Aprile 2011 - Cronache Cilentane

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Aprile 2011 - Cronache Cilentane

ANNO XXVIII - N. 4/2011 Sped. A. P. com. 20 art. 2 legge 662/SA

CRONACHE

CILENTANE

LA PRIMA VOCE LIBERA DEL TERRITORIO DEL PARCO

MENSILE DI INFORMAZIONE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI

Castellabate:

“Nel segno di Maurano”

Dieci anni la sfida del prof.

Costabile Maurano. Dimenticando

le brutte esperienze

degli anni 70 decise di candidarsi

a sindaco. Ricordo qualche

intervista rilasciatami nei primi

momenti della sua nuova

avventura e sinceramente debbo

ammettere che registravo le

sue risposte, ma nutrivo dei

dubbi sulle sue promesse. Non

perché non fossi sicuro delle

sue capacità , ma perché ero a

conoscenza delle difficoltà che

avrebbe trovato. Ma un suo

intervento ad una mia trasmissione

televisiva mi convinse della

sua volontà di portare avanti

il programma dell’amministrazione

ad ogni costo e di voler

proiettare il territorio del Comune

di Castellabate in un discorso

di respiro non solo nazionale

ma anche internazionale.

Ad un mese dalle elezioni che

vedranno, per fine mandato, un

successore di Maurano , la mia

esperienza di cronista del territorio

mi fa affermare che certamente

abbiamo avuto un sindaco

che non sarà dimenticato

facilmente.

Non è compito mio fare l’e-

Nella foto. Il sindaco Maurano con uno dei suoi più illustri concittadini, il

Maresciallo Costabile Maffia comandante la stazione carabinieri di Pollica, che ha

ricevuto, dopo il titolo di Cavaliere da parte del Presidente della Repubblica,

anche l’onorificenza di “Ufficiale al merito della Repubblica Italiana”.

Controcorrente

Una cerimonia semplice ma pregna

di contenuti, tenutasi nella sala S.

Pasquale del magnifico convento di S.

Francesco in territorio di Lustra, ha

visto la numerosa ed entusiastica partecipazione

di ospiti provenienti da

tutto il Cilento.

Premesso che non abbiamo mai

visto nelle pro-loco un fattore di crescita,

specificamente in quelle gestite

politicamente le quali per anni sono

nate a favore o contro le amministrazioni

locali e, dichiariamo la nostra

opinione, la maggior parte si sono

rivelate dannose sia per la loro servile

assuefazione al precario potere pro

tempore, che per la, spesso pretestuosa,

opposizione. Molte sono scomparse

velocemente e quelle che sono

lenco delle opere fatte, prima

perché anche le più belle realizzazioni

trovano sempre delle

critiche e poi perché ho affermato

e scritto che le capacità di

un primo cittadino non si misurano

con i metri cubi. Maurano

ha dato un respiro diverso al

suo modo di interpretare la funzione

di chi è chiamato, per

volontà popolare, a gestire le

cose di un Comune. Non saranno

mancati, anche a Castellabate

momenti di tensione tra

gli stessi componenti dell’Am-

sopravvissute sono diventate un terminale

di estemporanei contributi per

improvvisate e improduttive manifestazioni,

mai scaturite da un progetto.

Quella di S. Martino, nata in una

sala parrocchiale, sembra smentire la

nostra opinione e

per questo esclusivo motivo non

vogliamo parlare degli uomini e delle

donne che in questo caso sono stati

determinanti, ma del metodo che hanno

messo in campo, della capacità di

ministrazione, ma questo fa

parte del nostro modo di far

politica. La verità è che il sindaco

uscente ha saputo varcare i

confini del proprio territorio,

con mirati interventi volti ad

attirare l’attenzione invece sul

“ patrimonio artistico e paesaggistico”

che annovera il capoluogo

come uno dei borghi più

belli d’Italia e le frazioni costiere

come uno dei posti più splendidi.

E poi ( ne abbiamo più volte

parlato su Cronache) i benefici

della pellicola “ Benvenuti

al sud” si vedranno in seguito.

E’ di questi giorni la notizia che

un altro personaggio della Tv

Bruno Cabrerizo, della trasmissione

“ Ballando con le Stelle “

ha… ritrovato il bisnonno a

Castellabate.Ma il prof. Maurano,

per me , è stato un ottimo

sindaco per i rapporti che ha

saputo mantenere , sempre

disponibile ad iniziative di

carattere culturale. Ha avuto

una visione globale dei suoi

amministrati, dai piccoli , che

costituiranno il futuro, agli

anziani che hanno fatto la storia.

La politica non è stata,

come avviene in molti altri

Comuni, di chiusura ai giovani.

Apertura , sempre nella protezione

del paesaggio, alle iniziative

turistiche. Corsi di lingue

perché se vogliamo gli stranieri

dobbiamo conoscere anche le

lingue. E poi aperture a chi opera

per il bene del nostro Cilento.Infine,se

il sindaco ha operato

bene,merito anche al suo

gruppo e ai suoi collaboratori.

Dino Baldi

Sono molti i Comuni del

nostro territorio interessanti

alle votazioni amministrative

del 14 e 15 maggio per l’elezione

del sindaco e per il rinnovo

dei Consigli Comunali.

Altavilla Silentina, Cannalonga,

Castellabate, Castel

San Lorenzo, Ceraso, Controne,

Contursi, Corleto

Monforte, Moio della Civitella,

Monteforte Cilento, Mon-

SPERANZA CILENTO?

San Martino, 27 marzo scorso,

festeggiati i venticinque anni di esistenza della Pro-Loco.

aggregazione senza il solito abituale

distinguo, del graduale coinvolgimento

di esponenti cilentani, mai troppo

noti, della cultura e dell’arte in tutte le

sue forme espressive, la custodia del

folklore nella sua tradizione orale, a

partire dai bambini fino alla terza età.

Venticinque anni di granitico impegno

e di notevoli risultati, con soci residenti

in tutta Italia, pronti a sostenere

anche economicamente, questi operatori

di un turismo che potremmo defi-

Amministrative 2011

Comuni in cui si vota

il 14 e 15 maggio

Moio della Civitella, un comune in cui si vota

te San Giacomo, Montesano

sulla Marcellana, Ogliastro

Cilento, Orria, Padula, Perdifumo,

Perito, Pollica, Prignano,

Roccadaspide, Rutino,

San Mauro La Bruca , Santa

Marina, Sant’Angelo a Fasanella,

Serramezzana, Sessa

Cilento, Sicignano degli

Alburni, Tortorella, Trentinata,

Vallo della Lucania, Vibonati.

nire di frontiera.

Viene quasi da pensare che il riscatto

della terra cilentana e della sua

gente,vissuto sempre nei nostri sogni,

trovi, in un piccolo centro agricolo dell’entroterra,

l’esempio di unità di

intenti e la giusta dimensione nella

cultura, nell’arte, nelle tradizioni, con

unico denominatore il Cilento, questa

terra meravigliosa da sempre mortificata

dai masnadieri della politica che

hanno sempre raccolto messi di consensi

elettorali, rivelatisi poi inutili se

non dannosi, per una ingenua comunità

che non ha saputo mai essere

compatta nella ribellione e nel dissenso,

debolezza che ha sbarrato il sentiero

verso l’auspicata autonomia.

Corrado Lucibello


cronache cilentane primo piano

2

aprile 2011

1977: l’anno in cui furono “allargati” i confini del Cilento

Forse non motivazioni storiche, ma certamente la consapevolezza che bisogna presentarsi agli

altri con la mappa di un vasto comprensorio. Quei confini ora costituiscono il territorio del

Parco Nazionale del Cilento. Il ruolo del consorzio comprensoriale delle Pro Loco del Cilento.

Siamo nel 1977, tra le tante iniziative

dell’epoca per il rilancio del Cilento,

merita di essere ricordata una riunione,

dopo tante altre di preparazione,

tenutasi a Caggiano. In un paese

che separa la Campania della Basilicata

, studiosi del territorio, imprenditori,

rappresentanti degli Enti Locali,

rappresentanti delle associazioni,

componenti delle Pro Loco , arrivano

ad una conclusione: “ Se vogliamo lo

sviluppo dei nostri paesi, se vogliamo

inserirci in circuito turistico nazionale

ed internazionale, dobbiamo presentarsi

con mappa allargata. In altre

parole il campanilismo deve cedere il

posto a nuove visioni “.

E tutto sommato arriva anche il

parere favorevole degli storici. Il ruolo

svolto dal dott. Pietro Ebner, di Ceraso

e dal dott. Gaetano Lamattina di

Caggiano appare di fondamentale

importanza. “ Sì, si può affermare che

i confini del Cilento partono dal Sele a

nord , ma possono benissimo arrivare

, a Sud, ai confini con la Basilicata,

includendo quindi anche il Vallo di

Diano. “

In altre parole il Cilento ed il Vallo

di Diano si presentano uniti. Allora il

Con una manifestazione solenne,

aperta dalla seduta di Consiglio

Comunale convocato per la prima volta

nella storia locale in piazza Plebiscito,

l’amministrazione civica guidata

dal Sindaco Antonio Peluso, ha aperto

il ciclo di iniziative programmate per

tutto l’arco dell’anno, in onore del

150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Primo atto ufficiale, il pomeriggio del

17 marzo, è stata la proclamazione

del neonato Comitato del Centocinquantesimo

costituito oltre che dall’amministrazione

comunale anche

dai rappresentanti della società civile

e del mondo dell’associazionismo

1977 costituisce solo una data storica

? Niente affatto. Costituisce una

realtà. Perché successivamente ,

quando è sorto il Parco Nazionale , i

confini inseriti sono proprio quelli

suggeriti nell’incontro di Caggiano.

Oggi il Parco si chiama “ Parco nazionale

del Cilento e Vallo di Diano” ed i

confini partono dal Sele ed arrivano

all’ingresso della Basilicata.

E affrontando questo argomento

troviamo la gioia di un grande promotore

di questa intuizione, Gennaro

Greco. Ma quale fu la molla che spinse

l’allora presidente della Pro Loco di

Acea ad adoperarsi per “ allargare” i

confini ?

“ L’esperienza fatta durante alcune

partecipazioni a fiere turistiche, ed

in modo particolare la partecipazione

alla Fiera di Monaco di Baviera. Presentarsi

come Palinuro o come Ascea

non aveva effetti concreti. Raccogliemmo

l’imput di presentarsi come

un comprensorio che potesse offrire ,

oltre al mare, al paesaggio, la storia,

la cultura, anche la ricettività. In altre

parole- precisa Gennaro Greco – bisognava

presentarsi con un bigliettino

da visita in cui , nel territorio, si offrivano

moltissimi posti letto”.

E così la prima idea , considerato

che in quel periodo era inutile sperare

locale. In piazza Plebiscito, nel cuore

del centro storico, Consiglio Comunale

e successiva scopritura della targa

a ricordo dell’evento nel vicolo di Via

Unità Italiana. A seguire un convegno

organizzato su iniziativa dell’Università

Popolare “Sabino Peluso” presso

l’antichissima cappella della millenaria

Arciconfraternita di Maria Santissima

delle Neve per presentare due

distinti volumi sul tema del patriottismo

e delle lotte risorgimentali. I due

testi: “Prima che altro silenzio entri

negli occhi” di Ubaldo Baldi e “Storia

di antifascisti torrachesi 1926/1943”

di G. Santoro sono stati introdotti dal-

nella promozione degli Enti Locali, di

unire tutte le Pro Loco del territorio.

Sorse così il Consorzio comprensoriale

delle Pro Loco del Cilento, che provvide

a dare alla stampa il primo vero “

manifesto” pubblicitario della zona,

ovvero la cartina

“ Vacanze nel

Cilento”. Escono

dalla rotativa

ottantamila

copie, di cui

30.000 inviate

all’ENIT di Roma

e diffuse in varie

località del mondo

grazie all’impegno

di un

cilentano che

insegnava all’università

di Perugia

, ma che era

in contatto con

l’ENIT, il prof. Felice Vertullo, originario

di Laurino.

Certo questo lavoro di promozione

non ebbe subito gli effetti sperati ,

anche perché- precisa Gennaro Greco-

gli ostacoli a far “ girare” il nome

del Cilento arrivarono proprio da altre

zone della Campania. Una sorta di

boicottaggio per “gelosia” turistica.

Tanto è vero che la cartina del Cilen-

lo storico locale prof. Felice Fusco alla

presenza degli autori. Questo solo l’inizio.

Il 20 marzo è stata la volta della

“Maratona dell’Unità d’Italia” evento

organizzato dalla Prefettura di Salerno

con la seconda tappa della gara

podistica nazionale, non agonistica,

che sarà ospitata dall’Amministrazione

locale che ne curerà l’arrivo e la

successiva ripartenza. Un ulteriore ed

importante evento ha visto protagonista

l’intera comunità locale che attraverso

una delegazione di studenti,

amministratori locali e cittadini ha

partecipato il 2 aprile ad un importantissimo

scambio culturale promosso

to, in qualche Fiera all’Estero trovava

posto nello Stend Italia e non in quella

della Campania. Ma anche a Salerno

non è che ci fu amore a prima

vista. Solo successivamente l’Ente del

Turismo incominciò a stampare ogni

anno 20.000 copie della cartina “

Vacanze nel Cilento”.

“ Ma va fatta una doverosa precisazione-afferma

l’ideatore del Consorzio

delle Pro Loco e tenace

Assertore della utilità dell’allargamento

, Gennaro Greco-che non ci

furono solo perplessità per il Vallo di

Diano , ma anche per la zona che va

da Agropoli a Capaccio. Ma oggi

abbiamo avuto la grande soddisfazione

da parte del Vescovo Favale che

ha fortemente voluto che il quadro

della Madonna con la scritta Benvenuti

nel Cilento terra di Maria, sia stato

collocato a Ponte Barizzo non solo

perché là hanno inizio i confini della

Diocesi di Vallo, ma anche perché a

Nord quelli era i confini da noi indicati

come porta d’ingresso al Cilento”.

Nelle foto, Gennaro Greco, all’epoca

presidente del consorzio delle Pro-

Loco del Cilento; il rimpianto dott.

Pietro Ebner (nella foto in alto) ed un

gruppo di studiosi attorno al tavolo

per definire i reali confini del Cilento.

Sanza

Convocato il Consiglio Comunale in piazza Plebiscito

per dare avvio ai festeggiamenti per l’Unità d’Italia

dal Comune di Mordano, in provincia

di Bologna, dal tema: 1861- 2011

“l’Europa se desta” Italia-Ungheria-

Austria una storia in comune. 150

anni dopo, i Comuni di Mordano,

Mezohegyes, Sanza, a confronto per

un’Europa unita. Insomma ha preso il

via un articolato programma di eventi

che seguirà durante tutto il corso dell’anno

e che avrà il suo momento più

importante il prossimo 2 luglio quando

nella ricorrenza della tragica fine

della “Spedizione di Sapri” sarà organizzata

una giornata a ricordo dell’evento.

Lorenzo Peluso


aprile 2011

Unione dei Comuni “Valle dell’Alento”

Si è insediata l’Unione dei Comuni

“Valle dell’Alento”. Nella sala comunale

in piazza Sant’Antonio a Omignano

Scalo sono stati compiuti gli

adempimenti formali per dare vita a

quella che dagli stessi sindaci coinvolti

è stata definita “…una svolta storica

per il Cilento”. Il presidente, per il

primo anno visto che tutti avranno

pari dignità e ricopriranno a turno la

carica, è il primo cittadino di Omignano

Emanuele Giancarlo Malatesta.

