Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

elle uno do' pedoni aveva detto per sollazzo : Cesare

fa più eh' elio non promise. Disse eli' elio avrebbe la

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deeima legione in luogo d' una eoorte pretoriana ; ed

eeco elle elio ei fa eavalieri. Nel mezzo d' uno grande

piano era uno piccalo monto, in luogo aperto, da tra-

mendue gli osti rimosso per uguale spazio. La legione

di Cesare posta a cavallo era di lungi dueento passi,

e per uguale intervallo erano di lungi i eavalieri di

Ariovisto. La prima parte delle parole di Cesare fu

la commemorazione dei beaetìcii del senato di lioma

verso di quello , perchè 1' avea chiamato re e chia-

mato amico , e i)erchè lo aveva onorato con amplis-

simi doni , i ([uali imporciò gli doveano essere più

grati, perchè negli altri eranr» più radi, e a lui erano

dati per cortesia e senza alcuno suo m;3rito e senza

conoscerlo ; e che questo era stato fatto per opera di

Cesare più efficacemente , benché il senato 1' avesse

fatto per sua liberalità; la seconda parte fu dell'an-

tica confederazione degli Kdui con i Romani , per la

quale egli per niuno modo gli potrebbono lasciare

salva la oaestade, specialmente perchè innanzi l'ami-

stade de' Romani egli possedevano la signoria di tutta

la Gallia senza alcuna lite . e che i Romani sogliono

non solamente difendere, ma accrescere lo stato degli

amici: e con che animo e con che fronte si potrebbe

comportare che gli Edui , i quali nel tempo di sua

prosperità aveano cercata 1' amistà de' Romani , con

quella amistà dappoi egli avessono mutata la prospe-

rità in miseria, e la signoria in servitù ? Il fine della

orazione fu, che elio dimandò quelle medesime cose,

che aveano dimandate gli ambasciatori : eioè che elio

si astenesse di fare guerra o ingiuria agli Edui, e

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