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2° parte - Udine Cultura

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2° parte - Udine

84 Parnassius apollo Invertebrati: parte tassonomica ■ Il popolamento delle rupi Molluschi. Anche se la stragrande maggioranza delle specie vive di preferenza in zone non aride, poco esposte all’insolazione diretta e ben coperte dalla vegetazione, i molluschi terrestri non mancano di elementi adattati alla vita in ambienti che possono sembrare particolarmente ostili come quelli delle pareti rocciose. Le specie rinvenibili in questi ambienti sono abbastanza numerose e appartengono sia ai prosobranchi, il gruppo più primitivo dei gasteropodi, sia ai polmonati, il gruppo più evoluto che, grazie appunto all’acquisizione di una sorta di polmone, ha potuto diffondersi, con la linea evolutiva degli stilommatofori, anche in ambiente subaereo. Gli uni e gli altri, seppur decisamente diversi quanto ad organizzazione anatomica e a fisiologia, sono limitati agli ambienti di roccia calcarea, dalle quote più basse a quelle più alte dei nostri principali complessi montuosi. Essi vivono qui sulle superfici esposte, sia in ombra che in pieno sole, anche se invariabilmente tendono a concentrarsi nelle fessure, nelle spaccature, sotto aggetti o rilievi, tra i muschi, ovunque, insomma, sia più facile trovare cibo e un po’ di riparo sia dall’eccessiva insolazione, sia dal gelo. Le conchiglie, di dimensioni variabili, sono spesso caratterizzate da colorazioni non solo criptiche, ma anche capaci di respingere i raggi solari e diminuire il surriscaldamento dell’animale: grigiobiancastre, con sfumature ora giallastre, ora violette, ora rosate. A volte, inoltre, si presentano costulate, per poter meglio deflettere i raggi solari. Talvolta, infine, Paolo Audisio sono ricoperte di terra o di escrementi concrezionati, così da incrementare l’effetto anti-riscaldamento e ridurre la possibilità di individuazione da parte di eventuali predatori. La loro dieta è basata sulla vegetazione incrostante (muschi, licheni) o sul detrito vegetale che si accumula nelle spaccature o sullo scarso suolo dei gradoni e delle terrazze. È evidente come, nonostante la loro notevole xeroresistenza, la disponibilità d’acqua rappresenti per loro il principale fattore limitante. D’altra parte, l’adattamento dei loro apparati escretori (con altissimo riassorbimento di acqua), lo spessore delle conchiglie, la capacità di ritrarsi nelle conchiglie saldandone con muco l’apertura alla superficie rocciosa, Pyramidula fissate sulla superficie rocciosa la possibilità di trascorrere in stasi lunghi periodi di tempo, limitano notevolmente le perdite e consentono, quindi, la sopravvivenza anche sulle rupi più esposte, sulle quali l’unico apporto di acqua è, per periodi assai lunghi, quello dovuto alla condensa notturna. Molte specie, infine, sono anche capaci di resistere al freddo, potendo così colonizzare quote decisamente elevate. Da un punto di vista faunistico e 85

periodico quadrimestrale di cultura della montagna anno 15 n. 2 ...
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