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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 ANNI DALLA LIBERAZIONE

Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi,

con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano

da compiere: il grande lavoro che occorreva

per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo

lavoro si sono riservata la parte più dura e difficile:

quella di morire, di testimoniare con la fede e

la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un

compito cento volte più agevole: quello di tradurre in

leggi chiare, stabili ed oneste il loro sogno di una

società più giusta e più umana, di una solidarietà di

tutti gli uomini alleati a debellare il dolore.

dal discorso di Calamandrei in Assemblea Costituente (1947)

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione


INDICE

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

PRESENTAZIONE

Fernanda Dalmasso Presidente Comitato Resistenza Colle del Lys............................................................... 4

Franco Dessì Sindaco di Rivoli.......................................................................................................................5

DOCUMENTO POLITICO 6

CONOSCERE PER RIMANERE LIBERI 10

Costituzione nello zaino- Amica Costituzione............................................................................................... 11

Giocare alla Costituzione ............................................................................................................................. 12

Comunicare la Resistenza ............................................................................................................................ 13

Le scuole chiuse .......................................................................................................................................... 14

La resistenza in pianura ............................................................................................................................... 15

Dalle isbe alle baite ..................................................................................................................................... 16

Eppur che siam fratelli .................................................................................................................................17

Tripoli bel suol d'amore ............................................................................................................................... 18

Ada Godetti. Antifascista, partigiana e pedagogista ..................................................................................... 19

Eurolys/Eurolys taglia piccola ...................................................................................................................... 20/21

Portale della Resistenza .............................................................................................................................. 22

Laboratorio della memoria ........................................................................................................................... 23

Editoria e Comunicazione ............................................................................................................................. 24

Centro Studi e documentazione fratelli Piol ................................................................................................25

I giuristi nelle scuole ...................................................................................................................................26

RICORDARE PER COSTRUIRE 28

I paesaggi della memoria ............................................................................................................................ 29

Ecomuseo della Resistenza Carlo Mastri ..................................................................................................... 30

Manifestazione annuale 1 a domenica di luglio .............................................................................................. 32

Manifestazioni ............................................................................................................................................. 34

Reti di cooperazione .....................................................................................................................................35

INTERVENTI

Antonio Saitta La cultura della Resistenza e le Istituzioni di governo locale.............................38

Amalia Neirotti La cultura della Resistenza e le Istituzioni di governo locale ............................39

Guido Vaglio La memoria e la cultura della Resistenza ......................................................... 40

Enrico Borghi, Lido Riba La montagna dei valori ......................................................................................41

Carla Fiore La cultura della Resistenza e della Costituzione e la scuola .............................42

Elvio Fassone La cultura della Resistenza e la costruzione dell'Unione europea .....................43

Barbara Berruti Un progetto per l'Ecomuseo ..............................................................................44

Mimmo Lucà Resistenza, Costituzione e associazionismo ......................................................45

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

La Conferenza programmatica triennale è ormai un avvenimento consolidato e profondamente significativo

per la nostra Associazione: ogni tre anni esso rappresenta un momento di intensa riflessione e di reciproco

confronto. In tale occasione è importante dialogare con le istituzioni territoriali, con le scuole, con le altre

associazioni, con le forze politiche e con tutti i cittadini che abbiano voglia e tempo da dedicarci.

In particolare sono anni che la nostra Associazione si sforza di creare una continuità di comunicazione e di

pensiero tra la generazione che ha vissuto la Resistenza in prima persona e il mondo giovanile in modo che la

memoria non sia solo sterile ricordo ma riproposizione di valori condivisi e attuati nella quotidianità.

Il documento di progettazione relativo al triennio 2010-2012, che qui proponiamo, vuole essere inoltre testimonianza

della trasparenza e dell'onestà con cui vogliamo operare sul territorio.

Quest'anno tale documento presenta un'interessante novità: abbiamo voluto coinvolgere specialisti dei diversi

settori su cui vertono le nostre attività; siamo così riusciti ad ottenere importanti riflessioni che ci

consentono di meglio orientare le nostre prospettive future. I testi da loro scritti sono inseriti nel presente

documento.

Altra novità è stata l'elaborazione di un documento politico frutto di un lavoro collegiale che è riuscito a

individuare con chiarezza obiettivi, metodi, interlocutori e destinatari del nostro operare.

Siamo consapevoli che, a sessantacinque anni dalla Liberazione, la percezione nei confronti di quelle pagine

di storia è mutata e l'intensità emotiva relativa al ricordo è andata via via scemando, tanto più in un contesto

politico che sempre più ha preso le distanze da un periodo storico all'apparenza scomodo e difficile da gestire.

Sentiamo quindi l'urgenza di colmare tale lontananza proponendo nuovi metodi d'azione, nuove strategie di

formazione e di educazione alla cittadinanza e, in definitiva, un nuovo modo di fare Resistenza.

Vogliamo unire in un percorso ideale Resistenza, Costituzione, Europa che sono l'espressione concreta dei

valori di libertà, democrazia, uguaglianza, solidarietà che racchiudono nella loro essenza i principi per cui tanti

giovani partigiani hanno sacrificato la loro vita.

Fernanda Dalmasso

Presidente Comitato Resistenza Colle del Lys


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Ancora una volta il piano triennale del Comitato Resistenza Colle del Lys si rivela ricco di iniziative, di eventi,

di programmi, che hanno come filo conduttore il fare antifascismo in una prospettiva di forte presenza sul

territorio e di lucida proiezione nel futuro.

Per il Colle, ormai da anni, la Resistenza non è più ricordo nostalgico, occasione di commemorazioni retoriche,

esibizione di reduci, ma memoria attiva, viva.

E’ occasione per fare educazione alla democrazia, coinvolgendo le nostre comunità in presa diretta. E allora,

iniziative e programmi, hanno l’obiettivo di proiettare la Resistenza ed i suoi valori fondanti (libertà, uguaglianza,

giustizia sociale, pace) sullo sfondo di una realtà odierna che, per definizione, non può accontentare

chi crede in una società democratica, in chiave di progressivo miglioramento, con traguardi sempre spostati

in avanti.

L’affermazione dei valori fondanti della nostra Costituzione, nata dopo la guerra di liberazione dal nazifascismo

è una delle principali attività forse la più importante - sulla quale il Comitato Colle del Lys ha

sempre tenuto alta l’attenzione, ricordando, prima di tutto a noi amministratori, l’importanza delle nostre

azioni e la coerenza delle nostre scelte con quei principi.

Per questi motivi, come rivolesi, sentiamo l’orgoglio di avere all’interno del vasto tessuto associativo che

caratterizza la nostra comunità, una realtà così pregnante, così costantemente presente sui temi della democrazia

e della crescita sociale e culturale come il Comitato Resistenza Colle del Lys.

Un’associazione che ormai è diventata punto di riferimento per un territorio ampio e per una grande quantità

di istituzioni, a cominciare dal mondo della scuola che sempre di più è coinvolto nei percorsi di crescita

democratica proposti dal questo Comitato.

Mi sia permesso concludere con una nota sentimentale a ricordo di Carlo Mastri, artefice, iniziatore e protagonista

assoluto di questa bella ed importante realtà.

Carlo, in questo momento, è in un posto lontano, chissà dove, sicuramente oltre le nuvole, ma siamo certi che

il suo sguardo attento e indagatore è costantemente puntato su di noi.

Alla lettura del nuovo piano triennale sicuramente il suo viso si sarà allargato in un ampio sorriso, felice

e soddisfatto nel verificare come Fernanda e tutti gli altri amici stiano testimoniando ancora a tutti noi la

grande missione civile del Comitato.

Franco Dessì

Sindaco di Rivoli

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Il fascismo ha avuto almeno questo merito:

di offrire la sintesi, spinta alle ultime inferenze,

delle storiche malattie italiane:

retorica, cortigianeria, demagogismo, trasformismo.

Piero Gobetti

Perché questo documento. La Conferenza programmatica triennale è un avvenimento fondamentale nella

vita della nostra Associazione: essa rappresenta il momento più alto del confronto con le istituzioni di governo

territoriale, con le scuole, con le altre associazioni e con le forze politiche, finalizzato a verificare l’efficacia

delle attività appena concluse e a presentare quelle future. In un momento come questo, caratterizzato

da una profonda crisi di valori e di credibilità dell’azione pubblica, la Conferenza è inoltre l’occasione per

riaffermare il ruolo imprescindibile dell’associazionismo, espressione primaria della sensibilità dei cittadini a

livello locale come generale, nella prospettiva della rinascita di una vera democrazia partecipativa.

Dal passato al presente. La nostra Associazione è erede del Comitato Resistenza Colle del Lys, creato nel

1953 dai partigiani della 17 a Brigata Garibaldi Felice Cima per rinnovare il ricordo delle vittime della strage

nazifascista del 2 luglio 1944 e, più in generale, quello dei caduti nella lotta di Liberazione nelle valli di Lanzo,

di Susa, del Sangone e del Chisone. Strutturata dal 1991 come organismo democratico, politico e apartitico,

essa gestisce fondi pubblici e privati senza scopo di lucro e, al contempo, con il massimo di rispetto e cura,

perseguendo il fine di promuovere e sviluppare iniziative d’informazioni, formazione ed educazione sociale,

alla luce del patrimonio di esperienza e dei valori di libertà, democrazia, giustizia sociale e pace scaturiti dalla

Resistenza, che la Costituzione repubblicana ha adottato quali principi generali.

Il nostro compito. Oggi, la nostra Associazione deve assolvere il proprio dovere storico potendo contare

sempre meno sull’apporto diretto di chi è stato attore della Resistenza. Non per questo essa rinuncia a

mantenere integro il patrimonio culturale accumulato dalla Liberazione ad oggi. Al contrario, riteniamo indispensabile

rivitalizzare quel patrimonio, consegnandolo ai giovani: non limitandoci, come spesso è accaduto

in passato, a render loro nota la Storia, poiché la massa di informazioni circolante tende ad appiattire ogni

specificità e, per conseguenza, a produrre indifferenza, ma dialogando con loro nelle scuole e sul territorio e

coinvolgendoli come protagonisti nelle nostre iniziative, così che possano riconoscere quanta Resistenza c’è

già nel loro vivere quotidiano.

Le nostre attività: il Colle del Lys. Dal Comitato del 1953, abbiamo rilevato il compito di organizzare la

cerimonia annuale per ricordare i caduti partigiani, che si svolge ogni primo fine settimana di luglio; si tratta

di un momento di incontro e riflessione, che arricchiamo con eventi culturali tradizionali, come le mostre

e le presentazioni di libri, ma soprattutto improntati ad attrarre i giovani, come il meeting resistenziale di

ragazzi provenienti da vari luoghi d’Europa, i concerti e gli spettacoli teatrali. D’altro canto, abbiamo assunto

l’impegno di valorizzare i segni materiali che hanno via via caratterizzato quel luogo della memoria: dal

monumento a forma di torre inaugurato nel 1955 all’Ecomuseo della Resistenza Carlo Mastri, nato nel 2000 e

da noi gestito e potenziato costantemente.


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Le nostre attività: i contenitori dei progetti. Fin dagli anni Novanta, abbiamo individuato due fondamentali filoni della

nostra progettazione, rivolta ai giovani ed attuata con la collaborazione delle istituzioni politiche, delle scuole e delle

altre associazioni: Conoscere per rimanere liberi e Ricordare per costruire. Conoscere per rimanere liberi racchiude le

iniziative che trattano e approfondiscono i temi della Resistenza, della Costituzione, dell’unità europea, dei diritti umani

e del rapporto con l’ambiente, ispirate dalla convinzione che la libertà non sia un bene conquistato per sempre, ma un

valore da difendere e far crescere, laddove è ancor oggi poco consolidato. In Ricordare per costruire confluiscono invece

le azioni che, attraverso la promozione delle attività economiche e la ricostituzione di un tessuto sociale ed ambientale

spesso deteriorato, intendono valorizzare le aree marginali del territorio, in particolare quelle di montagna.

Le nostre attività: i temi e i contesti dei progetti. Il senso della nostra progettazione è quello di avviare la costruzione

del futuro, coinvolgendo direttamente i fruitori nella conoscenza del passato e nella presa di coscienza del presente.

Per questo, proponiamo i contenuti propri della storiografia, nell’accezione sia scientifica sia divulgativa, della memorialistica,

legata tanto alle testimonianze quanto ai luoghi teatro di esperienze, e dell’indagine della realtà attuale nel

quadro delle attività di ricerca e di scrittura, di ascolto e di visita, di collaborazione e di scambio. Allo stesso modo,

agiamo nei contesti internazionali, spaziando dai Paesi europei a quelli in via di sviluppo, e nazionali, accostando la

dimensione complessiva a quella locale.

Le nostre attività: lo stile di lavoro dei progetti. Parola d’ordine del nostro agire è la vitalità, senza la quale non possiamo

essere all’altezza dei nostri compiti e che vogliamo radicata in principi forti: l’apertura, che significa accessibilità e

comprensibilità delle iniziative , ma anche attenzione a privilegiare linguaggi e forme espressive più apprezzate dai giovani;

la partecipazione, che coinvolge volontari, collaboratori e destinatari, per favorire la fiducia nelle attività ed il buon

esito delle stesse; la responsabilità, che implica la chiara definizione ed il rispetto dei ruoli, dentro e fuori l’Associazione;

la coerenza, che riguarda le nostre scelte e le nostre azioni rispetto alle finalità ed agli obiettivi che ci poniamo;

trasparenza, che si compendia nel rigore e nella qualità degli interventi e che trova la sua massima rappresentazione

nel bilancio sociale, strumento capace di rapportare i dati gestionali al sistema valoriale ed ambientale di riferimento.

