Ottobre 2010 - Senago Informazioni

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Ottobre 2010 - Senago Informazioni

Ottobre 2010

dal Consiglio

Comunale:

sensazioni e cronaca

pag. 6

Periodico di vita cittadina fondato dall’Arch. Giancarlo Mantica

Tiratura 10.000 copie

distribuite gratuitamente a tutte le famiglie e alle imprese di Senago

A che punto

siamo con la vasca

di laminazione?

pag. 10

Presentata la

XII edizione del

premio poesia

Mario Mambretti

pag. 12

Fuori dal coro:

Adro e i simboli

padani...

pag. 15


Editoriale

La questione dei rifi uti in Campania è tornata

alla ribalta nelle cronache di questi giorni. Il

Sindaco di Boscoreale, uno dei paesi coinvolti

più da vicino, in una intervista televisiva ha

dichiarato “attendiamo con fi ducia la venuta del

Premier che possa risolvere il problema”. Un tempo

eravamo abituati a sentir parlare di clima di “avvento”

solo in termini religiosi. La fi ducia riposta in una

sola fi gura è qualcosa che si addice più al trascendente

che al reale. A maggior ragione in politica,

in particolare per popoli organizzati politicamente

in democrazie a suffragio universale, con elezione

diretta dei rappresentanti, lontani da dittature che

fanno capo ad un solo personaggio al comando.

Tanti anni di berlusconismo hanno prodotto anche

questo: una mitomania contagiosa in grado di enfatizzare

una sorta di onnipotenza di un uomo che

sospinto da mezzi economici smisurati può tutto.

Il populismo spregiudicato, sorretto da strumenti

mediatici complici e tremendamente effi caci, ha

rispolverato negli anni la necessità mai spenta di

un popolo di affi darsi periodicamente al “salvatore”

in grado di risollevare un Paese, garantirne il benessere,

risolverne i problemi. Questa necessità è

radicata e rischia di non sopirsi neppure al cospetto

di vicende che nel Palazzo vanno nella chiara

direzione di una crisi della leadership del Premier,

Sin dal 1255 è segnalata in località “Senagelli de Senago

(Senaghino) una chiesetta chiamata di “S. Maria

Humiliatorum” di proprietà degli Umiliati (ordine

spirituale composto sia da chierici che da laici uniti

nell’ideale di povertà). Questa presenza è confermata

anche nel Liber Notitie Sanctorum Mediolani di Goffredo

da Bussero del 1289. Scomparso da Senago

l’ordine degli Umiliati (poi defi nitivamente soppresso da

Carlo Borromeo), nel 1466 la chiesa intitolata a S. Maria

Santissima di Senaghino risultava possedere il titolo di

chiesa parrocchiale di Senago.

Alcuni interessanti dati storici si riscontrano dagli atti

della visita dell’Arcivescovo Carlo Borromeo nel luglio

del 1573. La popolazione ammontava allora a circa 600

persone di cui 360 “da comunione” ovvero di età inferiore

ai 14 anni. La chiesa parrocchiale, denominata di

S. Maria Assunta, viene defi nita “angusta ma con un bel

ciborio. L’altare maggiore è decentemente conservato,

mentre i sepolcri all’interno della chiesa sono indecenti;

la casa parrocchiale si trova dalla parte meridionale della

chiesa e il cimitero è situato nella piazza antistante”.

In una visita del 1613 di Federico Borromeo, la parrocchiale

veniva considerata decisamente troppo angusta

per contenere tutta la popolazione che era aumentata

a 820 abitanti (100 nuclei familiari). Ma fu solo nel 1763,

In copertina: Chiesa Beata Vergine Assunta di Senaghino

2 Ottobre 2010

Cosa resterà?

La Destra alla resa dei conti, l’Italia alla conta dei fatti

di Nicola Di Lernia

abbandonato di recente dal suo braccio destro,

Presidente della Camera, accortosi dopo soli quindici

anni che l’alleato tanto amato non ama coltivare

principi democratici né costituzionali. La crisi del

Centrodestra è dunque lo specchio di un’implosione

inattesa quanto prevedibile, quando l’impostazione

padronale pian piano ha iniziato a minare il

patrimonio ideale della destra italiana stessa, oltre

che il senso istituzionale patrimonio ideale della

politica italiana costituito dal dopoguerra in poi.

La sensazione è che si stia consumando un’epoca.

Non che non ci saranno più governi di destra,

né che non rimanga un’eredità, raccolta da altri,

con altre caratteristiche e storia. Senza escludere

che non ci saranno altri “salvatori” in futuro.

Ma cosa ci resterà del berlusconismo? Perché il

berlusconismo non lascerà solo interventi precisi

e concreti come le leggi ad personam, il confl itto

di interessi, le barzellette, le corna di Bruxelles, la

cricca del G8, le escort a Palazzo Grazioli, il partito

dell’amore, lo scudo fi scale in protezione di capitali

sottratti al fi sco e investiti all’estero, il disfacimento

della scuola pubblica e dello stato sociale, una

legge elettorale defi nita “porcata” da chi l’ha creata,

la depenalizzazione del falso in bilancio, la salva

Previti, il lodo Alfano, la compravendita dei parlamentare,

i numerosi condoni edilizi e quant’altro.

Chiesa Beata Vergine Assunta in Senaghino

la storia

quando la popolazione era di 1046 anime, che fu approvato

il progetto di ristrutturazione. Prevedeva l’ampliamento

a tre navate, la salvaguardia della facciata,

del presbiterio, del coro e del campanile. I lavori proseguirono

per parecchi anni non senza qualche diffi coltà

come ad esempio l’intransigenza del proprietario del

terreno (tal Carlo Brioschi) su cui si doveva costruire la

navata settentrionale. Nel 1862 su progetto dell’ing. G.

Ticozzi furono allungate le tre navate (quella centrale di

oltre 10 metri, quelle laterali di 7 metri) e rifatta la facciata.

I lavori furono appaltati ad Antonio Dotti e comportarono

una spesa di undicimila lire. Nell’estate del 1901

divenne parroco di Senago don Ambrogio Rocca che

da subito caldeggiò l’idea di costruire un’altra chiesa

parrocchiale, più grande e in posizione più centrale dal

momento che il nucleo abitativo si era spostato verso

Nord tra il bivio per Garbagnate e la chiesa sussidiaria

di San Bernardo. Nel 1908 iniziarono così i lavori della

nuova parrocchiale. Nel 1947, dopo la guerra la chiesa

di Senaghino risultava essere ridotta a magazzino e

gravemente danneggiata. Dieci anni fa iniziarono lavori

di restauro che hanno pienamente restituito alla città

questo bene storico. Di particolare interesse l’affresco

della “Madonna con bambino” della scuola di Bernardino

Luini e il ciborio settecentesco.

Lascerà le ferite inferte al modo di fare e vedere la

politica, alla credibilità della stessa, da sempre in

bilico e circondata da scetticismo.

Ciò che ci sarà da ricostruire, forse ancora prima

nella stessa destra italiana, in questo periodo alla

resa dei conti, che nella politica in generale, è la

dialettica democratica vera, la distinzione rigorosa

tra pubblico e privato, un ritrovato senso civico, un

distacco dal qualunquismo. Il recupero di uno spirito

che allo stato attuale sembra caro solo ad una

parte della società civile, che dà luogo ad impegno

civile, a proteste, alla proposta di idee concrete. La

possibilità di credere in uomini, progetti o Governi

che possano essere circondati anche da sentimenti

discreti di effi cienza e di responsabilità, non

per forza annunciati dall’euforia e dalle fanfare e

grondanti di promesse inattuabili.

Il cittadino che delega l’“unto dal Signore” è il

modello propinato in questi anni di pubblicità. Un

modello commerciale vincente alle urne, disastroso

alla conta dei fatti. La politica di contenuti che

non sia più solo propaganda sembra un miraggio,

eppure la sudditanza espressa dalle parole del

sindaco di Boscoreale fanno pensare che il fondo

di un’idea di rappresentanza seria, purtroppo

perduta, sia stato toccato. E dalle macerie si può

solo ripartire.

Riferimenti e brani tratti da: “Senago, testimonianze storiche”

di G.Moreno Vazzoler, 1991 – editore Joll Graf, Senago

Ottobre 2010

Periodico Bimestrale

dell’Associazione Anno Zero

Iscrizione al Registro del Tribunale di Milano

n. 324 del 27/5/95

Direttore:

Nicola Di Lernia

Comitato di redazione:

Francesca Bignami, Maria Carapezza, Sandra Carapezza,

Andrea Gianotti, Gianfranco Pepe,

Angelo Raimondi Cominesi, Giorgio Romagnoni,

Francesco Serra, Maria Grazia Spina,

Antonio Vaccaro, Ettore Vacchina, Alida Zoccolan

Redazione:

Via Febo Borromeo, 2/4 - Senago (MI)

e-mail: ass.annozero94@gmail.com

Cassetta postale: Via Garibaldi, 35 (Sala incontri)

Stampa:

Joll Graf - Senago (MI) - info@jollgraf.it

Per inserzioni pubblicitarie:

Tel. 393 7550342 - commerciale5.ulisse@tiscali.it

Senago Informazioni è visibile anche sul

sito internet www.senagoinformazioni/info


Vita cittadina SENAGO in CRONACA

Ladri in azione

Alcuni episodi spiacevoli hanno caratterizzato

le settimane scorse le cronache senaghesi: tre

donne sono state derubate durante la spesa effettuata

al mercato cittadino che si svolge il lunedì

mattina; un anziano è stato scippato della propria

pensione appena ritirata all’uscita dell’uffi cio postale;

al campo volo di via Isolino una banda di

ladri ha cercato di violare il magazzino, non riuscendo

però a portare via nulla a causa delle diffi

coltà incontrate al momento della fuga quando

il furgone, poi abbandonato, si è arenato con l’intera

refurtiva tra le buche presenti sul territorio;

l’ultimo furto degno di cronaca si è consumato

alla piattaforma ecologica di via De Gasperi, dove

ignoti si sono introdotti rompendo la recinzione

per rubare alcuni vecchi computer.

