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Il giornalino missionario - Suoresacrafamiglia.It

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Enncuentross<br />

DELL’ISTITUTO “LEGA” - SUORE DELLA SACRA FAMIGLIA<br />

47522 CESENA - Via Mami, 411 - Tel. 0547 334709 - Fax 0547 331116<br />

www.suoresacrafamiglia.it<br />

la Buona Notizia nel mondo<br />

<strong>Il</strong> giardino dell’Eden non è<br />

nel passato, ma nel futuro;<br />

il PARADISO non è un<br />

rimpianto ma un progetto<br />

realizzabile un po’ogni giorno!<br />

NOTIZIARIO<br />

SPECIALE<br />

MISSIONI<br />

2012 n. 21<br />

(è prevista una<br />

pubblicazione annuale)<br />

Dir. resp.: Francesco Zanotti<br />

passaParola:<br />

“<strong>Il</strong> DESTINO della terra è di diventare giardino; quello dell’uomo è di crescere a più<br />

consapevolezza, a più libertà, a più amore, portando con sé tutto il creato nella pace e<br />

nella chiarità luminosa dei figli di Dio.<br />

La SPERANZA viene a noi vestita di stracci perché le confezioniamo un abito di festa:<br />

la speranza è un inizio, piccolo e povero, come il granello di senapa, cinque pani e due<br />

pesci per cinquemila uomini, un pizzico di lievito, ed è affidata alle nostre mani”.<br />

p. Ermes Ronchi


“Chiamati a far risplendere la Parola di verità”<br />

Cari fratelli e sorelle!<br />

La celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale si<br />

carica quest’anno di un significato tutto particolare. La ricorrenza<br />

del 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano<br />

II, l’apertura dell’Anno della fede e il Sinodo dei<br />

Vescovi sul tema della nuova evangelizzazione concorrono<br />

a riaffermare la volontà della Chiesa di impegnarsi con<br />

maggiore coraggio e ardore nella missio ad gentes perché<br />

il Vangelo giunga fino agli estremi confini della terra, e<br />

quindi a portare al centro dell’ecclesiologia la natura missionaria<br />

della Chiesa.<br />

Que sta visione oggi si ripropone con rinnovata urgenza<br />

perché si è dilatato il numero di coloro che non conoscono<br />

ancora Cristo: “Gli uomini che attendono Cristo sono ancora<br />

in numero immenso”, affermava il beato Giovanni<br />

Paolo II nell’Enciclica Redemptoris missio sulla permanente<br />

validità del mandato <strong>missionario</strong>, e aggiungeva: “Non possiamo<br />

restarcene tranquilli, pensando<br />

ai milioni di nostri fratelli e sorelle,<br />

anch’essi redenti dal sangue di Cristo,<br />

che vivono ignari dell’amore di Dio”<br />

(n. 86). Anch’io, nell’indire l’Anno<br />

della fede, ho scritto che Cristo “oggi<br />

come allora, ci invia per le strade del<br />

mondo per proclamare il suo Vangelo<br />

a tutti i popoli della terra” (Lett. ap.<br />

Porta fidei, 7); proclamazione che,<br />

come si esprimeva anche il Servo di Dio<br />

Paolo VI nell’Esortazione apostolica<br />

Evangelii nuntiandi, “non è per la<br />

Chiesa un contributo facoltativo: è il dovere<br />

che le incombe per mandato del Signore<br />

Gesù, affinché gli uomini possano<br />

credere ed essere salvati. Sì, questo<br />

messaggio è necessario. È unico. È insostituibile”<br />

(n. 5). Abbiamo bisogno<br />

quindi di riprendere lo stesso slancio<br />

apostolico delle prime comunità cristiane, che, piccole e<br />

indifese, furono capaci, con l’annuncio e la testimonianza,<br />

di diffondere il Vangelo in tutto il mondo allora<br />

conosciuto.<br />

<strong>Il</strong> mandato <strong>missionario</strong>, che Cristo ha affidato ai suoi discepoli,<br />

deve essere impegno dell’intero Popolo di Dio, Vescovi,<br />

sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose, laici.<br />

<strong>Il</strong> mandato di predicare il Vangelo non si esaurisce perciò,<br />

per un Pastore, nell’attenzione verso la porzione del Popolo<br />

di Dio affidata alle sue cure pastorali, né nell’invio di qualche<br />

sacerdote, laico o laica fidei donum. Esso deve coinvolgere<br />

tutta l’attività della Chiesa particolare, tutti i suoi<br />

settori, in breve, tutto il suo essere e il suo operare. <strong>Il</strong> Concilio<br />

Vaticano II lo ha indicato con chiarezza e il Magistero<br />

successivo l’ha ribadito con forza. Ciò richiede di adeguare<br />

costantemente stili di vita, piani pastorali e organizzazione<br />

diocesana a questa dimensione fondamentale dell’essere<br />

Chiesa, specialmente nel nostro mondo in continuo<br />

cambiamento. E questo vale anche per gli Istituti di Vita<br />

Consacrata e le Società di Vita Apostolica, come pure per i<br />

2<br />

KIKO ARGUELLO,<br />

“Maria, stella della nuova evangelizzazione”<br />

passaParola:<br />

Movimenti ecclesiali: tutte le componenti del grande mosaico<br />

della Chiesa devono sentirsi fortemente interpellate<br />

dal mandato del Signore di predicare il Vangelo, affinché<br />

Cristo sia annunciato ovunque. Noi Pastori, i religiosi, le<br />

religiose e tutti i fedeli in Cristo, dobbiamo metterci sulle<br />

orme dell’apostolo Paolo, il quale, “prigioniero di Cristo per<br />

i pagani” (Ef 3,1), ha lavorato, sofferto e lottato per far giungere<br />

il Vangelo in mezzo ai pagani (cfr Col 1,24-29), senza<br />

risparmiare energie, tempo e mezzi per far conoscere il Messaggio<br />

di Cristo.<br />

Anche oggi la missione ad gentes deve essere il costante<br />

orizzonte e il paradigma di ogni attività ecclesiale, perché<br />

l’identità stessa della Chiesa è costituita dalla fede nel Mistero<br />

di Dio, che si è rivelato in Cristo per portarci la salvezza,<br />

e dalla missione di testimoniarlo e annunciarlo al<br />

mondo, fino al suo ritorno. Come san Paolo, dobbiamo essere<br />

attenti verso i lontani, quelli che non conoscono ancora<br />

Cristo e non hanno sperimentato la paternità<br />

di Dio, nella consapevolezza che<br />

“la cooperazione missionaria si deve<br />

allargare oggi a forme nuove includendo<br />

non solo l’aiuto economico, ma<br />

anche la partecipazione diretta all’evangelizzazione”<br />

(Giovanni Paolo II,<br />

Lett. enc. Redemptoris missio, 82). Le<br />

celebrazioni dell’Anno della fede e del<br />

Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione<br />

saranno occasioni propizie<br />

per un rilancio della cooperazione missionaria,<br />

soprattutto in questa seconda<br />

dimensione.<br />

L’ansia di annunciare Cristo ci spinge<br />

anche a leggere la storia per scorgervi<br />

i problemi, le aspirazioni e le spe-<br />

ranze dell’umanità, che Cristo deve sanare,<br />

purificare e riempire della sua<br />

presenza. <strong>Il</strong> suo Messaggio, infatti, è<br />

sempre attuale, si cala nel cuore stesso della storia ed è<br />

capace di dare risposta alle inquietudini più profonde di<br />

ogni uomo. Per questo la Chiesa, in tutte le sue componenti,<br />

deve essere consapevole che “gli orizzonti immensi della<br />

missione ecclesiale, la complessità della situazione presente<br />

chiedono oggi modalità rinnovate per poter comunicare efficacemente<br />

la Parola di Dio” (Benedetto XVI, Esort. ap. postsin.<br />

Verbum Domini, 97). Questo esige, anzitutto, una<br />

rinnovata adesione di fede personale e comunitaria al<br />

Vangelo di Gesù Cristo, “in un momento di profondo cambiamento<br />

come quello che l’u manità sta vivendo” (Lett. ap.<br />

Porta fidei, 8).<br />

Uno degli ostacoli allo slancio dell’evangelizzazione,<br />

infatti, è la crisi di fede, non solo del mondo occidentale,<br />

ma di gran parte dell’umanità, che pure ha fame e<br />

sete di Dio e deve essere invitata e condotta al pane di<br />

vita e all’acqua viva, come la Samaritana che si reca al<br />

pozzo di Giacobbe e dialoga con Cristo. Come racconta<br />

l’Evangelista Giovanni, la vicenda di questa donna è particolarmente<br />

significativa (cfr Gv 4,1-30): incontra Gesù, che


le chiede da bere, ma poi le parla di un’acqua nuova, capace<br />

di spegnere la sete per sempre. La donna all’inizio non capisce,<br />

rimane a livello materiale, ma lentamente è condotta<br />

dal Signore a compiere un cammino di fede che la porta a<br />

riconoscerlo come il Messia. E a questo proposito sant’Agostino<br />

afferma: “Dopo aver accolto nel cuore Cristo<br />

Signore, che altro avrebbe potuto fare [questa donna] se<br />

non abbandonare l’anfora e correre ad annunziare la buona<br />

novella?” (In Ioannis Ev., 15, 30). L’incontro con Cristo<br />

come Persona viva che colma la sete del cuore non può<br />

che portare al desiderio di condividere con altri la gioia<br />

di questa presenza e di farlo conoscere perché tutti la<br />

possano sperimentare. Occorre rinnovare l’entusiasmo<br />

di comunicare la fede per promuovere una nuova evangelizzazione<br />

delle comunità e dei Paesi di antica tradizione<br />

cristiana, che stanno perdendo il riferimento a<br />

Dio, in modo da riscoprire la gioia del credere. La preoccupazione<br />

di evangelizzare non deve mai rimanere ai<br />

margini dell’attività ecclesiale e della vita personale del cristiano,<br />

ma caratterizzarla fortemente, nella consapevolezza<br />

di essere destinatari e, al tempo stesso, missionari del<br />

Vangelo. <strong>Il</strong> punto centrale dell’annuncio rimane sempre lo<br />

stesso: il Kerigma del Cristo morto e risorto per la salvezza<br />

del mondo, il Kerigma dell’amore di Dio assoluto e totale<br />

per ogni uomo ed ogni donna, culminato nell’invio del Figlio<br />

eterno e unigenito, il Signore Gesù, il quale non disdegnò<br />

di assumere la povertà della nostra natura umana,<br />

amandola e riscattandola, per mezzo dell’offerta di sé sulla<br />

croce, dal peccato e dalla morte.<br />

La fede in Dio, in questo disegno di amore realizzato in<br />

Cristo, è anzitutto un dono e un mistero da accogliere nel<br />

cuore e nella vita e di cui ringraziare sempre il Signore. Ma<br />

la fede è un dono che ci è dato perché sia condiviso; è un<br />

talento ricevuto perché porti frutto; è una luce che non<br />

deve rimanere nascosta, ma illuminare tutta la casa. È il<br />

dono più importante che ci è stato fatto nella nostra esistenza<br />

e che non possiamo tenere per noi stessi.<br />

Festeggiare un nuo-<br />

vo anno di vita è un’esperienza<br />

conosciuta<br />

a tutti, a volte quel giorno arriva e viene accolto con poco entusiasmo;<br />

a volte invece è atteso e desiderato. In ogni modo è<br />

l’occasione perfetta dove familiari, amici e vicini si ritrovano<br />

volentieri per condividere con gioia il dono della vita.<br />

Anche la nostra famiglia religiosa quest’anno ha ricevuto un<br />

dono meraviglioso: celebrare i duecento anni della nascita della<br />

nostra cara Madre Fondatrice Maria Teresa Lega. Vivere questo<br />

“bicomplecentenario” è stato un dono ricco di Grazia per tutte<br />

noi suore della Sacra Famiglia. La Celebrazione Eucaristica presieduta<br />

da Mons. Claudio Stagni, vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana<br />