Fare rete. La distanza temporale che ci separa dalla lotta di Liberazione, la tendenza a rimuovere o falsare il processo

storico costitutivo del presente, le stesse carenze degli italiani già denunciate da Piero Gobetti e tuttora riscontrabili

dalla disabitudine all’impegno politico all’indifferenza per i valori che ispirano le istituzioni, dall’indisponibilità ad assumersi

responsabilità civiche all’inclinazione al conformismo, al compromesso, alla demagogia ed al servilismo, mettono

a repentaglio il compito della nostra Associazione e di tutti gli organismi che hanno a cuore la Resistenza. Si tratta di

una sfida difficile come mai è stata negli ultimi decenni, che si può vincere solo a condizione di unire gli sforzi in una

rete. E’ in questa direzione che vanno la nostra partecipazione ai lavori del Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione

dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana e a quelli del Comitato provinciale per

la valorizzazione degli ideali della Resistenza, dei principi della Costituzione repubblicana della pace,della solidarietà,

dei diritti umani e delle libertà, la nostra cooperazione con l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della

società contemporanea, la nostra sempre più frequente e fattiva collaborazione con l’Associazione nazionale partigiani

d’Italia e con le tante organizzazioni democratiche e antifasciste che operano nel Paese e in Europa.

Attualità della Resistenza, centralità della Costituzione. L’esperienza della Resistenza ed i valori di libertà, democrazia,

giustizia sociale e pace che in essa sono maturati sono ancora vivi e vitali. I partigiani sia pur minoranza della

popolazione italiana, hanno messo in gioco tutto ciò che avevano, se il caso la loro stessa vita, per seguire la strada

della ferma responsabilità civile e dell’appassionato impegno politico: questa scelta, compiuta oltre sessant’anni fa,

è valida tutt’oggi. Il Comitato di liberazione nazionale che riuniva orientamenti ideologici profondamente diversi, ha

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

agito con efficacia grazie ai principi di pariteticità partecipativa e unanimità decisionale; accogliendo questa

lezione nel reciproco e rispettoso riconoscersi di tutti i suoi membri, l’Assemblea costituente, pur formata da

forze politiche esplicitamente concorrenti, ha operato per il bene comune. Così il dettato costituzionale, vero

atto d’amore susseguente i traumi del fascismo e della guerra, ha progettato le istituzioni statali che da oltre

sessant’anni reggono il Paese e delineano quei diritti e doveri che consideriamo come un riferimento assoluto.

Istituzioni e politica. I cittadini si sentono spesso espropriati dell’esercizio della sovranità e stentano a

riconoscersi nelle istituzioni statali come in quelle che regolano la vita collettiva. Non comprendono perché

devono alimentare con il proprio reddito la ricchezza comune, quando essa è dilapidata per insipienza o dolo

e quando molti altri si sottraggono al loro stesso sacrificio. Non trovano sempre informazione chiara ed

esaustiva sui problemi veri ed urgenti del loro vivere quotidiano nè ascolto nè risposte. Questo malessere si

traduce in giudizio negativo che, oltre alla politica, coinvolge lo Stato, la nostra casa comune, e che spesso

si traduce nella rinuncia al diritto di voto, quando non nell’ascolto al richiamo dell’illegalità. Occorre perciò

riprendere l’insegnamento del Comitato di liberazione nazionale e dell’Assemblea costituente e tornare a

praticare una politica che sia intesa come discussione sul modo migliore per convivere. Occorre favorire il

ritorno alla partecipazione attiva alle scelte importanti che riguardano la vita collettiva. Occorre ricominciare

a dar valore al pluralismo e per conseguenza alla tolleranza, perché sono le sole chiavi d’accesso possibili

alla coesione del Paese. Occorre valorizzare il consenso, inteso come profonda condivisione e responsabilità

individuale, come fondamento della democrazia e non come oggetto dei sondaggi d’opinione.

Educare i cittadini. E’ stato osservato che la democrazia è il solo sistema politico non in grado di autoalimentarsi.

Se non vogliamo che essa muoia, la politica deve riprendere a svolgere quell’azione educativa

che ha sviluppato nei suoi momenti migliori. Un’azione il cui rilievo durante la Resistenza, nella figura del

commissario politico delle formazioni garibaldine e gielliste e, nell’immediato dopoguerra, nell’istituzione di

vere e proprie scuole. Se vogliamo che i diritti delle minoranze siano tutelati quanto quelli delle maggioranze,

che la libertà sia diritto d’essere se stessi e contemporaneamente dovere di favorire il benessere generale,

che la giustizia sociale sia capace di orientare le trasformazioni verso un’uguaglianza quale garanzia di pari

opportunità nell’esercizio dei diritti, non c’è strada percorribile che incoraggiare la cittadinanza attiva o

solidale capace di comprendere il mondo.

Correggere il mercato. Divenuto forza egemone su scala planetaria, il mercato impone a tutti gli abitanti della

terra i suoi valori e le sue leggi, sovente irrispettoso della natura profonda degli esseri umani. Alimentata

da un crescente divario tecnologico, la forbice tra sviluppo e sottosviluppo si allarga ogni giorno, garantendo

privilegi ad un numero sempre minore di persone e povertà ed emarginazione ai più. La stessa crisi economica

in cui ci dibattiamo è in fondo il risultato della ricerca del profitto ad ogni costo e della condanna alla crescita

perpetua che caratterizzano questo modo di produrre ricchezza individuale, ma non benessere collettivo. Oggi

più che mai è necessario porre un freno al mercato e porre in atto correttivi alla sua azione, così da proteggere

settori sociali ed aree territoriali forzati all’esclusione: dare dignità e speranza ai disoccupati, ai lavoratori

precari, a coloro che vivono nelle zone povere del Paese e del mondo non è un’utopia, ma una necessità, che

si può e si deve concretamente affrontare alla luce delle tante esperienze alternative di sviluppo solidale

oggi in corso.


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Praticare i diritti umani e la pace. Chi, come le donne, subisce discriminazioni che comportano esclusione,

chi, come i giovani, sa di aver considerazione solo in quanto consumatore, chi, come i migrati, fugge

dall’oppressione e finisce oggetto di vessazioni meno evidenti ma ugualmente spietate, chi vede scarificato

il valore della laicità dello Stato pone sotto gli occhi di tutti contraddizioni sempre più gravi e profonde, se

non affrontate in modo coerente con i valori della Dichiarazione universale dei diritti umani, sono destinate

a perpetuare ingiustizie civili, politiche, economiche, sociali e culturali. Allo stesso modo non possiamo non

guardare con vivissima preoccupazione le guerre che insanguinano il Pianeta e, in Europa, la crisi di quel

percorso che, per decenni e dopo due conflitti mondiali, ha assicurato stabilità e relazioni amichevoli nel

continente: occorre assolutamente praticare la pace e, al più presto, riprendere lo slancio dei padri fondatori

dell’Unione, mettendo una volta per tutte fine a quegli egoismi che compromettono ogni progetto di costruzione

della concordia tra i popoli.

IL DIRETTIVO

Comitato Resistenza Colle del Lys

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Conoscere

per rimanere liberi

Il programma pluriennale predisposto dalla nostra

associazione ha voluto mantenere, con le parole

Conoscere per rimanere liberi un filone di attività

indirizzato prevalentemente alle nuove generazioni

e al mondo della scuola in particolare, per mettere

a confronto le esperienze del passato con i molti

problemi che oggi affliggono la nostra società.

Convinti che la libertà non sia un bene conquistato

per sempre ma un valore da difendere e da far

crescere intendiamo promuovere iniziative che

vadano oltre le tradizionali tematiche inerenti la

Resistenza e affrontino quelle relative ai diritti

umani, alle questioni ambientali, alla costruzione di

un’ Europa dei popoli, alla pace.


LA COSTITUZIONE NELLO ZAINO

AMICA COSTITUZIONE

Destinatari

Studenti scuole elementari e medie inferiori

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Descrizione del progetto

Il progetto propone alle scuole dell’obbligo un percorso che avvicini, forse la prima volta, i giovani studenti

alla conoscenza della Carta Costituzionale come atto fondante della Repubblica Italiana. Le finalità sono

quelle di far crescere il concetto di legalità, libertà, pari dignità, responsabilità, di affinare sensibilità alle

diversità e alle differenze, di percorrere comportamenti di pace, utilizzando come elemento di riferimento

il dettato della Costituzione. Si propone inoltre di far conoscere la struttura dello stato e le sue principali

istituzioni per educare i giovani a diventare cittadini attivi, consapevoli e operativi e stimolare il loro senso

di appartenenza a una comunità.

Attività

Le attività sono strettamente collegate alla lettura, alla discussione e all’elaborazione di materiali/documenti,

(in funzione delle capacità intellettive delle fasce di età) relativi ai principi fondamentali della

Costituzione (primi dodici articoli) e ai diritti- doveri ( articoli 19-54).

Il punto di partenza sarà l’analisi della struttura della classe come micro-comunità prendendo coscienza dei

diritti/doveri che sono alla base della convivenza civile per poi passare a conoscere il funzionamento delle

strutture politico-amministrative più complesse.

E’ una mappa progettuale dinamica, ricca di flessibilità che permette agli insegnanti di scegliere e condurre

il percorso educativo che più riterranno adatto alla situazione delle loro classi.

Durata

Triennale per le scuole aderenti

Annuale per le classi partecipanti

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Enti coinvolti

Scuole elementari e medie inferiori del territorio.

Coordinatore del progetto

Elena Cattaneo

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

GIOCARE ALLA COSTITUZIONE

Destinatari:

Studenti della scuola primaria. III circolo didattico di Collegno. Circolo didattico di Alpignano.

Descrizione del progetto

Il progetto propone un approccio alla Costituzione Italiana attraverso una didattica che unisce gioco, educazione

motoria, educazione civica, storia.

La classe diventa micro-società in cui i diritti e i doveri sanciti nei primi 54 articoli costituzionali vengono

esplorati, esplicitati e resi tangibili in azioni ludiche di gruppo inteso dapprima come compagni di classe, poi

come cittadini italiani e conseguentemente come cittadini del mondo.

Il coinvolgimento degli alunni in un contesto educativo forte come quello del gioco, permette di avviare una

lettura critica della società e dei suoi cambiamenti, esplorandone le molteplici dimensioni, umane, economiche,

politiche.

Attività

Attività didattica nelle classi.

Laboratori di sperimentazione e invenzione di giochi sulla Costituzione Italiana: giochi di gruppo e di movimento,

sul tema della Costituzione italiana, tratti dal repertorio sperimentale elaborato dagli insegnanti

referenti del progetto. Allo stesso tempo gli alunni partecipanti al progetto saranno coinvolti essi stessi

nell’invenzione e nella sperimentazione di nuovi giochi e originali attività ludiche, costruiti intorno ai primi

54 articoli della Costituzione.

Aggiornamento, potenziamento e gestione del sito internet .

www.giochiamoallacostituzione.it da offrire in libera consultazione ad insegnanti, operatori dell’area educativa

e famiglie, in cui sono stati raccolti e proposti i giochi di gruppo realizzati, ideati e perfezionati nelle

attività nelle classi.

Evento - convegno, di presentazione del sito e della relativa pubblicazione. Organizzazione e realizzazione

di un evento-convegno di presentazione del progetto, formalizzato nel sito internet www.giochiamoallacostituzione.it

e nella pubblicazione Giochiamo alla Costituzione; aperto a tutti gli insegnanti, le associazioni di

animazione, le famiglie e i bambini delle scuole che vi hanno aderito, e naturalmente ai referenti e rappresentanti

delle amministrazioni locali territoriali.

Durata

Triennale

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Enti coinvolti

III Circolo Didattico di Collegno

Circolo Didattico di Alpignano

Coordinatore del progetto

Elena Cattaneo


COMUNICARE LA RESISTENZA

Destinatari

Studenti scuole medie inferiori e biennio superiori

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Descrizione del progetto

Il progetto propone alle scuole un percorso didattico finalizzato a promuovere la conoscenza della Resistenza,

anche locale, considerata come momento storico fondante dell’Italia democratica e repubblicana.

Il punto di vista privilegiato è quello dei giovani e degli adolescenti e ha come obiettivo quello di promuovere

consapevolezza circa il periodo storico della Resistenza nella Valle di Susa concentrandosi sugli aspetti della

vita quotidiana dei partigiani e mettendoli a confronto con la vita dei ragazzi di oggi.

E’ mirato anche a rendere più efficace l’offerta formativa dell’Ecomuseo della Resistenza del Colle del Lys

rivolta alle numerose classi che ogni anno lo visitano a conclusione della programmazione annuale di storia.

L’ unità didattica proposta è multimediale ed è stata realizzata, nel 2008, dagli studenti delle classi quinte

del Liceo sociopsicopedagogico e classico “ Norberto Rosa” di Susa appositamente per gli alunni delle classi

medie inferiori o del biennio delle superiori. E’ gia stata sperimentata in alcune classi.

Attività

Le attività proposte partono dal presupposto che gli studenti abbiano già acquisito i quadri storici relativi al

periodo che va dalla nascita del fascismo alla fine della seconda guerra mondiale; possono essere svolte

in classe o presso l’Ecomuseo del Colle del Lys durante la visita che è parte integrante dell’intero progetto.

“Resistenza” nella storia: riflettere sul significato del termine anche rispetto alla vita personale dei ragazzi

di oggi e individuare esempi di personaggi “resistenti” nelle varie epoche storiche. (attività di brainstorming).

La figura del partigiano: individuare le varie rappresentazioni (positive e negative) attraverso l’analisi di

documenti d’epoca (foto, manifesti, proclami...). Comprendere i punti di vista differenti.

La vita quotidiana del partigiano: confrontare la vita del partigiano e la vita dei giovani d’oggi attraverso

l’analisi di pagine dei loro diari.

Ascolto di canzoni di ieri e di oggi e analisi dei testi. Lettura di lettere di condannati a morte e di altri testi narrativi

sulla Resistenza. Visione di video che raccolgono le testimonianze di alcuni partigiani della Val di Susa.

