18.06.2013 Visualizzazioni

46 - Il Calitrano

46 - Il Calitrano

46 - Il Calitrano

SHOW MORE
SHOW LESS

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

IL CALITRANO<br />

periodico quadrimestrale di ambiente, dialetto, storia e tradizioni<br />

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB - Firenze 1<br />

ANNO XXXI - NUMERO <strong>46</strong> (nuova serie) GENNAIO-APRILE 2011<br />

CENTRO STUDI CALITRANI<br />

Via Pietro Nenni, 1 - 83045 Calitri (AV)<br />

www.ilcalitrano.it<br />

ISSN 1720-5638


IN COPERTINA:<br />

Calitri, come appare attualmente via Faenzari,<br />

la strada nella quale, secondo un’antica tradizione,<br />

erano raggruppate le botteghe dei ceramisti,<br />

venuti da Faenza, la cittadina romagnola,<br />

tuttora famosa per le sue ceramiche.<br />

(Foto di Michele Cicoira)<br />

Le sale del<br />

CENTRO<br />

STUDI<br />

CALITRANI<br />

sono a Vostra<br />

completa disposizione<br />

– gratuitamente –<br />

per la presa visione<br />

o per la consultazione<br />

della ricca biblioteca.<br />

IN QUESTO NUMERO<br />

Mezzogiorno d’Italia<br />

e Mediterraneo<br />

di A. Raffaele Salvante 3<br />

Premio per il maestro orafo<br />

calitrano Luciano Capossela<br />

della prof.ssa Brigida Di Leo 4<br />

Artigianato, Arte, Design<br />

a Caliri<br />

del prof. Giacomo Di Cosmo 5<br />

Bilancio e Prospettive<br />

dott. Canio Galgano<br />

Consigliere Provinciale UDC 6<br />

La Scuola e le tradizioni<br />

prof.sse Panno & Russo 7<br />

L’Unità spezzata<br />

del dott. Marco Bozza 8<br />

Personaggi - Ambasciatore<br />

Gian Paolo Tozzoli<br />

di A. Raffaele Salvante 9<br />

<strong>Il</strong> nostro passato nei<br />

luoghi della memoria<br />

del prof. Gerardo Melaccio 15<br />

U’ straniesc’<br />

della dott.ssa Angela Toglia 16<br />

Campagna di Guerra<br />

sul fronte russo<br />

di Francesco Cialeo 18<br />

DIALETTO E CULTURA POPOLARE 19<br />

LA NOSTRA BIBLIOTECA 20<br />

SOLIDARIETÀ COL GIORNALE 21<br />

MOVIMENTO DEMOGRAFICO 22<br />

REQUIESCANT IN PACE 23<br />

BUONA PASQUA<br />

2011<br />

O Signore, ti preghiamo, infondi in noi<br />

saggezza, coraggio, giustizia, libertà<br />

vera, rispetto reciproco, solidarietà<br />

sincera, predilezione per i più poveri,<br />

speranza e pace per tutti.<br />

IL CALITRANO<br />

ANNO XXXI - N. <strong>46</strong> n.s.<br />

Periodico quadrimestrale<br />

di ambiente - dialetto - storia e tradizioni<br />

dell’Associazione Culturale “Caletra”<br />

Fondato nel 1981<br />

Sito Internet:<br />

www.ilcalitrano.it<br />

E-mail:<br />

info@ilcalitrano.it<br />

Creato e aggiornato gratuitamente<br />

da ITACA www.itacamedia.it<br />

Direttore<br />

Martina Salvante<br />

Direttore Responsabile<br />

A. Raffaele Salvante<br />

Segreteria<br />

Michela Salvante<br />

Direzione, Redazione,<br />

Amministrazione<br />

50142 Firenze - Via A. Canova, 78<br />

Tel. 328 1756103<br />

Poste Italiane S.p.A. Spedizione in<br />

abbonamento postale 70% DCB Firenze 1<br />

C. C. P. n. 11384500<br />

La collaborazione è aperta a tutti,<br />

ma in nessun caso instaura un rapporto<br />

di lavoro ed è sempre da intendersi<br />

a titolo di volontariato.<br />

I lavori pubblicati riflettono il pensiero<br />

dei singoli autori, i quali se ne<br />

assumono le responsabilità di fronte<br />

alla legge.<br />

<strong>Il</strong> giornale viene diffuso gratuitamente.<br />

Attività editoriale di natura non<br />

commerciale nei sensi previsti dall’art. 4<br />

del DPR 16.10.1972 n. 633<br />

e successive modificazioni.<br />

Le spese di stampa e postali sono<br />

coperte dalla solidarietà dei lettori.<br />

Stampa: Polistampa - Firenze<br />

Autorizzazione n. 2912 del 13/2/1981<br />

del Tribunale di Firenze<br />

<strong>Il</strong> Foro competente per ogni controversia<br />

è quello di Firenze.<br />

Accrediti su c/c postale n. 11384500 intestato<br />

a “IL CALITRANO” - Firenze oppure<br />

c/c bancario 61943/00 intestato a<br />

Salvante A. Raffaele c/o Sede Centrale<br />

della Cassa di Risparmio di Firenze Spa -<br />

Via Bufalini, 6 - 50122 Firenze - IBAN<br />

IT37 D061 6002 8000 0006 1943 C00 -<br />

SWIFT CRFI IT 3F XXX (dall’estero)<br />

Chiuso in stampa il 20 marzo 2011


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

LA GRANDE EMERGENZA IMMIGRAZIONE<br />

MEZZOGIORNO D’ITALIA<br />

E MEDITERRANEO<br />

Dobbiamo assumere, con lucidità e coraggio, una prospettiva di rinnovato impegno comune.<br />

