Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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bisogno e sicuro pose il campo, e dall' uno de' lati

del campo era il fiume, il quale dava sicura la via ai

Remi e a (jnep^li delle altre terre, i quali venivano con

la vettovaglia. Posto il campo con ogni sollecitudine

e ingegno e posta la scorta dall' altra parte del ponte,

che era sopra il fiume, della quale scorta era capi-

tano Titurio Sabino con sei coorti mandato a questa

guardia, nuovo pensiero venne nell' animo di Cesare.

Perchè gli fu detto, che i Belgi combattevano un ca-

stello de' Remi , il quale ha nome Bibrace ed è da

lungi del campo de' Romani otto miglia e non più,

ed ennovi con tanta moltitudine , che per lo gittare

delle pietre e per le saette elio non si può più difen-

dere, e non si può stare su le mura : e che già cade

il muro, e già egli mettono fuoco nelle porte, e non

è dubbio ch9 già elio sarebbe vinto, se non fosse so-

pravvenuta la notte, la quale pose fine al combattere ;

e non poteano sostenere più, s' egli non fossono stati

soccorsi immantinente. Significando di notte queste

cose il capitano a Cesare, il quale capitano aveva

nome Jocio, nobile e amatissimo intra il popolo dei

Remi, ed era uno di quelli due ambasciadori , che e-

rano venuti ad offerire la terra, incontanente Cesare,

perchè la necessità non portava indugia , in quella

medesima notte e con quelle medesime guide, che e-

rano venute da Jocio , mandò nel castello balestrieri

di Numidia e arcieri di Creta e traggitori di roinbole

Balearici ; la venuta de' quali diede speranza di difen-

dersi a quegli della terra, e a' Belgi tolse la speranza

di vincergli. Adunque dato la mattina il guasto circa

la terra e guasti gli edifici!, lasciato 1' assedio, vol-

gonsi a Cesare con tutta la moltitudine dell' oste : e

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