Michele Viterbo, Domenico Morea, Bari, Humanitas, 1922

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Michele Viterbo, Domenico Morea, Bari, Humanitas, 1922

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VIICHELE V I:TER-BO

UN fiRANDE STONIOO DI PUfiLIA

DOMrtiIOO M()REA

DISCORSO COMMEMORATIVO

detto ad Alberobello il 6 agosto )922

BARI

SOCIETA TIPOGRAFICA PUGLIESE

rg22


AL MIO CAR,ISSIMO ZTA

VITO IUACCHI.\

DILETTO É PEGNISSIMO DISCEPOI,O

Dr DoiwnNrco Ùfonun


Un coraggloso dkcorso su Cavour.

Oinque gionri dopo la morte del ,'onte di Ca.

\i/our, l' L 1 giugno 1861, il clero di questo yosbro

Comune, o cittadini di Alberobello, invitava il

popolo nella chiesa parrocchiale paraba a lutto,

per una solenne commemorazione del grande Statista.

Sulla porta del tempio si leggeva la iscrizione:

< Venite e pregate - pel Conte Camitlo Benso di

Cavour >; e sul tumulo, eretto nel mezzo delia

chiesa: u al Conte camillo Benso di cavour -

che volle e osò con miracoli di audacia e di

prude rizt - creare It Italia una proclamare dinanzi

all' Europa .la separazione del pobere temporale

dallo spirituale - o la Chiesa libera - i

sacerdoti di Alberobello - .., spontaneamente -

queste eseQuie >.

Un giovane sacerdote saliva al pergamo e l.ggeva

ltelogio del Conte. Leggcva con voce dolce

.o cadenzata, m& ferma e risoluta,. < Ltera delle lr{azioni

è venuta - egli dice\ra - ed è toccata alla

generazione uostra questa insperata ventqra. Ed


6

ecco alla grand'opera suscitati provvidenzialmente

it filosofo, I'Ifom di Stato ed it Guerriero: Gioberbi,

Cavour e Garibaldi... Gioberti ha rappresentato

l'idea dell'it'alico rinnovamento I il gran cuore'

di Garibaldi I'azionel Cavour .. ha alitato nuov€lmente

la vita nelle sparse membra d'Italia, e arditamente

per primo le ha proclamato a, capit'ale

Roma

tolica e ponbificale liberamento accogliera ed abbraccerà

la Roma italiana e civile, oh allor a i

figli di tutta Italia si affretberanno a, versar fiori

sul sopolcro di Cavour...

II giovane sacordote che così parlava cot]

-

l'enfasi patriottica del bempo era, Signore e Si'

-

gnori, Domeni,co Morea, o il discorso da lui quel

giorno pronunciato, dato alle st,ampe, veniva dedicat,o

a Monsignore Girtseppo Maria Mucedola, vo'

scovo di Conversano,

II santo Vescovo Mucedola"

Ascrivo a mia forbuna quella di poter rievocaror

dopo tanti a,nni di

- sia pure incidentalmente -

ingeneroso oblio, la sublime evangelica figura di

questo Vescovo della nostra Diocesi. Parlando di

Morea, non è possibile tacere di lui. Si puo essere,

come noi siamo ed è inutiie dirl aperbamenbe

e sinceramente avversi ad ogni specie di politica

clericale o clericaleggiante, che non eleva ma deprime

e abbassa il vero spirito religioso, anche e

in ispecie se tal politica si'ritinge di popolarismo

demagogico e ctecadente; ma la figúra di Giuseppe

v-

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,.,

Maria Mucedola é al disopra di qualsiasi partito.

Nol ricordarla, io ripenso al Voscovo Myriel di

Yictor Hugg; ed una di quelle nature angeliche

che di tanto in tanto consolano ed elevano I'Uma'

nità. Non si contano le opero di bene da lui com-

- piuto; le famiglie bisognose da lui sollevat'e I i nemici

da lui accolti e perdonati; i giovani mantenuti

negli studi... In ogni abbo della sua vita egti

profuse, con una larghezza, da gran signorer il suo

spirito apostolico e cnsbiano. Yoscovo di Conver -

sano fin dal 1848, monsignor Mucedola giunse fra

noi quando infuriava la reazione Ìlorbonica e l'Intendente

Ajossa aveva tassativi ordini dal Re ,li

spegnore in Terra di Bari ogni luce di liberba. Le

carceri si riempivano dit cond.annati potitici, parbo

dell'arisbocrazia de t sangue o tutta I'arisb ocrazia

doi pensioro vi er&n rinchiuse, infinite famiglie gomevano

noll'angoscia e nel lutto,

Solo fra i vescovi di Terua di Bari, si levò

contro il trionfante potero regio Monsignor Mu -

cedola.

