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QUALI SONO LE MOSSE DI UNA PEDINA DIVERSA? - Mtmweb.it

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■ Disabil<strong>it</strong>à■<br />

32<br />

MTM ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009<br />

della DOTT.SSA ROSARIA PORCO<br />

Tirocinante in psicologia clinica<br />

AFFRONTARE L’ESPERIENZA PSICOLOGICA dell’handicap<br />

significa innanz<strong>it</strong>utto definire il valore<br />

che diamo a questa realtà umana. Ciò risiede<br />

fondamentalmente nel modo in cui<br />

l’handicap viene interpretato nella nostra<br />

cultura. Di fronte alla disabil<strong>it</strong>à in generale,<br />

ed ai vissuti esperienziali che ne derivano, la<br />

nostra cultura si sente interpellata nella sua<br />

competenza, sfidata nella sua illusione di<br />

onnipotenza che ci fa sperimentare la “colpa”<br />

per “i cattivi risultati”, quasi come fosse<br />

possibile controllarli. Reagisce spesso con<br />

uno sforzo compensatorio accentuando la<br />

ricerca di tecniche sempre più perfezionate<br />

e di approfondimenti diagnostici che con le<br />

loro descr<strong>it</strong>tive catalogazioni ripristinano il<br />

vissuto sociale di efficienza, pur senza cambiare<br />

nulla nella v<strong>it</strong>a del soggetto. Paradossalmente<br />

si assiste al fenomeno per cui il<br />

progresso scientifico con le sue possibil<strong>it</strong>à di<br />

diagnosi precoce, di interventi pred<strong>it</strong>tivi e di<br />

cura, costruendo in ognuno di noi il miraggio<br />

che a tutto ci sia la possibil<strong>it</strong>à di porre rimedio,<br />

peggiora i vissuti dei soggetti colp<strong>it</strong>i<br />

e dei loro familiari, generando rabbia verso<br />

gli errori umani, le mancate previsioni dei san<strong>it</strong>ari,<br />

la loro presunta incompetenza. Questa<br />

rabbia viene spesso utilizzata dalle difese<br />

di ciascuno contro la sofferenza come luogo<br />

di scarica della frustrazione e come manovra<br />

inconscia di tipo disforico e antidepressivo<br />

che, se in parte utile nel momento<br />

della crisi, rappresenta a lungo termine un<br />

impedimento al processo di accettazione del<br />

defic<strong>it</strong> da parte del paziente. Infatti il vissuto<br />

di v<strong>it</strong>tima è molto difficile da convertire in<br />

esperienza propos<strong>it</strong>iva e di responsabile<br />

condivisione della sofferenza del paziente. Il<br />

progresso scientifico ha permesso un enorme<br />

evoluzione delle conoscenze in campo<br />

san<strong>it</strong>ario, che ha dato grandi contributi sul<br />

versante terapeutico, permettendo di ridurre<br />

le incidenze negative della malattia nella<br />

v<strong>it</strong>a di tutti noi. La risorsa principale che fa da<br />

collante tra la disabil<strong>it</strong>à e la cultura è la famiglia;<br />

fonte inesauribile di amore incondi-<br />

Sociale<br />

<strong>QUALI</strong> <strong>SONO</strong> <strong>LE</strong> <strong>MOSSE</strong><br />

<strong>DI</strong> <strong>UNA</strong> PE<strong>DI</strong>NA <strong>DI</strong>VERSA?<br />

La risorsa principale che fa da collante tra la disabil<strong>it</strong>à<br />

e la cultura è la famiglia; fonte inesauribile<br />

di amore incondizionato sorretto da forti legami<br />

zionato sorretto da forti legami. La famiglia<br />

gioca un ruolo importante nella cresc<strong>it</strong>a e<br />

nella cura dei figli, e tutto ciò si carica di maggiore<br />

responsabil<strong>it</strong>à quando il nucleo familiare<br />

si trova davanti alla disabil<strong>it</strong>à. La società<br />

con i suoi schemi e i suoi paradigmi, incapsula<br />

ognuno di noi in un ruolo, in una condizione,<br />

come se fossimo pedine bianche o<br />

nere da muovere a seconde delle circostanze,<br />

seguendo regole all’interno di ciò che<br />

chiamiamo “normal<strong>it</strong>à”.<br />

Ma che cosa succede quando a muoversi su<br />

questa scacchiera non è una pedina bianca<br />

né una pedina nera? Quali sono, allora, le<br />

mosse di una pedina diversa?<br />

Arb<strong>it</strong>rariamente mi sento di rispondere a<br />

questa domanda e vi dico che queste mosse,<br />

sono le mosse giuste; che saltano gli schemi,<br />

che rompono gli argini della cosiddetta “normal<strong>it</strong>à”<br />

e creano, nuovi spazi vincendo la<br />

part<strong>it</strong>a più importante “vivere senza confini”,<br />

oltrepassando ogni lim<strong>it</strong>e fisico e mentale.<br />

Utilizzando la metafora della scacchiera è fa-<br />

cile capire come sia complicato a livello sociale<br />

introdurre in un sistema prestabil<strong>it</strong>o e<br />

statico, una modifica, uno “strappo alla regola”<br />

che ci porta a giocare una part<strong>it</strong>a diversa,<br />

una part<strong>it</strong>a a colori. Oltre al bianco e al<br />

nero delle pedine normali c’è il rosso, il verde,<br />

il giallo, delle pedine speciali, che con la<br />

loro presenza ci ricordano la loro importanza,<br />

la loro voglia di giocare e di mettersi in<br />

gioco, ogni giorno. Su questa immensa<br />

scacchiera che rappresenta la v<strong>it</strong>a a giocare<br />

sono tutti i colori. Ogni colore rappresenta<br />

una persona con i suoi pregi e i suoi difetti,<br />

con le sue forze e le sue debolezze; perché nel<br />

grande gioco della v<strong>it</strong>a ogni pedina è importante<br />

qualunque sia il suo colore.<br />

Tutto ciò vale per ogni tipo di disabil<strong>it</strong>à, dalla<br />

più grave e debil<strong>it</strong>ante a quella più lieve,<br />

ogni difficoltà che si incontra nella v<strong>it</strong>a, permanente<br />

o temporanea che sia, non deve diventare<br />

mai una divers<strong>it</strong>à ma trasformarsi in<br />

una nuova realtà alla quale dobbiamo dare<br />

spazio per capirla ed affrontarla ■


WWW.SIOH.IT<br />

Nuovo consiglio Direttivo:<br />

PRESIDENTE:<br />

Roberto Rozza<br />

VICE-PRESIDENTI:<br />

Marco Magi<br />

Eugenio Raimondo<br />

SEGRETARIO:<br />

Elena Pozzani<br />

TESORIERE:<br />

Annamaria Baietti<br />

CONSIGLIERI:<br />

Fausto Assandri<br />

Gabriella Clarich<br />

Stefano Garatti<br />

Carlo Gnesutta<br />

Paola Morgagni<br />

Oscar Pagnacco<br />

Paolo Ottolina<br />

REVISORI DEI CONTI:<br />

Benedetta Bellettini<br />

Ernesto Iusi<br />

Giuseppe Reale<br />

PROBI-VIRI:<br />

Enrico Calcagno<br />

Franco Novelli<br />

Ettore Valesi Penso<br />

Sociale<br />

OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009 ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE MTM<br />

IL XVº CONGRESSO NAZIONA<strong>LE</strong> SIOH<br />

“ODONTOIATRIA SPECIA<strong>LE</strong>:<br />

L’EVOLUZIONE DELLA PREVENZIONE<br />

E DEL<strong>LE</strong> TERAPIE NEL FUTURO”<br />

IL 16 ED IL17 OTTOBRE 2009 si è<br />

svolto a Genova, il XV Congresso<br />

Nazionale della Società Italiana<br />

di Odontoiatria per l’Handicap<br />

dal t<strong>it</strong>olo “Odontoiatria speciale:<br />

l’evoluzione della prevenzione<br />

e delle terapie nel futuro”.<br />

L’organizzazione del Congresso<br />

è stata affidata al Dott. Enrico<br />

Calcagno dell’Ospedale Gaslini,<br />

membro del Consiglio Direttivo<br />

della SIOH.<br />

La giornata di venerdì 16 si è articolata<br />

in 2 corsi monotematici:<br />

il primo dedicato alla “Gestione<br />

delle emergenze e delle urgenze<br />

nelle lesioni di origine traumatica<br />

dei denti decidui e permanenti”,<br />

tenuto dalla Professoressa<br />

Gabriela Piana e dalla Professoressa<br />

Silvia Pizzi. Nel pomeriggio durante il loro intervento<br />

il Dottor V<strong>it</strong>torio Zavaglia e la<br />

Dottoressa Alessandra Nori hanno<br />

approfond<strong>it</strong>o “Indicazioni e lim<strong>it</strong>i della riabil<strong>it</strong>azione<br />

implantoprotesica nei pazienti vulnerabili con difficoltà<br />

di collaborazione”.<br />

Durante la giornata sono intervenuti, per un saluto ai congressisti<br />

ed una testimonianza di vicinanza alle tematiche<br />

che la SIOH cerca di divulgare, il Dott. Massimo Gaggero,<br />

vice-Presidente nazionale AN<strong>DI</strong> e l’Assessore alla San<strong>it</strong>à<br />

della Regione Liguria, il Dott. Claudio Montaldo. In particolare<br />

quest’ultimo ha sottolineato la necess<strong>it</strong>à di potenziare<br />

l’accesso alle prestazioni odontoiatriche della popolazione<br />

in condizioni di vulnerabil<strong>it</strong>à san<strong>it</strong>aria.<br />