“Ci metteremo subito a lavoro – ha

affermato Malatesta – per gestire

insieme la raccolta e il conferimento

dei rifiuti solidi urbani, il trasporto

scolastico, la vigilanza urbana e quella

ambientale, la lotta al randagismo

e un occhio di riguardo sarà riservato

alla programmazione intercomunale

in campo urbanistico. Lo scopo con il

quale siamo nati è quello di una

VIII edizione di Miss Parco 2011

Nella foto: Mary Manna di Cardile Miss Parco 2010

E‘ partita la macchina organizzativa

della VIII edizione del Concorso di

bellezza `Miss Parco del Cilento e Vallo

di Diano´. La manifestazione, ideata

e promossa sull´intero territorio del

Parco da Lino Miraldi è, sotto certi

aspetti, diversa nel suo genere dagli

altri concorsi che , durante il periodo

estivo si svolgono nella provincia di

Salerno. L´ideatore a proposito ci

spiega: "Gli obiettivi della manifestazione

sono quelli di sviluppare la

conoscenza del Parco e dei suoi centri

storici, valorizzare l´artigianato locale

e raccontare il territorio attraverso le

sue bellezze, le sue

tradizioni, la sua cultura dal punto

di vista di chi il territorio lo vive,dando

voce ai cittadini di ogni singolo

paese attraversato dalla manifestazione

stessa, con lo scopo di riportare

alla luce suoni, profumi e piccoli scor-

gestione duratura dell’esistente, ma

con l’occhio rivolto al futuro e soprattutto

a un ente che non limiti l’autonomia

dei singoli paesi ma che rafforzi

la coesione tra territori omogenei

che fino a oggi forse hanno lavorato

poco insieme”. All’Unione, la cui

giunta sarà composta dai primi cittadini

dei paesi aderenti, prendono parte

oltre il Comune di Omignano,

ci di vita quotidiana"; il Concorso che

si svolgerà nei mesi di luglio ed agosto

rappresenterà l´evoluzione non

ripetitiva ma aggiornata di un evento

che, negli

ultimi sette anni, ha riscosso notevoli

consensi e, quindi, incoraggiamenti

a proseguire anche negli anni

futuri. Il Concorso nato da una mia

idea -spiega Lino Miraldi - nell`estate

del 2004, a tre anni dalla vittoria a

Miss Italia di Daniela Ferolla, tipica

ragazza cilentana per raccontare il

territorio del Parco Nazionale del

Cilento e Vallo di Diano, ha sin

dall`inizio riconosciuto tra isuoi obiettivi:

il lancio di volti nuovi per il cinema,

la moda, la pubblicità; "lo scopo

della mia manifestazione- sottolinea il

Patron - è quello di dare alle ragazze

del Cilento e del Vallo di Diano una

certa visibilità, visto che il nostro territorio,

per motivi soprattutto geografici,

è un po`

tagliato fuori da quello che accade

a Roma e a Milano. A tal proposito

non è casuale il fatto che sia nato

proprio nel Cilento, una terra di tante

contraddizioni, con l`esigenza particolare

di realizzare un Concorso di bellezza

che non fosse fine a se stesso,

Castelnuovo Cilento con Eros Lamaida,

Gioi con Andrea Salati, Moio della

Civitella con Antonio Gnarra, Orria

con Mario Maio, Perito con Edmondo

Lava, Salento con Angelo De Marco,

Sessa Cilento con Aldo Niglio e Stella

Cilento Antonio Radano. La vicepresidenza

dell’Ente è stata destinata al

sindaco di Sessa Cilento Aldo Niglio,

mentre presidente del consiglio è stato

eletto il consigliere comunale di

Stella Cilento Giusepe Bianco che ha

posto l’accento su come “…l’Unione

è un passo importante per le nostre

comunità perché grazie alla condivisione

dei servizi essenziali i cittadini

interessati possono avere migliori

opportunità di vivibilità quotidiana,

ma con una tassazione meno esosa

rispetto a quella che fino a oggi i singoli

comuni hanno dovuto imporre

per rientrare nelle spese sostenute”.

ma bensì il punto d`incontro tra le

Aziende che operano nel campo della

moda e della cosmesi e la ragazza

della porta accanto che insegue il

sogno di diventare una modella affermata

e, poi, quotidianamente, le

Aziende locali che investono enormi

budget nella realizzazione delle loro

campagne pubblicitarie devono cercare

in altri segmenti di mercato le

modelle che fanno al loro caso." Inoltre

- aggiunge Miraldi- mancava un

evento che potesse magicamente

congiungere il territorio del Cilento e

quello del Vallo di Diano, due culle di

civiltà e di pensiero, un ambiente in

cui si respira aria di mito, di cultura,

di filosofia. Se nel Cilento nasceva la

filosofia di Parmenide, il filosofo

dell´essere, padre fondatore della

scuola eleatica, nel Vallo di Diano la

Certosa di Padula resta il punto di

riferimento da tutelare e valorizzare;

il Cilento e il Vallo di Diano, non solo

come vertici culturali, ma come punti

che si collegano alle realtà umane,

politiche e sociali di due territori, nonché

di una Regione difficile, eternamente

sospesa tra la voglia di rinnovarsi

e le paure del suo presente.

1991- 2011

20 ANNI DI VIAGGI CULTURALI

PER I LETTORI DI CRONACHE CILENTANE

In occasione dei venti anni di viaggi culturali promossi da Cronache Cilenane , in collaborazione

le con le agenzie di viaggio, per i propri lettori , vengono proposti tre interessanti itinerari

in fase di programmazione. Il primo all’inizio di giugno di gg. 5. Il secondo all’Estero di

gg. 7 all’inizio di settembre. Il terzo di due giorni all’inizio di Ottobre.

I lettori interessati possono già chiedere il programma a Cronache Cilentane – Via Ponte

84068 PIOPPI (SA) oppure telefonando al n. 0974 905046

cronache cilentane attualità

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cronache cilentane iniziative

4

aprile 2011

I Periodici del 1861 esposti alla Certosa di Padula

La Soprintendenza BAP di Salerno espone per la prima volta

al pubblico alcuni giornali del secolo scorso

L’esposizione dal titolo: “VERSO

L’UNITA’ D’ITALIA IN CERTOSA, allestita

in occasione delle celebrazioni

del 150° anniversario della proclamazione

dell’Unità d’Italia nella saletta

dell’appartamento del Priore della

Certosa di Padula, resterà aperta al

pubblico fino al 31 maggio 2011. L’iniziativa

a cura della Soprintendenza

BAP di Salerno e Avellino, diretta da

Gennaro Miccio.

Per la prima volta sono stati esposti

al pubblico alcuni periodici dell’anno

1861, conservati e ritrovati tra i

volumi del patrimonio librario sopravvissuto

in Certosa. I giornali facevano

sicuramente parte della piccola “emeroteca”

dell’Ordine certosino padulese

che in quegli anni occupava ancora

stabilmente il Monastero (ivi reinsediatosi

dopo il Concordato del 1818,

seppure in uno stato di grande decadenza,

dovuto alle espropriazioni del

precedente decennio francese).

Si tratta di due testate giornalistiche

di orientamento dichiaratamente

cattolico e clericale, che pervenivano

regolarmente in Certosa, pro-

Cinquantasette alberi sono stati

piantati per altrettanti bambini nati

nel 2010. E' diventato ormai un

appuntamento atteso e consolidato

quello con “Un albero per ogni nato”,

l'iniziativa introdotta per ricordare

con un albero ogni bambino che viene

al mondo in una famiglia del Comune

di Castellabate. Ogni albero porterà il

nome di uno dei bambini nati nel corso

dello scorso anno.

Sabato 19 marzo, è stata festa doppia

per i papà dei nati nel 2010, che

con le famiglie hanno partecipato alla

festa di accoglienza per i neonati del-

babilmente tramite abbonamento

postale, con cadenza bisettimanale

poichè le uscite erano fissate nei giorni

di mercoledi’ e sabato. Pochi sono

i numeri sopravvissuti de L’Aurora:

Giornale Religioso politico; consi-

l'ultimo anno nella sala convegni di

Villa Matarazzo a Santa Maria.

Durante la cerimonia, il sindaco

Costabile Maurano ha consegnato ai

genitori la pergamena che attesta la

messa a dimora di un albero a nome

del figlioletto, e la foto che indica la

località in cui l'albero è stato piantato.

Quest'anno i 57 alberi sono stati

messi a dimora tutti nel bosco in località

Piano Melaino. Inoltre la Bcc dei

Comuni cilentani ha donato alle famiglie

dei bimbi un libretto di risparmio

a nome del piccolo con la cifra simbolica

di 30 euro. L'appuntamento con

stenti, invece, quelli de L’Unità Cattolica:

Foglio periodico religioso, fondato

a Torino proprio nel 1861 da

Don Giacomo Margotti, il quale, reduce

dalla precedente esperienza con

L’Armonia, intese, con la direzione del

“Un albero per ogni nato” si rinnova

ormai da anni nel Comune di Castellabate.

Dal 2001 ad oggi sono 604 i

bambini venuti al mondo che hanno

una piantina con il proprio nome.

Alberelli autoctoni tra piante lacustri,

pini d’Aleppo, tamerici e lecci, tutti

caratteristici della vegetazione mediterranea

I genitori e il bimbo, in futuro,

potranno riconoscere l'albero ed

occuparsene, grazie ad una targhetta

con il nome del piccolo agganciata su

un palo accanto all'albero. Molti genitori,

in questi anni, hanno assunto

come impegno la cura della piantina

nuovo giornale fare propria la protesta

cattolica, ponendolo come organo

nazionale di stampa del cattolicesimo

papale.

Le riviste riecheggiano pienamente

il problematico passaggio degli avvenimenti

politici in atto: l’affermazione

politico-sociale della nuova ideologia

liberale, la criticità dei rapporti fra

Chiesa e Stato, i problemi della compagine

ecclesiale e, soprattutto, l’ansia

per la conservazione degli Ordini

Religiosi in Italia. L’iniziativa è curata

dalla dott.ssa Eufemia Baratta

Ulteriori informazioni sul sito web

della Soprintendenza BAP di Salerno e

Avellino www.ambientesa.beniculturali.it

/ info 089 2573241 / FAX 089

318120 Michele Faiella (Ufficio

Stampa) e mail: sbapsa.stampa@beniculturali.it

- Per

approfondimenti:I luoghi e gli eventi

www.beniculturali.it - Numero verde

800 99 11 99 - Il MiBAC è anche su

Youtube, Facebook e Twitter

Castellabate: un albero per ogni nato

L'amministrazione comunale festeggia i nati nel 2010

Sanza – sarà il Prefetto di Salerno,

Sabatino Marchione, a dare il via alla

terza tappa della maratona dell’unità

d’Italia che partirà d’innanzi il Cippo

di Pisacane, posto lungo la Statale

517, a poche centinaia di metri dal

centro urbano, domenica 27 marzo

alle ore 10,00. La terza tappa che

vedrà il suo traguardo a Padula, con

una lunghezza di circa venti chilometri,

attraverserà anche il centro abitato

di Buonabitacolo per giungere al

Sacrario dei Trecento intorno alle ore

12,30. Dopo la partenza dei corridori

il Prefetto si intratterrà nel comune ai

piedi del Cervati, ospite del Sindaco

Antonio Peluso e dell’amministrazione

civica, per incontrare i cittadini di

Sanza e discutere di uno degli eventi

maggiormente caratterizzanti del

Risorgimento italiano, la Spedizione

dei trecento, appunto. Successivamente

lo stesso Prefetto, accompa-

Il Prefetto Sabatino

Marchione a Sanza per la

terza Tappa della maratona

dell’Unità d’Italia

gnato dagli amministratori locali raggiungerà

Padula per l’arrivo dei

maratoneti nella cittadina che segno

la fine della Spedizione di Sapri e

dove, a testimonianza, si trova presso

la Chiesa dell’Annunziata il Sacrario

che ospita le spoglie mortali dei

valorosi che il giorno primo luglio del

1857 in un duro scontro a fuoco con i

gendarmi borbonici persero la vita. A

Sanza, il giorno successivo, la mattina

del 2 luglio, gli scampati all’eccidio

di Padula si scontrarono con le

guardie urbane ed in un conflitto a

fuoco persero la vita ventisette valorosi

patrioti e tra questi l’eroe Pisacane.

Una pagina di storia dolorosa ed

importante per il percorso di unificazione

nazionale che vide, in quei

giorni, protagoniste, loro malgrado,

che porta il nome di loro figlio, innaffiandola

e facendo in modo che cresca

bene.

«Ogni nuova pianta simbolizza una

vita che nasce e cresce. – ha commentato

il sindaco Costabile Maurano

– L'iniziativa, al di là del valore simbolico,

vuole essere anche da stimolo

per le nuove generazioni e le loro

famiglie ad amare e proteggere la

splendida natura che, insieme al

patrimonio storico, rende unico il paese

in cui devono sentirsi fieri di vivere».

Paola Desiderio

le comunità cilentane. La Maratona a

tappe, partita lo scorso 17 marzo da

San Giovanni a Piro, toccherà tutti i

comuni protagonisti degli eventi

risorgimentali salernitani che portarono

all’avvento dello Stato Italiano.

Dopo la tappa di domenica 27 marzo,

il due aprile la tappa Padula-

Auletta, passando per Sala Consilina,

Atena Lucana, Polla e Caggiano; il 10

aprile ad Eboli la Maratona agonistica

a circuito di 10 km “Ebolitaliani”;

il 16 aprile sempre ad Eboli con la

maratonina non competitiva di 2 km

ed una gara di Salto con l’asta. La

conclusione il prossimo 17 aprile con

la tappa Eboli, Battipaglia, Bellizzi,

Pontecagnano, Salerno. Una bella

manifestazione con un unico filo conduttore:

celebrare i 150 anni dell’Unità

d’Italia nei comuni del salernitano

protagonisti degli eventi risorgimentali.


I Sindaci del Vallo di Diano abbandonano

le fasce tricolore davanti all’Ospedale di Polla

I 19 sindaci del Vallo di Diano

hanno "depositato" le fasce tricolore

davanti alla sede dell'ospedale di

Polla come gesto simbolico per definire

la "resa" delle istituzioni locali

"alle inefficienze della direzione

sanitaria e del distretto di Sala Consilina",

e annunciano che "se non si

avranno risposte concrete dalla

Regione e dei vertici sanitari", in

particolare sulla carenza degli organici,

a breve consegneranno le fasce

e i mandati al Prefetto di Salerno.

La "deposizione" delle fasce si è

svolta il 29 marzo, nel corso della

manifestazione pubblica svoltasi a

Polla ed hanno invitato i cittadini,

gli amministratori, i medici e il personale

sanitario del Vallo di Diano a

partecipare alla protesta "per inviare

un segnale forte del nostro disagio",

ha spiegato il sindaco di

Sant'Arsenio, Nicola Pica.

È proseguita per alcuni giorni l'occupazione

della direzione sanitaria

dell'ospedale. I sindaci hanno poi

inviato una lettera al commissario

straordinario dell'Asl di Salerno, per

denunciare la carenza di personale

nelle strutture sanitarie di Polla e

Sant'Arsenio, la diminuzione o la

soppressione delle prestazioni specialistiche

ambulatoriali e l'aumento

dei tempi di attesa delle prenotazioni.

"La goccia che ha fatto traboccare

il vaso - hanno evidenziato i sindaci

- è stata la mancanza di gasolio

nei serbatoi degli impianti di

riscaldamento degli ospedali, sulla

quale non si poteva passare oltre". I

primi cittadini non escludono azioni

"più eclatanti", prima fra tutte la

consegna dei mandati al prefetto di

Salerno.

aprile 2011

Caprioli

Anche nel Cilento si fa cultura

Anche nel Cilento ci sono grandi

menti. Quando mettono insieme le

loro genialità ecco che ti compare la

magia di un evento. E’ successo a

Caprioli, splendida frazione di Pisciotta,

dove una cilentana di adozione,

Lara Formai, scrive in vernacolo “I

Promessi Sposi nel Cilento”, riproponendo

tradizioni e detti di un tempo

quasi dimenticato nella cornice di un

momento solenne e di altissima

valenza storica, che deve renderci

solo orgogliosi, qual è l’Unità d’Italia

e ne cura anche la scenografia;dove

la regia di Aniello Fiorillo, attenta ai

particolari, lavorando capillarmente

sulla sensibilità degli attori che pur

essendo dei dilettanti ha inculcato

loro mentalità da professionisti e

facendo tesoro di tante esperienze

accumulate negli anni precedenti;

dove l’estro e l’inventiva del maestro

Claudio Mautone che ha scritto le

musiche sempre sui testi di Lara Formai

eseguiti dalla classe della piani-

LETTERA DEI SINDACI AL

COMMISSARIO STRAORDI-

NARIO ASL SALERNO

I sindaci del Vallo di Diano dicono

basta al depauperamento di risorse

umane ed economiche che la struttura

ospedaliera di Polla-Sant’Arsenio

sta subendo da tempo.

I nostri cittadini, negli ultimi mesi,

devono patire continui disservizi

causati sia dalla carenza di personale

medico e paramedico sia dalla

inadeguata organizzazione posta in

essere dalla Direzione Sanitaria.

Siamo al colmo. Per fare soltanto

qualche esempio su come viene

gestita la macchina sanitaria ospedaliera

valdianese, basta dire che

all'ospedale ”Luigi Curto” di Polla,

da almeno un decennio, non si fanno

nuove assunzioni. E quanti, sia

sta Paola Fazio, parlare di fascino e di

incanto diventa semplice e naturale.

La rappresentazione teatrale, ma parlare

di musical è altrettanto appropriato,

si è svolta presso “La Grotta”

di Caprioli, incantando critica e pubblico.