ha aperto ufficialmente “i festeggiamenti”.<br />

Diverse sono state le iniziative di questo tempo già trascorso;<br />

tra le più significative possiamo ricordare la mostra allestita a<br />

Modigliana e Rocca San Casciano congregando tanti amici.<br />

Non possiamo dimenticare, il 16 luglio, giorno in cui ricordiamo<br />

la fondazione della nostra famiglia religiosa la consegna<br />

ad ogni fraternità dei pannelli preparati per la mostra “madre<br />

TERESA LEGA milleottocentododici-duemiladodici bi-<br />

CENTENARIO”.<br />

la Buona Notizia nel mondo<br />

“Guai a me se non annuncio il Vangelo!”, diceva l’apostolo<br />

Paolo (1 Cor 9,16). Questa parola risuona con forza<br />

per ogni cristiano e per ogni comunità cristiana in tutti i<br />

Continenti. Anche per le Chiese nei territori di missione,<br />

Chiese per lo più giovani, spesso di recente fondazione, la<br />

missionarietà è diventata una dimensione connaturale,<br />

anche se esse stesse hanno ancora bisogno di missionari.<br />

Tanti sacerdoti, religiosi e religiose, da ogni parte del mondo,<br />

numerosi laici e addirittura intere famiglie lasciano i propri<br />

Paesi, le proprie comunità locali e si recano presso altre<br />

Chiese per testimoniare e annunciare il Nome di Cristo, nel<br />

quale l’umanità trova la salvezza. Si tratta di un’espressione<br />

di profonda comunione, condivisione e carità tra le Chiese,<br />

perché ogni uomo possa ascoltare o riascoltare l’annuncio<br />

che risana e accostarsi ai Sacramenti, fonte della vera vita.<br />

Insieme a questo alto segno della fede che si trasforma in<br />

carità, ricordo e ringrazio le Pontificie Opere Missionarie,<br />

strumento per la cooperazione alla missione universale della<br />

Chiesa nel mondo. Attraverso la loro azione l’annuncio del<br />

Vangelo si fa anche intervento in aiuto del prossimo, giustizia<br />

verso i più poveri, possibilità di istruzione nei più<br />

sperduti villaggi, assistenza medica in luoghi remoti,<br />

emancipazione dalla miseria, riabilitazione di chi è emarginato,<br />

sostegno allo sviluppo dei popoli, superamento<br />

delle divisioni etniche, rispetto per la vita in ogni sua fase.<br />

Cari fratelli e sorelle, invoco sull’opera di evangelizzazione<br />

ad gentes, ed in particolare sui suoi operai, l’effusione<br />

dello Spirito Santo, perché la Grazia di Dio la<br />

faccia camminare più decisamente nella storia del<br />

mondo. Con il beato John Henry Newman vorrei pregare:<br />

“Accompagna, o Signore, i tuoi missionari nelle terre da<br />

evangelizzare, metti le parole giuste sulle loro labbra, rendi<br />

fruttuosa la loro fatica”. La Vergine Maria, Madre della<br />

Chiesa e Stella dell’evangelizzazione, accompagni tutti i<br />

missionari del Vangelo.<br />

Dal messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale,<br />

Vaticano, 6 gennaio 2012, Solennità dell’Epifania del Signore<br />

BENEDICTUS PP. XVI<br />

Diversi gli incontri<br />

sulla nostra Fondatrice<br />

tra cui quello<br />

con i laici “di fede in fede” che si è svolto alla Verna in ottobre.<br />

La Provvidenza ci donerà ancora occasioni per presentare<br />

e approfondire la figura della nostra madre fondatrice. L’incontro<br />

con la venerabile fondatrice è soprattutto un rendimento<br />

di grazie a Dio, non solo per la sua viva testimonianza ma<br />

anche per la sua preziosa eredità.<br />

La bellezza di questa ricorrenza non si può racchiudere nei<br />

limiti dello spazio o del tempo ed in realtà, i confini raggiunti<br />

dal desiderio di Madre Teresa Lega di collaborare con tutte le<br />

forze per “procurare la salvezza specialmente delle povere bambine”<br />

sono già oltre oceano! Ha aperto sentieri di vita nuova<br />

per giovani e famiglie attratti dall’Opera del Signore nella scoperta<br />

della bellezza di crescere insieme perché sostenuti dall’amore<br />

infinito di Dio.<br />

Grazie carissima Fondatrice, continua a intercedere perché le<br />

tue figlie, le suore della Sacra Famiglia siano sempre sollecite<br />

a collaborare alla redenzione delle anime e con cuore libero e<br />

rinnovato rispondano con dinamismo e generosità ai segni dei<br />

tempi nella Chiesa e nel mondo.<br />

suor Martha<br />

13 GENNAIO 1812 – 13 GENNAIO 2012<br />

3


13 gennaio 1812<br />

13 gennaio 2013<br />

Con gratitudine a Dio le Suore Francescane della<br />

Sacra Famiglia sono liete di invitarvi alla<br />

SOLENNE CELEBRAZIONE<br />

EUCARISTICA<br />

chiusura dell’anno bicentenario<br />

della nascita della loro Fondatrice Suor Maria Teresa Lega<br />

Domenica 13 gennaio 2013 - ore 18<br />

Chiesa Cattedrale San Giovanni Battista - Cesena<br />

La Celebrazione sarà presieduta<br />

da S.E. Mons. DOUGLAS REGATTIERI<br />

Vescovo della Diocesi di Cesena-Sarsina<br />

Colori dei ragazzi che con la loro storia,<br />

cultura, allegria, giochi, grida, risate, pianto<br />

o strilli, riempiono il Cantiere in modo così<br />

intenso che quando non ci sono, tutto sembra<br />

essere in bianco e nero.<br />

Colori degli educatori e dei volontari, fatti<br />

di pazienza, impegno e gioia di donarsi… che<br />

mescolandosi con i colori vivaci dei ragazzi,<br />

creano un variopinto capolavoro di incontro e<br />

condivisione, in cui la sfumatura di ciascuno si<br />

rivela preziosa e insostituibile per la bellezza e<br />

la completezza dell’intera opera.<br />

Colori del “Cielo” che dall’alto benevolo<br />

abbraccia e sorregge il Cantiere: grigio, azzurro<br />

intenso, celeste pastello o rosso tramonto,<br />

è una Presenza viva e palpabile in ogni<br />

istante, in ogni sguardo, in ogni gesto. Un prezioso<br />

e valoroso compagno di viaggio che incoraggia, guida e<br />

sostiene nella costruzione di un mondo accogliente per tutti.<br />

Colore del prato che circonda il Cantiere<br />

che grazie ad una cura tenace e condivisa<br />

tende al verde speranza; prato che accoglie<br />

la gioia, la vivacità e la fantasia dei giochi<br />

che rallegrano i pomeriggi all’aria aperta.<br />

Colori del tempo che al cantiere scorre mai<br />

lento, scandito da tanti momenti ognuno speciale,<br />

perché tutti pieni della vita di tanti, piccoli<br />

e grandi.<br />

Colori delle emozioni belle, intense, a volte<br />

contrastanti, che si respirano e si vivono negli<br />

incontri sempre inediti e particolari, emozioni a<br />

volte difficili da gestire, ma sempre motivo di<br />

crescita.<br />

Ed il Cantiere 411, grazie a tutte queste<br />

pennellate, si trasforma in un arcobaleno che<br />

contagia di luce, tutti coloro che hanno la fortuna<br />

di passarci dentro.<br />

Francesca<br />

AL SIGNORE NULLA DI NOI È ESTRANEO<br />

Mese di ottobre, e come ogni anno nella casella di posta elettronica<br />

arriva una mail con un invito speciale! Un invito che<br />

viene dall’Alto, attraverso le suore della Sacra Famiglia, e come<br />

sempre propone la bellezza di un momento da vivere insieme, in<br />

cui fermarsi in disparte e, in preghiera, stare col nostro Signore.<br />

Quest’anno l’appuntamento proposto è stato diverso. Si è trattato<br />

di una scuola di preghiera, un po’ diversa dai consueti incontri<br />

vocazionali.<br />

Davvero il Signore usa tanti modi per parlarci e quest’anno<br />

mi chiedeva di “rinunciare” un po’ a quel prolungato e<br />

amato silenzio, conosciuto anche attraverso le esperienze passate.<br />

Gli incontri si sviluppavano attorno all’immagine di un’icona,<br />

ogni volta diversa.<br />

Ogni persona ha in sé una grande ricchezza<br />

che può donare, condividere e<br />

scambiare con tutti: il proprio tempo! Per<br />

questo è nata la Banca del Tempo di<br />

Cesena, luogo di scambio di conoscenze,<br />

di aiuti e competenze tra cittadini<br />

italiani e stranieri.<br />

Laboratorio conviviale dove si costruisce<br />

una nuova idea di società, recu-<br />

4<br />

Cantiere 411:<br />

tutto a COLORI!<br />

passaParola:<br />

Ho sperimentato che al Signore<br />

nulla di noi è estraneo, e<br />

che tutta la nostra persona, la nostra<br />

umanità sono parti attive,<br />

punto da cui partire per cercarLo e<br />

incontrarLo; e che corpo, mente e<br />

anima sono e devono essere tutte<br />

coinvolte, presenti all’incontro.<br />

Un anno è passato e siamo di<br />

nuovo ad ottobre. Pochi giorni fa,<br />

nella mia casella di posta elettronica<br />

è arrivato un altro invito<br />

speciale…<br />

Monica<br />

SERVIZIO DI VOLONTARIATO<br />

NEL CENTRO EDUCATIVO<br />

“<strong>Il</strong> Cantiere 411”<br />

Se hai del tempo da donare,<br />

contattaci:<br />

“IL CANTIERE 411”<br />

Via F. Mami, 411 – Cesena<br />

suor Nadia 0547 334709<br />

IO DO UNA MANO A TE… TU DAI UNA MANO A ME…<br />

perando i valori di solidarietà che caratterizzavano<br />

il buon vicinato di un tempo.<br />

La Banca del Tempo di Cesena, ha da<br />

poco festeggiato il suo primo compleanno<br />

e già conta più di 190 iscritti! È nata<br />

all’interno del quartiere Oltresavio; in<br />

questi locali i soci si trovano mensilmente<br />

per co noscersi ed organizzarsi.<br />

Nella BdT l’unità di misura è il tempo e<br />

non il denaro. Non si deve scambiare il<br />

servizio con chi ce lo fa, ma si stacca<br />

l’assegno in ore e lo si deposita alla<br />

banca; in questo modo si viene ad avere<br />

un debito che si compenserà quando<br />

qualcuno chiederà i nostri servigi.<br />

Vi assicuro che oltre al risparmio economico,<br />

questo è un modo per creare una<br />

rete di conoscenze “buone”. I soci pos


sono anche proporre<br />

corsi fra<br />

i più svariati:<br />

io ad e sempio<br />

sto tenen do un<br />

corso di taglio/cucito<br />

e partecipo<br />

Pace e bene!<br />

Sono suor Antonietta, suora francescana<br />

della Sacra Famiglia.<br />

Circa tre anni fa, nella cattedrale di<br />

Cesena, ho ricevuto dal Vescovo Antonio<br />

Lanfranchi il mandato <strong>missionario</strong><br />

nell’immi nenza della mia partenza per<br />

la Colombia. Una partenza inattesa, una<br />

porta che si apriva verso un orizzonte<br />

quasi sconosciuto, una chiamata nella<br />

chiamata, un ulteriore invito a fidarmi di<br />

Colui al quale avevo affidato il timone<br />

della mia vita.<br />

Attualmente vivo a Bogotà, la capitale<br />

della Colombia. Come<br />

suore della Sacra Famiglia<br />

siamo presenti<br />

in Colombia dal 1971<br />

in quattro città piuttosto<br />

distanti l’una dall’altra<br />

e prestiamo<br />

servizi principalmente<br />

in ambito educativoassistenziale.<br />

A Bogotà abbiamo<br />

due fraternità: una<br />

ca sa famiglia “ho gar”,<br />

dove vengono ac colte<br />

12 bambine che vivono<br />

al sud di Bogotà,<br />

in situazione di povertà<br />

materiale e morale e la<br />

casa di formazione di<br />

cui faccio parte, dove ac cogliamo ed accompagniamo<br />

le giovani nel cammino di<br />

discernimento e di formazione alla vita<br />

consacrata. Anche prima di partire per la<br />

Colombia collaboravo nel cammino formativo<br />

delle giovani ed è questo quanto<br />

continuo a fare a Bogotà.<br />

Nella comunità formativa, al momento<br />

siamo quattro suore e tre ragazze:<br />

una aspirante e due novizie del 2º anno:<br />

una delle novizie è Chiara Fabbri della<br />

parrocchia di Ronta che da due anni sta<br />

vivendo il cammino formativo in Co -<br />

lombia.<br />

I vari impegni della giornata come<br />

gli incontri di formazione con le giovani,<br />

i servizi interni alla fraternità e i vari servizi<br />

apostolici, sono alimentati e sostenuti<br />

dalla preghiera personale e co munitaria<br />

che nutre e anima la fedeltà alla<br />

nostra vocazione. È infatti appoggiando<br />

ad un corso di gestione del bilancio familiare<br />

per imparare a risparmiare qualche<br />

soldino a fine mese... e sto già<br />

pensando di partecipare al corso di photoshop!<br />

Insomma la BdT è davvero una risposta<br />

gratuita a tante necessità, bisogna<br />

il nostro capo sul cuore di Cristo, che impariamo<br />

ad ascoltare e a fare nostri i suoi<br />

sentimenti, per incontrare ogni fratello<br />

nella verità e nell’amore.<br />

La passione per la gioventù che ci<br />

ha trasmesso la nostra Fondatrice e ci<br />

ha lasciato come eredità, ci spinge ad<br />

avvicinare bambini, ragazzi e giovani,<br />

ad accoglierli e accompagnarli nella<br />

loro crescita umana e spirituale. In Colombia<br />

la scuola non è obbligatoria e<br />

quindi l’educazione diventa una sfida<br />

molto grande. Grazie al Progetto Plan Padrino<br />

(sostegno a distanza per lo studio),<br />

aiutiamo una par -<br />

te dei tanti bambini<br />

e ragazzi<br />

che per vari motivi,<br />

fra i quali<br />

una grande povertà<br />

umana e<br />

materiale, non<br />

potrebbero andare<br />

a scuola.<br />

Con tale sostegno<br />

economico<br />

li aiutiamo a<br />

conseguire un<br />

titolo di studio<br />

che permetta<br />

loro di non rimanere<br />

ripiegati<br />

nella loro situazione<br />

di miseria, ma di conoscere ed essere<br />

critici nei confronti della realtà che li<br />

circonda e a guardare al futuro con uno<br />

sguardo di speranza.<br />

Molti di voi sanno che la Colombia da<br />

sempre sta cercando una stabilità sociopolitica<br />

che però ancora non riesce ad<br />

avere: l’ingiustizia continua a produrre<br />

sempre più miseria e di conseguenza<br />

sempre più poveri! Bogotà è una città che<br />

sta evolvendo, che si sta modernizzando,<br />

ma questo progresso riguarda sempre di<br />

più solo una piccola<br />

parte della città e<br />

quindi una piccolissima<br />

parte della popolazione.<br />

Purtroppo il divario<br />

tra ricchi e<br />

poveri è in continuo<br />

aumento e sono<br />

solo tornare a pensare che non tutto si<br />

deve pagare in denaro, ma che si può<br />

scambiare ciò che ciascuno di noi può<br />

e sa fare. Crediamoci.<br />

Vi invito a visitare la pagina web della<br />

banca www.bancadeltempocesena.it<br />

Roberta, una socia<br />

dalla TESTIMONINZA VEGLIA MISSIONARIA 2012<br />

CATTEDRALE DI CESENA-SARSINA<br />

Suor Antonietta<br />

e alcune bimbe della INFANZIA MISSIONARIA<br />

la Buona Notizia IN FAMIGLIA<br />

sem pre di più le persone che ogni<br />

giorno bussano alla porta della nostra<br />

casa per incontrare un volto amico,<br />

una mano tesa, una parola di conforto;<br />

sono sempre di più le persone che dormono<br />

lungo la strada o che la mattina<br />

presto incontriamo mentre trascinano pesanti<br />

e fatiscenti carretti carichi del frutto<br />

del faticoso lavoro di riciclaggio notturno<br />

che vanno a vendere per guadagnare<br />

qualche pesos per comprare qualcosa da<br />

mangiare.<br />

L’incontro con questi fratelli si fa<br />

accoglienza, ascolto, condivisione, compassione<br />

e diventa quotidiana scuola di<br />

vita, un forte esame di coscienza che<br />

tocca il senso più profondo della fedeltà<br />

alla nostra vocazione e missione.<br />

Ripensando a questi tre anni, posso<br />

dire che sono stati sicuramente una grande<br />

opportunità ed un’occasione di crescita<br />

anche grazie alle difficoltà incontrate,<br />

alle fatiche, alle sfide accettate.<br />

Tre anni fa partivo col desiderio di<br />

mantenere il cuore aperto per conoscere,<br />

condividere, accogliere e direi che le occasioni<br />

per mantenersi in questo allenamento<br />

non sono mancate.<br />

Sono stati anni di “scuola di vita”<br />

per crescere in umanità, per elasticizzare<br />

il cuore e la mente, per riconoscere<br />

il bello e il buono nel “diverso”,<br />

per mettersi alla scuola dell’umiltà,<br />

della piccolezza, della semplicità, per<br />

camminare nella fede trasmettendo la<br />

passione per Cristo e il suo vangelo.<br />

Perché in fondo è questa la missione:<br />

portare Cristo che è VIA, VERITÀ e<br />

VITA per ogni uomo.<br />

Desidero augurare a tutti e soprattutto<br />

ai giovani, di lasciarsi affascinare<br />

da Cristo, di sentirsi profonda mente<br />

amati da Lui perché credere che Dio ci<br />

ama produce una gioia che è contagiosa.<br />

Grazie!<br />

suor Antonietta<br />

«Gesù disse loro: “Se uno vuol essere il primo,<br />

sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”. E, preso un<br />

bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse<br />

loro: “Chi accoglie uno di questi bambini nel mio<br />

nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie<br />

me, ma colui che mi ha mandato”». Mc 9,30-37<br />

5


<strong>Il</strong> Cantiere 411<br />

VIAGGIO IN MOZAMBICO PER TE SIGNORE<br />

Desideravo conoscere la terra di Mozambico, incontrarmi<br />

con le mie sorelle là in terra d’Africa, dove spendono le loro<br />

energie a favore degli ultimi.<br />

Che meravigliosa la natura, che panorami: mare, foresta, sabbia<br />

e sabbia.<br />

È stato veramente emozionante vedere la moltitudine di bambini,<br />

le donne cariche di cesti pesanti sopra la testa, spesso con<br />

<strong>Il</strong> giro del mondo attorno ad una tavola...<br />

In una festa di colori, sapori e tradizioni,<br />

si è svolta domenica 11 novembre<br />

presso “il Cantiere 411” delle suore francescane<br />

della Sacra Famiglia a Cesena, la<br />

seconda edizione del PRANZO SENZA<br />

CONFINI: originale proposta della condivisione<br />

di un pranzo, che ha visto il<br />

coinvolgimento delle famiglie dei ragazzi<br />

che qui frequentano il centro educativo. In<br />

sedici “postazioni” rappresentative delle<br />

nazioni presenti, famiglie e piccoli<br />

gruppi hanno servito a buffet oltre mille<br />

porzioni. Tutto è stato servito con sano<br />

“orgoglio” e caldi sorrisi.<br />

<strong>Il</strong> “viaggio culinario” ha permesso di<br />

gustare il Kupusmiak della Moldavia, il<br />

Centro educativo pomeridiano per bambini e ragazzi<br />

che frequentano le scuole elementari e medie.<br />

È un luogo di aggregazione dove i ragazzi aiutati dai<br />

volontari studiano, giocano e crescono insieme, per<br />

costruire il proprio futuro e per imparare a condividere,<br />

ad accogliere e ad amare tutti.<br />

MondoCONDIvisione<br />

Un ponte che ci unisce, con il sostegno a distanza o<br />

con l’esperienza diretta in missione, ai bambini della<br />

Co lombia e del Mozambico, dove le suore della Sacra<br />

Famiglia hanno avviato diversi progetti di sviluppo<br />

sociale, economico, spirituale e culturale.<br />

«Non di solo pane vivrà l’uomo,<br />

ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».<br />

Mt 4,4<br />

6<br />

Cous Cous con carne e verdura del Marocco<br />

e della Tunisia; gli spaghetti di riso<br />

del Vietnam, il riso con carne e uvetta<br />

del Kurdistan; l’uovo con yam della Nigeria;<br />

le polpette di pesce e riso del Senegal;<br />

la carne di mucca alla mela<br />

cotogna del Marocco; i fagiolini con<br />

sugo tradizionale della Bulgaria ed il thè<br />

speziato servito nei tipici bicchierini servito<br />

da una famiglia del Marocco proprio<br />

ai piedi di Gesù Bambino.<br />

Canti e balli proposti da un gruppo del<br />

Benin, lo zucchero filato, i lupini e le<br />

noccioline, il “truccabimbi” ed il torneo<br />

di bigliardino hanno completato l’allegria<br />

della giornata.<br />

un bambino dietro le spalle, a volte anche uno davanti e altri<br />

che la seguono a piedi. E mentre la donna lavora, l’uomo parla<br />

con gli amici e beve. Tante capanne circondano la missione, case<br />

povere che sembra manchino di tutto. Bambini che sbucano da<br />

tutte le parti sempre pronti a scattare quando la suora distribuisce<br />

una caramella: arrivano tutti insieme, sembra che si avvisino<br />

e ci sono tutti! Sono colore della sabbia, non hanno scarpe, qualsiasi<br />

vestito è ridotto a brandelli, ma... sorridenti, desiderosi di<br />

scambiare un parola, di chiederti qualcosa,... lì sì mi sono sentita<br />

limitata: non conosco il portoghese e meno il cisena (il dialetto<br />

del posto)... come mi è costato il non poter comunicare!<br />

In mezzo a questa gente lavorano le nostre carissime suor<br />

Damiana, suor Claudia, suor Sandra e suor Esperanza. Le ho<br />

viste serene, a volte un po’ stanche, ma si danno senza calcoli,<br />

sempre disponibili: nell’internato con le giovani, nella parrocchia,<br />

nella scuola, con l’amore per la gioventù che tanto era cara<br />

alla nostra fondatrice.<br />

Mentre osservavo tutte queste cose, un giorno parlavo con<br />

la fondatrice e le chiedevo vocazioni per il nostro istituto per<br />

fare più presenza, per aiutare in più posti, per portare a ciascuna<br />

persona Gesú!<br />

suor Angela<br />

<strong>Il</strong> Pellicano<br />

Siamo un’Associazione di promozione sociale promossa dalle Suore Francescane<br />

