Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

meravigliosamonte si mossone gli animi di tutti con

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meraviglioso furore di coinl)attere. Do}30 duo di pen-

dente r animo di Cesare, Ariovisto mandò da capo a

Cesare, che elio voleva, se gli piacesse, più chiara-

mente trattare con lui delle coso cominciate e non

conchiuse; altrimenti domandò che elio gli mandi al-

cuni de' suoi, con i quali elio possa parlare, come

con lui. Cesare non deliberò commettere da capo

trattato di pare a furore de' barbari , acciò che al-

cuno movimento non si levasse intra le parole, onde

gli nascesse alcuna infamia. E da capo mandargli

ambasciatori e che uomini fossono fidati gli pareva

pericoloso, e altri non manderebbe elio ai barbari

irragionevoli e immodesti. Alla fine prese consiglio

d' imporre questa ambasciata a Gaio Valerio Procillo

giovanetto, il quale era di nazione Gallico, ma citta-

dino di Roma e di romana virtù, perchè elio aveva

grande fede a Cesare, e perchè elio sapeva il lin-

guaggio gallico, il quale linguaggio Ariovisto aveva

imparato conversando lungamente in Gallia. E dij-

degli per compagno Marco Mezio , il quale era stato

in casa di Ariovisto, e parevagli che contro a questi

due elio non dovesse fare crudeltade, perchè 1' uno

era del paese e 1' altro era suo domestico. E non gli

valse la dimestichezza , né la nazione , né la comune

usanza. Perché incontanente come elio gli vide ve-

nire, udendolo l'oste, quasi rabbioso gridò e disse;

Come siete venuti qua ? per ispiare ? o per che altra

cagione siete venuti nel mio campo ? Volendo quegli

dire la cagione di sua venuta non gli lasciò favel-

lare, e fecegli mettere in prigione. Fatto questo , in-

contanente elio si [)arti e pose il suo campo appresso

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