Crollata la volta della

storica ghiacciaia

Accanto alla storica fornace è presente una

ghiacciaia che veniva utilizzata nei secoli scorsi

per conservare anche nei periodi estivi i cibi in

fresco. La volta della ghiacciaia, a causa della

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particolari, è crollata, scavando un grosso

cratere nella terra. L’area è stata poi recintata e

messa in sicurezza dagli esperti.

Infortunio sul lavoro

Un grave infortunio sul lavoro ha coinvolto un

operaio di un’azienda senaghese, il quale è stato

colpito da una pesante lastra d’acciaio alla gamba

destra, che gli ha causato la frattura esposta

di tibia e perone. La precisa dinamica verrà ricostruita

per accertare l’eventuale violazione delle

normative sulla sicurezza.

Spaccio davanti alla piscina

E’ stato arrestato dalle autorità locali l’uomo, originario

di Bollate, che dinanzi alla piscina comunale

aveva intrapreso un’attività di spaccio segnalata

per i movimenti sospetti notati nella zona, i quali

avevano indotto i carabinieri alle indagini sfociate

nel ritrovamento nell’auto dell’uomo di 30 grammi

di hashish e negli abiti di 250 grammi.

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Scomparso a 80 anni il “Tinin”

Si è spento Martino Malerba da tutti conosciuto

come il Tinin. I funerali si sono svolti presso la

Parrocchiale alla presenza di tantissime persone

che hanno voluto rendere omaggio a questo

cittadino esemplare che oltre a dedicarsi al suo

lavoro, nella storica bottega di parrucchiere di

Via Lattuada, si impegnava nell’associazionismo

e non perdeva mai un consiglio comunale, tanto

che nel 2003 l’allora sindaco Pogliani lo nominò

Presidente onorario. Peccato che nessun rappresentante

dell’Amministrazione in carica o di quelle

precedenti sia intervenuto durante le esequie per

ricordare il suo esemplare senso civico.

Incidente mortale sulla S.P. 119

Alle 8.20 del 1 ottobre un automobilista di

Paderno Dugnano si è scontrato frontalmente con

un pullman che arrivava dalla direzione opposta.

L’incidente è avvenuto sulla provinciale dopo il

ristorante La Brughiera verso via De Gasperi.

Un tratto di strada particolarmente pericoloso

dove già altre volte sono accaduti incidenti,

anche gravi.

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Ottobre 2010 3


Vita cittadina

Le lettere al Direttore

Egregio Direttore,

sono un cittadino senaghese ed ho letto con interesse,

come al solito, la rubrica “Sensazioni e

Cronaca” apparsa sul numero di Giugno di “Senago

Informazioni”.

Se non conoscessi da che parte politica dovrebbe

essere orientata la testata da Lei diretta, mi

sorgerebbe un giustifi cato dubbio che essa sia

da supporto all’attuale amministrazione di Centrodestra.

Ciò lo si potrebbe desumere (o meglio:

io avrei potuto desumerlo) dai toni e da

alcuni termini con cui il relatore accompagna la

sua cronaca, nel momento in cui commenta gli

interventi di esponenti di una parte della minoranza.

Ne indico alcuni:

1-“l’incoerenza”, secondo loro (((e non anche

secondo la parte PD?))), degli attuali amministratori.

(dal CC del 12.02)

2- Prassi che si ripete e col tempo appare “stucchevole”

(dal CC del 12.02)

3- accontentare i propri fans politici e prepararli

al “ritorno sul carro” (dal CC del 12.02)

4- la risposta “lapidaria” di Rega ad un intervento

di Campagner (dal CC del 12.02)

5- Chiesa, “lungo e polemico intervento” (dal CC

dell’11.03)

6- Chiesa (…) inizia una “fi lippica” contro la scelta

della Giunta che, a suo dire (((a suo!?))), non

ha rispettato gli “Atti del Consiglio Comunale”

(dal CC dell’11.03)

Ma la parte che mi ha lasciato perplesso è quella

in cui si parla di Commissario (“e dagli con

il Commissario, ma perché lo dovrebbe

temere una sana amministrazione”) (dal

CC del 29.04).

Ed è su questo punto che vorrei fermare l’attenzione

dell’estensore della cronaca. L’arrivo

di un Commissario per la guida di un Comune

non è cosa auspicabile. Meglio fare in modo che

un’opposizione incisiva (decisa ed unita) obblighi

gli amministratori a far sì che venga fatto ciò che

i cittadini amministrati si aspettano: la gestione

ottimale della cosa pubblica locale.

Con la nomina di un Commissario, infatti, si sa,

il Comune viene posto “sotto tutela” dal Governo

tramite un funzionario nominato dal Prefetto.

Quindi, il Comune, al quale il Testo Unico asse-

4 Ottobre 2010

ROBERTO MARANGONI

Operatore del Benessere

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Associato Cites - Collegio Italiano Shiatsu

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gna margini di autonomia, in particolare quella

amministrativa, vede ridursi questa sua capacità.

Esso non è più governato da amministratori eletti

dai cittadini, bensì da un funzionario prefettizio

che tiene l’ente in una situazione di “limbo”, garantendo

soltanto l’ordinaria amministrazione. Il

caso potrebbe volere che tale ruolo venga affi dato

ad una persona illuminata (a questo riguardo

c’è l’esempio di quanto è accaduto recentemente

in un Comune confi nante con il nostro), ma

nel frattempo il Comune avrà perso la sua caratteristica

di “ente locale che rappresenta la

propria comunità, ne cura gli interessi e

ne promuove lo sviluppo”.

Al di là di queste mie considerazioni, ritengo che

dopo un anno dall’insediamento della Giunta di

Centrodestra, il Centrosinistra debba ricucire lo

strappo che ha portato all’attuale situazione amministrativa.

E’ necessario che le parti in causa

guardino avanti, rifuggendo dalla polemica su

quanto è accaduto il Giugno del 2009 ed evitando,

ciascuno, di addossare le colpe all’altro.

La colpa di qualsiasi litigio è quasi sempre (forse

con percentuali diverse) di entrambi i litiganti.

Non penso sia diffi cile per le opposizioni cercare

e trovare gli elementi comuni e proporsi nuovamente

come forza unitaria di governo locale. E

questo è quanto molti cittadini di Senago (e non

soltanto io) si aspettano.

Ringrazio il Direttore per l’ospitalità che vorrà riservare

a questa mia.

Cordialmente Nicolò Falci

Egr. Sig. Falci, La ringraziamo innanzitutto per la

Sua lettera che ci permette di fare alcune precisazioni.

Nella prima parte Lei dichiara di conoscere

l’orientamento politico della nostra testata,

bene. A benefi cio dei lettori, che potrebbero

essere indotti in errore, riaffermiamo quanto più

volte scritto su queste pagine: ci siamo sempre

dichiarati politicamente orientati alla grande area

dei progressisti, senza pregiudizi verso coloro

che, democraticamente, hanno riferimenti diversi

dai nostri. Ciò non toglie che alcuni nostri redattori

siano anche esponenti ed iscritti a partiti

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e movimenti politici.

Consideri inoltre che stampiamo un periodico

di approfondimento, discussione e cronaca, e

dobbiamo, per rispetto ai lettori, riportare i fatti,

commentarli così come si manifestano ed approfondirli

secondo le nostre capacità e i nostri

contenuti di coscienza.

Per far ciò rifuggiamo gli stereotipi di appartenenza

che riteniamo limitativi della dialettica politica

e giornalistica.

Nella sua lettera Lei cita alcuni passaggi di Spotter.

Vorremmo ricordare che il redattore non

ha “quale bussola di riferimento” il compito di

giudicare secondo gli schemi di appartenenza

politica ma, come evidenziato nell’occhiello della

rubrica, “cerca di cogliere l’aspetto emotivo, la

coerenza, le rivalità e i pretesti che spingono i

protagonisti ad intervenire nella discussione per

sostenere le proprie opinioni”.