della Sacra Famiglia e fondata nel 2005 insieme a diversi amici, che si<br />

sono incontrati e hanno condiviso una passione: il desiderio di riuscire a dire,<br />

a raccontare ancora oggi, che ogni persona è importante, è amabile e preziosa<br />

agli occhi di Dio e agli occhi di ogni fratello.<br />

L’Associazione non ha ni di lucro e si ispira alla spiritualità ed ai princìpi educativi<br />

di Madre Teresa Lega.<br />

Ha lo scopo di contribuire alla formazione della persona umana in tutte le sue<br />

dimensioni e relazioni signicative, di prevenire le devianze sociali, di promuovere<br />

l’integrazione sociale e culturale, anche mediante la realizzazione di<br />

progetti di sviluppo umano, culturale e socio-economico in <strong>It</strong>alia e nei Paesi<br />

in via di sviluppo dove operano le Suore della Sacra Famiglia.<br />

L’attività dell’Associazione è rivolta in particolare ad adolescenti, giovani e<br />

bambini, per favorire la costruzione della loro identità personale ed il pieno<br />

sviluppo di tutte le loro potenzialità in un orizzonte di trascendenza.<br />

Tutte le attività sono realizzate grazie alla collaborazione di volontari, associati<br />

e di chiunque voglia condividere il tempo ed i talenti donati dal<br />

Signore.<br />

passaParola:<br />

L’immagine di due bambini del Burkina<br />

Faso davanti alla macchina dello zucchero<br />

filato con le mani allungate per<br />

prendere il bastoncino con la dolce “nuvola<br />

bianca” che l’avvolgeva ed il loro<br />

viso illuminato nel sentirne il sapore è il<br />

bel contrasto “bianco/nero” che meglio<br />

può esprimere la bellezza della condivisione<br />

che viene dalla valorizzazione e<br />

dal rispetto delle diversità. Sabrina


IL GRUPPO TABOR IN RITIRO SPIRITUALE A LA VERNA<br />

Casa di spiritualità “La Roccia” - suore francescane della Sacra Famiglia<br />

La Verna, luogo “tra Cielo e Terra”,<br />

arroccato su un dirupo e immerso nel<br />

bosco di alberi secolari, ambiente ideale<br />

per la ricerca e la scoperta delle meraviglie,<br />

anche quelle nascoste nel nostro<br />

cuore… e poi la preghiera, il frastuono<br />

dei bimbi che giocano, la condivisione<br />

ed il silenzio. È l’esperienza che noi del<br />

gruppo famiglie TABOR, il 25 e 26 agosto<br />

abbiamo fatto nella bellissima casa<br />

di spiritualità delle suore francescane<br />

DALLA VERNA SEMPLICEMENTE: GRAZIE!<br />

«”Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un<br />

po’”. Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano<br />

più neanche il tempo di mangiare» (Mc 6,31). Un po’<br />

come i discepoli sono arrivata alla Verna il 25 giugno, dopo<br />

aver finito il percorso degli studi a Roma, tra le corse, la confusione<br />

e i colori dell’universalità.<br />

<strong>Il</strong> “Monte Sacro” mi ha accolto con il suo fascino che<br />

guida nel profondo dell’esperienza di Francesco. Ogni mattina<br />

i passi verso il Santuario, arricchiti dal silenzio, dalla preghiera<br />

e ogni tanto dalle sorprendenti e piccole incursioni dei<br />

cinghiali, che di corsa attraversavano la strada per cercare il<br />

riparo nel bosco, senza contare il canto di benvenuto degli<br />

uccelli e la soave danza delle foglie. Così la giornata aveva fin<br />

dall’inizio il sapore speciale dell’incontro con il sorriso di Dio<br />

e grazie alla liturgia condivisa con tanti fratelli e sorelle, lo<br />

spirito si nutriva con il pane prezioso della Parola.<br />

Un momento importante è quello della colazione: fermarsi<br />

insieme, prendere le energie necessarie per il corpo, dispone<br />

il cuore al servizio e alla gioia di lavorare insieme. <strong>Il</strong> grembiule<br />

indica la disposizione di chi privilegia l’altro e spalanca<br />

le porte del cuore alla bellezza del dono.<br />

Nel pomeriggio il cuore era sempre conquistato dall’amore<br />

di Dio, nell’ascolto della sua Parola, un dono che reclama silenzio<br />

e docilità interni ed esterni.<br />

Tante le persone che scegliendo questo posto, hanno risposto<br />

alla chiamata di riposare in Gesù: giovani di gruppi<br />

parrocchiali e di scout, giovani famiglie e altre con una più<br />

lunga storia di fedeltà, religiose, sacerdoti e persone singole.<br />

Proprio tanti quelli che la Provvidenza ha condotto a “La Roccia”!<br />

Sogni, sorrisi, speranze e paure, volti pieni di vitalità, giochi<br />

di gruppo, racconti di avventure vissute insieme, cuori as-<br />

della Sacra Famiglia, dove le finestre<br />

sono dei quadri di “natura viva” e invitano<br />

all’incontro con Dio.<br />

Fortemente voluti da Quinto e Doriana,<br />

infaticabili organizzatori e testimoni di<br />

fede, questi due giorni sono stati veri momenti<br />

di grazia. Guidati da suor Daniela<br />

che con le sue parole e la sua fede vissuta<br />

e concreta, ci ha fatto conoscere<br />

l’umiltà e la semplicità di San Francesco,<br />

nella ricerca quotidiana di Dio.<br />

<strong>Il</strong> clima che si è<br />

creato è stato davvero<br />

fraterno nella condivisione<br />

delle meditazioni e<br />

della gestione della casa.<br />

<strong>Il</strong> filo conduttore è<br />

stato Cristo e la Famiglia.<br />

Qualcuno ha sottolineato<br />

l’importanza de l -<br />

l’esperienza vissuta con<br />

i bambini che manterranno<br />

un personalissimo<br />

ricordo de La Verna.<br />

Un’esperienza del ge-<br />

la Buona Notizia DALLA VERNA<br />

nere rientra a pieno titolo nella visione<br />

più generale dell’educazione alla “Vita<br />

Buona del Vangelo”, e la testimonianza<br />

di fede diretta dei genitori rimarrà impressa<br />

in maniera indelebile nei loro piccoli<br />

cuori.<br />

Torniamo a casa desiderosi che<br />

tutto questo ci aiuterà a vivere sempre<br />

più da famiglie cristiane nella Chiesa,<br />

e ad essere testimoni dell’Amore che il<br />

Signore ci dona ogni giorno. Anche nei<br />

momenti segnati da più fatica e sofferenza<br />

vogliamo ripetere con San Francesco:<br />

“Tanto è il bene che io mi aspetto,<br />

che ogni pena mi è diletto”.<br />

Suor Daniela ha poi lasciato un messaggio<br />

finale che vogliamo conservare<br />

nei nostri cuori e condividere con chi non<br />

è potuto esserci:<br />

“<strong>Il</strong> Signore vi doni di non accontentarvi<br />

mai di ciò che siete e vivete, ma,<br />

come veri MENDICANTI di VERI TÀ,<br />

renda forte in voi la necessità di un<br />

OLTRE e di un ALTRO”.<br />

Gruppo Tabor san Vito-Santarcangelo<br />

setati di felicità duratura: sarebbe lungo l’elenco di regali che<br />

ho ricevuto alla Verna in questo tempo di grazia che il Signore<br />

e le mie sorelle mi hanno donato.<br />

Grande è la gioia e la gratitudine per le meraviglie che Dio<br />

compie in ciascuno dei suoi figli.<br />

Di questo e di tutto quello che non riesco ad esprimere con<br />

le mie povere parole, grazie Signore! Grazie carissime sorelle e<br />

fratelli! Grazie cara Madre Fondatrice e grazie san Francesco!<br />

suor Martha<br />

«Non sapete che siete tempio di Dio<br />

e che lo Spirito di Dio abita in voi?». 1Cor 3,16<br />

7


«<strong>Il</strong> regno dei cieli è simile anche a un mercante<br />

che va in cerca di perle preziose; trovata una perla<br />

di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la<br />

compra». Mt 4,45-46<br />

8<br />

Appunti blog-diario<br />

dei SANTARCANGIOLESI IN COLOMBIA<br />

domenica 29 luglio 2012<br />

Prime immagini dalla Colombia!!! All’aeroporto di Bogotà. Autoscatto fuori dall’aeroporto.<br />

Questo benvenuto ha solo di poco anticipato quello delle suore della Sacra Famiglia,<br />

che avevano preparato per noi uno spuntino di mezzanotte con toast e<br />

coca-cola!!!<br />

Suor Patricia ci ha accompagnato a “saggiare” la terra cartaghena.<br />

L’accoglienza delle suore è stata fantastica. Con loro abbiamo condiviso dai pasti alla<br />

preghiera, dai giochi alle pulizie della casa. Abbiamo incontrato i ragazzi della parrocchia<br />

di Cartago e con loro è stato subito: sfida a calcio e a Jaimy (un gioco tipico<br />

colombiano).<br />

La Messa celebrata la domenica mattina, con la comunità è stata veramente<br />

bella!!! Siamo accolti nel COLLEGIO JUAN XXIII. Sabato e domenica la scuola è<br />

chiusa, ma domani arrivano gli studenti e noi siamo pronti a questo incontro.<br />

Continuate a pregare per noi: da domani le giornate saranno veramente impegnative!<br />

venerdì 3 agosto 2012<br />

... nessun blog o nessuna foto possono realmente rendere quello che stiamo vivendo!<br />

Ecco a voi però, ancora alcuni “assaggi” di questa eperienza.<br />

9 di noi “MISIONEROS”, i ragazzi, sono ospitati in una delle aule del “COLLEGIO<br />

Giovanni XXIII; le 4 femmine, poverine, sono sistemate in 2 camere doppie presso<br />

la casa delle suore!<br />

Col cibo tipico colombiano, abbiamo avuto qualche difficoltà, il piatto top di don Stefano:<br />

la Bandeja Paisa... vietata ai “leggerini”!!!<br />

Certamente l’impatto più forte è stato con i bimbi ed i giovani della scuola e delle<br />

Parrocchie in cui siamo stati ospitati.<br />

Passa “rilassato” in mezzo ai bimbi (LOS CHICOS) della scuola.<br />

Qui uno degli incontri di condivisione con il gruppo giovanile del Collegio.<br />

Stiamo vivendo tanti momenti, come questo, di condivisione con i giovani di questa cittá.<br />

Dopo l’incontro con il Vescovo di Cartago (Alejandro), siamo saliti sulla torre della<br />

Cattedrale per ammirare il panorama della città.<br />

sabato 4 agosto 2012<br />

Questa foto, a nostro parere, meritava un post a parte... è l’inizio del torneo di<br />

calcetto che qui chiamano micro-football, tra i Colombiani dentro e i Colombiani fuori<br />

(cioè noi!). Nella foto da sinistra: (in alto) Roberti Gianmarco (“Germe”), Pompei<br />

Giovanni (“Highlander”), Lucidi Giacomo (“Santiago”), Bartolini Yari (“Zorro”), Pazzaglia<br />

Luca (“Pazzius”), Baroni Alessandro (“Google Translate”); (in basso) Macrelli Alessia<br />

(“Alessandra”), Gnassi Elisa (“The Lady of fire”), Coveri Linda (“Loca”), De Carli Lisa<br />

(“Decaffeinato”), Martinini Ezio (“Abuelo”), Sargolini don Stefano (“el Padre Esteban”).<br />

P.S. I Colombiani dentro sono tornati a casa con una cariola di gol subiti!<br />

lunedì 6 agosto 2012<br />

Per il fine settimana abbiamo organizzato una visita all’Oceano Pacifico!... viaggio<br />

estenuante: partenza alle 3 di notte e ritorno alle 23! 5 ore di viaggio all’andata<br />

e 6 ore al ritorno.<br />

Tra poco partiremo per una settimana di missione in una parrocchia qui vicino, la<br />

parrocchia del “Perpetuo Socorro”. Lasceremo il Collegio e ci trasferiremo, anche per<br />

dormire, nei locali della parrocchia che si trova a 10 minuti da dove siamo ora. Nella<br />

parrocchia dove andremo è stato nominato da pochi giorni un nuovo Parroco che ci<br />

ha chiesto di aiutarlo nella formazione di un gruppo giovanile<br />

parrocchiale, fino ad oggi praticamente inesistente.<br />

...un’altra bella sfida per “LOS MISIONEROS”... continuate a<br />

sostenerci... sempre piu’ fortemente... mi raccomando!!!<br />

passaParola:


sabato 11 agosto 2012<br />

Finalmente siamo tornati a casa! Non che stessimo male nella parrocchia<br />

del “Perpetuo Socorro”... però il collegio delle nostre suore ormai lo sentiamo<br />

un po’ come casa nostra!<br />

Che dire? L’esperienza di missione nella parrocchia è stata veramente<br />

incredibile! Speriamo che l’entusiasmo nato tra i giovani possa continuare a<br />

rimanere vivo anche senza la nostra presenza!<br />

Ecco il racconto per immagini della nostra settimana!<br />

Partenza: trasferimento dal collegio alla parrocchia... inclusi i materassi!!!<br />

Per coivolgere i giovani a partecipare agli incontri giovanili della parrocchia,<br />

alla mattina siamo passati in tutte le classi del Collegio invitando i giovani<br />

all’incontro serale; il pomeriggio abbiamo portato l’invito passando “di casa in<br />

casa”, suonando i campanelli (dove c’erano) o bussando semplicemente alla<br />

porta delle case.<br />

Così ci siamo visti tutte le sere della settimana nella parrocchia del<br />

“Perpetuo Socorro” con quanti hanno accolto l’invito. Siamo partiti cercando<br />

di conoscerci un po’ meglio, giocando insieme... dividendoci in piccoli gruppi per<br />

facilitare il dialogo (comunque non facile per via della lingua).<br />

Giovedì sera abbiamo fatto a tutti i giovani la proposta di prendersi<br />

l’impegno di continuare il cammino del gruppo giovanile attraverso la “consegna”<br />

del proprio nome: scrivere su un biglietto i propri dati e attaccarlo<br />

su un cartellone sul quale era stata disegnata simbolicamente l’immagine<br />

di una strada. 60 bigliettini = 60 ragazzi che si sono presi questo impegno...<br />

SPERIAMO CHE CONTINUIAMO!!!<br />

Venerdì sera: FESTA FINALE! Concerto, balli, preghiera e spettacoli! Jaky ha<br />

deliziato il pubblico colombiano con i suoi numeri di giocoleria!<br />

In questa settimana abbiamo anche incontrato alcune realtá interessanti<br />

della parrocchia. Tra le tante, la visita ad alcune famiglie per conoscerne le<br />

condizioni ed eventuali necessità e l‘ANZIANATO DI CLARITA. Tra gli ospiti<br />

Graziella, una signora non vedente ma dall’umorismo spettacolare; Estelita...<br />

giovedì 16 agosto 2012<br />

Innanzitutto domenica scorsa abbiamo visitato il “Parque del Cafè”, uno<br />

dei parchi di attrazione piú grandi del Sud America!<br />

Los Misioneros accompagnati da “Las Hermanas” (le suore) si aggirano per<br />

El Parque... e si divertono anche!<br />

Ed eccoci alla volta della Mision Rural, una esperienza di evangelizzazione<br />

presso una parrocchia situata sulle Ande, a un’ora e mezza di viaggio da<br />

Cartago e dal nostro Collegio...<br />

... nome del paese: El Aguila... abitanti del paese: 2500... altitudine: 2000 metri!<br />

<strong>Il</strong> soggetto con la veste talare non è don Stefano... è Padre Orlando Toro<br />

il parroco del El Aguila che ci ha accolto per la missione.<br />

Panorama circostante... che ve ne pare?<br />

Anche in questa parrocchia il desiderio era quello di condividere la nostra<br />

esperienza di vita e di fede, tentando di coinvolgere i giovani della zona.<br />

