniziata con una giornata estiva bollente

la terza edizione dell’Open Water Challenge,

sulla spiaggia di Torregrande, Oristano.

In calendario, la prima tappa del circuito

Slalom/kitecross, disciplina che, lo scorso anno, ha

visto trionfare l’atleta siciliano Riccardo Nobile. Nel

corso della tre giorni di gare, previste anche le competizioni

dell’Italian Slalom Tour con i “cugini” windsurfisti, ancora un pochino

amareggiati dall’esclusione del windsurf dalle Olimpiadi di Rio

2016, a favore dell’introduzione del kitesurf come disciplina Olimpica.

La macchina FIV-CKI si mette in moto di buon’ora il venerdì, con una

mattinata iniziata con lo specchio d’acqua del golfo di Oristano liscio

come un lago, le prime raffiche, che compaiono alle 11:00, sono accolte

con trepidazione. Velocemente si piazza il campo di regata. Sono

14 gli atleti in gara, 13 gli effettivi che prendono il via, una sola donna

alla partenza, la siciliana Maria Ruth Piscopo, che ha dimostrato di

poter combattere alla pari degli uomini, concludendo in ottava posizione.

Già dalle prime battute si capisce subito che è Simone Vannucci,

l’uomo da battere in questa gara. Il già vincitore della tappa

Race di Scauri, sembra voler far di tutto per conquistare anche il podio

della prima gara di kitecross. Simone Santoni, l’altro favorito, non ingrana

bene la prima partenza e la battaglia della prima heat si disputa

Simone Vannucci

foto Giangi Chiesura/photodream.it

tra Vannucci e Santostefano. È il local Concas a disputare una grande

prima manches del kite cross e, mantenendo sempre una bella costanza

in tutte le manches, arriverà a terminare la sua gara in quinta

posizione assoluta. Il vento non consente ulteriori prove, ci provano i

windsurf, ma per loro la situazione è ancora più al limite. Prima manches

del windsurf annullata per un errore di percorso, seconda

molto bella, con il campione

d’Europa in carica, Matteo Iachino,

che domina gli avversari.

Il parterre dell’OWC, con i suoi

stand delle brand di settore e uno

stand della Provincia di Oristano

con il suo Sistema Turistico Eleonora

d’Arborea, grande promotore

dell’evento oristanese, è

rovente, e non solo per la temperatura,

si guardano trepidanti

le previsioni per il

sabato, tutt’altro che ottimistiche,

una certa ansia comincia

a prendere piede

tra atleti e spettatori…

69k m giugno-luglio 2012


Eventi Nazionali

E il sabato, le previsioni non mentono, mattinata di calma

piatta, e allora si da il via alla splendida long distance in

S.U.P., dalle rovine di Tharros con arrivo a Torregrande. Gli

atleti completano il percorso in poco più di un’ora, con un

arrivo sotto il gonfiabile Red Bull. Altri sport fanno il loro ingresso

sul parterre di gara, c’è una dimostrazione di beach

rugby, con partita in spiaggia, c’è l’aquathlon, disciplina che

prevede una prova di corsa, una di nuoto e ancora una di

corsa, c’è l’orienteering. Tutti sport nell’ottica di uno sviluppo

turistico di questo angolo della Sardegna, principalmente

orientato allo sport e alla natura, valore inestimabile per il

territorio oristanese.

E con la grande festa del sabato sera al Beach Bar di Torregrande,

la mattina di domenica vede gli atleti ancora un po’

provati dalle ore piccole… e il vento non accenna ad alzarsi…

ma forse Eolo ha voluto rendere omaggio al circolo di Torregrande

che porta il suo nome, e già dalle 15:30, comincia

prima con una leggera brezza e poi sempre più intenso, fino

a raggiungere punte di 25 nodi nel corso delle manches. E

questa volta è Santostefano ad assumere il comando, Vannucci

ritarda la partenza, mentre Santoni chiude in seconda

posizione. Con vento più forte, è entusiasmante veder arrivare

i rider tutti assieme e darsi battaglia nei primi ingaggi in boa.

Qualche ostruzione, qualche protesta, ma è vera gara, combattuta

e serrata. C’è il tempo di fare ancora due manches e,

quindi, un’altra sfida vincenti e perdenti, con Vannucci che si

riprende la prima posizione e ipoteca la vittoria di tappa. Bella

terza prova del local acquisito, Enrico Giordano e ottima quella

di Riccardo Nobile che, scartando il risultato della prova del

venerdì, si piazza saldamente in terza posizione assoluta.

Con l’emozione che un evento si porta sempre dietro, la premiazione

avviene alla presenza dell’Assessore per il Turismo

della Provincia di Oristano, Gianfranco Attene. È premiata

l’unica donna che ha disputato la gara, Maria Ruth Piscopo,

poi, la categoria Master, terzo è Simone Santoni, che sale sul

podio con la sua bimba in braccio, secondo Riccardo Nobile e

primo Simone Vannucci. Nell’overall è ancora il fiorentino Simone

Vannucci a conquistare la prima posizione, seguito da

Giovanni Santostefano e dal Campione Italiano della disciplina

giugno-luglio 2012k m 70


slalom/kitecross 2011, Riccardo Nobile.

Anche se Eolo ha tirato qualche brutto scherzo, alla fine ha premiato

l’attesa, con tre regate disputate e un risultato importante

per questa prima tappa di Slalom/Kitecrosss FIV-CKI. Gli organizzatori

Eddy Piana e Sergio Cantagalli, salgono sul palco per i consueti

ringraziamenti e saluti. Alla prossima gara, il 24-25 Luglio,

Hang Loose, Gizzeria.

Si ringrazia la Provincia di Oristano, l’Assessorato al Turismo, il Sistema

Turistico Locale Eleonora d’Arborea, il suo Club di Prodotto

Mare, il Comune di Oristano, che hanno fortemente voluto e promosso

questo evento importantissimo per il territorio dell’Oristanese.

Un grazie va anche agli sponsor dell’evento, Eolo, Volunia,

Surf Concept, e al Circolo Nautico Oristano. Non dimentichiamo i

giudici CKI-FIV per il loro impegno e la loro professionalità e tutti

i ragazzi che hanno messo a disposizione i gommoni per la giuria

e per l’assistenza. Un grazie agli sponsor della classe Maresia,

Noil, Midland.