I protagonisti di questo evento

fra i medici sia fra gli infermieri,

vanno in pensione o sono trasferiti

di ufficio o su loro richiesta presso

altri nosocomi, non vengono rimpiazzati.

Succede così che l'organico

medico e paramedico risulta essere

sempre più carente, cosa che rende

quanto mai difficoltoso organizzare

i normali turni di servizio e la pronta

disponibilità. Allo stato, infatti,

mancano circa quaranta medici ed

altrettanti infermieri rispetto all'organico

previsto.

La conseguenza di tutto ciò è che

non si possono organizzare i turni di

servizio nei diversi reparti, ci sono

difficoltà per la composizione di

equipe mediche per le sedute operatorie,

sono diminuite o soppresse

le prestazioni specialistiche ambulatoriali

di oltre il 50%, sono aumentati

i tempi di attesa delle prenotazioni,

la turnazione notturna è assi-

culturale, riuniti sotto il nome di compagnia

amatoriale “Amici di Caprioli”sono

stati:Alessia Duilio che ha

interpretato Lucia, Vito D’Alessandro

(Renzo),Assunta Saullo (Agnese),

Sofia Saullo (Concetta la Perpetua),

Carmine D’Angelo (Don Peppino),

curata con l’utilizzo di medici esterni

(ognuno costa 720 euro a turno

di 12 ore), si registra una sempre

più continua mobilità passiva verso

altre strutture. E, come se tutto ciò

non bastasse, si continuano a concedere

nulla osta alle numerose

richieste di trasferimento presso

altri plessi ospedalieri provinciali da

parte di sanitari operanti nei nosocomi

valdianesi.

Vogliamo, infine, ricordare che il

nostro presidio ospedaliero è al servizio

di un vasto bacino di utenza,

che va dal Vallo di Diano alla Bassa

Valle del Tanagro, cui sono da

aggiungere i pazienti provenienti

dalle aree limitrofe della Basilicata

(Val d'Agri, in particolare), per una

popolazione complessiva di oltre

80.000 unità. Ciò senza contare la

sua posizione strategica, ubicato

com'è a qualche centinaio di metri

dallo svincolo dell'A3.

Senza medici, senza infermieri,

senza farmaci, senza strumentazioni

non si può garantire il diritto alla

salute dei cittadini del Vallo di Diano.

Queste sono soltanto alcune

delle motivazioni per le quali abbiamo

deciso di occupare ad oltranza

l’ospedale di Polla. La nostra protesta

continuerà sino a quando non

saranno firmati i decreti di assegnazione

di nuovi medici dell’area

medica e di quella chirurgica al

nostro ospedale. Questa volta non ci

accontenteremo di semplici promesse

verbali. Vogliamo fatti e non

parole. Lasceremo l’ospedale soltanto

quando avremo la certezza di

poter garantire ai cittadini il sacrosanto

diritto alla salute.

I sindaci del Vallo di Diano

Umberto Mautone (Fattore), Antonio

Tancredi (Don Romualdo),Maurizio

Scarpati (Don Michele), Mauro Carmelo

(amico Mauro), Luigi Saullo

(amico Gigi), Silver Mautone (amico

Aniello), Marta Mautone (amica Filomena),

Chiara Audino (amica Maria),

Angela Cusati (Isabella),Maria Teresa

Valiante (Donna Maria), Felica Mautone

(Lupo di Cuccaro),Anna Tambasco

(Nannina), Domenico D’Angelo

(Egidio),Antonio Mautone

(Nicola),Stefano Greco (Zi Monaco),

Adriana Delli Santi (Suor

Gertrude),Paola Della valle, Simona

Delli Santi, Mariasofia Fiorillo, Carmela

Carro,Gerardina D’Angelo, Elisa

Audino, Carmela Saullo, Anna Iannuzzi,

Sofia Tambasco e Jessica Ottati

(Suore), Claudio Cirillo (Cumpà Menico),

Raffaele Greco (Cumpà Antonio),

e con la partecipazione dei piccoli

Antonio D’Alessandro, Daniele Greco,

Luca Greco e Gaetano Mautone.

Nicola De Feo

cronache cilentane prospettive

5


cronache cilentane promozioni

6

aprile 2011

Vallo della Lucania

Si è chiusa con 10mila visitatori la Mostra-scambio

di auto, moto e ricambi d’epoca

Si è chiusa con circa diecimila visitatori

la Mostra scambio di auto,

moto e ricambi d’epoca”, di scena nel

weekend (19 e 20 marzo) nell’area

espositiva di Vallo della Lucania (SA).

Un successo che supera perfino l’ottimo

risultato ottenuto nella scorsa edizione,

con ingressi dalle prime ore del

mattino fino al termine dell’orario di

apertura. La giornata conclusiva di

oggi (20 marzo), in particolare, è stata

da record, con una fila continua di

auto all’ingresso del centro artigianale

e i parcheggi esauriti.

Soddisfatti gli organizzatori dell’evento

che si è svolto sotto l’egida del

Comune di Vallo della Lucania, l’associazione

Auto revival club di Orria e

Fiere di Vallo, per lo straordinario gradimento

ottenuto dalla rassegna che,

alla quinta edizione, si è guadagnata

un posto di rilevo tra le manifestazioni

di settore. I visitatori, in effetti,

sono arrivati da tutte le regioni del

Centro-Sud, perfino Lazio, Puglia e

Sicilia. Tutti in cerca di accessori rari e

ricambi introvabili per i loro motori

d’epoca. E la manifestazione, forte di

oltre 200 espositori dislocati in 6mila

metri quadri coperti e 3mila esterni,

con al suo interno lo stand istituzionale

dell’Asi (Automotoclub storico

italiano), ha risposto appieno alle

aspettative.

Nella prima giornata della Mostra

scambio 70 autoveicoli e 38 moto

sono stati sottoposti anche alla verifica

per il rilascio del certificato di identità,

dalla Commissione tecnica dell’Asi.

«Si tratta di un numero di veicoli

molto più alto della media in manifestazioni

simili, a testimonianza del

grande patrimonio motoristico che la

Campania e il Salernitano in partico-

Si è svolta dal 5 marzo all’ 8 marzo

l’ edizione del Carnevale Asceoto

2011, con il patrocinio del Comune di

Ascea, in collaborazione con la Pro

loco di Ascea, e l’ organizzazione

curata dall’associazione del carnevale

e delle tradizioni.

Sabato 5 marzo presso Palazzo Ricci

di Ascea Capoluogo la rappresentazione

teatrale Quannu Berta Filava….

Filava pure Vambaredda libero

adattamento tratto da : Finestra

Aperta su Ascea del prof. Antonio

Rizzo, sceneggiata e diretta da Maria

Cardillo ha dato inizio alle manifestazioni.

Domenica 6 marzo in Ascea Marina

la prima sfilata dei carri allegorici

con una moltitudine di mascherine,

sin dalle prime ore del pomeriggio

una folla di turisti ha atteso il corteo

Carnevalesco che partendo dall’aria

archeologica di Velia si è snodato per

tutte le strade di Marina, nell’isola

pedonale del Corso Elea si sono esibiti

gruppi e balli organizzati dalla

scuola di ballo di Carmelo Naro.

Lunedi 7 marzo nei locali della

L’appello dell’Asi: i motori storici sono beni

culturali da tutelare come le opere d’arte

lare custodiscono», spiega Mauro

Pasotti, presidente della commissione

tecnica nazionale moto dell’Automotoclub

storico italiano, che coglie l’occasione

per lanciare un appello.

«Le auto e moto d’epoca sono, a

tutti gli effetti, beni culturali, che

richiedono una maggiore attenzione

da parte di tutti. Lo Stato, in effetti,

ha già previsto che, con l’iscrizione

nel nostro Registro storico nazionale,

i veicoli costruiti da più di 20 anni

possano ottenere l’esenzione dalla

tassa di possesso e polizze assicurative

agevolate, con una spesa molto

contenuta. Ma oggi la priorità deve

discoteca di Bacco elezione della

Miss, Tappa del Concorso Miss Carnevali

d’Italia e d’Europa selezione

di splendide fanciulle Asceote,e

Cilentane , con l’aggiudicarsi della

fascia di Miss Carnevale Ascea 2011

da parte di Lucrezia Gruppuso,

essere quella di salvare quanto più

possibile di questo patrimonio motoristico».

«I motivi sono molteplici – prosegue

l’esponente dell’Asi – Restaurando

questi veicoli ci si rende conto che

hanno già alcuni accorgimenti tecnici

propri delle vetture moderne, grazie

all’ingegno di chi le ha progettate e

realizzate. Salvarli significa anche

preservare la memoria storica per le

generazioni future, ora che la plastica

e l’elettronica stanno sostituendo del

tutto la meccanica e il metallo. Difficilmente

le auto di oggi riusciranno a

superare i 20 anni, quelle d’epoca

che in quel di Viareggio nella finale

del 13 marzo è stata incoronata Miss

Carnevali d’Italia.

Gran finale Martedì grasso con la

sfilata di Ascea capoluogo dove una

enorme folla di persone ha fatto da

cornice alla manifestazione finale con

la vittoria del carro numero 8” Berlusconi”.

Una edizione di successo sia

in termini di partecipazione, che qualitativa

dice il Presidente della Pro

loco Giancarlo Avossa, la manifattura

dei carri e le coreografie sono di una

qualità eccelsa ed il numero di carri

nove fa ben sperare sulle potenzialità

di questo Evento che senza dubbio

deve essere momento di riferimento

per un intero territorio.

Un successo per la Pro Loco suggellato

giovedì 17 Marzo con la partecipazione

alla trasmissione di Rai

internazionale “Italia chiama Italia”

dedicata a i nostri emigranti all’estero,

in occasione dei festeggiamenti

dei 150 di Unità d’Italia, dove a rappresentare

l’unità dalle Alpi alla Sicilia,

sono state invitate 20 pro loco in

rappresentanza delle 6000 esistenti

invece, se ben restaurate, funzionano

ancora. C’è poi pure un motivo emozionale:

è quel feeling che si crea tra

il conducente e il suo veicolo d’epoca,

perché il primo sa che bastano le

conoscenze e l’esperienza per poter

intervenire su di esso, senza bisogno

delle sofisticate apparecchiatura da

cui dipende l’efficienza delle auto

moderne».

Grande animatore della mostrascambio

di Vallo della Lucania è l’Auto

revival club di Orria (SA), che con i

suoi circa 1.500 soci rappresenta una

importante realtà associativa del

Mezzogiorno. «Questo evento sta crescendo

ad ogni edizione, sia in termini

di pubblico che qualità degli espositori

– spiega il presidente del club,

Giovanni Botti – In questa quinta edizione

abbiamo registrato un interesse

a livello nazionale, che ha fatto scoprire

a migliaia di visitatori il territorio

del Parco nazionale del Cilento e Vallo

di Diano, con significative ricadute

per un comparto finora poco valorizzato

in questo territorio».

La mostra-scambio è stata anche la

prima rassegna del calendario espositivo

di Vallo della Lucania, al quattordicesimo

anno di attività. «È il miglior

inizio possibile della stagione – spiega

Massimiliano Viviano delle Fiere di

Vallo – Il record di affluenza e l’interesse

suscitato ci fanno ben sperare

per le prossime manifestazioni. Dall’1

al 3 aprile tornerà infatti nei padiglioni

vallesi “International fireworks

fair”, con spettacoli pirotecnici tutte

le sere. Dal 30 aprile all’8 maggio si

terrà, invece, la grande maratona dello

shopping per tutta la famiglia con

la Fiera campionaria “Città di Vallo”».

Miss Carnevale di Ascea 2011

eletta a Viareggio Miss Carnevale d’Italia

sull’intero territorio nazionale.

Capeggiate dal presidente Nazionale

Unpli Bruno Nardocci, nello studio

Rai la trasmissione ha messo in

risalto le peculiarità delle singole pro

loco presenti, considerate scrigni che

al proprio interno custodiscono gelosamente

storia tradizioni che senza

una attenta custodia sono destinate

a scomparire.

Una dinamicità quella della Pro

Loco di Ascea e del suo presidente

Giancarlo Avossa, riconosciuta in

ambito Unpli Provinciale con l’indicazione

a responsabile del Cilento di

tutte le iniziative che coinvolgeranno

il nostro territorio, infatti nell’Assemblea

Provinciale Unpli del 18 marzo il

presidente Provinciale Cav. Guido

Forlenza ha voluto affiancare al direttivo

Provinciale un organismo territoriale

di consulta diviso per Aree geografiche.

Una sfida che raccolgo volentieri

dice Avossa per un territorio che

merita visibilità per le sue tipicità

votate al turismo e alla conservazione

di tradizioni millenarie.


aprile 2011

Forestazione: le gole del Calore

sconvolte da lavori di rimboschimento abusivi

Nell’ambito di un normale controllo

e verifica di conformità del “Progetto

speciale per interventi di forestazione

nelle aree a rischio idrogeologico della

Regione Campania-progetto n.

14/FOR/SA- interventi di forestazione

protettiva in agro del Comune di

Magliano Vetere” finanziato dal Ministero

delle Politiche Agricole, Alimentari

e Forestali alla Comunità Montana

“ Calore Salernitano”, gli uomini

del Comando Stazione Forestale di

Stio nel territorio protetto del Parco

Nazionale del Cilento hanno rilevato

pesanti difformità nella conduzione

dei lavori in corso nella località “

Calore” del Comune di Magliano

Vetere.

Premesso che l’area in questione

costituisce una sorta di monumento

naturalistico del Parco Nazionale,

interessando il sito meglio noto come

Gole del Calore all’altezza del Ponte

Medioevale che unisce le due sponde

del fiume sull’antico percorso immediatamente

a monte degli stretti

meandri delle Gole, la sorpresa che

ha attirato l’attenzione degli Agenti

del Corpo Forestale dello Stato è stata

la spregiudicata realizzazione degli

interventi che hanno portato alla

cementificazione di diverse centinaia

di metri di pista naturale preesistente,

creando un impatto visivo sul delicato

paesaggio del sito percepibile a chilometri

di distanza, contravvenendo alle

prescrizione dell’Ente Parco che vieta

la cementazione delle piste nell’ambito

del territorio protetto.

Ulteriore sorpresa è stato il riscontro

della costruzione di gabbionate

per il consolidamento di alcuni tratti

di sponda del Fiume che hanno avuto

l’effetto opposto: infatti per realizzare

l’area di sedime delle opere si è inopportunamente

provveduto ad asportare

la vegetazione ripariale che di per

sé già naturalmente esercitava , tra

l’altro gratuitamente, un’azione efficace

di protezione dall’erosione della

corrente idrica, affidandola alle gabbionate

in pietra che alla prima corrente

di piena sono state scalzate,

spostate e travolte esponendo le

pareti dell’alveo all’azione erosiva del

flusso idrico, che in poche ore di piena

ha spazzato completamente il vecchio

tracciato della pista ivi esistente.

Per aggirare il tratto di strada eroso

dalla corrente si è riscontrata la realizzazione

di un tratto nuovo completamente

abusivo con soppressione del

bosco ivi presente. Tali opere non

risultano previste nella progettazione

approvata né contemplate in alcuna

variante in corso d’opera.

Infine, trattandosi di forestazione e

riforestazione di ben 36 ettari di

bosco per lo più gia esistente, la nor-

ma in materia ambientale costituita

dal Decreto Legislativo n. 152 del 3

aprile 2006 prevede che per interventi

su superfici boscate superiori ai 10

ettari occorre sottoporre il progetto

alla preventiva procedura di Valutazione

di Impatto Ambientale; inoltre,

essendo l’area già stata individuata

come Sito di Interesse Comunitario di

cui al codice Area SIC “ IT8050002 “

per la tutela degli habitat particolari

della fauna migratoria e stanziale, lo

stesso progetto avrebbe dovuto essere

sottoposto almeno alla procedura

semplificata della Valutazione d’incidenza.

Per quanto emerso nel corso degli

accertamenti svolti dal Corpo Forestale

dello Stato si è reso inevitabile sottoporre

a sequestro l’intera area interessata

dai lavori, apponendo ai sigilli

ad un’area di ben 36 ettari; l’azione

penale si è resa necessaria per l’accertamento

definitivo dei fatti e delle

responsabilità in considerazione che

sussiste il pericolo di un’alterazione o

modifica dei luoghi del reato e per

evitare che il proseguire dei lavori

continuasse ad arrecare conseguenze

al delicato ecosistema fluviale

Gli Agenti del Corpo Forestale dello

Stato del Comando Stazione di Stio,

coordinati dal CTA di Vallo della Lucania

sotto la guida del V.Q.A.F. Fernando

Sileo, hanno speditamente

proceduto ad individuare tra i tecnici

dipendenti della Comunità Montana

“Calore Salernitano”, il Responsabile

del Procedimento ed il Direttore dei

Lavori del Cantiere, deferendoli

all’Autorità Giudiziaria per le loro

responsabilità dirette nella realizzazione

di interventi rivelatisi illegittimi.