Fu lui che, quando alcuni uomini vilmente sorviti

si davano affannosi a far coprire di fi"rme un

tndirizzo al Ru, perchè Ie concosso liberta fossero

revocate, riflubo di ascolbare il loro oratore; Iui che,

recatosi a Trani per le esequie di quell'Arcivescovo,

voleva visitare i prigionieri politici e fu fermato

dalia polizia sulla soglia del carcere; lui che quesbi

prigionieri difese a viso aporbo, s.enza jabtauz'ù nè

paura,; lui che, ehiamato dal Re a, Napoli quasi

por discolparsi, disse al Sovranor con quella dolco

i


8-

frerezza cho gli era propria, e quasi sorridendo

con tutto il candore del suo viso : (< Sire, la parola

dei re è sacra; ma io non so operare diversamente

da quello che mi detta la coscienza di

padre dei miei cliocesani >> I lui che infine, quando

nel '59 Ferdinando II fece I'ultimo suo viaggio

in Puglia, fu I'unico fra i vescovi della Provincia

o, non essere insignito Qella fascia di San Gonnaro,

Giobertiano nolltanimo, ogni piu nobile palpito

di questo santo Vescovo fu rivolto all' Italia

Madre.

Per opera di Mons, Mucedola il Seminario di

Conversano sa,lì atj altissima fama. Egli ne volle

fare un dei migliori centri di studio, con insegnanti

quali B*ldassarre Labanca e Domenico lJrbanor con

corsi di lezione sot'"oposti al giudizio di uomini come

Alessandro Man zarr' Raffaello Lambruschini, Vito

Fornari, Itabate Tosti ; e agli esanni annuali talvolta

presen ziarono filosofi e scienziati di opposta

fede, da vito tr'ornari ad andrea angiullí.

Ora la direzione di questo gia insigne Seminario

it sant,o prelato volle affi.dare al giovane s&cerdote

che aveva letto, con tanta commozione di

linguaggio, I'elogio di Camillo Cavour I al giovantl

sacerdote nato ad Alberobello di povera

famiglia, e che egli appunto, Mons;gnor Vesc.,vo,

a,veva fatto educare a, sue spose un pot a, Roma

e & Napoli e un po' a Monteoassino: a, Domenico

Morea.

o L,

II " Qettorlno

Morea fu figlio spirituale di Mucedola e di Tosti.

Mucedola a Conversano, Tosbi a Nlontecassino fu'

rono i due maestri al cui esempio egli inspirò, puo

dirsi, tutta la sua vita. Il discorso su Oavour ne

spezzò forso la caruiera ecclesiastic&. I tempi eran

difficili per il clero, e un discorso apologetico del

Ministro che &veva proclamato Roma capitale er&

un reato, specie per un giovane prete cìi promebtente

avveniro. Ma forso questa fu una delle ragioni

per cui appunto in quello stesso anno 1861

-

- IVIons. Mucedola gli dischiuse le porbe della direzione

del Seminario. Era cosi giova,ne che lo

chiamava:ìo il Rettorino. Sembrava inesporbo o impacciato.

Ma avova polso tgrmo e volonta tonaco:

it Seminario, ingrandito ed elevato dal Mucedola,

si ingrandì ed elevò ancor di piu per opera det Morea.

Aument,arono le scuole, crebbe intorno all'Ist,ituto

la consideraziono di st,udiosi ed educatori insigni,

da Seminario si trasformò in prosieguo di tempo

in Oonvitto vescoviio, da ogni parbe della Provincia

ed anche di fuori affluirolìo gii alunni.

Morea aveva un alto concei,to della Su&, missioro r

sia come insegnanto sia come rebtore. I Suoi discepoli

ricordano ancor oggi con entusiasmo le sue

Iezioni di sboria e di letteratura nel Liceo. fnuamorato

degli studi classici, abtribuiva ad essi tut,ta

I'impofi.,anza dovuba. .. Por codesti st'udi di'

-

ceva occorrono denari, vocazione spocialissima,

-

vivo ingegno o volontÈr, straordinaria >>. Quelie olas'

,, .


10

siche erano pei" lui seuole doppiamente aristocrat,iche.

Percio molt,iplicarle o affollarlo significa -

son sue parole :- accrescere ogni giorno più nel

Paese squadre volanti di pericolosi spostati. Coloro

che hanno bisogno di pano si volgano ai campi,

alie industrie, ai commerci, alle officine, ai mestieri;

ma lascino stare le scuole classiche, non facciano

dissendere ogni giorno più la coltura nazionale

,r.

L'opera educatlva dl D. Morea.

Ret,t,ore energico e fattivo, accentrò quasi sempre

in sè ogni potere, circa la vita dei Convitto o

delle scuole. Talvolta, occorre dirlo, i metodi pedagogici

cui egli si attenno - punizíoní, penibenzel

rigorerrollesalddastudioe.ne[lecamerabo

erano metod i un po'.. superat,i e stanbii, cosi como

erano eccessive lo pratiche del culto, cui gli alunni

venivano sotboposbi. Questo fu il passivo del quale

dobbiamo tener conto, perchè non si orrora degna.

mento un uomo, decantando le sole sue virt'ù, ma "

bensì rammentando, accanto ad esse, le sue defrctenzo

e dipingend.one esat,tanoente il carabtere.