CLASSIFICA GENERALE

OPEN WATER CHALLENGE ORISTANO

1 tappa

Campionato Italiano Slalom/kitecross FIV-CKI

1 Simone Vannucci

2 Giovanni Santostefano

3 Riccardo Nobile

4 Simone Santoni

5 Daniele Concas

6 Alessandro di Benedetto

7 Enrico Giordano

8 Maria Ruth Piscopo

9 Andrea Sterbini

10 Davide Porcu

11 Sandro Pisu

12 Giorgio Bozzoni

12 Giovanni Bozzoni

12 Manola Fiordi

71k m giugno-luglio 2012


Around the world

g i r o v e l a n d o

Cabrinha a Tarifa

Testo>Alberto Rondina • Foto>Courtesy Cabrinha

La Spagna è sicuramente uno dei paesi più popolari per il Kiteboarding in Europa, e in particolare la

regione dell'Andalusia ha alcune ottime condizioni tutto l'anno, che ne fa la meta preferita e la più

facile da raggiungere per molti europei. Essendo nel punto più meridionale della Spagna, vicino a

Gibilterra, a Tarifa non è mai troppo freddo in Inverno, e ha un’alta probabilità di vento tutto l'anno!

giugno-luglio 2012k m 72


73k m giugno-luglio 2012

Il Levante è il tipico vento di Tarifa, off-shore da sinistra,

che di solito soffia abbastanza forte per almeno un paio

di giorni senza stop, giorno e notte. La maggior parte del

tempo la si passa in kite, a Tarifa! Con questo tipo di

vento il divertimento non è però il top, il è rafficato e

sempre sui 30-35 nodi... divertente solo se vuoi avere

una session veramente power!

Ci sono poche possibilità di altri spot con Levante, si può

guidare per quasi un'ora fino ad arrivare a Caños de la

Meca, dove il vento è cross-onshore e più leggero.

Oppure si può guidare up wind, per altri 45 minuti, fino

ad arrivare alla zona industriale di Palmones. Lo spot si

trova proprio dietro la montagna di Gibilterra, è per

questo che il vento è di solito molto più leggero di Tarifa,

e c'è una foce di un piccolo fiume con un po' di acqua

piatta!

Il “Poniente” è un gran vento per Tarifa, cross-onshore

da destra e, appena entra questo vento, si può uscire in

ogni punto lungo tutta la spiaggia, Los Lances o Valdevaqueros,

e se siete fortunati, potreste anche uscire

nella laguna di Rio Jara che, se piena d'acqua, è perfetta

per fare freestyle!

Non sono mai stato a Tarifa per molto tempo, e ogni

volta era, magari, per una gara in piena Estate, in altre

parole in alta stagione. Tarifa, in alta stagione, è una

follia, Los Lances (la spiaggia principale di Tarifa) è

lunga ben sette chilometri, ci sono in sostanza moltissime

scuole, intervallate da qualche zona libera, delimitata da


Around the world

g i r o v e l a n d o

boe, così si può trovare un posticino per

uscire in acqua… Andare a Tarifa in Primavera

è stato completamente diverso! Hai

spazi enormi a disposizione e un sacco

di vento, e il numero di persone non è

nemmeno lontanamente vicino a quello

dell'Estate!

Il nuovo acquisto Cabrinha, il quindicenne

Liam Whaley, si era appena unito al team Cabrinha… quindi Dave ed io avevamo la

scusa migliore per un viaggio a Tarifa! Abbiamo soggiornato presso l'Hotel Hurricane,

che è proprio tra Los Lances e Valdevaqueros, uno dei posti migliori! Abbiamo avuto

vento ogni giorno, perfetto per provare la nuova vela 2013 da freestyle! Il primo

giorno, un Poniente leggero ci ha permesso di usare il 13 mq Valdevaqueros, ed è

stato divertente. Poi, io e Liam, siamo andati fino alla laguna, che era abbastanza

grande e anche stretta, mi sembrava di essere in Brasile, con un sacco di mulini attorno…

cambiava solo il fatto di avere una muta 4/3 addosso!

giugno-luglio2012k m 74


piccole strade nel centro storico, ma con

un sacco di posti, dove si può mangiare

del buon cibo, come tapas o qualche bistecca

spagnola! La gente dice quelli del

posto che vivono in città diventano tutti

matti... e, dopo che sei stato in città

quando il Levante è forte, capisci il perché!

È stato un viaggio breve ma intenso, è

stato bello navigare a Tarifa ancora una

volta e incontrare Liam prima dell'inizio

del tour! Siamo entusiasti di nostri nuovi

kite... e di portarli sul podio PKRA!

75k m giugno-luglio 2012

Il vento poi ha girato a Levante molto forte,

quindi abbiamo avuto una prima session nella

spiaggia di Balneario, che è praticamente quella

della città di Tarifa, dove l'acqua è piatta e il

vento è offshore pieno! È stato piuttosto divertente

fare un po’ di megaloops in quelle condizioni!

Gli ultimi 2-3 giorni di Levante, siamo andati a

Palmones, per uscire con vele un po’ più grandi

ed è stata sicuramente una buona scelta. A Tarifa

c’erano 40 nodi, a Palmones circa 20, incredibile!

Ci sono alcuni bei kickers per saltare in uscita e

anche un bel posto con acqua piatta quando la

marea è alta, l’unica cosa pare non sia super

pulito, a causa del porto e di tutte le navi in

transito, ma abbiamo avuto un po’ di panoramica

vista, diciamo “moderno-industriale”!

Tarifa è una città davvero cool, molto tipica, con


Eventi Italiani

Testo>Manuela Procopio • Foto>Tommaso Caldani

L’

associazione internazionale KB4girls è arrivata a Roma con il

suo primo Chapter sul litorale laziale, ed è così che donne di

tutte le età e di qualsiasi livello sportivo, hanno potuto cimentarsi

in una nuova avventura, la prima in Italia e completamente gratuita.

Come altri eventi mondiali creati dalla pluri-campionessa Kristin Boese,

anche questo capitolo romano, organizzato dall’ambassador Bianca Forzano

e dalle co-ambassador Manuela Procopio e Anna Ingrosso, ha seguito il

concept base della fondazione no-profit KB4girls, che è quello di trasmettere

la passione per il kite alle ragazze e coinvolgerle in questo sport.

Il reclutamento delle partecipanti è avvenuto in parte via web nei giorni

precedenti all’evento e in parte direttamente in spiaggia e ha visto la compartecipazione

di una ragazza argentina Lucila Alexandre Dupey, la quale

venuta a sapere dell’evento, ed avendone già organizzati tre tra Rep. Dominicana,

Brasile e Argentina

(http://www.youtube.com/watch?v=5S7N2ZUls7o), è voluta essere presente

in questa prima avventura nostrana e dare qualche prezioso consiglio.