Suscita molti interrogativi la circostanza

che ancora una volta l’impiego

di fondi pubblici venga realizzato in

modo improprio arrecando dei danni

all’ambiente anziché migliorarlo e

proteggerlo secondo i fini istituzionali

sia dell’Ente titolare della conduzione

dei lavori sia della fonte Ministeriale

del finanziamento impiegato.

Inoltre, si ravvisano due livelli di

danno all’interesse pubblico: il primo

senz’altro rappresentato da troppa

approssimazione nell’impiego dei fondi

Pubblici su interventi così delicati

per l’ambiente; il secondo è che per

ripristinare i danni arrecati al paesaggio

occorre impiegare ulteriori risorse

per restituire all’ambiente l’aspetto

originario.

il Coordinatore Territoriale

V.Q.A.F. SILEO Fernando

L’addetto alla

Comunicazione Istituzionale

v.q.a.f. GUARIGLIA Ing. Mario

“No al nucleare” da parte dei Sindaci dei fiumi Sele e Tanagro

Unanime e deciso il “NO al nucleare”

dei Sindaci della Comunità delle Riserve

Sele e Tanagro anche con toni forti

ed accesi, i Sindaci hanno votato all’unanimità

contro la eventuale Centrale

a Foce Sele ma anche contro il nucleare

in generale e la tutela del territorio, ieri

24 marzo 2010 nell’aula consiliare del

Comune di Eboli.

Nessun allarmismo, nessun pregiudizio,

ma quando di mezzo c’è la salute

dei cittadini e il futuro di un’intera area

della Provincia di Salerno, è giusto

“prevenire piuttosto che curare”. La

Comunità delle Riserve Sele e Tanagro

( 41 Sindaci, 5 Comunità Montane, Province

di Salerno e Avellino e Regione

Campania che attraverso l’Assessore

all’Ambiente Romano ha comunicato

ogni sostegno all’azione dei Sindaci

contro il nucleare, alla presenza delle

associazioni ambientaliste WWF,

Legambiente e dei Comitati per il referendum

contro il nucleare di Eboli) ha

deliberato all’unanimità la dichiarazione

di territorio denuclearizzato per l’area

della Riserva.

Articolate argomentazioni, durate

per più di tre ore di dibattito e confron-

Comune di Magliano Vetere- Il C.T.A. del Corpo

Forestale dello Stato appone i sigilli ad un’area

di 36 ettari nel cuore del Parco Nazionale del

Cilento e Vallo di Diano

to su un argomento delicato per delineare

un percorso amministrativo efficace

e determinato contro il nucleare e

l’attenzione a seguire con trasparenza e

partecipazione l’individuazione di siti

di stoccaggio per i rifiuti radioattivi,

derivanti anche dal decommissioning

delle centrali dismesse nel paese.

Dopo la moratoria di un anno del

Governo Italiano e le dichiarazioni rassicuranti

dell’Assessore Romano già

annunciate dal Presidente Caldoro della

Regione Campania, la discussione si

è concentrata sulla sensibilizzazione e

partecipazione con propri atti da parte

di tutti i comuni della Riserva oltre a

delineare un percorso istituzionale sulla

dichiarazione del “territorio delle

Riserve Regionali Sele e Tanagro Monti

Eremita e Marzano denuclearizzato”,

facendo voti alla Regione Campania

in attuazione alle direttive europee

sui siti di interesse comunitari e delle

particolari condizioni di rischio idrogeologico

e sismico, di vietare su tutto

il territorio delle “Riserve Regionali

Sele e Tanagro Monti Eremita e Marzano

” l’installazione di centrali che

sfruttino l’energia atomica.

Particolare attenzione nella richiesta

alla Provincia di Salerno di dichiarare

denuclearizzato tutto il territorio delle

“Riserve Regionali” con specifica previsione

nella proposta di PTCP, attualmente

all’esame di tutte le amministrazioni

della Provincia, di assumere tale

decisione, come specifica OSSERVA-

ZIONE al PTCP per l’elevato rischio

idrogeologico oltre che sismico del territorio

dichiarato della Comunità

Europea sito di interesse comunitario,

e destinazione turistica d’eccellenza.

I Sindaci hanno tenuto a precisare la

natura delle aree fortemente antropizzate

e la caratteristica del strategica

nell’economia agricola e turistica locale

per la presenza di importanti giacimenti

culturali e ambientali vanto dell’intera

nazione (patrimonio mondiale dell’umanità

riserve di biosfera, destinazione

d’eccellenza turistica della Comunità

europea, ecc.) nonché di produzioni

di eccellenza (mozzarella di bufala,

carciofi del sele, terza gamma di qualità).

Una vera follia secondo alcuni il solo

pensare ad una Centrale in un’area così

delicata che porterebbe la Regione

Campania a perdere anche quelle poche

aree vanto e orgoglio della stessa

Regione sia in termini ambientali che

culturali.

Viva soddisfazione ha espresso il

Presidente della Riserva Prof. Domenico

Nicoletti che ha dichiarato “la

necessità di sbloccare gli incentivi per

le foni energetiche naturali ancora tutte

da esplorare e promuovere nelle aree

protette, dal microidro per riabilitare i

luoghi della produzione del fiume, alle

energie dal mare, come dal sottosuolo

(geotermiche), a quelle integrate con

biomasse e forsu” , aggiungendo “i

rifiuti come risorsa nel nostro territorio

sono ancora una chimera, come lo sono

le fonti naturali dall’idrogeno alle celle

a combustibile che in altre aree del paese

hanno attivato processi di integrazione

dell’efficentamento energetico

territoriale”. Ed allora vista la moratorio

sul nucleare da parte del governo

italiano, perché non pensare a sbloccare

gli incentivi nei settori come le energie

rinnovabili (ricerca e innovazione)

di sicura prospettiva per il futuro del

paese?

cronache cilentane territorio

7


cronache cilentane i nostri paesi

8

aprile 2011

Orria

Il Presidente Cirielli inaugura “Piazza Unità d’Italia”

Venerdì 18 marzo scorso, ad Orria

(SA), nel novero delle celebrazioni per

i 150 anni dell’Unità d’Italia, si è

tenuta la cerimonia inaugurale della

Piazza “Unità d’Italia”.

In occasione dello storico anniversario,

il Consiglio Comunale del

Comune Cilentano, quale testimonianza

tangibile dell’importante celebrazione,

ha voluto intitolare all’Unità

della Nazione, la Piazza antistante la

Residenza Municipale, all’indomani

dei lavori di riqualificazione che l’hanno

interessata.

Il restyling urbano, fortemente

voluto dal Sindaco Mario Maio, ha

riguardato: la ristrutturazione della

facciata del Municipio; la realizzazione

di una Fontana artistica a 4 getti;

la costruzione di un’edicola votiva

destinata ad ospitare l’effigie di

Nostra Signora di Fatima (acquistata

in Portogallo da una delegazione di

pellegrini orriesi); la messa a dimora

di 3 pennoni per le Bandiere: Italiana,

Europea, Comunale; l’adeguamento

dell’ impianto di illuminazione; una

diversa disposizione dei nuovi elementi

di arredo urbano (panchine,

dissuasori, cestini).

Alla cerimonia, svoltasi in una

eccezionale cornice di pubblico, sono

intervenuti:

Don Guglielmo Manna (Vicario

Generale della Diocesi di Vallo della

Lucania); l’On. Edmondo Cirielli (Presidente

della Provincia di Salerno);

l’Avv. Marcello Feola (Ass. ai Lavori

Pubblici della Provincia di Salerno); il

Dott. Giovanni Romano (Ass. all’Ambiente

della Provincia di Salerno); il

Dott. Alberigo Gambino (Ass. al Turismo

della Provincia di Salerno); l’On.

Giovanni Fortunato (Consigliere

Regionale) ed una ventina di Sindaci

del comprensorio cilentano.

Folta e particolarmente apprezzata

dagli intervenuti, anche la rappresentanza

dei vari corpi ed associazioni

militari, quali: l’Associazione

Nazionale Carabinieri (gruppo di Omignano);

l’Associazione Nazionale

Alpini (gruppo di Salerno) e l’Associazione

Nazionale Finanzieri (gruppo di

Agropoli).

La cerimonia, nonostante l’inclemenza

del tempo, si è svolta secondo

il programma.

Dopo la benedizione dell’effigie

di Nostra Signora di Fatima, nella

Chiesa di S. Felice Martire, impartita

da Don Guglielmo Manna, affiancato

nel sacro officio, da Don Marco Torraca

e Don Wilfredo Ninofranco, cittadini

ed autorità, in solenne processione

hanno raggiunto l’edicola votiva realizzata

appositamente in Piazza, per

ospitare l’effigie della Madonna.

Completato il sacro rituale, l’on.

Cirielli, “scortato” da due uomini dell’Arma

in alta uniforme (il Brig. Arturo

Federico e l’Ag.s. Stefano Corvi della

Stazione di Gioi C.to, al Comando del

Maresciallo Matteo Bruno), è stato

chiamato al taglio del nastro ed allo

scoprimento della lastra marmorea di

intitolazione della “Piazza Unità d’Italia”,

L’Inno Nazionale, intonato dagli

alunni del locale Plesso Scolastico Elementare

e dell’Infanzia, è stato

accompagnato dall’alza Bandiera da

parte di un Picchetto d’Onore dell’Esercito

Italiano proveniente dalla

Caserma di Persano (SA), al comando

del Col. Michele Farino e dalla presenza

di una rappresentanza dell’Arma

dei Carabinieri al comando del

Tenente Giulio Presutti (Compagnia di

Vallo della Lucania), della Guardia di

Finanza al comando del Tenente

Manifestazioni per l’Unità d’Italia a Cicerale

Si sono concluse in un tripudio di

canti e bandiere le manifestazioni

del mese di marzo organizzate a

Cicerale in occasione del 150° anniversario

dell’Unità d’Italia. Alla presenza

del sindaco, Francesco Carpinelli,

dei dirigenti scolastici degli

Istituti comprensivi di Ogliastro e

Rutino, prof. Bruno Bonfrisco e

prof.ssa Anna Tramutoli, e di numerosi

ospiti intervenuti , gli alunni

della scuola primaria e secondaria

di Cicerale con i loro docenti, hanno

dato prova di grande bravura e preparazione

nelle varie performance

in cui si sono esibiti.

Dall’esecuzione vocale e strumentale

dell’inno di Mameli alla recentissima

“Tre colori” di Tricarico presentata

all’ultimo festival di Sanremo,

dalla proiezione di slides sulla

storia del Risorgimento alla declamazione

del giuramento dei Filadelfi

fino alla sceneggiatura della spedizione

di Carlo Pisacane attraverso i

versi della “Spigolatrice di Sapri”, i

ragazzi hanno saputo intrattenere

ed entusiasmare la platea che li ha

lungamente applauditi. La manifestazione

è poi proseguita con la

presentazione del libro di Pasquale

Giuliani Mazzei “Antonio Maria De

Luca: canonico deputato rivoluzio-

nario” preceduta da un’introduzione

del prof. Francesco Volpe sulle

condizioni del Cilento nell’Ottocento.

Pasquale Mazzei ha illustrato la

struttura del libro quale ricostruzione

storica della vita di Antonio

Maria De Luca, ottenuta dal recupero

di fonti bibliografiche e documentarie

che ne contestualizzano la

figura all’interno delle grandi riforme,

le restaurazioni, gli atti diplomatici

e le guerre che si svolgevano

in Europa tra la fine del XVIII e l’inizio

del XIX secolo. Un grande e

significativo messaggio ha concluso

la giornata: recuperare l’orgoglio di

essere cilentani ma soprattutto di

continuare a credere in quei valori

che hanno portato i nostri antenati

a sacrificare la propria vita per una

Patria unita, libera e indipendente.

Mirko Maiello (Tenenza di Vallo della

Lucania), del Corpo Forestale dello

Stato al comando dell’A.S. Giuseppe

Cruciano Messina (Stazione di Stio

C.to). A seguire, dopo la declamazione

di alcune poesie da parte degli

alunni presenti, i discorsi celebrativi

del Sindaco Mario Maio, visibilmente

commosso per la straordinaria partecipazione

popolare ed istituzionale

riscontrata, e dell’on. Edmondo Cirielli,

hanno concluso la cerimonia ufficiale,

dando inizio al rinfresco a base

di prodotti locali.

Il Sindaco Maio, dopo 10 anni di

mandato amministrativo, approfittando

del contesto di festa, idealmente,

si è congedato dai suoi concittadini

ringraziandoli per la fiducia accordatagli

nel tempo ed auspicando una

gestione oculata ed attenta dell’Ente

da parte dei nuovi amministratori, che

verranno eletti nelle Amministrative

di maggio. “Delegati per una funzione

pubblica”, ha precisato il Sindaco:

“ capaci, con onestà intellettuale ed

amore autentico nei riguardi dell’intera

Comunità, di continuare le iniziative

avviate e realizzarne di nuove”.

Massimo Sica

Centola

L’Unità d’Italia

a scuola

L’Unità d’Italia sale in cattedra al Liceo

“Carlo Pisacane” di Centola. Una giornata

ricca di momenti alti e nobili per celebrare

i 150 anni del nostro Paese. La

scuola cilentana ancora una volta ha

messo in campo amore e professionalità

a 360°, dimostrandosi una scuola di assoluta

eccellenza. E’ stato un binomio perfetto

tra corpo docente e ragazzi guidati

dal dirigente scolastico Franca Principe

che sta mettendo in campo preziose energie

per far sì che questa scuola continui a

vivere. A tale proposito il dirigente scolastico

così si è espresso:” Il mio rammarico

è quello di registrare un numero risicato

di alunni e la chiusura di una scuola significa

danni enormi per il territorio”. Presenti

alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità

d’Italia anche gli esperti e navigati

sindaci di Camerota e di Centola-Palinuro,

Domenico Bortone e Romano Speranza

che hanno affermato di lavorare insieme

per far crescere questa sezione distaccata

dell’Istituto Superiore di Sapri. Auguriamoci

che alle parole seguano i fatti. I

ragazzi hanno rappresentato vari quadri

del nostro glorioso Risorgimento e ne è

venuto fuori un mosaico straordinario. La

manifestazione è stata condotta dallo

studente Gerardo Petrillo che ha esordito

affermando:”Noi giovani siamo fieri di

appartenere ad una unica Patria”. Hanno

presenziato anche il preside delle scuole

medie di Centola, Ferdinando De Luca, ed

ha sostenuto che di una ricorrenza del

genere bisogna rendere consapevoli i

ragazzi ed inoltre si è sentito indignato

perché proprio dal luogo dove i patrioti

hanno iniziato l’Unità d’Italia si ha il rifiuto

di ascoltare l’Inno Nazionale da parte

di alcuni politici (N.d.r. il riferimento è

agli esponenti della Lega) e l’editore Giuseppe

Galzerano.

Nicola De Feo


Libri

pagina a cura di

Carmela Baldi

Quest’ultimo lavoro di Lucio Isabella,

recentemente presentato a Castellabate

in occasione della settimana

della cultura, vede la presentazione

del nostro collaboratore Corrado Lucibello.

“ Nel corso della vita dei cilentani

emigrati, dispersi per il mondo, regalate

loro un romanzo di Lucio Isabella

e, per incanto, si ritroveranno in

quella casa che hanno dovuto lasciare

a malavoglia. Essi risentiranno il forte

odore di mosto, riascolteranno il canto

degli uccelli, rivedranno albe e tramonti

da tempo dimenticati “.

La presentazione di Lucibello fotografa

la bravura dell’autore che fa

rivivere i ricordi come se fossero

“Questo libro sulla Dieta Cilentana

mi è stato suggerito dalla constatazione

che nel Cilento sono disponibili degli

aprile 2011

Lucio Isabella

Quel treno per il Sud

Un altro romanzo della collana “ Storia d’amore e di vita del Cilento”. E anche questa

volta scritto a mano.

momenti attuali.

Va ricordato che Lucio Isabella ,

nato a Castellabate ,vive nel Lazio,

però è innamorato pazzo della sua

terra . Infatti nei suoi romanzi rievoca

con la fantasia vicende toccanti ma

sempre colme d’amore per il suoi conterranei,

per il suo Cilento. “ Quel treno

per il Sud” è il 26° romanzo e fa

parte della collana “ Storie d’amore e

di vita del Cilento”.

Come per il precedente romanzo

anche stavolta l’autore decide di presentare

le pagine del libro da lui scritte

a mano.

