Scialpinismo a Madonna di Campiglio - Campigliodolomiti.it

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Scialpinismo a Madonna di Campiglio - Campigliodolomiti.it

Marcello Andreolli

Roberto Bazzi

Jacques Casiraghi

Scialpinismo a

Madonna di Campiglio

Tra le Dolomiti di Brenta e la Presanella

54 itinerari


Marcello Andreolli

nato a Tione di Trento

il 12/10/1937

Istruttore Nazionale

di Scialpinismo (INSA)

dal 1974

Autori

Roberto Bazzi

nato a Varese

il 05/04/1942

Istruttore Nazionale

di Scialpinismo (INSA)

dal 1979

Jacques Casiraghi

nato a Monza

il 09/12/1939

Istruttore Nazionale

di Scialpinismo (INSA)

dal 1977

I tre autori di questa guida hanno svolto una intensa attività alpinistica

e scialpinistica soprattutto nei Gruppi di Brenta, Adamello, Presanella,

Ortles e Cevedale a partire dai primi anni sessanta.

Tutti gli itinerari qui descritti sono stati percorsi ripetutamente dagli

Autori, che già negli anni settanta hanno pubblicato dettagliate Guide

Scialpinistiche del Gruppo di Brenta e del Gruppo Adamello e Presanella.


Marcello Andreolli

Roberto Bazzi

Jacques Casiraghi

Scialpinismo a

Madonna di Campiglio

Tra le Dolomiti di Brenta e la Presanella

54 itinerari


Indice

Introduzione 8

Itinerari nel Gruppo di Brenta

1 Passo di Pra’ Castron 2503 m 22

Da Madonna di Campiglio attraverso la Malga Presson Bassa,

la Malga Scale e la Val del Vento

2 Bocchetta di Mondifra’ 2402 m 24

Da Campo Carlo Magno attraverso la Malga Mondifra’ e la Val Gelada.

Discesa lungo la Val Centonia

3 Cima Sassara 2894 m 28

Da Campo Carlo Magno attraverso la Malga Mondifra’ e la Val Gelada

4 Bocchetta dei Tre Sassi (Val Gelada) 2613 m 30

Da Campo Carlo Magno attraverso la Malga Mondifra’ e la Val Gelada

5 Rifugio Graffer 2261 m per la Malga Vagliana 32

Da Campo Carlo Magno attraverso Malga Mondifra’, Malga Vaglianella e

Malga Vagliana

6 Cima Vagliana 2861 m 34

Dalla stazione intermedia della Cabinovia del Grosté attraverso gli Orti della Regina

7 Bocchetta dei Tre Sassi 2613 m lungo la Val delle Giare 36

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté attraverso la Val delle Giare.

Discesa per la Val Gelada

8 Rifugio Graffer 2261 m attraverso Malga Fevri 38

Da Madonna di Campiglio attraverso Malga Fevri e il Lago Spinale

9 Cima Roma 2837 m 40

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté

10 Sella di Cima Grosté da est 2850 m 42

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté lungo il versante est.

Discesa lungo il versante nord

11 Sella di Cima Grosté da nord 2850 m 44

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté lungo il versante nord

12 Cima Sella da nord 2917 m 46

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté lungo il versante nord. Discesa in

Val Brenta (Plaza) attraverso i Rifugi Tuckett e Casinei e la Malga Vallesinella Bassa

13 Cima Sella 2917 m (Percorso Ski Alp) 48

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté lungo

il canalino Ski Alp.

Discesa in Val Brenta (Plaza) attraverso Malga Vallesinella Alta

14 Bocca di Tuckett 2648 m 52

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté attraverso il Rifugio Tuckett.

Discesa in Val Brenta (Plaza) attraverso il Rifugio Casinei e Rifugio Vallesinella

15 Cima Brenta 3150 m 56

Dal Rifugio Tuckett attraverso la Vedretta di Brenta Superiore.

Discesa in Val Brenta (Plaza) attraverso il Rifugio Casinei e la Malga Vallesinella Bassa

16 Bocchetta Molveno 2729 m 58

Da Plaza attraverso la Val Brenta, il Rifugio Brentei e il Rifugio Alimonta

17 Bocca di Brenta 2552 m 60

Da Plaza attraverso la Val Brenta

18 Bocca dei Camosci 2784 m 62

Da Plaza attraverso la Val Brenta

19 Rifugio XII Apostoli 2489 m 66

Da Plaza attraverso la Val d’Agola e il Lago Asciutto

2 3


Indice

20 Cima d’Agola 2959 m 68

Dal Rifugio XII Apostoli. Discesa lungo la Val Stretta e la Val d’Agola

21 Cima di Pratofiorito 2900 m 70

Dal Rifugio XII Apostoli. Discesa lungo la Val di Sacco e la Val d’Agola

22 Pala dei Mughi 2321 m 72

Da Plaza attraverso la Val d’Agola ed il Passo del Bregn de l’Ors

Itinerari nel Gruppo della Presanella

23 Cima Presanella 3558 m 76

Da S. Antonio di Mavignola attraverso la Val Nambrón

ed il Rifugio Segantini

24 Passo Cornisello 3089 m 80

Da S. Antonio di Mavignola attraverso i Laghi di Cornisello e il Lago Vedretta

25 Cima Scarpacò 3252 m 82

Da S. Antonio di Mavignola attraverso i Laghi di Cornisello

26 Cima Ginèr 2957 m 84

Da S. Antonio di Mavignola lungo il versante sud-est

27 Monte Ritòrt 2411 m 86

Da Madonna di Campiglio attraverso la Malga Ritòrt, il Lago Ritòrt

e il Passo della Falculotta

28 Monte Nambrón da est 2625 m 88

Da Madonna di Campiglio attraverso la Malga Ritòrt, il Lago Ritòrt

e la Pala della Falculotta

29 Monte Nambrón da nord 2625 m 90

Da Madonna di Campiglio attraverso il Lago Nambino

30 Monte Serodoli 2708 m 92

Da Madonna di Campiglio attraverso i Laghi Nambino, Nero e Serodoli

31 Monte Nambino da sud-est 2678 m 96

Da Madonna di Campiglio attraverso il Lago Nambino

32 Monte Zeledria 2427 m 98

Da Madonna di Campiglio attraverso Pradalago

33 Monte Nambino da nord-est 2678 m 100

Dal Ristorante Genzianella attraverso il Lago Malghette ed il Malghetto Alto

34 Cima Lastè 2770 m 102

Dal Ristorante Genzianella attraverso il Lago Malghette

35 Cima Schulz 2614 m 104

Dal Ristorante Genzianella attraverso il Lago Malghette

Traversate nel Gruppo di Brenta

36 Da Campiglio alla Val di Tovel 108

Fino all’Albergo Capriolo, attraverso il Passo di Pra’ Castron 2503 m

37 Da Campiglio al Lago di Tovel 110

Attraverso la Sella Flavona 2500 m circa

38 Da Campiglio al Lago di Tovel 112

Attraverso la Sella del Montoz e la Bocchetta di Val Scura 2376 m

39 Da Campiglio a Spormaggiore 114

Attraverso il Passo della Gaiarda 2440 m

40 Da Campiglio a Molveno 116

Attraverso il Passo Clamer 2164 m

4 5


Indice

41 Da Campiglio a Molveno 118

Attraverso Cima Roma 2827 m

42 Da Campiglio a Molveno 120

Attraverso la Bocca di Tuckett 2656 m

43 Da Campiglio a Molveno 122

Attraverso la Bocchetta Molveno 2729 m

44 Da Campiglio a Molveno 124

Attraverso la Bocca di Brenta 2552 m

45 Da Campiglio a S. Lorenzo di Banale 126

Attraverso la Bocca d’Ambiez 2849 m

Traversate nel Gruppo della Presanella

46 Da Campiglio a Mavignola 128

Attraverso il Passo della Falculotta 2295 m

47 Da Campiglio a Mavignola 130

Attraverso il Passo Nambrón 2460 m

48 Da Mavignola a Vermiglio 132

Attraverso la Cima Presanella 3558 m

49 Da Mavignola a Ossana 136

Attraverso il Passo Scarpacò 2617 m

50 Da Campiglio a Pellizzano 138

Attraverso il Passo Valgelada 2515 m

Concatenamenti nel Gruppo di Brenta

51 Cima della Vallazza – Sella di Cima Grosté 140

Cima della Vallazza, 2810 m – Cima Roma, 2827 m – Sella di Cima Grosté, 2850 m

52 Sella di Cima Grosté – Cima Sella 142

Sella di Cima Grosté da nord, 2850 m – Cima Sella da nord, 2917 m –

Discesa in Val Brenta (Plaza)

Concatenamenti nel Gruppo della Presanella

53 Monte Nambrón – Monte Nambino 144

Monte Nambrón da nord, 2625 m – Monte Serodoli, 2708 m – Monte Nambino

da sud-est, 2678 m

54 Monte Nambino – Cima Schulz 146

Monte Nambino da nord-est, 2678 m – Cima Lastè, 2770 m – Cima Schulz, 2614 m

6 7


8

Introduzione

Questa Guida presenta cinquantaquattro percorsi scialpinistici, tutti situati nei dintorni di

Madonna di Campiglio. Essi sono così suddivisi:

Itinerari Gruppo di Brenta da 01 a 22

Itinerari Gruppo Presanella da 23 a 35

Traversate Gruppo di Brenta da 36 a 45

Traversate Gruppo Presanella da 46 a 50

Concatenamenti Gruppo di Brenta da 51 a 52

Concatenamenti Gruppo Presanella da 53 a 54

Per i percorsi da 1 a 35 il punto di partenza è in paese o raggiungibile con gli impianti di risalita

o con brevi spostamenti in automobile da Madonna di Campiglio (max 10 km).

Le traversate da 36 a 50 hanno il punto di partenza in Madonna di Campiglio o dintorni, mentre

il punto di arrivo è in valli diverse; in questo caso è necessario predisporre anticipatamente

il ritorno con mezzi propri o con servizio taxi.

Sia gli itinerari che le traversate sono indicati con un numero progressivo in senso orario

partendo da nord a sud nel Gruppo di Brenta e successivamente da sud a nord nel Gruppo

della Presanella. I concatenamenti da 51 a 54 sono dei semplici suggerimenti; è ovvio che ogni

scialpinista sarà in grado di concatenare nei modi più diversi gli itinerari qui descritti.

Tutti i gli itinerari sono stati percorsi personalmente dagli autori, anche più volte; la descrizione

degli stessi è stata fatta in maniera attenta ed accurata ma non è da escludere che non si sia

sempre riusciti a farlo in modo sufficientemente rappresentativo ed intuitivo per tutti i lettori.

Sarà compito dello scialpinista più esperto e competente del gruppo valutare con attenzione

e spirito critico le indicazioni di questa guida per scegliere in assoluta autonomia il tracciato

migliore, anche in relazione alle condizioni meteo ed all’innevamento. Alcuni itinerari, specialmente

nel Gruppo di Brenta, sono alpinisticamente impegnativi; si raccomanda quindi di

valutare attentamente la propria preparazione e le proprie capacità prima di affrontarli.

INDICAZIONI PER L’UTILIZZO DELLA GUIDA

Partenza: è la località dove si lascia l’automobile o dove si arriva utilizzando gli impianti.

Dislivello: nella descrizione indica la differenza di quota tra il punto di partenza e il punto di

arrivo; il dislivello in discesa viene specificato solo quando il percorso di discesa è diverso da

quello di salita.

Il simbolo grafico sopra l’immagine indica invece il dislivello della sola salita.

Se lungo il percorso di salita ci sono significativi tratti di discesa, il dislivello tiene conto di questa

perdita di quota; in questo caso la quota o il dislivello sono seguiti dalla parola “circa”.

Tempo: è il tempo effettivo di marcia, escluse le soste, riferito ad un medio sciatore alpinista.

Nella descrizione abbiamo indicato separatamente i tempi di salita e di discesca.

Il simbolo grafico sopra l’immagine indica invece il tempo totale della gita.

Difficoltà: abbiamo utilizzato la scala Blachère, ormai universalmente adottata, che si divide

in due sezioni: una indica il grado di difficoltà sciistico, ed una indica il grado di difficoltà di

itinerari in cui siano presenti tratti di tipo alpinistico:

MS: medio sciatore MSA: medio sciatore alpinista

BS: buon sciatore BSA: buon sciatore alpinista

OS: ottimo sciatore OSA: ottimo sciatore alpinista

Esposizione: è un’utile informazione circa l’esposizione dei versanti da percorrere. Essa consente

di prevedere, tenuto conto di temperatura, stagione e condizioni atmosferiche, il tipo di

neve che incontreremo e valutare il pericolo di valanghe.

Attrezzatura: abbiamo indicato solitamente “normale scialpinistica” che si compone di: ARVA,

pala, sonda, rampant, carta topografica, altimetro, bussola, materiale di pronto soccorso,

nastro adesivo rinforzato per piccole riparazioni, occhiali e crema protettiva. Solo se necessario

indicheremo piccozza, ramponi, imbrago e corda.

Cartografia: la carta KOMPASS 73 Dolomiti di Brenta copre tutte le gite di questa guida con

eccezione della Cima Presanella per la quale serve la carta KOMPASS 71 Adamello Presanella.

Altre carte utili: Tabacco foglio D, carte e tavolette IGM, Kompass 070 Adamello Brenta.

Consigliamo comunque la Kompass 73 perché è l’unica, al momento, munita di coordinatome-

9


Introduzione

tro per la determinazione delle coordinate di un punto. Questo consente, se si dispone di un

apparecchio GPS, di affrontare percorsi di difficile orientamento anche in presenza di nebbia o

scarsa visibilità.

Toponomastica e Altimetria: nomi e quote sono quelle riportate sulla Guida dei Monti d’Italia

del CAI/TCI, Presanella di Dante Ongari e Dolomiti di Brenta di Buscaini/Castiglioni.

Valutazione: è una valutazione globale dell’itinerario, sia per la bellezza che per l’impegno.

Vengono indicate le caratteristiche del terreno, le difficoltà d’insieme, l’eventuale pericolo di

valanghe e altre informazioni di interesse.

Salita: è la relazione tecnica della salita fatta in modo succinto, che lascia lo sciatore alpinista

libero di interpretare il percorso in modo autonomo e personale. Vengono date indicazioni

su eventuali punti obbligati e naturalmente nomi e quote di punti intermedi di riferimento.

Le indicazioni di destra e sinistra sono intese nel senso di marcia sia in salita che in discesa, a

meno che non sia specificata l’indicazione orografica, che si determina volgendo le spalle alla

sorgente del corso d’acqua.

Discesa: è la relazione tecnica della discesa, che viene riportata solo per gli itinerari in traversata

o per eventuali percorsi di discesa diversi rispetto alla salita.

Bibliografia

M. ANDREOLLI-J.CASIRAGHI Scialpinismo nelle Dolomiti di Brenta 1973

J. CASIRAGHI-M. ANDREOLLI-R. BAZZI Scialpinismo in Adamello e Presanella 1977

G. BUSCAINI-E. CASTIGLIONI Dolomiti di Brenta – Guida dei Monti d’Italia

CAI-TCI 1977

ONGARI DANTE Presanella – Guida dei Monti d’Italia CAI-TCI 1978

M. GNUDI-F. MALNATI Dal Sempione allo Stelvio 1977

L. NAVARINI-C. DETASSIS Itinerari di Scialpinismo in Trentino 1984

S. ROSI-G. CESTARI Scialpinismo in Brenta 1990

F. ALIPRANDI-T. BINI In montagna con gli sci 2003

GIONCO FRANCO E LUISA Trentino – Atlante scialpinismo 2009

KOESSLER ULRICH Scialpinismo nel Trentino 2010

Rifugi e bivacchi

Indichiamo qui i soli rifugi, aperti o chiusi, che in qualche modo possono essere utili allo svolgimento

delle gite, sia per il pernottamento prima delle gite sia come tappa intermedia delle

stesse. Poiché l’apertura di alcuni rifugi è soggetta a continue variazioni e poiché anche i locali

invernali sono oggetto di frequenti ristrutturazioni e miglioramenti, abbiamo indicato il nome

del proprietario o gestore attuale, con relativo numero di telefono, cui è opportuno chiedere

informazioni prima di programmare un pernottamento (conferme sull’apertura, il numero di

posti letto, coperte ecc.).

Gruppo di Brenta

Bivacco C. Costanzi a Pra’ Castron 2365 m

Proprietà: SAT Dimaro

Sempre aperto, con 8 posti letto

Rifugio Giorgio Graffer 2261 m

Proprietà: SAT Trento – Gestore: Guida Roberto Manni tel. 0465 441358 cell. 348 4105877

www.graffer.com – rifugio@graffer.com

Aperto con servizio di pensione sino alla chiusura degli impianti sciistici

Rifugio Stoppani 2437 m

Proprietà: Soc. Funivie Madonna di Campiglio – Gestore: Roberto Scalfi

tel. 0465 94631 cell. 335 6442690 – info@groste.it

Aperto con servizio di pensione sino alla chiusura degli impianti sciistici

Rifugio Tuckett e Sella 2272 m

Proprietà: SAT Trento – Gestore: Guida Daniele Angeli tel. 0465 507287 cell. 333 9841966

www.rifugiotuckett.com – rifugiotuckett@gmail.com

Locale invernale (Rifugio Sella) aperto con 22 letti con coperte e cuscini e un locale con tavolo

e panche

Rifugio Maria e Alberto ai Brentei 2182 m

Proprietà: CAI Monza – Gestore: Famiglia Leonardi tel. 0465 804457 cell. 328 7571463

www.rifugiobrentei.it – info@rifugiobrentei.it

Locale invernale aperto con 18 posti letto con coperte

10 11


Introduzione

Rifugio Angelo Alimonta 2580 m

Proprietà privata Famiglia Alimonta tel. 0465 801190 cell. 333 6323919

www.rifugioalimonta.it – info@rifugioalimonta.it

Locale invernale aperto con 6 letti e coperte

Rifugio Dodici Apostoli 2489 m

Proprietà: SAT Trento – Gestore: Guida Aldo Turri tel. 0465 503218 cell. 339 8075756

www.dodiciapostoli.it – rifugio@dodiciapostoli.it

Locale invernale aperto con 8 letti e coperte

Rifugi Pedrotti e Tosa 2491 m e 2439 m

Proprietà: SAT Trento – Gestore: Guida Franco Nicolini cell. 329 2195167

www.franznicolini.it – f.nicolini@libero.it

Rifugio invernale aperto con 35 posti letto e coperte

Rifugio Croz dell’Altissimo 1430 m

Proprietà privata Famiglia Spellini tel. 0461 585698 cell. 339 7982922

fspelli@tin.it

Locale invernale aperto con 4 letti con coperte

Rifugio Silvio Agostini 2410 m

Proprietà: SAT Trento – Gestore: Roberto Cornella tel. 0465 734104 cell. 348 7152589

www.rifugioagostini.com – info@rifugioagostini.com

Locale invernale aperto con 8 posti letto e due tavoli

Gruppo della Presanella

Rifugio Stavel F. Denza 2298 m

Proprietà: SAT Trento – Gestore: Guida Alpina Mirko Dezulian tel. 0463 758585

www.rifugiodenza.com – rifugiodenza@email.it

Ampio locale invernale aperto

Rifugio Val d’Amola Giovanni Segantini 2373 m

Proprietà: SAT Trento – Gestore: Corrado Valentini cell. 340 5293570

www.rifugiosegantini.com – info@rifugiosegantini.com

Locale invernale aperto (nel vecchio rifugio) con 6 posti letto e coperte

Malga Cornisello 2119 m

situata poco a monte del Lago Superiore di Cornisello

Proprietà: Comune di Carisolo. Sempre aperta, con 6 posti letto senza coperte

Bivacco Orobica 3382 m

poco sotto la Cima Presanella – Proprietà: SAT Pinzolo. Sempre aperto con 8 posti letto

Rifugio Lago Nambino 1790 m

Proprietà privata: Famiglia Serafini tel. 0465 441621 cell. 338 1095570

www.nambino.com – rifugio@nambino.com

Aperto con servizio di pensione

Previsioni meteorologiche

Consigliamo la consultazione del sito: www.meteotrentino.it, o l’ascolto dei bollettini meteorologici

emessi dalle radio o TV locali o leggibili sui quotidiani locali.

Sul sito sopra indicato viene emesso giornalmente un bollettino meteorologico per il Trentino

con le seguenti indicazioni:

Tempo previsto

Probabilità precipitazioni

Venti

Temperatura massima e minima

Questi dati vengono forniti per il giorno in cui si effettua la consultazione e i due successivi;

viene inoltre indicata la tendenza per gli ulteriori tre giorni successivi.

Sempre sullo stesso sito alla voce “Bollettini locali” vengono emessi dei bollettini, tra cui quello

di nostro interesse “Val Rendena” che riporta i dati meteo climatici di Pinzolo.