obbiamo prendere coraggiosamente<br />

Datto di trovarci – come Mezzogiorno<br />

– in una pericolosa congiuntura di radicali<br />

ed incalzanti mutamenti, dovuti all’ondata<br />

di movimenti rivoluzionari che<br />

interessano tutta la costa mediterranea<br />

del nord Africa e purtroppo, siamo sotto<br />

il giogo di una pesantissima ed epocale<br />

immigrazione che potrebbe travolgere<br />

ogni cosa e che nel frattempo reca<br />

con se nuove, oscure ed inconfessabili<br />

paure.<br />

Secondo i dati del 2009, i cittadini stranieri<br />

regolarmente presenti in Italia ammonterebbero<br />

a circa quattro milioni e<br />

mezzo, senza tener conto di coloro che si<br />

trovano nel nostro paese privi del regolare<br />

permesso di soggiorno; purtroppo non<br />

sarà positivo per noi, se non sapremo<br />

reagire adeguatamente e non sapremo<br />

trasformare in opportunità di crescita,<br />

questi ultimi tragici accadimenti, se vogliamo<br />

che nessuno, proprio nessuno, nel<br />

Sud viva senza speranza.<br />

Sta cambiando il rapporto con le sponde<br />

orientali e meridionali del Mediterraneo,<br />

che per la favorevole posizione geografica<br />

e per il ruolo di cerniera con il vicino<br />

Oriente, per secoli ha permesso all’Italia<br />

di svolgere una parte primaria; la massiccia<br />

immigrazione dall’Africa in rivolta,<br />

dall’Est e dall’Asia, rende urgenti e<br />

improcrastinabili nuove forme di solidarietà,<br />

consapevoli della necessità di raccogliere<br />

con determinata responsabilità<br />

le sfide che l’attuale situazione presenta,<br />

per cercare di risolvere quella che non è<br />

più un’emergenza, ma una pesante cronicità.<br />

Interrogativi che diventano pressanti<br />

quando, come al presente, ci si deve misurare<br />

con ostacoli che spesso sembrano<br />

insormontabili, anche a causa dell’evidente<br />

smarrimento che segna la nostra<br />

società, già abbastanza traumatizzata da<br />

risvolti di solitudine e violenza, di insoddisfazione<br />

e perdita di fiducia che non<br />

raramente sfociano nella più nera disperazione.<br />

Anzitutto il cosciente richiamo alla critica<br />

coraggiosa delle deficienze, alla necessità<br />

di far crescere il senso civico di<br />

tutta la popolazione, all’urgenza di superare<br />

le inadeguatezze presenti nelle<br />

classi dirigenti; dobbiamo precedere la<br />

storia cooperando alla sua maturazione,<br />

se non vogliamo essere travolti, impreparati,<br />

di fronte all’incombente tragico<br />

futuro.<br />

Facciamo appello ad una volontà autonoma<br />

di riscatto, alla necessità di contare<br />

sulle forze di tutti come condizione insostituibile<br />

per valorizzare tutte le espressioni<br />

di solidarietà; e tutto ciò con la consapevolezza<br />

di chi ha trovato un sostegno<br />

alla propria libertà, non un limite.<br />

E certamente soltanto la politica seria è<br />

capace di dare risposte coerenti, organiche,<br />

semplici, in grado di toccare tutte le<br />

corde di un problema, di recepire la<br />

complessità senza arrendersi ad essa,<br />

quasi fosse un ostacolo insuperabile, ma<br />

tendere ad una prospettiva di rinnovato<br />

impegno comune da assumere con lucidità<br />

e coraggio, perché la politica non<br />

può essere il luogo della separazione irreparabile,<br />

ma è piuttosto il luogo della<br />

AIUTATECI A<br />

RICORDARE<br />

<strong>Il</strong> responsabile della sezione calitrana<br />

dell’Associazione Nazionale Famiglie,<br />

Caduti e Dispersi in Guerra – Cosimo<br />

Bovio – nell’intento di creare,<br />

finalmente, un archivio completo dei<br />

concittadini deceduti o dispersi durante<br />

la II guerra mondiale rivolge<br />

un appello a tutte le famiglie a fornire<br />

notizie e foto dei loro parenti o<br />

congiunti vittime del conflitto bellico,<br />

all’uopo segnaliamo i contatti del<br />

responsabile: cosimobovio@alice.it<br />

oppure 333/5044445.<br />

3<br />

paziente tessitura e della costruzione di<br />

soluzioni il più possibile condivise.<br />

Parliamo, certamente, di una sfida, di<br />

una responsabilità dove le relazioni si<br />

costruiscono, momento dopo momento,<br />

nel rispetto e nel dialogo, con scelte ordinate<br />

al bene comune, che riguardano<br />

l’intera società e non solo alcuni; e dove<br />

la lungimiranza deve essere necessariamente<br />

coniugata con la tempestività.<br />

<strong>Il</strong> dialogo, poi, suppone il desiderio di<br />

comunicare, di ascoltare, di condividere,<br />

che in politica passa inesorabilmente attraverso<br />

la partecipazione, cioè il favorire<br />

il pacifico confronto più aperto possibile<br />

con tutti, sui progetti e sulle scelte,<br />

attraverso relazioni personali che dicano<br />

fedeltà, amicizia, disponibilità all’altro,<br />

accoglienza.<br />

Ecco perché con rinnovata urgenza si pone<br />

la necessità di ripensare e rilanciare le<br />

politiche di intervento, visto che accenti<br />

di particolare gravità sta assumendo la<br />

questione immigrati, aggravata da una<br />

crisi rivoluzionaria che non si lascia facilmente<br />

descrivere e circoscrivere.<br />

La società civile fa fatica a scuotersi, ma<br />

per non perpetuare un approccio assistenzialistico<br />

alle attuali difficoltà del Meridione<br />

più direttamente interessato all’invasione<br />

immigratoria, occorre promuovere<br />

la necessaria solidarietà nazionale<br />

ed internazionale con il fattivo scambio<br />

di uomini, idee e risorse perché un<br />

Mezzogiorno umiliato impoverisce e rende<br />

piccola tutta l’Italia.<br />

<strong>Il</strong> “bene” vince sempre, anche se a volte<br />

può apparire sconfitto dalla sopraffazione<br />

e dalla furbizia, in realtà continua ad<br />

operare nel silenzio e nella discrezione,<br />

portando frutti nel lungo periodo; ed è<br />

per questo che la società deve avvertire<br />

l’urgenza di testimoniare questa attesa di<br />

novità per una speranza che guardi con<br />

fiducia al futuro, perché i veri attori dello<br />

sviluppo non sono solo i mezzi economici,<br />

ma essenzialmente le persone.<br />

Raffaele Salvante


IL CALITRANO N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011<br />

Premio per il maestro orafo calitrano<br />

Luciano Capossela<br />

l 14 novembre 2010, Luciano Caposse-<br />

<strong>Il</strong>a vince il IV Salone Internazionale del<br />

Gioiello d’Arte a Cassano d’Adda (MI).<br />

Tra i 26 artisti-orafi partecipanti, il pubblico<br />

ha votato lui, convinti che rappresenti<br />

un’eccellenza da valorizzare, a<br />

metà strada tra arte, artigianato e design.<br />

Un esordio lusinghiero sulle scene<br />

dell’Alta Moda milanese per questo giovane<br />

artista, titolare di un laboratorio<br />

orafo artistico sul corso principale di Calitri<br />

(AV) soltanto da due anni.<br />

Grande creativo fin dall’infanzia, ha sviluppato<br />

negli anni una spiccata originalità<br />

ed inesauribile fantasia orientandosi<br />

verso la realizzazione di gioielli d’arte,<br />

utilizzando metalli e pietre, per ottenere<br />

forme innovative. Merito di dotte capacità<br />

artistiche e di un occhio costantemente<br />

volto alle nuove tendenze, il Maestro<br />

sceglie gli elementi affini all’opera<br />

in creazione e cerca di armonizzarli in<br />

una nuova sintesi. Plasma mondi antichi<br />

della prof.ssa Brigida Di Leo<br />

e tangibili, patrimonio della storia mondiale.<br />

<strong>Il</strong> cavallo di battaglia dell’artista è<br />

costituito da un’idea insolita e brillante:<br />

quella di unire altorilievi scultorei alla<br />

ceramica smaltata e policromata, che<br />

conferisca all’opera un contesto ricco di<br />

sfumature. Si pensi al monile La Mia Aida,<br />

realizzato per la cantante lirica Katia<br />

Ricciarelli, che descrive un particolare<br />

dell’epilogo della tragedia verdiana. L’attenzione<br />

maggiore è rivolta ai due protagonisti<br />

principali, Aida e Radamès, i<br />

quali da nemici si trasformano in amanti,<br />

ma sullo sfondo vi sono tutti gli altri dettagli:<br />

l’Egitto, il Nilo, il deserto, l’esercito,<br />

la battaglia.<br />

Per rendersi conto del carattere eclettico e<br />

della grande maestria con la quale Luciano<br />

Capossela leviga il metallo, basti ricordare<br />

il suo ultimo lavoro: un bracciale<br />

scultoreo intitolato Venere e Marte. Collocata<br />

sullo sfondo celestiale, formato da<br />

linee sinusoidali che rammentano la<br />

4<br />

schiuma nevosa delle onde marine, Venere<br />

sta nascendo sull’isola di Cipro. Simmetricamente<br />

opposto, Marte, bellicoso<br />

dio mitico, così virilmente bello con i lucenti<br />

e guizzanti muscoli pronti allo scatto.<br />

La sua qualità hanno già suscitato l’attenzione<br />

di importanti testate giornalistiche<br />

e di molte riviste di settore. È stato<br />

anche chiamato ad intervenire durante trasmissioni<br />

televisive su reti private per parlare<br />

della propria inventiva. Numerose<br />

modelle hanno indossato i gioielli di Capossela<br />

Creazioni sulle passerelle campane.<br />

L’unicità dei lavori, l’attenta cura dei<br />

particolari, la creatività geniale e l’ininterrotta<br />

ricerca su nuovi materiali stanno<br />

rivelando a questo giovane artista calitrano<br />

un futuro molto promettente nell’ambito<br />

del design del gioiello a livello nazionale<br />

ed internazionale.<br />

Per informazioni:<br />

www.caposselacreazioni.it


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

Artigianato, arte, design a Calitri<br />

razie all’interessamento dell’On. Sal-<br />

Gvatore Scoca, Calitri fin dal 1959, anno<br />

in cui fu istituita, la Scuola d’arte e<br />

mestieri ha vissuto un periodo di grande<br />

vivacità culturale ed artistica, che è giunto<br />

fino ai nostri giorni attraverso fasi a volte<br />

tormentate ed in salita.<br />

<strong>Il</strong> più delle volte, tale disagio è stato causato<br />

da una serie di inopportune contrapposizioni<br />

e di pregiudizi, a volte diffusi, è<br />

il caso di dirlo, ad arte, che hanno compromesso<br />

l’immagine della nostra Scuola,<br />

divenuta poi Istituto, determinando un<br />

calo di iscrizioni.<br />

Se l’Istituto d’Arte è sopravvissuto ed ha<br />

favorito la formazione di tanti alle varie<br />

forme del bello, è merito soprattutto di chi<br />

lo ha frequentato con impegno e passione,<br />

distinguendosi poi nei diversi ambiti: pro-<br />

LAUREA<br />

<strong>Il</strong> 24 settembre 2010 presso<br />

l’Università degli Studi di Firenze<br />

si è laureato in Design<br />

con la votazione di 110/110<br />

<strong>Il</strong> signor<br />

Michele MAFFUCCI<br />

Al neolaureato e ai genitori<br />

Angelo Maria e Rosa Di Milia<br />

vanno i più sinceri auguri dei<br />

parenti, amici e della Redazione.<br />

del prof. Giacomo Di Cosmo<br />

fessionale, sociale, amministrativo. Naturalmente<br />

un tale risultato sarebbe stato impensabile<br />

se non si fossero perseguiti e<br />

raggiunti gli obiettivi formativi la cui attuazione<br />

è stata possibile grazie all’impegno<br />

professionale di Direttori, Presidi e<br />

Dirigenti Scolastici che si sono avvicendati,<br />

e a Consigli di Amministrazione prima,<br />

di Istituto e classe poi, composti non<br />

solo da docenti che avevano ed hanno una<br />

specifica formazione tecnica ed intellettuale,<br />

ma anche dalla rappresentanza di<br />

quella che si indica come utenza, ossia genitori<br />

e studenti, oggi affiancati anche da<br />

rappresentanti del territorio, quali Amministrazioni<br />

ed Enti locali, nonché da esponenti<br />

del mondo del lavoro, che sempre<br />

più interagiscono con il nostro Istituto offrendo<br />

opportunità agli studenti e richiedendo<br />

servizi.<br />

Nella logica dell’attenzione ai bisogni del<br />

territorio, un particolare merito del nostro<br />

Istituto è stato riservare sempre maggiori<br />

spazi di accoglienza, strutturati poi in percorsi<br />

didattici, agli alunni più svantaggiati.<br />

Dal 1° settembre 2010, per effetto della<br />

“riforma” Gelmini, riguardante la scuola<br />

secondaria superiore, il nostro Istituto<br />

d’Arte è stato trasformato in Liceo artistico,<br />

ad indirizzo Design. Tale rinnovamento,<br />

confermando il fine tecnico-artistico<br />

del percorso scolastico, lo rifonda consegnandogli<br />

un nuovo statuto culturale, che<br />

arricchirà ulteriormente lo spettro delle opportunità<br />

dell’Istituto di Istruzione Superiore<br />

“A. M. Maffucci” di Calitri cui il nostro<br />

Liceo è associato, permettendo ai giovani<br />

di intraprendere studi universitari che<br />

consentano loro di inserirsi più facilmente<br />

e a pieno titolo nel mondo del Design.<br />

<strong>Il</strong> nuovo indirizzo scolastico tiene in debito<br />

conto sia degli effetti delle straordinarie<br />

trasformazioni tecnologiche e telematiche<br />

sia della globalizzazione avvenuta negli<br />

ultimi anni, ed offre ai suoi iscritti occasioni<br />

di studio e di specializzazione orientate<br />

alla produzione industriale.<br />

Infatti, dal 1° settembre 2010 il Liceo Artistico<br />

ad indirizzo Design di Calitri continua<br />

tenacemente a portare avanti le importanti<br />

sfide culturali e didattiche sul territorio<br />

dell’Alta Irpinia.<br />

Tra le novità didattiche del Liceo Artistico,<br />

indirizzo Design, vi sono la lingua inglese,<br />

che viene insegnata agli alunni sin dal<br />

1° anno, e i molteplici insegnamenti a carattere<br />

informatico e progettuale, che as-<br />

5<br />

sieme alle altre discipline si svolgono nei<br />

modernissimi spazi scolastici e negli attrezzati<br />

laboratori multimediali. In particolare<br />

la scuola punta sull’addestramento<br />

all’uso professionale di sofisticati programmi<br />

di rappresentazione virtuale della<br />

realtà per la progettazione in genere: Cad e<br />

Rendering. Dunque il nuovo Liceo artistico<br />

di Calitri, sotto la Guida del Dirigente Scolastico<br />

Prof. Gerardo Vespucci, coadiuvato<br />

da tutto il corpo docente, concorrerà utilmente<br />

ed attivamente allo sviluppo ed al<br />

progresso del nostro territorio, permettendo<br />

agli allievi che lo sceglieranno e lo frequenteranno<br />

di potersi inserire a pieno titolo<br />

nei corsi universitari collegati al nuovo<br />

indirizzo di studi e poter entrare nel mondo<br />

della produzione industriale e dei servizi<br />

progettuali e tecnologici più avanzati.<br />

LAUREA<br />

Maracay, Venezuela<br />

nel novembre 2010<br />

<strong>Il</strong> signor<br />

Pierclaudio CAPUTO<br />

Ha conseguito, con ottimi voti,<br />

la laurea in Medicina.<br />

Auguri dai genitori Rosa Marisa<br />

Pizzino e Marcello Claudio Caputo,<br />

dal nonno, dagli zii di Calitri<br />

e dalla Redazione.


IL CALITRANO N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011<br />

BILANCIO E PROSPETTIVE<br />

nizia un nuovo anno con il proporsi di<br />

Inuovi traguardi e di nuovi obiettivi.<br />

In qualità di consigliere provinciale referente<br />

di questa parte di territorio, Alta<br />

Irpinia o Irpinia di Oriente, spesso nota<br />

per le tante ingiustizie subite, esprimo<br />

grande soddisfazione per i risultati raggiunti<br />

nell’anno appena trascorso completatisi<br />

con gli ultimi due consigli provinciali<br />

del 23 e 29 dicembre. In essi sono<br />

stati affrontati argomenti di carattere<br />

generale (patto per lo sviluppo, bilancio<br />

di previsione 2011 ecc). Particolare attenzione<br />

è stata riservata anche alle varie<br />

problematiche evidenziate nel corso dei<br />

miei interventi.<br />

In primo luogo, è stata sottolineata la necessità<br />

di potenziare il servizio di vigilanza<br />

e manutenzione della viabilità di<br />

questa parte orientale della nostra provincia,<br />

specie nei comuni di Aquilonia,<br />

Monteverde, Bisaccia, Andretta, Calitri,<br />

Sant’Andrea di C., Cairano ecc. In modo<br />

particolare, è stata ribadita la necessità<br />

di migliorare la segnaletica orizzontale<br />

e verticale, di maggiori controlli sulle<br />

strade d’accesso e fasce di rispetto, di<br />

miglior tempismo nello spargimento sale.<br />

Tutte queste opere si rendono indispensabili<br />

per assicurare la sicurezza sulle<br />

strade. Per l’anno 201 1 è stato previsto<br />

un finanziamento di 300.000 € per il<br />

completamento della Calitri-Andretta,<br />

50.000 euro per un nuovo svincolo sulla<br />

Calitri-Ofantina (strada nevralgica aperta<br />

al traffico nell’agosto scorso, dopo circa<br />

trent’anni,grazie all’impegno congiunto<br />

dell’A.P. di Avellino e A.C. di Calitri)<br />

per collegare in modo più rapido tale arteria<br />

al centro del paese.<br />

Ho chiesto l’interessamento dell’assessore<br />

Cusano, affinché si risolvesse, una volta<br />

per tutte, la problematica inerente la<br />

S.P. 211 che collega Cairano alla Valle<br />

Ofantina, visto l’isolamento di tale comune.<br />

Attualmente gli studenti e i cittadini<br />

tutti sono costretti ad affrontare enormi<br />

disagi per raggiungere i comuni limitrofi:<br />

Conza della Campania, Sant’Andrea<br />

di Conza, Calitri,Sant’Angelo dei<br />

Lombardi, Lioni ecc. sede di istituti scolastici,luoghi<br />

di lavoro ecc.<br />

Certo non poteva mancare l’interesse relativo<br />

ai trasporti che vivono un momento<br />

di particolare difficoltà legata ai possibili<br />

tagli della Regione Campania solo<br />

temporaneamente sospesi grazie all’in-<br />

del dott. Canio Galgano<br />

(Consigliere provinciale UDC)<br />

tervento del vice-presidente De Mita. Tali<br />

tagli rischierebbero di mortificare ulteriormente<br />

questo territorio spesso asservito<br />

da linee autorizzate e non finanziate,<br />

come invece accade per i comuni asserviti<br />

dall’AIR che gode dello sconto del<br />

biglietto “unico” Campania.<br />

Per venire incontro alle esigenze delle<br />

famiglie i cui figli frequentano gli istituti<br />

superiori di Calitri, svantaggiati economicamente<br />

da tale meccanismo, ho<br />

chiesto ed ottenuto di prevedere in bilancio<br />

una cifra di 10.000 € (che spero<br />

diventino 20.000) per un contributo una<br />

tantum per l’anno scolastico 2010-2011.<br />

Stiamo lavorando, inoltre, perché si creino<br />

le condizioni per una rivisitazione generale<br />

del piano trasporto provinciale in<br />

modo da evitare accavallamenti di linee e<br />

fare,quindi, rientrare tutte le linee di trasporti<br />

territoriali nel finanziamento regionale.<br />

Riguardo agli Istituti Scolastici<br />

Superiori di Calitri, sono state impegnate<br />

cifre considerevoli (circa 1 milione di<br />

euro per l’ITC e altrettanto per lo Scientifico<br />

e Artistico).<br />

ITC: 200.000 € per messa in sicurezza<br />

luoghi di lavoro (2009), 538.000 € per<br />

6<br />

messa in sicurezza elementi non strutturali<br />

(2010), 300.000 € per completamento<br />

palestra (2011).<br />

Liceo scientifico e artistico: 350.000 euro<br />

messa in sicurezza luoghi di lavoro<br />

(2009),350.000 € rifacimento impianto<br />

di riscaldamento (2010), 260.000 € rifacimento<br />

tetto (2011).<br />

Grande rilievo è stato dato al Museo Etnografico<br />

di Aquilonia (per il quale è stato<br />

riconosciuto un contributo di 5.000 €)<br />

e ai progetti “ Presepiando” (3.500 €),<br />

“Gemellaggio Culturale” (3.500 €) e<br />

“Fiera Interregionale” (5.000 €) del comune<br />

di Calitri.<br />

Mi propongo nel futuro di estendere ad<br />

altri comuni dell’Alta Irpinia, che ne facciano<br />

richiesta, il mio impegno per saldare<br />

quei rapporti di amicizia e solidarietà<br />

che hanno sempre contraddistinto<br />

le nostre comunità.<br />

Particolare ringraziamento va al presidente<br />

On. Cosimo Sibilla, all’Esecutivo,<br />

al Consiglio Provinciale tutto,ai dirigenti<br />

ed operatori dei vari settori dell’Amministrazione<br />

Provinciale per aver tenuto<br />

nella giusta considerazione le istanze di<br />

un territorio troppo spesso emarginato.<br />

Calitri V elementare A.S. 1986/87. Prima fila da sinistra: Enza Coppola, Concetta Stanco,<br />

Angela Cappiello, Filomena Del Guercio, Toni Russo, Marilù Fastiggi, Francesco Scoca,<br />

Sefora Zarrilli, Emanuela Luongo, Tiziana Di Milia, la maestra Maria Scolamiero, <strong>Il</strong>enia Di Milia,<br />

Franca Avella, Gina Cestone, Antonella Fastiggi, Cinzia Di Cosmo, Donato Russo e Vincenzo<br />

Tornillo. Seduti: Daniele Strollo, dietro Michele Martiniello, Franco Cestone, Pietro<br />

Contino, Francesco Cestone, Angelo Zarrilli e Antonio Fonso.