Nella prima giornata, che si è svolta sabato 26 Maggio sulla spiaggia di

Maccarese presso La Rambla, le candidate che si sono avventurate in

questa esperienza, sono state introdotte al kite. Grazie alle serene condizioni

meteo-marine, è stato possibile spiegare in tutta tranquillità alle beginner

la parte teorica con l’elencazione delle norme di sicurezza. È stato chiarito

quali sono le parti che compongono un kite, come vola e qualche ragazza

ha partecipato attivamente al montaggio. La lezione è terminata solo

quando tutte hanno fatto volare il trainer kite, mettendo

così in pratica ciò che era stato

spiegato loro.

Le lezioni avanzate,

tenute da

Andrea Ragazzoni,

si sono svolte

nella giornata di

domenica. Gli utili

consigli dall’atleta

Airush, hanno per-

CHAPTER RomA

giugno-luglio 2012k m 76

messo a qualcuna di provare nuove manovre e di essere seguite

e corrette in ogni tipo di situazione, dalla semplice postura in

fase di navigazione a qualche trucco per eseguire correttamente

un salto, ai nuovi trick freestyle e wakestyle. Tra le partecipanti

alle lezioni avanzate è spiccata la presenza di Letizia Orlando, in

questo momento vicecampionessa mondiale del campionato

Skate-Cross (http://vimeo.com/42210003), specialità di pattini

in linea, la quale ha appreso nuove strategie per migliorare le

sue prestazioni in kite.

Eolo ha regalato a tutte una fantastica giornata di vento. Il mare

di Roma si è tinto di rosa e le kiter già indipendenti hanno volato

e messo in pratica i suggerimenti ricevuti. Le principianti, sempre

più affascinate, hanno guardato questo splendido spettacolo

che si è protratto fino a sera. Tutte le partecipanti sono rimaste

soddisfatte su ciò che è stato trasmesso loro in questo weekend

e molte incuriosite e interessate a partecipare alle prossime

tappe KB4girls e al Kite Trip in Calabria. Se ancora non hai fatto

parte del KB4girls cosa aspetti? Tieniti in contatto con l’organizzazione,

collegati al sito www.kb4girls.org, segui la pagina

facebook dedicata “KB4girls Chapter Italia ROMA” e invia una

mail a kb4girlsroma@gmail.com per essere aggiunta alla mailing

list ed essere contatta per le prossime tappe ed eventi.

Se questo magico evento è riuscito così bene è grazie a Roxy che

ha fornito lycre e t-shirt alle partecipanti e ad altri sponsor come

Roma Event-One, Airush, Best, kiteforumfree.it, Bianca

Bikini, Dakine.


La comunicazione ha un gusto nuovo...

anzi tre!

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Meeting

Best Meeting in Portogallo

con Stefano Martinelli

Testo>Stefano Martinelli • Foto>Courtesy Best Kiteboarding

Nemmeno il tempo di stare a casa due giorni

dopo la sfortunata gara in Austria che era già

tempo per fare di nuovo i bagagli. Questa volta

via da tutto lo stress delle competizioni e dallo

stress studio per andare a un appuntamento che non volevo

assolutamente perdere e che aspettavo da molto tempo.

Come ogni anno, infatti, Best Kiteboarding organizza il photoshooting

e il team meeting International, ci si ritrova con

giugno-luglio 2012k m 78

tutti i compagni di team per una settimana a fare kite

insieme, provare i materiali nuovi e girare i video e le foto

per i cataloghi dell’anno successivo.

Dopo Hatteras, che è stata la location dell’anno scorso,

quest’anno è stato scelto il Portogallo come sfondo per il

nostro meeting, in particolare con base al Guincho, famoso

spot wave portoghese. Ero davvero molto contento della location,

ero già stato in Portogallo, ma ero troppo piccolo e


non mi ricordavo nulla ed era già un po’ di anni quindi che

pensavo di ritornarci anche perché la gente ne parla davvero

molto bene e sapevo che c’era qualche bella laguna con acqua

super flat, quindi non vedevo l’ora di prendere l’aereo

per Lisbona.

Arrivo in Portogallo di sera tardi, giusto il tempo per arrivare

a casa Best e salutare tutto il team. Alcuni li conoscevo già

dagli anni passati come Sam Medysky e Michael Schitzofer,

altri invece non avevo ancora avuto il piacere di conoscerli

come Kristin Boese e Rui Meira che tra l’altro era un mio

idolo di quando iniziavo a fare kite e lui era già nelle posizioni

più alte del PKRA. Inoltre quest’anno c’è stata la new entry

nel team, infatti, la pluricampionessa del mondo Gisela

Pulido, è entrata a far parte del team Best. Nei giorni che

sono stato lì, ho avuto modo di conoscerla meglio ed è una

persona davvero fantastica, molto umile e simpatica, si ri-

79k m giugno-luglio 2012


Meeting

cordava anche di me che ci eravamo

visti nel 2007 quando era stata ospite

alla Red Bull Kite Mission in Sardegna.

La prima sera mi sono quindi addormentato

come un bimbo, stanco ma

contento. Il mattino dopo, appena sveglio,

mi sono reso conto di dove fossi, la sera appena arrivato

con il buio non potevo apprezzare la vista che avevamo da

casa, Best, come al solito, ha fatto le cose in grande. Eravamo

in una casa da sogno con un mega terrazzo con piscina con

vista sulla spiaggia di Guincho, davvero fantastico, sembrava

una di quelle case che si vedono in O.C.

Per i primi giorni il meteo non era molto promettente, quindi

ci siamo più che altro concentrati inizialmente sul girare le

immagini di lifestyle e sul vedere i materiali 2013 che ci venivano

presentati, davvero stupendi, a parte le grafiche che

sono migliorate in modo incredibile, tutte super colorate,

anche i materiali hanno fatto un salto di qualità, curati in

tutti i singoli particolari, non vedo l’ora di averli disponibili.

Anche nelle tavole si nota un gran miglioramento con l’Armada

cambiata notevolmente con un nuovo shape e con

l’ingresso nella già ricca gamma di tavole Best della Pro

Creator, una tavola specifica per il wakestyle con davvero

delle performance al top, sarà un super 2013 per Best!