Bollettino neve/valanghe

Consigliamo la consultazione del sito: www.meteotrentino.it o di altre fonti.

Fra i vari strumenti di prevenzione il bollettino nivometeorologico, conosciuto anche con il

nome di bollettino valanghe, riveste una particolare importanza. È infatti uno strumento che

fornisce un quadro sintetico dell'innevamento e dello stato del manto nevoso, indicandone

12 13


Introduzione

struttura e grado di consolidamento rilevato al momento dell'emissione su di un determinato

territorio. In funzione del consolidamento del manto, della probabilità di distacco, del numero

e delle dimensioni delle valanghe stesse, il pericolo presente al momento dell'emissione viene

descritto con un testo sintetico e un indice numerico crescente da 1 a 5, secondo la “Scala

Europea del Pericolo Valanghe”.

Ad ogni grado è associata una situazione tipo che facilita la comprensione e la sintesi del bollettino

stesso. Ma il bollettino non fornisce solo dati di analisi, cioè rilevati ed osservati; sulla base della previsione

meteorologica più aggiornata, esso definisce una possibile evoluzione delle condizioni del

manto, fornendo quindi anche una vera e propria previsione del pericolo di valanghe.

Sull'arco alpino italiano i bollettini sono redatti e diffusi dalle Regioni e Provincie Autonome

aderenti all'A.I.NE.VA., titolari per legge di tale incarico; sul rimanente territorio Nazionale le

informazioni possono essere reperite attualmente presso le strutture Meteomont del Corpo

Forestale dello Stato e delle Truppe Alpine, mentre all'estero le informazioni sono garantite da

organizzazioni a livello nazionale, in alcuni casi molto simili all'A.I.NE.VA.

Il bollettino è quindi uno strumento informativo che può dare un valido aiuto nel prendere

decisioni riguardanti la propria o altrui incolumità; tuttavia chi decide di affrontare il "terreno

innevato" deve avere sufficienti basi conoscitive per muoversi correttamente sul territorio e

saper riconoscere i momenti ed i punti particolarmente critici.

In particolare il bollettino si rivolge a scialpinisti, alpinisti ed escursionisti, ma anche ad operatori

e professionisti della montagna, addetti alla sicurezza, amministratori, organizzazioni di

soccorso e protezione civile, forze dell'ordine, gestori della viabilità.

L'emissione avviene, durante il periodo invernale, giornalmente o almeno tre volte alla settimana,

ed anche se apparentemente i vari bollettini hanno una veste grafica diversa, i contenuti

sono i medesimi. Al fine di favorire un quadro generale per l'intero arco alpino italiano, l'A.I.NE.VA

redige anche uno speciale bollettino, disponibile in internet sul sito www.aineva.it, che in sintesi

raggruppa alcune delle informazioni contenute nei vari bollettini regionali e provinciali; per chi

invece dispone solo di un telefono, tutti i bollettini sono reperibili al numero 0461 230030.

Scala Europea del Pericolo Valanghe

14 15

Scala del

pericolo

1 debole

2 moderato

3 marcato

4 forte

5 molto forte

Probabilità di

distacco di valanghe

Il distacco è generalmente possibile

solo con forte sovraccarico su

pochissimi punti sul terreno ripido

estremo. Sono possibili solo piccole

valanghe spontanee e scaricamenti.

Il distacco è possibile soprattutto

con un forte sovraccarico soprattutto

sui pendii ripidi indicati. Non

sono da aspettarsi grandi valanghe

spontanee.

Il distacco è possibile con debole

sovraccarico soprattutto sui pendii

ripidi indicati. In alcune situazioni

sono possibili valanghe spontanee

di media grandezza e, in singoli casi,

anche grandi valanghe.

Il distacco è probabile già con un

debole sovraccarico su molti pendii

ripidi. In alcune situazioni sono da

aspettarsi molte valanghe spontanee

di media grandezza e, talvolta,

anche grandi valanghe.

Sono da aspettarsi molte grandi valanghe

spontanee, anche su terreno

moderatamente ripido.

Indicazioni per escursionisti,

alpinisti e sciatori fuori pista

Condizioni generalmente sicure per

le gite sciistiche.

Condizioni favorevoli per gite sciistiche

ma occorre considerare adeguatamente

locali zone pericolose.

Le possibilità per le gite sciistiche

sono limitate ed è richiesta una buona

capacità di valutazione locale.

Le possibilità per gite sciistiche sono

fortemente limitate ed è richiesta una

grande capacità di valutazione locale.

Le gite sciistiche non sono generalmente

possibili.


Introduzione

Definizioni e basi concettuali della scala

Grado di pericolo

La scala si compone di 5 gradi di pericolo crescente, individuati con indici numerici da 1 a 5:

1 debole

2 moderato

3 marcato

4 forte

5 molto forte

Il termine “estremo“ può essere utilizzato nei bollettini per indicare situazioni valanghive eccezionali.

È da sottolineare che la scala non è lineare, in quanto il grado mediano (3 marcato) non

rappresenta un pericolo medio, bensì un pericolo superiore.

Stabilità del manto nevoso

Dal punto di vista fisico non è corretto utilizzare una scala della stabilità, in quanto non è

possibile individuare situazioni intermedie tra un pendio nevoso stabile e uno instabile. Nella

scala di pericolo unificata viene pertanto utilizzata una scala del consolidamento del manto

nevoso, con le seguenti definizioni:

ben consolidato

moderatamente consolidato

da moderatamente a debolmente consolidato

debolmente consolidato

Solamente per i gradi di pericolo 1 e 5 vengono utilizzate rispettivamente le definizioni “manto

nevoso stabile” e “manto nevoso instabile“. Poiché il pericolo da valanghe non è presente in

modo uniforme su tutto il territorio, la scala utilizza il concetto di pendii ripidi (con inclinazione

pari o superiore a 30 gradi) per localizzare il pericolo secondo i seguenti criteri di estensione:

pochissimi, alcuni, molti, maggior parte dei pendii ripidi.

Probabilità di distacco valanghe

Per ogni grado di pericolo una prima fase indica l’entità del sovraccarico necessario per provocare

distacchi; una seconda frase descrive la situazione nei riguardi dei distacchi spontanei previsti (con

riferimento al numero ed alle dimensioni delle valanghe). Il tipo di sovraccarico viene così definito:

debole (singolo sciatore, escursionista senza sci)

forte (gruppo compatto di sciatori, mezzo battipista, uso di esplosivo)

Gradazione del pericolo: colori di riferimento

Ciascun grado di pericolo è contraddistinto da un colore: i colori, scelti secondo una scala

semaforica, sono:

1 verde

2 giallo

3 arancione

4 rosso

5 rosso a scacchi neri

Definizioni importanti per un corretto uso della scala

Piccole valanghe: si fermano su un pendio ripido (con inclinazione maggiore di 30°). Possono

seppellire, ferire o uccidere una persona.

Medie valanghe: su un pendio ripido (più di 30°) raggiungono il fondo del pendio. Possono

seppellire e distruggere un'automobile, danneggiare un camion, distruggere una piccola casa

o piegare alcuni alberi.

Grandi valanghe: percorrono i terreni a ridotta inclinazione (nettamente inferiori a 30°) per una

distanza superiore a 50 m e possono raggiungere il fondovalle. Possono seppellire e distruggere il

vagone di un treno, un automezzo di grandi dimensioni, vari edifici o una parte di un bosco.

Pendii poco ripidi: con inclinazione inferiore a 30°.

Pendii ripidi: con inclinazione da 30° a 35°.

Pendii molto ripidi: con inclinazione da 35° a 40°.

Pendii estremamente ripidi: con inclinazione maggiore di 40°.

Sovraccarico debole: snowboarder che effettua curve dolci, sciatore o snowboarder che non

cade, gruppo che rispetta le distanze di sicurezza (minimo 10 metri), escursionista con racchette

da neve.

Sovraccarico forte: due o più sciatori o snowboarder che non rispettano le distanze di sicurezza,

mezzo battipista, esplosione, escursionista a piedi.

Nota: queste informazioni sono state ricavate e liberamente elaborate dal sito internet della

A.I.NE.VA. www.aineva.it che riporta informazioni molto dettagliate su neve e valanghe.

Selezionando le voci “Bollettini” e “Pubblicazioni” avrete accesso a precise informazioni e numerosi

testi di sicuro interesse, la cui lettura consigliamo vivamente.

16 17


Introduzione

Numeri di interesse generale

Carabinieri tel. 0465 443366

Comando stazione Madonna di Campiglio, Via Presanella, 38

APT Azienda Promozione Turistica, Via Pradalago, 2 tel. 0465 447501

www.campiglio.to – info@campiglio.to

Gruppo Guide Alpine tel. 0465 442634

Via Pradalago, 17

Funivie Madonna di Campiglio S.p.A. tel. 0465 447744

Via Presanella,12

www.funiviecampiglio.it – info@funiviecampiglio.it

Pronto intervento – Carabinieri 112

Pubblica Emergenza – Polizia 113

Emergenza Sanitaria 118

18 19


20 21


1 Passo di Pra’ Castron 2503 m

Da Madonna di Campiglio attraverso la Malga Presson Bassa,

la Malga Scale e Val del Vento

Partenza km 8,5 della S.S. 239 Campiglio-Dimaro 1360 m, a 6,5 km dal

Passo di Campo Carlo Magno

Dislivello salita 1300 m; discesa 1300 m + 160 m di risalita da Malga Presson

Tempo salita ore 5,00; discesa ore 1,30 + 0,45 di risalita

Difficoltà BS

Esposizione ovest

Attrezzatura piccozza e ramponi

VALUTAZIONE itinerario selvaggio ed impegnativo da compiersi con neve sicura;

non semplice l’approccio a Malga Scale, che rappresenta

la parte problematica della salita.

Salita: dalla statale si imbocca sulla destra una strada forestale (cartello Malga Presson Bassa)

che, con due tornanti e media pendenza, scende sul fondo valle alla Malga Presson Bassa

1292 m; si prosegue sino al punto in cui la strada attraversa il fiume Meledrio a quota 1200 m

circa in prossimità del Dosso di S. Brigida (ore 0,30), caratteristico promontorio nel mezzo della

valle. Dal ponte si prende una traccia di sentiero per pochi metri a destra, quindi a sinistra sino

a raggiungere una spalla ove il sentiero prosegue sempre verso sinistra. Salire per il ripido pendio

lungo un conoide spesso percorso da valanga, e superare un ripido salto roccioso sopra

il quale si incrocia (attenzione a non superarlo) il sentiero proveniente da Dimaro. Lo si segue

in leggera salita verso destra per raggiungere la piana di Malga Scale 1563 m (ore 1,30–2,00)

dove inizia la Valle del Vento. Ci si tiene sul margine destro del vallone dove la vegetazione

è più rada. Ci si innalza sino ad un pianoro sotto ad un salto roccioso; ci si sposta tutto sulla

destra e si risale il ripido pendio, passando alla base dello spigolo Nord della anticima di Cima

del Tov (ore 1,30–3,30). Si raggiunge a circa quota 2050 m il punto in cui il vallone si dirama; si

lascia a destra la vera e propria Val del Vento, e si sale il ramo di sinistra fino a superare alcuni

ripidi salti e raggiungere, senza particolari problemi di orientamento, il Passo di Pra’ Castron

2503 m (ore 1,30–5,00), ampia insellatura tra il Sasso Rosso e la Cima Benon.

Discesa: lungo l’itinerario di salita. Individuare bene il punto in cui abbandonare il sentiero

che da Malga Scale prosegue verso Dimaro, per scendere sul fondo valle. Con buone condizioni

di neve dal fondo valle si potrà proseguire lungo la strada in leggera discesa per raggiungere

la statale Dimaro-Campiglio al primo tornante sopra Dimaro, a quota 750 m circa.

Sasso Rosso

Passo Pra’ Castron

7,15 ore O 1460

22 23

BS

Malga Scale

Itinerari nel Gruppo di Brenta


2 Bocchetta di Mondifra’ 2402 m

Da Campo Carlo Magno attraverso la Malga Mondifra’ e la Val

Gelada. Discesa lungo la Val Centonia

Partenza piazzale di partenza della Cabinovia del Grosté 1651 m,

ampio parcheggio

Dislivello salita 751 + 200 m circa; discesa 950 m circa

Tempo salita ore 2,30 (fino alla Bocchetta); discesa ore 1,00+1,30 di

leggera salita

Difficoltà OS

Esposizione salita ovest e sud; discesa nord

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario interessante che supera in traversata la Bocchetta di

Mondifra’, e che riporta con giro circolare al punto di partenza.

Relativamente semplice la salita, che si svolge per buona

parte lungo il classico percorso della Val Gelada. La discesa,

che avviene lungo il selvaggio vallone di Val Centonia, presenta

alcuni tratti molto ripidi e richiede neve ben assestata;

in caso contrario è consigliabile il ritorno lungo l’itinerario di

salita.

Salita: da Campo Carlo Magno 1651 m si raggiunge rapidamente per comoda traccia (pista da

fondo) la Malga Mondifra’ 1636 m (ore 0,30). Superata la malga, si volge a destra imboccando

la Val Gelada; si rimonta un comodo valloncello e dopo un tratto più piano si affronta un ripido

costone con frequenti zig-zag, tenendosi nel centro o sulla sinistra, a seconda delle condizioni

della neve. Si evita un salto di rocce imboccando un canalino sulla sinistra sino ad un vasto

ripiano (ore 1,30–2,00); da qui senza via obbligata si piega a sinistra risalendo sino alla Bocchetta

di Mondifra’ 2402 m, evidente forcella del crestone Mondifra’-Sasso Alto (ore 1,00–3,00).

Cima Sassara

Bocchetta Mondifra’

Malga Mondifra’

Bocchetta dei Tre Sassi

5 ore OS–N 951

24 25

OS

Itinerari nel Gruppo di Brenta


2 Bocchetta di Mondifra’ 2402 m

Da Campo Carlo Magno a Malga Mondifra’ e lungo la Val Gelada.

Discesa lungo la Val Centonia

Discesa: dalla bocchetta ci si abbassa in direzione nord lungo un ripido canale (questa convalle

è denominata Val Larga), sovente ricoperto da slavine, che porta ad un primo ripiano.

Tenendosi a sinistra, vicini alle rocce del Mondifra’ Basso, grazie a un ripido canalino si raggiunge

un terreno più aperto che ci inserisce nella Val Centonia; sulla destra incombono la mole

poderosa del Cimon della Pozza e la linea slanciata del “Il Pulpito o Frate”. Si prosegue con ripida

discesa in una fitta vegetazione di ontani lungo la Val Centonia, tenendosi nel mezzo fino a

raggiungere il sentiero che porta a Malga Scale (ore 1,00). Lo si segue verso sinistra, dapprima

in discesa, poi, rimesse le pelli, in leggera salita fino a raggiungere il ponte sul fiume Meledrio.

Da qui si presentano due possibilità:

Variante a): poco prima di raggiungere il ponte imboccare una strada in leggera salita che

con dolce progressione ci porta alla Malga Mondifra’ e da qui alla partenza della Cabinovia del

Grosté (ore 1,30–2,30)

Variante b): attraversare il ponte sul fiume Meledrio e seguire la strada che sul versante opposto

porta alla Malga Pra’ dal Mazza a circa 1450 m e conduce in breve alla S.S. Dimaro-Campiglio

(ore 1,00–2,00) poco sotto il Ristorante Genzianella; in questo caso dovremo predisporre

un mezzo per il ritorno a Campo Carlo Magno.

Bocchetta Mondifra’

OS 5 ore OS–N 951

Malga Mondifra’

26 27

Itinerari nel Gruppo di Brenta


3 Cima Sassara 2894 m

Da Campo Carlo Magno attraverso la Malga Mondifra’ e

la Val Gelada

Partenza piazzale di partenza della Cabinovia del Grosté 1651 m,

ampio parcheggio

Dislivello 1243 m

Tempo salita ore 4,30; discesa ore 2,00

Difficoltà OSA

Esposizione prevalente ovest

Attrezzatura piccozza, ramponi, imbrago, corda e due moschettoni

VALUTAZIONE grande itinerario, tra i più impegnativi ed entusiasmanti del

Brenta.

Il tratto chiave è costituito da un canalino di circa 25 m che

supera una verticale fascia rocciosa e che, a seconda delle

condizioni della neve, deve essere superato con piccozza e

ramponi ed in parziale arrampicata (I°/II° grado). Dopo il tratto

chiave il pendio è ripido ma praticabile con gli sci ai piedi.

Richiede neve ben assestata; consigliabile nei mesi di marzo

e aprile.

Salita: dal piazzale della Cabinovia 1651 m si raggiunge rapidamente per comoda traccia

(pista da fondo) la Malga Mondifra’ 1636 m (ore 0,30). Superata la malga, si volge a destra

imboccando la Val Gelada; si rimonta un comodo valloncello e dopo un tratto più pianeggiante

si affronta un ripido costone con frequenti inversioni, tenendosi nel centro o sulla

sinistra a seconda delle condizioni della neve. Si evita un salto di rocce lungo un canalino sulla

sinistra sino ad un vasto ripiano (ore 1,30–2,00). Di qui senza via obbligata si piega a sinistra

risalendo verso la Bocchetta di Mondifra’; poco prima di raggiungerla si piega a destra e per

un ripido pendio ci si porta fin sotto una verticale fascia rocciosa che sembra precludere ogni

via di salita. Si traversa a sinistra sotto la parete per cengia sino a raggiungere un canalino che

rappresenta il tratto chiave della salita. Lo si supera in arrampicata con ramponi e piccozza (sci

nello zaino, chiodo di assicurazione in partenza). Rimessi gli sci si punta con ripida salita alla

vetta 2894 m, che con buone condizioni di neve può essere raggiunta con gli sci ai piedi (ore

2,30–4,00).

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Cima Sassara Sasso Alto

6,30 ore O 1243

28 29

OSA

Itinerari nel Gruppo di Brenta


4 Bocchetta dei Tre Sassi (Val Gelada) 2613 m

Da Campo Carlo Magno attraverso la Malga Mondifra’ e

la Val Gelada

Partenza piazzale di partenza della Cabinovia del Grosté 1651 m,

ampio parcheggio

Dislivello 977 m

Tempo salita ore 3,30; discesa ore 1,30

Difficoltà BS

Esposizione ovest

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE gita classica, molto frequentata e di grande soddisfazione sia

in salita che in discesa. Fare attenzione a possibili valanghe

dai pendii del Mondifra’ Alto.

Salita: dal piazzale della Cabinovia 1651 m si raggiunge rapidamente per comoda traccia

(pista da fondo) la Malga Mondifra’ 1636 m (ore 0,30). Superata la malga si volge a destra imboccando

la Val Gelada; si rimonta un comodo valloncello e, dopo un tratto più pianeggiante,

si affronta un ripido costone con frequenti inversioni, tenendosi nel centro o sulla sinistra a seconda

delle condizioni della neve. Si evita un salto di rocce lungo un canalino sulla sinistra fino

ad un vasto ripiano (ore 1,30–2,00). Si prosegue per l’ampio vallone orientato ad Est tenendosi

al centro o sulla destra fino a raggiungere la Bocchetta dei Tre Sassi 2613 m (ore 1,30–3,30).

Variante discesa: la discesa si svolge lungo l’itinerario di salita oppure lungo l’itinerario 7, in

senso inverso.

5 ore O 977

Cima Sassara Corno di Flavona Cima Vagliana

Malga Mondifra’

Bocchetta dei Tre Sassi

30 31

BS

Itinerari nel Gruppo di Brenta


5

Rifugio Graffer 2261 m

per la Malga Vagliana

Da Campo Carlo Magno attraverso Malga Mondifra’,

la Malga Vaglianella e la Malga Vagliana

Partenza piazzale di partenza della Cabinovia del Grosté 1651 m,

ampio parcheggio

Dislivello 610 m

Tempo salita ore 3,00; discesa ore 0,30, lungo la pista

Difficoltà MS

Esposizione nord

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE gita semplice, molto frequentata ad inizio stagione perché

può essere effettuata anche con poca neve. La salita si svolge

infatti su versanti nord con percorso, nella parte bassa, su

strada forestale. La discesa avviene lungo la pista del Grosté,

normalmente innevata già a metà novembre.

Salita: dal piazzale della Cabinovia 1651 m si raggiunge rapidamente con facile percorso

(pista da fondo) la Malga Mondifra’ 1636 m (ore 0,30). Superata la malga, si volge a destra

imboccando la Val Gelada; si rimonta per breve tratto un comodo valloncello e dove questo

si apre individuare un cartello indicatore dei sentieri estivi. Seguire sulla destra un comodo e

largo sentiero fino a Malga Vaglianella 1828 m (ore 0,30–1,00). Si prosegue poi per comoda

strada forestale sino a Malga Vagliana 1973 m (ore 0,30–1,30). Si procede in direzione est verso

il fondo del vallone sino al punto in cui la pendenza si impenna; si sale ora verso destra con

ripide inversioni (possibili piccole valanghe) ad una poco marcata bocchetta del crinale che separa

la conca della Malga Vagliana dall’ampia spianata del Grostè (ore 0,30–2,00). Si prosegue

in diagonale verso destra sotto i fianchi sud-occidentali del massiccio della Pietra Grande (Orti

della Regina) raggiungendo senza via obbligata il Rifugio Graffer (ore 1,00–3,00).