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

LA SCUOLA E LE TRADIZIONI<br />

Istituto Comprensivo di Calitri, par-<br />

L’ tendo dall’interesse per la tradizione<br />

popolare e per il folclore locale e con l’intento<br />

di avvicinare i giovani alle loro radici,<br />

ha programmato un progetto di durata<br />

triennale articolato in più moduli riguardante<br />

la cultura e le abitudini del passato.<br />

Tale progetto è stato elaborato sulla<br />

base di suggerimenti dell’assemblea dei<br />

genitori al fine di contribuire alla conoscenza<br />

e alla valorizzazione del patrimonio<br />

culturale locale nelle sue varie forme e<br />

rappresentazioni. Le attività sono supportate<br />

dal professore Donato Lucev che, forte<br />

del Suo bagaglio culturale e di specifi-<br />

Le classi 3ª A e 3ª B della Scuola Secondaria di 1° grado con i genitori,<br />

alcuni nonni, gli insegnanti, il dirigente scolastico Silvano Granese,<br />

il prof. Donato Lucev e il sindaco Giuseppe Di Milia.<br />

Gli alunni della 5ª sez. A e sez. B della Scuola Primaria<br />

che e raffinate competenze, fornisce<br />

un’ottima guida e consulenza nello sviluppo<br />

delle varie fasi del progetto.<br />

Partecipano alla realizzazione nella prima<br />

annualità i tre ordini di scuola appartenenti<br />

all’Istituto Comprensivo, in modalità<br />

e forme diverse, ma accomunate<br />

dalla passione per la cultura locale, troppo<br />

spesso dimenticata nell’era del mondo digitale<br />

e globalizzato.<br />

Nel corrente anno scolastico la Scuola Secondaria<br />

di I grado ha focalizzato l’attenzione<br />

sul tema “<strong>Il</strong> matrimonio calitrano”<br />

da cui sono partite lezioni, discussioni, ricerche<br />

e approfondimenti che hanno portato<br />

alla scoperta di<br />

lontane e antiche<br />

consuetudini, allo<br />

studio del costume<br />

calitrano femminile<br />

e alla realizzazione<br />

pratica di<br />

modelli su bambole,<br />

con l’aiuto della<br />

Sig.ra Grazia Armientoconoscitrice<br />

e realizzatrice<br />

dell’abito calitrano.<br />

Inoltre sono stati<br />

realizzati dipinti su<br />

tela e piatti in ceramicarappresentanti<br />

scorci suggestivi<br />

del paese, offrendo<br />

7<br />

agli allievi la pos-<br />

sibilità di sviluppare abilità disegnative,<br />

manipolative, pittoriche e decorative, stimolando<br />

la creatività tramite un percorso<br />

pratico-formativo. Le tecniche sperimentate<br />

favoriscono nei singoli alunni il raggiungimento<br />

di un proprio stile espressivo<br />

in un clima di serena a proficua collaborazione.<br />

La Scuola Primaria cura un modulo centrato<br />

sulle tradizioni della ceramica: gli<br />

alunni hanno realizzato oggetti in ceramica<br />

ispirati nella forma e nei decori ad antichi<br />

manufatti popolari. La Scuola dell’Infanzia<br />

si è dedicata allo sviluppo di canti e<br />

leggende mediante teatralizzazione e, proprio<br />

grazie all’azione educativa del teatro,<br />

gli allievi sono stati coinvolti in ogni aspetto<br />

della messa in scena delle opere.<br />

Una rappresentativa di genitori e nonni,<br />

sensibile a tali iniziative, ha risposto con<br />

interesse all’invito rivolto dai docenti a<br />

supportare e interagire con gli allievi per la<br />

realizzazione dei progetti.<br />

Nel mese di maggio, in data da definire, la<br />

Scuola in collaborazione con le associazioni<br />

“Circolo Aletrium”, “Pro-loco”, il<br />

giornale “<strong>Il</strong> <strong>Calitrano</strong>” e il gruppo folkloristico<br />