Ma accanto a questo. passivo, quale luce di coltura,

quale sentimento di ordine nel Collegio di

Conversano ! IIscirono di là - oltre quol Canonico

Giuseppe del Drago di Rutigliano, alunno all'epoca

del Mucedola e che.fu compagno di Poerio

e Set,tembrini nelì'ergastolo e nolltesilio, - uomini

como Luigi Pinto, che poi divenne fisico illustre

e fu rettoro della llniversità di Napoli; Luigi Ti-

ì

-T

11

nelli, che in seguito fu degnissimo preside del Liceo

Palmieri di Lecce o di bratto in tratto abbando'

nava, gli studii per coruere ad arruolarsi garibatdino;

Donat,o faia clella R. Università, di Pisa;

Luigi dell'Er.ba del la IJniversità, di Napoli; Vito

Macchia e Vincenzo de Michele magistrati pre'

clari ed oggi rispettivameni;e Presidenbe clelle As' ,

sise e del Tribunale di Bari; Giuseppe Orlandi,

del .R. Liceo di Bari; Giacomo Tauro, della IIni'

'versità di Rorna; it valoroso colonnello Nicola Ci-

'sternino ; Francesoo Attolini, pubblicisba insigne,

di cui è caro il ricordo ai giornalisbi delia Provincia,

e tanti e tanti altri che han conservabo o consorvano

il ricordo di Morea nel cuore, molti clei cpraii

da lui sorretti, aiutati o addiribttrra mantenuti

lungo il corso degli sbudii.

. Al tuo cospetto - gli dicova, nelle orroratazs

resegli a Conversano uel giugno 1901 il President,e

Macchia - al tuo cospetto, o Domenico Ulorea, ci

sontiamo fanciulli, scolari ancora come ai bei tempi

della giovin ezza: quando t,u, pratore e poet,a, evocavi

dalìa storia clei Comuni d'Italia i fati immancabili

della patria e dell'umanita, che aspettano

tuttavìa un reggimettl,o di uomini liberi,

nel I' affrancaziono dall'egoismo e ctatle male .passioni,

e nel ritorno spontaneo e riparatore al le

dobttirìe pure dòl Vangelo..Fluiva, allora, dalle tue

labbra la gran piet:a, d i sentimenti generosi, ed i

tuoi begli occhi di profeta, nei quali arlcor vive

tutta la indomabile giovinezza t,ua, s'accondevano

di fiamme di amof,ei e il gesto e la vocer nell'i'


I2

spirazione e nella foga, vineendo íl tempo ed il

luogo, guidavano i nostri sguardi verso I'avvenire,

verso i desbini della patria nostra, e rivelavi allora

il tuo gran cuore di credente, il tuo potente inieÌ

lett,o di pensatore, lu tua grand'anima di patriota

u .

E nel Coliegio di Conversano si recavano di

tratto in t,rabt,rr, chi coma commissario per gli esami,

chi per amrnirare la prepara zlone e il profitto degli

alunni, Giovanni Pascoli, le visite del quale

son rimaste memorabili, Raffaele de Cesare, Giuseppe

Laud isi , Nicola Fornelli, Cosimo Berbacchi,

Andrea Gabrieli, Cosimo De Giorgi, Gerolamo

Nisio, Giuseppe La,zzaro,

Come un prelato del llledlo-Etro.

Fondò, accanto al Collegio, I'Accademia di San

Tr,mmaso d'Aquino, iu cui tornate annuali avevan

luogo, di solito, in occasione della premiazione

degli alunni; e lui e gli egregi professori

che Io coadirrvaviìno tenevano discorsi e conferenze

su interossanti sr,rgomenti di sboria, filosofia e lebterabura.

Vennero fuori così moiti suoi.lavori, oggi

rarissimi, cho rispecchiavano le idee e la colt,ura

delltuomo. Non solo era profondo conosciboro del

mondo greco-romano, ma, anche, e forse ancora, di

piu, delìe isbituzioni e delle cosbvmalaz,e medioevali:

'la storia per lui non aveva segreti, Con tut,to ciò,

i I suo sti [e 'letterario er& t,utttaltro che stile da

erudito: conosceva anzl a meraviglia I'arte di farsi

l eggeie senza ted i are il lettore, e le stesse cita-

13

zioni le fhceva in un modo tutt,taffatt'o part'icolare:

con tanta gtazí', che il lettore fi.niva col non a,ccorgersene

neppure. I{essuno scritto come quollo

irrtitolato u Le Colonie e la Chiesa " spiega e ca'

ratter izza il suo pensiero sulla poìitica cattolica.

Egli Ia intendeva, questa politica, alla guisa dei

grandi prelati del Medio-Evo, agli occhi dei quali

la propaganda per la fede cristiana attraverso il

globc er&, come la buona semente di nuovi ttaf.fici

e nuovi commerci. E s'illudeva che I'accordo

fra Ponteficato e Sbato italialo potesse farli vol'

gere insieme verso codesta politica di espansiono.

L'Abate Tostl.