Particolarmente vivace ed interessante è stata la tavola che<br />

ha concluso la giornata di venerdì 16 dal t<strong>it</strong>olo: “Salute orale<br />

e qual<strong>it</strong>à di v<strong>it</strong>a:prospettive ed esigenze educative”. La tavola<br />

rotonda, magistralmente moderata dal Dott. Enrico<br />

Calcagno, è stata un momento di confronto tra le autor<strong>it</strong>à<br />

presenti [il Professor Giampiero Farronato, Direttore della<br />

Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell’Univers<strong>it</strong>à<br />

di Milano, il Dott. Matteo Rosso, Consigliere Regionale<br />

della Liguria ed il Dott. Silvio del Buono, Direttore<br />

San<strong>it</strong>ario dell’Ist<strong>it</strong>uto “Giannina Gaslini”] e i familiari di<br />

pazienti diversamente abili; in particolare è emersa, da<br />

parte delle associazioni e delle famiglie, la necess<strong>it</strong>à di poter<br />

trovare con facil<strong>it</strong>à sul terr<strong>it</strong>orio nazionale centri ad alta<br />

specializzazione per gestire in modo efficace la prevenzione<br />

delle patologie del cavo orale in tali pazienti, nei<br />

quali spesso la cura riabil<strong>it</strong>ativa diventa particolarmente<br />

complessa, vale a dire la necess<strong>it</strong>à di standardizzare i modi<br />

ed i tempi di accesso dei disabili alle strutture di cura.<br />

Il nuovo Consiglio Direttivo Nazionale SIOH<br />

Il Dott. Gaggero e il Dott. Montaldo [al centro]<br />

Sempre nella giornata di venerdì<br />

16 si è svolta l’assemblea dei soci<br />

della SIOH, nonché l’elezione<br />

del nuovo Consiglio direttivo che<br />

resterà in carica nel triennio<br />

2009-2012. Molte ed interessanti<br />

sono state le comunicazioni orali,<br />

presentate sempre nella prima<br />

giornata, dai centri nazionali<br />

pubblici che si occupano di<br />

“odontoiatria speciale” e che<br />

hanno testimoniato l’entusiasmo<br />

e la professional<strong>it</strong>à con i<br />

quali i giovani odontoiatri si avvicinano<br />

a tale materia.<br />

Il XV Congresso SIOH è stato poi<br />

ufficialmente inaugurato sabato<br />

17 alla presenza del Professor<br />

Enrico Gherlone, intervenuto<br />

quale referente per l’odontoiatria<br />

del Ministero della Salute e<br />

stretto collaboratore del Viceministro<br />

Ferruccio Fazio. Numerose<br />

ed interessanti relazioni si sono poi sussegu<strong>it</strong>e<br />

nel corso della giornata; il Professor Gherlone ed il Dott.<br />

Folegatti hanno parlato di “Nuove tecniche riabil<strong>it</strong>ative<br />

a confronto nel paziente totalmente o parzialmente edentulo”,<br />

il Dottor Franco Poggio ha apprond<strong>it</strong>o aspetti pratici<br />

del trattamento ortodontico, la Professoressa Laura<br />

Strohmenger ha illustrato i futuri sviluppi della prevenzione<br />

odontoiatrica; è stata poi la volta del Dottor Zavaglia<br />

e della Dottoressa Nori che hanno descr<strong>it</strong>to il “Ruolo<br />

dell’odontoiatria pubblica nel processo formativoinformativo<br />

per la corretta gestione della vulnerabil<strong>it</strong>à clinica”.<br />

Nel pomeriggio alcuni centri nazionali che si occupano<br />

di odontoiatria e disabil<strong>it</strong>à, hanno descr<strong>it</strong>to le loro<br />

esperienza professionali: la Professoressa Lugliè di<br />

Sassari, la Dottoressa Clarich di Trieste, il Dottor De Angelis<br />

e la Dottoressa Barone di Genova. Un altro argomento<br />

di fondamentale importanza, vale a dire le “Problematiche<br />

medico-legali nella terapia del diversamente<br />

abile” è stato trattato dal Dottor Monestiroli e dal Dott.<br />

Garatti. Parallelamente alla sessione scientifica principale,<br />

si è svolta una sessione dedicata agli igienisti e assistenti<br />

dentali, che ha messo in evidenza la central<strong>it</strong>à di<br />

tali figure professionali, da un lato nel prevenire le patologie<br />

orali e, dall’altro, nella fase di approccio psicoeducativo<br />

alla seduta odontoiatrica. Il prossimo Congresso<br />

SIOH si svolgerà nel 2011, ma nel 2010 l’appuntamento<br />

per i soci sarà il XX Congresso IADH [International<br />

Association for Disabil<strong>it</strong>y and Oral Health], che si svolgerà<br />

in Belgio, a Ghent, dal 25 al 28 Agosto 2010 ■<br />

■ Congresso■<br />

33


■ Famiglie■<br />

34<br />

MTM ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009<br />

di MONICA GIOSCIA Mediatrice familiare e Counsellor<br />

e di A<strong>LE</strong>SSIA LABBA<strong>DI</strong>A Avvocato<br />

LA ME<strong>DI</strong>AZIONE FAMILIARE è un percorso per la<br />

riorganizzazione delle relazioni familiari in<br />

vista della separazione o del divorzio o in segu<strong>it</strong>o<br />

ad essi. In un contesto strutturato il<br />

mediatore, come terzo neutrale e con un formazione<br />

specifica, sollec<strong>it</strong>ato dalle parti,<br />

nella garanzia del segreto professionale e in<br />

autonomia dall’amb<strong>it</strong>o giudiziario, si adopera<br />

affinchè i gen<strong>it</strong>ori elaborino in prima<br />

persona un programma di separazione soddisfacente<br />

per sé e per i figli, in cui possano<br />

eserc<strong>it</strong>are la comune responsabil<strong>it</strong>à gen<strong>it</strong>oriale.<br />

La mediazione è dunque un’alternativa<br />

al confl<strong>it</strong>to, che si differenzia per modal<strong>it</strong>à<br />

e obiettivi sia dalla terapia familiare che dalla<br />

consulenza legale. È un processo di “negoziazione”<br />

in cui una terza persona aiuta le<br />

parti in l<strong>it</strong>e a concordare una soluzione mutualmente<br />

accettabile ai loro problemi.<br />

OBIETTIVI DELLA ME<strong>DI</strong>AZIONE FAMILIARE:<br />

● ricostruire la comunicazione e il dialogo;<br />

● capire i confl<strong>it</strong>ti e superarli;<br />

● ev<strong>it</strong>are il coinvolgimento dei figli nelle dinamiche<br />

confl<strong>it</strong>tuali dei gen<strong>it</strong>ori;<br />

● favorire l’esercizio di una gen<strong>it</strong>orial<strong>it</strong>à consapevole;<br />

● elaborare un piano comune per la riorganizzazione<br />

della v<strong>it</strong>a familiare in conseguenza<br />

alla crisi coniugale;<br />

● ridurre il contenzioso dopo la separazione.<br />

Il modello di mediazione familiare adottato<br />

dal Centro La Casetta, prevede che le sedute<br />

vengano condotte in co - mediazione da<br />

un mediatore di formazione psicologica e un<br />

mediatore di formazione giuridica. Il percorso<br />

si svolge in 10-12 incontri della durata<br />

di un’ora circa. Le sedute hanno una cadenza<br />

di circa 15 giorni.<br />

IL COLLOQUIO <strong>DI</strong> ACCOGLIENZA:<br />

I mediatori illustrano alla coppia il percorso<br />

di mediazione, individuandone l’amb<strong>it</strong>o<br />

d’azione e gli obbiettivi. In particolare si<br />

preoccupano di chiarire che:<br />

Sociale<br />

IL PERCORSO <strong>DI</strong> ME<strong>DI</strong>AZIONE<br />

FAMILIARE NELL’ESPERIENZA<br />

DEL CENTRO PER LA FAMIGLIA<br />

“LA CASETTA”<br />

1. La mediazione familiare è un percorso<br />

per regolare i confl<strong>it</strong>ti salvaguardando le<br />

necess<strong>it</strong>à e le esigenze affettive dei figli<br />

2. Non si propone di rimettere insieme la<br />

coppia, ma solo di trovare degli accordi,<br />

garantendo ai figli la possibil<strong>it</strong>à di mantenere<br />

un rapporto sereno con entrambi<br />

i gen<strong>it</strong>ori<br />

3. Non si propone come una consulenza legale,<br />

né sost<strong>it</strong>uisce il provvedimento<br />

giudiziario<br />

4. Il mediatore rappresenta un aiuto esterno<br />

per riprendere a comunicare<br />

5. Il mediatore non prende decisioni per<br />

nessuno e non obbliga ad accettare<br />

compromessi che non convincono<br />

6. La mediazione garantisce la riservatezza<br />

e l’autonomia della procedure legali di<br />

separazione<br />

7. Il percorso si articola in 10-12 sedute al<br />

massimo<br />

8. Ci sono regole di cortesia da rispettare<br />

9. Le parti sono inv<strong>it</strong>ate a rivolgersi ai rispettivi<br />

legali ogni qualvolta ravvisino la<br />

necess<strong>it</strong>à di ricevere informazioni e chiarimenti<br />

di carattere legale<br />

10.Le parti si impegnano a rispettare un dovere<br />

di informazione, ev<strong>it</strong>ando di nascondere<br />

informazioni rilevanti.<br />

Associazione “La Casetta”<br />

Centro per la famiglia Onlus-Roma<br />

Via E.Albanese, 61 - 00149<br />

centrolacasetta@libero.<strong>it</strong><br />

www.la-casetta.org<br />

Responsabile: Monica Gioscia<br />

Cell. 3336760227<br />

Ciascuna delle parti decide autonomamente<br />

e liberamente se iniziare o meno il percorso.<br />

In caso di consenso da parte di entrambi<br />

i coniugi, gli stessi sottoscriveranno<br />

un accordo di partecipazione alla mediazione,<br />

impegnandosi al rispetto delle regole sopra<br />

enucleate. Ciascuna parte potrà interrompere<br />

il percorso in ogni momento.<br />

STESURA DELL’ACCORDO:<br />

Il mediatore stende una bozza dell’accordo<br />

raggiunto dalla coppia.<br />

Si tratta di un programma, contenente tutti<br />

gli accordi presi dalle parti nel rispetto dei loro<br />

interessi personali e degli interessi dei figli.<br />

L’accordo sottoscr<strong>it</strong>to da entrambi i coniugi<br />

avrà valore di scr<strong>it</strong>tura privata e verrà trasmesso<br />

ai rispettivi legali, i quali provvederanno<br />

ad inserirlo nel ricorso congiunto da<br />

depos<strong>it</strong>are in tribunale ■


“ ■<br />

Sociale<br />

OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009 ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE MTM<br />