Qui, dopo la visita agli studenti del Collegio, sfida a basket con i ragazzi della<br />

scuola.<br />

Questo l’incontro della sera, dopo gli inviti della mattina agli studenti e la<br />

visita del pomeriggio alle famiglie!<br />

E come sempre accade, in ogni posto dove ci rechiamo, chi ci ospita vuole<br />

mostrarci tutte le bellezze della Colombia... e noi che facciamo? Ci<br />

sacrifichiamo volentieri!<br />

... In questa foto “Los Misioneros” su un comodissimo mezzo di trasporto<br />

tipico colombiano (l’equivalente della nostra metropolitana) che in soli 45 minuti...<br />

ci ha condotto qui! Ne valeva la pena, no?!<br />

Manca veramente poco al nostro ritorno...<br />

A presto dunque!<br />

don Stefano e Los Misioneros<br />

la Buona Notizia IN MISSIONE<br />

9


A TUTTE VOI UN ABRAZO GIGANTE!!!<br />

Alle suore Santarcangiolesi<br />

e a las<br />

hermanas de Colombia: grazie per averci fatto conoscere<br />

questa realtà, grazie per il messaggio di fede, amore e speranza,<br />

che quotidianamente trasmettete!<br />

Le tre settimane in Colombia sono passate velocemente,<br />

forse troppo velocemente!<br />

Sono tante le cose di questo paese che mi hanno colpita: i<br />

colori della natura, la musica sempre accesa, il folklore di un<br />

popolo caloroso, acco gliente.<br />

L’esperienza nel Collegio di Cartago è stata molto bella, mi<br />

ha insegnato che il sorriso di un bambino ti fa sentire piccolo<br />

ma allo stesso tempo importante.<br />

Durante il nostro soggiorno nella parrocchia del “Perpetuo<br />

Socorro”, abbiamo trascorso momenti di condivisione<br />

profonda con ragazzi nostri coetanei, di Cartago.<br />

Tra giochi, preghiere e riflessioni, ho capito che c’è qualcosa<br />

di davvero<br />

L’idea di vivere<br />

un’esperien za missionaria<br />

è arrivata<br />

improvvisamente e<br />

alla proposta di<br />

partire per un Paese<br />

dell’America Latina<br />

ho detto subito<br />

sì senza alcuna esitazione,<br />

penso per<br />

puro spirito di avventura.<br />

Presa la<br />

decisione di vivere<br />

questa esperienza, il<br />

tempo è stato scandito<br />

da una serie di<br />

incontri di preparazione<br />

proposti da suor Marta (la quale ha vissuto un tempo in<br />

Colombia e in Mozambico in diverse realtà gestite delle Suore<br />

Francescane della Sacra Famiglia).<br />

Pian piano mi sono accorto che cresceva in me la preoccupazione<br />

a causa delle testimonianze tragiche dei racconti di<br />

violenze e dei mille problemi che ci sono stati presentati: mi<br />

sembrava di dover andare in guerra!<br />

Se la mia preoccupazione era tanta figuriamoci quella<br />

dei miei genitori e parenti che alla mia partenza sono venuti<br />

quasi a darmi l’addio!<br />

Rivedo il nostro arrivo davanti al cancello invalicabile della<br />

scuola, con la guardia e tutte le persone affacciate alle finestre<br />

delle case vicine che ci guar davano come extraterrestri ed<br />

i miei timori erano solo confermati. <strong>Il</strong> mattino seguente sono<br />

unico e speciale, che<br />

unisce l’<strong>It</strong>alia con questo<br />

Paese così lontano e diverso: è la fede. E forse questo è il<br />

tesoro più prezioso che ho scoperto in questi giorni.<br />

Le suore che ci han no ospitato sono sta te per noi un<br />

punto di riferimento fisso.<br />

Sempre pronte ad aiutare questa gente, per la quale continuamente<br />

lavorano, e per cui sono sempre disposte a sacrificarsi,<br />

pur di condividere il bene.<br />

E poi i professori della scuola, e i ragazzi che abbiamo<br />

incontrato, i nostri nuovi amici colombiani, esempi di vita e<br />

di fede, per le scelte diverse che han no fatto.<br />

Sapere che anche dall’altra parte del mon do c’è qualcuno<br />

che crede in Dio, che sente quello che sento io, mi dà forza!<br />

Quindi, grazie mille Cartago!<br />

La Colombia sarà sempre nei miei pensieri.<br />

l’Elisa, una delle misioneros<br />

Colombia 2012<br />

uscito dall’“aula<br />

audiovisuales” sul<br />

pavimento della<br />

quale avevamo dormito<br />

e trovandomi<br />

davanti un parco<br />

verde e bellissimo<br />

ho capito che le<br />

cose erano diverse<br />

da come mi ero immaginato:<br />

prima di<br />

tutto, la bellezza è<br />

di casa là!!!<br />

Col passare dei<br />

giorni i miei occhi<br />

si sono abituati ai<br />

paesaggi ed alle realtà locali, alle case di mattoni grezzi, alle<br />

strade polverose; non mi sembrava più tutto così assurdo:<br />

soltanto dif ferente dalla realtà europea nel la quale sono<br />

stato immerso per 18 anni.<br />

Nelle tre settimane trascorse in Colombia ho visto tante<br />

cose: realtà forti e toccanti, oasi incantate, foreste rigogliose,<br />

le Ande e l’Oceano Pacifico, ho conosciuto persone che ci<br />

hanno accolto in casa loro con mucho gusto, persone vivaci<br />

ed onestissime.<br />

Con i miei compagni di viaggio, abbiamo anche nuotato in<br />

piscine e gridato sulle attrazioni del Parco del Caffè…<br />

Penso che la Colombia ci abbia mostrato la sua parte<br />

più bella e ce l’abbia fatta conoscere come meglio non si<br />

può nei suoi GIOVANI!!!<br />

Luca, misionero 2012<br />

La parte più bella della Colombia: I GIOVANI<br />

Incontro senza frontiere<br />

Alla fine del mese di luglio di quest’anno, abbiamo avuto<br />

la gioia di accogliere nella nostra fraternità di Cartago, don<br />

Stefano e dodici ragazzi provenienti dalla Parrocchia di Santarcangelo<br />

in <strong>It</strong>alia.<br />

Che dire di questa esperienza? Prima di tutto che è stato un<br />

dono di Dio non solo per noi suore, ma in modo speciale per<br />

i giovani che hanno incontrato questo gruppo di “italianos”.<br />

Nonostante la lingua diversa, la comunicazione fluiva grazie<br />

al linguaggio dell’amore a Gesù che non ha frontiere, non conosce<br />

separazioni, non fa conto della nazionalità, né degli<br />

10<br />

passaParola:<br />

idiomi o delle culture, ma permette l’unione<br />

tra persone che giammai avrebbero pensato<br />

di conoscersi, e permette di intessere relazioni di fraternità e<br />

vera amicizia. La “vacanza” degli italianos ha portato ai nostri<br />

giovani cartagheni un’ondata di vita, di gioia e di riconferma<br />

nel Signore.<br />

Questa esperienza ha dimostrato che la differenza di cultura<br />

non è determinante quando ciò che unisce sono gli<br />

stessi ideali, la ricerca dello stesso Gesù Cristo!!! Se in tanti<br />

comprendessimo questo, certamente diminuirebbero i conflitti<br />

e le guerre, e vivremmo tutti più in pace.<br />

GRACIAS PADRE STEFANO Y MUCHACHOS POR<br />

SU ALEGRÍA Y AMISTAD. BENDICIONES!!!


CERCANDO COLUI CHE ESAUDISCE I DESIDERI DEL MIO CUORE<br />

L’esperienza missionaria era un desiderio<br />

che sentivo dentro me da alcuni<br />

anni. Una certa determinazione e la Provvidenza<br />

hanno permesso che tale desiderio<br />

si avverasse.<br />

Quando sono atterrata in terra colombiana,<br />

non potevo credere di essere davvero<br />

lì! Eppure i sorrisi stampati sui volti<br />

di chi mi ha accolto sono la prova incancellabile<br />

di questa specialissima esperienza<br />

vissuta per lo più nell’Hogar delle<br />

suore della Sacra Famiglia in Bogotà.<br />

Tre suore e tredici bambine dai 5 ai 18<br />

anni hanno spalancato la porta di casa e<br />

del cuore alla ragazza che veniva dall’<strong>It</strong>alia:<br />

la loro generosità e la vitalità<br />

delle persone incontrate mi si sono stampate<br />

in delebili nel cuore! I loro volti mi<br />

parlavano di fame d’amore, ma anche di<br />

speranza e di voglia di vivere, nonostante<br />

le sofferenze ed i disagi della vita quotidiana.<br />

Per me che sono figlia unica vivere<br />

con così tante persone nella stessa casa è<br />

stata un’esperienza nuova che mi ha insegnato<br />

molte cose.<br />

Ho imparato a conoscere un volto<br />

nuovo di Dio, un popolo bello e un modo<br />

diverso di vedere le cose. L’amore così<br />

Mi chiamo Giulia e sono stata nell’Hogar della Sagrada Familia<br />

dal 25 agosto al 5 ottobre. Ho 23 anni e studio Giurisprudenza.<br />

Sono partita senza sapere una parola di spagnolo, senza<br />

alcuna aspettativa ed è stata la mia prima “missione”.<br />

Non è facile rendere a parole quanto vissuto. Cercherò di raccontare<br />

più con il cuore, che con la testa.<br />

Poche volte nella mia vita, mi sono sentita così a casa come<br />

nell’Hogar dove le emozioni vengono vissute al<br />

massimo. AMORE è la prima parola che mi<br />

viene in mente pensando all’Hogar.<br />

Ho una famiglia bellissima, amici a cui voglio<br />

tanto bene e ho avuto un compagno per<br />

anni, ma un amore così sincero, leale, senza richieste<br />

non l’avevo ancora sentito.<br />

RISPETTO è la seconda parola che abbinerei a questa realtà.<br />

Non ci sono pregiudizi, né discriminazioni. Bambine,<br />

suore, laici, tutti sono considerati persone con la stessa dignità.<br />

A tutti viene chiesto e dato rispetto e da ciò nasce una collaborazione<br />

essenziale.<br />

Le dodici bambine che ho conosciuto non hanno avuto<br />

un’infanzia come la mia e tutt’ora non hanno una vita come la<br />

mia. Hanno provato già da così piccole il gusto amaro della sofferenza,<br />

a volte del maltrattamento e della violenza.<br />

Le bambine che vengono accolte nell’Hogar portano con sé<br />

il loro bagaglio di vita e le suore danno tutto se stesse per permettere<br />

a ciascuna un nuovo inizio.<br />

Le suore incontrate? Tre super donne!<br />

Davvero solo “da dentro” si riesce ad avere un’idea dell’impegno,<br />

dello sforzo e i risultati ottenuti in questa realtà. Posso<br />

dire che trovarmi dall’altra parte del mondo, senza sapere<br />

gratuitamente ricevuto ha permesso di allargare<br />

lo sguardo sulle condizioni di povertà<br />

in cui vive la gente, il disagio<br />

sociale e la presenza di un governo che<br />

non è proprio a servizio del bene per tutti<br />

e di poter riconoscere tanti doni preziosi<br />

presenti nella mia vita.<br />

La Colombia è un posto davvero<br />

bellissimo, paesaggi mozzafiato e gente<br />

accogliente e gentile!<br />

Veramente mi ha edificato il rispetto<br />

reciproco che coglievo tra le persone e la<br />

Colombia:<br />

tornerò!<br />

la Buona Notizia IN MISSIONE<br />

generosità, anche di chi non ha quasi<br />

niente per sé.<br />

Credo sia in gran parte impossibile<br />

raccontare quello che ho vissuto e le<br />

emozioni provate, ma posso dirvi, col rischio<br />

di sembrare banale, che l’amore<br />

trionfa sempre!<br />

I sorrisi di tante persone donati con<br />

semplicità e bontà ne sono una testimonianza<br />

loquace!<br />

Valentina (dal Cantiere 411<br />

all’Hogar marzo-aprile 2012)<br />

l’idioma, senza le persone che amo, senza tutto quello che dà<br />

forma alla mia vita quotidiana, è stata la condizione favorevole<br />

per gustare questa esperienza.<br />

Mi sembra che il servizio svolto in questo tempo nell’Hogar<br />

sia stato il lavoro più importante e soddisfacente che abbia mai<br />

fatto nella mia vita!<br />

<strong>Il</strong> momento giusto per intraprendere un viaggio come<br />

questo? Non esiste.<br />

Bisogna sentirne il desiderio dentro il cuore e<br />

poi con un po’ di coraggio si deve partire.<br />

L’accoglienza delle persone toglie tutte le<br />

paure iniziali e quel che resta è la gioia di poter<br />

condividere un pezzetto di vita con persone così<br />

belle!<br />

Ho ricevuto tanto amore ed hanno fatto sgorgare in me tanto<br />

amore.<br />

Grazie di tutto. Giulia<br />

«Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio<br />

onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle<br />

genti!». Ap. 15, 3<br />

Io mi chiedo davanti al creato: cosa è l’uomo<br />

perché lo ricordi?<br />

Cosa è mai questo figlio dell’uomo che tu abbia di<br />

lui tale cura?<br />

«Inferiore di poco a un Dio, coronato di forza e di<br />

gloria! ». Salmo 8, 5-6<br />

11


Nella nostra cultura compiere 15 anni ha un significato<br />

importante, segna il passaggio dalla fanciullezza all’età<br />

matura, significa assumersi nuove responsabilità e prendere<br />

decisioni importanti per la vita.<br />

L’Hogar delle suore della Sacra Famiglia compie quindici<br />

anni e sta vivendo questo passo decisivo.<br />

Tante le bambine che hanno ricevuto il beneficio del lavoro<br />

disinteressato, silenzioso e non sempre riconosciuto<br />

delle suore dell’Hogar. Sono loro che hanno reso possibile<br />

che dolore e sofferenze potessero trovare un limite e si potesse<br />

individuare un modo di vivere dignitoso totalmente<br />

diverso da quello fino al momento sperimentato.<br />

Giorno dopo giorno, le suore affrontano la fatica e le difficoltà<br />

dell’apprendimento che le bambine manifestano, e<br />

cercano strategie che permettano di acquisire comportamenti<br />

più sani.<br />

Favorire la modificazione di comportamenti e modi di<br />

pensare già consolidati, combattendo contro il sentire comune<br />

e della famiglia, è il lavoro quotidiano delle suore e<br />

dei laici che con loro collaborano progettando per ciascuna<br />

uno stile di vita migliore. Le problematiche delle bambine<br />

12<br />

SEI DIVENTATO GRANDE HOGAR!!!<br />

sono così profonde, che spesso nonostante la passione e la<br />

costanza, i risultati tardano a farsi vedere; si avanza di un<br />

passo e si retrocede di due, anche a causa dei conflitti famigliari,<br />

delle amicizie del quartiere e della scuola e non<br />

ultima dei vuoti e delle carenze di ciascuna che forse neanche<br />

ore ed ore di lavoro psicologico riusciranno ad equilibrare.<br />

Anche quando il lavoro delle suore sembra invisibile,<br />

la loro opera lascia impronte determinanti nella vita di<br />

tante famiglie e bambine. E veramente chi di loro ha voluto<br />

sfruttare questa opportunità ha potuto dare una bella svolta<br />

alla propria vita.<br />

Quante bambine sono oggi donne che stanno realizzandosi<br />

come mamme, come professioniste a servizio del<br />

paese e dell’umanità secondo i propri sogni e capacità!<br />

Certamente queste saranno donne migliori, per aver conosciuto<br />

insieme a povertà e problemi, anche il volto dell’amore,<br />

della carità e della solidarietà di qualcuno che<br />

anche dall’altra parte del mondo (<strong>It</strong>alia) crede in loro.<br />

La soddisfazione più bella del quindicesimo anno di età<br />

dell’Hogar è vedere la vita di tante bambine, ora fonte di<br />

gioia e valori per altri.<br />

Yeny, la psicologa<br />

15 ANNI TRASFORMANDO VITE<br />

Oggi l’Hogar della Sacra Famiglia è in un tempo pre-<br />

festa! Celebra 15 anni di servizio, 15 anni zioso per la loro<br />

nel trasformare vite e permettere un fu- formazione e creturo<br />

diverso alle persone che da qui sono scita.<br />

passate.<br />

“<strong>Il</strong> cuore” del-<br />

Guardando indietro si scorge lo l’Hogar sono cer-<br />

sguardo di speranza delle prime venti fatamente le suore<br />

miglie che hanno bene ficiato di questo che tutti i giorni<br />

progetto; i sorrisi delle bambine che si fanno madri,<br />

hanno intrapreso questa nuova avventura; maestre, amiche...<br />

le mani e il cuore delle suore che hanno per accompagna -<br />

cercato di dare il meglio di sé per portare re le bambine<br />

un contributo paragonabile ad un pre- nella loro crescita,<br />

zioso granello di sabbia, nella crescita e con amore e<br />

nella formazione delle bambine, germe di grande generosità.<br />

tante perle preziose, vite che pian piano Personalmen -<br />

sono fiorite.<br />

te sono profon-<br />

In questi quindici anni, tante sono damente grata di<br />

state le bambine che hanno qui trascorso aver potuto avere per molti anni que-<br />

una “bella” persona, con valori e re-<br />

sta grande opportugole di vita, valide per me anche nella<br />

«Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: “<strong>Il</strong><br />

regno dei cieli è simile a un granello di senape che<br />

un uomo prende e semina nel suo campo.<br />

Esso è certamente il più piccolo di tutti i semi, ma<br />

una volta cresciuto è il più grande di tutte le erbe e<br />

diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo<br />

nità; per aver conosciuto<br />

persone me -<br />

ravigliose che sono<br />

state vicine a me e<br />

alla mia famiglia<br />

educandomi con a -<br />

more. Grazie a loro<br />

professione.<br />

Oggi siamo in molte a festeggiare<br />

l’amore di quindici anni!!!<br />

Mille e mille grazie. Dio benedica<br />

questa meraviglio sa opera e possano essere<br />

tante le perso ne che ne godano il<br />

Bene per cui esiste.<br />

vengono a ripararsi tra i suoi rami”». Mt 13,31<br />

credo di essere oggi<br />

Lucia<br />

passaParola:


FELICE DI PROSEGUIRE LA STRADA CHE DIO HA SEGNATO PER ME<br />

Mi chiamo Alejandra Londono ed ho<br />

potuto usufruiRe del “sostegno a distanza”<br />

/Plan Padrino, promosso dalle suore francescane<br />

della Sacra Famiglia.<br />

Dodici anni fa ciò che tenevo tra le<br />

mani non erano precisamente una penna<br />

e un quaderno, ma gli attrezzi per lavorare<br />

la terra. E nonostante tutto avevo<br />

molti sogni e progetti. A 9 anni riuscii ad<br />

iscrivermi a scuola, e questo era un sogno<br />

che iniziava a realizzarsi, ma fu una gioia<br />

che durò poco perché la mia famiglia fu<br />

cacciata dalla città da parte di gruppi armati<br />

illegali, e ci trasferimmo a Bogotà. Un<br />

giorno le suore della Sacra Famiglia ci dissero<br />

che c’era una signora italiana di nome<br />

Annamaria disposta a sostenere le spese<br />

perché io potessi proseguire gli studi. Non<br />

potete immaginare la gioia e la gratitudine<br />

provate da quel giorno a oggi! A 17 anni,<br />

sono entrata nell’Hogar delle suore della<br />

Sacra Famiglia, e questa è stata la più<br />

grande benedizione che Dio mi ha donato<br />

nella vita; le persone che da tre anni<br />

mi stanno accompagnando nella mia crescita<br />

sono veramente degli angeli, hanno<br />

avuto fiducia in me e sono state luce in<br />

ogni istante. Frequentavo la scuola ed il<br />

fine settimana lavoravo, quando il 26 novembre<br />

2011 mi sono diplomata. Annamaria<br />

ha anche permesso si realizzasse un<br />

altro sogno: il viaggio in <strong>It</strong>alia. <strong>Il</strong> prossimo<br />

anno, se Dio vuole inizierò l’università e<br />

studierò Diritto. Sono sicura che non c’è<br />

nulla di facile nella vita e che ogni percorso<br />

ha i suoi ostacoli, ma tutto diventa<br />

più facilmente affrontabile se puoi contare<br />

sul sorriso, le parole e la mano di una<br />

persona disposta a fare la strada con te.<br />

All’inizio del 2012 ho fatto un’esperienza<br />

con i focolarini in Tocancipa ed ho<br />

frequentato la scuola GEN: una bella occasione<br />

per comprendere il vero spirito dell’amore.<br />

<strong>Il</strong> 29 agosto, insieme a 31 giovani<br />

sono partita per partecipare al gen-fest a<br />

Budapest, l’incontro mondiale di giovani<br />

alla ricerca della fraternità universale. A<br />

questo appuntamento hanno partecipato<br />

giovani di più di 100 Paesi, di culture,<br />

Chiese e religioni diverse dove l’unico linguaggio<br />

comprensibile a tutti era quello<br />

dell’amore.<br />

<strong>Il</strong> 3 settembre a Loppiano ho incontrato<br />

Annamaria, la signora che undici anni fa<br />

decise di sostenere il mio cammino scolastico.<br />

Oggi con lei gioisco per aver realizzato<br />

alcuni miei sogni. Nella mia per -<br />

manenza in <strong>It</strong>alia ho visitato Roma, Venezia,<br />

Firenze e Ravenna ed è stato molto<br />

bello per me, tutto mi sembra meraviglioso,<br />

i miei occhi si sono riempiti di cose molto<br />

belle. Non ci sono parole per esprimere<br />

L’amore necessita di inizi… ma non avrà fine<br />

“Lasciate che i<br />

bambini vengano a<br />

me e non glielo impedite; perché di loro è il regno di Dio”, dice<br />

Gesù. Con questo spirito, la missione apostolica della fondatrice<br />

delle suore francescane della Sacra Famiglia, suor Maria Teresa<br />

Lega, continua a raccogliere i frutti di un lavoro umile, al servizio<br />

della speranza dell’infanzia colombiana.<br />

L’Hogar de la Sagrada Familia ha festeggiato quindici anni di<br />

vita. I suoi muri parlano delle strategie per sconfiggere l’abbandono<br />

che spegne i sorrisi di tanti bambini.<br />

Nel novembre del 1997 la Congregazione decise di offrire una<br />

casa dignitosa ad alcune bambine minorenni, che vivevano in<br />

una situazione di estrema povertà. L’idea era quella di accoglierle<br />

secondo lo stile evangelico,<br />

proprio della<br />

fondatrice.<br />

L’opera fu appoggiata<br />

dal sacerdote<br />

Alessandro Ton ti, che<br />

donò a questo scopo<br />

la sua eredità, e permise<br />

alla Sacra Famiglia<br />

di acquistare una<br />

casa nel quartiere di<br />

Chapinero in Bogotà.<br />

Quando nel 1998 si<br />

poté dare inizio formale<br />

all’opera si passò in poco tempo, da quattro a venti bambine.<br />

I lavori si moltiplicarono per far sì che le nuove residenti avessero<br />

un tetto senza infiltrazioni, il cibo tutti i giorni, una scuola presso cui<br />

studiare, l’opportunità di crescere in un ambiente sano ed accedere<br />

al servizio sanitario senza essere costrette a mendicare la carità. Per<br />

garantire una formazione umana e cristiana, sono state via via sperimentate<br />

attività ludiche, espressive, artistiche di vario genere, grazie<br />

anche alla collaborazione competente di amici laici. <strong>Il</strong> cambiamento<br />

sperimentato da queste bambine è sempre molto radicale. Ognuna di<br />

loro porta tracce di profonda sofferenza, a volte di violenza, di ab-<br />

la Buona Notizia DALL'HOGAR<br />

tutto quello che provo: la mia gratitudine<br />

per Annamaria, il suo essermi stata accanto<br />

con amore, l’avermi dato un’opportunità<br />

preziosa per la mia educazione<br />

e crescita, per avermi accolto in un Paese<br />

di cui mi ha svelato la storia e parte della<br />

sua bellezza artistica. Ora sto per tornare<br />

in Colombia, col cuore colmo per le belle<br />

esperienze vissute. Ringrazio ogni persona<br />

che in questi mesi ha lasciato una<br />

impronta sul mio cammino, per tutto<br />

l’affetto che mi è stato dimostrato, per<br />

ogni sorriso condiviso; torno felice e carica<br />

per proseguire la strada che Dio ha<br />

segnato per me.<br />

Alejandra<br />

bandono morale, di<br />

maltrattamento. Nei<br />

loro sguardi abita un’antica tristezza. Ciò che ha promosso l’inizio<br />

di questo cammino ed il suo proseguimento è certamente lo slancio<br />

coraggioso della fede! Tante delle bimbe che qui hanno approdato,<br />

sono oggi belle e colte signorine, grate dell’aiuto economico<br />

e morale che padrini italiani e spagnoli hanno loro dato. Diverse di<br />

loro hanno terminato il ciclo scolastico universitario ed oggi sono<br />

professioniste in pedagogia infantile, filosofia, batteriologia, letteratura,<br />

infermieristica. Molte ritornano, per offrire a loro volta un<br />

aiuto alle suore per le bambine. Nel solco del dolore passato, il<br />

Bene sta dando molti frutti! L’Hogar sta crescendo giorno per<br />

giorno, anche nella struttura della casa. Oggi un salone permette di<br />

ospitare i componenti delle famiglie delle bambine con<br />

cui si organizzano incontri, attività e progetti specifici<br />

per le bambine. Suor Catia Ba ro nio, cuore dell’Hogar,<br />

sottolinea come sia tanta la riconoscenza delle giovani<br />

che hanno finito il loro processo di accompagnamento.<br />

Quasi tutte sono in contatto con la comunità<br />

continuando a condividere le proprie pene e chiedere<br />

consigli. Alcune tornano con i propri figli, ai quali<br />

mostrano con orgoglio un ambiente e persone importanti<br />

per la loro vita.<br />

Attualmente l’Hogar conta sull’aiuto generoso di un<br />

gruppo di professionisti volontari, che collabora secondo<br />

le proprie competenze. Sono persone che donano il proprio<br />

tempo libero, compensando in parte alla mancanza<br />

di una legislazione statale a tutela del minore.<br />

Come augurio di compleanno mi piace citare le parole dell’apostolo<br />

San Paolo: “L’amore è paziente, è benigno l’amore; non è<br />

invidioso l’amore, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto,<br />

non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del<br />

male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.<br />

Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. L’amore<br />

non avrà mai fine” (1 Cor 13,4-8).<br />

Julio Ricardo,<br />

giornalista “sostenitore” dell’Hogar<br />

13


PROGETTI DI SOLIDARIETÀ<br />

delle Suore Francescane della Sacra Famiglia in COLOMBIA (America Latina) e in MOZAMBICO (Africa)<br />

COLOMBIA<br />

PROGETTO<br />

“CASA NAZARETH”<br />

Missione di Charre - MOZAMBICO<br />

Questo progetto ci permette di accogliere<br />

24 ragazze provenienti da villaggi lontani che<br />

possono così frequentare la scuola media e<br />

superiore che si trovano nella “missione”.<br />

Alle ragazze è chiesta una retta annuale simbolica<br />

e vengono assicurati loro vitto, alloggio,<br />

spese mediche e libri di studio. Le<br />

accompagnamo in un cammino educativo integrale<br />

e di acqui sizione di competenze come<br />

la coltivazione di un orto, l’allevamento di un<br />

pollaio, taglio<br />

e cucito, la<br />

produzione di<br />

pane e altre<br />

attività che<br />

possano promuovere<br />

la<br />

loro autonomia.<br />

14<br />

MOZAMBICO<br />

passaParola:<br />

PROGETTO<br />

“SALVARE UNA VITA”<br />

Missione di Charre - MOZAMBICO<br />

Molti neonati che perdono la mamma durante<br />

o subito dopo il parto, sono destinati<br />

a morire, perché spesso familiari e<br />

amici, per diversi motivi (tradizioni, mancanza<br />

di igiene, eccessiva povertà) non riescono<br />

a prendersi cura degli orfani. Così<br />

sarebbe anche per i neonati di mamme malate<br />

di AIDS. <strong>Il</strong> sostegno del Progetto permette<br />

alle suore l’acquisto di latte in<br />

polvere per la sopravvivenza di questi<br />

bimbi. Con 250 euro si garantiscono<br />

le spese per sostenere<br />

l’alimentazione di un<br />

bimbo per un anno.<br />

PROGETTO<br />

“SONRIE AL FUTURO”<br />

Centro Educativo a Villavicencio - COLOMBIA<br />

<strong>Il</strong> Progetto sostiene le spese di un Centro Educativo che sorge<br />

in uno dei quartieri più poveri della periferia della città di Villavicencio,<br />

al quale accedono quotidianamente circa 100 bambini.<br />

In tale centro, aperto tutto il giorno, i bambini giocano,<br />

fanno i compiti, svolgono attività espressive e ricevono un’educazione<br />

cristiana. È<br />

necessario il pagamento<br />

di un’insegnante<br />

e una per -<br />

sona per le pulizie. Si<br />

cercherà di potenziare<br />

la biblioteca e<br />

di acquistare computers,<br />

giochi educativi<br />

e di società.


PROGETTO<br />

“PLAN PADRINO”<br />

Sostegno a distanza<br />

Cartago - Duitama<br />

Villavicencio - Bogotà<br />

COLOMBIA<br />

Con la quota versata annualmente per un<br />

bimbo o un ragazzo, gli viene garantito<br />

l’accesso alla scuola, acquistando per lui il<br />

materiale didattico (qua derni, libri di studio,<br />

divisa scolastica, tuta, penne, colori<br />

ecc.) che le scuole richiedono agli studenti<br />

ed il pagamento della retta scolastica.<br />

Perché fa -<br />

miglie e ragazzi<br />

corrispondano con<br />

re sponsabilità a<br />

questo aiuto è<br />

chiesto loro un riscontro<br />

sulla fre -<br />

quenza e andamento<br />

scolastico<br />

e la partecipazio -<br />

ne a tre incontri annuali di informazione e formazione<br />

umana che organizziamo nelle<br />

rispettive comunità. Insieme a<br />

laici volontari, le suore fanno<br />

periodiche visite al le famiglie,<br />

anche per verificare eventuali<br />

bisogni a cui poter in qual che<br />

modo con tribuire (vi site mediche,<br />

“mer cati” occasionali…).<br />

PROGETTO<br />

“SAGRADA FAMILIA”<br />

Scuola Materna ed Elementare a Duitama - COLOMBIA<br />

Le suore della comunità collaborano con competenze e<br />

ruoli diversi, alle attività della Scuola frequentata da 215<br />

bambini. Con questo Pro getto sono sostenute le spese per<br />

le attrezzature e la manutenzione dei laboratori informatici,<br />

di disegno e di lingua, praticamente indispensabili in<br />

ogni ordine scolastico. Anche l’area esterna attrezzata per<br />

il gioco e lo sport, necessita di periodica manutenzione e<br />

ristrutturazione.<br />

la Buona Notizia nel mondo<br />

PROGETTO “HOGAR”<br />

Casa famiglia a Bogotà - COLOMBIA<br />

Le offerte destinate al Progetto Hogar<br />

permettono di accogliere in questa “casa<br />

famiglia”, 12 bambine provenienti da situazioni<br />

familiari difficili, di maltrattamento,<br />

povertà economica e relazionale.<br />

Si cerca di investire molto sulla conoscenza<br />

e apprezzamento della propria ed<br />

altrui dignità e nella promozione delle capacità<br />

di ciascuna e dello sviluppo integrale<br />

della persona anche attra verso<br />

attività strutturate insie me a laici con diverse<br />

competenze educative, psicologiche<br />

ed espressive. I bisogni economici del l’Hogar<br />

sono legati alla gestione della casa e<br />

alle esigenze delle singole bambine. <strong>Il</strong> desiderio è anche<br />

quello di remunerare, almeno in parte, il lavoro svol to dalle<br />

perso ne che portano avanti<br />

insie -<br />

me alle suo -<br />

re il per -<br />

corso formativo-educativo<br />

delle<br />

bam bine.<br />

PROGETTO “CORDATA”<br />

Scuola diocesana “Giovanni XXIII” a Cartago - COLOMBIA<br />

<strong>Il</strong> Collegio “Giovanni XXIII”<br />

è una scuola diocesana<br />

gestita dalle suo re e frequentata<br />

da circa 600<br />

bambini e ragazzi che<br />

provengono da uno dei<br />

quartieri più poveri della<br />

città. Collaborando con<br />

questo progetto, si viene incontro alle tante spese che devono<br />

essere sostenute per insegnanti, materiale didattico e<br />

per la proposta di attività culturali e ricreative che mirano<br />

non solo ad uno sviluppo accademico, ma stimolano la creatività<br />

e le relazioni interpersonali, così da togliere i bambini<br />

e i giovani dalla strada e motivarli e prepararli a percorsi<br />

professionali validi.<br />

15


Grazie a chi ha sperato anche quando io non speravo più<br />

<strong>Il</strong> 9 agosto 2012, dopo tante difficoltà, ho avuto la gioia di<br />