Qoi il suo pensiero s'integrava con quello dei-

I'Abate Luigi Tosti, il qualc non fu soltanto un

dot,tissimo uom$, che aveva, trascorso gli anni tra

i doviziosi tesori di sapienza di Montecassif,or o

che viveva in rolazione _- secondo scrisse i t Gre'

gorovius - con gti spiriti che da Montecassino

esercitarono una grande influenza su tutto il

mondo; ma ha legato il suo nomo - tutti lo ricorclano

-_ al primo tentntivo di rlonclliaziono fta

Stato e Ohiesa. It su() famoso opuscolo, crhe nel

1887 fece il giro di tutta ltalia, fu riveduto in

bozzo da Francesco Crispi allora Presidente del

Consiglio, e i piu vogliono da Leone XIII in ph,r"

sona, dallo stesso 'Pontefi.ce cioè che poi doveva

condannare o colpire il Padre Tosbi, il quale si

chiuso d'allora innanzi in uno sconfortat,o e silenzioso

dolore, Tontati.,-o onesto, è fuori dubbio,


T4

negl' intendimenti delì'Abate Cassinese; ma, illogico

e jruazionale. In Italia una conciliazione fra Stato

e Chiesa, anche oggi da trlnti, in buona e mala

f'ede, vagheggiata e voluta, fi.nirebbe a, prescin-

-

dere dal resto -- colltessere dannosa ad entrambe

le parti : dannosa alla Chiesa, cho cpsì perderebbe

la complet,a liberta ed autonomia che oggi godo

di fronte allo Stato Italiano I dannosa allo ,Stato,

che avrebbe accanro a sè, nella stessa Capitale del

Regnor ur altro potere legittiffio, un piccolo territorio

neubro e in tempc,r di guerra insidioso e

pericc,Joso. Questa è la verit,à, che la storica Destra

seppo berr comprentlero e valuta,re, quando proparò

la Ìegge delle Guarentige, oioè una ilelle leggi

fondamontali della Terza ItaUa

-Domenico IVf orea f'u il discepolo predi lett,o, l'amico,

il confi"deute dell'Abate 'fost,i. l{ell'alto cti

Montecassino, quelle due anime si fusero in un

unico palpito:

Ilrj Mrlrea. flanciullo, e in te i'albore

virl'jo di urI irstr'or o fui profer,a! Arca,tto

sol'tic, ti mc)s,Je ^ conqurstare il cuore

di u n Nîecena ie e di Lln dottot' so vt'a no

sul sacro tttonf,e. L,à' ti prese alllc)re

per la storia (-r la scuola, il crtì t u nlano,

ir or cl u al'a[t'a n ni, hai postcr ; '- ;r'a n de orlore

a. f ua patria riclonda e a Con' r ;'riarÌo :

così scriveva il dotto l)on Modestu Colucci, che

aveva conos('iuto il carcero nel 1848.

E fbrse senza quel richiamo continuo de} padrer

Tcsbi, Morea non si sarebbe recato così spesso a"

Montecassino, e nou sarebbe nato il suo capola.

voro, il Chartul,ar'ium Cupersanen*e.

t

fl

15

Morea e glt studli reglonall.

Egli setrt,iva come pochi I'orgoglio di esser cibtadino

di Puglia, " di cluella Puglia - diceva -_

sott>. Scrutare il lnssa,to della sua

Regione, rievocarne i fulgidi periodi di prosperiba

e di 'grand ezza,t e quindi le lunghe pa,rentesi di

decadenza e di squallore, trarre da tutt'o ciò ammaestram(:

nto per ii pr€sente e ltavvenire : ecco

un dei superiori fini cui tendeva Morea .. Io I'amo

questa terra r-rativa - scriveV&r a,pi-rurrto, nella Pre'

fazíone al Chartuiarrum e mi ha adrlolorato e

mi addolora sempre perehè questa che' tra le regioni

d'Italia è la piu ricca di storia sia pure la

rreno esplorata e la meno conosciuta. Se ciò intendeSsoro

molt,i, ciascuno nel proprio luogo, ciascuno

ne lla misura che Può, la coscienza delle

nostre f'al'ze aumenterebbe, gli stranieri ci cono'

scerebbero di piu e insolentirebbero di meno 6J

porteremm(r noi per i primi il maggiot' contingente

alla c,rmpilazione di quella grande e veritiera

storia nazionale, che dovrebb'essere il test'imone

irrefragabile delle ncstre tendenze e do'

nostri rcaii brsogni, epperò la base e la fonte pre"

cipua d'una grusta ordinata e santa legisla zione

sociale,)