Discesa: la discesa si svolge lungo la pista.

Cima Pietra Grande

Malga Mondifra’

Malga Vaglianella

Malga Vagliana

3,30 ore N 610

Rifugio Graffer

32 33

MS

Itinerari nel Gruppo di Brenta


6 Cima Vagliana 2861 m

Partenza stazione intermedia della Cabinovia del Grosté 2075 m

Dislivello 786 m

Tempo salita ore 3,00; discesa ore 1,30

Difficoltà OSA

Esposizione est

Attrezzatura piccozza, ramponi, imbrago, corda

VALUTAZIONE itinerario impegnativo di grande soddisfazione, soprattutto

nella sua parte alpinistica. Nella parte sciistica supera i ripidi

pendii degli Orti della Regina, mentre nella parte alta, da

compiersi senza sci, percorre la parte terminale della affilata

cresta che si lega verso ovest-nord ovest alla Cima Vaglianella.

Salita: dalla stazione intermedia della Cabinovia del Grosté 2075 m si traversa in lieve pendenza

in direzione nord-est puntando a quella di sinistra delle due grandi conche detritiche

denominate Orti della Regina, delimitata a sinistra dalla parete Sud della Torre Schober ed a

destra da un caratteristico sperone che separa i due Orti. Si rimonta il ripido pendio sino ad

una prima conca, indi piegando a sinistra su ripido canale si raggiunge un intaglio della cresta

a nord della Torre Schober. Si risale con inversioni il ripido pendio sovrastante sino a raggiungere

le rocce del crestone Ovest-Nord Ovest (ore 2,00). Lasciati gli sci e calzati i ramponi ci si

innalza per roccette, indi si traversa a destra per cengia, tenendosi sempre al di sotto della

cresta sul versante ovest della parete. Per un ripido canalino e per cresta si raggiunge la vetta

2861 m (ore 1,00–3,00).

Discesa: per l’itinerario di salita.

Dalla stazione intermedia della Cabinovia del Grosté

attraverso gli Orti della Regina

4,30 ore E 786

Cima Vagliana Cima Pietra Grande

Cabinovia Grosté

34 35

OSA


7

Bocchetta dei Tre Sassi 2613 m

lungo la Val delle Giare

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté attraverso

la Val delle Giare. Discesa per la Val Gelada

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello 430 m circa

Tempo salita ore 2,00; discesa ore 1,30

Difficoltà BS

Esposizione est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE gita classica, con salita non impegnativa anche se piuttosto

ripida. Pericolo di valanghe lungo il percorso di salita.

Salita: dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m si raggiunge rapidamente

il Passo del Grosté 2443 m. Ci si dirige verso nord con discesa diagonale lungo i ripidi pendii

orientali della Pietra Grande, tenendosi il più in alto possibile per evitare alcuni piccoli avvallamenti

e, aggirato lo Sperone Est della Cima Vagliana (ometto quasi sempre visibile, quota

2180 m circa), si entra a sinistra nella Val delle Giare (ore 0,30). La si rimonta tenendosi prima

a sinistra e poi nel centro fino a raggiungere, per ripido pendio, la Bocchetta dei Tre Sassi

2613 m (ore 2,00–2,30).

Discesa: dalla Bocchetta si scende senza difficoltà lungo la Val Gelada (itinerario 4) tenendosi

prima a destra e poi a sinistra per superare un salto roccioso. Stando sempre sulla sinistra lungo

un vallone disboscato da slavine si raggiunge la Malga Mondifra’ 1636 m (ore 1,00) e da qui

per comoda mulattiera (pista da fondo) si giunge al piazzale della stazione di partenza della

Cabinovia del Grostè 1651 m (ore 0,30–1,30).

Cabinovia Grosté

3,30 ore E 430

Cima Pietra Grande Bocchetta Tre Sassi

36 37

BS


8

Rifugio Graffer 2261 m

attraverso Malga Fevri

Partenza stazione di partenza della Cabinovia dello Spinale 1513 m

Dislivello 748 m

Tempo salita ore 3,00; discesa ore 0,30 lungo la pista del Grosté

Difficoltà MS

Esposizione ovest

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE gita classica, parzialmente segnalata con paline. Il percorso

fino al Monte Spinale è molto frequentato anche come palestra

di allenamento da parte degli atleti in preparazione alle

gare. Percorribile anche con poca neve, perché consente il

ritorno lungo la pista del Grosté. Sconsigliabile in presenza di

nebbia fitta.

Salita: dalla stazione di partenza della Cabinovia dello Spinale 1513 m si segue per circa

500 m in direzione nord-est la pista di discesa dello Spinale, tenendosi disciplinatamente sul

bordo per non incrociare gli sciatori in discesa. Giunti ad un incrocio di piste, si piega a destra

(indicazione Malga Fevri) per la strada forestale che si segue, incrociando la pista Direttissima,

sino a raggiungere Malga Fevri 1958 m (ore 1,00). [Da qui, puntando a sinistra, è possibile

raggiungere per facili pendii il Monte Spinale 2104 m (ore 0,30–1,30)]. Si prosegue ora in

direzione est senza percorso obbligato ma cercando di seguire le paline che, sebbene distanti

l’una dall’altra, consentono di compiere una traccia senza troppi saliscendi. Raggiunto il Lago

Spinale 2036 m (ore 1,00–2,00), si supera un breve pendio e per pendii inclinati si perviene al

Camp Centener, rapidamente raggiungibile dalla stazione intermedia della Cabinovia del Grosté.

Di qui ci sono due alternative: o si prosegue sulla destra sempre rimanendo il più possibile

in quota sino al Rifugio Graffer, oppure si attraversa il Camp Centener verso sinistra sino a portarsi

in prossimità della Seggiovia Rododendro; per valloncelli, più o meno sotto la seggiovia,

si raggiunge il Rifugio Graffer 2261 m (ore 1,00–3,00).

Discesa: lungo la pista del Grosté.

Da Madonna di Campiglio attraverso Malga Fevri ed il Lago Spinale

Cabinovia Spinale

3,30 ore O 748

38 39

MS

Rif. Graffer

Rif. Spinale

Malga Fevri

Itinerari nel Gruppo di Brenta


9 Cima Roma 2837 m

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello 400 m

Tempo salita ore 2,30; discesa ore 1,30

Difficoltà MS

Esposizione nord

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE gita facile, senza pericoli e molto frequentata. Ha un lungo

tratto di falsopiano ondulato e richiede pertanto di montare

le pelli anche lungo il percorso di ritorno. Sconsigliabile in

presenza di fitta nebbia.

Salita: dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m si risale al punto di arrivo

dell’omonima seggiovia e di qui, dirigendosi verso sud-est, si prosegue su terreno ondulato,

dapprima in salita e poi in leggera discesa, sino ad aggirare lo sperone Nord-Est della Cima Grosté

(evitare di tenersi troppo in alto). Ci si abbassa diagonalmente nella conca successiva e puntando

in direzione sud-est si raggiunge una selletta con piramide di pietre (da noi denominata Sella

Flavona) ai piedi di Cima Roma a quota 2550 m circa (ore 1,30). Una croce in ferro posta a circa

100 m di distanza ne facilita l’individuazione. Da qui si risale il ripido pendio della cima senza

difficoltà fino in vetta (ore 1,00–2,30).

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Alternativa di salita: giunti alla Sella di Flavona ci si abbassa leggermente nel vallone tra Cima

della Vallazza e Cima Roma e lo si risale senza difficoltà fino a poco prima dell'intaglio che separa

le due cime. Si piega decisamente a sinistra affrontando il ripido scivolo di Cima della Vallazza;

superato tra due rocce il punto più ripido si prosegue a piedi sulle roccette sommitali della punta

di destra della Cima della Vallazza 2810 m. Si riscende per la via di salita e dal vallone si risale il

pendio Nord di Cima Roma superando alcune fasce rocciose con uno spostamento verso destra

che porta a raggiungere la vetta di Cima Roma.

Questo itinerario, assai più impegnativo del precedente, richiede l'uso dei ramponi (BSA).

Cima Roma

Cima Brenta

4 ore N 400

40 41

Sella

Flavona

Cima Vallazza

Cima Roma

MS

Seggiovia Grosté

Cabinovia Grosté


10 Sella di Cima Grosté da est 2850 m

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté lungo il

versante est. – Discesa lungo il versante nord

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello 413 m

Tempo salita ore 2,00; discesa ore 0,30

Difficoltà OS

Esposizione prevalente est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE salita breve ma non banale. Faticoso il canalino intermedio.

Salita: dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m si risale al punto di arrivo

dell’omonima seggiovia e da qui, dirigendosi verso sud, si prosegue su terreno ondulato, dapprima

in salita e poi in leggera discesa, sino ad aggirare lo sperone Nord-Est della Cima Grosté

(evitare di tenersi troppo in alto). Ci si abbassa nella conca successiva e, tenendosi ai piedi dei

pendii est, si punta ad una fascia nevosa che obliquamente risale il pendio, sino a portarsi in

una conca sotto una fascia di rocce tagliate da un ripido canalino. Lo si risale con difficili inversioni

e si raggiunge la Bocchetta del Campaniletto dei Camosci. Di qui si traversa a destra e si

risale un ripido canale fino a raggiunge la Sella di Cima Grosté 2850 m (ore 2,00), che si affaccia

sul versante Nord. [Volendo raggiungere la cima si lasciano gli sci e si risale una fessuretta obliqua

da sinistra verso destra, spostata di circa 10 metri a destra rispetto allo spigolo; si perviene

così alla vasta piattaforma inclinata di Cima Grosté 2897 m (ore 0,30); variante consigliabile

solo ad alpinisti esperti].

Discesa: lungo il ripido versante nord. Si scende in una prima conca e di qui sulla sinistra si

affronta un ripido canalino (attenzione a possibili piccole valanghe). Da qui senza via obbligata

si punta alla Cabinovia del Grosté.

Bocc.

Campaniletto

Camosci

Cima Grosté

2,30 ore E 413

42 43

OS

Cabinovia

Grosté

Itinerari nel Gruppo di Brenta


11 Sella di Cima Grosté da nord 2850 m

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté

lungo il versante nord

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello 413 m

Tempo salita ore 1,30; discesa ore 0,30

Difficoltà OS

Esposizione nord

Attrezzatura normale scialpinistica; con neve dura possono essere utili i

ramponi

VALUTAZIONE salita breve ma faticosa, di soddisfazione. Il tratto più ripido

può essere superato, a seconda delle condizioni della neve,

con o senza gli sci ai piedi.

Salita: dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m si risale rapidamente al punto

di arrivo della omonima seggiovia e da qui, dirigendosi verso sud-est, si prosegue su terreno

ondulato, dapprima in salita e poi in leggera discesa, fin sotto le rocce verticali della Cima Grosté.

Ci si innalza in direzione del ripido pendio nevoso con ampi zig-zag, poi si supera direttamente

il punto più ripido nel suo centro e si prosegue sino alla Sella che si affaccia sul versante

sud 2850 m (ore 1,30). [Volendo raggiungere la cima, si lasciano gli sci e si risale una fessuretta

obliqua da sinistra verso destra, spostata di circa 10 m a destra rispetto allo spigolo; si perviene

così alla vasta piattaforma inclinata di Cima Grosté 2897 m (ore 0,30); variante consigliabile

solo ad alpinisti esperti].

Discesa: per l’itinerario di salita. Possibili piccole valanghe sul tratto ripido.

Sella Cima Grosté

2 ore N 413

Cima Grosté

44 45

OS

Itinerari nel Gruppo di Brenta


12 Cima Sella da nord 2917 m

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté lungo il

versante nord. Discesa in Val Brenta (Plaza) attraverso i Rifugi

Tuckett e Casinei e la Malga Vallesinella Bassa

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello salita circa 600 m; discesa 1800 m

Tempo salita ore 3,00; discesa ore 2,30

Difficoltà OSA

Esposizione salita nord; discesa ovest

Attrezzatura piccozza, ramponi e corda

VALUTAZIONE itinerario di grande interesse, che richiede impegno e capacità

di valutazione per possibili valanghe nei tratti più ripidi. La

parte terminale di Cima Sella può richiedere, a seconda delle

condizioni, l’uso di corda, piccozza e ramponi.

Salita: dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m ci si innalza fino alla stazione

di arrivo della seggiovia e poi ci si abbassa verso sud evitando, a destra e a sinistra, alcuni salti

di roccia e puntando a un caratteristico masso piramidale che va aggirato a valle. Sempre traversando

obliquamente si perviene all’ampia conca della Vedretta di Vallesinella Inferiore (ore

0,30), che si risale in direzione sud-est fino alla sua estremità. Un ripido canalino consente di

superare la fascia di rocce di sbarramento e di raggiungere così la sella dove si apre la Vedretta

di Vallesinella Superiore (ore 1,30–2,00). Di qui ci si dirige alla Cima Sella, si supera un piccolo

gradino di roccia e si raggiunge l’intaglio tra le sue due punte. Lasciati gli sci poco sotto l’intaglio,

su roccette non sempre facili si raggiunge la vetta 2917 m (ore 1,00–3,00).

Discesa: dalla cima si scende con cautela ai piedi della stessa e ci si abbassa con magnifica

discesa nel vallone compreso tra il Castelletto di Mezzo ed il Castelletto Superiore. Nella sua

parte terminale il vallone è stretto e ripido e richiede prudenza per la possibilità di piccole

valanghe e cadute di sassi. Attraversando in quota sotto la parete del Castelletto Inferiore si

discende al Rifugio Tuckett (ore 1,00). Da qui con l’itinerario 14 si raggiunge Plaza (ore 2,30).

Cabinovia Grosté

5,30 ore N–O 600

Cima Grosté Cima Falkner Cima Sella

46 47

OSA

Rif. Tuckett


13 Cima Sella 2917 m (percorso Ski Alp)

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté lungo

il canalino Ski Alp. Discesa in Val Brenta (Plaza) attraverso

Malga Vallesinella Alta

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello salita circa 700 m; discesa 1800 m

Tempo salita ore 3,30; discesa ore 2,30

Difficoltà OSA

Esposizione ovest

Attrezzatura piccozza e ramponi; utile la corda

VALUTAZIONE itinerario vario ed impegnativo che risale il canale compreso

tra il Torrione di Vallesinella (parete Anna) ed il Castelletto Inferiore.

Questo canale è stato più volte percorso nella Ski Alp,

la gara di scialpinismo che si corre annualmente a Madonna

di Campiglio. La parte finale di Cima Sella può richiedere, a

seconda delle condizioni della neve, l’uso di corda, piccozza e

ramponi.

Salita: dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m ci si innalza fino alla stazione

di arrivo della Seggiovia omonima e poi ci si abbassa verso sud evitando, a destra e sinistra,

alcuni salti di rocce. Di utile orientamento è un caratteristico masso piramidale che va aggirato

a valle. Sempre traversando obliquamente si perviene all’ampia conca della Vedretta di Vallesinella

Inferiore, poi si scende lungo una piccola conca oppure lungo il crinale fino ad aggirare

lo spigolo Ovest del Torrione di Vallesinella (parete Anna) a circa 2200 m (ore 1,00). Di qui,

montate le pelli, si risale il ripido pendio sovrastante sino ad un canale che consente di superare,

senza sci, una fascia di rocce. Rimessi gli sci si procede sul fondo del vallone che di nuovo si

impenna in uno stretto canalino, anch’esso da superare senza sci. Si perviene così ad una stretta

bocchetta dalla quale, con un delicato traverso verso sinistra, si raggiunge l’ampia conca

della Vedretta di Vallesinella Superiore. Da qui ci si dirige alla Cima Sella e, superato un piccolo

gradino roccioso, si raggiunge l’intaglio tra le due punte della cima. Lasciati gli sci pochi metri

sotto l’intaglio, su roccette non sempre facili si raggiunge la vetta 2917 m (ore 2,30–3,30).

Seggiovia Grosté

Cima Grosté

6 ore O 700

48 49

OSA

Cima Sella

Rif. Tuckett


13 Cima Sella 2917 m (percorso Ski Alp)

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté lungo

il canalino Ski Alp. Discesa in Val Brenta (Plaza) attraverso

Malga Vallesinella Alta

Discesa: dalla cima si scende con attenzione fino ai piedi della stessa. Si traversa a destra

tenendosi in alto per non perdere quota, sino a raggiungere la sella che si affaccia sul canalino

Nord (vedi itinerario 12). Lo si scende con attenzione (possibili piccole valanghe) e con magnifica

discesa si raggiunge, ai piedi dello spigolo Ovest del Torrione di Vallesinella, il punto

in cui durante la salita si sono applicate le pelli. Ci si abbassa lungo il pendio con discesa

entusiasmante e, raggiunto il limite del bosco, facendo attenzione ad alcuni salti di roccia si

scende per fasce oblique verso destra fino a giungere a Malga Vallesinella Alta. Imboccare

ora la traccia del sentiero estivo (cartelli indicatori) sulla destra del fiume (primo tratto esposto)

ed abbassarsi poi, traversando verso destra lungo un pendio tormentato da valanghe. Si

giunge così al Rifugio Vallesinella 1513 m (ore 2,00). [Da qui è possibile raggiungere Madonna

di Campiglio lungo la comoda strada di Vallesinella, chiusa al traffico durante l’inverno (ore

0,45)]. Poco oltre il rifugio si imbocca sulla sinistra una ripida mulattiera che, passando per le

Cascate Basse di Vallesinella, scende a Plaza e alla stazione intermedia della Cabinovia Pinzolo-

Campiglio 1150 m (ore 0,30–2,30).

6 ore O 2500

50 51

Cima Sella

Rif. Tuckett

Malga Vallesinella Alta

Rif. Vallesinella

OSA

Itinerari nel Gruppo di Brenta


14 Bocca di Tuckett 2648 m

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté attraverso il

Rifugio Tuckett. Discesa in Val Brenta (Plaza) attraverso il Rifugio

Casinei e il Rifugio Vallesinella

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello salita circa 450 m; discesa 1800 m

Tempo salita ore 2,30; discesa ore 2,00

Difficoltà BS

Esposizione ovest

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE gita semplice e panoramicamente molto remunerativa.

Discesa molto bella e facile sino al Rifugio Casinei, più complessa

nel bosco sottostante. In caso di poca neve, da Vallesinella

conviene proseguire lungo la strada verso Madonna di

Campiglio.

Salita: dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m si sale alla stazione di arrivo

della seggiovia omonima e poi ci si abbassa verso sud evitando, a destra e sinistra, alcuni salti

di rocce. Di utile orientamento è un caratteristico masso piramidale che va aggirato a valle.

Sempre traversando obliquamente si raggiunge la conca della Vedretta di Vallesinella Inferiore,

e si scende lungo una piccola conca oppure lungo il crinale fino ad aggirare lo spigolo

Ovest del Torrione di Vallesinella (parete Anna) a circa 2200 m (ore 1,00). Di qui, montate le pelli,

si traversa sotto il Castelletto Inferiore e, senza salire verso il Rifugio Tuckett, si punta ad una

minuscola selletta che consente di calarsi con breve discesa nel vallone sotto il rifugio. Senza

via obbligata si risale lungo la facile vedretta sino alla Bocca di Tuckett 2656 m (ore1,30–2,30).

Cabinovia Grosté

4,30 ore O 450

52 53

BS

Bocca di Tuckett

Rif. Tuckett


14 Bocca di Tuckett 2648 m

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté attraverso il

Rifugio Tuckett. Discesa in Val Brenta (Plaza) attraverso il Rifugio

Casinei e il Rifugio Vallesinella

Discesa: con bella discesa si scende alla selletta o si traversa in quota sotto il Castelletto

di Mezzo, fino al Rifugio Tuckett (ore 0,30). Tenendosi sulla sinistra si scende attraverso un

labirinto di grossi massi con magnifica discesa, costeggiando il Croz dei Casinei sino a inserirsi

sulla traccia del sentiero estivo, che si segue a sinistra senza abbassarsi sino quasi al Rifugio

Casinei. Poco prima del rifugio si scende per un ripido canalino (possibili valanghe) tra una

fitta vegetazione sino ad incrociare due volte il sentiero estivo. Al secondo incrocio lo si segue

verso sinistra sino al Rifugio Vallesinella 1513 m (ore 1,00–1,30). [Da qui si può raggiungere

Madonna di Campiglio lungo la strada di Vallesinella (ore 0,45)]. Poco oltre il rifugio si imbocca

sulla sinistra una ripida mulattiera che, passando dalle Cascate Basse di Vallesinella, porta a

Plaza ed alla stazione intermedia della Cabinovia Pinzolo-Campiglio 1150 m (ore 0.30–2,00).