Gli ambienti e i luoghi: visita guidata all’ Ecomuseo e ai luoghi nei quali hanno realmente agito i partigiani.

Percorsi sui sentieri della memoria seguendo mappe e cartine.

I materiali necessari per lo svolgimento dell’unità didattica sono contenuti in un cd-rom che verrà consegn

ato agli insegnanti che aderiscono al progetto.

Durata

Annuale per le classi partecipanti

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Enti coinvolti

Scuole medie inferiori e superiori del territorio.

Coordinatore del progetto

Elena Cattaneo

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

LE SCUOLE CHIUSE

Destinatari

Studenti delle scuole medie superiori, Comuni montani delle valli di Lanzo, del Tesso e del Malone.

Descrizione del progetto

Il progetto si propone di recuperare la storia e la memoria delle piccole comunità alpine delle valli di Lanzo,

stimolando al tempo stesso l’indagine della realtà attuale e delle potenzialità future, a partire dal ruolo

giocato dalle scuole elementari ormai chiuse. Vuole inoltre riflettere sul contributo offerto alla progettazione

della nuova Italia dalla Carta di Chivasso, prodotta da alcuni importanti esponenti della Resistenza valdostana

e valdese nel 1943, e dalla Carta della scuola, elaborata dalla Repubblica partigiana dell’Ossola nel

1944, oltre che sull’applicazione del dettato costituzionale riguardo alla scuola nelle piccole comunità alpine.

Attività

Reperimento, presso gli archivi dei Comuni aderenti al progetto, del materiale documentario inerente le

scuole elementari soppresse. Analisi della Carta di Chivasso e della Carta della scuola. Studio degli aspetti

fondamentali, relativi alla scuola e in particolare all’istruzione elementare, delle legislazioni del Regno di

Sardegna, del Regno d’Italia e della Repubblica italiana. Riflessione sull’effettiva applicazione del dettato

costituzionale, relativamente alla scuola, nelle piccole comunità alpine.

Analisi del materiale documentario d’archivio, inerente le scuole elementari soppresse nei Comuni aderenti al

progetto. Riflessione riguardo alla specifica condizione delle piccole comunità alpine ed al ruolo svolto dalla

scuola al loro interno.

Elaborazione e presentazione del prodotto finale al territorio.

Durata

Triennale

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Enti coinvolti

I.I.S. Federico Albert di Lanzo torinese

Comuni e associazioni del territorio

Coordinatore del progetto

Marco Sguayzer


LA RESISTENZA IN PIANURA

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Destinatari

Studenti delle scuole medie superiori e Comuni della cintura occidentale di Torino e dell’area della provincia

immediatamente confinante.

Descrizione del progetto

Il progetto si propone di far luce sul contributo offerto alla guerra di Liberazione dalle Squadre d’azione

patriottiche (Sap), costituite nella primavera-estate del 1944 per ampliare la partecipazione attiva della

popolazione civile alla lotta contro i nazifascisti. Queste formazioni, i cui militanti continuavano a condurre

una normale vita familiare e lavorativa, svolsero azioni di reclutamento, produzione e diffusione di materiale

di propaganda, spionaggio ed aggressione armata, sul territorio e soprattutto all’interno delle fabbriche.

Nella cintura occidentale di Torino e nell’area della provincia immediatamente confinante, agì la 15 a Brigata

delle Squadre d’azione patriottica Paolo Arnaud, il cui comando era posto a Rivoli ed i cui distaccamenti,

formati di una trentina di unità ognuno, erano dislocati a Collegno, Grugliasco, Alpignano, Rosta, Buttigliera,

Villarbasse, Rivalta, Orbassano, Piossasco, Sangano, Trana e Giaveno. Nella zona di Avigliana e in particolare

nello stabilimento del Dinamitificio Nobel, agì invece la 18^ Brigata delle Squadre d’azione patriottica

Bergamaschi. E’ in particolare alla ricostruzione della storia di queste due Squadre che il progetto mira,

mediante la sistemazione e la rielaborazione del materiale d’archivio dell’Istituto piemontese per la storia

della Resistenza e della storia contemporanea Giorgio Agosti di Torino e dei comitati e delle sezioni territoriali

dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, in modo da permettere l’allestimento di due distinti percorsi di

memoria nei territori interessati.

Attività

Reperimento e sistemazione ragionata delle fonti documentarie inerenti alla 15 a Brigata delle Squadre

d’azione patriottica Paolo Arnaud ed alla 18a Brigata delle Squadre d’azione patriottica Bergamaschi, presso

l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della storia contemporanea Giorgio Agosti di Torino ed i

comitati e le sezioni territoriali dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia.

Elaborazione di materiale divulgativo, a partire dalle fonti documentarie storiografiche.

Costruzione di percorsi di memoria, dedicati alla Resistenza e alle 15a e 18a Brigata delle Squadre d’azione

patriottica, collocati rispettivamente nei territori dei Comuni di Rivoli, Collegno, Grugliasco, Alpignano, Rosta,

Buttigliera, Villarbasse, Rivalta, Orbassano, Piossasco, Sangano, Trana, Giaveno e Avigliana.

Durata

Triennale

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Enti coinvolti

Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della storia contemporanea Giorgio Agosti di Torino.

Comitati e sezioni territoriali dell’A.N.P.I.

Regione Piemonte; Provincia di Torino; Comuni del territorio

Scuole superiori del territorio

Coordinatore del Progetto

Marco Sguayzer

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

DALLE ISBE ALLE BAITE, DAL BORTSCH

ALLA POLENTA: STORIE DI DONNE IN GUERRA

Destinatari

Studenti dell’Istituto Magistrale Statale E. De Amicis di Cuneo

Descrizione del progetto

Il progetto sarà attuato da due classi del terzo anno dell’Istituto Magistrale Statale E. De Amicis di Cuneo.

Sullo sfondo della vicenda degli Alpini nella guerra di Russia e del successivo impegno di molti di loro nella

lotta di Liberazione, il lavoro di ricerca intende indagare su un profilo quasi inedito, riguardante le donne e

la quotidianità, trovando dei punti di contatto tra i due diversi contesti storici, geografici, politici e sociali e

mettendo in particolare in luce la sofferenza dell’altra metà del cielo.

Attività

Visite nei luoghi della memoria;

incontri con esperti delle strutture del territorio (Istituto storico della Resistenza di Cuneo, Fondazione Nuto

Revelli, Casa museo Duccio Galimberti);

realizzazione di interviste di testimoni;

ricerca e lettura di testi specifici;

rielaborazione del materiale reperito e realizzazione di un prodotto finale.

Durata

Triennale

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Enti coinvolti

Istituto Magistrale Statale E. De Amicis di Cuneo

Istituto storico della Resistenza di Cuneo

Fondazione Nuto Revelli

Casa museo Duccio Galimberti

Coordinatore del progetto

Marco Sguayzer


EPPURE CHE SIAMO FRATELLI

Destinatari

Studenti del Liceo Scientifico G. Peano di Cuneo.

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Descrizione del progetto

Il progetto intende promuovere la conoscenza della storia del Novecento, con particolare riferimento alla

Seconda Guerra mondiale, alla lotta antifascista e alla Resistenza, nella convinzione che lo studio del percorso

che ha portato l’Italia e l’Europa alla conquista della libertà e della democrazia possa essere un solido

punto di partenza per la formazione del cittadino consapevole e della persona responsabile di fronte alle

problematiche attuali.

In particolare, il progetto individua come argomento di indagine specifica il travagliato rapporto tra partigiani

italiani e maquis francesi a cavallo delle montagne del Cuneese, innanzitutto perché è una pagina di storia

poco conosciuta dai giovani di oggi e in secondo luogo perché a suo tempo ha rappresentato per molti combattenti

un primo passo della presa di coscienza di cosa comporti la lotta per la libertà anche in termini di

impegno internazionale.

Attività

L’itinerario didattico che si intende percorrere prevede di condurre gli allievi a confrontarsi con le specificità

del periodo storico considerato.

In questo ambito, ogni docente potrà individuare le tematiche da trattare in modo più approfondito in relazione

al programma previsto.

Non si tratterà però soltanto di narrare in modo evenemenziale le fasi della guerra delineandone il contesto

storico e tracciandone le linee di sviluppo col supporto della manualistica tradizionale. Il progetto intende

piuttosto avvicinare gli allievi a quella che Nuto Revelli ebbe a definire “Storia dal basso”, attingendo ai

documenti diretti, alle fonti storiografiche e alle testimonianze dei protagonisti.

Durata

Anno scolastico 2010-2011

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Enti coinvolti

Liceo Scientifico G. Peano di Cuneo

Fondazione Nuto Revelli

Istituto Storico della Resistenza - Cuneo

Coordinatore del progetto

Marco Sguayzer

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

TRIPOLI, BEL SUOL D’AMORE...

I pinerolesi alla guerra di Libia

Destinatari

Studenti del Liceo Scientifico Tecnologico I.I.S. I. Porro di Pinerolo

Descrizione del progetto

Lo scopo di questo progetto, é quello di indagare, ad un secolo dall’inizio della guerra contro la Turchia, chi furono,

quanti furono e quali esperienze attraversarono i pinerolesi che partirono per il fronte libico. Il progetto

consisterà nella realizzazione di un dvd-rom in cui saranno inseriti testi, musiche, foto, filmati e documenti.

Il lavoro, interdisciplinare per le materie Lettere ed Informatica, sarà realizzato in due anni dalla prossima

IV A Liceo Scientifico Tecnologico e sarà articolato in due fasi: la prima di raccolta dati ed acquisizione testimonianze,

la seconda di realizzazione del prodotto multimediale. Ai ragazzi verrà chiesto tanto di lavorare

alla produzione informatica del prodotto, quanto di svolgere ricerche sul campo attraverso l’analisi della

documentazione e della stampa locale

Attività

Raccogliere materiali riguardanti la Guerra italo-turca e l’impatto che essa ebbe sulle popolazioni cittadine

e valligiane del Pinerolese.

Produrre un ipertesto, riguardante la guerra al fronte, il condizionamento dei cittadini operato attraverso la

propaganda, le iniziative locali di sostegno ai combattenti.

Durata

Biennale

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Enti coinvolti

I.I.S. I. Porro di Pinerolo

Coordinatore del progetto

Marco Sguayzer


ADA GOBETTI. ANTIFASCISTA,

PARTIGIANA E PEDAGOGISTA

Destinatari

Studenti del Liceo N. Rosa di Susa

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Descrizione del progetto

Questo progetto intende indagare sulla straordinaria figura di Ada Prospero Gobetti Marchesini, nei suoi

aspetti di esponente dell’antifascismo negli anni Venti e Trenta del XX secolo, di protagonista della lotta di

Liberazione e di pedagogista. Collaboratrice della rivista torinese “La rivoluzione liberale” e moglie di Piero

Gobetti, negli anni del fascismo fu al centro della rete clandestina che avrebbe portato alla fondazione del

movimento Giustizia e libertà. Fondatrice del Partito d’Azione, entrò nella Resistenza animando il gruppo

partigiano di Meana di Susa, mantenendo i collegamenti con le formazioni piemontesi di Gl e costituendo i

Gruppi di difesa della donna. Nel dopoguerra, s’impegnò come pedagogista, dirigendo dal 1953 con Dina Bertoni

Jovine la rivista “Educazione Democratica”, fondando nel 1959 il “Giornale dei Genitori”, che dopo la sua

morte sarebbe stato diretto da Gianni Rodari, e divulgando in Italia gli scritti di Benjamin Spock.

Attività

Reperimento dei materiali utili alla ricerca

Incontri con esperti

Visita dei luoghi di memoria legati alla figura di Ada Prospero Gobetti Marchesini

Produzione della ricerca

Realizzazione di un prodotto finale

Diffusione del prodotto finale mediante presentazioni nelle scuole e sul territorio

Organizzazione di un convegno sulla figura di Ada Prospero Gobetti Marchesini, nei suoi aspetti di antifascista,

protagonista della resistenza e pedagogista

Durata

Biennale

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Enti coinvolti

Liceo Norberto Rosa di Susa

Centro studi Piero Gobetti di Torino

Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea G. Agosti di Torino

Coordinatore del progetto

Marco Sguayzer

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

EUROLYS

Destinatari

Ragazzi dei comuni del territorio e ragazzi delle città gemellate europee.

Descrizione del progetto

Il progetto ha come finalità quella di far vivere ai destinatari un’esperienza che favorisca la conoscenza e

la convivenza tra giovani europei dei paesi gemellati fornendo nel contempo l’opportunità di consolidare e approfondire

la storia della seconda guerra mondiale, in particolare quella della lotta antifascista e antinazista.

Vuole inoltre far riflettere sull’importanza e il ruolo dei giovani nella costruzione di una cittadinanza europea,

nata dalla resistenza e fondata su valori quali la Pace, la Giustizia, la Democrazia.

Attività

Il progetto prevede un soggiorno di un centinaio di ragazzi per alcuni giorni, in parte nei comuni ospitanti e

in parte in un campo allestito nei dintorni dell’Ecomuseo presso il Colle del Lys. Il periodo di svolgimento

coincide con la manifestazione della prima domenica di luglio che ricorda i 2024 caduti per la libertà.

Nel campo presso il colle i ragazzi sono ospitati sotto le tende e vengono impegnati, dagli animatori, in molteplici

attività quali laboratori di pittura, scultura col legno e manipolazione di materiali vari, musica e teatro.

Un momento particolarmente coinvolgente per i giovani è l’escursione con i partigiani che li accompagnano

lungo i sentieri della libertà che li hanno visti combattere durante la Resistenza. E’ un incontro tra generazioni

diverse, ricco di emozioni per entrambe, che permette la trasmissione di conoscenze e di valori.

I giovani partecipano inoltre alla serata del sabato e alla manifestazione della domenica mattina.