16

II Chartulariurm,

Con pensiero nobilissimo, Morea volle fi-ssare,

sulla prima pagina del grande volume, il nome del

santo Vescovo Mucedola, che primo lo a,veva inviato

a, Montecassino : a, Montecassino, ove le pergamene

da lui raccolte att,raverso i lunghi anni di

dimora nell'antica turrita Conversano era,no sbate

interpretatr', cgnfron tate, trascritte tla quei m onaci,

ed ove, pul,blicato in magnifica edizione, il

grando volume aveva veduto la luce. Sì, grande,

o Signori, e senza esagerazíom. Io ringrazio an

cor di piu Voi, augnissimo signor Sindaco cli

Alberobello, dell'invito rivoltomi a, rievocare fra

i suoi concittadini la figura di Domenico Morea,

perche così mi avebe costrot,Lo a, riaprire il (Jha'r-

tutar'òum,

La vita ci attrao e ci prendo, con Ie sue tante

esigenze immediat,e, e i cari e prediletti studii ,Cetla

prima giovin ezza, restano iI piu detle volte interrotti

e spezzatr, Da quanto tempo non Io riaprivo

questo hbro mera,viglioso ! Ma ecco che la stclria

di questi nostri paesi di mille e piu anni addiet'ro

mi è balzata avanbi, attraveso ìa precisa docum"en'

tazione o le nute iliustrative del IVIorea! Si succedono

le denominazíoni: ma, impavidt,' resiste e s'ingrandisce

e si inorgr;glisce il Monasboro di San

Benedetto in L)onvers&no, alie dipendenzo appunto,

sul principio, di Monbocassino, Ecco pessare in'

naîzl alla nostra mento i primi abat'i: Grimoaldo,

Bonifacio, Teofilatto, il saggio Eufrasio, Nicola,

1-

Bartolomeo: quasi tutti uomini duri e forbi, che

non si arrendono alle avversità, e traggono lrrofitto

da esse per elevare ii prestigio riel Monastero. Ecco

Melo da Bari, un dei primissimi eroi della indipen-'

denza pugliese, suscitare e rinnovare la ribellione

dei suoi corregionali e ordinare tre guerre in dieci

anni. Ed eceo le lotte bra Roberto il Guiscardo

e Goffredo conte di Conversano; e poi Ta,ncredi, e

Federico fI, e Crrrrado, e Manfredi, ed ecco infine

i mottaci di San Benedetto disperdersi per sempre

ed apparire le Irnporiali e lìegati Donne che, da

Mentone nel Pelop^nneso, vengono a prenderne il

luogo, rinsaldando i rapport,i delld nosbre contrade

con I'Oriente. Quale dovizie di rnateriale storico, o

Signori, quale ordine e quale metodo nel riporbare e

comentare i documenti preziosi, quale dotbrina st,orica

profusa in ciascuna delle note illustrative delle

pergamene ! Lunghe e precise illustra zioni intorno

a sepolcri e & ruderi da lrri visitati attraverso la regione,

risalenti in ispecie all'epoca romana, quando il

Mezzogiorno continentale, stendentesi da Cepr&no e

dal Tronto sino a[ capo di Leuca e al capo dell'Armi

contava ben 17 milioni di abitanbi e la bellezza e la

feracita del suolo peucezio erano in pieno splendore;

vestigia delle rovine e degli s:empii seminati dagl'invasori

I interpretazioni di leggi e di consuetudini,

spie.gazioni e raffronti int,orno a monete, pesi,

misure, multe, e -_ ciò che è ancora piu difficile -

a voci dialettali: quale rude e irnproba fatica ! A

compilare il pregevole indice del volume e il glossario

at,tese, còn ammirevoie diligenza, I'altro vo-


18

stro concittadino, fraterno amico del Morea, il sacerdote

Giuseppe Caramia.

Ben a, tagioue Cosimo Bertacchi scrisse dunq.ue

che Morea fu uno dei fondatori del metodtl positivo

nella regione pugliese. La-pubblicazione di questo

primo volume del Chartulariunr,, avvenuta nel 1- 892,

segnò la sua eta dtoro. D'ogni parte gli pe.rvennero

testímonianzs di cinore : il Oardinale Oapecelatro,

che l'ebbe dilettissirno, Giovanni Pascoli,

Adeodato Bonasi, ohe poi fu Presiricnte del Senato,

Francesco D'Ovidio, Ottavio Serena, Raffaele De

Casare gli scrissero fervicle parole di ammirazióne.

Ora bisognava riporsi AI lavoro e preparare il

)o volume: il 1o si chiude al 1266. cioè all'avvento

di Dameta Paleologo, prima badessa mitrata di

S. Benedetto di Conversano e si riferisce al poriodo

bizantino, normanno e svevo; il 2o. doveva

dividersi in tre capitoli : da Damet,a Paleologo a

Beatrice prima Abbadessa di Casa Acquaviva d'Aragona,

cioè al 1b04; da Boatrice a, Gioacchino

Murat; da GioacChino ai nosbri giorni. Ma ia morte

lo sorpfese, dieci anni dopo, il 1902, quando ancora

il volume non erA pronto, e le carber trasmesse

aìla Commissione Provinciale di Storia Patria, fo'

rono da questa affidate a 'Francesco Muciac'cia in'

signe Preside del Liceo di Bari; e noi confidiamo

- anche per il diretto incibatcro intervento presso

it Prof. Muciaccia, di colui che , con intellebto

d'amore presiede alle sorti della istruzione pub

blica nella nostra Provincia -- ch'egli integrer.a e

compira subito itopera, du Morea intztata e pre-

19'

disposta, e così ansiosamente attesa da tutti gti

studiosi di Puglia.