La trama del romanzo parte da un

treno che dal Nord va al Sud dove

una giovane ed un giovane si trovano

nello stesso scompartimento. Lei è del

alimenti come l’olio di oliva, il pesce, i

legumi, i cereali, la frutta , la verdura,

tutti alimenti particolarmente salutari e

consigliati per realizzare un’alimentazione

completa ed equilibrata, che sia

in grado di prevenire le gravi patologie

metaboliche, cardiovascolari, renali ed

oncologiche”.

La prefazione intende subito affermare

le finalità della pubblicazione. L’autore

è l’illustre prof. Alberto Fidanza che

ha insegnato Fisiologia e Scienza della

nutrizione nell’Università “La Sapienza”

di Roma fin dal 1950, Autore di centinaia

di ricerche scientifiche ha pubblicato

un grande trattato di Fisiologia , il

volume “ Le vitamine, Biochimica. Fisio-

Francesco De Marco

Mi trattengo con i ragni

“ La poesia è voce dell’anima, la

poesia si nutre dell’anima del poeta”.

Così scrive lo scrittore Domenico

Nord e va verso il Sud, lui invece è

meridionale e ritorna al Sud dopo che

ha perso il lavoro.

Un susseguirsi di imprevisti , sciopero

dei treni, fermata obbligatoria

ad Agropoli, ovvero quando si dice “ i

casi ( fortuiti) della vita “! Davvero

un romanzo che si fa leggere con

grande passione.

Bellissima la copertina a cura di

Rosaria Verrone.

“ Quel reno per il Sud”, di

Lucio Isabella può essere richiesto

direttamente all’autore 338

7403819

Alberto Fidanza

La dieta cilentana

Interessante il ricettario delle pietanze tradizionali

Chieffallo che cura la presentazione di

questa raccolta di poesie di Francesco

De Marco.”Versi gioitesi ed altre liriche

“ ma si nota come il cammino

esistenziale dell’Autore sia stato

segnato profondamente dallo sradicamento

dalla terra natia e dagli affetti

in essa nutriti. “ Vivere lontano , in

una terra mai in precedenza immaginata,

crea una sorta di estraneità psicologica.

C’è nei versi il percorso dell’autore

che accetta , per un posto di lavoro,

di insegnare in una scuola del Nord,

ma il cuore pende verso la terra natia.

Non è facile abbandonare “ la casa

dove si è cresciuti; i vicoli stretti ed

angusti, spazio vitale della prima

infanzia; la piazza, simbolo di aggregazione

nelle ore di disimpegno; la

chiesa che ha scandito con il suono

delle sue campane i ritmi esistenziali

più sacri della gente; i volti ; le voci;

logia, Nutrizione” ed i volumi “ La dieta

Mediterranea”, Mangiar bene per vivere

meglio” e “ La mia dieta mediterranea”.

L’autore parte dalla consapevolezza

che quasi tutti noi abbiamo delle brutte

abitudini alimentari, con un eccessivo

consumo di grassi animali e con quantità

di alimenti che superano di ben il

25% il reale fabbisogno calorico. Pertanto

ecco il messaggio della dieta

cilentana : non occorre ogni volta che ci

mettiamo a tavola il primo piatto, il

secondo piatto, il contorno ecc. Sia a

pranzo che a cena va benissimo un

piatto unico con un contorno, pane e

frutta.

Una raccolta di liriche che segnano i giorni dapprima dell’emigrazione

e poi... del rientro

gli amici della gioventù; la tradizioni

paesane; gli usi; i costumi; il linguaggio

dialettale. Tutto ciò un giorno

deve essere abbandonato”

Ed ecco che una volta lontano da

tutti questi affetti il poeta non si “

innamora” neanche di quello che aveva

sognato : “ la scuola non riusciva a

toccarmi, era una cosa distante da me

“. L’autore , docente, con queste liriche

descrive la nostalgia che ha provato

stando lontano da casa per un

po’ di anni e poi finalmente il rientro

nella sua terra. Ma ammette che questa

lontananza certamente gli è stata

utile. Ha sofferto, forse, ma senza

quelle sofferenze non avrebbe scritto

un solo verso.

Il desiderio di tornare è stato forte,

ma una volta arrivato di nuovo nel

suo paese c’è una sorta di delusione

perché tutto sembra cambiato, non

Il prof. Fidanza suggerisce anche uno

schema per una dieta da 2000 , 1500,

e 1000 kcal al giorno.

E propone 50 semplici ricette di piatti

unici e 50 ricette di contorni. In concreto

se si eseguono i consigli di uno scienziato

dell’alimentazione si risparmia

denaro, tempo di preparazione e si rende

un grande servizio al nostro organismo.

La Dieta Cilentana di Alberto Fidanza

è stato stampato presso la C.G.M di

Ogliastro dal Centro di Promozione Culturale

per il Cilento. Tel 0974- 904183

solo l’habitat ma anche la gente. Il

tempo ha fatto opera di trasformazione.

Un libro che si fa leggere senza tante

interruzioni sia per il linguaggio,

sia perché certamente nei versi di De

Marco c’è la storia di tanti nostri conterranei.

“ Mi trattengo coi ragni “ di Francesco

De Marco è stato stampato dalla

Digital Press di Santa Maria di

Castellabate a cura del Centro di Promozione

Culturale per il Cilento (tel

0974 904183)

cronache cilentane iniziative editoriali

9


cronache cilentane società

10

aprile 2011

Mi capitò una volta di andare in

Veneto, e precisamente a Venezia. La

giornata era uggiosa e perlopiù piovosa,

tant'è che dopo aver fatto su e

giù per le calle, alla fine, stanco di

accogliere addosso l'acqua che incessantemente

cadeva dal cielo plumbeo,

entrai in un bugigattolo che l'insegna

descriveva come taverna (ma

sarebbe stato più appropriato "bettola"

a mio dire). Come vuoi e come

non vuoi, mi asciugai alla meglio e mi

appressai al banco per chiedere qualcosa

da bere. Mentre ero in fila sentivo

ripetere spesso la frase " Dame un

biancheto". Incuriosito, mi azzardai a

chiedere la stessa cosa, e mi fu servito

un bel bicchiere di vino giallo

paglierino, il bianchetto appunto. La

vicenda mi è tornata in mente dopo

aver letto su di un quotidiano della

visita del ministro dell'agricoltura nel

nostro Cilento, quando appunto dopo

aver tenuto un intervento sulla dieta

mediterranea è stato ospite di un

rinomato albergo di un rinomato centro

costiero. Tra le pietanze offertegli

a pranzo, un piatto di "bianchetti"

che il ministro subito indica come vietati

dalle nuove normative sulla

pesca. Al che il ristoratore gli risponde

che non sono di provenienza italiana.

La vicenda è stata magistralmente

dipinta nella vignetta del numero

scorso dall'amico Corrado Lucibello.

Fin qui il fatto. Ora le considerazioni.

Che la dieta mediterranea sia ormai

un patrimonio storico e culturale del

nostro Cilento è cosa indiscussa e va

al di là di ogni ragionevole dubbio.

Che la stessa, grazie ad un'opera

divulgativa, descrittiva e propagandistica

portata avanti anche dal nostro

Cronache Cilentane” sia diventata

Patrimonio Immateriale dell'Uniesco,

è un merito che compete a chiunque

di noi si sia adoperato senza secondi

Anche a Pisciotta l’evento di fede dell’anno liturgico

è rappresentato dalla “Semana Santa”. Ma il

tutto ha inizio dai venerdì di Quaresima, dove un

ruolo centrale è svolto dall’Arciconfraternita di S.

Agnello Abate. Tre confratelli coadiuvano il parroco

lungo il doloroso ma salvifico percorso delle XIV

Stazioni della Via Crucis. La Domenica delle Palme

si ricorda con il rito della benedizione delle stesse o

dei rami d’ulivo il trionfale ingresso di Cristo a

Gerusalemme e si parte in processione dalla Chiesa

di via Tuvolo per arrivare alla Chiesa Madre e sempre

con la presenza del Pio Sodalizio pisciottano.

Un bianchetto, per favore!

fini, per far conoscere ed apprezzare

qualcosa che è anche più di una semplice

dieta, ma uno stile di vita sano e

salutare, oltre che propedeutico ad

un'età longeva (come dimostra l'alto

numero di nonnini ultracentenari che

il nostro Cilento annovera). Ma che la

stessa venga usata come mezzo di

propaganda a fini politici o meramente

economici, questo dovrebbe farci

indignare tutti.

Molto spesso si confonde quello

che è il leitmotiv della “Dieta Mediterranea”

che Ancel Keys definì come

“eat well, stay well”, ovvero mangiar

bene per vivere meglio. La frase

“mangiar bene” spesso è confusa con

il “buon mangiare” attività non proprio

simile in quanto il mangiar bene

spesso implica dei sacrifici a tavola,

cosa che il buon mangiare vieta

espressamente, almeno a mio dire.

Un esempio chiarirà il concetto.

Una bella frittura di paranza è un

esempio di“mangiar bene” (risp. A) o

di buon mangiare (risp. B)?

Per chi risponde A, dico: Complimenti,

sei un vero buongustaio. Pur-

di Leonardo Giambattista Venneri

troppo la risposta è sbagliata pertanto

ti invito a rileggere gli atti dei convegni

mediterranei.

Per chi ha correttamente risposto B

dico: Complimenti ben conosci lo spirito

della dieta mediterranea che,

come tutte le diete, impone dei sacrifici

soprattutto a tavola.

In effetti la frittura di cui sopra,

sebbene un prelibatissimo piatto,

quand'anche preparata con tutti i crismi

di una buona cucina, sfortunatamente

è pur sempre una pietanza

“fritta” e come tale “poco praticata”

in una corretta dieta mediterranea, se

non proprio bandita

(Ma non mi sento di dirlo a gran

voce, in quanto io stesso ogni tanto

mi abbandono ai piaceri della tavola

ritenendomi non a torto un estimatore

della frittura di paranza...)

Tornando a noi, spesso si confonde

quello che è un ottimo piatto ben

cucinato, magari presente nella tradizione

eno-gastronomica del nostro

territorio, con tutt'altro. Non necessariamente

tutte le pietanze della

nostra cucina devono essere automa-

ticamente classificati come piatti della

“Dieta mediterranea” il cui menù è

semplice e scarno e proprio nella sua

semplicità di materia prima, e di preparazione,

e di condimento racchiude

quel “mangiar bene” di Keys.

Una cosa è la “Dieta Mediterranea”,

altra cosa un piatto che magari

sarà anche tradizionale, sarà anche

tipico ed indicativo di un territorio,

ma che di dietetico non ha nulla.

Tant'è che che per questi prodotti è

sorta la certificazione di “ presidio

slow food”.

Ma sulla facilità di confusione tra

dieta mediterranea e presidio slow

food torneremo in seguito, avendo

già abusato dell'ospitalità di queste

pagine.

Pertanto saluto tutti e colgo l'occasione

per invitare il neo-ministro dell'agricoltura

nel nostro cilento, mio

ospite a pranzo, col seguente menù

esclusivamente TUTTO MEDITERRA-

NEO:

Antipasto: Tagliere di Salumi

Tartufati con pecorino di fossa;

Tris di Primi:

a) Risotto alla milanese mantecato

con burro alpino al mango;

b) Strozzapreti Salsiccia di Norcia e

Porcini

c) Tortellini Emiliani panna e prosciutto

Tris di secondi Mari e Monti:

a) Spiedini di anguilla

b) Storione allo yogurt

c) Stinco di Maiale con brovada

Contorno: Patate al forno con

essenza di tartufo e maggiorana

Barbabietole alla crema

Dolce: Cassatina siciliana; Bavarese

al pistacchio.

Vino: ovviamente un bel Pinot Grigio.

Buona Pasqua a tutti e soprattutto

BUON APPETITO !!!

La settimana santa a Pisciotta

Il Giovedì Santo l’Arciconfraternita di S. Agnello abate distribuirà dei

panini ai fedeli presenti in chiesa come segno di amore

Nel frattempo sono tanti i fedeli che hanno messo a

nascere chicchi di grano che serviranno per allestire

uno straordinario Sepolcro, luogo di profonda meditazione

e preghiera. Il Giovedì Santo viene celebrata

l’Ultima Cena di Nostro Signore e, mentre lo

scorso anno, hanno interpretato la parte dei dodici

Apostoli altrettante persone adulte, quest’anno il

parroco don Franco Giordano laverà i piedi, come

fece Gesù, e dividerà il pane e berrà il vino con giovani

della parrocchia. Al termine della Santa Messa,

come da tradizione, l’Arciconfraternita di S. Agnello

Abate, distribuirà dei panini ai numerosi fedeli presenti,

segno di amore e che tutti devono sentirsi

apostoli ed evangelizzatori. Il Venerdì Santo si toccano

le massime vette di fede, di emozione e di

commozione. Grazie alla Passione e Morte di Cristo

sulla Croce che diventa l’unico espiatore della colpa

commessa da tutti che è il peccato, Dio esprime il

suo grande amore per la salvezza dell’umanità.

Durante le celebrazioni di questo immenso dolore, il

bacio della Croce acquista un significato talmente

alto che dovrebbe essere ricordato per l’intero anno

e non soltanto nel momento in cui si svolge. L’intera

Arciconfraternita di S. Agnello Abate, quest’anno

presenzierà per la prima volta anche la rinata congrega

dell’Assunta, si accosterà tutta compatta al

bacio del Sacro Legno. Al termine delle funzioni si

svolgerà la struggente processione al Calvario di

Gesù morto, la cui bara è portata da quattro confratelli,

affiancati da altrettanti che porteranno delle

lampade importanti la cui luce ha il grande significato

di ribadire che Nostro Signore anche da morto

è vivo, segue la straordinaria statua della Madonna

Addolorata che i fedeli fanno letteralmente a gara

per portarla, e dietro ancora la banda cittadina che

quasi ininterrottamente suona le commoventi note

dello Stabat Mater, musicato dal pisciottano Camillo

Buonomo. Raccontarla e non viverla è un compito

arduo. Prendo a prestito alcuni versi di due poeti

pisciottani: Gennaro Mazzotti ed Aniello Fiorillo, in

lingua il primo ed in vernacolo il secondo, che hanno

partorito due capolavori nei quali hanno fissato

ed immortalato fotogrammi dell’evento di fede:” …

E’ la confraternita di S. Agnello col suo priore e al

gran completo “imbacuccata” per la circostanza a

rendere più tragico e commovente l’ultimo cammino

in questa sera di Gesù e Maria … Pisciotta piange,

speranzosa, di riveder Gesù vittorioso …

Venerdì Santo, Pisciotta, la fede … “ e “U capu

banda prontu, rai l’attaccu cu ‘na manu: quattu battuti

forti, poi cittu, chianu chianu. U compitu ri fratielli

cu baluccu aizatu, è di carrià u Signuri, addù

vinni ‘nchiuvatu … “.

Nicola De Feo


Nel continente, i garibaldini trovarono

poche difficoltà. Il 6 settembre Garibaldi

giunse a Salerno accolto da una

moltitudine plaudente. A Salerno, Garibaldi

ricevette un telegramma da parte

delMinistro dell'Interno di Napoli:

Liborio Romano, che lo invitava a raggiungere

Napoli per prendere, pacificamente,

possesso della città.

Per guadagnare tempo, Garibaldi, si

servì della ferrovia fatta costruire dai

Borboni.

Anche Napoli, tributò al condottiero,

manifestazioni di simpatia e di affetto,

Garibaldi andò a venerare S. Gennaro.

Nel duomo frate Pantaleo, che aveva

un pistolone al posto del rosaio,

recitò il TE DEUM. L'8 settembre, festa

di Piedigrotta,Garibaldi si unì al popolo

festante ed andò nella chiesa e sedette

al posto ove solevano accomodarsi i

Borboni. Ma Garibaldi non aveva detto

che Pio IX, era un metro cubo di letame?

Spesso soleva ripetere "Se sorgesse

una società del demonio, che combattesse

il dispotismo e i preti mi arruolerei

nelle sue file" A Napoli Garibaldi e

Mazzini ebbero un incontro.

Quando il governo piemontese, seppe

dell'incontro di Garibaldi e Mazzini,

suppose che i due volessero formare la

repubblica,come avvoltoio famelico,

Vittorio Emanuele II andò ad occupare

Napoli, assicurando la Francia ed il

Papa che Roma non sarebbe stata toccata.

A Castelfidardo avvenne un scontro

tra l'esercito del Piemonte e l'esercito

pontificio: quest'ultimo fu sconfitto.