Dopo i primi giorni senza vento abbiamo deciso di provare

a spostarci a sud del Portogallo perché le previsioni sembravano

buone per la laguna di Abufeira, quindi sveglia super

presto siccome facevamo tutto in giornata. La mattina,

quindi, tutti mezzi addormentati, in macchina verso la laguna,

purtroppo però il vento non è stato

con noi e come tutte le volte che

c’è un meeting o una gara la sfortuna

accompagna qualsiasi tipo

di manifestazione o evento. In

questo caso ancora peggio poiché,

tra andata e ritorno, ci

siamo fatti 600 chilometri in

un giorno senza nemmeno

entrare in acqua dopo che

qualsiasi sito al mondo

dava vento in quella zona!

Fortunatamente, però,

verso la fine della settimana

il vento è arri-

giugno-luglio 2012k m 80

vato, tutti pronti quindi per

un po’ di action. Siamo

usciti sotto casa, a Guincho,

che non è proprio il

miglior spot per fare freestyle,

una super corrente con un mare davvero

grosso. È stato comunque il meglio che abbiamo avuto per

provare i nuovi materiali e per fare qualche foto. I nuovi kite

e le nuove tavole, mi hanno confermato quello che provavo

appena li ho visti, è tutto super, ho provato in particolare i

nuovi GP e i nuovi TS girando prevalentemente con l’Armada

135 ed è tutto davvero una bomba, anche con una condizione

difficile sono riuscito ad apprezzare i materiali nuovi, i

nuovi GP in particolare rendono tutto molto più semplice e

dopo un po’ che ero in acqua riuscivo già a fare un bel po’

del mio repertorio di manovre, non è sempre facile abituarsi

a un kite nuovo ma il GP 2013 è davvero un gran kite.

La settimana è passata quindi molto velocemente tra qualche

giornata ad aspettare vento, qualche serata a Lisbona, e

qualche altro giorno finalmente in acqua. È stata davvero

un’esperienza fantastica, fin da quando iniziavo a fare kite,

sognavo di partecipare a questi eventi che sono davvero super,

stare con tutto il team e andare a fare kite tutti insieme

è davvero divertente poi, se ci si mette anche che eravamo

li per provare tutti i giochi nuovi, allora diventa veramente

fantastico.

Ringrazio Lia (la mia team manager) per avermi invitato e

tutti gli organizzatori di Best, speriamo per l’anno prossimo

ancora di poter partecipare a questa esperienza con tutti i

miei amici rider e magari speriamo anche in un po’ più di

vento, la compagnia comunque è stata fantastica e ci siamo

divertiti un sacco quindi posso solo portarmi dietro un ricordo

indimenticabile di questo meeting!


Mondo Cable

Cable park Boardslide

Testo>Davide Baldi • Foto>Matteo Conficoni • rider>Kigno (Marco Camagni)

http://www.ozoneitalia.com/blog/category/video-2

aprile-maggio giugno-luglio 2012k 82

34

m


2.0 CerVIa

Sempre più spesso ci rendiamo conto che in Italia c'è voglia di sport, e

soprattutto di un qualcosa alternativo al solito calcio. Negli ultimi anni

lo sport ha assunto le più svariate sfaccettature ed è tuttora in continua

evoluzione e noi dell'associazione sportiva Boardslide, non potevamo

che evolverci con lui. Abbiamo concentrato l'attenzione sull’acqua, mare

o lago che sia, notando una potenzialità sportiva entusiasmante. Nelle

fondamenta della nostra associazione c è la disciplina del kitesurf, con

spot davvero fantastici, dove si registrano giornate di vento con condizioni

strepitose, a volte quasi ottimali. Ma noi romagnoli non siamo

così fortunati, la costa romagnola ha tante meraviglie, ma non offre

condizioni ventose adeguate per praticare questo sport, creando così

voglia di novità e voglia di colmare questo vuoto, così la Boardslide capitanata

da Andrea, Davide, Marco, Alfredo, Barto, Paolo ha deciso di

investire, installando un impianto di cable park.

Che cos’è il cable?... Non è altro che una teleferica, per intendersi si

pensi a uno skilift classico di montagna che, anziché trainarti nella risalita,

ti fa planare su uno specchio d'acqua, sia esso mare o lago (nel

nostro caso un piccolo lago, ndr), con ai piedi una tavola. Altra precisazione

va fatta con riferimento alla complessità dell'impianto, a due

o sei pali. Le differenze principali sono anzitutto il costo, il primo ha un

costo abbordabile, al contrario il secondo ha un costo importante e si

sfiorano le centinaia di migliaia di euro.

Seconda differenza è la dimensione dell'impianto dove, ovviamente,

nei sei pali possono esercitarsi fino a otto riders alla volta, mentre al

contrario quello a due pali, è adibito a un solo soggetto alla volta.

Noi dell'associazione abbiamo scelto i due pali per diverse ragioni, anzitutto

la costruzione è molto semplice, basta mettere sulle due sponde

di un lago due torri di metallo alle quali sono poste due pulegge dove

vi corre un cavo d'acciaio passante collegato a un motore elettrico che

lo fa andare avanti e indietro, a questo cavo è stretta una cima, e all'estremità

di questa, si trova un bilancino da sci nautico. Per l'Italia è

una cosa innovativa, le sue origini affondano in Germania dove, a oggi,

si contano più di ottanta impianti e altrettanti negli ultimi vent’anni ne

sono nati in tutto il mondo. Con questo impianto le uscite sono assicurate

tutti i giorni, e a tutte le ore, e il fatto che ci sia alta o bassa pressione,

passa in secondo piano, anzi è quasi meglio che non ci sia vento

quando si pratica, così da avere una condizione perfetta… come le

lagoe brasiliane.

Infatti, nel cable, si simulano le manovre wakestyle che si fanno con

vela bassa e a tutta potenza, ed è sicuramente un ottimo allenamento

per aumentare il proprio livello di freestyle. Considerando poi, che nell'evoluzione

sempre più pro di kite preferiscono i bilding piuttosto delle

tradizionali straps, anche nel cable è preferibile lo scarpone chiuso, abituandosi

così ad avere il piede completante bloccato, ovviamente ciò

non è vincolante, per cui nulla impedisce di utilizzare tavole da kite.

Cosa molto positiva e incoraggiante del cable, è che lo possono praticare

tutti, dai neofiti ai più esperti, non è comunque da sottovalutare

lo stress fisico, perché, soprattutto le prime uscite, richiedono uno sforzo

muscolare intensivo. Inoltre, negli impianti cable park, non possono

mancare le strutture più variegate, dai kicker agli slide di tutte le dimensioni,

fino ad arrivare ai divertenti funbox.