Sulla vicenda del temuto arrivo del commissario:

a giugno, sulle nostre colonne, con l’articolo “Un

mese di ordinaria follia”, eravamo stati facili profeti

nel prevedere che il tutto si sarebbe risolto in

un’almeno temporanea riconciliazione, e ci sembrava

politicamente avventato il “soccorso” delle

Liste Civiche al Sindaco Rossetti, prima offerto,

poi precisato, in seguito rettifi cato… Il tutto giustifi

cato dal paventato arrivo del commissario.

La Giunta allora attraversava una profonda crisi

e sembrava incapace di trovare accordi, con

conseguente impasse politico amministrativo.

In tale situazione che si fa? Si corre in soccorso

alla neoeletta Sindaca da parte delle liste civiche

per evitare il commissariamento? Il commissario,

certo, fa solo la gestione ordinaria ma è meglio

una sana gestione ordinaria che una confusa e

litigiosa amministrazione politica. E allora ci si

può chiedere: perché gli esponenti delle liste

civiche che esprimevano il Sindaco uscente paventavano

l’arrivo del commissario al punto di

rendersi disponibili a votare il bilancio di previsione

della giunta di centrodestra?

Condividiamo invece l’appello a superare le divisioni

nel centrosinistra per costruire una valida

alternativa all’Amministrazione in carica.

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Vita cittadina

Il fabbisogno abitativo a Senago

Risposte al nostro sondaggio di giugno

La Redazione

Non abbiamo ricevuto un numero suffi -

ciente di risposte per illustrare un credibile

esito del sondaggio sulla necessità

abitativa in Senago. Siamo però convinti che

esista un bisogno di abitazioni a equo canone o

canone moderato per le famiglie meno abbienti.

Pubblichiamo, a tal proposito, una toccante lettera

fi rmata da una madre di famiglia.

Buongiorno leggendo il giornale di Senago

informazioni ho letto il vostro sondaggio al

quale sto rispondendo, con la speranza che

si muova al più presto qualcosa sotto questo

profi lo perché penso siano tante le persone

in diffi coltà e tra quelle mi ci metto anche

io, infatti è sempre più diffi cile oggi affrontare

questo tipo di spesa se solo guardiamo come

stanno andando le cose a livello lavorativo.

Tornando al sondaggio sono interessata a

un’abitazione in affi tto a canone agevolato

sia bilocale che trilocale poiché a breve

devo lasciare la casa in cui vivo e... siamo in

3 in famiglia con un reddito solo (divorziata)

ma mi accontenterei anche di un bilocale.

Non sono interessata all’acquisto di una

casa anche se il mutuo è agevolato poiché

il mantenimento della stessa comporta troppe

spese e troppe rinunce in un periodo che

di rinunce se ne stanno già facendo molte.

Chiudo ringraziando di aver avuto la possibilità di

esprimere il mio parere.

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Lettera fi rmata

SENAGO (MI)

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PADERNO

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Per i nostri ragazzi un adeguata educazione sportiva, oggi è assolutamente necessaria x la loro formazione.

Le arti marziali, possono dare, specie ai giovanissimi, uno sviluppo delle loro capacità coordinative, ed una preparazione psicomotoria

ottimale che permette di accedere in futuro a tutte le altre discipline sportive che vorranno praticare.

Il Karate potrebbe fare a loro caso.

Con una preparazione graduale ma costante, i ragazzi prendono più consapevolezza delle loro potenzialità ma anche dei loro limiti,

acquisendo nel tempo più sicurezza e automaticamente più stima di se stessi.

La pratica del Karate, consentirà loro di raggiungere un elevato benessere psicofi sico sviluppando: forza, resistenza, elasticità muscolare,

rapidità e coordinazione, autocontrollo.

Non e’ necessario che raggiungano livelli tecnici strepitosi, poiché con la pratica costante questo arriverà a tutti i praticanti sempre se si

alleneranno con impegno e “vorranno” raggiungere questi obiettivi.

A Paderno Dugnano presso in centro IN ACTION, il M^ De Nucci Alberto insegna questa disciplina da oltre 30 anni a bambini, ragazzi ed

adulti; molti dei suoi allievi in passato hanno raggiunto ottimi livelli sia agonistici che tecnici.

Il M^ De Nucci vi aspetta nella sua palestra e vi offre una settimana intera di prova per qualsiasi attività dove potrete valutare così la grande

professionalità di tutti i tecnici che lavorano presso il centro IN ACTION.

Ottobre 2010 5


Vita cittadina

CONSIGLIO COMUNALE DEL 28/06/2010

19 consiglieri presenti.

Sala stracolma, spiccano fra il pubblico le magliette

bianche dell’Erba Matta. Si possono riconoscere i volti

noti dei sostenitori di destra, sinistra, Lega Nord e Liste

Civiche.

Atmosfera carica di tensione. Si respira l’aria di supporter

delle varie fazioni politiche, più da stadio che da consiglio

comunale: manifestazioni di assenso e dissenso dei

fans si sono alternate a benefi cio dei propri beniamini.

Durante la seduta il Presidente Vitalone è stato costretto

a intervenire per richiamare all’ordine sia il pubblico sia

i consiglieri, minacciando anche l’intervento della forza

pubblica.

Citiamo uno degli interventi del Presidente, esemplifi cativo

del clima in sala.

-Campagner prende la parola e chiede silenzio.

-Presidente: “Consigliere, continui il suo intervento. Per

favore il pubblico… Consigliere Deponti, guardi che

aiuta anche lei con i suoi brusii, borbottii e continui ridolini

durante il Consiglio. Per favore, non ci si metta ad

aggiungere altra linfa”.

-Campagner, infastidito dal comportamento di alcuni

spettatori, chiede: “Presidente, per favore, quell’animale

lì lo può far uscire” (hanno aperto lo zoo come

dice Marchionne?).

-Presidente: “Io invito veramente le forze dell’ordine

chiunque individuassero che non permette i lavori

di questo Consiglio comunale ad accompagnarlo a

prendere una boccata d’aria. Consigliere Campagner,

la invito a usare dei toni diversi proprio per quello che

rappresenta”.

-Campagner: “Ma siccome il signore è reiterato…”

-Presidente: “Consigliere Campagner la invito… Consigliere

Deponti vuole rispondere ancora lei? Mi dica…

Allora lasci parlare il consigliere Campagner. Consigliere

Campagner, la invito proprio per il ruolo che occupa

quando ascolta queste cose inopportune ad evitare di

rispondere”.

Il “niente urlato” che passa la televisione, spacciato

come espressione del vivere moderno, sta

modifi cando il comportamento pubblico di tutta

la popolazione. Se, anche a livello politico, si

alimenta lo scontro invece del confronto, avremo

come conseguenza il bailamme avvenuto in

aula.

- Comunicazioni

-Il Sindaco: “La Giunta è stata reintegrata al completo”,

questo dovrebbe porre fi ne a tutte le dicerie. Invece no.

-Salomone, chiede comunque di spostare la discussione

sulla sfi ducia al Sindaco al secondo punto dell’OdG;

richiesta negata dalla maggioranza.

Dovendo discutere di bilanci, non sono all’ordine

del giorno le interrogazioni ma i consiglieri

di minoranza, aiutati dal Sindaco e dalla maggioranza

che fremono per ribattere colpo su

colpo le affermazioni dell’opposizione, trasfor-

6 Ottobre 2010

Dal Consiglio Comunale,

Spotter Spotter

mano il punto all’OdG in un dibattito su… Tutto

quello che passa loro per la mente; un bla bla

fi ne a se stesso che non affronta seriamente i

problemi del paese.

-Chiesa, con fare ironico, dà la stura alle successive polemiche

dicendo la sua sugli avvenimenti della politica

locale dell’ultimo mese e sui comportamenti degli esponenti

della maggioranza.

Strana parabola politica in questo “Mese di ordinaria

follia” (titolo di un articolo comparso a

giugno sul nostro periodico): il 7 giugno le Liste

Civiche, stante la crisi di Giunta, pur di evitare

l’arrivo del commissario, si erano spinte fi no

all’offerta di un appoggio, non si è capito di che

tipo, al Sindaco per l’approvazione del bilancio.

Adesso polemizzano su quanto avvenuto.

Nelle varie argomentazioni sviluppate negli interventi,

entrano anche: 650 calabresi di Senago, diventati col

tempo circa 1400, Spatuzza, legge bavaglio, il fratello

del giudice Borsellino, il Braccobaldo show, il Sindaco

burattino (Fois riferendosi a Franca Rossetti), vasca di

laminazione del Seveso, etc.

L’ultimo problema è serio e meriterebbe un’approfondita

discussione. Si ha la sensazione che

le scelte verranno prese altrove; sopra le nostre

teste.

Il dibattito, non comunicazioni (speriamo che il Presidente

Vitalone riesca a porvi rimedio), termina attorno alle 23.

Placati gli animi s’incomincia a parlare di bilancio.

- Bilancio consuntivo 2009

Primo bilancio consuntivo presentato da questa Giunta,

il primo semestre del 2009 è stato gestito dalla Giunta

Chiesa.

Lunga la relazione del Sindaco che snocciola i risultati

ottenuti, i progetti in itinere e le prospettive dell’esercizio

in corso.