ricevere il diploma che mi certifica come insegnante. Finalmente<br />

ce l’ho fatta, ma è stato il successo anche dei miei genitori,<br />

della mia sorella e di chi ha creduto in me. Alcune di<br />

queste persone sono state come angeli che Dio ha posto sul<br />

mio cammino da quando ero piccola: le suore della Sacra Famiglia.<br />

A queste più che mai devo la mia gratitudine!<br />

Quando ho conosciuto le suore della Sacra Famiglia avevo<br />

circa 9 anni e stavo frequentando la quarta primaria. Ricordo<br />

che fu suor Angela a propormi di far parte del Plan Padrino.<br />

Con il suo sguardo pieno di tenerezza e amore mi fece vedere<br />

uno squarcio di speranza, lì dove sembrava esserci solo fatica.<br />

Da quel giorno si instaurò un vincolo fortissimo con le suore<br />

e quelli che sarebbero stati i miei padrini. Ogni anno le suore<br />

seguivano i miei progressi scolastici e si occupavano del sostegno<br />

economico necessario per le uniformi, la matricola, i<br />

libri e tutto quello che serve per la scuola. Da parte mia do-<br />

PADRINI:<br />

BENEDIZIONE DI DIO<br />

Ho conosciuto il Plan Padrino grazie<br />

all’incontro con le suore della Sacra Famiglia,<br />

che hanno accolto mio figlio dall’età<br />

di 5 anni e mezzo dandogli la<br />

possibilità di studiare. Pensate che oggi<br />

sta frequentando il sesto semestre di IN-<br />

GEGNERIA ELETTRONICA!<br />

Abbiamo 5 figli e grazie al fatto che<br />

uno di loro era aiutato economicamente,<br />

siamo riusciti a mandare a scuola tutti<br />

quanti.<br />

Questo sostegno è reso possibile grazie<br />

al lavoro generoso delle suore della<br />

Sacra Famiglia che seguono da vicino i<br />

ragazzi aiutati e le loro famiglie. A chi da<br />

lontano fa questo per i nostri figli, cioè<br />

ai padrini, desidero dire GRAZIE e<br />

MILLE GRAZIE, perché senza il vostro<br />

aiuto certamente molti ragazzi<br />

non accederebbero neppure<br />

alla prima alfabetizzazione.<br />

Tutti i giorni pre ghiamo per<br />

le suore e per voi padrini,<br />

che nonostante la lontananza<br />

sentiamo vera-<br />

16<br />

mente vicini alle nostre vite. <strong>Il</strong> Signore<br />

benedica tutte le persone che condividono<br />

tempo, energie e denaro con chi è<br />

più nel bisogno.<br />

Quello che state facendo contribuisce<br />

a rendere più unite le famiglie e a<br />

passaParola:<br />

vevo essere una brava studente e partecipare agli incontri che<br />

le suore organizzavano per la nostra formazione.<br />

Quando nel 2004 terminai il bachillerato, pensavo che non<br />

avrei avuto la possibilità di proseguire gli studi, ma i miei padrini<br />

Mabel e Massimo e le suore si resero disponibili a proseguire<br />

il sostegno.<br />

Così nel 2006 iniziai a studiare Licenciatura en Educación<br />

Infantil en la Universidad Pedagógica Nacional, un’università<br />

pubblica tra le migliori in campo educativo. Inizialmente ero<br />

abbastanza intimorita per la maggior responsabilità che sentivo<br />

nei confronti delle suore e dei miei padrini. <strong>Il</strong> 9 agosto ho<br />

raggiunto la sospirata meta e mi sono laureata in Educazione<br />

Infantile.<br />

Prima di laurearmi ho sentito che avrei dovuto restituire<br />

in qualche modo quello che era stato fatto per me, accompagnandomi<br />

nel cammino in un mondo tanto difficile e credendo<br />

in me quando io non riuscivo a farlo.<br />

Fu così che iniziai a collaborare con le suore negli incontri<br />

che mensilmente organizzano per i ragazzi e le famiglie del<br />

Plan Padrino e ad affiancare suor Catia nell’Hogar, aiutando<br />

le bambine nei compiti. Sono stata nel Plan Padrino per<br />

quasi quindici anni, e certamente questa è la più bella esperienza<br />

che Dio mi ha donato di vivere, ed è stata per me la<br />

dimostrazione dell’esistenza di Dio e degli angeli custodi.<br />

Le suore sono state la mia seconda famiglia e desidero continuare<br />

a collaborare con loro per quello che potrò testimoniando<br />

che se uno ha fede, non manca di cogliere le<br />

benedizioni che Dio manda a non finire.<br />

Ancora grazie ai miei padrini Mabel e Massimo, a suor Angela,<br />

suor Catia, suor Flor Aida, suor Diana, suor Senid, suor<br />

Gloria e ad ogni persona che partecipa alla realizzazione di<br />

questo progetto.<br />

Gina Fernanda, Bogotà<br />

portare speranza e nuove opportunità<br />

per un mondo migliore. Ancora grazie e<br />

Dio vi ricompensi con la salute, il lavoro<br />

e la pace nelle vostre famiglie e comunità!<br />

Martha Lucia y familia


Poter inserire un bambino<br />

nel Plan Padrino<br />

non è solamente garantirgli la possibilità<br />

di studiare, un vestito, un tetto e il cibo;<br />

la cosa più importanete è che si offre al<br />

bambino l’occasione di sentirsi amato, di<br />

essere accompagnato nelle difficoltà che<br />

la famiglia sta vivendo e avere davanti a<br />

sé la possibilità di diventare una buona<br />

persona.<br />

Le difficoltà economiche che la Colombia<br />

vive, costringono i ragazzi a cercare<br />

molto presto un lavoro per sostenere<br />

i bisogni della famiglia. L’abbandono<br />

scolastico è praticamente obbligatorio se<br />

la famiglia sembra trovarne presto il benefico.<br />

A lungo andare si consolida invece<br />

uno stato di povertà maggiore.<br />

MOLTE GRAZIE CARISSIMI PADRINI...<br />

<strong>Il</strong> Plan Padri no<br />

cerca di sostenere<br />

e accompagnare il cammino scolastico di bambini e<br />

giovani con difficoltà economiche. I padrini con generosità<br />

collaborano per l’acquisto<br />

del le uniformi,<br />

dei libri, il pagamento<br />

del la matricola, e tutto<br />

il necessario per la<br />

scuo la. In questo modo<br />

i padrini incoraggiano<br />

a sperare una<br />

vita migliore.<br />

Sono molti i bambini<br />

che possono avere<br />

questa opportunità, an -<br />

che se giustamente all’aiuto<br />

ricevuto biso gna<br />

corrispondere con un<br />

impegno personale e<br />

della famiglia, con un buon profitto scolastico e la partecipazione<br />

ad incontri di formazione trimestrali organizzati dalle<br />

suore.<br />

Mi viene spontaneo tornare al giorno<br />

in cui conobbi suor Chiara nella comunità<br />

delle suore a Bogotà.<br />

Ricordo bene che<br />

sono stato a casa da<br />

scuola quel giorno.<br />

Suor Chiara mi chiese<br />

perché e le risposi che<br />

tanto avevo Educazione<br />

Fisica e che per<br />

questo non mi importava<br />

mol to l’assenza.<br />

Quan do le tradussero la<br />

mia risposta lei mi disse<br />

che era insegnante di<br />

Educazione Fisica… in<br />

quel momento ero certo che tutto era fi-<br />

Infatti questi giovani arrivano all’età<br />

adulta privi di quella preparazione scolastica<br />

necessaria per garantire una dignitosa<br />

qualità di vita.<br />

Sono tante le famiglie in Duitama, sostenute<br />

economicamente da padrini italiani<br />

che certamente come noi affrontano<br />

quotidianamente le difficoltà delle giornate,<br />

ma che con generosità si fanno carico<br />

del cammino scolastico di un bimbo,<br />

“facendo il tifo per lui” anche dal punto<br />

di vista morale.<br />

Oltre a persone singole sappiamo che<br />

sostengono il Plan Padrino anche aziende<br />

e classi di catechismo, gruppi e associazioni.<br />

GRAZIE A CHI HA UN CUORE GRANDE<br />

la Buona Notizia DAL PLAN PADRINO<br />

Ogni anno cerchiamo<br />

di scrivere a tutti i nostri<br />

padrini, raccontando loro della scuola e<br />

delle nostre vite.<br />

A volte mettiamo anche le nostre fotografie.<br />

Alcuni dei padrini ci rispondono e<br />

questo crea un legame importante per<br />

noi e per loro.<br />

Con questo articolo ho l’occasione<br />

di ringraziare chi con grande umanità<br />

ci sostiene ed aiuta a realizzare alcuni<br />

dei nostri sogni.<br />

Chiedo a Dio che benedica tutti i padrini<br />

e dico con tutto il cuore: molte graå<br />

Julieth Tatiana, Plan Padrino<br />

Sono Lucia<br />

Baez, mamma di<br />

Fredy Jhan che fa parte del Paln Padrino. Per noi questa è una<br />

opera eccellente, che non solo ci sostiene economicamente<br />

ma offre strumenti perché bimbi e giovani possano crescere<br />

con senso di responsabilità e di promozione verso il prossimo<br />

e la società.<br />

Anche come ge nitori dobbiamo collaborare perché i nostri<br />

figli non perdano gli appuntamenti previsti, dal ritiro del materiale<br />

ai laboratori previsti dalle suore.<br />

Tra le date a cui siamo invitati come famiglie sono le feste<br />

della mamma e della famiglia organizzate in modo gioioso e<br />

divertente. Anche i laboratori di formazione per noi adulti,<br />

sono ben organizzati, dalla preghiera che parte dalla parola<br />

di Dio al confronto su problematiche proprie dell’educazione<br />

dei figli.<br />

Ringrazio di cuore i padrini e le suore per tutto quello che<br />

viene fatto per formare e sostenere i nostri giovani che sono<br />

il futuro della Colombia. La nostra vita grazie a voi è più<br />

ricca.<br />

Dio vi benedica e vi doni tanta Pace e bene!<br />

Olga Lucía ed il figlio Fredy Jhoan<br />

Che dire del Plan Padrino?!<br />

nito!!! Sono trascorsi sette anni da quell’incontro<br />

che invece portò grandi frutti.<br />

Tra poco meno di un mese<br />

mi diplomerò in una delle<br />

scuole migliori di Bogotà,<br />

in cui ho ricevuto un’ottima<br />

educazione.<br />

Grazie al Plan Padrino<br />

ho aperto la mente<br />

ed il cuore a nuove speranze<br />

e a mete sempre<br />

più alte. Inizialmente a -<br />

ve vo scelto una scuola<br />

che però non era adatta a<br />

me, e mi chiedevo come<br />

non deludere la madrina<br />

che mi sosteneva nello studio. Così ho<br />

deciso di cambiare scuola e finalmente<br />

ho trovato quella che mi avrebbe permesso<br />

di utilizzare al meglio gli aiuti che<br />

stavo ricevendo.<br />

Non fu un cambio facile e ce la misi<br />

tutta per superare le difficoltà che incontrai,<br />

ma pian piano vedevo corrispondere<br />

ai miei sforzi, risultati soddisfacenti.<br />

Ci sono stati momenti di svilimento,<br />

ma questi mi hanno aiutato a rafforzarmi<br />

e a maturare. Forse la meta più importante<br />

che ho raggiunto è aver acquisito la<br />

consapevolezza che vale la pena perseverare<br />

e lottare per sogni, progetti, obiettivi<br />

alti.<br />

GRAZIE e GRAZIE!<br />

Nicolas<br />

17


“Tutto quello che avete fatto a uno di questi fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”<br />

Benedico e rendo grazie a Dio per ogni<br />

persona, famiglia e gruppo che sostiene i<br />

bambini e ragazzi nello studio!<br />

È una gioia constatare che sono molti coloro<br />

che possono contare sull’aiuto di qualcuno<br />

per poter crescere nella loro formazione<br />

umana e cristiana e possono realizzare i loro<br />

sogni per un futuro migliore per loro e le loro<br />

famiglie.<br />

Quest’anno, nel Plan Padrino di Bogotà,<br />

sei giovani hanno terminato la scuola superiore:<br />

qualcuno di loro pensa di proseguire gli<br />

studi, qualcun altro di cercare un lavoro per<br />

aiutare la famiglia. Senza l’aiuto del Plan Padrino,<br />

sarebbe stato molto difficile per tanti<br />

Con gioia abbiamo<br />

colto l’invito di portare<br />

la nostra testimonianza<br />

di collaborazione al progetto Plan Padrino.<br />

Siamo una piccola associazione di volontariato sorta ufficialmente<br />

nel 2004 ma operativa già dal 2000 come gruppo di amici,<br />

formatosi in seguito ad un evento luttuoso quale la perdita di un ragazzino<br />

di appena 17 anni, figlio di<br />

amici carissimi: Giorgio, per l’appunto,<br />

deceduto in seguito ad una grave forma<br />

di leucemia. Giorgio era stato adottato in<br />

Colombia, all’età di 7 anni ed era un ragazzo<br />

adorabile, dolce, sensibile e pieno<br />

di vita. La comunità della Parrocchia di<br />

S. Cristoforo di Cesena si è subito stretta<br />

intorno alla famiglia ed il parroco ci ha<br />

fatto incontrare le suore della Sacra Famiglia<br />

per le loro missioni in Colombia.<br />

MUCHAS GRACIAS!<br />

Come mamma sono molto orgogliosa che i miei figli stiano ricevendo l’istruzione presso la<br />

scuola SAGRADA FAMILIA, dove giorno per giorno i nostri ragazzi sono impegnati nello<br />

sviluppo di valori come l’onestà, il rispetto, la libertà; e soprattutto nella scoperta dell’amore<br />

di Dio Padre, che ci custodisce in ogni momento.<br />

Mi sento di sottolineare che lo stile educativo di questa scuola si deve a ciascuna delle suore<br />

della Sacra Famiglia e al corpo docenti, che desiderano formare uomini e donne al servizio di<br />

una società e di un mondo migliore.<br />

Si possono seguire i passi del lavoro svolto nell’allegria e nell’impegno degli alunni.<br />

Martha Yaneth, madre de Familia Estudiantes Grados Transición y Segundo<br />

18<br />

poter studiare perché normalmente le famiglie<br />

sono molto numerose ed è solo la<br />

mamma che è presente in casa e lavora, ma<br />

quello che guadagna spesso non è sufficiente<br />

nemmeno a garantire da mangiare per tutti.<br />

Stiamo vivendo in una società caotica e i<br />

bambini spesso sono confusi, disorientati,<br />

soli… sanno che lo studio può aiutarli a guardare<br />

avanti con maggior fiducia e che devono<br />

approfittare di questa possibilità, di questo<br />

aiuto. Con i bambini e i giovani del Plan Padrino<br />

e le loro famiglie, organizziamo durante<br />

l’anno, 3 incontri di formazione e condivisione<br />

su vari temi che riteniamo importanti<br />

per la loro crescita e soprattutto cerchiamo di<br />

Associazione “Amici di Giorgio”<br />

GGOOVVIINNDDAA HHAARRII, Estudiante Grado Quinto<br />

Mi piace molto la mia scuola perché ci insegnano i valori della vita, la storia di alcuni santi e<br />

come custodire l’ambiente. Tutto questo attraverso varie attività tra cui il teatro e altre arti<br />

espressive. Mi piacciono i miei insegnanti che sono anche molto pazienti, infatti quando non capiamo<br />

qualche cosa non si stancano di rispiegarcela.<br />

Grazie per quello che ci insegnate!<br />

ALLA MIA CARA SCUOLA<br />

Oggi è arrivato il momento di salutare la mia cara scuola, mentre ricordo che alcuni anni fa arrivavo<br />

timidamente, tenuto per mano dalla mia mamma pensando alle nuove cose che avrei conosciuto.<br />

Riconosco con gioiosa gratitudine quanto bene mi ha fatto questa scuola ed il mio cuore ne è<br />

immensamente felice.<br />

Sono grato per l’amore di Dio creatore, per le molte cose belle che ricevo ogni giorno; per aver<br />

imparato dalle suore della Sacra Famiglia a pregare Maria come nostra madre protettrice; per i valori che con affetto<br />

e tenerezza le maestre mi hanno trasmesso ed infine, naturalmente per le conoscenze accademiche e la formazione<br />

data a me e ad ognuno dei miei compagni e amici.<br />

Sono contento di aver raggiunto questa tappa, e la gratitudine va soprattutto ad ogni persona grazie alla quale ho<br />

imparato l’amicizia e il desiderio di conoscenza.<br />

Alla mia scuola i migliori auguri ed i più bei ricordi. Con affetto e amore.<br />

Camilo Andres, estudiante Grado Quinto, Promoción 2012<br />

passaParola:<br />

trasmettere loro l’amore di Cristo, luce e speranza<br />

di ogni uomo.<br />

Due volte alla settimana, insieme ad alcuni<br />

laici della Sacra Famiglia, faccio visita<br />

alle famiglie per rendermi conto della situazione<br />

e animarli a corrispondere con responsabilità<br />

all’aiuto che ricevono i loro figli.<br />

Sono molto contenta di portare avanti questo<br />

servizio perché mi permette di crescere<br />

nell’amore, nel sacrificio e nella pazienza.<br />

Grazie ancora a tutti i benefattori per la vostra<br />

collaborazione, il Signore Gesù ricompensi<br />

la vostra generosità.<br />

hermana Gloria Maria<br />

responsabile del Plan Padrino in Bogotà<br />

Per consolidare l’amicizia<br />

con la famiglia, ma<br />

ancor più per ricambiare<br />

l’amore che Gior gio aveva elargito a tutti coloro che l’a vevano<br />

conosciuto, abbiamo organizzato una piccola bancarella di beneficenza<br />

con oggetti realizzati da volontari (nello specifico soprattutto<br />

angioletti e presepi in scaiola) con l’idea di utilizzare il ricavato per<br />

fare un’adozione a distanza presso la missione<br />

delle suore della Sacra Famiglia. In<br />

verità avevamo venduto tanto da poter iniziare<br />

ben 4 adozioni! Lo stupore del risultato<br />

raggiunto è stato grande e pensavamo<br />

fosse il frutto della commozione del momento.<br />

Era invece il seme di qualcosa di<br />

più grande che stava germogliando nel<br />

cuore di tante persone e che sta continuando<br />

a crescere. Lorella<br />

dell’associzione onlus “Amici di Giorgio”<br />

TESTIMONIANZA DI PARTECIPAZIONE AL PROGETTO PLAN PADRINO


CON GIOIA STO PER RICEVERE IL MIO DIPLOMA<br />

Sono Melkin Sneyder, ho dieci anni e frequento la scuola SAGRADA FAMILIA da 6 anni, infatti<br />

ho iniziato con la scuola materna dove la maestra Liliana mi ha insegnato a leggere e a scrivere.<br />