Comunquo sia, gia sul primo volume del Chartul,arium

riposa la gloria di Morea, ed io che parlo,

quale cittadino di Castellana, ho in questoora il

dovere di esprimere alla memoria di Lui i sensi

della imperitura riconoscenza della mia terra, per

avere egli per primo illustrato le incerte origini

i

del mio comune.

" Vtta sempllce ed auslera,

trgli conservò sino ai suoi es[remi anni l'ausberita

di vita appresa ad Al berobello, a contabbo con gli

uomini semplici e vigorosi in mezzo ai quali crebbe

da ragazzo o da adolescente, all'ombra delle antichissime

querce della Sel,ua, la piu vetusba d.ella

Regione, o dei bipici trull,i, che simboleggiano

anch'essi un periodo storico di questo lembo di

Peucetia. Rifiutò, pur 'di restare fra i suoi alunrri

a Oonversano, Ia nomina a v€scovo di 'Casbellaneta I

rifiutò, pure una onore-6.cenza, cavalleresca cui il

Provveditoro Abate voleva proporlo: (< ho troppe

croci - osservò per averne un'altra, e dopo

clues[e poi... chi sa quante me ne cadrebbero addosso!...

>> X'u in predicabtl por la nomina a Gran

Priore di S, Nicola; ma psr riuscirvi occorl'evA

briga,re, occorrova piegare it caratt,ere nat'uralmenbe

fiero: ortcle la nomina cadde su altri, perchè

gli 'orrori --" como diceva Giovanni Bovio -- vanlro

sempre ai più desbri, non ai più degni. E, dopo

t,anto lavoro, rimase pressoche povero: onde, so il


20

Comune di Conversano non avesse provvedut'o alla

sue vecchiaia, sarebbe cerbamente morbo fra le

ristrettezze, Rinchiuso uella sua cella, parve talvolta,

nell'ulbimo periodo di sua, vitar trtr sà,cordote

inbransigenbo a chi gli era esbraneo; non lo

fu mai por chi Io conobbe davvicino. tIn suo discepolo

mi parlava delte sue preferenze lettorarie.

In quegli anni il Cri,sto al,l,a festa

dò Puri,na di

Giovanni Bovio era sbato messo all'Indice. Ma

Morea ltavova letto, naburaìmenbe di nascosbo, e

no er& on[usiasba, E si vuol sepere poi qual era,

a suo dire, un dei migliori romanzi moderni ?

" Non ripe[ero a nessuno, figliuol mio, che I'hai

appreso da me diceva a, quel suo discepolo I

-

ma a, mio giudizio un de' più bei roroil,úz: è it

Dotlore Pascal, di Emilio ZoIa ".

Il eontlnuatore dt Mucedola.

Ooruunque, anch'egli fu un uomo del suo bem.po

e va giudicato con i crriteri di allora, GIi tocco di

vivore nel periodo piu difficile o tormenboso delle

relazioni fra la Ohiesa e I'Ibalia risorta; e lungo

quaranttanni di profi.cuo e memorando'rettorato in

uno dei migliori Cotlegi del Mezzosiorno seppe

conciliaro con grande abilit,a la fede religiosa con

la fede patriotttca e civile. l{on ebbs certo le audacie

del Vescovo Mucedola, tna puo bon chiamarsi

il suo degno oontinuatore nell'accrescere

presbigio all'Isbitut,o, nel dare agl'insognamenti un

soffi o di forte e robusta italianità,, nelltallargaro

innanzi agli alunni il eampo f'econdo degli studii

2L

e delle ricerche. Ma se Mucedola legò la sua me'

noria, É.t sempre, agli annali del patrio riscatto,

" Morea congiunse il suo nome, anche per sempre,

agli studii storici regionali. All'ombra del mi llenario

Monastero di S. Benedetto, della insigne

cattedrale medioevale, e delle torri del maniero,

bruno ed accigliato, donde i Conti piegarono lungo

i secoli' ii popolo nostro alla obbedienza; difronte

alltAdriatico, che dolcemente si profila sull'azztrtro

dell' orizzonte, Morea trasse dalle carte ingiallite

i ricordi del nostro passato, riassunse in pagine

memorabili lc vicende fortunose di nostra gente

ed elevò all'Apulia .madre I'inno glorificatore.

Salutiamo la sua memoria, o cittadini di Al'berobello,

di Conversano e di Castellana, con gratitudine

e con riverenzù.


Dal Co'i'riere delle Puglie, 10 agosto

llr?\irrr" T.

Finalmente il Oomune di Alberobello - dopo venti

anni di ingeneroso oblio - ha commemorato, domenica

scorsa, .il nosbro pirì grando concit'tadino, lo storico mon'

signor Domenico Morea, atttore del < Chartularium Oupersanense

>, poderosissima opera apprez zata ; n Italia

e all'Estoro, e rottoro per oltre un quarantennio del Seminario

Collegio di Conversano, assurto, d.uranto la sua

d,ireziono, ad uno dei piti importanti contri di studio

della, provincia di Bari o dell'Italia Meridionalo.

I[a aderito spontaneamente alla commo motazíono lton.