IL CA<strong>LE</strong>NDARIO 2010 GIOCA CON ME!<br />

DELLA ASSOCIAZIONE S.OL.CO. ONLUS a cura della REDAZIONE<br />

GIOCA CON ME”: il piccolo Yanu ti sta inv<strong>it</strong>ando<br />

a seguirlo nei suoi momenti di svago, in Africa.<br />

Che aspetti a seguirlo? Yanu è un bambino<br />

frutto della nostra fantasia. Lo incontrerai<br />

in tutte le pagine del calendario 2010 “Gioca<br />

con me”. Ti racconterà, con immagini e semplici<br />

parole, come i suoi coetanei giocano e si<br />

divertono nel villaggio di Ingorè [Guinea Bissau].<br />

Il gioco è il filo conduttore che noi dell’Associazione<br />

S.ol.co. Onlus abbiamo scelto<br />

per l’anno 2010. Un tema che ci permette di<br />

dar voce e spazio ai tantissimi bambini incontrati<br />

durante i nostri campi di lavoro. Ci<br />

hanno travolto con la loro incontenibile allegria<br />

e creativ<strong>it</strong>à. A volte ci siamo lasciati<br />

coinvolgere nei loro divertimenti; più spesso,<br />

in disparte, li abbiamo osservati. Abbiamo<br />

avuto modo di vedere con i nostri occhi<br />

quanto rapidamente una vecchia tanica, nelle<br />

mani di un bambino africano, possa trasformarsi<br />

in un simpatico bolide che sfreccia<br />

sugli sterrati polverosi della Guinea Bissau.<br />

Ed osservare quanto ci si possa divertire arrampicandosi<br />

sulle travi di un tetto, saltellando<br />

da un riquadro all’altro nel tradizionale<br />

gioco della “campana” o guar-<br />

dando il mondo alla rovescia in<br />

capovolte all’aria aperta. Mese<br />

dopo mese, seguendo il piccolo<br />

Yanu, avremo la possibil<strong>it</strong>à di<br />

compiere un viaggio alla scoperta<br />

del gioco, anzi dei tantissimi<br />

giochi con cui si divertono i<br />

bambini in Africa. Ed, in parte, di<br />

recuperare giochi cari ai nostri nonni e gen<strong>it</strong>ori,<br />

che ormai le generazioni più giovani non<br />

conoscono e praticano più.<br />

Tutti i fondi raccolti grazie al calendario<br />

“Gioca con me” saranno devoluti in favore<br />

Se desideri richiedere il calendario<br />

puoi contattarci via email<br />

info@solconlus.org<br />

o telefonicamente al numero<br />

320.5554515<br />

del progetto san<strong>it</strong>ario “Arriva il<br />

Dottore!”. Il progetto prevedeva<br />

l’acquisto di un nuovo mezzo di<br />

trasporto per la missione di Ingorè<br />

[Guinea Bissau] e la costruzione<br />

ed allestimento di<br />

una clinica\ di primo soccorso<br />

principalmente dedicata a donne<br />

incinte e bambini. Già avviato<br />

da qualche anno, grazie ai<br />

contributi ricevuti, l’Associazione<br />

ha potuto provvedere all’acquisto<br />

di un nuovo fuoristrada<br />

utilizzato dal personale<br />

san<strong>it</strong>ario per recarsi nei diversi<br />

villaggi lim<strong>it</strong>rofi ad Ingorè e per<br />

il trasferimento degli ammalati<br />

in strutture più idonee, nei casi<br />

più gravi. Inoltre, ha finanziato<br />

i lavori di costruzione di un<br />

nuovo edificio che oggi consta di diverse<br />

stanze che saranno presto utilizzate per vis<strong>it</strong>are<br />

gli ammalati e garantire spazi di degenza<br />

per i casi più gravi. Poichè la costruzione<br />

è ormai quasi terminata, il prossimo<br />

obiettivo dell’Associazione è allestire gli interni.<br />

Sono stati già predisposti gli acquisti<br />

di infissi, rivestimenti, piastrelle e pannelli<br />

solari. A breve sarà necessario acquistare<br />

tutti gli arredi per rendere funzionale la<br />

struttura ospedaliera [letti, armadi, scrivanie,<br />

ecc.]. È inoltre prevista la costruzione di<br />

alcuni locali adiacenti destinati ad uso cucina<br />

e lavanderia ■<br />

Solidarietà■<br />

35


MTM ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009<br />

■ M.N.C./Storia della f<strong>it</strong>oterapia■<br />

36<br />

del PROF. DOTT. SALVATORE BARDARO<br />

Odontoiatra, Perf. Medicina Interna,<br />

Esperto in Medicine Non Convenzionali,<br />

Membro Forum MNC OMCeO Roma,<br />

Membro Osservatorio MNC FNOMCeO,<br />

Docente Master “Medicina Integrata”<br />

Facoltà Medicina e Chirurgia<br />

Univers<strong>it</strong>à Siena,<br />

Presidente AMNCO,<br />

Libero Professionista in Roma<br />

www.amnco.<strong>it</strong><br />

LA SCOPERTA DEL<strong>LE</strong> PROPRIETÀ CURATIVE delle<br />

piante è, all’inizio, sicuramente un fatto<br />

istintivo e casuale. L'uomo prim<strong>it</strong>ivo r<strong>it</strong>rova<br />