“I Uagliun’ R’ r’ ù Hafij” sarà luogo<br />

di condivisione del patrimonio culturale<br />

calitrano attraverso foto, informazioni,<br />

esposizioni, cartelloni e prodotti realizzati<br />

durante il progetto.<br />

le prof.sse Antonella Gerarda Panno<br />

e Rosamaria Russo<br />

LA DONNA<br />

IERI E OGGI<br />

L’8 Marzo 2011, presso la sala ex – Eca di Calitri si<br />

è tenuto un convegno sulla condizione della donna<br />

organizzato da “I Uagliun’ r’ ù Hafij” con il patrocinio<br />

del comune di Calitri; sono intervenuti:<br />

– Moderatore: Pasquale Pacìa – Presidente associazione<br />

culturale folkloristica “I Uagliun r’ ù<br />

Hafij”<br />

– Dott.ssa Rosanna Di Cecca – Psicologa<br />

– Dott.ssa Giuseppa D’Inverno – Magistrato Tribunale<br />

di Sant’Angelo dei Lombardi<br />

– Dott. Canio Galgano – Consigliere Provinciale<br />

– Dott.ssa Ermelinda Mastrominico – Assessore<br />

provinciale con delega alle pari opportunità<br />

– Dott. Giuseppe Di Milia – Sindaco di Calitri


IL CALITRANO N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011<br />

er uccidere un uomo non serve toglier-<br />

P li la vita, basta sopprimergli il lavoro.<br />

Sono parole sagge e forti, pronunciate da<br />

un valoroso giornalista, il quale nonostante<br />

abbia dato un forte peso al bagaglio<br />

culturale italiano, risultando alla lunga poi<br />

scomodo al potere di turno, viene bruscamente<br />

disarcionato e lasciato alla sua triste<br />

fine. Prendendo in considerazione queste<br />

parole, si evince lo stretto legame tra<br />

l’uomo e la dignità che lo caratterizza.<br />

Dignità che trova forma in mille modi in<br />

cui l’uomo stesso va ad esprimersi, a livello<br />

individuale e collettivo. <strong>Il</strong> lavoro è<br />

quindi l’elemento interpretativo che in entrambe<br />

le dimensioni sopra menzionate,<br />

riesce a dare un senso alla vita.<br />

Ne erano convinti i Padri Costituenti, i<br />

quali hanno inserito il “diritto al lavoro”<br />

all’apice della gerarchia delle fonti del diritto.<br />

Per capire bene in che modo possa<br />

trovare spazi positivi il diritto al lavoro,<br />

bisogna un attimo fare mente locale in che<br />

tipo di società esso va ad inserirsi. <strong>Il</strong> distinguo<br />

è dettato da un duplice modello:<br />

società orizzontale e società verticale.<br />

<strong>Il</strong> primo esempio di società, quello ispirato<br />

dalla Costituzione, mette al centro l’uomo<br />

e le sue idee. L’uomo deve essere se<br />

stesso, e attraverso le conoscenze man<br />

mano acquisite, deve saper interagire apportando<br />

il proprio sapere al soddisfacimento<br />

dei propri bisogni individuali che<br />

dell’interesse collettivo. Questo tipo di società<br />

comporta che ognuno deve essere in<br />

grado di usare la propria testa, maturando<br />

pensieri diversi da mettere a confronto, in<br />

quanto il confronto stesso è la linfa vitale<br />

di un sistema democratico.<br />

Una società orizzontale così strutturata,<br />

lascia ampia libertà di azione a tutti, con<br />

molteplici possibilità di sbocchi occupazionali,<br />

le quali però sono strettamente legate<br />

anche ad altri diritti costituzionalmente<br />

riconosciuti, tra cui la libertà di<br />

opinione, cosa estremamente fondamentale<br />

per non perire in insopportabili disuguaglianze.<br />

A questa tendenza orizzontale,<br />

se ne contrappone una di stampo verticale,<br />

in cui si profila una gerarchia per gradi,<br />

caratterizzata da un bieco rapporto tra il<br />

vertice e la base. È configurabile come<br />

una piramide, in cima alla quale trovi il<br />

sovrano che comanda, ed in basso il suddito<br />

esegue. Uno schema così strutturato,<br />

porta l’uomo stesso a svuotarsi della propria<br />

coscienza, ad ammantarsi sotto l’om-<br />

L’UNITÀ SPEZZATA<br />

del dott.Marco Bozza<br />

bra del pensiero unico a cui deve giurare<br />

fedeltà, e magari sperare che quel tipo di<br />

fedeltà possa poi trasformarsi in una sorta<br />

di contentino in grado di mitigare la sofferenza<br />

per le libertà perdute.<br />

A differenza di una società orizzontale,<br />

nessuno è messo in grado di operare autonomamente<br />

se contrasta con i voleri del<br />

capo, ma soprattutto, domina l’assenza di<br />

un confronto costruttivo, cosa terrificante<br />

se si hanno a cuore le sorti di una democrazia<br />

matura. Per mettere in mostra questa<br />

differenza teorica, prendiamo in considerazione<br />

un aspetto pratico. <strong>Il</strong> Friuli<br />

nel 1976 e l’Irpinia nel 1980, vengono duramente<br />

colpiti dalla furia degli elementi<br />

che genera un disastro sismico dalle proporzioni<br />

catastrofiche. A distanza di tre<br />

decadi dall’evento, volendo fare un paragone<br />

su cosa sia effettivamente cambiato,<br />

ci si accorge subito che il paragone<br />

non regge, in quanto i modelli di società<br />

Calitri 1949 famiglia Lampariello. Da sinistra:<br />

Vito Lampariello (12.09.1934) vive a<br />

Montevideo, Angelarosa Lampariello<br />

(17.07.1932) vive a Toronto, Concetta<br />

Lampariello (08.10.1939) vive a Calitri,<br />

Rosa Di Maio (13.11.1910 - † Montevideo<br />

06.10.1990) con in braccio la piccola Margherita<br />

Lampariello (02.12.1947) vive a<br />

Montevideo e Vincenzo Lampariello<br />

(08.10.1939) anche lui vive a Montevideo.<br />

8<br />

in cui la ricostruzione è avvenuta sono totalmente<br />

diversi. In Friuli, rimboccandosi<br />

le maniche, si è trovata la forza di ripartire<br />

seguendo un cammino di tipo orizzontale,<br />

in cui si è stati abili nel far riemergere<br />

un interesse collettivo che oggi coagula<br />

nella capacità di essere parte integrante<br />

alla formazione del Pil nazionale.<br />

In Irpinia ha prevalso un disegno verticale,<br />

in cui la scarsa levatura culturale, la<br />

logica del posto fisso dietro una cruda<br />

quanto drammatica sudditanza politica,<br />

l’accentramento dell’interesse personale<br />

a detrimento di quello collettivo, a distanza<br />

di trent’anni, ci vede come protagonisti<br />

di un film in bianco e nero dove non si è<br />

capaci di sapere scindere l’attore maschile<br />

dall’attrice femminile. Da opportunità<br />

quale avrebbe dovuto essere il periodo post-sismico,<br />

ci ritroviamo con mille paesi<br />

ben ricostruiti ma vuoti, con una popolazione<br />

sempre più anziana, un tasso di disoccupazione<br />

sconfinato, ed un’emorragia<br />

giovanile che abbandona sempre più<br />

una comunità povera per cercare di annettersi<br />

ad un sistema più forte.<br />

Questo divario abnorme è dettato non solo<br />

da una mentalità diversa, ma da un’impostazione<br />

culturale di base diversa. Da un<br />

lato, si considera la ricchezza come elemento<br />

capace di garantire benessere collettivo<br />

e prospettive occupazionali, dall’altro<br />

ci si abbandona al vassallaggio fatto<br />

di carota e bastone, dove i più fedeli<br />

vengono accontentati con un posticino,<br />

anche se poi il manto stradale per andare a<br />

lavoro è ricoperto di buche, e i servizi essenziali<br />

sono soltanto un miraggio.<br />

Lasciamo da parte le difficoltà economiche<br />

del momento che generano problemi<br />

anche nelle zone più virtuose del Paese,<br />

ma a centocinquant’anni dall’Unità d’Italia,<br />

bisogna ancora una volta misurarsi con<br />

una nazione divisa in due: progresso contro<br />

preistoria. Non sono ammesse critiche<br />

di fondo, perché le opportunità l’Irpinia le<br />

ha avute, in termini di uomini e di risorse<br />

finanziare. Ma se la mente, culturalmente<br />

parlando, è vuota, nemmeno l’Onnipotente<br />

sarà mai in grado di risanare questo tipo<br />

di guasto. Resta soltanto da fare tristemente<br />

i conti con un’unità nazionale spezzata,<br />

e che difficilmente andrà a risanarsi.<br />

http://pensieroliberoecostruttivo.blogspot.<br />

com/


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

iovanni, Paolo, Giuseppe (detto Gian<br />

GPaolo) TOZZOLI nato a Napoli il 5 marzo<br />

1926 dall’avvocato calitrano Domenico, Vincenzo,<br />

Donato e dalla nobildonna Liborina Lo<br />

Jacono, terzo di cinque figli – Maria Rosaria<br />

(detta Elisa), Lorenzo Augusto, Giuseppe Michele<br />

e Maria Luisa (detta Marisa) – dopo la<br />

normale formazione giovanile e la frequenza<br />

presso la Normale di Pisa, a soli 21 anni si laurea<br />

in Lettere all’Università di Bari con una tesi<br />

sul teatro di Pirandello, prima di conseguire a<br />

Napoli una seconda laurea in Giurisprudenza.<br />

Laurea che gli ha permesso di conseguire il titolo<br />

di studio che lo abilitava a partecipare al<br />

concorso nella Carriera Diplomatica, entrando al<br />

Ministero degli Affari Esteri nel 1954, alla Direzione<br />

generale delle relazioni culturali e successivamente<br />

al Servizio stampa del Ministero<br />

degli Affari esteri, prima della nomina, nel 1958,<br />

presso il Consolato generale di Zagabria con<br />

funzioni di vice console. Per la varietà e l’originalità<br />

dei suoi scritti Gian Paolo Tozzoli detiene<br />

un posto di rilievo nel folto gruppo dei diplomatici<br />

letterati. Prima ancora di entrare in carriera<br />

e per l’intero arco degli anni trascorsi al<br />

servizio dello Stato, ed accezione del teatro egli<br />

ha affrontato i generi più diversi: dal giornalismo<br />

alla saggistica, dalla politica all’economia,<br />

dalla poesia al racconto ed al romanzo, dando<br />

ovunque prova di una vocazione lirica innata e<br />

di una instancabile curiosità verso ogni problematica<br />

sociale, economica o ambientale.*<br />

Infatti, la sua prima esperienza di lavoro l’ebbe<br />

nel giornalismo, facendo il cronista presso un<br />

quotidiano partenopeo; aveva iniziato a collaborare<br />

dal 1959 al 1967 con il mensile “L’osservatore<br />

politico-letterario” diretto da Giuseppe Longo,<br />

firmando oltre trecento articoli con lo pseudonimo<br />

di Gian Paolo Napolitano; dal 1960 al<br />

1970 è stato corrispondente per “<strong>Il</strong> Gazzettino di<br />

Venezia”; nel 1962 collabora con la rivista ginevrina<br />

“Rencontre Orient-Occident”; dal 1973 al<br />

1976 collabora con “L’iniziativa europea” e negli<br />

anni ’70 con la rivista trimestrale “Affari Esteri”<br />

e con molte altre riviste nazionali ed europee.<br />

Dal 1993 al 1998 è stato Presidente dell’Istituto<br />

per gli Studi di Previsione e le Ricerche Internazionali<br />

(I.S.P.R.I.) e presidente dell’U.C.O.I.<br />

(Unione Consoli Onorari Italiani).<br />

– La sua prima sede all’estero, dopo alcuni<br />

anni di Ministero (Servizio Stampa) fu la<br />

Yugoslavia;<br />

– venne quindi trasferito a Basilea quale Console<br />

Generale;<br />

– poi a Ginevra presso la Delegazione Italiana<br />

alla Conferenza del Disarmo fino al 1965.<br />

– in servizio presso la Rappresentanza Italiana<br />

alle Nazioni Unite sino al 1968;<br />

– rientra al Ministero in qualità di V. Capo<br />

del Servizio Stampa;<br />

PERSONAGGI<br />

– trasferito successivamente al Gabinetto del<br />

Ministero Commercio Estero (1970-72),<br />

quindi alla Presidenza del Consiglio (Ricerca<br />

Scientifica) e presso il Ministero di<br />

Grazia e Giustizia sino al 1974; nel frattempo<br />

nel 1971 convola a nozze con la signorina<br />

Maria Assunta Bacchini;<br />

– rientra presso l’Amministrazione della Farnesina<br />

in qualità di V. Capo del nuovo Istituto<br />

Diplomatico voluto da Mario Toscano<br />

e suo primo collaboratore al Servizio storico<br />

e Documentazione;<br />

– nel 1977 Ministro Plenipotenziario di I°<br />

classe e incaricato dell’Ufficio per il Coordinamento<br />

regionale;<br />

– dal 1978 al 1981 Ambasciatore d’Italia a<br />

Tirana;<br />

– successivamente Ambasciatore in Cecoslovacchia;<br />

– infine Ambasciatore a Malta (1989-91).<br />

Le sue frequenti pubblicazioni seguono, grosso<br />

modo, gli itinerari di carriera e così abbiamo:<br />

Gli Svizzeri visti da uno straniero (ed. Nemi),<br />

Anatomia degli Stati Uniti d’America (Armando<br />

1969), l’Italia in Europa e Le eresie del<br />

prossimo evo (Lerici 1977), La Tentazione profetica<br />

(Cappelli 1978), <strong>Il</strong> caso Albania:l’ultima<br />

frontiera dello stalinismo (Franco Angeli 1989),<br />

Malastrana (All’Insegna del pesce d’oro 1981),<br />

All’improvviso il mondo (Marotta 1992), Apoteosi<br />

di un Babbeo (Shakespeare and Company<br />

1992), La saliera del Cellini (Shakespeare and<br />

Company 1993), Cronache italiane e Gente vesuviana<br />

(L’autore libri 1996 e 1999), <strong>Il</strong> principe<br />

Demetrio (Fazi 2001), e al termine della carriera<br />

si affida ad Internet con due opere riassuntive<br />

della sua carriera: Quattro anonimi alla conqui-<br />

9<br />

sta di uno scettro e Delirio dell’Angelo (Libuk<br />

2006 e 2008).<br />

Dopo aver parlato in sintesi del Diplomatico,<br />

del Poeta-scrittore, non ci resta che parlare del<br />

Tozzoli come “uomo” e dei suoi rapporti con la<br />

gente, con gli altri, con i giovani, sempre improntati<br />

ad una naturale, affabile cortesia che lo<br />

rendeva sempre simpatico ed ossequioso. Conoscendo,<br />

per esperienza, che i giovani scelgono<br />

sempre il concreto e non l’astratto, ciò che è più<br />

aderente alla situazione storica, fin dai primi anni<br />

’60 – quando a Calitri era sindaco il prof. Pasquale<br />

Salvatore Di Napoli – il dottor Tozzoli,<br />

Console a Basilea ha sentito la necessità di venire<br />

in mezzo a noi – unitamente al fratello Lorenzo<br />

anche lui ambasciatore – e nei locali del cinema<br />

Rossini alla presenza delle autorità costituite<br />

e di un folto pubblico ha voluto essere particolarmente<br />

vicino a tutti coloro che avevano in animo<br />

di emigrare, specialmente nella Svizzera.<br />

Invitando soprattutto i giovani a qualificarsi<br />

prima di emigrare perché solo così non saranno<br />

guardati con disprezzo, ma ricercati, giacché<br />

l’artigianato e la mano d’opera qualificata italiana<br />

è tra le migliori all’estero; di usare le rimesse<br />

finanziarie degli emigrati per creare cooperative<br />

e consorzi di mobilieri, calzolai, sarti,<br />

ceramisti ecc. capaci di sostituire l’artigianato<br />

troppo personale ed isolato, e mettendo<br />

la sua persona a completa disposizione di chi<br />

comunque avesse avuto bisogno di aiuto, o di<br />

consiglio.<br />

Per i rapporti con i nostri emigrati, noi – che<br />

abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscere<br />

l’ambasciatore in prima persona – ci fidiamo<br />

della testimonianza di molti concittadini, fra i<br />

quali in particolare di Giuseppe Girardi<br />

(sand’f’les’) e di Francesco Antonio Di Cairano<br />

(pind’) che hanno potuto sperimentare direttamente<br />

le particolari attenzioni del Console Tozzoli<br />

in quel di Basilea, nei confronti dei calitrani,<br />

ma di tutti coloro che ne avevano bisogno.<br />

Potremmo benissimo dire “una vita spesa per<br />

gli altri” con generosità, altruismo e senza volgari<br />

tornaconti: una carriera diplomatica, letteraria<br />

e spirituale che rappresenta un ricco, sincero<br />

ed altruistico lascito di tutto rispetto.<br />

NOTA<br />

A. Raffaele Salvante<br />

* Da un articolo di Pasquale Baldocci sulla “Rivista di Studi<br />

Politici Internazionali” Aprile-Giugno 2010 pag. 269.<br />

P.S.: Ci permettiamo di suggerire all’Amministrazione<br />

Comunale – per quanto è possibile<br />

– di onorare questi suoi degnissimi figli<br />

con l’intestazione di una strada del nostro<br />

paese.


IL CALITRANO N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011<br />

Manfredonia (FG), matrimonio di Gabriella La Forgia e di Fabio, da sinistra: Vitale Zabatta,<br />

Enza Di Carlo, Antonietta Del Cogliano, – gli sposi – Luciana Di Carlo e Rosario Raho.<br />

Calitri Stagione Sportiva 1993/94. Categoria Giovanissimi della Polisportiva, da sinistra in piedi:<br />

il presidente Raffaele Tuozzolo, Mario Tornillo, Mario Di Maio, Antonio Zarrilli, Giuseppe Di Cosmo,<br />

Raffaele Cerreta, Giovanni Rubinetti, Michele Stanco, De Nicola e il dirigente Michele Cerreta.<br />

A terra da sinistra: Paolo Cianci, Pietro Caputo, Tommaso Vitelli, Claudio D’Emilia, Josè<br />

Scoca, Luca Di Cairano, Giuseppe Di Guglielmo e Vincenzo Galgano.<br />

Desio, settembre 2010 - La signora Lucia Galgano festeggia il suo 95°<br />

compleanno unitamente a Vincenzo Zabatta che compie 62 anni. Auguri da<br />

amici, parenti e dalle nipoti della Germania Maria Rosaria e Teresa Galgano.<br />

10<br />

Angela Galgano (10.10.1922 - † 21.11.1945)<br />

nata da Vincenzo e da Filomena Codella.<br />

Calitri, 08.09.2009. Girolamo Caruso (21.04.<br />

1947) e Salvatore Ramundo (06.07.1928).<br />

Milano 19.09.2009 - <strong>Il</strong> dott. Ramundo Giuseppe (Verona 13.12.1970) con<br />

la moglie Fragomeni Valentina (Roma 10.05.1973) felici per la nascita della<br />

loro primogenita Mia nata il 16.09.2009. Auguri dalla Redazione.


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

Calitri, 26.12.2010. Marco Del Cogliano in<br />

veste di figurante al Presepe Vivente organizzato<br />

dal Circolo Aletrium.<br />

21 gennaio 2011. 1° compleanno di Sara<br />

Caruso nata da Michele e Francesca Nigro.<br />

Auguri dai padrini Tania Di Luzio e Donato<br />

Maffucci. Auguri dalla Redazione.<br />

17 marzo 2011<br />

11<br />

Calitri, 01.02.2011. Nozze d’oro di Vincenzo<br />

Gautieri (baccalà) e M. Francesca Fastiggi<br />

(tobb’t’). Auguri dalla Redazione.<br />

150 ANNI DELL’UNITÀ D’ITALIA<br />

Orgogliosi di essere italiani<br />

CALITRI, 28 agosto 2010 - MATRIMONIO di Giulia Lomuscio e Alfonso<br />

Cerreta in Piazza della Repubblica N’gimma cort’ ore 5.30 del giorno<br />

dopo. Da sinistra: Cinzia Senerchia; Giovanni Rubino (da Ruvo del<br />

Monte); Maria Dalla Chiesa (moglie di Giovanni Rubino); Pasquale Dalla<br />

Chiesa (fratello di Maria); Giovanni Russo; Michele Amato (si vede solo<br />

la testa); Giuseppina Lettieri; Antonella Tuozzolo; Giuseppina Zarrilli;<br />

Alessio Berrilli; Vanda Raho; Mariangela Miele; Giuseppe Rubino; Prima<br />

fila: Giuseppe Di Milia; Maria Senerchia, gli sposi, Antonio Lucadamo;<br />

Giuseppe Coppola; Giuseppe Zarrilli. Auguri dalla Redazione.<br />

Calitri 31.08.1983 processione di Santa Lucia alla Cascina. Da sinistra:<br />

Angela Cianci (18.10.1965) figlia di Michele e Lucia De Nicola, Antonietta<br />

Russo (09.05.1965) nata da Michelarcangelo (p’ ceffa) e da Maria<br />

Cesta, Maria Di Milia (27.02.1968) figlia di Antonio e Giovannina Avella,<br />

Anna Maria Cicoira (29.05.1965) nata da Vito (vittorio u mmec’) e da<br />

Pasqualina Andreottola.


IL CALITRANO N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011<br />

Calitri, luglio 1988. Da sinistra: Canio Vincenzo Margotta (passauaj),<br />

Antonio Stanco (sanap’rcegghia), Franchino Margotta, Gaetana Fierravanti<br />

(a crapara), Tania Di Luzio, Antonietta Margotta, Antonietta Di Furia<br />

(emigrata negli USA) e Antonio Di Luzio.<br />

Vincenzo Galgano (mbaccator’ / 11.06.1894 - † 21.04.1974) e la moglie<br />

Filomena Codella (carpat’ / 02.09.1901 - † 21.05.1976).<br />

Napoli 09.02.1970. Laurea di Donato di Maio in Economia e Commercio<br />

presso l’“Università degli Studi di Napoli”. Da sinistra:<br />

Antonietta Di Maio (07.03.1937), Donato di Maio il festeggiato nato<br />

a Calitri il 06.08.1943 da Grazio Felice e Angela Galgano, Maria Di<br />

Maio (02.7.1932), Vincenzo Di Cairano (03.08.1935 - † 10.05.2002)<br />

marito di Antonietta, Giovanna Di Maio (22.12.1940).<br />

12<br />

Calitri, 26.12.2010 nella grotta di Valenzio, durante il Presepe Vivente,<br />

Vincenzo Mastrodomenico, Lucia Zabatta e Agnese Di Cosmo (pagghion’),<br />

mentre mostrano al pubblico come si fanno i salami.<br />

Calitri, 19.01.2011, 50° anniversario di matrimonio di Michelina Metallo<br />

(15.10.1937) e Francesco Antonio Di Cairano (01.07.1932). Auguri<br />

dalla Redazione.<br />

Fiuggi 1989 da sinistra: Angela (moglie di Salvatore Nivone), Antonietta<br />

Del Cogliano, Giovanna Parisi e Rosa Cialeo.


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

Pasquetta all’Ofanto 1969. Da sinistra in piedi: Pietro Borea<br />

(04.12.1951), Canio Di Napoli (pauletta / 13.06.1953), Michele Lungaro<br />

(u’stella / 30.11.1952), Donato Maffucci (patr’nett o cavallo pazzo /<br />

16.01.1952), Giuseppe Maffucci (lord ‘pepp’ / 22.10.1952). A terra:<br />

Emilio Margotta (c’c’niello o m’liucc / 21.10.1951), Gerardino Zabatta<br />

(16.10.1952) e Alfredo Cestone (curat’licchj / 13.07.1952).<br />

Calitri, 1975 le quattro figlie di Giuseppe Zarrilli (sciampagniegghj):<br />

Pierina di 3 anni, Felicetta di 4, Michelina di 1 e Lucia di 7.<br />

Calitri, Giuseppe Mastrullo nato il 22.06.<br />

1952 da Antonio e Antonia Galgano mentre<br />

svolge il servizio militare.<br />

Calitri, 05.09.1953. Benedetta Galgano e<br />

Elvira Di Napoli.<br />

13<br />

Calitri, aprile 2007 la Pallavolo Calitri vincitrice del Campionato Provinciale<br />

di I Divisione. Da sinistra in piedi: l’allenatore Emilio Creddo,<br />

Antonio Del Cogliano, Pietro Caputo, Roberto Tetto, Canio Fonso, il dirigente<br />

Leo Coppola. A terra: Antonio Lucadamo, Giuseppe Zarrilli,<br />

Amato Ziccardi, Giuseppe Coppola e Davide Cerreta.<br />

Codella Canio nato il 11.12.1979 da Giuseppe<br />

e da Di Domenico Alfonsina.<br />

All’amico Canio non possiamo che ricordare<br />

che il lupo perde il pelo ma non il vizio…!!!<br />

Calitri, 1961 cena da Pasciuto. Da sinistra:<br />

Vitale Abate, Franco Rabasca, in piedi Giuseppe<br />

Galgano, Franco Beltrami con gli occhiali,<br />

con la cravatta Cesare Giovanni Buldo,<br />

Vitantonio Rabasca e Raffaele Toglia.


IL CALITRANO N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011<br />

Calitri 05.05.2011. Ospiti di Girolamo Caruso. Da sinistra seduti: Claudio<br />

Di Muro, Valente D’Ascoli, Michele Del Cogliano, in piedi Michele Maffucci,<br />

Angelomaria Maffucci, Canio Maffucci, Luciano Di Cecca, Donato Maffucci,<br />

Michele Di Carlo, Vincenzo Russo, Nicola Acocella, Francesco Margotta dietro,<br />

Giuseppe Di Maio, Michele Caruso, Antonio Di Milia, Daniele Capossela<br />

si vede appena, Giuseppe Cerreta si vede solo la testa, Girolamo Caruso, Michele<br />

Salvante, seduti Canio Metallo, Giovanni Fiordellisi e Raffaele Salvante.<br />

Calitri, 02.02.2011. 80° compleanno della<br />

signora Antonietta Di Maio (c’cch’llin’) insieme<br />

al marito Luigi Caruso. Auguri dalla<br />

Redazione, da amici e parenti.<br />

È in uscita il volume<br />

CALITRI<br />

TERZO ITINERARIO<br />

DELLA MEMORIA<br />

Calitri, 02.02.2011. 80° compleanno della signora Antonietta Di Maio. Da sinistra: il figlio<br />

Vito Caruso, Antonietta Zarrilli, Alfonso De Nicola con la moglie Lucia Di Maio (sorella della<br />

festeggiata), Vito Fasulo (genero), il marito Luigi Caruso, la festeggiata, le nipoti Ramona e<br />

Sandra Caruso, la figlia Lidia e la nipote Giuseppina De Nicola. Auguri dalla Redazione.<br />

14<br />

Calitri 1970/71 circa. Da sinistra: Angela Toglia, Anna Di Carlo, Elena Emma<br />

Cioffari (10.04.1928 - † 24.04.2009), Pasqualino Di Carlo, Michele Cicoira<br />

(c’c’ron’ / 03.11.1913 - † 30.12.1997) con gli occhiali, Francesca Polestra<br />

(22.06.1922 - † 21.12.2004), don Vincenzo Cubelli (28.08.1921 - † 30.01.1999)<br />

nato da Canio e da Savanella Maria Angela, Canio Di Carlo (08.09.1914 - † 28.09.<br />

1997). Davanti: il piccolo Franco di Carlo, Giovanni Rinaldi (ceca ceca), Michele<br />

Russo (puglies’ / 18.02.1906 - † 29.04.1986) fratello del padre di Giovanni Rinaldi.