Durante la permanenza al campo sono invitati a scrivere testi, poesie, articoli, sull’esperienza che stanno

vivendo e che verranno successivamente raccolti in un giornale Eurolys redatto a cura dell’Associazione.

Durata

L’iniziativa ha carattere permanente e si svolge ogni anno per una settimana in coincidenza con la manifestazione

del Colle del Lys della prima domenica di luglio

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Comuni di Rivoli, Collegno, Grugliasco

Enti coinvolti

Comuni italiani ed europei gemellati

Istituti superiori

Coordinatore del progetto

Francesco Casciano


EUROLYS

Taglia piccola

Destinatari

Bambini delle scuole elementari

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Descrizione del progetto e attività

La stessa impostazione di Eurolys per i giovani europei viene proposta per i bambini delle ultime classi delle

scuole elementari. Si tratta di un soggiorno di alcuni giorni in una struttura di accoglienza situata nelle vicinanze

del Colle, in cui viene attivato un laboratorio della memoria e di educazione alla cittadinanza finalizzato

a una azione formativa precoce. I principi della Costituzione vengono presentati, esplorati ed esplicitati

in azioni ludiche di gruppo ( Giochi sulla Costituzione) e in rivisitazioni e recupero della memoria ( escursioni

sui sentieri della libertà, incontri con i testimoni, videoproiezioni e visita all’Ecomuseo del Colle del Lys). Tutte

le attività vengono condotte da alcuni insegnanti delle classi partecipanti in un contesto ambientale ricco di

stimoli e gioioso ma nello stesso tempo profondamente educativo.

Durata

L’iniziativa ha carattere permanente e si svolge ogni anno per alcuni giorni in coincidenza con la manifestazione

del Colle del Lys della prima domenica di luglio

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Enti coinvolti

Scuole elementari del territorio

Coordinatore del progetto

Paolo Macagno

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

IL PORTALE DELLA RESISTENZA

www.rivolidistoria.it

Destinatari

Tutte le persone interessate ad approfondire la conoscenza della storia locale: studenti, docenti, ricercatori

o semplici cittadini.

Descrizione del progetto

Lo scopo di questo progetto è la creazione di un sito internet che raccolga in formato digitale la memoria

storica del territorio della provincia di Torino, dalla nascita del fascismo alla fine della seconda guerra mondiale.

Si tratta di un archivio virtuale che permette di superare tutte le difficoltà di accesso e di consultazione

proprie di un vero archivio storico di una città (orari, formato documenti/microfilm, etc).

Si propone inoltre di mettere a disposizione di docenti, studenti e ricercatori materiali grezzi e ricerche già

realizzate dalle scuole.

Il progetto è anche motivato dalla necessità di raccogliere le testimonianze di una generazione che è ormai

avanti negli anni, in modo che esse possano costituire un patrimonio per le generazioni future recuperando

le proprie radici culturali e storiche.

Attività

Il portale è attivo da ottobre del 2008. Attualmente sono stati inseriti:

Documenti provenienti dagli archivi storici dei comuni di Rivoli, Collegno e Grugliasco dal 1931 al 1952 comprendenti

circolari, lettere, telegrammi, suddivisi in sei sezioni con relative date.

Pagine di giornali d’epoca.

Testimonianze rilasciate dai partigiani che hanno operato nella zona di Rivoli e delle valli circostanti.

Fotografie e documentazione sui principali luoghi della memoria del territorio.

Progetti e lavori prodotti da alunni e insegnanti delle scuole del territorio.

Percorsi didattici sul tema della Resistenza.

In una seconda fase si cercherà di ampliare la documentazione a tutti i comuni del territorio.

Durata

Permanente

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

ANPI sezione di Rivoli

Enti coinvolti

Comuni e scuole del territorio

Associazioni resistenziali

Coordinatore del progetto

Alberto Farina


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

IL LABORATORIO DELLA MEMORIA

Destinatari

Studenti scuole dell’obbligo e scuole medie superiori.

Descrizione del progetto

Molte scuole del territorio richiedono alla nostra associazione e all’ANPI interventi per far conoscere agli

studenti momenti della storia locale, legati alla seconda guerra mondiale e in particolare alla Resistenza.

Altri incontri sono sollecitati in occasione di date significative per la storia nazionale, come il 25 aprile, festa

della liberazione o il 27 gennaio, giorno della memoria. Si tratta di interventi a conclusione di un percorso

di ricerca che gli insegnanti hanno già attuato con gli studenti all’interno dei curricoli di storia. Alla nostra

associazione richiedono quindi approcci e strumenti diversificati quali la presenza di testimoni, partigiani o

deportati, proiezioni di filmati , documenti, visite sul territorio.

Per rispondere a queste esigenze si è dato vita ad un progetto organico che ha come finalità quella di contribuire

alla formazione di cittadini attivi e consapevoli che, attraverso la conoscenza del passato, possano

capire il presente e progettare un futuro di pace e democrazia. Il progetto è curato e condotto, nelle classi,

da un gruppo di ex insegnanti, soci del Comitato e dell’ANPI di Rivoli.

Attività

I luoghi della memoria nella città: alla ricerca delle tracce della seconda guerra mondiale e della Resistenza.

Le classi vengono accompagnate nei principali luoghi che furono teatro di episodi significativi di quel

periodo. In ogni tappa potranno ascoltare la testimonianza diretta di un testimone che racconterà loro i fatti

accaduti e potrà rispondere a domande e a eventuali interviste.

27 gennaio, giornata della memoria: gli interventi nelle classi prevedono la presentazione della mostra

Lager ( allestimento a cura dell’A.N.E.D e del Comitato Resistenza Colle del Lys) costituita da una serie di

pannelli con fotografie storiche, commenti, dati .

Alla mostra vengono affiancate altre attività: proiezioni di filmati sui temi della Shoah e dei vari gruppi di

perseguitati nei lager nazisti, letture, musiche e proposte didattiche adatte all’ordine di scuola che ha

richiesto l’intervento.

25 aprile, anniversario della Liberazione: gli interventi in classe consistono in una presentazione del contesto

storico nazionale e internazionale dall’inizio della 2° guerra mondiale alla lotta di liberazione: si tratta

di proiezioni di quadri storici sintetici, con foto d’epoca, testimonianze e dati. Saranno inoltre presenti, ove

possibile, partigiani che raccontano la storia della loro vita, dall’infanzia sotto il fascismo al periodo della

guerra fino alla scelta della lotta di liberazione.

Durata

Permanente

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

ANPI - sezione di Rivoli

Enti coinvolti

Assessorati all’Istruzione di Rivoli e di Rivalta e di altri comuni della zona ovest.

Scuole di ogni ordine e grado del territorio.

Coordinatore del progetto

Elena Cattaneo

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

EDITORIA E COMUNICAZIONE

Destinatari

I soci del Comitato, le Istituzioni locali e nazionali, le scuole, le associazioni e tutti i soggetti coinvolti nelle

attività dell’associazione.

Descrizione del progetto

L’obiettivo del progetto è in primo luogo quello di far conoscere le attività del Comitato creando un canale

comunicativo permanente sia all’interno dell’associazione sia all’esterno, con le scuole e le istituzioni di

riferimento. Si tratta di mettere al corrente sullo stato di avanzamento dei progetti, promuovere le nostre iniziative,

stimolare partecipazioni e sinergie utilizzando strumenti comunicativi tradizionali ( giornali, depliant,

opuscoli ecc...) o multimediali ( e-mail, news letter, sito web...)

Altro obiettivo è quello di divulgare la conoscenza della storia locale mettendo a disposizione del pubblico

la ricca dotazione libraria dell’associazione per una semplice consultazione dei testi o per il loro acquisto.

Attività

Notiziario semestrale Colle del Lys . Due volte all’anno, a giugno ( in occasione della manifestazione) e a

dicembre viene stampato in circa tre mila copie e inviato a soci, scuole e istituzioni. Si tratta di un prodotto

editoriale di 8-16 pagine, formato A4 a colori e inviato in gran parte con abbonamento postale.

Notiziario Eurolys, numero unico annuale, che raccoglie l’esperienza del campo internazionale dei giovani

provenienti dalle città gemellate europee in occasione della manifestazione di luglio al Colle del Lys. Formato

tabloid, 8 pagine a colori, contiene articoli tradotti in inglese, in quanto, oltre che ai partecipanti, viene

inviato come strumento promoziale del progetto Eurolys ai partner istituzionali europei.

Monografie a tema, redatte in occasione di conferenze, convegni, seminari.

Sito web www.colledellys.it. Aggiornato periodicamente che contiene tutte le informazioni relative all’associazione,

gli eventi, i progetti.

Bibliografie e dotazione libraria in continuo aggiornamento tramite l’acquisto di testi di storia locale. L’elenco

dei libri a disposizione sia per la consultazione, sia per l’acquisto, è consultabile sul sito web dell’associazione.

Durata

Permanente

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Coordinatori del progetto

Elena Cattaneo

Franco Voghera

Anna Maria De Corato


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E RICERCA

FRATELLI PIOL

Destinatari

Studenti scuole dell’obbligo e delle superiori, insegnanti, ricercatori, di Rivoli, della zona ovest di Torino e

delle valli Susa e Sangone.

Descrizione del progetto

Il progetto si propone di creare una struttura permanente che raccolga tutta la documentazione inerente la

storia del novecento con particolare attenzione al secondo conflitto mondiale e alla Resistenza, in possesso

del Comitato, dell’ANPI e di altri soggetti del territorio.

Al suo interno sarà possibile non solo consultare testi, documenti, testimonianze ma anche svolgere attività

didattica con le scuole e ricerca.

Il Centro, intitolato ai rivolesi Fratelli Piol a ricordo del loro sacrificio nella lotta di liberazione, ha già iniziato

la sua attività con alcune pubblicazioni.

Attività

1a fase: individuare i locali adatti a ospitare il Centro all’interno della Villa Comunale di via Capra 27 a

Rivoli. Progettare e allestire spazi adeguati alle attività ( sala conferenze e proiezioni, arredi e attrezzature

per la biblioteca specializzata).

2a fase: attività di ricerca, acquisizione, archiviazioni di fonti, testimonianze e materiali concernenti la storia

del ‘900.

Attività di conoscenza e divulgazione del significato della Resistenza in collaborazione con scuole, realtà

politiche e sociali, istituzioni.

Durata

Permanente

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Assessorato alle politiche culturali Comune di Rivoli

Enti coinvolti

Istituto Piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea

ANPI

Coordinatore del progetto

Alberto Farina

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

I GIURISTI NELLE SCUOLE

Destinatari

Studenti e docenti del triennio delle scuole medie superiori

Descrizione del progetto

Quest’iniziativa, iniziata nel 2008 per celebrare il sessantennale della Costituzione, nasce dalla volontà di

far conoscere la Costituzione alle giovani generazioni, sottolineandone il carattere di fondamento dello Stato

repubblicano nato dalla Resistenza.

Il progetto si avvale del contributo di alcuni giuristi ( avvocati, costituzionalisti, docenti universitari) che in

chiave specialistica ma con taglio divulgativo trattano argomenti legati alla Costituzione e di attualità nel

dibattito politico-istituzionale del nostro paese o a livello europeo come, ad esempio, il Federalismo e le

Autonomie.

Attività

Il percorso formativo proposto consta di una serie di lezioni tenute dagli esperti nelle scuole medie superiori

della provincia di Torino o nella sala congressi della Regione Piemonte. Si tratta di interventi suddivisi tra

una parte di esposizione frontale e una di dibattito. Ad essi seguiranno, per i docenti delle scuole interessate,

incontri seminariali di approfondimento finalizzati ad attuare nelle proprie classi laboratori sulle tematiche

costituzionali trattate nella lectio magistralis con i giuristi.

In occasione degli incontri verrà consegnato ai partecipanti un opuscolo che raccoglie la sintesi degli interventi

e una documentazione di base dei riferimenti costituzionali relativi agli argomenti trattati.

Durata

Annuale per le classi partecipanti

Soggetti proponenti

Comitato Resistenza Colle del Lys

Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione Repubblicana del

Consiglio regionale del Piemonte

Enti coinvolti

Scuole medie superiori della provincia di Torino

Coordinatori del progetto

Fulvio Gambotto

Rosanna Santaniello


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Ricordare per costruire

La nostra associazione sente il dovere , nel

rispetto di coloro che sulle nostre montagne hanno

combattuto e di coloro che hanno reso possibile

la loro lotta con l’aiuto morale e materiale, di

impegnarsi per rivitalizzare l’economia montana

secondo una logica di sviluppo rigorosamente

sostenibile. Con l’apertura nel 2000 dell’Ecomuseo

della Resistenza abbiamo dato inizio ad una azione

di sviluppo e di rivalutazione di tutto il territorio

attraverso la sistemazione di numerosi sentieri,

la valorizzazione delle produzioni tipiche locali, le

opportunità di conoscenza dell’ambiente e della

sua storia. Coniugare la memoria della lotta di

liberazione allo sviluppo economico e turistico

del territorio montano è la strada che intendiamo

percorrere con i nostri progetti.


PAESAGGI DELLA MEMORIA

Coordinamento dei Luoghi della Seconda guerra mondiale in Italia

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Destinatari

Enti, fondazioni, associazioni, istituti e altri soggetti rappresentanti dei luoghi di memoria in Italia.

Descrizione del progetto

I luoghi di memoria della seconda guerra mondiale in Italia rappresentano un paesaggio storico diffuso e presente

sul territorio nazionale, segnato in modi diversi da eventi e processi storici. Costituiscono un patrimonio

che ha ormai assunto rilievo nella produzione di studi storici, nella prassi scolastica e ha inoltre originato un

turismo consapevole che si va diffondendo presso tutte le fasce di età. I soggetti che, occupandosi a vario

titolo di luoghi di memoria, hanno deciso di costituire questo Coordinamento intendono sviluppare una rete

di scambio, per tratteggiare una cultura comune e per condividere degli standard qualitativi minimi relativi a

importanti attività come quelle legate ai servizi e alla formazione degli operatori. Scopo del Coordinamento

è infatti di promuovere la ricerca e l’approfondimento attorno ai luoghi di memoria, di sollecitare il confronto

con altre esperienze, anche internazionali, e di sviluppare idee per una sempre migliore fruibilità da parte del

pubblico di tali realtà, intese come luoghi di riflessione e di costruzione di una coscienza storica e civile.