I miei primi amici sono stati Camilo e Daniel.<br />

Con il passare del tempo ho imparato molte cose che i professori mi hanno insegnato.<br />

Anche se so che avrò nostalgia per gli anni trascorsi qui, ho una gran voglia di ricevere il mio diploma<br />

di quinta e sono sicuro che resterà per sempre nel mio cuore quanto vissuto in questa bella scuola.<br />

Melkyn, estudiante Grado Quinto, Diploma 2012<br />

QUI SI PREGA, SI AMA E SI LAVORA”<br />

Ringrazio il Signore e le suore per l’opportunità che<br />

mi hanno dato di poter appartenere a questa comunità, e<br />

condividere con persone incredibili come lo sono le suore<br />

e gli insegnanti e tutti i collaboratori della scuola SA-<br />

GRADA FAMILIA, l’avventura scolastica. Nella formazione<br />

di tanti bimbi e bimbe ho potuto sperimentare,<br />

giorno dopo giorno, la presenza di Dio, della sua tenerezza<br />

e amore.<br />

Seguendo il motto “QUI SI PREGA, SI AMA E SI<br />

LAVORA” si cerca di costruire un ambiente accogliente<br />

per tutti dove la priorità non è solo il livello di apprendimento<br />

dei bambini, ma l’educazione ai valori umani e<br />

cristiani.<br />

Sono i bambini stessi la motivazione del mio lavoro<br />

nella scuola, lo stimolo a dare sempre il meglio, con la<br />

certezza che ogni seme gettato in queste giovani vite, un<br />

giorno darà frutti buoni per la nostra società, uomini e<br />

donne capaci di costruire un mondo bello per tutti.<br />

Ana Fabiola, segretaria<br />

DIOCESI D DUITAMA-SOGAMOSO<br />

PARROCCHIA SAN GIUSEPPE LAVORATORE<br />

50 ANNI AL SERVIZIO DELLEVANGELIZZAZIONE<br />

La nostra parrochia, una delle più grandi della città, nasce<br />

il 24 settembre 1962 quando era vescovo Monseñor José Joaquín<br />

Flores Hernández. Quest’anno, perciò, la nostra comunità<br />

parrocchiale compie 50 anni.<br />

Abbiamo celebrato questo importante anniversario, in due<br />

modi: primo restaurando parte della chiesa, nella sua facciata<br />

anteriore; poi grazie alla collaborazione di un gruppo di Sacerdoti<br />

Redemptoristi, realizzando una MISSIONE PAR-<br />

ROCCHIALE.<br />

Dal 5 all’11 agosto abbiamo programmato un tempo di<br />

preparazione alla Missione e dal 22<br />

ottobre al 5 novembre la Missione<br />

vera e proria.<br />

<strong>Il</strong> tema scelto per la missione<br />

parrocchiale è stato: VENITE E<br />

VE DRETE LA SALVEZZA DEL<br />

SIGNORE!<br />

VENITE E VEDRETE: esprime<br />

il cammino di fede di ogni uomo;<br />

propone l’evangelizzazione come<br />

testimonianza, come contagio o meglio<br />

come fuoco che si propaga da<br />

uno all’altro. È il mandato ricevuto<br />

come comunità parrocchiale attraverso la Parola di Dio, che<br />

tutti accende della stessa Luce.<br />

VENITE: Gesù ci invita a seguirlo da vicino, a stare con<br />

Lui.<br />

A VEDERE: è l’azione propria dell’occhio, porta del cuore<br />

che permette l’ingresso di ciò che c’è fuori e che anche comunica<br />

quanto portiamo dentro. Lo sguardo è sempre orientato<br />

a ciò che è oggetto del nostro amore.<br />

Per noi suore della Sacra Famiglia la Parrocchia San Giuseppe<br />

lavoratore è il luogo dove il Signore ci ha posto 35 anni<br />

fà, per portare il seme del Suo amore, ed in cui compiere il nostro<br />

cammino nella Chiesa. È il luogo in cui continuiamo a<br />

collaborare nella pastorale mettendo al servizio della Chiesa<br />

il nostro carisma.<br />

Nel giubileo che stiamo celebrando, partecipiamo attivamente<br />

alla liturgia, alle proposte di convivenza con i giovani<br />

che si preparano a ricevere il sacramento della Confermazione<br />

e organizzando alcune celebrazioni eucaristiche in vari<br />

settori della Parrocchia.<br />

Ci sentiamo inviate a portare<br />

la vita nuova in Cristo alla nostra<br />

gente, annnunciando la Grazia<br />

di una vita cristianamente<br />

vissuta, che Dio dona abbondantemente<br />

a tutti i suoi figli.<br />

La vita si rinnova donandola,<br />

mentre si spegne nell’isolamento<br />

e nell’egoismo. Così chi<br />

più gioisce nella vita sono coloro<br />

che lasciano le sicurezze<br />

del mondo e si appassionano al<br />

servizio per gli altri. Viviamo meglio quando siamo liberi di<br />

donare tutto, e si rinnova la nostra vitalità nella misura in cui<br />

si vive per gli altri.<br />

Sono grata al Signore per questa comunità parrocchiale,<br />

auguro di cuore un gioioso giubileo di santità e affido il cammino<br />

di tutti noi all’intercessione del nostro patrono san Giuseppe.<br />

hermana Fany<br />

la Buona Notizia DAL PROGETTO SAGRADA FAMILIA<br />

19


20<br />

COLLEGIO JUAN XXIII: È UNA SFIDA ESSERE DIVERSI<br />

Anche questo è stato un nuovo anno di Grazia e benedizioni<br />

per la nostra famiglia religiosa ed il nostro Collego.<br />

Questa è per noi l’occasione per ringraziare ciascuno degli<br />

amici che dall’<strong>It</strong>alia ha condiviso con amore le proprie risorse<br />

a favore di bambini e giovani<br />

La scelta di un’educazione cristiana è più impegnativa,<br />

eppure le famiglie continuano a scegliere questa opportunità.<br />

Sono più di 500 i ragazzi provenienti per lo più dai quartieri<br />

più provati dalla povertà, dalla violenza e dall’ingiustizia sociale.<br />

Hanno però iniziato a giungere iscrizioni anche da<br />

quartieri più benestanti che apprezzano della nostra scuola<br />

sia il livello accademico che lo stile educativo che ha una particolare<br />

attenzione alla formazone morale e spirituale.<br />

Grande dono di Dio sono tutto il personale del Collegio,<br />

l’impegno, l’amore, la generosità, la preparazione e la grinta<br />

con cui ciascuno cerca di vivere lo spirito educativo in cui la<br />

scuola è cresciuta in questi anni.<br />

I risultati li possiamo leggere nei volti dei genitori e ancor<br />

prima dei ragazzi che si sentono valorizzati come persone e<br />

per ogni loro qualità umana.<br />

Abbiamo celebrato tra gli altri il GIORNO DELLA FA-<br />

MIGLIA; il COMPLEANNO DELLA SCUOLA, occasioni<br />

per vivere l’accoglienza di tanti genitori, di condivisione tra<br />

ragazzi, docenti e famigliari. In queste giornate esplode la<br />

creatività dei giovani ed è meraviglioso poter constatare il<br />

crescere di cose belle in mezzo ad un mondo tanto imbruttito<br />

da guerre, morte e male… I giovani mostrano un gran desiderio<br />

di vivere e vivere bene!<br />

Nella settimana dall’1 al 5 ottobre, abbiamo<br />

vissuto in Cartago, la Settimana<br />

della Gioventù Francescana.<br />

È stata una gran bella esperienza che ci<br />

ha permesso di avvicinare tanti giovani alla<br />

spiritulità francesca na.<br />

Questo è il più grande frutto del nostro lavoro edu -<br />

cativo.<br />

Grazie alla collaborazione con l’università SENA, stiamo<br />

continuando a promuovere una formazione IMPRENDITO-<br />

RIALE, cercando di anticipare la formazione professionale<br />

dei ragazzi fornendo loro alcuni percorsi di acquisizione di<br />

competenze, ricercate in campo lavorativo.<br />

<strong>Il</strong> 26 ottobre la nostra scuola parteciperà ad una “fiera”<br />

in cui sono presenti diverse scuole professionali riconosciute<br />

in città. I nostri giovani del 10º e 11º anno allestiranno alcuni<br />

laboratori e sarà per loro un’ulteriore opportunità per<br />

far conoscere il livello artistico e culturale acquisito in questa<br />

scuola.<br />

Abbiamo ancora tanti progetti per migliorare la formazione<br />

dei nostri allievi, come per esempio l’apertura di laboratori<br />

di meccanica, elettronica e falegnameria, affinché più giovani<br />

possano specializzarsi nel settore che potrebbe dar loro maggiori<br />

opportunità lavorative.<br />

Per ora seguiamo laboratori di artigianato e di informatica,<br />

ma dobbiamo migliorarci nelle strategie di esposizione e vendita.<br />

Siamo certi che questa scuola è opera di Dio, e solo per<br />

sua Grazia abbiamo potuto crescere tanto.<br />

Desideriamo ringraziare tutte quelle persone che in<br />

modi diversi hanno sostenuto il Collegio GIOVANNI<br />

XXIII attraverso il PROGETTO CORDATA, uomini e<br />

donne di buon cuore che continuano a credere in bimbi e<br />

giovani e nel loro futuro.<br />

<strong>Il</strong> Signore vi colmi di benedizioni.<br />

hermana Mireya<br />

LA GIOIA DI ESSERE FRANCESCANE<br />

È stato bello collaborare con le<br />

suore francescane di Maria Immacolata,<br />

con i fran cescani di san Paolo e<br />

alcune fraternità di laici con i quali abbiamo<br />

vissuto giorno per giorno<br />

questo tempo e toccato con mano la<br />

provvidenza, l’amore e la tenerezza<br />

del Signore.<br />

I giovani di varie scuole e associazioni<br />

della città, hanno partecipato<br />

alle gare sportive, al<br />

concerto e alla grigliata organizzati...<br />

tutto in stile francescano!!!<br />

Siamo molto felici di appartenere<br />

alla grande famiglia francescana, e<br />

grate al Signore di condividere<br />

questa esperienza con un nutrito<br />

gruppo di giovani. La nostra gratitudine<br />

anche per questi giovani per il loro entusiasmo<br />

e vitalità; per aver accolto<br />

Gesù nella loro v ita e per aver aderito a<br />

questa iniziativa di maggior conoscenza di<br />

San Francesco di Assisi.<br />

La comunità delle suore<br />

della Sacra Famiglia in Cartago<br />

CENTRO EDUCATIVO “SONRIE AL FUTURO”: una esperienza ok<br />

Appartenere al gruppo di insegnanti del<br />

centro educativo SORRIDI AL FUTURO,<br />

delle suore della Sacra Famiglia, come<br />

maestra, è un’esperienza meravigliosa, e<br />

mi appassiona molto accompagnare questi<br />

bambini nel loro cammino di crescita,<br />

offrendo loro le mie conoscenze. Ragazzi<br />

che stanno ora ini ziando ad incontrare il<br />

mondo! Quando al Centro Educativo co-<br />

mincia il tempo dei compiti, guardiamo<br />

insieme il lavoro da fare, affrontiamo i<br />

dubbi e le incomprensioni e naturalmente<br />

la precedenza va ai bambini più in difficoltà.<br />

Si cerca poi di far esercitare i bambini<br />

nelle materie dove fanno più fatica.<br />

Quando non ci sono compiti da fare, ci<br />

si sbizzarrisce in attività artistiche, come<br />

dipingere, suonare o danzare.<br />

In periodi particolari come la “settimana<br />

della cultura” si fanno tornei, si<br />

guardano film.<br />

Ogni martedì viviamo un momento di<br />

catechesi scoprendo insieme quanto è importante<br />

Dio nella nostra vita, educandoci<br />

tra gli altri ai valori del rispetto, della tolleranza<br />

e alla responsabilità.<br />

Yenny Paola<br />

passaParola: la Buona Notizia DAL PROGETTO CORDATA E SORRIDI AL FUTURO


UNA MISSIONE CHE GUARDA VERSO IL FUTURO<br />

Mi chiamo CARMENZA GUTIER-<br />

REZ, seguo i bambini ed i giovani al<br />

Centro Educativo<br />

SONRIE<br />

AL FUTURO,<br />

delle suore francescane<br />

della Sa -<br />

cra Famiglia in<br />

Villavicencio.<br />

<strong>Il</strong> servizio che<br />

svolge il Centro<br />

Educativo in<br />

que sto quartiere<br />

è molto prezioso,<br />

i bambini che<br />

fre quentano il<br />

Cen tro infatti necessi<br />

tano sicuramente di un sostegno scolastico<br />

ma molto più di orientamenti<br />

spirituali; di valori e di affetto. Mi sento<br />

utile in questo servizio nel piccolo contributo<br />

che<br />

pos so dare<br />

per la formazione<br />

dei nostri<br />

giovani.<br />

Mi alleno<br />

nella capacità<br />

di ascol -<br />

to per comprendere<br />

o -<br />

gni persona<br />

che Dio mi ha<br />

messo accanto<br />

proprio<br />

per pren derme<br />

ne cura. Sento il peso della responsabilità<br />

della formazione dei bimbi e dei<br />

la Buona Notizia DAL MOZAMBICO<br />

giovani, spesso incostanti o fortemente<br />

provati dalle situazioni famigliari ma<br />

condivido con le suore e gli altri laici la<br />

passione e la gioia per questo servizio<br />

educativo.<br />

Sono grata per la fiducia che le suore<br />

ripongono in me dandomi questa opportunità<br />

di lavoro e desidero continuare a<br />

fare del mio meglio.<br />

Anche a nome delle famiglie di tanti<br />

giovani che vengono al Centro, vorrei dire<br />

grazie alle suore e a tutti i benefattori!<br />

MOLTE GRAZIE! Dio ricompensi e<br />

benedica questa presenza nel nostro quartiere<br />

che promuove la formazione umana<br />

ed il sostegno scolastico dei nostri bambini.<br />

Muchas gracias, Dios los bendiga!<br />

Carmenza<br />

LA BUONA NOTIZIA CI PRECEDE IN MOZAMBICO<br />

<strong>Il</strong> Mozambico ha avuto i primi contatti con il cristianesimo<br />

a partire dalla metà del XV secolo. Nel secolo successivo i Gesuiti<br />

diedero all’evangelizzazione un’impronta più sistematica,<br />

che però prese un impulso decisivo solo nel 1940, dopo il Concordato<br />

e l’Accordo Missionario firmati tra il Governo Portoghese<br />

e la Santa Sede, anche se la Chiesa fu costretta ad<br />

accettare diversi condizionamenti imposti dal Portogallo. Per<br />

il Portogallo, l’evangelizzazione doveva essere soprattutto al<br />

servizio degli interessi del potere e della dominazione portoghese<br />

oltremare. Per i missionari, invece, quello che importava<br />

era che Cristo fosse annunciato.<br />

Lo sforzo dei missionari pian piano cominciò a dare i suoi frutti.<br />

Le comunità cristiane a poco a poco aumentarono di numero; le<br />

scuole cattoliche crebbero e, anche il servizio sanitario cominciò<br />

ad essere instaurato nelle Missioni.<br />

Nel 1964 scoppiò la guerra per l’indipendenza contro il governo<br />

coloniale portoghese, portata avanti dal movimento nazionale<br />

Fronte di Liberazione del Mozambico (FRELIMO). La guerra<br />

divenne insostenibile e le stesse truppe portoghesi organizzarono<br />

in Portogallo un colpo di stato, al fine di obbligare<br />

il governo ad abbandonare la guerra nei territori<br />

colonizzati. E così avvenne.<br />

Nel 1975 fu dichiarata l’indipendenza del<br />

Mozambico che ha costituito una nuova stagione<br />

per la Chiesa, una Chiesa locale più matura<br />

e più cosciente delle sue responsabilità.<br />

<strong>Il</strong> nuovo governo, presieduto dal FRELIMO<br />

adottò il sistema marxista-leninista ed il sistema<br />

maoista cinese. <strong>Il</strong> risultato furono: la persecuzione<br />

contro la Chiesa e contro le altre religioni; l’espulsione<br />

di molti missionari; l’imprigionamento di<br />

sacerdoti locali e missionari stranieri e l’uccisione<br />

di alcuni di loro; il sequestro dei beni della Chiesa;<br />

il congelamento dei conti bancari della Chiesa; la proibizione di<br />

fare apostolato fuori delle città senza il permesso delle autorità governative;<br />