4,30 ore O 450

54 55

BS

Bocca di Tucket

Rif. Tuckett

Rif. Vallesinella

Rif. Casinei

Itinerari nel Gruppo di Brenta


15 Cima Brenta 3150 m

Dal Rifugio Tuckett attraverso la Vedretta di Brenta Superiore.

Discesa in Val Brenta (Plaza) attraverso il Rifugio Casinei e la

Malga Vallesinella Bassa

Partenza Rifugio Tuckett 2272 m

Dislivello salita circa 950 m; discesa 2000 m

Tempo salita ore 5,00; discesa ore 4,30

Difficoltà OSA

Esposizione ovest

Attrezzatura corda, piccozza e ramponi

VALUTAZIONE grande itinerario che raggiunge la seconda vetta per altitudine

del Gruppo di Brenta. Salita faticosa ed impegnativa,

discesa non difficile e molto divertente.

Salita: l’itinerario si svolge sul versante nord-ovest lungo la Vedretta di Brenta Superiore, compresa

tra la Cima Massari e la Cima Mandron. Dal Rifugio Tuckett, raggiungibile con l’itinerario

14, si scende rapidamente nel vallone alla base della Cima Massari. Da qui ci si innalza verso

destra evitando con ampi zig-zag alcuni salti di roccia. Si rimonta tutta la ripida vedretta fino a

raggiungere una vasta conca nevosa compresa tra le Torri di Kiene a sinistra e la Cima Mandron

a destra. Si attraversa tutta la conca portandosi verso il suo punto estremo a sinistra; qui

si abbandonano gli sci (ore 3,00). Si sale lungo facili rocce ad un intaglio della cresta Nord-

Ovest e la si percorre sul filo fino alla Cima Brenta Occidentale 3124 m. Si scende per pochi

metri nell’intaglio tra le due cime ed evitando sulla sinistra il torrione terminale si raggiunge la

vetta di Cima Brenta 3150 m (ore 2,00–5,00).

Variante: salendo da Vallesinella e raggiunto il Rifugio Casinei, si prende il percorso del sentiero

estivo al Rifugio Brentei e lo si segue fino al ripiano a quota 2048 m, sotto Cima Fridolin,

all’incrocio col sentiero che scende dal Rifugio Tuckett. Da qui si sale a sinistra puntando direttamente

alla Vedretta di Brenta Superiore che si raggiunge con percorso diretto attraverso

larghi pendii in ascesa costante.

Discesa: per la via di salita fino al Rifugio Tuckett (ore 2,30). Di qui in Val Brenta con l’itinerario

14 (ore 2,00–4,30).

9,30 ore O 950

56 57

Rif. Tuckett

OSA

Cima Brenta

Itinerari nel Gruppo di Brenta


16 Bocchetta Molveno 2729 m

Da Plaza attraverso la Val Brenta, il Rifugio Brentei e il

Rifugio Alimonta

Partenza stazione intermedia della Cabinovia Pinzolo-Campiglio (Plaza)

1148 m

Dislivello 1581 m

Tempo salita ore 6,00; discesa ore 3,30

Difficoltà OS

Esposizione prevalente ovest

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE impegnativo itinerario in ambiente grandioso. Importante

l’individuazione del punto chiave (La Scala), soprattutto in

discesa. Possibili valanghe dai versanti settentrionali dei

Fracingli.

Salita: da Plaza, raggiungibile anche in macchina, si prosegue per la strada forestale, passando

vicino al vivaio, sino al bivio per Val d’Agola. Si prosegue a sinistra sino alla Malga Brenta Bassa

1268 m e più avanti sino alla teleferica per il Rifugio Brentei. Si piega a destra sotto un salto di

rocce e si imbocca (senza sci) una cengia obliqua in salita verso destra (Scala della Val Brenta,

punto chiave della salita). Sopra il salto si prosegue a sinistra e poi, senza via obbligata, si sale

al pianoro di Malga Brenta Alta 1666 m (ore 2,30). Si punta ad un evidente canale che collega

il tratto mediano con quello superiore della Val Brenta, sotto il Crozzon di Brenta, che si supera

con stretti zig-zag. Di qui si volge a sinistra e per ripide balze, sempre a sinistra, si raggiunge

il Rifugio Brentei 2120 m (ore 1,30–4,00). Si prosegue ora nel vallone che porta alla Vedretta

dei Brentei; lo si percorre sul fondo in una stretta gola tra massi e detriti e nel punto in cui si

appiana si piega a destra superando un ripido pendio sotto la parete Ovest del Torrione denominato

“I Gemelli”. Si raggiunge così la conca della Vedretta degli Sfulmini ove sorge il Rifugio

Alimonta 2580 m. Si risale la vedretta in direzione est sino a raggiungere la Bocchetta Molveno

2729 m, stretto varco tra Cima degli Armi e Cima Molveno (ore 2,00–6,00).

Discesa: lungo il percorso di salita; dopo la Malga Brenta Alta tenersi a sinistra per andare

ad imboccare “La Scala”, il passaggio che dall’alto non è del tutto evidente e che consente di

superare senza sci il salto di roccia sottostante.

Malga Brenta Alta

Cima Brenta Bocc. Molveno

Rif. Brentei

Rif. Alimonta

9,30 ore O 1581

58 59

OS

Itinerari nel Gruppo di Brenta


17 Bocca di Brenta 2552 m

Da Plaza attraverso la Val di Brenta

Partenza stazione intermedia della Cabinovia Pinzolo-Campiglio (Plaza)

1148 m

Dislivello 1404 m

Tempo salita ore 5,00; discesa ore 3,00

Difficoltà OS

Esposizione prevalente ovest

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario impegnativo, salita lunga e faticosa. Importante

l’individuazione del punto chiave (La Scala), soprattutto in

discesa. Possibili valanghe dai versanti settentrionali dei

Fracingli.

Salita: da Plaza, raggiungibile anche in macchina, si prosegue per strada forestale, passando

vicino al vivaio forestale, sino al bivio per la Val d’Agola. Si prosegue a sinistra sino alla Malga

Brenta Bassa 1268 m, e più avanti fino alla teleferica per il Rifugio Brentei. Si piega a destra sotto

un salto di rocce e si imbocca senza sci una cengia obliqua in salita verso destra (Scala della

Val Brenta, punto chiave della salita). Sopra il salto si prosegue a sinistra e poi, senza via obbligata,

si raggiunge il pianoro di Malga Brenta Alta 1666 m (ore 2,30). Si punta ad un evidente

canale che collega il tratto mediano con quello superiore della Val Brenta sotto il Crozzon di

Brenta, che si supera con stretti zig-zag. Si prosegue ora sul fondo del vallone, si superano sulla

destra alcuni salti di roccia e si perviene alla Bocca di Brenta 2552 m (ore 2,30–5,00). Volendo

raggiungere il Rifugio Pedrotti alla Tosa ci si abbassa alcuni metri sul versante sud-est e per

cengia verso destra in pochi minuti si perviene al rifugio 2491m.

Discesa: lungo il percorso di salita. Dopo la Malga Brenta Alta tenersi a sinistra per andare ad

imboccare “La Scala”, il passaggio che dall’alto non è del tutto evidente e che consente di superare

senza sci il salto di roccia sottostante.

8 ore O 1404

Cima Brenta Bocca di Brenta Cima Tosa

Malga Brenta Bassa

Malga Brenta Alta

60 61

OS

Itinerari nel Gruppo di Brenta


18 Bocca dei Camosci 2784 m

Da Plaza attraverso la Val di Brenta e la Vedretta dei Camosci

Partenza stazione intermedia della Cabinovia Pinzolo-Campiglio (Plaza)

1148 m

Dislivello 1636 m

Tempo salita ore 5,30; discesa ore 3,00

Difficoltà OS

Esposizione prevalente nord-ovest

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario impegnativo, salita lunga e faticosa. Importante

l’individuazione del punto chiave (La Scala), soprattutto in

discesa. Possibili valanghe dai versanti settentrionali dei

Fracingli.

Salita: da Plaza, raggiungibile in macchina, si prosegue per strada forestale, passando vicino

al Vivaio Forestale, sino al bivio per la Val d’Agola. Si prosegue a sinistra sino alla Malga Brenta

Bassa 1268 m, e più avanti fino alla teleferica per il Rifugio Brentei. Si piega a destra sotto un

salto di rocce e si imbocca senza sci una cengia obliqua in salita verso destra (Scala della Val

Brenta, punto chiave della salita). Sopra il salto si prende a sinistra, e senza via obbligata si sale

al pianoro di Malga Brenta Alta 1666 m (ore 2,30). Si punta al canale che collega il tratto mediano

con quello superiore della Val Brenta sotto il Crozzon di Brenta, e lo si supera con stretti

zig-zag. Si prosegue sul fondo del vallone, piegando poi a destra per risalire il pendio sotto la

parete Nord-Est del Crozzon di Brenta, che nella sua parte alta è caratterizzato da salti verticali

separati da cengie scoscese. Ci si porta sulla fascia più alta sotto la parete e si traversa a destra

con molta cautela, fino ad oltrepassare lo spigolo Nord del Crozzon (attenzione ad eventuali

colate di ghiaccio ed alla possibilità che si stacchi la placca di neve che copre la cengia). Ci si

porta ora al centro della Vedretta dei Camosci e la si risale nel suo mezzo puntando infine a

destra verso la Bocca dei Camosci 2784 m, che si raggiunge senza particolari difficoltà (ore

3,00–5,30).

Crozzon di Brenta Bocca dei Camosci

8,30 ore N–O 1636

62 63

OS

Itinerari nel Gruppo di Brenta


18 Bocca dei Camosci 2784 m

Da Plaza attraverso la Val di Brenta e la Vedretta dei Camosci

Discesa: dalla Bocca ci si abbassa lungo il ripido pendio iniziale e si scende senza via obbligata

lungo la Vedretta dei Camosci. Al suo termine, invece di spostarsi a destra per aggirare lo spigolo

del Crozzon (come nella salita), ci si tiene a sinistra sotto le pareti dei Fracingli, fino a raggiungere

l’ultimo dei ripidi canali, spesso solcati da valanghe, che senza difficoltà consentono

di superare un ripido salto di rocce. Si scende in diagonale verso sinistra, senza perdere molta

quota, oltrepassando la lunga piana di Malga Brenta Alta, e ci si abbassa poi fino a raggiungere

un fitto bosco. Lo si attraversa verso sinistra fino ad imboccare al suo margine una ripida fascia

obliqua (Scala della Val Brenta, punto chiave della discesa) che si scende con cautela verso

destra, sino alla base della parete rocciosa. Attraverso un bosco di faggi si arriva alla teleferica

e per strada forestale si raggiunge Malga Brenta Bassa e quindi Plaza.

Alternativa: discesa a Plaza attraverso il Rifugio XII Apostoli.

Dalla Bocca dei Camosci ci si abbassa in direzione sud-ovest lungo la Vedretta di Valagola puntando

al Rifugio XII Apostoli; senza raggiungerlo si potrà scendere a Plaza lungo l’itinerario 19

oppure, raggiunto sulla destra il Passo di Valstretta, attraverso l’itinerario 20.

8,30 ore N–O 1636

64 65

OS

“La Scala”

Itinerari nel Gruppo di Brenta


19 Rifugio XII Apostoli 2489 m

Da Plaza attraverso la Val d’Agola e il Lago Asciutto

Partenza stazione intermedia della Cabinovia Pinzolo-Campiglio (Plaza)

1148 m

Dislivello 1341 m

Tempo salita ore 4,30; discesa ore 2,00

Difficoltà BS

Esposizione nord, ovest e sud

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE bell’itinerario, non difficile ma lungo e faticoso. Attenzione a

possibili valanghe sul ripido pendio dopo il Lago Asciutto.

Salita: da Plaza, raggiungibile anche in macchina, si prosegue per strada forestale, passando

vicino al Vivaio Forestale, sino al bivio per la Val Brenta. Si prosegue verso destra e si raggiunge,

lungo la strada forestale, il Lago d’Agola 1595 m (ore 1,30). Superato il lago sulla destra si

sale ora in direzione sud piegando verso sinistra, dapprima tra vegetazione rada poi più fitta,

puntando ad una selletta tra la Cima Pra’ dei Camosci e la Pala dei Mughi. La si raggiunge in

corrispondenza di un vasto pianoro, il Pian di Nardis detto anche Lago Asciutto (ore 1,00–

2,30). [Qui si può giungere anche partendo da Pinzolo, utilizzando gli impianti del Doss del

Sabbion; ci si abbassa lungo la cresta Sud-Est fino al Passo Bregn de l’Ors 1836 m, e si prosegue

in direzione della Val Nardis traversando in diagonale un ripido pendio boscoso sulle tracce

del sentiero estivo. Questo percorso permette di ridurre il dislivello a circa 700 m ed il tempo di

salita a ore 3,00]. Si attraversa il piano in tutta la sua lunghezza in direzione est portandosi fin

sotto le rocce della sua estremità; si volge a sinistra salendo un ripido canalone (valanghe) e,

superato il salto, ci si riporta a destra al di sopra delle rocce. Si sale ora direttamente in direzione

est e piegando a destra si raggiunge il Rifugio XII Apostoli 2489 m (ore 2,00–4,30).

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Malga Valagola

Cima D’Agola Cima

Pratofiorito

Rif. XII Apostoli

6,30 ore N–O–S 1341

Pala dei Mughi

66 67

BS

Itinerari nel Gruppo di Brenta


20 Cima d’Agola 2959 m

Dal Rifugio XII Apostoli. Discesa lungo la Val Stretta e

la Val d’Agola

Partenza Rifugio XII Apostoli 2489 m

Dislivello salita 470 m; discesa 1811 m

Tempo salita ore 2,00; discesa ore 3,00

Difficoltà OSA

Esposizione ovest

Attrezzatura piccozza e ramponi

VALUTAZIONE Salita alla cima non difficile. Discesa lunga e impegnativa in

ambiente selvaggio ed isolato, da effettuarsi con neve sicura.

Salita: dal Rifugio XII Apostoli, raggiungibile con l’itinerario 19, ci si dirige in direzione Est

verso la Vedretta di Valagola. Ci si innalza con alcuni zig-zag puntando verso la Bocca d’Agola,

marcata selletta che separa la Cima Bassa d’Ambiez e la Cima d’Agola; poco prima di raggiungerla

si obliqua a destra e si risale a piedi un ripido canalino. Alla sommità di questo si traversa

a destra lungo una fascia inclinata e, portatisi sulla cresta Sud-Ovest, si raggiunge rapidamente

la vetta 2959 m (ore 2,00).

Discesa: dalla cima ci si abbassa lungo l’itinerario di salita e si punta verso destra al Passo di

Valstretta 2618 m, detto anche Passo di Nardis, larga insellatura che si apre nella cresta dei Fracingli.

Dal passo si scende spostandosi a destra e si attraversa diagonalmente onde evitare un

salto di rocce. Con bella discesa si raggiunge una sottostante conca leggermente verso destra.

Qui la valle si restringe e si fa più ripida: si scende con cautela evitando con traversi alcuni salti

rocciosi. Si prosegue con discesa entusiasmante, abbassandosi ulteriormente sino a raggiungere

una zona con una fitta vegetazione di mughi. Ci si sposta verso sinistra tenendosi sotto

le pareti della Cima Pra’ dei Camosci, si scende in un ripido canale e, proseguendo nella fitta

vegetazione, si perviene alla strada carrozzabile della Val d’Agola che si segue sino a Plaza.

Cima Tosa Cima D’Agola

Passo Val Stretta ) (

Rif. XII Apostoli

5 ore O 470

Malga Valagola

68 69

OSA

Itinerari nel Gruppo di Brenta


21 Cima di Pratofiorito 2900 m

Dal Rifugio XII Apostoli. Discesa lungo la Val di Sacco

e la Val d’Agola

Partenza Rifugio XII Apostoli 2489 m

Dislivello salita 511 m; discesa 1752 m

Tempo salita ore 1,30; discesa ore 3,00

Difficoltà BS

Esposizione ovest

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE salita facile. Discesa non difficile, da compiersi comunque con

nevi sicure.

Salita: dal Rifugio XII Apostoli (itinerario 19) si risale senza via obbligata la Vedretta di Pratofiorito

fino alla selletta posta a sinistra della cima, che si raggiunge senza sci (ore 1,30).

Discesa: dalla cima ci si abbassa lungo l’itinerario di salita e si traversa a sinistra verso il Passo

dei XII Apostoli 2620 m. Ci si abbassa con magnifica discesa nel vallone della Val di Sacco senza

particolari problemi. Giunti circa a quota 2100, si possono seguire due diversi itinerari:

a) attraverso la Spia di Nardis 2140 m. Sella detritica che separa a est la Pala dei Mughi dalla

Colmalta e mette in comunicazione la Val di Sacco con la Val di Nardis. In questo caso si risale

con breve traversata sulla destra alla Spia di Nardis e si scende in direzione nord dapprima

dolcemente e poi con ripido pendio in Val di Nardis fino al Lago Asciutto. Da qui si scende

inizialmente per un ripido pendio boscoso, indi dopo circa 100 m di dislivello si piega a sinistra

cercando di seguire la traccia del sentiero estivo puntando ad un piccolo promontorio appoggiato

al ripido pendio. Si prosegue sempre in direzione Ovest sino al Lago d’Agola, che si

supera sulla sinistra. Da qui lungo la strada carrozzabile si perviene a Plaza.

b) con aggiramento della Pala dei Mughi e attraverso il Passo del Bregn de l’Ors 1836 m.

In questo secondo caso si prosegue la discesa in Val di Sacco lungo un ripido stretto canalino,

quindi seguendo una traccia di sentiero estivo si attraversa a destra lungo i pendii meridionali

della Pala dei Mughi sino a raggiungere il sentiero che da Malga Movlina porta al Baito dei

Cacciatori ed al Passo del Bregn de l’Ors. Da qui si scende direttamente al Lago di Val d’Agola e

lungo la strada carrozzabile si raggiunge Plaza.

Malga Valagola

4,30 ore O 511

Pala dei Mughi Spia di Nardis Passo XII Apostoli

) (

P.sso XII Apostoli

70 71

21b

BS

21a

Cima D’Agola Cima

Pratofiorito

Rif. XII Apostoli


22 Pala dei Mughi 2321 m

Da Plaza attraverso la Val d’Agola ed il Passo del Bregn de l’Ors

Partenza stazione intermedia della Cabinovia Pinzolo-Campiglio (Plaza)

1148 m

Dislivello 1173 m

Tempo salita ore 4,30; discesa ore 2,00

Difficoltà OS

Esposizione salita nord e est; discesa ovest

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario interessante che porta su una vetta poco frequentata.

Semplice nella prima parte che si svolge lungo la Val

d’Agola, richiede invece neve sicura ed abbondante nella sua

parte terminale.

Salita: da Plaza, raggiungibile anche in macchina, si prosegue per la strada forestale, passando

vicino al Vivaio Forestale, sino al bivio per la Val Brenta. Si prosegue verso destra e si raggiunge

il Lago d’Agola 1595 m (ore 1,30). Superato il lago sulla destra, lungo la ripida traccia del

sentiero estivo si raggiunge il Passo del Bregn de l’Ors 1836 m (ore 0,30–2,00). [Qui si può

giungere anche da Pinzolo utilizzando gli impianti del Doss del Sabbion; dalla cima del Doss

ci si abbassa lungo la cresta sud-est fino a raggiungere il Passo Bregn de l’Ors. In questo caso il

dislivello si riduce a 485 m ed il tempo di salita a ore 3,00]. Si segue ora per breve tratto verso

est il sentiero che porta al Rifugio XII Apostoli; lo si lascia puntando a destra in direzione sud

su ripidi pendii (pericolo valanghe) sino a raggiungere una conca pianeggiante posta tra un

caratteristico cocuzzolo a quota 1830 m ed il ripido versante Ovest della Pala dei Mughi. Lo si

risale ricercando il percorso tra ripidi canalini ed intrichi di mughi, tenendosi prevalentemente

sulla sinistra dell’ampia pala nevosa ove minore è il pericolo di valanghe. Si raggiunge la cresta

affilata; si tolgono gli sci ed in breve si raggiunge a piedi la vetta (ore 2,30–4,30).

Discesa: lungo il percorso di salita. Si può scendere anche direttamente al Passo del Bregn de

l’Ors con magnifica discesa, solo con condizioni di neve estremamente sicura.