-Fois, De Ponti e Chiesa non perdono l’occasione per

ricordare i progetti approvati dalla precedente amministrazione

e chiedono conto di quelli che l’amministrazione

in carica ha abbandonato o non eseguito, tra i

quali i pannelli sul tetto della Scuola di Via Liberazione

(Fois non li vede evidentemente) e l’Assessore è

costretto a dirgli che sono già in funzione da tempo (ed

è vero).

Approvato all’unanimità.

- Istituzione Biblioteca Comunale Italo Calvino

- Bilancio esercizio 2009 e relativi allegati

Brilla per la sua assenza il Presidente in carica dell’Istituzione

(Adolfo Mauri – Lega Nord), tant’è che l’ass. Rega

si sente in dovere di chiedere scusa agli astanti.

Il dott. Foletti illustra, con dovizia di particolari, il bilancio,

l’attività svolta, le prospettive e i progetti futuri che

saranno meglio approfonditi nel bilancio preventivo del

2010. Risponde poi a diverse domande di Campagner

sui costi dell’Istituzione e su quelli della partecipazione

al “Polo Insieme Groane”, ma anche lui rivendica l’ope-

Sensazioni e Cronaca

Il Redattore della rubrica si limita a commentare l’andamento dei lavori del Consiglio comunale di Senago con un’ottica da “binocolo rovesciato” che non

entra nel merito delle delibere approvate, ma cerca di cogliere, da lontano, l’aspetto emotivo, la coerenza, le rivalità, i pretesti che spingono i protagonisti

ad intervenire nella discussione per sostenere le proprie opinioni. Chi fosse invece interessato ad una specifi ca delibera del Consiglio comunale, ai suoi

contenuti e/o allo svolgimento del relativo dibattito, può chiedere informazioni alla Redazione verrà data pubblica risposta su queste pagine.

rato della precedente Giunta ed esordisce: “Innanzitutto

complimenti per il lavoro svolto nel 2009 e presumo sia

comunque un lavoro programmato e ideato dall’Assessore

Clara Rota…”.

E vabbè! Tutte le cose positive agli esponenti

della Giunta Chiesa. E il lavoro dell’allora presidente,

sig.ra Alida Zoccolan, del direttore,

dott. Foletti, e dei funzionari della Biblioteca?

Per fortuna Foletti non si briga di rispondergli in

merito.

Approvato all’unanimità.

- Esame osservazioni ed approvazione programma

triennale Opere Pubbliche 2010/2012 e

dell’elenco annuale delle opere pubbliche 2010

Il programma è adottato con la delibera di Giunta del

15/10/2009.

-SP 119; si torna al tracciato originario, dice l’Ass. Susanna

(l’Amministrazione precedente ne aveva sospeso

l’iter attuativo promuovendo una variante di tracciato

che attraversava l’ambito di cava), l’opera risulta fi nanziata

nel recente bilancio della Provincia.

-Tangenziale Nord è ferma alla fase dello studio di fattibilità.

-Villa Sioli e Corte del Bombardiere: “per ora non è previsto

il recupero per mancanza di fi nanziamenti”.

Sono previsti: l’ampliamento della scuola materna di Via

Liberazione, interventi straordinari per la messa a norma

del Centro Sportivo, l’elaborazione del Piano Regolatore

Cimiteriale (strumento previsto fi n dal 1990 e mai adottato)

e l’ampliamento del Cimitero.

L’Ass. comunica inoltre che la Via Groane, con la formazione

dei parcheggi, rientrerà nel programma di manutenzione

stradale ricorrendo ai fi nanziamenti previsti nel

Bilancio triennale”.

Diverse richieste di chiarimenti alle quali l’Ass. dà esaurienti

risposte.

Siparietto fi nale fra Di Mita (chiede un’area per i cani a

Papa Giovanni), Campagner (che vorrebbe sapere se

può portarci anche il suo cane) e Salamone.

Approvato con 13 voti a favore e 7 contrari.

CONSIGLIO COMUNALE DEL 29/06/2010

E’ la continuazione della seduta precedente.

Ricognizione e valorizzazione del patrimonio

immobiliare

L’atto è legato al Bilancio di Previsione.

-Sindaco elenca il patrimonio del Comune: box, aree

assegnate in diritto di superfi cie trasformabili in diritto

di proprietà (entrate stimabili in 650.000 €), negozi,

scantinati, ecc.

-Chiesa: “Si dice che una generazione crea, una generazione

conserva e l’altra generazione dilapida il patrimonio

che è stato conservato. Io credo che salutiamo

questa sera la terza generazione amministrativa di Senago

stante i propositi insiti in questo documento” e… Via

ad illustrare le virtù della sua amministrazione.

-Deponti e Tosi chiedono informazioni sulla destinazione


dell’URP e dell’Ambulatorio medico del Mascagni.

-Il Sindaco precisa che le URP di Papa Giovanni e del

Mascagni saranno chiuse (hanno utilizzato i servizi 7/8

persone al mese), mentre per il Mascagni la Giunta ha

intenzione di lasciare un presidio sanitario e stanno cercando,

in accordo con i medici di base, una soluzione

al problema.

Nelle dichiarazioni di voto tutta l’opposizione si proclama

contraria all’alienazione dei beni del Comune (non si è

ben capito se sono contrari anche alla vendita

dei beni non funzionali all’Ente).

Approvato dalla sola maggioranza; contraria l’opposizione.

- Bilancio di previsione esercizio 2010 – relazione

previsionale e programmatica – bilancio

pluriennale 2010/2012

Il Sindaco, nel corso della sua lunga relazione, dichiara:

“Ritengo che la nostra attenzione debba concentrarsi

su quello che il Comune può fare per contrastare gli effetti

della contrazione economica, nei limiti delle proprie

competenze e facendo i conti con il quadro delineato

dalla riduzione dei trasferimenti ordinari…” Poi elenca

le priorità.

-Tangenziale Sud (sarà fi nanziata, per la parte a carico

del Comune, con i proventi derivanti dalla trasformazione

dei diritti di superfi cie (ex legge 167), evitando l’accensione

di nuovi mutui.

-Servizi a domanda individuale saranno mantenuti senza

incremento di costi.

-Si investirà sulla formazione e sulla riqualifi cazione delle

strutture scolastiche.

-Aumento degli spazi per gli asili nido (fi nanziato con

fondi messi a disposizione dal Distretto 1 della ASL).

-Si promuoveranno lo sport, l’attività del Centro Sportivo

e le attività delle associazioni.

-Il PGT dovrà costituire “l’occasione per studiare il riordino

del territorio tenendo conto che gli spazi a disposizione

non sono infi niti”.

-Manutenzione straordinaria di alcuni edifi ci scolastici

ma con attenta verifi ca di costi e benefi ci.

-Tutela dell’Ambiente.

Molta “carne al fuoco”, come si vede; ma tutti

gli anni è così. Si potrà fare una seria verifi ca

dei risultati ottenuti nel Bilancio consuntivo.

Sarebbe stata utile l’indicazione delle priorità

viste le ristrettezze del Bilancio.

Dibattito?

-Salomone se la prende con il Governo per l’eliminazione

dell’ICI e i tagli agli Enti locali costretti, per quadrare il

bilancio, a vendere gli immobili.

-Chiesa prosegue con il discorso di Salomone e chiede

diverse delucidazioni sulle varie poste in Bilancio.

-Fois, polemico, attacca le argomentazioni del Sindaco,

snocciola i dati del Bilancio e arriva a dire: “Ripeto, se

(fosse questa) la capacità gestionale dei Sindaci che

avranno compiti ben superiori a quello del nostro Sindaco

Franca Rossetti, povera Italia”; poi fa l’apologia delle

Amministrazioni precedenti.

Che signore! Questo è il primo bilancio preventivo

che sarà gestito dall’Amministrazione in

carica; non ha ancora verifi cato la rispondenza

tra gli obiettivi annunciati e quelli raggiunti e

già dà un lapidario giudizio negativo sul Sindaco

in carica.

-Campagner, rifacendosi a vecchie polemiche, sviluppa

altre argomentazioni, dalla sicurezza alla questione giovanile,

al lavoro, ai trasporti.

-Tosi, pone l’attenzione sulla non coerenza fra il bilancio

e le linee programmatiche del Sindaco.

-Deponti, più degli altri, fa confronti sulle scelte dell’amministrazione

in carica e la precedente (ovviamente

esemplare, per Lei).

Con le risposte degli Assessori e le repliche dei consiglieri

di minoranza si riapre la solita sterile, biliosa polemica

fra la maggioranza, l’opposizione e la Giunta. Il

Presidente inizia con i richiami.

-Monti, offeso dalle affermazioni di Fois, che ha defi nito

i componenti della Lega Nord “sottoposti al volere del

signorotto”, dichiara: “E’ un’offesa…Quindi caro Fois

smettila perché io ti faccio un coso così, capito?” accompagnando

le parole con il fatidico gesto.

Espulso dal Presidente Vitalone, mentre esce dall’aula

aggiunge: “Vado fuori, però lo dovevo dire. Te lo faccio,

capito?”

