Fotografia e Design

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Fotografia e Design

Fotografia e Design


Introduzione: linguaggio fotografico e design visivo

La fotografia è un prodotto intellettuale che viene quotidianamente fruito, spesso inconsciamente, tramite il

giornale, il libro, la pubblicità, in un incontro – spesso uno scontro – con quell’immagine magicamente restituita

di persone e oggetti, che ha determinato un nuovo modo di leggere, ma anche un nuovo modo di vedere.

“L’illetterato del futuro sarà colui che non conosca l’uso della macchina fotografica come quello della penna”

scriveva quarant’anni orsono Moholy-Nagy; una profezia che si è realizzata nel rapido evolversi delle vicende

della nostra società, di una cultura che sempre di più necessita del dialogo; di un colloquio, che la fotografia

(I’immagine) consente in grande misura, con la sua universalità arcaica, ma soprattutto con la capacità

congenita che essa ha di moltiplicarsi, di diffondersi.

La fotografia è un linguaggio, prima ancora di essere una tecnica o una arte, che gode della più ampia e

autonoma capacità comunicativa, con leggi grammaticali e sintattiche che lo caratterizzano e differenziano

da altri media espressivi.

Fotografare significa scegliere quindi vedere (non solo guardare) brani di realtà, secondo libere, soggettive

angolazioni prospettiche, attraverso un medium – lo strumento fotografico – che sollecita ad occupare una

determinata posizione nello spazio, un luogo, che in ogni caso corrisponde alla personale topologia ideologica

e intellettuale.

In questa ricerca, partendo dalla trattazione di alcuni esempi illustri intendo sottolineare lo stretto legame

esistente tra il Design e la Fotografia, da qui, l’importanza che l’immagine ha nella completezza del progetto di

design.


Il legame tra fotografia e design è imprescindibile, qualsiasi progetto di

design deve sposarsi con un progetto fotografico per poter essere

presente e visibile in un mondo di comunicazione fatto principalmente di

immagini.

Da qui nasce l’esigenza fra il designer e il fotografo di comunicare fra di loro: in particolare per il

designer (che in alcuni casi decide di essere fotografo dei propri progetti) diventa importante imparare il linguaggio della

fotografia per capirne la complessità, i modi e i ritmi e di conseguenza notare l’estrema analogia dei modi e metodi rispetto al

design. Di questo arricchimento di conoscenza del designer non può che giovarne il progetto, che così viene completato

coerentemente in tutta la sua completezza (Claudia Zanfi, a cura di, Fotografia e Design-L’immagine Alessi, Silvana Editore,

Modena 2002).

Da qui deriva la consapevolezza di una metodologia progettuale simile ad entrambe le

discipline; questo conferma che molto probabilmente fotografare e soprattutto farlo per il

design è anche esso Design.


INTERSEZIONI TRA FOTOGRAFIA E DESIGN

Alcuni fotografi di design…

Di seguito sono riportati esempi di alcuni tra I fotografi più rappresentativi che hanno lavorato

o che lavorano nel mondo del design, in cui rivestono un ruolo non certo di secondo piano,

anzi ne sono elemento fondamentale. In questa parte piuttosto che prendere ad esempio

fotografi operanti negli ultimi tre anni ho preferito risalire agli albori del rapporto tra fotografia

e design per meglio illustrare i suoi sviluppi.


IL DESIGN

Aldo Ballo può essere considerato il

maestro della fotografia di Design.

Tipico del suo lavoro un linguaggio

privo di spettacolarizzazione e

nessuna volontà di far prevalere la

figura del fotografo sulla creatività

dell’oggetto che rimane il

protagonista dell’immagine.

La sua intenzione era quella di volere

semplicemente dimostrare la bellezza

dell’oggetto da lui ritratto.

Sicuramente “la fortuna del design

italiano nel mondo, la fama

internazionale che ha conquistato

dalla seconda metà degli anni

Cinquanta in poi, si deve in gran

parte, alla sua imagine nitida, serena,

oggettiva, accattivante, che circolò

in tutti I paesi attraverso

l’interpretazione fotografica di Aldo

Ballo.”(Isa Vercelloni, Ritratti di

Oggetti, catalogo mostra, Orvieto

2001).