Malga Valagola

Rif. XII Apostoli

6,30 ore N–E–O 1173

Pala dei Mughi

72 73

OS

Itinerari nel Gruppo di Brenta


74 75


23 Cima Presanella 3558 m

Da S. Antonio di Mavignola attraverso la Val Nambrón

ed il Rifugio Segantini

Partenza tornante n° 4 (km 25,4 – 1086 m) della S.S. 239 Pinzolo-

Campiglio, poco sotto l’abitato di S. Antonio di Mavignola

Dislivello 1° giorno 1287 m (pernottamento al Rif. Segantini);

2° giorno 1185 m

Tempo salita 1° giorno ore 4,30; 2° giorno ore 5,30

discesa ore 5,30

Difficoltà OSA

Esposizione prevalente est

Attrezzatura corda, piccozza e ramponi

VALUTAZIONE grande itinerario, lungo e complesso, paesaggisticamente

straordinario.

Salita: dal tornante n°4 della strada statale a quota 1086 m si imbocca la strada di Val

Nambrón, la si segue fino al Rifugio Nambrón 1355 m (ore 1,00) e, sempre lungo la stessa,

si raggiunge il bivio che porta ai Laghi di Cornisello 1920 m (ore 2,00–3,00). Si prende ora a

sinistra sino alla piana della Vallina d’Amola, la si percorre per un breve tratto, quindi si affronta

il ripido pendio di destra per portarsi su una evidente dorsale che consente di raggiungere

agevolmente il Rifugio Segantini 2373 m (ore 1,30–4,30) (pernottamento nel rifugio invernale).

[Dalla Vallina d’Amola è anche possibile proseguire direttamente nel vallone senza via obbligata

e, raggiunta la quota del rifugio, piegare a destra su un pianoro ondulato sino al rifugio

stesso.]

Proponiamo ora due alternative di salita:

Passo

Quattro Cantoni

76 77

) (

Rif. Segantini

OSA

Bocchetta

Monte Nero

4,30/11 ore E 1287/1185

Cima Presanella

Itinerari nel Gruppo della Presanella


23 Cima Presanella 3558 m

Da S. Antonio di Mavignola attraverso la Val Nambrón

ed il Rifugio Segantini

a) attraverso la Bocchetta di Monte Nero. Dal rifugio si imbocca un piccolo ed evidente

valloncello in direzione nord-ovest, che consente di raggiungere una conca morenica; da qui

un ripido pendio porta sul filo della morena laterale destra (orografica) della Vedretta d’Amola.

Si segue la morena fino al punto in cui questa va ad annullarsi nel pendio della Vedretta del

Monte Nero. Si sale quindi verso sinistra sino alla Bocchetta del Monte Nero 3078 m (ore 2,30).

Dalla bocca si traversa per pochi metri a destra e per mezzo di una scala metallica si scende nel

vallone, che si attraversa in direzione ovest puntando ad un ripido canale che incide la quinta

rocciosa che sta di fronte alla Bocchetta del Monte Nero. Salito questo canale si perviene su

una cresta e poi si scende sul versante opposto sulla Vedretta di Nardis. Si affronta ora il ripido

pendio Sud della Presanella, senza via obbligata, per raggiungere la cresta Sud-Est poco a destra

della vetta. Continuando poi verso sinistra del filo di cresta si raggiunge la Cima Presanella

3558 m (ore 3,00–5,30).

b) attraverso il Passo dei Quattro Cantoni. Questo itinerario, ora molto frequentato anche

d’estate perché meno soggetto a frane e smottamenti, è sicuramente meno suggestivo del

precedente, ma nel contempo più semplice e di più facile orientamento. Dal rifugio si punta

ad ovest lungo un ripiano ondulato; ci si innalza poi, sempre in direzione ovest, lungo i pendii

della Cima Bifora e si punta ad un ripido canale obliquo (pericolo valanghe) che si sale a

zig-zag sino a raggiungere il Passo dei Quattro Cantoni 2781m (ore 2,00), angusto intaglio di

roccia che si apre nel costone tra la Cima Bifora ed il Trapezio e stabilisce il collegamento tra la

testata della Vallina d’Amola e la Val di Nardis. Da qui ci si abbassa lungo un ripido pendio e si

piega poi in direzione nord-ovest senza via obbligata tenendosi su delle fasce non ripide al di

sotto della cresta rocciosa, immettendosi poi al centro della Val di Nardis.

La si risale senza particolari problemi, cercando di evitare i tratti più ripidi, spostandosi a

destra e a sinistra. Giunti sotto il pendio sommitale ci si sposta a destra e si sale il ripido pendio

sud-ovest della cima, raggiungendo la cresta Sud-Est a monte del Bivacco Orobica 3382 m.

Proseguendo ora a sinistra con percorso diagonale si guadagna la vetta della Cima Presanella

3558 m (ore 3,30–5,30).

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

4,30/11 ore E 1287/1185

78 79

OSA

Cima Presanella Passo

Quattro Cantoni

) (

Itinerari nel Gruppo della Presanella


24 Passo Cornisello 3089 m

Da S. Antonio di Mavignola attraverso i Laghi di Cornisello

e il Lago Vedretta

Partenza tornante n° 4 (km 25,4 1086 m) della S.S.239 Pinzolo-

Campiglio, poco sotto l’abitato di S. Antonio di Mavignola

Dislivello 2003 m

Tempo salita ore 8,00; discesa ore 2,30

Difficoltà MS

Esposizione est

Attrezzatura ramponi

VALUTAZIONE itinerario magnifico in ambiente selvaggio e suggestivo con

notevole sviluppo e dislivello. Può essere spezzato in due

tappe con pernottamento alla Malga Cornisello 2119 m, dotata

di sei posti letto senza coperte e di stufa a legna.

Salita: dalla strada statale si imbocca la strada di Val Nambrón e la si percorre fino al rifugio

omonimo (ore 1,00). Sempre lungo la stessa, si raggiunge il bivio Segantini-Cornisello 1920 m.

Si continua verso destra, si arriva in vista del Rifugio Cornisello e, senza raggiungerlo, si prosegue

verso il Lago di Cornisello Inferiore; lo si costeggia sulla destra ed in breve si perviene al

Lago di Cornisello Superiore ed alla Malga Cornisello 2119 m (ore 3,30–4,30). Da qui si risale in

direzione ovest una valletta che con pendenza uniforme porta ad una conca situata di fronte

alla Cima Cornisello. Dalla piana si piega a destra e con faticosa salita si risalgono i ripidi pendii

alla cui sommità giace il Lago Vedretta 2612 m (ore 1,30–6,00). Si attraversa il lago in senso

longitudinale imboccando al suo termine la conca sovrastante, che si percorre fino ad uscire

con ripida salita verso destra su un ampio pendio che, senza percorso obbligato, conduce al

Passo Cornisello 3089 m (ore 2,00–8,00).

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

80 81

Passo

Cornisello

) (

Cima Scarpacò

Malga Cornisello

Rif. Cornisello

MS

10,30 ore E 2003

Cima Giner

Itinerari nel Gruppo della Presanella


25 Cima Scarpacò 3252 m

Da S. Antonio di Mavignola attraverso i Laghi di Cornisello

Partenza tornante n° 4 (km 25,4 1086 m) della S.S. 239 Pinzolo-

Campiglio, poco sotto l’abitato di S. Antonio di Mavignola

Dislivello 2166 m

Tempo salita ore 8,00; discesa ore 2,30

Difficoltà MSA

Esposizione est

Attrezzatura ramponi

VALUTAZIONE grande itinerario, impegnativo per lunghezza e dislivello,

senza particolari problemi di orientamento. E’ però consigliabile

spezzare la gita in due, dormendo alla Malga Cornisello,

dotata di sei posti letto senza coperte e di stufa a legna.

Salita: dal tornante n° 4 della strada statale a quota 1086 m si imbocca la strada di Val

Nambrón, la si segue fino al Rifugio Nambrón 1355 m (ore 1,00) e, sempre lungo la stessa,

si raggiunge il bivio Segantini-Cornisello 1920 m (ore 2,00–3,00). Si prende ora a destra ed

in breve si giunge in vista del Rifugio Cornisello, che si lascia sulla sinistra proseguendo nel

vallone; si costeggia il Lago di Cornisello Inferiore e in breve il Lago di Cornisello Superiore,

sino alla Malga di Cornisello 2119 m (ore 1,30-4,30). Si sale ora in direzione nord, tenendosi al

centro di un evidente vallone, fino ad un primo pianoro; si prosegue per un ripido e stretto

canale che con salita faticosa conduce alla conca glaciale del Laghetto Scarpacò 2557 m (ore

1,30–6,00). Si volge ora a sinistra in direzione est in un vallone che con pendenza progressiva

ci porta ai piedi della Cima Scarpacò; si affronta direttamente il ripido pendio terminale sino in

vetta 3252 m (ore 2,00–8,00). Dalla Malga Scarpacò è possibile anche un itinerario alternativo:

si risale in direzione ovest una valletta che con pendenza uniforme porta ad una conca situata

di fronte alla Cima Cornisello. Dalla piana si piega a destra e si risalgono con faticosa salita i

ripidi pendii alla cui sommità giace il Lago Vedretta 2612 m. Si attraversa il lago in senso longitudinale

imboccando al suo termine la conca sovrastante che con ripida progressione porta al

pendio terminale della cima.

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Cima Presanella

Malga Cornisello

10,30 ore E 2166

Cima Scarpacò Passo Scarpacò

82 83

MSA

) (


26 Cima Ginèr 2957 m

Da S. Antonio di Mavignola lungo il versante Sud-Est

Partenza tornante n° 4 (km 25,4 1086 m) della S.S.239 Pinzolo-Campiglio,

poco sotto l’abitato di S. Antonio di Mavignola

Dislivello 1871 m

Tempo salita ore 7,00; discesa ore 2,00

Difficoltà BSA

Esposizione est e sud

Attrezzatura piccozza e ramponi

VALUTAZIONE salita lunga e faticosa; cima meritevole di essere salita.

Salita: dal tornante della strada statale si imbocca la strada di Val Nambrón, la si segue fino al

Rifugio Nambrón 1355 m (ore 1,00) e, sempre lungo la stessa, si raggiunge il bivio Segantini-

Cornisello 1920 m (ore 2,00–3,00). Si prende ora a destra e, proseguendo lungo la strada, si

giunge in vista del Rifugio Cornisello. Lo si lascia a sinistra senza raggiungerlo e si affronta

decisamente il ripido pendio Sud della Cima Ginèr per portarsi nell’ampia conca sotto la caratteristica

fascia circolare di rocce che cinge il monte nella sua parte alta. Si procede allora verso

destra tenendosi sotto la fascia fino a giungere nell’estremo settore destro della parete. S’intravede

allora il passaggio breve ma ripido che permette di vincere la fascia. Si arriva ora in una

ampia conca al di sotto della cima; si sale un tratto facile un po’ obliquo a destra per prendere

il canale assai ripido che sale direttamente alla Cima Ginèr 2957 (ore 4,00–7,00).

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Cima Scarpacò Passo

Scarpacò

Malga Cornisello

84 85

BSA

) (

9 ore E–S 1871

Cima Giner

Itinerari nel Gruppo della Presanella


27 Monte Ritòrt 2411 m

Partenza strada forestale al km 21,4 della S.S. 239 Pinzolo-Campiglio

a 2,5 km da Campiglio; piazzola di sosta con panca su una

curva della statale, 1370 m circa

Dislivello 1000 m

Tempo salita ore 3,30; discesa ore 1,30

Difficoltà MS

Esposizione prevalente est, quindi nord

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE gita remunerativa e poco frequentata.

Salita: dalla statale si imbocca una strada forestale che, passando dapprima vicino ad alcuni

masi, porta verso località Milegna; prima di raggiungerla si piega verso destra (nord-est) e

per aperti pendii si raggiunge Malga Ritòrt 1746 m (ore 1,00). Qui si può anche giungere per

strada pianeggiante dalla località Patascós. Ci si inoltra verso nord-ovest nella piana cosparsa

di grossi mughi (Pian dei Mughi), tenendosi sulla sinistra su una strada che porta in fondo alla

piana. Qui, sul fondo della Val Canton, scende l’emissario del Lago Ritòrt, emissario che sarà il

nostro riferimento per la salita di un ripido salto con bosco, dapprima fitto poi rado; si giunge

così al Lago Ritòrt 2055 m (ore 1,00–2,00). Qui si può giungere anche traversando lungo il sentiero

estivo dall’arrivo della Cabinovia 5-Laghi (solo con neve sicura). Si punta ora in direzione

sud costeggiando dapprima il lago e, sfruttando un crinale ed alcuni valloncelli, si raggiunge

il Passo della Falculotta 2295 m (ore 1,00–3,00). Per cresta, lasciati gli sci, mantenendosi sul

lato sud e facendo attenzione alle cornici di neve spesso imponenti, si raggiunge la vetta del

Monte Ritòrt 2411m (ore 0,30–3,30).

Discesa: per l’itinerario di salita.

Da Madonna di Campiglio attraverso la Malga Ritòrt,

il Lago Ritòrt e il Passo della Falculotta

Alternativa n°1: dal passo ci si abbassa in direzione nord-est cercando di tenersi in quota

sotto lo spigolo Nord di Cima Ritòrt; aggiratolo, si punta ora in direzione sud-est, evitando di

abbassarsi troppo, e con lungo traverso ci si porta sulla dorsale della cresta Est. Qui si entra nel

bosco rado che in breve ci porta alla Malga Ritòrt e ci ricollega all’itinerario di salita.

Alternativa n° 2: discesa attraverso la Valchestria con l’itinerario 46.

Malga Ritòrt

5 ore E–N 1000

Cima Presanella

Monte Ritòrt

86 87

MS


28 Monte Nambrón da est 2625 m

Partenza strada forestale al km 21,4 della S.S. 239 Pinzolo-Campiglio

a 2,5 km da Campiglio; piazzola di sosta con panca su una

curva della statale, 1370 m circa

Dislivello 1220 m

Tempo salita ore 4,30; discesa ore 2,00

Difficoltà MSA

Esposizione est

Attrezzatura piccozza

VALUTAZIONE itinerario interessante. La salita presenta un breve tratto alpinistico.

Pericolo di valanghe nell’attraversamento del pendio

tra la Pala della Falculotta e l’inizio della cresta Sud-Est.

Salita: dalla statale si imbocca una evidente strada che, passando dapprima vicino ad alcuni

masi ristrutturati, porta verso località Milegna; prima di raggiungerla si piega a destra (nordest)

e per facili pendii si raggiunge Malga Ritòrt 1746 m (ore 1,00). Qui si può giungere anche

per comoda strada pianeggiante da località Patascós. Ci si inoltra nella piana cosparsa di

grossi mughi (Pian dei Mughi) in direzione nord-ovest, tenendosi sulla sinistra su una strada

che porta in fondo alla piana. Qui sul fondo della Val Canton scende l’emissario del Lago

Ritòrt, emissario che rappresenta il nostro riferimento per la salita di un ripido salto con bosco

dapprima fitto poi rado; si raggiunge così il Lago Ritòrt 2055 m (ore 1,00–2,00). Al lago si può

giungere anche traversando lungo il sentiero estivo dall’arrivo della Cabinovia 5-Laghi, solo se

la neve è assestata ed il pendio del Palòn non è troppo carico di neve. Si punta ora in direzione

sud costeggiando il lago e, sfruttando poi un crinale ed alcuni valloncelli, si raggiunge il Passo

della Falculotta 2295 m (ore 1,00–3,00). Dal passo, mantenendosi sul versante del lago Ritòrt,

si risalgono in direzione nord-ovest i pendii ondulati che portano alla Pala della Falculotta

2520 m, senza incontrare difficoltà. Raggiunta la Pala si continua in direzione nord, tenendosi

a destra del filo della cresta, fino a giungere al di sotto delle rocce del Monte Nambrón. Lasciati

a questo punto gli sci, si risale la bella cresta Sud con brevi tratti di roccia per guadagnare in

breve la vetta 2625 m (ore 1,30–4,30).

Discesa: per l’itinerario di salita.

Da Madonna di Campiglio attraverso la Malga Ritòrt,

il Lago Ritòrt e la Pala della Falculotta

88 89

Passo

Falculotta

) (

Pala della Falculotta

MSA

6,30 ore E 1220

Monte Nambrón

Cabinovia 5 Laghi


29 Monte Nambrón da nord 2625 m

Da Madonna di Campiglio attraverso il Lago Nambino

Partenza Malga Nambino (Dancing La Zangola) 1634 m, raggiungibile

da Campiglio per strada carrozzabile.

Dislivello 991 m

Tempo salita ore 3,00; discesa ore 1,30

Difficoltà MS

Esposizione est e nord

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario interessante, vario e molto diretto, poco frequentato.

Attenzione a possibili valanghe nella conca sotto Monte

Pancugol.

Salita: da La Zangola si percorre la strada fino alla partenza della teleferica per il Rifugio Nambino.

Si sale a piedi il ripido sentiero normalmente battuto e si raggiunge il Rifugio 1777 m

(ore 0,30) di solito aperto, in riva al lago omonimo. Da qui si piega a sinistra costeggiando

sulla destra il torrente sino ad una presa d’acqua; attraversato il torrente verso sinistra, si sale

un ripido pendio fino ad un’ampia conca sovrastata a sinistra dal ripido circo roccioso che dal

Monte Pancugol si congiunge al Passo Ritòrt. Si sale in direzione sud tenendosi sulla destra

e, quando il pendio si impenna, si traversa a destra su esili cornici sopra un salto di rocce e si

raggiunge un’ampia conca che si percorre dapprima sul fondo, poi verso sinistra puntando

ad un ripido pendio alla base di un grosso contrafforte roccioso, la Torre Oesterreicher, che si

aggira a destra attraversando la traccia del sentiero estivo che dal Lago Ritòrt porta al Lago

Serodoli (pallina di segnalazione). Si avanza sempre verso destra sino a un dosso pianeggiante

dal quale è visibile la cima. Si prosegue in direzione ovest evitando di stare troppo a ridosso

della cresta per evitare saliscendi. Si affronta il ripido pendio puntando ad uno stretto canalino

che si supera a piedi sino alla cima del Monte Nambrón 2625 m (ore 2,30–3,00).

Discesa: lungo l’itinerario di salita. In alternativa, volendo una discesa più emozionante, dalla

cima scendere al Lago Lambin, ben visibile dall’alto. Raggiuntolo, percorrere la forra dell’emissario,

dapprima abbastanza larga poi via via più stretta, che con ripida discesa porta nella

conca sottostante e ci ricollega all’itinerario di salita.

Monte Nambrón

4,30 ore E–N 991

90 91

La Zangola

MS

Lago

Nambino

Itinerari nel Gruppo della Presanella


30 Monte Serodoli 2708 m

Da Madonna di Campiglio attraverso i Laghi Nambino,

Nero e Serodoli

Partenza Malga Nambino (Dancing La Zangola) 1634 m, raggiungibile

da Campiglio per strada carrozzabile.

Dislivello 1074 m

Tempo salita ore 3,30; discesa ore 1,30

Difficoltà MS

Esposizione est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario molto vario, una delle gite classiche da Madonna di

Campiglio.

Salita: da La Zangola si percorre la strada fino al fondo della valle, dove parte la teleferica

per il Rifugio Nambino; si sale a piedi il ripido sentiero normalmente battuto e si raggiunge il

Rifugio Nambino 1777 m (ore 0,30), in riva al lago omonimo. Da qui si piega a sinistra costeggiando

a destra il torrente sino ad una evidente presa d’acqua; si risale poi a destra il ripido

pendio boscoso con faticosi zig-zag sino a sbucare in un valloncello con vegetazione più rada.

Lo si rimonta in direzione nord-ovest per raggiungere la stretta e profonda forra dell’emissario

del Lago Nero. Si piega a destra, tenendo la forra a sinistra, sino ad un dosso pianeggiante; si

prosegue a sinistra, seguendo sempre il corso del torrente, inoltrandosi in uno stretto vallone.

Sempre lungo il corso del fiume, ora verso destra, si raggiunge il Lago Nero 2241 m, che si

supera con traccia diagonale sulla sinistra; si sale sul fondo del vallone fino al Lago Serodoli

2368 m (ore 2,00–2,30). Dal casello in pietra dell’Enel ci si innalza a sinistra lungo il crinale che

scende dalla cima; senza via obbligata si raggiunge il ripido pendio terminale che si affronta

con un iniziale traverso verso destra; tolti gli sci, se necessario, si raggiunge la vetta del Monte

Serodoli 2708 m (ore 1,00–3,30).

Monte Nambron Monte Serodoli

92 93

P

MS

Madonna di Campiglio

5 ore E 1074

Rif. Nambino

Itinerari nel Gruppo della Presanella


30 Monte Serodoli 2708 m

Da Madonna di Campiglio attraverso i Laghi Nambino,

Nero e Serodoli

Alternativa di salita: dalla presa d’acqua attraversare il fiume a sinistra, salire un ripido

pendio e traversando a destra costeggiare il fiume sino ad un’ampia conca sotto ripidi canali.

