STAGIONE 2013/2014 - Università degli Studi di Torino

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STAGIONE 2013/2014 - Università degli Studi di Torino

Evelina Christillin

Presidente della Fondazione del Teatro Stabile di Torino

Da una parte 608 aperture di sipario all’anno, 176.335 spettatori, 14.501 abbonati, 49% di

entrate proprie sul valore della produzione. Dall’altra 5 Premi Ubu, 2 Premi “Le Maschere del

Teatro”, 2 Premi dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, 1 Premio Riccione Aldo Trionfo

e altri già annunciati... Nell’estrema sintesi di questi numeri sta l’equilibrio perfetto tra la qualità

del progetto artistico e l’efficienza della gestione che contraddistingue l’attuale assetto del

nostro Stabile, sempre più attento a porsi come modello di sviluppo culturale sostenibile,

all’insegna dell’imprenditorialità e dell’innovazione fondate su contenuti capaci di attrarre

partner, sponsor, investimenti e naturalmente tanto pubblico.

Anche nella prossima stagione la legittimazione dello status di unico Teatro Stabile Pubblico

della nostra Regione si consoliderà attraverso lo svolgimento compiuto di più funzioni:

attenzione al grande repertorio e spazio alla drammaturgia contemporanea, progetti di ricerca e

attività didattica, valorizzazione dei teatri storici e fornitura di servizi integrati, sviluppo

internazionale e sostegno alle realtà del territorio, formazione del pubblico ed entertainement

colto. E il cartellone che andiamo a presentare incarna nel migliore dei modi tutte queste

funzioni.

Sul fronte del repertorio, dal Principe di Machiavelli (di cui si celebrano i 500 anni) fino ai classici

del Novecento (Beckett, Bernhard, De Filippo, Pinter), il nostro pubblico avrà l’imbarazzo della

scelta, potendo contare su una straordinaria galleria di attrici, attori e registi tra cui mi piace

ricordare (in ordine alfabetico): Alfredo Arias, Tamás Ascher, Bibiana Beglau, Valerio Binasco,

Franco Branciaroli, Nicoletta Braschi, Renato Carpentieri, Emma Dante, Alessandro Gassmann,

Paolo Graziosi, Leo Gullotta, Martin Kušej, Antonio Latella, Gabiele Lavia, Valter Malosti, Laura

Marinoni, Nello Mascia, Glauco Mauri, Silvio Orlando, Maria Paiato, Paolo Poli, Luca Ronconi,

Giulio Scarpati, Toni Servillo, Peter Stein, Luca Zingaretti.

L’internazionalizzazione dello Stabile contraddistingue ormai ogni ambito dell’attività: intanto

l’organizzazione del festival Torinodanza, che in autunno vedrà approdare nei nostri teatri il

meglio della danza europea; quindi l’importazione di alcuni capolavori provenienti da Germania,

Svizzera e Ungheria e l’esportazione a New York delle Operette morali firmate da Martone e a

Ginevra e a Monaco di Baviera della nuova produzione di Malosti Quartett; infine il gemellaggio

della nostra Scuola per Attori con le accademie di Oslo e di Ginevra, che prevede scambi di

docenti e residenze.

L’attenzione per gli artisti e le compagnie indipendenti del territorio si estrinseca sia nei servizi

dell’ufficio Sistema Teatro Torino e Provincia sia in una serie di progetti prodotti, coprodotti

oppure ospitati in ognuna delle nostre sale: i già citati Malosti e Binasco al Carignano; Marcido

Marcidorjs, Teatro di Dioniso e il Mulino di Amleto al Gobetti; Domenico Castaldo, Luciano

Nattino, Claudio Zanotto Contino, Portage alla Cavallerizza; Ambra Senatore, Jurij Ferrini e

ancora Binasco alle Limone.

Se quanto sopra esposto si rende possibile è grazie all’impegno delle persone, delle istituzioni e

delle imprese che in questa sede intendo ringraziare: intanto i dipendenti dello Stabile, che

quotidianamente svolgono con motivazione, passione e competenza il loro lavoro; poi

naturalmente Mario Martone, Filippo Fonsatti e il Consiglio d’Amministrazione del nostro teatro;

quindi gli Aderenti e i Sostenitori (Comune, Regione, Provincia, Città di Moncalieri, Compagnia di

San Paolo, Fondazione CRT), che ci affiancano nelle decisioni strategiche e supportano lo

sviluppo della nostra attività insieme ai main sponsor Fiat Group e Cariparma Crédit Agricole,

che hanno voluto rinnovarci la fiducia continuando a garantire il loro prezioso intervento; infine

il nostro pubblico, che anche in una congiuntura difficile come quella che stiamo attraversando

non rinuncia ad affollare i nostri teatri.

