Aiutare - Caritas Diözese Bozen-Brixen

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espirava ancora quando il suo uomo scappò barcollando di casa.

Rosaria e Vitorio avevano assistito alla scena nascosti sotto al letto,

tremando e piangendo in silenzio per ogni urlo della mamma. Le

preghiere dei due bambini purtroppo non servirono a nulla: Amalia

morì senza nemmeno riaprire gli occhi per vedere i suoi bambini

un’ultima volta.

La baracca della nonna non è molto distante dalla casa in cui i

bambini vivevano con la mamma. Pareti di legno e un tetto costruito

alla bell’e meglio con pezzi di lamiera. Una sola stanza: vi si cucina,

mangia e dorme. Il pavimento è fatto con assi di legno. Di notte

Rosaria, Vitório e la nonna si stringono e dormono sulle coperte

colorate distese per terra. Durante il giorno i due piccoli rimangono

da soli. La nonna deve provvedere al pranzo e alla cena, nonostante

la sua età avanzata e il suo precario stato di salute: sta piegata tutto

il giorno sui campi di cipolle a estirpare le erbacce dalle colture. La

paga è bassa ma la famiglia deve mettere qualcosa sotto i denti e

allora nonna Maria si fa forza e tira avanti senza lamentarsi, tanto più

che il lavoro in agricoltura è uno dei pochi possibili a Taquaratinga.

I 56.000 abitanti della cittadina brasiliana sono discendenti degli

immigrati italiani, spagnoli, portoghesi, asiatici e degli schiavi africani.

L’agricoltura è l’unica fiorente attività economica di Taquaratinga:

piantagioni di canna da zucchero, di limoni, pompelmi e arance,

caffè e campi di altri ortaggi sono caratteristici della regione. Durante

la semina e la raccolta gli abitanti della zona hanno la possibilità

I bambini del centro “S. Giovanni

Bosco” mangiano a sazietà.

A Taquaratinga molte famiglie

non raggiungono l’indipendenza

economica.

La maggior parte dei bambini

del centro ha solo uno dei due

genitori o vive con i nonni che

però non si possono occupare

di loro perché devono lavorare.

di lavorare mentre il resto dell’anno si mantengono a galla svolgendo

lavoretti artigianali e piccoli commerci. Anche Maria, arrabattandosi,

riesce a lavorare quasi tutto l’anno. E’ stimata e apprezzata dai padroni

– una famiglia molto nota di latifondisti - e dai “caporali” per

la sua esperienza e dedizione. Ma la sua famiglia resta poverissima

come quasi tutte quelle che vivono a Taquaratinga. In media, una

famiglia di quattro o cinque persone ha a disposizione un reddito

che varia da 100 fino a 250 euro al mese. I servizi della città sono in

uno stato disastroso: esistono un paio di ambulatori in cui mancano

di frequente le medicine necessarie, le bende e i vaccini. Sono pochi

anche i medici e gli infermieri e i reparti di pronto soccorso degli

ospedali sono sempre sovraffollati. Molti pazienti muoiono senza

essere nemmeno stati visitati da un dottore. A causa delle pessime

condizioni di lavoro nelle piantagioni di canna da zucchero, dove è

persino difficile respirare per il fumo e la polvere, sono molte le persone

che si ammalano di bronchite e infezioni ai polmoni. Il tifo e le

infezioni batteriche si diffondono facilmente.

Anche Rosario e Vitório si ammalano spesso. Non di rado succede

che la nonna trovi uno dei due bambini in un bagno di sudore, con

febbre altissima e brividi per il freddo, sotto alle coperte, quando lei

a sera fa ritorno a casa. Questa è una delle ragioni per cui le costa

così tanto continuare a lavorare e lasciare soli i nipoti. I piccoli sono

ancora traumatizzati dalla morte della mamma. Non hanno mai parlato

di ciò che è successo quella notte in cui Amalia venne ammaz-

Foto Suore Francescane della Penitenza

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