Sempre verso destra risalire il pendio con una fitta vegetazione di ontani sino a raggiungere il

dosso pianeggiante del percorso sopra descritto; si prosegue a sinistra, seguendo l’alveo del

torrente, inoltrandosi in uno stretto vallone. Qui, anziché girare a destra verso il Lago Nero,

si volge a sinistra salendo un ripido valloncello e traversando a sinistra su una fascia obliqua

sotto delle placche rocciose (traverso da fare solo con neve sicura). Si raggiunge così un altro

valloncello; lo si risale raggiungendo l’ampia dorsale Est che scende dalla vetta del Monte

Serodoli. La si percorre senza via obbligata raggiungendo il ripido pendio terminale.

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Alternativa di discesa: volendo una discesa più diretta ed emozionante, dalla cima scendere

direttamente lungo il crinale Est al Lago Lambin, seguire l’emissario in una forra dapprima

abbastanza larga e poi via via più stretta e ripida sino ad una ampia conca; proseguire tenendosi

in quota verso destra e, senza passare dal Rifugio Nambino, scendere nel fitto bosco sulla

destra orografica del Sarca.

Monte Serodoli

5 ore E 1074

94 95

MS


31 Monte Nambino da sud-est 2678 m

Da Madonna di Campiglio attraverso il Lago Nambino

Partenza Malga Nambino (Dancing La Zangola) 1634 m, raggiungibile

da Campiglio per strada carrozzabile.

Dislivello 1044 m

Tempo salita ore 3,30; discesa ore 1,30

Difficoltà MSA

Esposizione est e sud

Attrezzatura ramponi

VALUTAZIONE itinerario interessante, in parte in comune con quello della

vicina Cima Serodoli, ma molto meno frequentato. Fare attenzione

alle condizioni della neve sulla ripida pala terminale.

Salita: da La Zangola si percorre la strada fino al fondo della valle ove parte la teleferica per il

Rifugio Nambino; si sale a piedi il ripido sentiero normalmente battuto e si raggiunge il Lago

Nambino 1777 m (ore 0,30), aperto nella stagione invernale, in riva al lago omonimo. Da qui si

piega a sinistra costeggiando a destra il torrente sino ad una evidente presa d’acqua; salire ora

a destra il ripido pendio boscoso con faticosi zig-zag sino a sbucare in un valloncello con vegetazione

più rada. Lo si rimonta in direzione nord-ovest sino a raggiungere la stretta e profonda

forra dell’emissario del Lago Nero. Si piega a destra, tenendo la forra a sinistra, sino ad un

dosso pianeggiante (ore 1,30–2,00); proseguire ora verso destra per un breve tratto indi risalire

un ripido pendio in direzione nord-ovest sopra la Busa dei Cavai, sino a raggiungere una zona

pianeggiante. Da qui è ben visibile il percorso per la cima; si traversa a destra sotto i pendii

della Cima Nambino (attenzione) puntando ad un evidente pendio obliquo verso destra. Lo

si risale con ampi zig-zag, togliendo gli sci se necessario, sino a sbucare sulla cresta e di qui in

pochi minuti a sinistra si raggiunge la cima del Monte Nambino 2678 m (ore 1,30–3,30).

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Monte Nambino

96 97

Lago

Nambino

MSA

Monte Nambino

5 ore E–S 1044

La Zangola

Itinerari nel Gruppo della Presanella


32 Monte Zeledria 2427 m

Da Madonna di Campiglio attraverso Pradalago

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia Pradalago 2085 m

Dislivello salita 342 m; discesa 913 m (fino a Madonna di Campiglio)

Tempo salita ore 1,30; discesa ore 0,45

Difficoltà MSA

Esposizione est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE salita molto breve, ma non del tutto banale. L’ultimo tratto

infatti, se la neve non è sicura, deve essere percorso a piedi

lungo l’affilata cresta Nord-Est. Si può naturalmente partire

con gli sci da Madonna di Campiglio salendo lungo il tracciato

delle piste di discesa, avendo cura di tenersi prudentemente

ai margini delle stesse per non essere investiti dagli

sciatori.

Salita: dall’arrivo della cabinovia si scende al Rifugio Agostini con brevissima discesa. Dal

rifugio s’inizia a risalire il versante Est del Monte Zeledria, che appare come un’ampia pala

racchiusa tra la cresta Sud-Est a sinistra e la cresta Nord-Est di Ginevria a destra. Si sale inizialmente

senza via obbligata, poi quando il pendio si fa più ripido ci si sposta a destra; se la neve

non è sicura conviene a questo punto raggiungere la cresta che, lasciati gli sci, si percorre non

sempre facilmente fino in vetta. Se invece la neve è sicura la cima può essere raggiunta con gli

sci superando l’ultimo ripido pendio con strette serpentine.

Discese: lungo l’itinerario di salita.

Monte Zeledria

2,15 ore E 342

98 99

MSA


33 Monte Nambino da nord-est 2678 m

Dal Ristorante Genzianella attraverso il Lago Malghette

ed il Malghetto Alto

Partenza piazzale del Ristorante Genzianella, pochi km dopo il Passo di

Campo Carlo Magno, sulla strada Campiglio-Dimaro 1556 m

Dislivello 1122 m

Tempo salita ore 3,30; discesa ore 1,30

Difficoltà BS

Esposizione est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario molto bello, vario e non faticoso. Possibili valanghe

nel canalino terminale.

Salita: dal Ristorante Genzianella si sale verso ovest lungo una traccia di servizio degli impianti

funiviari battuta dal gatto delle nevi. Si raggiunge così la piana di Monte Vigo dove sorgono

le stazioni a valle delle Seggiovie Genziana e Malghette 1850 m (ore 0,45). Dalla Seggiovia

Malghette si volge a destra e con un traverso ci si innalza sul pendio del Monte Vigo cercando

di individuare la traccia del sentiero estivo che è necessario percorrere almeno nell’ultimo

tratto orizzontale sino al Lago Malghette 1881 m (ore 0,30–1,15). Si attraversa tutto il lago in

direzione ovest, quindi si sale direttamente un pendio con rada vegetazione e si perviene alla

vasta piana sotto i Riversi di Ginevria. Si procede per pendii ondulati e canalini raggiungendo il

Malghetto Alto 2059 m (ore 1,00–2,15). Si sale a destra al culmine della lunga dorsale che con

pendenza moderata, lasciando a destra i Tre Laghi, immette in un bel valloncello; lo si percorre

con ripida e uniforme salita ed al suo termine si piega a sinistra puntando a un ripido canale

che con alcune strette inversioni porta sulla cresta; da qui, girando a destra, in pochi minuti si

giunge sulla vetta del Monte Nambino 2678 m (ore 1,15–3,30).

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Monte Nambino

5 ore E 1122

Cima di Lastè

100 101

BS

Itinerari nel Gruppo della Presanella


34 Cima Lastè 2770 m

Dal Ristorante Genzianella attraverso il Lago Malghette

Partenza piazzale del Ristorante Genzianella, pochi km dopo il Passo di

Campo Carlo Magno, sulla strada Campiglio-Dimaro 1556 m

Dislivello 1214 m

Tempo salita ore 4,00; discesa ore 2,00

Difficoltà BSA

Esposizione est

Attrezzatura piccozza e ramponi

VALUTAZIONE itinerario molto bello e vario che pemette di raggiungere la

Cima Lastè lungo la sua cresta Sud. Nella parte finale prevale

l’aspetto alpinistico.

Salita: dal Ristorante Genzianella ci si dirige verso ovest lungo una traccia di servizio degli impianti

funiviari battuta dal gatto delle nevi. Si raggiunge così la piana di Malga Vigo ove sorgono

le stazioni delle Seggiovie Genziana e Malghette 1850 m (ore 0,45). Dalla stazione della Seggiovia

Malghette si volge a destra e, con traccia trasversale, ci si innalza sul pendio del Monte Vigo

cercando di individuare la traccia del sentiero estivo che è necessario percorrere almeno nell’ultimo

tratto orizzontale sino al Lago Malghette 1881 m (ore 0,30–1,15). Si attraversa tutto il lago

in direzione ovest, quindi si risale direttamente un pendio con rada vegetazione e si perviene

alla vasta piana sotto i Riversi di Ginevria. Si procede per pendii ondulati e canalini raggiungendo

il Malghetto Alto 2059 m (ore 1,00–2,15). Si sale a destra al culmine della lunga dorsale che con

pendenza moderata, lasciando a destra i Tre Laghi, immette in un bel valloncello; lo si percorre

con ripida e uniforme salita ed al suo termine si attraversa in quota verso la Cima Lastè per un

centinaio di metri; quindi, risalendo il ripido pendio, ci si porta in cresta in corrispondenza di

alcuni evidenti massi. Lasciati gli sci, si risale la cresta non difficile, che richiede però una certa

attenzione, e si raggiunge la vetta della Cima Lastè 2770 m (ore 1,45–4,00).

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

6 ore E 1214

102 103

BSA

Cima Lastè

Seggiovie

Cima Schulz

Lago

Malghette

Itinerari nel Gruppo della Presanella


35 Cima Schulz 2614 m BSA

Dal Ristorante Genzianella attraverso il Lago Malghette

Partenza piazzale del Ristorante Genzianella 1556 m, pochi km dopo il

Passo di Campo Carlo Magno, sulla strada Campiglio-Dimaro

Dislivello 1058 m

Tempo salita ore 4,00; discesa ore 1,30

Difficoltà BSA

Esposizione prevalente est

Attrezzatura ramponi

VALUTAZIONE itinerario interessante, vario e non faticoso.

Salita: dal Ristorante Genzianella ci si dirige verso ovest lungo una traccia di servizio degli

impianti funiviari, battuta dal gatto delle nevi. Si raggiunge così la piana di Malga Vigo, dove

sorgono le stazioni a valle delle Seggiovie Genziana e Malghette 1850 m (ore 0,45). Dalla

stazione della Seggiovia Malghette si volge a destra e, con traccia trasversale, ci si innalza sul

pendio del Monte Vigo cercando di individuare la traccia del sentiero estivo che è necessario

percorrere almeno nell’ultimo tratto orizzontale sino al Lago Malghette 1881 m (ore 0,30–

1,15). Si attraversa tutto il lago in direzione ovest, quindi si sale direttamente un pendio con

rada vegetazione e si perviene alla vasta piana sotto i Riversi di Ginevria. Si volge ora a destra

e si sale per pendii ondulati e valloncelli il crinale boscoso sino a raggiungere il Malghetto

Alto 2059 m (ore 1,00–2,15). Si risale a destra il pendio sovrastante sino a ritornare sul crinale;

quando questo si abbassa leggermente, anziché proseguire lungo lo stesso si traversa a destra

in leggera discesa sino a portarsi in un ampio vallone dove scorre l’emissario del lago; si risale

il vallone sino a raggiungere il primo dei Tre Laghi 2256 m. Si costeggia sulla destra il lago, si

raggiunge un secondo laghetto e, proseguendo brevemente verso nord, si arriva alla base

della cresta Est della Cima Schulz. Si volge ora a sinistra in direzione ovest risalendo i pendii

sotto la rocciosa cresta Est di Cima Schulz sino ad individuare una fascia obliqua verso destra,

non visibile inizialmente, che consente di raggiungere la cresta Est, che si risale sino all’anticima

Sud. Da questa, superata una facile selletta nevosa, si arriva in breve alla vetta 2614 m (ore

1,45–4,00).

5,30 ore E 1058

104 105

Cima Lastè

Seggiovie

Cima Schulz

Lago

Malghette

Itinerari nel Gruppo della Presanella


35 Cima Schulz 2614 m

Dal Ristorante Genzianella attraverso il Lago Malghette

Alternativa di salita: dal Lago Malghette si attraversa tutto il lago in direzione ovest, quindi si

sale direttamente un pendio con rada vegetazione e, tenendosi a destra, si perviene alla vasta

piana sotto i pendii della cresta che collega Cima Ometto al Passo dell’Ometto ed alla Cima

Schulz. Si sale ora a destra il ripido pendio Sud che con faticosa salita in un bosco rado e con

grossi massi ci porta ad una selletta allo sbocco dell’emissario del Lago Alto o dell’Omett 2158

m (ore 1,15–2,30). Si risale ora in direzione sud una caratteristica dorsale raggiungendo rapidamente

l’ampia conca dei Tre Laghi 2256 m (ore 0,30–3,00). Si prosegue quindi con l’itinerario

sopra descritto.

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Nota: sulle carte Kompass la Cima Schulz è erroneamente indicata com cima Artuìch.

Cima Schulz

5,30 ore E 1058

106 107

BSA


36 Da Campiglio alla Val di Tovel

Partenza km 8,5 della S.S. 239 Campiglio-Dimaro 1360 m, a 6,5 km dal

Passo di Campo Carlo Magno

Dislivello salita 1300 m; discesa 1678 m

Tempo salita ore 5,00; discesa ore 2,00

Difficoltà BS

Esposizione salita ovest; discesa est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario selvaggio ed impegnativo da compiersi con neve

sicura.

Salita: lungo l’itinerario 1.

Fino all’Albergo Capriolo, attraverso il Passo di Pra’ Castron 2503 m

Discese: dal Passo di Pra’ Castron, sovrastato a sinistra dal Sasso Rosso, si scende nell’ampia

Val Madris, dapprima verso sinistra, poi superando senza particolari problemi alcuni salti di

rocce, quindi di nuovo a sinistra sino sotto le verticali pareti della Cima dell’Uomo. Da qui si

scende direttamente lungo ripidi pendii in direzione sud sino alla fine della dorsale rocciosa;

si lascia ora la Val Madris piegando a sinistra lungo la traccia del sentiero estivo che porta alla

Malga Tuenno 1740 m. Si segue la strada forestale e con lunga discesa si giunge in Val di Tovel

all’Albergo Capriolo 825 m.

Passo

Pra’ Castron

108 109

) (

Sasso Rosso

BS

7 ore O–E 1300

Malga Tuenno

Trasversate nel Gruppo di Brenta


37 Da Campiglio al Lago di Tovel

Lago di Tovel

5 ore N 200

Attraverso la Sella Flavona 2500 m circa Cima Roma Passo Grosté

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello salita 200 m; discesa 1700 m circa

Tempo salita ore 1,30; discesa ore 3,30

Difficoltà MS

Esposizione nord

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario classico e molto frequentato; molto breve la salita,

lunga e divertente la discesa.

Salita: lungo l’itinerario 9 sino alla Sella Flavona.

Discesa: dalla Sella Flavona ci si immette nella Valle di Santa Maria Flavona (possibili piccole

valanghe all’inizio della discesa). Si scende con magnifica discesa, si costeggia sulla destra il

Turrion Alto ed il Turrion Basso e si raggiunge dopo un ripido pendio all’inizio della vegetazione

la Malga Flavona 1860 m (ore 1,00). Da qui si prosegue per un ripiano ondulato e, tenendosi

sulla destra, si infila un ripido valloncello che porta alla Malga Pozzol di Flavona 1636 m. Giunti

al crocefisso, posto all’estremità del ripiano, ci si immette sul tracciato della mulattiera che porta

al Lago di Tovel 1178 m (ore 1,30–2,30). Si prosegue per la strada costeggiando il lago fino

al suo termine e poi si discende sul fianco orientale della valle e sul fondo fino a raggiungere il

Bar-Ristorante Capriolo 825 m (ore 1,00–3,30). Qui giungono normalmente gli automezzi.

Alternativa: si può scendere direttamente in Val di Tovel evitando l’uso delle pelli di foca.

Dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté si raggiunge il punto più basso del Passo

del Grosté sotto lo Spigolo Sud della Pietra Grande. Si procede verso est in quota sino ad una

valletta, poi ci si abbassa tenendosi sulla sinistra della valletta, si supera un tratto più ripido

evitando alcuni salti rocciosi e ci si immette nel vallone ad Ovest del Turrion Alto. Si prosegue

nel vallone, si aggira lo spigolo del Turrion Basso sulla destra e si perviene alla Malga Flavona;

di qui si prosegue con l’itinerario sopra descritto.

110 111

MS

Malga Flavona

) (

Trasversate nel Gruppo di Brenta


38 Da Campiglio al Lago di Tovel

Attraverso la Sella del Montoz e la Bocchetta di Val Scura 2376 m

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello salita 750 m circa; discesa 2200 m circa

Tempo totale ore 7,30

Difficoltà BS

Esposizione varia

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE bellissimo itinerario, che richiede capacità di valutazione e

senso di orientamento. La discesa per la Val Scura richiede

neve sicura.

Salita–Discesa: si giunge con l’itinerario 9 alla Sella Flavona 2500 m circa (ore 1,30). Da qui ci

si abbassa nel Vallone di Santa Maria Flavona obliquando verso destra sotto la parete del Crozzon

dei Mandrini e, cercando di non perdere quota, si punta al Passo della Gaiarda 2242 m.

Si scende a sinistra sino ad un canale che con ripida discesa porta alla Malga Spora 1851 m

(ore 1,00–2,30). Si attraversa sulla sinistra in leggera salita (mettere le pelli) e per un piano

ondulato si perviene a sinistra alla Malga Cavedago e al Rifugio Cacciatori alla Spora 1850 m,

allo sbocco della Val dei Cavai. La si percorre sul fondovalle sino alla Sella del Montoz 2327 m.

Si scende per circa 100 m verso nord in una valletta sino a portarsi su un caratteristico dosso

inclinato che con pendenza uniforme consente di aggirare lo sperone del Cimon della Campa

e di raggiungere per dossi e valloncelli la Bocchetta di Val Scura 2376 m (ore 2,30–5,00). Dalla

bocchetta ci si abbassa con bellissima discesa e senza particolari problemi nel vallone omonimo

evitando i salti più ripidi con spostamenti a destra o a sinistra; giunti ai piedi del vallone si

prosegue in direzione ovest attraversando un terrazzo a buche e macigni sino ad immettersi

nel bosco piuttosto fitto; il bosco degrada abbastanza dolcemente, lo si scende puntando ora

a sinistra sino a raggiungere il fondovalle in prossimità della Malga Pozzol di Flavona 1636 m.

Giunti al crocefisso, posto all’estremità del ripiano, ci si immette sul tracciato della mulattiera

che porta al Lago di Tovel 1178 m. Si prosegue per la strada costeggiando il lago fino al suo

termine e poi si discende sul fianco orientale della valle fino al Bar-Ristorante Capriolo 825 m

(ore 2,30–7,30).

Bocc. Val Scura

7,30 ore varia 750

Verso Malga Pozzol

112 113

BS

Trasversate nel Gruppo di Brenta


39 Da Campiglio a Spormaggiore

Attraverso il Passo della Gaiarda 2440 m

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello salita 200 m circa; discesa 1900 m circa

Tempo salita ore 1,30; discesa ore 4,00

Difficoltà BS

Esposizione est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE gita facile con poca salita ed una lunga discesa.

Salita: lungo l’itinerario 9 fino alla Sella Flavona 2550 m circa (ore 1,30).

Discesa: dalla Sella Flavona 2500 m circa ci si abbassa nel vallone di Santa Maria Flavona

obliquando verso destra sotto la parete del Crozzon dei Mandrini e, cercando di non perdere

quota, si punta al Passo della Gaiarda 2242 m. Si scende a sinistra sino ad un canale che con ripida

discesa porta a Malga Spora 1851 m. Si risale sulla sinistra la contropendenza che sbarra a

valle la piana della malga, si prosegue su terreno ondulato sino all’ imbocco della Val dei Cavai,

lasciando sulla sinistra il Rifugio Cacciatori alla Spora. Si inizia la discesa obliquando leggermente

a destra fino allo sbocco del canalone che scende da destra. Si volge ora decisamente

a sinistra cercando di individuare le tracce del sentiero estivo (cartelli indicatori) fino ad una

fascia di rocce; si scende tenendo le rocce a sinistra sino ad incontrare una mulattiera che si

segue con lunga discesa fino ad un bivio in località Selvapiana. Da qui a destra si prosegue per

Andalo, a sinistra invece lungo la valle dello Sporeggio si perviene alla località Le Seghe 600 m

circa (ore 1,30–5,30). Qui giungono le automobili.

Passo Gaiarda

114 115

) (

Malga Spora

BS

Rif. Cacciatori

5,30 ore E 200

Trasversate nel Gruppo di Brenta


40 Da Campiglio a Molveno

Attraverso il Passo Clamer 2164 m

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello salita 500 m circa; discesa 1330 m

Tempo salita ore 3,30; discesa ore 2,00

Difficoltà BS

Esposizione sud

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario interessante e vario. La discesa dal Passo Clamer è

entusiasmante ma richiede nevi ben assestate.

Salita: lungo l’itinerario 9 fino alla Sella Flavona 2550 m circa (ore 1,30).