Attività

Costituire una sede permanente e periodica di confronto tra enti, fondazioni, associazioni, istituti e altri

soggetti rappresentanti dei luoghi di memoria in Italia

Stimolare lo scambio dei bacini di utenza nell’ambito di un turismo consapevole, del turismo scolastico, e

nella promozione accorta di itinerari della memoria italiani

Sollecitare il confronto con altre esperienze internazionali e con reti nazionali di enti ed istituti, in un appuntamento

periodico (annuale)

Promuovere la ricerca e l’approfondimento attorno ai luoghi di memoria intesi come luoghi di riflessione e di

costruzione di una coscienza storica e civile

Promuovere opportunità formative, tra cui Summer School e scambi di staff, per la crescita e la qualificazione

degli operatori

Diventare soggetto plurale riconosciuto e riconoscibile presso le sedi istituzionali, al fine di ottenere maggiore

ascolto nelle scelte di politiche della memoria

Diventare rete territoriale leggibile dalla cittadinanza come mappa sensibile della memoria italiana, capace

di tutelare e promuovere presso l’opinione pubblica la conoscenza storica e la coscienza civile di cui tali

luoghi sono portatori

Approdare, infine, ad un pieno riconoscimento legislativo dei luoghi di memoria come patrimonio collettivo

Durata

Permanente

Soggetti proponenti

Museo Cervi di Gattattico

Enti coinvolti

Tutti i luoghi della memoria italiani

Coordinatore del progetto

Giuseppe Rizzo

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

L’ECOMUSEO DELLA RESISTENZA CARLO MASTRI

La genesi L’ecomuseo della Resistenza, inaugurato il 2 luglio 2000, in occasione dell’annuale celebrazione

al Colle del Lys, nasce dal desiderio di recuperare e salvaguardare la memoria storica del territorio sul quale

ha operato la 17 a brigata Garibaldi Felice Cima e di farla diventare fondamento per una riflessione ampia

sulla storia della Resistenza e della Liberazione. Nel 2004 l’ecomuseo ha ottenuto il certificato di Herity

che esprime una valutazione dei servizi offerti, della rilevanza del soggetto, della capacità di comunicazione

e della conservazione del territorio. In occasione della manifestazione di luglio 2008 l’ecomuseo è stato

intitolato a Carlo Mastri.

La struttura La sede dell’ecomuseo è la vecchia casa cantoniera, utilizzata dai partigiani della Felice Cima

come magazzino e come officina meccanica, all’interno della quale trova spazio una mostra permanente

sui partigiani della 17 a Garibaldi, peraltro continuamente in rielaborazione, e un centro informativo al piano

terra attrezzato per fornire al visitatore notizie sulla storia della Resistenza al Colle del Lys e sulle iniziative

didattiche e turistiche organizzate dal Comitato Resistenza Colle del Lys. Ma l’ecomuseo è costituito anche

da una serie di risorse distribuite sul territorio e finalizzate a orientare l’ospite nello spazio e nel tempo; tra

queste il giardino della pace, la fossa comune, la mappa dei sentieri sula facciata anteriore dell’ecomuseo, le

fotografie panoramiche sul piazzale, i sei sentieri recuperati all’uso e le bacheche lungo i percorsi.

La finalità Due sono gli obiettivi principali che il Comitato intende perseguire attraverso l’ecomuseo: conservare

le tracce della storia della Resistenza, in particolare collegata alle vicende della 17 a Felice Cima, e

preservarle dall’abbandono e dall’oblio, in modo che rimangano quali testimoni del periodo storico, comunicare

a tutti i visitatori della zona - ma con un occhio di riguardo alle più giovani generazioni - i fatti che si

sono svolti in zona e, mediante la loro narrazione, i principi e i valori che hanno alimentato la lunga guerra di

Liberazione. Queste finalità costituiscono lo scheletro del progetto complessivo dell’ecomuseo che si articola

in un programma annuale di eventi, in un progetto di ricerca storica e nell’arricchimento e nella valorizzazione

della struttura dell’ecomuseo stesso.

Il programma Dal 25 aprile a fine ottobre, e comunque in dipendenza dalle condizioni climatiche, l’ecomuseo

ospita una serie di eventi quali presentazioni di libri o di prodotti multimediali, esposizione di mostre, dibattiti,

performance artistiche. In tutti i casi il criterio generalmente adottato per definire tali eventi è la loro

capacità di stimolare la riflessione su alcune pagine della storia italiana e dei principi della Costituzione o la

loro capacità di comunicare questi contenuti in modi efficaci. L’ecomuseo interpreta il suo ruolo di museo di

un territorio facendosi promotore anche di iniziative distribuite sul territorio.

Ecomuseo 2.0 A partire dalla primavera 2009 il Comitato ha iniziato, in partenariato con l’Istituto Piemontese

per la storia della Resistenza e della Società Contemporanea, un progetto finalizzato a rinvenire e catalogare

le tracce ancora presenti della Resistenza al Colle del Lys, le quali costituiranno il materiale per un nuovo

allestimento della mostra permanente dedicata ai partigiani della 17 a brigata Garibaldi Felice Cima.

La valorizzazione dell’ecomuseo Fin da subito il Comitato ha operato per un continuo ampliamento delle

risorse sul territorio messe a disposizione del visitatore per interpretare le tracce della storia nelle cose e nei

luoghi. Oltre a quelle già realizzate, sono in fase di progettazione: il recupero del cippo posto nel luogo dove

fu ferito a morte il comandante Deo, il recupero a monumento dell’area tra l’ecomuseo e la torre monumento


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

ai 2.024 caduti della valli di Lanzo, Susa, Sangone e Chisone, la creazione di un’aula didattica, la valorizzazione

del territorio (sentieri, elementi segnaletici ecc.)

Il cippo È ormai in fase avanzata di progettazione il recupero del cippo commemorativo posto nei pressi di

borgata Franchino a ricordo del rastrellamento del 29 marzo 1944 che costò la vita al comandante della brigata,

Deo (Amedeo Tonani), e al vicecomandante, Pucci (Sergio Rapuzzi). Come già per la fossa comune, anche

in questo caso è prevista la creazione di un’area didattica in cui le scolaresche possono fermarsi e ascoltare

dalla voce dei testimoni la narrazione della guerra di Liberazione.

L’area monumento Con i tecnici della Provincia è in fase di studio la possibilità di estendere l’area connessa

all’ecomuseo fino a incorporare la torre eretta in memoria dei caduti delle quattro valli. L’intervento è

finalizzato a sottrarre tale simbolo della memoria dall’isolamento (rispetto all’ecomuseo) e a inserirla in un

contesto che ne sottolinei la sua dimensione di monumento ai caduti della Resistenza.

L’aula didattica Il progetto si inserisce in quello più ampio di dotare l’ecomuseo di nuovi strumenti per

comunicare la storia e la memoria della Resistenza. In considerazione del tipo di pubblico che fruisce maggiormente

delle risorse messe a disposizione dell’ecomuseo, ossia i gruppi di studenti che durante tutta

l’anno scolastico visitano il Colle del Lys, si è pensato di attrezzare l’ecomuseo con uno spazio specificamente

pensato per la didattica, ossia per la conversazione con i testimoni, per l’ascolto delle lezioni e per la visione

di filmati o prodotti multimediali. In questo modo la sala al primo piano potrebbe essere adibita davvero ad

ospitare la mostra permanente sulla Resistenza al Colle del Lys.

Valorizzazione del territorio Completa il panorama dei progetti di intervento il mantenimento dei sentieri già

ripristinati e il recupero di nuovi sentieri che permettano agli ospiti di visitare i luoghi significativi della zona e

la predisposizione, lungo tali sentieri e nei posti ritenuti funzionali all’interpretazione delle tracce della storia

nel territorio, di elementi segnaletici quali targhe oppure bacheche, totem ecc.

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

LA MANIFESTAZIONE ANNUALE

AL COLLE DEL LYS

La genesi. La manifestazione di ogni inizio di luglio nasce nell’immediato dopoguerra, come occasione per i

partigiani della 17 a Brigata Garibaldi Felice Cima per ritrovarsi e ricordare i compagni scomparsi durante la

lotta di Liberazione, in particolare quelli rimasti vittima della strage nazifascista del 2 luglio 1944. Tale circostanza,

che inizialmente si limita ad un incontro commemorativo e al tempo stesso conviviale tra i partigiani,

le loro famiglie e i loro amici, si arricchisce col passare del tempo. Negli anni Novanta, soprattutto grazie alle

iniziative di Carlo Mastri, la durata diventa di due giorni, coincidenti con il primo fine settimana del mese, ed

i contenuti si arricchiscono grazie al coinvolgimento delle Istituzioni, delle scuole e di delegazioni straniere.

Oggi, essa include diversi eventi: il meeting residenziale di giovani provenienti dall’Italia e da altri Paesi

europei; varie gare sportive; eventi culturali; il concerto rock di Resistenza elettrica; l’esposizione di prodotti

tipici delle valli di Lanzo, Susa, Sangone e Chisone; l’assemblea dei rappresentanti delle Istituzioni e delle

Associazioni ospiti; la cerimonia di commemorazione ufficiale dei caduti; l’orazione; gli incontri conviviali.

Le prospettive. La manifestazione è un momento di incontro e riflessione, che arricchiamo continuamente

con eventi concepiti secondo la tradizione, ma anche e soprattutto rivolti ai giovani. Riteniamo che il modello

organizzativo odierno debba essere seguito, almeno nella sua filosofia -che è quella di verificare il lavoro

svolto dall’Associazione e di raccogliere stimoli per i progetti e le attività del futuro-, anche nei prossimi

anni. Se per il meeting residenziale dei giovani rimandiamo alla scheda del progetto Eurolys, esaminiamo qui

nel dettaglio i vari eventi in cui si articola la manifestazione.

Le gare sportive. Le competizioni amatoriali, finora allestite con la collaborazione dell’Uisp Valle di Susa,

hanno via via coinvolto ciclisti, podisti e atleti di altre specialità, richiamando al colle del Lys un notevole

numero di persone nella giornata del sabato. Per il futuro, vorremmo che questo appuntamento fosse caratterizzato

da una più marcata coerenza con le vicende resistenziali, che certo non sono considerabili sportive, ma

che sicuramente richiesero ai partigiani lo sviluppo di vere e proprie doti atletiche, necessarie per muoversi in

un ambiente particolare come quello montano. Per questo, auspichiamo che, alla gara di orienteering sperimentata

nel corso delle ultime edizioni, sia affiancata una competizione di corsa in montagna, il cui tracciato

coincida almeno in parte con i sentieri dei partigiani, dotazione fondamentale dell’Ecomuseo.

Gli eventi culturali. Mostre e presentazioni di libri hanno contraddistinto il sabato pomeriggio della manifestazione

da oltre un decennio e pensiamo debbano continuare a farlo. La presentazione dei prodotti

elaborati nel quadro dei progetti condotti dalle scuole è l’occasione adatta per dare la dovuta visibilità, oltre

tutto in una circostanza particolarmente qualificata, a lavori rari, perché condotti dai giovani con un ruolo

di protagonisti dell’apprendimento. Più in generale, pensiamo che la proposta di libri, mostre e altri prodotti

di carattere culturale, frutto di iniziative di ricerca e divulgazione, sia un’eccellente occasione per riportare

nella manifestazione quella cultura della Resistenza e della Costituzione di cui siamo quotidiani portatori.

Resistenza elettrica. Nato come progetto dell’Associazione nel 2004, Resistenza elettrica è stata nel tempo

fatta propria dall’Arci Vallesusa. Essa propone un’ideale saldatura tra i valori e l’esperienza maturati durante

la Resistenza e le giovani generazioni, utilizzando come tramite la musica -che sessant’anni fa contribuì a

formare un’identità nuova per coloro che si opposero al fascismo e che oggi occupa un ruolo centrale nella

sensibilità giovanile affermandosi sempre più come colonna sonora dell’esistenza- ed attirando gruppi ed ar-


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

tisti emergenti che vogliono offrire il proprio contributo sul tema. Momento culminante di Resistenza elettrica

è il concerto, che anima la manifestazione nella notte di sabato e che, accostando musicisti in ascesa e già

affermati, attira al colle un pubblico di ragazzi sempre più ampio ed interessato.

Il cibo dei partigiani. Dalla scorsa edizione, gli stand dei piccoli imprenditori delle comunità montane assiepano

il piazzale la domenica mattina, proponendo i prodotti tipici di una cultura che ha segnato in modo

determinante lo svolgersi della lotta di Liberazione. Senza le risorse della montagna, condivise generosamente

dalla popolazione civile in un’epoca di penuria gravissima, i partigiani non avrebbero avuto possibilità

di sopravvivenza. Riproporre oggi questi prodotti ed altri che nel tempo li hanno affiancati assume il senso

di riconoscere questo fatto fondamentale e di dare al tempo stesso un segno di stima, amicizia ed impegno

concreto alle genti alpine, in particolare a quelle relegate ai margini dello sviluppo, affinché possano divenire

un effettivo ed importante vettore dello sviluppo del Paese.

L’assemblea dei rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni ospiti. Fin dagli anni Settanta, nel

quadro della lotta al terrorismo, Carlo Mastri invitò gli amministratori dei Comuni della zona ad Ovest di

Torino a stilare annualmente un documento finalizzato a ribadire l’impegno per i valori della Resistenza e della

Costituzione. Da vari anni, la nostra Associazione propone questo stesso compito ai rappresentanti delle Istituzioni

e delle Associazioni ospiti, riuniti in assemblea durante la mattina di domenica della manifestazione.