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

<strong>Il</strong> nostro passato<br />

nei luoghi della memoria<br />

«La Scuola deve puntare all’armonia,<br />

all’equilibrio e all’assonanza<br />

tra la mente e le mani,<br />

tra il cuore e l’azione».<br />

Francesco Ferrer,<br />

La Scuola è il cuore della società<br />

onclusa la Scuola Elementare, talvolta<br />

Cinterrotta anticipatamente senza aver<br />

conseguito la Licenza ma solo per superati<br />

limiti di età, per noi ragazzi alle soglie dell’adolescenza<br />

il futuro è già abbastanza<br />

chiaro. Dipende tutto dalle condizioni socioeconomiche<br />

delle famiglie e dalla mentalità<br />

dei nostri genitori. Col superamento<br />

dell’esame di ammissione possiamo frequentare<br />

la Scuola Media Inferiore che a<br />

Calitri è stata istituita il 1947. Veniamo affidati<br />

ad un artigiano di fiducia affinché ci<br />

insegni il suo mestiere. Ripieghiamo sul<br />

lavoro dei campi sotto lo sguardo di familiari<br />

agricoltori. Conduciamo le pecore del<br />

proprietario terriero al pascolo se le nostre<br />

famiglie versano nello squallore della povertà.<br />

Facciamo il manuale alle dipendenze<br />

del muratore per impararne il mestiere. Se<br />

le condizioni familiari lo permettono, i più<br />

fortunati vengono messi in seminario o in<br />

convento per seguire la vocazione religiosa.<br />

In questo modo, all’età di 11 anni o di poco<br />

più, il mondo infantile, che ci ha visto<br />

crescere tutti alla stessa maniera, comincia<br />

a cambiare identità nella forma e nella<br />

sostanza. Indipendentemente dalla nostra<br />

volontà, ci troviamo immessi su percorsi<br />

di formazione che il giorno prima non immaginiamo<br />

nemmeno. Per tanti di noi cominciano<br />

i momenti della separazione dagli<br />

amici con i quali siamo cresciuti.<br />

Per quelli che proseguono l’attività scolastica<br />

il campo di azione si allarga in poche<br />

settimane. Gli orizzonti diventano più ampi.<br />

Esperienze, conoscenze e contenuti di<br />

nuove materie di studio si intensificano.<br />

I compagni di classe cambiano sia in termini<br />

di età e di sesso, sia nella consistenza<br />

numerica. Di ragioni ce ne sono più di una:<br />

la mancanza di una sede scolastica vera e<br />

propria e l’adattamento di alcuni locali del<br />

Municipio di Calitri ad aule di emergenza<br />

per le lezioni; la costituzione di classi di ragazzi<br />

e ragazze di età diversa; l’aumento<br />

del numero delle materie di studio e dei<br />

di Gerardo Melaccio<br />

professori che le insegnano in ore prestabilite.<br />

La realtà della Scuola Elementare lasciata<br />

tre mesi prima cambia completamente<br />

volto per quanto riguarda l’impostazione<br />

didattica e le sue finalità. Gli apprendimenti<br />

impongono traguardi che spingono<br />

lontano. A impartire la lezione giornaliera<br />

non è più il maestro o la maestra.<br />

Dalla cattedra ci spiegano e ci ascoltano<br />

docenti che hanno studiato all’Università<br />

e che conoscono anche il latino e la lingua<br />

straniera. Sono professori e professoresse<br />

di Calitri e di altri Paesi. Quest’ultimi si<br />

stabiliscono qui fino alla chiusura dell’anno<br />

scolastico.<br />

A scuola con noi vengono anche ragazzi<br />

dei paesi limitrofi che ancora non ce l’hanno.<br />

Facciamo facilmente conoscenza e presto<br />

diventiamo amici. Stiamo sempre insieme<br />

e questo ci permette di sapere molte<br />

cose sui loro paesi, sulle famiglie e sui costumi.<br />

Contemporaneamente la nostra sfera<br />

ambientale e la natura dei rapporti di<br />

gran parte di noi vanno assumendo configurazioni<br />

inaspettate. Alcune regole di vita,<br />

i disegni per l’avvenire cominciano a prendere<br />

decisamente un’inclinazione prima<br />

inimmaginabile. Intanto i vecchi rapporti<br />

che pensavamo dovessero durare per sempre,<br />

a poco a poco si vanno indebolendo fino<br />

a sciogliersi del tutto. La natura dei legami<br />

va mutando abito e le motivazioni<br />

che ci animano vengono proiettate in direzione<br />

di altri obiettivi. Sono gli anni in<br />

cui gli interessi da una parte e i sogni dall’altra<br />

assediano il nostro tempo libero e<br />

spesso ci distolgono anche dallo studio. In<br />

presenza di emozioni mai provate prima<br />

persino il cuore inizia a battere forte. <strong>Il</strong> rossore<br />

sulle guance, le trepidazioni, la timidezza<br />

e la frenesia; le contrarietà e l’attaccamento<br />

verso le persone che ci stanno vicino<br />

finiscono col costituire altrettanti modi<br />

di esprimere stati d’animo e umori. Entrati<br />

a far parte di una realtà che di giorno<br />

in giorno va perdendo il volto di quella dove<br />

siamo nati e cresciuti fino ad oggi; inseriti<br />

in un ambiente e tra persone a cui non<br />

siamo abituati, la nostra vita non è più<br />

quella di prima già dall’inizio dell’anno<br />

scolastico. Nonostante l’iscrizione e la frequenza<br />

di questa scuola non siano ancora<br />

obbligatorie, i nostri genitori pretendono<br />

che ci andiamo lo stesso anche contro la<br />

nostra volontà. E in più: da questo mo-<br />

15<br />

mento comincia un interminabile periodo<br />

di esami per molti di noi. Dopo quello della<br />

Licenza Elementare dobbiamo sostenere<br />

l’esame di ammissione alla Scuola Media.<br />

Per coloro che l’avversione allo studio è<br />

addirittura una predisposizione di natura,<br />

sopraggiungono con una certa, frequenza<br />

gli esami di riparazione a settembre. Basta<br />

essere rimandati nelle discipline che ci sono<br />

antipatiche e di difficile assimilazione,<br />

magari impegnative e ladre di tempo libero<br />

per gli ozi della strada, per le partite di pallone<br />

che sono la nostra irrinunciabile passione.<br />

All’inizio del nostro nuovo ciclo scolastico<br />

ci vengono imposte delle regole molto rigorose.<br />

Dobbiamo osservarle scrupolosamente<br />

senza tener conto della loro reale<br />

efficacia e delle conseguenze che ne derivano<br />

sotto il profilo del comportamento e<br />

del profitto nello studio. Per lo più coetanei<br />

e alcuni amici da sempre, tra noi adolescenti<br />

nascono legami forti e gesti di solidarietà<br />

in ogni occasione. Escluso qualcuno<br />

caratterialmente o umoralmente diverso,<br />

per noi alunni di Scuola Media l’amicizia è<br />

irrinunciabile. La solidarietà è la base di<br />

tutto in ogni circostanza: nei momenti di<br />

allegria; ancor più nelle difficoltà o nelle<br />

fasi di crescita che ci procurano imbarazzo<br />

e avversità. Tutti alle prese con i problemi<br />

di scuola, l’individualismo e l’egoismo che<br />

pure affiorano alla nostra età, magari anche<br />

un po’ di cattiveria, non compromettono<br />

mai i legami veri. Ci conosciamo così bene<br />

che le sorprese antipatiche vengono digerite<br />

con facilità e immediatezza. Anche di<br />

fronte alla palese simpatia o antipatia degli<br />

insegnanti sappiamo comportarci sempre<br />

con spirito di solidarietà. Impariamo a stare<br />

insieme nella collaborazione e nella concordia<br />

da quando cominciamo a conoscerci;<br />

senza invidia e senza rancori. Cominciamo<br />

a mettere giudizio e a venire su senza<br />

complessi. Diventiamo consapevoli e disponibili<br />

ogni giorno che passa, tra errori,<br />

malintesi e ripensamenti continui. A Scuola<br />

ci comportiamo con generosità e lealtà;<br />

senza tornaconto e senza presunzione. Andiamo<br />

maturando in senso di responsabilità<br />

e rafforzando il nostro carattere grazie agli<br />

insegnamenti dei nostri professori, alla dimestichezza<br />

coi libri, alle discussioni scolastiche,<br />

alle prove che affrontiamo durante<br />

le lezioni delle materie di studio. Tutto


IL CALITRANO N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011<br />

questo tra consensi compiaciuti e disapprovazioni<br />

indignate dei docenti più esigenti;<br />

tra cadute e rialzate, cedimenti e riprese<br />

di volontà e di amor proprio.<br />

<strong>Il</strong> nostro esistere scorre tra una molteplicità<br />

di appuntamenti quotidiani: a casa, nella<br />

Scuola, in mezzo alla strada; da soli e insieme.<br />

Le lezioni della vita non concedono<br />

né prevedono vacanze per noi. Quelle scolastiche<br />

diventano tali solo quando conseguiamo<br />

la promozione a giugno. Esse pretendono<br />

molto e concedono poco. Ma ci<br />

sta bene lo stesso. Le cose vanno così per<br />

tutti quanti. Per noi che andiamo a Scuola,<br />

sicuramente. Ce lo confermano persino i<br />

ragazzi che frequentano l’altro Corso. Contemporaneamente<br />

ci viene offerta l’opportunità<br />

di capire che agire da soli per l’utile<br />

proprio non porta bene e serve a poco. Tanto<br />

vale stare insieme, non trascurare chi ci<br />

sta a fianco, pensare spesso e tendere la<br />

mano quando sopraggiungono le difficoltà.<br />

Certi argomenti complicati di alcune materie<br />

di studio non sono alla portata di tutti<br />

per un’infinità di ragioni, e non esclusivamente<br />

per questioni di capacità e volontà.<br />

A volte si intromettono problemi familiari,<br />

stati d’animo e condizioni precarie di salute.<br />

Ma questo sfugge all’attenzione degli<br />

insegnanti poco attenti e poco sensibili. Essi<br />

non considerano che molti di noi siamo<br />

figli degli anni che hanno preceduto e vissuto<br />

la seconda guerra mondiale.<br />

Per quanto riguarda le difficoltà di apprendimento<br />

di alcune materie di studio, di tante<br />

in tanto ci si mette anche l’approssimazione<br />

del metodo didattico del professore.<br />

Se siamo fortunati e capitiamo nella stessa<br />

classe un gruppo di amici, gli adempimenti<br />

della scuola diventano meno problematici<br />

perché ci aiutiamo a vicenda.<br />

Se ben ricordo, nel 1960 a Calitri viene<br />

istituita anche la Scuola di Avviamento<br />

Professionale. Essa persegue lo scopo di<br />

LE NOSTRE TRADIZIONI<br />

U’ STRANIESC’<br />

ra le più colorate e curiose usanze degne di<br />

Tammirazione, concernenti il matrimonio,<br />

mi sono imbattuta in particolare in una, che<br />

altrimenti non poteva che essere calitrana.<br />

D’accordo che l’unione di una coppia, nel<br />

tempo, ha assunto consuetudini e riti sempre<br />

differenti, ma rivangando nel nostro passato,<br />

tra le tradizioni popolari, questa merita di essere<br />

riportata alla luce. In occasione delle<br />

nozze, come prima cosa, le famiglie degli<br />

sposi si accingevano nei soliti preparativi: i<br />

pann’r’la zita in casa dello sposo, la sorella<br />

della sposa regalava la camicia bianca – presentata<br />

su un vassoio sfavillante abbellito da<br />

fiori e confetti – che lo sposo avrebbe indossato<br />

il giorno del matrimonio. <strong>Il</strong> fatidico giorno,<br />

il corteo già pronto in casa dello sposo,<br />

andava a prelevare la sposa evitando di fare lo<br />

stesso percorso sia all’andata che al ritorno<br />

onde evitare spiacevoli incontri di mal auguranti.<br />

Poi la giornata proseguiva, come di<br />

consuetudine, tra brindisi e festeggiamenti,<br />

ma ogni tanto balenava nella mente degli<br />

sposi l’ombra dello straniesc’. Questa usanza<br />

consisteva nello spargere a terra della pagliuzza<br />

di grano, che tracciava un percorso e<br />

iniziava dall’abitazione della sposa sino a terminare<br />

davanti a quella del “presunto amante”.<br />

Ciò era molto temuto e scongiurato, poiché<br />

metteva in dubbio la serietà della donna,<br />

ed era anche considerato un affronto personale,<br />

oltraggioso e talvolta una grave offesa<br />

che molte volte si concludeva anche in risse,<br />

per chi voleva insinuare qualcosa. Tuttavia,<br />

gli amici fidati armati di paroccula si improvvisavano<br />

vigilanti accurati, onde scongiurare<br />

che ciò avvenisse: tutta la notte si trascorreva<br />

nella strada, perlustrando in lungo e<br />

in largo vicoli, bivi, piazzette, strade laterali e<br />

quant’altro; inoltre avevano a disposizione<br />

una stanza dove potevano trovare ristoro con<br />

i celeberrimi sc’liend’ – spaghetti conditi con<br />

aglio, olio e peperoncino – alternandosi nei<br />

turni che avevano stabiliti sino all’alba.<br />

Ma c’erano anche delle variazioni dello straniesc’a<br />

seconda se a sposarsi fosse stata una<br />

donna disincantata o non più giovane. Nel<br />

primo caso le offese erano veramente oltraggiose<br />

poiché dinanzi l’abitazione si era solito<br />

collocare delle ossa di animali morti da<br />

poco; nel secondo, invece, i più audaci introducevano<br />

in casa dei novelli sposi anziani,<br />

un recipiente colmo di fuoco con l’aggiunta<br />

del peperoncino che emanava delle esalazioni<br />

causanti tosse e affanno ai deboli coniugi,<br />

costretti ad alzarsi e liberare la casa dalle fastidiose<br />

profusioni;il tutto avveniva sotto gli<br />

occhi nascosti degli artefici soddisfatti della<br />

riuscita di tale beffa.<br />

Oltre a queste usanze, è da nominare anche<br />

la s’mmana r’la zita, ossia gli sposi restavano<br />

in casa per una settimana successivamente<br />

al giorno delle nozze e la prima domenica,<br />

in casa dello sposo, si indiceva nuovamente<br />

un pranzo con amici e parenti, e il giorno<br />

dopo però -questa volta- in casa dei genitori<br />

della sposa, si ripeteva il tutto ma con la particolarità<br />

dell’uccisione del gallo, da qui il<br />

16<br />

assicurare l’istruzione necessaria ai ragazzi<br />

orientati verso attività di lavoro a carattere<br />

artigianale. Infatti, il curriculum scolastico<br />

del suo indirizzo prevede diverse ore di laboratorio.<br />

A iscriversi e a frequentarlo fino<br />

al conseguimento della Licenza sono maggiormente<br />

i figli del popolo dedito a lavori<br />

pratici che richiedono meno conoscenze<br />

culturali e maggiore competenza professionale.<br />

A frequentarla sono in molti perché<br />

ascoltano anche i consigli dei loro<br />

maestri elementari che li conoscono meglio.<br />

<strong>Il</strong> ciclo di studi dura tre anni come<br />

quello della Scuola Media Inferiore, e prevede<br />

il conseguimento di un titolo finito<br />

per accedere al mondo del lavoro.<br />

A parte gli alunni che si iscrivono alla<br />

