Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

per lunga usanza posseduta, e se voi mi sottraete la

mia sedia, gli statichi e il tributo. Aggiugni, eh' io

venni in prima in Gallia che tu , acciò che tu vegga

che io mi meraviglio, che tu al)lti a fare nella mia

provincia. Io ho alcuni paesi , come avete voi ; e come

io farei malvagiamente , se io entrassi tra i vostri

confini , così ingiustamente voi entrate ne' miei. Ma

voi dite che gli Edui sono fratelli de' Romani. Non

sono si grosso né si barbaro , eh' io non sappia che

voi non avete usate le vostre guerre con lo aiutorio

degli Edui, e che egli non hanno usato nelle sue il

vostro aiutorio. Che resta più a dire , se non che tu

hai menato in Gallia la gente a mio danno, solo mo-

strando la fratellanza della gente straniera, che niente

ha a fare con voi ? La quale gente se tosto tu non

la meni indietro, sappi che io non ti arò per amico,

ma per nimico ; e , se noi usciamo a campo o a caso

io vincitore ti ucciderò, dicoti una cosa, la quale,

come io penso , tu non sai : non solamente arò libe-

rato me da uno odioso nimico , ma

io arò di questa

sola morte acquistato l' amistade di molti principi ro-

mani, i quali niente più desiderano, che la tua morte ;

e questo m' hanno significato per messi, acciò che tu

intenda, quanto eziandio tu se' caro alla tua patria.

E se tu ti parti e lascimi Gallia isgombrata , parten-

doti tu io ti darò grande premio : e nominatamente

qualunque guerra tu vorrai fare, io la farò senza

alcuno tuo pericolo o fatica, come se io solo ricevessi

il soldo per tutti. Cesare a queste parole disse molle

cose ; e prima eh' elio non potea lasciare quello ch'elio

aveva cominciato per alcuno modo ; e che non era

sua usanza nò de' Romani di lasciare nella avversi-

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