Si tratta di un momento nodale per noi, perché formalizza le premesse politiche di un operare, fatto di progetti

ed iniziative concrete, che ci schiera ogni giorno accanto agli Amministratori pubblici e ai cittadini più sensibili

alle istanze della democrazia partecipativa.

La cerimonia di commemorazione ufficiale dei caduti. In questi ultimi anni, la formula organizzativa della

cerimonia ha suscitato forti polemiche da parte dei rappresentanti di alcuni partiti e movimenti. Al di là di

queste polemiche, cui abbiamo per altro risposto pubblicamente ogni volta con correttezza e tempestività,

vogliamo ribadire che la cerimonia è per noi il momento più alto dell’intera manifestazione, un momento

sacro perché ricorda coloro che hanno sacrificato la propria vita durante la Resistenza, per consegnarci la

libertà, la democrazia, la giustizia e la pace di cui godiamo oggi. Proprio per questo motivo, noi vogliamo che

la cerimonia segua un iter formale che ne faccia un vero rito laico. Ci sembra dunque irrinunciabile articolare

l’omaggio ai caduti secondo un ordine scandito da precise gerarchie d’importanza: prima, gli onori resi dal

picchetto dell’Esercito italiano; poi, quelli porti dalle Istituzioni repubblicane e delle Associazioni partigiane;

infine, quelli tributati dai rappresentanti delle forze e dei movimenti politici e dai semplici cittadini.

L’orazione ufficiale. Susseguente la cerimonia, l’orazione rappresenta un momento necessario di riflessione

sull’attualità dei valori e dell’esperienza resistenziali. Nei decenni che sono seguiti alla Liberazione, sul palco

posto sul piazzale del colle del Lys si sono alternati comandanti delle formazioni partigiane, uomini politici

con levatura di statisti e storici della Resistenza. Noi vogliamo che questa tradizione continui, affinché, in

uno dei luoghi di memoria in assoluto più significativi del Piemonte, la cultura resistenziale e costituzionale

possa ogni anno arricchirsi con il contributo di una personalità di assoluto rilievo.

Gli incontri conviviali. Dalle merende consumate sui prati del monte Arpone fino ai pranzi allestiti sotto la

grande tensostruttura, la condivisione del cibo è sempre stata una delle chiavi del successo della manifestazione.

Un’occasione per incontrare gli amici e per avvicinare gli sconosciuti, un modo per costruire una vera,

grande festa di popolo.

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

LE MANIFESTAZIONI

Il primo compito assegnato al Comitato dal proprio Statuto è quello di organizzare tutti gli anni, la prima

domenica di luglio, la manifestazione a ricordo dei partigiani periti durante il rastrellamento del 2 luglio 1944

e di tutti i caduti nella lotta di liberazione delle valli di Susa, Lanzo, Chisone e Sangone. Nel corso degli anni,

l'associazione è andata ben oltre questo mandato mettendo in atto progetti che hanno diffuso su tutto il territorio

la conoscenza della Resistenza, conservandone la memoria ma attualizzandone i valori con iniziative

rivolte in primo luogo ai giovani e alle scuole.

L'impegno di ricordare attraverso manifestazioni pubbliche è sempre stato però una parte fondamentale della

programmazione dell'associazione, che si è arricchita di nuovi appuntamenti legati a eventi locali, nazionali

o internazionali.

PROGRAMMA:

27 gennaio Giornata della memoria: viene celebrata in genere in un comune delle valli di Lanzo, a seguito

del nostro progetto I Giusti della montagna a ricordo degli ebrei scampati alla deportazione grazie all'aiuto

dei civili di quelle valli. Oltre alle istituzioni locali sono coinvolte le scuole e le associazioni del territorio.

A Rivoli vengono invece coinvolte numerose classi delle scuole dell'obbligo, con attività didattiche proposte

in collaborazione con l'Assessorato all'Istruzione e l'Anpi.

4 aprile Eccidio di Rubiana: la cerimonia commemorativa avviene presso la lapide che ricorda il luogo

dello scontro tra alcuni partigiani della 17a Brigata Felice Cima e i nazifascisti, durante il quale morirono tre

giovani patrioti. Vede la partecipazione di partigiani, delle autorità locali e provinciali, di insegnanti e alunni

della locale scuola elementare.

25 aprile Festa della Liberazione: l'associazione partecipa alle numerose manifestazioni organizzate nel

territorio dai Comuni soci.

8 maggio Cerimonia a Birnau (Germania): una nostra delegazione partecipa ogni anno alla commemorazione

dei deportati italiani caduti nel lager di Uberlingen (sottocampo di Dachau) e sepolti nel cimitero di

Birnau. E' organizzata dalla Vvn-Bda, associazione antifascista tedesca con cui collaboriamo da anni.

2 giugno Festa della Repubblica: in occasione di questa ricorrenza, la nostra associazione interviene alle

manifestazioni organizzate in molti Comuni della provincia di Torino.

Seconda domenica di luglio La filiera del pane a Favella di Rubiana: la manifestazione è finalizzata

al recupero di alcune modalità di vita tipiche delle piccole comunità di montagna. E' anche un'occasione per

promuovere i prodotti gastronomici tipici locali e per favorire lo sviluppo della piccola imprenditoria locale

legata al settore dell'agriturismo.

8 settembre Inizio della lotta armata: la cerimonia commemorativa si svolge presso il monumento al

Colle del Lys, alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni. E' seguita da iniziative culturali presso l'Ecomuseo

(presentazioni di libri, conferenze, proiezioni di video).

8 dicembre Giuramento della Garda: la cerimonia, che si tiene presso questa frazione di San Giorio,

ricorda il giuramento prestato dai primi partigiani della Val di Susa l'8 dicembre 1943 per la lotta a oltranza

contro i nazifascisti. Si svolge alla presenza delle istituzioni.


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

RETI DI COOPERAZIONE E COLLABORAZIONE

Come abbiamo affermato nel documento che illustra le linee-guida della nostra programmazione triennale,

l’obiettivo di tenere viva la memoria della Resistenza e di diffondere i valori di cui è portatrice si può raggiungere

soltanto se tutti i soggetti interessati, Istituzioni, Associazioni, Enti, uniscono le loro forze e fanno rete.

Per noi questa strategia ha voluto dire stringere alleanze con partner istituzionali e non, ufficializzandole e

rendendole operative attraverso convenzioni, protocolli d’intesa e collaborazioni .

Pensiamo infatti che questa sia la strada per consolidare e dare un futuro ai nostri progetti affinchè abbiano

prospettive sicure di realizzazione al di là di del panorama politico del momento e delle risorse, anche economiche,

che le istituzioni investono nel settore storico- culturale.

Convenzione con la Regione Piemonte

La Regione Piemonte e il Comitato Resistenza Colle del Lys si impegnano a collaborare al fine di promuovere

e coordinare le attività, gli studi e le ricerche legati alla Lotta di Liberazione e in generale ai valori della

democrazia. Le due parti si impegnano inoltre a promuovere attività didattiche- formative rivolte alle scuole.

Protocollo d’intesa con il Consiglio Regionale del Piemonte

Impegna il Comitato a organizzare annualmente con il Consiglio Regionale una o più iniziative sui temi della

Resistenza e della Costituzione repubblicana, a collaborare all’organizzazione per il Giorno della Memoria, a

diffondere il materiale divulgativo promosso dal Consiglio Regionale e dal Comitato, ad accogliere gruppi e

scuole in visita ai luoghi di interesse storico.

Convenzione con la Provincia di Torino:

Regola i rapporti tra la provincia di Torino e Il comitato per la promozione e valorizzazione dei valori della

resistenza . In particolare per la promozione di tavole rotonde, manifestazioni, iniziative didattiche, borse di

studio, per valorizzare in campo nazionale e internazionale, il grande contributo del movimento partigiano e

antifascista alla causa della resistenza.

Comodato d’uso dell’Ecomuseo Carlo Mastri

E’ stato stipulato un contratto di Comodato riguardo la struttura dell’Ecomuseo del Colle del Lys di proprietà

provinciale. Tale edificio viene destinato allo svolgimento di iniziative di promozione di attività culturali,

didattiche e di valorizzazione delle attività montane e degli aspetti naturalistici della zona. La gestione

dell’Ecomuseo è affidata al Comitato.

Iscrizione nel Registro regionale delle associazioni di Promozione Sociale

Nel 2008 la nostra associazione è stata iscritta al Registro Regionale delle Associazioni di Promozione sociale-sezione

Provincia di Torino con il n. 34/To. Ciò consente al Comitato di accedere al beneficio del 5 per mille.

Convenzione con l’Istituto Piemontese per la storia della Resistenza e della

società contemporanea Giorgio Agosti

E’ stata stipulata nel 2009 ed ha come obiettivo la collaborazione per sviluppare progetti finalizzati al recupero

e alla valorizzazione dei luoghi della memoria nella provincia di Torino oppure inerenti iniziative di

informazione, formazione e di educazione sociale indirizzate ai giovani e alle scuole

Si concorda che per attuare le iniziative di volta in volta emergenti dovranno essere stipulati specifici con-

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

tratti che ne definiscano le modalità di esecuzione.

Si è ipotizzato che una prima forma di collaborazione con l’Istoreto, viste le competenze in merito, potrebbe

essere un progetto di riallestimento dell’interno dell’Ecomuseo Carlo Mastri del Colle del Lys.

Convenzione con l’Archivio Nazionale Cinematografico

della Resistenza di Torino

Archivio e Comitato si impegnano a collaborare per sviluppare progetti finalizzati al recupero, alla tutela e

alla diffusione di materiale cinematografico relativo alla storia del Novecento. A tal fine verranno predisposti

specifici progetti per attuare le iniziative di volta in volta emergenti.

Collaborazioni con Associazioni, Enti, Istituzioni

Anpi provinciali e interregionali

Fondazione Nuto Revelli di Cuneo

Coordinamento dei luoghi di memoria italiani

Arci Vallesusa

Uisp Vallesusa

A.S.V. Ciclistica Rivoli

Valsusa FilmFest

A.N.A. Gruppi di Rivoli, Collegno, Grugliasco.

Pro Loco di Rivoli

Turismovest

Comuni del Polesine nell’ambito del Patto di Amicizia siglato dal comune di Rivoli con Stienta e dal comune

di Collegno con Gaiba..


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

INTERVENTI

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

La cultura della Resistenza e le Istituzioni di governo locale

Prima di entrare nel tema vorrei riproporre quanto ho scritto, nel 2009, nella prefazione al volume, coordinato

dalla Provincia di Torino, “Guida ai Luoghi della guerra e della Resistenza nella provincia di Torino”.

Prendendo spunto dall'affermazione di Paul Auster “La memoria è una gran benedizione”, contenuta nel libro

Trilogia di New Jork, scrivevo: considerando così la memoria, (Auster), la definisce in modo completo quale

strumento per vivere in maniera più intensa e piena la propria quotidianità, raffrontando il presente e i quesiti

che ti pone con l'esperienza e gli insegnamenti del passato, o, dal punto di vista individuale, del proprio

vissuto. La memoria dunque quale compagna indispensabile e preziosa del vivere per ciascuno, ma, parimenti,

punto di riferimento di ogni comunità. Senso e rispetto della memoria e conseguente volontà di tutelarla,

infatti, sono spesso cartina tornasole della coesione di una collettività, di un Paese, di una Nazione. Perché

si è anche in forza di quello che altri prima di noi sono stati, hanno voluto essere, hanno inteso tramandare.

Chiave e forza ideologica - ed aggiungo morale ed etica - del rapporto tra cultura della Resistenza e Istituzioni

di governo locale devono essere proprio questo: mantenere fede ad un patto tra generazioni, il raccontare per

non disperdere, il raccogliere per conservare, con il fine ultimo di trasmettere di generazione in generazione.

Da questa premessa globale ne discende - ne è disceso e sono certo discenderà - un impegno in opere di cui

le istituzioni locali si sono fatte ideatrici, realizzatrici ed interpreti in più parti d'Italia.

La Provincia di Torino ha perseguito negli anni questa strada. E' mi è grato ricordare che il contributo in idee e

sostanze a numerose iniziative è stato ed è, tuttora, attivo e partecipe. Perché così deve essere.

Ritengo significativo ricordare a tal proposito la partecipazione fin dalla sua istituzione, negli anni Settanta

del secolo scorso, della Provincia di Torino, al Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori

della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, istituito in forza della L. R. n.7 del 22 gennaio

1976.

Attraverso il Comitato è stato possibile realizzare un impegno corale dei vari livelli delle istituzioni locali

piemontesi sia attraverso la tutela della memoria di una comunità cittadina o di territorio sia promuovendo

e realizzando con continuità - per la prima volta in Italia a cura di istituzioni locali ! - quei viaggi studio che,

nei decenni, hanno portato migliaia di giovani a conoscere direttamente, con la preziosa guida dei testimoni,

i luoghi, in Italia e in Europa, della shoah, dei campi di concentramento, della seconda guerra mondiale, della

guerra di liberazione.

Ed ancora questo impegno nel ricordare ha realizzato, in parallelo, ricerche, permettendo di catalogare, di

fissare nel tempo, in modo organico e complessivo le memorie dei testimoni.

In sostanza penso che la semina sia stata buona e che alle intenzioni siano seguite le opere. Anche perché,

con accorata tristezza constatiamo che i testimoni sono sempre meno.

Il dovere della nostra generazione è il custodire le loro memorie, il loro essere stati testimoni: in sostanza,

diventare testimoni dei testimoni.

E' un compito delicato e difficile. Perché è, al pari, patto da assolvere da cittadini, comunità ed istituzioni di

ogni livello, con chi ha permesso a tutti noi di vivere in democrazia alla luce di una Costituzione nata appunto

e proprio dalla Resistenza e da tutti quei valori racchiusi in essa.