Vi aspettiamo al Boardslide Cervia SISTEM 2.0!

83k m giugno-luglio 2012


Mondo Cable

Cable park Boardslide 2.0

Info specifiche:

Le tavole sono molto più rigide rispetto al kite e anche le

misure sono molto più ampie, in genere si parte da 138 x

42 cm.

Esistono tavole DA STRUTTURE, in altre parole flessibili, ma

molto meno rispetto al kite, con anima in legno e con fondo

scivoloso. Di solito sono vendute con pinne, ma pochi le

usano.

Tavole da AIR TRICK, cioè tavole molto rigide, con molte

linee d'acqua e anima in schiuma. Anche queste sono vendute

con le pinne.

Per quanto riguarda i bindings, ne esistono di mille modelli,

ma quelli più utilizzati sono chiusi e super performanti. Per

chi inizia, va benissimo un classico scarpone aperto, ma in

seguito ci si comprerà un buonissimo scarpone chiuso, meglio

se con lacci, perché il velcro è veloce, ma non si stringe

come il laccio.

giugno-luglio 2012k m 84


TIPS

Nel cable si può utilizzare qualsiasi tipo di tavola, ce ne

sono di svariati modelli, dalle più performanti, con linee

d'acqua accentuate e dai rocker estremi, alle più semplici,

come la tavola da kite, infatti, quest'ultime possono essere

utilizzate per la navigazione e sulle strutture.

Le brands di tavole, si sono concentrate nel produrre tavole

specifiche per il cable, utilizzando vari materiali, tra cui

legno, carbonio e schiume sintetiche. Grazie a questi materiali

si possono ottenere delle linee d'acqua sul fondo

della tavola con bordi d'uscita molto sottili e una rigidità e

resistenza maggiore. Su tutte queste tavole vengono poi,

montati i bindings, consentendo all'atleta di aver sempre

la tavola “incollata” ai piedi.

Su queste tavole, solitamente non sono montate le pinne,

e per un neofita risulta difficile mantenere la stabilità in planata,

ma bastano pochi giri per acquistare un buon equilibrio

e confidenza con la tavola. La somiglianza tra il cable

e il kite è veramente molto alta, infatti, un kiter è molto avvantaggiato

a eseguire air trick rispetto a uno snowboarder,

ad esempio, che, al contrario è molto avvantaggiato sulle

strutture. È vero che l'apprendimento nel cable è immediato,

sopratutto nel 2.0, dove si ha l'operatore che può regolare

la velocità secondo l’esigenza, questo permette si

che la concentrazione dell'atleta esclusivamente sulla tavola

e non si ha una vela da controllare.

85k m giugno-luglio 2012


Tips

Come riportare la tavola

persa ad un amico

testo>Max BB Bottura • Foto>Simona Canicossa • Assistente>Sabino Di Giacomo

… ecco che il compagno di mille uscite, ti mostra l’ultimo trick in cui si è lanciato… un

bel kiteloop handle pass a cinque metri d’altezza… ed ecco che si prende lo schiaffo del

secolo, gli sfugge la barra, l’ala lo tira a mach 2 verso l’acqua…e si fa 100 metri di immeritato

body drag sulla schiena!

Dopo aver smesso di ridere, fatti perdonare almeno riportandogli la tavola…

Esistono numerosi metodi per raccogliere

e trasportare una tavola persa,

facendo così un gesto gentile nei

confronti di un amico o, perché no,

verso un perfetto sconosciuto.

Dopo aver individuato la tavola e

averla raggiunta, il sistema più semplice

ed efficace per compiere l’operazione

di riporto è il seguente:

1° fase

Fermati lateralmente alla tavola, in

posizione di water start, con il corpo

in acqua, le gambe flesse e la tua tavola

al traverso.

Mantieni l’ala stabile allo zenith, governandola

con una mano posta centralmente

sulla barra e, con l’altra,

afferra la strap corrispondente sulla

tavola smarrita. (Foto 1 e 2)

2° fase

Porta la tavola smarrita di fronte a te

e afferrala con la mano che gestisce

l’ala, infilando il pollice nella strap,

continuando contemporaneamente a

impugnare la barra. Afferra poi la

barra anche con l’altra mano, trattenendo

l’altra strap con lo stesso sistema,

utilizzando il pollice. (Foto 3 –

4 e 5)

1

2

giugno-luglio 2012k m 86


3

4

5

Max BB Bottura ha 39 anni, vive tra il Lago di Garda in

Italia, e Marseille in Francia. È istruttore, progettista

e shaper di balance board, surf, SUP e kitesurf. Windsurfer

d’origine e kiter da 13 anni, preferisce il waveriding

al freestyle, Surf Rider Foundation ai SUV, il SUP alla

palestra, e un libro alla PS3. Sceglie Tender Surf Shop e

RRD, Roberto Ricci Design.

6

87k m giugno-luglio 2012

In questo modo ti ritroverai in posizione di partenza,

con la tua tavola al traverso, la barra tra

le mani e l’ala allo zenith, e con l’altra tavola assicurata

alla barra attraverso i pollici che trattengono

le strap. Questa situazione, ti

permetterà di affrontare una classica water

start, di navigare a destra ed a sinistra e di affrontare

i cambi di mura fino a raggiungere la

spiaggia o il proprietario della tavola smarrita.

(Foto 6)

Termina l’operazione non lanciando la tavola in

prossimità del suo proprietario, ma lasciala leggermente

sottovento, attirando la sua attenzione

al tuo arrivo, in modo che lui ponga la sua

ala allo zenith per non intralciare la tua operazione.


TEST

k i t e m a g

RRD Religion MKII

Test a cura di>Enrico Giordano/rider ufficiale RRD e Benigno Virdis/wave rider • Foto>Sandro Tocco

http://vimeo.com/35745365; http://vimeo.com/29108400

Enrico Giordano

Ho avuto modo di provare tra le onde e in condizioni diverse tutte

le misure del Religion MKII e sono in possesso delle misure 9-7-5

mq, che mi garantiscono, per il mio peso, la copertura dai 16 ai 50

nodi.

La prima constatazione è che, forse, per la prima volta da quando

faccio waveriding, cioè dal 2005, non ho una misura preferita, mi

vanno bene tutte, e soprattutto si comportano tutte allo stesso

modo, permettendomi di concentrarmi di più sulla surfata.

La caratteristica principale del Religion MKII è proprio questa, l'ala

è sempre presente, lineare nella potenza di tiro e stabile e per

giugno-luglio 2012k m 88

questo ti dà quel feeling giusto per concentrarti su quello che stai

facendo senza curarti dell'ala.