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Mario Martone

Direttore della Fondazione del Teatro Stabile di Torino

Tutti ricordano John Malkovich e Glenn Close nelle Relazioni pericolose di Stephen Frears, ma il

romanzo di Choderlos de Laclos ha generato più di una messa in scena tra cinema e teatro, e su

tutte si impone la straordinaria rielaborazione di Heiner Müller dal titolo Quartett. Müller è stato

probabilmente il più importante autore teatrale tedesco dopo Brecht e si potrebbe dire che la

sua drammaturgia sia all’origine di gran parte del teatro che si scrive ai giorni nostri, in ogni

parte del mondo. Proprio il punto di contatto tra la drammaturgia radicale di Müller e un tema

popolare come quello delle Relazioni pericolose (quanto mai vivo oggi, in tempi di grande

rimessa in discussione delle questioni maschili/femminili e di manipolazioni continue dei rapporti

umani) ci ha spinto a portare in scena un testo come Quartett; ma per farlo ci voleva la

possibilità di schierare due artisti del calibro di Valter Malosti e Laura Marinoni, che vedremo alle

prese con dei personaggi particolarmente affascinanti per le loro corde d’attori. Malosti aveva

cominciato giovanissimo il suo percorso di regista proprio con Quartett: oggi riaffronta il testo

nel pieno di una maturità che va affermandosi di anno in anno nell’alveo del nostro Stabile e di

cui non possiamo che essere orgogliosi.

La proposta di Quartett ha subito aperto una strada internazionale, merito dei contatti che dai

tempi del Festival Prospettiva lo Stabile ha avviato grazie a Fabrizio Arcuri e che hanno formato,

all’interno del teatro, una squadra di programmazione giovane e assai capace: il

Residenztheater di Monaco di Baviera, dove nei mesi scorsi abbiamo rappresentato con grande

successo la nostra produzione della Serata a Colono, venuto a conoscenza del progetto Quartett,

ha deciso di programmarlo al Marstall, uno dei templi della drammaturgia contemporanea

europea. A nostra volta accoglieremo alle Fonderie Limone Le lacrime amare di Petra von Kant

di Fassbinder nella magnifica edizione diretta da Martin Kušej, direttore del Residenz, uno dei

maggiori registi europei. Da Müller e Fassbinder siamo a quel punto risaliti a Büchner, di cui

quest’anno ricorre il duecentesimo anniversario della nascita, con il Woyzeck messo in scena dal

Teatro Katona di Budapest con la regia di Tamás Ascher. Considero Ascher un regista

meraviglioso, e so che anche il pubblico torinese ha molto amato la sua produzione di Ivanov di

Čechov alcuni anni fa al Carignano: si tratta quindi di un ritorno atteso e gradito. Autori tedeschi

messi in scena oggi in Europa: ormai il progetto si delineava chiaro, e si è completato, dopo

Italia, Germania e Ungheria, con Mack is coming Back, versione in lingua francese del Macbeth

di Heiner Müller proposto dal Théâtre du Galpon di Ginevra e firmato da Gabriel Alvarez. Nostro

graditissimo partner è, in questo progetto, il Goethe Institut che nel 2014 festeggia il 60°

anniversario della sua nascita con un focus speciale su Rainer Werner Fassbinder. Alla direttrice

Jessica Kraatz Magri il nostro plauso e il nostro ringraziamento.

Valerio Binasco affronta i tempi difficili che viviamo con le armi nude della recitazione. Ha creato

una compagnia di attori giovani e bravissimi, la Popular Shakespeare Kompany, in cui innesta

grandi interpreti chiamati a misurarsi con messe in scena ruvide e attuali e così affronta il

mercato teatrale a testa alta, fidando nella forza dei testi shakespeariani che propone. Ci siamo

incontrati produttivamente sulla proposta di un Mercante di Venezia che avrà il volto e la

maschera di Silvio Orlando, ed è una gioia riavere una produzione di Binasco. Ancora ricordiamo

il coraggio e la bravura con cui affrontò nel 2010 il Filippo di Vittorio Alfieri; oggi per il suo

Mercante si profila una lunga tournée, ma in ogni occasione il Binasco’s touch si fa sentire:

giusto di recente abbiamo avuto il pubblico rapito dall’intensa interpretazione offerta nello

spettacolo È stato così della Ginzburg da Sabrina Impacciatore guidata da Binasco e dalla

successiva vivissima lettura di Romeo e Giulietta.