ALDO BALLO

LO STILE

Quello di Ballo è uno stile incentrato

sull’uso estremamente tecnico della

luce e su una cultura dello spazio

rimasti all’oggi insuperati.

In ogni sua foto l’essenza dell’oggetto

viene palesata e resa di immediata

lettura per mezzo del suo rigoroso

approccio, egli infatti riesce a

rappresentare l’idea alla base del

progetto perché lo considera il vero

punto di arrivo e lo fa con un rigore

tale, da rendere inutile ogni tentativo

di volervi aggiungere o togliere

qualcosa.

Secondo lo stesso Ballo “ogni oggetto

può essere colto nella dignità della

sua forma ricorrendo ai semplici mezzi

dall’uso sapiente della luce e

del’obiettivo”… e poi “le immagini per

il design non sono da chiodo, fini a se

stesse ma devono essere consumate,

pubblicate su riviste o cataloghi”.


LA MODA

“Nel mio mestiere una foto più che

documentare dovrebbe trasferire la

poesia della collezione. Le foto delle

campagne pubblicitarie sono una via

di mezzo tra una comunicazione

commerciale con un plusvalore di

carattere artistico e dovrebbero

comunicare più la sensazione dello

stilista che l’immagine effettiva. Il

tentativo è quello di inventarsi una

piccola lingua, diversa per ognuno

degli stilisti per cui lavoro.”

Cosa è una foto assoluta, un po’

come l’onda perfetta per i surfisti?

“Esatto. Tutti noi fotografi sogniamo

una foto che ci dia la pace, la foto

perfetta oltre la quale non si può

andare. Una scommessa paradossale

che faccio ogni mattina… ma

naturalmente uno spera di trovarla,

ma anche di non trovarla, la foto

assoluta. Il gioco sta tutto nella

tensione, nella ricerca della foto

perfetta nella voglia di lavorare al

meglio, ogni volta, qualunque sia la

cifra che paga il cliente. Il massimo,

sempre. Io stesso non so mai in

anticipo quanto mi pagano i clienti.

Del resto è il mio lavoro che parla di

me.”

GIOVANNI GASTEL

LO STILE

Gastel ama la sperimentazione, ha

introdotto nella fotografia di moda le

tecniche “old mix”, la tecnica a

“incrocio”, le rielaborazioni pittoriche

e lo stil life ironico.

A volte usa creare atmosfere

rarefatte, oniriche e simboliche, a

volte surreali e smitizzanti, le sue

immagini dichiarano un costante

percorso di ricerca creativa che, letto

a ritroso, rispecchia l’evoluzione del

costume degli ultimi vent’anni.

La sua ricerca è quella di trovare nelle

cose “il” o “un” significato parallelo,

una storia che è contenuta ma non

evidente, secondaria ma in qualche

modo già presente. Questo

meccanismo di ricerca diventa

visione del mondo, di un mondo che si

sottrae ad un’unica interpretazione,

che reagisce ad ogni nostra azione

con un movimento conseguente.


IL DESIGN

Le sue immagini hanno l’oggetto

all’interno di un’idea visiva, sulla quale

si concentra. Nel suo lavoro tende a

sottolineare il rapporto emozionale

con elementi di vita, come se

l’oggetto fosse in qualche modo

autonomo rispetto alla figura del

designer che lo ha creato mentre

“vive” nella quotidianità i chi ne fa

uso. Zagnoli stesso afferma infatti, che

questo modo di interpretare

l’immagine gli riesce particolarmente

facile, poiché in passato non aveva

avuto a che fare coi designer, infatti il

suo percorso di formazione è stato

estraneo a questo mondo, per cui lui

a differenza di altri, nella riflessione

sull’oggetto, non parte dalla

progettazione, bensì vede il Design

come occasione per fare fotografie

che sviluppano il suo linguaggio e il

suo percorso di ricerca.

Ciò che gli interessa veramente è “la

vita” dell’oggetto.