Anche quando il vento è rafficato e bucato, la sua costruzione ti

permette di assorbire le condizioni e garantirti sempre ottime performance.

Il comportamento del Religion MKII è perfettamente in linea all’evoluzione

del waveriding, in altre parole verso il surf style, dove le caratteristiche

di stabilità, neutralità, e ovviamente resistenza, sono preponderanti

rispetto alla rapidità nel tiro e velocità dell'ala come era fino a poco

tempo fa.

Nonostante qualche lavatrice a Capo Mannu e al Minicapo, oltre che

qualche uscita con raffiche che sembravano fucilate, le mie ali, barre e


Benigno Virdis

Ho avuto modo di provare la Religion 2012 in condizioni piuttosto dure, con vento

veramente forte e sui tre metri di onda, la vela che ho provato era la 4 mq! Mi ha

veramente impressionato favorevolmente, ho trovato che ha una velocità eccezionale, ed

è una cosa che a me piace molto, una morbidezza di barra e una fluidità nella risposta, che

veramente ti consentono di affrontare le condizioni dure o durissime con molta più

tranquillità. Se a questo aggiungi che la barra in dotazione corrisponde perfettamente al

mio modo di intendere le cose nel kite e cioè semplice, robusta e senza tanti cavi e cavetti

a complicare la vita, il quadro credo sia completo.

Dimenticavo di citare la grande stabilità, che mi ha consentito di dedicare la mia attenzione

solo alla surfata. Concludo il mio pensiero dicendo solo che, quando ho restituito la vela al

mio amico Roberto Fadda gli ho chiesto, se ne avesse avuto l’occasione, di portare i miei

complimenti a tutto il team RRD per aver progettato e costruito una vela come la Religion.

Non essendo legato a nessun marchio di vele in commercio, sono felice di poter esprimere

liberamente il mio parere da wave rider.

linee sono a tutt'oggi illese (finger crossed),

sintomo di grande resistenza globale e di

rinforzo nei punti che contano.

In tutte le misure preferisco l'attacco On

Shore (interno) delle briglie delle front line

(c'è la possibilità di due settaggi) e tendo a

usare l'ala leggermente sventata anche con

vento leggero in modo da garantire l'ottimo

comportamento anche quando la barra è in

battuta.

Il Religion MKII è in definitiva un’a la facile,

stabile e resistente.

89k m giugno-luglio 2012


Fitness

La preparazione atletica per il

Kitesurf

Testo>David De Angelis/www.powerflextraining.com

Il kitesurf è uno sport affascinante,

bello da praticare e spettacolare

che sempre più sta diffondendosi

tra le masse. Il suo ritmo di diffusione

è in costante aumento. Si

stima che, attualmente, ci siano

già parecchie migliaia di persone

che lo praticano in Italia. Pur essendo

uno sport che per imparare

richiede un livello di preparazione

medio bassa, che da una parte va

a favore della sua diffusione, dall’altra

costituisce un pericolo nascosto

dietro a ogni praticante di

questa bellissima disciplina sportiva.

Il motivo risiede nel fatto che

chi inizia, non pensa minimamente

al fatto che sia necessaria, come

in tutti gli sport, una preparazione

fisica di base che non solo serva

per ottimizzare la prestazione

durante gli allena-

menti, ma che serva anche

come prevenzione

degli infortuni.

Prendiamo un esempio

pratico: Mario Rossi, 35

anni, fumatore, impiegato

di banca in leggero

sovrappeso. Unici

sport praticati, maratona delle forchette,

e ogni tanto qualche partita di calcetto

con i suoi colleghi di ufficio. Mario decide

di iniziare a praticare il kitesurf. Fa un

corso e inizia a planare sull’acqua gestendo

in maniera relativamente facile

questo impegno fisico. Il problema sorge

quando la situazione in acqua gli richiede

un impegno superiore alle sue attuali capacità

fisiche di persona sedentaria

all’80%. Questo accade quando, per

esempio, in condizioni di onda si cade e

occorre recuperare l’ala e la tavola che

spesso è difficile da individuare a causa

David De Angelis è autore di libri sul training fisico, www.daviddeangelis.com.

Nel suo blog ci sono decine e decine di utili

informazioni sull’allenamento, la nutrizione e il benessere,

http://www.powerflextraining.com. David è inoltre un appassionato

kiter e fa parte della scuola www.kitepoint.it.

del punto critico di osservazione

(al livello dell’acqua, ndr) e del moto

ondoso (che nasconde i pad o le pinnette

della tavola, ndr). Quest’operazione richiede

un certo impegno muscolare, specie

in condizioni di mare mosso. Oppure

quando, alla fine di un salto, voluto o non

voluto, il corpo può subire violenti strattoni

a carico della muscolatura. Ordinaria

amministrazione per chi è un Kiter di medio

o alto livello. Ma cosa accade se il

soggetto non ha un’opportuna preparazione

cardiovascolare (fiato) o muscolare

giugno-luglio 2012k m 90

(muscoli forti, flessibili e resistenti)?

Oltre ciò, mettiamoci anche la stanchezza

che a fine session raggiunge

quasi tutti, atleti e non, presi dall’entusiasmo

di fare l’ultimo paio di

bordi della giornata, portando il

corpo a uno stato di piacevole stanchezza,

che solo chi fa kite può apprezzare,

dopo una giornata di

vento con l’ala in aria in mezzo ai

compagni...

Come per lo sci, è proprio nell’ultima

discesa della giornata che si

rischia di farsi male. In stato di stanchezza,

la muscolatura è meno in

grado di gestire il carico imposto

alla muscolatura, specie se interviene

il “fattore x”, che richiede in

quel momento un impegno superiore

alla normale surfata.

Per rendere più sicuro la pratica di

uno sport, specie se si parla del kitesurf,

considerato a ragione

uno sport estremo, occorre

da una parte rispettare

le regole di sicurezza

imparate nel

corso di base, e dall’altra

preparare in maniera

specifica il corpo in modo

da renderlo sia più efficiente,

aumentando

quindi il livello tecnico del

praticante, sia maggiormente preparato

per la prevenzione degli infortuni.

Una preparazione specifica e NON casuale

del tipo, “ho fatto un po’ di pesi sono a

posto”, ma ripeto, SPECIFICA, in altre parole

che sia il frutto di una programmazione

adatta allo sport praticato, costituisce

una vera e propria assicurazione

contro gli infortuni. Prevenire è sempre

meglio che curare.