Impegnandoci su questa strada come persone e come istituzioni locali confidiamo di poterla percorrere con

sapienza e sentimento, già da oggi per il domani.

Antonio Saitta

Presidente della Provincia di Torino


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A 65 anni dalla liberazione

La cultura della Resistenza e le Istituzioni di governo locale

La memoria storica può diventare bisogno e dovere dell’uomo: i casi in cui l’uomo eccelle in umanità oppure,

i casi in cui egli smarrisce la ragione e annaspa nel buio accecato e impaurito perdendo quanto vi è di umano

in lui, vanno ricordati per capire, e per essere consapevoli del punto in cui un essere umano può arrivare.

Tacito, nei primi tre capitoli del De vita Iulii Agricolae liber, rivendica l’importanza di ricordare la virtus che

caratterizza gli uomini grandi e il cui mezzo per restare in vita, è la loro memoria. Con uno sguardo nostalgico

egli si riferisce all’età degli antichi, ossia l’epoca della repubblica in cui era più facile e alla portata di tutti

compiere azioni degne di essere ricordate. La memoria perciò serve principalmente a tramandare ai posteri ciò

che fa onore agli uomini, conservare il ricordo degli esempi a cui gli uomini dovrebbero aspirare.

Per noi, la memoria e la storia sono elementi costitutivi del nostro stesso presente, sia perché vi si radicano

le origini e i valori della nostra democrazia, sia perché l’esercizio della memoria, rivolto non solo al passato

ma anche all’epoca in cui viviamo, è una pratica essenziale per una cittadinanza vigile e partecipe. Un ruolo

significativo nel processo di crescita di una memoria civile nelle nostre città che è svolto da molte associazioni

che hanno assunto il lavoro sulla memoria e sulla ricerca storica come un vero e proprio servizio pubblico

reso alle istituzioni e ai cittadini e, in ultima analisi, al Paese intero.

Un ruolo fondamentale, nella conservazione della memoria storica, deve essere svolto dai Comuni, soprattutto

nella scuola dove risulta necessario evitare il consumo di memoria storica e riuscire a conservare

un ricordo integrale e, al contempo, collettivo della sofferenza umana nei suoi molteplici aspetti e nelle

differenti manifestazioni, spesso collegati fra loro dal filo invisibile del rancore, dell’odio e della vendetta.

La vicenda del genocidio ebraico e l’annientamento di ogni genere di diversità, divergenza e opposizione

all’interno del tessuto sociocomunitario, si prospettano come una pagina paradigmatica della storia, su cui

ogni persona deve soffermarsi, quale punto nevralgico, di non ritorno, nella coscienza dell’umanità. Educare

alla memoria degli eventi risulta un compito fondamentale ed imprescindibile. Il compito più gravoso e

difficile, consiste nel dover accompagnare i giovani nella ricostruzione di un periodo storico, affinché sorgano

ripetutamente e costantemente interrogativi, domande, questioni, che sfocino in un impegno personale attivo,

civile, pluralista e democratico.

Amalia Neirotti

Presidente Anci Piemonte

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Rimeditare la storia e le identità [...] è benefico se La memoria e la cultura della resistenza

l'esercizio serve la vita di oggi, arricchisce le scelte

politiche e non si compie dentro circoli ermetici ma in Desidero ringraziare gli amici del Comitato Resistenza Colle

una conversazione cittadina con interlocutori che nulla del Lys per avermi invitato a fornire un contributo alla pubbli-

sanno della memoria antiquaria e con generazioni che cazione che raccoglierà le loro linee progettuali per il prossimo

partecipano alle celebrazioni senza aver concorso al far- triennio: lo faccio senza altra pretesa se non quella di sugsi

delle vicende evocate.

gerire qualche spunto di riflessione che nasce dall'esperienza

Barbara Spinelli, Il sonno della memoria

progettuale del Museo Diffuso di Torino.

Il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della

Guerra, dei Diritti e della Libertà che ha un nome lungo come il periodo storico che si propone di rappresentare

e complesso come le trasformazioni che tale periodo caratterizzano è uno spazio di incontro fra ricerca e

comunicazione, di confronto e di riflessione. È un Museo di idee più che di oggetti, che dalle vicende di Torino

e del suo territorio tra il 1938 e il 1948 allarga il suo campo d'interesse all'Europa e a tutto il Novecento.

Fin dall'inizio, infatti, ci siamo posti il problema di non limitarci a uno sguardo esclusivamente rivolto al

passato, ma di aprirci al tema più generale dei diritti civili, raccogliendo l'eredità positiva degli anni della

guerra - la sanzione di quei diritti da parte della nostra Carta Costituzionale - per riflettere poi su quanto,

oggi, quei diritti siano davvero affermati.

Dobbiamo infatti misurarci oggi con una innegabile rottura culturale, una sempre maggiore distanza, non solo

temporale ma anche emotiva, nei confronti di quella memoria. Dunque, il dovere di trasmettere una tradizione

civica deve porsi il problema di come colmare lo scarto esistente, di quali mezzi utilizzare per avvicinare

cittadini sempre più distanti e nuovi, anche per provenienza geografica.

La rappresentazione del periodo della Seconda Guerra Mondiale che il Museo propone ruota intorno a due

punti di forza: il territorio e la memoria, quali strumenti per rileggere le vicende storiche della comunità della

quale si fa parte. Un museo che si propone di fornire spunti per una riflessione sull'attualità promuovendo

la conoscenza di un momento cruciale della storia del XX secolo, dando voce innanzitutto ai testimoni diretti

di quegli avvenimenti. Ma anche un progetto di valorizzazione dei luoghi: un centro di interpretazione che

invita a uscire dal Museo per ritrovare sul territorio le tracce di quel passato. Ancora, un centro di attività,

che si fonda sull'organizzazione di eventi culturali convegni, incontri, spettacoli teatrali, concerti, proiezioni

cinematografiche - strutturati in modo da evitare di fornire interpretazioni univoche dei temi di volta in volta

proposti e finalizzati a offrire ai visitatori l'occasione per un'esperienza personale, tale da suscitare coinvolgimento,

interesse, stimoli all'approfondimento.

Sia l'allestimento permanente “Torino 1938-1948. Dalle leggi razziali alla Costituzione”, sia la maggior parte

delle esposizioni temporanee utilizzano linguaggi multimediali e accostano forme di comunicazione differenti,

con lo scopo di favorire il più possibile la partecipazione attiva del pubblico e di stimolarne la riflessione

autonoma.

Nello stesso Palazzo che ospita il Museo, infine, hanno sede due istituti specializzati nella storia del Novecento:

l'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e l'Istituto piemontese per la storia della Resistenza

e della società contemporanea, che custodiscono un patrimonio documentale unico a livello europeo,

creando così una complementarità ideale tra la ricerca e la conservazione, da un lato, e la comunicazione,

dall'altro.

Guido Vaglio

Direttore Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà


La montagna dei valori

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

La montagna, quella piemontese in particolare, è stata il luogo della Resistenza.

Forse per le nostre vallate terre di libertà antiche e di statuti autonomisti, di gente pacifica ma disposta

ad armarsi per la difesa dei propri diritti e dei propri confini quel ruolo era naturale. Ma certo fu un ruolo

che coinvolse attivamente la terra e la popolazione. La Resistenza non sarebbe stata tecnicamente possibile

senza la montagna.

Il Paese contrasse con la montagna un debito politico e materiale che non ha mai pagato.

Alla Resistenza seguì la Liberazione e alla Liberazione seguirono, a partire dal decennio successivo, i vent’anni

del miracolo economico, con tassi di sviluppo pari a quelli che oggi si registrano in Cina. Al termine di quel

percorso il Paese, si trovò progredito e ben messo. E la montagna si trovò depressa e abbandonata. Ecco

il debito inevaso, di cui va tenuto conto non per tardivi indennizzi ma per impostare per il futuro il rapporto

città-montagna su nuove basi.

In questo senso va il grande lavoro dei Sentieri della memoria realizzati dalla Regione Piemonte con il progetto

Interreg avviato a partire dal 2001 con altri partner italiani, francesi, svizzeri e soprattutto con la

collaborazione degli Istituti storici e delle organizzazioni della Resistenza: il Comitato Resistenza Colle del

Lys in primo piano.

L’Uncem non considera gli itinerari della Resistenza una testimonianza di fatti storici a futura memoria. Per

noi questi sentieri sono generatori di interessi e di attrazioni culturali e turistiche: dove è passata la Resistenza

ora deve passare lo sviluppo; dove hanno camminato i partigiani ora devono camminare lo sviluppo e

il progresso, obiettivi tra i principali della democrazia, per la quale in tanti sono morti e spetta a noi fare in

modo che non siano morti invano.

Oggi ci sono le condizioni perché la nuova economia (la new economy, la green economy) di cui molto si ragiona,

assuma quel percorso finalmente inclusivo della montagna e della sua gente (dopo gli anni dell’esclusione

e della marginalità) di cui c’è bisogno per organizzare un futuro normale per le borgate alpine. E i Sentieri

della memoria sono, in questa prospettiva, un generatore di opportunità economiche come lo sono tutti i beni

culturali, materiali e immateriali.

Questo programma, dopo tanti anni, ricollega la storia e il futuro, non estingue il vecchio debito ma almeno

onora e rivaluta il vecchio patto tra la Resistenza e la montagna che fu decisivo per la liberazione del Paese

dai nazifascisti.

Enrico Borghi, Presidente nazionale Uncem

Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

La cultura della Resistenza e della Costituzione e la scuola

Le Valli Chisone Lanzo Sangone e Susa, ricche di storia millenaria e porta del Piemonte verso l'Europa, hanno

vissuto un momento particolarmente significativo durante la lotta della Resistenza. Episodi particolarmente

significativi hanno interessato queste valli e hanno acuito lo spirito di appartenenza al territorio da parte

dei loro abitanti.

In questi anni si è fortemente sentita la necessità di mantenere la memoria, come punto di aggregazione, ma

soprattutto come origine della nostra società civile repubblicana. E' in quest'ottica che la scuola, attraverso

gli episodi che hanno caratterizzato localmente la Grande Storia del 900, scopre e valorizza il proprio territorio,

ma soprattutto approfondisce le proprie radici.

Lo studente viene ad assumere una migliore consapevolezza di sé, del suo ruolo nella società civile. L' approfondimento

di momenti così significati e territorialmente vicini, quali quelli che hanno caratterizzato queste

vallate durante l'ultimo conflitto mondiale, diventano un'utile palestra per affinare la cultura dei diritti umani

e civici sanciti dalla Costituzione.

Inoltre, il Comitato Resistenza Colle del Lys ha assunto un ruolo di grande interlocutore con la scuola dell'autonomia,

gli Enti Locali etc.. Si è così costituita una fitta e solida rete interistituzionale scuola-territorio,

rafforzata già prima dell'avvento dell'autonomia scolastica, che consente alle istituzioni scolastiche di

ampliare l'offerta formativa. Spesso si è svolta in una ricerca-azione che ha visto lo studente protagonista

e coartefice del percorso.

L'esperienza, pertanto, rientra a pieno titolo nei percorsi sperimentali di Cittadinanza e Costituzione così

come previsto dal D.L.1.8.2008 n. 137 e dal documento di indirizzo del 4 marzo 2009 emanato dal ministro

dell'istruzione.

Non è un caso che tra i 104 progetti finanziati nell'ambito della sperimentazione Cittadinanza e Costituzione

a cura dell'ANSAS è stato inserito quello che ha come scuola capofila l'IIS Amaldi di Orbassano e che lo

stesso, insieme all'ITIS Pascal di Giaveno sono poli per la rete regionale di Cittadinanza Attiva, sorta in

collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale.

Si tratta, infatti, di attività che facilitano la costituzione di reti interistituzionali e di scuole che approfondiscono

alcune tematiche connesse con l'analisi del proprio territorio. Cittadinanza e Costituzione, infatti, ha

superato l'ottica delle varie Educazioni (alla legalità, alla salute, etc) prevedendo percorsi di ricerca-azione

dove diventa fondamentale, declinandoli nei vari ordini di scuola, il sapere, il saper fare e il saper essere. Non

si tratta di un'iniziativa estemporanea, ma di un'iniziativa che partendo dalle esperienze maturate e sedimentate

porterà a sistema le varie esperienze, rientrando, inoltre, nel quadro delle competenze europee previste

per l'istruzione, competenze stesse che diventano presupposti per una cittadinanza libera e consapevole.

Carla Fiore

Referente Regionale Progetto Cittadinanza e Costituzione USR Piemonte


PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

La cultura della Resistenza e la costruzione dell'Unione europea

La Resistenza italiana non è stata l'unica in Europa, altre ve ne furono in Francia, in Grecia, Polonia, Albania,

Jugoslavia, ed anche in Romania, Cecoslovacchia e Bulgaria.

La Resistenza italiana ebbe però una caratteristica tutta sua, e cioè quella di essere condotta all'interno di

uno dei Paesi facenti parte dell'Asse, che stava occupando pressoché tutta l'Europa. L'Italia era nello stesso

tempo aggressore e resistente, despota quanto alle alleanze e ribelle al dispotismo. Ciò rende più significativo

il fatto che i resistenti si dovettero battere non solo contro i nazisti occupanti, ma anche contro una parte

notevole del loro Paese e la sua ideologia di base, e quindi superare una difficoltà in più per cogliere appieno

la novità della Seconda guerra mondiale.

Per la prima volta, non si trattava della lotta tra uno o più Stati contro altri Stati per obiettivi di potenza o

di sopraffazione reciproca. Si trattava invece della lotta tra un gruppo di Stati democratici ed un gruppo di

dittature intenzionate ad affermare la propria egemonia sull'intero continente, stabilendo un nuovo ordine

europeo. Non era più una guerra tra potenze simili, ma uno scontro tra libertà e dittatura.