E a proposito di tournée e di tempi recenti, consentitemi un passaggio sull’esito del Macbeth con

la regia di Andrea De Rosa e l’interpretazione di Giuseppe Battiston, una produzione che ha fatto

registrare dovunque incassi straordinari in teatri riempiti all’inverosimile, una grande

soddisfazione per tutti coloro, attori, tecnici, organizzatori, che vi hanno lavorato con impegno

totale.

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Binasco e Malosti (che, ricordiamolo, è anche il direttore della nostra Scuola per attori) sono due

protagonisti del teatro italiano ed entrambi sono nati in Piemonte. Ribadisco, come faccio ogni

anno, l’attenzione che portiamo al territorio, intesa non come una forma di protezionismo, ma

come un vero volano per la spinta artistica del nostro Stabile: non c’è teatro che abbia forza

internazionale senza avere una radice. La linfa artistica in Piemonte se Dio vuole non manca e

noi la alimentiamo di anno in anno con risultati che ci convincono sempre di più. Quest’anno, tra

produzioni, coproduzioni e ospitalità il ventaglio è apertissimo: i gloriosi Marcido Marcidorjs, il

talentuoso Domenico Castaldo, gli agguerriti Portage, i giovanissimi del Mulino di Amleto, il

veterano Luciano Nattino con una poetica asinella, Jurji Ferrini alle prese con Beckett, Ambra

Senatore, stella della danza italiana... Quasi cento delle recite previste nella prossima stagione

sono firmate Piemonte.

L’attenzione al territorio è anche continua ricerca di sinergie con gli organismi culturali più vivi in

città: abbiamo appena concluso l’entusiasmante viaggio di Teatro di guerra, il progetto

realizzato con l’Università di Torino e curato da Giovanni De Luna, e naturalmente prosegue con

slancio la collaborazione con Torinodanza, che sotto la sapiente guida di Gigi Cristoforetti è da

molti anni un punto di riferimento imprescindibile della scena europea. Quest’anno condividiamo

una rassegna molto speciale col Circolo dei lettori, in cui le parole della letteratura non restano

reading ma si fanno teatro, da Leopardi a Joyce e a Caproni, da Bolaño alla Duras attraverso

interpreti, tra gli altri, come Paolo Graziosi, Andrea Renzi, Milena Vukotic, Chiara Caselli, e che

ci consente inoltre di omaggiare l’80° anniversario dell’Einaudi con uno spettacolo di Giorgio

Gallione. E approfondiamo il rapporto di collaborazione con il Festival delle Colline, nella cui

prossima edizione (intendo quella del 2014) figureranno spettacoli che di comune accordo

proporremo al pubblico torinese: anticipo qualche nome tra quelli che amiamo, Enzo Moscato,

Antonio Latella, Lucia Calamaro, Alfonso Santagata, Massimiliano Civica. Abbiamo infine

programmato il Riccardo III di Alessandro Gassmann, nostra coproduzione, nel periodo del

Torino Film Festival, e notevoli saranno gli incroci tra Gassman padre e figlio che offrirà il

Festival... Lasciatemi ringraziare con calore Antonella Parigi, direttore del Circolo dei lettori,

Sergio Ariotti e Isabella Lagattola, anime del Festival delle Colline e, con molto affetto, il nuovo

direttore del Torino Film Festival, Paolo Virzì.

Se da un lato abbiamo un Piemonte agguerrito, il resto della programmazione, dal Carignano al

Gobetti, dalle Limone alla Cavallerizza, parla con nomi che non hanno bisogno di preamboli e

che in gran parte sono già stati elencati dalla Presidente: senza mezzi termini, il meglio del

teatro italiano. Possiamo consentirci un simile cartellone in tempi di crisi come quelli che

viviamo grazie alla forza che abbiamo conquistato in questi anni sul mercato teatrale e a un

pubblico straordinario al quale siamo profondamente grati. Le nostre proposte sono spesso

difficili ma incontrano il favore degli spettatori, a Torino e in tutta Italia, a dimostrazione che il

teatro è ancora un luogo di pensiero e di evoluzione culturale. Grazie a questo successo si è

sviluppata una nuova tournée di Operette morali (con un prologo newyorchese) e a partire

dall’esperienza di quello spettacolo sta prendendo forma un film che mi accingo a girare su

Giacomo Leopardi. Ancora una volta il teatro si dimostra un luogo aperto dove si incrociano

idee, possibilità diverse, sperimentazioni e soprattutto emozioni.

In ultimo, un ringraziamento affettuoso a tutta la squadra del Teatro Stabile, a Evelina

Christillin, a Filippo Fonsatti, al Consiglio d’Amministrazione, agli Aderenti e agli Sponsor che

sostengono il nostro teatro, e a una città di cui, più la conosco, più ammiro la capacità civile di

crescita, anche nelle difficoltà.

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