nella pianta il cibo e la medicina, avvalendosi<br />

di esperienze personali, anche negative,<br />

nonché del comportamento degli animali.<br />

Chi meglio di tutti conosceva la natura<br />

[lo stregone] era anche tenuto in particolare<br />

considerazione.<br />

Le prime notizie dell’uso di piante ed erbe a<br />

scopo curativo risalgono a 10.000 anni fa, in<br />

India. Il primo testo scr<strong>it</strong>to sulla medicina<br />

con le piante è fatto d’argilla. Consiste in una<br />

serie di tavolette [Ninive] incise con caratteri<br />

cuneiformi ed i suoi autori, i Sumeri, lo redassero<br />

circa 3000 anni prima di Cristo. Il r<strong>it</strong>rovamento<br />

in Assiria di queste tavolette, tra<br />

cui quella di Assurbanipal, provenienti dalla<br />

famosa biblioteca di Ninive, ha consent<strong>it</strong>o<br />

di conoscere l’utilizzo a scopi terapeutici<br />

della belladonna e della canapa indiana, la<br />

coloquintide, l’oppio, la cassia.<br />

Documenti scr<strong>it</strong>ti molto antichi sono anche<br />

quelli appartenenti alla civiltà cinese relativi<br />

all’uso e alle proprietà dei medicamenti e<br />

dei veleni: tra questi è assai noto l’Erbario di<br />

Shên Nung [ca. 2700 a. C.], che annovera 360<br />

droghe. Altri importanti sono i papiri egiziani<br />

di Ebers e di Sm<strong>it</strong>h [ca. 1600 a. C.] che<br />

descrivono 160 droghe e piante medicamentose<br />

tra cui l’oppio, il giusquiamo e il ricino.<br />

Gli egizi conoscevano più di 700 forme<br />

di medicamenti, di natura sia vegetale che<br />

animale. Considerevoli sono i libri sacri della<br />

civiltà indiana [1000-800 a. C.], che elen-<br />

Medicina Non Convenzionale<br />

F<strong>it</strong>oterapia:<br />

storia e percorsi<br />

della cura<br />

con le piante<br />

Fin dalla preistoria l'uomo si è serv<strong>it</strong>o delle piante,<br />

la forma più arcaica di medicamento e di cibo<br />

cano oltre 800 droghe medicinali. La stessa<br />

Bibbia ci tramanda l’uso, da parte degli<br />

ebrei, di alcune piante, come l’issopo e il cedro,<br />

per curare le malattie.<br />

La conoscenza delle tecniche f<strong>it</strong>oterapiche<br />

orientali è arrivata ai Greci attraverso la civiltà<br />

dei Persiani.<br />

Inizialmente, come in tutte le civiltà antiche,<br />

la medicina era permeata da attributi magici<br />

e religiosi; ma intorno all’ VIII - V secolo a.c.<br />

la pratica terapeutica degli Asclepiadi, la casta<br />

dei medici, spogliò la medicina da questi<br />

attributi arcaici rendendola molto più<br />

pragmatica.<br />

La cura con le piante medicinali è c<strong>it</strong>ata già<br />

da Omero, che nell’Iliade e nell’Odissea par-<br />

la dei nepenti [forse derivati dall’oppio] che<br />

servivano per dimenticare tutti i dolori.<br />

Nel 500 a.C., Xanto di Lidio decantava le proprietà<br />

del cetriolo selvatico; l’aglio era raccomandato<br />

da Aristofane, l’aneto e l’artemisia<br />

da P<strong>it</strong>agora.<br />

La f<strong>it</strong>oterapia greca sviluppa, inoltre, le tecniche<br />

terapeutiche orientali con le piante<br />

esotiche [specialmente cannella e zenzero]<br />

grazie alle spedizioni di Alessandro Magno.<br />

Lo studio delle Scienze Naturali e della Botanica<br />

hanno inizio presso la scuola filosofica<br />

fondata da Aristotele [384 - 322 a.C.], che<br />

fa riferimento alla medicina ippocratica, per<br />

quanto concerne le tecniche terapeutiche. In<br />

alcune sue opere, egli illustra le proprietà di


Medicina Non Convenzionale<br />

alcune "piante magiche", come l’alloro ed il<br />

pioppo, la pianta sacra ad Ercole.<br />

Ippocrate di Cos [470 - 375 a.C.], considerato<br />

il padre della medicina, ha il mer<strong>it</strong>o di<br />

aver raccolto ed elaborato, nel suo Corpus<br />

Ippocraticum, le conoscenze mediche del<br />

suo tempo, fornendo indicazioni sui rimedi<br />

naturali da usare per ogni malattia. Coi<br />

suoi aforismi, le sue ricette, i suoi metodi di<br />

dosaggio e le sue diete, influenzò il mondo<br />

romano e parte di quello medievale. Fu lui a<br />

classificare per la prima volta in modo organico<br />

300 specie di piante medicinali.<br />

Teofrasto [372 - 287 a.C.] è il successore di<br />

Aristotele e suo allievo. Continua l’opera del<br />

Maestro: i cr<strong>it</strong>eri razionali usati nello studio<br />

delle piante ne fanno il padre della Botanica<br />

moderna. È suo il primo trattato siste-<br />

Le prime notizie sull'uso di piante<br />

ed erbe a scopo curativo risalgono<br />

a 10.000 anni fa, in India.<br />

Nel 1986 la F<strong>it</strong>oterapia è stata<br />

riconosciuta in Francia dal Ministero<br />

della San<strong>it</strong>à come Medicina<br />

matico di botanica farmaceutica, De historia<br />

plantarum. Un testo di difficile lettura, in<br />

quanto i nomi delle 500 piante sono completamente<br />

diversi dagli attuali, anche se si<br />

basano sul tipo di fusto e sulla possibil<strong>it</strong>à di<br />

coltivare o meno la specie vegetale. Le proprietà<br />

antielmintiche oggi riconosciute al<br />

felce maschio sono state scoperte da Teo-<br />

frasto, che nei suoi scr<strong>it</strong>ti dimostra di conoscere<br />

bene le varie tecniche da seguire per la<br />

raccolta delle piante: le diverse proprietà<br />

della pianta in relazione alla parte usata ed<br />

il tempo balsamico per il miglior utilizzo dei<br />

principi attivi.<br />

Tuttavia le prime opere con carattere di veri<br />

trattati di farmacognosia e di farmacoterapia<br />

compaiono solo in epoca romana. In<br />

esse i farmaci non vengono più riportati sotto<br />

forma di semplici elenchi o in appendice<br />

alle malattie, come negli scr<strong>it</strong>ti di Ippocrate,<br />

ma secondo cr<strong>it</strong>eri sistematici e descr<strong>it</strong>tivi<br />

riferentisi all’uso, agli effetti utili o dannosi,<br />

al dosaggio, alle modal<strong>it</strong>à di somministrazione,<br />

ecc. Sin dal I sec. d.C., a Roma, era uso<br />

comune coltivare orti con piante medicinali.<br />

Tra le più significative opere di quest’e-<br />

poca vanno ricordate il De medicina<br />

di Celso [18 d. C.]; l’assai<br />

importante opera in 5 volumi di<br />

Pedanio Dioscoride Anazarbeo<br />

[sec. I d.C.], De materia medica,<br />

che tratta tutta la conoscenza<br />

medica dell’epoca, inclusa quella<br />

relativa alle proprietà medicinali<br />

delle piante. Questa enciclopedia<br />

ebbe grandissima autor<strong>it</strong>à<br />

in tutto il Medioevo, fin quasi al XVI<br />

sec. Per la prima volta, inoltre, si tenta di<br />

classificare le piante non in ordine alfabetico<br />

ma secondo le loro affin<strong>it</strong>à. Le descrizioni<br />

contenute in queste opere spesso erano<br />

fortemente influenzate da concezioni filosofiche,<br />

magiche e astrologiche.<br />

Di epoca romana vanno anche ricordati Pli-<br />

OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009 ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE MTM<br />

nio il Vecchio [23-79 d. C.], la cui opera Naturalis<br />

historia in 37 libri, è un’autentica enciclopedia,<br />

ancora oggi fondamentale per<br />

farci apprendere le conoscenze della farmacologia<br />

degli antichi; Claudio Galeno<br />

[129-201 d. C.], il medico più illustre di tutta<br />

l’antich<strong>it</strong>à dopo Ippocrate, che catalogò i<br />

medicamenti in funzione del "calore", o<br />

umore, secondo gradi crescenti, permettendo<br />

la scelta del farmaco con tale parametro<br />

per ogni malattia [Methodus medendi].<br />

Infine il medico bizantino Oribasio [325-<br />

403 d. C.], che trattò di falsificazione delle<br />

droghe.<br />

Tra i più antichi orti o giardini botanici del<br />

mondo si ricordano quelli di Alessandria<br />

d’Eg<strong>it</strong>to sotto i Tolomei [dal IV secolo a.C.] e<br />

quello ist<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o ad Atene, intorno al 340 a.C.,<br />

a scopo di studio e per volontà di Aristotele,<br />

che ne affidò la gestione a Teofrasto.<br />

La f<strong>it</strong>oterapia moderna ha origine nel periodo<br />

rinascimentale con la nasc<strong>it</strong>a delle<br />

prime scuole mediche laiche e delle prime<br />

univers<strong>it</strong>à [Scuola medica salern<strong>it</strong>ana sec.<br />

XI-XIII, Univers<strong>it</strong>à di Montpellier sec. XII].<br />

Paracelso, i Medici, gli Estensi, Leonardo da<br />

Vinci favoriscono la ricerca, che tra le varie<br />

innovazioni porta alla creazione dell’orto<br />

botanico di Padova e poi a quello di Pisa. Si<br />

assiste ad un progressivo allontanamento<br />

dall’empirismo degli alchimisti a favore di<br />

una verifica scientifica con mezzi di indagine<br />

sempre più sofisticati. Questo permette<br />

a Carlo Linneo [1707-1778 d.C.] lo studio sistematico<br />

delle piante e la determinazione<br />

di regole rigorose per la coltivazione e la raccolta<br />

delle erbe medicinali.<br />

È nel 1986 che la f<strong>it</strong>oterapia è stata ufficialmente<br />

riconosciuta in Francia dal Ministero<br />

della San<strong>it</strong>à come una medicina con dign<strong>it</strong>à<br />

autonoma. Prova incontestabile della<br />

loro efficacia, i medicamenti raccomandati<br />

in f<strong>it</strong>oterapia sono tutti t<strong>it</strong>olati in principi<br />

attivi, il che significa che essi contengono, in<br />

concentrazione più o meno elevata ma<br />

sempre nota, sostanze dotate di attiv<strong>it</strong>à farmacologiche.<br />

Ancora oggi gli studiosi, oltre a isolare i principi<br />

attivi più importanti, cercano di comprendere<br />

per quale motivo una pianta usata<br />

nella sua total<strong>it</strong>à dia effetti diversi da quelli<br />

ottenuti con l’utilizzazione del suo solo<br />

principio attivo. Questa differenza di azione<br />

è stata imputata al cosiddetto f<strong>it</strong>ocomplesso,<br />

che secondo le teorie più correnti è considerato<br />

come una ent<strong>it</strong>à biochimica un<strong>it</strong>aria<br />

e dinamica ■<br />

■ M.N.C./Storia della f<strong>it</strong>oterapia■<br />

37


MTM ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009<br />

■ M.N.C./F<strong>it</strong>oestrogeni■<br />

38<br />

Medicina Non Convenzionale<br />

del PROF. VINCENZO ALOISANTONI del PROF. UGO CAVICCHIA della DOTT.SSA NOEMI GUGLIOTTI<br />

IL CLIMATERIO RAPPRESENTA <strong>UNA</strong> FASE di transizione<br />

della v<strong>it</strong>a femminile in cui la capac<strong>it</strong>à<br />

riproduttiva diminuisce progressivamente<br />

fino a scomparire.<br />

Alcune donne mostrano in questo periodo<br />

alterazioni dell’equilibrio psico-emotivo e<br />

neurovegetativo che si traducono in affaticabil<strong>it</strong>à,<br />

irr<strong>it</strong>abil<strong>it</strong>à, cefalea, vampate di calore<br />

e nelle note manifestazioni a carico dei<br />

diversi apparati dell’organismo.<br />

Per anni i dati della letteratura sono stati<br />

concordi nel r<strong>it</strong>enere la terapia estrogenica<br />

“sost<strong>it</strong>utiva” come quella da consigliare alla<br />

maggioranza delle donne in menopausa<br />

nonostante i risaputi effetti collaterali. Attualmente<br />

studi effettuati sui poteri f<strong>it</strong>oestrogenici<br />

di alcune piante dimostrano come<br />

la natura stessa possa avvicendare la terapia<br />

estro-progestinica sost<strong>it</strong>utiva.<br />

Fra le piante che possiedono un’azione f<strong>it</strong>oestrogenica<br />

si annovera l’Agnocasto [V<strong>it</strong>ex<br />

agnus-castus], la parte della pianta utilizzata<br />

come droga [frutti] contiene olio etereo,<br />

alcaloidi, flavonoidi e iridoidi. La sperimentazione<br />

preclinica in v<strong>it</strong>ro e in vivo ha<br />

evidenziato che la droga incrementa la secrezione<br />

di LH e deprime quella della PRL<br />

[prolattina], ma non è stata in grado di individuare<br />

i principi che si rendono responsabili<br />

di questi effetti. Mentre la ridotta secrezione<br />

di PRL può essere razionalmente<br />

ricondotta alla minore attiv<strong>it</strong>à estrogenica<br />

derivante dall’incremento di LH, le modal<strong>it</strong>à<br />

di questo incremento restano ancora<br />

I f<strong>it</strong>oestrogeni<br />

nella menopausa<br />

La menopausa è un periodo della v<strong>it</strong>a della donna che va<br />

vissuto con seren<strong>it</strong>à e ottimismo. Le piante e in particolare<br />

i composti ad azione f<strong>it</strong>oestrogenica presenti in esse<br />

possono aiutare la donna a r<strong>it</strong>rovare il proprio equilibrio<br />

psicofisico in questo fisiologico periodo della v<strong>it</strong>a<br />

del tutto sconosciute. La sperimentazione<br />

preclinica in vivo ha evidenziato che la<br />

maggiore attiv<strong>it</strong>à progestinica promossa<br />

dall’incremento di LH può migliorare il trofismo<br />

osseo, ma a dosi elevate non compatibili<br />

con l’impiego clinico.<br />

Il meccanismo d’azione giustifica l’utilizzo<br />

dell’agnocasto, oltre che nelle iperprolattinemie<br />

e nelle sindromi premestruali, anche<br />

nell’iperestrinismo che si accompagna alla<br />

premenopausa e cost<strong>it</strong>uisce un importante<br />

fattore di rischio carcinogenetico.<br />

La vasta letteratura qualificata, mentre<br />

conferma l’efficacia della droga in queste<br />

indicazioni, non segnala effetti tossici nella<br />

terapia a breve e lungo termine alle dosi<br />

consigliate [40 mg/die].<br />

Per le sue caratteristiche l’Agnocasto è stato<br />

registrato come special<strong>it</strong>à medicinale in<br />

Germania.<br />

Altra alternativa naturale agli estrogeni è<br />

cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a dalla Cimicifuga [Actaea racemosa],<br />