la nazionalizzazione dell’insegnamento e della sanità; la<br />

proibizione di praticare la religione per chi avesse delle cariche<br />

nel governo o nel partito; l’allestimento di campi di concentramento<br />

e di lavori forzati per coloro che erano considerati oppositori<br />

del regime; dichiarazione della separazione tra Chiesa e Stato.<br />

NEL PAESE CREBBE UN CLIMA DI VERA DITTA-<br />

TURA; IN TUTTI I CITTADINI S’INSTAURÒ LA PAURA.<br />

La Chiesa Cattolica era particolarmente presa di mira, poiché si diceva<br />

che essa si fosse trovata in passato a collaborare col governo<br />

coloniale e a ricevere da esso dei privilegi, a differenza delle altre<br />

religioni. La tensione fece scoppiare un’altra guerra, la guerra civile<br />

questa volta. Si trovarono a combattere, per 16 anni, le truppe<br />

governative ed il movimento ribelle e di guerriglia, che prese il<br />

nome di Resistenza Nazionale del Mozambico (RENAMO).<br />

Grazie all’intervento della Conferenza Episcopale del Mozambico<br />

e del Governo <strong>It</strong>aliano per l’interessamento della Comunità<br />

di Sant’Egidio, il 4 OTTOBRE 1992 è stato firmato a<br />

Roma l’accordo di pace tra i due contendenti: il Frelimo, partito<br />

al Governo, e la Renamo, che conduceva la guerriglia. Da<br />

quel giorno le armi hanno taciuto e, caso più unico che raro, la<br />

pace, a distanza di venti anni, regna ancora in Mozambico.<br />

Oggi possiamo rilevare CIRCA LO STATO DELLA CHIE -<br />

SA LOCALE, una serie di aspetti positivi: partecipazione sempre<br />

più consapevole e attiva dei fedeli alle celebrazioni liturgiche,<br />

alla vita sacramentale, all’esercizio dei diversi ministeri laicali.<br />

Ne sono prova le migliaia di battesimi celebrati lungo l’anno in<br />

tutte le diocesi e l’aumento dei matrimoni cattolici. Anche l’attività<br />

catechistica è intensa e vivace, ed i frutti si vedono nella celebrazione<br />

dei battesimi, delle cresime, delle prime Comunioni…<br />

Tra le preoccupazio ni ancora<br />

pressanti: la caren za di<br />

operatori pastorali preparati ed<br />

impegnati per la prima evangelizzazione,<br />

che sarebbe ancora<br />

più difficile senza la<br />

presenza dei missionari, e la<br />

povertà della Chiesa, che si<br />

traduce nella manzanza di luoghi<br />

di culto e di altri mezzi di<br />

apostolato.<br />

Guardando al la vita sociale:<br />

l’espandersi della rete<br />

scolastica, dei centri sanitari,<br />

della rete dell’energia elettrica, e l’impegno dello Stato per migliorare<br />

le vie di comunicazione, la vita nelle città, i servizi pubblici…<br />

Mentre tra gli aspetti preoccupanti: alcune zone<br />

dominate dalla fame e dalla mancanza di acqua, soprattutto potabile;<br />

il basso livello di qualità dell’insegnamento, soprattutto per<br />

la scuola secondaria; la deforestazione; malattie come la malaria<br />

e l’Aids che nonostante i progressi continuano ad uccidere; l’abbandono<br />

delle coltivazioni dei prodotti di largo consumo a favore<br />

di quelle ad alto rendimento; il traffico di esseri umani e di organi,<br />

denunciato dalla Chiesa già nel 2004; il banditismo; la tendenza<br />

che si va affermando verso il mono partitismo. Ma siamo certe che<br />

Dio non abbandona i suoi figli!<br />

21


Charre, 16 agosto 2012. Ho sempre<br />

avuto un debole per la musica ed il<br />

canto… l’ho coltivata imparando a suonare<br />

alcuni strumenti, ma il canto corale è<br />

quello che mi appassiona di piu. Venendo<br />

in Africa pensavo impossibile questa<br />

realtà per me… invece qui ho trovato<br />

una tradizione e un amore grande per il<br />

canto e che canto!!!<br />

Quest’anno la nostra Diocesi di Tete<br />

festeggia i suoi primi 50 anni di nascita<br />

(ANNO GIUBILARE) ed il Vescovo<br />

Dom Iñacio ha promosso alcune iniziative<br />

soprattutto giovanili: un campionato di<br />

calcio e un concorso di cori. Immaginate<br />

voi, cosa abbiamo scelto noi di<br />

Charre? La gara canora naturalmente!<br />

Mi sono data da fare per scrivere il<br />

testo adatto per celebrare il giubileo della<br />

Diocesi di Tete, poi l’ho musicato ed ho<br />

raccolto i giovani delle due parrocchie, Inhangoma<br />

e Charre, per formare un coro.<br />

Sono suor Esperanza e<br />

da quattro mesi sono arrivata<br />

in <strong>It</strong>alia per prepararmi<br />

alla missione in<br />

Mozambico. Questo tem -<br />

po trascorso in <strong>It</strong>alia è<br />

stato una benedizione e mi<br />

ha rinforzato fisicamente e<br />

spiritualmente.<br />

Ho potuto visitare tutte<br />

le nostre fraternità ed incontrare<br />

tutte le consorelle<br />

da cui mi sono sentita accolta.<br />

Ciascuna a proprio<br />

modo mi ha co municato<br />

affetto e vicinanza lasciandomi con una parola, un ricordo,<br />

una preghiera, uno sguardo di accompagnamento.<br />

Ho visitato alcuni santuari francescani; ho ripercorso e pregato<br />

nel mu seo e nella cappella della nostra fon datrice cercando<br />

di far risuonare in me il carisma della nostra famiglia<br />

religiosa per questa nuova “chiamata”. Ho anche avuto la grazia<br />

di vivere la settimana di esercizi spirituali a Reggio Emilia,<br />

in ascolto della Parola di Dio che mi ama così come sono e mi<br />

chiede di lasciarmi custodire sempre più da Lui.<br />

22<br />

Non è solo...<br />

“tanto per cantare?”<br />

Nel mese di agosto ho fatto varie<br />

prove con i gruppi separati e a partire<br />

dall’inizio di settembre cominceremo a<br />

unire le voci in un unico coro, pronti<br />

per domenica 30 settembre.<br />

Ai giovani la cosa sta piacendo molto<br />

e sinceramente anche a me e ogni volta<br />

piccoli consigli e modifiche rendono il<br />

canto più bello e piacevole da ascoltare.<br />

Le diverse voci, i timbri e i colori, addirittura<br />

anche le diverse espressioni<br />

degli occhi delle persone mentre cantano,<br />

uniti al suono di uno strumento, sono sfumature<br />

di Armonia: la voce sale a Dio,<br />

mentre il cuore si apre e canta di gioia,<br />

un equilibrio quasi perfetto tra spirito,<br />

anima e corpo, che fa della creatura quasi<br />

un essere celestiale.<br />

Noi ce la mettiamo tutta per vincere, ma<br />

se anche non vinceremo in Diocesi, a vre mo<br />

vinto ugualmente perché saremo riusciti a<br />

realizzare un unica iniziativa giovanile tra<br />

le due parrocchie. Poi col tempo... chissà!?<br />

suor Claudia<br />

Charre, ottobre 2012. Siamo arrivati<br />

quin ti su 8, grande risultato, stiamo<br />

già scaldando le ugole per la prossima<br />

occasione!!!<br />

!DE COLOMBIA A ITALIA Y DE ITALIA A MOZAMBICO!<br />

Per prepararmi in modo più specifico per la missione, sono<br />

stata un mese a Verona insieme ad altre persone che sarebbero<br />

partite per una esperienza di missione. Un’esperienza<br />

che mi ha arricchito molto, mi ha insegnato cose nuove e mi<br />

ha offerto diverse occasioni di riflessione.<br />

Per vivere la missione non è indispensabile viaggiare,<br />

perché siamo missionari lì dove il Signore ci sta chiamando,<br />

missionari più che nel fare nell’essere. “È sedersi<br />

dove la gente si ferma, e desiderare per ciascuno l’incontro<br />

con il Signore”.<br />

Parto per il Mozambico con molto entusiasmo e fiducia in<br />

Dio, desiderosa di dare il meglio di me, di imparare e ascoltare<br />

la voce di Dio che non manca di parlarmi.<br />

È per me una seconda chiamata ad un Sì più radicale, di<br />

maggior morte a me stessa, alle mie abitudini, idee, progetti;<br />

a lasciare tante sicurezze e affetti, certa dell’incontro<br />

con Gesù che mi attende sul sentiero che oggi apre per me.<br />

Sento un po’ la fatica di lasciare mia mamma che è anziana<br />

ed il vuoto della recente morte di padre Ennio Cavazzini che<br />

per diverso tempo mi è stato guida spirituale. Ho qualche timore<br />

di come reagirò alle nuove situazioni che incontrerò,<br />

ma la certezza del sostegno dell’affetto e della preghiera di<br />

tante persone.<br />

suor Esperanza<br />

PER INCONTRARE LA “TERRA” TANTO AMATA DA padre BRUNO<br />

A maggio sono stata in una Missione del<br />

Mozambico gestita dalle suore della Sacra<br />

Famiglia e dai Padri Saveriani. Ciò che mi<br />

ha portato a fare questo viaggio è stata in<br />

particolar modo la scomparsa improvvisa<br />

del mio prozio P. Bruno Boschetti, Missio-<br />

nario Saveriano, che ha amato tanto quella<br />

terra. Ho incontrato i Padri, persone straordinarie,<br />

che donano tutta la loro vita a<br />

Dio e agli ultimi con grande generosità e<br />

premura. Così anche le suore con le quali<br />

ho intrapreso il viaggio ed ho condiviso questa<br />

esperienza,<br />

si impegnano a<br />

portare avanti<br />

progetti come<br />

la donazione di<br />

latte in polvere<br />

a neonati orfani<br />

o il sostentamento<br />

e la<br />

formazio ne u -<br />

ma na di circa venti ragazze che frequentano<br />

la scuola della Missione. Grazie ai<br />

padri e alle suore la mia esperienza è risultata<br />

positiva nonostante la difficoltà non di<br />

poco conto della non conscenza della lingua<br />

che rendeva molto difficile la comunicazione<br />

con la gente del posto. <strong>Il</strong> Mo zambico<br />

è una terra molto povera e vivendoci,<br />

anche solo per un mese, sembra gridarti<br />

aiuto. Sono contenta di aver potuto<br />

fare questa esperienza che mi piacerebbe<br />

anche ripetere, magari dopo avere imparato<br />

un po’ la lingua. Credo sia stata un’opportunità<br />

datami da Dio per capire la mia vocazione<br />

ed essere sempre pronta in ogni<br />

luogo a servire. Sofia<br />

passaParola: la Buona Notizia DAL MOZAMBICO


Se hai un SOSTEGNO A DISTANZA,<br />

per l’anno scolastico 2012-2013<br />

LE QUOTE DA RINNOVARE SONO<br />

Scuola materna ed elementare (Primaria) € 260,00<br />

Scuola media e superiore (Bachillerato) € 360,00<br />

Università € 440,00<br />

da versare su:<br />

•c/c bancario presso Unicredit Banca<br />

Coord. Banc. IT19 C020 0823 9070 0001 0710 306<br />

•c/c postale n.76648682<br />

M a r i o R o s s i<br />

9 0 0 5 0 5 1 0 4 0 4<br />

Ringraziamo i 209 amici che nell’anno finanziario<br />

2009 hanno destinato il loro 5x1000 a nostro<br />

favore.<br />

L’Agenzia delle Entrate ci ha bonificato ben<br />

€ 5.702,16 nel settembre dello scorso anno.<br />

la Buona Notizia nel mondo<br />

PER SOSTENERE CON UN’OFFERTA<br />

uno dei PROGETTI,<br />

in Colombia o in Mozambico<br />

puoi utilizzare le stesse modalità di pagamento.<br />

I c/c vanno intestati a:<br />

Associazione di promozione sociale<br />

“<strong>Il</strong> Pellicano”<br />

specificando nella causale del versamento il nome<br />

del progetto che vuoi sostenere o il co dice<br />

corrispondente al nome del bambino adottato<br />

agli studi.<br />

Per poter utilizzare le agevolazioni fiscali relative alle erogazioni liberali<br />

a favore delle associazioni di promozione sociale si consiglia di unire la<br />

ricevuta del versamento alla dichiarazione che verrà spedita ad inizio<br />

anno. Si ricorda che la suddetta dichiarazione deve contenere il codice<br />

fiscale di chi effettua il versamento, per cui si invitano coloro che non<br />

lo avessero ancora fatto, a comunicare il proprio codice fiscale.<br />

Per informazioni e comunicazioni varie,<br />

suor Maria Chiara Mondardini<br />

è disponibile all’indirizzo di posta elettronica<br />

missioni@suoresacrafamiglia.it<br />

o telefonicamente<br />

il lunedì e il venerdì dalle 15 alle 18<br />

e dalle 19,30 alle 21 al numero 327 2219060<br />

I BAMBINI E RAGAZZI CHE SOSTENETE NELLO STUDIO<br />

ATTENDONO UNA VOSTRA COMUNICAZIONE!<br />

CONTATTACI PER RECAPITARE LA TUA POSTA!<br />

730 - UNICO - CUD<br />

Scegli di destinare il tuo 5x1000 a favore dell’Associazione<br />

“<strong>Il</strong> Pellicano” operando come sotto specificato<br />

IL PELLICANO<br />

Ass.ne di Promozione Sociale<br />

www.ilcantiere411.com<br />

<strong>Il</strong> vostro aiuto è stato molto apprezzato e ci ha<br />

consentito di garantire la presenza stabile di<br />

un educatore al “Cantiere 411”. Grazie ancora!<br />

Contiamo anche quest’anno sulla vostra<br />

generosità!<br />

23


... e il Signore benedica:...<br />

... tutte quelle persone che in occasione<br />

di compleanni, Battesimi, prime Comunioni, Cresime, Matrimoni, funerali...<br />

hanno sostenuto uno dei progetti di solidarietà e contribuito a farlo crescere!!!!<br />

... a Chiara e Vittorio - Chiara B. - Valentina del “Cantiere” - Elena e Andrea<br />

Alessandro e Chiara - Mara - Annalia - Roberta - Wilma - Giancarlo - Mara<br />

Monica - Francesco - Elisa e Francesco “perugino” - Silvia da Modigliana<br />

Francesca V. - Francesco Z. e la “squadra del Corriere Cesenate”<br />

Marco e Alice della “Stilgraf delle meraviglie®”...<br />

… che continuano a donare con generosità, tempo,<br />

fantasia e competenza per coordinare al meglio le iniziative missionarie.<br />

SITI INTERESSANTI PER UNO SGUARDO un po’ più APERTO SUL MONDO<br />

www.missioitalia.it www.chiesacattolica.it www.altromercato.it/it<br />

www.emi.it www.gruppoabele.org www.siticattolici.it<br />

www.misna.org www.paxchristi.it www.pime.org<br />

www.qumran2.net www.justpax.it/ita/home_ita.html<br />

24<br />

PENSANDO MISSIONE<br />

Incontri per approfondire la conoscenza della<br />

realtà MISSIONARIA in Mozambico e in<br />

Colombia, anche in vista di un’eventuale<br />

esperienza di volontariato.<br />

suor Marta 0543 960789<br />

suor Chiara 0541 621138<br />

BUUONAA N NOTTIIZIAA PE ER TUTTI:<br />

DIIOO èè CON N NO OII!<br />

AMAR<br />

Appuntamento Missionario Annuale per Ragazzi<br />

dalla 3ª elementare alla 2ª media: un pomeriggio<br />

di gioco e testimonianze sull’ESSERE MISSIONARI<br />

SSABAATTOO 2255 MMAAGGIOO 200133 - dalle 15 alle 18<br />

AMA<br />

Appuntamento Missionario Annuale<br />

Testimonianze, progetti, formazione,<br />

Mercatino Missionario...<br />

DOOMMENNIICCAA 113 OOTTTOBRE 2013 - dalle 15,30<br />

Mio Dio, mio Dio Bambino povero come l’amore<br />

piccolo come un piccolo d’uomo<br />

umile come la paglia dove sei nato.<br />

Mio piccolo Dio<br />

che impari a vivere questa nostra stessa vita<br />

che domandi attenzione e protezione<br />

che hai ansia di luce<br />

mio Dio incapace di difenderti<br />

e di aggredire e di fare del male<br />

mio Dio che vivi soltanto se sei amato<br />

che altro non sai fare che amare e domandare amore,<br />

INSEGNAMI CHE NON C’È ALTRO SENSO<br />

non c’è altro destino<br />

CHE DIVENTARE COME TE<br />

carne intrisa di cielo, sillaba di Dio,<br />

come Te, che cingi per sempre in un abbraccio<br />

l’amarezza di ogni tua creatura malata di solitudine!<br />

Ermes Ronchi<br />

passaParola: la Buona Notizia nel mondo<br />

Agenzia Cesena Malatesta<br />

Daniele, Ivan e Oreste Lungarini<br />

Via Piave 135, Cesena - Tel. 0547 27059

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