MIRO ZAGNOLI

LO STILE

E’ definito “Fotografo-fotografo”,

inteso come artista che, negli anni

Settanta, aveva coltivato un rapporto

disinvolto e assai poco ortodosso con

il suo strumento. Disinvolto perché

preferiva utilizzare quasi sempre

attrezzature poco sofisticate, senza

particolari pretese di resa formale. I

suoi lavori risultano, di conseguenza,

formalmente assai scarsi, ma al

contrario ricchi di suggestioni

concettuali così come la ricerca

dominante chiedeva in quegli anni.

Quella di Zagnoli è una produzione di

immagini belle e suggestive che

narrano storie diverse con

protagonista l’oggetto di design con

tutte le sue caratteristiche più

particolari, che egli riesce ad

evidenziare con idee sempre nuove e

creative. Ha fotografato il design

contribuendo ad integrarlo nella

“temperatura estetica” degli anni e

nello stesso tempo ha trovato in esso

l’occasione per fare immagini che

certo non si esauriscono nella

semplice descrizione commerciale

dell’oggetto.


Esempi di designer che si rapportano alla fotografia...

Ogni designer deve prima o poi venire a contatto con il mondo della fotografia per

presentare e comunicare i propri prodotti, vi sono anche casi esemplari illustri in cui le loro

competenze in questo campo sono state tali da consentire una produzione personale

propria, o comunque da permettere un legame ed un buon rapporto con il proprio

fotografo, in cui il rispetto e il linguaggio comune hanno facilitato e migliorato i risultati.


Albert Steiner e Ettore Sottsass

Questi sono riferimenti ad alcuni personaggi che hanno fatto parte della storia del design, che sono competenti anche in materia

di fotografia e che hanno saputo mettere nel loro lavoro queste loro conoscenze.

Tra questi Steiner addirittura realizzava direttamente parte delle immagini che introduceva nei suoi progetti grafici, mentre Ettore

Sottsass, su tutti, ha saputo entrare in perfetta sintonia, in maniera competente, con i propri fotografi, dapprima scegliendoli poi

affezionandosi ed entrando in simbiosi con loro.

Effettivamente questi famosi designer sanno di cosa parlano quando discutono di fotografia e questo semplifica enormemente la

comunicazione con il fotografo. con vantaggi in termini di costo, tempo e indubbiamente corrispondenza delle aspettative di resa

finale.


…ed aziende illuminate

Non a caso sono le aziende più importanti a conoscere bene i meccanismi del circuito

dell’immagine e i suoi effetti sul prodotto e sull’azienda stessa; risultano così calzanti gli esempi

di Alessi e Kartell che dimostrano continuamente la loro attenzione verso il mondo della

fotografia, ancora una volta tanto vicino al mondo del design.


L’immagine di Alessi risulta sempre

estremamente curata e si basa sulla

ottima comunicazione di un progetto

fotografico realizzato avvalendosi

delle migliori competenze del settore.

L’incrocio tra la cultura rappresentata

dal design e dalla fotografia, e

l’ambito dell’industria, rappresentato

dal committente, è in questo caso

studio evidente.

Arti industriali, applicate, fotografia e

design, sono territori del fare e del

sapere che si rifiutano a una

definizione univoca, il cui prestigio e la

capacità di incidere sul proprio

tempo vanno al di là della singola

figura del creatore.

Alessi:

un caso esemplare

Alessi decide di avvalersi dei maggiori

professionisti sul mercato per rimanere

coerente alla filosofia dei propri

prodotti.

L’esempio di Alessi, nel suo rapporto

con la fotografia, è rappresentativo:

infatti la scelta dei fotografi, destinati

a comunicare l’oggetto, è dettata

dal destino dei designer chiamati ad

eseguirlo, vi è quindi una coerenza

costante in ogni momento della vita

dell’oggetto, per cui viene mantenuto

un livello progettuale sempre alla

stessa altezza. Ne derivano fotografie

di assoluta qualità, nate in funzione

del prodotto e che nel contempo

caricano d’importanza il ruolo del

fotografo.