la parte della pianta utilizzata come<br />

droga [rizoma] contiene glicosidi tr<strong>it</strong>erpe-<br />

In questo breve relazionale sono esaminate in forma<br />

necessariamente molto sintetica le modal<strong>it</strong>à di azione e le<br />

conseguenti attiv<strong>it</strong>à terapeutiche di alcune piante che trovano<br />

largo impiego nei disturbi del climaterio e della menopausa<br />

nici, alcaloidi, isoflavoni [formononetina],<br />

tannini ed acido salicilico. La sperimentazione<br />

preclinica in v<strong>it</strong>ro ed in vivo ha evidenziato<br />

che la droga deprime la sintesi di<br />

LH, ma non è stata in grado di individuare<br />

i principi attivi responsabili di questo effetto<br />

né le modal<strong>it</strong>à con le quali si realizza.<br />

A tal propos<strong>it</strong>o è stato ipotizzato che la cimicifuga<br />

provocherebbe una depressione<br />

del tono noradrenergico ipotalamico, che a<br />

sua volta si renderebbe responsabile di un<br />

minore rilascio di LHRH e quindi di una ridotta<br />

sintesi di LH.<br />

La diminuzione della sintesi di LH e la conseguente<br />

maggiore attiv<strong>it</strong>à estrogenica giustifica<br />

l’impiego della cimicifuga nel controllo<br />

delle turbe del climaterio, la durata<br />

della terapia e le controindicazioni.<br />

Numerose indagini cliniche controllate<br />

hanno evidenziato che la Cimicifuga riduce<br />

in modo significativo le vampate di calore<br />

e le sudorazioni che, com’è noto, sono<br />

correlate ai picchi secretivi di LH, le turbe<br />

neurovegetative e la secchezza vaginale con<br />

le relative manifestazioni associate. La<br />

maggiore attiv<strong>it</strong>à estrogenica preclude<br />

l’impiego della droga nelle sindromi climateriche<br />

accompagnate da iperestrinismo e<br />

ne lim<strong>it</strong>a la durata di impiego per ev<strong>it</strong>arne<br />

l’insorgenza.<br />

La vasta letteratura non segnala effetti tos-


Medicina Non Convenzionale<br />

Agnocastano Cimifuga<br />

sici riconducibili alla droga con le dosi raccomandate<br />

[40mg/die] e per una durata del<br />

trattamento non superiore ai 6 mesi.<br />

Decisamente la pianta più conosciuta per le<br />

proprietà f<strong>it</strong>oestrogeniche è la Soia [Glycine<br />

max], che cost<strong>it</strong>uisce l’alimento base<br />

delle popolazioni asiatiche. Essa contiene<br />

nei semi proteine, lipidi, glucidi, v<strong>it</strong>amine,<br />

minerali, saponine ed isoflavoni che ne sono<br />

i principi farmacologicamente attivi. I<br />

quattro isoflavoni in forma attiva che entrano<br />

nella circolazione ematica sono la genisteina,<br />

la daidzeina, la formononetina e la<br />

biocanina-A. La presenza di due anelli aromatici<br />

nella struttura conferisce a questi<br />

composti la capac<strong>it</strong>à di interagire con i recettori<br />

degli estrogeni, seppure con potenza<br />

estremamente ridotta, e ne leg<strong>it</strong>tima la<br />

denominazione di f<strong>it</strong>oestrogeni. Questi<br />

composti posseggono la stessa affin<strong>it</strong>à recettoriale<br />

degli estrogeni endogeni ed una<br />

potenza di attivazione che nei confronti<br />

dell’estradiolo è compresa tra l’1% della genisteina<br />

e 0,1% della formononetina.<br />

Questa ridotta capac<strong>it</strong>à di stimolo conferisce<br />

agli isoflavoni della soia un’azione dualista<br />

cioè la possibil<strong>it</strong>à di potenziare l’effetto<br />

biologico degli estrogeni endogeni quando<br />

il loro livello risulta basso e di deprimerlo<br />

quando risulta elevato.<br />

La capac<strong>it</strong>à di deprimere l’iperstimolazio-<br />

ne estrogenica svolge un ruolo cruciale nella<br />

prevenzione dei tumori della mammella<br />

e dell’utero perché riduce il rischio d’innesco<br />

di una divisione cellulare incontrollata<br />

che questa s<strong>it</strong>uazione ormonale squilibrata<br />

può provocare. Sotto questo aspetto la<br />

genisteina risulta la più efficace come dimostra<br />

la forte inibizione, sperimentalmente<br />

evidenziata, dell’ enzima tirosina<br />

chinasi, che è responsabile dello stimolo<br />

proliferativo, e dell’angiogenesi che assicura<br />

la vascolarizzazione dei tumori.<br />

La ricerca preclinica in vivo e la ricerca clinica<br />

controllata hanno evidenziato che gli isoflavoni<br />

e soprattutto la genisteina rallentano<br />

la perd<strong>it</strong>a di calcio dalle ossa che si verifica in<br />

menopausa per la caduta degli estrogeni endogeni<br />

e che tale effetto è mediato dalla loro<br />

interazione con i recettori che sono particolarmente<br />

rappresentati in questi tessuti.<br />

Poiché la cute è un organo-bersaglio elettivo<br />

degli estrogeni endogeni gli isoflavoni<br />

della soia contribuiscono a rallentare i fenomeni<br />

distrofici che si manifestano nella<br />

donna in menopausa per la caduta di questi<br />

ormoni.<br />

Le indagini epidemiologiche confermano<br />

l’efficacia degli isoflavoni della soia nella riduzione<br />

dei disturbi del climaterio e della<br />

menopausa, nella prevenzione dei tumori<br />

della mammella e dell’utero e nel rallenta-<br />

OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009 ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE MTM<br />

mento dello sviluppo osteoporotico. Infatti<br />

da queste indagini è emerso che delle<br />

donne asiatiche in menopausa solo il 20%<br />

soffre di vampate di calore contro il 70% di<br />

quelle occidentali, inoltre il rischio di sviluppare<br />

tumori della mammella e dell’utero<br />

nelle donne asiatiche è da 5 ad 8 volte inferiore<br />

rispetto a quelle occidentali, lo<br />

stesso dicasi per le fratture ossee.<br />

Poiché la soia ed i suoi derivati non fanno<br />

parte della nostra alimentazione quotidiana,<br />

per assumere una quant<strong>it</strong>à adeguata di<br />

isoflavoni che ne garantisca gli effetti terapeutici<br />

si deve fare ricorso agli estratti della<br />

soia standardizzati in isoflavoni e saponine.<br />

Il dosaggio consigliato a scopo preventivo è<br />

di 50mg/die di isoflavoni e a scopo terapeutico<br />

è di 100mg/die, a questi dosaggi la<br />

vasta letteratura qualificata non segnala effetti<br />

tossici.<br />

Si tratta a tutti gli effetti d’interessanti piante<br />

medicinali, sperando che in futuro gli<br />

studi su questo tema aumentino sia nel<br />

campo della farmacologia tradizionale sia<br />

nel campo dell’omeopatia [di cui è nota<br />

l’assenza di effetti indesiderati parimenti a<br />

una forte attiv<strong>it</strong>à terapeutica: Prof. Salvatore<br />

Bardaro], affinché si abbia una visione<br />

più ampia e dettagliata riguardo l’impiego<br />

di tali piante facendo luce sui loro effetti<br />

collaterali ■<br />

■ M.N.C./F<strong>it</strong>oestrogeni■<br />

39


MTM ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009<br />

■ M.N.C./Naturopatia■<br />

40<br />

di MIRELLA BUFALINI<br />

Naturopata<br />

ILTÉ, NON È SOLO <strong>UNA</strong> PIACEVO<strong>LE</strong> BEVANDA, profumata<br />