Intanto, a Napoli si riunì la Camera

ed all'unanimità votò per ringraziare

Garibaldi. Le cose cambiarono quando

si trattò del secondo punto all'ordine

del giorno annessione del Regno delle

Due Sicilie al Piemonte Il responso fu di

290 voti si e 6 no. Garibaldi fu sconfitto

e rassegnò le dimissioni, dando carta

bianca al prodittatore Pallavicini, questi,

subito diede lo sfrattto da Napoli a

Mazzini.

Il 7 settembre, Francesco II (detto il

figlio della santa) e la moglie Maria

Sofia,(sorella di Sissi ) ,per evitare inuti-

150 anni dall’Unità d’Italia

Luoghi e momenti che nel Cilento

testimoniano il cammino verso l’Unità nazionale

La spedizione dei Mille.

L’arrivo di Garibaldi nella nostra regione

le spargimento di sangue,lasciarono

Napoli riparandosi a Gaeta. A salutare i

due reali vi era solo la servitù ,inginocchiata

e piangente. Dei cortigiani vi era

solo il marchese Imperiali. Successivamente

i Borboni furono ospitati da Pio

IX fino al 1870 .Dopo passarono in

Austria II 27-12 -1894 , Francesco II si

presentava al cospetto di Dio .Per un

inspiegabile destino , voluto così dall'Altissimo,con

la partenza dei Borboni

da Napoli, quella rosa di cui ho parlato

all'inizio della prima puntata, perse l'ultimo

petalo e lo stelo si ramificò e spuntarono

migliaia di spine. Vittorio Emanuele

II, il 26 ottobre,accompagnato

dai ministri:Fanti e Farini, s'incontrò con

Garibaldi a Teano,secondo alcuni a

Taverna Catena,secondo altri a Caianello.Quando

Garibaldi vide il Re esclamò:

"Saluto il Re d'Italia ".Vittorio Emanuele

abbia risposto :"Saluto il mio migliore

amico". Secondo alcuni storiografi il

Re abbia risposto:"Grazie" Secondo

altri non avrebbe affatto risposto. Il Re

nel salutare Garibaldi lo abbia invitato

a colazione.ma questi non accettò l'invito

dicendo di aver già mangiato:

Mentre Vittorio Emanuele partiva

accompagnato dalla fanfara militare,

Garibaldi, seduto sugli scalini di una

chiesa,mangiava pane e formaggio,avu-

LA BANDIERA

La bandiera è il simbolo dell' Unità nazionale di ogni Stato. Generalmente la bandiera è formata da strisce di stoffa

variopinta, a secondo lo stato, cucita verticalmente. Vi sono delle bandiere che hanno un linguaggio universale, ad

esempio: bandiera gialla,:ammalato contagioso a bordo. Bandiera a mezz'asta: lutto cittadino, nazionale, ecc. Bandiera

bianca: resa o incontro con il nemico, ecc.

Adesso parleremo del nostro bel tricolore. La prima volta che comparve

era di colore verde, bianco e rosso ed è rimasta tale. Era il 14 maggio

del 1795, secondo altri era l’11 novembre, sempre del 1795. Il tricolore fu

usato in Lombardia ad opera dei patrioti Lombardi che operavano con

Napoleone Bonapartc. Il tricolore fu sancito dal congresso Cispadano a

Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 per il Regno Italico 1804 -1814. Da

quella data, il tricolore ha sventolato e spero che sventolerà ancora, per

molti secoli senza essere contaminato ed invitto. Invano, nel 1821, i

patrioti piemontesi (Santorre di Santarosa) chiesero di usare come bandiera

piemontese il tricolore. Solo il 23 marzo 1848, inizio della prima

Guerra d'Indipendenza, forse per avere aiuto dai rivoluzionari Lombardi,

Carlo Alberto si decise a scegliere il tricolore come bandiera piemontese.

Molti vessilliferi, pur di non far cadere la bandiera nelle mani del

nemico hanno perso la propria vita. Dice un proverbio Cilentano "Bandiera

vecchia onor di capitano "W L'Italia! Viva la bandiera più bella

del mondo: Verde fianco e Rosso!"

Vincenzo Marrocco

aprile 2011

to dal priore della chiesa. Bevve un sorso

di acqua attinta da una cisterna,il

resto dell'acqua la buttò via esclamano:

"Non è buona".

II 26 ottobre, il Re, che fece il suo

ingresso a Napoli,alla sua sinistra vi era

Garibaldi che offri nuovi servigi al Piemonte.

Il Re rispose che non poteva

accettare perché l'esercito garibaldino

era stanco e avrebbe dovuto chiedere il

parere al ministro dell' Interno Farini

(questi era acerrimo nemico di Garibaldi).

Infine Garibaldi chiese al Re di poter

partecipare alla rivista di addio per

poter salutare le sue camicie rosse. Il Re

promise ma non mantenne la promessa.

Il Re per addolcire la pillola offrì a Garibaldi

il Collare dell'Annunziata , il titolo

di Duca, una pensione ed un castello,

ma Garibaldi rifiutò dicendo. "Sono qui

per unire l'Italia e non per fare carriera."

Infine Garibaldi, come bottino di

guerra, prese un sacco di semenza, una

cassa di maccheroni, una balla di stoccafisso,

del caffè e dello zucchero. Una

nave portò Garibaldi nell'isola di Caprera,

che, fu circondata da guardie. Una

volta Garibaldi, coricato in una barca,

cercò di evadere dall'isola, fu scoperto e

riportato nella dimora assegnatagli.

L'otto agosto 1861 muore Camillo

Benso conte di Cavour (tessitore delle

sorti d'Italia e fondatore della Società

Nazionale in Italia), lasciando una

modesta eredità di 200 miliardi. Bella

carriera!

I maggiori fautori della distruzione

del Regno delle Due Sicilie furono la

Francia, il Piemonte, l’Inghilterra ed

altri. La Francia seguiva il Piemonte perché

era legata al Cavour per i fatti della

guerra di Crimea.Il Piemonte ,pieno di

debiti, aspirava a mettere le mani nel

Regno delle Due Sicilie per spogliarlo

del tesoro e di ogni oggetto di

valore.Infatti Francesco Secondo, nel

lasciare il Suo Regno, predisse:" Non vi

lasceranno gli occhi per piangere"e così

fu. L'Inghilterra odiava i Borboni, perché

questi avevano vietato l'estrazione

dello zolfo in Sicilia (1836).

La concorrenza delle navi, i cantieri

navale, le fabbriche di locomotive e treni,

facevano diminuire i guadagni dell'Inghilterra.

Vi erano anche motivi religiosi, infatti,

il Re Borbone aveva ospitato Pio IX

nel periodo della Repubblica Romana.

Ma la causa principale, di tale livore,

era il dominio della Massoneria inglese

che comandava tutta l'Europa. LA politica

piemontese veniva decisa proprio

nella capitale inglese da Mr. Pike (Gran

maestro venerabile della massoneria di

Londra), e da Lord Palmerstone. Cavour

(padre della Massoneria italiana) doveva

eseguire ciecamente ciò che gli veniva

ordinato. In Italia, il Cavour fondò

"La Società Nazionale", struttura puramente

massonica e rivoluzionaria.

Lord Gladstone, ipocritamente,

affermò : "Le carceri del regno di Napoli

sono la negazione di Dio". Di certo, le

carceri napoletane non erano peggiori

dei Piombi di Venezia.

Vincenzo Marrocco

cronache cilentane appunti di viaggio

11


cronache cilentane attività

12

aprile 2011

Gentile commissario Maurizio Bortoletti,

con vivo piacere Le porgo i miei

auguri di benvenuto alla guida dell'Asl

di Salerno e di buon lavoro. Ma

nel farlo non posso fare a meno di

chiederLe di analizzare nuovamente

quanto previsto per l'ospedale di

Agropoli nel piano di rientro del set-

Riconversione Ospedale di Agropoli

tore sanitario della Regione Campania

che prevede l'uscita della struttura

dalla rete dell'emergenza e la sua

riconversione in centro ambulatoriale

ad indirizzo oncologico e in hospice,

ossia struttura residenziale per cure

palliative.

L'ospedale di Agropoli è una struttura

moderna, la più giovane dell'ex

Asl Salerno 3, inaugurata appena 7

anni fa e realizzata secondo gli standard

più moderni. E' quello che conta

il maggior numero di accessi al pronto

soccorso nell’ambito dell’ex Asl

Salerno 3, servendo un’utenza fissa

di oltre 60mila persone e di molto

maggiore d'estate, con l'arrivo dei

vacanzieri. Basti pensare che è l'ospedale

di riferimento, oltre che per

Agropoli, anche per i comuni di

Capaccio e Castellabate, e di tanti

altri piccoli comuni costieri e collinari

per i quali i tempi per raggiungere un

altro presidio si allungherebbero di

molto.

L’uscita dalla rete dell’emergenza

priverà la popolazione di tutto il

comprensorio di un servizio essenzia-

Abusivismo edilizio e rifiuti:

denunce e sequestri nei comuni di

Centola e Caselle in Pittari

IL CORPO FORESTALE

DELLO STATO ACCERTA

ABUSI EDILIZI E

TRASPORTO ILLECITO DI

RIFIUTI SPECIALI

PERICOLOSI NEL PARCO

NAZIONALE DEL CILENTO

E VALLO DIANO

Nell’ambito dell’attività di contrasto

agli eco-illeciti e di difesa

del patrimonio ambientale, di

recente sono stati scoperti abusi

edilizi nel comune di Centola e

trasporto illecito di rifiuti speciali

pericolosi nel comune di Caselle in

Pittari.

A Centola, gli Agenti del

Comando Stazione Forestale di

Pisciotta, nell’espletamento di un

servizio finalizzato alla prevenzione

e repressione dei reati ambientali,

hanno scoperto in località

“Trivento” in agro di Centola frazione

Palinuro, in una zona di particolare

pregio naturalistico ricadente

nell’area protetta del Parco

Nazionale del Cilento e Vallo di

Diano, un’opera abusiva e la

sopravvenuta trasformazione

urbanistica edilizia del territorio,

realizzata senza alcun titolo abilitativo.

Il manufatto abusivo consiste in

una piattaforma in cemento armato

avente le dimensioni di mt. 10

di larghezza per mt. 10 di lunghezza,

per una altezza dal piano

di campagna di cm. 50 insistente

su una superficie totale di circa

mq. 100.

Accertato gli abusi, gli uomini

del Corpo Forestale dello Stato,

procedevano a sottoporre a

sequestro penale l’area, denunciando

all’Autorità Giudiziaria il

Sig. I.G. in qualità di proprietario

ed esecutore materiale.

Nel comune di Caselle in Pittari,

gli Agenti del Comando Stazione

Forestale di Sanza unitamente a

quello di Teggiano, hanno fermato

e posto sotto sequestro un veicolo

tipo autocarro marca Ford modello

Transit, lungo la strada Provinciale

nei pressi dell’incrocio che conduce

in località “Tempa” in agro di

Caselle in Pittari, al cui interno si

riscontrava la presenza di circa q.li

10 di rifiuti speciali pericolosi e

Lettera del Sindaco di Castellabate Al

Commissario ASL di SALERNO e al Presidente

della Provincia

non pericolosi costituiti, da materiale

ferroso, bidoni, semiassi,

lavelli, sportelli di auto, bombole

di gas, batterie al piombo per

autovetture, filtri di olio, ingranaggi

contenenti olio; trasportati privi

della documentazione adeguata,

infatti, mancante del prescritto

titolo abilitativo ed in particolare

dell’autorizzazione-iscrizione categoria

4 F all’Albo Gestori Ambientali-Sezione

Campania.

Denunciati all’Autorità Giudiziaria

i Sig.ri O.C. di anni 39 in qualità

di proprietario dell’autocarro,

C.F. di anni 25 in qualità di conducente

dell’autocarro e C.C. di anni

19, tutti di nazionalità Rumena.

V.Q.A. Ing. Fernando Sileo

le con gravissimi danni anche per

l’attività turistica che costituisce la

linfa vitale della nostra economia. È,

infatti, impossibile fare turismo in un

territorio dove non viene garantita

l’assistenza sanitaria.

E' questo il motivo per cui Le rivolgo

un accorato appello affinché

prenda seriamente in considerazione

l'eventualità di non escludere l'ospedale

di Agropoli dalla rete delle

emergenze, a fronte della legittima

domanda di salute dei cittadini di

questo territorio e dei visitatori che

lo scelgono per le loro vacanze estive.

IL SINDACO

Prof. Costabile Maurano

Roccadaspide

Il comune per le

celebrazioni del

150° anniversario

dell'Unità d'Italia

Il Comune di Roccadaspide non

poteva mancare all’importante

appuntamento con la storia rappresentato

dall’anniversario dell’unità

d’Italia,. In occasione delle celebrazioni

per il centocinquantenario,

l’amministrazione comunale ha

organizzato una manifestazione che

si è tenuta sabato 19 in Piazza XX

Settembre con la “Serata tricolore”.

I festeggiamenti hanno preso il

via giovedì: il primo appuntamento

si è tenuto in piazzetta De Marco, da

dove è partito un itinerario patriottico

per le vie del paese con la banda

musicale “Città di Aquara”. È

seguito l’alzabandiera con l’inno di

Mameli eseguito dal coro polifonico

“Santa Sinforosa”, diretto dal Maestro

Sabina Martiello. C’è stato l’intervento

del presidente del Consiglio

comunale, e quello dello storico, il

professor Anthony Brewer, cui è

seguita la celebrazione della Santa

Messa presso la Chiesa della Natività.

“Si è trattato di una ricorrenza

importante – ha dichiarato il sindaco

Girolamo Auricchio - che è stato

nostro dovere festeggiare per rendere

omaggio al nostro Paese e per

onorare la memoria delle persone

che hanno contribuito al processo di

unificazione della nostra Italia”.

La serata di sabato, condotta da

Tonino Battagliese si è aperta con i

saluti del Presidente del Consiglio

Comunale ed assessore alla cultura,

Vincenzo Iuliano. L’aspetto storico

della serata è stato curato dal prof.

Michele Di Matteo. Spazio è stato

dato anche allo spettacolo con l’esibizione

del gruppo musicale “Blue

Eyes” e di un gruppo di giovani

organettisti.

Annavelia Salerno


aprile 2011

Il progetto “Libero respiro” coinvolge gli studenti

della Scuola Media di Vallo della Lucania

E’ festa gioiosa alla scuola media

di Vallo della Lucania ben diretta dall’eclettico

preside dott.prof.Angelo

Russo.Si sente la presenza della Primavera

dopo alcuni giorni gelidi e

freddi. Grazie allo spirito di abnegazione

della dott.ssa prof. Chiara Blasi,

primaria del reparto di medicina

dell’ospedale di Vallo della Lucania e

della farmacista dott.ssa Mariella

Elia della Merck Sharp e Dohme gli

studenti sono stati sottoposti ad un

controllo medico per prevenire

disturbi respiratori e malattie allergiche.

La Primavera, è vero, è molto

bella, e come dice il poeta dott. Giuseppe

D’Aiuto“Nelle siepi di rovo e

di mirto/già fiorisce il biancospino/e

imbianca col suo candore/la macchia

mediterranea.omissis/ in Deneb-

Riemma Editore, ma essa porta ad un

notevole incremento delle allergopatie

in generale e della pollinosi in

particolare. Ecco perché è importante

la prevenzione. Le reazioni allergiche

possono essere di diverso tipo. Gli

eventi patologici che ne conseguono

interessano soprattutto le mucose

che sono esposte ad allergeni aerodiffusi

(congiuntive, naso e bronchi),

ma anche l’apparato cardiovascolare

e la cute (shock allergico e angioedema-orticaria).

L’allergia da polline o pollinosi che

si manifesta con sintomi clinici nasali

–starnutazione, prurito, rinorrea,

ostruzione-associati anche spesso a

Gli studenti sono stati visitati dalla primaria del

Reparto di Medicina di Vallo della Lucania:

dott.ssa prof.Chiara Blasi.

congiuntivite e talvolta ad asma o

tosse insistente insorge in soggetti

predisposti per l’azione degli allergeni

liberati da alcuni pollini. “ I pollini

che rappresentano le cellule riprodut-

tive maschili delle piante sono liberati

durante la stagione di fioritura al

fine di consentire la fecondazione”.

Solo pochi granuli raggiungono lo

stigma delle piante, la maggior parte

dei granuli va anche a depositarsi

sulle mucose congiuntivali sulle vie

aeree dei ragazzi. Questo male fu

segnalato primariamente da Ippocrate

nel VI secolo a.c. e da Galeno nel

II secolo. Il primo ad identificare gli

agenti eziologici con i pollini fu Charles

Blackley nel 1873.