Discesa: dalla Sella Flavona ci si abbassa nel vallone di Santa Maria Flavona obliquando verso

destra sotto la parete del Crozzon dei Mandrini e, cercando di non perdere quota, si raggiunge

il Passo della Gaiarda 2242 m. Si scende a sinistra lungo un canale che con ripida discesa porta

a Malga Spora 1851 m. Prima di giungere alla malga si devia verso destra e si punta in direzione

Sud-Ovest ad una valletta, dapprima stretta poi più ampia, che con pendenza uniforme

porta direttamente al Passo Clamer 2164 m (ore 1,00–3,30). Dal passo ci si abbassa nel vallone

dapprima molto ripido e poi più ampio e con pendenza più moderata; dove questo accentua

la sua pendenza si scende dapprima sulla sinistra indi si traversa verso destra cercando di

immettersi in un canalone che consente di superare un salto di rocce ripide. Superato questo

salto si prosegue senza via obbligata tenendosi in corrispondenza del solco del fiume o poco

a destra o a sinistra dello stesso fino a raggiungere il Rifugio Croz dell’Altissimo 1430 m. Da qui

per strada forestale normalmente battuta dal mezzo del rifugio si giunge a Molveno 864 m

(ore 2,00–5,30).

Passo Clamer

116 117

) (

BS

Rif. Croz Altissimo

5,30 ore S 500

Croz dell’Altissimo

Trasversate nel Gruppo di Brenta


41 Da Campiglio a Molveno

Attraverso Cima Roma 2827 m

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello salita 400 m circa; discesa 1963 m

Tempo salita ore 2,30; discesa ore 3,00

Difficoltà BS

Esposizione est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE bellissima traversata con poca salita e una lunga ed

entusiasmante discesa.

Salita: lungo l’itinerario 9 fino a Cima Roma (ore 2.30).

Discesa: dalla Cima Roma ci si abbassa lungo l’itinerario di salita e poco prima della Sella Flavona

si scende a destra nel vallone che separa Cima Roma da Cima della Vallazza. Si supera un

restringimento del vallone e ci si affaccia su un ripido pendio largo ed uniforme. Ci si abbassa

sino ad un ripiano, la Busa dell’Acqua 2000 m circa, e da qui si imbocca un canalino che con

magnifica discesa porta al Rifugio Croz dell’Altissimo 1430 m. Da qui per strada forestale normalmente

battuta dal mezzo del rifugio si giunge a Molveno 864 m (ore 2,30–5.30).

Nota: volendo si può scendere a Molveno senza raggiungere Cima Roma. Dalla Sella Flavona

2500 m, scendere in direzione est tenendosi circa sul crinale spartiacque che separa la Val

di Tovel dalla Busa dell’Acqua fino a raggiungere la Bocca della Vallazza 2453 m, larga sella

detritica che si trova tra un basso contrafforte a nord della Cima della Vallazza e la Cima della

Gaiarda. Da qui volgendo a sud si scende con entusiasmante discesa il ripido vallone ricollegandosi

all’itinerario sopra descritto.

Busa dell’Acqua

Rif. Croz Altissimo

5,30 ore E 400

verso Molveno

118 119

BS

Trasversate nel Gruppo di Brenta


42 Da Campiglio a Molveno

Attraverso la Bocca di Tuckett 2656 m

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello salita 450 m circa; discesa 1792 m

Tempo salita ore 2,30; discesa ore 3,00

Difficoltà OS

Esposizione est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE bellissima traversata in ambiente selvaggio. Possibili valanghe

nella parte alta sotto la Bocca di Tuckett.

Salita: lungo l’itinerario 14 fino alla Bocca di Tuckett (ore 2,30).

Discesa: dalla Bocca di Tuckett si scende nella Val Perse tenendosi al centro del vallone che,

dapprima largo, si restringe poi a canale sempre più ripido e stretto tra le pareti rocciose, sino

a sbucare nella Val delle Seghe. Si raggiunge così il Rifugio Croz dell’Altissimo 1430 m. Da qui

per strada forestale normalmente battuta dal mezzo del rifugio si giunge a Molveno 864 m

(ore 2,30–5,30).

Cima Brenta

Bocca di Tuckett

5,30 ore E 450

Rif. Croz Altissimo

120 121

OS

Trasversate nel Gruppo di Brenta


43 Da Campiglio a Molveno

Attraverso la Bocchetta Molveno 2729 m

Partenza stazione intermedia Cabinovia Pinzolo-Campiglio (Plaza)

1148 m

Dislivello salita 1581 m; discesa 1886 m

Tempo salita ore 6,00; discesa ore 4,00

Difficoltà OSA

Esposizione est

Attrezzatura piccozza e ramponi

VALUTAZIONE grande traversata faticosa ed impegnativa.

Salita: lungo l’itinerario 16 fino alla Bocchetta Molveno (ore 6,00).

Discesa: dalla Bocchetta Molveno 2729 m si scende con cautela a piedi il primo ripido tratto;

poi, calzati gli sci, si raggiunge con bella discesa la Busa del Castellaz. Si prosegue in direzione

sud-est verso l’estremità della Busa; ci si abbassa direttamente superando un salto roccioso,

quindi nuovamente verso destra su una fascia pianeggiante fino ad un grosso masso. Si piega

ora a sinistra e per un valloncello si arriva al Baito dei Massodi 1994 m, in prossimità della strapiombante

parete del Castelletto dei Massodi. Si scende, cercando di mantenere la direttiva

del sentiero estivo, fino al Rifugio della Selvata 1630 m, e da qui, facendo attenzione a possibili

valanghe, si prosegue su un difficile tracciato sino al Rifugio Croz dell’Altissimo 1430 m, dove

la Val delle Seghe confluisce con la Val Perse. Da qui per strada forestale, normalmente battuta

dal mezzo del rifugio, si giunge a Molveno 864 m (ore 6,00–10.00).

Cima Brenta Alta

Conca Massodi

Bocc. Molveno

10 ore E 1581

122 123

OSA

Rif. Selvata

Trasversate nel Gruppo di Brenta


44 Da Campiglio a Molveno

Attraverso la Bocca di Brenta 2552 m

Partenza stazione intermedia della Cabinovia Pinzolo- Campiglio (Plaza)

1148 m

Dislivello salita 1404 m; discesa 1688 m

Tempo salita ore 5,00; discesa ore 4,00

Difficoltà OS

Esposizione est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE traversata lunga ed impegnativa in ambiente grandioso.

Salita: lungo l’itinerario 17 fino alla Bocca di Brenta (ore 5,00).

Discesa: dalla Bocca di Brenta 2552 m ci si abbassa con bella discesa nella conca della Val delle

Seghe e si raggiunge la piana del Laghetto dei Massodi 2165 m; da qui si prosegue sino alla

conca del Baito dei Massodi 1994 m, in prossimità della parete strapiombante del Castelletto

dei Massodi. Sotto questa si obliqua a destra superando un salto di rocce e, cercando di tenere

la direttiva del sentiero estivo, si perviene al Rifugio della Selvata 1630 m. Da qui verso sinistra

sino ad un canale slavinoso sotto il Campanile Bargossi; lo si scende e si raggiunge il fondovalle

ed il Rifugio Croz dell’Altissimo 1430 m, dove la Val delle Seghe confluisce con la Val Perse.

Dal canale si può anche proseguire in diagonale lungo la traccia del sentiero (pericolo di valanghe)

sino alla confluenza con la Val Perse e di qui al rifugio. Proseguendo per la strada forestale,

normalmente battuta dal mezzo del rifugio, si giunge a Molveno 864 m (ore 5,00–9,00).

Rif. Pedrotti

Cima Brenta Alta

Bocca Brenta

9 ore E 1404

124 125

Rif. Selvata

OS

Rif. Croz Altissimo

Trasversate nel Gruppo di Brenta


45 Da Campiglio a S. Lorenzo di Banale

Attraverso la Bocca d’Ambiez 2849 m

Partenza stazione intermedia della Cabinovia Pinzolo- Campiglio (Plaza)

1148 m

Dislivello salita 1701 m; discesa 2091 m

Tempo salita ore 6,00; discesa ore 3,30

Difficoltà BSA

Esposizione est

Attrezzatura piccozza e ramponi

VALUTAZIONE bella traversata, lunga ed impegnativa.

Salita: si procede lungo l’itinerario 18 sino poco sotto la Bocca dei Camosci; prima di raggiungerla

si piega a sinistra e si punta alla Bocca d’Ambiez, che si raggiunge con salita molto ripida,

sci in spalla (ore 6,00).

Discesa: dalla Bocca d’Ambiez ci si abbassa per alcuni metri con gli sci in spalla; calzati gli sci

si inizia la discesa lungo la Vedretta d’Ambiez sino al Rifugio Agostini 2410 m. Da qui si obliqua

con bella e ripida discesa verso sinistra onde evitare alcuni salti di roccia. Si raggiunge così il

Rifugio al Cacciatore, in prossimità della malga Prato di Sopra 1880 m. Seguendo il tracciato

della carrareccia si raggiunge Malga Prato di Sotto 1689 m, e proseguendo sempre per la strada

si giunge, dopo aver superato una forra caratteristica, al Ponte di Brocca 1304 m, e quindi a

S. Lorenzo di Banale 758 m (ore 6,00–9,30).

Bocca d’Ambiez

Rif. Agostini

9,30 ore E 1701

Rif. Cacciatore

126 127

BSA

Trasversate nel Gruppo di Brenta


46 Da Campiglio a Mavignola

Attraverso il Passo della Falculotta 2295 m

Partenza strada forestale che parte al km 21,4 della S.S. 239 Pinzolo-

Campiglio, a 2,5 km da Campiglio; piazzola con panchine su

curva della statale, 1370 m circa

Dislivello salita 925 m; discesa 1209 m

Tempo salita ore 3,00; discesa ore 1,30

Difficoltà BS

Esposizione salita prevalentemente est, discesa sud e est

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE itinerario non molto frequentato, ma vario ed interessante. La

discesa del ripido canale che scende dal Passo della Falculotta

deve essere affrontata con nevi sicure. Il percorso sotto la

Malga Valchestria ha vegetazione fitta e pertanto richiede un

buon innevamento.

Salita: con l’itinerario 27 fino al Passo della Falculotta 2295 m (ore 3,00).

Discesa: dal Passo ci si abbassa direttamente in direzione sud lungo un ripido canale, sovente

tormentato da valanghe, e si raggiunge velocemente il pianoro di Malga Valchestria 1888 m

(ore 0,30–3,30). Dalla malga si scende verso sud attraverso un vallone percorso da un affluente

di destra del Sarca di Campiglio, il quale dopo un breve tratto si restringe a forra impraticabile.

Allora, dopo essere scesi un poco nel vallone, si deve tagliare a destra e procedere in leggera

discesa diagonale sul fianco destro della valle in un bosco molto fitto dove risulta difficile

orientarsi, a meno che non si riesca ad individuare la traccia del sentiero estivo. Si sbuca così

d’improvviso nella radura di Claemp 1540 m (ore 0,30–4,00). Da qui si scende verso sinistra in

una fitta boscaglia di ontani per andare a riprendere il vallone, ora più aperto, che si era prima

abbandonato. Si scende sui facili pendii alla destra del torrentello raggiungendo così la S.S.

239 di Madonna di Campiglio al km 22,5 nei pressi del 1° tornante in località La Palù, un paio di

km a monte dell’abitato di S. Antonio di Mavignola 1286 m (ore 0,30-4,30).

Alternativa: dalla Malga Valchestria si può scendere con discesa diagonale in un fitto bosco

verso località Milegna e di qui per strada raggiungere il punto di partenza. Consigliabile solo

se si riesce ad individuare e seguire il sentiero estivo.

Malga Valchestria

Radura Claemp

Monte Ritòrt

) (

Passo Falculotta

4,30 ore E–SE 925

128 129

Milegna

BS

Trasversate nel Gruppo della Presanella


47 Da Campiglio a Mavignola

Attraverso il Passo Nambrón 2460 m

Partenza Malga Nambino (Dancing La Zangola) 1634 m, raggiungibile

da Campiglio per strada carrozzabile

Dislivello salita 826 m; discesa 1374 m

Tempo salita ore 3,30; discesa ore 2,30

Difficoltà BS

Esposizione sud

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE traversata molto interessante, semplice e non faticosa.

Bellissima la parte alta della discesa.

Salita: lungo l’itinerario 30 fino al Lago Serodoli 2368 m (ore 2,30). Da qui si attraversa in

direzione ovest prima il Lago Serodoli e poi il vicino Lago Gelato 2393 m, sormontato dalla

cuspide triangolare della Rocca di Nambrón, quindi volgendo a sinistra si affronta il breve ma

ripido pendio che porta al Passo Nambrón 2460 m (ore 1,00–3,30).

Discesa: dal Passo ci si abbassa con bella discesa nell’ampia Busa degli Spini 2086 m, e

proseguendo nel mezzo della valle ci si immette in una seconda conca che con facile discesa

conduce alla piana di Malga Vallina 1410 m. Si prosegue fino allo sbocco della piana, si attraversa

il Sarca di Nambrón e, tenendosi preferibilmente sulla sinistra, si scende il sottostante

pendio incontrando qualche difficoltà per la vegetazione intricata ed i grossi massi. Si giunge

così al ponte della strada che porta in piano al Rifugio Nambrón 1355 m. Seguendo la strada si

perviene rapidamente al tornante n°4 della S.S. 239 Pinzolo-Campiglio, poco sotto l’abitato di

S. Antonio di Mavignola 1086 m.

130 131

) (

BS

Passo Nambrón

6 ore S 826

Rifugio Nambrón

Trasversate nel Gruppo della Presanella


48 Da Mavignola a Vermiglio

Attraverso la Cima Presanella 3558 m

Partenza tornante n° 4 (km 25,4 1086 m) della S.S. 239 Pinzolo-

Campiglio, poco sotto l’abitato di S. Antonio di Mavignola

Dislivello salita 1287 m + 1185 m; discesa 2323 m

Tempo salita ore 4,30 + 5,30; discesa ore 4,00

Difficoltà OSA

Esposizione prevalente nord

Attrezzatura corda, piccozza e ramponi

VALUTAZIONE grande traversata, lunga ed impegnativa, paesaggisticamente

straordinaria.

Salita: lungo l’itinerario 23 fino a Cima Presanella (ore 10,00).

Discesa: dalla cima della Presanella ci si avvia in direzione ovest, mantenendosi costantemente

vicini alla cresta che collega la Cima Presanella alla Cima Vermiglio, sino a raggiungere lo

stretto intaglio della Sella di Freshfield 3375 m, fra la Cima Vermiglio e la Cima Gabbiolo.

Ci si abbassa lungo la vedretta, facendo attenzione agli evidenti crepacci, e si punta all’ampia

sella del Passo Cercen 3022 m; senza raggiungerlo si prosegue ora con bella discesa sempre

sulla Vedretta Presanella in direzione nord-ovest, sotto le incombenti pareti della Cima Vermiglio.

Giunti su un dosso a quota 2520 m circa ci si abbassa in direzione nord-nord ovest

sino a raggiungere il Rifugio Denza 2298 m. Dal rifugio si scende in direzione nord con un

lungo traverso su erti pendii sino a raggiungere la traccia del sentiero estivo che proviene dal

vecchio Forte Pozzi Alti. La si segue per un breve tratto per poi abbandonarla abbassandosi a

destra lungo la traccia del sentiero estivo che sale direttamente dal fondovalle, superando il

caratteristico roccione sul quale è scavato il sentiero (passaggio della “Scalazza”); si giunge così

ai Masi di Stavèl 1273 m e, proseguendo lungo il sentiero, a Stavèl 1235 m, dove arrivano le

automobili (ore 10,00–14,00).

Cima Presanella

132 133

Rif. Denza

Passo Cercen

) (

OSA

4,30/9,30 ore N 1287/1185

Trasversate nel Gruppo della Presanella


48 Da Mavignola a Vermiglio

Attraverso la Cima Presanella 3558 m

Alternativa di discesa: consente di scendere evitando il passaggio della “Scalazza”. Dal dosso

a quota 2520 m circa, senza volgere a sinistra verso il Rifugio Denza, si punta in direzione

nord-est verso alcune evidenti pareti rocciose; si scende per un canalone percorso da grosse

valanghe e si raggiunge una conca nei pressi del Bivacco della Forestale 1883 m. Senza raggiungerlo

si prosegue sulla destra del Rio Stavèl sino ad un pianoro, si entra nel bosco e ci si

ricongiunge al tracciato sopra descritto che porta ai Masi Stavèl ed a Stavèl.

Alternativa di traversata attraverso la Bocca d’Amola 3076 m: dal Rifugio Segantini, raggiungibile

con l’itinerario 23, è possibile raggiungere Vermiglio attraverso la Bocca d’Amola

senza salire alla vetta della Cima Presanella, con una traversata grandiosa. Dal Rifugio Segantini

2373 m si obliqua leggermente a destra puntando ad un evidente pianoro al termine

del vallone che scende dalla Vedretta d’Amola. Si percorre senza via obbligata il vallone che

progressivamente aumenta la propria pendenza sino a raggiungere la Bocca d’Amola 3076 m

(ore 3,00). Da qui ci si abbassa sulla Vedretta Presanella verso sinistra sotto le impressionanti

pareti Nord della Cima Presanella e della Cima di Vermiglio; fare attenzione in questo tratto ai

numerosi e profondi crepacci che possono rendere insidiosa la discesa. Ci si ricollega così al

dosso di quota circa 2520 m dell’itinerario sopra descritto.

4,30/9,30 ore N 1287/1185

Bocca Amola Cima Presanella Sella Freshfield Passo

Cercen

134 135

48 altern.

OSA

48

) (

Trasversate nel Gruppo della Presanella


49 Da Mavignola a Ossana

Attraverso il Passo Scarpacò 2617 m

Partenza tornante n° 4 (km 25,4 1086 m) della S.S. 239 Pinzolo-

Campiglio, poco sotto l’abitato di S. Antonio di Mavignola

Dislivello salita 1531 m; discesa 1612 m

Tempo salita ore 6,30; discesa ore 3,00

Difficoltà BSA

Esposizione salita est, discesa nord

Attrezzatura ramponi

VALUTAZIONE traversata molto consigliabile, di notevole sviluppo. La discesa

è bellissima nella prima parte, mentre è un po’ accidentata

nella zona boschiva.

Salita: lungo l’itinerario 25 sino al Laghetto Scarpacò 2557 m (ore 6,00). Da qui si punta al

sovrastante Passo Scarpacò 2617 m, che si può raggiungere con salita obliqua attraverso i

pendii di destra, oppure con salita diretta dalla conca lacustre (ore 0,30–6,30).

Discesa: dal Passo ci si abbassa con entusiasmante discesa lungo il ripidissimo vallone che

porta alla conca del Lago Venezia in Val di Bon 2046 m, e da qui si scende tenendosi al centro

della valle fino a raggiungere il ripido pendio boscoso dove si trova il diroccato Baito di Bon

1686 m. Scegliendo preferibilmente i pendii di sinistra si scende sul fondo pianeggiante della

valle e si raggiunge un nuovo ripido pendio boscoso che si percorre verso destra fino a portarsi

sul fondo della Val Piana. Attraverso un rado bosco si costeggia il torrente Foce fino ai ripiani

ondulati di Malga Val Piana 1311 m. Seguendo la strada che percorre il fondo della Val Piana si

raggiunge l’abitato di Ossana 1005 m (ore 3,00).

9,30 ore E–N 1531

Cima Ginèr Cima di Bon

136 137

BSA

Trasversate nel Gruppo della Presanella


50 Da Campiglio a Pellizzano

Attraverso il Passo Valgelada 2515 m

Partenza Malga Nambino (Dancing La Zangola) 1634 m, raggiungibile

da Campiglio per strada carrozzabile

Dislivello salita 881 m; discesa 1207 m

Tempo salita ore 3,30; discesa ore 2,30

Difficoltà BS

Esposizione nord

Attrezzatura normale sci alpinistica

VALUTAZIONE bella traversata, salita non eccessivamente faticosa, discesa

lunga e remunerativa.

Salita: lungo l’itinerario 30 fino al Lago Serodoli 2368 m (ore 2,30). Da qui si attraversa il Lago

in direzione ovest, si raggiunge il Lago Gelato e puntando decisamente a nord si sale senza via

obbligata il pendio che porta al Passo Valgelada, che si apre tra la Cima Bellavista a destra e la

Cima di Valgelada a sinistra.

Discesa: dal Passo ci si abbassa con splendida discesa nel vallone sottostante; dove questo

diventa pianeggiante si punta leggermente a sinistra e si superano alcuni ripidi salti con grossi

massi di frane. Giunti alla confluenza dell’ampio vallone che scende dalla Sella d’Artuìch, ci

si porta sui pendii di destra su un terrazzo alberato e per un ripido pendio si raggiunge un

pianoro. Seguendo il percorso del torrente, attraverso piccole forre, si arriva alla vasta piana

paludosa del Lago di Stablò 1712 m. Allo sbocco della piana ci si porta a destra penetrando nel

fitto bosco e lungo una traccia di sentiero si scende fino a raggiungere la strada che proviene

dal Rifugio Artuìch; da qui con veloce discesa seguendo la strada si perviene alla Malga di

Sopra 1546 m. Sempre lungo la strada si raggiunge l’incrocio che porta al Lago dei Caprioli ed

a Malga Fazzón 1307 m, ove arrivano le automobili.