Nell’ultimo intervento la Deponti, con un pathos degno

di miglior causa, chiede il ritorno della Terza Farmacia

alla Casa della Salute: “Ma santo cielo… Per favore ripensiamoci…Riconsideriamo

io dico colleghi per favore

…Ve ne prego”. Nel prosieguo del discorso entra in polemica

sull’utilizzo di 112.000 € e anche questa volta il

Presidente fa espellere una persona.

Gli risponde “quel cattivone” di Santoro: “Consigliere

Deponti, sa cosa non riesco ancora a digerire a distanza

quasi di un anno? È questo suo tono di saccenza e

di supponenza nei nostri confronti. Il voler continuare a

suggerire a noi quello che dobbiamo fare”.

Approvato con 13 voti favorevoli e 6 contrari.

- Bilancio di previsione 2010 e pluriennale

2010/12 Biblioteca Comunale

Anche questa sera brilla per la sua assenza il Presidente

dell’Istituzione. Lo sostituisce, egregiamente, il dott. Foletti,

Direttore, che illustra l’attività della Biblioteca.

Poco da dire sul dibattito. Approvato con 13 voti favorevoli

e 6 astenuti.

A notte inoltrata vengono approvate altre tre delibere, rinviata

una quarta, tutte all’unanimità, e respinta la mozione

di sfi ducia al Sindaco con 5 voti favorevoli e 12 contrari

CONSIGLIO COMUNALE DEL 15/07/2010

Interrogazioni

Delle due interessanti interrogazioni di Gianfranco Pepe

sul problema delle antenne di telefonia e sulla vasca di

laminazione diamo resoconto a parte su queste pagine.

-Chiesa torna sulle vasche di laminazione e tira in ballo

le responsabilità: “Premesso che su questa partita qua

sicuramente ci giocheremo e si giocheranno ahimè

molto responsabilità fra Giunta precedente e Giunta

attuale”. Racconta la sua visione dei fatti e “ascoltata

la solenne dichiarazione del Vicesindaco Pase rilasciata

nel corso dell’assemblea pubblica promossa lunedì

12 luglio scorso dal neonato Comitato Antivasca che la

Giunta farà tutto il possibile affi nché non venga realizzato

tale impianto nel territorio comunale”, chiede: “Attraverso

quali future iniziative s’intende procedere per il

conseguimento puntuale dell’obiettivo”.

Rispondono il Presidente Vitalone, sui problemi procedurali,

il Sindaco che dà la sua versione dei fatti.

Si respira una strana sensazione tra gli ascoltatori

in Aula: in Consiglio comunale continueranno

le sterili polemiche alla quale ci stianno

abituando ma l’impressione che se ne trae, ancora

una volta, è che le decisioni saranno prese

altrove.

- Comunicazioni

-Gerardini presenta una mozione a nome della Lega

Nord: “No alle vasche di laminazione sul territorio di

Senago”. Un passaggio della mozione recita: “E in ogni

caso parallelamente, qualora per l’interesse pubblico fi -

nalizzato all’Expo si continuasse nella previsione di localizzare

le vasche sul territorio di Senago, (pensiamo) di

garantire tutte le mitigazioni necessarie alla realizzazione

delle vasche, di garantire un utilizzo limitato del territorio,

di negoziare ricadute positive su tutto il territorio comunale,

di negoziare l’adesione al contratto del fi ume Seveso

per garantire la giusta rappresentanza di Senago nei

tavoli organici di confronto”.

Proposta innovativa, decisamente interessante,

forse lungimirante che potrebbe dare centralità

all’azione politica di Senago e che se ben sfruttata

potrebbe ridare potere contrattuale alla

nostra collettività.

I successivi interventi miranti a scaricare le responsabilità

politiche sugli opposti schieramenti non vengono

commentati perché il Consiglio comunale trova l’accordo

su un testo condiviso, votato all’unanimità alla fi ne

della seduta.

- Approvazione Bilancio consuntivo esercizio

sociale 2009 Azienda Speciale Multiservizi Senago

Pochi spunti dalla relazione del Presidente Giacobbe.

Generica illustrazione dell’attività ordinaria (i servizi

erogati sono sempre gli stessi) gestita in gran parte dal

precedente CdA.

-Pepe, analizzati i dati di bilancio, afferma: “In tutta onestà

se confronto i parametri 2008/2009 non ne trovo

uno positivo” e invita il presidente a “darci qualche elemento

per essere un po’ più sereni” dopo questa approvazione.

Con gli interventi successivi di Campagner,

Tosi, Deponti, Sindaco e Presidente Giacobbe si

è iniziato il gioco dello “scaricabarile” e ognuno

attribuisce agli altri le magagne del passato,

del presente e del futuro (perché stante i fatti

sarà diffi cile anche il futuro). La verità è che la

Multiservizi non va bene, che molti genitori

sono in ritardo o non pagano la refezione scolastica

che gli investimenti nella Casa della Salute

si stanno rivelando un fardello troppo oneroso,

che la redditività delle farmacie non è

adeguata agli standard del settore e che la gestione

non è mai stata “manageriale”.

Approvato all’unanimità

- Acquisizione a titolo gratuito delle aree stradali

attualmente private necessarie per il collegamento

tra la via Isolino e la SP 119 di proprietà

della “Laterizi di Senago s.r.l.”

La Laterizi di Senago, proprietaria della Fornace Parodi,

chiede di poter fare una bonifi ca agraria su un’area di

263.800 mq. La legge lo consente. L’operatore si è reso

disponibile alla cessione gratuita del sedime di strada e

anche del sedime per l’allargamento della strada deno-

continua a pagina 8

Ottobre 2010 7


Vita cittadina

Antenna di telecomunicazioni

Le risposte del Sindaco Franca Rossetti

di Angelo Raimondi Cominesi

Nella seduta del Consiglio comunale del

15 luglio scorso, il Sindaco, sig.ra Franca

Rossetti, ha dato risposta all’interrogazione

del consigliere Gianfranco Pepe, sull’installazione

di un’antenna di telecomunicazione in Via

Manzoni.

Dalle puntuali risposte del Sindaco si evince:

a) la richiesta d’installazione dell’antenna risale a

due anni fa (Giunta Chiesa);

b) il Regolamento comunale che consente la

collocazione delle antenne su tutto il territorio

di Senago risale al 2002 (Giunta Pogliani);

continua da pagina 7

minata Via Pessina, che unisce via Isolino alla rotonda

della SP 119.

Qualche perplessità sull’operazione viene espressa da

Fois e Chiesa.

Approvato dalla sola maggioranza e con l’astensione

del PD.

- Mozione “No alle vasche di laminazione”

Testo della mozione: “Premesso che la Regione Lombardia

ha chiesto al Comune di valutare un accordo

per realizzare una vasca di laminazione nell’area a sud

del canale scolmatore. Richiamato l’atto della Giunta

Comunale con cui sono evidenziate tutte le problematiche

relative a tale previsione. Evidenziato altresì che

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8 Ottobre 2010

c) per fortuna una legge regionale del 2004

obbliga i gestori a presentare un piano/programma

per la telefonia.

Fatta la disamina degli aspetti normativi, il Sindaco

afferma: “Quello che noi possiamo fare, ed è

un mio impegno, è di disciplinare nuovamente la

materia, sulla scorta di quello che è oggi il reticolo

programmato e progettato per la telefonia. Sarà

possibile escludere defi nitivamente la localizzazione

in Via Manzoni dell’antenna quando voteremo

l’esclusione assoluta di localizzare in quel

punto un palo per la telefonia. E’ un obiettivo che

l’eventuale realizzazione della vasca di laminazione

compromette l’integrità futura del territorio di Senago e

valutata la necessità di tutelare i residenti e le persone

escludendo ogni forma di disagio conseguente alla collocazione

di impianti non consoni al quartiere. Il Consiglio

esprime pertanto parere contrario alla realizzazione

della vasca di laminazione nel territorio di Senago. Impegna

il Sindaco e l’Amministrazione Comunale a manifestare

tale parere contrario a tale previsione in tutte le

sedi Istituzionali deputate a scelte di programmazione e

previsione territoriali”.

Mozione concordata con i capigruppo, approvata

all’unanimità.

A questo punto si azzerano tutti i fatti e i non

fatti pregressi e si dovranno prendere serie e

ponderate decisioni nell’interesse dei cittadini.

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ci siamo dati e che vorrò portare sostanzialmente

alla discussione nel Consiglio comunale a settembre/ottobre”.

Preso atto delle lodevoli intenzioni del Sindaco ci

si chiede perché tanta superfi cialità nella gestione

della cosa pubblica. L’Amministrazione comunale

ha lasciato trascorrere quasi due anni senza fare

niente e ha lasciato trascorrere i tempi del silenzio

assenso. Comunque “è bene quel che fi nisce

bene”. Rimaniamo in attesa della nuova delibera

che disciplini la materia nell’interesse dei cittadini

e sarà nostra cura darne notizia.