Nel Cilento partecipano alla pollinosi

del periodo pre-primaverile il

cipresso, i ginepri, tuje, nocciolo. Tra

aprile e giugno è il periodo delle graminacee

La stagione di pollinazione

dell’olivo interessa i mesi di maggio

e giugno, mentre la paritaria (il cui

polline è presente anche nel basilico,

ortica, melone, ciliegia, gelso) si verifica

nel mese di marzo raggiungendo

picchi a maggio e giugno. I principali

alberi e arbusti allergenici sono:

cipresso, ontano nero, betulla bianca,

nocciolo, carpino, frassino, olivo, ligustro,

platano. Le principali erbe allergeniche:

graminacee( gramigna, scagliola,

avena, orzo, riso, segale, frumento,

mais, ecc.ecc.), amaranto,

farinaccio, artemisia, ambrosia, mercorella,

lanciala, romice, paritaria.

Altre piantecon interesse allergologico:

ginepro, tuia, pino d’Aleppo, tasso,

acero, sambuco, casuarina, gira-

VALLO DELLA LUCANIA/ Teatro La Provvidenza

Festival delle Compagnie amatoriali

Si è aperto con il botto il Festival

delle Compagnie Amatoriali che come

da tradizione si svolge presso il meraviglioso

teatro “La Provvidenza” di

Vallo della Lucania. Ad aprire la kermesse

è stata la Compagnia “Amici

di Caprioli” che ha presentato “I Promessi

Sposi nel Cilento”. Sgomberiamo

subito il campo da equivoci e

dobbiamo parlare di un autentico

capolavoro che è stato partorito dalla

mente e dalla penna di Lara Formai,

che ne ha curato anche la scenografia.

La regia di Aniello Fiorillo che da

consumato psicologo è stata attenta

finanche ai particolari e lavorando

capillarmente sulla sensibilità degli

attori che pur essendo dei dilettanti e

molti di essi all’esordio, ha inculcato

loro mentalità da professionisti, mettendo

a disposizione le tante esperienze

accumulate negli anni precedenti.

Gli attori hanno dimostrato una

grande bravura cantando a cappella,

perché a causa dell’indisponibilità

della brava pianista Paola Fazio, il

pubblico non ha potuto godere della

sua classe e nello stesso tempo della

genialità del maestro Claudio Mautone

che ha scritto le musiche sempre

sui testi di Lara Formai. Questo musical,

è stato scritto in dialetto cilentano

nel quale sono stati trasportati con

mirabile competenza usi, tradizioni,

La Compagnia “Amici

di Caprioli”

ha presentato

“I Promessi sposi

nel Cilento”

costumi e detti di un tempo che fu ed

è stato collocato ai tempi dell’Unità

d’Italia, ha letteralmente affascinato

ed incantato gli spettatori della

“Provvidenza”. Al termine dello spettacolo

abbiamo incontrato un raggiante

e soddisfatto Aniello Fiorillo

che con rara competenza ne ha curato

la regia e ci ha dichiarato:” Quello

che la compagnia amatoriale “Amici

di Caprioli” ha realizzato, ieri rappresentava

un sogno, oggi è una realtà

di cui andare fieri. Questo percorso

storico-educativo inizia nel 2010, con

il lavoro teatrale “Viva la libertà”,

che riguardava i moti rivoluzionari

cilentani del 1828, con personaggi

che hanno scritto pagine di storia

indimenticabili, provvisti di spirito di

libertà ed amor patrio per cui hanno

dato la vita. Oggi, nel solco di questo

percorso storico, abbiamo affrontato

il 1861, cioè l’Unità d’Italia. E’ stato

un lavoro entusiasmante e frutto di

ricerche, anche linguistiche, da parte

della nostra Lara Formai (N.d.r. l’autrice

del testo), che si prodiga continuamente

affinché questo spirito di

amicizia conservi la sua essenza. Ringrazio

tutti, in particolare, quegli

attori che arrivando in anticipo hanno

mostrato un alto senso di professionalità

e chiedendomi di provare e

riprovare. E, credo, che questa sia stata

la vera forza del gruppo”. Ci è parso

doveroso sentire anche il parere

dell’autrice del testo, Lara Formai,

che ha avuto al suo fianco, il marito,

dottor Marcello Casaburi, che ne ha

condiviso tutti i momenti di questo

autentico capolavoro:” Quando scrivo

non mi innamoro mai di un personaggio

ma di un evento, mi piace parlare

del passato e più ancora delle tradizioni,

dei detti e degli stili di vita di

un tempo, che altrimenti andrebbero

dimenticati così come di alcuni vocaboli

dialettali che rischiamo di perdere”.

Questa storia di due giovani

innamorati, calati nel periodo dell’Unità

d’Italia, ha tutte le carte in regola

per aspirare ad un posto di assoluta

eccellenza al Festival delle Compagnie

Amatoriali di Vallo della Lucania.

Nicola De Feo

sole, soffione, colza, castagno, faggio,

quercia, ippocastano, noce,

mimosa, gelso, eucalipto, ornello,

palma nana, ranuncolo, pioppo, salice

piangente, olmo, ortica, narciso,

edera, begonia, crisantemo, gerbera,

stella di natale, ricino, tulipano, ficus,

kiwi, soia, fico, melo, prezzemolo.

Il progetto “Libero Respiro” ha

come intento la prevenzione e la diagnosi

precoce dell’asma. Già lo scorso

anno si è cercato d’individuare la

malattia negli scolari appartenenti

alle quinte classi delle scuole elementari

di Vallo della Lucania, Agropoli,

Capaccio, S.Arsenio ed altri

comuni cilentani. Quest’anno il progetto

si applica ai ragazzi delle terze

medie. La dott.prof. Chiara Blasi,(nella

foto) di origine calabrese, responsabile

del reparto di medicina, illustra

la metodologia utilizzata: ” Viene

praticato un esame spirometrico

dopo una attenta valutazione di ogni

studente per quanto riguarda l’anamnesi

familiare.I

dati raccolti vengono messi a confronto

con quelli dell’anno precedente.

Il 2 aprile 2011 seguirà un convegno

in Agropoli a cui parteciperanno

specialisti in malattie respiratorie

allergologi, pediatri, medici di base.Ci

si confronterà sull’incidenza delle

malattie allergiche e dei disturbi

respiratori nella popolazione, i fattori

di rischio principali e rischi relativi”.

Maria Cerullo

Altavilla Silentina.

Conferimento di

un encomio solenne

ai Carabinieri

Sono stati artefici del

ritrovamento della statua

della Madonna di

Montevergine trafugata a

febbraio

Il consiglio comunale di Altavilla

Silentina ha deciso di conferire un

Encomio Solenne ai Carabinieri, e

per loro tutti ai componenti della

locale stazione - al suo comandante,

Francesco Antonio Salerno, ed

ai militari che ad essa fanno capo -

per la brillante operazione che, a

seguito di una particolareggiata

attività di indagine, ha portato al

ritrovamento della statua della

Madonna di Montevergine, che era

stata trafugata dall’omonima chiesa

lo scorso mese di febbraio. L’operazione

dei militari dell’Arma, ed

in particolare, di quelli in servizio

ad Altavilla Silentina è stata motivo

di soddisfazione per l’amministrazione

comunale e per la comunità,

per la quale la statua della Madonna

di Montevergine ha un significato

profondo che testimonia una

grande fede.

cronache cilentane attualità

13


cronache cilentane ricordi

14

aprile 2011

Corleto Monforte

Cinque anni di amministrazione. Bilancio delle

attività realizzate dall’amministrazione Sicilia

Con la prossima tornata elettorale

giungerà al termine il primo mandato

da sindaco per Antonio Sicilia, primo

cittadino di Corleto Monforte. Mentre

ci si prepara alla campagna elettorale,

che tuttavia non dovrebbe

riservare spiacevoli sorprese agli

amministratori uscenti, si fa il bilancio

di quanto fatto e di quanto investito

sul territorio in termini di impegno

e di risorse.

Per quanto riguarda i lavori pubblici,

nei cinque anni di amministrazione

sono stati programmati

6.630.920,19 euro: sono stati realizzati

21 interventi per importo speso

pari ad € 1.933.071,52; 2 opere sono

state già appaltate per un importo

pari a € 195.000,00; inoltre sono in

corso di espletamento con procedura

di appalto 6 opere per un importo di

€. 1.326.851,78.

Importante anche il capitolo

riguardante le risorse finanziarie

ottenute dal PSR 2007- 2013, da

molti spesso definito l’ultimo treno

per aspirare allo sviluppo del Meridione.

Le opere pubbliche sono state al

centro dell’attenzione, dunque, ma

non sono state l’unica priorità per

Antonio Sicilia e la sua squadra,

composta dal vicesindaco Carmine

Palese che è anche assessore alle

Politiche Sociali, Eugenio Di Ruberto,

Filippo Ferraro, Arsenio Mangieri,

Angelo Moliterno, Camillo Pignataro

e Giuseppe Ruberto. Molto è stato

E’ sabato sera. Si festeggia il carnevale anche

a Ceraso, con il suo fascino collinare , con le sue

tradizioni di lunga durata, con le sue ritualità che

stanno scomparendo, ma “non debbono scomparire”ci

dice nella sua semplicità, ma in maniera

perentoria e risoluta, la signora Anella che con

orgoglio vanta la sua origine di Futani..E’ una

serata umida, con una pioggerellina di marzo che

non fa sperare nulla di buono. Giustamente gli

organizzatori infaticabili hanno pensato bene di

costruire sulla bella piazza davanti al municipio

un’ampia tenda per ripararsi eventualmente dagli

scrosci di pioggia..E’ una disfida fatta con una

sconfinata passione.La piazza è palpitante ed è

.animata da una popolazione unita dal buon

gusto per l’enogastronomia festaiola e da conversazioni

sulle prossime elezioni comunali.

Una scatenata e brava animatrice, un’armonia

di note e battiti di cuore, come un buon cane da

pastore, riesce a tenere a bada e far divertire la

moltitudine dei bambini cerasuoli con le mamme

attente comunque a guardarli mentre assaggiano

le specialità culinarie e dolciarie fatte dalle stesse

confrontando le ricette.

Al tempo di spettacoli sfolgoranti a tutti i costi,

può sembrare una sfida mettere una festa semplice,

paesana, familiare dove consumatori e

organizzatori sono le stesse persone.Un viaggio

Il Sindaco Antonio Sicilia ha “gettato le basi”

per ottenere il secondo mandato

fatto per quanto riguarda le politiche

sociali per le quali è stata spesa una

cifra pari a € 243.903,84. E’ di qualche

anno fa la lungimirante scelta di

acquistare un defibrillatore a servizio

della popolazione e di promuovere

corsi di formazione per il suo utilizzo,

oltre a varie manifestazioni nel campo

sanitario. In considerazione del

gran numero di persone immigrate

che vivono sul territorio è stato

recentemente aperto lo sportello per

gli immigrati; per gli anziani è stato

promosso il progetto “Nonno Civico”,

utile per impegnare e responsabilizzare

persone ancora utili alla

società ma spesso sole; è stata poi

realizzata una capillare attività di

assistenza domiciliare. Altri provvedimenti

riguardano le borse lavoro e

l’assegno civico, le gite per anziani e

per ragazzi e le cure termali per

anziani.

Altro settore che ha richiesto un

grande investimento di impegno e

risorse, specie in questi ultimi 5 anni

contraddistinti anche dall’emergenza

rifiuti che ha attanagliato a lungo la

regione Campania e che ancora

adesso crea problemi nelle aree

metropolitane della regione, è la raccolta

differenziata: il comune di Corleto

Monforte è riuscito in breve a

raggiungere una percentuale del

60%, utilizzando il metodo del “Porta

a Porta”.

In altri settori si possono annoverare

altri interventi molto importanti:

il Servizio AIB, la stabilizzazione dei

lavoratori socialmente utili, l’approvazione

del Piano di Protezione Civile,

l’accreditamento per il Servizio

Civile Nazionale, la Certificazione del

territorio per l’agricoltura biologica;

l’incentivazione alle attività esistenti

alle quali è stato offerto un contributo

di € 500,00, e l’incentivazione per

le nuove attività con una concessione

di contributi ai richiedenti. Si è

provveduto all’informatizzazione di

nel mondo dei rioni del paese e nelle emozioni

che scaturiscono dalle “mascherine” dove si

mescolano fantasia e manualità delle mamme di

Ceraso:le maschere tradizionali vengono reinterpretate,

rivissute, facendo uso di drappi di colori

intensi che risultano abilmente lavorati.

La festa è un tributo alla forza di coesione dei

cittadini intorno al giovane parroco don Pasquale

Gargione.

Le contemporanee e proliferanti manifestazioni

carnevalesche in tutti gli altri paesi eccentrici

non hanno portato ad un flusso turistico.Non

sono presenti turisti e visitatori come accade per

gli altri appuntamenti festaioli dedicati ad eventi

relativi alla gastronomia, alla letteratura, religiosi.Molta

gente ha preferito partecipare a festeggiamenti

più rilevanti.Per festeggiare il Carnevale

ogni paese cilentano ha cercato di mettere in scena

il meglio della sua cultura popolare, tornando

così a tradizioni antichissime che sembrano di

stare sulla via di estinzione.C’è una energia

incantatrice nel Cilento tra gli anziani, i “vecchi”

ed i giovani, gli uni dicono agli altri di non

dimenticare, la dea Prudenza che guarda nello

specchio dove vede la memoria del tempo che

fu, un magnetismo gioioso ed ipnotico.Sarebbe

utile in futuro verificare la possibilità di organizzare

le feste in giorni diversi tramite le pro-loco e

tutti i processi Amministrativi e creazione

di banche dati; all’istituzione

della Consulta Giovani e all’apertura

di una nuova sede dotata di nuova

attrezzatura acquistata con fondi

regionali. Diverse attività sono in corso

di programmazione per i giovani,

come il Cineforum, la campagna di

sensibilizzazione sulla sicurezza stradale.

Ci sono poi altre attività che meritano

menzione: l’istituzione di un

ufficio stampa; la realizzazione di un

percorso di trekking, la partecipazione

alla Borsa del Turismo Archeologico,

l’adesione alla giornata sulla biodiversità;

e ancora attività di promozione

del territorio con adesione al

progetto “Gli Itinerari del Parco” realizzato

nel 2010; il completamento e

l’inaugurazione della nuova sede del

Museo Naturalistico, e promozione di

attività collaterali come la “Mostra

di Zoologia Fantastica”. Da segnalare

ancora il completamento e la riapertura

della Cappella della Selice, il

completamento degli spogliatoi del

campo di calcio a cinque; la realizzazione

di depliants e DVD su Corleto

Monforte, oltre a momenti ricreativi,

iniziative culturali, sostegno alle

associazioni.

Infine sono stati approvati diversi

regolamenti comunali redatti internamente

dai rispettivi uffici comunali.

Annavelia Salerno

In occasione del Carnevale a Ceraso

raccolte offerte per la ristrutturazione della chiesa

le altre associazioni no-profit dando visibilità

annualmente ad ogni piccolo o grande comune,

a rotazione, con una manifestazione importante

e con mini manifestazioni collaterali per far conoscere

il comune in festa ai turisti per invogliarli a

ritornare.

E’ una sera questa di Carnevale a Ceraso un

po’ più sera, più ricca rispetto alle altre, nonostante

tutto, bizzarra ed armoniosa. Uno spettacolo

per vista, olfatto e gusto. Le tentatrici sollecitazioni

dei profumi della cucina cilentana-cerasuola

, onore al merito, sono state realizzate da

Elisa,Anna, Luigi, Angioletta, Immacolata, Annamaria,

Carmelo, Marzia, Antonio, Marco in cucina

per i famosi panini di salsiccia e broccoletti, antico

pasto dei lavoratori preparato dalle loro donne

nelle povere abitazioni che lo consumavano a

mezzogiorno durante una breve pausa di lavoro,

lavoro che tuttora ,a causa della crisi, manca e

non solo i giovani-come dice la prof.Elisa-ma

anche i loro genitori anziani vanno via in città per

aiutare i figliuoli, a tutte le casalinghe che hanno

preparato vere leccornie ricamate e chic, pezzi da

novanta, ad Anna e Antonio all’ingresso per

accettare le offerte per ristrutturare la Chiesa

Madre, chi sa domani costituire un fondo cassa

anche per costruire una bella chiesa nella frazione

di Metoio.


aprile 2011

Carlo Pisacane.

Continua la discussione tra gli storici sulla sua morte

Carlo Pisacane nacque a Napoli il 22

agosto 1818, dal Duca Gennaro di San

Giovanni e da Nicotina Basile de Luna..