Cima Lastè Passo Valgelada

138 139

) (

BS

Lago Caprioli

6 ore N 881

Trasversate nel Gruppo della Presanella


51 Cima della Vallazza – Sella di Cima Grosté

Cima della Vallazza, 2810 m – Cima Roma, 2827 m –

Sella di Cima Grosté, 2850 m

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello 800 m circa

Tempo ore 6,00

Difficoltà BSA

Esposizione varia

Attrezzatura piccozza e ramponi

VALUTAZIONE concatenamento di grande interesse, che può essere effettuato

anche in stagione molto avanzata, dal momento che si

svolge tutto oltre quota 2500 m.

Percorso: dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté si segue l’itinerario 9 di Cima

Roma sino alla Sella Flavona 2500 m. Da qui ci si abbassa leggermente nel vallone tra Cima

della Vallazza e Cima Roma e lo si risale senza difficoltà fino a poco prima dell’intaglio che

separa le due cime. Si piega quindi decisamente a sinistra affrontando il ripido scivolo di Cima

della Vallazza; superato tra due rocce il punto più ripido, si prosegue a piedi sulle roccette

sommitali della punta di destra della Cima della Vallazza 2810 m. Si riscende per la via di salita

e dal vallone si risale il pendio Nord di Cima Roma superando alcune fasce rocciose con uno

spostamento verso destra che porta a raggiungere l’itinerario 9 e la vetta di Cima Roma. Si

scende dalla cima in direzione nord-ovest per un tratto con l’itinerario 9, quindi si traversa verso

sinistra lungo delle cengie tra fasce rocciose puntando all’evidente ripido canale che scende

dalla Bocchetta del Campaniletto dei Camosci. Lo si risale sino alla bocchetta, si volge poi a

destra risalendo un altro ripido canalino e si raggiunge la Sella di Cima Grosté 2850 m. Da qui

con l’itinerario 11 si scende fino a raggiungere la stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté.

Cima Roma

Cima

Vallazza

6 ore varia 800

140 141

Sella

Grosté

BSA

Cabinovia Grosté

Concatenamenti nel Gruppo di Brenta


52 Sella di Cima Grosté – Cima Sella

Sella di Cima Grosté da nord, 2850 m – Cima Sella da nord,

2917 m – Discesa in Val Brenta (Plaza)

Partenza stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté 2437 m

Dislivello 800 m circa

Tempo ore 6,30

Difficoltà OSA

Esposizione varia

Attrezzatura corda, piccozza e ramponi

VALUTAZIONE bellissimo concatenamento, vario ed impegnativo.

Percorso: dalla stazione di arrivo della Cabinovia del Grosté si raggiunge la Sella di Cima

Grosté con l’itinerario 11. Si scende sul versante sud lungo un ripido canalino fino alla

Bocchetta del Campaniletto dei Camosci. Ci si cala per il ripidissimo canale con cautela ed al

suo termine ci si sposta a sinistra cercando di non perdere quota. Ci si collega qui all’itinerario

12 che ci porta dapprima alla Cima Sella e poi, con lunga discesa, a Plaza, alla stazione intermedia

della Cabinovia Pinzolo-Campiglio.

Cabinovia Grosté

Bocc. Campaniletto Camosci

Sella

Grosté

6,30 ore varia 800

142 143

OSA

Cima Sella

Rif. Tuckett


53 Monte Nambrón – Monte Nambino

Monte Nambrón da nord, 2625 m – Monte Serodoli, 2708 m –

Monte Nambino da sud-est, 2678 m

Partenza Malga Nambino (dancing La Zangola) 1634 m, raggiungibile

da Campiglio per strada carrozzabile

Dislivello 1500 m circa

Tempo ore 7,00

Difficoltà MS

Esposizione varia

Attrezzatura normale scialpinistica

VALUTAZIONE interessante concatenamento che si svolge interamente nella

conca del Serodoli.

Percorso: con l’itinerario 29 si raggiunge Monte Nambrón. Dalla cima si scende lungo l’ultimo

pendio obliquando a sinistra e puntando al pendio Est del Monte Serodoli. Lo si risale con un

traverso verso destra sino a raggiungere lo spigolo Est, ricollegandoci qui all’itinerario 30 fino

in vetta. Si scende al Lago Serodoli e da qui si punta verso nord lungo alcuni dossi, collegandosi

all’itinerario 31 che porta in vetta al Monte Nambino, e con lo stesso itinerario si scende a

valle alla Malga Nambino.

144 145

Lago

Nambino

7 ore varia 1500

Monte Nambrón Monte Serodoli Monte Nambino

La Zangola

MS

Concatenamenti nel Gruppo della Presanella


54 Monte Nambino – Cima Schulz

Monte Nambino da nord-est, 2678 m – Cima Lastè, 2770 m –

Cima Schulz, 2614 m

Partenza piazzale del Ristorante Genzianella (1556 m), pochi km dopo

il Passo di Campo Carlo Magno, sulla strada Campiglio-

Dimaro

Dislivello 1400 m circa

Tempo ore 8,00

Difficoltà MSA

Esposizione varia

Attrezzatura piccozza e ramponi

VALUTAZIONE bel concatenamento, lungo ed impegnativo.

Percorso: con l’itinerario 33 si raggiunge il Monte Nambino 2678 m. Si scende brevemente

lungo l’ultimo ripido canale e da qui si punta alla Cima Lastè 2770 m, che si raggiunge con

l’itinerario 34. Scesi dalla cima ci si ricollega all’itinerario 35 che porta in vetta alla Cima Schulz

2670 m e, con lo stesso itinerario in discesa, si scende a Malga Nambino.

8 ore varia 1400

146 147

Monte

Nambino

Seggiovie

MSA

Cima Lastè

Cima Schulz

Lago

Malghette

Concatenamenti nel Gruppo della Presanella


AzIEndA PEr Il TurISmo mAdonnA dI CAmPIglIo PInzolo VAl rEndEnA

Madonna di Campiglio, la vicina Pinzolo e la Val Rendena

sono un mosaico di bellezze naturalistiche che offre la possi-

bilità di vivere l’esperienza della montagna a 360°: dallo sci

alpinismo alle escursioni a piedi o con le racchette da neve,

dallo sci allo snowboard, dallo sleddog all’arrampicata su

ghiaccio.

In questi luoghi il paesaggio alpino condensa il meglio di

sé: a est si trovano le Dolomiti di Brenta – Patrimonio

Unesco – con guglie e torrioni suggestivi da scoprire anche

sotto il manto invernale; a ovest si ammirano i ghiacciai

dell’Adamello e della Presanella, ideali per le escursioni

primaverili. Tutt’intorno fa da cornice il Parco Naturale

Adamello Brenta con la sua straordinaria ricchezza di flora

e fauna.

Importanti eventi internazionali di sci alpinismo come la

International Ski Alp Race Dolomiti di Brenta e la Skialp Val

Rendena richiamano ogni anno molti atleti, facendo scoprire

loro la bellezza e l’unicità di questo territorio.

Azienda per il Turismo

Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena

Tel. +39 0465 447501 –+39 0465 501007

www.campigliodolomiti.it info@campigliodolomiti.it

148 149


Un nuovo inverno

Dicembre 2011: nasce la

nuova skiarea Campiglio

Val Rendena Val di Sole

Discese emozionanti e impianti di risalita

hi-tech collegano Pinzolo, in Val Rende-

1 skipass

na, alla Val di Sole, con al centro

Madonna di Campiglio.

È la nuova skiarea Campiglio Val

150 km di piste sci ai piedi Rendena Val di Sole, che sciatori e

5 snowpark

snowboarder hanno a disposizione

dall’inverno 2011/12.

95% innevamento

Disegnata nel cuore delle Dolomiti

programmato

di Brenta Patrimonio dell’Umanità,

62 impianti di risalita

con i suoi 150 km di piste per tutti i

95 piste

gusti, è la più grande del Trentino.

850–2500 metri altitudine

skiarea

La nuova telecabina Pinzolo Campiglio

Express, la più panoramica

di tutte, unisce Pinzolo a Madonna

di Campiglio, regalando spettacolari

scenari sui paesaggi più belli del

Parco Naturale Adamello Brenta.


IfugIo gIorgIo grAffEr 2261 m rIfugIo SToPPAnI

2500 m

Il rifugio è situato in posizione strategica in prossimità delle classiche

cime del Brenta e punto di appoggio per i diversi attraversamenti

del gruppo di Brenta. Tutti i letti sono muniti di piumino e il

rifugio come anche le stanze sono riscaldati. Il rifugio si trova direttamente

lungo le piste del Grostè ed è quindi facilmente raggiungibile,

mantenendo comunque una calorosa accoglienza alpinistica.

In estate è punto di partenza per innumerevoli vie ferrate facili e

medio/difficili attorno alle cime del Brenta e arrampicate classiche

sulle pareti e torrioni della Corna Rossa, Cima Grostè e la via

normale di Pietragrande. È una tappa ambita del circuito Dolomiti

di Brenta Bike e offre solarium e ristorante/self service con piatti

tipici trentini da gustare, nei mesi invernali, anche in terrazza.

Gestione: G. A. Roberto Manni, Grosté, Loc. Graffer

I-38086 Madonna di Campiglio, Dolomiti di Brenta

Tel. / Fax rifugio +39 0465 441358

Cell. +39 348 4105877

www.graffer.com, rifugio@graffer.com

Inverno: da Natale a Pasqua,

55 posti in camere da 2-3-4-5 letti e una camerata da 12

Estate: da giugno a settembre, 78 posti totali

Mete scialpinistiche nelle vicinanze

Cima Grostè (da est e da nord)

Rifugio Graffer (per la malga Vagliana) 2261 m ore 3,30

Rifugio Graffer (attraverso malga Fevri) 2261 m ore 3,30

Cima Vagliana 2861 m ore 4,30

Bocchetta dei Tre Sassi

(lungo Val delle Giare)

2613 m ore 3,30

Cima Roma 2837 m ore 4

Cima Sella (diversi itinerari) 2917 m ore 5,30–6

Bocca di Tuckett 2648 m ore 4,30

Trasversate

Da Campiglio alla Val di Tovel 2503 m ore 7

Da Campiglio al Lago di Tovel

(due diverse)

2376–

2500 m

ore 5–7,30

Da Campiglio a Spormaggiore 2440 m ore 5,30

Da Campiglio a Molveno

(due diverse)

2437 m ore 5–5,30

Il rifugio è situato in posizione centrale rispetto alle molteplici

escursioni scialpinistiche e attraversamenti del Gruppo di Brenta.

Facilmente raggiungibile anche con il bagaglio, perché situato direttamente

alla stazione a monte della cabinovia del Grostè.

In estate è punto di partenza per innumerevoli vie ferrate e arrampicate

sulle classiche cime del Brenta: sentiero Vidi, sentiero Benini,

Bocchette Alte, cima Grostè, cima Roma e Pietra Grande. Per coloro

che preferiscono facili camminate in ambiente dolomitico segnaliamo

il sentiero per il rifugio Tuckett, quello per il lago Spinale o la

discesa per Vallesinella.

Offre solarium, ristorante e self service con piatti tipici trentini.

Gestione: Roberto Scalfi

Passo Grosté

Tel. / Fax rifugio +39 0465 440115

Cell. +39 335 6442690

www.groste.it, robertoscalfi@yahoo.it

Inverno: da fine novembre al 25 aprile, 15 posti in camere da 2 e 3

letti con servizi in stanza e riscaldamento

Estate: dal 20 giugno al 20 settembre

Mete scialpinistiche nelle vicinanze

Rifugio Graffer ( per la malga Vagliana) 2261 m ore 3,30

Rifugio Graffer ( attraverso malga Fevri) 2261 m ore 3,30

Cima Vagliana 2861 m ore 4,30

Bocchetta dei Tre Sassi

(lungo Val delle Giare)

2613 m ore 3,30

Cima Roma 2837 m ore 4

Sella di Cima Grostè da est 2850 m ore 2,30

Cima Sella (diversi itinerari) 2917 m ore 5,30–6

Bocca di Tuckett 2648 m ore 4,30

Trasversate

Da Campiglio alla Val di Tovel 2503 m ore 7

Da Campiglio al Lago di Tovel

(due diverse)

2376–

2500 m

ore 5–7,30

Da Campiglio a Spormaggiore 2440 m ore 5,30

Da Campiglio a Molveno

(due diverse)

2437 m ore 5–5,30

152 153


SCuolA dI AlPInISmo E SCI AlPInISmo gruPPo guIdE AlPInE mAdonnA dI CAmPIglIo

In Inverno

SCI ALPINISMO

Lo sci alpinismo è un’attività entusiasmante per chiunque

voglia allontanarsi dall’affollamento delle piste e immergersi

in un ambiente silenzioso e incontaminato, gustando incantevoli

paesaggi d’alta quota. Salite con pelli di foca e poi... giù

nella neve fresca del fuori pista! Con la guida potrete scendere

anche dalle cime più impegnative del Gruppo del Brenta,

dell’Adamello, della Presanella, dell’Ortles e del Cevedale.

ESCURSIONI CON RACCHETTE DA NEVE (Ciaspole)

A qualsiasi età e senza specifico allenamento si possono vivere

delle emozioni particolari percorrendo in inverno itinerari in

un candore da favola.La guida alpina esperta conoscitrice del

territorio e delle sue vicende vi accompagnerà in entusiasmanti

escursioni mattiniere, pomeridiane e notturne con cena in

rifugio.

FREE RIDE

La massima espressione sciistica in campo libero è lo sci

fuoripista. È naturale riscontrare nello sciatore il desiderio

di sciare in libertà, in ambienti non delimitati, infatti tutta

l’esperienza sciistica precedentemente maturata trova in

questi ambienti e in questo modo di sciare ampi spazi di sperimentazione

e di soddisfazione. La Guida Alpina vi insegna

le nuove tecniche con gli appositi sci da free ride per darvi la

possibilità di scoprire sensazioni uniche in neve fresca.

In Estate

LE VIE FERRATE

Il gruppo di Brenta possiede uno dei più completi e articolati

sistemi di vie ferrate delle Alpi, che copre tutto il massiccio

e permette anche ai non alpinisti di vivere la montagna in

modo completo ed entusiasmante. Non è comunque prudente

avventurarsi in un ambiente alpinistico senza un supporto

tecnico professionale; per questo le guide alpine organizzano

escursioni dove insegnano ad utilizzare l’attrezzatura adeguata

offrendo indimenticabili emozioni in totale sicurezza.

IL TREKKING

Il Trekking è camminare per conoscere e vivere l’ambiente che

ci circonda in profonda armonia. È inoltre un’attività alla portata

di tutti; si possono infatti scegliere bellissimi itinerari che

non presentano difficoltà e sono adatti a chiunque. Le guide

alpine organizzano trekking di varia difficoltà nel Gruppo di

Brenta e nel Gruppo Adamello/Presanella.

CORSI DI ROCCIA E DI ARRAMPICATA

L’arrampicata è un’attività completa, che dà emozioni, richiede

concentrazione e fa fare movimento. Per affrontare in sicurezza

la montagna proponiamo corsi di roccia di tre o sei giorni,

organizzati su due livelli: corso base e corso di perfezionamento.

Per imparare i nodi, l’uso della corda,le caratteristiche dei

materiali e il loro corretto utilizzo. Minimo 4 persone.

Proponiamo inoltre lezioni individuali e collettive di arrampicata

su palestra naturale e indoor per imparare le tecniche

di salita, l’analisi corretta della conformità della roccia e la

conoscenza dell’attrezzatura d’arrampicata.

LA MONTAGNA DEI RAGAZZI

Per i ragazzi che amano muoversi, giocare e stare insieme,

la montagna è un luogo stimolante. Per poterla conoscere in

modo facile e sicuro, le guide alpine organizzano molte attività

educative e divertenti: l’arrampicata,il tarzaning, il ponte

tibetano e le gite per scoprire e osservare gli animali.

ARRAMPICATA CLASSICA E SPORTIVA

Per chi desidera un rapporto con la montagna totale e profondo,

da condividere con il compagno di cordata, la guida alpina è il

partner tradizionale e “storico”. Sia per chi ama l’arrampicata

sportiva che per chi ama l’arrampicata classica, la guida diventa

con naturalezza l’amico ed il maestro, colui che dà tutta la sicurezza

necessaria e soprattutto che insegna le tecniche migliori

per affrontare le difficoltà.

Inoltre: corsi di ghiaccio, arrampicate su cascate e ghiaccio,

escursioni naturalistiche.

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Gruppo Guide Alpine Madonna di Campiglio

Via Pradalago 17 Tel./Fax +39 0465 442634

www.guidealpinecampiglio.it, info@guidealpinecampiglio.it

1911–2011

Centesimo Anniversario

Nell´autunno del 1911 a Madonna di Campiglio un

gruppo di uomini, guide alpine, unì le proprie forze

e le proprie competenze

nell´intento di offrire un

miglior servizio all´ospite e

al viaggiatore.

Il 24 ottobre 1911 l´I. R.

Luogotenenza di Innsbruck

concedeva il nulla osta per

la fondazione del sodalizio:

nasceva così il Gruppo

Guide Alpine di Madonna

di Campiglio, a tutt´oggi la

prima e più antica associazione

della località trentina dedicata alla cura

dell´ospite, alla tutela del territorio e alla promozione

del paese.

In occasione del centesimo anniversario della fondazione

della “Società Soccorso tra le guide alpine

e portatori” Madonna di Campiglio ricorda i suoi

pionieri, che con coraggio e lungimiranza posero le

basi della moderna promozione turistica.

154 155


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Avvertenza

la presente opera è stata realizzata con la massima cura. Ciò

nonostante tutte le informazioni e i dati in essa contenuti

sono da considerarsi meramente indicative: l’Autore e

l’Editore pertanto non si assumono alcuna responsabilità

per eventuali danni o svantaggi derivanti da un loro eventuale

utilizzo.

© 2011 by Tappeiner S.p.A., Lana (BZ), Italia

© 2011 Cierre Edizioni per l’edizione italiana,

Alto Adige escluso

Tutti i diritti riservati.

Quest’opera è protetta in ogni sua parte da copyright. Al di

fuori delle norme sui diritti d’autore, salvo espresso autorizzazione

dell’Editore, è vietata e penalmente perseguibile

ogni sua utilizzazione totale o parziale, come la riproduzione,

la traduzione e l’adattamento, con qualsiasi mezzo,

in particolare microfilm e copie fotostatiche, così come la

memorizzazione e l’elaborazione in sistemi elettronici.

Referenze fotografiche:

Airphoto Tappeiner, Roberto Bazzi

Foto di copertina: Marcello Andreolli

Inserzioni: Tappeiner S.p.A., Azienda per il Turismo Madonna

di Campiglio Pinzolo Val Rendena, Parco Naturale

Adamello Brenta, Funivie Pinzolo, Trentino Spa, Foto Delio

Picciani e altre foto di proprietà privata degli inserzionisti

Coordinamento generale: Tappeiner S.p.A., Lana (BZ)

www.tappeiner.it

Printed in Italy

ISBN 978-88-7073-601-4

www.tappeiner.it

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Altre guide sullo Scialpinismo

Volume 1

Scialpinismo in Alto Adige

Alpi Venoste, Gruppo

dell’Ortles, Alpi Breonie e

Monti Sarentini

140 pagine

ISBN 978-88-7073-523-9

Ulrich Kössler

Volume 3

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Scialpinismo in Alto Adige

Alpi Aurine, Dolomiti

e Lagorai

144 pagine

ISBN 978-88-7073-450-8

Alessandro Beber

Foto Aeree – Cartografia – Punti GPS

Lagorai

Scialpinismo d’avventura

I migliori itinerari ad anello e in traversata

Lagorai

Scialpinismo d’avventura

I migliori itinerari ad

anello e in traversata

196 pagine

ISBN 978-88-7073-563-5


Scialpinismo a Madonna di Campiglio

Questa guida presenta 54 itinerari scialpinistici effettuabili nei dintorni

di Madonna di Campiglio, nel Gruppo delle Dolomiti di Brenta

e nel Gruppo della Presanella; alcuni di questi partono da Madonna

di Campiglio o dalle immediate vicinanze e vi ritornano, altri attraversano

i Gruppi con discesa nelle valli limitrofe e richiedono pertanto

di predisporre un mezzo per il ritorno. Tutti i percorsi sono descritti

dettagliatamente, con indicazione del punto di partenza, il tempo di

salita e discesa, il dislivello, l’orientamento, le difficoltà alpinistiche

e scialpinistiche. Ogni itinerario, oltre alla descrizione, è immediatamente

riconoscibile nella corrispondente fotografia per mezzo di una

evidente traccia ed alcuni importanti punti di riferimento.

www.tappeiner.it

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