Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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pena aspettati tre di, deliberò fare per forza quello,

che ad ingegno elio non poteva fare. Perciò lasciato

il giiarnimento ne' suoi due campi , con tutta 1' altra

gente assali il campo de' nimici. Vedendo Ariovisto

che elio non poteva più indugiare la battaglia, fece

una grande schiera di più popoli germanici , e cosi

tutto r oste circuì di carri e di carrette , acciò che

egli non avessono, e specialmente li cavalieri, alcuna

speranza di fuggire. E intra gli uomini furono mi-

schiate le indovinataci , delle quali noi dicemmo, e

altre femminette clie gli aveano seguiti , e che gli

pregavano con alti pianti , che elle non fossono date

al servigio de' Romani. E concorsono i Germanici con

tanto furore, che, non rimanendo spazio tra quegli e

i nimici , non v' era modo né agio di lanciare le

lancie. Adunque , lasciate le lancie , si combattè con

le spade, e stette la cosa grande spazio in dubbio.

Finalmente si ruppe la pertinacia de' Germanici , e

tutti volsono le spalle, e, rotte le serraglie de' carri,

per le quali il re sperava avere fatto fermo 1' oste

continuando il fuggire, durò la fuga infino alla ripa

del Reno, il quale alcuni passarono notando, e alcuni

con piccole navi; nel numero de' quali fu Ariovisto,

il quale, come io credo, messe giù la soma della sua

superbia , la quale era si grande , che tutta la Ger-

mania non la poteva tenere e Gallia non la poteva

comportare, in una barchetta trovata a caso in sulla

ripa di qua solo passò all' altra ripa. Gli altri quasi

tutti, perseguendogli i Romani, per mezzo della fuga

perirono ; intra i quali furono due mogliere di Ario-

visto , r una di Svevia. l'altra Norica, delle quali

V una elio avea menata quan

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