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Ottobre 2010 9


Vita cittadina

Vasca di laminazione a Senago

A che punto siamo?

di Gianfranco Pepe

Il primo giugno scorso, in seguito alla richiesta

della Regione Lombardia del 31 marzo

2010 di manifestare la propria disponibilità ad

aderire ad uno specifi co protocollo d’intesa per

la condivisione e l’attuazione di una vasca di laminazione

nel territorio di Senago per garantire

la salvaguardia idraulica e la riqualifi cazione dei

corsi d’acqua dell’area Metropolitana Milanese,

la Giunta Rossetti ha deliberato di manifestare

la propria disponibilità, ponendo una serie di

condizioni indispensabili, a partecipare al procedimento

dell’accordo quadro di sviluppo territoriale

“Contratto di fi ume Seveso”.

Con questa delibera tutte le forze politiche ed

i cittadini sono venuti a conoscenza dell’intenzione

della Regione Lombardia di realizzare una

vasca di laminazione a Senago, obiettivo che

la Regione Lombardia si era dato con l’approvazione

del piano cave il 16 maggio 2006 che

prevedeva la realizzazione della vasca di laminazione

nella cava di via Brodolini come elemento

integrativo del canale scolmatore che attraversa

il territorio comunale.

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In seguito, sul fi nire del 2008, la Regione Lombardia

ha promosso l’”Accordo di programma

per la salvaguardia idraulica e la riqualifi cazione

dei corsi d’acqua dell’area Metropolitana Milanese”

fi nalizzato a conseguire un adeguato livello

di sicurezza dalle esondazioni nonché una

riqualifi cazione dei corsi d’acqua.

Il 23 ottobre 2009 è stato siglato un atto integrativo

dell’”Accordo di programma” che ha specifi

cato le opere da realizzare. L’accordo di programma

è stato preceduto da una Conferenza

dei servizi che si è tenuta il 6 aprile 2009 avente

ad oggetto “lavori di adeguamento funzionale

del Canale Scolmatore di Nord Ovest nel tratto

compreso tra Senago e Settimo Milanese” a cui

era presente il Comune di Senago con l’ex vice

sindaco Lucio Fois che, ricevuto il verbale della

conferenza dei servizi, ha scritto alla Regione

Lombardia per ribadire la posizione della Giunta

Chiesa, identica, nella sostanza, alla posizione

assunta dalla Giunta Rossetti con la delibera del

1 giugno 2010.

Il 15 luglio 2010 il Consiglio comunale ha ap-

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SI CONSIGLIANO

LE PRENOTAZIONI

provato all’unanimità una mozione contro la realizzazione

di vasche di laminazione nel territorio

di Senago.

Infi ne, il 15 settembre 2010 la Giunta Formigoni

ha approvato una delibera che prevede uno

schema di accordo di programma tra il Ministero

dell’ambiente e la Regione Lombardia fi nalizzato

alla programmazione e al fi nanziamento di

interventi urgenti e prioritari per la mitigazione

del rischio idrogeologico. Tra gli interventi previsti

nella Provincia di Milano vi sono l’adeguamento

del canale scolmatore per aumentarne la

portata del 20% e la realizzazione della vasca di

laminazione.

Ad oggi il livello di progettazione della vasca di

laminazione a differenza di altre opere è quello

dello studio di fattibilità pertanto, nonostante la

particolare attenzione della Regione Lombardia

rivolta a queste opere legate ad EXPO 2015,

una giusta mobilitazione dei cittadini e delle forze

politiche potrebbe aiutare l’amministrazione

comunale a far valere nella maniera dovuta gli

interessi dei cittadini di Senago.

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Ottobre 2010 11


Vita cittadina

Poesia e arte in Villa Sioli

Presentata la XII° edizione del concorso di poesia Mario Mambretti

nell’ambito della manifestazione “L’albero della poesia”

di Alida Zoccolan

Si è svolta in Villa Sioli nelle domeniche

del 26 settembre e 3 ottobre

una interessante iniziativa dedicata

alla poesia, curata da Luigi Cannillo e Gabriella

Fantato e promossa dall’Istituzione

Biblioteca di Senago, con il contributo del

Polo Insieme Groane. Destino e Memoria

sono state le due parole chiave attorno a

cui si sono articolati gli incontri con poeti

quali Milo De Angelis, Ida Travi, Vivian

Lamarque, Franco Loi e Edoardo Zuccato

che hanno presentato le loro opere.

Nell’ambito della manifestazione l’Associazione

Anno Zero che da oltre undici

anni promuove la poesia con il premio

Mario Mambretti, ha presentato la nuova

12 Ottobre 2010

L’Associazione Anno Zero

vi invita a partecipare

edizione del concorso poetico giunto alla

sua XII° edizione. Per l’occasione l’Associazione

ha presentato la mostra “Leggiadri

Leggii” dedicata alle poesie vincitrici

delle passate edizioni del concorso. Un

omaggio alle tante persone che in questi

undici anni hanno testimoniato, partecipando

al concorso, la loro passione per

la poesia. La mostra, particolarmente apprezzata,

ha rappresentato un originale

“dialogo” tra arte dell’immagine e arte

della parola. I dipinti di Maria Cicero e le

sculture di carta di Alida Zoccolan si sono

confrontate con i testi poetici creando un

percorso visivo e di lettura particolarmente

signifi cativo.

alla XII edizione

del premio di poesia

“Mario Mambretti”

Il bando di concorso sarà pubblicato

sul numero di dicembre

di Senago Informazioni

A partire dal 30 ottobre

sarà inoltre presente su Facebook

alla pagina “Premio di poesia Mario Mambretti”

Associazione Anno Zero: Via Febo Borromeo 2/4 - 20030 Senago

ass.annozero94@gmail.com

L’Assessore alla cultura Angelo Rega con le due artiste

Alida Zoccolan e Maria Cicero


Il potere creativo della parola

Come disse a suo tempo Edoardo Sanguineti

la poesia non è morta, è clandestina. Come è

clandestino, oggi, il potere della parola. Usata

e abusata, merce in un mondo di merci, non

più pesante come la pietra nè certa come

l’onore, è nella clandestinità che oggi la parola

vive il suo potere creativo, quella forza che la

rende capace di volare libera nello spazio della

coscienza umana. Ed è soprattutto attraverso

la poesia che la parola può conservare ed

esprimere la sua forza creativa. Dalla sua condizione

di clandestinità, quando non è sterile

esercizio letterario, la poesia aiuta a ritrovare

il senso perduto delle cose, a guardare oltre

gli stereotipi e le rappresentazioni strumentali

delle multinazionali dell’immaginario collettivo.

La poesia aiuta a riportare la consapevolezza al

centro della realtà, nella verità della condizione

umana e delle sue relazioni. Dice Yves Bonnefoy

che “la poesia è ciò che può rianimare la

società, rifondare la democrazia. Si tratta di una

funzione essenziale, per questa ragione essa

viene soffocata e censurata.” La poesia, così

come l’arte, è fantasia proiettata nell’utopia,

immaginazione che spazia nel futuro, creatività

in grado di trasformare la realtà.

L’unico antidoto all’appiattimento culturale in

cui rischiamo di annegare.

in alto:

“Iceberg” e “Primavera”

sculture di carta di Alida Zoccolan

a destra:

“Premonizione”

tecnica mista su tela di Maria Cicero

Ottobre 2010 13


Vita cittadina

Il cittadino defraudato: crisi della politica

e della rappresentanza

Un cambiamento è possibile a partire dai territori

di Alida Zoccolan

Interrogata sulla «prima espressione che viene in mente pensando alla politica», la maggioranza

relativa degli italiani (27,8%) dice, senza esitazione, «disgusto». Una quota sostanzialmente

analoga (27,6%) dichiara «noia» o «indifferenza». Tra gli altri, prevalgono le risposte

«rabbia» (20,7%) o «diffi denza» (8,1%). Solo il 6,3% esprime «interesse» e una percentuale ancora

inferiore (2,4%) manifesta «passione». Nel loro insieme, gli atteggiamenti positivi verso la

politica coinvolgono il 16% del campione, quelli negativi il 56%, quelli di indifferenza il 28%.

Sondaggio apparso sul Corriere della Sera il 3/10/2010

Di fronte al degrado della rappresentazione

politica in questi ultimi anni, precipitata

in un buco senza fondo negli ultimi

mesi, si rimane dapprima attoniti e sconcertati.

Come è possibile che a dirigere le istituzioni pubbliche

ci sia tanto squallore ? Successivamente ci

si rende conto che sta venendo a mancare un diritto

basilare di una democrazia moderna: il diritto

alla rappresentanza politica. L’Art.49 della Costituzione

afferma che “Tutti i cittadini hanno diritto

di associarsi liberamente in partiti per concorrere

con metodo democratico a determinare la politica

nazionale” Una defi nizione netta e chiara della

funzione strumentale dei partiti nel processo di

attuazione del principio democratico e della sovranità

popolare. Tutto questo oggi sembra precipitare

in un mare oscuro di volgarità che offende

la dignità delle persone. Volgarità che non sono

solo le barzellette da bar sport del Presidente

del Consiglio o il rozzo linguaggio padano, ma

la lotta intestina a colpi di dossier, la corruzione

personale, la mignottocrazia imperante (che non

è riferita solo alle signore cui alludeva il senatore

Guzzanti quando coniò il termine), la demagogia

spicciola per la conquista di un pugno di voti che

fa perno sull’odio e sull’ignoranza, il quotidiano

discredito delle istituzioni. Ed anche l’autoreferenzialità

della politica che mira solo a gestire il

proprio potere, il prevalere di interessi corporativi.