Giovanni Calò, ox Sottosegrotario alle Belle Arti; Hanno

anche aderito il cav. uff. prof. Fi'ancesco Muciaocia, presido

del Liceo Ginnasio di Bari; il prof. Donato X'orlani,

preside del Licoo Ginnasio di Conversanor il prof.

Giacomo Tauro, presidonte dell'Asaociazrone dei liberi

doconti, il cav. uff. .Vincenzo De Micholo, presidento

del Tribunalo di Bari ed. altri molti.

ll corteo popolare

e la cel ebrazione al Municipio

AIle 10 preciso un ordinato ccrtoo, coloposto dagli

alunni delle nostre scuole elemontari e del corpl I &o

gistrale, si è recato alla stazione ferroviaria por ricevere

il R. Provveditore agli Studi di Bari e I'oratoro

uffi,ciale della commemora zione,'prof. i{ichele Viterbo.

L'arrivo del treno è stato salutato dagli npplaùsi spontanei

e seroscianti di tutti i presonti. Il R. Provveditoro,


24

cav. uff. Egidjo Stefani era accompagnato dalla sua gentile

signora e il prof. Víterbo dalla sorella, signorina

Co n eetta.

Sono anche giuntir per partecipare aìla cerimonia, l'illustre

presideuùo della Corte di Assise di Bari cav.

Macchia, i n rappresen tanza dei discepoli di Morea, il

''prof. Vavalle, in rappresontanza tlei professori del Liceo

Ginnasio di Oonversano, il giudice cav. Giuseppe tr'rancavi

lla, ecc

II corteo, al quale si è aggiuto un numeroÀo pubblico,

ha attraversato via Margherita e il ctrso Vittorio ELrlanueie

o ha sostato dinanzi alla casa di Dornonico nforea.

Sulla targa della piazzztta cho ha preso il nome dello

sbcrico è sbata deposta una ccrona di fiori freschi .Qoiddi

il prof. Francosco' D'Onchia in nome della citradi nanza,

alberobellese, ha dehto belle ed effi.caci parole. cho hanno

scolpito in poehi rtratti la figura del Morea o la soa

opera di educatore. E stato viva me nte applaudito. La

brevo cerimonia si e cbiusa con un inno patriottico, cantato

dagli alunni delle nostre scuoìe elementar-i. Il corteo

si è diretto quindi sulla sala del rnunicipio. dove si è

svolta la courm a{norazione. In alto sulìa parete, fra foetoni

di alloro e d i quercia, oampeggi ava un a bella

grando fotografia det l\{orea. Lta sala era gremita 4i

pubblico eletto giacche la cittadinau za" unanime e senza

disti nziono di parte ha parrecipato a questo doveroso

omaggio alla meuooria delltillustro concittadino. Fra i

presenti notammo il fratello del c ommemorato signor

Giuseppe Morea o Ia nipote s ignorr na Rosina.

Il sindaco Pietro Campione ha presentato con eletto

parolo il prof. Viterbo, accennand.o poi ai nobili propositi,ilell'Amministrazione

Oornunalo, t1i cornmemorare

i piu insigni cittadini alberobollesi, ingiustamente tonu'bi

in oblio. fl brevo discorso dol Sindaco, che ha voluto ed

organ ízzato la cerimonia, raccoglie generali consensi

25

ll discorso del prof. Viterbo

Ha preso quincti la parola il prof. Michele Viterbo.

Egli esordisce riovocando la caratterisbica cerimonia

che, alJ' in cloma n i della morte del Conte di Cavou t'. si

svolse nella chiesa pa.rrocchialo di Alberobello, ove i preti

del luog,, celebrarono solenni funeraìi in memoria dsl

grando sbatista e scrissero sul tumtrlo eretto per I'occa'

sione, che egli < aveva proclamat t di na,,nzi alltEuropa

- la soparaziono clel'potero ternporale dallo spiritualo

o la chiesa libera >. Oratoro della cerimonia fu il gio'

vano sacerdote Domenico Morea, cho inneggiò, nol suo

bel discoreor& Cavour, aGioborti, a Garibald, o-ciò

',

r ' t

cno e pru signifrcativo a Rorna italiana. \'escovo della

-

I)i,;cesi era allora Giusoppe Maria Mucedola, un'alti*sima

figura di prelato, chtera sbato amico di tutti i co'

spiratori e iI cui nome è legato ai nostri annali del

Risorgimonto. Monsignor Mucedola, cho aveva a proprio

spese mantenut o Morea negli s'udi, lo chiamò, i o so -

.. guito al discorso per Cavour, a roggere il Seminario

di Convol'sano, che sin da quel tempo godova una buona

riuoma nna. E questa carip'1 - di Rettore cioè del Semrnario,

poi trasformato i n Collegio - Morea tonno per

c,ltro un quarantonnin con grande sentimento di cli-".

gnità, facendo di Conversano un vero contro di stucli.