Ma andiamo a vedere nello specifico


come preparare atleticamente un praticante

di Kitesurf.

1) Preparazione aerobica cardiovascolare

Il primo, fondamentale step, come in

TUTTI gli sport, è un’accurata preparazione

aerobica di base che permetta di

sviluppare il cosiddetto “fiato”, cioè di

potenziare la capacità cardiaca e respiratoria.

In questo modo il corpo lavorerà a

un “livello di giri”, in altre parole con un

battito cardiaco inferiore a un soggetto

non allenato in questo modo o sedentario.

Il risultato immediato sarà una minore

predisposizione all’affaticamento e una

capacità di estendere i tempi di allenamento

in acqua. Questa fase fondamentale

permetterà inoltre di accorciare i

tempi di recupero tra le giornate di kitesurf,

permettendo di smaltire più velocemente

l’eventuale accumulo di acido lattico.

Prima si recupera e prima e meglio

si rivà in acqua… sempre vento permettendo,

ovviamente.

2) Preparazione muscolare. Power

Flex Training.

Questa seconda fase è importante quanto

la prima. Se l’allenamento cardiovascolare

(aerobico) non è affiancato da un lavoro

muscolare, il risultato sarà un Kiter con la

capacità aerobica di un corridore, ma con

la muscolatura di un maratoneta. Cosa

negativa se si pensa che il Kiter, seppur

agganciato a un trapezio, ha necessità di

braccia, dorsali, addominali e gambe, forti.

A questo punto non bisogna confondere

lo sviluppo muscolare con il generico training

con i pesi della palestra. Anche qui

entra il gioco il concetto di specificità dell’allenamento.

La preparazione fisica di

base deve rispettare le richieste e l’impegno

fisico imposto dalla disciplina praticata.

In parole semplici, un maratoneta

non deve essere allenato come un nuota-

Foto>Courtesy Best Kiteboarding

tore, così come un ginnasta non deve essere

preparato con esercizi di bodybuilding.

Nel caso del Kitesurf, la preparazione muscolare

richiede lo sviluppo di una muscolatura

forte ma elastica e resistente. Questa

scelta deriva proprio dal fatto che un

muscolo elastico permette di gestire in

sicurezza anche situazioni limite di forti

strattoni imposti da raffiche di vento,

cambi di direzione e salti non riusciti. Questo

discorso vale a maggior ragione per

gli atleti avanzati che eseguono manovre

sganciati dal trapezio. Il modo migliore

di training muscolare per il kiter è il cosiddetto

lavoro muscolare Power-Flex, cioè

esercizi di forza sviluppati nel maggior

arco di movimento possibile. In sintesi, è

un lavoro simile a quello che fanno i ginnasti,

che nei loro movimenti sottopongono

il corpo a carichi notevoli in posizioni

di notevole allungamento muscolare. Anche

la scelta degli esercizi è critica e fondamentale,

a nulla servirebbe allenare i

polpacci, muscoli che in questo sport non

sono direttamente sollecitati, così come i

muscoli pettorali e tricipiti. È al contrario

fondamentale l’allenamento della cintura

addominale che, come in ogni sport, sostiene

l’intera struttura corporea sul quale

è scaricato ogni movimento. Tra gli altri

muscoli fondamentali nel kitesurf ci sono

i muscoli dorsali e i bicipiti. Giova ripetere

che sarebbe addirittura controproducente

allenare tali muscoli con alti carichi, basse

ripetizioni e range articolari limitati. Ciò

creerebbe muscoli ipertrofici, corti e facilmente

soggetti a infortuni, poiché non

abituati a lavorare su range articolari completi.

Il principio cardine di lavoro muscolare

per il kitesurfing è sempre quello “Power-Flex”,

che mira allo sviluppo di un

corpo forte, flessibile e resistente.


Eventi Italiani

Sardinia Kite Experience

Testo e Foto>Courtesy SKE

Si è da poco conclusa la terza edizione del

Sardinia Kite Experience (SKE) 2012,

l’evento di kite organizzato ogni anno da

Chicco Del Croce per inaugurare la stagione

sarda. A conferma di quanto ormai risaputo da

tutti gli appassionati di kite e natura, anche questa

volta la Sardegna non ci ha deluso, regalandoci

vento quasi tutti i giorni e giornate mozzafiato in

alcuni tra gli spot più belli del pianeta. A fare da

contorno, i paesaggi in fiore dell’isola più affascinante

del Mediterraneo, e i colori del mare dalle

molteplici tonalità. Questi sono tra i motivi per

cui Kiteacademy ha posto le basi in Sardegna da

più di dieci anni per la propria attività di kitesurf

basata sull’esperienza di Chicco Del Croce e la

sua metodologia d’insegnamento testata nel

tempo. Il SKE ha avuto la durata di 10 giorni, dal

21 Aprile al 1 Maggio ed è stato di richiamo non

solo per gli affezionati che seguono Kiteacademy

da anni, ma anche per nuovi amici che hanno

scelto di entrare a far parte della famiglia. Il meeting

ha avuto come base la Papaya di Porto Pollo

e tutti i partecipanti hanno alloggiato negli accoglienti

appartamenti del residence Il Borgo. I primi

giorni abbiamo fatto kite sempre nella grande

baia di Porto Pollo dove le condizioni sono state

favorevoli sia per i beginner seguiti dai fidati

istruttori Nicolas ed Eugenio, sia per gli avanzati.

Chicco Del Croce ha affiancato i più esperti e i kiters

che si sono voluti avvicinare allo strapless ed

alla navigazione con il surfino, dispensando i suoi

preziosi consigli a tutti coloro desiderosi di testare

la gamma di materiali RRD 2012. A questo proposito

doverosi sono i ringraziamenti per il test

giugno-luglio 2012k m 92


Chicco Del Croce ringrazia tutti i

partecipanti allo SKE, gli sponsor RRD, Protest, DC, BWA,

Miniplane e le strutture che hanno ospitato l’evento, residence

“Il Borgo”, “Dinner food e Ice Cream Papaya”, ristoranti “Il

Maestrale”, “Il Girasole” e l’agriturismo “Borgo di

Campagna” di Renzo Mancini. Un ringraziamento particolare

allo staff kiteacademy: Nicolas, Eugenio, Alessio, Marianna.