Alessi, per primo,intuisce che

l’oggetto per uso domestico, poteva

essere trasformato in oggetto

‘devozionale’, diventando addirittura

un’icona sempre presente nel

panorama quotidiano di ognuno.

Si crea quindi un vero e proprio

codice di rappresentazione che dà

valore simbolico all’immagine

dell’oggetto, un esempio è il celebre

spremiagrumi “Juicy-Salif” di Philip

Starck di cui tutti ne conservano l’idea

della forma senza necessariamente

possederlo.


Per Alessi l’iimmagine esiste e si protrae nel tempo, l’oggetto fisico

decade, esce dalla produzione, ma la sua immagine resta attraverso i

veicoli dello scatto fotografico. La fotografia degli oggetti del design

segna il tempo e resta nel tempo.


Anni ‘70

E’ con Ballo che nascono le prime importanti campagne fotografiche intraprese dall’azienda

alla fine degli anni Sessanta, caratterizzate dall’austera cultura visiva di quegli anni per

esprimere lo stato puro dell’oggetto.


Gli still life di Aldo Ballo sono in perfetta sintonia con gli oggetti di Sapper, questi

rappresentano l’oggetto dal punto di vista dell’oggetto stesso senza che il fotografo entri in

competizione con la sua creatività.


Anni ‘80

Successivamente, tra la fine degli anni

Settanta e per tutti gli anni Ottanta, le

immagini rappresentano le ricerche

comunicative fatte di sguardi innovativi e

sperimentazioni, di cui Mario Zappalà è

indagatore di nuove forme fotografiche e

composizioni ardite del periodo ‘prephotoshop’.

Si cercano coinvolgimenti, non

solo visivi, ma anche emotivi.


Anni ‘90

Negli anni Novanta si prosegue la linea della libertà interpretativa degli anni precedenti, è

l’epoca del’introduzione al digitale.


Indimenticabili gli still life di Luciano Soave, che sottolineano l’architettura dell’oggetto.


La nitidezza ‘chirurgica’ si Stephan Kirchner


Interviste a fotografi operanti nel campo del design.


Carmine Mauro Daprile

Secondo lei, qual è il contributo più significativo al settore della

fotografia dal parte del design, e viceversa?

Sono convinto di questo, e credo la fotografia possa rivelarsi

elemento progettuale, spunto di discussione e confronto, restituendo

al design uno sguardo sulle esigenze della società in costante

divenire, per la progettazione di prodotti che ne assolvano le istanze,

oltre che produrre immagini a completamento di una visione.

Giusto di recente sono stato contattato da un’azienda, per

progettare delle immagini da proiettare nel loro stand al Salone del

mobile, che ne restituissero la filosofia del marchio, a completamento

della comunicazione da catalogo, sulla base di questo ho proposto

loro un percorso di ricerca, che è attualmente in progress.


Nel vostro marchio esiste un ufficio di progettazione? Quante

persone lavorano? La loro estrazione formativa?

Attualmente faccio tutto da solo, ed a volte mi avvalgo di un

assistente. Mi piacerebbe però costituire o entrare a far parte di un

gruppo di lavoro con persone d’estrazione diversa, per poter

integrare le competenze e produrre progetti più complessi, completi

e raffinati.

Quali sono le professioni più ricercate per un'azienda come la vostra?

Non ho in mente delle professioni, piuttosto delle qualità: creatività,

apertura mentale, flessibilità, concretezza, passione, audacità…

Voi fate stage?

Si

Come avvicinate i giovani?

Attraverso l’Associazione Fotografi Professionisti – Tau visual, o

attraverso il Laboratorio di Fotografia di Miro Zagnoli c/o IUAV di

Venezia, a cui da 3 anni collaboro.


Vi spediscono progetti? Li analizzate? Fate concorsi?

Sì, spesso dal corso allo IUAV scaturiscono rapporti di reciproca

stima, per cui poi vengo coinvolto nell’analisi di elaborati anche di

altri corsi dagli studenti, o mi richiedono pareri tecnici per l’acquisto

di materiali fotografici

Quale estrazione culturale predilige? Architettura? Design?

Ingegneria?