Molti fra i nottri uomini nrigliori, da Luigi Pinto a,

L. Tinelli, da Donato Iaia a Giuseppe Orlandi uscirono

da quel Collogro, e fra gli altri discopoli del Morea I'oratore

cita il cav. Macchia, presiclente delle Assise' e

Frahceseo Attcrlini dol < Corriore delle Puglie >). l-e le'

ziani di storia e di letteratura che teneva il Morea sono

Éìempro ricordate Ctrrl onore, per la dottrina ch'egli vi

prcdigava. Congiunto da intirna amicizia all'Abatc Tosui, .

rsrecava spessg a r isitarlo a Montecassino ed era a


26

giorno dei suoi disegni per la Conciliaziono fra Srato

e Chiesa. Qoi I'oratore ha uno spunto polemico, e af.ferma

cho è supremo i r.teresso della l{azione i taliana

mantenere intatta la legge delle Guarentige, che puo

consid erarsi una rlelle leggi fondamentali della Torza

'

Italia.

Continuando, il prof. Viterbo si addeutra nell'esame

doll'opera storica di Domenico l\{orea. Egli sentiva come

pochi I'orgoglio di essor cittadino di Poglia e avrebbo

voluto, col Carducci, che'i giovan'i si iossero dedieati

più assiduarnento a, studiare le viconde della propria

regiono. Rievocaro i fulgidi periodi di prosperita e di

grandezzu della vecchia Apulia, e quindi le lunghe parentesi

di decad enzl, o di squallorol trarro da tutrc cio

ammaestramento per il presente e Ìtavvenire : r cco uno

dei superiori fini cui tondova Domenico Morea.

La sua opora monumontale è il < Charbularium Cupersanense

)>. una raccclba cli preziosissirne pergamene,

a, corninciare dal 4. secoio, rjnvenute nello stor:ico IVIo -

nastero di San Bened"ettc a Conversano. l{el volume vi

son lunghe o precise illustraz,Loni intorno a sepolcri e

a ruderi da Morea visitati attraverso la Regione, risalenti

in ispecie all'epoca romana, quando la bellezza o

da feracità del suolo poucezio erano in pieno splendore ;

vestigia clelle rovine e degli scompii sominati dagl'invasori,

intor petuazioni Ci leggi o di consuetudini, spiegazioni

o raffronti intorno a moneto, pesi o.misure,

multe, voci clialettali. Purtroppo dell'opera insigne venne

pubblicato il solo primo volumo e Morea morì lasciando

il secondq incompleto"

Il prof. Viterbo ricorda aÌcuni caratteristici aneddoti

della vita del grand o storico che era e ntusiasta del

< Cristo alla festa di Purim >) di Bovio e del < Dottore

Pascal >> di Zola. E chiude il disco*so connmornorativo rìon

rt

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I

27

un vibrante inno alla Puglia, che oggi va riprondendo Ia

via delle antiche fortuno, segnate dalltopera l',rlgida e

foconda della nostra stirpo millenaria.

n prof. Viterbo, seguito clalla roligiosa attenzione

tlegli ascoltatori, è stato alla fino salutato da vivissimi

applausi o tutti si sono congratulati con ltoratore. che

ha fatto passare un'ora di vero gcdimento intellettuale.

Dopo il discorso Vitorbo, insistentemente pregati,

hanno preso la parola il presidente della Corte di Assise

cav. Macchia e il R, Provveditore agli Studi cav. uff.

S tefani.

Parlano il cav. Macchia

e il R. Provved itore

Il cav. uff. Ma'cchia cho f'u uno dei d.iscepoli piu affezionati

di Domenico Nlorea. si e dichiarato commosso

di dover parìaro del suo maèstro, pl quale era legato da

filiale dovozione. I\{ichelo Viterbo -_ egli }ra detto - ha

parlato tanto bone di lui, come se fcsse stato un suo

discepolo, e non voglio guastaro, con parola improv v i -

gata, lo bella ed elevata rievocazione cho di lui ha fatto.

Ha ricordato quindi, con commossa parola, la memoria

di Morea e il giorno in cui nel Collegio di Conversano

gli Í'urono rese - lui vivente - solenni onoranzel con

f inaugurazione di un busto in bronzo. Ha rivolto infine

una viva loile aI sindaco Campione psr avere. dopo

vent'anni, rievocato per la prrma volta nel suo paose di

nascita la bella figura di Domenico Morea. Applausi calorosi

hanno coronato le brevi efficacissime parolo del

cav. Macchia.

Si leva quindi il R. Provveditore agli Studi, il quale

d.i chiara eho il rappresentante degli Studi in provincia

di Bari, non poteva ron parteciparo alla commomorazione

cli qrraeto i'.'ig^o efo-ieo sd edtr c,qtorar ehe onora


28

:l suo paesollo e It ltalia. Dall'opera di Domenico Morea

- egli aggiunge -

si tragga monito per l'elevamento

del livello degli Stu,li e della cult,ura nazionalo, o ín

quest'ora grigia di lotte fratricido I'opera educativa di

Domonico Morea ispiri cluella solidarietà u mana, tanto

necessaria alla pacifica zions e al progresso civile.

La bella improvvusaziono dpl R. Provvoditore agli

Studi è salutata da unanimi applausi.

Cosi si è chiusa. austgramente, la commemorazione di

IVforea, lasaiando nell'animo di tutti it piir gralo ricordo.

Prptno Lrppor,rs

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