Tutto a discapito del Bene Comune. Sì, è proprio

il concetto di Bene Comune che oggi sembra

venire meno. Il cittadino è lasciato solo davanti

ad una crisi economica senza precedenti con la

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quasi certezza che la politica non è in grado di

prospettare soluzioni. Ed ecco che allora di fronte

a questa parola “Politica” la maggioranza degli

italiani ormai associa le parole “disgusto, noia,

indifferenza, rabbia, diffi denza”. La responsabilità

maggiore di questa crisi di rappresentanza grava

sul neo-populismo mediatico (sul piano culturale)

e sul neoliberismo (sul piano politico-economico)

di una destra essenzialmente padronale che per

quindici anni ha fatto gravitare il dibattito politico

sui problemi personali del suo leader e che piano

piano ha trasformato il cittadino in spettatore e la

partecipazione democratica in tifoseria, derubandolo

del suoi diritti democratici e delegittimando

il suo status di “cittadino” .

Anche nei nostri paesi e città, là dove si vive e/o

si opera, là dove il cittadino è più vicino alle istituzioni

che lo rappresentano, i luoghi comuni e

gli stereotipi a cui la politica nazionale ci ha nostro

malgrado abituati, si ripetono sovente pari

pari. Basta seguire qualche volta il Consiglio

Comunale di Senago per vedere in atto la solita

rappresentazione: scaricamento delle colpe tra i

vari schieramenti che denota l’assoluta incapacità

ad assumersi le proprie responsabilità, atteggiamenti

demagogici solo per conquistare qualche

manciata di voti, molta attenzione alle lobbies di

riferimento e tanta troppa propaganda.

Quello che manca è la politica dei contenuti, delle

idee, dei progetti che ha bisogno di un nuovo

linguaggio e di verità. Saprà mai il cittadino comune

perchè la maggioranza di centrodestra si è

spaccata in maniera così indecorosa sul bilancio

di previsione lo scorso giugno o perchè il Piano di

Governo del territorio non è stato ancora approvato

? Saprà mai il cittadino come è stato gestito

con la Regione Lombardia la questione delle vasche

di laminazione che ora sembrano piombare

come tegole dal cielo sulla testa dei senaghesi?

Ma soprattutto ci si chiede se questo paese sia

destinato a consegnarsi all’isolamento e all’incapacità

a competere nella nuova area metropolitana.

E’ qui il nodo della questione: è mancata

e manca una visione prospettica che proietti

Senago nel futuro. Manca la politica. Saprà mai

l’opposizione, di fronte all’inconcludenza di questa

giunta, trovare i temi di un dibattito serio che

parli di futuro, coinvolgendo tutti i cittadini?

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Cultura e dintorni FUORI DAL CORO

di Nicola Di Lernia

Circa vent’anni fa, in una scuola superiore

della provincia di Milano, un ragazzo in

preda alla scemenza tipica del periodo

adolescenziale salì su una sedia durante l’intervallo

e appiccicò un pezzo di carta ritagliato

e colorato ad hoc sulla fotografi a appesa alle

spalle della cattedra, raffi gurante il Presidente

della Repubblica, simulando così sull’immagine

una lunga barba stile Babbo Natale. Terminato

l’intervallo, un professore entrò in classe, si

accorse della bravata, staccò il pezzo di carta

dalla foto e iniziò un lungo discorso, prolungato

per l’intera ora di lezione, sull’importanza del rispetto

delle Istituzioni e sull’inopportunità di tale

scherzo. Con tono serio ed incalzante si curò di

far intendere come certi confi ni non andavano

superati, neppure per gioco.

Ai ragazzi all’ascolto quel discorso parve esagerato,

un gesto goliardico non sembrava meritare

tanto clamore, sebbene il dibattito che ne

seguì fu interessante e stimolante, fornendo la

possibilità di confronto su temi che esulavano la

materia scolastica.

A distanza di tanto tempo questo racconto

sembra tanto attuale per un tema che torna alla

ribalta della cronaca quanto distante per le vi-

cende che vediamo

accadere attorno a

noi e che ci lasciano

attoniti di fronte

a valori che parevano

indiscutibili e

che talvolta subdolamente,

altre in

maniera plateale, si

tende a mettere in discussione.

L’amministrazione di un comune del nord (Adro)

ha deciso di costellare la scuola pubblica del

paese di simboli del partito di riferimento (Lega

Nord), consapevole dell’illegalità di tale gesto,

giustifi cato adducendo spiegazioni legate alle

tradizioni del nord padano ed altre pagliacciate

a cui tristemente ci stiamo abituando. Nell’ormai

assuefazione generale alle azioni inconsulte di

appartenenti a “popoli della libertà” che scordano

sempre che essere liberi in una società organizzata

signifi ca dover agire entro i limiti stabiliti

dalla legge e comunque riconosciuti validi dalla

società stessa, non tutti hanno colto la gravità di

tale atto, prima ancora che per il suo signifi cato

politico, per la prepotenza con il quale è stato

compiuto, nell’incuranza totale non solo delle

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e civici che qualcuno prima di noi con fatica ha

costruito e conquistato.

La scuola pubblica è pubblica, appartiene allo

Stato, dunque alla collettività. Non è di qualcuno.

E’ di tutti. Nessuno ha diritto di appropriarsene,

nel nome di un ideale o di una battaglia

politica, nessuno può etichettarla. Non ci sono

maggioranza e minoranza. C’è la scuola. Pubblica.

Di tutti.

E’ suffi ciente questo. Senza proseguire ricordando

a chi si ostina a minimizzare strumentalmente

gli episodi che simili comportamenti sono

tesi a marcare il territorio con intenti secessionisti,

che sono anticostituzionali e ribelli al Governo

della Nazione, dunque illegali, avallati da

ministri che hanno giurato fedeltà alla Costituzione.

Senza ricordare che, alla stessa stregua,

durante una manifestazione dello stesso partito

a Venezia, alcuni cittadini devono essere scortati

dalla polizia e identifi cati per aver compiuto

un “grave” atto di provocazione nei confronti dei

manifestanti: lo sventolio di una bandiera con il

tricolore.

Grazie prof, dopo tanti anni abbiamo inteso il

valore della sua lezione.

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Ottobre 2010 15


Cultura e dintorni

Mannaggia alla musica

Suoni per l’anima

di Francesca Bignami

bussa alle porte con i suoi colori e

profumi regalando al paesaggio e ai boschi

L’autunno

una luce piena di fascino e malinconia. Ma

esiste anche un sottobosco che si sviluppa all’ombra

degli alberi in situazione di scarsa illuminazione. E

come per la natura, anche nella musica, accanto ai

grandi pilastri che hanno caratterizzato e continuano

a caratterizzare la canzone d’autore per eccellenza,

operano numerosi artisti altrettanto validi, senza

i rifl ettori del facile riscontro televisivo o radiofonico,

non condizionati dalle logiche di mercato legate

all’intenzione di colpire il pubblico ai fi ni esclusivi

della vendita, ricercando testi e musiche che abbiano

l’intento di “dire” e non solo di “suonare”. Fanno

parte della musica che non ti sceglie, perché sei tu

che vai a cercarla: nelle riviste specializzate, nei pochi

luoghi dove viene concesso loro di esibirsi e in

quel grande contenitore che è Internet. In questo

panorama possiamo scorgere Erica Boschiero, il cui

nome ci riporta a quella pianta, piccola e tenace,

che cresce in grande quantità nei posti dove lei ha

vissuto da bambina. Cantautrice ventisettenne, Erica

rappresenta un vero spiraglio di luce nel panorama

della canzone d’autore italiana al femminile: e non

solo perché, nonostante la sua giovane età, abbia

già ricevuto riconoscimenti prestigiosi come il Premio

D’Aponte nel 2008 e il Premio Botteghe d’Autore

nel 2009; ma perché, con una voce piena di

grazia, ci racconta attraverso testi ricchi di metafore

storie di “persone immerse nei loro luoghi, di muri

eretti per dividere, rimasti per poter guardare al di là

delle crepe che il tempo vi disegna e, in fondo, per

essere scavalcati”.

Muri che per qualcuno possono trasformarsi in

16 Ottobre 2010

porte, mentre per qualcun altro sono semplicemente

muri. Muri che a volte sono barriere, altre volte

progetti in fase di costruzione. E storie, che “c’è una

storia da ricordare, sai, dietro ogni crepa di muro”.

Storie fi ltrate anche dalla propria esperienza, vissuta

a contatto con i bambini nei laboratori musicali

che conduce, e forgiata durante un lungo viaggio

in Ecuador.

Nei brani del suo disco “Dietro ogni crepa di muro”,

la cantastorie Erica narra di persone dimenticate,

d’infanzia abusata e diritti negati: non a caso si trova

a collaborare, mettendo a disposizione la sua musica,

con associazioni come Emergency, Amnesty

International e il Movimento popolare per la difesa e

l’attuazione della Costituzione, dimostrando grande

sensibilità nei confronti delle problematiche sociali

della realtà attuale. Temi sociali che s’intrecciano con

il legame viscerale per le sue radici.