Designer, per la loro capacità di analisi del progetto.

Negli ultimi anni sono nati tanti corsi universitari nel design, vorrei un

parere obbiettivo.

La condizione delle Università italiane in genere è fragile, ma per

quanto riguarda lo IUAV di Venezia, credo che grazie al contesto in

cui la città e l’Università quasi si confondono, consentendo ai docenti

e agli studenti di approfondire le tematiche dei corsi anche al di fuori

delle lezioni, e creare così relazioni che possano anche sfociare in

collaborazioni, questo faccia la differenza.

Pensa che questi giovani troveranno un lavoro facilmente?

Rispetto al mercato del lavoro sono pessimista, ma sono convinto

che chi ha le capacità riuscirà a farcela.


Nel vostro settore o in altri? Quali? Food design, light design, web

design o fashion design?

Food design

Il settore emergente?

Food design

In futuro l'estetica sarà un elemento emergente nel prodotto? In

quale settore?

Temo di si, ma mi auguro che questo non vada a discapito del

design, trasformandolo in pura moda?!

Secondo lei il termine designer è compreso da tutti? O per molti

indica semplicemente colui che disegna…..

Non è compreso. Si!

Secondo lei, quali possono essere tre fotografi significativi che

hanno contribuito allo sviluppo del rapporto fotografia-design?

Làslo Moholy-Nagy; Irving Penn; Ugo Mulas.

Recentemente apprezzo molto la campagna firmata da Tom Vack

per emu.


Giuseppe Sboarina

di Studio Foto G

Secondo lei, qual è il contributo più significativo al settore della

fotografia dal parte del design, e viceversa?

Premetto che la fotografia di oggetti , e quindi di design non è

il mio primario impegno , pur collaborando con un paio di

professionisti in architettura e progettazione.

Il mio Lavoro è cercare emozioni. Mi spiego meglio . Io considero una

fotografia ben riuscita quando riesco a trasmettere un’emozione

con la stessa .

Quando collaboro con un architetto; quando comunichiamo fra noi

per la ripresa fotografica di un ambiente da lui creato oppure

quando fotografo una casa , un particolare in una struttura o un

oggetto o una foto di food. Cerco di trasportare sulla

mia immagine ciò che vedo, utilizzando si, la mia tecnica , le mie

conoscenze oltre alla mia attrezzatura. Ma soprattutto uso la

luce per riprendere, scoprire e vedere , e quindi trasmettere a chi

vedrà la mia fotografia, ciò che ho percepito da quel progetto.

Se poi ciò che realizzo, se la mia immagine finale riuscirà a far

capire e a trasmettere un ‘emozione. Allora forse si , forse oltre ad

una buona foto posso immaginare di aver fatto un poco di design

con la luce e la mia macchina fotografica (ma non sta a me dirlo.. )


Come avvicinate i giovani?

Vagliando proposte dirette e tramite associazione di categoria

Quale estrazione culturale predilige? Architettura? Design?

Ingegneria?

Specifica in fotografia

Il motivo?

Preparazione

Il settore emergente?

Mi viene da pensare il Food in generale

In futuro l'estetica sarà un elemento emergente nel prodotto? In

quale settore?

Lo è già e sarà sempre più importante.

Secondo lei il termine designer è compreso da tutti? Si

O per molti indica semplicemente colui che disegna….. sarà sempre

difficile far capire il tuo lavoro , quando ciò che fai è una

professione non comune.

Il termine andrebbe comunicato meglio?

No, bisogna solo saper lavorare seriamente.


Michele Stellati

Secondo lei, qual è il contributo più significativo al settore della

fotografia dal parte del design, e viceversa?

Sono assolutamente d’accordo, però mi sembra giusto sottolineare

una distinzione: ci sono diverse responsabilità nelle due professioni,

relative alle diverse produzioni: oggetti d’uso e immagini.

Quali sono le professioni più ricercate per un'azienda come la

vostra?

STYLIST, ACCOUNT,

Voi fate stage? SI

Come avvicinate i giovani?

A seguito di segnalazione di colleghi, contattiamo i giovani

promettenti per telefono.