e dall’aroma pul<strong>it</strong>o e pungente, dolce<br />

e delicato. Non è solo un momento r<strong>it</strong>uale da<br />

condividere in gradevole compagnia in una<br />

giornata invernale alle cinque del pomeriggio.<br />

Non è solo una tisana da prendere se ci<br />

si sente appesant<strong>it</strong>i di stomaco e ci si vuole<br />

disintossicare, sost<strong>it</strong>uendolo al pasto…il té è<br />

molto di più, il té è una pianta straordinariamente<br />

benefica.<br />

Dal 230 a.c. a oggi medici e monaci hanno<br />

notato le numerose proprietà curative del té,<br />

in particolare del té verde [camellia sinensis].<br />

Da migliaia di anni si è a conoscenza delle sue<br />

capac<strong>it</strong>à di ristorare, acuire l’attenzione e di<br />

allontanare la malattia ma soltanto da poco<br />

ed è rassicurante saperlo che farmacologi,<br />

chimici, medici, nutrizionisti ed altri che operano<br />

nel campo della scienza della salute,<br />

stiano riconoscendo il potere del té, qualora<br />

usato con continu<strong>it</strong>à per tutta la v<strong>it</strong>a.<br />

Bere dalle 3 alle 4 tazze di té verde, ogni giorno,<br />

rallenta il processo di invecchiamento, in<br />

The green tea book, l’autore, il dr. Lester A.<br />

M<strong>it</strong>scher analizza esperimenti di laboratorio<br />

in cui aggiungere dell’estratto di té verde all’acqua<br />

degli animali, aiuti il loro innato sistema<br />

di difesa antiossidante a divenire più<br />

efficace. Ciò è riscontrabile in un aumento di<br />

enzimi antiossidanti, con particolare miglioramento<br />

delle condizioni di polmoni, cute,<br />

colon e fegato.<br />

Giacché i ricercatori hanno concluso che alcuni<br />

tipi di cancro sono conseguenza dell’accumulo<br />

di danni cellulari spesso causati<br />

dai radicali liberi, è stato particolarmente<br />

importante scoprire gli antiossidanti in grado<br />

di contrastarli. Il té verde è ricchissimo di<br />

polifenoli soprattutto di eGcG, epigallocatechina<br />

gallato, il più potente antiossidante.<br />

L’eGcG è in grado di bloccare l’urochinasi, un<br />

enzima che contribuisce alla cresc<strong>it</strong>a tumorale,<br />

attaccando le cellule vicine.<br />

Medicina Non Convenzionale<br />

il potere<br />

del té verde<br />

«Una tazza<br />

tutti i disturbi cura;<br />

con due i guai<br />

diminuiscono;<br />

tre alle ossa più vigore<br />

donano;<br />

con quattro per sempre<br />

vivrai giovane<br />

come quando sei nato,<br />

per un tempo davvero<br />

immemorabile sulla terra»<br />

[Anonimo cinese]<br />

Il Giappone paese noto per l’eccessivo consumo<br />

di sigarette, presenta per ironia un’incidenza<br />

di cancro al polmone relativamente<br />

bassa; il fattore di rischio è per i tabagisti<br />

giapponesi del 45% inferiore a quello dei fumatori<br />

americani. Sebbene vada considerata<br />

l’alimentazione, la rimarchevole differenza,<br />

è stata ripetutamente attribu<strong>it</strong>a all’abbondante<br />

consumo di té verde nei fumatori<br />

del Giappone.<br />

Secondo il prof. Takuo Okada del dipartimento<br />

di farmacologia dell’Univers<strong>it</strong>à di<br />

Okayama, «il té verde è più efficace della v<strong>it</strong>amina<br />

E. La v<strong>it</strong>amina E, riduce il numero di<br />

Non è solo una tisana da prendere se ci si sente appesant<strong>it</strong>i<br />

di stomaco e ci si vuole disintossicare, sost<strong>it</strong>uendolo al pasto…<br />

il té è molto di più,<br />

il té è una pianta straordinariamente benefica<br />

perossidi lipidici, fatto che rallenta la degenerazione<br />

cellulare e il processo di invecchiamento,<br />

in questo il té verde si è mostrato<br />

venti volte più attivo della v<strong>it</strong>amina E».<br />

Oltre ad essere un «elisir di lunga v<strong>it</strong>a», il té<br />

verde è un efficace antibatterico. Un gruppo<br />

di scienziati egiziani, ha evidenziato attraverso<br />

una ricerca, che assumere antibiotici<br />

bevendo tè verde, triplicherebbe la loro efficacia<br />

nel combattere i batteri che hanno sviluppato<br />

resistenza al farmaco. «Abbiamo<br />

provato il té in combinazione con antibiotici,<br />

contro 28 malattie causate da microorganismi<br />

appartenenti a 2 classi - spiega Mervat<br />

Kassem, coordinatore della ricerca- e per<br />

ogni singolo caso, il té verde, ha migliorato<br />

l’azione battericida degli antibiotici» e continua<br />

«i nostri risultati dimostrano che si dovrebbero<br />

considerare più seriamente i prodotti<br />

naturali che consumiamo ogni giorno»<br />

Inoltre il té verde fa bene al cuore. In uno studio<br />

pubblicato sull’European Journal of cardiovascular<br />

prevention and rehabil<strong>it</strong>ation,<br />

condotto da ricercatori greci del dipartimento<br />

di cardiologia dell’Athens Medical<br />

School, ha riscontrato come l’assunzione del<br />

té verde possa prevenire la progressione dell’arterosclerosi,<br />

migliorando le cellule endoteliali<br />

del sistema circolatorio e riducendo<br />

i livelli generali di colesterolo nel sangue.<br />

Quindi nello scorrere della nostra giornata,<br />

fermarsi qualche minuto per sorseggiare<br />

una tazza di té verde che sia cinese o giapponese<br />

o proveniente dallo Sri Lanka, oppure<br />

includendolo nei nostri pasti non può<br />

che aiutarci a vivere meglio e più a lungo ■


di LORENZO SIRO TREZZINI<br />

LA TE<strong>LE</strong>VISIONE, STRUMENTO “IDOLO” di<br />

ogni bambino, che tiene incollati<br />

milioni di adulti davanti allo schermo<br />

durante il TG. Nata come mezzo<br />

di informazione, si è evoluta come<br />

qualunque strumento che fa prof<strong>it</strong>to,<br />

ovvero arricchendosi di programmi-spazzatura,<br />

real<strong>it</strong>y show, il<br />

cui fine è solamente la distruzione di<br />

una forma di pensiero diversa dal<br />

vedere. E soprattutto evidenziare, a<br />

mò di “Grande Fratello”, la “falsa fals<strong>it</strong>à”<br />

di una persona, i presunti doppi<br />

giochi per accaparrarsi il ricco premio finale<br />

e non vedere, magari, la sofferenza degli<br />

amici. Potrei definire, inoltre, quella maligna<br />

scatola nera un mezzo ipnotico, che ti<br />

spinge a comprare quelle crocchette, e qualunque<br />

altra merce [ma l’inganno più spudorato<br />

si eserc<strong>it</strong>a sul cibo] che in TV [e, sottolineo,<br />

in TV] sembrano così buone e appetibili,<br />

ricche di ripieno; in realtà autentiche<br />

suole di scarpe appena le mangi.<br />

Ma cosa ti spinge a comprarle ancora? La Tv<br />

ipnotica pensa proprio a tutto; infatti a darti<br />

gratificazione non è ciò che hai mangiato,<br />

bensì l’immagine della crocchetta, strafr<strong>it</strong>ta,<br />

ripiena e decisamente più appetibile della<br />

sostanza inorganica di cui ti sei cibato: nascosta<br />

nel tuo inconscio, ti fa piacere anche<br />

quel cibo che defic<strong>it</strong>a di qualunque sostanza<br />

diversa dall’arsenio, dall’amianto o dalla<br />

plastica. Ma la maligna scatola oscura è solamente<br />

l’incarnazione di una società malata,<br />

il mezzo di propaganda per dire: «Guarda<br />

che programmi osceni; come ci siamo ridotti?».<br />

Infatti questa è solo una delle mille<br />

sfaccettature di un sistema malato; voglio dire:<br />

se ci sono questi programmi e resistono<br />

indenni, anzi ogni anno fanno registrare un<br />

successo maggiore, qualcuno li dovrà pur vedere?<br />

La tragedia è che quel qualcuno siamo<br />

noi; siamo noi quelli che, pur di non sembrare<br />

emarginati, di avere argomenti di conversazione<br />

quando casualmente ci si incontra;<br />

pur di non perdere tempo a cercare qualche<br />

cosa da vedere [ormai difficilmente trovabile]<br />

che abbia un minimo di decenza, siamo<br />

noi che accettiamo la Tv così com’è. Siamo<br />

noi che stiamo tarpando le ali a una libertà<br />

di pensiero ormai ridotta agli ab<strong>it</strong>i firmati,<br />

alla pancia scoperta, alle scarpe stragriffate.<br />

Siamo noi che abbiamo ucciso<br />

“quell’angelo che girava senza spada” [c<strong>it</strong>a-<br />

LA TE<strong>LE</strong>VISIONE:<br />

PREZIOSO STRUMENTO<br />

O CATTIVA MAESTRA?<br />

zione di Francesco de Gregori, La c<strong>it</strong>tà dei<br />

fiori, canzone dedicata al grande Luigi Tenco,<br />

suicidatosi a Sanremo]; quell’angelo<br />

chiamato pensiero, quell’angelo che si distingue<br />

dagli animali, quell’angelo che stiamo<br />

barbaramente massacrando.<br />

Dopo tanti aspetti negativi, ora che mi sono<br />

sfogato, potrei dire che la Tv ha anche dei<br />

“pro”: è sicuramente un mezzo di informazione<br />

ed un potentissimo mezzo di propaganda<br />

culturale. Arrivato a questo punto, vorrei<br />

far notare, ribadendo ciò che ho detto prima<br />

[e chiedendo scusa alla maligna scatola<br />

nera] che siamo noi che appena sentiamo il<br />

verbo “imparare” ci nascondiamo dietro al divano,<br />

armati fino ai denti di telecomando; noi<br />

che, tentando di rianimare l’amico appena<br />

svenuto per lo shock sub<strong>it</strong>o, ci affrettiamo a<br />

cambiare canale. Da qui nasce il circolo vizioso:<br />

noi rifiutiamo il sapere e guardiamo i<br />

programmi-spazzatura, che abbiamo come<br />

unica alternativa. La Tv, a sua volta, manda<br />

solo ciò che viene visto e finanziato e noi ci accontentiamo,<br />

quindi, di essere spettatori solo<br />

di quella merce scadente che ci offrono.<br />

Io con la Tv, come credo che si sarà cap<strong>it</strong>o,<br />

non ho un rapporto forte: guardo solo i Simpson<br />

dopo pranzo. Mi cap<strong>it</strong>a di guardare<br />

molto la Tv solo quando il “sonno della ragione”<br />

mi attanaglia; quando sono arrabbiato,<br />

per illudermi di nascondermi in un<br />

mondo non mio, che disprezzo, ma che mi<br />

concede dieci minuti di ricarica, in cui non<br />

penso all’arrabbiatura; e, infine, quando sono<br />

triste. La Tv, ignaro mezzo maligno, che<br />

però asseconda i nostri voleri.<br />

La televisione: prezioso strumento o cattiva<br />

maestra? Nessuno dei due: è il nostro strumento;<br />

è la cattiva società che ci si rispecchia<br />

e che fa risaltare i nostri difetti. La Tv siamo<br />

noi: miglioriamoci per migliorarla ■<br />

OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009 ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE MTM<br />