Ascoltando le varie tracce risuonano dunque echi

di terre vicine ma anche molto lontane e come per

incanto ci si può ritrovare catapultati a Venezia, “che

l’amore qui è diverso che altrove, che la vita qui è

diversa che altrove, che qui il tempo si può pure fermare,

che ogni sogno è una promessa e una promessa

un sogno da coltivare”; oppure a Parigi in una

girandola di colori, dove “viola è il cielo di dicembre

quando arrivava la sera” e “verdi gli occhi della donna

che donò il pezzo di pane, che sorrise dolcemente

e gli scongiurò la fame”; o addirittura in Sudamerica,

“dove si danza ancora sul fi lo dell’equatore, dove è

permesso ancora sdraiarsi e fare l’amore”.

Ciò che colpisce fi n dal primo ascolto della musica di

Erica Boschiero è la sua straordinaria capacità, forse

inconsapevole, sicuramente istintiva e innata, di can-

tare producendo immagini. Si avverte la sensazione

di trovarsi dinnanzi ad un libro pieno di disegni, da

colorare ciascuno con la propria fantasia ed esperienza

di vita. Viaggiando con la mente tra realtà e

sogno. Basterebbe chiudere gli occhi per poter persino

vedere due rette parallele che fi ssano un appuntamento

e ad un certo punto si incontrano…

Nelle sue esibizioni dal vivo si accompagna sempre

con la sua chitarra, lo strumento che più ama, perché

“la chitarra la devi abbracciare, tenere a contatto

con tutto il corpo, quando suoni si muove con te, le

vibrazioni del legno si trasmettono ai muscoli e alle

ossa, e allora tutto il tuo corpo diventa strumento

e musica.” Proprio come

diceva un “tale” Fabrizio

De Andrè, che pensava

quanto sia bello “che

dove fi niscono le (mie)

dita debba in qualche

modo incominciare una

chitarra”…

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Ottobre 2010 17


Cultura e dintorni

Beirut( ), la città di paglia.

Cronaca di un viaggio tra le bellezze e le contraddizioni della “nuova” Stella del Medio Oriente

di Francesco Serra

Beirut la città di paglia perché si potrebbe infuocare

da un momento all’altro, la città cosmopolita,

la città della notte, la non città, la città degli

Izbu-illah.

Cos’è oggi Beirut al di là dell’immaginario collettivo che

la vede ancora come un luogo pericoloso e poco sicuro

in cui l’instabilità è l’essenza della sua anima?

Prima di decollare e sganciarsi dalle nostre abitudini

quotidiane, per comprendere almeno un minimo l’anima

di questa metropoli del Medio Oriente, è consigliabile

“tuffarsi” nella poesia, nella prosa di Adonis e nella

lettura di Samir Kassir (giornalista ucciso in un attentato

a Beirut il 2 giugno del 2005) per contemplarne

la storia, la cultura, la religione, la psicologia e tutto ciò

che dà vita a questa città, chiamata illo tempore la Parigi

del Medio Oriente.

Fin dall’arrivo all’aeroporto Rafi c Hariri, Beirut dà l’impressione

di una città moderna con la voglia di uscire

da un periodo buio attraverso una sorta di occidentalizzazione

sfrenata.

Viaggiando in taxi verso il centro della città l’impressione,

che si percepisce guardando all’esterno, è quella

di avere a che fare con una metropoli suddivisa tra un

pensiero conservatore, le zone più vecchie situate alla

periferia sud, e un pensiero rivolto al futuro con gru e

cantieri ad ogni angolo di strada soprattutto avvicinandosi

alle zone più commerciali e turistiche.

Hamra, Centre ville, Gemmayze, Monnot, le Corniche e

altro. I punti d’interesse sono molti e vari in questa” Ville

unique” in cui il cuore pulsa attraverso la sua Università

Americana: la più prestigiosa del Medio Oriente. A volte

passeggiando per le sue vie si ha l’impressione di essere

in una capitale europea se non fosse per il suono

continuo dei clacson delle automobili; se non fosse per

la presenza ad ogni angolo di strada di militari armati,

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per lo smog e la lingua araba; l’inglese, comunque, almeno

nelle zone centrali e turistiche fa da padrone.

La Beirut odierna esprime ricchezza e sviluppo urbanistico

in un modo a volte anche fastidioso, ma nello

stesso tempo contiene in sé l’anima della bellezza

orientale che viene espressa dalla seduzione delle

donne e dai colori del mare e delle montagne che la

circondano; dai suoi cedri che malgrado la depauperazione

causata dalle costruzioni moderne resistono

ancora, dai suoi caffè.

Beirut è un mosaico vivente, un insieme di anime multi

etniche capaci di dare la vita a notti stupende piene di

musica e di calore in cui l’insieme di culture s’incontrano

e si scontrano.

Beirut è l’esempio di un mondo arabo che vuole uscire

dalla “droga” del fondamentalismo e della guerra, forse

in modo sbagliato ma comunque Uscire!

Sarà anche una città suddivisa, frammentata da religione,

politica e preconcetti ma il suo cuore è ancora

pulsante e il suo sangue scorre ancora veloce.

Beirut è una città che o si odia o si ama da subito,

come una donna!

Non sarà più la Beirut degli anni cinquanta o prima

della guerra del 1975, cioè “La piccola Parigi” in cui la

Dolce vita appagava attori, intellettuali, uomini di cultura

e artisti, ma cos’è allora oggi Beirut?

È la città della Possibilità in cui i sogni hanno ancora

la voglia di divenire realtà; un luogo in cui il pensiero

puro delle nuove generazioni contiene in sé futuro e

memoria.

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delle Corniche, senza paura,

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Cultura Vita cittadina e dintorni

Per fare un tavolo

Il cittadino-consumatore diventa ecodesigner

di Maria Grazia Spina

“Per fare un tavolo ci vuole il legno

Per fare il legno ci vuole l’albero

Per fare l’albero ci vuole il seme

Per fare il seme ci vuole un fi ore,

ci vuole un fi ore, ci vuole un fi ore

Per fare un tavolo ci vuole un fi -o-re”.

Gianni Rodari

Klimt, L’albero della vita

Chi non ha mai canticchiato o fi schiettato la fi lastrocca

musicata da Sergio Endrigo?

Per me l’ultima volta è stata domenica pomeriggio

quando, in una libreria del centro di Milano,

ha attirato la mia attenzione un piccolo libro,

dal prezzo piccolo, pozzo e sorgente di grande creatività:

“IKREA”, Altreconomie edizioni (l’allusione sarà

casuale?).

In circa settanta pagine sono raccolte istruzioni semplici

per la realizzazione e il montaggio di dieci componenti

d’arredo che spaziano dalla camera da letto al soggiorno

usando elementi modulari “insospettabili”: i greenpallets,

bancali ecosostenibili a ridotto impatto ambientale

nell’intera fi liera di produzione, distribuzione e uso.

“IKREA” è il connubio perfetto di due concetti

che stanno sempre più prendendo piede

nell’“architettura etica”: l’ecoprogettazione e l’ecodesign.

Non a caso il libro è il frutto della collaborazione

tra un’azienda del mantovano, produttrice di pallets e

un gruppo di designer, ideatori dei progetti d’arredo.

La chiave di lettura di “IKREA” è proprio la “R” di risparmio

di energia, risorse e materie prime, riciclo, recupero

e riutilizzo: i pilastri delle politiche comunitarie

di salvaguardia dell’ambiente.

Onoranze Funebri Somensi

Centro Servizi Funerari

di Somensi Tiziano & C.

I messaggi educativi evocati dalla pubblicazione

sono molteplici: sostenibilità e responsabilità ambientale,

sociale, ambientale ed economica dell’impresa

costruttrice e delle imprese utilizzatrici che

diventano promotrici di questi valori e a sorpresa

“educatrici” in tal senso.

Generano nel cliente-cittadino-consumatore il desiderio

di ecosostenibilità ed ecocompatibilità, rendendolo

responsabile.

Un cittadino responsabile è capace di scegliere, di

acquistare o boicottare alcuni prodotti e determinare,

quindi, nuove leggi di mercato.

I pallets hanno un costo invisibile agli occhi del cittadino-consumatore

che inconsapevolmente sostiene

un costo economico, sociale e ambientale nel prezzo

dei prodotti che acquista.

È un diritto del cittadino-consumatore conoscere la

fi liera del pallet poiché la sua storia potrebbe avere

degli effetti diretti o indiretti sulla sua salute o quella

dei suoi cari.

Un attimo: tutta questa dissertazione è nata da un

semplice bancale? È proprio vero! Aveva ragione

Rodari: “Le cose di ogni giorno raccontano segreti a

chi le sa guardare e ascoltare”.

L’obiettivo dell’Impresa

Funebre Somensi, è quello

di soddisfare i propri clienti

assistendoli dalla A alla Z.

Da prima a dopo il decesso

della persona cara. Serietà,

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nostri obbiettivi nel svolgere i

servizi che ci vengono affi dati

al fi ne di appagare i desideri

dei dolenti in un momento così

triste della loro vita.

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