Qual è l'atteggiamento di un giovane fresco di laurea quando

entra in azienda?

Diciamo che...EVITA DI SPORCARSI LE "MANI".

Preferite italiani o stranieri?

E’ assolutamente indifferente, ma si tende a selezionare in base al

caso lavorativo specifico.

Quale estrazione culturale predilige? Architettura? Design?

Ingegneria?

Architettura e Design.

Il motivo?

MAGGIORE ATTENZIONE ESIGENZE UMANE.


Pensa che questi giovani troveranno un lavoro facilmente?

COMPATIBILMENTE CON IL NECESSARIO DIMAGRIMENTO DELLA

NOSTRO STILE DI VITA GENERALE

Il settore emergente?

COMUNICAZIONE PERSONALE (CELLULARI ETC,)

In futuro l'estetica sarà un elemento emergente nel prodotto? In

quale settore?

NEL SETTORE CHE PER PRIMO DECIDERA' DI PORRE L'ESTETICA AL

SERVIZIO DELLA QUALITA' DI VITA GENERALE (ECOLOGIA)

Secondo lei il termine designer è compreso da tutti? O per molti

indica semplicemente colui che disegna…..

ATTUALMENTE E' DI MODA QUINDI NON CORRETTAMENTE COMPRESO

Il termine andrebbe comunicato meglio?

ANDREBBE COMUNICATO MEGLIO IL VALORE DEGLI OGGETTI E DI CHI

CI LAVORA A TUTTI I LIVELLI

Un consiglio pratico per chi desidera entrare nel suo settore.

NON SMETTERE DI "IMMAGINARE" E COLTIVARE LA PASSIONE


Riviste, Siti e Blog


Mensile di fotografia nato

con lo scopo di diffondere la

passione per la fotografia e

condividere le conoscenze.

Riviste

I maestri della fotografia

internazionale

La più diffusa rivista di

fotografi

La più diffusa rivista di

fotografia


QuickTime e un

decompressore TIFF (Non compresso)

sono necessari per visualizzare quest'immagi ne.

Rivista internazionale di

fotografia e scrittura,

propone un suo viaggio

fotografico in cui la

visionarietà si alterna ai segni

delle creazioni artistiche e

degli umori delle nuove

tendenze della fotografia.«...

una risposta alle perplessità

di chi si chiede a cosa può

servire la fotografia all’alba

del terzo millennio. E che vi

porti tanto piacere quanta è

la materia su cui riflettere…»

Aperture, la prima istituzione no

profit dedicata alla fotografia, è

stata fondata nel 1952 da i fotografi

Ansel Adams, Dorothea Lange,

Barbara Morgan e Minor White; dallo

storico Beamount Newhall; e dalla

scrittrice Nancy Newhall. Nasce per

servire i media, gli appassionati di

fotografia e gli amanti dell’arte di

tutto il mondo.

Nel pieno rispetto dell’integrità dei

lettori e degli artisti, Aperture

presenta al pubblico le più belle

immagini fotografiche, fedeli

all’intento dell’artista e alla verità del

soggetto. queste immagini vengono

utilizzate come vuole l’artista, e non

sono compromesse dalle regole del

mercato.

Trimestrale di cultura

fotografica e immagini.


www.fotografi.org

E’ il sito dell’associazione

nazionale fotografi

professionisti tau visual.

E’ la risorsa online più

completa in assoluto per tutti

coloro che sono interessati al

mondo della fotografia.

E’ una guida, un assistente,

un repertorio di informazioni

utilissimo.

Siti

www.fotoinfo.net:

Fotografia e informazione

Associazione di fotografi

indipendenti che promuove la

tutela professionale,

l'aggiornamento tecnologico e

gli interessi culturali dei soci

“Un lavoro prezioso, una

presenza indispensabile.

fotografia & informazione è da

tempo un punto di riferimento

per i fotografi indipendenti e per

chi lavora e ama la fotografia.

se non ci fosse bisognerebbe

inventarla, visto che c'è,

bisogna sostenerla“.