POESIE di Candido Rughetti<br />

Una donna, una mamma<br />

Si sveglia al mattino e il pensiero<br />

Corre ai suoi cari, alla sua<br />

Famiglia. Un bacio, una carezza<br />

Al compagno della sua v<strong>it</strong>a.<br />

Un bacio ai figli, mille sono<br />

Le cose da fare: cucinare, pulire<br />

Panni, stendere, stirare, telefonare<br />

Bollette da pagare, curare i fiori,<br />

innaffiare, un lavoro fuori casa,<br />

guidare nel traffico, ecc..ecc..<br />

Quanto lavoro per una sola donna,<br />

essere sempre disponibile con chi<br />

ti è vicino, un’amica da accompagnare<br />

una donna, una piccola grande donna<br />

che sa dare, senza mai chiedere.<br />

Lei sa soltanto spendere tutte le sue forze<br />

E dare tutto quell’immenso amore,<br />

essere una donna<br />

Che sa dare se stessa e non chiedere compensi<br />

Soltanto un po’ d’affetto, amore<br />

Una donna, una mamma.<br />

Una donna d’amare<br />

Acqua limpida dove posso specchiarmi,<br />

Montagne altissime dove cresce la stella alpina<br />

L’immensa campagna in fiore sei per me<br />

Il vento che mi avvolge e mi porta lontano,<br />

mi accarezza, per questo ti amo<br />

La pioggia che bagna e bacia il mondo<br />

Sentirsi in paradiso, il fuoco che scalda il cuore<br />

Tu sei il mio bene, anche la mia anima.<br />

Così è la mia donna<br />

Un fiore d’amore, un amore da rispettare<br />

La gioia di vivere, amore tanto amore<br />

Una montagna da conquistare, il mare<br />

profondo da scandagliare<br />

L’aria forte e leggera che ci accompagna<br />

nel Cammino della nostra v<strong>it</strong>a.<br />

Cosa sei per me<br />

Tu sei l’aria che respiro,<br />

Il batt<strong>it</strong>o del mio cuore senza te<br />

Non sa volare<br />

La notte dormi al mio fianco<br />

Io ti sento, so che ci sei<br />

Io vivo di te.<br />

Ti cerco nel buio, accarezzo il tuo viso,<br />

ti sento e so di essere a casa.<br />

Tu sei il mio paradiso.<br />

■ Lettere■<br />

41


■ Intervista■<br />

42<br />

MTM ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009<br />

di SERENA FUMARIA<br />

Modella e opinionista.<br />

Corrispondente da Milano.<br />

serenafumar.splinder.com<br />

INTERVISTO PAUL PENNISI nel suo studio di Milano.<br />

Le pareti del suo loft sono imprezios<strong>it</strong>e dalle<br />

sue “Icone profane”. Mi fermo a contemplarle,<br />

come in un sogno, perdendomi nei<br />

suoi paesaggi geometrici in cui la foglia d’oro<br />

zecchino e i colori si aprono in qualcosa<br />

di inspiegabilmente terapeutico. Sembra di<br />

fondersi con la sua p<strong>it</strong>tura, in un’astrazione<br />

personale.<br />

L’autore è un maestro d’arte e di v<strong>it</strong>a e lo si<br />

capisce al primo sguardo. Un uomo di contenuti,<br />

gentile, con modi d’altri tempi.<br />

Chi è Paul Pennisi?<br />

Un p<strong>it</strong>tore, che ha deciso fin da piccolo di essere<br />

p<strong>it</strong>tore. Ho lasciato la famiglia siciliana<br />

di nobile estrazione, che per me aveva altri<br />

obiettivi. Ostacolavano il mio sogno e sono<br />

part<strong>it</strong>o per Roma, all’avventura. Ho studiato<br />

arch<strong>it</strong>ettura e mi sono occupato di design,<br />

ma continuavo a ricercare la mia arte. La<br />

proibizione di mio padre mi ha dato modo di<br />

capire quanto la p<strong>it</strong>tura fosse radicata in me.<br />

Solo così sono riusc<strong>it</strong>o a tirare fuori tutto<br />

quello che avevo dentro.<br />

Perchè la p<strong>it</strong>tura Paul?<br />

Perché è il modo per esprimere quello che<br />

ho nell’anima. Nasce dai sentimenti e attraverso<br />

essi trasmetto qualcosa agli altri. È<br />

“raccontare” con i colori.<br />

La sua tecnica è storica e preziosa. Da cosa<br />

nasce?<br />

Ho iniziato con gli acquerelli, perché erano<br />

consent<strong>it</strong>i dalla mia famiglia, in casa potevo<br />

utilizzare solo quelli. Poi ho iniziato a cimentarmi<br />

con i colori ad olio. Mi ero improvvisato<br />

grafico, avevo bisogno di esprimermi<br />

in qualche modo,”scaricando” colori<br />

e ormai solo chi si infervora può riuscirvi<br />

con successo. Poi nel tempo ho scoperto il<br />

mio metodo. Mi piace l’esclusiv<strong>it</strong>à del supporto<br />

rigido, a volte uso tavole antiche che<br />

preparo personalmente, con accorgimenti<br />

interessanti riscoperti dagli antichi Maestri.<br />

La sua tecnica si basa su metodi naturali. Come<br />

utilizza la natura e con quale spir<strong>it</strong>o?<br />

Lo spir<strong>it</strong>o di ricerca è ins<strong>it</strong>a nell’uomo. Nei<br />

miei studi mi sono chiesto quali fossero le<br />

difficoltà che incontravano quotidianamente<br />

i p<strong>it</strong>tori come Beato Angelico o Martini,<br />

nell’utilizzo della tecnica della tempera<br />

all’uovo. Utilizzavano la natura per dipingere,<br />

mescolando polveri di terre colorate con<br />

l’uovo. Allora non esistevano i colori pronti.<br />

Queste tecniche tutte naturali, sono rimaste<br />

INTERVISTA A<br />

PAUL PENNISI<br />

La p<strong>it</strong>tura come terapia medica e la tecnica naturale<br />

ben conservate dai primordi ad oggi. Purtroppo<br />

non potevano avere a disposizione<br />

tavole grandi, ma oggi non sono difficili da<br />

recuperare da antiche panche o mobili.<br />

R<strong>it</strong>iene che ci sia qualcosa di terapeutico nella<br />

p<strong>it</strong>tura?<br />

Quando ho acquis<strong>it</strong>o i segreti dall’antica<br />

tempera su tavola, utilizzando per i miei<br />

paesaggi una tecnica così preziosa ed antica<br />

fui sub<strong>it</strong>o affascinato nel dipingere con prodotti<br />

nella natura dalle terre, le pietre, l’oro,<br />

l’uovo... una esperienza che mi ha affascinato<br />

per la sua compless<strong>it</strong>à. È una tecnica di<br />

pazienza e conoscenza. Non può essere utilizzata<br />

con la facil<strong>it</strong>à delle tecniche moderne.<br />

È un metodo che richiede riflessione e<br />

proprio da questa, nascono il legame con la<br />

natura, il pensiero, la musica, i miei sogni colorati.<br />

Vi rimane dentro la mia riflessione, il<br />

mio pensiero, la mia ricerca e l’impegno verso<br />

il mondo. Credo che quando si ha modo<br />

di passare tanto tempo su un’opera, una parte<br />

di chi la crea rimanga dentro di essa e le<br />

persone che la guardano lo sentono.<br />

Dicono che le mie opere siano terapeutiche.<br />

Lo sono in primis per me.<br />

La tecnica cromatica, l’uso del colore, rilassa<br />

o ag<strong>it</strong>a. È cosi che trasmetto il mio stato<br />

d’animo, con l’uso di minerali, gemme di<br />

lentischio, oro e tuorlo d’uovo, forme e colori<br />

e mettendo una parte della mia stessa anima<br />

e un po’ del mio pensiero in ogni mia opera.<br />

Tutto questo lasciando i paesaggi privi di<br />

personaggi, per permettere al fru<strong>it</strong>ore di vagarci<br />

libero, come una scena aperta insieme<br />

alla mia emozione. Il p<strong>it</strong>tore fa inavvert<strong>it</strong>amente,<br />

terapia con il colore. Si cura e cura<br />

con l’espressione del colore.<br />

Lei cura se stesso con la sua arte. Che rapporto<br />

ha con la medicina tradizionale?<br />

Mi piace l’esclusiv<strong>it</strong>à<br />

del supporto rigido,<br />

a volte uso tavole<br />

antiche che preparo<br />

personalmente,<br />

con accorgimenti<br />

interessanti riscoperti<br />

dagli antichi Maestri<br />

Un vero artista dovrebbe r<strong>it</strong>rovare nell’arte la<br />

sua medicina. La med<strong>it</strong>azione, la concentrazione<br />

che si impiega per creare, è già medicina.<br />

Permettere alla nostra mente di<br />

esprimersi liberamente.<br />

Cosa pensa invece dei metodi naturali?<br />

Mentre dipingo med<strong>it</strong>o e ascolto buona musica,<br />

utilizzo aromi e incensi preziosi, così<br />

trovo il mio equilibrio. È med<strong>it</strong>azione pura.<br />

Oltre questo utilizzo sempre tisane naturali,<br />

ma cerco di utilizzare il meno possibile<br />

medicinali.<br />

La f<strong>it</strong>oterapia credo sia la parte più interessante<br />

della medicina naturale, perché non è<br />

invasiva, ma terapeutica. Inoltre e’ simile alla<br />

mia arte. Si basa sulla ricerca e cura con<br />

delicatezza ■<br />

Paul Pennisi nasce nel 1930 ad Acireale. Studia<br />

Arch<strong>it</strong>ettura a Roma e lavora come visual designer<br />

fino al ‘64, anno in cui si trasferisce in Grecia dove<br />

si dedica soltanto alla p<strong>it</strong>tura, ispirando la base<br />

della tecnica delle sue “icone profane” a quella<br />

storica e ricercata delle p<strong>it</strong>ture bizantine che tanto<br />

ammirerà dopo aver soggiornato più volte nella<br />

incantevole Repubblica monastica del Monte<br />

Athos. Attualmente vive tra il loft- studio di Milano<br />

e il suo castello di Acireale. I colori naturali derivati<br />

da terre, minerali e pietre rare, fusi ai fondi d’oro<br />

zecchino e l’utilizzo di supporti di legno antico, rendono<br />

la p<strong>it</strong>tura di Pennisi, un’ opera di raro valore<br />

che oggi possiamo r<strong>it</strong>rovare in collezioni pubbliche<br />

e private in tutto il mondo. La prossima mostra <strong>it</strong>aliana,<br />

segu<strong>it</strong>o di numerose altre di fama mondiale,<br />

sarà osp<strong>it</strong>ata dalla Provincia, presso le Ciminiere<br />

di Catania, nel periodo natalizio.