Scuola Media Superiore, dopo il conseguimento<br />

della Licenza Elementare, a Calitri<br />

tutti, o quasi tutti i ragazzi in età scolare<br />

possono prolungare i loro studi per almeno<br />

altri tre anni.<br />

nome dell’ottavo giorno “u’hagghij”. Questa<br />

era, nelle tradizioni calitrane del XX secolo,<br />

la più radicata nonché prevista tra la popolazione,<br />

tant’è che lasciava il dubbio sulla<br />

legittimità della donna e quindi del matrimonio<br />

e ne scaturiva, poi, risse sugli artefici.<br />

Fortunatamente, oggi, alcune di queste pesanti<br />

ed offensive usanze sono andate perdute,<br />

ma non abbiamo dimenticato gli stimati e<br />

tanto attesi spahett’ agl’ e uogl’, che ovviamente<br />

dopo un lauto pranzo-cena in confortevoli<br />

ristoranti non può, anzi, non deve assolutamente<br />

mancare, a qualsiasi ora!<br />

Angela Toglia


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

LETTERA AL DIRETTORE<br />

Non ho mai scritto al giornale, ma questa volta mi sento<br />

moralmente impegnato e vorrei dare qualche opportuno<br />

suggerimento su due cose importanti:<br />

1) La Fiera Interregionale di Calitri quest’anno deve<br />

festeggiare il suo trentesimo anno di vita e bisogna perciò<br />

fare le cose in grande stile; e vorrei suggerire, attraverso<br />

il nostro giornale, alcune “elementarissime” norme<br />

quasi mai osservate:<br />

– occorre stare molto attenti a che la Fiera non si trasformi<br />

in “Fera”…;<br />

– le scritte per l’”Uscita” devono essere evidenti e chiare;<br />

– mancano i cartelli per i gabinetti degli uomini e delle<br />

donne;<br />

– urge una pulizia attenta e continua per i gabinetti con<br />

tanto di carta igienica, sapone e carta per asciugare le<br />

mani;<br />

– “suggerire” un percorso consigliato, che termini proprio<br />

davanti al cartello “Uscita”? è gia stato fatto qualche<br />

volta;<br />

– i manifesti non sono stati affissi a sufficienza nei paesi<br />

più vicini;<br />

17<br />

– Programmi “precisi” con volantini;<br />

– visto che all’entrata del paese c’e scritto “Paese della ceramica”<br />

molti visitatori vanno inutilmente alla ricerca<br />

dello stand relativo che non esiste. Crediamo sia doveroso<br />

ed opportuno ovviare a questa grave mancanza,<br />

anche con le brutte…<br />

– gli operatori addetti non possono prendersi certe sguaiate<br />

libertà, ma devono essere attenti, gentili e cortesi<br />

con tutti se si vuole dare un segnale positivo per la buona<br />

riuscita e per la continuità nel tempo della manifestazione.<br />

2) <strong>Il</strong> cimitero del nostro paese nel giorno dedicato ai defunti<br />

– 2 novembre – ha dato uno spettacolo poco decoroso<br />

per la scarsissima pulizia, per i muri scalcinati e anneriti<br />

dall’umidità.<br />

Siamo sicuri che si può fare qualcosa di meglio.<br />

PERSONAGGI IGNOTI<br />

Qualche lettore conosce i personaggi di queste due bellissime foto?<br />

Lettera firmata


IL CALITRANO N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011<br />

Campagna di guerra sul fronte russo<br />

dagli anni 1942-45 - IV PUNTATA<br />

an mano che scorrono momenti di ten-<br />

Msione estrema, di incertezza e di spavento,<br />

all’oscuro di quanto sta accadendo in<br />

prossimità della cittadina dove sperano di<br />

trovare un ricovero per concedersi un po’ di<br />

riposo e alleviare le sofferenze, continuano<br />

ad arrivare gruppi di sbandati. Sono di varia<br />

provenienza e appartengono ad altri reparti.<br />

Si esprimono in lingue differenti e pochi<br />

ne capiscono il significato. Sorpresi e contrariati<br />

per la cattura inaspettata, si agitano,<br />

imprecano e-rimangono in attesa della<br />

decisione del proprio destino. La tempestività<br />

e le maniere forti degli assalitori non<br />

concedono tentativi di reazione. Con i fucili<br />

spianati e con minacce di morte sparano<br />

in aria intimando di consegnarsi disarmati e<br />

con le mani alzate. La stanchezza e l’impotenza<br />

da una parte, la sorpresa e lo spavento<br />

dall’altra,ci consigliano di non opporre resistenza<br />

se vogliamo evitare il peggio. Per<br />

le condizioni disastrose in cui ci troviamo,<br />

la soluzione umiliante della resa è la meno<br />

spregevole e la più ragionevole in tale frangente.<br />

Per qualcuno in malissimo arnese,<br />

addirittura una decisione liberatoria bene<br />

accettai. Nel bailamme generale, col timore<br />

che ci potrebbe capitare qualcosa di irreparabile,<br />

il freddo che penetra e irrigidisce<br />

muscoli e ossa prende il sopravvento su tutto;<br />

provoca indolenzimenti, gonfiori e lividure<br />

sui corpi sfatti. Molti di noi non siamo<br />

più in grado di reggerci in piedi perché stremati:<br />

nelle forze e avviliti nello spirito. Restiamo<br />

appoggiati alle pareti del capannone<br />

mentre i più sofferenti si lasciano cadere di<br />

schianto sul pavimento e cominciano a togliersi<br />

di dosso gli indumenti induriti dal<br />

gelo. C’è un po’ di fuoco che arde e sperano<br />

di farli asciugare prima di riutilizzarli.<br />

Certe parti dei corpi messe a nudo evidenziano<br />

i danni dell’assideramento. Su alcuni<br />

arti inferiori si notano addirittura dei processi<br />

di congelamento in atto. Qua e là la<br />

pelle va assumendo coloriture che lasciano<br />

intravedere danni devastanti. Anch’io mi<br />

tolgo le fasce alle mani e ai piedi mi slaccio<br />

le scarpe, me le tolgo in fretta e scopro che<br />

le calze che indosso si sono appiccicate alla<br />

pelle. Spinto da una sorta di cattivo presentimento,<br />

le strappo via con forza e metto a<br />

nudo le piante dei piedi. Fisso gli occhi con<br />

insistenza e mi accorgo che le dita dell’arto<br />

destro hanno un colore violaceo insolito. A<br />

prima vista non do peso. Poi me le tocco<br />

di Francesco Cialeo<br />

senza avvertirne il contatto. Provo a strofinarle<br />

sperando di recuperarne la sensibilità<br />

e il calore, ma non succede niente. Allora<br />

mi lasciò prendere dalla paura e dall’ansia.<br />

Cerco di impormi l’autocontrollo rifugiandomi<br />

nell’illusione di un falso allarme. Provo<br />

a distrarmi per non pensare e per allontanare<br />

il sospetto, ma il dubbio non mi da<br />

pace. In giro già circolano voci allarmanti e<br />

segnali di casi che concedono poca speranza.<br />

Man mano che passa il tempo, la situazione<br />

va assumendo contorni drammatici e<br />

procura disperazione e sconforto in parecchi<br />

di noi. Contemporaneamente incalza il<br />

precipitare degli eventi, che distoglie dai<br />

cattivi pensieri. Siamo prigionieri di guerra<br />

in territorio sovietico e la sorte che ci attende<br />

nessuno la conosce e tutti la possono<br />

immaginare. Siamo nelle mani di un nemico<br />

legittimamente indignato, molto lontani<br />

dall’Italia, e come saranno i giorni a venire<br />

è facile fare previsioni. Malgrado i cattivi<br />

pensieri che si ostinano a tormentarmi, trovo<br />

la forza di recuperare un po’ di lucidità e<br />

un residuo di fiducia nel mio abituale ottimismo.<br />

Tanti soldati come me sono caduti;<br />

altri in questo momento versano in situazioni<br />

peggiori. Quindi mi risolvo ad affrontare<br />

la piega degli eventi con determinazione<br />

e dignità. Sono italiano del Meridione,<br />

sul quale si dicono un sacco di cose infamanti.<br />

Nel mio piccolo voglio dimostrare<br />

che esiste pure qualcosa di dignitoso. Non<br />

posso immaginare come andrà a finire, ma<br />

non mi perderò d’animo. Chi fa il militare<br />

non deve mai dimenticare che egli è prima<br />

di tutto un uomo che rappresenta il popolo<br />

di cui è parte. Appena possibile, richiamo<br />

ed ottengo l’attenzione del Comando militare<br />

russo sulla condizione del mio piede.<br />

Così viene predisposta una visita medica,<br />

dal referto della quale risulta che le dita<br />

della mia gamba destra sono congelate. Per<br />

tale motivo il medico ordina immediatamente<br />

il ricovero nell’ospedale di Millerovo.<br />

Da questo momento, 16 dicembre 1942,<br />

ore 16:00, comincia la mia penosa odissea<br />

di prigioniero di guerra destinato all’invalidità<br />

permanente. Durerà fino al 25 novembre<br />

del 1945. <strong>Il</strong> giorno dopo, il primo del<br />

mio lungo periodo di prigionia, verso l’alba<br />

vengo fatto salire su una slitta insieme ad<br />

altri sei soldati che versano nelle mie stesse<br />

condizioni. Veniamo sistemati al meglio<br />

uno addossato all’altro e veniamo trasferiti<br />

18<br />

in un ospedale di campo approntato in alcuni<br />

capannoni ferroviari. Nella circostanza<br />

sono costretto a dividermi dal mai più dimenticato<br />

amico Zecchin Dino. Ci abbracciamo<br />

col cuore in gola e le lacrime agli<br />

occhi ci scambiamo l’augurio di tornare a<br />

casa quanto prima e di rivederci in circostanze<br />

meno brutte. Non l’avrei più rivisto,<br />

ma neanche dimenticato. Se n’è andato oltre<br />

mezzo secolo da quel giorno, e spero<br />

che sia ancora di questo mondo che, come<br />

io di lui, anch’egli si ricordi di me. È proprio<br />

vero, adesso lo so: l’amicizia che nasce<br />

e prende vigore nei momenti delle difficoltà,<br />

della disperazione e della paura, scava<br />

in profondità, vi prende dimora e mette<br />

radici che durano fino alla morte. Trascorro<br />

i primi due giorni di ricovero in ospedale e<br />

il 18 dicembre mi viene tolta la benda al<br />

piede malato. Provo a muovere le dita, ma<br />

l’articolazione e la sensibilità non rispondono.<br />

Mi danno l’impressione di essere diventate<br />

una parte morta della gamba. La ragione<br />

che non vuole accettare si rifiuta in<br />

uno stato dì attesa e di incredulità. Dopo la<br />

prima visita medica ufficiale mi viene diagnosticata<br />

l’infermità per congelamento<br />

dell’estremità dell’arto destro inferiore. Subito<br />

dopo la terribile notizia una sorta di<br />

stato confusionale e di rifiuto istintivo mi<br />

tolgono la lucida facoltà di pensare. Trascorrono<br />

dei minuti senza che dica una parola<br />

a me stesso. Faccio fatica a prendere<br />

coscienza della realtà che mi è stata appena<br />

rivelata. Non riesco né voglio crederci. Mi<br />

illudo e spero con ostinazione che quello<br />

che sto vivendo sia solo l’incubo di un brutto<br />

sogno.. Eppure le cose stanno diversamente.<br />

La prova oggettiva che non è possibile<br />

negare è sotto gli occhi e in una piccola<br />

parte del corpo. Mi tormento per un po’<br />

di tempo ancora. Poi mi risolvo a prendere<br />

in mano la situazione e ad affrontarla come<br />

si conviene. La Commissione medica che<br />

ha diagnosticato il mio stato di salute particolare<br />

composta da medici di nazionalità<br />

differenti, compresa anche quella italiana.<br />

Dopo aver accertato e definito il mio stato<br />

di malattia, essa lo dichiara ufficialmente e<br />

predispone un periodo di osservazione mediante<br />

visite di controllo e consulti medici.<br />

Trascorrono delle settimane senza segnali di<br />

miglioramento e di ripresa. Al contrario,<br />

lentamente i tessuti morti cominciano a<br />

staccarsi da quelli vivi. Con i miei stessi


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

occhi seguo il disfacimento delle dita quasi<br />

con rassegnazione. A malincuore, provo ad<br />

abituarmi all’idea dell’invalidità che da questo<br />

momento potrebbe condizionare la mia<br />

vita futura. Non nego che persino lo spettro<br />

della rassegnazione alla nuova realtà va addomesticando<br />

la mia innata ostinazione.<br />

L’aiuto di conforto e il coraggio di accettare<br />

la situazione mi vengano forniti dal mondo<br />

che mi circonda, ossia, dalla consapevolezza<br />

di condizioni molto più gravi e più<br />

complicate della mia. Compagni d’armi e di<br />

ospedale hanno subito l’amputazione di una<br />

gamba, di un braccio, la perdita di un occhio<br />

dopo essere stati colpiti in combattimento;<br />

sono ancora bendati con fasciature<br />

sporche di sangue; si lamentano sotto il tormento<br />

del dolore provocato dalle ferite.<br />

Molti casi mi forniscono la prova di quanto<br />

sia crudele la guerra e di quanto, pur nella<br />

disgrazia, io sia stato fortunato. Eppure il risvolto<br />

peggiore del mio stato di salute è appena<br />

dietro l’angolo. Dopo l’ennesima visita<br />

medica, infatti, il 1° marzo del 1943, una<br />

Commissione sanitaria composta da esponenti<br />

sovietici e da rappresentanti Italiani<br />

ravvisa la necessità di amputare le dita congelate.<br />

DIALETTO E CULTURA POPOLARE<br />

Quiss’ eja cum’ nu c’rnicchj r’ fav’lat’<br />

riferito alle persone che parlano troppo<br />

e non sanno mantenere alcun segreto.<br />

Ndov’ atting’ e n’ r’funn’ quann’ s’ ver’ lu’ funn’<br />

prelevare senza rimpiazzare si tocca il fondo.<br />

Quann’ la rota eja bona leva pur’ li r’fiett’<br />

se la dote della sposa è abbondante,<br />

cancella anche qualche difetto.<br />

Si la hatta n’gappa li surg’,<br />

lu’ m’scigghj’ pur li surg’ adda n’gappà<br />

frase pregiudizievole dove i figli<br />

ereditano la nomea dei genitori.<br />

L’hann’ p’l’zzat’ gghiogn’<br />

riferito in particolare alle finanze del malcapitato.<br />

Quiss’ n’ coc’ cu’ n’acqua<br />

riferito a persone che non si lasciano convincere facilmente.<br />

Lecce, 15 marzo 1969. Caserma Trizio Scuola Truppe Meccanizzate e Corazzate, Giuramento<br />

del XXII Corso A.C.S. VI Compagnia Bersaglieri, il terzo da sinistra è il nostro concittadino<br />

Michele Galgano (secchia).<br />

PARTICOLARI MODI DI DIRE CALITRANI<br />

A cura di Giovanni Sicuranza<br />

19<br />

Si cum’ lu’ can’ r’la chianga,<br />

lu’ muss’ m’bcat’ r’ sang’ e fac’ halizz’<br />

persona che pur stando in situazioni favorevoli,<br />

non ne trae alcun vantaggio.<br />

Li partit’ s’ so spartut’ la cammisa r’ Crist’<br />

la politica è una spartizione di favori.<br />

P’scatur’ e ngappauciegghj’ fann’ i figl’ p’v’riegghj’<br />

pescatori e cacciatori non sfamano la famiglia.<br />

Vaj acchiann’ v’rtonach’<br />

Va cercando scuse, ma usato, spesso,<br />

per intendere proposte indecenti.<br />

Scopa la casa ca n’saj chi tras’,<br />

fa u liett’ cà n’ saj chi aspiett’<br />

tenere in ordine la casa,<br />

per qualsiasi evenienza.