Renata Ferri

Photoeditor, Io Donna

Milano

www.fotografitaliani.com

Fotografiitaliani.com è una

risorsa che permette di

trovare fotografi suddivisi per

settore, dall'architettura

all'arredamento, dalla moda

allo sport, dalle auto al food,

etc. E' fondamentalmente

un sito di scambio nel mondo

della fotografia. E' oltrettutto

sempre aggiornato su mostre

ed eventi del settore.


www.informatissimafotografi

a.it

Sito altamente specializzato

in tutto ciò che riguarda la

fotografia: è una risorsa

utilissima sia per persone già

inserite nel settore che per

coloro che si vogliono

avvicinare a questo mondo.

www.mastersofphotography

.com

Il più grande sito per la

visione e la compravendita

di fotografie d'autore.

Comprende un glossario

molto utile per coloro che

vogliono approciare il

settore.

www.photographers.it

Sito per coloro che lavorano

nel settore. E' una risorsa che

permette di aprire un proprio

spazio per farsi conoscere,

che mette in contatto i

fotografi fra di loro.

Ha inoltre un forum,

www.ifotografi.it.


www.photorevolt.com

E' una comunità fotografica

indipendente.

Alinari è un punto di

riferimento insostituibile per

conservare, catalogare,

divulgare e tramandare,

attraverso la fotografia, la

storia, la società, l'arte e la

cultura italiane ed europee.

www.abcfotografia.it

Un grande sito con molte

aree suddivise tra articoli,

editoriali, recensioni di libri.

Dall'abc ai corsi di fotografia,

alle tecniche di scatto, storia,

glossario dei termini

fotografici, catalogo di

fotocamere digitali e

caratteristiche tecniche

complete, varie modalità di

ricerca e confronto, test e

recensioni, articoli tecnici e

una sezione con sevizio di

vendita per acquisti di

macchine fotografiche

digitali o analogiche e

accessori fotografici


Blog

Di Blog e Forum sulla fotografia nel

web è pieno, ho lanciato la mia

domanda su quale si il contributo

più significativo al design da parte

della fotografia e viceversa ma le

risposte sono state poche e scarne.

Tutti coloro che mi hanno risposto

mi hanno consigliato di leggere il

libro “Fotografia e Design,

l’immagine Alessi”, cosa che avevo

già fatto in partenza e che ha

confermato il corretto svolgimento

del mio percorso.

www.ifotografi.it/

www.museodellafotografia.it

www.photo4u.it


Photoshow è la manifestazione

di riferimento in Italia dedicata

all’Imaging.

Una manifestazione che

presenta in un unico contesto

aree dedicate al trade, agli

operatori del settore e al

pubblico più in generale.

Forte di circa 300 espositori con

tutte le aziende più importanti a

presentare prodotti servizi e

novità nel campo della

fotografia digitale e

tradizionale, attrezzature e

materiali video, fotolaboratori,

minilab, album, cornici,

attrezzature per fotografia

professionale.

Photoshow ogni anno (negli

anni dispari si svolge a Milano

negli anni pari a Roma) conta

più di 50.000 visitatori.

All’interno dell’area espositiva

una parte viene dedicata al

Professional Imaging dove sono

raggruppate tutte le aziende

che propongono attrezzature e

materiali per fotografi e

operatori professionali.

.

Fiere:

Photoshow

Photosow sarà affiancata da

Fotofestival per le vie di Milano:

Il panorama espositivo è

particolarmente vario e

accosta il reportage e la

ricerca, la classicità

e l’inventiva, ma sa anche

individuare diversi linguaggi

che vanno da quelli cari alla

fotografia

classica a quelli più innovativi

che fanno dell’immagine una

vera e propria forma d’arte.

PHOTOSHOW e PHOTOFESTIVAL

saranno un modo per far

emergere la vitalità di una città

che è considerata la capitale

della fotografia italiana per il

numero di agenzie, case

editrici,

atelier di moda e studi di

ripresa, ma anche per la

qualità delle mostre proposte

che permettono

di disegnare un panorama

espositivo

di grandissimo interesse rivolto

non solo agli specialisti

ma a un pubblico sempre più

ampio

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