Rimase orfano di padre a sei anni. A

tredici anni entrò nel Rea! Collegio Militare

della Nunziatella di Napoli,per

apprendere l'arte militare.Dopo otto

anni trascorsi nell'Accademia .segnalato

tra i migliori allievi, per quattro anni

fu paggio nella Real Corte. A ventidue

anni fu nominato Ufficiale del Genio.

Lavorò come ing.sulla ferrovia Napoli -

Casetta Successivamente fu mandato in

Abruzzo a costruire strade e fortìficaziorà.Pisacane

ebbe una vita travagliata

.specie in Inghilterra e Francia.Tutte

quelle traversie,per mancanza di spazio

le ometto.Nel pomerìggio del 25 luglio

1857 s'imbarcò con trentacinque legionari

sulla nave :"Cagliari"Dopo circa

due ore di navigazione,il capitano Sitzia

fu estromesso dal comando della nave

ed al suo posto fu messo il timoniere

Giuseppe Daneri. La nave passò nelle

mani dei rivoltosi e subito ,fu dirottata

ali' isola di Ponza.Quivi furono liberati

trecentoventi carcerati ,di cui solo settantacinque

erano prigionieri politici.

Narra la storia locale, che la nave

Cagliari» sarebbe dovuta approdare a

San Marco di Castellabate (Salemo), ma

il mare in tempesta non permise lo

sbarco! patrioti che aspettavano Pisaca-

ne furono arrestati e processatiJFbituna

volle.,che il giudice di Castellabate era

il padre del musicista

Leoncavallo,essendo anche lui un antiborbonico

comminò il minimo della

pena.il Cagliari proseguì per Sapri.

Quante delusioni ed amarezze provarono

Pisacane ed i compagni per non aver

trovato gli uomini ed i mezzi promessigli

primo pensiero di Pisacane, fu quello

di dare una lezione al sacerdote sanfedista

Peluso, per aver il 1848 fatto massacrare

Costabile Carducci. Il Peluso

avvisato in tempo si mise in salvo.

I compagni di Pisacane andavano

Vicini nel dolore

È venuto a mancare il

prof . Giuseppe Bardascino

il 21/02/2011; era nato a

Casalvelino il 13/08/1928

Conseguì l'abilitazione magistrale il

1949 a Vallo della Lucania e superato

il 6° corso AUC di Cesano (ROMA) è

stato ufficiale istruttore presso il VII

CAR di Siena nel 1951. Congedato è

stato vice direttore presso l'istituto per

orfani di guerra "De Vivo" di San Marco

di Castallabate negli anni '50

durante i quali effettuava periodi di

insegnamento presso scuole elementari

e medie del Cilento (Acquara, Pollica,Castellabate)

, conseguiva il diploma

di educazione fisica presso ISEF di

Napoli nel 1962 con il massimo dei

voti ed a quel punto si dedicava all'insegnamento

dell'educazione fisica prima presso l'istituto "Enrico Fermi " di

Napoli anni 1964-1966 successivamente presso l'istituto tecnico per chimici

"Amedeo Avogadro" di Salerno svolgendo dal 1976 il ruolo di VicePreside ,

seguendo l'assorbimento nell'istituto tecnico "Focaccia " giungeva al pensionamento

nel 1998-99 , avendo avuto la voglia di migliorare la sua conoscenza

si laureava in Pedagogia nel 1990 presso l'Università degli studi di

Salerno con la tesi "L'istruzione tecnica e professionale in Italia e in Francia

" , e dedicandosi sempre allo sport come allenatore dilettantistico di calcio ,

arbitro federale di pallacanestro ed istruttore di educazione fisica anche

dopo il pensionamento al livello amatoriale per tutti gli amici che volevano

mantenersi in forma!

Condoglianze ai familiari tutti.

sempre più diminuendo.il 12 luglio

1857 a Padula vi fu uno scontro .Pisacane

. perse la metà dei suoi uomini.I

rivoltosi decisero di marciare verso Sanza.

Gli abitanti di Sanza avvelenati dal

sacerdote Don Francesco Bianco, divennero

sempre più feroci. Infetti armatisi

con utensili agricoli, armi, ecc. assalirono

i rivoluzionari. Pisacane esortava i

suoi a non sparare. I pochi uomini rimasti

per evitare i terrazzani volevano passare

all'altra riva del Valloncello Diavolone,

ma.il comandante delle Guardie

UrbanerSabino La Veglia, sparò un colpo

e ferì ad un braccio Carlo

Pisacane.,Successivamente,il ferito fu

spogliato ed ucciso a colpi di forca

aprendo l'addome e mettendo fuori gli

intestini. Secondo altri,Pisacane ferito

,si sarebbe ucciso con un colpo di pistola.

Vedi trasmissione di "Mattino in

famiglia" del "26 febbraio 2011. Qual è

la verità? Ove avvenne l'eccidio, oggi vi

sorge un cippo marmoreo. Dopo il massacro,

tutti i rivoltosi furono ammassati

spogliati e bruciati.Ancora oggi, s'ignora

ove riposano i resti (se ve né rimasero)

di Carlo Pisacane e compagni.

Pisacane aveva una borsa con documenti

e tredicimila ducati d'oro. In

pochi minuti i ducati scomparvero. I

documenti furono sparpagliati per terra.Due

monaci francescani ad evitare

altri processi ed uccisioni accolsero le

carte e le distrussero. I feriti, completamente

nudi, furono portati nel vicino

convento, da quegli umili francescani e

curati amorevolmente. Pisacane prima

di essere colpito a morte esclamò: "Voi

siete assassini! Mi derubaste ed ora mi

uccidete.Conducetemi alla Giustizia

"Dopo il 1860,il Governo accordò alla

figlia di Pisacane. Silvia una pensione

mensile di sessanta ducati.

Vincenzo Marrocco

I più preziosi francobolli del Regno

di Italia in mostra ad Agropoli

E’ stato inaugurato il nuovo allestimento dello spazio espositivo del Palazzo

Civico delle Arti di Agropoli, presso l’ex Pretura, con una mostra filatelica dal

titolo “I protagonisti, i luoghi e gli eventi dal Risorgimento all’Unità d’Italia

nella filatelia”. Al taglio del nastro erano presenti il sindaco di Agropoli, Franco

Alfieri, l'assessore all’Identità Culturale, Franco Crispino ed il curatore, il noto

filatelico Pasquale Fascitiello. La mostra che è tra le attività di punta del calendario

della città di Teano, sede tra le più importanti degli eventi ITALIA150, ha

eccezionalmente concesso alla cittadina cilentana il privilegio di ospitare una

mostra che a maggio tornerà a Teano per essere visitata dal Presidente della

Repubblica, Giorgio Napolitano. Lo spazio ospiterà nei suoi saloni, recentemente

restaurati dall’Amministrazione comunale, una serie di importanti mostre

didattiche e documentarie. La prima di queste, fortemente voluta dall'assessore

Crispino, espone ad Agropoli alcuni tra i più preziosi francobolli del Regno.

L'hobby del collezionare e classificare le carte valori postali ebbe inizio a fine

Ottocento in Gran Bretagna e Francia. Nel XX secolo si sviluppò ed allargò il

suo interesse non solo al singolo francobollo ma ad interi postali, annulli, tariffe

postali, percorsi di invio dei documenti e alla semplice immagine che sul francobollo

era rappresentata. Nel tempo anche il modo di collezionare i francobolli è

cambiato. Nei primi anni spesso veniva conservata la sola vignetta e ritagliato

tutto il margine rimanente, in quanto i francobolli erano privi della dentellatura.

Il francobollo fece la sua prima comparsa in Italia il 1° giugno del 1850 quando il

Regno Lombardo-Veneto emise la sua prima serie che comprendeva 5 valori

diversi. Nel giro di pochi mesi anche gli altri stati italiani preunitari si dotarono

di francobolli. L’ultimo degli antichi stati italiani ad adottare il francobollo fu il

Regno delle Due Sicilie, nel 1858.

Giuseppe Feo

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cronache cilentane rubriche

15


cronache cilentane spazio aperto

16

aprile 2011

Molte mistificazioni

sul Regno dei Borbone

Caro Direttore

Ho letto con sorpresa e –

debbo dire- con disgusto

l’articolo del prof. Vincenzo

Marrocco sull’ultimo numero

di “ Cronache Cilentane

intitolato “ L’inizio della

distruzione dell’economia

del Sud”. Mi dispiace di

doverlo dire , perché il prof.

Marrocco ha pubblicato, nel

numero di febbraio di Cronache

Cilentane, un articolo in

memoria e lode della mia

bisnonna Marianna Mazziotti,

per il coraggio da lei

dimostrato , quando fu duramente

perseguitata dal

governo borbonico: iniziativa

per la quale gli ho espresso

, scrivendogli direttamente,

la mia riconoscenza.

I problemi che però

suscita il suo articolo “ l’inizio

dell’economia del Sud”

sono però di grosso rilievo.

Secondo Marrocco, il

regno delle Due Sicilie sareb-

be stato, sotto i Borboni,

una specie di eldorado: Carlo

III avrebbe istituito scuole

per uomini e donne in ogni

paese e città; le industrie

sarebbero state fiorenti; la

flotta mercantile avrebbe

fatto concorrenza a quella

inglese; Ferdinando IV

avrebbe addirittura progettato

un “ repubblica socialista

cattolica”; la colonia di

San Leucio.

Tutte queste meraviglie

sarebbero state distrutte ad

opera della Francia, del Piemonte

e dell’Inghilterra,

quando quest’ultima specialmente,

“ con la sua massoneria”

avrebbe organizzato

la spedizione dei Mille e

dato anche a Garibaldi il

denaro necessario, equivalente

oggi a” milioni di dollari”

per “ comprare ministri

e generali borbonici”.

Io sono certo dell’onestà

del prof. Marrocco e lo invito

pertanto a rendere note le

fonti da cui ha tratto queste

notizie, che contraddicono la

generale opinione sulla

povertà e l’arretratezza del

Mezzogiorno, quando fu

annesso all’Italia, sulla quale

Benedetto Croce ha scritto

pagine memorabili nella sua

storia del regno di Napoli.

Non mi sembra ammissibile,

in particolare, diffondere,

senza dimostrare la fondatezza,

notizie infamanti su

persone che appartengono

ai ceti dirigenti di regime

borbonico, talune delle quali

facevano parte di famiglie, i

cui discendenti esistono a

tutt’oggi.

Vi sarei grato se vorrete

pubblicare questa lettera sul

prossimo numero di “Cronache

Cilentane”.

I mie più cordiali saluti

Manlio Mazziotti

di Celso, Roma

Pianificazione debole

e solitudine dei sindaci.

Tutto cambia perché nulla cambi

L’11 marzo ad Ascea, si è

svolto l’incontro dal Titolo

“Pianificazione debole e

solitudine dei sindaci”. Il

programma dei lavori ha

visto i saluti istituzionali del

Sindaco di Ascea Mario Rizzo;

dell’ Assessore ai Lavori

pubblici della provincia di

Salerno Marcello Feola, del

Presidente Ente Parco

Nazionale del Cilento e Vallo

di Diano Amilcare Troiano

e del Presidente ANCE

Salerno Antonio Lombardi.

Una serie di successivi

interventi tecnici (Arch. Iole

Giarletta direttore del

LAMAV, Dott. ssa Maria Adinolfi

dirigente e coordinatrice

A.G.C. Governo del territorio

Regione Campania,

Arch. Catello Bonadia dirigente

settore urbanistica e

governo del territorio Provincia

di Salerno; Arch.

Roberto Monaco e arch.

Lucia De Santis, consulenti

ANCE Salerno) coordinati

dal prof. Pasquale Persico.

Una serie di riflessioni

sulla pianificazione territoriale

che ha lasciato una

serie di perplessità sulle

competenze e le responsabilità

per un settore che

vive una profonda crisi tra

piano e progetto, tra programmazione

e regolamentazione,

tra abusivismo e

frammentazione, tra economia

e politica, determinan-

do una condizione di caos

territoriale senza pari e sotto

gli occhi di tutti. Lo stesso

presidente del parco

Amilcare Troiano ha dovuto

sostenere che esistono zone

del parco “che non hanno

ne identità e ne un’anima”,

nel mentre la Soprintendenza,

in difesa, evidenzia

che le amministrazioni

comunali cercano di sottrarsi

ad una ormai antistorica

e pervasiva invasione di

campo senza riflettere su

quanto sia meglio svolgere

il ruolo di promozione e crescita

della responsabilità

territoriale sulla tutela e

conservazione dei beni culturali.

Mi è sembrato di assistere

ad una confusa e ancora

incerta visione della “governance”

territoriale che

come ha giustamente affermato

il Prof. Persico vede un

sempre maggiore interesse

economico sopravanzare

sulle scelte della politica e

l’isolamento simbolico dei

sindaci a riaffermare una

vecchia massima sempre

attuale “dividi ed impera”.

Manca lo scenario e la

condivisione di un progetto

organico di ripartenza e gli

strumenti in campo ottenuti

con grande sforzo e impegno

di fondi pubblici, vengono

già messi in dubbio

pur detenendo un bagaglio

di conoscenze e di alto profilo

scientifico e programmatico.

Mi sono chiesto più

volte, durante l’incontro,

quanti degli intervenuti

hanno mai letto quei documenti

e quelle programmazioni,

nell’imminenza dei

tanti impegni ed interessi

contingenti, che appaiono

prevalenti sull’interesse di

programmazione che richiede

non solo uno sforzo di

consapevolezza, ma anche

una autorevole capacità di

indirizzo e governo.

Viviamo una stagione

mediatica di immagine e

spot, nella quale i contenuti

passano in secondo piano

e ogni sentire comune

diventa imperativo d’ordine

e non auspicio di governance.

Per chiarire, pare che chi

ci governa sia più interessato

a controllare il consenso

che avere la consapevole di

operare per il bene del territorio

che amministra. Lo

sforzo “educativo” dell’incontro

non ha avuto i suoi

effetti, cosi come il rispetto

per un processo, che pare

non avere storia e memoria,

rapidamente riclassificato

nel controllo dell’alto in

basso a scapito - sempre -

della partecipazione dei cittadini

alle scelte per il proprio

futuro.

Domenico Nicoletti

Italia unita?

Onore al patrono d’Italia

I Frati , i figli di San Francesco d’Assisi, tutti i seguaci del

Serafico, del grande Santo, il patrono d’Italia , augurano unità,

felicità, pace e il bene all’Italia nel 150° anno dalla sua Unità.

Noi francescani della terra cilentana, piccolo gregge del

Comune di Pollica, siamo nella gioia e auguriamo a tutto il

popolo italiano felicità, che San Francesco ha chiamato perfetta

letizia, manifestata in quella grammatica posta nel Cantico

delle creature che è diventato il tessuto della nostra lingua, il

testo più autorevole della letteratura italiana. Un manifesto

che propone una concezione della vita che fa di tutti noi una

famiglia di consanguinei, di fratelli e sorelle, i figli di Dio e di

Lui portano significazione.

Il cantico di Francesco non è una semplice poesia, ma lo

sforzo, la fatica e la felicità di chi ha guardato Dio, l’uomo, la

creazione, le cose non come fonte di un effimero piacere, ma

fonte di una gioia che ci permette di stare l’uno accanto all’al-

tro .Poco o quasi niente si è menzionato in questa celebrazione

dei 150 anni della figura di S. Francesco, il vero sognatore ,

l’innamorato di Dio, della nostra natura, di tutto il creato.

Di padre umbro e madre straniera, il santo, il poeta scrive un

canto di lode ( che attraverso il sole, le stelle, il vento, l’acqua,

il fuoco, la terra , gli uomini e persino la morte ) si leva al

Padre di tutti gli esseri che sono sulla terra. Il Cantico delle

creature raggiunge un pubblico che non si sapeva popolo,stringe

tutti al calore di un unico Padre. Così Francesco inventava

l’Italia. Egli è il più italiano dei Santi, il più santo degli Italiani.

A questo giovane intrepido, cavaliere e giullare innamorato,

attraverso il suo Cantico delle Creature abbiamo chiesto noi

francescani del Cilento e tutti gli innamorati di Lui in questo

compleanno dell’Unità d’Italia, il dono della pietà e che come

Lui possiamo avere il coraggio di dimenticare il nostro orticello

e di mettere al centro della nostra esistenza il bene comune.

Così il nostro paese sarà un’aureola in cui vivono cittadini fraterni

e gioiosi.

Il poeta italiano Petrarca scrive “ Italia mia benché il parlar

sia indarno”, chiede : Oh Dio, che la pietà ti condusse in terra/

ti rivolga al tuo diletto, al mio Paese. Sia l’Italia terra benedetta

e santa e di tante famiglie/ una sola famiglia.

Ecco la più bella visione del nostro Bel Paese, l’Italia

P. Adolfo

CRONACHE

CILENTANE

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