IL CALITRANO N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011<br />

LA NOSTRA OSTRA<br />

BIBLIOTEC<br />

BIBLIOTECA<br />

VALERIA CAPOSSELA, De Amicis viaggiatore<br />

– Paesaggi reali, immaginari e<br />

culturali, Edizioni Delta 3 – Grottaminarda<br />

2011, pagg. 94, € 10.00<br />

Edmondo De Amicis (18<strong>46</strong>-1908), autore<br />

di novelle, bozzetti, ricordi di viaggi e libri<br />

per l’infanzia, fu in un certo senso lo<br />

scrittore più impegnato nel compito di<br />

chiarire agli Italiani usciti dal Risorgimento<br />

i problemi che la nuova vita unitaria<br />

poneva loro.<br />

Motore e perno di indagine della parola<br />

deamicisiana è, nel presente volumetto,<br />

lo sguardo dello scrittore ligure nel corso<br />

dei suoi viaggi in Italia, in Europa e in<br />

America. La curiosità e la descrizione dei<br />

paesaggi osservati lo hanno reso un degno<br />

rappresentante della letteratura di<br />

viaggio, che, nella sua minuziosità e freschezza<br />

di immagini, si tinge di continue<br />

e brillanti ecfrasi.<br />

Inoltre le rielaborazioni del dato paesaggistico,<br />

dai tratti ameni, spesso misteriosi<br />

e orientaleggianti, sono accomunate tutte<br />

da similitudini proprie del mondo dell’infanzia,<br />

sì caro a De Amicis, con lo scopo<br />

di rendere più chiara e semplice la lettura<br />

della sua scrittura di viaggio, seppur nella<br />

ripetutamente confessata incapacità di<br />

esprimere con la penna e con la voce i<br />

sublimi spettacoli naturali che il suo<br />

sguardo ha via via percorso in sinergia a<br />

ritmi e sensazioni del lettore, in un viaggio<br />

di immagini e parole fuori e dentro la<br />

poliedrica personalità di Edmondo De<br />

Amicis. Nei suoi variegati reportages di<br />

viaggio, in giro per la Spagna, l’Olanda,<br />

la Francia, l’Inghilterra e le Americhe,<br />

nonché sul Cervino e in Sicilia, Edmondo<br />

De Amicis sembra poco attento agli usi e<br />

costumi degli abitanti perché molto preso<br />

e affascinato dalla sublime bellezza del<br />

paesaggio a lui circostante.<br />

Al centro del volumetto, infatti, è piuttosto<br />

l’analisi del De Amicis viaggiatore,<br />

che dello scrittore socialista, che impregna<br />

la sua peregrinazione di un incondizionato<br />

amore nei confronti della seducente<br />

natura, la quale pare persino “deridere”<br />

qualsiasi creazione umana: di fronte<br />

alla naturalezza del creato e alle sue<br />

meraviglie ogni umana opera perde di fascino,<br />

incarnando soltanto vizi e limiti<br />

dell’essere umano. “Così Parigi non può<br />

nulla di fronte alla Senna, come Londra<br />

non può nulla di fronte al Cervino, Rio<br />

de Janeiro di fronte al fascino della vegetazione<br />

brasiliana, Granada in confronto<br />

allo Stretto di Gibilterra”, come<br />

acutamente afferma il Prof. Paolo Saggese,<br />

curatore della presentazione del volume.<br />

E pertanto Edmondo De Amicis con tutto<br />

il suo cuore poteva confessare: “Fu quella<br />

bellezza che mi fece scrivere”.<br />

SALVATORE CODELLA, Tra i miei ricordi,<br />

ai miei figli, nipoti e amici, Grafiche<br />

Ghiani - Cagliari 2009.<br />

Chi, almeno una volta nella vita ha citato<br />

questa frase: « Sulla mia vita si potrebbe<br />

scrivere un libro!», ebbene c’è chi l’ha<br />

fatto… <strong>Il</strong> nostro concittadino Salvatore<br />

Codella, due anni fa, ha ben pensato di<br />

mettere in atto tale pensiero.<br />

20<br />

Tra i miei ricordi è l’autobiografia sincera,<br />

disincantata e reale di un uomo che<br />

mette nero su bianco – cronologicamente<br />

– le sue reminiscenze dalla lontana e<br />

dura infanzia fatta di ricordi del periodo<br />

bellico e della presenza dei fascisti nel<br />

nostro paese, includendo nel suo racconto<br />

la rivolta di un gruppo di rivoluzionari<br />

nel settembre ’43 a discapito del podestà<br />

Zampaglione, spaziando dagli episodi felici<br />

e non della raccolta della legna al bosco<br />

di Monticchio, al primo benvoluto<br />

mulo Peppiniello, ai ricordi della fiera del<br />

Rosario e l’inizio della ripresa economica<br />

e sociale della vita calitrana del secondo<br />

dopoguerra. Snocciola ricordi e stagioni<br />

della sua vita come grani di un rosario,<br />

sfumando dalla visione annebbiata e fanciullesca<br />

a quella consapevole dell’età<br />

adulta fatta di vita militare contornata da<br />

lacrime di nostalgia, delle prime vicende<br />

amorose e di un matrimonio stroncato sul<br />

nascere (come si suol dire sfagghiat’) per<br />

via di un fatale incontro con Vincenza<br />

Cantarella, sua futura moglie. Ma ben<br />

presto lo scenario calitrano viene ad essere<br />

sostituito con quello svizzero di Lavena<br />

Pontetresa, scelta imposta dalle difficoltà<br />

della vita, per realizzare e far crescere<br />

una famiglia con dignità a causa<br />

della grave crisi in cui versava Calitri (direi:<br />

condizione alquanto immutata da allora),<br />

la piaga dell’emigrazione, della<br />

concezione dei settentrionali verso chi dal<br />

sud partiva con le valigie di cartone legate<br />

con la corda per tentare di farsi spazio<br />

nella società, di occupare un posto per<br />

poter provvedere ai bisogni primari della<br />

famiglia. L’autore, nel suo libro, fa continui<br />

richiami alla figura della moglie come<br />

perno della sua vita, donna lavoratrice in<br />

grado di superare le condizioni più dure,<br />

perché certo non dev’essere stato semplice.<br />

Negli anni successivi la famiglia cresce<br />

con la nascita dei figli Canio e Teresa<br />

e molti parenti ed amici giungono da loro,<br />

che come loro intendono migliorarsi,<br />

offrendo disponibilità e cordialità. Fortunatamente<br />

la vita sembra prendere una<br />

strada migliore, perché il lavoro inizia a<br />

dare i propri frutti, fino ad acquistare una<br />

casa, dopo tanti lavori saltuari e affitti vari.<br />

E mentre i figli si separano dall’albero<br />

familiare per poter far nascere un nuovo<br />

ramo, la vita va avanti con sorprese, conquiste,<br />

dolori e scenari inaspettati.<br />

È un libro che può essere letto anche in<br />

chiave attuale, ma suggerisco (se mi è<br />

permesso) di leggerlo davanti al camino<br />

mentre il tepore del fuoco trasporta i ricordi<br />

e la mente a quell’epoca, e magari<br />

alla fine ci lascia anche una speranza per<br />

il nostro futuro, che chi come lui e altri,<br />

ha saputo rischiare per costruire qualcosa<br />

di concreto per la propria famiglia… partendo<br />

da zero!<br />

Angela Toglia


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

DA CALITRI<br />

S O L I D A R I E T À C O L G I O R N A L E<br />

Euro 5: Maffucci Vincenzo,Di Milia Rosa Maria.<br />

Euro 8: Di Luzio Silvia Maria Rosaria.<br />

Euro 10: Aristico Lorenzo, Fastiggi Armando, Vincenzo Di Carlo,Galgano<br />

Michele via Circonvallazione 34, Del Moro Vincenzo, Strollo<br />

Salvatore, Cirminiello Angelomaria, Tancredi Filomena, Carameli Lucio,<br />

Maffucci Angelo, De Nicola Michele, Fierrvanti Vito, Luongo Donata,Maffucci<br />

Emilio Antonio, Cerreta Mariannina, Martiniello Canio,<br />

Lucrezia Angelomaria, Codella Giuseppe, Siasparra Salvatore, Maria<br />

Rosa Zabatta, Cialeo Francesco, Vincenzo Zabatta, Gautieri Vincenzo<br />

e Fastiggi Francesca.<br />

Euro 15: Circolo 78, Fasulo Sergio, Del Cogliano Antonietta, Roselli<br />

Francesco, Russo Luigi, Girardi Graziella, Quaranta Vincenzo, Bavosa<br />

Antonio.<br />

Euro 20: Galgano Angelina, Bavosa Antonio, Maffucci Vincenzo via<br />

P. Nenni <strong>46</strong>, Zabatta Vittorio, Scilimpaglia Pasqualino,Suore di Gesù<br />

Redentore, Maffucci Michele, Di Napoli Canio, Di Maio Canio, Gautieri<br />

Pasquale, Vittorio e Michelina Zarrilli, De Rosa Corrado, Bottega<br />

del Pane di De Nicola Agnese, Iannolillo Giovanni,Cialeo Vincenzo,<br />

Nivone Michele, Maffucci Lorenzo, Fiordellisi Giovanni, Lettieri Enzo.<br />

Euro 25: Simone Luigi.<br />

Euro 30: Savanella Concettina, Senerchia D’Orsi Elena, Bovio Cosimo.<br />

Euro 50: Piumelli Giuseppe, Lettieri Angelo.<br />

Euro 100: Caruso Girolamo.<br />

DA VARIE LOCALITÀ ITALIANE<br />

Euro 5: Scilimpaglia Sepulcri Gaetana (Roma), Di Maio Antonio<br />

(S. Bernardo Novergaro).<br />

Euro 8: Cerreta Giuseppe (Cambiano), Zarrilli Pasqualina (Giussano),<br />

Di Domenico Maria Antonia (Poggibonsi), Cerreta Michele (Carrara).<br />

Euro 10: Fierravanti Pina (Lavena Ponte Tresa), Lamanna Pasquale<br />

(S. Andrea di Conza), Zarrilli Maria Antonietta (Conza della Campania),<br />

Cestone Vincenzo (Bergamo), Metallo Vincenzo (S. Giovanni Valdarno),<br />

Di Fronzo don Pasquale (Mirabella Eclano), Di Napoli Antonio<br />

(Carugo), Ricciardi Giacinta (Torino), Rabasca Canio (Monza), Fastiggi<br />

Canio (Ponsacco), Mazziotti Francesca (Roma), Gallicchio Angelo<br />

(Bisaccia), Lucadamo Pasquale (Olgiate Comasco), Gabellini Lorenzo<br />

(Firenze), Margotta Giovanni (Poggibonsi), Maffucci Annamaria<br />

(Lentate Sul Seveso), Acocella Vitantonbio (Lentate sul Seveso), Di<br />

Cairano Antonio (Guidonia), Briuolo Luigi (Alessandria), Cicoira Anselmo<br />

(Nova Milanese), Currà Antonio (Novate Milanese), Cerreta<br />

Giuseppe (Cambiano), Libreria Nardecchia (Roma),Cianci Giacinta<br />

(Treggiaia), Scoca Vincenzo (Castelfiorentino), Racioppi Caruso Maria<br />

(Castelfiorentino), Metallo Maria Antonietta (Roma), Scoca Vincenzo<br />

(Perticato Mariano C.se), Rubino Michele (Coreana-Prato), Zola Mario<br />

(Mariano C.se), Immerso Antonietta (Velletri), Michelina Zabatta<br />

(Reggio Emilia), Mauro Scoca (Arese).<br />

Euro 15: Acocella Ada (Castelfranco), Cerreta Rosa (Nova Milanese),<br />

Di Cosmo Vincenzo (Poggibonsi), Scoca Francesca (Lavena Ponte<br />

Tresa), Rainone Immacolata (Capoliveri), Frasca Rosetta (Roma), Iannella<br />

Rosaria (S. Maria La Carità), Armiento Michelangelo (Roma), Buldo<br />

Cesare Giovanni (Varese), Di Napoli Domenico (Foggia), Di Cosmo<br />

Vincenzo (Poggibonsi), Di Cosmo Michele (Poggibonsi), Di Milia<br />

Antonietta (Milano), Nicolais Canio Vincenzo (Roma), Di Cosmo Canio<br />

(Ancona),Cestone Giuseppe (Poggibonsi), Toglia Canio (Poggibonsi),<br />

Scoca Michele (Mariano C.se), Di Cairano Michele (Novate<br />

M.se), Di Cecca Roberto (Milano), Zabatta Salvatore (Supersano),<br />

Galgano Luciana (Roma).<br />

Euro 17: Di Cosmo Michele (Poggibonsi).<br />

21<br />

Euro 20: Corcione Rabasca Barbara (Caserta), Rubino Canio (Briosco),<br />

Pacciani / Di Milia (Poggibonsi), Tartaglia Giorgio (Rubano), Galgano<br />

Anna (Milano), Rabasca Michelina (Milano), Fierravanti Nicola<br />

(L. Ponte Tresa), Di Giuseppe Egidio (Foggia), Eredi di Polestra Vito<br />

(Castiglione delle Stiviere), Lops Antonio (Besano), Cubelli Vito (Foggia),<br />