Forse è eccessivo affermare che i nostri resistenti, a parte qualche mente di eccezionale lucidità, prefiguravano

la nascita di una Unione europea nei termini in cui oggi la pensiamo. Anzi, è doveroso ricordare

che i primi nuclei della Resistenza, a matrice prevalentemente comunista, guardavano altrove, e che solo

la progressiva confluenza di esponenti di quasi tutti i partiti produsse una forte dialettica interna ed una

maturazione politica complessiva, capaci di condurre anche la strategia comunista a coltivare l'alleanza con

le forze borghesi, nella consapevolezza che qualsiasi rivoluzione sociale doveva comunque passare attraverso

la liberazione dalla dittatura.

Proprio la chiara percezione unitaria, in grado di far percepire con chiarezza che gli Alleati interpretavano la

stessa aspirazione verso una società di uomini liberi ed eguali, fu quella che permise la convergenza delle

varie componenti della Resistenza, la quale, insieme con il notevole contributo offerto sul piano militare,

permise all'Italia di essere esonerata dall'occupazione dei vincitori e di essere poco dopo ammessa fra le

Nazioni Unite.

A posteriori non è difficile vedere quanto importante fu la dissociazione dei partigiani italiani dall'Asse delle

dittature, pagata duramente con l'ostilità, le torture ed i massacri perpetrati dai nazisti e dalla Repubblica

sociale di Salò. Essa permise all'Italia di diventare, ad appena dodici anni di distanza, uno dei Paesi fondatori

del primo nucleo dell'Europa, costituitosi proprio a Roma nel marzo del 1957. Un'Europa che fosse stata priva

non solo di una parte della Germania (oltre che degli Stati mediterranei retti da regimi autoritari e dei Paesi

dell'est), ma anche di un'Italia non riscattata dalla Resistenza, sarebbe stata una ben misera Europa, ridotta

in sostanza al solito vecchio e conflittuale binomio situato sulle opposte sponde del Reno.

La cultura della Resistenza italiana fu insieme tensione verso la libertà e spinta verso l'equità sociale.

La prima era già largamente presente nella cultura liberal-democratica degli Alleati. La seconda era più

spiccatamente nostra, almeno nella componente più vasta della Resistenza. Questi due filoni ideali furono

scritti chiaramente nella Costituzione italiana e, se in seguito sarebbero diventati patrimonio comune, sino

ad essere largamente presenti anche nella bozza della Costituzione europea, un qualche apporto deve essere

riconosciuto alla nostra cultura resistenziale.

Elvio Fassone

Già Senatore e Magistrato

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PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

Un progetto per l'Ecomuseo.

Nel luglio 2009 l'Istituto ha stipulato con l'Associazione una convenzione che prevede lo studio di un nuovo

allestimento dell'Ecomuseo della Resistenza del Colle del Lys.

Tale studio si propone di adeguare e rinnovare un importante punto della rete che si è costruita attraverso il

progetto Interreg Alcotra "La memoria delle Alpi / La mèmoire des Alpes" che, iniziato nel 2003 e conclusosi

nel 2007, ha prodotto risultati molto importanti, sia sul piano della ricerca scientifica e della divulgazione, sia

sul piano dell'intervento sul territorio alpino.

Il proposito iniziale, fondato sull'idea di raccontare, anche fisicamente, la storia della guerra sulle Alpi occidentali

- le frontiere, la presenza di occupanti e liberatori, le vie di fuga e di rifugio, la costruzione di un'idea

di Europa federalista - aveva l'ambizione di ricostruire le vicende di un intero territorio attingendo anche alla

storia di lungo periodo e di restituire alle comunità dove hanno sede luoghi significativi di memoria una storia

in cui tutti possano riconoscersi.

Il progetto ha avuto come capofila la Regione Piemonte e ha interessato tre paesi europei (Svizzera, Italia

e Francia) e tre regioni in Italia (Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta): l'Istituto è stato referente scientifico.

I lavori e le ricerche hanno prodotto 45 pubblicazioni (volumi e guide tematiche), 95 sentieri censiti e attrezzati

per il percorso, 29 centri rete - allestiti presso sedi esistenti o ristrutturate - che svolgono la funzione

di sezioni territoriali della rete museale e che sono stati realizzati dalle Regioni e dalle Province sui rispettivi

territori in collaborazione con gli Istituti per la storia della Resistenza e della società contemporanea del

Piemonte e della Valle d'Aosta. Oltre a ciò, sono stati prodotti importanti studi comuni, di sintesi, che restituiscono

il quadro d'insieme e la complessità della storia sul territorio: 4 cd-rom tematici, il portale internet, la

banca dati, la guida "I sentieri della libertà. Piemonte e Alpi occidentali. 1938-1945 la Guerra, la Resistenza,

la persecuzione razziale", edita a cura del Touring Club Italiano.

I centri rete sono dislocati sul territorio e localizzati presso edifici che possono essere legati al periodo

storico in oggetto e possedere dei piccoli archivi (per esempio il centro di documentazione di Lanzo). Presso

i Centri-Rete sono disponibili spazi, materiali, attrezzature e vengono organizzate iniziative che offrono informazioni

storiche a sostegno delle escursioni lungo i sentieri. Si è voluto così applicare in scala interregionale

il modello di Museo diffuso (della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà)

ideato e realizzato a Torino dal nostro Istituto, dall'ANCR e dalla Città. L'idea del Museo diffuso è quella di un

sistema articolato basato su tre elementi fondamentali: a) i luoghi della memoria che sollecitano un viaggio

nello spazio e nel tempo, portando in luce la storia di luoghi, persone, cose poco note o note solo nella loro

funzione e parvenza attuale; b) un centro d'interpretazione che aiuti a situare il visitatore nello spazio e nel

tempo e a trovare della categorie interpretative e degli approfondimento sui luoghi e sulle stratificazioni della

memoria; c) gli Istituti di ricerca presenti in Piemonte e in Valle d'Aosta in ogni provincia essi stessi spesso

anche centri rete che mettono a disposizioni materiali e personale che offre la possibilità di accedere alle

collezioni di fondi cartacei, iconografici, sonori, visivi che costituiscono il loro patrimonio. Tutte le informazioni

sono reperibili sul sito www.memoriadellealpi.net.

Barbara Berruti

Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea Giorgio Agosti


Resistenza, costituzione e associazionismo

PROGRAMMA TRIENNALE 2010-2012

A 65 anni dalla liberazione

“Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano

da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all'Italia libertà e dignità. Di questo lavoro

si sono riservata la parte più dura e difficile: quella di morire, di testimoniare con la fede e la morte la fede

nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole: quello di tradurre in leggi chiare, stabili

ed oneste il loro sogno di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati a

debellare il dolore”.

Le parole sui caduti della Resistenza pronunciate nel 1947 da Calamandrei in Assemblea Costituente non

potrebbero descrivere meglio il legame intrinseco tra valori resistenziali e Costituzione. Un nesso così profondo

da indurre Scoppola e Balboni ad affermare che la nostra Carta fondamentale non sarebbe nata senza

la guerra e quella “scarnificazione dei corpi e delle coscienze” che essa determinò, trovando nella Resistenza

prima e nella Costituzione poi la strada perché “il sacrificio non fosse mortificato nell'inutilità (...) o anche

solo piegato alla testimonianza eroica”; anzi, costituisse la base per la costruzione di quella che Aldo Moro

definiva democrazia in senso umano, quale progetto da realizzare all'indomani della guerra di liberazione.

I caratteri fondativi di questa democrazia umana' sono riconducibili ai tre principi fondamentali cui si sarebbe

poi ispirata la Costituzione: personalismo, pluralismo sociale, solidarismo; principi che proprio il regime da

cui si usciva aveva negato in radice. La sinergia di questi tre principi rappresenta la sintesi più alta della

convergenza delle anime cattolica, azionista, socialista-comunista e liberale, realizzata in Assemblea costituente,

e resa possibile da quell'unità d'intenti manifestatasi nel corso della Resistenza e all'indomani della

Liberazione.

La norma di cui all'articolo 2 della Costituzione si fonda su di una stretta connessione tra personalismo, solidarismo

e pluralismo, ritenendosi – come affermò lo stesso La Pira, presentatore della prima proposta – che

“il sistema integrale dei diritti della persona esige (…) che vengano riconosciuti e protetti (…) anche i diritti

essenziali delle comunità naturali, attraverso le quali gradualmente si svolge la personalità umana: i diritti

del singolo vanno integrati con quelli della famiglia, della comunità professionale, religiosa, locale”. Impostazione,

questa, accolta dall'ordine del giorno Dossetti che avrebbe delineato la struttura essenziale dell'art.

2, sancendo la precedenza della persona rispetto allo Stato e riconoscendone l'intrinseca socialità, nonché

garantendo i diritti fondamentali delle persone e delle comunità, intangibili da parte dello stesso legislatore.

In tale riconoscimento si compie il percorso della sintesi tra le posizioni cattoliche, liberali e comuniste, che

porta a legare il primato della persona alla sua dimensione sociale e alla connessa responsabilità solidale

che ne deriva. Come afferma Aldo Moro il 13 marzo 1947, è l'articolo 2 a “definire il volto del nuovo Stato”,

pienamente democratico in quanto posto al servizio dell'uomo , finalizzato alla dignità, all'autonomia, alla

libertà della persona, e rispettoso “di quelle formazioni sociali nelle quali la persona umana liberamente si

svolge e nelle quali essa integra la propria personalità”.

La nuova democrazia umana' si fonda quindi sul primato della persona nella sua attitudine naturalmente

sociale e su un'idea dell'interesse generale (o bene comune) quale prodotto del contributo solidaristico di

ciascuno, con un richiamo al legame tra liberté e fraternité sancito dalla rivoluzione francese.

Lo stretto legame tra solidarismo, pluralismo sociale e primato della persona nella sua dimensione sociale

ben si coglie del resto anche in un'altra norma costituzionale (all'art. 2 strettamente correlata) che, forse

più delle altre figlia dei valori resistenziali, segna un netto contrasto con il periodo statutario: l'articolo

18. Norma, questa, posta a tutela delle forme collettive di esercizio dei diritti individuali e di quella libertà

d'associazione che nell'evoluzione dello Stato moderno “segna il passaggio dalla democrazia liberale alla

democrazia pluralistica”, superando la diffidenza riservata dall'ideologia liberale alla sfera collettiva delle

situazioni soggettive e ribaltando la tendenza repressiva dei governi fascisti verso le forme associative diver-

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A 65 anni dalla liberazione

se da quelle patrocinate dal regime.

Ma il dato forse più caratteristico dell'articolo 18 risiede nell'essere fondamento ad un tempo della libertà individuale

e della forma statuale; è cioè garanzia del singolo associato ma anche riconoscimento dell'autonomia del gruppo

organizzato. È infatti la lettura speculare degli artt. 2 e 18 Cost. ad instaurare un legame profondo tra l'aspirazione “al

pluralismo democratico della nostra forma di Stato e, insieme ad essa, l'esigenza di tutela dell'individuo all'interno

dell'associazione”. E' del resto significativo che, secondo la Consulta, la libertà di associazione costituisce “la proiezione,

sul piano dell'azione collettiva, della libertà individuale come risulta riconosciuta e tutelata dalla Costituzione

stessa” (sent. 417/1993).

Non meno rilevante è del resto la duplice garanzia di libertà, riconosciuta dagli artt. 2 e 18 Cost , alle formazioni sociali

rispetto all'intervento statuale e d'altro canto alla persona, rispetto alle formazioni sociali, dovendo i diritti fondamentali

dell'uomo essere garantiti anche nei rapporti con il potere privato, oltre che “nella dimensione pubblicistica che è

quella tipicamente loro propria”.

In tal senso, i diritti inviolabili dell'uomo rappresentano ad un tempo lo scopo e il limite dell'azione delle formazioni

sociali, la cui libertà non potrebbe essere esercitata in pregiudizio di quelli.

Così, come ha dimostrato soprattutto l'esperienza resistenziale, l'esistenza di formazioni sociali, e segnatamente di

quelle aventi finalità politiche, consente lo sviluppo di una democrazia matura, esercitando un'azione propulsiva e ad un

tempo di controllo all'attività dei rappresentanti.

D'altro canto, la valorizzazione da parte del Costituente dei corpi intermedi' è volta a meglio garantire il perseguimento

di interessi generali che determinate formazioni sociali, in uno Stato sociale di diritto, possono realizzare attraverso

la partecipazione attiva dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, secondo il principio di sussidiarietà orizzontale

oggi espressamente sancito dalla nuova versione dell'art. 118 Cost., secondo un'impostazione descritta già da Dossetti

al Convegno dei giuristi cattolici del 1951: “una società superiore non deve assumere funzioni di una società inferiore

inclusa in essa finché queste possano essere adempiute in maniera soddisfacente dalla società inferiore”.

Tale complessiva valorizzazione dell'uomo e delle formazioni collettive (naturali e sociali) non sarebbe mai stata possibile

in assenza di una coscienza sociale -quale quella formatasi nella cultura antifascista durante la resistenza-

fondata sull'esigenza di porre al centro dell'azione e dei fini della Repubblica la persona, che il regime totalitario aveva

non solo assorbito e subordinato al potere statuale, ma addirittura violato nelle sue prerogative fondamentali.

Attraverso la tutela accordata dalla Carta all'individuo e alle formazioni sociali, si delinea dunque, un processo di

universalizzazione dei diritti fondamentali, una nuova idea di cittadinanza inclusiva, che concepisce la persona non solo

quale soggetto di diritti intangibili persino da parte del legislatore, ma anche come parte attiva della comunità sociale

e politica, chiamata a contribuire alla gestione della cosa pubblica nell'interesse generale. La persona come fine e

fondamento ad un tempo dell'azione pubblica, sulla cui dignità si fonda la Repubblica.

Mimmo Lucà

Deputato al Parlamento Italiano


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A 65 anni dalla liberazione

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