di LUCIO SESSA<br />

ÈARDUO RECENSIRE UN SINGOLO LAVORO degli Ozric<br />

tentacles, senza coinvolgere di riflesso<br />

tutta la sterminata ed affascinante, pulsante<br />

discografia.<br />

Anche questo lavoro, rappresenta l’eccellenza<br />

della capac<strong>it</strong>à strumentistica applicata<br />

alla visione razionalmente distorta di<br />

esercizi musicali apparentemente slegati,<br />

ma che finiscono per convergere nella medesima<br />

direzione, nel medesimo punto, nel<br />

medesimo istante cioè l’ennesimo magnifico<br />

tassello di una produzione lucida, scintillante,<br />

avvolgente.<br />

Introduce “Magick Valley”, riportando a gradini<br />

di scale a chiocciola che si rincorrono,<br />

come mossi da un tappeto scosso da un<br />

lembo: l’elettronica chiosa note sciorinate<br />

senza soluzione di continu<strong>it</strong>à, com’è nelle<br />

corde degli Ozric Tentacles, ultimo grande<br />

baluardo di un “prog” in continua evoluzione,<br />

sfociante nel secondo brano “Oddweird”,<br />

traccia sincopata, controtempi puntellati da<br />

frammenti di ch<strong>it</strong>arre ora lievi, ora più marcati,<br />

segmenti che si sovrappongono con il<br />

tappeto sonoro di tastiere libere da vincoli,<br />

rincorse ancora da ch<strong>it</strong>arre pronte a subentrare<br />

e lasciare il passo. Sovrapposizione<br />

continua, che rende palpabile lo stupore<br />

rinnovato ad ogni episodio caratterizzante<br />

la produzione degli Ozric: note che si trasportano<br />

libere ma condotte da una mano<br />

invisibile che guida all’unisono le fila di ciò<br />

che probabilmente potremmo definire lo<br />

“spir<strong>it</strong>us mundi”, applicato alla musica. Sensazioni<br />

che si dipanano all’improvviso nel<br />

terzo brano:“Mooncalf” si aggroviglia su se<br />

stesso in vicoli che si intrecciano, per liberare<br />

la propria energia dopo la metà del percorso,<br />

lanciandosi in una irresistibile corsa<br />

a qualche centimetro da terra. “Oolong Oolong”,<br />

quarto episodio, imprime la visione di<br />

immagini naturali in lontananza, come il<br />

volo mai disattento di uccelli, assolutamente<br />

interessato al mutare del vento che<br />

puntualmente arriva con folate preparate<br />

con grande sapienza, tanto da gettarsi<br />

spontaneamente in “riff” di ch<strong>it</strong>arra che inchiodano<br />

i bassi al r<strong>it</strong>mo crescente e coinvolgente<br />

di un brano fantastico.<br />

L’apparente quiete di “Oolong”, sfocia nel-<br />

Recensione musicale a cura di Lucio Sessa<br />

OZRIC TENTAR<strong>LE</strong><br />

THE YUMUM TREE<br />

Esplorazione, allo stato puro, dei propri pensieri<br />

OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009 ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE MTM<br />

Opere musicali che marcano più di una semplice<br />

suggestione: la musica degli Ozric, si vive anche con i<br />

propri occhi, evocativa di immagini antiche o moderne<br />

sempre presenti a scandire il tempo dei pensieri<br />

l’estuario naturale di “Yumyum Tree”, brano<br />

che cresce piano fino a diventare travolgente,<br />

preparandosi ad una cavalcata sospesa<br />

tra i r<strong>it</strong>mi di una futura metropoli compressa<br />

tra grattacieli di cemento sostenuti da gigantesche<br />

sequoie, appoggiate lungo i fianchi<br />

di una civiltà in decadenza ma che non<br />

può non ribellarsi all’innaturale scadimento<br />

di finestre chiuse che vorrebbero far credere<br />

che buio significhi notte, e che lampade<br />

in faccia abbiano la valenza del sole.<br />

Percussioni lievi, ch<strong>it</strong>arre incisive e lunghe;<br />

bassi che si confondono con tastiere morbide,<br />

fino all’incedere del r<strong>it</strong>mo che coinvolge,<br />

aumenta, trascina, per poi placarsi alla<br />

fine del brano, mentre tutto rimane lì, da<br />

osservare ancora.<br />

“Plant music”, sesto episodio, non ci coglie<br />

impreparati: ci si attendeva ciò che puntualmente<br />

arriva. Colpi doppiati a ripetizione,<br />

come in un amplesso senza fine nè<br />

soste, imprezios<strong>it</strong>o da sensazioni la cui tempistica<br />

viene scand<strong>it</strong>a da ch<strong>it</strong>arre sempre<br />

presenti, il cui suono parte da oriente, e, senza<br />

fermarsi, arriva alla meta occidentale.<br />

Basso crescente, incalzante, da dove trae<br />

energia un certo tipo di fusion, e poi si lancia<br />

in picchiata verso un qualcosa che va<br />

ben oltre il r’n’b, il progressive, l’hard rock<br />

psichedelico. Ogni definizione, potrebbe essere<br />

labile: non si può inquadrare bene un<br />

brano di questo livello, ovattatamene martellante,<br />

se non ascoltandolo. Soste e ripartenze,<br />

introduttive per la settima traccia,<br />

“Nakuru”, l’unico momento di “pausa” in un<br />

lavoro di grande generos<strong>it</strong>à che si manifesta<br />

nell’ottava ed ultima perla, “San Pedro”, volta<br />

più al tecnicismo strumentale che non alla<br />

godibile e gaudente opera di ascolto. L’ennesimo<br />

concretizzarsi di un insieme di visioni<br />

oniriche rappresentate dalla musica<br />

degli Ozric Tentacles ■<br />

■ Recensione musicale■<br />

43


■ Mostre■<br />

44<br />

MTM ME<strong>DI</strong>CAL TEAM MAGAZINE OTTOBRE/<strong>DI</strong>CEMBRE 2009<br />

di OLIMPIA DE CARO<br />

IL 2009, <strong>DI</strong>CHIARATO DALL’UNESCO Anno Internazionale<br />

dell’Astronomia, è anche<br />

dedicato alle celebrazioni di Galileo ed è<br />

per questa ricorrenza che è stata aperta al<br />

pubblico a Roma al Palazzo delle Esposizioni,<br />

dal 27 Ottobre 2009 al 14 Febbraio<br />

2010 una grande mostra Astri e particelle:<br />

Le parole dell’universo, realizzata dall’Ist<strong>it</strong>uto<br />

Nazionale di Fisica Nucleare, l’Ist<strong>it</strong>uto<br />

Nazionale di Astrofisica e l’Agenzia<br />

Spaziale, che ci parla della scienza e<br />

degli scienziati che con i loro esperimenti<br />

studiano l'Universo. Nel 1609 Galileo con<br />

il suo cannocchiale interrogò il cielo e<br />

riuscì a sovvertire la nostra concezione<br />

del mondo. Da allora il cammino della<br />

scienza non si è arrestato e l’uomo è riusc<strong>it</strong>o<br />

a conoscere il cosmo e a interpretarne<br />

i messaggi con strumenti sempre<br />

più sofisticati e precisi. Una mostra che<br />

affronta un viaggio complesso che ruota<br />

attorno ai grandi temi irrisolti, ad argomenti<br />

quali la radiazione, le particelle e la<br />

Appuntamenti<br />

<strong>LE</strong> VIE DELL’ARTE<br />

INIZIATIVE NON-PROFIT<br />

MOSTRE<br />

ASTRI E PARTICEL<strong>LE</strong>: <strong>LE</strong> PARO<strong>LE</strong> DELL’UNIVERSO<br />

PALAZZO DEL<strong>LE</strong> ESPOSIZIONI<br />

DAL 27 OTTOBRE 2009<br />

AL 14 FEBBRAIO 2010<br />

VIA NAZIONA<strong>LE</strong> 194,<br />

ROMA<br />

TEL 06-39967500<br />

grav<strong>it</strong>à studiate con cr<strong>it</strong>eri scientifici e tecnologici.<br />

Il percorso è suddiviso in quattro<br />

sezioni e ogni sezione, correalata con le altre,<br />

è arricch<strong>it</strong>a da istallazioni multimediali,<br />

da video, da filmati, da riproduzioni virtuali<br />

di esperimenti. Sono anche previsti per<br />

chi è interessato dei laboratori didattici nei<br />

quali approfondire gli argomenti trattati. La<br />

mostra ci permetterà di immergerci -con<br />

emozionanti effetti speciali a due e tre dimensioni-<br />

in un incredibile paesaggio fatto<br />

di enormi galassie, violente esplosioni di<br />

stelle che illuminano il buio cosmico, particelle<br />

che attraversano per milioni di anni gli<br />

spazi siderali e buchi neri che risucchiano la<br />

materia intorno a loro. La mostra si apre con<br />

una Doccia Cosmica: senza nessun pericolo<br />

naturalmente poiché possiamo vedere<br />

semplicemente quello che ci accade<br />

ogni giorno, ma che possiamo osservare<br />

solo attraverso strumenti scientifici: la<br />

pioggia [la “doccia”] di miliardi di raggi<br />

cosmici che attraversano il nostro corpo<br />

che possiamo anche fotografare e inviare<br />

via e-mail.<br />

Nel centro della mostra è posta una grande<br />

semisfera, che assume di volta in volta<br />

la forma della Terra, di una stella, di<br />

una galassia: dentro alla sfera il pubblico<br />

può incontrare gli scienziati <strong>it</strong>aliani, intervistarli<br />

in modo virtuale, farsi raccontare<br />

i loro esperimenti scientifici. Possiamo<br />

interagire con premi Nobel e giovani<br />

ricercatori, una vasta comun<strong>it</strong>à<br />

scientifica dalla quale impareremo quali<br />

siano le cose che ancora non sappiamo,<br />

i misteri e gli enigmi ancora da scoprire,<br />

i grandi problemi ancora irrisolti per<br />

comprendere il misterioso linguaggio<br />

dell’universo che ha sempre in ogni epoca<br />

attirato e interessato l’uomo ■

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