93k m giugno-luglio 2012

center itinerante, messo a disposizione dall’Italian

brand RRD e a Protest che ha messo a disposizione

t-shirt da distribuire ai partecipanti tramite il kiteshop

Tribesurf. I presupposti del Camp sono stati

davvero entusiasmanti e il clima che si è subito

creato, è stato unico. Oltre allo scenario paesaggistico

e alle condizioni meteo, la qualità dei partecipanti

ha contribuito a rendere il gruppo davvero

affiatato e inseparabile. C’è stato chi finalmente è

riuscito a superare lo scoglio della bolina, chi ha

spiccato il volo con i primi salti e chi, per la prima

volta, ha posato i piedi su una tavola da surf. Dopo

aver soffiato per quasi una settimana da Nord-

Ovest, il vento ha girato a Sud, convogliandoci

tutti in direzione San Teodoro. L’immensa e paradisiaca

spiaggia della Cinta è stata location degli

ultimi giorni del Camp. Qui ci ha raggiunto il noto

rider Renzo Mancini, nonché grande amico di

Chicco e socio di quest’ultimo per il centro Kiteacademy

“le Saline” di Olbia. Insieme abbiamo approfittato

delle onde, non molto grandi, ma comunque

divertenti e ottime per chi è alle prime

armi nel wave. A conclusione di ogni giornata,

l’imperdibile happy hour alla Papaya dove i partecipanti

hanno rivisto le videoriprese delle giornate

e valutato, dietro consiglio di Chicco, le performance

di ognuno, il tutto, gustando gli sfiziosi

aperitivi preparati da Matteo e il suo grande staff,

il tutto sempre condito dall’irrefrenabile passione

per il calcio balilla. Che dire poi dell’abilità al grill

di Valerio e Nico? Le grigliate sono rimaste nel ricordo

di ognuno di noi, così come le tipiche cene

al Maestrale di Porto Pollo e al Girasole di Santa

Teresa Gallura. Bilancio finale dell’evento sicuramente

positivo, soprattutto grazie ai feedback dei

partecipanti che sono tornati a casa soddisfatti

per i traguardi raggiunti. Ecco perché, con l’entusiasmo

raccolto, Kiteacacademy è pronta per la

nuova sfida che si terrà in Sardegna dal 16 al 23

Giugno, rivolta esclusivamente al sesso femminile:

il Sardinia Girl-Camp. Siamo convinti che le donne

abbiano molto da dare al kitesurf!

Per info: info@chiccodelcroce.it.


Iniziative

Il Kiteboarding al

“Sport Expo

di Verona”Testo e

Foto>Courtesy XKite

Il 28 e 29 Aprile si è tenuta a Verona la sesta edizione di Sport Expo, importante manifestazione

fieristica organizzata dall’Assessorato allo Sport e Tempo Libero e Fair

Play del Comune di Verona, con lo scopo di avvicinare i giovani allo sport. Oltre

40.000 i visitatori di questa edizione record, principalmente bambini e ragazzi dai 6 ai

14 anni con le loro famiglie, che hanno vissuto una due giorni all’insegna del divertimento

e della scoperta del mondo-sport a 360 gradi. I visitatori, infatti, non solo hanno assistito

alle dimostrazioni delle varie discipline sportive, ma hanno potuto partecipare attivamente

alle attività proposte dai vari sodalizi sportivi. Tra le novità di quest’anno si segnala

anche la presenza del kiteboarding, inserito nell’area degli sport acquatici, insieme al

windsurf, allo sci nautico, alla subacquea e alle discipline veliche più classiche. A rappresentare

il nostro sport c’era l’Associazione Sportiva Dilettantistica XKite, della XIV° zona

FIV, che già da qualche anno promuove la pratica del kiteboarding tra i più giovani, con

attività che vanno dalle giornate di presentazione dello sport nelle scuole primarie e secondarie,

ai camp settimanali dedicati agli under 16. Una bella sfida quella che si sono

trovati ad affrontare i ragazzi di XKite: come far provare il kite ai bambini, all’interno di

un padiglione fieristico, dove non ci sono né acqua né vento? Con un po’ di fantasia e

tanta passione! E così, oltre al box informativo, sono state allestite due postazioni dove

i visitatori potevano cimentarsi con dei kite “virtuali”, o provare l’emozione di volare

con la tavola ai piedi grazie a un simulatore di salti. Nella prima postazione i bambini

hanno imparato a pilotare un kite grazie a dei simulatori video, tanto semplici quanto

efficaci, delle vere barre collegate a dei tablet, su cui era stato installato un semplice

software di simulazione del movimento del kite. Nella seconda postazione, invece, è

stato realizzato un simulatore di salti, agganciato a otto metri di altezza, che è subito diventato

l’attrazione principale dell’area acquatica, centinaia di bambini si sono scatenati

volteggiando sospesi in aria, provando a grabbare la tavola e ad effettuare rotazioni.

Grazie a questi simulatori, e alla disponibilità degli istruttori e dei volontari dell’associazione,

centinaia di bambini hanno potuto scoprire una disciplina velica tra le più divertenti e

adrenaliniche. Tanto interesse e tanta curiosità anche tra i genitori, che hanno avuto la

conferma che il kiteboarding, con il giusto approccio didattico, è uno sport adatto anche

ai più giovani. Per la pratica del kiteboarding, infatti, sono richieste abilità e capacità

motorie che nei giovanissimi sono particolarmente sviluppate come equilibrio, destrezza,

agilità, flessibilità, mobilità articolare, coordinazione dei movimenti… Inoltre questo

sport è particolarmente divertente e adrenalinico, coinvolgendo e mantenendo alta la

motivazione dei ragazzi anche in quelle nelle fasce d’età in cui spesso l’attività sportiva

è abbandonata a favore del gruppo o di altri interessi. Forti di questi presupposti, XKite

promuove la pratica del kiteboarding tra i più giovani con una serie di iniziative a misura

di bambino. L’associazione organizza giornate di gioco-kite, destinate a bambini dagli 8

anni di età, con attività ludiche propedeutiche alla pratica sportiva vera e propria. Durate

tutto il periodo estivo sono attivati dei camp settimanali di avviamento allo sport, con

formula full-immersion, i ragazzi alloggiano in strutture convenzionate e durante il

giorno alternano attività ludiche e sportive, spaziando dal kite alla vela, dal trekking alla

canoa. Inoltre, in collaborazione con le altre società affiliate FIV del Lago di Garda, sono

in programma dei raduni zonali dedicati agli under 18 che si vogliano avvicinare alla

pratica agonistica. Per informazioni www.xkite.it.

giugno-luglio 2012k m 94


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foto John Bilderback

A N T E P R I M A

foto Luca Piana

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