Ragazzo Angelo Canio (Pesaro), Gautieri Giuseppe (Moncalieri),<br />

Fierravanti Pina (Lavena Ponte Tresa), Fastiggi Michele (Salerno), Di<br />

Cecca Michele (Paola), Cicoira Antonio (Rimini), Simone Anna (Carife),<br />

Valentino Simone (Maddaloni),Di Carlo Maria (Cambiano),Tornillo<br />

Gaetano (Roma), Cianci Salvatore (Candela), Spatola Saverio (Brescia),<br />

De Vito Antonietta (Roma), Nicolais Antonio (Lavena Ponte<br />

Tresa), Armiento Michelangelo (Roma), Rainone Vincenzo (Lentate<br />

S.S.), Di Napoli Giuseppe (Brescia), Cestone Vitantonio (Lavena P. Tresa),<br />

Di Maio Vito (Montauro), Longhitano Giuseppe (Salerno), Del<br />

Guercio Filomena e Galgano Mario (Bollate), Cestone Giovanni (Pinerolo),<br />

Cerreta Margherita (Milano), Zabatta Vito (Capergnanica),<br />

Gautieri Angelo (Trezzo sull’Adda), De Nicola Michele (Poggibonsi),<br />

Maffucci Angelo (Lissone), Galgano Anna (Milano), Cerreta Mario<br />

(Avellino), Lovecchio Paolo (Brindisi).<br />

Euro 25: Nannariello Emanuele Leonardo (Milano), Codella Michele<br />

(Roma), Leone Erberto (Briosco), Mastrodomenico Caterina (Napoli),<br />

Sagliocco Francesco (Nichelino), Cuppone Fernando (Sannicola),<br />

Lampariello Franchino (Garbagnate M.se), Di Cairano Teresa (Torino),<br />

De Matteo Ersilia (Roma), Di Maio Vito Gaetano (Trento), Cerreta<br />

Giovanna (Prato), Galgano Antonio (Novara), Di Napoli Vincenzo<br />

(Bollate), Paradiso Gaetano (Lioni), Ciccone Gaetano (Caronno Pertusella).<br />

Euro 30: Quaglieri Beatrice (Roma), Della Badia Angelo (Napoli), Alfieri<br />

Liliana ved. Frucci (Napoli), Cubelli Tonino (Bologna), Norelli<br />

Francesco (Roma), Di Milia Giuseppe (Lavena Ponte Tresa), Fenu Vigorito<br />

Vincenza (Uta), Bruniello Canio (Fiumicino), Di Milia Giuseppe<br />

(Lavena Ponte Tresa), Rossi Vincenzo (Cerro al Volturno), Grieco<br />

Paola (Roma), Zarrilli Gautieri Angela (Senaco), Codella Vito (Cremona),<br />

Strollo Orazio (Torino), De Rosa Carlo (Belluno), Margotta<br />

Mario (S. Donato Mil.).<br />

Euro 35: Puccio Frucci Francesco (Ostia Lido).<br />

Euro 40: Caputo Canio (Carosino).<br />

Euro 45: Iannella Giuseppe (Livorno), Grassi Celestino (Roma).<br />

Euro 50: Di Milia Iolanda (Pontedera),De Maio Luigi (Solofra), Di Cosmo<br />

Michelino (Oliveto Citra), Montagnani Roberto (Figline), Artiaco<br />

Vincenzo e Cerreta Maria Francesca (Napoli), Balestrieri Gabriella<br />

(Roma), Tornillo Mario (Poggio Mirteto),Fierravanti Lucia (Olgiate<br />

Comasco), Di Cairano Vincenzo (Francavilla a Mare), Famiglia Margotta<br />

(Roseto degli Abruzzi), Sena don Lorenzo (Fabriano), Polestra<br />

Vincenzo (Bolzano), Di Lascio Pietro (Sabaudia).<br />

Euro 55: Codella Michele (Pavona di Albano).<br />

Euro 100: Zazzarino Canio (Parma), Ferrara Michelina (Torino), Di<br />

Maio Giuseppe (Caserta).<br />

DALL’ESTERO<br />

BELGIO: euro 20 Catano Vincenzo, euro30 Gervasi Antonietta.<br />

FRANCIA: euro 20: Fierravanti Pietro, Di Cairano Vincenzo.<br />

GERMANIA: euro 30: Zazzarino Maria.<br />

SVIZZERA: euro 360 contributo annuale per il 2010 dell’Associazione<br />

Calitrani in Svizzera, euro 30 Cestone Giuseppe.<br />

USA: euro 30 Fastiggi Angelo.<br />

VENEZUELA: euro 50 Arcangioli Carlo Alberto.<br />

CHIEDIAMO SCUSA E COMPRENSIONE PER QUALSIASI INVO-<br />

LONTARIA OMISSIONE.


IL CALITRANO N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011<br />

MOVIMENTO DEMOGRAFICO<br />

Rubrica a cura di Anna Rosania<br />

I dati, relativi al periodo dal 28 ottobre 2010 al 28 febbraio 2011<br />

sono stati rilevati presso l’Ufficio Anagrafe del Comune di Calitri.<br />

NATI<br />

Lucadamo Gaia di Carmine e di Fierravanti Francesca 01.09.2010<br />

Cestone Maria Cristina di Luigi e di Zarrilli Luciana 12.09.2010<br />

Maffucci Gerardo di Berardino e di Gonnella Francesca 25.10.2010<br />

Di Cairano Sofia di Vitale e di Mauro Maria Antonietta 08.11.2010<br />

Tornillo Mattia di Donato e di Coppola Enza Rosita 12.11.2010<br />

Beltrami Vincenzo di Romolo e di Grieco Lucia 23.11.2010<br />

Maffucci Valerio di Giuseppe e di Di Maio Maria Teresa 08.12.2010<br />

Cestone Francesco di Vincenzo e di Zarrilli Elisabetta 22.01.2011<br />

Codella Ernesto di Antonio e di Pompa Angela 10.02.2011<br />

MATRIMONI<br />

Fiordellisi Giuseppe e Di Maio Marialba 06.09.2010<br />

Di Cecca Vincenzo e Grieco Elisa 02.10.2010<br />

Migliore Girolamo e Cialeo Angela 18.12.2010<br />

Solazzi Davide e Di Roma Gaetanina 03.01.2011<br />

MORTI<br />

Metallo Francesco 09.04.1954 - † 17.08.2010<br />

Lettieri Canio 26.07.1933 - † 08.11.2010<br />

Maffucci Lucietta 30.10.1928 - † 09.11.2010<br />

Leone Gaetano 04.10.1929 - † 17.11.2010<br />

Nicolais Maria 25.09.1921 - † 05.12.2010<br />

Riccio Luigi 09.11.1926 - † 12.12.2010<br />

Tuozzolo Maria Maura 27.08.1931 - † 05.01.2011<br />

De Nicola Lucia 06.12.1933 - † 05.01.2011<br />

Di Maio Maria Concetta 26.11.1919 - † 19.01.2011<br />

Maffucci Giovanni 01.09.1934 - † 21.01.2011<br />

Briuolo Maria Giuseppa 15.02.1924 - † 26.01.2011<br />

Fastiggi Maria Antonia 15.04.1920 - † 30.01.2011<br />

Maffucci Rosa 08.04.1921 - † 09.02.2011<br />

Gallo Gaetano 25.10.1935 - † 24.02.2011<br />

Rabasca Vito Antonio 18.12.1939 - † 28.02.2011<br />

Rosa Maffucci<br />

08.04.1921 - † 09.02.2011<br />

Dopo lunga e sofferta malattia, il 09.02.2011, all’età di 90 anni si è spenta la signora<br />

Rosa Maffucci, moglie del defunto Canio Armiento, da tutti chiamata zia<br />

Rosa r’ caram’zzett’. Era conosciuta da tutto il paese non solo per la sua squisita<br />

gentilezza e disponibilità verso tutti, ma anche per il fatto che era capace di “aggiustare”<br />

le contusioni, le slogature e tutti quei piccoli problemi causati da cadute<br />

che nel loro insieme e nel gergo paesano vengono generalmente designati<br />

come “uastat’”. Tutte le domeniche, anche se di salute cagionevole, non mancava<br />

mai alla S. Messa nella chiesa dell’Immacolata Concezione unitamente ad<br />

una visita al cimitero per onorare con la preghiera tutti i defunti. Durante la settimana faceva il giro nelle<br />

varie case dove c’era un ammalato, per portare una parola di religioso conforto, condividendo con chi soffre<br />

le angoscie e le speranze, cercando di trasformare un’attesa in uno sfogo, per offrire alla solitudine un<br />

accompagnamento, per aprire una via d’uscita in un vicolo cieco. Per lei la Chiesa è stata una seconda casa,<br />

infatti anche durante il tempo della mietitura trovava sempre uno spiraglio di tempo per andare, con le<br />

altre donne, a fare le pulizie presso la chiesa parrocchiale di San Canio. Conosciutissima da tutti i parroci<br />

che si sono alternati a Calitri; a tempo libero si dedicava a cucire vestiti di antichi costumi calitrani; moltissime<br />

volte anche il nostro direttore Raffaele Salvante si è rivolto a zia Rosa e al marito zi’ Canij per attingere<br />

informazioni sugli usi e sui costumi antichi di Calitri. Era la personificazione della presenza amica<br />

da cui ti senti incoraggiata, quando il pensiero naufraga davanti all’incerto futuro e al sospetto di non farcela<br />

ad affrontare gli immancabili ostacoli della vita. La nostra comunità calitrana ha certamente perduto<br />

un autentico parafulmine, eppure la certezza di essere con il Signore apre sempre una vera, nuova comunione<br />

che è gia consolazione.<br />

Angelo Cestone<br />

22<br />

Mamma amatissima<br />

mamma dolcissima<br />

mamma che mi hai saputo amare<br />

mamma che mi hai saputo<br />

perdonare<br />

mamma adorata<br />

mamma diletta<br />

mamma rifugio dei tuoi figli<br />

mamma insostituibile<br />

La mia anima non ha pace per<br />

quanto ti ho amata e ora ti piango.<br />

Cosa non farei per poterti parlare<br />

e riabbracciare un’ultima volta<br />

Mamma, ti ho visto attraversare<br />

le strade stellate che ti hanno<br />

portato in Paradiso.<br />

Queste parole d’amore, Mamma,<br />

me le ha suggerite il mio cuore.<br />

Ora più non piango e tremo,<br />

perché so’ di certo che un giorno<br />

ci rincontreremo.<br />

Ciao Mamma, tua figlia Maria.<br />

Carissimo papà,<br />

sei sempre nei nostri cuori.<br />

Antonia Zarrilli<br />

17.10.1940 - † 10.12.2009<br />

Giovanni Zabatta<br />

27.01.1935 - † 03.06.1995<br />

coniugati nell’aprile 1962


N. <strong>46</strong> n.s. – Gennaio-Aprile 2011 IL CALITRANO<br />

REQUIESCANT IN PACE<br />

Mario Lampariello<br />

12.08.1944 - † 20.10.2010<br />

Mio scudo è il Signore,<br />

l’Altissimo,<br />

che salva la gente dal<br />

cuore sincero.<br />

(SalmoVII-11)<br />

Vincenza Zarrilli<br />

03.10.1913†20.03.2005<br />

Non piangete<br />

la mia assenza,<br />

sono beata in Dio<br />

e prego per voi.<br />

Io vi amerò dal Cielo<br />

come vi ho amati<br />

sulla terra.<br />

Maria Concetta Di Maio<br />

Vedova Galgano<br />

26.11.1919 - † 19.01.2011<br />

Hai dedicato tutta la vita alla<br />

tua famiglia.<br />

Sei stata una mamma, una<br />

nonna ed una donna<br />

splendida.<br />

Resterai viva nei nostri cuori,<br />

non ti dimenticheremo mai.<br />

Con amore i tuoi cari.<br />

Scoca Rosa Lucia<br />

09.10.1922 - † 13.01.2008<br />

Nel terzo anniversario<br />

dalla sua scomparsa,<br />

la famiglia la ricorda<br />

empre con affetto.<br />

Marra Luigi<br />

25.09.1950 - † 28.03.2009<br />

La mamma e i suoi cari<br />

lo ricordano<br />

con immenso affetto.<br />

Basile Maria Michela<br />

30.06.1924 - † 19.07.2010<br />

La tua sofferenza<br />

è stata per noi<br />

motivo di edificazione.<br />

<strong>Il</strong> Signore ti accolga nel<br />

suo regno.<br />

Con affetto il marito e i<br />

figli Mario e Anna.<br />

Francesca Zabatta<br />

in Di Milia<br />

20.10.1940 - † 22.12.2005<br />

Consolatevi con me<br />

voi tutti<br />

che mi eravate tanto cari.<br />

Io lascio un mondo<br />

di dolori<br />

per un Regno di pace.<br />

23<br />

Maria Di Maio<br />

27.02.1922 - † 02.01.2011<br />

Chi trova me,<br />

dice il Signore,<br />

trova la vita.<br />

Angelo Maria Maffucci<br />

30.08.1938 - † 26.08.2001<br />

<strong>Il</strong> tuo ricordo<br />

è sempre vivo<br />

nei nostri cuori.<br />

(Proverbi VIII-35)<br />

Marra Sigismondo<br />

05.09.1920 - † 24.05.2010<br />

La moglie e i nipoti ne<br />

serbano l’amato ricordo.<br />

Orazio Di Guglielmo<br />

16.03.1933 - † 10.11.2008<br />

<strong>Il</strong> tuo ricordo resterà<br />

sempre nei nostri cuori.<br />

La moglie, la figlia,<br />

il genero e i nipoti<br />

Alfio e Maria Catena.<br />

Di Muro Concetta<br />

07.11.1921 - † 0 2.10.2009<br />

Sei nel cuore di tutti noi,<br />

tua sorella Maria<br />

Angelarosa Toglia<br />

vedova Cesta<br />

01.01.1928 - † 04.01.2011<br />

le anime dei giusti sono<br />

nella mani di Dio e nessun<br />

tormento le toccherà.<br />

(Sapienza III-1)<br />

Pietro Zabatta<br />

22.08.1909 - † 03.01.2008<br />

L’onestà fa il suo ideale.<br />

<strong>Il</strong> lavoro la sua vita.<br />

La famiglia il suo affetto.<br />

I suoi cari ne serbano<br />

Nel cuore la memoria.<br />

Marra Silvana<br />

23.08.1954 - † 22.08.2009<br />

La mamma e i tuoi cari<br />

conservano vivo il tuo<br />

ricordo.


In caso di mancato recapito rinviare all’Ufficio Postale di Firenze CMP<br />

per la restituzione al mittente previo pagamento resi<br />

Calitri, 28.08.2008 - FESTA DEI 75enni. Da sinistra: Gerardo Zarrilli (scatozza), Angelomaria Cirminiello (vaccar),Vito Zarrilli (tacch’), Giovanni Maffucci (vev’), Berardino Di Napoli (schiav’), Vito Stanco<br />

(fiorin’/r’ss’liegghj), Alfredo Di Milia (v’nuccia), Angela Codella (carpat’), Pasquale Margotta (p’ppun’), si vede appena Maria Di Cecca (scatozza), Vincenza Fatone (carezza), Teresa Staltari, dietro Canio Cerreta,<br />

Alfonso De Nicola (paon’), Antonio Caputo (cacapatan’). A terra: Lorenzina Capasso, Donato Gautieri (sacchett’) e Vincenzo Metallo (carezza/lalla).

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!